Effettua esami minori come holter pressorio ed ecg a Varese (Gallarate) da Farmacia Tenconi

Scritto da mybookmarkservice il . Pubblicato in Aziende, Nuovo Sito Web, Salute

Da oltre 80 anni, Tenconi porta avanti una tradizione farmaceutica con dedizione. Presso la farmacia trovi una vasta scelta di prodotti farmaceutici, dermocosmetici, veterinari e potrai eseguire esami minori come holter pressorio. La trovi a Gallarate (Varese)

Se cerchi una farmacia che ti offra molto più che semplici articoli farmaceutici, scegli Farmacia Tenconi!
Potrai trovare prodotti omeopatici, veterinari, dermocosmetici ed effettuare piccoli esami come autoanalisi del sangue, test per intolleranze, holter pressorio, holter cardiaco ed
elettrocardiogramma a Varese (Gallarate) direttamente presso la farmacia, evitando così lunghe attese.

test intolleranze gallarate

La storia di Farmacia Tenconi e i suoi servizi (holter, test intolleranze, ECG a Varese)

Farmacia Tenconi nasce oltre 80 anni fa a Gallarate e oggi porta avanti una tradizione farmaceutica con passione e dedizione, in una cornice che ricorda il passato grazie al locale dei primi anni del ‘900 arredato con preziosi mobili d’antiquariato.
Professionalità e cortesia sono le caratteristiche del personale di Farmacia Tenconi, che saprà offrire validi consigli forti dall’esperienza acquisita in tanti anni passati nel settore farmaceutico.
Presso Farmacia Tenconi è possibile eseguire semplici esami come test per intolleranze, autoanalisi del sangue, holter cardiaco, holter pressorio ed ECG. Vicino Varese, a Gallarate, all’interno della farmacia è presente il laboratorio attrezzato per la preparazione di medicinali in diverse forme (capsule, creme, soluzioni) ordinabili su prescrizione medica.
Risparmia tempo ed evita le lunghe attese, molti dei servizi offerti sono disponibili tutti i giorni, senza appuntamento, con consegna dei risultati in tempi brevissimi.

Test per intolleranze a Gallarate? Vieni da Farmacia Tenconi

Diversi fattori come l’alimentazione, lo stile di vita o squilibri ormonali possono compromettere il nostro benessere.
Con la vasta gamma di test diagnostici che offre Farmacia Tenconi è possibile indagare ed individuare le cause del malessere.
Il test più richiesto è il F.I.T. che consente di individuare le proteine alimentari che causano reazioni avverse nell’organismo.
I test sono effettuati da Natrixlab, il materiale biologico (prelievo di sangue capillare da polpastrello) viene raccolto e inviato successivamente al laboratorio che provvede ad analizzare i campioni e rilasciare i risultati.
Prenota il test con breve anticipo per permettere alla farmacia di organizzare il prelievo ematico, visita oggi stesso Farmacia Tenconi ed effettua il test per intolleranze, a Gallarate (Varese).

Il Centro Dentale Festa apre una sede a Rimini , dalla Dentosofia alle più avanzate tecnologie

Scritto da Carlo Damiani il . Pubblicato in Nuovo Sito Web, Salute

Il Centro Dentale Festa è lieto di comunicare l’apertura di una sua sede in provincia di Rimini offrendo tecnologie e trattamenti di alto Livello. Uno staff di chirurghi esperti offre al cliente il massimo del comfort ed un elevata competenza con soluzioni terapeutiche e curative per tutti i tipi di esigenze dentistiche

Il relativo sito web spiega nel dettaglio i diversi tipi di trattamenti e processi di odontoiatria per unire un importante servizio di Dentista Rimini ad una corretta informazione

→ I principali trattamenti professionali disponibili al pubblico sono:

⇒ Dentosofia
Disciplina di auto-terapia specifica dentistica che viene praticata attraverso vari strumenti per ottenere un riequilibrio delle proprie funzioni neurovegetative.

⇒ Odontoiatria biologica
Un approccio differente, che, utilizzando tecniche nuove e tecniche tradizionali, mettono in relazione i disturbi più comuni con la salute dentale.

⇒ Ortondozia funzionale
Attraverso la riabilitazione neuro occlusale vengono ripristinate le corrette funzioni orali del paziente come la deglutizione, la masticazione unilaterale.

⇒ Gnatologia
Branca specialistica che si occupa di studio e cura di patologie legate alle articolazioni della bocca e dei vari organi ad esse collegate.

⇒ Terapia miofunzionale
Una forma di fisioterapia che permette, attraverso particolari esercizi, di riequilibrare la propria muscolatura oro facciale.

