“La Pellicola d’oro” debutta alla 74.Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

Scritto da uff stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Film

“La Pellicola d’Oro” di Enzo De Camillis sbarca per la prima volta alla Biennale di Venezia durante la 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica tra i Premi Collaterali.

Saranno il “Migliore direttore di Produzione Italiano de La Biennale di Venezia” e il “Migliore direttore di Produzione Internazionale de La Biennale di Venezia” i due riconoscimenti de “La Pellicola d’Oro”, che saranno consegnati a due film in concorso, durante la 74. Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia, tra i premi collaterali.

Il prestigioso premio cinematografico è promosso ed organizzato dall’Ass.ne Cult.le “Articolo 9 Cultura e Spettacolo” e dalla “Sas Cinema” di cui è Presidente lo scenografo e regista Enzo De Camillis.

La Pellicola d’Oro” è un riconoscimento, giunto alla sua VII edizione, che ha come obiettivo portare alla ribalta quei “mestieri” il cui ruolo è fondamentale per la realizzazione di un film ma che, allo stesso tempo, sono praticamente “sconosciuti” o non correttamente valutati dal pubblico che frequenta le sale cinematografiche o guarda i film sui canali televisivi. Accanto a questi riconoscimenti però, non mancano premi speciali che vengono assegnati ad altri esponenti del cinema, dello spettacolo e della cultura, che si sono particolarmente distinti nella loro carriera anche in relazione al positivo rapporto instaurato con le maestranze, tecnici e artigiani che operano sul set.

Dallo scorso anno, inoltre, “La Pellicola d’oro, ha varcato i nostri confini con due appuntamenti importanti a Lisbona (Portogallo) e a Sofia (Bulgaria) in cui si è tenuta la prima edizione del Premio Cinematografico.

La presenza di questo premio alla 74. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica La Biennale di Venezia segna un grande traguardo per far conoscere ancora di più al pubblico un premio dedicato a chi fa il cinema ma lavora sempre dietro le quinte.

Rai Play: “Non uccidere” totalizza più di un milione di visualizzazioni

Scritto da Elena Todisco il . Pubblicato in Film, Spettacolo, TV

Non uccidere” primo titolo disponibile sul sito, totalizza più di un milione di visualizzazioni: la piattaforma Rai Play regge le anteprime e le serie attirano anche in Rete.

Per lanciare il servizio di Rai Play, la RAI ha giocato e vinto la scommessa con “Non Uccidere”. La storia è nota: tutti i nuovi episodi (12) del noir targato FremantleMedia sono stati i proposti in anteprima assoluta dal 1° giugno sulla piattaforma online, Rai Play, visibili integralmente.  E’ il primo titolo della RAI a essere reso disponibile sul web, in anticipo sulla messa in onda televisiva che è iniziata il 12 giugno. Un esperimento coraggioso, voluto dall’ex direttore generale Antonio Campo Dall’Orto, per consentire, come Netflix, la fruizione di una serie in un’unica botta, cosa che né Sky né Mediaset hanno mai fatto.

Alla prova dei numeri certificati del marketing aziendale, il crime con la detective Miriam Leone, nei dieci giorni antecedenti alla messa in onda tivù, ha generato più di un milione di visualizzazioni, un dato abbastanza clamoroso e la prova che alla direzione Digital sono stati bravi a predisporre l’offerta e la promozione. “Per la prima volta l’online fa un successo di questo genere: vuol dire che Rai Play è una piattaforma capace anche di reggere le anteprime e le esclusive. Ma l’altra cosa interessante emersa dalla nostra osservazione di questi mesi è che il brand fiction è fortissimo anche sul web”, dice Maria Pia Ammirati, responsabile Content di RAI Digital e direttore delle Teche Rai, considerando che l’evoluzione dell’offerta di Rai Play nei primi cinque mesi dell’anno ha raddoppiato i consumi rispetto al 2016, registrando una media mensile di 58 milioni di visualizzazioni video.

La fiction, in particolare nel primo quadrimestre, si conferma il genere più popolare raggiungendo a marzo il picco record con quasi 15 milioni di visualizzazioni totali sul mese.

Nel corposo catalogo di titolo cinematografici e televisivi e delle Teche che costituisce il vero appeal di Rai Play, la fiction viene proposta nella modalità del box set, cioè offrire la serie intera in un colpo solo. Anche “Il commissario Montalbano” è finito nel box set dando la possibilità di rivedere anche gli episodi più vecchi durante la messa in onda della nuova serie, ed è stato tolto al termine della programmazione.

Stanno invece per tornare online i “Medici”, spariti dal web dopo la programmazione dello scorso autunno per problemi di diritti.

