Antonio Cospito: Esce il nuovo libro sulla Felicità

Scritto da areastampa360 il . Pubblicato in Libri

La Felicità sotto il profilo psicologico, può essere la condizione conseguente la soluzione di un problema, fatto che produce appagamento e quindi gioia. In questo libro l’autore* affronta il superamento di vari problemi, allontanandosi dai luoghi di residenza per approdare alle Terme di Lurisia per cure, relax e buona cucina. Nel testo sono anche citati vari incontri culturali organizzati alle Terme di Lurisia, tra cui quello con Alessandro Invernizzi che parla in modo approfondito di come ricercare la felicità nella malattia.

* L’autore Antonio Cospito è già famoso in tutto il mondo per aver scritto la prima canzone dedicata a Papa Francesco, e per la pubblicazione di altre opere cattoliche.

Il libro sarà disponibile a partire dal 30 Luglio 2019 su tutti i book store.

Il bacio della farfalla – Antologia poetica

Scritto da Centrone Stefano il . Pubblicato in Libri

Il bacio della farfalla: antologia poetica in vendita su Lulu.com, Amazon, Kobo.com e presto anche su altri store. Punto di riferimento dove le poesie di Alcamese, Pekos Julio Esteban e Barbara Tagliavini si uniscono per dar voce a quest’arte che, con gli anni, ha perso valore nella nostra bella Italia.
Un volume formato da quarantacinque opere letterarie nate dall’umiltà di questi autori, che hanno voluto rendere omaggio non solo alla poesia, ma anche alle donne, vittime del femminicidio.
Una riflessione sul nostro modo di vivere, di reagire restando indifferenti agli occhi del mondo.

Web site: https://centronestefano.wixsite.com/edithmanhattaned
http://www.lulu.com/spotlight/EdithManhattan2013
Per info: nardieditore@libero.it

ZUIN “HANNAH BAKER” l’ultimo singolo estratto dall’album “Per tutti questi anni”

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Se cura e dolore sanno essere due volti di una stessa medaglia, il cantautore rock lancia questo brano come una moneta che resta in bilico fra un groove risoluto e una schiva malinconia.

Ph: Chiara Muscarà

Hanna Baker è un personaggio, un simbolo, uno stato d’animo.

È quando l’amore non ti fa pensare ad altro, quando ti fa stare così bene e così male allo stesso tempo da sentirti malato, dal sentire la necessità di una cura, di qualcuno che ti aiuti.

Di notte, di giorno, nei momenti tristi e in quelli felici l’unica cura è lei o più semplicemente te stesso.

A volte la solitudine è l’unico modo per riscoprirsi.

Il singolo è l’ultimo estratto dall’album Per Tutti Questi Anni:

«Questo disco racchiude i miei primi 30 anni di vita, i ricordi di infanzia, il rapporto con la mia famiglia, parla di sogni, di amicizia, di amore e di paure, è il disco più personale che potevo scrivere.

Ho iniziato a scrivere queste canzoni in un momento di spaccatura, di cambiamento nella mia vita, il momento giusto per mettermi a nudo ed esorcizzare le mie paure, per prendere forza dalle mie insicurezze. Per questo motivo ho voluto tenere un approccio molto spontaneo alla struttura, agli arrangiamenti, alle liriche, per permettere alle persone che lo ascoltano un facile accesso alle mie esperienze nella speranza ritrovino qualcosa di loro stessi nelle mie canzoni.» Zuin

DICONO DI LUI

“Per Tutti Questi Anni è un lavoro all’insegna di una ben misurata alternanza tra dolcezza e rabbia, quest’ultima ben espressa da una voce graffiante, messa al servizio di brani ricchi di vigore e pathos”. Rumore

“Oscillando tra un sogno e una paura, si delinea l’evoluzione di un ragazzo adolescente che diventa uomo, senza più alcuna ferita sulle mani, ma pieno di squarci sul cuore”. ExitWell

“Zuin ci offre quindi un bel disco di canzoni come non se ne ascoltavano da un po’, si muove sulle linee del rock e del folk, affondando le mani nel cantautorato, ma risultando moderno senza bisogno di avvicinarsi alle mode del momento e per questo ha tutte le carte in regola per durare nel tempo”. Nonsense Mag

“Un disco che ha un ruolo importante: è una guida, è come un fratello maggiore con cui possiamo aprirci e raccontarci con sincerità, perché sappiamo che non ci giudicherà”. LaMusicaRock.com

“Graffiante e capace di trasgredire al cliché di questa tendenza omologante che troviamo facilmente in tutti questi nuovi cantautori della scena italiana”. Blog della Musica

RADIO DATE: 24 MAGGIO 2019

PUBBLICAZIONE ALBUM: 23 novembre 2018

ETICHETTA: Volume!