⇒ Odontoiatria implantare
un insieme di tecniche chirurgiche che consistono nell’utilizzo di impianti inseriti chirurgicamente nell’osso mandibolare.

⇒ Sedazione cosciente
Tecnica di sedazione sicura e non invasiva che utilizza il protossido di azoto, adatta a tutti!

Al fine di ripristinare le corrette funzioni orali del paziente, come ad esempio la respirazione nasale e le funzioni di deglutizione e masticazione (lingua posturalmente allo spot palatino, masticazione unilaterale ed alternata, competenza labiale), il Centro Dentale Festa applica la Riabilitazione Neuro Occlusale (RNO) e la terapia miofunzionale.

Inoltre anche la rimozione protetta di amalgama dentale è uno dei servizi importanti offerti.

Il Centro Dentale Festa offre soluzioni terapeutiche e curative per tutti i tipi di esigenze dentistiche , ed essendo situato in una zona vicina e facilmente accessibile da Rimini con ampio parcheggio si rivela un’ottima scelta per chiunque necessiti di uno Studio Dentistico Rimini.

Ulteriori informazioni come la richiesta di prenotazione, i trattamenti e le informazioni di contatto sono disponibili sul sito web www.centrodentalefesta.it

40 anni e in menopausa: scopriamo qualcosa di più

Scritto da Rossana Amarelli il . Pubblicato in Salute

La menopausa è una fase naturale della vita che prima o poi debbono affrontare tutte le donne. Essa è una condizione evolutiva che permette di garantire la sopravvivenza della maggior parte delle specie animali: il fatto che la donna, come altri animali di sesso femminile, smetta di essere feconda, altro non è che un meccanismo di protezione legato al fatto che, in età avanzata, portare a termine una gravidanza risulterebbe più rischioso per il bambino e la madre stessa a causa delle energie ridotte e di un corpo non più giovanile. In più, immaginiamo che in natura un animale di età avanzata non sarebbe certamente in grado di prendersi cura a dovere del proprio cucciolo, di impiegare le giuste risorse per procacciare il cibo, fornire il latte per la crescita sana di quest’ultimo ecc., mettendo in pericolo la sopravvivenza di entrambi.

Solitamente questo processo naturale tende a verificarsi dai 45 ai 55 anni, e abbraccia un periodo indicato sotto il nome di climaterio, corrispondente ad un intervallo di circa 7-10 anni. Quest’ultimo comprende:

  • Una fase di premenopausa, in cui compaiono i primi sintomi tipici della menopausa, caratterizzata da una certa irregolarità del ciclo mestruale, con mestruazioni che possono verificarsi più volte nello stesso mese(polimenorrea) o a distanza di due o più mesi (oligomenorrea).
  • La fase di menopausa vera e propria, caratterizzata da una serie di disturbi quali vampate di calore, sbalzi di umore, aumento di peso, che viene considerata tale a partire da un anno dall’ultima mestruazione.
  • La fase di postmenopausa, tipica dell’età avanzata, caratterizzata dalla scomparsa dei sintomi tipici della menopausa.

In alcune donne è tuttavia possibile uno slittamento temporale del climaterio in grado di fare sì che la menopausa si verifichi precocemente, soprattutto in virtù di una predisposizione familiare o di eventi particolari quali un intervento di rimozione delle ovaie o un tumore dell’utero. Quindi, mentre parliamo di menopausa tardiva quando questa si verifica dopo i 55 anni, la definiamo precoce quando tende a verificarsi prima o intorno ai 40 anni.

Perché andiamo in menopausa precocemente?

La menopausa a 40 anni  può verificarsi per una serie di ragioni quali:

  1. Ereditarietà: malattie genetiche-cromosomiche (come la sindrome del cromosoma X fragile, la sindrome di Turner, la sindrome di Swyer), sistemiche (come difetti enzimatici o metabolici ereditari, quali la galattosemia, la iperplasia surrenalica congenita, la mucopolisaccaridosi), immunitarie (patologie autoimmuni generali o di un singolo organo), o semplicemente ereditarietà madre-figlia, sono in grado di causare un’entrata precoce in menopausa.
  2. Fattori esterni, dovuti ad interventi chirurgici invasivi quali l’isterectomia, che prevede la rimozione di una o entrambe le ovaie a causa di cisti o tumori che possono riguardare direttamente i tessuti ovarici o l’utero. Anche terapie invasive quali la chemioterapia o la radioterapia possono causare alterazioni ormonali responsabili dell’entrata in menopausa.
  3. Uno stile di vita non sano, caratterizzato da fumo, eccessivo consumo di bevande alcooliche e una dieta eccessivamente carente di nutrienti.

