Andrea Mascetti sostiene la mostra “Intangibili gravità. Materialità significanti in dialogo”

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Arte, Cultura

Andrea Mascetti è uno dei sostenitori della mostra ospitata dalla Fondazione Sangregorio di Sesto Calende fino al 2 giugno. Le principali opere esposte sono sculture degli artisti Stella Ranza di Varese e Vittorio D’Ambros di Novara.

Andrea Mascetti, avvocato

Andrea Mascetti tra i sostenitori della mostra “Intangibili gravità. Materialità significanti in dialogo”

Andrea Mascetti, a capo dello Studio Legale Mascetti, è tra i promotori della mostra “Intangibili gravità. Materialità significanti in dialogo”. L’esposizione è allestita e visitabile presso gli spazi della Fondazione Sangregorio a Sesto Calende, in provincia di Varese e con l’elegante cornice del Lago Maggiore. Fino al 2 giugno, saranno presentati i lavori della scultrice e ceramista Stella Ranza di Varese e dello scultore Vittorio D’Ambros di Novara. L’inaugurazione ha avuto luogo sabato 11 maggio alle 17. Si tratta di un programma al cui interno si collocano alcune mostre limitate nel tempo. Si comincia con una considerazione sulle nozioni non misurabili dello spazio e del tempo presenti nei lavori dei due artisti. Il dibattito coinvolge anche un altro esperto, l’italo argentino Lucio Fontana, e intavola uno scambio di idee e opinioni interessanti che si interseca con le circa venti opere proposte. All’esposizione sono inoltre presenti una successione di “Teste” di Giancarlo Sangregorio appositamente scelte e sei disegni di Fontana. L’allestimento comincia con la Melusine di Stella Ranza, scultura che si innalza per circa due metri e che è fatta di ceramica, ferro e fossili di conchiglie, installata all’esterno. Si va poi avanti con le sculture in alluminio e acciai ossidati di Vittorio D’Ambros. La mostra è visitabile presso l’Atelier Hartman Sangregorio, nel parco della Fondazione, in un complesso dalle linee minimal e che si apre sul verde e sul Lago Maggiore. Il progetto per la mostra ha origine da un’idea del Presidente della Fondazione Sangregorio Francesca Marcellini e del Direttore Artistico Angelo Crespi.

La carriera professionale di Andrea Mascetti

Andrea Mascetti, fondatore nel 2004 dello Studio Legale che porta il suo nome, nasce nel 1971 a Varese. Si laurea in Giurisprudenza nel 1996 presso l’Università degli Studi di Milano. Si iscrive all’Albo degli Avvocati, prima di Varese e poi di Milano e diventa Patrocinante avanti la Corte di Cassazione. Il suo operato nel settore legale si focalizza prevalentemente su tematiche concernenti il diritto societario e amministrativo. Svolge inoltre attività come consulente presso numerose società ed enti locali. Ha collaborato presso studi quali il SALT, Studio Associato Legale Tributario consociato con Ernst & Young. Nel corso degli ultimi anni, Andrea Mascetti si è anche impegnato in prima persona per attività afferenti ai settori della reputazione web e del diritto legato all’arte. Ha altresì rivestito le posizioni di Presidente e componente di organismi di vigilanza, in ottemperanza a quanto previsto dalla legge 231 del 2001. Infine ha ricoperto il ruolo di Sindaco di numerosi collegi e componente dei Consigli di Amministrazione di istituti di credito e imprese commerciali sul territorio italiano ed estero.

L’artista Maria Brunaccini tra Neofigurativo e Neoclassicismo all’antico chiostro di San Domenico

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Si avvicina la data che consacrerà al pubblico la personale della pittrice di origini messinesi Maria Brunaccini. Effetti di luce sulla realtà verrà inaugurata alle 18 di sabato 21 settembre 2019 presso l’antico chiostro di San Domenico a Lamezia Terme (CZ), oggi caffè letterario. Presentata dal curatore di eventi e grandi mostre Salvo Nugnes e dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, l’esposizione farà il punto sull’ultima produzione dell’artista.

Autodidatta sin dalla giovane età, Maria Brunaccini per le sue tele trae ispirazione dalla corrente Neofigurativa, intensificando il suo lavoro dal 1978. Studia i pittori classici, senza però allontanarsi da quanto propone la pittura contemporanea. Le sue composizioni sono pertanto il risultato di un’attenta osservazione di tutto ciò che crea bellezza e dà senso alla vita.

