Le opere di Vincenzo Di Michele tra Storia e memoria

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Il Taccuino Ufficio Stampa

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Le opere di Vincenzo Di Michele tra Storia e memoria

Vincenzo Di Michele è uno scrittore, storico e giornalista pubblicista romano, vincitore di diversi premi letterari e insignito di riconoscimenti istituzionali. Autore di opere di carattere storico e biografico, si è interessato anche di argomenti legati alla società e allo sport. Accanito difensore della verità storica e dell’obiettività nonostante le fazioni politiche e i pregiudizi, svolge il suo lavoro storiografico sostenuto da un’attenta e minuziosa ricerca delle fonti negli archivi e tra le testimonianze dirette di chi ha vissuto l’episodio che si accinge a narrare. Un esempio di racconto storico che non si ferma alla superficie, ma che scava profondamente alla ricerca della verità è l’opera L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi. L’autore ha inoltre una particolare sensibilità nell’intrecciare vicende storiche e memorie familiari, come si evince dall’opera Cefalonia, io e la mia storia.

Titolo: Cefalonia, io e la mia storia

Autore: Vincenzo Di Michele

Genere: Romanzo autobiografico e storico/Romanzo familiare-generazionale

Casa Editrice: Il Cerchio

Collana: C’est la vie

Pagine: 248

Codice ISBN: 978-8884744746

«[…] Le famiglie non si arresero e mai persero la speranza perché il loro caro non era morto, ma “disperso”. Se questa è stata una storia come tante di quei ragazzi che andarono in guerra, per le famiglie dei soldati che non ritornarono da Cefalonia ci fu qualcosa di diverso. Nessuna di queste osò dirlo a gran voce, ma ciascun familiare si consumò giorno per giorno in un mugugnare di pensieri.
Chissà se il suo ultimo respiro è stato proprio davanti a un plotone di esecuzione?
Così fu anche per la famiglia del soldato Clorindo Di Giacomo».

Titolo: L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi

Autore: Vincenzo Di Michele

Genere: Storico/Biografico

Casa Editrice: Il Cerchio

Collana: Gli archi

Pagine: 140

Codice ISBN: 978-8884744227

«[…] Non sempre le verità si decidono a maggioranza; l’importante però è saper fornire, nella rivisitazione degli avvenimenti, una spiegazione logica capace di rinnegare il principio democratico della verità storica. Alla resa dei conti, fra il governo Badoglio e i tedeschi vi fu un accordo sempre tenuto nascosto fra sotterfugi e mezze parole, e il prezzo più caro l’ha pagato proprio la storia».

Vincenzo Di Michele ha affermato in un’intervista: “Se revisionismo significa ritornare indietro nell’analisi storica con nuovi elementi, con altre prove e soprattutto con ponderate riflessioni senza pregiudizi ideologici e/o di parte dico e affermo: sono un revisionista. Alla resa dei conti: “La storia non la fanno i vincitori”; ecco perché sono un revisionista”. Una frase che racchiude l’impegno dell’autore a esporre i fatti storici senza aver paura di smentire le verità condivise dalla maggioranza, se nuovi documenti e testimonianze portano a una revisione degli accadimenti. Di Michele non sta dalla parte dei vincitori ma da quella della verità, e purtroppo i due concetti non sempre trovano corrispondenza, ed è da questo scollamento, dalle distorsioni della Storia raccontata dai trionfatori che l’autore cerca di affrancarsi attraverso un faticoso e scrupoloso lavoro di ricerca. Il passato contiene un grande insegnamento di vita per l’autore, ed è sua priorità raccontarlo con oggettività; in quest’ottica una particolare attenzione è riservata al secondo conflitto mondiale e alle sue contraddizioni storiografiche, che Di Michele affronta in diverse opere. Ma non c’è solo l’importanza della verità nel racconto di episodi significativi per la Storia mondiale; c’è anche l’attenzione per le sofferenze private di uomini cancellati dalla guerra: l’autore sta infatti lavorando a un libro sulle storie dei dispersi e dei reduci della seconda guerra mondiale, e invita i lettori del suo sito internet a raccontare dei loro parenti che non sono più tornati a casa. Un’opera che rispecchia la vocazione di Vincenzo Di Michele per la verità storica intrecciata alle memorie di chi la Storia l’ha vissuta e spesso subita è Cefalonia, io e la mia storia. Un romanzo autobiografico, che narra la verità dell’autore sulla strage della divisione Acqui a opera dei tedeschi sull’isola di Cefalonia nel settembre del 1943, raccontando in parallelo l’eterna attesa dei famigliari dello scrittore, illusi di vedere il ritorno del loro congiunto. Una narrazione che abbraccia la Storia e le storie della sua famiglia, tramandate di padre e in figlio e arrivate fino all’autore, che ha voluto rendere omaggio al suo parente, Clorindo Di Giacomo, e a tutti gli uomini che sono stati trucidati ingiustamente, presentando lettere, testimonianze di sopravvissuti e dei cappellani di guerra padre Formato e padre Ghilardini. L’opera contiene una suggestiva immagine di banconote gettate a terra dai soldati in attesa della fucilazione, ormai prive di valore per chi si affannava a cercare nel proprio portafogli un pezzo di carta su cui scrivere le ultime, preziose parole da far consegnare alla propria famiglia. Priva di aneddoti autobiografici ma densa di riflessioni e di documentazioni inedite è l’opera L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi, pubblicata anche in lingua inglese col titolo di The last secret of Mussolini. The undercounter pact between Badoglio and the German. L’otto settembre del 1943 l’Italia annunciò l’armistizio con le Forze alleate, mentre sottobanco il governo Badoglio continuò a collaborare con i tedeschi, portando, in un’escalation di ricatti e sotterfugi, alla liberazione da parte delle S.S. di Mussolini, confinato a Campo Imperatore. L’operazione Quercia è analizzata da Di Michele nelle sue evidenti contraddizioni, giudicata un’azione concordata e soprattutto di propaganda (è nota la presenza di cineoperatori sul luogo), necessaria a una Germania che stava perdendo consensi.

