“Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me”, il nuovo saggio di Claudio Maria Cherubini

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me

di Claudio Maria Cherubini

Claudio Maria Cherubini presenta “Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me – percorso attraverso le opere di vari autori”, un saggio per conoscere se stessi e individuare come migliorarsi combinando introspezione e sapere enciclopedico.

Titolo: Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me

Autore: Claudio Maria Cherubini

Genere: Auto-aiuto, crescita personale e spirituale

Casa Editrice: Youcanprint

Pagine: 178

Prezzo: 16,00 €

Ebook – Mobi: € 4,99

Audiolibro: € 9,99

Codice ISBN: 978-8892694217

«In questi anni mi sono reso conto che un numero sempre crescente di persone è alla ricerca del “vero senso della vita, dello scopo supremo, della Felicità …”. Lo scopo di questo libro è appunto quello di aiutare tutti, compreso me stesso, a crescere, a eliminare la sofferenza dalle vite di ognuno di noi e a trovare il naturale stato di benessere che è per tutti un diritto di nascita».

Smarrirsi e poi ritrovarsi. È quello che è accaduto a Claudio Maria Cherubini che, nel saggio motivazionale “Tutto ciò di cui ho bisogno è già dentro di me”, descrive la fase di recupero avviata all’età di 40 anni. È una raccolta di esperienze personali e cultura quella che riunisce le pagine che caratterizzano un libro autentico e vivo di testimonianza diretta. Obiettivo principale, tra la ricerca della famigerata “felicità”, è la crescita personale e interiore che deve avvenire attraverso un passo provocatorio: uscire dalla comfort zone. Se per l’autore è dal disagio che inizia il recupero di se stessi, il sapere enciclopedico riveste il carattere fondamentale di strumento per riunificare, analizzare e interpretare gli eventi più importanti della nostra vita. Citazioni, aforismi, monologhi estratti da cult movie diventano la base teorica di tale percorso di crescita, quella cultura che deve essere messa in pratica. Attraverso uno stile limpido e scorrevole il saggio di Cherubini si può definire una meta-analisi, ovvero la combinazione di un resoconto dell’esperienza personale insieme a studi condotti da altri. Aiutare a conoscere se stessi e abbandonare i condizionamenti insensati e i valori inconsistenti è la chiave.

TRAMA. In un mondo che cambia vorticosamente, spesso siamo noi a rendere le cose ancora più difficili complicandole con la nostra negatività, con scuse e falsi problemi, rinunciando a cambiare i nostri pensieri, le nostre abitudini limitanti e malsane che, se da un lato ci danno sicurezza, dall’altro sono fonte di frustrazione, tristezza e insoddisfazione. L’autore, che attraverso la lettura di molti libri è riuscito a migliorare la propria vita, ha deciso di scrivere questo manuale di crescita personale e spirituale passando attraverso le opere di vari autori con lo scopo di aiutare tutti, compreso se stesso, a crescere e a trovare il naturale stato di benessere che è per tutti un diritto di nascita. La vera felicità può essere raggiunta quando smettiamo di lamentarci e di giudicare. Quando impariamo a perdonare e ad apprezzare quanto c’è di positivo dentro e fuori di noi, quando facciamo posto alla presenza di Dio nella nostra vita e ascoltiamo la guida spirituale che è in noi, pronta a trasformare la nostra esistenza in una esperienza straordinaria. Una vasta bibliografia e molte note incoraggiano il lettore a fare le proprie ricerche e i propri approfondimenti.

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Silvana Giacobini ai Glamour Awards: la celebre giornalista premiata a Roma

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Celebrità, Cultura

ROMA. Giovedì 14 novembre si preannuncia una giornata all’insegna della moda e, in particolare, di prestigiosi riconoscimenti per il mondo della comunicazione al femminile. A rappresentarlo, con l’ambito premio alla carriera, la già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna» Silvana Giacobini. La celebre giornalista e scrittrice, amata dal grande pubblico per la sensibilità con cui è riuscita a entrare nelle case degli italiani e per aver intervistato personalità del calibro di Gianni Versace, Hillary Clinton, Elizabeth Taylor e George Clooney, verrà premiata in quanto vero e proprio modello di comunicazione. Lo stile inconfondibile con cui ha condotto la sua attività professionale le è infatti valso un riconoscimento alla prima edizione dei Glamour Awards per il Fashion World. In una cerimonia simbolica, fortemente voluta nel mese dedicato alla battaglia contro la violenza sulle donne, Silvana Giacobini diventa ufficialmente un virtuoso esempio di come “donna” e “lavoro” non siano nomi antitetici, ma sinonimi di successo e gratificazione.