Destreggiandosi tra figurativo, paesaggistico e naturalistico, la pittrice fa confluire la sua espressione nella forma corposa del Neoclassicismo. L’artista si immerge nella vita dei grandi pittori, nel loro tempo, nella loro storia e da qui spesso trae spunti creativi, immaginando la loro vita attraverso i loro dipinti, riportandoli e reinterpretandoli sulle proprie tele. La passione di Maria Brunaccini non si ferma all’analisi dei lavori dei Maestri del passato, ma è in continua ricerca di tutto ciò che più l’attrae. Questa sua caratteristica verrà messa in risalto da Effetti di luce sulla realtà, uno dei prossimi appuntamenti di Spoleto Arte di Sgarbi.

In occasione della sua partecipazione alla mostra Spoleto Arte incontra Venezia, il presidente Salvo Nugnes ha commentato così: «La passione che guida Maria Brunaccini trova il suo ricco nutrimento nella corrente neofigurativa e in quella neoclassica, conducendo l’artista a un attento studio e a una contemporanea reinterpretazione di celebri opere pittoriche. Prendendo in considerazione le sue versioni di Jeanne del Modigliani o il Patroclo della mitologia greca l’artista viene a comunicarci con raffinata tecnica la potenza immaginifica della vasta cultura storico-artistica che accomuna e unisce al di là delle nazioni di appartenenza, rendendoci più che spettatori colmi d’ammirazione, viandanti tra varie epoche».

SanremoCantaNapoli presenta: Il Recital di Miranda Martino “Ricomincio da 80”

Scritto da EDIZIONI SANREMO il . Pubblicato in Musica, Spettacolo

La prima dello spettacolo debutterà a Salsomaggiore Terme, al Teatro Nuovo, Venerdì 24 Maggio alle ore 21

Lo sfavillante Recital di 100 minuti “Ricomincio da 80” propone un repertorio di brani storici della Canzone Napoletana, con l’incursione di canzoni tratte dai Festival di Sanremo di ieri e di oggi.

Canzoni partenopee interpretate da Miranda Martino, popolare artista degli anni ’60, che sarà accompagnata sul palco da Mario Maglione, il cantante e chitarrista napoletano che la critica segnala quale erede di Roberto Murolo; al pianoforte il maestro Andrea Bianchi. Regia e conduzione sono affidate al napoletano doc Marco Simeoli, attore preferito di Gigi Proietti. Ospite d’onore, il cantautore Franco Fasano.

Gli artisti saranno protagonisti di una rappresentazione di grande atmosfera per un pubblico appassionato di canzoni indimenticabili.

Lo show prevede alcuni successi tratti dal Festival di Sanremo, interpretati da una cantante già affermata nonostante la giovane età: Paola Ferrulli, autrice, pianista e chitarrista, nata artisticamente su Rai 1 e già vincitrice di una puntata della trasmissione Ti lascio una canzone.

Lo spettacolo sarà arricchito dalle giovani “Gemelle della Danza” Ginevra e Virginia De Masi, allieve del Teatro San Carlo di Napoli.

La prima si terrà al Teatro Nuovo di Salsomaggiore Terme, Venerdì 24 Maggio (ore 21).

La direzione artistica è del giornalista Ilio Masprone; la produzione è dell’Associazione Cultura & Comunicazione di Sanremo.

Al termine della serata sarà possibile acquistare il libro “scandalo” autobiografico di Miranda Martino: “Caduta in un gorgo di torbide passioni” che sarà presentato la sera prima nel foyer del teatro, alle ore 18,00.

Il Recital è sostenuto dal Comune di Salsomaggiore Terme; road manager Eugenio Peracchi.

Il Recital proseguirà con altre date anche all’estero, per concludersi il 28 settembre al Casinò di Sanremo, in occasione del 2° Gran Galà della Canzone Napoletana.

Milano Art Gallery: Giuseppe Oliva porta in mostra le sue Impressioni del tempo

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Torna alla Milano Art Gallery Giuseppe Oliva, l’artista siciliano che riporta con raffinatezza sulla tela le influenze della propria terra d’origine. Alle 18 di giovedì 6 giugno inaugurerà in via Alessi 11, nel cuore di Milano, la sua personale intitolata Impressioni del tempo. Presentata dal curatore di eventi e grandi mostre Salvo Nugnes e dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e Dario Fo, l’esposizione mira a presentare il pittore ragusano al culmine della sua carriera creativa.

