Energia dal mare: Eni porta l’innovativo ISWEC nelle acque di Ravenna

Scritto da Mauro Spagnolo il . Pubblicato in Ambiente

Il progetto pilota Inertial Sea Wave Energy Converter realizzato da Eni con il Politecnico di Torino (PoliTO) e Wave for Energy (spin-off del PoliTO) avvicina al mercato la tecnologia per produrre energia dal mare

L’Inertial Sea Wave Energy Converter – Credit: Eni

L’Inertial Sea Wave Energy Converter – Credit: Eni

La sostenibilità per la produzione di energia è diventata nell’ultimo periodo una delle principali driving force che caratterizzano le politiche energetiche delle nazioni, spinta anche dalla crescente sensibilità verso il tema del Climate Change. Per ridurre le emissioni di gas serra, come noto, sarebbe necessaria una transizione energetica senza precedenti che sposti in pochi decenni il baricentro del sistema energetico dalle fonti fossili a quelle rinnovabili. Sole e vento sono al momento le risorse più utilizzate per centrare l’obiettivo; il mare possiede grandi potenzialità, ma è necessario ancora sviluppare una tecnologia in grado di sfruttarlo in maniera efficiente ed economicamente praticabile.

Energia dal mare: il progetto pilota di Eni al largo di Ravenna
In quest’ottica, Eni è da alcuni anni in prima fila nella ricerca e nella messa a punto di tecniche per lo sfruttamento dell’energia maremotrice. Dal Marzo di quest’anno, a Ravenna è in funzione un primo progetto pilota, l’Inertial Sea Wave Energy Converter (ISWEC) con capacità nominale di 50 kW. L’impianto si trova nel Mare Adriatico al largo di Ravenna ed è stato realizzato grazie al sodalizio tra Eni e il Politecnico di Torino (PoliTO) e Wave for Energyuno spin-off del Politecnico di Torino. L’iniziativa rientra in un più ampio piano di collaborazioni tra il gigante energetico e le principali università del Paese, tutte mirate a condividere competenza tecnologica, industriale e commerciale e favorire una concreta integrazione tra mondo accademico ed impresa.

Il mare è potenzialmente la più grande fonte di energia rinnovabile al mondo: le più recenti stime quantificano in 2.7-3 TW la capacità globale disponibile. Questa enorme quantità di potenza è tuttavia al momento sostanzialmente inutilizzata. L’innovativo sistema targato Eni si presenta come una struttura flottante ancorata al fondale ed è in grado – attraverso l’effetto inerziale reattivo di un giroscopio – di convertire il beccheggio oscillatorio dello scafo indotto dal moto delle onde. Questa sorta di “culla dell’energia” riesce ad adattarsi alle condizioni marine mantenendo una elevata efficienza nel non semplice processo di conversione energetica.
L’impianto inoltre, è integrato in un sistema ibrido smart grid che include fotovoltaico e batterie di stoccaggio energetico per una generazione contemporanea da solare e moto ondoso unica al mondo.

Eni insieme a CDP, Fincantieri e Terna per implementare il progetto su scala industriale. Nell’Aprile 2019 è stato poi firmato un accordo non vincolante tra i vertici di Eni, Cassa Depositi e Prestiti, Fincantieri e Terna per lo sviluppo ulteriore e la futura trasformazione di ISWEC in un progetto realizzabile su scala industriale. L’intesa mira ad unire le competenze di ciascuna delle società nei rispettivi ambiti: l’esperienza in campo energetico di Eni, le competenze economico-finanziarie di CDP e il know-how di Fincantieri e Terna in progettazione esecutiva, costruzione e ricerca di soluzioni energetiche sostenibili.

I termini dell’accordo prevedono una prima fase di studio ed ingegnerizzazione della costruzione partendo dal dispositivo ISWEC; da qui si dovrebbe arrivare alla progettazione e realizzazione (entro il 2020) di un primo sito operativo collegato alle piattaforme estrattive offshore Eni. È prevista parallelamente la valutazione dell’estensione del progetto ad alcuni siti di particolare interesse strategico nel Paese. Un esempio sono le aree marine in prossimità delle isole minori, energeticamente off-grid per definizione. Con l’aiuto di impianti come ISWEC, queste zone – la cui alimentazione energetica principale spesso è ancora rappresentata da gruppi elettrogeni diesel – vedrebbero finalmente erogare energia elettrica completamente rinnovabile per soddisfare il loro fabbisogno.