La menopausa precoce è in parte prevedibile considerando il fattore ereditario (nel caso in famiglia si siano già verificati casi) o il manifestarsi di alcuni sintomi come una forte irregolarità mestruale, disturbi del sonno o dell’umore e un calo del desiderio sessuale. In tali situazioni è consigliabile effettuare una serie di analisi specifiche per controllare il livello di ormoni presenti nel sangue e fare le dovute considerazioni nel caso si progettasse di avere un figlio.

Una volta accertata la condizione di menopausa precoce è importante non cadere nello sconforto: esistono una serie di terapie ormonali che, sebbene non aiutino il recupero della fertilità, permettono una regolare e assolutamente normale attività ormonale e mestruale.

Daiichi Sankyo lancia la campagna #facciamocisentire

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Affari, Salute

Giornata Mondiale FA 2017
E’a suon di bonghi la lotta all’aritmia. Daiichi Sankyo coinvolge dipendenti e passanti nella campagna #facciamocisentire

La fibrillazione atriale aumenta da 3 a 5 volte il rischio di essere colpiti da ictus che, in presenza di questa aritmia, ha il doppio delle probabilità di diventare fatale. Prevenzione e diagnosi precoce possono fare la differenza. Anche quest’anno Daiichi Sankyo celebra la giornata mondiale contro la FA, con la campagna social #Facciamoci Sentire

Roma,7 settembre 2017 – Quattro professionalissimi steward che all’improvviso si spogliano delle loro divise e irrompono nei meeting aziendali danzando al ritmo serrato dei bonghi. Ad essere coinvolti a sorpresa nel flash mob, sono stati i dipendenti di Daiichi Sankyo Italia che si sono riuniti nei giorni scorsi a Roma e Milano per la consueta riunione operativa. L’evento ha dato il via alla campagna di sensibilizzazione #FacciamociSentire, che raggiungerà il suo culmine proprio sabato 9 settembre alle ore 17,30, quando bonghi e ballerini irromperanno ancora a Roma e precisamente in Piazza di Pietra, Piazza della Rotonda e Piazza Campo de Fiori, richiamando l’attenzione dei passanti sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce della fibrillazione atriale.

La fibrillazione atriale è la forma più diffusa di aritmia cardiaca, ma non tutti sanno che la più grave complicanza di questa patologia, spesso asintomatica, è l’ictus. Il 20 % di tutti gli ictus è dovuto proprio alla FA, e nei soggetti che ne soffrono l’ictus comporta una prognosi peggiore e il doppio delle probabilità di risultare fatale. Tra i fattori di rischio che contribuiscono all’insorgenza della fibrillazione atriale vi sono ipertensione, obesità, fumo, diabete, abuso di alcol o di farmaci stimolanti e apnea notturna; nel 10% dei casi, invece, questa aritmia insorge spontaneamente, senza alcuna causa conosciuta (fibrillazione atriale isolata). “Diventa dunque fondamentale informare e sensibilizzare gli italiani sull’importanza della prevenzione, attraverso uno stile di vita sano, e soprattutto della diagnosi precoce. La musica ha accompagnato tutte le nostre campagne, e questa volta abbiamo scelto il ritmo coinvolgente del bongo; quale miglior strumento infatti per simulare e amplificare il battito cardiaco e far arrivare il messaggio dritto al ‘cuore’. Ma i veri protagonisti di quest’anno sono i nostri dipendenti, che dopo l’iniziale sorpresa sono stati ben felici di diventare ambasciatori della lotta a questa patologia”, spiega Massimo Grandi, Presidente e Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia.

I dipendenti della casa farmaceutica stanno infatti contribuendo alla campagna di sensibilizzazione sui social prestando anche il proprio volto, con post e condivisioni delle foto scattate in occasione del flash mob, sui profili personali dei più importanti social network e sulla pagina facebook ufficiale “Giornata Mondiale contro la FA” (https://www.facebook.com/giornatafibrillazioneatriale), una pagina sempre attiva con puntuali informazioni sulla patologia sin dal 2014, quando Daiichi Sankyo per prima, con l’aiuto di alcune associazioni di pazienti, decise di portare la celebrazione di questa giornata anche in Italia.

FonteDaiichi Sankyo


Contatti

Daiichi Sankyo
Elisa Porchetti
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Valeria Carbone Basile
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Consigli per menopausa e stanchezza

Scritto da Rossana Amarelli il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Salute

Con l’entrata in menopausa molte donne possono accusare diversi sintomi, sudorazione, vampate, ma unno tra i più comune è il senso di affaticamento e debolezza.

