“PIÙ ALBERI IN CITTÀ” USANDO DI PIÙ LE STAZIONI ECOLOGICHE

Scritto da Eikon il . Pubblicato in Ambiente

Al via la campagna promossa dal Comune di Modena e dal Gruppo Hera con l’obiettivo di piantare 150 nuovi alberi entro il 2018

Una Modena più verde attraverso un uso maggiore delle stazioni ecologiche. È questo il senso di “Più alberi in città”, la nuova campagna promossa dal Comune di Modena e dal Gruppo Hera, in partenza a dicembre, che si pone l’obiettivo di piantare 150 nuovi alberi entro il 2018.

Attraverso il progetto, infatti, per tutto il prossimo anno Hera donerà alla città un albero ogni 50 nuovi utenti domestici che conferiranno i propri rifiuti differenziati alle stazioni ecologiche. Nel mese di dicembre però, per il lancio dell’iniziativa, la cifra si abbassa e sarà donato un albero ogni 25 nuovi utenti. Con nuovi utenti domestici si intendono i privati intestatari di un contratto Tari che non hanno visitato una stazione ecologica neppure una volta nel corso del 2017. Tutti i dettagli dell’iniziativa, che sarà supportato anche da una campagna sui social network, da eventi nei quartieri cittadini e da un piano di affissioni, sono disponibili sul sito www.ilrifiutologo.it/alberimodena.

Giulio Guerzoni, assessore all’ambiente del Comune di Modena ha dichiarato: “Credo che noi modenesi dobbiamo darci due obiettivi: entro la fine del 2017 guadagnare, grazie a questa iniziativa, i primi alberi da piantumare già il prossimo febbraio. E arrivare a fine 2018 con almeno altri 150 alberi, che pianteremo nel 2019.Per raggiungerli dobbiamo impegnarci tutti, anche e soprattutto chi non ha l’abitudine di frequentare le stazioni ecologiche. D’altra parte Modena ha 4 di questi impianti e i modenesi possono utilizzare anche quelli dei comuni limitrofi, pertanto la comodità è assicurata.”

Le stazioni ecologiche sono parte fondamentale del sistema integrato di gestione rifiuti e come tale devono essere promosse il più possibile – ha aggiunto Alberto Santini, Responsabile Servizi Ambientali Ferrara-Modena del Gruppo Hera. Questi impianti, infatti, rappresentano il canale di raccolta che garantisce la migliore qualità della differenziata e offrono ai cittadini una strada totalmente gratuita per diversi tipi di rifiuti che non possono essere smaltiti con la raccolta stradale, evitandone l’abbandono o l’errato conferimento, ad esempio nella raccolta indifferenziata”.

Con il progetto, che applica alla parte ambientale la stessa logica che lega la bolletta elettronica agli alberi, si punta a migliorare la qualità dell’aria e a mitigare gli effetti negativi dei cambiamenti climatici: le piante infatti contrastano l’effetto “isola di calore” tipico degli ambienti urbani, oltre ad assorbire inquinanti e CO2. E poiché ogni albero è in grado di catturare annualmente 100 kg di CO2, una volta raggiunto l’obiettivo, le piante donate da Hera saranno in grado di sottrare all’aria 15 tonnellate di anidride carbonica all’anno, equivalenti a quelle emesse da un’auto che percorra 1120.000 km.

Un maggior ricorso alle isole ecologiche inoltre contribuirà a ridurre il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti e a incrementare la quantità e qualità della raccolta differenziata. Le stazioni ecologiche sono infatti l’unica destinazione possibile per diverse tipologie di rifiuto che tutte le famiglie producono, come i rifiuti ingombranti, piccoli e grandi elettrodomestici non più funzionanti, lampadine e residui di solventi o vernici. Rivolgersi alle stazioni ecologiche è infine un’abitudine vantaggiosa sia per i cittadini, ai quali il Comune garantisce uno sconto sulla Tari in caso di conferimento alle stazioni ecologiche, sia per gli istituti scolastici, perché grazie al progetto Riciclandino gli studenti e le loro famiglie che utilizzano le stazioni ecologiche possono far ottenere alle scuole riconoscimenti in denaro da utilizzare per l’acquisto di materiale didattico.