La buona riuscita del piano con una implementazione industry-wide del progetto pilota ISWEC, potrebbe contribuire alla decarbonizzazione delle attività Oil&Gas offshore di Eni, trasformando piattaforme a fine vita in hub per la produzione sostenibile di energia.

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Eni fotovoltaico organico, nel Centro ricerche Eni di Novara

Scritto da Mauro Spagnolo il . Pubblicato in Ambiente, Aziende

Dal Centro Ricerca Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara al MIT di Cambridge passando per il finlandese VTT: viaggio lungo strada dell’innovazione per il fotovoltaico organico

Fotovoltaico organico tra celle stampabili e impianti gonfiabili

Leggero, flessibile, economico, personalizzabile e a basso impatto: sulla carta il fotovoltaico organico (Organic PhotoVoltaics – OPV) ha caratteristiche invidiabili. E nonostante l’efficienza di conversione non sia ancora a livello delle tradizionali celle al silicio e delle altre tipologie di fotovoltaico a film sottile, da pochissimo tempo è riuscito a farsi strada nel mercato solare. Al netto dei problemi di resa e stabilità, infatti, la tecnologia organica offre benefici unici che continuano a nutrirne l’appeal anche sul fronte dei costi. Il settore ha messo a punto soluzioni che rendono estremamente semplice ed economica non solo la produzione ma anche il trasporto in zone impervie e l’installazione: lì dove il silicio mostra rigide e pesanti celle nere o blu, il fotovoltaico organico può contare su paste, pellicole, soluzioni liquide o veri e propri inchiostri solari, arrivando in alcuni casi a risparmiare fino al 90 per cento in peso di materiale rispetto la controparte inorganica.

L’adattabilità e l’alto grado di sperimentabilità rendono oggi questa tecnologia un popolare campo di ricerca. Campo a cui partecipa a pieno titolo anche l’Italia. Il Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara lavora dal 2007 sul solare avanzato in collaborazione con diverse accademie italiane ed estere, incluso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) statunitense. In questi anni il progetto condotto nell’Istituto piemontese – uno dei più prestigiosi centri di ricerca industriale in Europa –ha portato alla realizzazione di innovativi moduli fotovoltaici organici, grazie anche della collaborazione con il VTT Technical Research Centre of Finland, il CNR e numerose università italiane. L’obiettivo? Realizzare pannelli economici e versatili che facilitino da un lato l’integrazione del OPV in edilizia e dall’altro l’elettrificazione di aree remote e difficili da raggiungere.

Nel Centro ricerche Eni di Novara è appena entrato in produzione un impianto pilota per la stampa di rulli di OPV. Nel caso dell’Organic PhotoVoltaics, infatti, tutti gli strati della cella possono essere prodotti in soluzione ad atmosfera e temperatura ambiente, utilizzando tecniche di stampa roll to roll molto simili a quelle che si usano per le riviste a colori. In altre parole, questa tecnologia non richiede complicate fasi di deposizioni di vapore né particolari condizioni ambientali. Ciò offre dei diretti vantaggi economici ed ambientali e il risultato è un dispositivo flessibile, leggero, robusto e ultrasottile in grado di assumere qualsiasi forma e su cui è possibile progettare disegni illimitati: può essere stampato su sottili rotoli di plastica, che possono piegarsi o curvarsi attorno alle strutture, essere incorporato nei tessuti per indumenti o accessori o applicato sui materiali edilizi per trasformare finestre e facciate di un edificio in centrali solari integrate. Un’altra opzione, su cui sta lavorando il Centro Ricerche per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente, interessa l’applicazione delle celle polimeriche nella sensoristica di un sistema elettrico, nell’ambito dell’Internet Of Things. La soluzione fa leva su una delle grandi capacità del fotovoltaico organico, ossia quella di riuscire a lavorare anche con la luce diffusa negli ambienti interni, rivelandosi pertanto una funzionale fonte d’alimentazione indoor.