Resta comunque il fatto che la fiction è il genere che fa i numeri più alti, migliori del film e nettamente superiori all’intrattenimento. Da annotare però che alcuni show particolari, tipo “Facciamo che io ero” di Virginia Raffaele, titolo recentissimo, hanno registrato quasi 800mila visualizzazioni, un numero importante.

La fiction però vola: tra le più viste si piazza “Che Dio ci aiuti 4”, firmato Lux Video, che ha collezionato 14 milioni 650mila visualizzazioni. Un dato straordinario per una serie che, in onda da gennaio a marzo di quest’anno, continua a macinare alla quarta stagione l’ottimo ascolto di 5 milioni di spettatori.

“Tutto può succedere 2”, in pista da aprile e tuttora in onda con una media intorno al 17%, ha totalizzato 3 milioni 700mila visualizzazioni superando “I Bastardi di Pizzofalcone”, un grande successo di RAI1 che su Rai Play si è fermato a 3milioni 100mila.

“La porta rossa”, invece, al 13% su Rai2, ha fatto banco anche sul web con 4 milioni 900mila utenti unici, persino meglio del mitico “Montalbano” (4 milioni 300mila).

“Non uccidere”, invece, ha iniziato solo ora la sua vita televisiva sulla rete di Ilaria Dallatana, con un esordio un po’ deludente (5,7%), che mette in risalto il successo dell’operazione sul web. “Un risultato in linea con le aspettative”, dice Antonella Di Lazzaro, vice direttore dell’area digital. “Dalle valutazioni del nostro marketing è emerso che non c’è stata nessuna cannibalizzazione tra l’anteprima online e la fruizione in tivù”. Di Lazzaro spiega invece come “c’è sicuramente una relazione tra la vita on air e il consumo online, perché molto semplicemente la messa in onda è come se fosse una campagna promozionale continua che accende l’interesse dell’utente. Quindi un prodotto con una serialità molto lunga – ed è il caso di “Che Dio ci aiuti” – è un titolo caldo”.

Il secondo punto del ragionamento riguarda i titoli che, a prescindere dal loro ciclo di vita televisivo, su RAI Play funzionano “perché hanno delle particolari affinità con un target di riferimento che evidentemente consuma molto web, a prescindere che sia giovane o adulto. Il fatto che una serie sia a target giovane o a target più adulto non cambia necessariamente il risultato di fruizione su RAI Play. Quello che cambia è la piattaforma: un adulto tende a consumare l’offerta su pc e il più giovane in mobilità”.

Questo anche perché, ammette il vice direttore Digital, RAI Play ha convertito tutta l’utenza del vecchio portale RAI TV, quindi è seguito da un target adulto, e si stanno facendo degli esperimenti per allargare la platea.

LA FICTION AMERICANA PROSSIMA AVVENTURA

Dal 16 al 26 maggio si sono svolti a Los Angeles gli Screenings in cui le major americane presentano l’episodio pilota della nuova produzione seriale che occuperà gli schermi dei network e dei cable nella stagione 2017-2018. Da sempre è l’appuntamento fondamentale per compratori, distributori e programmatori mondiali, che vi accorrono come alla Mecca perché il prodotto a stelle e strisce è per eccellenza globale e conoscere in anticipo le tendenze che domineranno il mercato dà la sensazione di stare al centro del mondo, e aiuta anche a verificare la coerenza delle proprie scelte e convinzioni.

Per avere un’idea a grandi linee di che cosa si è visto, le proposte più interessanti e i titoli più trendy, ma anche di chi sono i creativi e gli studios che firmano la nuova stagione, abbiamo parlato con i dirigenti della RAI, di Sky, di Fox e del MIA (Mercato Internazionale Audiovisivo), che sono dei veterani dell’evento. Un’opinione abbastanza condivisa è che agli Screenings 2017 è mancata la serie che fa gridare al miracolo. L’anno scorso, per esempio, avevano tutti magnificato il crime Hbo “The Night of” per la qualità di un racconto degno del miglior cinema indipendente americano e un’interpretazione da Serie A di John Turturro e del pakistano Riz Ahmed. Quest’anno invece Hbo e Showtime, le due pay per i palati fini, non hanno tirato fuori neanche un titolo e c’è stato meno prodotto cable, che è quello un po’ più smart. La parte del leone l’ha fatta il prodotto più pop e largo di Cbs, Nbc, Abc e Fox, “che è stato abbondante, con una qualità di livello alto e molto diversificato nel genere e nel target, e questo è un valore”, precisa Marco Spagnoli, giornalista e critico cinematografico, che è consulente del Mia e ha sempre curato la selezione americana del RomaFictionFest. “Ho visto una grande offerta: tanta action, molta fantascienza, supenatural, sitcom, mistery, crime, thriller e molte ibridazioni. Mi pare tutto meno che una stagione di ripiegamento o di transizione”.