La conferenza stampa evento, aperta esclusivamente alla stampa e agli addetti del settore, verrà presentata dal conduttore tv Anthony Peth, due volte vincitore del David di Michelangelo. Ideati da Elisabetta Viccica e prodotti da Daniela Valenzi, i Glamour Awards nascono con l’obiettivo di premiare i giovani operatori del settore della moda: designer, sarti, fashion blogger, fotoreporter, make-up artist, hair stilist e direttori di passerella. Dopo essere giudicati da una giuria di esperti, ai vincitori verrà offerto inoltre un contratto di lavoro.

Si tratta di una lodevole iniziativa, che vedrà riconosciute durante la presentazione, oltre a Silvana Giacobini, anche altre icone del settore. E così, Mariella Anziano, direttrice capo servizi del TG3, verrà premiata per il giornalismo; la presentatrice Monica Setta per la tv, l’attrice Elisabetta Pellini per il cinema, Hoara Borselli per l’informazione e la showgirl Milena Miconi per il teatro. Ancora, Daniela Chessa (ufficio stampa dei David) riceverà il premio nella sezione management, mentre Lucia Sali, fondatrice delle stanze make-up all’interno dei reparti oncologici infantili nel Lazio e in Campania, verrà riconosciuta per l’associazione Raggio di Sole.

Questo Glamour Award per Silvana Giacobini fa dunque ben sperare: è una prova per le future generazioni di come il mondo dello spettacolo e della cultura abbia sempre bisogno di menti brillanti e dedicate, e di come questo lavoro dia poi i frutti desiderati.

Paola Massoni “Alkemèlia”

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

un viaggio spirituale una finestra sul presente che guarda alle antiche tradizioni 

Preziosa si fa la contaminazione tra il pop contemporaneo e la musica classica.
Un insolito sentiero musicale che ripercorre con originalità e personalità quella cosiddetta “zona di confine”, dove trovano incontro e mutua contaminazione il pop contemporaneo e la musica classica.

“Alkemèlia” è il primo disco di inediti di Paola Massoni, un prezioso lavoro iniziato nel 2012 e approdato alla pubblicazione per la RadiciMusic di Firenze e disponibile su tutti i canali fisici e digitali dal 9 Novembre 2019. Disponibile anche in una prestigiosa edizione limitata autografata su carta metallizzata, un vero artigianato Made in Italy da collezione.
“Alkemèlia” custodisce brani presentati per la prima volta dal vivo nell’ambito della “Trilogia di Mèlia”, ciclo teatrale con musica (Il Sogno, Il Viaggio, La Visione), il cui testo è stato pubblicato nel libro “I Misteriosi Mondi di Mèlia” edito da Ibiskos Ulivieri e vincitore del premio speciale “Scrivere per il teatro” al Concorso internazionale di Letteratura Città di Pontremoli.

Paola Massoni, cantante, autrice e scrittrice, che come interprete si è fatta conoscere anche con i precedenti lavori “Songs for Christmas” e “Belcanto” (contenenti brani sacri e di Natale il primo e arie d’opera e canzoni napoletane il secondo), muovendosi con la sua voce di soprano pop-lirico dalle svariate sfumature in un singolare ensemble classico-elettronico, ci restituisce composizioni che spaziano dalla canzone d’arte alla musica classica e alle sonorità più astratte di quella contemporanea, con influenze dal mondo del cinema, del musical e della musica elettronica. Un viaggio culturale ed estetico dove il suono e la melodia non sono secondi ad una particolare ricerca poetica dei testi, dando così luogo ad uno stile personale, classico e al tempo stesso aperto alla sperimentazione.

Soprano lirico e pop, autrice di testi di spettacoli teatrali musicali, poesie, racconti, compositrice, pianista e attrice, artista dalla personalità eclettica, particolarmente apprezzata per la sua espressività e le sue doti attoriali e comunicative, svolge attività compositiva e concertistica sia in Italia che all’estero, coniugandola con l’attività didattica. Laureata con il massimo dei voti e la Lode in Canto e Discipline Musicali, Lettere Moderne ad indirizzo storico-musicale e in Pianoforte, è docente di Storia e Letteratura italiana nei Licei statali e di Canto, Rieducazione vocale (Metodo Barthélémy) e Pianoforte presso la Scuola di Musica Ass. Kalliope, Accademia della Voce Artistica, della quale è fondatrice e presidente. Duttile voce, il suo repertorio spazia dalla musica sacra, all’opera, dalla musica da film alle Canzoni d’Arte e alla musica contemporanea e world music; nelle sue composizioni, in cui spiccano dolcezza melodica e varietà armonica, ama sperimentare la commistione tra i vari generi musicali.

