L’evento “Venerdì del Planetario” torna sul lago di Como

Scritto da Staff il . Pubblicato in Comunicati Stampa, Spazio

Tornano le stelle al planetario sul lago di Como, la struttura scientifica gestita dal Comune in collaborazione con il Gruppo Astrofili Deep Space Lecco. L’evento è composto da ospiti di grande calibro, tra cui il giornalista scientifico Paolo Attivissimo, il geologo e vulcanologo del Cnr, Gianluca Norini e l’ingegnere Mauro Donegà del Cern di Ginevra, i quali si interrogheranno insieme al grande pubblico, sui vari misteri del cosmo. Il complesso è divenuto un importante strumento di apprendimento per studenti e per appassionati di astronomia, grazie alla sua cupola di circa otto metri di diametro che si presta molto bene ad affascinanti proiezioni della volta celeste, riproducendo fedelmente le costellazioni, i pianeti e i loro interessanti movimenti nello spazio.

Albergo Grigna, hotel lago di Como Vi aspetta nella sua struttura in occasione di questo evento al Planetario Città di Lecco il 22 novembre 2013.

Ambientalismo intelligente: ecco perché le multinazionali fuggono

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Ambiente

Crescita e occupazione: parole buone prima del voto. In Italia le multinazionali fuggono perché non esiste un ambientalismo intelligente e perché ancora non siamo in grado di attuare un giusto sfruttamento delle nostre risorse. Manco a farlo apposta, una parte dell’attuale programma di Governo è incentrato su alcuni dei temi che ho affrontato di recente sul blog.

ambientalismo intelligente

Stamani, dalle pagine del Corriere della Sera, è stata riportata la notizia dell’imminente presentazione di “Destinazione Italia” un piano che prevede una serie di incentivi fiscali e dismissioni che permetteranno di attrarre degli investimenti dall’Estero, come ha assicurato il premier Enrico Letta.

Un plauso all’iniziativa arriva anche dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, secondo cui la manovra costituirà “un importante fattore” per la riduzione del debito.

Gocce di Verita

Ovviamente, a ispirare il Governo nell’elaborazione di un programma di attività volto al richiamo di capitali da altre nazioni, non è stato il blog Gocce di Verità…ma una serie di campanelli d’allarme scanditi dalla fuga delle multinazionali dal nostro Paese e da alcune “tirate d’orecchie” arrivate anche da organi d’informazione di fama internazionale, come il prestigioso Times .

E’ infatti trascorso poco più di un mese quando un editoriale del quotidiano inglese, pubblicato alla vigilia di un incontro tra il nostro presidente del Consiglio e l’inquilino di Downing Street, Mr. David Cameron, paragonava l’Italia all’Africa e all’America del Sud a causa delle difficoltà che stanno caratterizzando l’avvio di un progetto industriale di matrice britannica sul nostro territorio.

L’articolo in questione, dall’eloquente titolo “Logic vanishes in hour of need / La logica scompare nel momento del bisogno”, racconta di una società petrolifera anglosassone le cui attività in Italia “vengono ostacolate a livello locale con il pretesto dell’impatto ambientale”.

Una storia che vi ricorda qualcosa? Possibile, perché la compagnia inglese che sta riscontrando così tanti problemi nell’installare una piattaforma petrolifera al largo delle coste abruzzesi è la stessa a cui ha fatto riferimento Chicco Testa nel suo recente articolo di denuncia.

Anticipando l’ex presidente di Enel, anche il giornalista Gary Parkinson punta il dito contro gli amministratori locali, colpevoli di essere impegnati a non intaccare la propria “reputazione ambientalista” davanti agli occhi dell’opinione pubblica alla vigilia delle elezioni regionali, invece di avviare strategie che prevedano un efficace sfruttamento degli importanti investimenti che ci sono in ballo.

Anche secondo il Times, dunque, il partito che attualmente governa l’Italia è quello del “Not In My Term Office / Non Durante Il Mio Mandato”.