Militari e supereroi sono i nuovi trend del racconto americano. Sparite le serie politiche, attenuata l’ossessione del gender, diminuiti anche i reboot di grandi successi cinematografici all’Arma letale’, entrano in scena loro. Come se, archiviata l’era Obama, le major si fossero immediatamente sintonizzate sui valori del trumpismo, sposati dalla nuova maggioranza del Paese, preparando vagonate di serie dedicate a corpi speciali dell’esercito impegnati in pericolose missioni antiterrorismo. Serie muscolari che vedono in azione studi diversi. Se Cbs, in genere sensibile al filone army, proporrà ‘Seal Team’ e ‘Valor’, pensata per il suo canale giovanile The Cw, in aggiunta a ‘Swat’ prodotta da Sony, su Nbc prenderà il via la più spettacolare The Brave’, fino alla più intimista ‘Six’ della Weinstein Company per A&E, diretta al canale History.

Dalle divise al supernatural abbonda il prodotto per soli uomini. Supereroi in tutte le salse e ogni tipo di superpoteri hanno una casa e un logo che si chiama Marvel. Fatto esplodere al cinema il fenomeno degli X-Men, la società è attivissima sul fronte tivù da quando a capo di Marvel Television è stato messo il famoso scrittore di fumetti Jeph Loeb, che sta facendo un grande lavoro per diversificare caratteri, target e poteri. Marvel ha presentato parecchi titoli, diversi uno dall’altro, non appoggiandosi alla stessa major. Sul fronte mainstream ‘The Gifted’ con gli X-Men ragazzini braccati dall’Fbi, è prodotto da 20th Century Fox e diretto alla generalista Fox, mentre ‘Inhumans’, personaggi dotati di poteri eccezionali, uscirà a settembre, primo esperimento del genere, nelle sale Imax prima di andare in onda su Abc.

Ma il titolo più fresco e in perfetto stile Marvel si annuncia ‘Cloak & Dagger’, pensato per andare in onda su Freeform, il canale Abc per i millennial: due adolescenti, dopo un trauma, acquisiscono dei superpoteri. Si parla di supereroi ma in realtà è una storia di ragazzi che richiama il tema della diversità. Lei è una ragazza wasp e lui un afroamericano.

Ci sono la nuova Shonda Rhimes e il ritorno del guru di ‘Dr. House’ David Shore. Il nuovo legai a marchio Shon- daLand (produttore di ‘Grey’s Anatomy’, ‘Scandal’, ‘Le regole del delitto perfetto’) si chiama ’For thè People’ e seguirà le storie di un gruppo di avvocati di un tribunale federale di New York, che lavorano sia per la difesa sia per il pubblico ministero su casi anche di forte rilievo pubblico, con gli inevitabili intrecci sentimentali dei protagonisti.

Grande curiosità ha suscitato ‘The Good Doctor” (è un format coreano) che la Sony ha affidato al papà di ‘House’ per creare un altro personaggio estremo: sempre medico, ma questa volta autistico. Potrebbe sembrare quasi uno spin off di ‘Dr. House’, ma nel nuovo medicai a prevalere è la chiave emotiva.

Per i palati più esigenti, ‘Absentia’ prodotta da Sony per il suo network Axn, e ‘The Sinner della Cbs Television che sarà trasmesso dal servizio streaming di Hulu. Due serie figlie del modello narrativo alla ‘The Night Of in cui sul protagonista grava il dubbio di colpevolezza. In entrambe una donna in primo piano. In ‘Absentia’ Stana Katic, la detective di ‘Castle’, un’agente dell’Fbi rapita da un serial killer e data per morta, viene ritrovata sei anni dopo ma non ricorda niente, nemmeno dell’omicidio di cui è accusata. In ‘The Sinner’, al contrario, Jessica Biel (‘Settimo cielo’) è una donna della provincia americana che in spiaggia con il marito c con la figlia uccide a coltellate un ragazzo che non conosce. Viene arrestata, si dichiara colpevole ma non ce movente. Il poliziotto Bill Pullman è convinto che nulla è come sembra.

Si diffondono sempre di più le serie antologiche ispirate a casi reali in cui in ogni stagione viene raccontata una diversa vicenda. La 20th Century Fox ha presentato ‘Trust’, realizzato per il cable di famiglia Fx, che ricostruisce il famoso rapimento di Paul Getty Junior, avvenuto a Roma negli anni Settanta, mentre Nbc Universal lancia ‘Law & Order: True Crime’, ennesimo spin off dell’immarcescibile serie creata da Dick Wolf. In questa stagione si racconta del crimine commesso dai fratelli Menendez che ebbe un enorme risonanza negli Stati Uniti.