Gli ultimi trend di settore hanno sfruttato la leggerezza e flessibilità del fotovoltaico organico per realizzare impianti d’emergenza mobili, facilmente trasportabili in quelle aree remote del pianeta senza accesso all’elettricità o in situazioni di emergenza al verificarsi di grandi calamità. In questo filone di ricerca si inserisce anche il lavoro svolto da Alessandra Cominetti presso il Centro piemontese. Cominetti, assieme al suo team, ha perfezionato la tecnologia dei pannelli solari organici (Organic PhotoVoltaics, OPV) applicandola a un sistema gonfiabile.

Il risultato è una struttura di forma prismatica, dal peso estremamente ridotto e dal facile utilizzo: basta trasportare il kit – inserito in uno zaino – dove necessario, aprirlo per attivare i moduli solari OPV, gonfiarlo con l’aria usando la pompa elettrica alimentata dai moduli stessi e orientarlo nella posizione migliore per la ricezione dei raggi solari e la produzione immediata di elettricità. L’impiego non richiede alcuna preparazione tecnica da parte degli utenti. Inoltre, la struttura gonfiabile è stata concepita per permettere all’impianto di essere ancorato a terra semplicemente inserendo un peso (sassi, sabbia, acqua) nella tasca di cui è dotato oppure, tramite ormeggio, può essere posto sull’acqua a galleggiare. La ricerca sul fotovoltaico organico gonfiabile ha fatto meritare alla scienziata il prestigioso premio dedicato ai giovani innovatori con meno di 35 anni promosso da MIT-Technology Review Italia e dalla Bologna Business School dell’Università di Bologna.

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Il progetto “Liberi dalla plastica” dell’Istituito Pirandello-Svevo di Napoli vince il premio “Facile.it per la scuola”

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Ambiente, Istruzione

È stato l’Istituto Pirandello-Svevo di Napoli, con il progetto Liberi dalla plastica, a vincere la terza edizione di Facile.it per la scuola (https://www.facile.it/scuola.html), il concorso promosso dalla web company per premiare l’eccellenza nella scuola primaria e secondaria pubblica italiana.

L’istituto ha battuto gli oltre 150 progetti in gara conquistando il primo posto nella categoria Ecosostenibilità e aggiudicandosi così una donazione da 4.000 euro e 5 postazioni PC complete da destinare al progetto Liberi dalla plastica; la vincita permetterà alla scuola di incrementare gli strumenti del laboratorio scientifico e far crescere ulteriormente l’iniziativa avviata.

Il progetto è nato per mostrare ai ragazzi come sia possibile sviluppare un’economia circolare e senza plastica, partendo proprio dai prodotti della natura. Gli alunni si sono quindi cimentanti in prima persona nella realizzazione di un orto-giardino con alcune piante di stagione, utilizzate poi per la creazione di prodotti ecosostenibili e plastic free, dando il via ad una vera e propria green economy scolastica. Grazie all’essicazione di alcune specie aromatiche i ragazzi hanno ad esempio prodotto alcune saponette di shampoo solido e il dentifricio “Pastportous”, mostrati durante anlcune manifestazioni di Legambiente.

L’iniziativa è stata anche un’occasione per discutere di ambiente e riflettere sulle tematiche della sostenibilità e dello smaltimento dei rifiuti, grazie anche all’organizzazione di momenti di confronto e attività di sensibilizzazione.

«L’elevato livello dei progetti che hanno partecipato a questa edizione», ha dichiarato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it «ha confermato ancora una volta come le scuole primarie e secondarie pubbliche italiane abbiano grande passione e voglia di mettersi in gioco. Con Facile.it per la scuola diamo il nostro piccolo contributo, aiutando docenti e alunni a realizzare i loro progetti e sostenendo la loro grande voglia di fare.».

