Per amore delle piante – un mondo verde: Gabriella Ventavoli torna alla Milano Art Gallery

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Gabriella Ventavoli colpisce ancora nel segno, verrebbe da pensare. A seguito delle personali Per amore dell’Acqua e Per amore della Terra, quest’ultima tenuta dal 15 maggio al 5 giugno, l’artista apre un terzo capitolo. Per amore delle piante – Un Mondo Verde, così si intitola la mostra che verrà ospitata a Milano, in via Ampère 102, dall’8 al 29 novembre. Scelta non casuale quella della location, La porta verde, che, oltre al nome significativo, l’ha vista esordire e sviluppare questo progetto. Non è lasciata al caso nemmeno la data dell’inaugurazione, giovedì 8 novembre alle 18. Quel giorno infatti, sempre a Milano, al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, verrà inaugurato il fine settimana di Focus Live, il festival della scienza del noto mensile.

L’intento della pittrice consiste nel sottolineare la bellezza, la forza e l’intelligenza delle piante inserendo la mostra in un contesto affine come quello creato dal magazine. In questa occasione infatti si ripercorrono gli albori della nostra specie fino ad arrivare ai giorni nostri, nel tentativo di capire i problemi che ci affliggono e mostrare gli strumenti per risolverli. Quello di Gabriella Ventavoli è invece un omaggio, al nostro pianeta, che continua da tempo e che questa volta si sofferma sugli organismi che ci hanno preceduto nell’arrivo sulla Terra. L’artista spiega in questi termini la sua proposta: «Senza di loro non potrebbe esserci vita per il regno animale. Le piante, immobili e silenziose, sono sede di processi dinamici straordinari. Nelle mie tele ho cercato di rappresentare proprio il dinamismo insito in esse». E così fa, in nove grandi teleri esposti nella zona di piazzale Loreto.

A presentare e organizzare l’evento il manager di personalità del mondo della cultura e dello spettacolo Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Agenzia Cyrano: al Teatro Bianconi la divertente commedia su letteratura, sentimenti e il coraggio essere se stessi.

Scritto da Teatro Bianconi il . Pubblicato in Arte, Cultura, Teatro

Carbognano, 21 ottobre 2018: La nuova Stagione Teatrale del Teatro Bianconi, dopo la strepitosa apertura, continua sull’onda del divertimento con un appuntamento dedicato ai giovani talenti del teatro nazionale. Protagonisti del prossimo appuntamento di domenica 28 ottobre alle ore 17:30 sono infatti un gruppo di giovani talenti seguiti da due mostri sacri della commedia italiana contemporanea: Michele La Ginestra che ha li ha tenuti a battesimo lo scorso anno nel suo Teatro Golden di Roma e Pino Quartullo che li ha guidati sul palcoscenico curando la regia del loro spettacolo: Agenzia Cyrano scritto da Laura Grimaldi e Andrea Papale con Giorgia Ferrara, Luca Forte, Fabrizio Mazzeo e lo stesso Andrea Papale.

Avete mai pensato a come sarebbe comodo avere qualcuno che ti suggerisce le cose da dire nella vita reale ? Qualcuno che fisicamente ti stia sempre accanto per darti la battuta giusta durante una cena fuori o ad un colloquio ? Pietro è un autore teatrale bugiardo cronico e ormai fallito perché accusato di portare sfiga. Mattia è un brillante lavoratore e avrebbe una carriera da far invidia, se non fosse cosi tanto visceralmente sincero. Insieme gestiscono “AGENZIA CYRANO”, la prima agenzia che scrive parole per chi non le trova mai al momento giusto. Franzetti e Adelma, sono i soli clienti dell’agenzia, non riescono semplicemente ad essere se stessi, perché fondamentalmente si fanno schifo, e non trovano mai le parole giuste da dire, sia per conquistare qualcuno o per farsi valere. Sia Pietro che Matteo, attraverso le parole prese a prestito da scrittori come il poeta francese Edmond Rostand (l’autore del Cyrano) oppure il drammaturgo inglese William Shakespeare, riescono a insegnare ai due sprovveduti che non c’è niente di male a dire no e che bisogna avere il coraggio di essere se stessi… anche se non sempre.

Atto unico e divertente dove i giovani e talentuosi attori, sapientemente condotti dal loro regista, passano da una battuta all’altra, tra colte citazioni letterarie e situazioni imbarazzanti ed esilaranti. La commedia ha esordito lo scorso anno con gran successo a Roma e quest’anno, con la produzione della Carpe Diem, inizierà proprio al Bianconi di Carbognano il lungo tour che condurrà la compagnia per tutta Italia.