Ha inciso alcuni album sia come interprete (Belcanto, Songs for Christmas) che come compositrice (Alkemèlia, contenente molti brani della Trilogia di Mèlia). Si è esibita con artisti di rinomata fama, tra cui Albertazzi, Albano, Bocelli, in Rai (Premio Bellisario “Donne ad alta quota”) e in importanti festivals musicali. Vincitrice di borse di studio e concorsi nazionali e internazionali di canto lirico, ha ricevuto premi e menzioni speciali e d’onore per i suoi testi poetici e narrativi. È tra gli autori dell’Antologia dedicata al 50° anniversario del Premio Nobel Salvatore Quasimodo, curata da Aletti Editore, e dell’Antologia Omaggio a Leonardo dedicata ai 500 anni dell’anniversario di Leonardo da Vinci per la Ibiskos Ulivieri. Per la Trilogia I Misteriosi Mondi di Mèlia, sua prima pubblicazione, ha ottenuto al Concorso internazionale di Letteratura Città di Pontremoli 2018, il Premio Speciale “Scrivere per il teatro”.

http://www.paolamassoni.com/HOME.html

Label
RadiciMusic
http://www.radicimusicrecords.it/

Grande attesa per la mostra personale di Matteo Fieno a Milano

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’artista Matteo Fieno conferma la sua intraprendenza e determinazione con la mostra personale, la prima, che lo vedrà protagonista nel cuore di Milano presso la rinomata Milano Art Gallery in via Galeazzo Alessi 11 a due passi dal centro storico cittadino. La mostra dal titolo significativo “Declinazioni al femminile” verrà inaugurata in data Venerdì 22 Novembre alle ore 18 e resterà allestita in loco fino al 6 Dicembre 2019. È visitabile con ingresso libero al pubblico. Le 42 opere selezionate per l’attesissimo appuntamento milanese hanno come tematica portante l’universo femminile, la donna sublimata e celebrata come iconica e poetica rievocazione senza tempo, che rappresenta una commistione armoniosa di fascino e di sensualità, di ammaliante eleganza e di sinuosa malizia. Un corollario armonico ed equilibrato di sentimenti ed emozioni sprigionati a tutto tondo attraverso composizioni figurali di grande raffinatezza esecutiva, che fanno emergere al meglio la sapiente abilità pittorica e la perfetta padronanza tecnica e strumentale, unitamente alla spiccata sensibilità e allo slancio emotivo che lo supportano e lo guidano. Una mostra da non perdere che offre una sfaccettata prospettiva di approccio visionario e che fornisce stimolanti e interessanti rimandi e richiami concettuali. Fieno si dimostra un artista maturo, motivato e convinto nel suo percorso e con questa corposa esposizione senza dubbio saprà sorprendere e stupire gli spettatori. Le sue donne non hanno bisogno di cervellotiche elucubrazioni, perché si lasciano carpire attraverso spontanee percezioni sensoriali. La sua pittura è un inno alla poesia del cuore e all’incanto dell’anima. Si traduce in una delicata e garbata espressione che anche nelle raffigurazioni di nudo conserva e mantiene intatta quella cornice di pudore pulito e quell’afflato di decorosa parvenza, senza mai superare e oltrepassare limiti di eccesso e di esagerazione ambigua. Le donne di Fieno sono emblema di virtù e di bellezza, di energia e carica vitale positiva. Parlano e al contempo sanno ascoltare, vivono nella dimensione del reale e al contempo si calano in quella onirica e immaginifica. Sono donne speciali che lasciano un segno indelebile in chiunque si accosta ad esse per osservarle e ammirarle con sincera devozione. “Il mondo sarebbe imperfetto senza la presenza della donna” (Tommaso D’Aquino). “Essere donna è così affascinante. È un avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai” (Oriana Fallaci).