Al secondo posto nella categoria Ecosostenibilità si è posizionato l’Istituto Villa San Martino di Pesaro con il progetto Riciclartisti di quartiere, mentre le altre due categorie in concorso, Innovazione e Inclusione, sono state vinte, rispettivamente, dall’Istituto Comprensivo G. Falcone di Copertino (LE) con il progetto Redazione WikyEuropa e dall’Istituto Comprensivo di Paliano (FR) con il progetto Una Biblioteca Sonora per Leggere meglio e…di più.

A decretare i vincitori è stata una giuria di esperti composta da Maria Cristina Origlia, giornalista del Sole24Ore e vicepresidente del Forum della Meritocrazia, Alessandra Venneri, Head of Corporate Communications Italia e South East Europe di Kaspersky Lab, azienda da anni impegnata nella sicurezza informatica dei giovani e nella lotta al Cyberbullismo, Daniele Grassucci, co-founder e Head of Content and Communication di Skuola.net, e  presieduta da Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it.

La sostenibilità ambientale sta generando un forte impatto economico sul mercato immobiliare in Italia.

Scritto da Domenico Amicuzi il . Pubblicato in Ambiente, Casa e Giardino, Economia

I principali indicatori economici denotano l’inversione di tendenza che si è verificata in Italia nel corso degli ultimi anni per quanto riguarda gli investimenti rivolti alla sostenibilità ambientale in ambito immobiliare.

Se da un lato il mercato real estate dal 2008 ad oggi ha subito un notevole calo dei prezzi di compravendita, dall’altro lato si sta rivelando invece protagonista di una profonda rivoluzione.

Infatti sempre più aziende operanti nel settore immobiliare ed anche singoli proprietari si sono resi conto dei vantaggi sociali ed economici derivanti dagli investimenti in immobili sostenibili. 

Il comparto residenziale in Italia sta facendo registrare significativi segnali direzionati all’ecosostenibilità degli edifici. 

Si denota inoltre un netto incremento della permanenza sul mercato immobiliare di abitazioni dotate di una bassa efficienza energetica, a differenza delle unità che presentano una classe energetica elevata, le quali risultano le più richieste sia dagli acquirenti che dagli investitori.   

Nell’articolo l’impatto della sostenibilità ambientale sul mercato immobiliare pubblicato dal Real Estate Specialist Domenico Amicuzi vengono approfondite le opportunità presenti e le prospettive future della sostenibilità ambientale rivolta al mercato immobiliare. 

I 15 anni di attività svolta nel mercato real estate in Italia rendono Amicuzi uno dei più stimati professionisti in ambito immobiliare, grazie alla sua determinazione ed ambizione, che hanno garantito il raggiungimento di prestigiosi obiettivi professionali.

Nel corso della sua carriera Domenico Amicuzi ha infatti ricoperto i ruoli di: real estate advisor, imprenditore e real estate manager ed infine di real estate specialist presso le principali società immobiliari operanti in Italia.

L’esperienza maturata ha permesso inoltre ad Amicuzi di acquisire una approfondita conoscenza degli elementi operativi di marketing immobiliare, ed una consolidata padronanza delle procedure che regolano le dinamiche di business immobiliare.

Buone idee per ridurre gli sprechi alimentari

Scritto da pressnews il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Ambiente, Aziende

In un mondo che affronta una crisi quasi decennale e dove oltre 821 milioni di persone soffrono la denutrizione, ogni anno, secondo i dati forniti dalla FAO, lungo tutta la filiera di produzione/distribuzione, viene sprecato oltre un terzo della produzione mondiale di cibo – pari a circa 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti – che basterebbe a sfamare quasi 44 milioni e mezzo di persone.

Il dato, già di per sé negativo, diventa allarmante se si considera che, nei prossimi anni, è previsto un aumento sempre crescente della popolazione mondiale che comporterà un conseguente accrescimento della produzione alimentare del 60-70%.

Oltre ad uno spreco di natura economica c’è da considerare anche quello di natura ecologica: la produzione alimentare, infatti, necessità l’impiego di terra, acqua ed energie che, in questi casi, vengono sfruttati inutilmente.

