Cardiologi musicisti Roma: “Le note del cuore…battono per l’Africa”

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Musica, Salute

“Le note del cuore…battono per l’Africa”, a Roma l’evento musicale per donare elettrocardiografi e strumenti musicali ai bambini della Costa d’Avorio.

Giovedì 17 maggio i cardiologi-musicisti di Roma saliranno ancora sul palco per donare elettrocardiografi e strumenti musicali ad una scuola della Costa d’Avorio. L’iniziativa, realizzata con il supporto incondizionato di Daiichi Sankyo Italia, nasce dall’impegno di “Tre cuori per la musica”, “Istituto Nazionale per le Ricerche Cardiovascolari” e “Insieme per un cuore più sano”

Roma, 14 maggio 2018 – L’Africa Subsahariana mantiene ancora i tassi di mortalità infantile più elevati al mondo – 92 decessi ogni 1.000 nati vivi – quasi 15 volte più della media nei Paesi ad alto reddito. Il decesso perinatale e in particolare quello causato dalle malattie cardiache congenite è diventato la seconda causa di morte. Queste cifre, così come avviene nei Paesi occidentali, potrebbero ridursi drasticamente se si perseguisse lo sviluppo di attività di screening e diagnosi precoce delle patologie cardiovascolari. Per dare concreto sostegno a questo importante obiettivo, il prossimo 17 maggio tre band composte da talentuosi cardiologi musicisti torneranno sul palco del Teatro Ghione alle ore 20.30, con il concerto benefico “Le note del cuore battono per l’Africa”, un progetto ideato da 3 associazioni ONLUS romane con il contributo incondizionato di Daiichi Sankyo Italia.

In principio fu il successo di “Battiti”, la prima serata di beneficenza in cui cardiologi e neurologi dei più importanti ospedali romani si misero in gioco nell’inedita veste di raffinati musicisti e attori per spiegare al pubblico la fibrillazione atriale e l’ictus, poi per supportare le attività di diverse associazioni di pazienti e infine, lo scorso anno, per contribuire a dotare gli ospedali romani più periferici di importanti strumenti diagnostici. Per questa terza edizione i professionisti metteranno a disposizione il loro talento per dare nuove possibilità ai bambini africani, con un progetto che unisce l’Istituto Nazionale per le Ricerche Cardiovascolari, l’associazione pazienti Insieme per un cuore più sano e l’associazione culturale Tre cuori per la musica, creata e presieduta da Marco Rebecchi, chitarrista di una delle band protagoniste e cardiologo al Policlinico Casilino di Roma: “La salute e la musica rappresentano due beni preziosi che vanno di pari passo. Tutti devono avere la possibilità di beneficiare della diagnosi precoce di condizioni patologiche e nello stesso tempo tutti, e soprattutto i bambini, devono godere degli splendidi vantaggi di ascoltare e fare musica

A salire per prima sul palco sarà la band “Early meets late” capitanata dal cardiologo chitarrista Marco Rebecchi e dal chirurgo vascolare batteristaMassimiliano Millarelli (Policlinico Casilino). A completare il gruppo la cantante Alina Mungo, il percussionista Gianfranco Amodio ed il tastierista Luigi Molinaro soci fondatori dell’Associazione Tre Cuori per la Musica.
Seguiranno i“QRS largo” con il cardiologo Giuseppe Placanica (Policlinico Umberto I, Università “La Sapienza”) alla batteria e dal dott. Antonio Ciccaglioni(Responsabile del Centro di Elettrostimolazione, Policlinico Umberto I) al basso; a chiudere sarà la jazz band “♭jazz 4et”, capitanati dal nefrologo pianista Rosario Cianci (Policlinico Umberto I) e guidati dal maestro Santi Scarcella. Novità di quest’anno è la categoria “Academy”, per la quale verrà dato spazio sul palco ad una rappresentanza di giovani allievi della scuola di musica “Note blu” di Grottaferrata. Le esibizioni musicali saranno intervallate da momenti di informazione sui dettagli del progetto e sui temi cari alle tre associazioni organizzatrici.
La prevenzione cardiovascolare nei giovani è un problema di carattere mondiale. E’ fondamentale supportare i Paesi tecnologicamente meno avanzati, quali la Costa d’Avorio, in tale progetto, ma bisogna sottolineare come, anche in Italia, ancora ci sia molto da fare per istituzionalizzare programmi di prevenzione cardiovascolare in tutta la popolazione giovanile indipendentemente dallo svolgimento di attività sportiva” spiega il prof. Francesco Fedele, professore ordinario di cardiologia presso l’Università di Roma “La Sapienza” e presidente dell’Istituto Nazionale per le Ricerche Cardiovascolari.