Grandioso vernissage al Museo Crocetti con i curatori Salvo Nugnes e Nicoletta Rossotti

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

ROMA. Al Museo Crocetti si respirava un’aria satura di gioia e creatività lo scorso sabato 9 novembre. La mostra d’arte contemporanea Tra Sacro e Profano, a cura di Salvo Nugnes e Nicoletta Rossotti è stata inaugurata all’insegna della condivisione e dell’allegria generale. Presenti ospiti di spicco, tra cui Pippo Franco, conduttore di numerose trasmissioni TV di successo, l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì e la giornalista RAI Antonietta Di Vizia.

Commenta così il curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes: «Quelle qui presenti sono espressioni vive, sincere. Sono espressioni di una passione che si eleva a preghiera per toccare le corde del cuore in modo diretto, semplice e puro». Aggiunge Nicoletta Rossotti: «È proprio questo l’intento della mostra Tra Sacro e Profano, che ho avuto il piacere di realizzare assieme a Salvo. L’aspetto del sacro è visibile in tutto ciò che ha una natura religiosa, intima; il profano in tutto ciò che si discosta da questi elementi, fino a giungere al paesaggio. Gli artisti in esposizione sono talenti affermati o scoperti da poco, molti arrivano direttamente da Biennale Milano». Lo stesso Pippo Franco ha voluto rendere onore alle opere e agli artisti presenti in rassegna soffermandosi a commentare ciascun lavoro assieme agli autori e ai visitatori.

Tra Sacro e Profano rimarrà visitabile fino al 29 novembre con gli orari di apertura del museo: dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 13 e dalle 15 alle 19, il sabato dalle 11 alle 19.

In esposizione le creazioni di: Almonti Patrizia, Augelli Angela, Barbagallo Sabrina, Bertolini Renata, Bonanni Barbara, Calì Dario, Capuano Simona, Cormio Concetta Maria, Astrid, D’Alessio Francesca, D’Elia Anna, Favaro Davide, Ferrante Giusy Cristina, Figura Beniamino, Nevèl, Gerardin Sylvia, Landolfi Silvana, Marchese Angiolina, Memmi Marilena, Murzilli Antonella, Nanni Costa Margherita, Olivieri Pietro, Pani Salvatore, Perrone Amelia, Pozzetti Paolo, Praed Dannie, Rodella Federica, Roman Beatrice, Russo Carla, Sablon Carlos, Scorcelletti Laila, Scuccimarra Antonio, Scuderi Angelo, Seralio Isabela, Silvestri Giovanna e Tironi Romano Elia.

“Silenzi”, il nuovo romanzo dello scrittore svizzero Luca Brunoni

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Silenzi di Luca Brunoni

Lo scrittore svizzero Luca Brunoni presenta “Silenzi”, un romanzo crudo e realista, raccontato con la delicatezza di un autore che riesce a trattare il dolore e la miseria con lirismo, rivelando una struggente bellezza che non è visibile a chi guarda con superficialità. La storia di Ida rispecchia quella di tanti ragazzi invisibili, che in anni duri hanno conosciuto la sofferenza dell’abbandono, e che come inutili pacchi sono stati spediti in luoghi stranieri, affidati a gente sconosciuta, vittime innocenti di un mondo che non li meritava.

Titolo: Silenzi

Autore: Luca Brunoni

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Gabriele Capelli Editore

Pagine: 200

Prezzo: 18,00 €

Codice ISBN: 978-88-97308-88-1

«Domani sarà uguale, e dopodomani pure. Però se continuo a lavorare bene avrò il mio letto, avrò da mangiare e una vita come ce l’hanno tante altre persone. Una vita che, anche se dura, non è certo una punizione. Il che significa che la punizione arriverà in un altro modo […]».

