ETNA-AF: Combattere la fibrillazione atriale nel mondo reale

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Aziende, Salute

Terminato in Europa l’arruolamento di ETNA-AF Europe, il registro real life europeo su LIXIANA® (edoxaban)

Contributo importante dell’Italia, con 3.353 pazienti arruolati in 192 centri, su un totale di 13.333 pazienti provenienti da 1.450 centri distribuiti in 12 Paesi , con un follow up fino a 4 anni

Roma, 12 febbraio 2018 – Con la chiusura dell’arruolamento in Italia, è terminato ieri in Europa l’arruolamento del registro di ETNA-AF Europe (Edoxaban Treatment in routiNe clinical prActice – Atrial Fibrillation), uno dei due studi sviluppati da Daiichi Sankyo per raccogliere ulteriori dati sulla sicurezza del mondo reale e la pratica clinica del trattamento con LIXIANA® (edoxaban). Questo inibitore orale, selettivo del fattore Xa in monosomministrazione giornaliera, viene utilizzato per la prevenzione dell’ictus e dell’embolismo sistemico in pazienti adulti con FANV che presentano uno o più fattori di rischio, quali insufficienza cardiaca congestizia, ipertensione, età uguale o superiore a 75 anni, diabete mellito e precedenti di ictus o attacchi ischemici transitori. Inoltre LIXIANA® può essere utilizzato nei pazienti adulti per il trattamento e la prevenzione delle recidive di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, che è oggetto di studio del secondo registro ETNA-VTE Europe.
Su un totale di 13.333 pazienti europei arruolati in 1.450 centri distribuiti in 12 Paesi, l’Italia darà un contributo decisivo, con 3.353 pazienti arruolati in 192 centri, seconda solo alla Germania (5290 pazienti in 366 centri).

Il registro ETNA-AF Europe è condotto su pazienti che già ricevono il trattamento LIXIANA in monosomministrazione giornaliera per la prevenzione dell’ictus nella fibrillazione atriale non valvolare, e verranno seguiti con un follow up fino a 4 anni. Oltre ai dati su efficacia e sicurezza del farmaco, il registro raccoglierà feedback basati su altri importanti parametri tra cui l’aderenza dei pazienti al trattamento, al fine di creare una guida completa al miglior uso di questa molecola.

L’approvazione dell’anticoagulante orale diretto di Daiichi Sankyo è stata frutto dei risultati di ENGAGE AF-TIMI 48, un trial già disegnato con tutti i criteri necessari a riflettere la pratica clinica quotidiana e a combattere la fibrillazione atriale nel mondo reale. L’obiettivo primario dello studio ETNA-AF-Europe è ora quello di raccogliere dati real life sulla sicurezza di edoxaban riguardo gli eventi emorragici, inclusi emorragie intracraniche, eventi avversi correlati all’uso del farmaco, e la mortalità per qualunque causa . Saranno, inoltre, effettuate analisi di sottogruppi in popolazioni specifiche di pazienti, come soggetti che presentano compromissione epatica o renale.
Gli obiettivi secondari dello studio, infine includono la valutazione degli effetti di LIXIANA® su eventi clinici rilevanti quali ictus, eventi embolici sistemici, eventi cardiovascolari maggiori e ospedalizzazione a seguito di problemi cardiovascolari.

FonteDaiichi Sankyo


Contatti

Daiichi Sankyo
Elisa Porchetti
Tel.+39 0685255-202
elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it

Valeria Carbone Basile
Tel: +39 339 1704748
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Ponteggi cantiere: il manuale Inail sui parapetti di sommità

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Salute

Prevenire la caduta dall’alto dei lavoratori che operano sulla copertura degli edifici: questo il tema trattato nel manuale Inail rilasciato all’interno della Collana “Cantieri” e intitolato “ I parapetti di sommità dei ponteggi, ossia possibile impiego come protezione collettiva per lo svolgimento delle attività in copertura”, indubbiamente un riferimento importante in ambito verifiche periodiche attrezzature di lavoro.

Considerata l’elevata percentuale di infortuni mortali per cadute dai ponteggi in cantieri mobili o temporanei negli ultimi anni, questa guida fornisce alcune precauzioni finalizzate ad eliminare ogni pericolo di caduta di persone o cose nei lavori su copertura, anche mediante parapetti di sommità dei ponteggi.

Prendendo in considerazione la UNI EN 13374, essa definisce i requisiti prestazionali e geometrici dei prospetti di sommità con funzione di sistema di protezione dei bordi. È utile sottolineare che questo tipo di attività devono essere eseguite in condizioni di sicurezza secondo quanto stabilito dall’art. 15 del D.lgs 81/08 (Testo Unico Sicurezza sul Lavoro), che considera l’adozione di dispositivi di protezione collettiva (DPC) come prioritaria rispetto quelle individuali (DPI) relativamente alla riduzione del rischio per i lavoratori che operano in alta quota.

In sostanza, la guida sottolinea l’importanza di determinare preliminarmente natura ed entità dei rischi, pianificare le attività, e adottare attrezzature, opere provvisionali e dispositivi di protezione collettiva ed individuale. Essa, inoltre, contiene i risultati di prove sperimentali eseguite su alcuni campioni di ponteggio ad altezza ridotta per la valutazione della loro efficacia nei confronti dell’arresto di cose e persone che cadono o scivolano lungo una superficie inclinata: in altri termini, un test per verificarne la capacità di assorbimento di diversi livelli di energia cinetica.

Con l’obiettivo di salvaguardare l’integrità dei lavoratori Normatempo Srl, organismo abilitato nella verifica impianti di messa a terra e attrezzature di lavoro in tutte le regioni italiane, vi tiene sempre informati su tutte le novità in materia sicurezza lavoro.

