Origini, cause e significati delle più diffuse credenze popolari

Scritto da Fabiola Marchet il . Pubblicato in Cultura, Libri

Novità in casa Sandit: esce il libro che apre un orizzonte sconosciuto su superstizioni e tradizioni che vivono da secoli nell’immaginario collettivo

È uscito per Sandit Libri Leggende & superstizioni svelate! (9,90 €, 214 pag.) di Fabiola Marchet, un libro che raccoglie e spiega l’origine e i motivi di alcune delle credenze popolari più diffuse in Italia e nel mondo e che, nonostante i progressi scientifici e tecnologici, vivono ancora nell’immaginario collettivo.

Perché si dice che il quadrifoglio porta fortuna? Per quale motivo si lancia il riso agli sposi? Perché certi numeri dovrebbero influenzare la nostra vita a tal punto da volerli evitare? Quali leggende gravitano attorno al gufo e perché i bambini dovrebbero farsi trovare sotto un cavolo piuttosto che sotto un’anguria? Può essere che l’usanza di addobbare l’albero di Natale provenga dall’Antico Egitto? Perché non si deve aprire un ombrello in casa?

A questi e ad altri enigmi domande risponde Fabiola Marchet fornendo, per ciascuno di essi, curiosità e rituali tra il serio e il faceto per aumentare la dose di fortuna o respingere le negatività che pensiamo di esserci attirati addosso.

A ogni modo, ogni superstizione o gesto scaramantico non è casuale, ma trova la sua esistenza e motivazione in leggende, miti e circostanze del passato, quando la preoccupazione principale della gente era la sopravvivenza quotidiana. Fin dai tempi antichi, infatti, per combattere le difficoltà della vita e attirare la buona sorte, gli uomini hanno sovente cercato protezione e rassicurazione proprio in oggetti, piante e animali piuttosto che nella razionalità.

Da allora, che sia per trovare l’amore, superare un esame o avere successo nel lavoro, c’è ancora chi crede che un cornetto rosso o un amuleto qualsiasi, e persino un luogo, possa essere di buon auspicio. D’altronde, alcune credenze e leggende sono state tramandate così a lungo che abbiamo finito (quasi) tutti per crederci veramente!

Fabiola Marchet
Ha origini friulane, ma vive da molti anni a Milano, dove gestisce un’agenzia digitale. È esperta di galateo e lifestyle, ama allestire tavole chic, ed è appassionata di tradizioni popolari. Scrive per alcune riviste e magazine online e ha pubblicato una decina di libri tra cui La piccola Bibbia del matrimonio perfetto, Il libro delle ombre, Il libro degli angeli (Armenia Edizioni), I dispetti di Nedim (Edizioni EventualMente), Il piccolo libro degli spiriti della natura (Galaad Edizioni), Sulle ali degli angeli… Sulla forca dei diavoli (Edizioni Il Ciliegio). Per maggiori informazioni sulle sue attività: www.fabiolamarchet.it/

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Pay TV: cresce del 36% l’interesse per quella online

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Tecnologia, TV

Pay TV tradizionale o online, cosa preferiscono gli italiani? Ad analizzare il fenomeno ha pensato Facile.it (https://www.facile.it/pay-tv.html), primo comparatore italiano di tariffe, che ha considerato oltre 240.000 richieste giunte al sito tra settembre 2016 e lo stesso mese del 2017 scoprendo che il numero di italiani che si è informato sulla Pay TV online è aumentato del 36% in dodici mesi mentre, nello stesso periodo, l’interesse verso la Pay TV tradizionale è diminuito del 29%.

Pur rimanendo la Pay TV tradizionale il servizio più diffuso tra gli italiani, l’analisi mostra come l’interesse verso questa offerta sia in diminuzione a favore delle nuove piattaforme online, rispetto cui gli italiani cercano informazioni con sempre maggiore frequenza.

«Essendo la Pay TV online un prodotto più recente è fisiologico che l’interesse verso questi servizi cresca a discapito di quello per la TV a pagamento tradizionale», spiega Giordano Gala, responsabile new business di Facile.it. «L’aumento dei player che operano in Italia, un più elevato tasso di innovazione tecnologica delle piattaforme e, non ultimo, una maggiore diffusione della banda larga e ultra larga nel Paese sono fra le ragioni di una crescita così sostenuta.».