Grandi assenti sono stati i neo colossi della produzione Netflix e Amazon. Ma poche volte l’assenza è stata così chiassosa. Si è parlato tantissimo di ‘Electric Dreams’, la nuova serie antologica di Amazon Video prodotta con la Sony e Channel 4 di cui però non si è riuscito a vedere neanche un trailer. Con un grande cast (Steve Buscemi) sono dieci sto-rie chiuse che hanno come comune denominatore di essere tratte dai racconti brevi di Philip K. Dick e sono scritte da Ronald D. Moore, l’autore della celebre ‘Battlestar Galactica’, e Bryan Cranston.

È stato invece visto un lungo trailer di ‘Star Trek: Discovery’, serie ideata da Bryan Fuller e Alex Kurtzman che debutterà in autunno su Cbs e sulla piattaforma online Cbs All Access. Fuori dell’America sarà invece disponibile per gli abbonali di Netflix. Ritorna così in tivù il celebre marchio di fantascienza con un prequel ambientato dieci anni prima dei tempi del capitano Kirk e di Spock, che vedrà due donne nei ruoli di comando della Discovery’.

Fonte: Prima Comunicazione

Dagli esordi alla fama internazionale: la carriera di Francesca Dellera

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La sua bellezza ha conquistato sia pubblico che artisti : Francesca Dellera, attrice e modella, ha mosso i suoi primi passi professionali collaborando con fotografi di fama internazionale. Il successo anche all’estero arriva con la pellicola La carne, opera del regista Marco Ferreri che la definì “la pelle più bella del cinema italiano”

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La sensualità di Francesca Dellera tra cinema e fotografia

Dopo aver concluso gli studi classici Francesca Dellera sposa inizia la carriera da fotomodella a Roma, la sua bellezza le vale presto l’attenzione di importanti fotografi quali Helmut Newton, André Rau, Annie Leibovitz, Dominique Isserman, Greg Gorman e Michel Comte. Il suo forte impatto scenico e visivo non passano inosservati: dopo aver conquistato le prime pagine di importanti rotocalchi e magazine, Francesca Dellera è notata dal mondo cinematografico. È l’inizio di una serie di successi cinematografici che le varranno presto una fama internazionale. Arriva il primo importante riconoscimento: la seguono 10 milioni di italiani davanti alla tv con la miniserie tv La Romana, trasposizione cinematografica dell’omonima opera letteraria di Alberto Moravia, ed è lo stesso scrittore che l’intervista per il settimanale l’Espresso, privilegio concesso prima di lei solo a Claudia Cardinale e Sophia Loren. La consacrazione ad attrice di fama internazionale arriva però attraverso il film La carne, realizzato da Marco Ferreri e scritto appositamente per lei. Il film viene scelto per partecipare al Festival di Cannes e riscuote notevole successo presso il pubblico francese. Il suo fascino nel frattempo ha conquistato anche lo stilista francese Jean-Paul Gaultier, il quale la sceglie come modella di eccezione. Tornata a Roma per la miniserie Nanà, diretta da Alberto Negrin, presta il proprio volto a diversi spot e campagne pubblicitarie. Sempre in Francia Francesca Dellera prosegue la propria attività: a fianco di Alain Delon nella pellicola del regista Jacques Deray L’Ours en peluche e successivamente protagonista nel kolossal La contessa di Castiglione, realizzato da Josée Dayan al fianco di Jeanne Moreau.