Le stazioni ecologiche a disposizione dei cittadini modenesi sono nove: infatti, alle 4 presenti in città (Magnete, Calamita, Leonardo e Archimede) – grazie a un accordo tra i Comuni – si aggiungono quelle di Bastiglia, Bomporto, Campogalliano, Castelfranco Emilia e San Cesario. Le aperture di questi impianti, per alcuni anche il sabato e la domenica, sono pensate per offrire agli utenti la massima flessibilità di accesso. L’elenco completo di relativi orari e materiali conferibili, nonché degli sconti sulla Tari, è disponibile al sito www.ilrifiutologo.it.

Il Presidente Biserni protagonista al talk show tv “Vivere il bosco”

Scritto da Gal L Altra Romagna il . Pubblicato in Ambiente, Locale

Il bosco rappresenta una straordinaria ricchezza grazie alle molteplici funzioni che svolge. Oltre il valore economico del legno che produce, rappresenta un baluardo a protezione del suolo. Ha anche una strategica importanza per la conservazione della diveristà biologica, sia per le specie vegetali che animali. La copertura vegetale incide fortemente sull’aspetto paesaggistico del territorio e offre numerosi benefici per le attività ricreative.

RELATORI

Gianpiero Andreatta, comandante Corpo Forestale Provincia di Forlì-Cesena

Sanzio Baldini,  presidente Unione nazionale per l’innovazione scientifica forestale

Giordano Bezzi, ideatore e presidente “Il cammino di Dante”

Bruno Biserni, presidente Gal L’Altra Romagna

Hubert Bösch, Remedia società agricola

Fabrizio Ferretti, Crea Foreste e Legno

Mauro Neri, presidente cooperativa CTA e presidente Confcooperative Forlì-Cesena

Antonello Pratiffi, Azienda agricola Agriverde

Willy Reggioni, Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano

Valerio Roccalbegni, sindaco di Modigliana

Valentina Sallustio, Responsabile Laboratorio Piante officinali e trasformazione prodotti dell’Itas Garibaldi Cesena (con dieci studenti)

Oscar Tani,  Gruppo micologico e botanico Valle del Savio

Guido Zama, direttore Confagricoltura Emilia Romagna

Corporate Art Awards 2017, premiata la Waste Art di SCART

Scritto da Eikon il . Pubblicato in Ambiente, Aziende

Assegnato oggi a Roma presso il Ministero dei Beni Culturali, il riconoscimento valorizza il progetto del Gruppo Hera volto a realizzare opere d’arte a partire da materiali di scarto

C’è anche il Gruppo Hera fra le aziende premiate oggi a Roma, presso il Ministero dei Beni Culturali, nell’ambito dei Corporate Art Awards 2017. La multiutility, in particolare, è stata indicata per SCART, progetto artistico e di comunicazione che si basa sulla realizzazione di opere d’arte e installazioni ottenute esclusivamente a partire da rifiuti. Nelle motivazioni del premio, SCART rappresenta “il primo progetto al mondo di Waste Art aziendale per ampiezza, originalità e continuità negli anni”.

Hera si aggiunge così ad altre importanti realtà aziendali alle quali è giunto il plauso del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e che si sono distinte per aver dato prova di particolare eccellenza in collaborazioni di rilievo internazionale fra mondo del business e mondo dell’arte.

Ideato da Maurizio Giani e forte di una tradizione ormai ventennale, il progetto SCART è oggi parte integrante dell’impegno profuso dal Gruppo Hera sul fronte dell’economia circolare e vanta una collezione di Waste Art composta da oltre 900 pezzi tra costumi, quadri, elementi di arredo, strumenti musicali e molto altro ancora. Coinvolto in numerose mostre nazionali e internazionali, SCART si alimenta di importanti collaborazioni con istituti di ricerca e formazione come le Accademie di Belle Arti di Firenze e di Bologna, nonché con artisti e critici di fama internazionale.

Sicuramente SCART è uno dei miei progetti preferiti – ha dichiarato Luca Desiata, docente di Corporate Art presso la LUISS Business School di Roma e curatore del programma “Corporate Art Awards” – in virtù del suo respiro internazionale, del coinvolgimento di giovani artisti e accademie, del patrimonio di Waste Art tra i più ricchi e originali nel mondo”.

