Spoleto Arte: il sogno americano si avvera con la New York International Art Expo

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Grande attesa per l’imminente mostra New York International Art Expo che inaugurerà domenica 11 marzo, in concomitanza con la prestigiosa Fiera d’arte Armory Show, presso il rinomato Hotel Michelangelo in 152 w 51st, situato proprio nel fulcro nevralgico della grande metropoli, il Times Square. L’evento è organizzato da Salvo Nugnes, manager della cultura e presidente di Spoleto Arte e vedrà il contributo del prof. Vittorio Sgarbi, del direttore del museo Modigliani Alberto D’Atanasio, di Veronica Ferretti del museo Buonarroti e di José, figlio del grande artista Salvador Dalì.
In mostra un selezionato numero di opere, realizzate da oltre un centinaio di esponenti di talento del panorama artistico contemporaneo internazionale.
Nel commentare i positivi consensi ricevuti, anche nella scorsa edizione della mostra, Nugnes ha dichiarato:

“Con questa esposizione vogliamo creare un ponte simbolico di collegamento e condivisione tra Italia e Stati Uniti d’America, dando libera diffusione alle forme espressive ed alla creatività cosmopolita. I significativi risultati ottenuti anche con Miami meets Milano, che si è tenuta in dicembre, in concomitanza con Art Basel a Miami, ci inorgogliscono e ci inducono ad inserire stabilmente questi appuntamenti nel nostro calendario dei nostri eventi”.

Il presidente ha spiegato poi come le due città, seppur distanti fisicamente, siano simbolicamente e virtualmente unite da un profondo dinamismo e da uno spirito innovativo, in cui la diffusione dell’arte e della cultura rappresentano obiettivi primari. Finalità di questo progetto, dall’impronta comunque cosmopolita, oltre a ribadire il ruolo fondamentale dell’arte italiana nel mondo, è quella di coniugare passato e presente, tradizione e innovazione con un’attenzione particolare anche alla contemporaneità.
Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190 o scrivere all’indirizzo info@spoletoarte.it oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

La canzone della buonanotte: il nuovo video di Fernando Alba tra politica e lussuria.

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Fernando Alba – “La canzone della buonanotte”

Secondo singolo e preludio al nuovo album “Nello stesso acido” in uscita tra marzo e aprile. Il cantautore siciliano questa volta porta in scena la “Politica” con un brano, da lui stesso scritto e composto, che racconta una tipica giornata di un “Onorevole” interpretato dalla bellissima attrice Maresa Merlino.

Genere: pop / rock / folk / indie

Label: Maqueta Records

Release Date: 15.02.2018

https://youtu.be/SwV13ck9KeA

Maqueta Records presenta il nuovo videoclip “La canzone della buonanotte“ del cantautore Fernando Alba, scritto e diretto ancora una volta da se stesso. Questo secondo singolo anticipa il nuovo album “Nello stesso acido” in uscita tra marzo e aprile.

Il cantautore questa volta porta sulla scena la “Politica”. Il brano da lui stesso scritto e composto ha come sottotitolo “Comode poltrone” e racconta una tipica giornata di un “Onorevole” interpretato dalla bellissima attrice Maresa Merlino.

L’Onorevole è una donna in carriera, di classe, affascinante. In tv è seria e composta, nel privato è provocante, ammaliante, sfuggente ed infastidita dalla calca dei fan e dalle domande della giornalista interpretata da Cosetta Turco. In una Roma notturna, davanti i palazzi del potere, Cosetta Turco è in cerca della sua verità ed è in attesa dell’Onorevole per averlo come ospite nella sua trasmissione tv. Un video tutto al femminile, infatti oltre l’Onorevole e la giornalista, il ruolo delle vallette televisive e delle ladygirl, è affidato a Francesca Borgna e Raffaela Anastasio, che rappresentano la lussuria, la tentazione, ma anche la donna che lavora e rivendica i ruoli spesso riservati agli uomini. Nei loro occhi c’è anche il piacere di lasciarsi travolgere da una vita fatta spesso di frivolezze ed apparenze.

Fanpage https://www.facebook.com/fernandoalbafanpage/

“La canzone della buonanotte” veste un sound anni ’70, un omaggio al cantautorato e alla progressive music di quel periodo. L’orchestra d’archi, le chitarre acustiche ed elettriche e un magico sassofono soprano sono i protagonisti di un arrangiamento vicino alla musica classica moderna, all’indie della nuova scuola di cantautori e alle belle canzoni della musica pop italiana.