Ma cosa dicono gli esperti in merito a questa spinosa vicenda? Le Istituzioni stanno realmente tutelando le nostre coste e il nostro mare da un eventuale pericolo, oppure qualcuno dei nostri amministratori è più attaccato alla propria poltrona che al futuro del Paese?

Stando al parere del geologo Uberto Crescenti, ex rettore dell’Università Gabriele D’Annunzio di Chieti, “tutte le attività di ricerca di idrocarburi portano lavoro, fanno crescere l’economia e portano benessere”.

Per rassicurare gran parte di coloro che vedono in una piattaforma petrolifera solo inquinamento e distruzione dell’attività turistica, il professionista ha inoltre ricordato che il super partes Comitato di Valutazione d’Impatto Ambientale del Ministero dell’Ambiente ha già espresso più volte parere favorevole al progetto e, pertanto, è “da ritenere che siano state previste tutte le opportune e necessarie attività tese alla salvaguardia ambientale e della salute pubblica”.

Alla fine di questa partita, il cui risultato è ancora incerto, sarebbe utile domandarsi se e quanto sia (in)giusto che una minoranza decida del futuro di un’intera regione/nazione in nome di rischi ambientali imprecisati o mai documentati.

Forse con qualche parere scientifico in più e alcuni comizi elettorali in meno, il territorio e lo sviluppo potrebbero diventare addirittura sinonimi. Persino in Italia.

FONTE: goccediverità.it

Gocce di verita, 1000 euro a testa per non sfruttare le nostre risorse

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Affari, Ambiente, Economia

Dal blog Gocce di Verità. Tasse importazione gas, riserve gas Italia. Come reagireste se vi dicessero che una cospicua parte delle nostre tasse viene investita per importare materie prime di cui il territorio italiano dispone in abbondanza? Ambiente, territorio, sviluppo, energia.

Gocce di Verita Tasse importazione gas

Una domanda che mi sono posto quando ho scoperto che per riscaldare le nostre case e dissetare i nostri mezzi di trasporto, il bel Paese solo nel 2011 ha dovuto spendere di importazioni ben 62 miliardi di euro, vale a dire più di 120 milioni di miliardi delle nostre mai dimenticate lire giusto per rendere meglio l’idea (Fonte Strategia Energetica Nazionale, documento approvato e presentato lo scorso marzo dal Ministero dello Sviluppo Economico e dal Ministero dell’Ambiente per indirizzare e programmare la politica energetica del Paese).

Gocce di Verita

Qualcuno di certo obietterà che l’Italia è rinomata per il turismo e le sue spiagge e che quindi questa cifra spropositata – pari a quasi 2 finanziarie del Governo Monti – sia lo scotto da pagare per non essere nati in Texas ma in riva al bagnasciuga dell’immacolato Mediterraneo.
Purtroppo, come già ho ricordato in alcuni dei miei post precedenti, non è di dominio pubblico che, sotto i nostri piedi, il territorio italiano nasconde delle ingenti quantità di gas e di petrolio, un piccolo tesoretto tricolore che trasforma in un grave spreco economico la percentuale di riserve energetiche dall’Estero: solo nel 2010, ad esempio, ben l’84% del consumo energetico nazionale è stato importato, contro una media europea del 53% (Fonte SEN).

Secondo quanto rilevato da fonti autorevoli e indipendenti come il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Ambiente, le risorse potenziali totali presenti nel nostro Paese ammontano a 700 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) di idrocarburi (cifra che, peraltro, considerati gli ultimi 10 anni in cui l’attività esplorativa si è ridotta al minimo, è probabile sia stata definita largamente per difetto). Una stima che conferma ancora una volta come, fatta eccezione per i Paesi nordici, le riserve italiane siano le più importanti dell’Europa continentale.
Ma allora per quale motivo ogni anno decidiamo di pagare per qualcosa che già possediamo in abbondanza, facendo prendere il volo a gran parte del nostro stipendio verso Paesi come Russia, Algeria e Libia?