Le fasce d’età

Dall’analisi emergono dati interessanti sul profilo di chi si informa su questo genere di servizi. Il trend generale vede maggiormente interessate alla Pay TV tradizionale le fasce di popolazione più adulte, mentre i giovani hanno dimostrato una più forte attenzione verso l’offerta online.

Quando si parla di TV a pagamento classica, la fascia di età più interessata è quella 35-44 anni (27%), seguita da coloro che hanno un’età compresa tra i 25 e 34 anni (23%) e poi fra 45 e 54 anni (20%). Coloro che hanno superato i 55 anni, invece, rappresentano il 18% del campione, notevolmente più, in termini percentuali, dei coetanei che si interessano alla Pay TV online; in questo caso gli over 55 sono solo il 13% del totale.

Valori decisamente maggiori, invece, sulle fasce più giovani; il 29% delle richieste di informazioni sui prodotti online arriva da persone tra i 35 e 44 anni, il 28% da utenti tra i 25 e 34 anni.

Le regioni più interessate alla Pay Tv

Dati interessanti emergono analizzando la provenienza geografica delle richieste; guardando alla Pay TV tradizionale si vede come le regioni che hanno mostrato più interesse verso questa offerta siano il Lazio, la Campania e la Lombardia.

Analizzando invece la Pay TV online, al primo posto si conferma la regione Lazio, seguita però dalla Lombardia e, al terzo posto, dall’Emilia Romagna.

Più in generale, il trend che emerge dall’elaborazione dei dati è un maggior interesse per la Pay TV tradizionale da parte delle regioni del sud Italia mentre le aree del nord sono tendenzialmente più interessate alla Pay TV online.

Serie TV, programmi o film?

Ma quali sono le ricerche online che fanno più frequentemente gli italiani quando si tratta di Pay TV, sia essa tradizionale o in streaming? Ad attrarre maggiormente l’interesse degli internauti sono le serie TV, che raccolgono il maggior numero di ricerche, seguite dai programmi main stream trasmessi sulla Pay TV tradizionale e, sul terzo gradino del podio, i film.

Attenzione però, singoli programmi o grandi eventi possono spostare sensibilmente l’ago della bilancia; in occasione della messa in onda l’interesse per il media che si è accaparrato i diritti aumenta anche del 50%.

BIG – Broker Insurance Group partner di “Biennale Milano” presentata da Vittorio Sgarbi

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Economia

BIG – Broker Insurance Group, società d’intermediazione assicurativa creata dal fondatore Massimo Ciaccio, sarà sponsor della prossima edizione della mostra internazionale d’arte contemporanea “Biennale Milano – International Art Meeting”, presentata da Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager di noti personaggi Salvo Nugnes, che si terrà dall’11 al 15 ottobre presso Brera Site, in via delle Erbe 2 a Milano, a pochi passi dal Piccolo Teatro, e nelle prestigiosi sedi milanesi della MAG – Milano Art Gallery, storica galleria nel cuore della città.
BIG – Broker Insurance Group è da oltre vent’anni un punto di riferimento nel settore delle coperture delle opere d’arte, riuscendo a tutelare al meglio i beni preziosi di ogni epoca e diventando uno dei principali player a livello nazionale. Possiede numerose partnership con musei, fondazioni, organizzatori di mostre, esperti, trasportatori e restauratori.
“Biennale Milano”, è stato definito dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “un punto di riferimento nel panorama artistico internazionale”. Si tratta di un appuntamento molto importante che offre, come ha affermato Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia: “non una semplice mostra, ma un’esposizione collettiva concepita per valorizzare al meglio ogni forma d’espressione artistica” .
L’edizione del 2017 prevede numerose conferenze con la partecipazione di personaggi del panorama culturale e dello spettacolo, tra cui il noto sociologo di fama mondiale prof. Francesco Alberoni, il direttore del TGcom Paolo Liguori, il volto noto di Canale 5 Alessandro Meluzzi, lo stilista Alviero Martini, Pippo Franco, Silvana Giacobini, Alba Parietti, la straordinaria Amanda Lear, Katia Ricciarelli e molti altri ancora.
Si preannuncia così un importante evento, dando la possibilità a numerosi artisti di esporre le proprie opere e di mostrare il proprio talento in una straordinaria esposizione collettiva.