Francesca DelleraFrancesca DelleraFrancesca Dellera

Francesca Dellera: un fascino riconosciuto da registi e critici cinematografici

Non solo il pubblico italiano e straniero ha saputo riconoscere le doti artistiche e la sensualità di Francesca Dellera. Nel corso della sua carriera, registi, critici e artisti di tutto il mondo ne hanno apprezzato la presenza scenica e la bellezza. Oltre al premio Telegatto vinto per l’interpretazione nello sceneggiato “La romana”, e la premiazione all’interno della categoria miglior spot dell’anno, l’attrice e modella nata a Latina è riuscita a conquistare l’ammirazione di molti professionisti del mondo dello spettacolo. In primis il regista Marco Ferreri, cineasta che ha portato Francesca Dellera al successo internazionale attraverso la pellicola La carne definendola “la pelle più bella del cinema italiano”. Natalia Aspesi, giornalista e scrittrice italiana, ne ha rimarcato la sensualità d’altri tempi, “confronto ai canoni asessuati della bellezza dei nostri giorni, Francesca Dellera è una ragazza d’altri tempi, il suo biancore soffice, carnale, è di quelli che non si vedono più, essendo oggi la femminilità anche vistosa completamente asessuata, come vuole la televisione, come vuole la moda”. Apprezzata particolarmente in Francia, Paese dove ha continuato a svolgere attività di modella e attrice,Francesca Dellera è stata inserita nel libro che Cannes ha dedicato al cinquantesimo anniversario del Festival cinematografico. Anche il famoso critico cinematografico Tullio Kezich ha apprezzato molto l’attrice scrivendo di lei: “la fisicità di Francesca Dellera è parlante, possiede quel qualcosa in più che hanno le figure schermiche di eccezione, tanto a suo agio davanti la macchina da presa che quando è vestita sembra nuda, e quando è nuda sembra vestita”. Anche l’artista Prince fu rapito dal fascino dell’attrice italiana, tanto da corteggiarla ripetutamente e chiederle di seguirlo negli Stati Uniti così da realizzare un video insieme a lei.

Cast stellare per l’opera prima di Dario Germani ed Enzo Russo “Ninna Nanna”

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Con l’arrivo della bella stagione il cinema italiano indipendente non si ferma, anzi, nel mese di giugno porta ben due film nelle sale cinematografiche. Dopo l’uscita di Girotondo, distribuito da SeDici Cinema srl in uscita il 21 giugno, Tonino Abballe questa volta in veste di produttore esecutivo, porta al cinema con Plumeria Film srl “Ninna Nanna” una pellicola diretta da Dario Germani ed Enzo Russo, girata in Sicilia tra Gibellina, Castelvetrano Selinunte e Tre Fontane in uscita al cinema dal 29 giugno.

Nel cast troviamo Francesca Inaudi, Nino Frassica, Fabrizio Ferracane, Manuela Ventura, Guia Jelo, Salvatore Misticone, Maria Rosaria Omaggio, Massimiliano Buzzanca e Luca Lionello. La bellissima colonna sonora, invece, è firmata da Francesco Kekko Silvestre (Modà).

La storia di “Ninna Nanna” racconta un tema attuale: “Cosa accade spesso alle donne dopo una gravidanza, sia a livello psicologico che a livello fisico? Perché alcune volte il bambino diventa una minaccia alla propria felicità? Ce lo racconta Anita (Inaudi) una giovane enologa talentuosa, amata ed innamorata di suo marito Salvo (Ferracane). Anita aspetta una bambina che non vede l’ora di conoscere e di cantarle la ninna nanna che ha preparato appositamente per lei. Dopo il parto, però, crede di aver passato il peggio e di essere pronta per il suo nuovo ruolo di mamma ma, in realtà, la presenza della bambina incrina la sua vita serena ed equilibrata fino a diventare una “minaccia” per la sua felicità e per la sua relazione con Salvo. Questa situazione porterà Anita a riportare a galla i fantasmi del passato e a dover fare i conti con se stessa.

Erika Marconi protagonista del film “Girotondo”

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Si è tenuta questa mattina la presentazione del nuovo film di Tonino Abballe che, dopo l’esperienza siciliana con il film “Ninna Nanna” torna a far parlare di se con il film “Girotondo”, una storia che racconta con grande delicatezza temi e storie di tutti giorni vissute da uomini e donne come la violenza fisica e psicologica. Il percorso della vita narrato attraverso le figure di Erika e Loredana, che danno immagine alla violenza subita dal proprio partner o da uno sconosciuto per strada, alla sofferenza patita durante una separazione oppure da un tradimento, alle decisioni difficili da prendere e alle conseguenze subite. Vicende di uomini e donne comuni, ma che, nonostante tutto, ancora credono nell’amore. La figura maschile è silenziosa e senza volto per rappresentare il sesso maschile nella sua generalità e nelle sue sfaccettature: quell’uomo possessivo, violento e condotto da una passione irrazionale, lascia poi il posto a quell’uomo che subisce tradimenti e lotta per il proprio figlio.

La complessità della vita, il contrasto tra sofferenza e gioia che essa porta, ma soprattutto la molteplicità dei punti di vista e la soggettività del concetto di ragione o torto nelle relazioni sentimentali.

All’incontro stampa hanno partecipato i tre protagonisti: Erika Marconi, Massimiliano Buzzanca e Rosaria Razza. Nel film sono presenti anche Loredana Di Pentima, Antonella Ponziani, Armando De Razza, Valentina Ghetti, Simone Giaccaglia.

Prodotto e distribuito da SeDici Cinema S.r.l., uscirà nelle sale cinematografiche dal 22 giugno.