TRAMA CEFALONIA, IO E LA MIA STORIA: L’opera ripercorre la storia dell’eccidio di Cefalonia della divisione Acqui durante la seconda guerra mondiale. L’autore narra parallelamente di suo zio Clorindo che, allora ventenne, con altre migliaia di soldati si scontrò in guerra a Cefalonia con le truppe tedesche e risultò disperso. La prima metà di quest’opera è narrativa, ma nella seconda parte viene dato più spazio alla macrostoria, per inserire la vicenda in un contesto più chiaro. Nei fatti l’esercito italiano, dopo la proclamazione dell’armistizio con gli alleati dell’otto settembre 1943, si dissolse nel nulla. In molti disertarono, altri passarono al nemico, altri ancora furono fatti prigionieri e c’è stato anche chi – come raccontato nella testimonianza trascritta in un diario e riportata nel libro – dovette lottare fino alla morte per sopravvivere, perché doveva ritornare a casa da una figlia di sette anni che mai aveva conosciuto. Una vicenda narrata anche dal punto di vista della famiglia dell’autore che non si è mai arresa e mai ha perso la speranza, perché il loro parente non era ancora considerato ufficialmente morto, ma “disperso”. Una storia come quella di tante altre famiglie, i cui congiunti non tornarono più. In tale contesto si è sviluppata anche una visione specifica dell’autore, il quale ha inquadrato l’intera vicenda storica in una diversa rivisitazione, a cominciare da una scomoda verità sulla debolezza del generale Gandin, che nei fatti consentì a quei pochi sovversivi di prevalere sulla massa dei deboli, e proseguendo con una rilettura a proposito degli eroi di Cefalonia che furono immolati in nome della Resistenza, e consacrati nel corso degli anni come i salvatori della nuova Patria: “L’Italia antifascista”. Ma soprattutto, viene narrato come, e perché, quella strage stracolma di sangue e vite umane stroncate nel fiore degli anni si poteva evitare.

TRAMA L’ULTIMO SEGRETO DI MUSSOLINI. QUEL PATTO SOTTOBANCO FRA BADOGLIO E I TEDESCHI: L’otto settembre del 1943 l’Italia annunciò l’armistizio con le Forze Alleate. Fu una resa senza condizioni. Qualcosa però si mosse sottobanco. C’era infatti un altro tavolo, non ufficiale, dove il governo Badoglio continuò a collaborare con il vecchio amico tedesco. Tra ricatti, ostaggi, minacce e sotterfugi, l’illustre prigioniero Mussolini veniva così sottratto agli Alleati e consegnato ai tedeschi il 12 settembre a Campo Imperatore. L’agente Nelio Pannuti, addetto alla sorveglianza personale di Mussolini al Gran Sasso, in un’intervista rilasciata all’autore dichiarò che quell’incursione dei tedeschi “sembrava proprio un’azione concordata, tant’è che, una volta liberato il Duce, ci fu un momento conviviale tra soldati italiani e tedeschi nella sala dello stesso albergo, tutti con le armi in spalla pacificamente”. I manuali storici hanno sempre narrato dell’efficacia dei servizi segreti tedeschi e dell’impresa epica dei loro paracadutisti per liberare Mussolini, ma la realtà è che la presenza del Duce a Campo Imperatore era di dominio pubblico. Per non parlare della complicità italiana nel riaggiustamento storico. Il comandante dei carabinieri al Gran Sasso Alberto Faiola fu anche encomiato, quando al contrario egli non solo non predispose alcuna misura cautelativa per il detenuto, ma venne anche meno ai suoi doveri invitando alcuni suoi amici proprio in quei giorni all’albergo di Campo Imperatore. Una nuova verità storica che è raccontata sin dagli inizi grazie anche alla testimonianza – sconosciuta a molti – di Karl Radl, l’aiutante di colui che erroneamente è stato sempre considerato il vero artefice dell’Operazione Quercia: il capitano Otto Skorzeny.

L’ AUTORE E’ DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA: Vincenzo Di Michele (Roma, 1962), laureato in Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma, è uno scrittore, giornalista, docente e storico, relatore in diversi convegni su temi storici, sociali e sportivi. Pubblica romanzi e saggi che hanno importanti riscontri su quotidiani nazionali, riviste e blog, tra cui Il Tempo, Libero, La Repubblica, La Stampa, Il Giornale, L’Unità, Lettera 43:

  • La famiglia di fatto (Firenze Atheneum Editore, 2006), un’acuta analisi della convivenza non coniugale nella società odierna
  • Io, prigioniero in Russia (Maremmi Editori, 2008, 2a ed. “La Stampa” di Torino in allegato, 2010 con più di 50.000 copie vendute), tratto dal diario del padre dell’autore Alfonso Di Michele, alpino della divisione Julia prigioniero in Russia durante il secondo conflitto mondiale. L’opera ha ricevuto un riconoscimento dell’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per l’importanza della testimonianza storica, una segnalazione d’onore e una medaglia di merito da parte del “Centro Don Gnocchi di Roma”, e inoltre l’autore è stato insignito del premio di Cultura e Vita Alpina “Amedeo De Cia”, del premio nazionale “Nomentum” e del premio “Baiocco Speciale”
  • Guidare oggi (Curiosando Editore, 2010), un manuale sulla sicurezza stradale, elogiato dal Ministro delle Infrastrutture A. Matteoli
  • Mussolini finto prigioniero al Gran Sasso (Curiosando Editore, 2011), un’inchiesta storica con scoperte esclusive sulla prigionia di Mussolini a Campo Imperatore. L’opera ha ricevuto una nota di merito dai senatori a vita Oscar L. Scalfaro, Carlo A. Ciampi e Giulio Andreotti per l’attività di ricerca storica
  • Pino Wilson, vero capitano d’altri tempi (Fernandel, 2013), la biografia ufficiale dello storico giocatore della Lazio, con inediti sul calcioscommesse degli anni Ottanta

  • Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota (Fernandel, 2014), recensito su testate nazionali come “Il Tempo” e “La Stampa” e distribuito nelle edicole in varie regioni italiane, illustra le procedure di annullamento del matrimonio messe in atto dal tribunale della Rota Romana, ed elenca e spiega i casi pratici di invalidità matrimoniale

  • L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco tra Badoglio e i tedeschi (Il Cerchio, 2015), narra i retroscena dell’operazione Quercia sulla liberazione di Mussolini. Opera finalista al premio “Carver”

  • Cefalonia, io e la mia storia (Il Cerchio, 2017), la vicenda dell’eccidio di Cefalonia intrecciata alla storia privata della famiglia dell’autore. Menzione d’onore al premio “Montefiore”, finalista al premio “Piersanti Mattarella” e al premio “Prunola”.

Contatti

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Facile.it torna in TV con…“Le cotolette!”

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Aziende, TV

Facile.it, il portale leader in Italia nel confronto delle tariffe, torna in televisione con una nuova campagna televisiva dal titolo molto curioso: Le cotolette. Giocando su due grandi passioni italiane, la cucina e lo sport, grazie alla creatività firmata dall’agenzia Nadler Larimer & Martinelli, questa volta ad essere protagoniste dello spot, che si avvale della produzione di The Bigmama, sono le offerte ADSL e fibra.

La scena si svolge in una cucina dove un cuoco provetto cerca di cimentarsi con una delle ricette più classiche della tradizione lombarda: la cotoletta, appunto; sul più bello, però, la linea ADSL lo abbandona e la ricetta online sparisce davanti ai suoi occhi rischiando di fargli rovinare il piatto perfetto.

Eppure, suggerisce un’amica alle sue spalle, la soluzione è semplice; con Facile.it si può trovare la linea migliore e non rischiare di essere abbandonati dalla connessione nel momento del bisogno.

Ecco che a quel punto il “cuoco” si trasforma in tifoso, se la linea ADSL che l’amica ha trovato su Facile.it risolve questi problemi garantendo di navigare in velocità e al miglior prezzo allora anche lui non correrà più il pericolo di perdersi i gol delle partite da guardare in streaming. La soluzione è facile, anzi è Facile.it, Facile.it, Facile.it!

«Con questa campagna», ha dichiarato Marco Giorgi, Direttore Marketing di Facile.it, «abbiamo voluto puntare i riflettori su una delle opportunità di risparmio che, nell’ultimo periodo, sta riscuotendo maggiore attenzione su Facile.it, l’ADSL. Secondo un’indagine condotta per nostro conto da mUp Research in occasione dell’apertura del Facile.it Store di Milano è emerso che quasi il 40% degli italiani vorrebbe risparmiare su questo costo, ma solo pochi riescono a farlo, eppure la soluzione è a portata di…click.».

È così che Facile.it ha scelto di puntare con decisione sull’ADSL per la sua nuova campagna pubblicitaria; lo spot, in onda dal 13 gennaio, sarà in programmazione con due flight, da 30’’e da 15’’, sulle reti Mediaset, Cielo, TV8, Sky e Discovery e sui principali canali web a cominciare da YouTube. Questa non è che la prima tranche di creatività televisive dedicate da Facile.it al prodotto ADSL e fibra. La pianificazione sarà molto forte nel 2019, pari a circa 2.000 GRP.

Inoltre, data la volontà di Facile.it di replicare il successo ottenuto sulle assicurazioni negli altri verticali, partendo appunto da ADSL, si sta già lavorando ai successivi spot dedicati ad ADSL e fibra, che occuperanno gli schermi fino al 2021 con crescenti investimenti media ogni anno, come già fatto tra l’altro per le assicurazioni auto da 2011 in avanti.

Alla realizzazione hanno collaborato il produttore esecutivo Lorenzo Borsetti, il responsabile della direzione creativa Dario Primache, l’art director Lorenzo Ponzecchi e il copywriter Antonio Munafò.

Lo spot è disponibile anche sulla homepage di Facile.it al link:

http://www.facile.it/spot-tv.html

Scheda tecnica:

Titolo: Le cotolette

Regia: Carlo Sigon

Dop: Davide Crippa

CDP: The Bigmama

Executive Producer: Lorenzo Borsetti

Post Produzione video: Videozone

Post Produzione audio: Top Digital

Direttore Creativo: Dario Primache

Copywriter: Antonino Munafò

Art: Lorenzo Ponzecchi.