Per informazioni e prenotazioni basta visitare la pagina Facebook del Teatro Bianconi o il sito internet www.teatrobianconi.it oppure telefonare al 340.1045098

Successo per Manuela Andreoli: arriva il rinnovo della mostra alla Milano Art Gallery

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Trova a Milano un solido trampolino di lancio Manuela Andreoli, a cui il 13 ottobre è stato conferito il prestigioso Premio Modigliani. L’artista ha inaugurato recentemente la sua personale alla Milano Art Gallery e, a seguito del successo avuto, si appresta a prorogarne il termine. Città che girano, esposizione organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, chiuderà il 7 novembre e non più, quindi, domani 19 ottobre.

Qui, in via Alessi 11, nella storica galleria milanese che ha visto esporre Renato Guttuso, Gino De Dominicis, Mario Schifano, Amanda Lear e tante altre illustri personalità, le opere di Manuela Andreoli attendono di essere vissute. Tra cromie decise che si stagliano sulla tela colpendo l’osservatore con i loro ricchi contrasti, si ritrova una parvenza di spazio. La tecnica mista permette di creare volumi e di mappare un tessuto di emozioni e sensazioni che hanno un respiro internazionale, cosmopolita. E si accinge a compiere un’avventura transoceanica la stessa artista, che a dicembre esporrà i suoi lavori all’Hotel Victor di Miami Beach, in concomitanza con la fiera d’arte più importante del mondo, l’Art Basel.

Nulla di più consono dunque al titolo scelto per questa personale. Città che girano effettivamente abbraccia, attraverso l’astratto, quel mondo complesso dell’essere. Manuela Andreoli ne dà voce ed espressione, movimento ed energia in un alternarsi di incontri e scontri. La realtà che vediamo viene tradotta, riscritta con quell’intensità che solo un animo incline alla poesia può rendere così vicina al nostro sentire. Comunicare con l’arte, con se stessi, con lo spazio è possibile e “finalmente” ci riesce facile.

Città che girano è il punto di arrivo di un lungo percorso che ha visto la pittrice cercare di rappresentare ciò che abbiamo dentro, dalle emozioni ai  pensieri, attraverso tecniche e materiali diversi. La ricerca dell’assoluto è presente sin dagli esordi e l’indagine le permette di sviluppare un linguaggio personale che riesca a conferire quanto ha carpito mediante un’unione di tempo e spazio. L’arte di Manuela Andreoli, se si dovesse riassumere con un termine, è trascendentale.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Milano Art Gallery presenta il nuovo catalogo dell’artista senese Franco Carletti

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Si corona un 2018 ricco di soddisfazioni per l’artista senese Franco Carletti che, a breve, vedrà l’uscita del catalogo dedicato alla sua ultima produzione e mostra personale. Evocativo il titolo scelto per questa fase del suo percorso artistico: Tonalità vibranti.
In nome dei colori della sua terra, Franco Carletti ha allestito la mostra alla storica Milano Art Gallery in via Alessi 11, nel cuore della metropoli lombarda dal 30 agosto al 15 settembre. Organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, l’esposizione è stata inaugurata alla presenza di Roberto Villa, fotografo internazionale amico di Pier Paolo Pasolini e Dario Fo, e di Giulio Alberoni, braccio destro del padre Francesco Alberoni.

Continuando su quest’onda di nomi celebri, nel catalogo di Franco Carletti si potranno trovare i contributi del prof. Vittorio Sgarbi, del giornalista e curatore d’arte Paolo Levi, del critico d’arte Giammarco Puntelli, della curatrice, critica d’arte e giornalista Elena Gollini, della curatrice d’arte Loredana Triestin, della critica e storica dell’arte Azzurra Immediato, dell’artista e grafica romana Paola Biadetti, del prof. Luca Filipponi dell’Università di Padova e del critico, saggista ed editore Sandro Serradifalco.

