Il magazine i404.it aderisce al progetto Covering Climate Now

Scritto da Redazione i404 il . Pubblicato in Ambiente, Società

I media nazionali e internazionali parlano sempre troppo poco di ecologia, cambiamenti climatici e crisi climatica. Nonostante le evidenze scientifiche e i movimenti di protesta, a partire dai Fridays for future di Greta Thunberg, ci invitino a riflettere sull’importanza di comunicare quello che sta accadendo sul nostro pianeta.

Il prossimo lunedì 23 settembre New York ospita il Summit per il clima dell’Onu. Venerdì 27 settembre 2019, invece, ci sarà il terzo sciopero globale per il clima, indetto dai Fridays for future di tutto il mondo in collaborazione con altre organizzazioni in difesa dell’ambiente. Per la settimana precedente, dal 16 al 23 settembre 2019, il Columbia Journalism Review insieme a The Nation ha deciso di lanciare un’iniziativa per coinvolgere i media di tutto il mondo, il progetto “Covering Climate Now”, per tenere alta l’attenzione in tutto il mondo su tematiche legate ai cambiamenti climatici.

Nel momento in cui scriviamo, il progetto, lanciato con firmatari da più di 60 prestigiose testate del mondo, ha coinvolto 250 fonti di informazioni internazionali. i404.it, progetto editoriale del gruppo Immedya, holding della comunicazione, ha deciso di aderire e supportare attivamente il progetto e dal 16 al 23 settembre sensibilizzerà i suoi lettori e i follower sui social network in merito a questioni che riguardano la crisi climatica. Un tema che dovrebbe riguardarci e interessarci tutti da vicino: ne va del futuro del pianeta e della razza umana.

Il magazine i404.it è nato con l’intento di diffondere, approfondire e veicolare i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, che si soffermano in più punti sull’importanza di agire celermente per salvaguardare il nostro pianeta. Non potevamo tirarci indietro di fronte a questo appello, facendo in modo che anche sulla stampa italiana sia assolutamente prioritario parlare di tematiche ambientali. È responsabilità del giornalismo internazionale tenere accesi i riflettori su quanto sta accadendo. Perché come insegna Greta Thunberg, tutti possono fare la differenza. “Everyone is needed. Everyone is welcome”.

i404.it farà di tutto per dare voce al pianeta che grida aiuto. E a tutti gli addetti ai lavori che cercano ogni giorno soluzioni per salvare la Terra. https://i404.it/agenda/covering-climate-now/

Per info: http://i404.it e redazione@i404.it

Scopri la verità sul fentanyl prima che sia troppo tardi

Scritto da Tiziana Bonazza il . Pubblicato in Società

Che cosa rende il cugino sintetico dell’eroina, il fentanyl, una delle droghe più letali al mondo?

Sta terribilmente emergendo la cruda verità sul fentanyl, droga che ha causato la morte di molte persone anche recentemente.

E’ proprio il caso di dire, che “la droga è un problema planetario, – come scrisse l’umanitario L. Ron Hubbard – sguazza nel sangue e nella sofferenza umana”.

“Gli spacciatori tagliano la cocaina e l’eroina con il fentanyl, e giovani muoiono in grandi quantità. È un’epidemia. Orripilante”, dice un’infermiera in Nuova Zelanda. In effetti, mentre c’è stata una tendenza verso il basso di morti causate solo da prescrizioni di oppioidi, le morti per overdose da fentanyl sono aumentate in modo drammatico fino al 540% in tre anni.

Il fentanyl è un’antidolorifico oppioide sintetico, prescritto per trattare forti dolori. È un cugino dell’eroina, ma molto più letale, perché è molto più forte, 50 volte più potente dell’eroina, secondo i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie.

Una dose letale di eroina è di circa 30 milligrammi, paragonata una dose di soli 3 milligrammi di fentanyl.

I soccorritori che rispondono alle chiamate di overdose devono stare attenti, il semplice contatto o inalazione può essere mortale.

La superiorità di potenza del fentanyl rispetto all’eroina è dovuta alle differenze di struttura chimica. Entrambe le sostanze chimiche si legano al “recettore mu degli oppioidi” nel cervello. Ma il fentanyl ci arriva più velocemente dell’eroina perché passa più facilmente attraverso il grasso nel cervello. Inoltre si aggrappa così strettamente al recettore, che non ci vuole molto per far scattare gli effetti dell’oppiaceo nel corpo.