“L’arte non è un esito accessorio della materia, ma ne costituisce una rigenerazione che può ispirare tutte le altre rigenerazioni su cui si basa l’economia circolare per la quale Hera lavora ogni giorno attraverso persone, mezzi, processi, impianti – commenta Tomaso Tommasi di Vignano, Presidente Esecutivo del Gruppo Hera. Il progetto SCART, in questo senso, esprime valori importanti, che vanno al cuore della nostra mission. Siamo quindi molto contenti – conclude Tommasi – di questo importante riconoscimento, che conferma la bontà della strada intrapresa e ci invita a proseguire in questa direzione.”

Con 6,9 milioni di tonnellate di rifiuti trattati, un vasto parco impianti e 3,3 milioni di cittadini serviti, il Gruppo Hera rappresenta il primo operatore nazionale nell’area ambiente. SCART, lavorando in modo particolare a partire dai rifiuti industriali, contribuisce a pieno titolo a qualificare questi risultati, alzando l’asticella del servizio attraverso molti interventi artistici, che mirano a incidere positivamente sulla mentalità del recupero e del riuso.

Per farsi un’idea del progetto SCART, è possibile visitare gratuitamente la mostra itinerante “SCART, il lato bello e utile del rifiuto”, che dopo i successi di Ravenna, Imola e Modena, in questi giorni e fino al 30 novembre è a Udine alla Galleria Tina Modotti e che, dal 7 dicembre e al 15 febbraio 2018, sarà visitabile presso la Camera di Commercio di Pisa.

SERR, Hera rilancia sul riutilizzo di ingombranti e farmaci

Scritto da Eikon il . Pubblicato in Ambiente, Aziende

In occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, la multiutility presenta i risultati raggiunti nei primi nove mesi dell’anno dai suoi progetti per il riuso di ingombranti ancora in buono stato (pari a 429 tonnellate) e di farmaci non scaduti (pari a 413 mila euro).

Hera risponde all’appello lanciato dalla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (18-26 novembre), illustrando i risultati che nei primi nove mesi del 2017 hanno conseguito Cambia il finale e FarmacoAmico, i progetti della multiutility realizzati in collaborazione con Last Minute Market e tante onlus del territorio servito e finalizzati, rispettivamente, ad avviare al riuso ingombranti ancora in buono stato e farmaci non scaduti, secondo i principi dell’economia circolare a cui il Gruppo orienta da tempo tutti i propri business.

Solo nel 2017 sono già 89.191, pari a quasi 637 tonnellate, gli ingombranti ritirati attraverso 3.893 interventi gratuiti a domicilio nell’ambito di Cambia il finale. Di queste tonnellate, in particolare, più di 429 sono state effettivamente avviate a recupero, cambiando così il finale a tavoli, divani e altri mobili che altrimenti sarebbero stati smaltiti. Risultati importanti, resi possibili da 21 onlus e soprattutto dal senso civico di tante persone, che sono la vera anima di questo progetto e alle quali si devono le 7.357 telefonate effettuate a Hera per segnalare la disponibilità di oggetti dismessi ma ancora utilizzabili. Ma per dare un impulso ancora maggiore all’iniziativa, da luglio Hera ha proceduto alla distribuzione, attraverso i propri sportelli clienti, di oltre 70 mila flyer illustrativi del progetto, coinvolgendo inoltre nella campagna le stesse onlus, che presso le proprie sedi hanno fatto ulteriore attività di informazione.

Quasi 32 mila, inoltre, le confezioni di farmaci non ancora scaduti che grazie a FarmacoAmico sono state messe a disposizione di chi ne ha bisogno attraverso una rete di onlus che hanno preso in carico i medicinali raccolti da 110 farmacie coinvolte nel progetto. L’operazione intende incidere positivamente a vantaggio della salute di molti ma ha anche un importante valore economico, perché per procurare la medesima quantità di medicinali nuovi si sarebbe reso necessario un esborso di 413 mila euro, risparmiati così dai beneficiari dell’iniziativa. “Raccogliamo solidarietà”, non a caso, è proprio lo slogan della nuova campagna che promuove FarmacoAmico sul territorio servito.