Silenzi di Luca Brunoni è un romanzo ambientato negli anni cinquanta in un villaggio svizzero di montagna, il cui tempo è scandito dalla lentezza e ripetitività dei lavori nelle fattorie, e dalle inutili e maligne chiacchiere di paese. Una storia molto dura, che racconta senza filtri di un momento storico in cui l’infanzia non era tutelata, in cui la spensieratezza era un lusso che non ci si poteva permettere. Ida Bühler è una ragazzina di tredici anni rimasta orfana di madre; il suo patrigno decide di affidarla allo Stato che la manda dagli Hauser, una povera famiglia in un villaggio lontano da ciò che lei aveva sempre chiamato casa. Ida è una ragazzina tormentata da un pesante senso di colpa, che si è raggomitolato nel suo piccolo stomaco e non la fa vivere serena. Ha voglia di piangere Ida, ma non sempre ci riesce: “Non oggi, mi dico. Non adesso. Hai da fare, da lavorare, non hai tempo per fare la bamboccetta. Piangerai stasera nel letto se proprio devi”. Si raccomanda di essere forte, di accettare la vita come la punizione che sente di meritare. E il lettore affronta con lei la sua misera e ingiusta esistenza, divisa tra un lavoro in fattoria sfiancante e le angherie subite dalla padrona di casa, Greta. Il romanzo è diviso in due parti nette: in una, intitolata “La fattoria” si partecipa da vicino alle vicende di Ida, ragazzina sfruttata, picchiata, lasciata sola con il suo dolore; nella seconda, “Il villaggio” si mostra la vita degli abitanti del borgo, ripercorrendo i tristi episodi che avevano visto Ida protagonista, e mostrando i punti di vista degli altri personaggi coinvolti, da Theodore a Noah, da Konstantin ad Anne. Personaggi che con Ida condividono l’indigenza e il grigiore dell’esistenza, che serbano nel cuore segreti inconfessabili, e che vivono in un mondo di bugie e omertà. Come il gattino spelacchiato Dumas, la ragazzina soffre la fame e il freddo, ma c’è sempre una piccola luce che brilla in lei, una timida speranza che forse la vita possa riservarle ancora uno spiraglio di felicità. “Se sei povero la vita è dura dappertutto”, dice Ida al suo amico Noah, ma è proprio la calma resilienza della giovane, è il suo aggrapparsi al poco che ha con dignità che ne fanno un personaggio unico, indimenticabile. Una protagonista eroica, seppur piccola, seppur vittima del dolore e dell’ingiustizia; un’anima innocente che rende poetica anche una storia sporca come il letame e cupa quanto i lividi che Ida deve portare sul suo bel viso. Silenzi è uno di quei romanzi che lasciano il segno, che sconvolgono con le loro verità, che emozionano nel profondo con la loro realtà.

TRAMA. Inizi Anni Cinquanta. Ida ha tredici anni quando deve trasferirsi dalla città in un piccolo villaggio di montagna. Porta con sé un segreto lacerante e l’impatto con la vita da contadina – complice la severità dei genitori affidatari – non aiuta a lenire la ferita. Intanto, nel villaggio l’atmosfera si e? fatta cupa: misteri e bugie gravano sempre più sugli abitanti come le nuvole avvinghiate alle cime delle montagne. Ida intravede uno spiraglio di felicità grazie all’amicizia clandestina con Noah, un adolescente irrequieto che sogna una vita lontana da lì. Una mattina, però, la ragazza si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato e quello che accade cambierà tutto. Lei e Noah decidono di fuggire insieme, ma una serie di eventi improvvisi e insospettabili complica i loro piani, costringendo Ida a fare i conti non soltanto con il suo segreto ma anche con quelli dell’intero villaggio.

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BIOGRAFIA. Luca Brunoni è nato a Lugano nel 1982. Laureato in diritto e letteratura, lavora come professore in una scuola universitaria. Esordisce nella letteratura con “Il cielo di domani” (Fontana Edizioni, 2016). “Silenzi” (Gabriele Capelli Editore, 2019) è il suo secondo romanzo.

LA CASA EDITRICE. Gabriele Capelli Editore nasce nel 2001 e pubblica libri d’architettura, d’arte, di grafica, di fotografia, di narrativa e d’illustrazione. I libri della GCE sono distribuiti in tutte le librerie italiane e svizzere.

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Successo per la mostra su Dalì alla Milano Art Gallery presentata da Salvo Nugnes

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

MILANO. Con un brio contagioso, l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, ha inaugurato ieri, giovedì 7 novembre, la mostra fotografica su Salvador Dalì Nel nome del padre e del figlio. Presentata alla Milano Art Gallery in via Ampère 102 dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e dal noto fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, la kermesse ha riscosso l’immediato consenso del pubblico. E questo perché si possono ammirare fotografie inedite che ritraggono assieme i due Dalì e alcune delle loro opere fino al 21 novembre. Assieme a questa preziosa documentazione si trovano inoltre alcune delle creazioni di artisti contemporanei, tra cui Alda Boscaro, Felice Cremesini, Paolo De Polo, Francesco Fazio e Tullio Gombac.