Biografia

Fernando Alba, compositore e cantautore siciliano classe 1978 cresciuto artisticamente a Roma, lavora da anni nel mondo della discografia e cinematografia, ricoprendo diversi ruoli sia tecnici che artistici. Ha debuttato con l’album La chitarra nuova nel 2014 e ne ha fatto il primo videomusic film girato in Italia, realizzato in pellicola 16mm, con gli attori Francesca Valtorta e Giovanni Scifoni. Dall’album sono stati estratti altri 4 singoli correlati di videoclip e rilasciati negli anni successivi: La Bicicletta, Narciso, Favola, Sei felice. Dopo uno stop artistico nel 2016 per problemi di salute, in quest’ultimo anno torna sulla scena con un’intensa attività nell’ambito della scrittura di colonne sonore firmando anche l’ultimo film di Massimo Cappelli dal titolo Prima di Lunedì e nella produzione artistica e discografica.

In questo fine 2017 vengono rilasciati, solo per Spotify, il primo singolo dal titolo La canzone della buonanotte e successivamente Foglie gialle, la versione italiana della sua famosa Golden Leaves, brano cantato da Noemi Smorra e Lena Katina delle t.A.T.u. che ha fatto il giro del mondo e nei primi posti nella classifica russa per più di sei mesi.

Il 9 aprile 2018 è prevista l’uscita di Nello stesso acido, un album folle come il precedente, ma più rock, più acido, con arrangiamenti curati, orchestrazioni molto virtuose ed una ricercata di forma metrica e melodica interessante che lo inquadra in un mondo cantautore indie rock.

Contatti

www.facebook.com/BlobAgency

antipop.project@gmail.com

Frank Lavorino 3396038451

Provaci ancora Brancusi – Il 1° romanzo di Pietro Quadrino, tra riscatto e vero amore

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http://www.quasimezzogiorno.org/news/wp-content/uploads/2018/02/quadrino.jpg

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Provaci ancora Brancusi di Pietro Quadrino

Pietro Quadrino, interprete d’eccezione del teatro europeo contemporaneo, offre uno sguardo privilegiato sui suoi pensieri, sulle sue debolezze e paure, e nel farlo ci mostra che il coraggio non è solo degli eroi, ma anche di chi decide di lottare, nonostante lo sfavore delle stelle. Un romanzo autobiografico in cui Silvano Brancusi, alter ego dello scrittore, si muove nel mondo alla ricerca del riscatto, del vero amore, e del senso della vita. Si racconta di scelte importanti e della forza di andare contro corrente, anche quando i sogni e il successo sono a portata di mano.

Titolo: Provaci ancora Brancusi

Autore: Pietro Quadrino

Genere: Autobiografico

Casa Editrice: LFA Publisher

Pagine: 213

Prezzo: 16,50 euro

Codice ISBN: 978-88-3343-006-5

AUDIOPRESENTAZIONE DI “PROVACI ANCORA BRANCUSI”

Provaci ancora Brancusi di Pietro Quadrino ci conduce nelle avventure umane e professionali del suo protagonista, immerso nel flusso della vita, disponibile al cambiamento e pronto a tutto, in quello stato di grazia che è privilegio di chi sa capire e seguire la propria volontà. Silvano Brancusi è un personaggio che non cela niente al lettore, che mette a nudo la propria anima senza la paura di venire frainteso, con quell’abbandono e fiducia nell’uomo che solo un artista può avere. Viene presentato come un ragazzo passionale, presuntuoso a volte, ma lo stesso scrittore poi si domanda quanto davvero valga come attore e essere umano, in un dialogo con il suo alter ego in cui spesso ne esce sconfitto, ma mai perdente. All’inizio del romanzo si scopre che la consegna di una lettera può cambiare l’intero corso dell’esistenza del protagonista, e nelle pagine che seguono vi è la ricostruzione dei tre anni precedenti, delle rocambolesche avventure, delle sofferenze e delle vittorie, dei viaggi e delle perdite. Il racconto di una vita mostrato con le sue luci e le sue ombre, in cui, anche nei momenti di smarrimento, vi è una costante, una stella polare che dovrebbe guidare la vita di ognuno. Per il protagonista è l’amore, per il teatro e per una donna, che orienterà le sue scelte, anche quando esse riveleranno una follia quasi impossibile da comprendere. Provaci ancora Brancusi racconta il mondo interiore di un artista, già esso stesso romanzo, e lo fa con ironia e spregiudicatezza, senza censure. Lo scrittore-attore conosce bene l’animo umano e fa leva sui punti giusti, su quei temi universali che rendono gli uomini uguali: la volontà di riuscire, di non passare su questa terra senza lasciare un segno, e il bisogno dell’altro, di approvazione e di amore. Il protagonista ci scuote dal torpore, ci mostra come il coraggio sia dentro ognuno di noi, anche nelle situazioni più disperate, che i sogni sono tutto ciò che abbiamo e vanno preservati. E ci rassicura che tutti possono concedersi, se lo desiderano, una dose di follia.