BIO

Zuin è un progetto nato nel 2016 con la voglia di raccontare storie, sentimenti e sensazioni. Fin da subito per Zuin inizia un never-endig tour, chitarra e voce, che lo porta a suonare su palchi importanti e come supporter di artisti di punta della scena musicale indipendente italiana. Nell’aprile 2017 partecipa alla finale di Special Stage di Officine Buone, ricevendo il Premio Social, fino ad arrivare nel 2018 al prestigioso palco del Primo Maggio a Roma come uno dei tre vincitori del contest 1MNext.

Con l’etichetta VOLUME! pubblica tre singoli: Fantasmi (maggio 2017), Oh mio Dio! (novembre) e a giugno 2018 Io non ho paura, title track dell’ep eponimo contenente i tre brani pubblicati più l’inedito Credimi. Tutti i brani sono realizzati con la collaborazione artistica di Claudio Cupelli (produttore artistico e co-arrangiatore dei brani), e i tre singoli sono accompagnati dai relativi video in premiere su prestigiosi portali e raggiungono la TOP 20 della Indie Music Like, classifica di gradimento delle radio indipendenti italiane. Il 20 novembre esce Bianco (cantata in coppia con Daniela D’Angelo) che anticipa di qualche giorno l’uscita del disco d’esordio PER TUTTI QUESTI ANNI sempre con l’etichetta VOLUME! Dopo “Monza Saronno”, il nuovo singolo è “Hanna Baker”.

Contatti e social

Zuin

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YouTube https://bit.ly/2TwLHU4

Volume!

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 PH by Chiara Muscarà: https://www.chiara-meierhofer-muscara.com/

La pittura “comunicativa” di Matteo Fieno

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Nell’evidenziare il talento artistico di Matteo Fieno la dottoressa Elena Gollini ha asserito: “Le immagini immortalate da Matteo sembrano essere spiate da una fessura virtuale, che si apre dinanzi allo spettatore con delicatezza, grazia ed eleganza. Questo spiare con grande garbo e rispetto attribuisce dignità e senso di protezione alle immagini evocate. I momenti fissati sono unici, perché le componenti della scenografia narrativa non sono più ripetibili allo stesso modo, rendendo speciale ed esclusiva ogni opera. Matteo considera la pittura come lo strumento prediletto per esprimere e condividere l’innata vena creativa e fantasiosa. Riesce a destreggiarsi al meglio con naturale dimestichezza e padronanza del mezzo strumentale e della tavolozza cromatica, garantendo risultati ottimali e una resa compositiva eccellente“.

L’attenta e accurata sperimentazione segnico-cromatica della figurazione pittorica elaborata da Matteo introduce lo spettatore in un’avvincente prospettiva di originale ed eclettica combinazione tra visione reale e irreale, tra realtà e fantasia con accenti simbolici e metaforici che aprono ad un linguaggio d’introspezione suo personale e sui generis, dove utilizza componenti ed elementi frutto di una ricerca inedita e non convenzionale. L’osservatore è chiamato e guidato a cogliere e recepire i codici insiti, interpretando l’universo sotteso di contenuti e significati sostanziali e andando oltre la pura coreografia scenica. Matteo instaura con l’opera una forte simbiosi di legame sentimentale ed emotivo, in perfetto equilibrio con l’azione creativa più razionale e pragmatica. La gamma cromatica dalle vibranti gradazioni tonali stimola l’immediata percezione sensoriale e aumenta il flusso energetico dinamico di contorno.

I Folkabbestia “Il fricchettone 2.0” è la rielaborazione della storica canzone “U’ frikkettone” a 25 anni dall’uscita del brano

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

I Folkabbestia insieme a Finaz ed Erriquez della Bandabardò e Dudu e Fry dei Modena City Ramblers, colorano, tra tradizione irlandese e rock’n’roll, una nuova versione del brano che, cantato in dialetto pugliese, toscano ed emiliano, diventa un vero e proprio inno all’unità del popolo italico.