Il ricavato realizzato grazie alle donazioni liberali del pubblico presente in sala sarà interamente devoluto al progetto Le Note del Cuore Battono per l’Africa, un’iniziativa benefica rivolta ad una scuola della Costa d’Avorio che abbraccia due obiettivi, uno di tipo sanitario e l’altro ricreativo. Per la diagnosi precoce delle aritmie cardiache, la scuola media “Collège Catholique Notre Dame D’Afrique” di Biétry, riceverà un elettrocardiografo con tecnologia di ultima generazione, che consentirà la trasmissione a distanza della traccia elettrocardiografica ad alcuni centri cardiologici di riferimento. I fondi verranno inoltre utilizzati per dotare la stessa scuola di un laboratorio musicale, mediante la donazione della strumentazione necessaria.

“Daiichi Sankyo crede molto nel potere terapeutico della musica, e da anni supporta con entusiasmo eventi di questo genere, ma all’appuntamento annuale siamo particolarmente legati, perché è un’idea che abbiamo visto nascere e contribuito a far crescere sin dalla sua prima edizione. E non potevamo mancare neppure quest’anno, soprattutto considerando gli ambiziosi obiettivi del progetto, che è perfettamente in linea con la mission della nostra azienda, migliorare la qualità della vita dei pazienti, non solo nei paesi industrializzati, ma in tutto il mondo”, commenta Massimo Grandi, Presidente e Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia.

FonteDaiichi Sankyo
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Lavori elettrici in alta tensione: l’Inail pubblica la nuova guida

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Salute

L’Inail ha pubblicato una nuova importante guida per il settore verifica impianti di messa a terra inerente la sicurezza e la tutela della salute per lavori elettrici in alta tensione. Il nuovo volume, pubblicato dal Dipartimento Innovazione Tecnologiche e Sicurezza degli impianti, contiene una serie di nuovi obblighi e norme che interessano in particolare i lavoratori che si occupano dell’esercizio, della manutenzione e delle verifiche dei sistemi elettrici di impianti a tensione superiori a 1000 V, nonché per i lavoratori che svolgono la propria attività nei pressi di tali impianti, pur non avendo a che fare direttamente con essi.

Si tratta di un lavoro che completa il quadro normativo finalizzato a ridurre il rischio nei lavori con rischio elettrico, dopo la pubblicazione del Capo III, Titolo III del D.lgs 81/2008 e s.m.i., le norme CEI 11-15 e CEI 11-27 IV Ed., e il recepimento della norma EN 50110-1:2013.

Per la maggior parte dei lavoratori il rischio elettrico è qualcosa a cui si è esposti solo a seguito di errata realizzazione o manutenzione di impianti e apparecchiature elettriche: questa guida, invece, considera anche i lavoratori che si occupano di manutenzione e verifica impianti elettrici, e che hanno a che fare con il rischio elettrico durante l’attività lavorativa.

Tra i capitoli che compongono la guida ricordiamo il Cap. 5, dedicato ai dispositivi di protezione individuale, e il Cap. 6, relativo alla formazione per gli addetti ai lavori elettrici e lavori in alta tensione (idoneità e abilitazioni). Rilevante è però il Cap.7, che contiene considerazioni interessanti concernenti i lavori in prossimità di linee elettriche aeree, con precisi rifornimenti normativi ad essi riferiti.

Leucemia Mieloide Acuta recidivante/refrattaria, Quizartinib prolunga la sopravvivenza complessiva

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Salute

Il quizartinib prolunga la sopravvivenza complessiva rispetto alla chemioterapia nei pazienti con LMA recidivante/refrattaria con mutazioni di FLT3-ITD

Il quizartinib è il primo inibitore di FLT3 ad aver dimostrato un miglioramento della sopravvivenza globale, rispetto alla chemioterapia citotossica, in uno studio randomizzato di fase III nei pazienti con leucemia mieloide acuta recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD. Un paziente su 4 con LMA presenta mutazioni FLT3-ITD, una forma molto aggressiva della malattia, associata a un aumentata frequenza di recidiva, a ridotta sopravvivenza complessiva, e con limitate opzioni di trattamento. Attualmente non esistono, infatti, terapie specifiche per questa patologia.

Roma, 9 maggio 2017 – Il quizartinib in monoterapia prolunga significativamente la sopravvivenza complessiva rispetto alla chemioterapia di salvataggio, nei pazienti con leucemia mieloide acuta (LMA) recidivante o refrattaria con mutazioni FLT3-ITD, dopo il trattamento di prima linea, con o senza trapianto di cellule staminali ematopoietiche. La nuova molecola di Daiichi Sankyo ha infatti raggiunto l’endpoint primario dello studio pilota di fase 3 QuANTUM-R, i cui risultati saranno alla base delle prossime sottomissioni regolatorie alle autorità sanitarie di tutto il mondo. I dati sulla sicurezza, inoltre, sono coerenti con i risultati osservati per dosi simili nel programma quizartinib.