Per informazioni rivolgersi ai numeri 0424. 525190, 388. 7338297, info@biennalemilano.it

Biennale Milano: intervista all’artista designer Alessandro Galanti

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Alessandro Galanti, talentuoso artista designer, risponde ad alcune domande sul suo percorso artistico e sulla sua partecipazione alla mostra internazionale “Biennale Milano – International Art Meeting”, presentata da Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager di noti personaggi Salvo Nugnes, che si terrà dall’11 al 15 ottobre presso Brera Site e in altre prestigiose sedi milanesi della MAG – Milano Art Gallery, nel cuore del capoluogo lombardo.

1. Quando nasce la passione per l’arte e come questa si sviluppa poi anche nel design?

La passione per l’arte nasce dall’amore per mia moglie. Ho conosciuto Chiara quando era una ragazzina di 16 anni che ancora frequentava la scuola d’arte. Ho cominciato ad avvicinarmi a questo mondo perché era un linguaggio che lei conosceva. Posso dire di aver conosciuto l’arte attraverso l’amore per la mia compagna ed ho compreso sempre più che poteva essere qualcosa che elevasse il mio spirito, la mia anima, la mia ricchezza interiore. L’idea di vedere l’arte sia come forma di espressione che come fonte di bellezza è sicuramente legata alla grande fortuna di essere nato in Italia, culla del talento e della creatività.

2. Quanto conta nella sua arte l’aver lavorato nell’azienda di famiglia, attiva nel settore della meccanica di precisione? Quando ha capito che era arrivato il momento di dedicarsi all’arte?

Lavorare nell’azienda di famiglia mi ha insegnato, tra l’altro, la disciplina, l’ordine, la puntualità, la precisione e la ricerca della perfezione tecnica, valori che porto nel mio background culturale. Ho sentito la necessità di dover esprimere la mia creatività in seguito ad un periodo di sofferenze personali molto forti, che mi hanno portato velocemente ad una maturazione di sentimenti importanti. Una condizione che non è mai stata vissuta però come disperazione, per quanto in parte provenisse anche dal dolore per la perdita di mio papà. Si è innescata forte in me questa forte voglia di manifestare ciò che vivevo e sentivo, attraverso l’arte.
Mio papà ha avuto la grande fortuna ed il grande dono di fare nella vita il lavoro che aveva scelto di fare, costruendo un’azienda impostata sulle sue qualità e sulle sue capacità. Io, al contrario, mi sono ritrovato con un’azienda già impostata su qualità e capacità di un’altra persona. Ho sentito il bisogno, ad un certo punto, di esprimere qualcosa di mio attraverso creazioni che partono proprio dalla ricerca del particolare e del dettaglio, aspetti cardine dell’azienda. Tutto ciò traendo ispirazione dalla natura, sfogliandola e denudandola per cercare di vedere e capire il suo contenuto. Una ricerca che parte dalla mia attività primaria svolta in azienda e che si completa con la creazione di forme che vogliono soprattutto rappresentare emozioni, invece che suscitarle.

3. Nelle sue creazioni sono spesso presenti delle sfere d’oro e le luci. Questi elementi hanno un significato particolare?

Non c’è un motivo particolare. Le sfere hanno una forma geometrica che mi piace e che fa parte di un’evoluzione. Sono partito dal mio primo trittico con il quale rappresentavo le mie emozioni attraverso forme di uova: un processo di mia crescita ed evoluzione raffigurato da uova che diventano embrioni per poi schiudersi verso la vita. La sfera è l’evoluzione dell’embrione che sta crescendo attraverso un cambiamento di forma e di soggetto. La sfera, inoltre, per il suo essere elemento geometrico perfetto, rappresenta da sempre la ricerca della perfezione da parte dell’uomo. La tendenza alla perfezione viene quindi da me rappresentata attraverso le sfere. In particolare, ho iniziato a creare le sfere partendo dal cuore del fiore di loto che, quando muore, ricorda la forma esagonale di un alveare. Ho scelto il fiore di loto perché, nella sua palese imperfezione, rimanda ad una forma perfetta; una tendenza in me a voler puntare alla perfezione, derivata sicuramente dalla mia provenienza dalla meccanica di precisione. Possiamo tendere alla perfezione senza mai arrivarci e, nonostante ciò, il risultato può comunque essere molto bello: imperfetto, ma perfettamente imperfetto. Le luci utilizzate per completare le mie opere rappresentano per me l’essenza dell’anima delle persone. La fonte luminosa che ne deriva mi permette di conferire quel qualcosa in più. Talvolta qualcuno mi chiede se le mie creazioni sono lampade. Vorrei spiegare, invece, che le mie creazioni non sono lampade ma opere illuminate che racchiudono un concetto completamente diverso: rappresentando una nascita, un abbraccio, una maternità io esprimo, in tal modo, anche una vita che anima quell’emozione. E questo è per me determinante.