L’interesse dei visitatori e della stampa si è fin da subito rivelato con un susseguirsi di domande, alle quali José Dalì ha risposto con tono scherzoso. Così, quando gli è stato chiesto come ci si sente a essere figli di un artista di tale spessore, la battuta non si è fatta attendere: «Ci si sente sicuri. Diversamente, per esempio, da Giacomo Celentano o dai Carrisi, che si trovano nella mia stessa situazione, posso dire che mio padre ha fatto talmente tanto che, quando io ho capito di chi ero figlio, non potevo più fare niente, perché aveva fatto tutto lui». José Dalì, cresciuto in Italia con i tutori, ricorda la figura eccentrica del padre, il suo teatro-museo a Figueres e i momenti di svago dell’infanzia condivisi con un compagno di giochi veramente unico. E, proseguendo su questa scia, alla domanda sulle esposizioni fatte e quelle in corso o in fase di realizzazione, chiosa: «La pigrizia è un bene di famiglia e va preservato, quindi faccio pochissime mostre. Ma sicuramente, spero, ci saranno altre occasioni di ritrovarci, proprio come oggi, con il mio amico Salvo».

Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

“Chiamami Fernanda – Una storia procidana”, il nuovo romanzo di Nazario D’Amato

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Chiamami Fernanda – Una storia procidana di Nazario D’Amato

Nazario D’Amato presenta “Chiamami Fernanda – Una storia procidana”, che narra, nella affascinante cornice dell’Isola di Procida, la storia di Paolo, un vecchio marinaio e del suo cane, di una bambina e di una misteriosa figura femminile. Sullo sfondo il meraviglioso Golfo di Napoli e un mare che evoca ricordi, sensazioni dai contorni inafferrabili. La storia di Paolo ci viene narrata attraverso un racconto leggendario, che affabula e ci pone di fronte ai grandi interrogativi della vita: chi siamo e da dove veniamo.

Titolo: Chiamami Fernanda – Una storia procidana

Autore: Nazario D’Amato

Genere: Romanzo

Casa Editrice: Edizioni del Poggio

Pagine: 232

Prezzo: 13,00 €

Codice ISBN: 978-88-97409-81-6

«Circola, sull’isola, una strana storia che narra di un vecchio marinaio, di una bambina, di un cane e di un ambiguo quanto misterioso personaggio femminile sulla cui esistenza tutti giurano sebbene nessuno l’abbia mai visto. È una storia che aleggia come un’eco trasportata dal vento di ponente, un’eco frammentata, corrosa dalla furia delle tempeste e dalle creste delle onde dei mari che ha attraversato, che l’hanno resa simile alla scrittura incompleta e parziale di un’antica pergamena logorata dal tempo […]».

“Questa, anzi, è la storia di uno svelamento che è tale solo se lo si cerca nel posto giusto, se lo si osserva con gli occhi giusti, se lo si ascolta con l’orecchio giusto.”: questa frase del romanzo Chiamami Fernanda di Nazario D’Amato riassume l’atmosfera quasi onirica in cui si sviluppa la vicenda. Si tratta di “una storia procidana”, poiché lo scenario in cui è ambientato il romanzo è l’incantevole isola di Procida nel Golfo di Napoli. Sull’isola aleggia una antica leggenda che ha come protagonisti un vecchio marinaio, una bambina, un cane e una misteriosa figura femminile. L’autore, venuto a conoscenza di questa storia ha iniziato a scavare “tra i ricordi, le memorie e le suggestioni degli isolani, dei vecchi pescatori e delle loro mogli”. Una vera e propria operazione di ricostruzione storica, che passando anche attraverso il parere di ricercatori e storici locali, ha permesso a Nazario D’Amato di riproporre una vicenda ambientata “nell’isola di Graziella e di Arturo”. È una storia che nasce dall’ascolto ed è una storia che va ascoltata. Il lettore, infatti, si sentirà immerso in un racconto che sa di antico, che ricorda i grandi cantori del passato dove la realtà si perde nel mito. La leggenda narra del comandante di una nave, che durante il suo ultimo viaggio, viene improvvisamente colto dalla tempesta e caduto in mare, viene tratto in salvo da una figura femminile che poi lo abbandona sulla costa procidana. Da questo racconto, viene fuori la storia da Paolo, un forestiero che anni addietro si stabilisce proprio sull’isola, dopo che il mare lo ha abbandonato sulla costa. Pare sia stato un uomo di mondo, di compagnia. Nessuno sa dirlo con esattezza perché vive lontano dagli altri, quasi come un eremita che desidera il distacco dal mondo. Questa solitudine non lo rende triste, anzi il suo animo e il suo volto sono sereni, appagati da ciò che ha avuto fino ad ora. A fargli compagnia c’è un cane, una presenza amica e sicura, simbolo di fedeltà e lealtà incondizionata. L’unica persona dell’isola che gli è amica è una bambina, che va da lui per farsi raccontare le storie che vengono dal mare. E proprio in seguito ad una richiesta della bambina che prende il via la vicenda, la quale si configura come una sorta di viaggio interiore sui grandi interrogativi della vita. La barca e il mare saranno i mezzi necessari per compiere questo viaggio, che richiama l’eco della scrittura della grande Elsa Morante, che proprio a Procida ambientò il suo famoso romanzo L’Isola di Arturo. “Chiamami Fernanda” è un romanzo introspettivo, in cui l’autore, attraverso una prosa dal ritmo e dai toni poetici, induce alla riflessione sul senso della vita e sulle incognite del futuro.