ASCOLTA TRAMA DI “PROVACI ANCORA BRANCUSI”

TRAMA. Silvano Brancusi è un giovane attore, scrittore e poeta. Scanzonato e irriverente, si ritrova catapultato ad Anversa, per seguire la compagnia del grande Peter Frame, uno degli artisti contemporanei più talentuosi e controversi, che lo chiama a creare uno spettacolo colossale della durata di 24 ore, Olympus. Ed è proprio durante le prove di questa folle creazione che Silvano incontrerà “la donna più bella del mondo”, Maria Lek, della quale si innamorerà “come ci s’innamora di un mistero”. Saranno anni di fatiche, avventure romantiche con molteplici donne e fallimenti, tra Parigi, Salonicco, Roma, l’Havana, Bruxelles, Milano, e infine Berlino, dove verrà messa in scena per la prima volta l’opera monumentale di Frame. E soprattutto saranno anni di sconvolgimenti emozionali, in cui Silvano inseguirà la donna dei propri sogni, la amerà e sarà amato, per poi essere abbandonato. Questa sofferenza lo porterà lontano, nello spazio e dentro sé stesso, non fermerà i suoi sogni ma lascerà un seme che maturerà nell’epilogo del romanzo. Il 23 novembre del 2018 Silvano Brancusi si trova di fronte alla più importante decisione della sua vita: fermarsi e ritirare il premio che si è finalmente conquistato con la sua opera prima, o lasciare tutto, rischiare di buttare all’aria anni di sacrifici e seguire un desiderio, più forte della razionalità.

[…] Non riesco a spiegarmi il perché, ma se dovessi scegliere un posto dove nascondermi al mondo, andrei ad Anversa. I pavimenti delle strade sono scuri, le case sono scure, il cielo è scuro, le chiese sono scure. Ad Anversa sembrano celarsi tutti i segreti che le persone non possono più portarsi dietro: li hanno lasciati, depositati fra le mattonelle delle vie, fra i mattoni delle case, li hanno infilati nell’intercapedine delle rotaie del tram”.

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BIOGRAFIA. Pietro Quadrino nasce a Roma nel 1987. Terminati gli studi in Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma, intraprende la carriera di attore teatrale. Si sposta a Parigi dove si diploma all’Accademia Internazionale delle Arti dello Spettacolo. Dopo alcuni anni di tournée in Francia con numerose compagnie, torna a lavorare in Italia, al Teatro di Roma. Dal 2012 entra a far parte della compagnia di teatro e danza dell’artista belga Jan Fabre, con il quale recita nei più importanti teatri tra Europa, America e Medio-Oriente. È uno degli attori diMount Olympus, regia di Fabre, uno spettacolo evento di 24 ore sulla tragedia greca, premio UBU 2015 per il miglior spettacolo straniero. Durante questo periodo, Pietro Quadrino lavora anche con altri registi di rinomata fama internazionale quali Ariane Mnouchkine del Theatre du Soleil, Peter Brook, Jan Lawers, Alex Rigola, direttore della biennale-teatro di Venezia, e altri gruppi teatrali più giovani. Dal 2016 fonda la propria compagnia teatrale Post Scriptum Company per la creazione di nuovi spettacoli da lui stesso scritti e interpretati: L’Uomo Rivoltato,Jungle Dream, Oh my Girl-histoire de la virilité. Del 2018 è il suo primo romanzo, Provaci ancora Brancusi, selezionato tra i finalisti del concorso IOSCRITTORE.

Blog del libro: http://silvanobrancusi.blogspot.it/

Pagina FB del libro: https://www.facebook.com/silvanobrancusi/

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La Milano Art Gallery si colora di mimose con L’Arte delle donne

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Libri

Dall’8 al 29 marzo 2018, in occasione della festa delle donne, la Milano Art Gallery ospiterà la mostra collettiva L’arte delle donne. L’esposizione, organizzata da Spoleto Arte, a cura del professore Vittorio Sgarbi, verrà inaugurata giovedì 8 marzo, alle 18.00 nella storica sede in via G. Alessi, 11, a Milano.

A due passi dal Duomo, da San Babila e dalle zone più frequentate della città, la location vedrà la partecipazione di Silvana Giacobini direttrice e giornalista, di Alessandro Meluzzi, autorevole e noto personaggio televisivo spesso ospite di trasmissioni come Quarto Grado e Matrix, della giornalista Vanna Ugolini e del presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, manager della cultura. Inoltre offriranno il loro prezioso contributo altre personalità di spicco, tra cui l’attrice Alba Parietti, il soprano Katia Ricciarelli, il fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini.

Tra i significativi commenti a supporto dell’evento non si può fare a meno di riportare quello giunto da Silvana Giacobini, che ha dichiarato:

«La ricorrenza prossima dell’8 marzo, festa della donna, è funzionale per mettere l’accento sulla violenza contro le donne e sul femminicidio. Occorre la condanna per gli omicidi delle donne, sempre più frequenti. Manca la cultura del rispetto della donna da parte di mariti, compagni, ex compagni, che non rispettano le loro decisioni e la loro dignità di persone. Spendo una riflessione anche sugli attacchi con l’acido, che mirano a sfigurare e deturpare brutalmente. Devono essere equiparati al reato di omicidio, in quanto uccidono l’identità della persona. Occorrono pene certe, condanne certe, in cui si attui piena giustizia».