Ultimissime dal Canalone Folk! I Folkabbestia dopo 25 anni di onorata carriera non ne vogliono più sapere di fare i fricchettoni! Secondo alcune indiscrezioni i componenti della band pugliese hanno smesso di vivere una vita obliqua, randagia e dedita alla crapula e hanno finalmente messo la testa sulle spalle. Come testimonianza di questo storico avvenimento sono stati invitati alcuni amici di vecchia data, Finaz ed Erriquez della Bandabardò e Dudu e Fry dei Modena City Ramblers. Tutti insieme hanno suonato e intonato una nuovissima versione dell’evergreen “U’ Frikkettone”. La tradizione irlandese abbraccia il rock and roll e “Il fricchettone 2.0” cantata in dialetto pugliese, toscano ed emiliano si accinge a diventare un inno all’unità del popolo italico oltre che il tormentone estivo del 2019.

“Il fricchettone 2.0” è la rielaborazione della canzone “U’ frikkettone” pubblicata dalla band nel primo album “Breve saggio filosofico sul senso della vita” nel 1998, considerata tra le più rappresentative del gruppo. “U frikkettone” nasceva originariamente come la rivisitazione in dialetto barese di una famosissima canzone irlandese “The wild rover”. Il vagabondo selvaggio della ballata irlandese diventava, nella versione dei Folkabbestia, u’ frikkettone, cioè un personaggio anticonformista, stravagante, contestatore, dedito alla crapula e al vagabondare, tiratardi e dormiglione che, dopo una vita obliqua e randagia, decideva di tornare a casa da mamma e papà per ricevere in cambio una buona tazza di tè. Oggi, in questa nuova versione del 2019, realizzata per celebrare i 25 anni della composizione della canzone, l’arrangiamento si fa più rock e più orchestrale, con l’aggiunta di numerosi temi strumentali in stile irlandese composti per l’occasione.  Il testo si arricchisce inoltre di due interventi in dialetto emiliano e toscano. U’ frikkettone in barese diventa Il fricchettone 2.0 in italiano. Alcuni componenti dei Modena City Ramblers e della Bandabardò, in nome di una antica amicizia con i Folkabbestia, hanno collaborato al progetto come ospiti speciali. Finaz e Fry hanno impreziosito il brano con la chitarra e il violino, Erriquez e Dudu hanno rielaborato il testo nei loro rispettivi dialetti e cantato insieme a Lorenzo e Osvaldo dei Folkabbestia. Al progetto si sono uniti anche vecchi membri della band e nuovi amici. In questo clima attuale di divisione, paura e sospetto verso gli altri, i musicisti più “fricchettoni” d’Italia si ritrovano ognuno con il proprio dialetto per cantare tutti insieme un nuovo inno alla pace e alla fratellanza. “Fricchettoni di tutto il mondo unitevi!”.

I Folkabbestia sono una vera festa itinerante, un viaggio su una sedia a dondolo tra territori balcanici, paesaggi irlandesi e calore pugliese. Ogni loro concerto è un’immersione nella tradizione italiana, stropicciata con fantasia, ironia e mutazioni stilistiche che spaziano dal folk al rock, dalla canzone d’autore a quella popolare, dallo ska al punk. Sono inoltre entrati nel “Guinness dei primati” come detentori del record per l’esibizione musicale più lunga del mondo, suonando la stessa canzone per 30 ore di seguito.

Il video è stato scritto da Lorenzo Mannarini per la regia di Andrea Larosa/Lucerna Films. Animazioni: Etienne Visora, Executive Producer: Beppe Platania.

ETICHETTA: NRG Coop

Radiodate: 31 maggio 2019

BIO:

Sono parecchie le curiosità da ricordare quando si parla dei Folkabbestia, dalla ormai famosa “30 ore”, esibizione ininterrotta della stessa canzone per entrare nel Guinness dei primati, tenuta presso l’Auditorium Demetrio Stratos a Milano e trasmessa in diretta da Radio Popolare, alla partecipazione di prestigio come la diretta del settembre 2003 per la BBC da Milano durante l’incontro per le qualificazioni mondiali di calcio Italia – Galles, alla colorita performance al Mantova Musica Festival del 2004 dove i “nostri” si presentano vestiti da carte napoletane, al concerto a sostegno dei lavoratori della Fiat Sata di Melfi (PZ), alla marcia per la pace Perugia-Assisi, al concerto per il Social Forum Europeo tenutosi a Firenze nel 2002, al Festival Interceltico di Lorient (Francia), al Mostar Intercultural Festival (Bosnia), ad Arezzo Wave, a Santarcangelo dei Teatri, al Raduno di Caterpillar fino ad un tour “tedesco” con tappe in Germania, Svizzera, Austria che culminano in uno strepitoso concerto al Zapata Cafè di Berlino. Nel settembre 2005 vengono anche invitati da Luciano Ligabue a suonare al mega concerto del campo volo di Reggio Emilia e con l’uscita di ”25-60-38” i Folkabbestia raggiungono l’apice delle collaborazioni prestigiose duettando con Franco Battiato nel rifacimento de “L’avvelenata” di Francesco Guccini, e con Caparezza ed Erriquez (Bandabardò) in “Tre Briganti e Tre Somari”. Nel 2006 vincono il “Premio Carosone” e nel 2008 il premio “Matteo Salvatore”. Nel 2008 esce “Il segreto della felicità”. La canzone “Il sogno di Mhedy” è candidata al Premio Amnesty Italia 2009. Nel 2010 viene pubblicato dalla Sunny Cola / Universal l’album “Girano le pale”. Nel 2011 partecipano alla trasmissione televisiva “Radici” sull’emittente Telenorba e alla trasmissione “Chi se ne frega della musica” sull’emittente nazionale DeeJay TV. Nel corso dell’estate il “Girano le pale tour” li vede impegnati in numerose date in tutta Italia e tra agosto e settembre in Portogallo con la partecipazione al Festival Sete Sois Sete Luas. Nel 2013 alcune loro canzoni sono inserite nella colonna sonora del film di Vito Cea con Uccio De Santis “Non me lo dire”. Nel 2016 pubblicano il singolo “Nel fondo dello stivale” e partecipano allo Sziget Festival di Budapest. Nel 2017 esce il singolo “La baraonda” e l’EP “GIRAMONDI” con cinque canzoni inedite. Il gruppo prosegue il tour in tutta Italia presentando in anteprima i nuovi brani ed i vecchi classici del loro repertorio. Nel 2018 partecipano a Irlanda in Festa a Bologna e nel 2019 al concerto del Primo Maggio a Napoli. A settembre del 2019 pubblicheranno il nuovo EP I Folkabbestia 2.0. Anticipato dall’uscita a maggio del singolo Il fricchettone 2.0.

Discografia:

2017 EP “Giramondi” – FOLKABBESTIA/MANINALTO/BELIEVE

2010 “Girano le pale” – SUNNY COLA /UNIVERSAL

2008 “Il segreto della felicità” – UPR/EDEL

2006 “25 60 38 Breve saggio sulla canzone italiana” – UPR/EDEL

2005 “’Perche, 44 date in fila per tre col resto di due” – UPR/EDEL

2003 “Non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice” – UPR/EDEL

2000 “Se la rosa non si chiamerebbe Rosa, Rita sarebbe il suo nome” – UPR/VENUS

1998 “Breve saggio filosofico sul senso della vita” – FOLKABBESTIA

I Folkabbestia sono:

Lorenzo Mannarini: voce, chitarra e armonica a bocca

Francesco Fiore: basso elettrico

Nicola De Liso: batteria

Osvaldo Laviosa: violino e cori

Michele Sansone: fisarmonica e cori

Contatti e social

Facebook: https://it-it.facebook.com/pages/category/Performing-Arts/Folkabbestia-55882030954/

Antonio Cospito: Non mi avete fatto niente

Scritto da areastampa360 il . Pubblicato in Libri

Sono passati 10 anni di ‘INUTILI PROCESSI’, discriminazioni, calunnie, diffamazione, cattiveria gratuita, ma tutto è finito con ASSOLUZIONE perché i fatti non costituivano reato penale. Adesso tocca a tutti voi. GIUSTIZIA SARÀ FATTA!

‘ Non mi avete fatto niente
Non mi avete tolto niente
Questa è la mia vita che va avanti
Oltre tutto, oltre la gente
Non mi avete fatto niente
Non avete avuto niente
Perché tutto va oltre le vostre inutili guerre
Le vostre inutili guerre ‘.

Presto uscirà il libro distribuito su tutti i book store.

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Antonio Cospito Press
www.facebook.com/areastampa360

Kris “Vado al mare”


Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

in radio il singolo interpretato dal cantante italo ungherese 

Vado al Mare” è uno slogan emotivo che appartiene a noi tutti: staccare la spina, nell’era della globalizzazione, per disconnettersi dallo stress, dalla routine quotidiana, al fine di ritrovare nuove energie dalla positività che il mare può dare. Il brano, dal sapore pop/rock italiano, esce fuori dagli schemi e dai canoni voluti dalla musica che attualmente si veste della sua, scontata, moda estiva, legata a ritmi e suoni caraibici, e si propone di arrivare, nel cuore di chi l’ascolta, nella sua trasparente e naturale verità. “Vado al Mare”, interpretato da Kris, è stato registrato c/o la C&C Multimedia di Napoli, arrangiamenti del M° Ciro Barbato, su testo e musica del cantautore e produttore Michele Bucci.