Consigli antispreco in cucina

 Se, quindi, in materia di spechi, le cattive notizie non mancano, al contempo, ce n’è una buona: possiamo fare tanto per evitarle.

Innanzitutto, per quanto riguarda la spesa domestica, basta organizzare il menù settimanale, preferendo prodotti locali, freschi e di stagione e stando ben attenti alle date di scadenza. Non acquistate più del necessario e quindi segnate sulla lista della spesa la quantità che vi serve magari optando per prodotti alla spina che evitano l’acquisto di dosi superflue.

Una volta arrivati a casa con le buste della spesa riponete tutto in maniera razionale nel frigo e nella dispensa evitando di “nascondere” cibi che poi trovereste quando sarebbe troppo tardi.

Come utilizzare il cibo avanzato?

 Su internet troverete tanti “web-ricettari” pieni di utili consigli per evitare ogni spreco o, in alternativa, potreste donare ad amici e parenti il cibo avanzato dopo pranzi o cene luculliane.

Se, invece andate a mangiare fuori casa? Nei ristoranti lo spreco è la regola soprattutto da quando è esplosa la moda delle “apericene” e dei ristoranti “all-you-can-eat”: si spende una cifra fissa e, senza alcun limite, si può riempire il proprio piatto. Purtroppo, però, tendiamo a riempirlo troppo per poi lasciarlo colmo quando ci alziamo dal tavolo.

È buona regola, quindi, limitare le porzioni a quanto possiamo mangiare realisticamente anche perché molti ristoratori, per evitare attacchi di ingordigia da parte dei propri clienti, prevedono delle sanzioni per chi lascia il proprio piatto pieno di cibo.

Come si può salvare tutto questo cibo ancora edibile dalla pattumiera?

Fortunatamente si stanno moltiplicando, anche grazie al web, le collaborazioni tra società di catering e associazioni di volontario che raccolgono i cibi avanzati dai banchetti di eventi e che vengono consegnati a persone in difficoltà.

Chiedete e proponete le doggy bag!

Poi è sempre possibile far ricorso alle famose doggy-bag . Questa invenzione nata negli USA, a poco a poco, si sta diffondendo anche in Italia dove molti ristoratori consentono ai propri clienti di recuperare gli avanzi e di portarli a casa grazie a contenitori di varia grandezza e foggia e realizzati anche con materiale ecosostenibile e per ogni esigenza (vi consigliamo di dare uno sguardo su Ecostoviglie.com sezione take away per avere una idea!). Meno sprechi per i ristoratori e clienti più soddisfatti!

Dal 17 al 20/10 Licodia Eubea capitale internazionale del Cinema Archeologico con la IX Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica

Scritto da inpress il . Pubblicato in Arte, Cultura, Geografia

Dal 17 al 20 ottobre Licodia Eubea (CT) sarà la capitale internazionale del Cinema Archeologico. Da giovedì 17 ottobre prenderà il via la IX edizione della prestigiosa Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica, uno dei più importanti festival cinematografici italiani (l’unico nel sud Italia) dedicato alla divulgazione dell’Antico attraverso le arti visive. Diciotto le opere in concorso, tra documentari, docu-fiction e film di animazione, di cui 7 straniere; 4 anteprime nazionali, oltre 13 ore di proiezioni e un ricco calendario di eventi collaterali.
Sono questi i numeri della manifestazione organizzata negli spazi polifunzionali dell’ex chiesa di San Benedetto e Santa Chiara dall’Associazione Culturale ArcheoVisiva in collaborazione con l’Archeoclub d’Italia di Licodia Eubea “M. Di Benedetto” e con il sostegno della Sicilia Film Commission (programma Sensi Contemporanei).