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424525190, scrivere all’indirizzo info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Massimo De Ciechi, il senso della parola Libertà

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

“Quale libertà”, in radio il singolo del cantautore Massimo De Ciechi,
estratto dall’album Dietro Laterale 

Un brano pop scritto parecchi anni fa ma solo ora realizzato in studio per l’album Dietro laterale. Il testo  molto breve vuole rendere evidente quanto sia  continuamente svalutato il senso della parola “libertà”. E nonostante gli anni il concetto risulta sempre valido. Le poche frasi che lo compongono tendono a mettere a fuoco immagini per portare l’ascoltatore a riflettere e a porsi delle domande. Dal punto di vista tecnico e musicale , la canzone gioca con l’espressione “Quale libertà”, posta tra la domanda, la retorica e la ripetizione che nel finale si intreccia e si sovrappone fino a sfumare con gli assoli di chitarra.

Dietro laterale è il titolo del nuovo progetto musicale indipendente di Massimo De Ciechi pubblicato alla fine del mese di novembre 2017 e ora in distribuzione su i principali digital stores internazionali e in versione CD su Amazon in Italia e in Europa
Il progetto si compone di 9 brani in stile pop cantautoriale scritti in più anni e ora raccolti in questo album. Non si tratta di un concept anche se i singoli brani sono quasi tutti accomunati dal racconto di storie piccole e per lo più sofferte. L’intero progetto è dedicato alla memoria di un amico scomparso dopo quattordici anni di lunga e coraggiosa lotta contro la malattia.
Musiche, testi, ideazione e produzione tutte a cura di Massimo De Ciechi, arrangiamenti e realizzazione musicale di Valerio Fuiano e Max Paparella. Mixing e mastering sempre di Max Paparella presso Groove Sound Design Studio.

L’album si apre con il brano A volte va così, costruito sull’incontro iniziale di armonica e chitarre acustiche, il cui verso “sai ci sono giorni splendidi di vita e altri bastardi da vivere  a fatica” cerca di mettere subito l’ascoltatore nella giusta prospettiva per affrontare i contenuti a venire. Segue Insegnami a volare, canzone incalzante dove il tema principale è quello dell’autismo. Il terzo brano Si muove racconta di una scelta, quella della vita nonostante il mondo ci lasci da soli di fronte alla realtà. E’ poi la volta di Quale libertà il pezzo più breve, con un testo conciso ma ben mirato a chiedersi il vero senso di questa parola: “libertà”. Ad ogni ora della vita è la ripresa di un singolo pubblicato qualche anno fa e qui riproposto con qualche leggera variazione nell’arrangiamento. Si tratta di una storia d’amore di gente piccola, lontana dalla notorietà e dai sentimenti puliti, a porre l’accento sul rapporto di coppia fatto di continua ricerca dell’altro e di sostegno vicendevole. Tocca quindi a Tra le foglie e la foresta, nato come brano per uno spettacolo scolastico, ma qui trasformato in un vero e proprio manifesto per i dolori dell’Africa, grazie ad un arrangiamento intenso e a un’ambientazione ben costruita. Laura sopra briciole di sole ci riporta alle storie individuali sofferte: la protagonista, donna in carriera, si risveglia con la consapevolezza di una grave malattia fino al giorno prima non conosciuta. Il tutto a porre in evidenza la precarietà della vita contrapposta alle  nostre ambizioni. Quindi è la volta di L’importanza del momento altro brano incalzante con linee di sintetizzatore in evidenza e con lo slogan più volte ripetuto “Muovili muovili ragione e cuore” a sottolineare quanto sia importante l’uso quotidiano e la miscela di questi due elementi per affrontare la vita con passione e la giusta dose di equilibri. In chiusura  Un posto dietro laterale canzone dedicata all’amico scomparso e a un modo di vivere la vita con semplicità, da posto dietro laterale di una sala cinema, guardando lo scorrere del tempo davanti a noi ma non per questo senza godere degli attimi più veri che incontriamo sullo schermo e forse con quella capacità di avere una visibilità più ampia rispetto a quelli che stanno schiacciati sotto lo schermo solo per poter dire di essere stati in prima fila.