Dimagrire Dopo il Parto Immediatamente

Scritto da frigidalorenzo il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Salute

Gravidanza e maternità sono senz’altro fra le più belle esperienze che a una donna possano capitare, ma non sono prive di “effetti collaterali”, primo fra tutti: Dimagrire Dopo il Parto.

Sembra una sciocchezza, in confronto alle nuove sfide e preoccupazioni con cui le neo mamme devono fare i conti, ma perdere i chili di troppo accumulati durante la gravidanza può non essere una cosa facile, proprio perché ci sono altre priorità e i ritmi sono cambiati.

Al mondo, però, ci sono moltissime mamme con la pancia piatta esercizi, e sono la prova che si può tornare in forma dopo il parto… in quanto tempo dipende dalla forza di volontà della mamma.

Forma e allattamento: cosa cambia per le mamme

Generalizzando, una donna che allatta consuma mediamente 500 calorie in più del normale, quindi dimagrire dovrebbe essere facile.

Non sempre lo è, perché allattando non si può seguire una dieta ipocalorica e i cambiamenti ormonali che si verificano nel corpo della donna possono interferire con il sistema di accumulo e consumo delle riserve grasse.

Insomma: c’è che dopo il parto si ritrova più magra di quando è rimasta incinta e chi ancora lotta strenuamente con i chili di troppo quando il bambino già parla… ecco qualche consiglio per queste ultime

Tre regole d’oro per Dimagrire Dopo il Parto

Mamme o non mamme, la difficoltà di dimagrire la conosciamo tutte: appetito che invita a mangiare più del necessario, cibi indicati poco invitanti o lunghi da preparare, poco tempo (o poca voglia) di fare attività fisica, stile di vita che “rema contro”.

Per chi è appena diventata mamma, tutto ciò è ancora più difficile da affrontare perché c’è ben altro a cui pensare.

Per dimagrire e ottenere presto risultati visibili occorre, allora, prendere la situazione di petto e agire su tutti i fronti.

All’inizio ci vuole molta determinazione ed è una sorta di atto di fede, poi i risultati incoraggeranno a proseguire e sarà tutto un po’ più semplice.

  1. Mangia il giusto

I medici che ti seguono sapranno consigliarti una dieta che ti mantenga in forze, fornendo a te e al bambino che allatti i giusti elementi nutritivi

Attieniti a quella e non aggiungere nulla.

È ovvio, ma pensa a come è facile ordinare una brioche nel bar in cui sei entrata per allattare durante la passeggiata con la carrozzina, con la scusa che “allatti e consumi”. Ciò è vero, ma la tua dieta lo tiene già in considerazione.

Se tutti i pomeriggi ti concedi un cappuccino e una brioche in più del necessario, assumi circa 350 calorie che non ti servono.

  1. Fai attività fisica

Per qualche misterioso motivo, la fatica che fai a badare alla tua creatura sembra che non conti nulla ai fini del dimagrimento, quasi come se il dispendio energetico che fa dimagrire fosse solo quello provocato allo scopo.

In realtà, molte mamme riescono a perdere peso facilmente proprio per via delle maggiori incombenze, ma a volte essere genericamente in movimento non basta.

Per molte è impensabile ritagliarsi anche il tempo per lo sport, oppure le energie proprio non lo permettono.

Se non puoi tornare in palestra o a correre, tieni almeno un ritmo più sostenuto durante la passeggiata con il tuo bebè, e approfitta di tutte le occasioni per bruciare calorie: spostati a piedi più che puoi, rinuncia all’ascensore e fai qualche flessione di straforo mentre giochi sul tappetone con il tuo piccolo.

  1. Keep calm and… organizzati!

Il bambino di assorbe tutte le energie e l’attenzione e… meno male! È normalissimo che sia così, hai solo bisogno di riorganizzare le tue giornate.

Un periodo di assestamento è normale, ma cerca di riprendere presto in mano la tua vita.

Trova il tempo per cucinare piatti leggeri con ingredienti sani. Anche se sono sempre spinaci al tegame, quelli che acquisti già pronti in gastronomia contengono quasi sicuramente più grassi di quelli che prepareresti tu centellinando il condimento.

Per Dimagrire Dopo il Parto ci vuole, in molti casi, ancora più determinazione che per perdere peso in altri momenti della vita, ma si sa che le mamme hanno una marcia in più!

Resource: Formamigliore Site

Massaggio connettivale: caratteristiche e controindicazioni

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Salute

Esistono diverse tipologie di massaggi da apprendere per chiunque voglia diventare un massaggiatore professionista. Uno tra questi è il massaggio connettivale, molto famoso per le sue proprietà benefiche sui muscoli del corpo ma anche del viso.
Ma che cos’è il massaggio connettivale? Qual è la sua storia? Quali sono i suoi benefici?
Leggete questa guida e lo scoprirete.

Cos’è il massaggio connettivale?

Il massaggio connettivale agisce sulle tossine che si accumulano negli strati più profondi di un muscolo. Lo scopo di questo massaggio è sciogliere le tensioni degli strati particolarmente infiammati, stimolandone un rilascio delle tossine e migliorando progressivamente la circolazione del sangue. Lo scopo è arrivare ad un totale rilassamento dei muscoli e ad una sensazione di piacere in tutto il corpo.

Qual è la storia del massaggio connettivale?

La storia del massaggio connettivale è davvero molto antica: risale infatti al 1929 e la fautrice di questo tipo di massaggio è Elizabeth Dicke. Alla donna fu diagnosticato un problema circolatorio alla gamba destra. Gli anni ‘20, però, non furono tempi dettati da un grande progresso della medicina, per questa ragione l’unica soluzione che sembrava possibile era l’amputazione della gamba. Dicke, decise di non arrendersi, cominciando a massaggiare gli strati più profondi della sua gamba malata con lo scopo di diminuire sempre più il dolore. I risultati furono eccellenti. Da lì si comprese che esisteva una terapia semplice e sicuramente poco drastica per risolvere seri problemi muscolari ed anche patologie più profonde, attraverso un semplice lavoro su muscoli e pelle.