Musica: Hot Chocolate, “You sexy thing”.

Pianificazione media: Facile.it con Omni@

Alla Milano Art Gallery l’International Art Prize “Tamara de Lempicka”

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Si susseguono ravvicinati gli appuntamenti siglati Spoleto Arte a cura di Vittorio Sgarbi. Tra i più interessanti figura senz’altro l’International Art Prize Tamara de Lempicka, in nome della celebre pittrice polacca. Al riconoscimento, dedicato all’arte contemporanea, è riservata una mostra dal 14 febbraio al 7 marzo 2019 presso la Milano Art Gallery di via Alessi 11 (MI). Il vernissage, alle 18 di giovedì 14 febbraio, consisterà in una cerimonia di premiazione in cui gli artisti verranno messi in primo piano.

La kermesse, che ha come madrina la Lempicka, si colloca quale punto di passaggio tra due ricorrenze simboliche, quella di San Valentino e la Festa delle Donne, costituendo un ponte di collegamento in grado di unire più istanze culturali. I temi forti che vedono arte, donne e carattere confluire nella forma dell’International Art Prize Tamara de Lempicka troveranno finalmente un volto negli artisti contemporanei insigniti con il riconoscimento.

Notevole inoltre la Giuria del Premio, composta dalla giornalista e scrittrice Silvana Giacobini, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna», da Silvia Casarin Rizzolo, direttore dell’Orchestra del Teatro La Fenice, da Daniela Testori di Testori Comunicazione, da Roberto Villa, fotografo di fama internazionale, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, da Salvo Nugnes, manager di grandi personaggi, ideatore e organizzatore del premio, e da Alberto D’Atanasio, direttore del premio Modigliani.

In aggiunta, la stessa galleria si presenta come un’ottima location, la cui fama è preceduta da una lunga tradizione di eventi di rilievo. Basti pensare che la struttura, esistente da oltre cinquant’anni, viene riconosciuta come luogo di riferimento del Maurizio Costanzo Show. Qui un giovane Vittorio Sgarbi faceva il suo debutto offrendo consigli per l’acquisto di opere d’arte; sempre qui hanno esposto grandi maestri italiani, riconosciuti in tutto il mondo: Renato Guttuso, Gino De Dominicis, Mario Schifano e molti altri.

Alla Milano Art Gallery ci si prepara dunque ancora una volta per un momento memorabile.

Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190 o il 388 7338297, scrivere a org@spoletoarte.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it. La galleria è aperta dal lunedì al sabato, dalle 14.30 alle 19.

Milano Art Gallery: la mostra di Renata Bertolini inaugurata da Maria Rita Parsi, dal manager dei vip Salvo Nugnes e dal maestro Roberto Villa

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

A Milano, alle 18 di venerdì 11 gennaio, tutti i riflettori erano puntati sulla sede in via Ampère 102 della Milano Art Gallery. A “La Porta Verde” infatti l’artista Renata Bertolini ha inaugurato la sua personale dal titolo La pittura dell’anima. La mostra è stata presentata dalla celebre psicoterapeuta e scrittrice Maria Rita Parsi, dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, da Daniela Testori di Testori Comunicazione e dal manager di volti noti Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery.

L’artista, legata a Maria Rita Parsi da una lunga amicizia, scopre la pittura da autodidatta e, assieme a questa sua passione, un metodo di autoanalisi profondamente autobiografico. Dai bozzetti a matita alla pittura ad olio, Renata Bertolini si muove nel corso della sua carriera studiando tecniche e stili diversi. I volti diventano specchio dell’anima, motivo irrinunciabile per le sue creazioni. Lo stesso spettatore si trova perciò coinvolto direttamente in questa sua indagine, trovandosi di fronte se stesso.

Durante il vernissage, la nota psicoterapeuta, ha parlato della Bertolini definendola “una Maestra d’arte che riesce a farci tornare bambini nella proiezione fantastica del gioco dei colori toccando le nostre sfere emotive interiori”.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

Villa, Nugnes, Rossotti e Gattinara presentano il Simposio d’Arte alla Milano Art Gallery

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

È della curatrice d’arte Nicoletta Rossotti l’iniziativa che ha portato la mostra Simposio d’Arte alla Milano Art Gallery. Sabato 12 gennaio in via Alessi 11 è stata inaugurata l’esposizione nella storica galleria nel centro della città, presentata dal manager della cultura Salvo Nugnes, direttore delle Milano Art Gallery, dal fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e dal direttore della Triennale di Fotografia Luigi Gattinara.

La curatrice Nicoletta Rossotti si è complimentata con gli artisti in esposizione, pittori e scultori, ammirandone il talento e l’originalità, scommettendo per queste promesse un futuro di successo.

Sicuramente l’esposizione alla Milano Art Gallery, storica sede nel cuore di Milano, farà da solida base per gli eventi a venire. La location è infatti famosa per aver tenuto esposizioni di grandi artisti italiani, tra cui Renato Guttuso, Gino De Dominicis, Mario Schifano e molti altri ancora.

Fino al 2 febbraio rimarranno qui in allestimento le opere di Robertino Aisa, Sabrina Barbagallo, Natalia Caragherghi, Concetta Capotorti, Francesca D’Alessio, Stefano Donato, Fernando D’Ospina, Giusy Cristina Ferrante, Livia Licheri, Angiolina Marchese, Barbara Maresti, Fausto Nazer, Pietro Olivieri, Riccardo Pasquini, Stefano Pignato, Graziella Russo, Siderart, Elvira Sirio, Karinè Sutyagina e Maurizio Tonti.