Qualcuno risponderebbe che l’industria petrolifera finirebbe per macchiare di nero la filiera turistica. Partendo dall’inviolabile presupposto che lo sviluppo energetico di un territorio non deve trascurare la tutela dell’ambiente e del paesaggio, qualche tempo fa ho postato lo studio sulle potenzialità del settore italiano degli idrocarburi condotto dal R.I.E. (Ricerche Industriali ed Energetiche) che ha rilevato come le attività petrolifere siano compatibili con quelle del settore turistico, sull’esempio dell’Emilia Romagna: qui, infatti, pur essendo quasi la metà del territorio interessata da attività di sviluppo degli idrocarburi con ben 210 pozzi produttivi (fonte Unmig) si è riusciti a divenire un punto di riferimento importante per il flusso turistico straniero (quinta Regione in Italia), con un 6,2% del totale concentrato inoltre proprio nelle coste prospicienti l’estrazione di gas naturale avviata oltre mezzo secolo fa.

E a chi obietta che lo sfruttamento delle risorse di idrocarburi sia un’attività pericolosa per l’ambiente e per le persone, cosa si può dire? La risposta a questi dubbi legittimi, forse, non risiede nella urla da comizio elettorale o negli allarmismi di piazza, bensì nei dati scientifici emersi dagli studi pubblicati da organi seri e indipendenti: lo studio del R.I.E. ha rilevato che nel periodo 1970-1990, nonostante la forte intensificazione delle attività E&P, in Italia non si è registrato alcun impatto di grande rilievo sull’ambiente; inoltre, negli ultimi 10 anni, non sono stati riscontrati casi di blow-out (un’uscita incontrollata di acqua, gas o petrolio) nei pozzi offshore dei mari italiani, contro una media europea e mondiale nell’intorno di 1,8-1,3 per mille pozzi perforati.

Infine, secondo lo studio di Confindustria Chieti il settore “Industria del petrolio” (che comprende anche il mid-stream e il downstream) risulta essere il comparto dell’industria manifatturiera caratterizzato dalla più bassa percentuale di infortuni sul lavoro rispetto ai dipendenti (elaborazioni su dati INPS).

Alla luce di queste evidenze, sono del parere che l’Italia non possa più permettersi di ascoltare sedicenti ambientalisti e rappresentanti politici alla caccia di qualche voto: nel bel mezzo di una delle crisi economiche più lunghe e dure che i libri di storia ricordano, assieme ai comprensibili sforzi richiesti ai cittadini sotto forma di aumento di tasse e del taglio di alcuni servizi, non sarebbe giusto che lo Stato sfruttasse al meglio tutte le risorse di cui fortunatamente dispone? E io pago…

FONTE: www.goccediverita.it

Il turista del benessere in autunno cerca vacanze yoga tra mare e ulivi!

Scritto da Carla il . Pubblicato in Ambiente, Beauty & Wellness, Italia, Viaggi

Prepara il tuo hotel alle vacanze yoga, il nuovo trend del benessere 2013!

Cosa cerca il turista del benessere per l’autunno 2013?
Il nuovo trend non lascia spazio a dubbi: Una vacanza yoga tra la pace di un uliveto e in riva al mare in Toscana, nelle Marche o in Romagna!

Tutta la giornata si muove alla ricerca del benessere, a partire dalla mattina, con una seduta yoga tra i colori dell’alba , cullati tra i suoni del mare o il vento tra le fronde degli ulivi e seguiti poi da una pausa nel centro benessere dell’Hotel, coccolati da una pausa ayurvedica curata da veri professionisti dell’wellness come i nostri hotel partner in Romagna, Toscana e Marche.

La colazione diventa una vera e propria pausa energetica di qualità con prodotti bio, sempre più facili da trovare in hotel benessere di qualità.
Il rapporto col cibo diventa un momento importante di benessere, di ascolto tra il proprio corpo e l’esterno.

Il mercato del benessere e della bellezza si muove sempre più verso una vera e propria ricerca di equilibrio tra lo spirito e l’ambiente, e i gli hotel manager più accorti sanno che la propria struttura ricettiva non si può far trovare impreparata e per questo investono nella formazione olistica del proprio personale e si affidano all’esperienza di chi fa del benessere in hotel il proprio core business.