Cristian Jacobelli, in arte Kris, italo-ungherese, nato a Cagli (PU) il 18/07/1995, risiede a Piobbico (PU). Diplomato all’istituto agrario, in qualità di agrotecnico, gestisce, unitamente al padre, un’azienda zootecnica, anche se, sin dall’infanzia, la sua grande passione è la musica. Appassionato di equitazione, adora i cavalli. I nomignoli o aggettivi che gli hanno attribuito amici e parenti sono: Tempesta, Vulcano e Saltapicchio, Nell’album “Vado al Mare”, il singolo omonimo è stato scritto dal cantautore e produttore Michele Bucci, mentre Kris è l’autore dei brani “Anima mia”, “Credi in te” e “Nell’aria”.

Press, radio, Tv Agency
DCOD Communication By GB Play
promoradio@dcodcommunication.it
promostampa@dcodcommunication.it

Grande successo per la nuova raccolta poetica di Alessandro Sammarini

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Cultura, Libri

Sta ricevendo tanti positivi riscontri di apprezzamento la nuova raccolta poetica dal titolo “Le facce del dado” acquistabile su Amazon oppure inviando una mail all’indirizzo dell’autore Alessandro Samnarini asammarini@libero.it.

Per comprendere al meglio la variegata produzione poetica di Alessandro bisogna recuperare la parte irrazionale che abita la profondità dell’anima e alimenta la radice, dalla quale si dipartono sia la ragione sia l’istinto. Gli antichi avevano dato un’anima sia all’uomo sia al mondo e nell’armonia delle due anime vedevano la bellezza. Da queste antiche concezioni si può prendere spunto per interpretare le sue visioni e i suoi simbolici “passaggi nell’intimità”. È una poesia che stimola a riscoprire intime e universali emozioni e spinge a fissare nel ricordo indelebile della memoria la peculiarità unica e assoluta di un momento, di una sensazione percettiva speciale, che è fisica e al contempo mentale. È una poesia che vuole fare comprendere che in tutti noi c’è un ben radicato “paesaggio interiore” è una “geografia dell’anima” di cui cerchiamo gli elementi costitutivi per tutta la vita.

La dottoressa Elena Gollini ha così commentato: “Per sviscerare e comprendere a fondo la poetica di Alessandro bisogna decontestualizzare le immagini rievocate nella loro immediata visione estetica ed esteriore e carpire il contenuto sostanziale che vogliono esprimere e che si traduce in simboli visivi. Il risultato finale è una fase di intensa esperienza emotiva che lo coinvolge a tutto tondo e viene vissuta in modo attivo e diretto fin dal momento iniziale di ideazione. L’intima esperienza si traduce nella natura introspettiva delle poesie, che acquistano anche un importante significato e una finalità sociale, evidenziando degli aspetti di grande attualità connessi al senso del vivere, dell’essere e dell’esistere che si riflettono sul piano psichico e psicologico, individuale e collettivo. Emerge una ponderata e meditata comunicazione di natura concettuale destinata ad accentrare l’attenzione sull’analisi relativa alle delicate problematiche legate alla difficoltà oggettiva di inserimento e di integrazione relazionale, che diventa una sua personale denuncia e un’accorata esortazione indirizzata ai fruitori. Nella prospettiva della globalizzazione di massa, sempre più estesa e incalzante, risulta alquanto complesso innescare lo scambio spontaneo e il confronto disinibito, libero e incondizionato e sono soprattutto i giovani e le nuove generazioni a pagarne lo scotto. Alessandro tramite la poesia si rende promotore di tali messaggi e coniuga il talento e l’estro creativo con una spiccata vocazione etica e morale“.

FRANCESCO COLOMBO “COME BABY COME” è il nuovo singolo del cantautore e musicista varesotto

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Il primo brano estratto dall’album THE LONER AND THE WINDING ROADS è una canzone r&b romantica, profonda e viscerale che tratta dell’assenza della persona che si ama nella propria vita.