Dato che il fentanyl è una polvere fine, è facile da mescolare con altre droghe. Ha un aspetto identico all’eroina, così gli utilizzatori, iniettandosi l’eroina tagliata con il fentanyl, non sanno che si stanno iniettando una dose letale finché non è troppo tardi.

Scopri la verità sul fentanyl prima che sia troppo tardi! www.noalladroga.it

Maria Elisabetta Alberti Casellati: il Presidente del Senato in visita in Trentino

Scritto da ecnewsoffice il . Pubblicato in Politica, Società

La visita istituzionale del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati in Trentino: tra i diversi incontri istituzionali, anche un momento di raccoglimento alla Campana dei Caduti e il saluto ai genitori di Antonio Megalizzi.

Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato

Bolzano accoglie Maria Elisabetta Alberti Casellati

In Trentino per una serie di impegni istituzionali, il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha avuto modo anche di incontrare i genitori di Antonio Megalizzi, il giovane giornalista rimasto ucciso in un attentato a Strasburgo lo scorso 11 dicembre. Un fuori programma riportato da diverse testate: l’incontro infatti non era in agenda, ma il Presidente ha comunque voluto salutare i genitori del ragazzo e la sera del 25 luglio è andato a casa loro per manifestare la propria vicinanza. Durante la visita istituzionale, Maria Elisabetta Alberti Casellati ha fatto tappa a Bolzano, Trento e Rovereto. Il 25 luglio ha prima preso parte a un convegno organizzato dalla Camera di Commercio di Trento e di Bolzano con i rappresentanti delle categorie produttive ed economiche. Ha poi portato il proprio saluto ai rappresentanti della Federazione Trentina e Altoatesina della Cooperazione, sottolineando come la politica abbia il dovere di ascoltarne la voce, perché “è quella di chi ogni giorno si rimbocca le maniche per creare ricchezza e lavoro a beneficio di tutta la comunità“.

Maria Elisabetta Alberti Casellati a Trento e Rovereto

Il 26 luglio, il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati era a Trento, dove ha preso parte alla cerimonia di intitolazione della sala “Giudice Rosario Livatino” presso il Palazzo di Giustizia di Trento. È inoltre intervenuta alle celebrazioni per il ventesimo anniversario istitutivo delle Sezioni Giurisdizionali della Corte dei Conti per il Trentino-Alto Adige che si è tenuta presso il Castello del Buonconsiglio. In questa occasione è stata insignita dell’Aquila di San Venceslao, la più alta onorificenza dell’autonomia trentina. Prima di salutare il Trentino, Maria Elisabetta Alberti Casellati ha inoltre voluto fare tappa a Rovereto per un momento di raccoglimento alla Campana dei caduti, sul colle di Miravalle. Un luogo altamente simbolico che “rappresenta la volontà e l’intelligenza nel costruire l’incentivo della Pace, della solidarietà e dei diritti umani“. Il Presidente ha inoltre voluto lasciare un lungo messaggio nel Libro d’onore della Campana.

Dal turismo sostenibile al pensiero creativo, l’Unicusano gioca d’anticipo: i nuovi corsi per le professioni del futuro

Scritto da Ufficio Stampa Ploomia il . Pubblicato in Istruzione, Società, Turismo

Dal master per insegnare agli studenti a pensare “fuori dagli schemi” al corso per scoprire i segreti ‘green’ del turismo sostenibile fino alle lezioni per riconoscere i disturbi del neurosviluppo. L’Università Niccolò Cusano punta ad aprire nuove strade ai professionisti di domani e, per questo, ha deciso di presentare alcune proposte in vista del prossimo anno accademico.