Assieme a tante altre iniziative come CiboAmico, il progetto per il recupero delle eccedenze alimentari nelle mense della multiutility, Cambia il finale e FarmacoAmico danno corpo e sostanza all’impegno profuso dal Gruppo Hera per favorire la transizione verso un modello di economia circolare. Basti citare, a questo proposito, il raggiungimento anticipato di importanti obiettivi UE su riciclo e gestione dei rifiuti, l’obiettivo per la riduzione del 5% dei propri consumi energetici entro il 2020, l’utilizzo di sola energia rinnovabile a partire dal 2017 per i consumi di Hera Spa, i biodigestori per la produzione di energia elettrica rinnovabile a partire dai rifiuti, l’impianto per la produzione di biometano in costruzione a Sant’Agata Bolognese, l’ingresso nel settore del riciclo della plastica con l’acquisizione della trevigiana Aliplast, i progetti di educazione ambientale rivolti ogni anno a 100 mila studenti della scuole del territorio, nonché il progetto Scart per la realizzazione di opere d’arte a partire dai rifiuti.

Anche per queste ragioni, Hera è il primo soggetto industriale italiano ad essere entrato nel CE100, programma internazionale della Fondazione Ellen MacArthur che raccoglie le 100 realtà più attive nel mondo nello sviluppo dell’economia circolare.

http://www.gruppohera.it/gruppo/attivita_servizi/business_ambiente/serr/

Il rifiuto alla trasfusione nell’adulto: quali prospettive? #BloodSave2017

Scritto da 20TaskForceItaly il . Pubblicato in Salute, Scienze

A Padova il 24 novembre il Ministero della Salute promuove «BSave 2017»,
tavola rotonda con i maggiori esperti italiani di diritto, medicina legale e «bloodless medicine»
Obiettivo: il rispetto del paziente, migliorare i risultati clinici e risparmiare denaro pubblico.

Negli ultimi anni sempre più pazienti rifiutano il trattamento trasfusionale con emocomponenti. I cosiddetti pazienti «bloodless» (così vengono chiamati nella letteratura scientifica internazionale) non sono più soltanto i Jehovah’s Witnesses (JW, i Testimoni di Geova), ma anche pazienti che non adducono motivi di tipo religioso o spirituale, i quali desiderano evitare quello che Natureha recentemente definito il «trapianto liquido», con tutte le sue evidenze scientifiche di immunodepressione e sovraccarico cardio-polmonare, in quanto «la trasfusione di sangue più sicura è quella che non viene somministrata» (Save blood, save lives – Nature, Vol 520, 2 April 2015, pp. 24-26).

Ma non è solo Nature a denunciare l’abuso del trattamento emotrasfusionale da parte dei medici di tutto il mondo: negli ultimi anni si è registrata un’imponente produzione bibliografica internazionale in merito alla trasfusione di emocomponenti e ai suoi risultati clinci. Studi su ampi campioni di popolazione e metanalisi hanno correlato la somministrazione di trasfusioni di componenti ematici ad un aumento della mortalità, morbilità, degenza ospedaliera e delle infezioni  nosocomiali a fronte di una limitata capacità di trasporto di ossigeno delle emazie conservate. Inoltre, strategie cliniche che fanno ampio uso di trasfusioni al netto dei costi rappresentano un grande spreco di denaro per gli ospedali.

Se n’è accorta anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità che, sulla base di tali consolidate evidenze coniugate ad un elevato costo economico per utilizzo e gestione degli emocomponenti  ed alle sempre maggiori difficoltà di approvvigionamento di materiale ematico sicuro, dal 2010 promuove il programma di Patient Blood Management (PBM) approvando una risoluzione vincolante per gli stati membri (WHA63.12, 21.05.2010): non è solo il «buon uso del sangue», ma si tratta di una strategia multidisciplinare e multimodale che mette al centro la salute e la sicurezza del paziente, ottimizza la risorsa-sangue del singolo, migliora i risultati clinici e riduce in modo significativo l’utilizzo dei prodotti del sangue, affrontando tutti i fattori di rischio trasfusionale modificabili, ancor prima che sia necessario prendere in considerazione il ricorso alla terapia trasfusionale stessa.

