La mancanza di informazione, per le terapie sulla cannabis il peggior nemico

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Salute

In Italia l’utilizzo di cannabis a uso medico e per le terapie è legale dal 2013, ad oggi 11 regioni la hanno presa in carico del servizio sanitario, tra di esse l’Emilia Romagna; tutto ciò mentre dal 2017 è stata autorizzata la produzione di stato della cannabis ad uso medico tramite l’istituto chimico e farmaceutico militare di Firenze.

Ciò che emerge dal confronto tra medici farmacisti e pazienti è la carenza di una corretta e completa informazione sull’argomento: ancora oggi non è chiaro e adeguatamente illustrata la posizione del governo sulla cannabis ad uso medico, creando così, anche tra i professionisti, significative difficoltà ad accedere a queste terapie per i pazienti.

Per esempio i pazienti con problemi reumatici, afflitti sovente da dolori cronici come i fibromi algici, non hanno adeguata conoscenza della questione e anche fra medici e farmacisti non è raro che le informazioni non arrivino, costringendoli spesso a cercare questo tipo di risposte “su rete” come farebbe qualsiasi altro profano, le notizie sull’argomento reperite in questo modo però sono spesso frammentarie o errate.

Nonostante la legge del 2013 e la delibera regionale stabiliscano che in Emilia Romagna l’accesso alla cannabis ad uso medico, e alle relative terapie, è a carico del servizio sanitario regionale, le statistiche ci dicono che i pazienti affetti da patologie croniche di dolore utilizzano molto poco questa opportunità terapeutica.

Lo stesso direttore del centro di terapia del dolore e cure palliative di Savona informa che i medici e i farmacisti che sfruttano la cannabis per combattere il dolore sono ancora pochissimi, studi del 2013 condotti ad Oxford mostrano che il dolore cronico associato a malattie reumatiche colpisce almeno il 20% dei cittadini europei, nel nostro caso in Italia la prevalenza del dolore cronico è del 21 % quindi pari a 13 milioni di persone.

Reumatologi sostengono che la cannabis ad uso medico potrà certamente essere rilevante nella terapia del dolore soprattutto nelle malattie reumatiche, le prove sono evidenti riguardo la sua efficacia sui dolori neuropatici, mentre per artrosi e artriti la discussione è ancora aperta mancando ancora sufficienti dati statistici, tuttavia l’interesse da parte dei pazienti e dei medici è evidente riguardo questa opportunità.

Da Gennaio 2016 è iniziata la produzione medicale di cannabis statale, tuttavia, come detto sopra, ora manca la corretta comunicazione e sensibilizzazione di tutti gli attori in campo, pazienti medici e associazioni di farmacisti preparatori, e di questo dovrà probabilmente farsi carico il pubblico per evitare differenti velocità di accesso sul territorio.

Daiichi Sankyo: Edoxaban, prevenzione nei pazienti con coronaropatia concomitante

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Aziende, Salute

Fibrillazione atriale, edoxaban più sicuro del warfarin nella prevenzione degli eventi emorragici gravi e nei pazienti con coronaropatia concomitante

Roma, 15 novembre 2017 – Edoxaban (LIXIANA®), rispetto a warfarin, riduce i sanguinamenti e soprattutto quelli di maggior gravità nei pazienti con FA e riduce significativamente il numero degli eventi ischemici in pazienti con fibrillazione atriale e concomitante coronaropatia. A dimostrarlo sono due approfondite sotto-analisi del trial clinico ENGAGE AF-TIMI 48 (Effective aNticoaGulation with factor XA next GEneration in Atrial Fibrillation), presentate all’American Heart Association (AHA) Scientific Session che sta per concludersi ad Anaheim, in California.

La prima sotto-analisi ha analizzato l’incidenza degli eventi emorragici come definiti dalle quattro classificazioni più comuni, e i risultati dimostrano che, in base alla definizione utilizzata, esiste una differenza di circa quattro volte della frequenza di sanguinamenti nei pazienti con FA a rischio di ictus. Inoltre, in coloro che assumevano edoxaban, si è riscontrata una maggior riduzione del rischio di emorragia, rispetto a warfarin, nei sanguinamenti di maggior gravità. “Questi risultati dimostrano che, rispetto alla terapia standard con warfarin, edoxaban riduce sensibilmente il rischio di eventi emorragici, in particolare quelli di maggior gravità”, ha spiegato Brian A. Bergmark, autore del TIMI Study Group, Divisione di Medicina Cardiovascolare, Brigham and Women’s Hospital e Harvard Medical School di Boston.