Esperienza unica in Italia è il Master di I livello in pensiero creativo, un percorso che fornisce ai giovani gli strumenti per affrontare qualsiasi sfida del mondo del lavoro. Secondo uno studio del World Economic Forum, il 65% dei bambini che oggi frequentano la scuola elementare da grande farà un mestiere che attualmente non esiste. Come comprendere, allora, il mondo che sta cambiando? Dai nuovi assetti geopolitici all’intelligenza artificiale, dalla biologia sintetica alla blockchain: non è possibile essere esperti di tutto, ma è indispensabile imparare a pensare fuori dal coro, essere analitici, critici e, allo stesso tempo, creativi. Ed è proprio in quest’ottica che nasce il nuovo master. A fare lezione saranno docenti dalle formazioni più varie (giornalisti, musicisti, maestri di scacchi, fisici, manager), che insegneranno ai ragazzi le 10 competenze irrinunciabili per adattarsi a mestieri in continua evoluzione: pensare, scrivere, parlare, creare, interpretare, viaggiare, ragionare scientificamente, essere empatici, avere visione e cambiare.

Proiettato sulle competenze del futuro è anche il Master di I livello sul Turismo sostenibile. Realizzato in collaborazione con la Fondazione UniVerde, il corso prepara a una delle professioni che sarà sempre più richiesta nei prossimi anni, in Italia come nel resto del mondo. Il viaggiatore vuole spostarsi nel rispetto dell’ambiente, scoprire le bellezze senza “danneggiarle”, vivere l’esperienza della vacanza in sintonia con la natura. A interfacciarsi con il turista dovrà quindi essere un professionista aggiornato e competente in diritto, economia, geografia, ambiente, arte e cultura. Gli iscritti, oltre ad apprendere e ad avvicinarsi ai sistemi più all’avanguardia nel panorama europeo, potranno svolgere stage e workshop in aziende ed enti pubblici.

Con uno sguardo rivolto agli ultimi episodi di cronaca, l’Università Niccolò Cusano ha deciso di attivare anche un master di II livello in Psicossesuologia clinica rivolto a tutti i laureati magistrali in Psicologia o Medicina. Nel corso si parlerà di Storia ed evoluzione della sessuologia clinica, delle disfunzioni sessuali maschili e femminili, di adolescenza e sessualità e di abuso sessuale e maltrattamento infantile. Ci saranno dei moduli dedicati alla terapia di coppia e altri alla consulenza sessuale nel caso di persone LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer, intersessuali). In più, sono previsti approfondimenti sul “Cybersex e le nuove forme di dipendenza sessuale”. Il percorso permette diversi sbocchi lavorativi: dalla libera professione come specialista in psicosessuologia clinica, alla consulenza in consultori familiari e centri clinici, alla progettazione di interventi di educazione sessuale nelle scuole.

Ultima proposta per il nuovo anno accademico è il Master di I livello sui disturbi del neurosviluppo. Riservato a 40 iscritti, in possesso della laurea in Medicina, in Logopedia o in Psicologia, ha l’obiettivo di fornire un modello di lavoro in équipe per guidare psicologi e psicoterapeuti nella definizione della diagnosi e del trattamento di disturbi dello sviluppo. Durante il master, saranno quindi forniti strumenti operativi e pratici per l’assessment, la valutazione, l’inquadramento clinico e la terapia del bambino con disturbo di linguaggio e di comunicazione, con disturbo specifico di apprendimento, con ADHD e disabilità intellettiva, con ansia e disturbi dell’umore.

Cani e gatti: 1,7 milioni di italiani hanno assicurato il proprio amico a 4 zampe

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Aziende, Lifestyle, Società

L’amore degli italiani versi cani e gatti è cosa ormai nota e anche nel nostro Paese stanno prendendo piede le assicurazioni dedicate agli amici a quattro zampe; secondo l’indagine* commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat, sono stati più di 1,7 milioni i proprietari che, nel corso dello scorso anno, hanno scelto di tutelare il proprio animale domestico con una polizza.

«Secondo i dati ufficiali sono 14,5 milioni i cani e i gatti ospitati dalle famiglie italiane; non sorprende che, con un bacino così ampio, sempre più compagnie assicurative stiano mettendo a punto polizze a loro dedicate», spiega Lodovico Agnoli, responsabile New Business di Facile.it. «Si tratta di prodotti pensati non solo per coprire danni causati a terzi, ma anche per tutelare l’animale stesso, rimborsando eventuali spese veterinarie sostenute per curare l’amico a quattro zampe a seguito di malattia o infortunio.».