Ecco che il medico, portatore di conoscenze e abilità capaci di curare e trattare patologie, è soggetto che diviene punto di incontro tra le richieste del paziente e nuove prospettive terapeutiche. Punto di incontro e… scontro. Nel nostro paese il PBM è ancora agli albori e poco diffuso: viene da tempo applicato sui pazienti bloodless in pochi centri di riferimento per pazienti JW, ma dovrebbe essere applicato a tutti i pazienti in modo capillare. Il programma viene recepito dal Ministero della salute nel 2015 e più recentemente un Decreto prevede che siano definiti e implementati, su tutto il territorio nazionale, specifici programmi di PBM sulla base di specifiche Linee Guida – sconosciute alla maggioranza dei medici italiani – emanate dal Centro Nazionale Sangue (CNS), organo dell’Istituto Superiore di Sanità.

Ma alle difficoltà cliniche si intrecciano le problematiche medico-legali: in Italia ancora non è stata approvata la legge sul testamento biologico, e tale mancanza crea disorientamento tra gli operatori. Pertanto, quali sono le prospettive anche in ambito medico-legale?

Bsave 2017, organizzato dalla sede di Medicina Legale del dipartimento di Medicina Molecolare dell’Università di Padova con la partecipazione di COMLAS (Società Scientifica dei medici legali delle Aziende Sanitarie del Servizio Sanitario Nazionale), si propone di analizzare il tema del rifiuto della trasfusione di emocomponenti da parte del paziente adulto, le relative implicazioni medico-legali, giuridiche e cliniche. La giornata si compone di una prima parte medico-legale e gestionale in cui sarà presentato il programma nazionale Patient Blood Management da parte del Centro Nazionale Sangue e di una seconda parte utile ad illustrare esperienze di elevato livello scientifico nell’assistenza medico chirurgica, attraverso l’impiego di strategie emoconservative. Particolare attenzione sarà posta alla presentazione di  modelli assistenziali di elevatissimo livello qualitativo per la gestione e prevenzione dell’anemia tramite risorse non ematiche, al fine di consentire l’attuazione di procedure medico-chirurgiche che garantiscano elevati standard di sicurezza per il paziente, senza il ricorso a trasfusioni di emocomponenti. L’evento è patrocinato da oltre 25 società e associazioni scientifiche nazionali, tra cui AIFA e Ministero della Salute.

Per info e iscrizioni: www.bsave.care

Il rifiuto alla trasfusione nell’adulto: quali prospettive? – BloodSave2017
Azienda Ospedaliera — Università di Padova
Policlinico Universitario
Aula Morgagni — Via N. Giustiniani 2, Padova

I TRATTAMENTI BIO, VEGAN E CRUELTY FREE COSTANO IL 17% IN PIÙ DI QUELLI TRADIZIONALI

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Ambiente, Italia, Mercati

In occasione del World Vegan day, l’1 novembre, in cui si celebra la consapevolezza verso uno stile di vita cruelty free, Uala.it (www.uala.it), il sito e applicazione leader in Italia dedicato al mondo beauty, presenta uno studio sulla bellezza sostenibile in Italia, scoprendo come sia in aumento l’attenzione generale verso trattamenti che rispettano ambiente e animali.

Un mercato in rapida espansione

Lo studio di Uala ha rilevato nell’ultimo anno un incremento del 7% nel numero di saloni che scelgono prodotti sostenibili. Questo è vero soprattutto nelle regioni del nord Italia, che sembrano più attente per ora a questo tema: qui si trovano infatti il 43% in più di saloni che scelgono prodotti amici dell’ambiente rispetto al sud Italia. L’aumento dell’offerta cresce a fronte di una generale maggiore consapevolezza dei consumatori, che sempre di più, per prendersi cura del proprio corpo, prediligono prodotti biologici, vegani e non testati su animali. Le richieste di trattamenti di questo tipo registrano infatti un aumento del 13%.

Complice probabilmente la crescente attenzione all’esposizione del cuoio capelluto all’ammoniaca, ad esempio, le colorazioni vegetali nei saloni che già trattano prodotti bio sono state prenotate in media il 16% in più rispetto a quelle tradizionali.

Quanto costa la bellezza etica

Un altro aspetto evidenziato dall’indagine di Uala è che gli italiani sono disposti a spendere di più, pur di utilizzare prodotti vegani e non testati sugli animali. Le coccole di bellezza realizzate con cosmetici bio, vegan e cruelty free costano il 17% in più rispetto a quelle tradizionali.

Anche chi dal proprio salone vuole portare a casa un prodotto etico deve stimare una spesa superiore: i cosmetici bio e vegan hanno una differenza di prezzo in rivendita del +5,2% rispetto agli altri.