Arriva nei cinema “Girotondo” con Erika Marconi, Massimiliano Buzzanca e Rosaria Razza

Scritto da uff stampa il . Pubblicato in Film, Spettacolo

Dopo l’esperienza siciliana con il film “Ninna Nanna” Tonino Abballe torna a far parlare di se con il film “Girotondo”, una storia che racconta con grande delicatezza temi e storie di tutti giorni vissute da uomini e donne come la violenza fisica e psicologica. Il percorso della vita narrato attraverso le figure di Erika e Loredana, che danno immagine alla violenza subita dal proprio partner o da uno sconosciuto per strada, alla sofferenza patita durante una separazione oppure da un tradimento, alle decisioni difficili da prendere e alle conseguenze subite. Vicende di uomini e donne comuni, ma che, nonostante tutto, ancora credono nell’amore. La figura maschile è silenziosa e senza volto per rappresentare il sesso maschile nella sua generalità e nelle sue sfaccettature: quell’uomo possessivo, violento e condotto da una passione irrazionale, lascia poi il posto a quell’uomo che subisce tradimenti e lotta per il proprio figlio.

La complessità della vita, il contrasto tra sofferenza e gioia che essa porta, ma soprattutto la molteplicità dei punti di vista e la soggettività del concetto di ragione o torto nelle relazioni sentimentali.

Girotondo” è interpretato da Erika Marconi, Loredana Di Pentima, Massimiliano Buzzanca, Rosaria Razza, Antonella Ponziani, Armando De Razza, Valentina Ghetti,  Simone Giaccaglia. Prodotto e distribuito da SeDici Cinema S.r.l., uscirà nelle sale cinematografiche dal 22 giugno.

Hbo Rai L’amica geniale: Elena Ferrante intervistata dal New York Times

Scritto da Elena Todisco il . Pubblicato in Cultura, Film, Libri, TV

L’autrice misteriosa intervistata dal “New York Times” su “L’amica geniale” la serie Hbo – Rai, diretta da Saverio Costanzo e tratta dal primo romanzo della saga.

E’ sempre più “Ferrante Fever” negli Stati Uniti.  Il caso della misteriosa autrice della quadrilogia best seller mondiale, è stato rilanciato ieri dal “News York Times” con un’intervista alla scrittrice che racconta le sue emozioni su “L’amica geniale”, la serie Hbo – Rai in fase di preparazione, diretta da Saverio Costanzo, tratta dal primo romanzo della saga.

Vedere il racconto, che ha creato, diventare una miniserie tv è un “cambiamento radicale”, ammette. I personaggi, il quartiere “lasciano il mondo dei lettori per entrare in quello molto più vasto dei telespettatori, incontrano persone che non hanno mai letto di loro e che per circostanze sociali o per scelta non l’avrebbero mai fatto. E’ un processo che mi intriga” spiega la Ferrante.

Quando chiedono all’autrice, che da sempre protegge la sua identità con uno pseudonimo, se speri che dalla serie esca un’immagine diversa di Napoli rispetto a quella offerta da Gomorra, afferma: “Le città non hanno un’energia propria. Deriva dalla densità della loro storia, dal potere della loro letteratura e delle loro arti, dalla ricchezza emozionale degli eventi umani che vi hanno luogo. Spero che il racconto visivo provocherà emozioni autentiche, sentimenti complessi e anche contraddittori. Questo è ciò che ci fa innamorare delle città”.

Il progetto non vede la scrittrice partecipare direttamente alla scrittura della sceneggiatura (“Non ho le capacità tecniche per farlo”), ma sta contribuendo con alcuni suggerimenti sulle scelte per il set, in fase di allestimento, scrive il giornalista Jason Horowitz, e sui copioni. “Leggo i testi e mando note dettagliate. Non so ancora se ne terranno conto, ma è molto probabile che le useranno più avanti nell’ultima versione della sceneggiatura”.

Riguardo invece alla scelta delle due protagoniste, Lila e Lenù, sottolinea che “i bambini attori ritraggono i bambini come gli adulti immaginano che dovrebbero essere. Invece i bambini che non sono attori hanno qualche possibilità di uscire dallo stereotipo, specialmente se il regista è capace di trovare il giusto equilibrio tra realtà e finzione”.

Per lei infatti L’amica geniale non è una favola ma “un racconto realistico. E’ l’infanzia a essere colorata di elementi del fantastico, e sicuramente lo è anche Lila. Per quanto riguarda la fedeltà al libro, mi aspetto ci sia compatibilmente con le necessità del racconto visuale, che usa differenti strumenti per ottenere gli stessi effetti”.

E se la serie diventasse un fenomeno mondiale, una sorta di “Il trono di spade” italiano? “Sfortunatamente non offre lo stesso tipo di snodi narrativi”, minimizza.