“Il quizartinib è il primo inibitore di FLT3 ad aver dimostrato, in uno studio randomizzato di fase 3 in monoterapia, un miglioramento nella sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia citotossica, nei pazienti con leucemia mieloide acuta recidivante o refrattaria con mutazioni FLT3-ITD, una forma molto aggressiva della malattia, che ha limitate opzioni di trattamento” ha spiegato il dott. Antoine Yver, Vicepresidente esecutivo e Direttore globale del Dipartimento di ricerca e sviluppo oncologici di Daiichi Sankyo. “Ringraziamo sinceramente tutti i ricercatori e i pazienti che hanno partecipato allo studio QuANTUM-R e ne condivideranno i risultati in occasione del prossimo meeting medico. Saremo lieti di lavorare con le autorità regolatorie di tutto il mondo per cercare di portare il quizartinib il più velocemente possibile ai pazienti.”

QuANTUM-R è uno studio pilota, globale, di fase 3, randomizzato, in aperto, che in 19 Paesi ha arruolato 367 pazienti con LMA recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD. I soggetti sono stati randomizzati in rapporto di 2:1 per ricevere quizartinib in monoterapia oppure chemioterapia di salvataggio. L’endpoint primario dello studio era quello di determinare se quizartinib in monoterapia avrebbe prolungato la sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia di salvataggio, dopo la somministrazione della terapia di prima linea. L’endpoint secondario era la sopravvivenza libera da eventi.
I risultati dello studio QuANTUM-R, che saranno presentati nell’ambito di una prossima conferenza scientifica, supportano l’attuale programma di sviluppo per il quizartinib, che include anche lo studio clinico QuANTUM-First e diversi studi di combinazione.

Sulla base di questi risultati, Daiichi Sankyo intende iniziare l’iter registrativo per il quizartinib presso le autorità sanitarie in tutto il mondo.

La leucemia mieloide acuta con mutazioni FLT3-ITD
La LMA è una neoplasia maligna aggressiva del sangue e del midollo osseo, che causa la crescita e l’accumulo incontrollati di globuli bianchi maligni che non funzionano regolarmente e interferiscono con la produzione delle cellule normali del sangue.1 La sopravvivenza a cinque anni della LMA, tra il 2005 e il 2011, era all’incirca del 26%, la più bassa di tutte le leucemie.1

Le mutazioni del gene FLT3 costituiscono una delle più comuni anomalie genetiche della Leucemia Mieloide Acuta.2 La mutazione FLT3-ITD è la più comune mutazione dell’ FLT3 e colpisce all’incirca 1 paziente su 4 con LMA.3,4,5,6 I pazienti affetti da LMA con mutazioni FLT3-ITD hanno una prognosi complessiva peggiore, che comprende un aumento dell’incidenza di recidiva con un rischio di morte circa due volte maggiore dopo la segnalazione della recidiva stessa, nonché una maggiore probabilità di recidiva dopo trapianto di cellule staminali, rispetto ai pazienti senza questa mutazione.7,8

Informazioni su quizartinib
Il Quizartinib è il prodotto di punta del franchise sperimentale sulla Leucemia Mieloide Acuta di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise. E’ un inibitore selettivo orale dell’ FLT3, attualmente in fase III di sperimentazione a livello globale per la LMA recidivante/refrattaria (studio QuANTUM-R) e di nuova diagnosi (studio QuANTUM-First) con mutazioni FLT3-ITD, e in fase II di sviluppo in Giappone per la LMA recidivante/refrattaria con mutazioni FLT3-ITD.

Il quizartinib ha ottenuto, dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense, la designazione di “Fast Track” (procedura accelerata) per il trattamento della LMA recidivante/refrattaria, e la denominazione di farmaco orfano dalla stessa FDA e dall’Agenzia europea dei medicinali (EMA) per il trattamento della LMA. Il quizartinib è una molecola in fase di sperimentazione non approvata per alcuna indicazione in alcun paese. La sicurezza e l’efficacia non sono state ancora determinate.