TRAMA. Una nave da carico spagnola, diretta a Napoli, naufraga nelle acque dell’isola di Procida, e affonda. L’equipaggio si salverà. Il comandante, dopo aver combattuto a lungo con il mare, allo stremo delle forze, quando sembra che non ci sia più nessuna speranza di salvezza, è tratto dalle acque da un ambiguo e non meglio identificato personaggio che lo trascina sulla battigia e l’abbandona ai soccorritori in arrivo. Provato e trasformato da quella esperienza, decide di fermarsi per dare un nuovo senso alla sua vita e per cercare il suo sconosciuto salvatore.

BIOGRAFIA Nazario D’Amato è nato il 22 gennaio 1954 a Poggio Imperiale (FG), piccolo paese contadino in terra di Capitanata, porta del Gargano. Ha frequentato l’Istituto Tecnico Nautico di Termoli diplomandosi, nel 1974, Capitano di Lungo Corso. Dopo gli studi e il servizio militare a bordo dell’ammiraglia Vittorio Veneto, Nazario ha lasciato Poggio Imperiale per motivi di lavoro. A giugno del 1977 è assunto nelle allora Ferrovie dello Stato nel compartimento di Milano, in Valchiavenna, ai confini con la Svizzera; tre anni dopo è trasferito nel compartimento di Bologna. Dal 1982 vive a Reggio Emilia, dove per molti anni si dedica alla militanza sindacale assumendo incarichi di responsabilità nella CISL.  Partecipa attivamente alla vita sociale e culturale della città emiliana. Fa parte dell’Associazione Scrittori Reggiani. Fin da giovane ha coltivato la passione per la musica e per la scrittura. Come cantautore ha partecipato a diversi concorsi canori in Italia e all’estero ottenendo importanti riconoscimenti, in particolare nel 2005 raggiunge il 3° posto al Festival di Liegi (BE) con “Lunga la notte ad Est” e nel 2006 il 1° posto al Festival Tricolore della Canzone di Reggio Emilia con “Donna”. Anche come scrittore ha avuto riconoscimenti e premi per opere narrative e poetiche; in particolare nel 2004, 1° classificato – per la sezione narrativa – al Concorso Nazionale ARTEMARE di Riposto (CT) con il racconto “La Pescatrice” e nel 2007 il premio nazionale di poesia e narrativa “Il Litorale”, di Ronchi di Massa (MS). Numerose le sue pubblicazioni per le Edizioni del Poggio: tra cui si ricardano “Tracce”, una biografia in versi, canto e storie del 2001; la raccolta di racconti “La pescatrice ed altri racconti”; dello stesso anno “Il treno scorre sul binario giusto”, aneddoti di viaggio; “Terra – racconti in storie e versi dell’appartenenza” del 2016 e “Cambio Giro- racconti di viaggio” del 2017. Attualmente è sposato, ha due figli e due nipoti. Convivono con lui quattro chitarre e un cane. Da settembre 2017 è in quiescenza.