Per ulteriori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

La satira socio-spirituale di Prem Dayal con Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio.

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Cultura, Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio

di Prem Dayal

Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio è un’opera di difficile collocazione, che sfugge a qualunque tentativo di contenerla in un genere definito, e probabilmente è lo specchio dello stesso autore, un uomo sui generis, maestro di meditazione e artista giramondo, sempre in cerca delle verità nascoste sotto le pesanti maschere di un’umanità vincolata all’apparenza, non interessato alle etichette e alle identificazioni ma solo alla vera natura, a quell’essenza primordiale che tenta disperatamente di sopravvivere in ogni essere vivente. L’opera è diventata un best seller da più di duecentomila copie vendute nella sua versione messicana dal titolo Me vale madres, pubblicata dalla casa editrice Penguin Random House.

Titolo: Mavaffanguru

Autore: Prem Dayal

Genere: Satira socio-spirituale

Casa Editrice: Ilmiolibro

Pagine: 303

Codice ISBN: 9788892352001

«[…] L’identificazione è il vero cancro della coscienza. Karl Marx disse che la religione è l’oppio dei popoli, e ha sicuramente ragione; ma Peppino Cocozza, il nostro “Vaffanguru” che ci guida in questo viaggio – a cui è impossibile far capire che Marx è morto già da tempo – ci spiega che la causa del rimbambimento generale non è dovuta tanto alla religione in sé, quanto alla “identificazione”; e alzando un bicchiere di vino a un matrimonio in cui si è trovato per caso, trasforma una perla di saggezza in un brindisi: “L’identificazione è l’oppio della coscienza… brindisi faccio alla sposa Vincenza”. Fra le tante identificazioni, la religione è solo una delle tante droghe che ci impediscono di vedere le cose così come sono. La droga più pesante, sicuramente, che spesso richiede anni o vite di disintossicazione per potersene liberare. Verrà il giorno in cui il mondo si accorgerà del tesoro nascosto nella lingua italiana, e il santo Mantra della Disidentificazione “Non sono cazzi miei” sarà usato in tutti gli istituti di riabilitazione, riumanizzando intere popolazioni che per millenni, drogate da idee primitive, hanno dato di sé uno spettacolo tutt’altro che decoroso».

Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio si può definire, come affermato dallo stesso autore, una satira socio-spirituale, in cui con tagliente sarcasmo si prende di mira la prigione dorata fatta di conflitti (esterni ma soprattutto interni) e mistificazioni in cui l’uomo è costretto e si è costretto, a scapito della sua salute mentale e spirituale. E a leggere Mavaffanguru non si può non essere d’accordo con l’autore: solo la satira, con la sua potenza scaturita da una risata consapevole, riesce a mostrare le contraddizioni della società in cui si vive, e a promuovere quindi un cambiamento necessario come non mai. Prem Dayal affida al guru Peppino Cocozza le sue riflessioni, instaurando con lui un dialogo irriverente e dai risvolti comici e a volte grotteschi, in cui si affrontano temi fondamentali come la ricerca spirituale e il risveglio della coscienza. Con un linguaggio “corrosivo” e un cinico e paradossale umorismo, l’autore racconta l’amarezza per un’umanità che sembra arrivata alla fine del suo viaggio, costretta in ruoli e comportamenti contrari alla propria natura, indifferente ai suoi stessi desideri in nome di un’identificazione con un’immagine alterata dell’essere umano e dei suoi valori, divenuta estranea non solo al mondo ma anche a sé stessa: “L’uomo è una specie di malattia della Terra che, esattamente come un cancro, lavora contro l’equilibrio generale della natura”. L’autore punta il dito della sua critica contro la “ortodossia” intesa nel senso più ampio del termine, e con sguardo provocatorio osserva i meccanismi messi in atto dall’uomo nei secoli per controllare ogni manifestazione spontanea, e per reprimere ogni gesto svincolato dal rispetto di regole arbitrarie e di fedi discutibili. A partire dall’educazione, descritta come un procedimento alchemico al contrario, in cui si “trasforma l’oro in piombo”, in cui si prendono degli esseri sani, innocenti e rilassati e, come Dayal afferma, li si tramuta in nevrotici, bugiardi, avvelenati da sensi di colpa, ambizione, gelosia, paura, avidità e violenza. Pur nel suo apparente estremismo e nella sua divertita dissertazione, l’autore centra il punto e palesa la serietà di un percorso professionale e di vita che l’ha portato a una consapevolezza di sé e della società ammirevole. Attraverso i suoi “Mantra italiani” Prem Dayal lancia un grido volto a disturbare il sogno di una umanità che ha scelto di rinunciare a sé stessa in cambio di valori fittizi e vuoti rituali. Non stupisce quindi che l’opera, in Messico, ha attirato l’attenzione della Penguin Random House e ha avuto un grande successo editoriale, che continua anche per il suo romanzo autobiografico Mi volevano normale, una storia di riscatto e di “errori necessari”, un viaggio iniziatico, che racconta di una fuga dalla normalità, quella normalità che offre una sicurezza (solo apparente) al modico prezzo della propria libertà e del rispetto di sé stessi.