Il titolo stesso, Impressioni del tempo, indica le intenzioni della mostra e, al contempo, mette in evidenza una delle principali caratteristiche di Giuseppe Oliva. Con una sensibilità unica, l’artista riesce a includere sulla tela quelle particolari percezioni che accompagnano la ciclicità delle stagioni, esplicandole nei toni che rimandano alla sua Sicilia.

Nato a Vittoria, in provincia di Ragusa, nel 1949, Oliva intraprende giovanissimo la carriera dettata dall’estrosità, influenzato in particolar modo dal trasferimento a Trapani. L’ambiente è di forte impatto e le tracce di questo speciale incontro si ritrovano tuttora nelle sue tele, specie in quelle tonalità di blu che richiamano il mare. Spostatosi successivamente a Varese, il pittore unisce nei suoi lavori tanto il Mediterraneo quanto le colline lombarde, lasciando che la sua pittura prenda un carattere quasi scultoreo. Attraverso spatolate cangianti nelle molteplici sfumature, i dipinti di Giuseppe Oliva vibrano di luce, si muovono, portano in vita le emozioni che il paesaggio suscita.

Di lui scrive Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery: «Se si desidera concentrare una stagione su una tela è sufficiente prendere a riferimento un’opera di Giuseppe Oliva. È come osservarla in una boule de neige al cui interno vanno a librarsi solamente le sensazioni e le caratteristiche migliori di quei mesi. Con generose spatolate di vivi colori l’artista intesse le trame pregiate del tempo e le fa respirare con vibranti riflessi di luce. I suoi lavori infatti si generano dalla natura e la portano con sé, facendoci inspirare la pienezza dello spazio».

La mostra rimarrà aperta fino al 20 giugno, tutti i giorni dalle 14.30 alle 19, a eccezione della domenica. Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 02 7628 0638, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Grande successo del Recital Bel Canto al Castello al Maschio Angioino a Napoli

Scritto da Noi per Napoli il . Pubblicato in Arte, Cultura, Musica, Spettacolo, Teatro, Turismo

Grande successo e consensi per il Recital lirico ” Bel Canto al Castello “al Maschio Angioino dell’Associazione Culturale Noi per Napoli

Sold out,grande successo e ed entusiastici consensi del pubblico per l’evento Bel Canto al Castello per il Maggio dei Monumenti 2019 al Maschio Angioino il 17 maggio, realizzato dall’Associazione Culturale Noi per Napoli, per il format “Luoghi Storici & Musica “ con i loro artisti ed ideatori il soprano Olga De Maio, il tenore Luca Lupoli che,insieme al tenore Lucio Lupoli ed alla pianista Nataliya Apolenskaja, con le note storiche del giornalista Giuseppe Giorgio, hanno dato vita ad un fantastico recital lirico, iniziato con le Arie del ‘700 napoletano di Scarlatti,Durante, per poi passare ad altri autori operisti dell’ Ottocento che dimorarono ed operarono a Napoli, come Gioacchino Rossini,Saverio Mercadante, Luigi Denza,dalla Belle Époque fino ai grandi maestri della melodia napoletana come Bovio,Ernesto De Curtis e Vincenzo Russo.

Il Bel Canto è stato il protagonista del concerto, idealmente collegato al tema del Maggio dei Monumenti del 2019 ” diritto alla felicità ” formulato dall’illustre illuminista napoletano Gaetano Filangieri,un abbinamento nato nella comune temperie culturale del ‘700 napoletano che appunto vide l’affermazione della gloriosa,fervida e felice ” Scuola napoletana,diventata modello ed ispirazione dei maggiori compositori europei nel campo della musica strumentale ed operistica come quelli di Vico e Filangieri per il sapere illuminista europeo.

Napoli come una delle capitali della cultura europea del ‘700 e del Mediterraneo,apportatrice ancor più nel suo dna delle radici araba,greco romana in ogni campo del sapere ed in particolare musicale e canora, nella spiegata e bella melodia,vede la nascita del Bel Canto di Parthenope che diventa scuola, stile, mito: “diritto alla felicità ” che si esprime nella” felicità del Bel Canto”, come testimonianza appunto di una tradizione e di una civiltà millenaria che oggi deve essere preservata e diffusa !