Assicurare un cane per la sola responsabilità civile ha un costo medio che parte da circa 65 euro l’anno; con questo importo è possibile avere un rimborso di tutti i danni causati dall’animale a terzi, siano essi persone, altri animali o beni, anche quando Fido viene affidato ad una persona esterna al nucleo familiare, come ad esempio un dog sitter. Attenzione, però, perché le compagnie potrebbero applicare condizioni diverse per alcune razze specifiche, come ad esempio Pitbull, Rottweiler e Dogo argentino, chiedendo un sovrapprezzo, applicando franchigie più elevate o, addirittura, decidendo di non assicurare l’animale.

Per assicurare un gatto da eventuali danni a terzi, invece, il prezzo è più contenuto; in questo caso, sono sufficienti, in media, 45 euro l’anno, ma la polizza è valida solo se il felino è ospitato continuativamente presso l’abitazione del proprietario.

Altra discriminante da tenere in considerazione è l’età dell’animale; molte compagnie non assicurano cani e gatti con meno di 3 mesi di vita o più di 9 anni, anche se gli estremi possono variare da società a società e, in alcuni casi, è consentito rinnovare la polizza oltre il limite massimo indicato a patto che l’animale sia già assicurato da almeno 3 anni.

Oltre alla responsabilità civile, è possibile tutelare il proprio animale domestico con una polizza veterinaria, che consente di ottenere il rimborso delle spese sostenute per cure mediche e interventi chirurgici necessari a seguito di infortuni o malattie. Per questa copertura il costo medio parte da circa 100 euro l’anno, ma alcune compagnie potrebbero applicare tariffe maggiorate per assicurare i gatti e far salire il prezzo anche del 20% rispetto a quanto richiesto per Fido.

All’interno delle polizze dedicate a cani e gatti molte compagnie includono anche un servizio di assistenza, che va dalla consulenza telefonica di un veterinario al consulto di un nutrizionista specializzato, dall’invio di generi alimentari o di prima necessità per la cura del proprio animale domestico sino all’intervento di un dog sitter nei casi in cui il padrone, a seguito di un infortunio o malattia, si trovasse nell’impossibilità di accudire il proprio compagno a quattro zampe.

Anche in questo settore, inoltre, non mancano le innovazioni tecnologiche; alcune compagnie offrono, insieme all’assicurazione, una sorta di “scatola nera” da allacciare al collare del nostro amico a quattro zampe, che ci consentirà di monitorare i suoi spostamenti, ricevere un messaggio di allarme qualora dovesse allontanarsi da casa e di individuarlo se si dovesse smarrire.

Condizioni necessarie affinché le assicurazioni per gli animali siano valide è che il cane o gatto sia iscritto all’anagrafe, dotato di microchip (o tatuaggio), di libretto sanitario e regolarmente vaccinato. Non sono coperti, inoltre, eventuali danni causati o subiti dall’animale in caso di impiego in attività proibite dalla legge nonché per attività di carattere professionale.

* Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.

Incidenti stradali: più di 1 testimone su 2 non lascia i propri dati

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Aziende, Economia, Società

Come si comportano gli italiani se sono testimoni di un’incidente stradale? Si fermano e lasciano i propri dati o passano dritti? In barba al senso civico, più di un italiano su due (55,7%) dopo aver assistito ad un sinistro, non ha lasciato i propri dati né alle autorità né alle persone coinvolte nell’accaduto, anche se le motivazioni sono varie; questo il primo dato emerso dall’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat per capire se, in caso di incidente di cui si sia testimoni, prevalga la solidarietà o l’egoismo.

Maggiore solidarietà se ci sono i feriti e con gli utenti deboli della strada

L’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta*, ha evidenziato come la disponibilità a farsi coinvolgere vari notevolmente a seconda del tipo di sinistro di cui si è stati spettatori involontari.

Quando si tratta di incidenti con soli danni ai veicoli, il 63,7% dei testimoni ha dichiarato di essersi allontanato senza lasciare i dati di contatto, mentre in caso di incidente con feriti la percentuale di chi ha collaborato con le autorità o con chi era coinvolto nel sinistro aumenta notevolmente e solo il 39,9% se ne va senza lasciare i dati necessari per poter poi essere rintracciato.

