Matteo Fieno e la sua arte a favore della donna e della sua tutela

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’artista Matteo Fieno ha recentemente tenuto la sua prima mostra personale dal titolo “Declinazioni al femminile” presso la Milano Art Gallery, nota galleria situata nel cuore di Milano. In questa intervista ci parla del suo messaggio sociale a favore della donna, della sua tutela e a sostegno della non violenza.

D: Durante l’inaugurazione della tua recente mostra personale “Declinazioni al femminile” è stato rimarcato anche il messaggio sociale importante a favore della donna e della sua tutela in generale; come valuti questo accostamento con la tua arte? Come pensi si possa inculcare concretamente il rispetto per le donne e la non violenza?

R: Ci tengo a dire che il mio lavoro è un messaggio inequivocabilmente diretto a tutti quegli individui che credono di poter fare i prepotenti o ancora peggio i violenti con le donne. Infatti le donne a cui mi ispiro nel mio processo creativo sono idealizzate con una grande fierezza, coraggio e indipendenza; ciò le rende difficili prede per i misogini che maltrattano le donne.

D: Cosa rappresentano in chiave metaforica e simbolica le donne protagoniste dei tuoi quadri?

R: Io propongo la donna come metafora di modernità, progresso e cambiamento sottolineando le difficoltà che le mie donne hanno nel sostenere le proprie scelte di vita, nel difendere la loro personalità e i loro talenti ma anche nel correggere i propri errori, nel raggiungere gli obbiettivi prefissati lottando contro tutto e tutti. In tutto questo non si fanno mancare neanche il fatto di essere belle anche con qualche chilo di troppo o il naso un po’ lungo e magari nella giornata no. Le mie donne infatti hanno un occhio concretamente rivolto verso il futuro, in virtù di una saggezza ispirata ai vecchi saggi della cultura ellenica ma anche in linea con la cultura più attuale di stampo new age.

D: Quale potrebbe essere il tuo messaggio trainante a sostegno della non violenza sulle donne, riassunto in una citazione famosa emblematica che rispecchia il tuo modus pensandi e mudus pingendi?

R: Il mio è un invito a offrire la giusta complicità alle vostre madri, mogli, figlie e donne della vostra vita, partendo da un gesto spontaneo, un po’ di gentilezza, quello scrupolo in più per accontentare i loro desideri. La frase celebre che vorrei citare è: “Credo fermamente che tutto comincia da qui, dalla gentilezza. Come sarebbe diverso il mondo se tutti la mettessero al primo posto” (Audrey Hepburn).

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Milano Art Gallery e il concorso d’arte in memoria di Margherita Hack: migliaia gli iscritti alle selezioni

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

MILANO. Sono giorni di fuoco per le cornette della Milano Art Gallery. Le selezioni per il concorso d’arte La Signora delle Stelle in onore della celebre scienziata astrofisica Margherita Hack stanno per chiudersi e i nomi degli eletti che hanno passato lo scrutinio del comitato stanno per essere rivelati. Oltre mille gli artisti visionati solo nelle ultime settimane. Ma a quando il giorno del verdetto? Il 14 dicembre è la data fissata del vernissage che avverrà con una doppia festa. Alle 16 nella sede in via Ampère 102 (zona piazzale Loreto) e alle 18 in quella di via Alessi 11, nel cuore di Milano. I lavori dei selezionati infatti verranno esposti in due delle prestigiose sedi della Milano Art Gallery, la cui storia vanta più di cinquant’anni di incontri culturali e artistici con personalità di nota fama.

La cerimonia di premiazione, presieduta dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, gode del contributo del prof. Vittorio Sgarbi, del sociologo Francesco Alberoni, di Morgan, del grande fisico Antonino Zichichi, presidente della World Federation of Scientists, di Umberto Veronesi, di Silvana Giacobini, don Antonio Mazzi e Amanda Lear.