Fonte:
  Il Mattino

Il road movie degli italiani è Tre Uomini e una gamba

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Cultura, Film

Qual è il road movie della tua vita? Facile.it, il principale compratore italiano di polizze auto, l’ha chiesto ad un panel di oltre 1.000 utenti che non hanno avuto dubbi nel rispondere: Tre uomini e una gamba.

Il film del 1997 interpretato da Aldo, Giovanni, Giacomo e Marina Massironi ha sbaragliato gli altri concorrenti raccogliendo il 18,37% delle preferenze e staccando di diverse misure il secondo; Thelma & Louise (film del 1992 con Susan Sarandon, Geena Davis e Brad Pitt) pellicola che, nonostante abbia vinto Oscar, Golden Globe e ben due David di Donatello non va oltre l’11,35% dei voti.

Terzo posto e medaglia di bronzo per un titolo molto più recente, Into the Wild – Nelle terre selvagge. Il film diretto nel 2007 da Sean Penn e interpretato, fra gli altri, da Kristen Stewart, William Hurt e Vince Vaughn ottiene il 9,72% delle preferenze soffiando il podio ad un classico del cinema italiano: Bianco, Rosso e Verdone; il film di e con Carlo Verdone, che fece ridere milioni di spettatori nel 1981 e che, grazie al duo creato fra l’attore e regista e l’indimenticabile Lella Fabrizi (Sora Lella), ha consegnato alla storia del cinema alcuni fra i momenti di maggiore ilarità,  si ferma però all’8, 10%.

Il sondaggio di Facile.it ha messo in evidenza anche come i gusti e i film “di formazione” cambino a seconda del sesso e dell’età. Se si guarda al solo campione femminile la classifica incorona il film con Susan Sarandon e Geena Davis (forse anche per merito del giovanissimo Brad Pitt di quegli anni) e regala un terzo posto pari merito a Basilicata coast to coast (regia: Rocco Papaleo con Rocco Papaleo, Alessandro Gassman e Max Gazzè – 2010) e I diari della motocicletta – (regia di Walter Salles, con Gael Garcìa Bernal e Rodrigo de la Serna – 2004). Fra gli uomini Thelma & Louise cedono a Verdone il secondo posto sul podio.

Nella fascia 18-25 anni, alle spalle del vincitore Tre uomini e una gamba si trova Paura e delirio a Las Vegas – (con Benicio del Toro, Johnny Depp, Tobey Maguire) pellicola evidentemente di grande impatto se si considera che, quando debuttò nelle sale (1998), chi oggi lo ha votato non era ancora nemmeno in prima elementare.

Il film en travesti Priscilla la regina del deserto – (regia di Stephan Elliott, con Guy Pearce, Terence Stamp, Hugo Weaving – 1994) è secondo per i rispondenti di età compresa fra i 35 e 45 anni mentre nella fascia d’età successiva (45 – 60), a trionfare è il pluripremiato Rain Man – L’uomo della pioggia – (regia di Brian Levinson, con Dustin Hoffman, Tom Cruise e Valeria Golino – 1988).

Il cinema italiano torna protagonista nel campione degli over 60; per loro il road movie della vita è Il Sorpasso, di Dino Risi (1962, con Vittorio Gassman, Jean-Louis Trintignant e Catherine Spaak).

Già, ma…Easy Rider? Il road movie per eccellenza non conquista gli italiani intervistati da Facile.it e arriva appena decimo (5,45%), con buona pace di Hopper, Nicholson e Fonda.

Grande successo per “Offline” di Emanuela Mascherini

Scritto da uff stampa il . Pubblicato in Film, Spettacolo

Continua ad essere selezionato ufficialmente ai Festival più importanti di Italia e non solo “Offline”, il corto firmato dalla regista, attrice e scrittrice Emanuela Mascherini. Dal 22 al 28 maggio, infatti, volerà a Cannes nella sezione Short Film Corners con proiezione ufficiale il 26 maggio alle ore 16.20.