Daiichi Sankyo Cancer Enterprise
La vision di Daiichi Sankyo Cancer Enterprise consiste nell’applicazione di conoscenze e capacità innovative guidate da un pensiero non convenzionale per sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L’azienda è impegnata a trasformare la scienza in valore per il paziente, e questo impegno è presente in tutte le sue attività.
L’ obiettivo è quello di mettere a disposizione dei pazienti sette nuove molecole nei prossimi otto anni, dal 2018 al 2025, avvalendosi dei risultati dei suoi tre pilastri: il Franchise Anticorpo Farmaco Coniugato, quello dedicato alla Leucemia Mieloide Acuta e quello di ricerca focalizzato sullo sviluppo delle nuove molecole (Fase I).
I Centri di ricerca della Daiichi Sankyo Cancer Enterprise includono due laboratori di bio/immuno-oncologia e “small molecules” in Giappone e Plexxikon Inc. a Berkeley (California), e il centro di R&S sulla struttura delle “small molecules”. Tra i composti che si trovano nella fase cruciale di sviluppo figurano: DS-8201, un coniugato anticorpo-farmaco (ADC) per i carcinomi HER2-positivi della mammella, dello stomaco ed altri, il quizartinib, un inibitore orale selettivo di FLT3 per la leucemia mieloide acuta (AML) con mutazioni di FLT3-ITD di nuova diagnosi e recidivante/refrattaria, e il pexidartinib, un inibitore orale di CSF-1R per il tumore tenosinoviale a cellule giganti (TGCT). Per maggiori informazioni, consultare http://www.DSCancerEnterprise.com

Bibliografia
1. Leukemia & Lymphoma Society. Facts 2015-2016. 2016.
2. Small D. Am Soc Hematol Educ Program. 2006;178-84.
3. Schneider F, et al., Ann Hematol. 2012;91:9-18.
4. Santos FPS, et al. Cancer. 2011;117(10):2145-2155.
5. Kainz B, et al. Hematol J. 2002;3:283-289.
6. Kottaridis PD, et al. Blood. 2001;98(6):1752-1759.
7. Wagner, et al. Haematol. 2011;96(5): 681-686.
8. Brunet, et al. J Clin Onc. 2012;30(7):735-741.

FonteDaiichi Sankyo

Fibrillazione Atriale. In Calabria screening gratuiti il 13 Maggio

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Salute

“La Musica del Cuore”. In Calabria Giornata di Screening gratuiti della Fibrillazione Atriale il 13 Maggio

In Italia 1 anziano su 12 soffre di fibrillazione atriale, che aumenta di 4 volte il rischio di ictus cerebrale, e solo in Calabria la prevalenza è del 6,2%. La diagnosi precoce e una terapia adeguata possono evitare il peggio. Il 13 Maggio screening gratuiti per i calabresi di età superiore ai 60 anni, con la campagna di sensibilizzazione e prevenzione dell’Associazione “Amici del cuore”, in collaborazione con diverse unità operative di cardiologia locali e il contributo incondizionato di Daiichi Sankyo Italia.

Roma 7 maggio 2018 – La musica del cuore è scandita dalla normalità del suo ritmo, e quando il cuore perde quel ritmo la musica non è più armonica e può generare una aritmia chiamata Fibrillazione Atriale (FA), che in Italia colpisce circa 1.100.000 ultrasessantacinquenni, 1 anziano su 12, e solo in Calabria ha una prevalenza del 6,2 %. La fibrillazione atriale aumenta in maniera significativa il rischio di ictus cerebrale, si stima, infatti, che dei 200 mila casi di ictus mediamente diagnosticati ogni anno in Italia circa 36 mila sarebbero imputabili alla Fibrillazione Atriale, e che nel corso della vita circa 1 persona su 3 affetta da FA vada incontro ad un ictus cerebrale, un evento grave, che si può evitare scoprendo in tempo la presenza di questa aritmia e iniziando il trattamento con una terapia appropriata. E proprio per l’elevata prevalenza nella popolazione anziana la gestione di questa aritmia spesso asintomatica assume grande rilevanza soprattutto nel contesto meridionale, dove si registra un forte trend di crescita dell’indice di vecchiaia. Per sensibilizzare i cittadini sull’importanza di prevenzione e diagnosi precoce di questa aritmia cardiaca, l’Associazione Pazienti “Amici del Cuore “ di Castrovillari dà il via a “La Musica del Cuore”, la campagna di screening gratuito rivolta alla popolazione degli ultra 60 enni . Il progetto, patrocinato dall’ASP di Cosenza e dal suo Direttore dr Raffaele Mauro, si avvale della collaborazione delle unità operative locali di Cardiologia di Castrovillari, Cariati, Paola, Rossano, con le Associazioni: “Amici del cuore di Paola”, “Amici del Cuore di Cariati” ed il contributo incondizionato di Daiichi Sankyo Italia.