I servizi professionali dell’impresa rosa wellness in hotel nascono dall’incontro tra la passione e l’esperienza nel mercato dell’hotellerie e della formazione.

L’autunno è alle porte e il settore del benessere, delle spa, delle terme e anche di un piccolo centro benessere urbano richiede una grande attenzione al cangiante mondo degli amanti del benessere psico-fisico, una clientela esigente ma semplice da accontentare con la giusta preparazione.

Non farti cogliere impreparato e consultati con chi sa cosa vuole il tuo mercato !

Gocce di verità: Online il nuovo blog sull’Ambientalismo

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Ambiente

Nel dibattito, sempre vivace e affollato, sullo sviluppo del territorio  e le sue connessioni con l’ambiente, nasce una voce fuori dal coro dei no e delle proteste: un nuovo blog, Gocce di Verità, che ha l’intento di offrire alla discussione un punto di vista scientifico, all’insegna dell’umiltà e del dialogo aperto a tutti.

Gocce_di_verita

Partendo da una recente polemica sul caso della piattaforma petrolifera di Ombrina Mare in Abruzzo, alimentata da un editoriale di Ernesto Galli Della Loggia sul Corriere della Sera, lo scopo del blog è quello di affrontare criticamente la sindrome NIMBY (Non nel mio giardino) che spesso coinvolge ambientalisti, comitati, amministrazioni e politici locali e “che si scatena ogni qual volta – spiega l’autore – sui nostri territori nasce un progetto industriale”.

Un blog che intende “poter contare su fatti, evidenze, controprove in grado di dimostrare se questo o quel progetto rappresenti un’opportunità reale e non semplicemente una potenziale minaccia”. Esiste dunque una modalità, si chiede il blogger, “per raccogliere informazioni scientifiche, opinioni personali, critiche, richieste, contributi ed esperienze finalizzati ad avvicinarsi alla verità il più possibile e con grande umiltà ?”.
La risposta si può forse (e finalmente) trovare nel “web e nella sua funzione di catalizzatore sociale libero, aperto, democratico”.

Sullo sfondo del blog l’emblematico scontro tra due mondi in molti casi contrapposti: quello dell’ambientalismo di pancia, della piazza da una parte, e quello di un ambientalismo informato, “sobrio” e favorevole allo sviluppo sostenibile del territorio dall’altra. Realtà distanti che il blog vorrebbe avvicinare: “Siamo poi così certi che territorio e sviluppo non possano stringere un’alleanza fruttuosa e rispettosa di regole, sentimenti, necessità individuali e collettive?”

Arsenico nell’acqua? Acquaviva arriva nelle scuole di Latina

Scritto da Massimo Lucidi il . Pubblicato in Ambiente, Aziende, Istruzione, Italia, Salute

L’emergenza arsenico nella provincia di Latina continua a tenere in allarme la popolazione laziale, in particolar modo per quanto riguarda i pozzi “privati”, laddove la presenza dell’arsenico risulta essere ben oltre i limiti di guardia disposti.

A rischio è pure l’intera catena alimentare, in quanto l’arsenico viene considerato dall’Oms (Organizzazione mondiale della sanità, ndr) un vero e proprio elemento cancerogeno, per il quale l’Ue ha disposto già dal 2001 precisi limiti (concentrazione massima ammissibile di arsenico nell’acqua potabile a 10 microgrammi al litro).

In questo scenario si colloca il progetto promosso dall’Acquaviva, azienda leader nella distribuzione di acqua alle imprese ed alle famiglie, in modo pratico ed igienico, attraverso la fornitura di eco-boccioni e l’attivazione di erogatori collegati alla rete idrica.

Le scuole della provincia di Latina, infatti, saranno in questo modo servite dall’esclusivo servizio di fornitura di acqua da bere di Acquaviva, che oltre a garantire la massima qualità del prodotto, disponendo di due sorgenti in Veneto ed in Molise, assicurerà anche tranquillità operando in modo ecologico e nel rispetto dell’ambiente.