Massimo De Ciechi nasce a Cuggiono (MI) nel 1965. Cantautore e poeta per passione,  svolge come attività principale quella di impiegato in una multinazionale.
Fonda nel 1980 insieme ad altri 5 amici il gruppo musicale Aurora con il quale, nel 1986, pubblica Quando la vita è amore, album di Christian Music con 10 brani di sua composizione.
Dopo una parentesi tra chitarra bar, musical amatoriali e spettacoli per scolaresche, nel 2005 pubblica la sua prima silloge poetica Ritratti e tratteggi di improvvisi smarrimenti pendolari, edita dalla Ibiskos Editrice Risolo, che sarà la sua casa editoriale anche per le successive pubblicazioni.
Nel 2007 fonda l’etichetta di autoproduzione indipendente Deasonus®, con la quale pubblica l’album Questo strano viaggio, distribuito anche in digitale da Wondermark.
Nel 2009 pubblica la sua seconda silloge poetica All’angolo nascosto del nostro silenzioso e dedicato incontro , che ottiene 13 riconoscimenti letterari nazionali e internazionali.
A marzo 2010 porta in scena il recital autobiografico Quello che canta canzoni e scrive poesie.
Nel 2011, con i Quadri di Ago, pubblica il singolo E’ un cuore, inno dell’associazione Cuore Fratello.
Nel settembre 2012 distribuisce il nuovo singolo Ad ogni ora della vita e l’anno successivo pubblica la sua terza silloge poetica Lasciando che il pensiero muti il fremito in poesia, che vince il primo premio nella sezione Poesia Edita del Premio Letterario Ibiskos 2014.
Nel mese di giugno 2015 pubblica la raccolta Cinquanta passi o poco più, che contiene il meglio dei componimenti letterari fino ad oggi pubblicati.
Il 29 novembre 2017, dopo un lungo periodo di ideazione, composizione e revisione, protrattosi anche per importanti impegni di lavoro, pubblica e distribuisce il nuovo album Dietro laterale, realizzato insieme ai musicisti ed arrangiatori Valerio Fuiano e Max Paparella.

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Presentazione del libro di Roberta Camerino con Spoleto Arte: Schegge di R

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Libri

Il 16 febbraio alle 19.00, al Piram Hotel**** di Roma, in via Giovanni Amendola, 7, Roberta Camerino presenterà Schegge di R. Il libro, da lei scritto, è un diario di racconti e memorie legati alla figura della madre, la stilista veneziana amica di Coco Chanel e Salvador Dalì. L’appuntamento, organizzato dal manager della cultura Salvo Nugnes, rientra nel ricco programma di Spoleto Arte, a cura del professor Vittorio Sgarbi.
Schegge di R ritrae con commovente sincerità l’esperienza di Roberta Camerino, cosciente di essere “figlia d’arte”. Iniziato quando la celebre donna era ancora in vita, il libro riporta, inoltre, l’introduzione del professor Vittorio Sgarbi. Questi ricorda: «Il volto sorridente di Roberta appariva sui rotocalchi come quello della signora dell’eleganza, ed era così popolare che era come vederlo in televisione…». A differenza del noto critico d’arte, la scrittrice afferma che le memorie legate all’infanzia, relative alla madre, sono sempre state poche, ma vivide. Questo perché era sempre il padre a occuparsi di lei, quando la moglie era assente per lavoro.
Nel volume, in cui affiora la propria grande ammirazione per il modello di donna carismatica, rappresentato dalla figura materna, Roberta spiega anche l’origine dei nomi di famiglia. La madre all’anagrafe era Giuliana Coen, coniugata Camerino. Per il suo marchio di moda, “Roberta di Camerino”, la stilista aveva scelto il nome e il cognome della figlia, aggiungendovi un “di” di reminiscenze aristocratiche.
Un particolare che le rimane tuttora impresso è il fatto che la madre fosse autoritaria – nei suoi confronti (dal momento che Roberta è cresciuta lavorando in azienda) e in quelli dei dipendenti – e, anche per questo, ammirata.
«Una donna capace di lavorare quarantotto ore e poi di andare a ballare, senza sentire stanchezza, ed era geniale, vulcanica, prepotente, narcisista, divertente, provocatoria». Frammenti di una vita, rapide bozze di una donna che ha segnato il panorama italiano della moda e, assieme, l’esistenza della figlia.
L’azienda “Roberta di Camerino” viene venduta nel 2008 a un gruppo straniero, tuttavia Roberta Camerino, insieme alla figlia Tessa, non abbandona il mondo della moda. A dimostrazione della passione che continua a guidarla, desidera lanciare un nuovo marchio con un nome particolare: “Dadai”, soprannome con cui la nipotina chiama Babbo Natale.
Per qualsiasi informazione, potete chiamare il numero 0424 525190 oppure scrivere una mail all’indirizzo info@spoletoarte.it

DEVYA :”Black Waves and Floating Foams”, il nuovo E.P.!

Scritto da Devis Simonetti il . Pubblicato in Musica

Rankweil, Austria – (14/02/2018). Pubblicato dalla label europea Dark Ace Records Kompany,” Onde Nere e Schiume Volanti”, è il nuovo Extended Play dei DEVYA . Uscito sulla piattaforma audio digitale di Bandcamp, “Black Waves And Floating Foams”,coniuga l’amore per il synth-pop,  il dark-rock e varie tendenze elettroniche. Registrato in collaborazione con vari artisti della scena underground udinese, la musica descrive lo stato di isolamento spirituale nei confronti dell’amore e della società moderna, l’ansia della morte, la minaccia al sistema, la speranza dell’utopia, l’imperdonabile borderline e l’abnegazione alla guerra.