La predisposizione a prestarsi come testimoni rimane alta quando il sinistro coinvolge gli utenti deboli della strada; se ci sono pedoni, siano essi feriti in modo grave o meno, il 67,4% dei rispondenti all’indagine ha dichiarato di essersi fermato per dare la propria disponibilità a testimoniare, mentre se si tratta di incidenti con coinvolgimento di veicoli a due ruote (moto, scooter o biciclette), la percentuale di coloro che si sono offerti di collaborare con le forze dell’ordine per chiarire la dinamica del sinistro supera il 50%.

Donne, over 65 e residenti al Nord Est hanno testimoniato meno spesso

Secondo quanto emerso dall’indagine, dopo aver assistito ad un incidente, le donne meno spesso hanno testimoniato; tra loro il 58% se ne è andato senza dare i propri dati contro il 53,3% del campione maschile.

Dal punto di vista anagrafico, invece, sono risultati i rispondenti con età compresa fra i 60 ed i 74 anni quelli che meno spesso hanno collaborato con forze dell’ordine o incidentati; in questo sotto campione hanno lasciato i propri riferimenti appena il 39,2% dei rispondenti. Di contro sono gli intervistati con età compresa fra i 25 e i 34 anni quelli che, percentualmente, hanno prestato maggiormente la propria disponibilità a testimoniare (52,8%).

Dividendo il campione per aree geografiche, i residenti al Nord Est con solo il 40,4% dei rispondenti che ha detto di aver dato disponibilità a testimoniare in merito all’incidente cui avevano assistito, sono risultati quelli che meno spesso sono stati coinvolti nelle fasi successive al sinistro. Nel Nord Ovest, invece, risiedono quelli che, proporzionalmente, si sono più spesso trovati a testimoniare l’accaduto (46%).

Perché gli italiani non testimoniano…

Nonostante, dati alla mano, oltre 24 milioni di italiani abbiano ammesso di aver assistito ad un incidente stradale e di non aver collaborato con le autorità e con gli individui implicati prestando la propria testimonianza dei fatti, sono molte e diverse le ragioni che hanno portato a prendere quella decisione.

Il 42% lo ha fatto perché riteneva inutile lasciare i propri riferimenti; il 20,5% perché, semplicemente, nessuno glielo ha chiesto; mentre il 13,1% perché c’erano già altri testimoni o (6% dei casi) perché erano già intervenute le autorità.

Fa riflettere, invece, il dato di coloro che hanno deliberatamente scelto di non prestare testimonianza perché ritenevano di non aver visto abbastanza (10,7%), non potevano fermarsi (5,5%) o non volevano correre rischi o avere fastidi dopo (3,2%).

…e perché lo fanno

Guardando alla sola fetta di testimoni che hanno lasciato i propri dati, la ragione principale dichiarata in fase di indagine è proprio il senso civico (36,3%); da evidenziare anche come circa il 7% lo abbia fatto perché gli sia stato esplicitamente richiesto e, ancora, come appena l’1% dei rispondenti dichiari di aver lasciato i propri dati perché, semplicemente, questo è ciò che prevede il codice della strada, anche se a ben vedere non sempre l’obbligo esiste.

Conforta un altro dato; il senso civico, quando presente, risulta comunque ben radicato e, fra chi ha lasciato in passato i propri dati per testimoniare in merito ad un sinistro, ben il 95,1% lo rifarebbe ancora.

Qualcuno si ritira e qualcuno non viene mai contattato

Da notare come, sebbene abbiano lasciato i propri dati a chi di dovere, il 62,5% dei testimoni disponibili a raccontare l’accaduto non siano poi mai stati contattati dalle autorità o da chi era coinvolto nell’incidente e come, anche, nonostante avesse in un primo tempo dato i propri riferimenti per testimoniare, una volta arrivato il momento di farlo, il 19,4% dei rispondenti abbia cambiato idea e si sia ritirato.

Cosa prevede la legge

Dal punto di vista normativo l’obbligo a testimoniare esiste solo in seguito ad una citazione all’interno di un processo; se un soggetto viene chiamato a presentare la propria ricostruzione dei fatti non può tirarsi indietro. Questo, naturalmente, presuppone che il testimone abbia lasciato i propri contatti o sia stato in qualche modo identificato; in caso contrario, la testimonianza resta a discrezione del cittadino.