Esami gratuiti: dove, quando e come

Grazie all’impegno delle Associazioni “Amici del cuore” di medici specializzati e volontari, domenica 13 Maggio, dalle ore 9 alle 19, i cittadini di età superiore ai 60 anni, potranno effettuare uno screening gratuito della fibrillazione atriale, nelle seguenti Città:

Castrovillari Corso Garibaldi                      Rossano Calabro Piazza B. Le Fosse
Cariati Centro Sociale Via Nazionale     Paola Piazza IV Novembre
Francavilla M. Casa di Cura “Rovitti”     Cassano allo Jonio Diocesi arcivescovile

In ciascuna sede saranno predisposti due presidi, uno per l’accoglienza e l’anamnesi, l’altro per la visita vera e propria con elettrocardiogramma, misurazione della pressione arteriosa e refertazione. Lo screening consisterà nella registrazione, tramite una strumentazione particolare, di una traccia elettrocardiografica per valutare il ritmo cardiaco. I pazienti a cui sarà diagnosticata ex novo una fibrillazione atriale, o considerati ad alto rischio, saranno indirizzati presso i rispettivi ambulatori di cardiologia per accertamenti ulteriori con holter ECG ed eventuale avvio di terapia anticoagulante. Contemporaneamente, i dati raccolti nelle singole sedi con l’innovativo device – Event Record- per la rilevazione degli ECG in 40 secondi confluiranno nell’Hub principale della Cardiologia dell’Ospedale «Ferrari» di Castrovillari diretta dal dr Giovanni Bisignani,

“C’è scarsa percezione tra i cittadini dell’elevato rischio trombo-embolico, associato alla fibrillazione atriale. Informazione, prevenzione, diagnosi precoce ed una appropriata terapia anticoagulante possono ridurre significativamente gli accidenti cerebro-vascolari ed i relativi costi sociali che spesso gravano integralmente sulle famiglie” ha affermato il dr Giovanni Bisignani, Direttore del Dipartimento di Cardiologia dell’Ospedale «Ferrari» di Castrovillari , ideatore e responsabile scientifico del Progetto.

Fibrillazione atriale – alcuni Dati

In Italia la fibrillazione atriale colpisce circa 1.100.000 di ultrasessantacinquenni, in altri termini 1 anziano su 12, eppure il 30,7% di essi non è ancora trattato con terapia anticoagulante, il trattamento indicato dalle linee guida più recenti. In Calabria la prevalenza totale di questa aritmia è del 6,2%, con il 6,8% nei maschi e 5,5% nelle femmine. La prevalenza della FA è strettamente correlata all’età: anche a livello nazionale va dal 3% dei soggetti nella classe di età 65-69 anni al 16,1% dei soggetti ultraottantacinquenni, con un incremento che si conferma in tutte le classi al progredire dell’età. I pazienti affetti da questa patologia presentano, con significativa frequenza, anche una diagnosi di ipertensione arteriosa, precedente infarto miocardico, scompenso cardiaco, altra aritmia cardiaca, iperglicemia, diabete mellito, ipercolesterolemia, consumo di alcol e alterata funzionalità renale. Inoltre, molti hanno già avuto un ictus cerebrale, con una frequenza di 4 volte superiore ai soggetti senza fibrillazione atriale. Il controllo di tali fattori potrebbe consentire di ridurre la prevalenza di questa aritmia e scongiurare dunque il rischio di ictus, patologia che oltre a pesantissimi costi sociali comporta oneri al SSN di oltre un miliardo di euro l’anno.

FonteDaiichi Sankyo

Polemiche sull’introduzione della Cannabis ad uso medico

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Salute

Sostanza che da decenni non cessa di trascinare polemiche e manifestazioni, diatribe etiche e scientifiche, quello dell’uso della cannabis ad uso terapico è un argomento che ha avuto una svolta con l’inserimento nella tariffa nazionale dei medicinali nel 2017.

Purtroppo, come spesso accade, invece di essere una buona notizia per i sostenitori della cannabis ad uso medico, la novità è diventata campo di scontro proprio in merito all’importo stabilito dal Ministero della Salute nel tariffario nazionale dei medicinali.

Questo è stato fissato a 9 euro al grammo e i professionisti del settore medico, in particolare i farmacisti,  sottolineano come sia inferiore a quello richiesto dai distributori della sostanza; ecco dunque che la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) sottolinea in un comunicato come avesse già, in fase di istruttoria, fatto presente il problema richiedendo di fissare il prezzo a una cifra superiore per impedire che i propri associati si trovino a pagare la materia prima più di quanto costi la preparazione magistrale stessa, portandoli quindi a operare in perdita (da notare come nel caso della cannabis ad uso medico, di importazione olandese, i costi per i farmacisti preparatori che ne fanno uso arrivano ad 11 euro).