La tessitura principale di “Black Waves And Floating Foams” è “dark wave”, basata su l’intersezione dei sintetizzatori, che spingono fino a melodie disco decadenti nei momenti più strumentali, all’uso di chitarre macchinose e riff taglienti e da arrangiamenti di piano , contraddistingue  il “driving force” di  questo E.P.

Bio : DEVYA è il progetto musicale di Devis Simonetti. Dal 1996 al 2002 la permanenza in Inghilterra con Lorenzo Bertoli, grazie al produttore Roberto Concina, gli consente di dedicarsi all’ autoproduzione e alla musica elettronica. Fonda i “Devya” con Francesca Mombelli nel 2010. L’album d’esordio, “I Don’t Know What Is Christmas” (uscito per la Media Company Audio Ferox / Paige 2013) è la prova evidente di quanto la new-wave, il brit –pop, lo shoegaze, l’ industrial e il pop sintetico, siano stati ascoltati, assorbiti e rielaborati. Nel 2014 pubblicano il singolo e il video “Going To Town”, partecipando nel 2015 a un radio tour e diverse compilations. Nel 2017 siglano con la Dark Ace Record Kompany , rilasciando il 14 dicembre il nuovo digital 45 del progetto intitolato “Witch – Hunt”, che anticipa “Black Waves And Floating Foams”, il nuovo E.P. per la medesima label.

“Se tutta la tua Morte fosse stata Vita, sapresti valorizzare la Sera di Mattina?”

          “Black Waves And Floating Foams” E.P

Witch – Hunt

Illogikal (instrumental)

Olimpya (instrumental)

Shine Dream

We Are Not Together (Rewire- Istrumental)

Sorrowfully (instrumental)

DEVYA for this work are:

Devis Simonetti : Synthetizer / Sequencer, Drawbar Organ, Nintendo Game Boy

Marco Menazzi : Guitar, Baritone Guitar (all tracks), Programming (on“Illogikal”)

Fabrizio Bon : Keyboards & Arrangements

Luca Franzolini : Guitar & Programming (on “Witch – Hunt”)

Alessandro Santi : Guitar (on “Shine Dream”)

Sybell : Voice & Melodies (on “Witch – Hunt”)

Marco Darko : Voice & Melodies (on “Shine Dream”)

Recorded & Mixed : Devis Simonetti

“Witch – Hunt” recorded & produced  for Courtesy of  Luca Franzolini

“Illogikal” recorded by : Marco Menazzi

Voice Recording & Editing for Courtesy of “Lily’s Puff” Studios (on “Shine Dream”)

Voice Engineering : Paolo Corberi & Renzo Fanutti (on “Shine Dream”)

E.P. Mastering : KP1

 ℗ 2018 Devya Under Exclusive License : Dark Ace Record Kompany

Artwork : Simone Miani

Photographer : Pietro Corrao

link Bandcamp : E.P.

link Facebook band : DEVYA

#devya #Music #Radio #EP #Industrial #Dark  #Alternative #DarkWave  #SynthPop  #Postpunk #GothRock  #Electronica #ElectroPunk #Nintendo #Italy #Austria

Digitroniks Corporation 2018

Section A

Quinto appuntamento con la rassegna “il giovedì… DOCUDÌ” a Pescara

Scritto da Muni CYTRON il . Pubblicato in Film, Società, Spettacolo

Quinto appuntamento con la rassegna il giovedì… DOCUDÌ cinema documentario al museo Colonna

dal 28 dicembre 2017 al 10 maggio 2018 presso il Museo d’arte moderna Vittoria Colonna in via Gramsci 1, Pescara

INFO, sinossi, schede, trailer alla pagina http://www.webacma.it/docudi-2017 e sulla pagina Facebook http://www.facebook.com/AssociazioneACMA

Giovedì 22 febbraio 2018 ore 17.30
IL CASTELLO di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti

“Il castello” è un film che racconta l’aeroporto di Malpensa, un luogo in cui la burocrazia, le procedure e il controllo mettono a dura prova la libertà degli individui, degli animali e delle merci che da lì transitano. L’aeroporto è un luogo strategico in cui si concentrano tutte le forze dell’ordine esistenti in un paese. Qui si sperimentano le nuove forme del controllo: un laboratorio permanente sulla sicurezza come nessun altro spazio pubblico riesce ad essere. Servizi Segreti italiani e stranieri, Polizia di Frontiera, Guardia di Finanza, Carabinieri, Guardie giurate, cani anti droga anti valuta e anti esplosivo, telecamere ovunque e la paura sempre alimentata di un pericolo sconosciuto in arrivo. Osservando il lavoro delle forze dell’ordine componiamo, in quattro movimenti, il ritratto di una frontiera.