4. Abbiamo letto che è uno degli artisti di punta della “Biennale Milano” presentata da Vittorio Sgarbi…

Mi è stata offerta l’occasione di partecipare alla Biennale Milano e, ovviamente, oltre ad un po’ di stupore e sorpresa, ho provato anche una grande emozione. Biennale Milano mi permette di avere la possibilità di mostrarmi ad un vasto pubblico e confrontarmi con un pubblico di spessore dal punto di vista artistico. Il fatto poi che la Biennale Milano sia presentata dal Prof. Vittorio Sgarbi, dà sicuramente più lustro ed importanza a ciò che faccio. Personalmente, vedo questa nuova esperienza come una sfida, l’ennesima con cui confrontarmi. Le critiche mi servono sicuramente per crescere e per cercare di migliorare ciò che sto facendo.
Una delle cose che sto imparando da artista è vivere di emozioni. Emozioni personali rappresentate nelle mie creazioni ed emozioni raccolte dagli altri, perché le persone sono ricche di emozioni. Oggi ci sono emozioni quasi dimenticate: parlare di amore, di fedeltà, di buoni sentimenti sembra essere in controtendenza. In questi valori io invece mi ritrovo molto e mi piace associarli alla bellezza e alla purezza dell’oro. Valorizzo tali emozioni attraverso l’utilizzo di questo materiale, che caratterizza proprio tutto ciò che è prezioso.

5. Ha qualche consiglio/ suggerimento a chi decide di dedicarsi all’arte e alle nuove generazioni di creativi?

A chi vuole approcciarsi all’arte posso dire questo: esprimersi è una necessità che abbiamo tutti. Ognuno di noi si esprime sotto molteplici vesti: nello sport, nel lavoro, nell’arte. In tutti questi anni mi sono sentito gratificato nel mio lavoro ed oggi mi sento sicuramente più completo perché ho iniziato questo percorso da artista che mi porta a vivere di emozioni. Quello che mi sento di dire ai giovani, ma anche a chiunque altro desideri dedicarsi all’arte, è di non avere paura ad esprimere le proprie emozioni, di non avere paura del giudizio, di non avere paura di lanciarsi e buttarsi.
Ho capito che questo tipo di espressione non ha e non deve avere freni che potrebbero limitare le proprie capacità; non si deve temere neanche il giudizio degli altri che, se assecondato, porterebbe solo a fare ciò che gli altri vorrebbero. Sono uno di quegli artisti che creano per necessità di creare. Questo è quello che posso dire loro: non smettete di osservare e di sognare; vivete di concretezza ma anche un po’ di follia e spregiudicatezza, perché e proprio questo che dona un valore aggiunto a ciò che fate, capace di trasformarsi in forza che riesce a smuovere le montagne.
Mi sono spesso trovato di fronte a persone che si dipingevano come algide, aride e dure con ruoli lavorativi da manager d’assalto, assolutamente difficili da trattare. Nel momento in cui raccolgo le loro emozioni si crea un’empatia che porta loro a sciogliersi davanti alla bellezza di tali emozioni e davanti alla bellezza dell’amore rappresentato nelle mie creazioni. Posso concludere affermando che bisogna avere molto coraggio e portare avanti le proprie scelte.

Per informazioni: 0424. 525190, 388.7338297, info@biennalemilano.it

Biennale Milano, presentata da Vittorio Sgarbi: il vino di Le Forge verrà offerto durante l’evento

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Aziende, Cultura, Gastronomia e Cucina