Ecco dunque che si è passati dal poter vendere cannabis ad uso medico a prezzo doppio rispetto a quello di acquisto con la precedente normativa, che consentiva ai laboratori galenici che effettuavano la preparazione di rientrare pienamente delle spese di registrazione analisi e preparazione del prodotto (già comunque particolarmente alte), alla situazione attuale in cui invece sarà necessario acquistare la materia prima in perdita rendendo non solo sconveniente ma addirittura deleterio per i conti dei farmacisti, le preparazioni con questo tipo di prodotto, con il conseguente rischio che solo gli ospedali saranno in grado di distribuire il farmaco ai pazienti creando a questi ultimi notevoli difficoltà.

Da qui una richiesta di confronto è stata rivolta da tutte le organizzazione Fofi, Federfarma, Asfi, Assofarma, Farmacie Unite, Sifap Società Italiana Farmacisti Preparatori e Utifar al ministero per risolvere il problema.

Confronto che, oltre a richiedere una risoluzione del problema appena sorto andrà a prendere in esame una revisione complessiva della tariffa nazionale dei medicinali. Questa infatti, risulta immutata da oltre vent’anni, in contrasto con la revisione biennale prescritta dalla legge, creando così evidenti problemi di sostenibilità economica nella realizzazioni dei preparati magistrali.

La questione cannabis è dunque la cosiddetta ciliegina su una torta molto più ampia, un terreno di confronto complesso tra farmacisti e ministero, terreno di discussioni approfondite da affrontare senza ulteriori rinvii.

Verifiche gru su autocarro: indicazioni dalla nuova guida Inail

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Salute

Prevenire il rischio di infortuni sul lavoro e malattie professionali anche attraverso l’informazione è una delle prerogative dell’Inail, che periodicamente fornisce indicazioni dettagliate al fine di rendere sicure le condizioni lavorative sui luoghi di lavoro. E importante è il suo contributo anche nel settore verifiche periodiche attrezzature di lavoro mediante la pubblicazione di alcune guide, divenute ormai veri e propri riferimenti per gli addetti ai lavori.

L’argomento di cui parleremo parla proprio di questo, ovvero della nuova guida Inail relativa alle gru su autocarro intitolata “Apparecchi di sollevamento materiali di tipo mobile”, un documento contenente istruzioni per la prima verifica periodica ai sensi del D.M. 11 aprile 2011, che si pone l’obiettivo di uniformare le modalità di prima verifica per tutti i soggetti pubblici e privati.

Articolata in quattro parti questa guida, oltre a suggerire le modalità di comunicazione di messa in servizio di un apparecchio di sollevamento di tipo mobile alle Unità operative territoriali Inail, fornisce chiarimenti sulla richiesta di prima verifica periodica da parte del Datore di lavoro. Altre istruzioni importanti sono quelle che riguardano in maniera più specifica le gru su autocarro, ovvero lo stato dell’arte, le caratteristiche costruttive delle attrezzature, la compilazione della scheda tecnica e la redazione del verbale di verifica periodica, specificandone le modalità tecnico-amministrative.

Rilevante è la parte inerente la periodicità delle verifiche alle attrezzature di sollevamento di tipo mobile: annuale nel caso di apparecchi con portata superiore a 200 Kg non azionati a mano, impiegati nei settori costruzioni, siderurgico, portuale ed estrattivo; biennale per gli apparecchi con portata superiore a 200 Kg non azionati a mano, con modalità di utilizzo regolare e anno di fabbricazione non antecedente 10 anni; annuali sono invece le verifiche attrezzature di lavoro come apparecchi di sollevamento di tipo mobile con portata superiore a 200 Kg non azionati a mano, con anno di fabbricazione antecedente 10 anni.

 

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Scritto da mybookmarkservice il . Pubblicato in Aziende, Istruzione, Salute

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ETNA-AF: Combattere la fibrillazione atriale nel mondo reale

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Aziende, Salute

Terminato in Europa l’arruolamento di ETNA-AF Europe, il registro real life europeo su LIXIANA® (edoxaban)

Contributo importante dell’Italia, con 3.353 pazienti arruolati in 192 centri, su un totale di 13.333 pazienti provenienti da 1.450 centri distribuiti in 12 Paesi , con un follow up fino a 4 anni