Menopausa e stanchezza a volte sono un binomio indissolubile che non deve spaventare perché può essere combattuto con diversi accorgimenti. Prima di addentrarci nel dettaglio e scoprire come combattere il senso di affaticamento vediamo che cos’è la stanchezza.

La stanchezza cronica

La stanchezza cronica è un sintono da non sottovalutare, poiché chi è affetto da tale disturbo non riesce ad ottenere dei benefici neanche dal riposo. Com’è facilmente intuibile chi soffre di stanchezza cronica avverte un senso di affaticamento continuo che non è causato da motivazioni ben precise.

Uno dei sintomi principali è una sensazione di fatica che non abbandona mai il soggetto, il quale non riesce a comprenderne le cause poiché non è legato a problemi di salute o all’attività fisica.

Tra i diversi sintomi che si possono collegare a tale problema troviamo le infezioni di natura virale, dei difetti del sistema immunitario.

Quando si entra in menopausa molte donne soffrono di una condizione di perenne stanchezza e spossatezza che si protrae nel tempo nonostante il riposo. In questa condizione la mancanza di energie e l’eccedente stanchezza possono essere definite come “astenia”.

L’astenia è quella sensazione di affaticamento che solitamente ci pervade anche dopo uno sforzo minimo e allo stesso tempo abbiamo a continua necessità di riposarci per riprendere le energie. Nonostante il riposo questa sensazione non si riesce ad eliminare, ma potrebbe accompagnarci per molto tempo e in quel caso si parla di stanchezza cronica. L’astenia molte volte è accompagnata da episodi di sonnolenza e svogliatezza.

Ma durante la menopausa la stanchezza come si manifesta?

Sono diverse i sintomi che possiamo percepire che fanno capire che siamo affette da stanchezza ad esempio

  • Irritabilità più accentuata
  • Sensazione di sfinimento
  • Maggior desiderio di dormire il pomeriggio
  • Sensazione di affaticamento e pesantezza per tutto il giorno

A fronte di questi sintomi possiamo ipotizzare alcune cause, una su tutte la variazione dei livelli di ormoni che causano la mancanza di energia. In particolar modo il progesterone estrogeni

Il progesterone è l’ormone che regola ed infonde energie nelle donne e quando si entra in menopausa la produzione di questo ormone diminuisce. Si abbassano anche gli estrogeni il che comporta un disturbo della qualità del sonno. le cause sono prevalentemente di natura fisiologica e legate a condizioni di secrezione ormonale. Ad esempio gli sbalzi ormonali incidono pesantemente sulla fase REM del sonno, causando così un riposo agitato e limitando il recupero delle energie.

Questo non vuol dire che dobbiamo rinunciare a stare meglio, ma durante la menopausa la stanchezza cronica può essere combattuta con alcuni semplici accorgimenti.

Menopausa e stanchezza alcuni rimedi:

  • Cercare di tenere la temperatura della camera da letto bassa per attenuare le vampate notturne
  • Evitare di consumare alcolici
  • Praticare attività fisica se possibile ogni giorno
  • Ridurre, o meglio evitare, il consumo di caffeina durante le ore pomeridiane

Congresso ESC 2017: LIXIANA® è altrettanto efficace e più sicuro del warfarin

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Aziende, Salute

Congresso ESC 2017 – Ictus e fibrillazione atriale, anche nei pazienti a più alto rischio LIXIANA® è altrettanto efficace e più sicuro del warfarin

Barcellona, 29 agosto 2017 – LIXIANA® (edoxaban) è altrettanto efficace e più sicuro del warfarin per tutti i pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare, anche quelli a più alto rischio di ictus o eventi embolici sistemici (secondo la scala CHADS2DS2-VASc). A dimostrarlo è l’ultima sotto-analisi del trial clinico ENGAGE AF-TIMI 48 (Effective aNticoaGulation with factor XA next GEneration in Atrial Fibrillation), presentata da Daiichi Sankyo al Congresso Europeo di Cardiologia che sta per concludersi a Barcellona.

I risultati generali dello studio ENGAGE AF-TIMI 48 avevano già dimostrato che, nei pazienti con FANV, edoxaban in monosomministrazione giornaliera fosse altrettanto efficace del warfarin per la prevenzione di ictus o di eventi embolici sistemici, e che al contempo riducesse significativamente il rischio di sanguinamenti. Questa nuova sotto analisi ha confermato che il vantaggio di edoxaban rispetto al warfarin si mantiene indipendentemente dai valori del CHA2DS2VASc, che valuta il rischio di ictus in modo più accurato rispetto al precedente CHADs.