Felicità del Bel Canto che gli artisti di Noi per Napoli hanno saputo trasmettere durante questo stupendo recital, tanto da suscitare coinvolgimento, entusiasmo, emozioni nel numeroso pubblico che ha partecipato, fino alla grande ovazione finale per la bellezza senza tempo delle melodie eseguite.

Il grande compositore Domenico Cimarosa adoperò un’immagine icastica per definire la soavita’, la vitalità delle melodie e dell’arte del Bel Canto della scuola napoletana del ‘700 come quella di “musica piena di sole”: qui possono essere ricercate le radici di quella che ha avuto un successo planetario, attraverso le interpretazioni dei più grandi cantanti lirici della storia e precisamente di O sole mio che gli artisti di questa splendida serata hanno regalato come bis al pubblico entusiasta.

Testimonial di prestigio della serata è stato il decano del giornalismo napoletano il Dott. Ermanno Corsi che onorera’ della sua presenza e della sua testimonianza anche i futuri appuntamenti di Luoghi Storici & Musica!

Alla “felicità del Bel Canto “, della musica e della magica storicità del luogo,ha contribuito anche la “felice” degustazione di vini curata dall’azienda Vitivinicola Monte Spina.

Altro obiettivo di questa splendida iniziativa è stato anche provvedere alla “felicità altrui”,con la spesa di generi alimentari che l’Associazione Noi per Napoli consegnerà direttamente alla Mensa dei senzatetto di Piazza del Gesù!

Marco De Annuntiis ,Shavette

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

Il nuovo singolo estratto dall’album Jukebox All’Idroscalo è Shavette

E a proposito di cinema e citazionismi “Shavette” è il rasoio che passa le vittime dei gialli di Dario Argento (“nessuno ci crederà ma ho cominciato a canticchiarla proprio mentre mi radevo”) e incastona il riff di “Enola Gay” degli Orchestral Manoeuvres in the Dark. I gialli che erano il pane dell’outsider per eccellenza creato dalla penna di Arthur Conan Doyle, di cui si narra una “Vita privata di Sherlock Holmes” con echi yéyé e gustosissima rotondità pop…

‘Jukebox all’Idrogeno’ di Allen Ginsberg è il libro che fu capace di ispirare Guccini da noi e continua a ispirare i Black Rebel Motorcycle Club nella California di oggi; l’Idroscalo di Ostia è il luogo del massacro di Pier Paolo Pasolini, ma anche quello in cui muoiono i protagonisti di ‘Amore tossico’ di Caligari. L’Idroscalo sta a Ostia come Ostia sta a Roma, come Roma sta a New York… è, simbolicamente e geograficamente, il luogo estremo, la periferia delle periferie delle periferie.

Ci si potrebbe fermare qui nel presentare “Juke Box all’Idroscalo”, il primo disco di Marco De Annuntiis. Ma ci perderemmo tutta un’epica stradaiola e citazionista, una mitologia alcolica, drogata, tabagista – ma pure eretica, colta e maudit – che fa di questo cantautore demodé un autentico outsider del tempo presente, in apparenza fuori tempo massimo, in realtà ipertestuale come pochi.

R moscia da nobile decaduto, inflessione romana che si accentua nei passaggi più emotivi, la produzione di un altro personaggio decisamente obliquo come Luigi Piergiovanni Rosybyndy e la pubblicazione inevitabilmente in vinile per la cinefila Cinedelic (“penso di essere l’unico cantautore dell’etichetta”): il tutto a sorreggere le dieci canzoni di un ragazzo di strada che la strada la conosce bene e ne canta i margini, ma senza tragedie, e la poeticità cruda, talvolta ripassata d’ironia.

La tracklist si apre con una riscrittura programmatica di un brano di Serge Gainsbourg (“Jukebox”), ad anticipare la magnifica “Come De André”, “non una canzone contro il cantautore genovese ma contro il ‘deandreismo’, lo svuotamento delle frange più estreme delle  sue canzoni”, nella quale l’intelaiatura di citazioni da Faber e l’innesto nel ritornello di “Psycho Killer” dei Talking Heads spiega al meglio tutto l’immaginario e il metodo De Annuntiis, il “Dandy di città”, come canta in un brano che è una vera e propria autobiografia fuori dai denti. Un dandy innamorato dei Sessanta, del beat, delle chitarre acidule a dodici corde dei Byrds e soprattutto dei Farfisa e degli organi dei Doors, che fanno da ossatura agli arrangiamenti “sostituendo pad, sintetizzatori, archi, e tutti quei tappeti da cui volevo emanciparmi”. Il tutto pensato perché possa essere ripreso integralmente dal vivo, “come se il produttore non abbia fatto altro che premere rec e stop sulla consolle”.

