Daiichi Sankyo Cancer Enterprise: Quizartinib EMA concede valutazione accelerata

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Aziende, Salute

L’EMA concede la valutazione accelerata per la commercializzazione di quizartinib per il trattamento della LMA recidivante/refrattaria con mutazioni di FLT3-ITD

Roma, 5 novembre 2018 – L’Agenzia europea dei medicinali (EMA) ha validato la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio del quizartinib, il nuovo agente sperimentato in monoterapia per il trattamento degli adulti con leucemia mieloide acuta (LMA) FLT3-ITD positiva, una forma estremamente aggressiva di LMA che si associa ad una prognosi sfavorevole e per cui attualmente non esistono terapie specifiche, e concesso la sua valutazione accelerata. Ad annunciarlo oggi è l’azienda farmaceutica Daiichi Sankyo.

La validazione della domanda di autorizzazione dà inizio al processo di valutazione scientifica da parte del Comitato per i medicinali per uso umano (CHMP) dell’EMA. La valutazione accelerata, che può ridurre significativamente i tempi di valutazione, viene concessa a quei prodotti farmaceutici che secondo l’Agenzia possono essere di maggiore impatto per la salute pubblica e per l’innovazione terapeutica.

“La valutazione accelerata per l’autorizzazione alla commercializzazione di quizartinib sottolinea una fondamentale esigenza non ancora soddisfatta per i pazienti con questa forma molto aggressiva di leucemia mieloide acuta, per cui non esistono ancora opzioni di trattamento mirato approvate in Europa” ha dichiarato Arnaud Lesegretain, vice presidente del dipartimento di Ricerca e Sviluppo in oncologia e direttore del Franchise sull’LMA di Daiichi Sankyo. “Il raggiungimento di entrambi questi traguardi è un significativo passo in avanti e saremo lieti di lavorare con l’EMA per offrire questa importante potenziale nuova opzione di trattamento mirato anche in UE”.

La domanda di autorizzazione all’immissione in commercio nell’UE si basa sui risultati dello studio registrativo di fase III QuANTUM-R sul quizartinib, il primo studio randomizzato di fase III ad aver dimostrato che un inibitore FLT3, sotto forma di singolo agente orale, è in grado di prolungare la sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia in pazienti con LMA recidivante/refrattaria con mutazioni di FLT3-ITD. I risultati principali di questo studio sono stati presentati durante la sessione plenaria del 23° Congresso dell’Associazione europea di ematologia (EHA) tenutosi lo scorso giugno a Stoccolma.

Quizartinib è attualmente sotto valutazione regolatoria da parte del Ministero della salute, del lavoro e della previdenza (MHLW) giapponese, per il trattamento dei pazienti adulti con LMA recidivante/refrattaria FLT3-ITD positiva. La presentazione della domanda di autorizzazione negli Stati Uniti è programmata per la seconda metà dell’anno fiscale 2018.

La leucemia mieloide acuta con mutazioni FLT3-ITD
La LMA è una neoplasia maligna aggressiva del sangue e del midollo osseo, che causa la crescita e l’accumulo incontrollato di globuli bianchi maligni che non funzionano regolarmente e interferiscono con la produzione delle cellule normali del sangue.1
Le mutazioni del gene FLT3 costituiscono una delle più comuni anomalie genetiche della Leucemia Mieloide Acuta.2 La mutazione FLT3-ITD è la più comune dell’FLT3 e colpisce all’incirca 1 paziente su 4 con LMA.3,4,5,6
FLT3-ITD è una mutazione pilota della leucemia mieloide acuta che si manifesta con elevato carico leucemico, una prognosi sfavorevole e un significativo impatto sulla gestione della malattia per i pazienti con LMA.4,7
I pazienti affetti da LMA con mutazioni FLT3-ITD hanno, infatti, una prognosi complessiva peggiore, che comprende un aumento dell’incidenza di recidiva ed un rischio di morte maggiore a seguito della recidiva stessa, nonché una maggiore probabilità di recidiva dopo trapianto di cellule staminali ematopoietiche rispetto ai pazienti che non presentano questa mutazione.8,9

Informazioni su quizartinib
Il Quizartinib è il prodotto di punta del franchise sperimentale sulla Leucemia Mieloide Acuta di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise. E’ un inibitore selettivo orale dell’FLT3, attualmente in fase III di sperimentazione sia per la LMA recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD (studio QuANTUM-R) in USA e UE, sia per la LMA di nuova diagnosi con mutazioni FLT3-ITD (studio QuANTUM-First) in USA, UE e Giappone, ed è in fase II di sviluppo in Giappone per la LMA recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD.

Il quizartinib ha ottenuto, dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense, la designazione di “BreakThrough Therapy” (Terapia fortemente innovativa) per il trattamento dei pazienti adulti affetti da LMA recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD, e la designazione “Fast Track” (procedura accelerata) per il trattamento della LMA recidivante/refrattaria.
Quizartinib ha inoltre ricevuto la denominazione di farmaco orfano dalla stessa FDA e dalla Commissione Europea (CE) per il trattamento della LMA, e dal Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza giapponese per il trattamento della LMA con mutazione FLT3. Il quizartinib è un agente in fase di sperimentazione non approvato per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l’efficacia non sono state ancora determinate.

Nello studio QuANTUM-R, la durata mediana del trattamento con quizartinib è stata di 4 cicli di 28 giorni, contro 1 ciclo nel braccio della chemioterapia di salvataggio. L’incidenza degli eventi avversi emergenti dal trattamento è risultata paragonabile nei pazienti che ricevevano quizartinib come singolo agente e in quelli che ricevevano la chemioterapia di salvataggio. Le reazioni avverse più comuni (> 30%, di qualsiasi grado) nei pazienti trattati con quizartinib comprendevano infezioni, sanguinamenti, nausea, astenia, iperpiressia, neutropenia febbrile, vomito, mentre le reazioni avverse più comuni di grado ≥ 3 (> 20%) sono state infezioni e neutropenia febbrile. Le reazioni avverse più comuni registrate tramite analisi di laboratorio (incidenza >50%) sono state la riduzione nella conta dei globuli bianchi, linfociti, neutrofili e piastrine e bassi livelli di emoglobina. Il profilo di sicurezza osservato nello studio QuANTUM-R appare coerente con quello osservato a dosi simili nel programma di sviluppo clinico di quizartinib.