TRAMA: Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio è un libro provocatorio che si propone di tracciare un autentico percorso di risveglio della coscienza, utilizzando un linguaggio comico e uno strumento improbabile: i “Mantra italiani”. Scrollandosi di dosso le facce serie, l’odore di muffa e gli eterni sorrisi New Age che spesso affliggono i lettori di testi spirituali, l’opera provoca le tradizioni nazionali e le credenze religiose di qualsiasi parte del mondo. Danzando fra la secchezza del trattato, il calore della narrativa, la corrosività di un foglio satirico e la delicatezza della poesia, invita il lettore a ridere, riflettere, ispirarsi o rimanere semplicemente scandalizzato. Il libro è diviso in due parti: “La Malattia” e “La Medicina”, e l’autore affida a Peppino Cocozza, un personaggio fantasioso che incarna la saggezza paradossale e borderline di un outsider abituato a vivere alla giornata, il compito di spiegare nel dettaglio i Mantra Italiani del Distacco, della Purificazione e della Disidentificazione, fondamentali nella ricerca del sé più autentico.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE

BIOGRAFIA: Prem Dayal, al secolo G. Pasculli, ha la classica biografia di un outsider che, saltando da un continente all’altro, ha diretto la sua ricerca su due traiettorie parallele: l’arte e la spiritualità. Attualmente vive in Messico dove è un riconosciuto maestro di meditazione e terapeuta, oltre che scrittore. La sua carriera artistica inizia al principio degli anni ottanta come artista di strada (mimo), per poi diventare coreografo, regista e drammaturgo. Per anni collabora con Armando Pugliese ed è aiuto di Dario Fo nell’allestimento dell’Arlecchino alla Biennale di Venezia. Fra le sue opere teatrali: Il Claus, C’ho l’Aids, Il Miles di Plauto, Un Negro Chiamato Nicola, I Love you… Bambolina, Aria Ruvida, Rock Pantomime. Gli anni novanta li trascorre quasi interamente in India, dove apprende la meditazione e studia la terapia transpersonale. In quegli anni vive e lavora nell’Osho International Commune di Puna, senza trascurare le sue attività teatrali. Dal 2001 vive in Messico, dove ha fondato L’Osho Meditation Center Mexico, attraverso cui ha iniziato migliaia di persone alla ricerca interiore, formando intorno a sé una piccola comunità. Conduce conferenze sul “risveglio della coscienza” e segue decine di gruppi in cui usa uno stile terapeutico originale che combina la terapia con la meditazione e che ha chiamato “Reconnecting”. La Penguin Random House ha pubblicato il suo best seller Me Vale Madres (in Italiano Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio) con più di 200.000 copie vendute. Ha inoltre pubblicato Tantra e Salsiccia, Il Calendario Eterno e Autobiografia de un Pinche Guey (in italiano Mi Volevano Normale).

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Ruggero, un nuovo singolo da un nuovo album

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

“Faccio Superman“ il brano che lancia il primo album  dal titolo
“La gente mi chiama Ruggero”

In promozione radiofonica  “Faccio Superman” il nuovo singolo di  Ruggero.

Qualsiasi cosa tu faccia ci sarà sempre qualcuno che ti critica o cerca di smontarti: fregatene di quello che la gente dice o se non ti senti capace di fare qualcosa. Fai quello che ti fa stare bene e ti fa sentire realizzato. Ti senti Superman? Fai Superman!

Il brano fa parte del primo album del cantautore dal titolo “La gente mi chiama Ruggero”, otto brani che sono otto mondi apparentemente diversi tra loro, ma collegati da un filo conduttore che esamina i vari aspetti della personalità dell’artista: ironico, sognatore, romantico, talvolta malinconico.

Ruggero, al secolo Filippo Lazzari, nasce a Cremona il 3 gennaio 1993. Sin da piccolo dimostra una grande passione per la musica con un’ attitudine al canto. All’età di 12 anni frequenta un corso di chitarra classica, per poi abbandonare e dedicarsi personalmente allo studio dello strumento. In quegli anni inizia a comporre le sue primissime canzoni. A 19 anni, dopo aver conseguito il diploma di liceo scientifico si trasferisce a Firenze per frequentare l’università. Contestualmente approccia da autodidatta il pianoforte per poi prendere lezioni, qualche anno dopo, dal maestro Walter Savelli. Parallelamente agli studi universitari comincia a farsi notare esibendosi dal vivo in alcune feste private ed allo storico “Paszkowsky” di Firenze. Nel 2015 è la voce delle tappe toscane del tour del batterista internazionale Will Hunt, insieme alla band “Ossigeno”. Nel 2016 è ideatore e promotore dello spettacolo di beneficenza presso il teatro-cinema Sala Esse dal titolo “L‘isola che c’è”, che ha totalizzato il tutto esaurito. Contestualmente scrive e pubblica “Sassi turchini”, canzone che tratta il tema della disabilità. Da qualche anno anima molti locali della versilia con il suo pianobar. Il 25 novembre 2017 fa uscire il suo primo singolo intitolato “Il mio giorno fantastico”. Il 17 febbraio 2018 esce il suo secondo singolo, dal titolo “La mia bambina”. Il suo ultimo lavoro è “Canzone in la”, tormentone suonato da molte radio nel corso dell’estate 2018.