Alla mostra che seguirà fino al 10 gennaio, si potranno ammirare opere di pittura, scultura, fotografia e grafica ispirate al mondo e alla vita della professoressa. Da ritratti a paesaggi o pianeti, dai lavori astratti a quelli sperimentali, alla Milano Art Gallery giungono adesioni provenienti da tutta l’Italia. La Signora delle Stelle riserva inoltre per i 5 vincitori 20.000€ in servizi per la realizzazione di prestigiose mostre, e targhe e menzioni speciali per una ristretta cerchia di talentuosi artisti.

La Signora delle Stelle resterà aperta al pubblico fino al 10 gennaio, tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. L’ingresso è libero.

Per informazioni sulla mostra e sulle selezioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a segreteria@margheritahack.it oppure visitare il sito www.margheritahack.it.

 

La poesia gestuale di Graziano Ciacchini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

È davvero una formula espressiva che contiene una delicata e virtuosa poesia gestuale quella che contraddistingue la pittura di Graziano Ciacchini, che dimostra risorse creative di grande pregio. Come ha rimarcato la dottoressa Elena Gollini scrivendo: “La creatività pulsante e incalzante di Graziano si esprime talvolta con la necessità immediata, intesa come esigenza e bisogno di tradurre un pensiero, una sensazione, un sentimento, un brivido che attraversa il corpo e fa fremere l’anima e si esprime talvolta come maturata e ponderata riflessione, che richiede il tempo di indagare, scandagliare, recepire, trovando la giusta ispirazione. Graziano è dotato di innata sensibilità e curiosità spiccata, è propenso a sperimentare con costanza per individuare nuove stimolanti soluzioni e ricavarsi una propria nicchia espressiva e stilistica. Pur seguendo gli orientamenti del figurativo di impronta tradizionale, si mantiene lontano e indipendente da dogmi imposti e da canoni standardizzati. Le motivazioni scatenanti del suo fare arte risiedono nell’intento di dare vita ad uno spazio libero dove la passione del cuore prevale sulla ragione e si sprigiona, consentendo allo spettatore una fruizione dell’opera più fantasiosa e disinibita. Il suo lavoro parte dall’esperienza del passato e si sviluppa in una fase di costruzioni e ricostruzioni, dove il processo elaborativo approda a scenari e coreografie di intenso impatto e traccia percorsi dinamici imprimendo plasticità di movimento alle immagini e conciliando segno, forma e colore in combinazioni incisive ed efficaci. Il disegno ricopre una base formativa indispensabile e viene rivalutato e valorizzato con il giusto peso trasformando il tratto segnico in poesia gestuale impeccabile, certosina e meticolosa, che non tralascia mai alcun dettaglio dimostrando estrema coerenza e competenza“.

Intervista a Mauro Maisel: Abramović, Picasso e delirio creativo

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’artista Mauro Maisel è stato intervistato ancora una volta al fine di comprendere al meglio la sua arte, la sua visione, la sua ispirazione.

D: La tua arte è assimilabile anche al concetto di Performance Art che vede come testimonial eccellente per antonomasia la grande Marina Abramović. Un tuo commento di riflessione su questa sua famosissima citazione emblematica: “Il pubblico è come un cane. Possono sentire immediatamente di aver paura, di essere insicuri e di non essere nel giusto stato d’animo e se ne vanno”.
R: Beh, sicuramente ad una performance della Sig.ra Abramović, avrei fatto sicuramente come il cane, ma nello stato di non essere interessato a ciò che sta succedendo ed andandomene.

D: Un commento di riflessione su questa risposta ad effetto del mitico Pablo Picasso, quando gli è stato chiesto cosa significassero i suoi quadri e lui ha risposto perentorio: “Sai mai cosa stanno cantando gli uccelli? No, ma tu li ascolti lo stesso”.
R: Il grande Mister Pablo, ha trovato la risposta più brillante! Liberarsi da tante domande banali poste.