Daiichi Sankyo Cancer Enterprise
La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell’applicazione di conoscenze e capacità innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L’azienda è impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno è presente in tutte le sue attività.
L’obiettivo è quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole (Fase I).
I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e “small molecules” in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&S sulla struttura delle “small molecules”. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: DS-8201, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare http://www.DSCancerEnterprise.com.

FonteDaiichi Sankyo

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Contatti

Daiichi Sankyo
Elisa Porchetti
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ESMO 2018 Daiichi Sankyo presenta il nuovo sito web

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Aziende, Salute

Mycancertherapy.eu il nuovo portale video di Daiichi Sankyo che risponde ai dubbi dei pazienti oncologici con un linguaggio di facile comprensione

Presentato all’ESMO 2018 mycancertherapy.eu di Daiichi Sankyo, il nuovo portale video che risponde alle domande più frequenti dei pazienti oncologici, semplificando il gergo medico e utilizzando un linguaggio di facile comprensione. Il sito è già disponibile in 16 lingue parlate nell’UE, compreso l’italiano, e presto avrà anche l’URL dedicato lamiaterapiadelcancro.it.

Monaco, 19 ottobre 2018 – Presentato al Congresso dell’European Society of Medical Oncology (ESMO) 2018, mycancertherapy.eu, il nuovo portale video in 16 lingue, creato da Daiichi Sankyo per rispondere alle domande più frequenti dei pazienti oncologici, semplificando il gergo medico.
Lo strumento di informazione online, che comprende video interventi di qualificati oncologi, nasce come risorsa per aiutare i pazienti a superare le barriere che si frappongono alla comprensione del loro percorso di terapia del cancro, ostacoli spesso dovuti al gergo medico, alla lingua straniera e al sentimento di sopraffazione che li coglie dopo la diagnosi. Attraverso brevi video gli esperti offrono le risposte alle domande più frequenti dei pazienti sui principali aspetti del trattamento del cancro, compresi i tipi di trattamento disponibili, gli effetti collaterali, e l’impatto sulla vita quotidiana, e lo fanno nella lingua madre dei pazienti stessi. Il sito Web è completato da un elenco di F.A.Q. su cosa aspettarsi, come prepararsi e cosa fare quando viene diagnosticato un cancro, e contiene un glossario che fornisce definizioni chiare per vari termini legati all’oncologia. Il risultato è una piattaforma unica in Europa, ricca di informazioni veicolate sia nelle principali lingue europee (inglese, tedesco, olandese, francese, spagnolo e italiano) che nelle lingue minoritarie più frequentemente parlate in questi Paesi (turco, polacco, rumeno, serbo-croato, russo, cinese, Hindi, urdu, arabo e berbero). Oggi è possibile consultare il portale mycancertherapy.com in traduzione italiana selezionando l’opzione lingua, e presto avrà in Italia l’URL dedicato lamiaterapiadelcancro.it.

Il cancro spiegato con un linguaggio facile e comprensibile
“Abbiamo prestato particolare attenzione affinché tutte le informazioni video e testuali fossero veicolate con un linguaggio facile da comprendere, proprio perché molti pazienti hanno difficoltà a capire e ricordare i dettagli della chemioterapia ascoltati durante il loro primo consulto – spiega il dott. Ajoeb Baridi, Consulente Medico di Daiichi Sankyo UK e responsabile dell’intero progetto – Ciò può essere dovuto alla mancanza di competenza linguistica rispetto al gergo medico o allo shock iniziale per la diagnosi.” Gli argomenti trattati includono anche risposte a domande relative agli effetti collaterali del trattamento o a come affrontare la malattia nei diversi aspetti della vita quotidiana.

Il sito Web verrà lanciato in otto Paesi
Il sito Web, già disponibile nelle diverse lingue selezionando l’opzione desiderata in homepage, verrà presto lanciato anche con URL dedicati, negli otto Paesi i cui pazienti hanno accesso a tutte e 16 le lingue, una scelta che evidenza l’impegno di Daiichi Sankyo nell’oncologia, e l’ambizione dell’azienda a spingersi oltre un approccio meramente tecnico-scientifico, offrendo servizi che possano rappresentare davvero la differenza per la vita dei pazienti.

Italia: http://www.lamiaterapiadelcancro.it
Europa: http://www.mycancertherapy.eu
Regno Unito: http://www.mycancertherapy.co.uk
Paesi Bassi: http://www.mijnkankertherapie.nl
Germania: http://www.meinekrebstherapie.de
Austria: http://www.meinekrebstherapie.at
Svizzera: http://www.meinekrebstherapie.ch
Spagna: http://www.miterapiacontraelcancer.es
Francia: http://www.matherapiecontrelecancer.com

Daiichi Sankyo e l’impegno nell’oncologia
La vision di Daiichi Sankyo consiste nell’applicazione di conoscenze e capacità innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L’azienda è impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno è presente in tutte le sue attività.
L’ obiettivo è quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole (Fase I).
I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e “small molecules” in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&S sulla struttura delle “small molecules”. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: DS-8201, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare http://www.DSCancerEnterprise.com

FonteDaiichi Sankyo

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Daiichi Sankyo
Daiichi Sankyo è un Gruppo farmaceutico attivamente impegnato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di farmaci innovativi con la mission di colmare i diversi bisogni di cura ancora non soddisfatti dei pazienti, sia nei mercati industrializzati che in quelli emergenti. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 16,000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredità di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo robusto portafoglio di farmaci per il trattamento dell’ipertensione e dei disordini trombotici, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica“, le attività di ricerca e sviluppo di Daiichi Sankyo sono focalizzate alla creazione di nuove terapie per l’oncologia e l’immuno-oncologia, con un ulteriore focus su nuove frontiere quali la gestione del dolore, le malattie neurodegenerative e cardiometaboliche, e altre patologie rare.