Sto male / male come un maiale / ed è sensazionale / la mia verticale / Sto male / ma mi sento speciale / quando bevo un cordiale / e torno normale” verseggia “Borderline”, anthem disperato e vitale in coppia con Ilenia Volpe fra omaggi agli amici scomparsi (“Conigli dappertutto”) e richiami all’“Amore Tossico” di Caligari in un “Blues della Renault” da manuale – “non è una canzone autobiografica, nel senso che non ho mai rubato né automobili né altro e non sono mai stato un tossico di strada a tempo pieno. Tuttavia conoscendo quel mondo non potevo non restituirlo e cantarlo”. E a proposito di cinema e citazionismi “Shavette” è il rasoio che passa le vittime dei gialli di Dario Argento (“nessuno ci crederà ma ho cominciato a canticchiarla proprio mentre mi radevo”) e incastona il riff di “Enola Gay” degli Orchestral Manoeuvres in the Dark. I gialli che erano il pane dell’outsider per eccellenza creato dalla penna di Arthur Conan Doyle, di cui si narra una “Vita privata di Sherlock Holmes” con echi yéyé e gustosissima rotondità pop.

Tuttavia se il citazionismo è sempre stato il tic nobilitante dei cantautori storici (“ho letto tutti i libri come De André”) ciò non vale per De Annuntiis, che prova a decostruire laddove la decostruzione non è solo un’intenzione musical-letteraria ma un marchio esistenziale e anti-borghese. “Ciò che cerco di fare io è smontare un linguaggio e rimontarlo in modi differenti, senza fare differenza fra segmenti lirici e musicali, per reinventare queste tessere in altri nuovi puzzle”. Così come si reinventano lui e i personaggi delle sue canzoni ricomponendo un repertorio di biografie distrutte in canzoni da opporre alla normalità e all’ordinario. Lasciando a chi ascolta la vibrazione e il lucore di vite morse fino in fondo.

Contatti:

INTERBEAT RECORDS
http://www.interbeat.it/
https://it-it.facebook.com/interbeatrecords/
https://www.youtube.com/channel/UCq2xKWDGTsnC8OP4Zn5nAvg
mail@interbeat.it

PROMOBEAT
https://www.facebook.com/promobeatitalia/
promobeat@mail.com

Bassano del Grappa: Giacobini e Alberoni all’inaugurazione della sede di Spoleto Art Factory

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Libri

In occasione dell’apertura della nuova sede di Spoleto Arte, la Spoleto Art Factory, situata in via Andriolo 8/A a Bassano del Grappa, arriveranno in città due vip che hanno segnato la storia della cultura italiana. Si tratta della nota scrittrice Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», e di Francesco Alberoni, sociologo di fama mondiale. In particolare, Silvana Giacobini presenterà a partire dalle 18 di sabato 25 maggio il suo ultimo libro, intitolato Albertone. Alberto Sordi, una leggenda italiana. A breve distanza, domenica 2 giugno, Francesco Alberoni visiterà la Spoleto Art Factory e qui, a partire dalle 18, tratterà le varie sfaccettature dell’amore, intrattenendo i presenti con lo spirito e il garbo che da sempre lo contraddistinguono.

I due incontri saranno presentati dal presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, manager di famose personalità del calibro del grande critico d’arte Vittorio Sgarbi e dell’indimenticabile astrofisica Margherita Hack, e ideatore di Spoleto Arte, una realtà associativa finalizzata alla promozione e diffusione in ambito nazionale e internazionale del comparto artistico-culturale. Ne è un segno distintivo la volontà di rendere accessibile a chiunque  arte e cultura mediante l’organizzazione e la realizzazione di eventi a ingresso libero, esattamente come quelli previsti per l’apertura della Spoleto Art Factory.

Situata nei pressi della stazione ferroviaria bassanese e facilmente raggiungibile, la nuova sede degli uffici di Spoleto Arte inaugurerà proponendo fin da subito un programma ricco di incontri con personaggi illustri del panorama artistico-culturale italiano. Si presenterà quale simbolo visibile di un patrimonio di conoscenze e creatività effettivamente fruibile dal grande pubblico. E la sua posizione strategica non fa che accentuare questa percezione.