«Quest’anno – spiegano i direttori artistici Alessandra Cilio e Lorenzo Daniele – il palinsesto dei film in concorso al festival è particolarmente ricco e vario. Andremo alla ricerca dei Neanderthal per comprendere i loro spostamenti e i loro usi e costumi, con le ricostruzioni in 3D calpesteremo il terreno in cui si svolse la battaglia di Canne, ci sposteremo in Giordania per rivivere la battaglia di Jerash, cercheremo di comprendere il significato enigmatico delle stele di Cabeço da Mina in Portogallo, attraverseremo la penisola italiana per raccontare l’esperienza eremitica, e ancora ci inoltreremo sulla riva destra del fiume Danubio alla comprensione della cultura di Vučedol risalente al tardo terzo millennio a.C., ci inabisseremo nei fondali dell’Adriatico per rivivere un capitolo dimenticato dell’Unità d’Italia, la battaglia di Lissa. Questo e molto altro in un festival che consente agli spettatori di viaggiare, conoscere il mondo e scoprire l’Antico attraverso il cinema».

Tre i premi, conferiti nella serata conclusiva: il premio “Archeoclub d’Italia” al film più votato dal pubblico; il premio “ArcheoVisiva” assegnato al miglior film da una giuria di qualità; il premio “Antonino Di Vita” conferito dal comitato scientifico a una personalità che si è distinta nella divulgazione dell’Antico. La Rassegna, infatti, si rivolge non soltanto agli addetti ai lavori ma anche a un pubblico più ampio, con l’obiettivo di trasmettere agli spettatori la passione per la conoscenza del mondo antico e la tutela e valorizzazione dei beni culturali attraverso forme di comunicazione più accattivanti.

Cinema a tema archeologico, dunque, ma non solo: il calendario della manifestazione prevede anche incontri di archeologia, workshop sulla comunicazione dell’Antico attraverso i nuovi media, laboratori didattici per le Scuole, una mostra fotografica (in collaborazione con il gruppo fotografico “Obiettivo Grammichele”), una esposizione di costumi teatrali (con Ariana Talio), visite guidate al Museo etno-antropologico, degustazioni enogastronomiche, escursioni sul territorio e tanto altro. Qui il link al programma completo, con la sinossi dei film in concorso. L’ingresso alla manifestazione è gratuito.

Info e contatti
Rassegna del Documentario e della Comunicazione Archeologica
Licodia Eubea
tel (+39) 0931.994877
mob (+39) 340.4740609
email: direzioneartistica@rassegnalicodia.it
website: www.rassegnalicodia.it

Il magazine i404.it aderisce al progetto Covering Climate Now

Scritto da Redazione i404 il . Pubblicato in Ambiente, Società

I media nazionali e internazionali parlano sempre troppo poco di ecologia, cambiamenti climatici e crisi climatica. Nonostante le evidenze scientifiche e i movimenti di protesta, a partire dai Fridays for future di Greta Thunberg, ci invitino a riflettere sull’importanza di comunicare quello che sta accadendo sul nostro pianeta.

Il prossimo lunedì 23 settembre New York ospita il Summit per il clima dell’Onu. Venerdì 27 settembre 2019, invece, ci sarà il terzo sciopero globale per il clima, indetto dai Fridays for future di tutto il mondo in collaborazione con altre organizzazioni in difesa dell’ambiente. Per la settimana precedente, dal 16 al 23 settembre 2019, il Columbia Journalism Review insieme a The Nation ha deciso di lanciare un’iniziativa per coinvolgere i media di tutto il mondo, il progetto “Covering Climate Now”, per tenere alta l’attenzione in tutto il mondo su tematiche legate ai cambiamenti climatici.

Nel momento in cui scriviamo, il progetto, lanciato con firmatari da più di 60 prestigiose testate del mondo, ha coinvolto 250 fonti di informazioni internazionali. i404.it, progetto editoriale del gruppo Immedya, holding della comunicazione, ha deciso di aderire e supportare attivamente il progetto e dal 16 al 23 settembre sensibilizzerà i suoi lettori e i follower sui social network in merito a questioni che riguardano la crisi climatica. Un tema che dovrebbe riguardarci e interessarci tutti da vicino: ne va del futuro del pianeta e della razza umana.