Una ulteriore analisi post-hoc del trial ENGAGE AF-TIMI 48, fornisce informazioni su edoxaban in pazienti affetti da FA con coronaropatia conclamata, e ha evidenziato che con edoxaban (60/30 mg) rispetto a warfarin, si verifica una maggior riduzione degli eventi ischemici nei pazienti affetti da coronaropatia rispetto a quelli non affetti. I dati mostrano che nei pazienti affetti da FA e concomitante coronaropatia, coloro che hanno assunto edoxaban hanno presentato una riduzione, rispetto a warfarin, di ictus/eventi embolici sistemici (1,4 versus 2,1%) e di infarto miocardico (1,4 versus 2,0%). I sanguinamenti maggiori, infine, nei pazienti che ricevevano edoxaban sono stati significativamente più bassi rispetto a quelli osservati nei pazienti che ricevevano warfarin, a prescindere dalla presenza di coronaropatia [pazienti con coronaropatia che ricevevano edoxaban vs warfarin (3,5 versus 4,4%); pazienti senza coronaropatia che assumevano edoxaban vs warfarin (2,6 versus 3,2% )].

“Dal momento che i pazienti affetti da FA e coronaropatia concomitante corrono un rischio più alto di infarto miocardico e morte, questi risultati possono avere importanti implicazioni cliniche per gli specialisti che trattino queste frequenti patologie”, ha commentato l’altro autore del TIMI Study Group, Thomas A. Zelniker, Divisione di Medicina Cardiovascolare, Brigham and Women’s Hospital e Harvard Medical School di Boston.

Il trial ENGAGE AF-TIMI 48 è stato disegnato per valutare i profili di efficacia e sicurezza di edoxaban rispetto a warfarin in 21.105 pazienti affetti da FA e con rischio moderato e alto di ictus (CHADS2≥2) o eventi embolici sistemici.3 “I nuovi dati dell’ ENGAGE AF-TIMI 48 trial arricchiscono la mole di conoscenze provenienti dal Programma di ricerca clinico su Edoxaban che fornisce informazioni chiave sui potenziali effetti di questo nuovo anticoagulante orale nelle varie tipologie di pazienti con FA, e in questo caso specifico parliamo di coloro che soffrono anche di coronaropatia o presentano un alto rischio di sanguinamenti”, ha concluso il dottor Hans J. Lanz, Direttore Esecutivo del dipartimento Global Medical Affairs di Daiichi Sankyo.

FonteDaiichi Sankyo

Vita professionale tra menopausa precoce e cure

Scritto da Rossana Amarelli il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Salute

Ogni donna nel corso della sua vita è costretta a fare i conti con la menopausa, un periodo di transizione che cambia il proprio corpo poiché segna la fine del periodo fertile. Come sappiamo questo periodo di transizione si verifica tra i 45 ed i 55 anni, ma non è sempre così.
Esistono casi in cui questa regola non scritta non viene rispettata e alcune donne possono entrare in menopausa quando compiono 40 anni. In questo caso parliamo della menopausa precoce o premenopausa.
Questa potrebbe sembrare una situazione difficile da gestire poiché il cambiamento che comporta arriva proprio quando siamo ancora progettando la nostra vita lavorativa e affettiva. La premenopausa è dovuta a diversi fattori tra i quali predisposizione familiare, interventi chirurgici, chemio e radioterapia.
Qualunque sia il motivo non bisogna perdersi d’animo, poiché per la menopausa precoce le cure esistono e ci permettono di viverla al meglio.

Menopausa precoce e lavoro

Avere la consapevolezza di essere entrate in menopausa prima del previsto è importante per tutte le donne, poiché come abbiamo detto prima, la premenopausa arriva quando si sta ancora progettando la propria vita sia sentimentale che lavorativa. Ed è proprio su quest’ultima che vorrei soffermarmi per fare un po’ di chiarezza.