Le Forge, azienda agricola situata a Montecchio Precalcino, vicino alla città di Breganze in provincia di Vicenza, sarà presente, in qualità di sponsor, alla prossima edizione della mostra internazionale “Biennale Milano – International Art Meeting”, presentata da Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager di noti personaggi Salvo Nugnes. All’evento, che si terrà dall’11 al 15 ottobre presso Brera Site, a pochi passi dal Piccolo Teatro, e in altre prestigiose sedi della MAG – Milano Art Gallery, verranno offerte pregiate bottiglie del loro vino, da fare assaggiare alle personalità dell’arte e della cultura che parteciperanno.
La tenuta agricola, immersa nelle colline vicentine, è attorniata da circa 10 ettari di terreno e qui vengono prodotti circa 80 quintali di uva, da cui si ricava una grande varietà di vini bianchi, tra cui il Torcolato, il Prosecco, e il Chardonnay, e vini rossi, come il Merlot e il Cabernet. La lavorazione del vino e della vendemmia viene effettuata a mano, così da produrre un vino di qualità e da salvaguardare il territorio vicentino.
“Biennale Milano”, evento di forte impatto culturale, è stato definito dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “un punto di riferimento nel panorama artistico internazionale”. Si tratta di un appuntamento molto importante che offre, come ha affermato Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia: “non una semplice mostra, ma un’esposizione collettiva concepita per valorizzare al meglio ogni forma d’espressione artistica” e arricchisce il programma di eventi cittadini organizzati a Milano.
L’edizione del 2017 prevede numerose conferenze con la partecipazione di personaggi del panorama culturale e dello spettacolo, tra cui il noto sociologo di fama mondiale prof. Francesco Alberoni, il direttore del TGcom Paolo Liguori, il volto noto di Canale 5 Alessandro Meluzzi, lo stilista Alviero Martini, Silvana Giacobini, Alba Parietti, la straordinaria Amanda Lear, Katia Ricciarelli e molti altri ancora.
Si preannuncia così un evento mondiale senza precedenti, dando la possibilità a numerosi artisti di esporre le proprie opere e di mostrare il proprio talento in una straordinaria esposizione collettiva.

Per informazioni rivolgersi ai numeri 0424. 525190, 388. 7338297, info@biennalemilano.it

#SOTTOPELLE – Personale fotografica di Giuseppe Bellomo dal 13 al 19 ottobre 2017 a Spazio40 Galleria d’arte

Scritto da spazio40 il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

Giuseppe Bellomo, siciliano di nascita, fotografo ed operatore Sky, concentra la sua attenzione sui ritratti, attingendo al “dietro le quinte” del web e del fenomeno social network, e costruendo una interessante galleria di volti.
#SOTTOPELLE, il titolo, è un invito a leggere le immagini esposte, attraverso la filigrana tessuta dall’autore, le sue esperienze e i percorsi maturati.
Gli scatti raccolti nella mostra coprono uno sguardo fotografico lungo più di trent’anni.
Nella fase che va dagli anni ottanta ai novanta, la sua visione coglie piccole quotidianità, la sfera immediatamente relazionale, e si contraddistingue per l’uso della pellicola, sia a colori che bianco e nero.  Successivamente, alterna l’uso della pellicola al digitale, e concentra maggiormente la sua attenzione sul ritratto in studio, non trascurando reportage esterni, come quello fatto nel 2017 a Venezia, dove crea un originale set notturno, i cui scatti vengono esposti nella mostra in galleria.
All’evento #SOTTOPELLE è stato concesso il Patrocinio del Municipio I – Roma Centro del Comune di Roma. Nella data di sabato 14 ottobre 2017 l’evento #SOTTOPELLE partecipa alla XIII Giornata del Contemporaneo, indetta da AMACI – Associazione Musei d’Arte Contemporanea Italiani.

#SOTTOPELLE

Personale di fotografia di Giuseppe Bellomo

13 – 19 ottobre 2017

Vernissage 13 ottobre – ore 19.00

Galleria Spazio40

Via dell’Arco di S. Calisto 40 – Roma (Trastevere)

Orario tutti i giorni 12.00 – 21.00 (mercoledì chiuso)

Info +393491654628 / Spazio40@tiscali.it

RAI “Vita in diretta”, nel pomeriggio RAI si affaccia l’attualità

Scritto da Elena Todisco il . Pubblicato in Spettacolo, TV

Di Antonio Dipollina

Il POMERIGGIO di Rai 1 sta soprattutto nella rinnovata Vita In diretta: nuova gestione, di Andrea Vianello, e in conduzione accanto a Marco Liorni c’è Francesca Fialdini.

Non esattamente una coppia dirompente e aggressiva ma non è un problema. O meglio: dall’altra parte c’è l’atomica Barbara D’Urso e bisogna farci i conti. Sì, ma perché? A quel che si è visto in questo avvio di stagione, alla Vita in Diretta si prova a fare attualità leggera e no (e se ci sono emergenze si corre) con un passo degno della RAI: quando sui due schermi da una parte si parla di Giulio Regeni e dall’altra dell’ultima trovata di chirurgia plastica un senso complessivo alla fine c’è. E mettersi poi a contare i pochi punti percentuali di scarto o a invocare vittorie contro il paradiso dei freaks di Canale 5 è contronatura. Dopodiché in tv vale tutto, ma attenersi ogni tanto ad antiche e basiche regolette non sarebbe poi male.