Per maggiori informazioni è possibile contattare lo 0424 525190 o il 388 7338297, visitare il sito www.spoletoarte.it o la pagina Facebook ufficiale di Spoleto Arte. In caso di maltempo gli incontri si terranno a Villa Rezzonico (via Ca’ Rezzonico 68/72, Bassano del Grappa).

Lotus. Le anime di Aoroa: il primo volume della saga Fantasy/YA a cura di Roberta Dieci

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Cultura, Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Lotus. Le anime di Aoroa di Roberta Dieci

Roberta Dieci presenta “Lotus. Le anime di Aoroa”, il primo volume di una saga YA Fantasy. Un’intensa storia d’avventura e d’amore in una terra che appartiene al mito; la visione utopica di un mondo ai confini del sogno in cui la passione per la vita arde nei cuori dei suoi abitanti, in cui si è liberi di scoprire sé stessi e di esprimersi senza riserve. Dopo il pluripremiato “I sogni non fanno rumore”, l’autrice torna al suo amato mondo classico raccontando una storia che diventa leggenda, ambientata in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio a cui i due giovani protagonisti scopriranno di appartenere, e per cui varrà la pena combattere.

Titolo: Lotus. Le anime di Aoroa

Autore: Roberta Dieci

Genere: Fantasy/Young Adult

Casa Editrice: Reverdito

Pagine: 176

Prezzo: 15.00€

Codice ISBN: 9788834200735

«Sbarrò gli occhi e si ritrovò in una stanza dorata, decorata d’avorio, “crisoelefantina” l’avrebbe definita la sua professoressa di storia dell’arte. La ricchezza e la bellezza di quel luogo le ricordavano un passato indefinito. Il castello echeggiava eleganza e raffinatezza, di colori delicati, di magia. Bianca si guardava intorno smarrita, ma felice. “Riconosci questo luogo?” chiese la donna. “È come se lo avessi già visto in un racconto, o in un sogno, in una favola”. La donna sorrise. “Io sono Aulide, regina degli Albigesi, della stirpe degli Aoroi. E questa è casa tua”.»

Lotus. Le anime di Aoroa di Roberta Dieci è una storia che nasce nel mondo reale, nell’universo appassionato e travagliato dell’adolescenza, per poi sviluppare la sua trama in un luogo epico e utopico, il sacro regno degli Aoroi. I protagonisti Bianca e Marco sono due ragazzi come tanti, presi dagli amori non corrisposti, dalla paura di crescere e dalla voglia di mordere la vita. Sono due ottimi studenti e atleti molto promettenti, e non si fanno sfuggire la possibilità di partecipare alla competizione “Mens sana in corpore sano” ispirata alle antiche Olimpiadi, in cui si dovranno cimentare nello sport e in difficili quiz di logica. L’entrata in gara rappresenterà per i due giovani non solo l’occasione di distinguersi, ma soprattutto la possibilità di scoprire una parte di loro che non credevano di avere. È infatti nel limbo costituito dal terreno dei Giochi Esperidi, nella zona di confine tra mondo del sogno e realtà, che Bianca e Marco troveranno l’accesso al loro destino. Un destino eroico scritto nella leggenda, ben prima della loro nascita. Lotus. Le anime di Aoroa è un romanzo ricco di azione, magia e mistero, in cui convivono la mitologia greca e le sue leggendarie figure, dalle Arpie ai Titani, antichi codici segreti, richiami ad epiche battaglie e a grandi condottieri della classicità, e un particolare uso del succo del fiore di Loto che deriva dal mito di Er della Repubblica di Platone: “E chi di volta in volta ne beveva si dimenticava di ogni cosa”. E in cui Eros e Thanatos si contrappongono e si fondono in un’appassionante storia d’amore e di guerra. Bianca e Marco viaggiano tra il mondo reale e un luogo mitico che in principio maschera la propria concretezza in un sogno condiviso, e che simboleggia il passaggio all’età adulta, quel duro percorso di crescita fatto di dubbi, sofferenze e meravigliose scoperte. Un rito di iniziazione che i due protagonisti affronteranno con il coraggio della gioventù, e con la forza di un amore che può vincere ogni difficoltà.