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La casa editrice PubMe presenta la Collana Policromia di Emanuela Navone

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Casa editrice PubMe: in uscita la Collana Policromia diretta da Emanuela Navone

PubMe è una giovane casa editrice che ha scelto di seguire la strada dell’innovazione e dell’originalità, non rinunciando alla solida professionalità con cui accompagna i suoi autori dalla fase di editing a quella di promozione delle loro opere. Attenta alle nuove voci del panorama letterario italiano, sceglie con cura gli scrittori che andranno a far parte delle diverse collane autogestite di cui si compone. Tra di esse, una menzione particolare va alla collana Policromia, che raccoglie opere eterogenee che non possono essere costrette in un genere definito, e il cui focus principale è l’umanità in tutte le sue infinite, meravigliose e anche controverse sfumature. Tra i titoli contenuti nella collana PolicromiaL’ultimo sorriso di Alfonso Pistilli e L’illusione della Fenice di Demetrio Verbaro.

Titolo: L’ultimo sorriso

Autore: Alfonso Pistilli

Genere: Narrativa Contemporanea/Giallo

Casa Editrice: PubMe

Collana: Policromia

Pagine: 169

Codice ISBN: 9788894839999

«[…] Curioso come una singola parola stabilisca l’importanza di una notizia in prima pagina: sì, perché se invece di “suicidio” ci fosse stato “omicidio”, oggi Halina avrebbe guadagnato, suo malgrado, le nove colonne di testata. Non che la cosa abbia rilevanza, ma mi irrita il pensiero che il dolore possa avere un prezzo differente».

Titolo: L’illusione della Fenice

Autore: Demetrio Verbaro

Genere: Narrativa Contemporanea/Sci-fi

Casa Editrice: PubMe

Collana: Policromia

Pagine: 258

Codice ISBN: 9788833661759

«[…] Avrebbe voluto non scendere più da quella dannata gru. Era consapevole che da quel momento in poi non avrebbe più visto la vita con gli stessi occhi di prima. Rimasero ore in silenzio a guardare i propri pensieri. Senza mangiare, senza bere, senza avere bisogno di niente. Solo il sole che lentamente usciva dal palcoscenico del mondo li fece ridestare».

PubMe è un polo editoriale che ha fatto della sperimentazione la sua missione, cercando sempre nuove strade e creando originali percorsi letterari attraverso le sue collane, gestite autonomamente da editor professionisti. La casa editrice pubblica gratuitamente i suoi autori, e si avvale di operatori editoriali qualificati che seguono un manoscritto dall’editing, passando per l’impaginazione e per la grafica, per la stampa in cartaceo e la creazione di e-book, fino alla distribuzione e alla promozione. In soli due anni, la casa editrice ha venduto più di centomila e-book, e vanta di una buona distribuzione digitale nei più importanti store online, e cartacea su tutto il territorio nazionale. PubMe è organizzata in collane editoriali distinte, che funzionano come piccole case editrici: cinque collane ospitano i generi Romantico, Eros e Storico (FlorealeUn cuore per capelloDark loveLiterary romanceBright love), tre collane trattano invece dei generi Fantasy e Sci-fi (StarlightNhopeIl piacere di scrivere) e la collana Policromia si occupa della Narrativa contemporanea, non ascrivibile a un genere definito. La collana Policromia è curata dall’editor e scrittrice Emanuela Navone, e raccoglie racconti “di ordinaria follia”, di quelle vite vissute oltre i propri limiti, al di là della normalità. Storie intense di esseri umani straordinari, che non saranno facilmente dimenticate. Ne L’ultimo sorriso di Alfonso Pistilli un inconcludente venditore di vacanze porta a porta si trova a investigare sul presunto suicidio di un’amica, scoprendo una fitta trama di inganni nel torbido mondo del calcioscommesse. L’umanità del protagonista Alessandro Cocco illumina la narrazione, mostrando un personaggio che fino a quel momento ha solo osservato la vita da spettatore, e che grazie alla forza che alberga in ogni essere umano riuscirà a diventare un eroe del suo quotidiano. Una storia di riscatto da una vita vissuta ai margini, e di riflessione sulla dicotomia realtà/apparenza. Ne L’illusione della Fenice di Demetrio Verbaro ci si trova di fronte a un romanzo complesso e imprevedibile, che stupisce per la profonda caratterizzazione dei personaggi e per la solida costruzione degli ambienti in cui si muovono. La Fenice del titolo si riferisce all’inesauribile forza degli esseri umani di rialzarsi e di reinventarsi, e quindi di rinascere dalle proprie ceneri. Il romanzo racconta tre storie, ambientate in diverse epoche e in diversi luoghi, ma legate dai destini dei vari personaggi che si intrecciano e si influenzano dando vita a una narrazione che sorprende ed emoziona dalla prima all’ultima pagina. Un romanzo sulla ricerca del significato della vita, sulla relatività del tempo e sul bisogno di una costante che orienti il cammino dell’uomo.

TRAMA L’ULTIMO SORRISO: Tutti noi cerchiamo un sorriso in ogni angolo della vita, e talvolta lo troviamo laddove sembra impossibile. Alessandro Cocco, giovane venditore di vacanze a porta a porta, l’ha trovato in Halina, escort lituana con cui intreccia una profonda amicizia. Quando Alessandro apprende del suo suicidio, dopo un momento di smarrimento decide di dare retta al suo sesto senso, e di indagare sulla vita di Halina, scoprendo, pezzo dopo pezzo, i tasselli di un intricato puzzle di cui l’amica è solo un dettaglio. Tra partite di calcio, bevute con gli amici, uscite con la fidanzata e un antipatico ritornello che canta nella sua testa, Alessandro dissotterrerà a poco a poco una fitta rete di inganni e sotterfugi, ma imparerà anche ad avere più fiducia in sé stesso e a giocare un ruolo attivo al tavolo della sua vita.