Roma, 12 febbraio 2018 – Con la chiusura dell’arruolamento in Italia, è terminato ieri in Europa l’arruolamento del registro di ETNA-AF Europe (Edoxaban Treatment in routiNe clinical prActice – Atrial Fibrillation), uno dei due studi sviluppati da Daiichi Sankyo per raccogliere ulteriori dati sulla sicurezza del mondo reale e la pratica clinica del trattamento con LIXIANA® (edoxaban). Questo inibitore orale, selettivo del fattore Xa in monosomministrazione giornaliera, viene utilizzato per la prevenzione dell’ictus e dell’embolismo sistemico in pazienti adulti con FANV che presentano uno o più fattori di rischio, quali insufficienza cardiaca congestizia, ipertensione, età uguale o superiore a 75 anni, diabete mellito e precedenti di ictus o attacchi ischemici transitori. Inoltre LIXIANA® può essere utilizzato nei pazienti adulti per il trattamento e la prevenzione delle recidive di trombosi venosa profonda ed embolia polmonare, che è oggetto di studio del secondo registro ETNA-VTE Europe.
Su un totale di 13.333 pazienti europei arruolati in 1.450 centri distribuiti in 12 Paesi, l’Italia darà un contributo decisivo, con 3.353 pazienti arruolati in 192 centri, seconda solo alla Germania (5290 pazienti in 366 centri).

Il registro ETNA-AF Europe è condotto su pazienti che già ricevono il trattamento LIXIANA in monosomministrazione giornaliera per la prevenzione dell’ictus nella fibrillazione atriale non valvolare, e verranno seguiti con un follow up fino a 4 anni. Oltre ai dati su efficacia e sicurezza del farmaco, il registro raccoglierà feedback basati su altri importanti parametri tra cui l’aderenza dei pazienti al trattamento, al fine di creare una guida completa al miglior uso di questa molecola.

L’approvazione dell’anticoagulante orale diretto di Daiichi Sankyo è stata frutto dei risultati di ENGAGE AF-TIMI 48, un trial già disegnato con tutti i criteri necessari a riflettere la pratica clinica quotidiana e a combattere la fibrillazione atriale nel mondo reale. L’obiettivo primario dello studio ETNA-AF-Europe è ora quello di raccogliere dati real life sulla sicurezza di edoxaban riguardo gli eventi emorragici, inclusi emorragie intracraniche, eventi avversi correlati all’uso del farmaco, e la mortalità per qualunque causa . Saranno, inoltre, effettuate analisi di sottogruppi in popolazioni specifiche di pazienti, come soggetti che presentano compromissione epatica o renale.
Gli obiettivi secondari dello studio, infine includono la valutazione degli effetti di LIXIANA® su eventi clinici rilevanti quali ictus, eventi embolici sistemici, eventi cardiovascolari maggiori e ospedalizzazione a seguito di problemi cardiovascolari.

FonteDaiichi Sankyo


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Ponteggi cantiere: il manuale Inail sui parapetti di sommità

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Salute

Prevenire la caduta dall’alto dei lavoratori che operano sulla copertura degli edifici: questo il tema trattato nel manuale Inail rilasciato all’interno della Collana “Cantieri” e intitolato “ I parapetti di sommità dei ponteggi, ossia possibile impiego come protezione collettiva per lo svolgimento delle attività in copertura”, indubbiamente un riferimento importante in ambito verifiche periodiche attrezzature di lavoro.

Considerata l’elevata percentuale di infortuni mortali per cadute dai ponteggi in cantieri mobili o temporanei negli ultimi anni, questa guida fornisce alcune precauzioni finalizzate ad eliminare ogni pericolo di caduta di persone o cose nei lavori su copertura, anche mediante parapetti di sommità dei ponteggi.

Prendendo in considerazione la UNI EN 13374, essa definisce i requisiti prestazionali e geometrici dei prospetti di sommità con funzione di sistema di protezione dei bordi. È utile sottolineare che questo tipo di attività devono essere eseguite in condizioni di sicurezza secondo quanto stabilito dall’art. 15 del D.lgs 81/08 (Testo Unico Sicurezza sul Lavoro), che considera l’adozione di dispositivi di protezione collettiva (DPC) come prioritaria rispetto quelle individuali (DPI) relativamente alla riduzione del rischio per i lavoratori che operano in alta quota.

In sostanza, la guida sottolinea l’importanza di determinare preliminarmente natura ed entità dei rischi, pianificare le attività, e adottare attrezzature, opere provvisionali e dispositivi di protezione collettiva ed individuale. Essa, inoltre, contiene i risultati di prove sperimentali eseguite su alcuni campioni di ponteggio ad altezza ridotta per la valutazione della loro efficacia nei confronti dell’arresto di cose e persone che cadono o scivolano lungo una superficie inclinata: in altri termini, un test per verificarne la capacità di assorbimento di diversi livelli di energia cinetica.