Il magazine i404.it è nato con l’intento di diffondere, approfondire e veicolare i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, che si soffermano in più punti sull’importanza di agire celermente per salvaguardare il nostro pianeta. Non potevamo tirarci indietro di fronte a questo appello, facendo in modo che anche sulla stampa italiana sia assolutamente prioritario parlare di tematiche ambientali. È responsabilità del giornalismo internazionale tenere accesi i riflettori su quanto sta accadendo. Perché come insegna Greta Thunberg, tutti possono fare la differenza. “Everyone is needed. Everyone is welcome”.

i404.it farà di tutto per dare voce al pianeta che grida aiuto. E a tutti gli addetti ai lavori che cercano ogni giorno soluzioni per salvare la Terra. https://i404.it/agenda/covering-climate-now/

Per info: http://i404.it e redazione@i404.it

Intervista a Mauro Maisel: arte, scienza e sperimentazione

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte, Scienze

Una nuova intervista a Mauro Maisel, originale artista autodidatta, sempre alla ricerca di sperimentazioni, a cui piace realizzare le sue opere d’arte utilizzando materiali e prodotti diversi per creare il suo stile astratto dalla forte personalità ed unicità.

D: La tua capacità creativa così guizzante deriva anche dalla costante ispirazione di ricerca sperimentale?
R: Sicuramente i miei stimoli arrivano dal testare e provare sempre nuovi prodotti e materiali, mi piace creare sculture che stupiscano, che facciano star fermo davanti a loro lo spettatore.

D: Un tuo commento di riflessione sul parallelismo tra arte e scienza; come valuti questa interazione?
R: Una non può esistere senza l’altra, l’arte è la scienza e lo studio del mixaggio dei colori e della creazione di qualsiasi opera.

D: Come valuti le teorie e le concezioni di Freud sul sogno e la componente onirica applicata al mondo dell’arte e all’interpretazione delle varie forme.
R: Penso che se certi artisti sono riusciti a creare movimenti artistici e gli stili più disparati è solo e soltanto per il novantacinque percento dei casi merito di alcool e droghe varie.

Happy Bio: opportunità per promuovere l’intero territorio

Scritto da Fausto Faggioli il . Pubblicato in Ambiente, Cultura, Economia

“Non perdiamo i prossimi appuntamenti Happy Bio 2019 a Punta Marina Terme (Ra) il 23 luglio al Bagno Baloo Beach e il 26 luglio al Bagno Kamala e a Marina di Ravenna il 26 luglio a La Frulleria.

“Nato dalla collaborazione tra Confcommercio e Camera di Commercio di Ravenna, Stabilimenti Balneari della costa romagnola e Fattorie Faggioli di Cusercoli (FC) – rileva Fausto Faggioli, attuatore del progetto – Happy Bio ha l’obiettivo di raccordare al polo costiero romagnolo un’offerta in cui “la vacanza” diventa occasione di promozione dell’intero Territorio, assumendo come elemento centrale strategico la sana alimentazione bio. Si parla quindi di un turismo sostenibile in grado di rispettare ambiente, cultura, economia e in grado di interagire con le imprese del progetto di Confcommercio Ravenna “Il Turismo Lento nelle Destinazioni Ospitali del Territorio Ravennate” e quello di Confcommercio Forlì “Slow Tourism nei Borghi Autentici”.

“Happy Bio – sottolinea Roberto Morgagni del Bagno Baloo Beach – è un appuntamento  consolidato per i nostri ospiti, molti dei quali amano e praticano sport. E’ un punto di riferimento per scambiare le proprie esperienze anche in campo alimentare e adottare  il “bio” è sicuramente una scelta vincente per chi pratica sport ad ogni livello.”

“Questi appuntamenti tematici – aggiunge Antonella Tondo del Bagno Kamala – incuriosiscono anche i bambini, attratti da una presentazione che stuzzica per colori e vivacità. Happy Bio è una scelta orientata al benessere di grandi e piccoli che, in questo caso, profuma di mare.”

“I frullati – prosegue Paola Pancaldi de La Frulleria – sono una proposta salutare che garantisce il perfetto equilibrio tra gusto e benessere. Una bontà tutta naturale che unisce il buono della terra ai benefici del mare.”