Opere figurative e paesaggistiche fanno parte dei lavori su cui si forma il nuovo catalogo. Tonalità vibranti è infatti una raccolta di delicate emozioni che rivivono attraverso i dipinti dell’artista, le foto del vernissage e dei vari riconoscimenti che gli sono stati conferiti nel corso della sua carriera. Un percorso iniziato a Gaiole in Chianti, nel 1954, il suo anno di nascita. Il pittore, pur dimostrando già nell’infanzia la sua dote artistica, solo ultimamente ha trovato il tempo per dedicarsi pienamente alla sua passione. Come ama ricordare, la sua arte si basa, prima ancora che sul figurativo moderno, sul colore, che rimane fortemente condizionato dalla sua terra. I suoi soggetti prediletti rimangono il paesaggio senese e la figura femminile, a cui il catalogo dà ampio risalto.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Spoleto: l’emozionante cerimonia del Premio Modigliani e il via alla mostra

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“L’attesa è stata premiata”, mai detto ha calzato meglio quanto è avvenuto a Spoleto in via Arco di Druso 37, sabato 13 ottobre. Proprio qui, a Palazzo Leti Sansi, è stato conferito il prestigioso Premio Modigliani agli artisti selezionati, le cui creazioni rimarranno in esposizione nella storica location del Seicento fino al 10 novembre.

L’evento, organizzato dal manager della cultura e presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, ha visto la partecipazione del direttore del Premio Modigliani Alberto D’Atanasio, dell’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, di Antonietta Di Vizia della Rai e di Silvia Casarin Rizzolo, direttore d’orchestra del Teatro La Fenice. Ma anche dello scrittore Alfonso Marchese, giornalista e scrittore che ha lavorato con Carlo Verdone per molti anni, del sindaco e presidente del Festival dei Due Mondi Umberto De Augustinis e Ada Urbani, l’assessore alla cultura.

Alla mostra è andato inoltre il contributo video dei critici Vittorio Sgarbi e Philippe Daverio.

Si può leggere questa dicitura sulle pergamene che sono state conferite il giorno del vernissage: “La selezione della sua opera per questo Premio attesta il suo prezioso contributo al mondo dell’arte e la sua spiccata personalità stilistica. Ci complimentiamo per il talento dimostrato e per le notevoli capacità comunicative manifestate”. I lavori degli artisti che sono stati riconosciuti spaziano dal figurativo all’astratto, dal pittorico allo scultoreo, sino alla scrittura, segno che questa scelta ha voluto fare il punto sull’arte cogliendone varie sfaccettature a partire da un ampio spettro.

Ecco la lista dei premiati, in mostra fino al 10 novembre: Anna Actis Caporale, Milena Aere, Nicoletta Alvisini, Manuela Andreoli, Raiquen Arduini, Vincenzo Armato, Michal Ashkenasi, Graziano Baster, Simona Battistelli, Giuseppe Borrello, Maria Brunaccini, Andrea Calabrò, Margherita Casadei, Maria Cavaggioni, Sergio Cavallerin, Rosanna Cecchet, Domenico Cialone, Athena Ciarletti, Mariesa Ciullo, Mauro Cominoli, Antonino Conti, Alessandro Cosentino, Claudia Crestani, Marina Crisafio, Guy De Jong, Simona De Maira, Pietro De Simone, Rina Del Bono, Anna Di Francesco, Max Di Gioia, Daniele Digiuni, Mirta Diminić, Italo Duranti, Salvatrice Ferlisi, Giuseppe Ferraiuolo, Stefania Fietta, Francesca Fiore, Rossella Fiorotto, Calogero Franco, Giuseppe Fratantonio, Jacqueline Gallicot Madar, Gian Genta, Lena Gentile, Stefano Guadagnoli, Stephanie Holznecht, Mariarita Ioannacci, Samer Kassem, Joanna Dominika Krawczyk, Maria Elisa Loletti, Sonia Lucatello, Rosetta Luzzi, Adriana Mallano, Angiolina Marchese, Federica Marin, Mario Mattei, Andreas McMuller, Vittorino Morari, Susanna Murgia, Päivyt Niemeläinen, Giuseppe Oliva, Silvano Ottaviani, Lucio Palumbo, Giovanni Pelini, Graziano Peretti, Giuditta Petrini, Gabriella Pettinato, Nicola Pica, Stefano Pignato, Gesuino Pinna, Cristina Pipan, Bina Pranteda, Luigi Prevedel, Maura Rogante, Antonella Rollo, Alessia Rosati, Gisella Rosmini, Rolando Rovati, Claudia Salvadori, Gino Sambucco, Angela Sarnataro, Elisa Scuccimarra, Elettra Spalla Pizzorno, Albertino Spina, Antonio Spitaletta, Fredericha Taccari Taira, Valeria G. Toderini, Enrico Tomassi, Carla Tomatis, Luciano Tonello, Barbara Trani, Maria Turra, Giovanna Valli, Sergio Valota, Diego Venanzi, Gabriella Ventavoli, Carla Virgili, Rita Vitaloni e Maria Grazia Zanetti.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a org@soletoarte.it oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