Argomento diverso è l’omissione di soccorso, disciplinata dall’articolo 593 del Codice penale. La norma, nel caso in cui un soggetto assista ad un incidente stradale grave, sancisce l’obbligo di fermarsi e soccorrere un individuo “…che sia o sembri inanimato, ovvero una persona ferita o altrimenti in pericolo.” La pena per chi trasgredisce prevede fino a un anno di reclusione o una multa fino a duemilacinquecento euro.

In caso di incidente di lieve entità, in cui non sussistono le condizioni di gravità previste dal Codice penale, il testimone non è legalmente obbligato a fermarsi… dipenderà solo dal suo senso civico.

* Metodologia: n. 1.220 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana in età 18-74 anni.  Indagine condotta a maggio 2019.

Grande entusiasmo alla prima edizione del torneo “Damiano Longhi”

Scritto da Tiziana Bonazza il . Pubblicato in Religione, Società

Condivisione, sport e divertimento all’insegna di una cultura libera dalla droga.

Si è svolta, lo scorso fine settimana, allo storico stadio Appiani di Padova, la prima edizione del torneo “Damiano Longhi” di calcio a 5.

Ospite d’eccezione l’ex capitano del Padova, Damiano Longhi.

L’evento si è svolto in collaborazione con l’associazione “Mondo Libero dalla Droga, Padova”- Un messaggio di prevenzione alle droghe, espressione e sostegno del messaggio ONU, che nei prossimi giorni vedrà la “giornata Internazionale contro l’abuso ed il traffico illecito di stupefacenti”.

Presenti all’inaugurazione, insieme all’ex Professionista Damiano Longhi, il Presidente nazionale Sandro Volpato dell’associazione Anglad, il presidente nazionale Maurizio Marcassa dell’Aics Solidarietà, e Bettin Simone, assessore allo sport del Comune di Saonara(PD).

Hanno partecipato al torneo, giocatori dai 6 ai 50 anni, categorie femminili e maschili, ragazzi con disabilità, numerose nazionalità e gran finale con le rappresentazioni artistiche della Dancing Theodora School Ballet coordinato dalla professionista Miotto Paola.

L’evento ha dato enfasi al divertimento, che è sì, un diritto, sancito dai Diritti Umani, ma, in armonia al messaggio delle nazioni unite e dell’associazione Mondo Libero dalla Droga: coinvolgere i giovani per dire SI allo sport e NO alla Droga.

C’è vero divertimento nella vitalità dello sport!

Queste sono attività che richiedono non poche abilità e spirito sportivo, spesso profondamente radicate nel volontariato.

Riferendosi all’impatto devastante della droga sulla società, l’umanitario L. Ron Hubbard ha scritto: “La ricerca dimostra che le droghe sono l’elemento più distruttivo nella nostra cultura attuale”, ed oggi è più evidente che mai. Proprio per contrastare questo tipo di cultura, i volontari presenti in questa occasione si sono impegnati nella divulgazione di opuscoli informativi diffondendo il messaggio di una vita senza droga; come è accaduto durante questo incredibile torneo.

Lo sport contrasta senza pietà lo squallore di queste minacce, ed il sole che ha accompagnato le due giornate, impegno e disciplina, una cornice tanto preziosa fa scoprire colori e sfumature di vita vera.

Insegnamenti ed esperienze che accompagneranno nei ricordi, molti ragazzi.

Soddisfazione per gli organizzatori che si sono prodigati nella realizzazione del torneo, e quindi un grazie per aver sostenuto con lo sport un messaggio così importante come quello di prevenzione alla droga.

Grazie al comune di Padova nella veste dell’ass. Bonavina, a Damiano Longhi, l’avv. Ernesto Chirico, Diego Gusella ed Ettore Botter e ai volontari Mondo libero dalla droga e della Federazione Insieme Volontariamente contro le dipendenze.

E per concludere con le parole dell’ex capitano del Padova: “Ognuno di noi può fare qualcosa di importante per noi stessi e per gli altri.” Ed è proprio quello che è stato realizzato con questo torneo: condivisione, sport e divertimento all’insegna di una cultura libera dalla droga.