Per maggiori informazioni visita il sito http://www.daiichi-sankyo.it

Psicoterapeuta Cuneo, Dott.ssa Silvia Parisi: La Terapia del Comportamento

Scritto da Dottoressa Silvia Parisi il . Pubblicato in Salute

La psicoterapeuta Cuneo, Dottoressa Silvia Parisi, ci parla degli sviluppi e della diffusione della psicoterapia cognitivo comportamentale.

La terapia del comportamento così si chiama perché si costituisce – negli anni 50 e 60- in duro conflitto con le psicoterapie tradizionali e a esse si contrappone fin nel nome: il comportamento è esso stesso dell’oggetto della terapia, non è il sintomo di qualche altro oggetto.
In altre parole, il trattamento rivolto in modo diretto ad alterare i repertori comportamentali del paziente, a differenza della psicoterapia tradizionale che sarebbe volta, in modo diretto, ad alterare l’organizzazione intrapsichica del soggetto e, come conseguenza indiretta, a modificare il suo comportamento. Le origini effettive della terapia del comportamento sono collocabili negli anni 60.
Gli anni 50 possono meglio se descritti come la stagione dei pionieri e dei primi albori. In quegli anni vanno ricordati tre nuclei che risulteranno storicamente determinanti, nuclei dispersi in tre diversi continenti. In Sudafrica son Wolpe, Lazarus e Rachman, i quali sviluppano modalità di decondizionamento/controcondizionamento delle reazioni emozionali sulla base di sperimentazione sull’animale nell’ambito del condizionamento pavloviano e della teoria dell’apprendimento di Hull. Wolpe, in particolare, mette a punto la tecnica di ” desensibilizzazione sistematica” ed espone risultati più che lusinghieri nel suo saggio Psycotherapy by Reciprocal Inhibition del 1958. Questo gruppo presso si disperde: Lazarus e Wolpe emigrano negli Stati Uniti, Rachman va a lavorare a Londra nell’istituto di Eysenck. A Londra, presso il Maudsley Hospital, Eysenck incoraggia allievi e collaboratori in una pratica terapeutica (molto più realistica) che si basa sui principi dell’apprendimento invece che sugli assunti tradizionali (psicodinamici). Negli Stati Uniti Skynner nella sua scuola studiano il condizionamento operante con pazienti psicotici profondamente regrediti. Sempre Skinner offre in Scienza e Comportamento una reinterpretazione della psicoterapia tradizionale come un’attività di carattere educativo, basata su involontari processi di condizionamento verbale e sociale che derivano dal rinforzo verbale sociale erogato dello psicoterapeuta-non direttivo e dallo psicoanalista.
Viene 60 vedono il primo sviluppo della terapia del comportamento e la sua prima diffusione (soprattutto) del mondo anglosassone. Il ritmo di crescita e assolutamente impressionante. Possiamo considerare come un indice di sensibilizzazione teorica e produttività scientifica il numero di pubblicazioni recensite negli Psychological Absract. Pur partendo praticamente da zero, la terapia del comportamento raggiunge in pochi anni i livelli che erano propri della terapia centrata sul cliente, e della psicanalisi.
Lungo ieri 60 gran parte dell’attenzione di clinici studiosi e volta a valutare l’effettiva efficacia delle tecniche comportamentali, in particolare della desensibilizzazione sistematica, e a sviluppare un armamentario clinico-terapeutico. All’inizio degli 70 la terapia del comportamento si è già imposta, in paesi come l’Inghilterra e negli Stati Uniti, come presenza di pieno diritto e di primo piano.

Articolo Scritto da: Dottoressa Silvia Parisi, psicoterapeuta a Cuneo.

Psicologa Cuneo, Dott.ssa Silvia Parisi: Shopping compulsivo, accettare la realtà

Scritto da Dottoressa Silvia Parisi il . Pubblicato in Salute

La Dottoressa Silvia Parisi, psicologa a Cuneo, ci parla della difficoltà delle persone affette da shopping compulsivo nel confrontarsi con i familiari.

Sono molti gli stratagemmi utilizzati per evitare il confronto con i familiari e per giustificare l’ennesimo acquisto. Talvolta, invece, ci si dimentica addirittura di aver comprato qualcosa e non si ha ben chiaro il quadro delle proprie spese.

Si nega fino all’ultimo anche di fronte all’evidenza con esclamazioni tipiche nel loro genere quali: “Non potevo proprio rinunciarvi, c’era una svendita” oppure “Non l’ho appena comprato, non ricordi che ce l’ho da tempo” non riconoscendo quindi il problema.

La famiglia gioca un ruolo fondamentale nel contrastare tale situazione. La persona, una volta messa alle strette con domande incessanti, non riesce più a trovare giustificazioni fino a riconoscere che il suo comportamento corrisponde ad una vera e propria patologia.

Altre volte ancora il soggetto è consapevole di aver bisogno di aiuto, ma teme di farlo perché pervaso da un senso di vergogna profondo e dalla paura di essere giudicato rischiando di perdere la stima di amici, familiari e colleghi.

Concludendo, la famiglia assume un ruolo fondamentale nel capire e spingere la persona cara a richiedere aiuto ad uno specialista per risolvere la sua dipendenza, spesso è consigliabile in questi casi approcciarsi ad una terapia cognitivo-comportamentale.