Qual è la tecnica del massaggio connettivale

Il massaggio connettivale parte dalla schiena. Il massaggiatore professionista, attraverso una serie di trazioni, comincia a massaggiare diverse zone del dorso con le dita. Lo scopo è capire se sono presenti eventuali gonfiori sul tessuto cutaneo. Questo tipo di massaggio può essere effettuato su qualsiasi parte dal corpo: viso, gambe, cosce. La cosa più importante è affidarsi ad un esperto del settore. Se voi stessi avete intenzione di apprendere le tecniche di questo massaggio, basta cercare un corso apposito. Se vivete a nord della Puglia, ad esempio, basta cercare questo specifico corso di massaggio a Bari e da lì apprendere tutte le tecniche necessarie per svolgerlo.

Quali sono i benefici?

Il massaggio connettivale, oltre ad essere utile per risolvere patologie più o meno gravi sia della pelle che del nostro organismo, aiuta anche a migliorare l’umore e ad abbassare i livelli di stress. Per questa ragione, infatti, consigliamo di effettuare queste sedute nei momenti più sereni della vostra giornata. È fondamentale non farsi prendere da paranoie e pensieri inutili durante la seduta, altrimenti non potrebbe sortire lo stesso effetto.

Ci sono controindicazioni?

Purtroppo sì. È consigliabile evitare questo tipo di massaggio in caso di febbre o dolori cutanei in quanto potrebbero peggiorare la vostra situazione fisica.

NAO Emilia Romagna il progetto promosso da Daiichi Sankyo

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Aziende, Salute

Emilia Romagna, terapia anticoagulante: promuovere la formazione sui DOAC e l’omogeneizzazione dei percorsi di presa in carico e di follow-up dei pazienti

Ridurre la disomogeneità nei percorsi di presa in carico e di follow-up dei pazienti in terapia anticoagulante e promuovere la formazione dei prescrittori sui nuovi trattamenti disponibili, questa l’analisi dal Tavolo multidisciplinare Emilia Romagna, la terza Regione coinvolta nell’ Osservatorio Fenomeno NAO, il progetto promosso da Daiichi Sankyo per aiutare le Regioni italiane a garantire sostenibilità ed efficienza al nuovo sistema terapeutico.

15 gennaio 2018 – Promuovere una maggiore formazione di prescrittori e MMG sui DOAC ed una maggiore omogeneità nei percorsi di presa in carico e di follow-up dei pazienti sono due dei punti chiave del documento prodotto dal gruppo di esperti del Tavolo multidisciplinare Emilia Romagna, la terza Regione coinvolta nell’ Osservatorio Fenomeno NAO, il progetto promosso da Daiichi Sankyo per affiancare le Regioni italiane in un processo volto a garantire sostenibilità ed efficienza alla terapia con anticoagulanti orali diretti, migliorando la compliance del paziente, diminuendo le aree di rischio, e supportando il controllo della spesa sanitaria.

A quattro anni dalla loro introduzione nel panorama terapeutico italiano, gli anticoagulanti orali diretti (DOAC, inizialmente denominati NAO) rappresentano la scelta terapeutica elettiva per quei pazienti con Fibrillazione atriale non valvolare che non presentino controindicazioni a tale trattamento. Secondo le evidenze disponibili, i DOAC risultano altrettanto e, in alcuni casi, più efficaci e sicuri rispetto alla terapia con gli antagonisti della vitamina K (AVK). In particolare, alcune molecole hanno dimostrato una maggior efficacia rispetto al rischio di ictus e/o embolia arteriosa periferica rispetto agli AVK, e tanto nei trial randomizzati quanto negli studi Real-world, hanno dimostrato un miglior profilo di sicurezza rispetto agli AVK riguardo al rischio di emorragia intracranica e una riduzione della mortalità per tutte le cause. Questa nuova terapia permette, inoltre, di trattare molti pazienti finora esclusi per difficoltà logistico-organizzative, è più semplice e maneggevole e riduce il numero di controlli di laboratorio, risultando per i pazienti più accettabile dal punto di vista psicologico.
Tuttavia, nonostante i vantaggi e la diffusione nella pratica clinica dei DOAC, permangono alcuni aspetti di questa terapia suscettibili di miglioramento, non solo nell’ambito clinico ma anche e soprattutto in quello organizzativo.
Alcuni di questi aspetti, emersi come particolarmente rilevanti nel corso dell’Osservatorio Fenomeno NAO, riguardano i costi diretti dei DOAC, il maggior impegno richiesto ai prescrittori per l’erogazione del Piano Terapeutico e del follow up clinico, l’assenza di strumenti idonei a valutare l’aderenza terapeutica a questo tipo di trattamento, ed infine alcune difficoltà di accesso ai centri prescrittori.

La terapia NAO in Emilia Romagna

A seguito dell’introduzione dei DOAC nella pratica clinica, nel 2013 l’Assessorato alla Sanità della Regione Emilia-Romagna, tramite la Commissione Regionale del Farmaco, decise di avviare una valutazione ed una riorganizzazione della gestione della terapia anticoagulante orale in Emilia-Romagna, costituendo un gruppo di lavoro multidisciplinare con esperti del settore, allo scopo di fornire strumenti per la costruzione e l’implementazione di percorsi locali per la gestione delle terapie anticoagulanti nei pazienti con FANV, evidenziando le attuali criticità e promuovendo possibili azioni migliorative atte a rispondere alle necessità poste dai pazienti.
Già il primo documento prodotto con le linee di indirizzo regionali, evidenziò l’esigenza, per ogni Azienda Sanitaria della Regione, di una rapida presa in carico da parte dei centri autorizzati dei candidati alla terapia anticoagulante, del monitoraggio dell’adesione alle raccomandazioni regionali, del follow-up clinico dei pazienti in trattamento anticoagulante secondo le regole comuni concordate a livello locale.