BIOGRAFIA ALFONSO PISTILLI: Alfonso Pistilli ha frequentato i corsi di Scrittura Creativa dello scrittore e autore televisivo Tommy Dibari, e ha completato la sua formazione con lo scrittore ed editor Ruggero Ruggiero. Esordisce nella narrativa con il romanzo L’ultimo sorriso, un giallo sui generis dai sapori mediterranei.

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TRAMA L’ILLUSIONE DELLA FENICE: Il romanzo è diviso in tre storie che si svolgono in luoghi geografici diversi e in momenti storici differenti. Tre vicende che narrano di amore, sofferenza, vita, speranza, cadute e rinascite. I protagonisti sono legati da qualche filo visibile e da molti invisibili, come i personaggi di uno spettacolo di marionette fatte muovere da un abile burattinaio. Ma cosa possono avere in comune Sara, una contadina sedicenne incinta che vive nel periodo del dopoguerra in un piccolo paese della Calabria, Amy, un’attrice che lavora nel mondo del porno nella Los Angeles degli anni novanta, e Sadie, una neolaureata in ingegneria presso il Politecnico di Zurigo nel 2034?

BIOGRAFIA DEMETRIO VERBARO: Demetrio Verbaro pubblica per PubGold il fantasy storico Dorian e la leggenda di Atlantide, per Lettere animate il mystery Il carico della formica, i romance L’attimo eterno e Ora, per sempre e oltre e lo sci-fi La farfalla con le ali di cristalloL’illusione della Fenice (PubMe, 2018) è il suo sesto romanzo.

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“One Guitar”. La musica dei Mardi Gras a sostegno della ricerca sul Parkinson

Scritto da Mardi Gras il . Pubblicato in Musica

La Light of Day Foundation da anni sostiene la lotta al morbo di Parkinson grazie al potere “benefico” della musica.
Anche i romani Mardi Gras hanno deciso di partecipare a questa insolita raccolta fondi con una cover di un brano di Wille Nile, cult rocker americano da sempre legato alla Light of Day Foundation. Gli stessi Mardi Gras suonarono al Forum di Roma proprio per la Foundation affiancando i musicisti di Bruce Springsteen.
Anche Bruce Springsteen sostiene la Foundation che prende il nome da un suo brano e spesso Springsteen suona questo brano proprio con il suo autore.,
One Guitar” è da oggi disponibile su tutti gli stores digitali e il ricavato dalle vendite andrà tutto in beneficienza.
Un video diretto da Marco Gallo con le video grafiche di Marco Castellani fa da corredo al brano.
In questo stesso periodo, una carovana di musicisti americani è in attesa della WInterfest che si terrà nel New Jersey a Gennaio.
Da più di dieci anni attivi sulla scena romana e internazionale i Mardi Gras in passato hanno già legato la loro musica ad Amnesty International, la “Drop the Debt Campaign“, e altre associazioni realizzando tre dischi con un ampia visione internazionale che li ha anche portati sui palchi irlandesi e negli studi di Abbey Road per terminare il loro terzo album. Neil Young ha scelto due dei loro brani per la sua speciale classifica “Songs of the times” dove il rocker canadese sceglieva le canzoni di protesta e di pace. I singoli “Shoes” e “Tried” li hanno visti protagonisti nel 2018 facendo da apripista a questo terzo singolo.
 

Silvana Giacobini ricorda Alberto Sordi alla Milano Art Gallery

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Ritorna alla Milano Art Gallery, a distanza di un anno, Silvana Giacobini. Sempre qui, in via Alessi 11 (MI), ma non più in occasione della Festa delle donne. Giovedì 14 febbraio, alle 18, nella storica galleria con cinquant’anni di prestigiosi ricordi, la scrittrice e giornalista, già direttrice di «Chi» e di «Diva e Donna» presenterà uno dei suoi ultimi libri dedicati a una star nazionale. Albertone. Alberto Sordi, una leggenda italiana (Cairo publishing) è tuttora primo nella classifica Bestseller di IBS Libri per il settore dedicato al cinema.

A quindici anni dalla scomparsa del grande attore, l’autrice tradotta in Germania, Spagna, Repubblica Ceca e Polonia, ricorda Alberto Sordi ripercorrendone la vita e raccogliendo le testimonianze di chi gli era vicino.

Nel libro a lui dedicato vengono raccontate la famiglia, gli amori, i tic e le passioni; si riscopre il personaggio attraverso i suoi film più famosi e lo si ritrova in tutta la sua genialità artistica e creativa. Sugli schermi interpretava qualsiasi ruolo e il suo contrario, tratteggiando un bozzetto dell’italiano medio del dopoguerra. Molti sono gli indizi che permettono di svelare il mistero di un uomo divenuto presto un’icona della commedia italiana e Silvana Giacobini li dispone in modo da delinearne al meglio la personalità.

Albertone. Alberto Sordi, una leggenda italiana verrà presentato così alla Milano Art Gallery. La location nel cuore di Milano ha consolidato il suo prestigio con mostre di spicco, dedicate a Schifano, Chia, Pirandello, Guttuso, De Dominicis, Dorfles, Pasolini, senza dimenticare le personali di Dario Fo, José Dalì, Amanda Lear e altri esponenti contemporanei. È stata inoltre punto di riferimento del Maurizio Costanzo Show nei primi anni della messa in onda della popolare trasmissione, dove un giovane Sgarbi si cimentava nei suoi carismatici consigli per gli acquisti d’arte.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297, scrivere a info@milanoartgallery.it oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.