TRAMA. Lotus. Le anime di Aoroa, primo capitolo di una saga YA fantasy, è la storia di Bianca e Marco, due giovani che non si sopportano ma che scopriranno di essere legati da un sottile e misterioso filo rosso, che ne intreccia indissolubilmente i destini. Quando ai due ragazzi viene chiesto di partecipare alla competizione “Mens sana in corpore sano”, che li metterà alla prova sia a livello sportivo che intellettuale, si ritrovano catapultati in un mondo sconosciuto, dove vengono accolti dal mitico popolo degli Aoroi. Considerandolo all’inizio solo un sogno più reale di altri, ben presto Bianca si renderà conto che anche Marco sta vivendo un’esperienza simile, ipotizzando che si tratti di un sogno condiviso. Ma la verità è molto più complessa, e i due ragazzi vedranno stravolta la loro vita e dovranno decidere se combattere con coraggio per la propria terra d’origine e il proprio popolo, o bere il succo del fiore di Loto, abbandonarsi all’oblio e tornare per sempre alla realtà.

L’AUTRICE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA. Roberta Dieci è un’insegnante e scrittrice. È inoltre una calciatrice, e adora i tacchi a spillo, ama il latino e lo shopping compulsivo, è fan delle serate in famiglia e degli aperitivi con le amiche. Da quelli che lei stessa definisce “gli ossimori della sua vita” ha tratto storie eccentriche, vivaci, piene di personaggi passionali e contrastati. Pubblica nel 2017 per Bookabook Edizioni il romanzo rosa I sogni non fanno rumore. Il fantasy YA Lotus. Le anime di Aoroa (Reverdito, 2019) è il suo secondo romanzo.

Contatti

https://www.robertadieci.com/

https://www.robertadieci.com/blog

https://www.facebook.com/roberta.dieci

https://www.instagram.com/robbidieci/

https://www.youtube.com/channel/UCSSZstePN2D2EA_mdO1mSGA

Link di vendita

https://www.libreriauniversitaria.it/lotus-anime-aoroa-dieci-roberta/libro/9788834200735

TACCUINO UFFICIO STAMPA

Via Silvagni 29 – 401387 Bologna –

Phone: +393396038451

www.facebook.com/iltaccuino.ufficiostampa/

Si è conclusa con l’ennesimo sold out la Stagione del Teatro Bianconi

Scritto da Teatro Bianconi il . Pubblicato in Spettacolo, Teatro

Carbognano, 19 maggio 2019: 70 anni fa il sipario si aprì per la prima volta di fronte ad una sala gremita di persone entusiaste del nuovo Teatro, che allora si chiamava Capriccio, appena inaugurato con soluzione tecniche e artistiche all’avanguardia per l’epoca grazie all’opera dell’artista Mario Liberati. Domenica 5 maggio, dopo l’ennesimo trionfo di una stagione entusiasmante, idealmente quello stesso sipario si è chiuso sui primi 70 anni di vita di quello che, con il nome di Bianconi, è ormai diventato un punto di riferimento fondamentale del Teatro e della cultura della nostra provincia. In mezzo tante storie, spettacoli, anche lunghi periodi di chiusura e decadimento che lo hanno visto protagonista fino all’ultimo importante restauro grazie all’opera della Parrocchia locale che lo hanno restituito, nel 2002, al pubblico del nostro territorio. Da allora la gestione dell’associazione Gruppo GIAD e la guida del Direttore artistico Giuseppe Magagnini hanno saputo trasformare un piccolo teatro amatoriale in uno dei più importanti poli culturali e teatrali del viterbese, ormai conosciuto e apprezzato dal pubblico e dai tanti grandi artisti di livello nazionale che lo frequentano ogni anno.

Proprio al Direttore artistico, subito dopo lo spegnersi dell’ultimo applauso di domenica 5 maggio, chiediamo di tracciare un primo bilancio di una Stagione che possiamo definire storica.

“Si, senz’altro,e non solo per i 70 anni del teatro ma anche per i 40 del Gruppo GIAD l’associazione di amici e volontari che insieme a me gestiscono il teatro e che hanno permesso il raggiungimento di questo splendido traguardo.”

Come giudica la Stagione appena conclusa ?