Articolo scritto da: Psicologa Cuneo, Dottoressa Silvia Parisi 

Aprilia screening gratuiti per la Giornata Mondiale del Cuore

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Salute

Ad Aprilia il 6 ottobre si effettuano screening gratuiti della Fibrillazione Atriale e rischio ictus presso la Casa di Cura Città di Aprilia

Aprilia, 3 ottobre 2018 – Anche Aprilia quest’anno celebra la Giornata Mondiale del Cuore con l’evento “Ictus cardio-embolico: conoscerlo per prevenirlo”, l’iniziativa di sensibilizzazione che si svolgerà il 6 ottobre dalle ore 9.00 presso la Casa di Cura Città di Aprilia, e che consentirà a tutti i cittadini dai 40 anni in su di effettuare una visita cardiologica gratuita e ricevere maggiori informazioni su fattori di rischio, sintomi, conseguenze e prevenzione di ictus e fibrillazione atriale. L’evento è organizzato dall’Associazione Farmacisti Online con il contributo di Daiichi Sankyo Italia.

Fibrillazione Atriale e Ictus
La fibrillazione atriale (FA) è la forma più diffusa di alterazione del ritmo cardiaco, è spesso asintomatica ma aumenta in maniera significativa il rischio di ictus cerebrale. Si stima che dei 200 mila casi di ictus diagnosticati in media ogni anno in Italia circa 36 mila siano imputabili alla Fibrillazione Atriale, e che nel corso della vita circa 1 persona su 3 affetta da FA vada incontro ad un ictus cerebrale, un evento grave che si può evitare scoprendo in tempo la presenza di questa aritmia, adeguandosi ad uno stile di vita sano e iniziando il trattamento con una terapia anticoagulante appropriata. Esistono forti evidenze scientifiche sul ruolo degli anticoagulanti orali nel ridurre di oltre il 70% il rischio di ictus nei soggetti colpiti da questa aritmia cardiaca eppure, secondo i più recenti studi del Centro Controllo Malattie del Ministero della Salute, più di 157.000 pazienti non seguono diligentemente le indicazioni del proprio medico e non aderiscono alla terapia in modo ottimale, con conseguenze gravi e invalidanti per la loro vita. E’ provato, infatti, che gli ictus che si verificano dopo un’interruzione della terapia antitrombotica sono associati a maggiori mortalità e morbilità rispetto agli ictus che si verificano mentre un paziente è in trattamento antitrombotico.

“Abbiamo deciso di promuovere questa iniziativa perché nella nostra esperienza ci siamo resi conto che non c’è ancora un’adeguata percezione da parte degli utenti dei pericoli di queste patologie cardiache, e che spesso pure i pazienti già diagnosticati non comprendono appieno l’importanza di essere costanti e attenti nel seguire le terapie prescritte. Con questo evento desideriamo offrire ai cittadini di Aprilia non solo la possibilità di effettuare un controllo cardiologico gratuito con degli specialisti ma anche di informarsi direttamente su ciò che possono fare per prevenirle o gestirle”, ha spiegato Rocco Forte Presidente dell’Associazione Farmacisti Online

Programma della giornata

Ore 9.00-11.00 Controllo cardiologico gratuito con visita ed elettrocardiogramma
Ore 11.30-12.30 Incontro informativo-educazionale sulla prevenzione delle patologie cardio-emboliche a cura del Team cardiologico diretto dal Dott Marco Giovagnoni
Presentazione della patologia e dei suoi fattori predisponenti, I medici rispondono alle domande dei cittadini
Ore 12.30-14.00 Consegna referti

FonteDaiichi Sankyo

HEALTH ITALIA S.P.A ha chiuso il primo semestre 2018 con ricavi in forte crescita, importanti investimenti e investitori istituzionali entrati nella compagine azionaria.

Scritto da Alessandro Brigato il . Pubblicato in Affari, Aziende, Mercati, Salute

HEALTH ITALIA S.P.A., azienda leader nel mercato italiano della sanita integrativa e sostitutiva, ha comunicato di avere chiuso il primo semestre 2018 con un importante rialzo dei ricavi che sono saliti ad oltre 13 milioni di euro con un incremento superiore al 25%.

L’andamento degli utili, come previsto e pianificato nel Piano Industriale 2018-2020, non ha seguito la crescita dei ricavi in quanto il gruppo ha avviato gli importanti investimenti mirati ad acquisizioni di aziende integrabili nel modello di business esistente, allargando cosi il perimetro di consolidamento, ed allo sviluppo del progetto Health Point, sostenendone i costi, al fine di accelerare la crescita  finalizzata al raggiungimento degli obiettivi del Piano Industriale che prevede per il 2020 60 milioni di ricavi con un EBIDTA prossimo al 30%.

La leadership di Health Italia s.p.a. in un mercato in grande crescita come quello della sanità integrativa ha attratto anche alcuni investitori istituzionali che hanno acquisito titoli dell’azienda.

Il Presidente di Health Italia s.p.a., Roberto Anzanello ha commentato “I risultati del primo semestre 2018 confermano le capacità di Health Italia di raggiungere i propri obbiettivi e di consolidare la propria posizione di azienda leader nel suo mercato di riferimento tramite importanti investimenti in grado di consolidare e sviluppare il modello di business che, ricordiamo, è un unicum nel mercato della sanità integrativa”.

In riferimento all’ingresso di investitori istituzionali nel capitale sociale Anzanello ha aggiunto “E’ per noi motivo di orgoglio e di soddisfazione il fatto che stiamo riscontrando un sempre maggiore interesse verso la nostra azienda da parte di operatori finanziari qualificati. Nel corso del mese corrente, si sono già concretizzati alcuni ingressi di primari gestori ed investitori istituzionali nel capitale sociale. Tali ingressi, effettuati ai prezzi correnti, riflettono le potenzialità di crescita del titolo e sono stati effettuati in un’ottica di medio-lungo termine con la volontà di accompagnare la società Health Italia verso l’importante processo di crescita pianificato per i prossimi anni. E’ nostro obbiettivo continuare a lavorare in questa direzione al fine di raggiungere una quota di flottante pari al 35% del capitale sociale”.