Festival:
WINNER – Special Jury Prize (International Feature), Hot Docs (Toronto) 2011
WINNER – Special Jury Prize (International documentary) EIDF SEOUL 2011
– VISION DU REEL NYON 2011
– HOTDOCS TORONTO 2011 Special Jury Prize
– MUNCHEN FILM FESTIVAL
– EIDF SEOUL 2011 Special Jury Prize

Massimo D’Anolfi è nato a Pescara il 7 gennaio 1974.
Nel 1992 si trasferisce a Napoli dove studia Lingue e Civiltà Orientali e realizza video di finzione e documentari, tra cui “In fantasmi d’oro”, “Plutone è lontano”, che partecipano a festival italiani e europei. Nel 1998 si trasferisce a Palermo per lavorare con Roberta Torre di cui è l’assistente alla regia del film: “Sud Side Stori “. Nel 1999 scrive con Roberta Torre uno spettacolo teatrale prodotto dal Teatro Stabile di Catania. Nel 2001 scrive la sceneggiatura di “angela”, lungometraggio di Roberta Torre, presentato al festival di Cannes nel 2002, Quinzaine des Realizateurs, uscito nelle sale cinematografiche italiane nell’ottobre 2002, in Francia, e in altri paesi. Del film “angela“ è anche il primo assistente alla regia. Realizza per RAIRadioTre un documentario in cinque puntate, trasmesso nel marzo del 2002. Nel 2003 con Roberta Torre scrive il soggetto e la sceneggiatura per un film lungometraggio dal titolo provvisorio “Il giocatore”. Con il suo film documentario “SI TORNA A CASA” appunti per un film, settembre 2003, è in concorso al 21° TorinoFilmFestival e vince il 10° concorso del cortometraggio “scrittura e immagine” (Pescara 1-6 dicembre 2003). Il suo film documentario “PLAY” sarà presentato a settembre nella biblioteca nazionale di San Pietroburgo.

Martina Parenti lavora per il cinema e la televisione come documentarista. Tra i suoi lavori segnaliamo L’estate di una fontanella (2006), selezionato al Bellaria Film Festival e Animol (2003), presentato a Filmmaker Film Festival. Ha realizzato programmi televisivi tra cui School in Action (2006), L’apprendista stregone (2002). Nel 2006 ha diretto un episodio del film collettivo Checosamanca. Assieme a Massimo D’Anolfi ha realizzato I promessi sposi (2006) presentato al Festival di Locarno e premiato al Festival dei popoli e a Filmmaker Film Festival. Nel 2009 sempre con Massimo D’Anolfi ha realizzato Grandi speranze presentato al Festival di Locarno.

La rassegna “il giovedì… DOCUDÌ cinema documentario al museo Colonna” prosegue, sino al 10 maggio 2018 sempre di giovedì, con il seguente calendario:

– 8 marzo 2018 ore 17.30 per la giornata internazionale della donna
LOOKING FOR FLOWERS IN ISLAMABAD di Simona Seravesi e Nicola Lucini
saranno presenti gli autori Simona Seravesi, Nicola Lucini e Antonella Bertolotti

– 22 marzo 2018 ore 17.30 APPENNINO di Emiliano Dante sarà presente il regista

– 5 aprile 2018 ore 18.00 IL RUMORE DELLA VITTORIA di Ilaria Galbusera, Antonino Guzzardi

– 19 aprile 2018 ore 18.00 THE HARVEST – IL RACCOLTO di Andrea Paco Mariani sarà presente il regista

– 10 maggio 2018 ore 18.00 LET’S GO di Antonietta De Lillo sarà presente Luca Musella

INFO http://www.webacma.it/docudi-2017 / Facebook http://www.facebook.com/AssociazioneACMA

#ACMA #Docudì #AbruzzoDocFest #AssociazioneACMA #ilcastelloDAnolfieParenti

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INFO, sinossi, schede, articoli e trailer alla pagina http://www.webacma.it/docudi-2017/

Evento Fb goo.gl/AQgxDE (www.facebook.com/events/149839419061987)
Locandina goo.gl/agG4iF (www.webacma.it/wp-content/uploads/2017/03/IlCastello_2018_02_22_Pescara.jpg)
Manifesto proiezione goo.gl/oqLyKr (www.webacma.it/wp-content/uploads/2017/03/docudi_22feb_ilcastello.jpg)
Trailer goo.gl/hA36Mw (https://youtu.be/wKsAN5gT9Q8)
PressBook www.webacma.it/wp-content/uploads/2017/03/the_castle_pressbook.pdf

Comunicato goo.gl/EVvNPY (www.webacma.it/wp-content/uploads/2017/03/2018_02_12_ComStampa_docudì_5.pdf)

Festival dell’Arte tra le note di Sanremo: il vernissage ha la sua standing ovation