Ridurre la disomogeneità nella gestione dei percorsi dei pazienti in terapia con DOAC, dalla presa in carico al rinnovo del PT: un’esigenza prioritaria.

Allo stato attuale si assiste, tuttavia, a una disomogeneità nei percorsi di gestione dei percorsi dei pazienti in terapia con DOAC, a partire dal momento della prescrizione, che vede coinvolte figure di specialisti molto diverse. Infatti in alcune realtà la prescrizione è rimasta in carico solo ai medici che operano all’interno dei centri TAO già attivi e che continuano a gestire anche la terapia con AVK, mentre in altri contesti la prescrizione è in carico anche a specialisti (cardiologo, internista, neurologo, geriatra, medico dell’emergenza etc.) che gestiscono solamente la terapia con DOAC.
L’eterogeneità nella prima fase del percorso dei pazienti si riflette nella conseguente organizzazione del follow up, in cui tempi, attori e modalità variano a seconda dei diversi contesti, partecipando alla creazione di uno scenario che si presenta decisamente eterogeneo.
I Centri Prescrittori, infatti, sono spesso chiamati a farsi carico del monitoraggio dei pazienti che hanno ricevuto la prescrizione da specialisti non afferenti al centro stesso. Inoltre, molti aspetti clinici ed organizzativi del follow-up, quali la modalità di accesso, la tempistica dei controlli, e il ruolo dei Medici di Medicina Generale, non sono ancora definiti in modo omogeneo nelle varie Aziende Sanitarie della Regione.
Del resto appare poco percorribile l’ipotesi di un unico modello di gestione che prescinda dalle diverse specificità territoriali, ciò nonostante si possono identificare linee comuni utili per la realizzazione dei diversi percorsi locali, rendendo i Centri prescrittori punto di riferimento e raccordo per tutti gli specialisti che entrano in contatto con i pazienti in trattamento anticoagulante.

I Centri prescrittori punto di riferimento di una nuova organizzazione e cultura

“Dalle valutazioni del gruppo di lavoro emerge come imprescindibile l’esigenza di garantire, a tutti i pazienti, un accesso alla terapia e al rinnovo del PT rapido e congruente con le loro necessità cliniche, secondo criteri di trasparenza ed equità. – ha spiegato il Dr Marco Marietta, Responsabile Struttura Semplice Malattie della Coagulazione Azienda ospedaliera universitaria Policlinico di Modena – La nostra analisi rafforza anche la sensazione che si debbano attuare rapidamente interventi mirati a implementare la cultura sui DOAC, promuovendo attività di formazione per tutti gli specialisti coinvolti nella gestione delle terapie anticoagulanti, con particolare riguardo alla gestione di questi farmaci peri procedurale e peri operatoria, e su questi aspetti il ruolo dei centri prescrittori diventa fondamentale”.
In virtù dell’expertise nella gestione delle terapie anticoagulanti, infatti, i Centri possono porsi come punto di riferimento per rafforzare una robusta rete tra Centri e Territorio, facendosi promotori, all’interno delle rispettive Aziende Sanitarie, di percorsi atti a monitorare l’appropriatezza d‘uso degli anticoagulanti con periodica verifica del grado di aderenza del trattamento alle indicazioni regionali e provinciali.
Gli stessi Centri dovrebbero promuovere anche iniziative educative condivise con tutte le figure sanitarie coinvolte nella gestione di queste terapie, e supportare attività di ricerca clinica volta a meglio definire il profilo di sicurezza ed efficacia dei DOAC nel mondo reale, predisponendo e aggiornando database clinico delle terapie anticoagulanti orali su base provinciale e/o regionale

E’ inoltre necessario curare con molta attenzione l’informazione e l’educazione del paziente, secondo una prassi consolidata nei Centri FCSA per la terapia anticoagulante tradizionale.
Il paziente al primo accesso deve ricevere informazioni complete e comprensibili sulla terapia anticoagulante in generale, sul farmaco utilizzato, nonché sulle modalità con cui rivolgersi al Centro Prescrittore per urgenze o per altre cliniche inerenti alla terapia, e che riceva l’appuntamento per il controllo successivo.
E’ importante altresì strutturare controlli almeno annuali nei pazienti stabili oppure controlli semestrali o trimestrali per i pazienti particolarmente complessi o delicati, e infine facilitare l’accesso diretto al centro per problematiche cliniche.
Per quanto riguarda l’ assetto organizzativo esistente, il gruppo di esperti ha ipotizzato una serie di azioni migliorative per far fronte alle principali criticità individuate, quali strumenti informativi snelli e collegati tra loro per garantire un accesso facilitato ai dati clinici del paziente; report amministrativi e clinici periodici sui dati raccolti dai sistemi informatici; coinvolgimento del personale infermieristico nelle attività formative e di monitoraggio, creazione di indicatori di verifica di processo e di esito, possibilità di accesso facilitato ai dati clinici del paziente da parte dei Centri Prescrittori, qualora si renda necessaria una rivalutazione del quadro clinico complessivo.

FonteDaiichi Sankyo


Contatti

Daiichi Sankyo
Elisa Porchetti
Tel.+39 0685255-202
elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it

MeD, il centro medico a Torino con prestazioni accessibili a tutti

Scritto da MeD - Medicina e Diagnostica il . Pubblicato in Salute

MeD – Medicina e Diagnostica è il nuovo centro medico a Torino situato nel cuore della città, in via Pastrengo 16. Un poliambulatorio con un’ampia gamma di servizi che mira a soddisfare l’esigenza di ogni paziente.