Le normative vigenti hanno portato un innalzamento dell’età pensionabile e questo fa sì che le donne potrebbero trascorrere circa 20 – 25 anni della propria vita professionale in menopausa. Di conseguenza è importante capire quanto questo evento influisca e sia in grado di ripercuotersi sul rendimento lavorativo.

Ciò che influisce sul rendimento professionale di una donna sono i sintomi la che colpiscono durante il periodo della menopausa. Tra questi ricordiamo:

  • Stanchezza, insonnia, perdita di concentrazione e perdita di memoria che hanno conseguenze sul livello di energia necessario per affrontare la giornata lavorative.

Inoltre bisogna tenere conto di altri problemi, come quelli legati all’osteopenia o all’osteoporosi, che con l’arrivo della menopausa potrebbero peggiorare e che potrebbero comportare non poche complicazioni a tutte le donne. Infatti l’accentuarsi di queste due malattie potrebbero favorire l’aumento di malattie muscolo scheletriche.

Menopausa precoce le cure

Tali sintomi potrebbero comportare un deterioramento della vita lavorativa delle donne, questo non vuol dire che bisogna rinunciare la post di lavoro o rassegnarsi al peggio perché possiamo seguire delle linee guida per migliorare la qualità della vita durante gli anni del lavoro in menopausa.

  • Si può seguire un trattamento farmacologico come la TOS, terapia ormonale sostitutiva, ma si possono anche seguire dei rimedi naturali adottando uno stile di vita sano ed equilibrato:
  • Seguire una dita che preveda un basso contenuto di grassi e di cibi che contengono alimenti acidificanti come il caffè o la carne rossa
  • Possiamo assumere degli integratori alimentari che contengono vitamina D e calcio, in questo modo si può prevenire il rischio di osteoporosi. Integratori che contengono magnesio per limitare la stanchezza.
  • Si può ricorrere a rimedi naturali a base di fitoestrogeni e fitoprogestinici che aiutano a ristabilire l’equilibrio ormonale
  • Iniziare regolarmente un’attività fisica come il nuoto o lunghe passeggiate anche in bicicletta
  • Evitiamo alcol e fumo
  • Iniziare discipline come l’agopuntura o corsi di yoga e pilates in modo d ristabilire il benessere psicofisico.

Menopausa a 40 anni: è possibile così in anticipo?

Scritto da Rossana Amarelli il . Pubblicato in Salute

La menopausa a 40 anni è una sentenza che può suonare strana, perché generalmente la fine del ciclo mestruale avviene fra i 45 e i 55 anni. Quando avviene tra i 40 e i 45 anni si parla di menopausa anticipata, mentre si tratta di menopausa precoce quando avviene addirittura prima dei 40 anni.

Questo tipo di alterazione può essere anche diffuso a livello familiare, ponendo il caso che una vostra sorella sia entrata in menopausa a 39 anni, ci sono significative possibilità che quello che è solo un richio si tramuti in realtà. Quello che si può fare è iniziare ad adottare sane abitudini nella vita di tutti i giorni, un esempio su tutti può essere lo smettere di fumare se si è fumatrici. Il motivo è semplice: il fumo può contribuire ad anticipare la menopausa di due anni.

Quali possono essere i segnali inequivocabili che indicano una menopausa precoce? Intanto bisogna specificare che una donna si dice in menopausa quando non ha più mestruazioni da almeno dodici mesi consecutivi. Ma vediamo alcuni dei sintomi che possono indicare l’arrivo della menopausa:

  • Il ciclo mestruale è irregolare. Questo è uno dei primi segnali a cui una donna deve prestare attenzione. Quindi la cadenza potrebbe divenire più breve e passare dai canonici 28 giorni a 20 o 25 giorni. Oppure al contrario ritardare e saltare uno o più mesi, e qui si parla di amenorrea;
  • Delle variazioni nella vita sessuale possono essere dei segnali sulla menopausa. Le alterazioni ormonali hanno una forte influenza, possono per esempio causare un calo del desiderio sessuale, una ridotta lubrificazione vaginale e a seguire la secchezza vaginale con specifiche criticità nei rapporti sessuali;
  • Un altro effetto collaterale sono le vampate di calore, ovvero il percepire una improvvisa sensazione di calore e a seguire una copiosa sudorazione.