Le scelte verso uno stile di vita che non impatti sull’ambiente e sugli animali stanno investendo vari settori e sempre più riguardano anche il mondo della bellezza – racconta Alessandro Bruzzi, cofondatore e CEO di Uala Quello dei trattamenti sostenibili è un settore che sicuramente crescerà ancora, tanto che stimiamo un ulteriore incremento del 10% nel 2018

Trattamenti sostenibili: i più prenotati

Analizzando le prenotazioni su Uala è emerso che tra i trattamenti più richiesti da chi predilige prodotti biologici e amici dell’ambiente ci sono, nell’ordine, colore bio, bio trattamento cutaneo, bio scrub e bio cheratina. La colorazione, che se biologica elimina l’ammoniaca, è diversa da salone in salone. Molte, tra le aziende che hanno già ottenuto o stanno provando ad ottenere il bollino cruelty free testano i colori vegetali su una pelle artificiale.

Lo scrub in versione biologica è invece una nuova tecnica che non utilizza per esfoliare i micro granuli in plastica, ma granuli di jojoba, noccioli di frutta o sale marino. E anche la cheratina, che solitamente viene da crine, corni e zoccoli di animale, viene sostituita da bio cheratine che utilizzano amminoacidi vegetali identici a quelli contenuti nei capelli umani come arginina, serina e treonina.

Lean Lab 2017: i protagonisti dei laboratori del Life Science a confronto nell’evento di LifeBee

Scritto da LifeBee il . Pubblicato in Aziende, Scienze

Si terrà il prossimo 28 settembre, presso lo Starhotel ECHO di Milano (viale Andrea Doria 4), l’ottava edizione di Lean Lab. L’evento, ideato e promosso da LifeBee con il patrocinio di AFTI e SISNIR, è uno dei più importanti momenti di approfondimento professionale dedicato al mondo dei Laboratori di Analisi del settore Life Science. Un’occasione unica per fare il punto sull’evoluzione continua nella qualità dei risultati, l’affidabilità dei dati, l’efficienza delle attività, l’integrazione del Laboratorio nei processi dell’azienda e nel ciclo dei servizi alla collettività.

Spiega Raffaella Vaiani, Partner LifeBee e ideatrice di Lean Lab: “Promuoviamo dal 2009 la crescita del pensiero e dell’azione Lean attraverso tappe di condivisione delle idee e delle esperienze di chi ne applica l’approccio nelle realtà industriali e nei servizi; uno sforzo che, nel corso degli anni, ha visto crescere notevolmente il numero dei partecipanti e il loro coinvolgimento sui temi che trattiamo”.

Lean Lab è rivolto a Direttori, Responsabili e Operatori di Laboratori Controllo Qualità, Laboratori Ricerca e Sviluppo, Laboratori Conto Terzi, Assicurazione Qualità, Lean, Sistemi Informativi dei settori Chimico-Farmaceutico, Bio-Farmaceutico, Dispositivi Medici, Cosmetico e Nutraceutico. Un’occasione unica per il confronto di esperienze concrete su temi strategici per lo sviluppo dell’eccellenza dei Laboratori, quali Lean, Digital, Data Integrity e Industry 4.0.

L’ottava edizione della giornata di studio sarà arricchita dalle testimonianze dirette di professionisti di importanti aziende del Life Science quali Bracco Imaging, Chelab, DiaSorin, GlaxoSmithKline, Patheon, Roche, Synthon e da un intervento di particolare rilevanza da parte della Università di St. Gallen.

Nel corso dei lavori saranno presentati i risultati del sondaggio “Laboratorio e Data Integrity” condotto da LifeBee, che coinvolge ogni anno un numero significativo di professionisti dei Laboratori del Life Science con l’obiettivo di condividere le criticità e le possibili soluzioni relative alle sfide che attendono i Laboratori di domani.

Il programma completo: https://lnkd.in/d4Njm6H

L’opportunità tecnologia in agricoltura secondo Stefania Truzzoli

Scritto da articol news il . Pubblicato in Economia, Scienze, Tecnologia

Stefania Truzzoli nel proprio blog personale dedica particolare attenzione alle principali opportunità che la tecnologia porta al settore dell’agricoltura.