Oltre ad approfondire il profilo rischio-beneficio di edoxaban nella prevenzione dell’ictus, questa sotto analisi dimostra che edoxaban, all’aumentare del rischio tromboembolico, garantisce una riduzione assoluta dei sanguinamenti (inclusi i sanguinamenti maggiori, emorragie intracraniche e ospedalizzazioni per patologie cardiovascolari) ancora maggiore rispetto ai pazienti trattati con warfarin; i risultati di sicurezza rimangono infatti invariati anche in pazienti con un punteggio più alto di CHA2DS2VASc (p-int=0,99 per sanguinamenti maggiori).

“Ridurre il rischio di ictus è di vitale importanza per una gestione efficace della fibrillazione atriale non valvolare. I dati di edoxaban in pazienti a diversi livelli di rischio possono aiutare molto gli specialisti nella pratica clinica, consentendo loro di prendere la decisione migliore per i singoli pazienti”, ha spiegato il cardiologo Joris De Groot, ricercatore dell’Università di Amsterdam e principale autore dello studio.

Edoxaban dunque protegge efficacemente anche i pazienti a più alto rischio di ictus o eventi embolici sistemici. La sua efficacia rispetto al warfarin per la prevenzione dell’ictus rimane stabile in pazienti con diversi CHA2DS2VASc (p-int=0,546 per ictus ed eventi embolici sistemici).

“Questa nuova sottoanalisi è solo una delle tante dimostrazioni dell’impegno di Daiichi Sankyo nello sviluppo delle ricerche scientifiche in ambito cardiovascolare, con l’obiettivo di migliorare la cura e la qualità di vita dei pazienti, con particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili a più alto rischio”, ha dichiarato il dottor Wolfgang Zierhut, direttore esecutivo del Cardiovascular Medical Affairs di Daiichi Sankyo.

Le analisi dell’ENGAGE AF-TIMI 48 confermano e supportano le Linee Guida ESC 2016 per la gestione della FA, che raccomandano l’utilizzo degli anticoagulanti orali diretti come ampiamente preferibili agli antagonisti della vitamina K, quale il warfarin, per la prevenzione dell’ictus nei pazienti con FANV, proprio grazie alla riduzione del rischio di sanguinamenti che questo tipo di trattamento comporta.

ENGAGE AF-TIMI 48 è un trial clinico globale di fase 3 che ha randomizzato 21.105 pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare in tre bracci di trattamento: warfarin, edoxaban alta dose (60 o 30 mg una volta al giorno), edoxaban bassa dose (30 o 15 mg una volta al giorno). In questa particolare sotto-analisi, i pazienti sono stati raggruppati secondo il loro CHA2DS2VASc (≤2, 3, 4, 5, ≥6) e si sono valutate efficacia (ictus ed eventi embolici sistemici) e sicurezza (sanguinamenti maggiori, emorragie intracraniche e risultati di ospedalizzazioni cardiovascolari) di edoxaban alta dose rispetto al warfarin.

FonteDaiichi Sankyo

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Combattere la menopausa con gli integratori si può…

Scritto da Rossana Amarelli il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Salute

Non tutte le donne vivono serenamente l’entrata in menopausa. Molte di noi sono infatti fortemente influenzate da quelli che sono i sintomi che si accompagnano al calo ormonale, in particolare al progressivo esaurimento dei livelli di estrogeni e progesterone nel nostro corpo. Questi due ormoni, in modo particolare gli estrogeni, sono responsabili non solo della maturazione dei follicoli ovarici e del rilascio delle cellule uovo all’interno dell’utero, ma hanno una certa influenza sullo stato dei nostri organi e tessuti riproduttivi (vagina, ovaie ecc.) e su diverse attività che sono svolte all’interno dell’organismo. Per questo quando entriamo in menopausa, a risentirne è il benessere di tutto il nostro corpo. Basti pensare che questi ormoni sono coinvolti:

  • nell’attività termoregolativa del corpo. Per tal motivo una loro diminuzione è ad esempio causa di vampate di calore e sudorazione notturna.
  • nel controllo degli ormoni agenti sul metabolismo basale. L’influenza che gli estrogeni hanno sugli ormoni tiroidei agenti sul metabolismo corporeo è infatti ben evidente nel momento in cui, con l’abbassamento dei primi, il nostro corpo ha maggiori difficoltà a bruciare calorie ed è maggiormente soggetto ad un aumento del peso.
  • nell’influenza su alcuni ormoni ipofisari, sulla produzione di dopamina (uno dei neurotrasmettitori più importanti per l’attività sessuale) e sulla diminuzione della serotonina, un altro neurotrasmettitore implicato nel desiderio sessuale, nella stimolazione del sonno, della fame e dell’umore.

Integratori per la menopausa: perché sono un ottimo rimedio?