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CASA EDITRICE. Edizioni del Poggio è una casa editrice pugliese che da anni opera alacremente nella pubblicazione di libri di vario genere in apposite collane. Storia, romanzi tradizionali e fantasy, fiabe, poesie, saggistica, culinaria: un caleidoscopio di argomenti dove ognuno potrà trovare il proprio approdo. Diffondere la cultura è l’impegno predominante che le “Edizioni del Poggio” si sono imposte nel loro impegnativo programma. Nata dall’iniziativa del dott. Giuseppe Tozzi, la casa editrice, che si avvale di valenti collaboratori, in pochi anni ha raggiunto un prestigioso traguardo con la pubblicazione di oltre 100 titoli. Grazie a pubblicazioni di autori, in prevalenza giovani, tende ad affermarsi anche a livello nazionale, e dai risultati ottenuti questo traguardo sta diventando una piacevole realtà. Ovviamente le “Edizioni del Poggio” non possono tralasciare il territorio in cui nascono e operano, così nel nutrito catalogo editoriale sono presenti testimonianze sulla storia locale, tradizioni, folklore, cucina locale. La casa editrice ha dato vita ad un periodico “del sapere”, “Pianeta cultura”, un contenitore di argomenti vari, firmati da esponenti eccellenti del panorama culturale italiano. L’editore, inoltre, ha ideato un premio letterario “Emozioni in bianco e nero” (racconti, poesie, fiabe), che vede la partecipazione di autori italiani e stranieri.

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L’anticonformismo artistico di Marco Merulla

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Cultura

Artista eclettico dallo spiccato spirito anticonformista, Marco Merulla si dimostra un talentuoso e intraprendente creativo, che si cimenta con passione e dedizione e si muove con destrezza nel variegato e multiforme panorama attuale della scultura informale non convenzionale.

La dottoressa Elena Gollini lo ha selezionato per entrare nel circuito di qualità degli artisti del suo blog www.elenagolliniartblogger.com e ha espresso delle significative riflessioni critiche di analisi, per scandagliare i tratti e gli aspetti salienti che ne caratterizzano l’ideologia creativa alla base della sua originale produzione. Di recente ha redatto un corposo testo di recensione critica, dove ha voluto evidenziare una serie di punti di collegamento con la tradizione scultorea del passato e creare anche un riferimento di legame con la cosiddetta arte del riciclo nelle sue peculiari componenti distintive. Leggi qui sotto in allegato il testo critico scaricabile gratuitamente dal link http://www.elenagolliniartblogger.com/marco-merulla/ .

Il talento piemontese Matteo Fieno alla Milano Art Gallery presentato da Salvo Nugnes

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Una scalata di successi da capogiro per il giovane pittore di Alba. Dopo Biennale Milano Matteo Fieno è ora pronto per tagliare il nastro alla sua prima personale. Declinazioni al femminile verrà infatti inaugurata alle 18 di venerdì 22 novembre presso la Milano Art Gallery. La storica galleria di via Alessi 11, sita nel centro nevralgico della città del Duomo, ospiterà la mostra del talento piemontese che ormai è conosciuto ai più come l’artista delle donne. L’evento verrà presentato da Salvo Nugnes, curatore di mostre e grandi eventi a cui lo stesso Matteo Fieno ha preso parte più volte in quanto selezionato dal comitato.

Imprenditore alberghiero delle Langhe, Matteo Fieno intraprende seriamente il percorso artistico, iniziato per puro divertimento, a partire dal 2018, con Female Art Design. Avviato assieme alla moglie per far conoscere i suoi lavori al mondo digitale, il progetto raggiunge ben presto più di 50.000 follower su Instagram.

Uomo dei record artistici, l’artista viene riconosciuto con il Premio Bienal de Canarias e subito viene selezionato per la mostra Pro Biennale presentata dal prof. Vittorio Sgarbi a Venezia. Riceve quindi il Premio Canaletto e il Premio Caravaggio come “prova della qualità del suo lavoro nel panorama artistico contemporaneo”. A consolidare questa rapida ascesa la sua presenza nella mostra Spoleto Arte e nella Biennale Milano, entrambe presentate da Vittorio Sgarbi.

Sicuramente contribuisce al sorprendente successo il fatto che Fieno dedichi particolare attenzione alla figura femminile, soprattutto al corpo della donna. Con lo scopo di raccontarne il vissuto per avvicinare l’osservatore al “comune desiderio di sentirsi più umani e, magari, un po’ meno cinici e disillusi”, l’autore scava nell’impressione per giungere all’essenza del suo soggetto. È così che il corpo comunica, svela con le sue pose e le sue nudità “la verità delle sue imperfezioni”, permettendo quindi di avvicinarsi al mistero, secondo Fieno.

Insomma, un 2019 intenso, che culminerà il 22 novembre con il vernissage di Declinazioni al femminile, l’esposizione interamente dedicata al fascino e alla sensibilità di questo artista intraprendente. Le sue opere potranno essere ammirate nel cuore di Milano fino al 6 dicembre, dal lunedì al sabato dalle 14.30 alle 19. L’ingresso è libero.

Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.