Stefania Truzzoli -VERSO UNA NUOVA AGRICOLTURA
La crescita tecnologia all’interno del settore agricolo secondo l’opinione di Stefania Truzzoli

Oggi non si parla solo più di smart cities, l’internet of things è entrato nelle campagne e una ventata di rinnovamento sta cambiando le caratteristiche del mercato agricolo, creando così delle vere e proprie ma smart farms. Come evidenzia nel proprio blog anche Stefania Truzzoli stanno nascendo nuovi sistemi di agricoltura digitale e il futuro si muove tra droni, sensori per la misurazione delle informazioni sui parametri ambientali, app mobile e macchinari agricoli senza conducente. È la tecnologia dell’agricoltura di precisione, quella che secondo Stefania Truzzoli punta a migliorare la resa e la qualità produttiva, l’efficienza, la sostenibilità e le condizioni di lavoro. Le conseguenze dell’ingresso preponderante della tecnologia all’interno del settore agricolo vanta anche un importante vantaggio in termini occupazionali: le nuove tecnologie agro-industriali potranno infatti richiamare i giovani in questo comparto.

Stefania Truzzoli: si parla già di agricoltura 4.0

Come evidenzia Stefania Truzzoli questa “nuova” agricoltura apre effettivamente la porta a un mondo di importante e nuove sfide, ma quanto costano gli investimenti per le nuove strumentazioni? Come è possibile favorire e incentivare le imprese ad adeguarsi e aderire pienamente alla quarta rivoluzione industriale? A dare una risposta a questi importanti quesiti è sicuramente il piano nazionale “Industria 4.0”, che si propone di far crescere le tecnologie di precisione in agricoltura e arrivare al 10% delle superfici coltivate con queste innovazioni entro il 2021. Grazie all’iperammortamento al 250% e il superammortamento le imprese agricole saranno incentivate ad investire nell’acquisto di tecnologie 4.0. Il mix di incentivi proposti dal provvedimento analizzato anche da Stefania Truzzoli prevede in aggiunta anche l’azzeramento del costo della garanzia primaria Ismea per le imprese agricole; rilancio e estensione dei contratti di sviluppo anche per le imprese agricole e la filiera agroalimentare; potenziamento della ricerca agricola e agroalimentare con il Crea. La vera domanda che Stefania Truzzoli si pone è “Saremo in grado di cogliere queste opportunità?”

Luigi Ferraris: I vertici di Terna sono al lavoro sul piano di sviluppo 2018

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Ambiente, Economia

Energia. Terna, AD Luigi Ferraris. Vertici al lavoro sul documento che andrà presentato entro fine gennaio. Investimenti potenziati per aumentare la resilienza del sistema. Sul fronte estero la società ha messo a segno due passaggi cruciali per il cavo con la Francia. Per la linea con la Tunisia sarà richiesto un contributo alla UE.

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I vertici di Terna sono al lavoro sul piano di sviluppo 2018. La deadline è fissata per il 31 gennaio: entro quella data, la società guidata da Luigi Ferraris dovrà predisporre, come prevede il decreto 93 del 2011 che disciplina la programmazione degli interventi di sviluppo della rete elettrica nazionale, il nuovo piano decennale che andrà poi sottoposto al vaglio del Ministero dello Sviluppo Economico. L’ultimo prevedeva investimenti per quasi 8 miliardi di euro e confermava, tra l’altro, la necessità di procedere lungo la strada dell’integrazione delle fonti rinnovabili e del potenziamento delle capacità d’interconnessione. Due tasselli ribaditi anche nel piano decennale di sviluppo 2018 che, come ha sottolineato anche l’AD di Terna, Luigi Ferraris, nell’intervista al Sole 24 Ore (si veda l’edizione dell’8 agosto), sarà caratterizzato da un ampliamento dello sforzo finanziario messo in campo dalla spa dell’alta tensione e da azioni ancora più incisive per rafforzare le magliature e la resilienza del sistema infrastrutturale rispetto a condizioni climatiche sempre più estreme e alla volatilità delle fonti verdi. La cui crescita impetuosa ha provocato e provoca maggiori sollecitazioni alla rete oltre a determinare una riduzione progressiva della capacità termoelettrica.