Per le ragioni appena viste, gran parte dei rimedi ai sintomi della menopausa (vampate di calore, sbalzi di umore, aumento del peso e della ritenzione idrica, ecc.) consistono in un’azione agente sul quantitativo ormonale nel corpo. La TOS, terapia ormonale sostitutiva, aiuta, attraverso l’assimilazione esogena di ormoni femminili, a riportare in equilibrio i livelli ormonali del nostro corpo e ad attenuare i sintomi dovuti al calo estrogenico. Tuttavia tale terapia deve essere prescritta e seguita dal proprio medico e non può essere attuata per un tempo illimitato. Sottoporre infatti il corpo a dosaggi, seppur ridotti, di ormoni lo espone maggiormente a rischi quali quelli legati ad una maggior incidenza di tumori.

Una soluzione che invece non presenta rischi per la saluta né effetti collaterali è l’utilizzo di integratori per la menopausa che contengano principi naturali in grado di agire specificatamente su determinati sintomi. Tra questi troviamo quelli contenuti nel Peperoncino e Carciofo che favoriscono l’eliminazione dei gas intestinali causa del gonfiore addominale tipico della menopausa, o quelli a base di Té Verde, in grado di agire sul drenaggio dei liquidi corporei contro la ritenzione idrica; o ancora quelli a base di Cimifuga, una pianta con azione positiva contro vampate di calore, sudorazione notturna e sbalzi d’umore.
Inoltre, integratori  a base di Zinco contribuiscono al normale metabolismo degli acidi grassi, quelli a base di vitamina B6 aiutano la regolazione dell’attività ormonale, mentre quelli a base di  vitamina D3 aiutano a mantenere le ossa sane contro l’osteoporosi da menopausa.

Non dimentichiamoci che gli integratori, per essere efficaci, devono essere sempre associati ad una dieta sana, possibilmente a base di alimenti contenenti fitoestrogeni, come la soia, e ad uno stile di vita equilibrato dove è importante mantenersi attive e lontane da stress, fumo e alcool.

Menopausa: sai qual è l’età in cui compare?

Scritto da Rossana Amarelli il . Pubblicato in Salute

Molte donne, parlando di menopausa, credono che questa fase fisiologica della propria vita inizi in concomitanza della vecchiaia avanzata, quando ormai il fisico non ci permette più di affrontare la maggior parte delle attività che prima svolgevamo o quando i nostri capelli sono ormai completamente bianchi. Nulla di più sbagliato!

L’età in cui la maggior parte delle donne entra in menopausa si aggira solitamente intorno ai 45-55 anni, periodo nel quale termina la fase fertile della donna. Possiamo infatti considerarci in menopausa dopo un anno dall’ultima mestruazione, evento che solitamente si verifica su per giù a questa età, momento nel quale la donna non è più in grado di produrre ovuli fecondabili dagli spermatozoi né ormoni estrogeni capaci di determinare la maturazione delle cellule uovo stesse.

Tuttavia in alcune donne l’età della menopausa può verificarsi più precocemente o tardivamente, soprattutto in virtù di una predisposizione famigliare o di eventi particolari quali un intervento di rimozione delle ovaie o un tumore dell’utero. Se la menopausa si verifica dopo i 55 anni (sebbene la soglia di età non superi i 60 anni) si parlerà di menopausa tardiva; se avviene tra i 40 e i 45 anni viene definita prematura; se avviene prima dei 40 anni si parla di menopausa precoce. Fattori che possono influenzare l’entrata precoce in menopausa sono il fumo, il consumo di bevande alcooliche e una dieta eccessivamente carente di nutrienti.

Che cos’è il climaterio?

Il climaterio è un periodo di tempo di circa 7-10 anni che comprende una fase di premenopausa, la fase di menopausa e la fase iniziale della cosiddetta post menopausa. Questo intervallo di tempo va solitamente dai 45 anni ai 60 anni e la maggior parte dei sintomi (irregolarità del ciclo, sbalzi di umore, vampate di calore, sudorazione notturna) si verifica all’interno della fase di premenopausa, periodo caratterizzato dalle maggiori fluttuazioni ormonali, e in menopausa, per poi diminuire gradualmente in post menopausa, fino alla totale scomparsa in età avanzata.

Come ci accorgiamo di essere vicine alla menopausa?

Mentre in età fertile tra un ciclo e l’altro trascorrono circa 28-30 giorni, in premenopausa tale intervallo di tempo non risulta più regolare. È quindi possibile che la distanza tra un ciclo e l’altro diminuisca e che nello stesso mese le mestruazioni arrivino a verificarsi anche due volte (polimenorrea), oppure è facile che la distanza temporale tra un ciclo e quello successivo aumenti, così da avere meno cicli all’interno di un anno (oligomenorrea). Mediamente il periodo di irregolarità dei cicli che caratterizza la premenopausa dura circa 4 anni ma può arrivare anche a 10.