Fonte: www.healthitalia.it

Farmaco anticorpo-coniugato (ADC), presentati i dati aggiornati alla IASLC 2018

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Aziende, Salute

Presentati i dati aggiornati su[fam-] trastuzumab deruxtecan in pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule con espressione o mutazione HER2

Il nuovo farmaco anticorpo-coniugato di Daiichi Sankyo in fase I di sperimentazione in pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) con mutazione HER2 o espressione di HER2 pesantemente pretrattato, ha dimostrato una risposta globale fino al 72,7% e controllo della malattia fino al 100%

Roma 26 settembre 2018 – Alla 19a conferenza mondiale IASLC sul carcinoma polmonare in corso a Toronto, sono stati presentati da Daiichi Sankyo i dati aggiornati di faseI su sicurezza ed efficacia per [fam-] trastuzumab deruxtecan (DS-8201), un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) sperimentale anti-HER2, somministrato ad un sottogruppo di pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) con mutazione HER2 o espressione di HER2 pesantemente pretrattato. Il nuovo farmaco ha dimostrato una risposta globale del 72,7% in 11 pazienti con mutazione HER2 già pretrattati e del 58,8% in 17 pazienti con mutazione HER2 o espressione di HER2, nonché un controllo della malattia rispettivamente del 100% e dell’88,2%.

La sovraespressione di HER2 negli NSCLC, è associata a una prognosi sfavorevole e a una ridotta sopravvivenzaglobale.4,6 Le mutazioni HER2 sono state più recentemente identificate come target molecolari distinti per NSCLC, ma, attualmente, nessuna terapia è approvata specificamente per il carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione HER2 o sovraespressione di HER2.
L’introduzione negli ultimi anni di terapie mirate e di inibitori del checkpoint immunologico ha migliorato il panorama di trattamento per i pazienti con NSCLC metastatico, che in passato avevano limitate opzioni oltre alla chemioterapia sistemica.4,5 Tuttavia, per quelli non eleggibili ai trattamenti disponibili, o il cui cancro continua a progredire, sono necessari nuovi approcci che aiutino a gestire la malattia.6

I risultati incoraggianti dell’ADC di Daiichi Sankyo
In un’analisi aggiornata di un sottogruppo di 11 pazienti affetti da NSCLC con mutazione HER2 riceventi una espansione di dose raccomandata di 6,4 mg/kg, [fam-] trastuzumab deruxtecan ha dimostrato una risposta globale confermata del 72,7% (8 pazienti su 11) e un controllo della malattia del 100% (11 pazienti su 11) (taso di risposta e di controllo per me vanno bene; si parla infatti di percentuali). La stima preliminare della durata mediana della risposta ha raggiunto gli 11,5 mesi (IC 95%: 0,03+, 11,5) e la sopravvivenza mediana libera da progressione ha raggiunto i 14,1 mesi (IC 95%: 4,0+, 14,1) per questo sottogruppo di pazienti.

“Questi risultati preliminari osservati con [fam-]trastuzumab deruxtecan sono incoraggianti, specialmente considerata l’attuale esigenza medica insoddisfatta per i pazienti affetti da NSCLC metastatico con alterazioni HER2 e con progressione durante diverse terapie precedenti.”- ha commentato uno degli sperimentatori dello studio, Junji Tsurutani, dell’Advanced Cancer Translational Research Institute, dell’Università di Showa di Tokyo – Questi risultati dimostrano anche che la valutazione continua dei trattamenti anti-HER2 è giustificata nei pazienti con NSCLC.”

In un’analisi aggiornata del sottogruppo di 17 pazienti affetti da NSCLC con mutazione HER2 o espressione di HER2 (definita come IHC ≥1+ o amplificata) pesantemente pretrattati, [fam-] trastuzumab deruxtecan ha dimostrato una risposta globale confermata del 58,8% (10 pazienti su 17) e un controllo della malattia dell’88,2% (15 pazienti su 17). La stima preliminare della durata mediana della risposta ha raggiunto i 9,9 mesi (IC 95%: 0,0+, 11,5) e la sopravvivenza mediana libera da progressione ha raggiunto i 14,1 mesi (IC 95%: 0,9, 14,1).

“È attualmente in corso l’arruolamento dei pazienti nel nostro studio di fase 2 su [fam-] trastuzumab deruxtecan in pazienti affetti da NSCLC avanzato con mutazione HER2 o sovraespressione di HER2.” ha annunciatp Gilles Gallant, Leader del Global Team DS-8201, del dipartimento di Ricerca e Sviluppo in Oncologia di Daiichi Sankyo. “Visto che non ci sono terapie specifiche approvate per il trattamento dei pazienti affetti da NSCLC con alterazioni HER2, è necessario uno studio continuo di [fam-] trastuzumab deruxtecan per comprendere meglio il potenziale ruolo di un farmaco anticorpo-coniugato anti-HER2 nel trattamento di questi pazienti.”

Per questo stesso sottogruppo di pazienti affetti da NSCLC con mutazione HER2 o espressione di HER2 riceventi [fam]-trastuzumab deruxtecan, sono stati riportati anche gli aggiornamenti sui dati preliminari di sicurezza. Gli eventi avversi più comuni (>30%, qualsiasi grado) comprendevano nausea (50,0%), riduzione dell’appetito (50,0%), alopecia (50,0%), affaticamento (44,4%) e vomito (38,9%). Gli eventi avversi di grado 3 comparsi in più del 10% dei pazienti comprendevano la riduzione del numero dei neutrofili (11,1%). Come già riportato in precedenza, in questa coorte si è osservato 1 evento di grado 5 di polmonite, giudicata non correlata a [fam-] trastuzumab deruxtecan da un comitato di valutazione indipendente. Qualsiasi caso riportato di malattia polmonare interstiziale (ILD) o polmonite interstiziale nel programma di sviluppo clinico di [fam-] trastuzumab deruxtecan è valutato da un comitato di valutazione indipendente.