MeD – Medicina e Diagnostica è il nuovo poliambulatorio a Torino con un servizio moderno e accessibile a tutti i cittadini: tempi di attesa minimi, servizio medico-sanitario eccellente e attivo per ogni tipologia di richiesta, sistema di prenotazione semplificato ed efficiente. Tutto questo è MeD, il centro medico a Torino in cui la prevenzione ha un posto prioritario grazie alla possibilità di effettuare un completo check-up della propria salute.

Un’offerta sanitaria unica nel panorama metropolitano di Torino che ha come cardine quattro punti rilevanti:

  • Ridotti tempi di attesa
  • Sistemi di prenotazione semplificati per ogni tipologia di paziente
  • Organizzazione mirata ed efficiente
  • Alta specializzazione del personale medico e sanitario

Uno staff d’eccellenza formato da personale specializzato che vanta esperienza pluriennale sul campo: alte competenze che unite a un modello sanitario semplificato fanno del centro MeD – Medicina e Diagnostica un punto di riferimento nella città di Torino, infatti, tutto viene perfettamente gestito attraverso sistemi di gestione efficienti che puntano ad annullare ogni tipo di difficoltà e criticità che troppo spesso si presentano in fase di prenotazione di una visita medico-sanitaria.

MeD – Medicina e Diagnostica, il poliambulatorio a Torino con prestazioni mediche a 360 gradi

Grazie alla presenza di uno staff preparato e specializzato nel centro medico MeD è possibile effettuare esami di laboratorio, esami di diagnostica, visite specialistiche, fisioterapia, assistenza infermieristica e ottenere prestazioni mediche a domicilio. Un servizio completo offerto da un team di dottori e uno staff sanitario competente e preparato che grazie all’ausilio di moderne tecnologie garantiscono controlli approfonditi sulla salute di ogni paziente. Un focus particolare, inoltre, è mirato alla salute della donna e del bambino grazie a un team di specialisti in ginecologia e ostetricia che accompagnano la donna in tutte le fasi della vita: adolescenza, gravidanza, maternità, post-maternità.

La particolare attenzione sulla salute del bambino fa di MeD – Medicina e Diagnostica un centro pediatrico a Torino di alto livello: professionisti sono a disposizione delle famiglie per proporre le migliori soluzioni con l’obiettivo di risolvere anche le problematiche infantili più complesse.

All’interno del poliambulatorio torinese sono valorizzati tutti quegli aspetti umani e strumentali che possono rendere l’accessibilità al servizio il più semplice e familiare possibile agli utenti richiedenti assistenza, in quest’ottica è stato sviluppato un modello sanitario organizzativo ideale per prestare attenzione a ogni tipo di esigenza e/o necessità.

Per tutti quei pazienti che hanno difficoltà ad aver accesso alle prestazioni è possibile il servizio sanitario a domicilio, ideato appositamente per tutti coloro che hanno difficoltà negli spostamenti: garantiti, all’interno del centro medico MeD, assistenza infermieristica, fisioterapia, prestazioni mediche con visite specialistiche per grandi e piccoli.

La prevenzione è un fattore molto importante ed è per questo che in MeD – Medicina e Diagnostica si svolge un ampio lavoro in questa direzione: ampio risalto viene dato alla comunicazione con i pazienti di tutte le età al fine di sensibilizzarli guidandoli verso diagnosi di prevenzione precoce e visite di controllo periodiche. Nel poliambulatorio è possibile usufruire di servizi di check-up specifici per alcune ristrette aree del corpo e check-up completi appositamente sviluppati per prevenire l’insorgenza di cattive patologie.

Prenotare una visita medica a Torino al poliambulatorio MeD è più semplice

Grazie a un efficace sistema informatico, la prenotazione di una visita nel centro medico MeD – Medicina e Diagnostica è più semplice: il poliambulatorio specialistico a Torino vanta un sistema online semplificato e usufruibile anche da utenti meno esperti oltre a un’interfaccia stuttura-cliente organizzata in modo sistematico. Una sofisticata strumentazione di ultima generazione permette inoltre di effettuare esami di diagnostica con risultati qualitativi eccellenti e referti sempre chiari ai fini diagnostici e terapeutici. Un modello sanitario invidiabile che è riuscito a eliminare lunghe code di attesa e a dar libero accesso a tutti a pratiche sanitarie di qualunque genere.

Un servizio di aeroambulanza per intervenire nelle difficoltà

Scritto da alessia martalò il . Pubblicato in Aziende, Salute

Il centro di Aeroambulanza di Roma è un punto di riferimento per tutti coloro che si trovino in una situazione di difficoltà, e mette a disposizione i suoi servizi innovativi in diversi ambiti, da quelli che richiedano un semplice trasferimento, sino a quelli legati alle emergenze.

Infatti, il Centro di Aeroambulanza si occupa, in prima battuta, di voli sanitari che possono essere eseguiti sia in aerei di linea sia con i propri mezzi.

I voli sanitari saranno realizzati mediante l’uso di aerei equipaggiati con tutto l’occorrente per consentire al malato non solo la massima sicurezza, ma anche il confort necessario per arrivare a destinazione in modo sereno.

Si potrà scegliere il servizio di aeroambulanza sia per i percorsi medi, sia per quelli più lunghi, e si avrà a disposizione l’assistenza medica necessaria, indipendentemente dalla propria copertura assicurativa.

La compagnia non si occupa solamente del trasporto, ma prende totalmente in mano la situazione, svolgendo, ad esempio, anche tutta l’attività legata alla burocrazia per il trasferimento nazionale o internazionale del malato.