Uso medico della Cannabis, una questione ancora da valutare

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Salute

La cannabis ad uso medico da sempre ha seguito una strada tortuosa in Italia, essendo in qualche modo vista come una droga più che come una terapia, lampante esempio è che le ultime decisioni in merito sono state prese contestualmente al decreto di depenalizzazione di alcuni reati, in cui un articolo si occupa proprio di cannabis ad uso medico.

Tuttavia l’avvenuta derubricazione del reato da penale ad amministrativo affronta solo aspetti puramente procedurali e non sostanziali della questione della coltivazione ad uso medico, in sostanza, chi ha l’autorizzazione alla coltivazione di cannabis con fini medici o di ricerca per le farmacie e i farmacisti preparatori, non rischia più sanzioni di tipo penale se viola in qualche modo le prescrizioni ma semplicemente sanzioni pecuniarie.

Non si tratta a questo punto, come è stato cercato di spiegare per lungo tempo da parte degli enti preposti, di una depenalizzazioni del reato di coltivazione, ma di rendere amministrativo quello che oggi è un reato di natura penale e riguardante solo chi non ha l’autorizzazione alla coltivazione a scopo terapeutico e viola le prescrizioni in essere, quindi al di fuori di questo quadro generale la coltivazione è e resterà reato.

L’autorizzazione alla coltivazione è già stata data per l’uso terapeutico lo scorso anno ed è già stato avviato un percorso di depenalizzazione di alcune prescrizioni, ad oggi l’impianto di produzione autorizzato “l’istituto farmacologico militare” ha un processo autorizzatorio in presenza delle prescrizioni in cui ci sono delle violazioni, in prima istanza è prevista un’ammenda, e nel caso la situazione non venga sanata viene revoca l’autorizzazione, come si può notare dunque la normativa segue questa linea non sposando in alcun modo la depenalizzazione.

Quando si prendono in esame questi aspetti si tende sempre a confondere la personale posizione sulla depenalizzazione o meno delle droghe, che può essere contraria o meno per un principio etico, con la necessità di gestire gli impianti autorizzati per legge, dove sono presenti questioni tecniche e procedure interne da affrontare per sviluppare il principio attivo della cannabis ad uso medico.

In queste situazioni un approccio penale sarebbe ovviamente un intralcio, ponendosi in una posizione di rigore amministrativo, invece, con ammende pesanti e ritiri delle deleghe in caso di mancata risoluzione dei problemi, l’intenzione è di stimolare la trasparenza e l’efficienza del sistema.

Cardioversione, LIXIANA parere positivo CHMP

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Aziende, Salute

Fibrillazione atriale, LIXIANA® riceve parere positivo dal CHMP dell’EMA per l’utilizzo in pazienti sottoposti a cardioversione

L’aggiornamento del Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto (RCP) raccomandato dal Comitato Europeo per i Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’EMA, consente la somministrazione di LIXIANA® a pazienti che devono sottoporsi a cardioversione ritardata preceduta da ecocardiogramma per via transesofagea (ETE). Il farmaco di Daiichi Sankyo è ad oggi l’unico anticoagulante orale non antagonista della vitamina K con specifiche istruzioni per una rapida cardioversione entro due ore dalla sua somministrazione, nell’approccio ETE guidato.

Roma, 17 giugno 2017 – Il Comitato Europeo per i Medicinali ad Uso Umano (CHMP) dell’EMA ha raccomandato l’aggiornamento del RCP autorizzando l’utilizzo dell’anticoagulante orale LIXIANA® di Daiichi Sankyo, nei pazienti sottoposti a cardioversione preceduta da ecocardiogramma per via transesofagea (ETE).

L’aggiornamento si basa sui risultati dello studio ENSURE-AF, il più ampio trial clinico randomizzato con un anticoagulante orale in pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare e sottoposti a cardioversione. Lo studio ha arruolato 2.199 pazienti, e ha comparato l’inibitore diretto del fattore Xa in monosomministrazione giornaliera LIXIANA, con il trattamento enoxaparina/warfarin con un tempo medio di permanenza nel range terapeutico (INR 2-3) del 70,8 %. I dati dimostrano che LIXIANA è un’alternativa altrettanto efficace e sicura al miglior trattamento standard con enoxaparina/warfarin. La rapida azione di LIXIANA consente, infatti, una tempestiva cardioversione ETE guidata già a due ore dall’assunzione dell’anticoagulante, evitando così eventuali ritardi nella procedura.