Personale di Vincenzo Cossari alla Milano Art Gallery: l’intervista al Maestro

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Incuriositi dalla sua ultima produzione, che giunge a un’esigenza materica sempre più marcata, abbiamo posto alcune domande al Maestro Vincenzo Cossari. L’artista esporrà dal 9 al 29 novembre alla Milano Art Gallery in via Alessi 11, a Milano. L’esposizione, organizzata dal manager della cultura e direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, intitolata Le impronte del tempo, sarà inaugurata proprio venerdì 9 novembre alle 18. L’interesse che suscita in noi e nel pubblico è tale da invitarci a conoscerlo più approfonditamente.

Signor Cossari, come e quando nasce la sua passione per l’arte?

La passione per l’arte nasce già al tempo della scuola, in prima elementare, quando lavoravo la creta e disegnavo su cartoni e tavole che trovavo nei vecchi pollai.

E come si è evoluto il suo percorso negli anni?

Questo lo lascio giudicare alla gente osservando il mio lavoro.

Giustamente, e forse sarà sufficiente ricordare che sua carriera espositiva è molto ricca e internazionale per capirne la portata. Ci dica almeno qual è l’evento che considera più importante…

Per me non c’è un evento più importante dell’altro perché mi concentro sul mio lavoro, che è la cosa che più mi coinvolge.

Esattamente un anno fa ha esposto a Biennale Milano. Una mostra che è stata ampiamente pubblicizzata dai media. Le sue opere sono apparse durante vari servizi televisivi del TgCom, di Mediaset, su «Il Giornale», «Panorama», ecc. Ci fa una riflessione su questa esposizione?

Devo dirle con sincerità: era qualcosa di diverso rispetto alla Biennale di Venezia. Lo spazio e l’opportunità riservati alle donne artiste mi ha colpito a tal punto che non posso non fare i complimenti all’intera organizzazione.

A cosa si ispira invece il titolo della mostra che inaugurerà alla Milano Art Gallery a Milano?

Ad essere più attenti e rispettosi dell’ambiente e di quello che succede nel mondo.

E com’è nata la collaborazione col direttore della galleria Salvo Nugnes?

La nostra collaborazione ha inizio con un’esposizione a Roma. Da allora è nata una bella amicizia.

Quale sarà l’opera più rappresentativa in esposizione?

Non c’è un’opera più rappresentativa rispetto alle altre.

C’è qualche artista in particolare al quale si ispira o la sua arte viene da sé?

Nessuno. La mia arte viene da dentro.

Quali sono i suoi futuri progetti per la sua ricerca artistica e sperimentale?

Nessun progetto, ma lavorare, lavorare sempre. Questa è la mia ricerca artistica.

Come pensa si possa educare all’arte le nuove generazioni?

Ponendole al centro del progetto. Purtroppo la situazione non è delle migliori, ma dico ai giovani questo: «Entrateci dentro».

Spoleto Arte rinnova la partnership con Delvi Carpenteria per Premio Modigliani

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Mancano pochi giorni dall’inaugurazione della mostra-evento Premio Modigliani, che verrà inaugurata sabato 13 ottobre a Spoleto, a Palazzo Leti Sansi e a Casa Modigliani. L’esposizione, organizzata dal manager della cultura Salvo Nugnes, presidente di Spoleto Arte, vedrà ancora una volta Delvi Carpenteria SRL collaborare in qualità di partner.

L’azienda, già presente nell’orizzonte organizzativo di Spoleto Arte con la recente esibizione di Spoleto Arte incontra Venezia, vanta un’esperienza trentennale. Punto di riferimento nel settore del serramento, Delvi Carpenteria si premura di ricercare materiali innovativi e di qualità, anche per estetica. Il cliente rimane sempre la motivazione da cui partire e l’obiettivo a cui mirare per migliorarsi per quest’azienda che si è sviluppata a partire dalla produzione di manufatti in legno. Ad oggi il catalogo dei prodotti si è ampliato considerevolmente occupandosi di infissi, persiane, vetrate, porte interne, tettoie e altro ancora.