Le garanzie che vengono offerte da questo tipo di servizio sono davvero elevate, in quanto il malato verrà accompagnato e sarà possibile sempre effettuare cambi, anche dell’ultimo momento, allo scopo di assecondare le variazioni delle condizioni meteo, che potrebbero essere avverse.

Oltre alla semplice aeroambulanza, la compagnia si occupa anche di prevedere la presenza a terra, sia alla partenza sia all’arrivo, di mezzi di soccorso su ruote e di un personale altamente qualificato, competente e capace di tranquillizzare il paziente e i suoi familiari.

Le attrezzature che consentono il trasporto in aeroambulanza sono sofisticate e capaci di tutelare al massimo la persona malata.

In particolare, sarà possibile avere a disposizione la lifeport intensive care unit, per i casi di emergenza, oltre alla presenza di un serbatoio di ossigeno centralizzato, necessario in moltissimi casi.  L’aeroambulanza vede anche la presenza del defibrillatore, del ventilatore per la terapia intensiva e dei sistemi di comunicazione satellitare grazie ai quali non perdere mai il contatto con i centri sanitari e con chi abbia la necessità di conoscere le condizioni del paziente.

Sarà possibile contattare il centro per le aeroambulanze 24 ore al giorno e 7 giorni su 7 al numero 06 85360705 (che risponde anche per le richieste provenienti dall’estero) oppure all’indirizzo di posta elettronica info@centro-aeroambulanza.it per richiedere informazioni e ottenere preventivi dettagliati in merito alle proprie necessità specifiche per il trasporto di malati.

Ween Torino, il centro fitness a Torino alternativo

Scritto da Ween il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Lifestyle, Salute

Lo sapevi che è possibile raggiungere risultati reali con soli 20 minuti di allenamento a settimana. Come? Il centro Ween a Torino propone un innovativo sistema di allenamento personalizzato, efficiente e ad alta intensità in un luogo pulito, tranquillo e riservato.

“Less Time, More Fitness”: in quattro parole è racchiusa la filosofia di Ween, la palestra a Torino, a pochi passi dal centro della città, in cui è possibile migliorare fisico e corpo con un allenamento di 20 minuti alla settimana. Una vera e propria esperienza di fitness personale e innovativa, in un luogo esclusivo, elegante e riservato in cui, per tutta la durata dell’allenamento, si è assistiti da un personal trainer dedicato, preparato e formato in maniera specifica che, grazie a un particolare sistema di allenamento ad alta intensità, permette di raggiungere notevoli risultati migliorando sensibilmente la qualità della vita.

Elettrostimolazione per dimagrire? Con Ween a Torino è possibile

Questo innovativo sistema di allenamento si basa sull’ElettroMioStimolazione, un particolare tipo di movimento muscolare che, grazie a una stimolazione muscolare completa, porta ad un migliore coordinamento intra ed iter muscolare oltre ad una notevole tonificazione della parte superiore anche grazie all’attivazione delle fasce muscolari più profonde. Infatti, durante l’allenamento EMS, l’80% delle fibre muscolari viene attivato contemporaneamente ad ogni ciclo di contrazione, questo permette di risvegliare l’energia vitale in un tempo molto breve. Dimagrire o potenziare e/o risvegliare il tono muscolare con questo particolare tipo di elettrostimolazione sarà più semplice, bastano venti minuti di allenamento settimanale per ottenere dei risultati concreti.

Il personal trainer a Torino si chiama Ween

Hai bisogno di un personal trainer a Torino che sappia motivarti, rassicurarti e che possa seguirti step-by-step durante i tuoi allenamenti? Nel centro Ween troverai dei professionisti preparati e certificati che seguiranno le tue sessioni di allenamento passo dopo passo, garantendo, di fatto, la fruizione di una vera e propria esperienza unica nel suo genere: un percorso nuovo in un ambiente elegante, raffinato, esclusivo che prevede l’utilizzo di spogliatoi e docce private, luoghi in cui pulizia e igiene sono fattori primari.

Elettrostimolazione per l’aumento di massa o elettrostimolazione per il mal di schiena? Nel centro Ween ogni obiettivo diventa raggiungibile

Il sistema di allenamento EMS ad alta intensità è un metodo di allenamento funzionale e che può essere adatto per persone di tutte le età. Inoltre, coloro che non trovano il tempo necessario da dedicare all’attività sportiva possono trovare nel centro Ween la soluzione ideale al loro problema. Con il moderno sistema E.M.S. è possibile raggiungere diverse tipologie di obiettivo, esso è applicabile, infatti, a diversi ambiti: dall’attività di Fitness, mediante la quale è possibile aumentare la massa muscolare o accelerare la circolazione linfatica, all’attività di recupero funzionale durante la quale è possibile potenziare muscoli indeboliti o usufruire dell’elettrostimolazione per il mal di schiena, oltre ad essere utile anche per chi pratica attività agonistica. Nel centro Ween, grazie a particolari strumenti, è possibile incrementare e potenziare le proprie abilità atletiche e accelerare i processi di recupero post-prestazione oltre ad aumentare la propria resistenza nelle prestazioni e nella capacità di carico. Questo moderno metodo di allenamento è consigliato inoltre alle mamme che desiderano recuperare rapidamente la forma dopo il parto, Ween è considerata un’ottima palestra per mamma e un’eccellente palestra per donna a Torino.

Cicli di allenamento 20 minuti senza vincoli e in totale libertà

Nessun abbonamento mensile e nessuna preoccupazione di dover tener conto di feste, ferie o imprevisti: il metodo Ween prevede, infatti, una completa libertà di organizzare il calendario flessibilmente secondo i propri impegni, garantendo il totale controllo del proprio ciclo di allenamenti. In questo modo Ween Torino garantisce al cliente un’alta percentuale di presenza presso il centro con l’obiettivo di massimizzare in breve tempo i propri risultati. In caso di imprevisti, inoltre, è possibile ripianificare le proprie sessioni di allenamento.