FonteLa Repubblica

Michelle Carpente alla conduzione di “Ben 10 – La Sfida” il nuovo Game Show in onda su Boing

Scritto da uff stampa il . Pubblicato in Spettacolo, TV

Ad ottobre arriva in esclusiva Prima TV su Boing (canale 40 del DTT), il game-show BEN 10 – LA SFIDA, una produzione internazionale targata Cartoon Network che ha visto coinvolti 8 paesi: Francia, Germania, Italia, Medio Oriente, Polonia, Spagna, Turchia e Inghilterra.

A condurre l’edizione italiana, l’attrice e presentatrice Michelle Carpente (“Scusa ma ti chiamo amore”, “Scusa ma ti voglio sposare”, “Romolo + Giuly”).

L’appuntamento è dal 9 ottobre tutti i lunedì alle 19.55 nel SUPER DUPER.

Ognuno dei 10 episodi da 22 minuti vedrà sfidarsi due squadre, la blu e la gialla, composte da un adulto e due bambini (in rappresentazione del trio Ben, Gwen e il nonno Max).

I gruppi si confronteranno in diverse prove, protagonisti saranno i ragazzi ma anche gli adulti dovranno mettersi in gioco, guidarli e supportarli.

Nel game show verranno utilizzate tecnologie come la realtà aumentata e tanti emozionanti effetti speciali. Non mancheranno, inoltri, i nemici e gli alieni iconici di BEN 10.

Nella prima prova, l’OMNIQUIZ, verrà testata la conoscenza della serie di Ben 10, con l’obiettivo di “scovare” il maggior numero di alieni in un tempo massimo di 30 secondi.

La seconda sfida, invece, l’OMNICHALLENGE, sarà composta da 4 giochi “fisici” ispirati alla serie: “Il tesoro dell’Ape Regina”, “Stregone e i Goblin”, “Lo stomaco di Slurpstack” ed “Il Calamarogio”. Questa missione testerà la forza fisica, la velocità ed il talento dei due team.

Infine, la terza sfida, chiamata l’OMNIDUELLO, prevede un insieme di giochi interattivi misti a realtà aumentata: “A tutta velocità”, “Il vulcano”, “I percorsi invisibili” ed “A caccia di cattivi”.

Una volta terminato il duello, verranno contati i punti acquisiti da ogni squadra ma il gruppo vincente non potrà ancora cantare vittoria!

Sarà chiamato, infatti, ad affrontare una missione contro il tempo: l’OMNISFERA.

BEN 10 – LA SFIDA è un game show per tutta la famiglia all’insegna dell’avventura, delle risate e delle emozioni dove vengono esaltati il coraggio, la creatività ma soprattutto il lavoro di squadra.

Ad anticipare il programma, alle 19.25, andranno in onda in esclusiva Prima TV free i nuovi episodi di BEN 10.

La cucina di Nino U’ Ballerino a Biennale Milano – International Art Meeting, presentata da Vittorio Sgarbi