Forte di questa partnership, il Premio Modigliani porta al vernissage la partecipazione di Alberto D’Atanasio di Casa Modigliani, del noto fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, dell’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, di Umberto De Augustinis, sindaco di Spoleto e presidente del Festival dei Due Mondi, del direttore d’orchestra del Teatro La Fenice di Venezia Silvia Casarin Rizzolo, di Antonietta di Vizia della Rai e della giornalista e scrittrice Valentina Orlando.

È inoltre previsto un contributo video con Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a org@spoletoarte.it oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

Premio Modigliani: Spoleto Arte riconosce così il talento

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Spoleto Arte, a cura di Vittorio Sgarbi, celebra gli artisti con la prestigiosa mostra Premio Modigliani che si terrà, dal 13 ottobre al 10 novembre, presso lo storico Palazzo Leti Sansi, struttura del Seicento, ubicato in via Arco di Druso, 37 e a Casa Modigliani presso Palazzo Montani, in piazza Fontana 3 a Spoleto.

Il vernissage e la cerimonia di premiazione sono previsti sabato 13 ottobre, alle 17 e vedranno la preziosa partecipazione di Alberto D’Atanasio di Casa Modigliani, di Roberto Villa, noto fotografo di fama internazionale, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, di Josè Dalì artista e figlio di Salvador Dalì, di Umberto De Augustinis sindaco di Spoleto e Presidente del Festival dei Due Mondi, di Silvia Casarin Rizzolo, direttore d’orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, di Antonietta Di Vizia della Rai, di Valentina Orlando, giornalista e scrittrice, e del manager della cultura Salvo Nugnes, organizzatore dell’evento e presidente di Spoleto Arte. È previsto un contributo video di Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi.

Il Prof. Alberto D’Atanasio afferma: «Il Premio Modigliani, è un riconoscimento internazionale che mira a far riscoprire un maestro importante del Novecento, un maestro italiano. Ogni pittore che vi partecipa è chiamato a scoprire l’idea stessa che ha “mosso” Amedeo Modigliani a scoprire l’anima, a dare volto al trascendente, a ciò che non può avere immagine, perché è emozione. L’artista selezionato farà sì che l’anima trovi figura, trovi colore e forma, per dar vita all’immaginario. Il Premio prende il nome dell’artista stesso. Le emozioni, le relazioni indefinibili, le percezioni, le attività psichiche, l’amore e il temperamento erano alla base della sua vita. Vibrava per le emozioni, emanava un’energia interiore».

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a org@spoletoarte.it oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

Gli ibridi mutanti che shockano il mondo sono Made in Italy e li ha creati Laira Maganuco