Gli organizzatori dopo il risultato ottenuto, si stanno preparando alla prossima edizione.

Sbullit Action si prepara alla Camera dei Deputati: a fine Giugno la presentazione dell’ app di prevenzione contro il bullismo

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Informatica, Società, Tecnologia Personale

Grazie all’appoggio dell’On. Riccardo Marchetti, Fondazione Vento Onlus e Digital Ideators presenteranno alla Camera dei Deputati Sbullit Action, l’app game sviluppata per sensibilizzare le nuove generazioni al fenomeno del bullismo e stimolare le competenze per la vita: cittadinanza attiva, spirito critico, creativo, capacità di collaborazione e iniziativa

A fine Giugno Sbullit Action, l’app game di prevenzione contro il bullismo promossa e realizzata dalla Fondazione Vento Onlus in sinergia con Digital Ideators web agency di Pesaro specializzata in servizi web a 360 gradi -, sarà presentata alla Camera dei Deputati. L’iniziativa resa possibile grazie all’appoggio dell’On. Riccardo Marchetti, Vice Presidente della Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, e del Dr. Angelo Bertoglio presidente dell’ass. AVRI, nasce con lo scopo di portare il progetto educativo nelle scuole di tutta Italia a partire già dal prossimo anno (2019-2020).

Sbullit Action, che gode del patrocinio della regione Marche, della provincia di Pesaro e Urbino, del comune di Fano e di altri enti tra cui Scout d’Europa FSE e Comitato Italiano Paralimpico, si è fatta carico del disagio giovanile e di quella che oggi è una delle sue forme più acute e inquietanti, il bullismo: un fenomeno che ha un peso sociale sull’intera collettività e genera danni non solo nei confronti delle vittime ma anche di chi lo pratica, familiari inclusi.

 Accattivante, giocosa, informale e facilmente fruibile. L’app mira a coinvolgere milioni di adolescenti in un percorso educativo che comprende diverse tematiche: dall’uso sobrio e corretto dello smartphone, al comportamento etico nei confronti dei propri coetanei, fino al riconoscimento del proprio ruolo nello sviluppo dei rapporti familiari, interpersonali e sociali. La strada per raggiungere questi obiettivi è ovviamente il gioco e la competizione.

L’app dispone di tre principali funzioni: Mega Quiz, Caccia all’Invisibile e Social. La prima permette agli studenti di darsi battaglia in un quiz a tempo con domande in materia di educazione civica e tematiche sociali. Caccia all’Invisibile, invece, è una rivisitazione in chiave moderna della classica caccia al tesoro. Si configura come gioco di gruppo in cui le squadre si sfidano andando alla scoperta delle città altrui, con l’obiettivo di rispondere ad una serie di domande.

Infine, c’è la fruizione SOCIAL, uno spazio sicuro nei quale tutti i fruitori dell’app possono condividere storie e racconti di solidarietà e amicizia, esempi virtuosi diametralmente opposti all’odio.

Per Fondazione Vento Onlus e Digital Ideators, l’incontro che si terrà alla Camera dei Deputati a fine Giugno rappresenta un momento fondamentale per dare visibilità nazionale al progetto e cominciare a perseguire il suo scopo: costruire e diffondere tra le nuove generazioni il seme di una nuova cultura, basata su valori come solidarietà, collaborazione e iniziativa.

Elior Group Solidarities: Challenge contro la fame 31 maggo Milano

Scritto da 20TaskForceItaly il . Pubblicato in Dal Mondo, Società

L’evento organizzato dall’ONG Azione contro la fame è giunto alla seconda edizione italiana in programma a Milano il prossimo 31 maggio e riunirà 6 importanti aziende in una sfida solidale e sportiva

Elior Group Solidarities, organizzazione no profit fondata dal Gruppo Elior nel 2017, offre ai propri dipendenti l’opportunità di partecipare alla manifestazione “Challenge contro la Fame”, organizzata dall’ONG Azione contro la fame per finanziare le sue missioni umanitarie in tutto il mondo.