Eni Taranto: nessuna emergenza ambientale

Scritto da IQandPartners il . Pubblicato in Ambiente, Comunicati Stampa

Black out Eni: nessuna emergenza ambientale alla Raffineria di Taranto

Taranto, 9 luglio 2013 – Nella giornata di ieri le avverse condizioni metereologiche hanno generato una interruzione di alimentazione elettrica dalla rete nazionale e un successivo blackout che ha interessato tutte le utenze elettriche della Raffineria Eni di Taranto. Il blocco improvviso degli impianti ha attivato gli automatismi che garantiscono il mantenimento delle condizioni di sicurezza del sito.

Logo Eni

La concomitanza delle avverse condizioni meteo e del blocco elettrico non ha consentito di escludere un effetto di “trascinamento” di tracce di acque oleose , causando un fenomeno di iridescenza. A scopo cautelativo, informata immediatamente la Capitaneria di Porto, sono state prontamente messe in atto tutte le azioni necessarie a circoscrivere il fenomeno, quali l’utilizzo di panne di contenimento e sistemi oleoassorbenti.

Le verifiche odierne hanno confermato l’efficacia delle azioni messe in atto . Non si è mai manifestata infatti una situazione di emergenza ambientale anche in considerazione delle ridotte dimensioni del fenomeno. Non è stata rilevata, infatti, traccia di idrocarburi al di fuori dell’area di contenimento.

Attualmente le operazioni procedono senza problemi e si prevede che saranno concluse nell’arco della giornata odierna.

FONTE: eni

Med Solutions Network: Mauro Spagnolo Video intervista a Angelo Riccaboni

Scritto da 20TaskForceItaly il . Pubblicato in Ambiente, Internet

Si è chiusa il 5 luglio, alla Certosa di Pontignano, la First Siena Solutions Conference, l’evento internazionale che ha tenuto a battesimo il lancio di MED-SOLUTIONS Network.
A condurre i lavori della tre giorni internazionale, il celebre economista Jeffrey Sacks e il Rettore dell’Università di Siena, Angelo Riccaboni, il cui ateneo coordina il network.

Energia, inquinamento, agricoltura.  Si è conclusa ponendo l’accento su queste tre fondamentali questioni, la maratona scientifica della First Siena Solutions Conference, l’evento internazionale che ha tenuto banco dal 3 al 5 luglio alla certosa di Pontignano, in Provincia di Siena, ha raccolto un ricco parterre di esperti, accademici e gruppi di ricerca in un momento di confronto senza precedenti; oltre cento partecipanti provenienti da venticinque nazioni hanno dato il via a quelli che sono stai ribattezzati come gli “Stati generali della sostenibilità nel Mediterraneo”.

Jeffrey Sachs ai microfoni di Rinnovabili.it

Jeffrey Sachs ai microfoni di Rinnovabili.it

“Abbiamo inaugurato MED-SOLUTIONS, un network straordinario” e “primo capitolo regionale del Sustainable Development Network Solutions delle Nazioni Unite (UN-SDNS)”, ha spiegato Jeffrey Sacks, oggi uno dei più autorevoli esperti di sostenibilità al mondo che ha presieduto i lavori insieme al Rettore dell’Università di Siena, Angelo Riccaboni. Il celebre economista americano è dal 2012 alla guida della UN-SDNS che ha stilato un’agenda di azioni fondamentali nel prossimo quindicennio, fino al 2030, per favorire lo sforzo globale per il raggiungimento del “Sustainable Development”. In questo contesto l’hub di progetto MED-SOLUTIONS, il cui coordinamento è stato affidato all’Università di Siena, nasce con il preciso scopo di rafforzare la cooperazione nella regione mediterranea per una prosperità inclusiva e sostenibile, attraverso una rete di atenei che lavorino fianco a fianco con i partner commerciali, i governi e la società civile.