D: Ci sveli qualche aneddoto su quello che è il momento saliente cruciale della tua fase di ispirazione? Cosa ti fa scattare il cosiddetto delirio creativo incalzante?
R: Il momento saliente è stato sicuramente l’errore in un test creativo che ha fatto nascere il mio stile. Stavo provando materiali nuovi e l’idea era creare un cuore sacro in rilievo che uscisse dalla tela, realizzai il tutto con gesso e colori, andai a casa e l’indomani tornai per visionare il risultato… Ci fu silenzio al primo impatto, poi rabbia e volgarità, il mio cuore sacro era ammosciato come un soufflé e tutto strabordante fuori dal supporto, presi una spatola e cominciai a mischiare l’impasto ormai informe creando un mix di colore voluminoso ed insignificante a prima vista. Non sapevo ancora sarebbe divenuto il mio stile. Una volta asciutto, l’effetto mi entusiasmò ed allora cominciai a perfezionare la tecnica, fin al risultato d’ora, in cui ogni qualvolta io crei qualcosa di nuovo, scopro segreti e tempistiche nell’uso di questi materiali.

Graziano Ciacchini: arte per sognare

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

La pittura di Graziano Ciacchini contiene in sé una componente onirica di indubbia valenza sostanziale e vuole far approdare ad una dimensione speciale, protetta e rassicurante che stimola sensazioni di positiva piacevolezza visiva e percettiva. La dottoressa Elena Gollini ha sintetizzato un corollario di riflessioni mirate per delineare questi concetti salienti caratterizzanti affermando: “La comunicazione semplice e ben comprensibile è linfa vitale per Graziano, consentendo di cogliere da subito i messaggi inseriti nella figurazione senza bisogno di usare sofisticati meccanismi di ambigua e fuorviante codifica. Le opere lasciano trapelare l’enfasi del sogno e della fantasia e si appoggiano ad un filone pittorico che supera le le mode del momento e le tendenze correnti, affidandosi a tematiche sempre attuali e coinvolgenti. Graziano è artefice di una pittura che attribuisce la giusta valenza alle esperienze storiche. La perizia strumentale e la tecnica esecutiva vengono sostenute e accentuate dall’afflato interiore puro e incondizionato e dal gusto di rivisitare con acuto spirito d’inventiva. L’attività artistica si intreccia e si connette con un cammino di progresso e di evoluzione del viaggio umano e procede di pari passo con esso scandendone il ritmo e la sequenzialità con armonia“.

Ciacchini partendo dalla base del figurativo lo supera e lo oltrepassa per a una trasformazione graduale di sintesi narrativa figurale, pur conservando un disegno dinamico e strutturato. Gli accordi del colore sono fondamentali per imprimere alla rappresentazione plasticità e ritmo. Gli effetti visivi offerti al fruitore sono lucidamente orchestrati nei loro rapporti spaziali con una pienezza espressiva a tutto tondo. La realtà viene vista, assimilata e rivissuta mentalmente per generare un sogno intriso di poesia e visionarietà interiore. La sua vuole essere una pittura senza etichette, senza classificazioni ferree in cui la fermezza della sua visione concorre a determinare la sigla di uno stile peculiare. L’impostazione sicura e sapiente dei livelli prospettici e la combinazione fluida e scorrevole delle pennellate esalta la costruzione pulita e vigorosa con una cromia sensibile impostata su una tavolozza densa e intensa, che spazia mirabilmente nella gamma tonale del blu. Le tematiche affrontate si orientano su varie visioni di paesaggio, dimostrando grande inventiva sul piano delle idee e una coerente fusione tea sensibilità, istinto, abilità descrittiva e originalità di rielaborazione. “Non c’è via più sicura per evadere dal mondo che l’arte, ma non c’è legame più sicuro con esso che l’arte” (Johann Wolfgang von Goethe).