Daiichi Sankyo: Prosegue in Lombardia l’”Osservatorio Fenomeno NAO”

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Aziende, Salute, Tecnologia

NUOVI ANTICOAGULANTI ORALI, fondamentale il ruolo dei Centri e il networking con territorio e MMG per una gestione ottimale della terapia

Prosegue in Lombardia l’”Osservatorio Fenomeno NAO”, il progetto promosso da Daiichi Sankyo per aiutare le regioni italiane a garantire sostenibilità ed efficienza al nuovo sistema terapeutico.
Dalla tavola rotonda di Milano, apertura di un dialogo con amministrazioni e associazioni pazienti, al fine di ottenere il riconoscimento formale del ruolo dei centri di gestione della terapia anticoagulante e l’implementazione del networking tra Centri e territorio.

19 dicembre 2017 – Dopo l’apertura in Veneto, prosegue in Lombardia l’Osservatorio Fenomeno NAO, il progetto promosso da Daiichi Sankyo per aiutare le regioni italiane a garantire sostenibilità ed efficienza al nuovo sistema terapeutico, e che coinvolgerà in questa prima fase anche Toscana, Emilia Romagna e Lazio, con l’obiettivo di favorire la diffusione di una appropriata gestione dei NAO, migliorare la compliance e l’aderenza del paziente, diminuire le aree di rischio, e supportare il controllo della spesa sanitaria.
A quattro anni dall’ingresso nel panorama terapeutico italiano dei nuovi anticoagulanti orali, infatti, si riscontra chiaramente l’esigenza di una ripianificazione delle strategie cliniche e organizzative, soprattutto per i Centri per la gestione della terapia anticoagulante, anche in considerazione del futuro calo di prescrizioni degli AVK, che con ogni probabilità resteranno terapia elettiva per quei pazienti che non avranno l’indicazione al trattamento con i nuovi anticoagulanti. Il progetto dell’osservatorio in Lombardia ha visto la partecipazione di 9 Medici di Centri di terapia anticoagulante della Regione, che si sono riuniti per esplorare e condividere la propria esperienza riguardo al tema del management, a livello clinico e organizzativo, del paziente in trattamento con i nuovi anticoagulanti orali (NAO), al fine di individuare azioni o strategie utili a rispondere agli attuali unmet needs e garantire la sostenibilità e l’efficienza dei Centri. La tavola rotonda di Milano ha anche valutato l’opportunità di redigere un documento di consenso da presentare alla Regione, come primo passo per l’apertura di un dialogo con amministrazioni e associazioni pazienti, che conduca ad un riconoscimento formale del ruolo svolto dai Centri di terapia anticoagulante nella gestione dei pazienti anticoagulati, creando così le basi per l’implementazione del networking tra Centri e territorio.

Necessità sul piano clinico

Per la terapia anticoagulante, la Regione Lombardia segue le Linee Guida ESC (2016) che raccomandano, con evidenza IA, l’utilizzo dei NAO rispetto al trattamento con AVK, laddove vi sia indicazione all’anticoagulazione e il paziente non presenti controindicazioni, incluse quelle riguardanti la misurazione del CHA2DS2-VASc e dei livelli di anticoagulazione e, infine, la gestione degli interventi chirurgici. Tuttavia si rileva la necessità di implementare i dati sulle interazioni farmacologiche: se infatti sono state già raccolte tutte le evidenze a disposizione rispetto a farmaci cardiovascolari, antimicotici, antibiotici, immunosoppressivi e antiretrovirali, attualmente mancano del tutto dati sulle interazioni con gli antineoplastici, rispetto alla quale potrebbe fornire nuove evidenze HOKUSAI VTE CANCER, lo studio che sta confrontando l’anticoagulante diretto edoxaban con il trattamento gold standard di dalteparina, per la prevenzione dell’esito combinato di TEV o sanguinamento maggiore, nei soggetti con TEV associato al cancro.
Rispetto all’uso dei NAO, risulta inoltre fondamentale il monitoraggio per la verifica dell’aderenza alla terapia, ma eventuali criticità in merito si riscontrano più sul piano organizzativo che su quello clinico.

Criticità organizzative e gestionali

Il confronto tra le diverse modalità di accesso e gestione dei pazienti in TAO e NAO all’interno dei 9 Centri di terapia anticoagulante lombardi, ha rilevato una forte eterogeneità territorio-dipendente del monitoraggio nella fase di follow up, soprattutto rispetto al coinvolgimento della medicina di base, che in alcuni contesti rappresenta un supporto attivo per il Centro nella gestione quotidiana dei pazienti e della verifica dell’aderenza alla terapia; in molti altri casi, invece, i Centri si trovano ad effettuare controlli di monitoraggio di pazienti in carico ad altri specialisti quali, ad esempio, i cardiologi. Dunque emerge con evidenza la necessità di strutturare una maggiore collaborazione con gli specialisti al fine di rendere “formale” il passaggio ai Centri, consolidandone il ruolo di riferimento nella gestione di tali pazienti, per i quali, nella maggior parte dei casi, è necessaria una rivalutazione clinica che rende quindi auspicabile una formale presa in carico del paziente da parte del Centro.
In alcuni contesti, si riscontrano inoltre difficoltà nell’organizzazione dello switch da AVK a NAO, a causa della mancanza di personale nei Centri.