Angelo Riccaboni ai microfoni di Rinnovabili.it

Angelo Riccaboni ai microfoni di Rinnovabili.it

Rinnovabili.it, il quotidiano web sulla sostenibilità ambientale, diretto da Mauro Spagnolo, ha seguito la tre giorni da vicino, con una ricca diretta twitter e video interviste in esclusiva, per portare i propri lettori al centro dell’evento e del suo obiettivo: riconoscere quelle che sono oggi le sfide allo sviluppo sostenibile della Regione, ragionando proattivamente sulle soluzioni attuabili.
Ed è proprio la parola “soluzioni” la chiave di lettura dell’evento chiusosi per l’appunto con la presentazione di 5 “solutions”, selezionate 38 proposte dedicate ai Paesi del Mediterraneo ed avanzate da enti di ricerca internazionali. Cinque progetti originali, 2 redatti da studenti e 3 da gruppi di ricerca, dedicati alla conservazione dell’ambiente terrestre, atmosferico e marino di questo fragile territorio e dotate di un grande potenziale di innovazione tecnica e di business  a sostegno della crescita verde.

Le solutions selezionate riguardano

  • Il miglioramento della produzione agricola nelle zone rurali povere con l’introduzione di pannelli solari e utilizzo di biogas; il progetto è stato presentato da Marwan Haddad del Water and Environmental Studies Institute palestinese.
  • Il ripristino della Posidonia oceanica e dell’ecosistema marino tramite l’impiego di un sistema di plastiche biodegradabili recentemente brevettate, da posizionare sui fondali marini. Il progetto presenta la firma Sebastiano Calvo e Filippo Luzzu dell’Universita’ di Palermo, Biosurvey spin-off.
  • la conservazione delle foreste in Sardegna tramite un progetto di una studentessa dell’Università di Sassari; il progetto mira a promuovere un mercato di pagamenti per l’uso dell’ecosistema della foresta di Ghirghine, nella provincia di Oristano.
  • La mitigazione del riscaldamento globale attraverso i “cool roofs”, tetti freddi letteralmente che hanno elevata capacità di riflettere la luce solare; la solution è stata presentata da uno studente dell’Università di Perugia.
  • La massimizzazione delle potenzialità degli interventi di riduzione delle emissioni su vasta scala, grazie al progetto del Global Footprint Network, che propone di combinare gli indicatori sull’impronta ecologica con altri parametri esistenti, come quelli sullo sviluppo umano di UNDP, per fornire basi di dati affidabili e condivisi.

Nel loro insieme le Solutions rispondono a quelle che il network Onu ha individuato come le più grandi sfide al territorio mediterraneo: la necessità di integrare soluzioni dedicate all’energia rinnovabile, alla risorsa idrica, all’agricoltura, e all’occupazione; proteggere il mare mediterraneo e i suoi ecosistemi; garantire città dinamiche e resilienti. Questioni già aperte che non posso attendere oltre. Ecco perché la tre giorni di Siena costituisce un risultato fondamentale seppur non scontato come ci ricorda Riccaboni “Non era facile pensare di riunire qui oltre 25 Paesi, e praticamente quasi tutti del Mediteranno”.

Corrado Clini ai microfoni di Rinnovabili.it

Corrado Clini ai microfoni di Rinnovabili.it

E se da un lato l’evento ha evidenziato come purtroppo questa regione sia una delle aree più sensibili ai rischi al cambiamento climatico dall’altro, sottolinea il Rettore, ha anche posto i riflettori sulla mancanza, ancora adesso, di una consapevolezza diffusa di queste problematiche. Il grande valore della Conferenza e di chi vi ha preso parte è quello di aver dato vita un’unica voce autorevole  e a una visione condivisa. “Il fatto che si siano individuati i problemi e soprattutto che si siano state poste le basi per iniziare ad affrontarli, ritengo sia sicuramente il risultato più interessante ottenuto oggi”.
Tutte le video interviste in esclusiva di Rinnovabili.it a Riccaboni, Sachs, Clini e gli altri protagonisti della Conferenza possono essere visualizzate sul Canale YouTube Rinnovabili.it.