“Entusiasmante. Sinceramente all’inizio avevamo qualche timore ma con grande speranza avevamo predisposto un cartellone molto ambizioso con 12 spettacoli e con la grande novità della Stagione Junior organizzata con il prezioso aiuto dell’Amministrazione Comunale: 4 spettacoli dedicati ai ragazzi che per noi ha rappresentato una vera scommessa perché mai proposta dai teatri della provincia. Una scommessa vinta oltre ogni nostra più rosea aspettativa con tutti gli spettacoli in programma replicati 2, 3 volte per accontentare la straordinaria domanda venuta non solo dalle famiglie ma anche dalle scuole del territorio che molto hanno apprezzato la qualità degli spettacoli scritti da Michele La Ginestra e la bravura degli attori professionisti che si sono esibiti.

Anche la Stagione Senior è andata benissimo: abbiamo registrato praticamente un sold out continuo dal primo all’ultimo degli spettacoli in cartellone. Anche qui abbiamo dovuto replicare alcuni appuntamenti e nonostante tutto non siamo riusciti ad accontentare tutte le richieste.”

Un grande successo di botteghino insomma.

“Ma non solo al botteghino, quello si può facilmente ottenere con testi semplici dalla facile risata e con qualche nome televisivo. Il nostro più grande successo è stato quello di aver proposto spettacoli di grande qualità negli allestimenti e nelle produzioni: le migliori a livello nazionale; nei testi mai banali che con la giusta leggerezza hanno veicolato messaggi e valori importanti; negli interpreti di grande livello e talento sia conosciutissimi a livello nazionale che giovani dal sicuro avvenire. Il pubblico ha capito e apprezzato la nostra proposta di qualità e ci ha premiato con la sua costante presenza aumentata di spettacolo in spettacolo, di anno in anno. D’altronde noi non lasciamo nulla al caso: gli spettacoli sono tutti prima attentamente visionati uno ad uno alla ricerca della massima qualità possibile.”

Dopo una stagione così soddisfacente sarà difficile ripetersi

“Nell’organizzare tutte le nostre Stagioni abbiamo sempre avuto un pensiero fisso: migliorare quella precedente. Cercheremo di fare lo stesso per la prossima. I contatti ci sono e molte proposte sono state già vagliate. Per fortuna le offerte, le buone offerte, non mancano. Quando abbiamo iniziato era difficile convincere i grandi attori e le produzioni a venire in uno sconosciuto teatro di provincia. Ora, dopo anni di serio lavoro, sono loro a venirci a cercare e ogni anno sono decine e decine le proposte che riceviamo. Come anche sono sempre più le produzioni che ci scelgono per le loro anteprime nazionali per la qualità del teatro e delle sue  dotazioni tecniche ma anche per la competenza e il calore dei nostri volontari e del nostro pubblico.

Per il cartellone del prossimo anno sicuramente riproporremo 12 spettacoli e anche la Stagione Junior verrà riproposta magari in una modalità più estesa visto il successo di quest’anno. Per nomi o titoli, lasciateci lavorare anche qualche settimana e cercheremo di sorprendere ancora il nostro pubblico. Seguiteci sulla nostra pagina Facebook del Teatro Bianconi o sul sito internet www.teatrobianconi.it dove cercheremo di dare qualche anticipazione ai più curiosi”

Vittorio Sgarbi invitato a visitare la Chiesa San Giovanni Lontano di Bra (Cuneo) perché abbandonata dalle istituzioni territoriali.

Scritto da areastampa360 il . Pubblicato in Arte, Cultura

Una volta c’era solo l’Antica Pievania di San Giovanni Lontano, il primo luogo di culto in terra braidese che nasce intorno all’anno 1000, grazie ad alcuni abitanti di Pollenzo, per sfuggire alle scorrerie. È l’antica sede della parrocchia di San Giovanni Battista. La prima chiesa nacque sulla collina di San Giovanni Lontano, fuori dalle mura della città, chiesetta ancor oggi esistente e ben tenuta grazie a pochi ma validi volontari che non trovano però le attenzioni delle autorità territoriali.

In questa chiesa, pochi braidesi lo sanno, sull’altare si trova un affresco raffigurante la “Madonna col Bambino” seduta in trono, di forme gotiche, databile anteriormente al 1431, il più antico dipinto conservato in Bra.
Ogni anno verso la fine del mese di maggio, l’antica pievania con tutto il quartiere limitrofo si prepara alla festa patronale.

La speranza per la piccola comunità cristiana della Chiesa di San Giovanni Lontano, e che Vittorio Sgarbi possa aiutarli a dargli la doverosa importanza.

E’ chissà che decida di far visita proprio durante la festa patronale.