Come Baby Come è un brano di matrice schiettamente soul e r&b dal suadente incedere in 6/8. Il testo affronta la mancanza della donna amata, resa ancora più viscerale e sofferta dalla ripetizione quasi ossessiva dei versi principali. Come il resto dei brani del disco, la canzone è stata composta, registrata, eseguita in tutte le sue parti strumentali e vocali da Francesco Colombo; ad eccezione della batteria, suonata da Massimiliano Salina, che spesso accompagna l’artista in trio nelle esibizioni live.

Il disco The Loner And The Winding Roads ha una chiara impronta soul e r&b. Dall’r&b di Come Baby Come, si procede agilmente dal soul più classico (Be My Woman, Invisible), a quello più moderno (Blood And Lime, Roses In My Veins, Behind The Border), attraversando anche episodi acustici (Curtains Of White Haze, The End Of The Line, See What We Are), e concedendosi anche un momento strumentale (Moment).

Le scelte melodiche spiccano per forza e orecchiabilità, sostenute da arrangiamenti asciutti in cui i protagonisti indiscussi sono la chitarra e la voce. Il disco è stato interamente composto, eseguito, mixato e prodotto da Francesco Colombo, ad eccezione della batteria, suonata da Massimiliano Salina.

Radio date: 24 maggio 2019

Autoproduzione

BIO

Chitarrista, cantautore, compositore e cantante varesotto, ha solcato importanti palchi quali l’Hard Rock Café di Roma, Jailbreak Club di Roma, Piper Club di Roma, Getxo Jazz Festival (Spagna), oltre a numerosi club, jazz club e festival. Chitarrista di derivazione jazz e soul, che non disdegna qualche incursione classic rock. Lo stile vocale è marcatamente soul.

Nella sua musica si avverte in primo luogo proprio la radice soul: una soul che guarda verso i classici del genere ma si anima delle nuove tendenze neo-soul. Si percepiscono tratti jazz soprattutto in alcune scelte armoniche e in svariati passaggi solistici. Spiccano le melodie forti, che senza difficoltà si imprimono nelle orecchie di chi ascolta, frutto di chi ha assorbito le melodie dei grandi songwriters e ne subisce felicemente e istintivamente l’influsso nella creazione melodica.

Contatti e social

Instagram: francescocolombomusic

Facebook Page: francescocolombomusic

Youtube Channel: Francesco Colombo

La suggestione emozionale dei ritratti di Rosanna Gaddoni

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Nel gioco intrigante della dicotomia del bianco e nero si orchestra l’espressione artistica di Rosanna Gaddoni, che individua soggetti e immagini di interessante visione recuperati dalla realtà circostante del quotidiano e li rende “attori e interpreti” delle sue sequenze narrative. Rosanna riesce a dare vita ad un’impeccabile alchimia di composizione scenica data dall’unione sinergica della fase progettuale e dell’atto creativo, scegliendo le condizioni ideali per ottenere la miglior resa d’impatto. Le sue rievocazioni figurali rispecchiano la sua anima vivace e appassionata, congiunta insieme all’acuta prontezza esecutiva e alla prospettiva sostanziale di profonda pregnanza.

La dottoressa Elena Gollini ha così spiegato al riguardo: “L’intento perfettamente raggiunto da Rosanna è quello di voler coinvolgere lo spettatore dentro un’esperienza totalizzante, che confluisce all’interno di un microcosmo che racconta un macrocosmo. Il suo fare artistico racchiude una simbologia articolata e sfaccettata, che lega e connette arte e psicologia e va oltre l’indagine estetica e l’approccio estetico strutturale fine a se stesso. La produzione è uno scavo dell’anima per dare la massima resa di intensità permeante al sentimento umano, tramite la materia pittorica, nelle combinazione della luce e degli effetti chiaroscurali e nelle forme del disegno. Nelle composizione la composizione illimitata dello spazio corrisponde all’estensione della sfera dell’inconscio, che Rosanna indaga e analizza mediante il suo fare arte. Gli esiti delle raffigurazioni garantiscono un perfetto effetto plastico, mentre il tratto segnico è utilizzato nelle dinamiche più congeniali. L’opera diventa un tripudio e una profusione armoniosa di intrecci e commistioni sempre in fuga rispetto ai confini delimitanti della tela, avvolgendo in modo coinvolgente l’osservatore e dando vita ad un linguaggio comunicativo, che conserva in sé il pregevole rapporto con la tradizione figurativa intramontabile, con quello stile ritrattistico evergreen, sempre apprezzato e sempre elogiato nella sua piacevolezza d’insieme e nella sua valenza acclarata“.