Studio di fase 1 su [Fam-] Trastuzumab Deruxtecan
Complessivamente 292 pazienti sono stati arruolati in questo studio di fase I in due parti, in aperto, che sta attualmente valutando [fam-] trastuzumab deruxtecan in pazienti con tumori solidi in stadio avanzato/non operabili o metastatici, refrattari o intolleranti al trattamento standard o per i quali non esiste alcun trattamento standard. L’obiettivo primario della fase di aumento della dose di questo studio era quello di valutarne la sicurezza e la tollerabilità e determinare la dose massima tollerata. I dati di questa parte dello studio sono stati pubblicati su Lancet Oncology.9

Nella parte di espansione della dose dello studio di fase I, [fam-] trastuzumab deruxtecan viene somministrato in 1 o 2 dosi (5,4 mg/kg e 6,4 mg/kg) in pazienti con carcinoma mammario e gastrico HER2-positivo in stadio avanzato o metastatico, carcinoma mammario a bassa espressione di HER2 e altri tumori solidi con espressione di HER2, compresi gli NSCLC. Per ulteriori informazioni sullo studio, consultare ClinicalTrials.gov.

I bisogni insoddisfatti nel carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC)
Il carcinoma polmonare è il cancro più comune al mondo e la principale causa di morte per cancro.1 Nel 2012 sono stati riportati circa 1,8 milioni di nuovi casi di carcinoma polmonare in tutto il mondo e approssimativamente 1,6 milioni di morti.1 Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) è responsabile di circa l’80-85% di tutti i casi, e la sopravvivenza a cinque anni dell’NSCLC metastatico è solo dell’1%.3
La sovraespressione di HER2 è stata riportata in percentuali che vanno dal 4 al 35% degli NSCLC, a seconda delle serie e dei metodi pubblicati, ed è associata a una prognosi sfavorevole e ridotta sopravvivenza globale.4,6 Le mutazioni HER2 sono state più recentemente identificate come target molecolari distinti per NSCLC e sono state riportate in una percentuale fino al 5% degli NSCLC.7,8 Attualmente, nessuna terapia è approvata specificamente per il carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione HER2 o sovraespressione di HER2.

[Fam-] Trastuzumab Deruxtecan
[Fam-] trastuzumab deruxtecan (DS-8201è il prodotto leader del franchise sperimentale sugli ADC di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise. Gli ADC sono medicinali antineoplastici mirati che forniscono una chemioterapia citotossica (“carico farmacologico”) alle cellule neoplastiche mediante un legante attaccato a un anticorpo monoclonale che si lega a uno specifico bersaglio espresso sulle cellule neoplastiche. Realizzato con l’impiego della tecnica ADC di Daiichi Sankyo, [fam-] trastuzumab deruxtecan è composto da un anticorpo HER2 umanizzato attaccato al carico farmacologico di un nuovo inibitore della topoisomerasi I, mediante un legante a base tetrapeptidica. Esso è disegnato per portare in modo mirato la chemioterapia all’interno delle cellule neoplastiche, e ridurre così l’esposizione sistemica al carico farmacologico citotossico rispetto ai meccanismi della comune chemioterapia.

Un ampio e completo programma di sviluppo con [fam-] trastuzumab deruxtecan è attualmente in corso in Nord America, Europa e Asia. [Fam-] trastuzumab deruxtecan si trova nella fase di sviluppo clinico registrativo di fase II per il carcinoma mammario metastatico HER2-positivo resistente o refrattario alla ado-trastuzumab emtansina (DESTINY-Breast01); sviluppo registrativo di fase II per il carcinoma gastrico in stadio avanzato HER2-positivo resistente o refrattario al trastuzumab (DESTINY-Gastric01); sviluppo di fase II per il carcinoma colorettale in stadio avanzato con espressione di HER2; sviluppo di fase II per l’NSCLC metastatico non squamoso, con sovraespressione di HER2 o mutazione HER2; e sviluppo di fase I in associazione con nivolumab per il carcinoma mammario e vescicale metastatico con espressione di HER2.

[Fam-] trastuzumab deruxtecan ha ottenuto dalla statunitense Food and Drug Administration (FDA) la designazione di Breakthrough Therapy per il trattamento dei pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico HER2-positivo, trattati con trastuzumab e pertuzumab e con progressione della malattia dopo ado-trastuzumab emtansina (T-DM1), e la designazione di Fast Track per il trattamento del carcinoma mammario HER2-positivo non operabile e/o metastatico nei pazienti con progressione dopo precedente trattamento con terapie anti-HER2, compresa la T-DM1. Il farmaco ha inoltre ottenuto, dal Ministero della Salute, del Lavoro e della Previdenza giapponese, la designazione di SAKIGAKE per il trattamento del carcinoma gastrico o della giunzione gastro-esofagea HER2-positivo in stadio avanzato.
[Fam-] trastuzumab deruxtecan è una molecola in fase di sperimentazione non ancora approvata per alcuna indicazione in alcun Paese. La sicurezza e l’efficacia non sono state ancora determinate.