“Paura della pittura”, personale di Giovanni Blanco da Lo Magno Arte Contemporanea

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Modica (RG) – Dal 14 dicembre all’11 gennaio Lo Magno Arte Contemporanea di via Risorgimento 91-93 ospiterà la personale di Giovanni Blanco “Paura della pittura” a cura di Gabriele Salvaterra (inaugurazione: sabato ore 19; visite: tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 17.00 alle 20.00).
Giovanni Blanco (Ragusa, 1980) vive e lavora a Modica e Bologna, dove è stato allievo di Massimo Pulini all’Accademia di Belle Arti.
“Paura della pittura” è il titolo di un testo dello scrittore e pittore Carlo Levi che, già nel 1942, metteva in discussione pratiche e stili pittorici, notando un allontanamento dalle ragioni e dalle problematiche dell’essere umano (“Il domani non si prepara con i pennelli, ma nel cuore degli uomini”). Dalle suggestioni e dagli stimoli offerti da quelle pagine ancora attuali prende le mosse l’idea della presente mostra.

In un’epoca in cui la pittura sconfina dagli spazi espositivi in modo quasi pervasivo e riafferma il proprio diritto di comunicare, l’artista contemporaneo avverte la necessità di riflettere sulla natura del fare pittorico che continua a essere fonte di inquietudine, qualcosa di molto semplice e molto complesso, naturale e assurdo allo stesso tempo.

Il percorso ideato da Giovanni Blanco – comprendente una serie di opere a olio, di piccole e medie dimensioni – si presenta come un’operazione analitica che, imitando le forme del display espositivo e dei generi tradizionali, interroga se stessa e l’osservatore sulla validità dell’esperienza estetica veicolata dalla pittura, in un’affascinante ricerca di nuovi significati e valori.

La mostra è accompagnata da una pubblicazione in cui le immagini dell’autore, i testi critici del curatore e altre referenze d’archivio si rincorrono tra loro per restituire il clima, le riflessioni e la genesi che hanno portato alla realizzazione delle opere esposte. L’evento è realizzato con il contributo dell’Antica Dolceria Bonajuto di Modica e Ghibli general contractor di Ragusa.

Info e contatti
LO MAGNO ARTE CONTEMPORANEA
via Risorgimento 91/93 – Modica (RG)
Tel. 0932 763165
info@gallerialomagno.it

Mauro Maisel: arte subliminale e vigore espressivo

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Goethe nel Faust dice: “Come tutto s’intesse nel gran tutto ed ogni cosa nell’altra opera e vive”. Questa frase sintetizza il messaggio subliminale che Mauro Maisel ci consegna attraverso le forme e i colori della sua produzione. Artista di moderne vedute, dallo spirito innovativo, dal talento versatile e dalla personalità solare, energica e spirituale che esprime e manifesta nel tripudio brillante e acceso delle colorazioni. L’ordinanza delle sfumature tonali calde, vivaci e permeanti conferisce alle rappresentazioni un potente vigore espressivo dando corpo a anima ai significati sottesi inseriti dentro lo scenario.

Come ha sottolineato la dottoressa Elena Gollini: “La luce e gli effetti luminosi affiorano e si diffondono con movimento plastico e fluire dinamico, si espandono e si dilatano in una fluida mescolanza fino ad amalgamarsi in perfetta fusione. L’immagine appare eterea, fuoriesce dallo spazio delimitante e rivela quel senso pieno di libertà e quel limite sconfinato e atemporale che supera le superfici imposte. È un’arte che custodisce importanti elementi e componenti simbolisti e diffonde un linguaggio comunicativo di felice connubio tra arti visive e percezioni psichiche con un accento delicato di poesia e fantasia. Le opere sono scrigni di emozioni e di segreti intimi che si aprono nella consapevolezza di volerli condividere con il fruitore. Come davanti ad uno specchio riflesso Mauro guarda e osserva il mondo interiore ed esteriore e lo trasferisce dentro le composizioni con accorata e attenta sensibilità. Attraverso il segno, la forma e il colore esalta la gioia di vivere e la cerca nella dimensione immaginifica e fantastica, nei ricordi del vissuto, nella speranza per l’avvenire, nel donare tutto se stesso con il fare artistico. Lo stile comunicativo ritrae e rivela la sua anima limpida, capace di gestire molto bene gli stati e i moti dell’anima senza nascondersi mai. Le opere descrivono il progetto artistico che è anche esistenziale, fatto di amore e passione e formano un cammino concepito come opportunità di rinnovamento e di rigenerazione. Le proiezioni rievocate vengono improntate non come realtà oggettiva, ma come realtà emotiva. Per Mauro l’arte è un viaggio in cui l’immaginario e la realtà condividono lo stesso spazio, valorizzandosi a vicenda tra spensieratezza e riflessione”.