Per questo, nei programmi futuri della società ci saranno investimenti infrastrutturali di sviluppo, come il rinforzo delle dorsali del paese, indispensabili per il decongestionamento del sistema elettrico, ma saranno altresì previste una serie di misure finalizzate ad assicurare una maggiore integrazione delle connessioni tra il nord e il sud della penisola in modo da garantire un aumento del flusso di energia dalle aree in cui, attualmente, c’è maggiore disponibilità della risorsa (per esempio, dalla Puglia che è una delle regioni con il maggior tasso di presenza delle rinnovabili), verso le zone del paese in cui si registra il picco di consumi.

Terna stringe sulla rete nazionale, dunque, ma è pronta ad accelerare anche sulle interconnessioni con l’estero che saranno, come detto, una delle tessere principali del piano di sviluppo 2018, a cominciare dal nuovo elettrodotto Piossasco-Grand’Ile tra Italia e Francia. Con la firma del finanziamento da 130 milioni di euro da parte della Banca europea per gli investimenti (Bei) per la parte pubblica del progetto e l’accordo con gli energivori per quella privata, la società ha messo a segno nelle scorse settimane due passaggi fondamentali per l’opera che entrerà in servizio nel 2019 e che prevede nel complesso una capacità di scambio sulla frontiera di 1200 megawatt: con i suoi 190 chilometri, equamente distribuiti sul territorio italiano e quello francese, sarà il più lungo elettrodotto in corrente continua al mondo in cavo, completamente integrato con il sistema infrastrutturale di trasporto e risulterà di fatto invisibile. Il nuovo piano ribadirà quindi l’ulteriore sviluppo delle interconnessioni: tra questi progetti, oltre alla Francia, ci sarà anche il cavo con il Montenegro, già inserito nel piano 2017, che sarà completato anch’esso nel 2019 e che avrà una lunghezza di 455 chilometri (dei quali 433 sottomarini). Quanto alla nuova linea con la Tunisia, come aveva sottolineato lo stesso ceo nell’intervista, sarà richiesto un contributo all’Unione Europea che potrebbe materializzarsi a inizio 2018.

FONTEIlSole24Ore

Moda al naturale: alla scoperta di AlgoNatural

Scritto da LauraMusig il . Pubblicato in Ambiente, Lifestyle, Moda

Sono sempre di più le persone che decidono di portare avanti uno stile di vita green a 360°. Si parte con l’alimentazione, poi si passa ai trasporti e piano piano si coinvolgono tutti gli aspetti della vita da consumatore.

E’ per queste persone che nel 2015 è nato AlgoNatural il primo negozio ad Udine completamente dedicato alla moda naturale. Una boutique pensata che dimostrare che capi belli e pratici possono incontrare l’ecosostenibilità.

AlgoNatural propone presso il suo punto vendita di piazza San Cristoforo 14 una selezione di abbigliamento biologico bambino, uomo e donna sempre in linea con le stagioni ed i trend del momento.

La sezione dedicata all’abbigliamento biologico per neonato vi darà modo di scoprire tante proposte in delicato cotone bio pensato per rispettare la pelle dei più piccoli.

Per la sua collezione di abbigliamento biologico uomo, donna e bambino AlgoNatural ha selezionato principalmente le migliori fibre naturali tra cui cotone biologico certifato GOT, pura lana vergine Merinos, canapa e bamboo. Questi ultimi due materiali in particolare si sono distinti negli ultimi anni per resistenza e traspirabilità.

Oltre a questi materiali di origine naturale AlgoNatural ha dato spazio anche a materiali che traggono origine da un’attenta attività di recupero e riciclaggio di materiali inerti. Qualche esempio? Le borse ricavate dai vecchi banner pubblicitari in pvc o dalle vecchie vele delle barche oppure i giubbotti invernali ricavati dal riciclo delle bottiglie di plastica ripescate dagli oceani.

AlgoNatural non è solo abbigliamento biologico ma anche calzature, borse ed accessori e prodotti tessili per la casa.

Per rimanere sempre informati sulle iniziative e sulle promozioni di AlgoNatural è possibile seguire la pagina Facebook, iscriversi alla newletter periodica oppure rimanere in contatto con le notifiche su Whatsapp.

Infine sottoscrivendo l’AlgoCard grazie all’apposita raccolta punti potrete usufruire di interessanti scontistiche e vantaggi dedicate ai migliori clienti.