Tra gli altri Festival, invece, sarà al Valdarno Cinema Fedic, al Castelbolognese Film Festival, il 20 maggio al Pietrasanta Film Festival e ad ottobre al Montecatini Film Festival International Road Show. Un tema molto attuale e che fa parlare di sé quello di “Offline”: l’incomunicabilità nell’epoca della bulimia delle comunicazioni. Tutti noi, infatti, viviamo in un periodo dove siamo quotidianamente connessi 24 ore su 24, anche se, in realtà, non siamo connessi con nessuno, anzi, spesso non conosciamo davvero chi è il nostro interlocutore. Questo è il caso dei due protagonisti di “Offline”, Aurora (Mascherini) e Nicolas (Domenico Diele, presente ultimamente nel cast della fiction tv “Di padre e in figlia”, nella nuova stagione prossimamente su Sky di “1993” e nella serie tv sempre Sky, attualmente in onda, “In Treatment”): due solitudini molto diverse che si contattano attraverso un social network. Una bulimia di comunicazioni sembra farli uscire per un breve spazio dalla teca delle connessioni virtuali. Un tempo breve e disconnesso quanto una connessione lontana e molto debole. In tutto il racconto i personaggi attraverso webcam, foto e dialoghi non vedono che alcuni pezzi dell’altro, e noi con loro. Il corto affronta non solo il tema delle relazioni virtuali ma anche la pericolosa superficialità con la quale ci approcciamo al mezzo virtuale.

Ad arricchire il cast: Francesca Romana De Martini, Michelle Carpente, Simone Faucci e Matilde Esposito. Una produzione Alessio Coluccia & Emanuela Mascherini con il contributo di Nuovo Imaie.

Emanuela Mascherini è anche reduce dal successo ottenuto da protagonista di Crisalide nel film “In bici senza sella”, che racconta la storia di sette giovani e del tanto sognato posto fisso, “pedalando” senza sosta verso il loro futuro. Il film, presentato alla scorsa edizione della Festa del Cinema di Roma, sta riscuotendo ancora oggi numerosi consensi, infatti, sarà proiettato prossimamente a Cremona, Firenze, Miami e San Diego.

La Mascherini, infine, sarà il 20 maggio al salone del libro per presentare il suo libro “Alice senza meraviglie” edito da Pendragon; Un viaggio tragicomico e a tratti surreale di Celeste, una ghost writer e attrice ad anni alterni. Una favola contemporanea sulla seconda verginità di chi, dopo dieci anni di convivenza, si risveglia in un mondo che ha delle regole totalmente nuove e capisce di dover ripartire da zero. Una ri-alfabetizzazione affettiva, sessuale e sociale.

Anche Roberto Ciufoli nel cast di Grosso Guaio a Roma Sud

Scritto da uff stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Film

Ha già fatto parlare molto di sé la pellicola targata Goodtrellas dal titolo “Grosso Guaio a Roma Sud” firmata da Andrea Pirri Ardizzone e Andrea Scarcella, in pochissimo tempo è destinato a diventare il lungometraggio web più virale degli ultimi tempi. Uscito su Youtube a febbraio ha già superato il milione di visualizzazioni ricevendo consensi e critiche positive dal pubblico che lo ha definito “geniale” e “un capolavoro”.

Con una produzione indipendente firmata Apa Paimon Production, “Grosso Guaio a Roma Sud”, mostra con grande ironia e originalità la criminalità organizzata per le strade dei quartieri romani, tenendo, con viva attenzione, l’occhio puntato sui poteri forti che “sporcano” un’ Italia che profuma di corruzione mista ad acqua di colonia.

Nel cast, oltre ad Ardizzone e Scarcella sono presenti anche Cosma Brussani, Paolo Tagliaferri, Massimo Quattrucci, Luca Chiarottini, Alessandro Laureti, Aza Hammerman; l’amichevole partecipazione di Armando Sciotto, i Minimad di Youtube Alessandro Meta e Claudio Colica. A completare il cast Roberto Ciufoli nel ruolo di “Sua Eccellenza”. Le musiche originali sono firmate da Stefano Ratchev.

““Grosso Guaio a Roma Sud” nasce dall’esigenza e dalla volontà di cimentarsi non solo con la produzione di un lungometraggio di finzione – affermano Ardizzone e Scarcella – ma anche di farlo in totale autonomia senza sottostare alle “normali” dinamiche produttive che prevedono un grande dispendio di energie finanziarie.” Proseguono: “Questo film è un esperimento di Cinema Indipendente Low – Budget; un progetto modesto nella realizzazione ma ambizioso nel proporre all’attenzione del circuito cinematografico indipendente romano ed italiano, una farsa grottesca dal sapore pulp e trash, totalmente autoprodotta. Probabilmente a qualche “purista” del cinema risulterà indigesto, ma noi lanciamo la provocazione come uno scherzo e speriamo che chi avrà la pazienza di vedere il nostro lavoro lo farà scevro dai pregiudizi e stando allo scherzo.” Concludono affermando: “Crediamo nella libera espressione anche dove questa espressione non è sempre favorita dalle circostanze, dal tempo a disposizione e dalle risorse economiche. “Grosso Guaio a Roma Sud” è tutto questo e molto altro.

Link al film  https://www.youtube.com/watch?v=pwOeyjDwezk