Matteo Fieno inaugura la sua personale a Milano con ospiti di spicco

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Matteo Fieno protagonista in mostra personale alla storica Milano Art Gallery in via Alessi 11 a Milano, ha inaugurato l’esposizione prestigiosa lo scorso 22 Novembre con un parterre di ospiti davvero importanti, figure di spicco che hanno espresso grande consenso per le opere pittoriche. Tra i presenti anche Paolo Boeri Roi e Sergio Capaldo, due industriali che portano avanti l’eccellenza del Made in Italy con successo e il grande cantante autore internazionale Mauro Pagani. Fieno è stato affiancato da Salvo Nugnes manager della cultura e presidente di Spoleto Arte e dal noto fotografo di fama Roberto Villa. Entrambi hanno manifestato sincero apprezzamento per l’arte di Fieno accostandolo anche al pittore Fausto Pirandello, figlio di Luigi. Inoltre, hanno tenuto a elogiare Fieno per il suo messaggio sociale significativo che mette la donna al centro e la custodisce con grande rispetto e ammirazione.

Fieno con la sua pittura muove verso la celebrazione solenne del mondo femminile e di rimando lancia un vessillo a difesa contro la violenza e i femminicidi. Questo certamente è un grande plus valore alla sua pregevole pittura. La dottoressa Elena Gollini ha espresso delle intense riflessioni affermando: “L’arte pittorica di Matteo è di tendenza verista figurativa con impostazione tradizionale, ma al contempo rivisitata in chiave moderna e aggiornata in forma personalizzata. Il tema prediletto nelle immagini è la donna nelle sue misure e proiezioni esistenziali reali o immaginarie. I quadri hanno forte carica vitale raggiunta tramite una decisa finitezza del segno e una stesura cromatica fatta con campiture tonali raffinate ed eleganti che risulta ben definita ed efficace nella resa d’impatto scenico. Per Matteo la realtà circostante è un brulichio e un pullulare continuo di stimoli e sollecitazioni, sensazioni introspettive che trasferisce dentro le composizioni con ritmi cromatici sempre cadenzati e bilanciati. Ogni opera ha una propria sequenza narrativa ben compiuta e autonoma. La sua pittura scorre sulle tele con purezza e passione, senso di linearità essenziale e garbata e ricercata compostezza, con un ordine strutturato di scorrevole e fluida articolazione che facilita l’approccio visivo. Matteo osserva la realtà, ne fruga i meandri più celati, ne mette a nudo i tratti e gli aspetti ancora inespressi e inesplorati esaltando i sentimenti dell’anima nel luminoso flusso cromatico. Dipinge all’insegna della piena esternazione del proprio essere, del proprio modo di concepire il mondo circostante calandosi dentro una dimensione quotidiana in continuo movimento ed evoluzione“.

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Milano Art Gallery presenta la mostra antologica su Marco Locci

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I confini delle meraviglie, così si intitola la rassegna antologica del poliedrico artista Marco Locci, che aprirà il nuovo anno alla Milano Art Gallery in via Alessi 11. Così, nel cuore di Milano, in quella che è da oltre cinquant’anni la sede di incontri artistici e culturali di rilievo, il vernissage avrà inizio alle 18 di venerdì 10 gennaio. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e dal fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, l’esposizione aprirà i portali dell’incanto. Sì, perché le opere di Marco Locci (1951, Genova – † 2015, Rapallo) coprono un quarantennio di intensa attività. Ispirandosi agli scritti di Borges, di Melville, Lovecraft e Swift, Locci ha creato una sua linea di narrazione che trae forza dal sogno e, crescendo leggero su di esso, lo trasmette all’osservatore.