Tra maggio e ottobre, le squadre del Gruppo Elior saranno invitate ad indossare i colori aziendali e parteciperanno a questa sfida in nove diverse città: Tolosa, Parigi-La Défense, Lille, Lione, Strasburgo, Marsiglia e Nantes, in Francia, Barcellona, in Spagna, e Milano, in Italia.

La tappa italiana, in programma il prossimo 31 maggio fa seguito alla prima edizione del 2018 che ha visto 300 partecipanti e 40.000 euro raccolti, grazie ai quali si è potuto fornire un trattamento completo di otto settimane a base di cibo terapeutico a circa 1500 bambini malnutriti. A sfidarsi, insieme al Gruppo Elior, ci saranno i dipendenti di: Associazione Lavoratori Intesa Sanpaolo, Citi, Clarkson Hyde, KPMG e Solvay.

Per l’occasione le aziende partecipanti doneranno ad Azione contro la Fame 15 € per ogni giro completato (corsa e camminata) o per ogni sei minuti di attività (corsa, camminata, zumba, calcio, yoga, boxe, tai-chi, arrampicata, ecc.), e offriranno ai propri dipendenti l’opportunità di mettersi in gioco in prima persona e sentirsi parte di una causa comune.


Elior Group Solidarities
Organizzazione no profit fondata dal Gruppo Elior supporta dal 2017 progetti che hanno un impatto diretto sui loro beneficiari e offrono risultati tangibili e duraturi, e sostiene attività benefiche nei settori dell’alimentazione, dell’istruzione e della ricerca del lavoro attraverso: sostegno finanziario a progetti di solidarietà presentati da dipendenti del Gruppo o Associazioni; borse di studio a studenti provenienti da famiglie a basso reddito; ridistribuzione di pasti invenduti.

Il Gruppo Elior Italia
Leader in Italia nella Ristorazione Collettiva, serve nel nostro Paese oltre 108 milioni di clienti l’anno in più di 2.200 ristoranti e punti vendita attraverso 14.000 collaboratori. Elior opera in molteplici settori quali le aziende, le scuole, il socio-sanitario, le forze armate, i musei, e la ristorazione a bordo delle Frecce di Trenitalia. La mission di Elior è prendersi cura dei propri clienti e della loro alimentazione in ogni momento della loro vita offrendo un servizio mirato per ognuno, attraverso ingredienti di qualità, soluzioni di ristorazione equilibrate, servizi innovativi che rendono i momenti di pausa un’opportunità per ristabilire il contatto con sé stessi e con gli altri. La qualità è per Elior un impegno quotidiano reso concreto e tangibile non solo dalla scelta degli ingredienti del territorio e dall’attenzione offerta dal personale, ma anche dalle certificazioni che sono costantemente rinnovate e dall’adesione a protocolli di sostenibilità, come il Global Compact, il programma delle Nazioni Unite sulla Responsabilità Sociale d’Impresa. Sulla base di queste premesse è stata elaborata la strategia di Responsabilità Sociale d’Impresa di Elior, Positive Foodprint Plan™, attraverso la quale si vuole creare un circolo virtuoso nel mondo della ristorazione, dal campo coltivato alla tavola, lavorando in sinergia con fornitori, clienti, utenti finali e dipendenti.

Ufficio Stampa ELIOR
Encanto PR
Veronica Carminati veronica.carminati@encantopr.it, +39 02 66983707, 334 3782823
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Vigoressia e fitness

Scritto da Redazione i404 il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Salute, Società

La vigoressia è un disturbo alimentare. Un tema poco conosciuto e non trattato che consiste, semplificando, nell’ossessione dell’aspetto fisico, nella ricerca della forma fisica naturale, che di naturale non ha nulla.

Il fisico viene asciugato fino allo stremo. E poi foto, selfie e dipendenza dai social. Su Instragram si pubblica almeno un post al giorno.
Quando non si è al massimo della resa fisica, si usano gli scatti fatti quando si era al top, che si spalmano per tutta la stagione.
La giovinezza non dura in eterno. Ma l’aspetto fisico è la cosa più importante.

i404 parla di vigoressia. Nel fotoreportage “Vigoressia: quando l’aspetto fisico è la cosa più importante. Da valore a ossessione”.

Link articolo completo:
https://i404.it/multimedia-stories/fotoreportage-artistico/vigoressia-ossessione-fisico/