“L’obiettivo è valorizzare i Borghi dell’entroterra – commenta  Atos Mazzoni, presidente UNPLI (Comitato Provinciale  Pro Loco Forlì-Cesena) –  attraverso la collaborazione con il gruppo Happy Bio. Il collegamento con il mare diventa così “vetrina” e “opportunità” per promuoverne il grande patrimonio. Un progetto in linea con la legge regionale “Destinazione Romagna”.

Conclude Ciro Costa, presidente di Trail Romagna: “Trail significa fondere cultura dello sport e cultura ambientale. Camminare è un’attività adatta a tutti che permette di scoprire passo dopo passo, un territorio anche dal punto di vista culturale. Con la camminata, ci si immerge nel silenzio dei panorami e si possono “gustare” le bellezze naturali offerte dal territorio, in termini di prodotti agricoli tipici e genuini, appartenenti ad un’area ricca di bellezze naturali, storiche e culturali.”

Gruppo Green Power: la lotta contro i cambiamenti climatici

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Ambiente, Aziende

Gruppo Green Power si impegna pubblicamente a diffondere consapevolezza sui temi legati alla lotta per il clima e per un contenimento di emissioni nocive e temperatura media globale.

Gruppo Green Power - biografia professionisti e aziende

Gruppo Green Power e gli ultimi allarmanti dati sui cambiamenti climatici

Il climate change è una delle maggiori battaglie che vedrà il mondo globalizzato coinvolto nel corso del XXI secolo. Le fonti di approvvigionamento energetico di origine non fossile rappresentano però un modo utile per tentare di risolvere la problematica. In quanto autentica minaccia per la vita sulla Terra, Gruppo Green Power si rende ambasciatore dell’efficientamento energetico per mantenere sotto una certa soglia il surriscaldamento climatico e per utilizzare l’energia in modo intelligente, approfittando di fonti non inquinanti per riscaldare, raffreddare e per ogni attività giornaliera. Il global warming ormai in atto ha conseguenze sempre più devastanti per gli ecosistemi, la salute dell’uomo e anche l’economia. A tal proposito, l’Annuario dell’Ispra ci ricorda che il 2017 è stata la seconda annata più secca in Italia, seconda solamente al 2001, da quando si hanno calcoli e numeri disponibili, ovvero dal 1961. L’ammontare di pioggia caduto nel 2017 è stato di quasi un quarto inferiore alla media, mentre il termometro ha segnato 1,30 gradi centigradi in più, superando di 0.1 gradi la temperatura nel resto del globo. Come ben noto anche a Gruppo Green Power, questi fenomeni atmosferici hanno luogo in seguito all’immissione nell’atmosfera di ingenti quantitativi di gas a effetto serra, che a loro volta sono il prodotto finale dell’impiego di combustibili fossili per la produzione energetica.

L’impegno di Gruppo Green Power per la consapevolezza sul climate change

Tali manifestazioni estreme sono autentici campanelli d’allarme e hanno come ulteriore conseguenza l’alternarsi di siccità e fenomeni torrenziali. In questo senso, il 2018 è stato particolarmente infelice per quanto concerne il patrimonio boschivo e forestale italiano, messo in seria difficoltà dalla tempesta “Vaia”, calamità frutto di emissioni inquinanti impattanti. Alla luce dell’estremizzazione di tali fenomeni, Gruppo Green Power saluta positivamente e con pieno supporto l’impegno profuso dal Ministero dell’Ambiente attraverso le proprie iniziative e i propri progetti a scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle potenziali dannose conseguenze dell’inquinamento derivante dall’impiego sistematico di combustibili fossili. L’efficientamento energetico e lo sviluppo sostenibile sono le parole chiave di Gruppo Green Power, che promuove l’impegno pubblico per la riduzione in percentuale significativa delle emissioni nocive, proteggendo la salute della Terra e delle generazioni a venire. Tale mission non è altro che la base di un percorso atto a garantire le migliori soluzioni sul mercato italiano che riescano a coniugare alta qualità, risparmio energetico e a fare della Terra un luogo abitabile per tutti.