Rinnovabili.it – Il quotidiano web della sostenibilità, dell’efficienza energetica e dell’uso delle fonti rinnovabili. Ogni giorno fornisce un attento servizio informativo dalle più autorevoli fonti nazionali ed internazionali, oltre che commenti e inchieste di grandi firme del giornalismo e del mondo scientifico Italiano. Appena rinnovato nella veste grafica, nei contenuti e nella multimedialità, il quotidiano è suddiviso in 11 sezioni tematiche (Ambiente, Energia, GreenBuilding, SmartCity, Mobilità, Ecodesign, Innovazione, Cultura, GreenEconomy, Econormativa ed Eventi) oltre a 16 Blog monografici, 3 newsletter settimanali e molti servizi interattivi.

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Eni Taranto: Black out, Capitaneria di porto, tutto sotto controllo

Scritto da IQandPartners il . Pubblicato in Ambiente

Taranto, raffineria eni, la Capitaneria di porto assicura che la situazione è sotto controllo.

ENI: BLACK OUT, SVERSAMENTO MATERIALE IN MARE TARANTO

(ANSA) – ROMA, 8 LUG – In seguito a un black out nella raffineria Eni di Taranto, provocato forse da un fulmine, un grosso quantitativo di prodotto in serata è stato sversato in mare. Una chiazza che ha prodotto un odore sgradevole. Sembrerebbe “prodotto idrocarburico molto leggero”, secondo la Capitaneria di porto, che assicura che la situazione è “sotto controllo: la chiazza non si disperde al largo ma è tutta sotto costa, non c’é necessità di circoscriverla in mare”.

FONTE: ansa.it

Stamina o no, facciamo qualcosa subito: se non si ascolta la disabilità la si crea

Scritto da Roberto Lamanna il . Pubblicato in Italia, Salute, Scienze

Dal suo blog Eleonora Daniele invita a un confronto positivo sulle staminali e non a una sterile critica. “Un grande sociologo di nome Tom Shakespeare in “The Social Model of Disability”, parla del “modello sociale della disabilità” (espressione coniata da Mike Oliver), definendola come “creazione sociale causata dalla relazione tra un invalido e la società che lo rende disabile. I problemi che i disabili affrontano sono il risultato dell’oppressione sociale e dell’esclusione, non dei deficit individuali, non è il disabile che deve vergognarsi, ma è la società che deve farlo se opprime ed esclude”.
Cito questo famoso sociologo, anch’egli disabile, per riferirmi al caso di Sofia, bambina malata di Sma 1 (atrofia muscolare spinale), caso divenuto popolare grazie al programma televisivo “Le Iene”. In questi giorni i genitori di Sofia hanno postato su Facebook dei video in cui si dimostrano grandi miglioramenti della piccola grazie alle cure compassionevoli del metodo Vannoni (dopo la terza iniezione Sofia riprende a deglutire e a mangiare).
Le critiche che sono state rivolte al capo di Stamina Foundation (l’ultima sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature”) sono varie e non esattamente comprensibili per chi di medicina o di staminali non ne capisce.
Di certo pochi hanno le competenze necessarie per giudicare se quella di Vannoni sia una via praticabile o meno, ma la percezione che si ha è quella della “mancanza di ascolto”. Ci sono genitori (e non solo quelli di Sofia) che chiedono aiuto, che testimoniano come nel corso del tempo questo genere di cura porti evidenti benefici ai propri figli malati, che non vogliono rassegnarsi a non combattere, e con coscienza e dignità si espongono per non gettare la spugna davanti alla mancanza di speranza e alla possibilità di una cura che sta dando dei frutti immediati.
La malattia della piccola Sofia non aspetta le decisioni della burocrazia. Ci vorrebbero delle soluzioni, non delle critiche, delle proposte non degli attacchi.
Abbiamo sentito delle risposte fino ad adesso?
Vannoni continua a difendersi sui giornali, tutti prendono tempo, i poveri genitori non riescono ad avere confronti seri se non in televisione, dove raccontano la propria disperazione e chiedono di essere “ascoltati”. Se non si ascolta la disabilità, la si crea. Se la società non abbassa le barriere, produce quella stessa disabilità che dovrebbe invece assistere e accudire, come si fa con un bambino che piange e che ha bisogno di amore. Vannoni o no, facciamo qualcosa e subito”.

Per maggiori informazioni visitate: http://www.eleonoradanieleblog.it/