La Cardioversione è una procedura utilizzata per ripristinare un battito cardiaco regolare nei pazienti affetti da fibrillazione atriale. A causa del rischio associato di eventi trombotici quali l’ictus, le linee guida raccomandano un trattamento anticoagulante prima e dopo l’intervento. Attualmente, il miglior trattamento standard è costituito dalla somministrazione iniziale di enoxaparina, seguita dalla associazione con AVK, fino a che si raggiunga il range terapeutico INR 2-3. Tuttavia, l’effetto ritardato e le variazioni dell’INR in corso di terapia con AVK, come con il warfarin possono portare a problematici e costosi ritardi nell’esecuzione della cardioversione.

Il trial ENSURE-AF

Il trial ENSURE-AF (EdoxabaN vs. warfarin in subjectS UndeRgoing cardiovErsion of Atrial Fibrillation) è uno studio di fase IIIb prospettico, randomizzato, in aperto, con valutazione in cieco degli endpoint (PROBE), a gruppi paralleli, il cui scopo è stato valutare l’efficacia e la sicurezza di edoxaban in monosomministrazione giornaliera rispetto al trattamento enoxaparina/warfarin nei pazienti affetti da FANV e sottoposti a cardioversione elettrica. Un totale di 2.199 pazienti sono stati arruolati in 239 centri tra Nord America ed Europa. I pazienti sono stati randomizzati per ricevere edoxaban 60 mg (o una dose ridotta di edoxaban 30 mg se presentavano una o più delle seguenti caratteristiche: insufficienza renale, basso peso corporeo o assunzione concomitante di inibitori della glicoproteina P) o di enoxaparina/warfarin ben gestito (il tempo medio di permanenza nel range terapeutico è stato del 70,8%) per 28-49 giorni. Edoxaban ha dimostrato efficacia e sicurezza comparabili all’enoxaparina/warfarin ben gestito, per la prevenzione di ictus e altre complicanze tromboemboliche.
L’endpoint primario di efficacia dello studio ENSURE AF era un composito di ictus, eventi embolici sistemici, infarto miocardico e mortalità cardiovascolare, che si sono verificati in 5 pazienti nel braccio LIXIANA 60/30mg e in 11 pazienti nel braccio enoxaparina-warfarin. L’endpoint primario di sicurezza comprendeva sanguinamenti maggiori e sanguinamenti non-maggiori clinicamente rilevanti (CRNM), che si sono verificati in 16 pazienti nel braccio LIXIANA, e in 11 pazienti del braccio enoxaparina/warfarin. La differenza tra i due bracci non è statisticamente significativa. L’incidenza di tromboembolismo e sanguinamenti maggiori e CRNM è stata bassa nei bracci LIXIANA e warfarin eccezionalmente ben controllato. Non c’è stata differenza fra l’approccio ETE guidato e la cardioversione ritardata. Questo aggiornamento di RCP fa di LIXIANA l’unico anticoagulante orale con linee guida specifiche per una cardioversione rapida, con approccio guidato da ecocardiogramma per via transesofagea, entro le due ore successive alla somministrazione del farmaco.

La fibrillazione atriale
La FA è una condizione per la quale il cuore batte in modo rapido e irregolare. Quando ciò accade, il sangue può ristagnare nelle camere cardiache aumentando il rischio della formazione di coaguli. Questi coaguli possono staccarsi e, trasportati dal flusso sanguigno, arrivare fino al cervello o in altri organi, ove possono causare un ictus.
La FA è la più comune forma di aritmia cardiaca, ed è associata a elevate morbilità e mortalità. Si stima che nel 2010, a soffrire di questa condizione erano 8,8 milioni di europei, e questa cifra è destinata a raddoppiarsi nei prossimi 50 anni. I soggetti affetti da aritmia hanno un rischio di essere colpiti da ictus di 3-5 volte superiore rispetto a coloro che non ne soffrono. Un ictus su 5 è causato da FA.

Edoxaban
Edoxaban è un inibitore orale diretto del fattore Xa in monosomministrazione giornaliera. Il fattore Xa è uno dei fattori chiave della coagulazione, responsabile della formazione dei coaguli di sangue; inibirlo significa rendere il sangue più fluido e quindi meno soggetto a coaguli. Edoxaban è attualmente disponibile in Giappone, USA, Sud Corea, Hong Kong, Taiwan, Tailandia, Svizzera, Regno Unito, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Italia, Spagna, Belgio, Austria, Portogallo, Canada e altri Paesi europei.

Per conoscere meglio le caratteristiche di edoxaban:
http://www.ema.europa.eu/docs/en_GB/document_library/EPAR_-_Product_Information/human/002629/WC500189045.pdf.

FonteDaiichi Sankyo