Daiichi Sankyo Cancer Enterprise
La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell’applicazione di conoscenze e capacità innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L’azienda è impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno è presente in tutte le sue attività.
L’ obiettivo è quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei SUOI tre pilastri: il Franchise di Farmaci Anticorpo-Coniugati, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole (Fase I).
I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e “small molecules” in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&S sulla struttura delle “small molecules”. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: DS-8201, un farmaco anticorpo-coniugato (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare http://www.DSCancerEnterprise.com

Riferimenti bibliografici:
Ferlay J, et al. GLOBOCAN 2012. International Agency for Research on Cancer. 2014.
American Cancer Society. About Non-Small Cell Lung Cancer. Types of Non-Small Cell Lung Cancer. 2018.
American Cancer Society. Non-Small Cell Lung Cancer Survival Rates, by Stage. 2018.
Ricciardi, et al. Journal of Thoracic Oncology. 2014;9(12):1750-62.
The National Comprehensive Care Network (NCCN). NCCN Clinical Practice Guidelines in Non-Small Cell Lung Cancer Version 3. 2018.
Nakamura H et al. Cancer. 2005 May 1;103(9):1865-73.
Landi and Cappuzzo. Expert Review of Anticancer Therapy. 2013;13(10):1219-28
Pillai RN et al. Cancer. 2017 Nov 1;123(21):4099-4105.
Doi T, et al. Lancet Oncology. November 2017; 18: 1512-22.

FonteDaiichi Sankyo

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Contatti

Daiichi Sankyo
Elisa Porchetti
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Daiichi Sankyo
Daiichi Sankyo è un Gruppo farmaceutico attivamente impegnato nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione di farmaci innovativi con la mission di colmare i diversi bisogni di cura ancora non soddisfatti dei pazienti, sia nei mercati industrializzati che in quelli emergenti. Con più di 100 anni di esperienza scientifica e una presenza in più di 20 Paesi, Daiichi Sankyo e i suoi 16,000 dipendenti in tutto il mondo, contano su una ricca eredità di innovazione e una robusta linea di farmaci promettenti per aiutare le persone. Oltre a mantenere il suo robusto portafoglio di farmaci per il trattamento dell’ipertensione e dei disordini trombotici, e con la Vision del Gruppo al 2025 di diventare una “Global Pharma Innovator con vantaggi competitivi in area oncologica“, le attività di ricerca e sviluppo di Daiichi Sankyo sono focalizzate alla creazione di nuove terapie per l’oncologia e l’immuno-oncologia, con un ulteriore focus su nuove frontiere quali la gestione del dolore, le malattie neurodegenerative e cardiometaboliche, e altre patologie rare.

Per maggiori informazioni visita il sito http://www.daiichi-sankyo.it

Pelle del Viso Consigli per Mantenerla Luminosa e in Salute

Scritto da florencetours il . Pubblicato in Aziende, Beauty & Wellness, Lifestyle, Salute

Quando si parla di bellezza la pelle del viso è un fattore importante che risalta subito agli occhi, una pelle luminosa e morbida è il segno del benessere e della salute della persona e risalta i lineamenti del viso.
A prescindere dalle caratteristiche genetiche mantenere la pelle del viso bella ed in salute dipende da diversi fattori che dipendono dallo stile di vita e dalla pulizia del viso.
Un fattore spesso viene messo in secondo piano è l’alimentazione, non bastano le creme per rendere la pelle del viso e del resto del corpo luminosa ed elastica, la salute comincia con una buona alimentazione e questo vale anche per il benessere della pelle.
Una buona dieta non deve essere priva delle vitamine necessarie e di tutti quegli elementi necessari al buon funzionamento del nostro organismo buona parte di queste vengono fornite da frutta e verdura, importanti in un dieta completa sono anche noci, mandorle e semi di vario tipo che nonostante le ridotte dimensioni sono ricchi di minerali necessari al benessere del corpo e della pelle.
Oltre ad una buona alimentazione ci sono varie pratiche che sono importanti per mantenere la pelle del viso e del resto del corpo di bell’aspetto, proviamo di seguito ad elencare alcuni consigli che se seguiti con costanza danno ottimi risultati.
Quando si sceglie una crema per la pelle dobbiamo tenere in considerazione la stagione e l’età, non esistono creme che vano bene sempre per cui con l’aiuto di un’esperta estetista cerchiamo di individuare la crema più adatta per il periodo.
Quando ci laviamo usiamo un detergente adatto alla pelle e alla zona che vogliamo lavare, evitiamo un sapone qualsiasi che se non adatto potrebbe seccare la pelle ed ostruire i pori.
Per una buona igiene della pelle è importante che tutto ciò che viene a contatto con la pelle sia pulito con particolare riguardo alla pelle del viso, cambiate con frequenza federe, asciugamani, sciarpe e foulard.
Soprattutto le donne fanno uso quotidiano di profumo, è importante applicarlo nei punti giusti come polsi, incavo dei seni e su altre parti del corpo ma non sul viso essendo presente in tutti i profumi un elevata dose di alcol troppo aggressivo per il delicato equilibrio della pelle viso.
Nel caso si pratichi di sport è consigliabile struccarsi accuratamente in modo che la pelle sia libera da impurità durante la sudorazione, dopo lo sforzo è altrettanto importante detergersi in modo corretto per rimuovere il sudore dalla pelle del viso e del corpo.
Se si usano lacca, gel e olii è importante comprendere che parte di essi si depositano sulla pelle del viso insieme ad altre impurità, per questo motivo è consigliabile non eccedere nel loro utilizzo.
In caso di brufoli e unti neri evitare di grattarsi e nel caso toccarli solo con mani perfettamente pulite.
Per quanto riguarda i pennelli da trucco è buona norma tenerli sempre puliti utilizzando un detergente apposito che oltre a pulirli uccida i batteri che vi si depositino.

Il 21 settembre, in occasione della XXV Giornata Mondiale Alzheimer, verrà presentato “Il VASO DEI RICORDI” un progetto sperimentale per aiutare le persone con demenza a conservare i propri ricordi

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Salute

Il vaso che solitamente Le Conserve della Nonna usa per conservare le proprie ricette si è trasformato in uno strumento di supporto alle persone con demenza per raccogliere, ritrovare e rivivere i propri ricordi.