Partito dall’Arte povera, l’artista ha sperimentato con i più svariati materiali, cominciando sempre dalla realtà per giungere all’essenziale. Avventura e mistero sono i due principali temi conduttori della sua ricerca, tra l’altro basata anche su astrofisica, fisica relativistica e quantistica. Forte nella sua arte che spazia tra le serie di “Babel”, “I Patanchi”, “Navi” e “Wunderkammer”, Locci sperimenta con la realtà e la fantasia, delineando percorsi e viaggi ai limiti del possibile, tra passato e futuro. Resta, in sottofondo, una linea di divertita ironia, di paradosso o di stupita meraviglia. Senz’altro di incredibile libertà immaginifica.

La precisione nel dettaglio, la delicatezza nel segno e la ricchezza dei colori saranno indubbiamente capaci di ammaliare, come delle sirene, è il caso di dirlo, i visitatori. Impossibile non lasciarsi trasportare da questi racconti per immagini e concedersi cinque minuti in più per restare in un sogno da sospiro.

I confini delle meraviglie sarà visitabile gratuitamente fino al 23 gennaio 2020 tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 o scrivere a info@milanoartgallery.it. Oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Milano Art Gallery celebra la donna con Matteo Fieno e la sua personale Declinazioni al femminile

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Venerdì 22 novembre Declinazioni al femminile, la mostra pittorica del pittore albese Matteo Fieno, ha aperto al pubblico. Gremita di visitatori, la prima personale dell’artista è stata inaugurata alla Milano Art Gallery in via Alessi 11, nel cuore di Milano. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, l’esposizione ha visto i contributi del fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo e del giornalista Luciano Simonelli, di Simonelli Editore.

Voluta fortemente per questo mese, in cui il 25 spicca come giornata mondiale contro la violenza sulle donne, la rassegna di Matteo Fieno, spiega Nugnes, cade al momento giusto, quando ce n’è più bisogno. L’aspetto sociale viene indagato poi da Simonelli, che conclude con un commento significativo, rivolto all’artista: «Matteo Fieno è moderno. Ha modernizzato Degas». L’analisi arriva anche da Villa: «La capacità di portare le donne nel quadro è data dal fatto che non ne ha valorizzato la bellezza in sé. No, ne ha preso forme, posizioni di ordine quotidiano facendo un discorso simile a quello di Caravaggio, che nella sua epoca non ha preso la nobiltà portandola nei quadri, ma portando le persone comuni». La forza di questo autore consiste dunque nel tratto che coglie quanto vi è di comune nelle pose e negli atteggiamenti delle sue figure femminili per rendere ogni sua opera profondamente speciale e peculiare. E continua: «Quello che fa Matteo è prendere le posizioni normali del quotidiano portandole in un quadro e dando loro un valore che prima non avevano. Quindi non c’è scarto, semmai c’è evidenziazione. Le sue linee sono la specificità che diventa automaticamente un modulo rappresentativo. Per cui, chi guarderà un quadro con quelle linee, dirà: è un Matteo Fieno».

Milano Art Gallery, storica galleria che da oltre cinquant’anni ospita eventi e incontri culturali di spessore, vanta tra ospiti ed espositori nomi di grande prestigio come Bruno Vespa, Corrado Augias, Margherita Hack, Paolo Villaggio e Patty Pravo. In una posizione centrale, Milano Art Gallery è altrimenti conosciuta come luogo di riferimento del Maurizio Costanzo Show, proprio nei primi anni della messa in onda della popolare trasmissione. Qui un giovane Vittorio Sgarbi, agli inizi della sua carriera, discorreva sull’Arte. E oggi il brand Milano Art Gallery si è esteso ad altre prestigiose gallerie, presenti a Milano, Sanremo, Bassano del Grappa, Spoleto e Venezia.

Declinazioni al Femminile resterà fruibile gratuitamente al pubblico fino al 6 dicembre 2019, tutti i giorni, a eccezione della domenica, dalle 14.30 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190, il 388 7338297 oppure scrivere a info@milanoartgallery.it.