Scritto da pivari il . Pubblicato in Arte

Non solo una, ma quattro, le volte che un ibrido creato da Laira ha sconvolto il mondo: sono apparse sul web delle foto che Laira ha ingenuamente postato sul suo profilo personale di Facebook e che da lì, in una reazione a catena che ha avuto luogo in India, si sono diffuse in pochi giorni finendo sulla bocca di tutti.
Molte le persone che hanno giurato di aver avvistato queste strane creature; è intervenuta la Polizia per assicurarsi che non fossero reali esseri viventi, come tutti temevano – o speravano. Si trattava in realtà di opere d’arte create da Laira Maganuco, nota scultrice iperrealista che riesce a piegare un materiale capriccioso e testardo come il silicone, realizzando sculture che da un lato rispecchiano fedelmente i prototipi reali cui Laira si ispira e al contempo tirano fuori da quel mondo onirico e misterioso le nostre paure e i nostri desideri più profondi.
Laira Maganuco è la figura che ha reso possibile la nascita del bambino licantropo, la donna topo, il bambino maiale e altre figure ancora, come l’Enigmista del sangue, la “Bocca”, una scultura forte che in sé nasconde un messaggio piuttosto evidente. L’artista si colloca nel web in una classifica di scultori iperrealisti stimati, e qualche volta anche additati.
Alle prime notizie dell’avvistamento di una delle “Baby creatures” di Laira si sono immediatamente organizzati i gruppi contestatori che hanno rivolto a Laira parole di biasimo, accusandola di aver inscenato l’esistenza di queste creature allo scopo di farsi pubblicità.
“Quando ho saputo che la polizia indonesiana aveva chiesto formalmente degli accertamenti per verificare che quelle creature fossero davvero delle mie sculture ho strabuzzato gli occhi incredula. Non so perché l’Asia minore, l’India e la Cina amino così tanto seguirmi, non ho mai chiesto al mio marketing manager di fare pubblicità o altro in quei territori. Pensavamo che fosse una questione di credulità, ma sbagliavamo, quando ho pubblicato il baby maiale sul mio profilo personale in pochi giorni è stato condiviso 256.000 volte e questa volta gli avvistamenti sarebbero stati fatti in Italia, Spagna, Romania, Brasile, Statu Uniti e via dicendo. Ammettere che l’intero globo fosse così credulone ci sembrava troppo e quindi abbiamo cambiato il nostro pensiero. Facebook si è trovato costretto a rimuovere il mio post personale perché alcune persone non hanno gradito la mia scultura e l’hanno considerata offensiva, perché ho creato un ibrido che mettesse sullo stesso piano l’uomo e il maiale. Chi mi conosce sa che sono un’inguaribile amante degli animali e che ho dedicato larga parte delle mie energie sia artistiche che economiche per creare la Real Mommy, una mammella artificiale per nutrire i cuccioli rimasti precocemente orfani.”
Infatti Laira ama così tanto gli animali da esserne circondata: chiassosi e simpatici cagnolini, gattini, fino a un gallo burlone e Pepito, il suo maialino un po’ prepotente. È Pepito infatti il maialino presente nelle foto che sono diventate virali: non una messa in scena, ma una foto giocosa come aveva già fatto in precedenza con un chiwawa in silicone messo accanto al suo adorabile – e vivo – chiwawa per una foto di famiglia mamma-cucciolo. Il concetto della natività e l’amore per i cuccioli sono dovuti al grande impegno che Laira mostra nell’accudire alcuni trovatelli, che spesso muoiono. Anche queste disavventure sono interamente parte del bagaglio culturale dell’artista che infonde vita e speranza alle sue opere d’arte. Come scrive sul sito “Amo scolpire il brutto quanto il bello perché la natura prevede l’esistenza dell’uno quanto dell’altro.”
Quindi alla domanda “le creature viste sul web sono vere?” la risposta è “Sì”: esse vivono del fuoco che solo un’artista sa dare a un’opera ed è per questo che vengono continuamente scambiate per esseri viventi ritrovati in luoghi arcani. Esse non sono bambole, ma sculture dal valore artistico e morale molto alto e, ancora una volta, è l’Italia a sorprendere il mondo con la sua arte e particolarità come fa da sempre.

Lairamaganuco.com
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Milano Art Gallery: l’emozionante taglio del nastro per la personale di Manuela Andreoli

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

La mostra Città che girano ha portato una ventata d’aria nuova alla Milano Art Gallery di via Alessi 11. Venerdì 5 ottobre l’esposizione dell’artista Manuela Andreoli è stata infatti inaugurata al cospetto di un nutrito pubblico. Quest’ultimo si è dimostrato decisamente interessato a un’arte che, a detta del direttore Salvo Nugnes, ha tutte le carte in regola per costituire un linguaggio di tipo internazionale. Presenti anche il fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e monsignor Mapelli, arcivescovo primate della Chiesa cristiana antica cattolica e apostolica.

L’evento, organizzato e presentato dal direttore delle Milano Art Gallery, manifesta l’intento di condurre per mano l’osservatore all’interno della storica sede nel cuore di Milano e di fargli scoprire l’anima della ricerca dell’artista. Attraverso la sua produzione più recente, Manuela Andreoli dispiega sulla tela un numero limitato di cromie. Rosso, bianco, nero e grigio diventano così espressione di una libertà di immaginazione e contaminazione che mira al carattere dell’essenza delle cose, delle emozioni.

Il suo percorso artistico è maturato a partire dagli anni Duemila, quando Manuela si concentra sull’espressione del non visibile e sulla sperimentazione di materiali e tecniche diverse. La sua arte è pienamente concettuale e ritrova in questa condizione la sua libertà. Il principio unico e universale è il soggetto interpretato, la linea guida e la spinta propulsiva della ricerca dell’Andreoli.

Alla Milano Art Gallery è finalmente possibile ammirare e seguire, leggere e scoprire il codice poetico con cui l’artista ha voluto convogliare un concetto tanto assoluto quanto astratto come l’Essere in un unicum temporale e spaziale.

Nella sede che ha ospitato Guttuso, De Dominicis e molti altri grandi maestri italiani, Città che girano rimarrà accessibile gratuitamente al pubblico fino al 19 ottobre 2018. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.