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Gastronomia e Cucina

Nino U’ Ballerino, famoso chef palermitano, premiato dalla guida Street Food d’Italia del Gambero Rosso come miglior cibo da strada siciliano, sarà presente con le sue prelibatezze alla prossima edizione della mostra internazionale “Biennale Milano – International Art Meeting”, presentata da Vittorio Sgarbi e organizzata dal manager di noti personaggi Salvo Nugnes, che si terrà dall’11 al 15 ottobre presso Brera Site e in altre prestigiose sedi della MAG – Milano Art Gallery, storica galleria nel cuore della città, luogo di riferimento del Maurizio Costanzo Show nei primi anni della popolare trasmissione.
Il ricco buffet, composto da numerose bontà della tradizionale cucina palermitana, sarà allestito in occasione della conferenza stampa di mercoledì 11 ottobre alle ore 12.00 con la presenza di giornalisti e noti personalità delle istituzioni dell’arte e della cultura, tra cui Alberto d’Atanasio dirigente del Museo Modigliani, Veronica Ferretti funzionaria del Museo Michelangelo Buonarroti, Carlo Motta, responsabile di Editoriale Mondadori, Elisabetta Marelli regista del film “Sgarbistan”, e il Prof. Vittorio Sgarbi in videoconference, sia alle ore 19.00 dello stesso giorno per lo spettacolo del conduttore Pippo Franco dal titolo “La Vita è Arte” con tanti illustri personaggi.
Il cuoco Nino U’ Ballerino, focaccere da quattro generazioni, preparò il suo primo panino quando aveva quattro anni, seguendo le orme del suo bisnonno. Ha aperto il suo locale a Palermo nel 2002 e la sua specialità è il Pani ca’ Meusa, valorizzando al massimo la qualità della tradizione gastronomica siciliana.
“Biennale Milano”, evento di forte impatto culturale, è stato definito dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti: “un punto di riferimento nel panorama artistico internazionale”. Si tratta di un appuntamento molto importante che offre, come ha affermato Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia: “non una semplice mostra, ma un’esposizione collettiva concepita per valorizzare al meglio ogni forma d’espressione artistica” e arricchisce il programma di eventi cittadini organizzati a Milano.
L’edizione del 2017 prevede numerose conferenze con la partecipazione di personaggi del panorama culturale e dello spettacolo, tra cui il noto sociologo di fama mondiale prof. Francesco Alberoni, il direttore del TGcom Paolo Liguori, il volto noto di Canale 5 Alessandro Meluzzi, lo stilista Alviero Martini, Silvana Giacobini, Alba Parietti, la straordinaria Amanda Lear, Katia Ricciarelli e molti altri ancora.
Si preannuncia così un evento mondiale senza precedenti, dando la possibilità a numerosi artisti di esporre le proprie opere e di mostrare il proprio talento in una straordinaria esposizione collettiva.

Per informazioni rivolgersi ai numeri 0424. 525190, 388. 7338297, info@biennalemilano.it

Opere d’arte, da Torino arriva la TAC per il loro restauro

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Arte, Tecnologia

L’uso della tecnologia avanzata rappresenta senza dubbio uno strumento fondamentale ai fini del restauro di manufatti lignei ed opere d’arte, ma anche nel caso di un trattamento antitarlo e di opere d’arte. E proprio per quest’ultime arriva da Torino una scoperta scientifica davvero rivoluzionaria: nel corso del G7 a Venaria dei giorni scorsi, infatti, è stata presentata la TAC per le opere d’arte, un vero e proprio toccasana per l’immenso patrimonio artistico italiano.

L’intensa ricerca condotta negli ultimi anni dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Torino, insieme all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e la Fondazione Centro Conservazione e Restauro “La Venaria Reale”, ha portato alla progettazione e realizzazione di un nuovo apparato per radiografie digitali e termografie computerizzate finalizzato alla diagnostica delle opere d’arte.

Si tratta di una strumentazione all’avanguardia che consentirà di ottenere informazioni dettagliate circa il loro stato di salute e, soprattutto, indicazioni ben precise sulle tipologie di intervento da effettuare. Un’idea, quella della TAC del futuro, partita dall’Ateneo torinese ma estesa anche a tutte le comunità scientifiche internazionali in un contesto di Scienza Aperta.

Il Dipartimento di Fisica dell’Università del capoluogo piemontese, infatti, partendo dalla macchina già esistente, ha già avviato una serie di progetti scientifici e collaborazioni con enti pubblici e aziende private, allo scopo di realizzare un nuovo macchinario specializzato in radiografie digitali e tomografie computerizzate per i beni culturali in grado di esaminare oggetti e manufatti di grande dimensioni. Per questo motivo gli stessi ricercatori metteranno a disposizione dell’intera comunità scientifica le loro conoscenze, nonché tutta la documentazione del progetto consistente in calcoli, disegni, piani e test.

Altro aspetto fondamentale di questa ricerca è la mobilità, in quanto l’apparato è stato progettato per essere facilmente trasportato sul luogo dove è conservato il bene artistico, soprattutto nei luoghi colpiti da catastrofi naturali e da conflitti bellici, evitando ulteriori danni causati dagli spostamenti.

Insomma, è appropriato definire la TAC del futuro per i beni culturali un grande passo in avanti dal punto di vista della diagnostica in questo campo, e nulla esclude la possibilità che possa essere estesa anche al restauro mobili antichi, un’attività che richiede un’accurata mappatura del degrado del legno prima di individuare gli interventi necessari.