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Il prestigioso Festival dell’Arte, atteso appuntamento di Spoleto Arte, a cura di Vittorio Sgarbi, si è aperto tra le note finali della 68ᵃ rassegna della canzone italiana. Alle 18.00 di venerdì 9 marzo, alla galleria La Bonbonniére (Corso degli Inglesi, 3), sede sanremese della storica Milano Art Gallery, è avvenuta l’inaugurazione della mostra d’arte che proseguirà fino al 6 marzo.
Davanti al famoso Casinò, nel cuore di Sanremo, hanno contribuito a rendere unico il vernissage, con la loro presenza, grandi personalità del mondo dello spettacolo e della cultura. A partire dall’organizzatore dell’evento, il presidente di Spoleto Arte e manager di celebri volti dello show business, Salvo Nugnes, hanno portato il loro prezioso saluto anche l’attrice Alba Parietti, il conduttore del Festival di Sanremo, l’attore Pierfrancesco Favino, il compositore Cristiano Malgioglio e la cantante Noemi. Inoltre hanno reso ancora più interessante l’inaugurazione del Festival dell’Arte grazie al loro contributo anche il direttore del museo Modigliani Alberto D’Atanasio, l’attore, protagonista del film culto Amici miei, Enio Drovandi e Maria Elena Bececco, presidente del Festival dei due Mondi di Spoleto.
Una dolce partenza, dunque, per un’esposizione che, proprio a Sanremo, vede la possibilità di creare un’intensa unione simbolica tra arte e musica e che, fino al 6 marzo, promette di dare voce a un linguaggio libero e universale che giunga diretto al cuore di tutti.
Per qualsiasi informazione potete chiamare il numero 0424525190, scrivere all’indirizzo org@spoletoarte.it o visitare i siti www.milanoartgallery.it o www.spoletoarte.it.

Lombardia Lettura Libri: i lombardi leggono più della media degli italiani

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Libri

Libri scolastici, per ragazzi, gialli, testi religiosi e di letteratura: la Lombardia si conferma la prima regione d’Italia per la produzione di opere con 24.296 titoli pubblicati nel 2016, pari a circa il 28 per cento del totale nazionale. Ancora più importanti i numeri relativi alla tiratura: la Lombardia rappresenta oltre il 50 per cento del totale nazionale con 72.751.000 copie su 128.825.000 a livello nazionale. Al secondo posto, sia per titoli sia per tiratura, si posiziona il Piemonte (rispettivamente 6mila e 20 milioni) e il Lazio (7.800 titoli e 9milioni di tiratura).  

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E’ quanto emerge dai dati Istat per l’anno 2016. Per quanto riguarda i generi più pubblicati in Lombardia al primo posto ci sono le opere per adulti (20.145), seguiti da quelle per ragazzi (2.309) e quelle dedicate alla scuola (1.843).

Le province più attive sono Milano con 21.874 titoli prodotti e 67 milioni di tiratura, Roma (7.522 titoli e 8,8 milioni di copie) e Torino (4.856 titoli e 17 milioni di copie).

CASE EDITRICI: LOMBARDIA PRIMA REGIONE D’ITALIA

La Lombardia ha il numero più elevato degli editori: 373 su 1.775. La maggior parte sono piccole realtà editoriali (143), seguite dagli editori medi (101) e dai grandi (66), mentre 63 non hanno prodotto alcun testo nel 2016. Al secondo posto della classifica nazionale c’è il Lazio (300 case editrici) seguita dal Piemonte (157). La provincia più attiva d’Italia è Milano (246) seguita da Roma (278) da Torino (111).

I LOMBARDI LEGGONO PIÙ DELLA MEDIA DEGLI ITALIANI

La Lombardia tiene anche dal punto di vista dei lettori, che nel 2016 sono calati a livello nazionale passando dal 42 per cento della popolazione di 6 anni e più del 2015 al 40,5 per cento nel 2016. La prima regione per numero di abitanti è ben al di sopra della media nazionale con il 48,9 per cento della popolazione che ha letto almeno un libro negli ultimi dodici mesi, il 38,8 che ne ha letto da 1 a 3 e il 17,1 per cento che ne ha letto più di 12 nell’ultimo anno. La fotografia scattata dall’Istat evidenzia, inoltre, che i maggiori lettori sono donne e ragazzi tra gli 11 e i 14 anni e che nella propensione alla lettura incide molto il livello di istruzione: il 73,6 per cento dei laureati legge contro il 48,9 per cento dei diplomati. Anche l’esempio dei genitori è importante: il 69,7 per cento dei ragazzi tra i 6 e i 18 anni con entrambi i genitori lettori ha dichiarato di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi, contro il 30,8 per cento dei figli di genitori che non leggono.

L’amore per la lettura si traduce anche in un più ampio desiderio di cultura attraverso visite a mostre, musei, e siti archeologici, frequentazioni di teatri e cinema. Dal report dell’Istat emerge, per esempio, che soltanto il 10,2 per cento dei “non lettori” è andato a teatro almeno una volta nel corso dell’anno contro il 34,7 dei lettori. Differenze ancora più importanti per chi ha visitato mostre e musei: soltanto il 15,8 dei “non lettori” contro il 54,1 dei lettori.

FonteLombardia Speciale