Con l’obiettivo di salvaguardare l’integrità dei lavoratori Normatempo Srl, organismo abilitato nella verifica impianti di messa a terra e attrezzature di lavoro in tutte le regioni italiane, vi tiene sempre informati su tutte le novità in materia sicurezza lavoro.

Dimagrire Dopo il Parto Immediatamente

Scritto da frigidalorenzo il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Salute

Gravidanza e maternità sono senz’altro fra le più belle esperienze che a una donna possano capitare, ma non sono prive di “effetti collaterali”, primo fra tutti: Dimagrire Dopo il Parto.

Sembra una sciocchezza, in confronto alle nuove sfide e preoccupazioni con cui le neo mamme devono fare i conti, ma perdere i chili di troppo accumulati durante la gravidanza può non essere una cosa facile, proprio perché ci sono altre priorità e i ritmi sono cambiati.

Al mondo, però, ci sono moltissime mamme con la pancia piatta esercizi, e sono la prova che si può tornare in forma dopo il parto… in quanto tempo dipende dalla forza di volontà della mamma.

Forma e allattamento: cosa cambia per le mamme

Generalizzando, una donna che allatta consuma mediamente 500 calorie in più del normale, quindi dimagrire dovrebbe essere facile.

Non sempre lo è, perché allattando non si può seguire una dieta ipocalorica e i cambiamenti ormonali che si verificano nel corpo della donna possono interferire con il sistema di accumulo e consumo delle riserve grasse.

Insomma: c’è che dopo il parto si ritrova più magra di quando è rimasta incinta e chi ancora lotta strenuamente con i chili di troppo quando il bambino già parla… ecco qualche consiglio per queste ultime

Tre regole d’oro per Dimagrire Dopo il Parto

Mamme o non mamme, la difficoltà di dimagrire la conosciamo tutte: appetito che invita a mangiare più del necessario, cibi indicati poco invitanti o lunghi da preparare, poco tempo (o poca voglia) di fare attività fisica, stile di vita che “rema contro”.

Per chi è appena diventata mamma, tutto ciò è ancora più difficile da affrontare perché c’è ben altro a cui pensare.

Per dimagrire e ottenere presto risultati visibili occorre, allora, prendere la situazione di petto e agire su tutti i fronti.

All’inizio ci vuole molta determinazione ed è una sorta di atto di fede, poi i risultati incoraggeranno a proseguire e sarà tutto un po’ più semplice.

  1. Mangia il giusto

I medici che ti seguono sapranno consigliarti una dieta che ti mantenga in forze, fornendo a te e al bambino che allatti i giusti elementi nutritivi

Attieniti a quella e non aggiungere nulla.

È ovvio, ma pensa a come è facile ordinare una brioche nel bar in cui sei entrata per allattare durante la passeggiata con la carrozzina, con la scusa che “allatti e consumi”. Ciò è vero, ma la tua dieta lo tiene già in considerazione.

Se tutti i pomeriggi ti concedi un cappuccino e una brioche in più del necessario, assumi circa 350 calorie che non ti servono.

  1. Fai attività fisica

Per qualche misterioso motivo, la fatica che fai a badare alla tua creatura sembra che non conti nulla ai fini del dimagrimento, quasi come se il dispendio energetico che fa dimagrire fosse solo quello provocato allo scopo.

In realtà, molte mamme riescono a perdere peso facilmente proprio per via delle maggiori incombenze, ma a volte essere genericamente in movimento non basta.

Per molte è impensabile ritagliarsi anche il tempo per lo sport, oppure le energie proprio non lo permettono.

Se non puoi tornare in palestra o a correre, tieni almeno un ritmo più sostenuto durante la passeggiata con il tuo bebè, e approfitta di tutte le occasioni per bruciare calorie: spostati a piedi più che puoi, rinuncia all’ascensore e fai qualche flessione di straforo mentre giochi sul tappetone con il tuo piccolo.

  1. Keep calm and… organizzati!

Il bambino di assorbe tutte le energie e l’attenzione e… meno male! È normalissimo che sia così, hai solo bisogno di riorganizzare le tue giornate.

Un periodo di assestamento è normale, ma cerca di riprendere presto in mano la tua vita.

Trova il tempo per cucinare piatti leggeri con ingredienti sani. Anche se sono sempre spinaci al tegame, quelli che acquisti già pronti in gastronomia contengono quasi sicuramente più grassi di quelli che prepareresti tu centellinando il condimento.

Per Dimagrire Dopo il Parto ci vuole, in molti casi, ancora più determinazione che per perdere peso in altri momenti della vita, ma si sa che le mamme hanno una marcia in più!

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