Si chiama “Il Vaso dei Ricordi” il progetto sperimentale condotto dalla Federazione Alzheimer Italia – la maggiore organizzazione nazionale non profit dedicata alla promozione della ricerca scientifica sulla malattia di Alzheimer e sulle demenze, e sul supporto dei malati e dei loro familiari – per far sì che le persone con demenza possano mantenere il più a lungo possibile i ricordi importanti della propria vita. Un’idea che nasce dall’agenzia creativa Bitmama e si realizza grazie all’adesione dell’azienda modenese di prodotti alimentari Le Conserve della Nonna.

Queste tre realtà provenienti da mondi diversi si sono alleate con il desiderio di trasformare il vaso in qualcosa di più di un simbolo, ma uno strumento di aiuto concreto per le persone con demenza e uno spunto per sensibilizzare la società e le istituzioni sulla malattia al fine di abbattere il muro di isolamento e solitudine che le circonda.

La Federazione Alzheimer Italia ha realizzato un esperimento con 5 persone che hanno ricevuto negli scorsi mesi un vaso e sono state invitate a riempirlo di oggetti personali ed elementi simbolici connessi a momenti importanti della propria storia personale. Questa pratica, condotta prima individualmente con i familiari e il supporto degli psicologi della Federazione e successivamente condivisa con gli altri membri del gruppo, si è dimostrata utile per queste persone che sono riuscite a far riaffiorare dei ricordi che la malattia pian piano stava loro togliendo. L’obiettivo per il futuro è di poter estendere questa sperimentazione a un maggior numero di persone con demenza per verificare che i benefici ottenuti siano reali e/o concreti.

Il 21 settembre sarà online un video realizzato dall’agenzia creativa Bitmama che racconta il progetto e sensibilizza sulla malattia di Alzheimer, sarà possibile vederlo sulla pagina Facebook della Federazione Alzheimer Italia e su quella de Le Conserve della Nonna. Mentre al sito www.ilvasodeiricordi.it si trovano tutte le informazioni sulla malattia e si può scegliere di sostenere la causa.

“Da sempre per noi quel vaso rappresenta la cura e la conservazione delle nostre ricette e delle nostre tradizioni gastronomiche – afferma Valentina Lanza, responsabile marketing e comunicazione de Le Conserve della Nonna – siamo felici che oggi possa custodire anche qualcosa di prezioso come i ricordi di una persona e di poter contribuire con questo progetto e la campagna di comunicazione a diffondere informazioni corrette sulla malattia di Alzheimer”.

https://nonsolobuono.it/conserve-della-nonna/

L’Associazione Coscioni si rivolge al Ministro della Salute: anche Marilisa D’Amico tra i firmatari

Scritto da newsprofficemd il . Pubblicato in Legale, Salute

Continua la lotta dell’Associazione Coscioni per rendere effettivamente erogabili a carico del Servizio Sanitario Nazionale le tecniche di indagini diagnostiche sull’embrione che attualmente ne risultano escluse: l’Avv. Prof. Marilisa D’Amico fa parte dei primi firmatari della lettera indirizzata al Ministro della Salute.

Marilisa D'Amico

La lettera dell’Ass. Coscioni sottoscritta da Marilisa D’Amico

È datata 10 settembre 2018 la lettera dell’Associazione Luca Coscioni all’attuale Ministro della Salute Giulia Grillo. Non è la prima volta che l’Associazione si rivolge al Ministro per richiedere l’inserimento della diagnosi preimpianto nei Lea: nel 2017 infatti era stato accolto con entusiasmo l’aggiornamento dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), che però non prevedeva ancora la possibilità di erogare a carico del Servizio Sanitario Nazionale tutte le tecniche di fecondazione medicalmente assistita, incluse quelle di indagini diagnostiche sull’embrione. Marilisa D’Amico e Massimo Clara, dell’associazione Vox Diritti, hanno prontamente aderito a questo nuovo appello al Ministro della Salute, sostenendo la causa per l’aggiornamento annuale dei Lea. Nel 2016 sono nati 599 bambini grazie alla diagnosi preimpianto, che non sarebbe stata possibile se i loro genitori non avessero avuto accesso alla tecnica grazie all’intervento dei tribunali. Questa infatti consente di prevenire ed evitare aborti e malattie. Tra i primi firmatari dell’appello, oltre all’Avv. Prof. Marilisa D’Amico, compare anche Filomena Gallo, segretario dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica.

Marilisa D’amico: le richieste e le denunce della lettera al Ministro della Salute

L’Associazione Coscioni aveva scritto anche al precedente Ministro per evidenziare le criticità dei Lea e per richiedere il necessario aggiornamento, che però non è ancora avvenuto. “Chiediamo oggi al Ministro Giulia Grillo un chiaro segnale di discontinuità dal passato con risposta concreta alle nostre richieste per tante persone che vedono calpestato un principio fondamentale: l’equità nell’accesso alle cure per poter fare famiglia e avere un figlio”, afferma Filomena Gallo. Marilisa D’Amico, titolare dello Studio legale I Diritti Contesi, si è da sempre impegnata per la tutela dei diritti fondamentali, oltre che dell’analisi delle problematiche istituzionali. Nella lettera sottoscritta dall’Avvocato si richiede in particolare la definizione delle tariffe per le tecniche di diagnosi preimpianto, la previsione nei Lea delle indagini DGP/PGS e il rispetto della legge 40, che prevede possano accedere alle tecniche di PMA tutte le coppie in età potenzialmente fertile, senza il limite di 46 anni per la donna attualmente imposto nei Lea. Si denuncia inoltre la mancanza di strutture sul territorio e i costi non sostenibili da tutti. L’appello dell’Associazione si sposa con i principi da sempre appoggiati da Marilisa D’Amico, tra i primi studiosi italiani a valorizzare tematiche riguardanti pari opportunità e discriminazioni di genere.