Il percorso terapeutico in Lombardia

– PRIMA VISITA: Gli invii al Centro di terapia anticoagulante, che si tratti di candidati ad AVK o NAO, avvengono da parte dei diversi reparti ospedalieri (cardiologia, medicina vascolare, medicina interna, neurologia), dai cardiologi del territorio e dalla medicina generale; nella maggior parte dei casi i tempi di attesa per la prima visita, della durata massima di 45 minuti, non superano i 15 giorni per la TAO e i 30 per la terapia NAO. La strutturazione della prima visita, momento centrale per l’educazione del paziente al trattamento con i NAO, varia a seconda che il paziente sia già in trattamento anticoagulante (switch). La compilazione del Piano Terapeutico avviene in genere contestualmente alla visita e al paziente vengono forniti gli appuntamenti per i successivi follow up. Nella maggior parte dei Centri è previsto, in caso di urgenza, l’accesso diretto dei pazienti entro 72 ore.
– FOLLOW UP: Nel caso della TAO, il timing e la strutturazione dei controlli si basano sulle condizioni dei pazienti, sulle caratteristiche del Centro e sul numero dei soggetti che questo ha in carico: nella maggior parte dei casi i controlli (verifica INR) vengono eseguiti in un ambulatorio dedicato,e il PT viene inviato per mail successivamente al paziente; è inoltre prevista una visita strutturata laddove le condizioni del paziente la rendano necessaria. In alcuni Centri, invece, tutti i pazienti dopo il prelievo effettuano una visita che prevede raccordo anamnestico, presentazione di eventuale documentazione clinica, prescrizione di altre terapie e infine ricezione del PT TAO con relativo appuntamento ad un successivo controllo. Per il trattamento NAO, il timing dei controlli, che varia in funzione delle caratteristiche dei pazienti, prevede, nella maggior parte dei casi, follow up a 1, 6 e 12 mesi (per il rinnovo del PT), i controlli vengono fissati di volta in volta e non sono quindi previsti tempi di attesa. Ad ogni controllo di follow up vengono richiesti in visione esami generali (coagulazione di base dove indicata, emocromo, funzionalità epatorenale), eventuali visite specialistiche o accertamenti effettuati di relativa valenza clinica (tali da non richiedere controlli estemporanei non programmati).
– MODALITÀ DI PRESCRIZIONE/RINNOVO Il momento del rinnovo è fondamentale, in quanto consente la rivalutazione del paziente e la verifica dell’appropriatezza prescrittiva.
Nella maggior parte dei casi il rinnovo del PT è redatto direttamente dal centro al momento del follow up a 12 mesi, e la sua compilazione varia a seconda della provenienza dei pazienti (regionali o esterni) e del software utilizzato.

Soluzioni attraverso strategie di Networking

La Tavola Rotonda dell’Osservatorio Fenomeno NAO in Lombardia, ha valutato anche la possibilità di redigere un documento di consenso da presentare alla Regione, in cui convergono le criticità relative ai Centri di terapia anticoagulante, evidenziando la necessità di operare un formale riconoscimento dei Centristessi a fronte del ruolo centrale che assumono nella gestione dei pazienti, e di implementare le reti tra territorio e Centri, anche rendendone più equa la distribuzione, al fine di far fronte in modo ottimale al numero crescente di pazienti in trattamento anticoagulante con le nuove molecole.
L’eterogeneità del territorio non rende percorribile l’ipotesi di proporre un modello di gestione uniforme ed applicabile a tutte le diverse realtà, tuttavia appare utile sottolineare i punti cardine della corretta gestione dei pazienti, tanto dal punto di vista clinico (corretta educazione del paziente, follow up, verifica dell’aderenza), quanto da quello organizzativo (distribuzione dei Centri sul territorio, incremento e formazione del personale medico ed infermieristico, riduzione dei tempi di attesa per le visite).
“L’eventuale stesura di questo documento può rappresentare il primo passo per aprire un dialogo finalizzato al miglioramento delle criticità che si riscontrano quotidianamente nella gestione dei pazienti anticoagulati. Implementare le collaborazioni e strutturare una rete funzionale tra i vari Centri e tra questi e il territorio consentirebbe interventi mirati a migliorare il dialogo con le Amministrazioni e le Associazioni Pazienti. E’ anche indispensabile dare maggiore visibilità alla mole di lavoro svolto dai Centri per la gestione quotidiana dei pazienti in terapia anticoagulante, e promuoverne quindi il riconoscimento formale. – spiega il coordinatore della Tavola Rotonda Lombardia, Dr. Marco Moia, Responsabile dell’Unità di Terapia Anticoagulante presso la Fondazione Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano ed attuale Presidente della Federazione dei Centri per la diagnosi della trombosi e la Sorveglianza delle terapie Antitrombotiche (FCSA) – Dovremo inoltre essere capaci instaurare una solida collaborazione con la medicina generale, magari , partendo da iniziative educazionali, per coinvolgere maggiormente in questa attività, i MMG, come è giusto che sia. Son infatti convinto che possano porsi come figure centrali nella gestione del follow up e nella verifica dell’aderenza alla terapia nei pazienti in NAO.”

FonteDaiichi Sankyo

Servizio Ambulanze Private Caserta

Scritto da Croce Amica Onlus il . Pubblicato in Aziende, Salute

È operativo da oggi un nuovo servizio di ambulanze private attivo 24 ore su 24 per il trasporto di malati, anziani, infermi e portatori di handicap su tutto il territorio regionale e nazionale.

Il servizio viene offerto dall’ Associazione di Volontariato “PUBBLICA ASSISTENZA CROCE AMICA O.N.L.U.S.” di Caserta grazie all’ impiego di soccorritori, infermieri e medici altamente qualificati e da mezzi di soccorso nuovi, moderni e tecnologicamente all’ avanguardia.

Per qualsiasi informazione visitate il sito internet: http://www.croce-amica.blogspot.com oppure inviare una e-mail a: croceamicaonlus@gmail.com

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