Come si può affrontare in modo relativamente sereno un tale fenomeno? E’ chiaro che una donna che si sente ancora in età fertile, sentirsi dire e rendersi conto di non poter più avere figli è emotivamente sconvolgente. Di conseguenza è di fondamentale importanza assumere un atteggiamento sereno e calmo per non lasciarsi andare nello sconforto. A questo punto il supporto emotivo e di informazione (la ricerca tuttora sta cercando di chiarire meglio le cause del fenomeno) del proprio medico curante sono categorici, poiché possono aiutare la donna ad aver un maggiore senso di controllo e coscienza di ciò che le sta accadendo e come affrontarlo in modo adeguato.

Dai software chirurgici agli infermieri robot: il futuro della medicina digitale

Scritto da Sara Mohamed il . Pubblicato in Salute

In un futuro neanche troppo lontano le sale operatorie e le corsie degli ospedali saranno popolate da chirurghi robot e androidi capaci di imitare i comportamenti degli infermieri umani.

Recenti studi, infatti, hanno dimostrato quanto i robot finora utilizzati in campo medico siano  preziosi per cooperare con gli umani durante situazioni di stress elevato, ad esempio durante gli interventi chirurgici.

Gli scienziati sono convinti che presto umani e robot potranno lavorare insieme in sala operatoria, migliorando la sicurezza e il risultato finale dell’intervento. La robotica, col passare del tempo e lo sviluppo di tecnologie sempre più affinate, offrirà alle équipe operatorie un aiuto sempre più valido. A differenza degli umani, infatti, i robot non si stancano e sono in grado di compiere una serie infinita di precisi movimenti. Le competenze umane dalla sala operatoria, dicono gli analisti, non saranno comunque eliminate, ma integrate con quelle specifiche capacità che solo la tecnologia digitale riesce a garantire.

La digitalizzazione della tecnica medica e chirurgica ha fatto passi da gigante ottenendo risultati importanti. Senza guardare troppo avanti, un passaggio fondamentale in questo senso per il prossimo futuro è rappresentato dall’informatizzazione della check list operatoria, tramite appositi software come H2O che gestiscono digitalmente la procedura definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per ridurre i rischi e alzare il livello di sicurezza in sala operatoria, a vantaggio sia del paziente che della stessa struttura sanitaria. Questi software, insieme ad acceleratori lineari, chirurghi robot, infermieri digitali e protesi artificiali rappresentano il presente e il futuro della medicina.

L’impiego delle macchine in chirurgia è relativamente recente: le prime risalgono agli anni Ottanta del secolo scorso e venivano utilizzate negli interventi chirurgici agli occhi, grazie alla loro capacità di aumentare il livello di precisione e ridurre i traumi. Trentacinque anni dopo, i numeri hanno confermato la validità pressoché universale della chirurgia digitale, che riduce le percentuali di errore e permette di effettuare interventi sempre meno invasivi, con tempi di recupero più brevi. A tutto vantaggio dell’efficienza e dei costi delle strutture ospedaliere.
Soltanto in alcuni interventi specifici – ad esempio la rimozione del rene e il cancro rettale – le nuove tecnologie non hanno ancora mostrato significativi miglioramenti in termini di costi delle operazioni e tempi di intervento rispetto alla chirurgia tradizionale.

Nonostante, secondo gli analisti di settore, il ruolo del medico in carne ed ossa non è e non sarà in discussione, il futuro della medicina è hi-tech ed entro dieci anni vedere negli ospedali questi replicanti robot, capaci sia di operare, sia di effettuare le più comuni operazioni di corsia, come portare l’acqua ai pazienti e sistemare i letti, sarà la normalità.

Carrozzelle per disabili: 4 buoni motivi per acquistarle online

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Salute

La scelta di una carrozzina richiede qualche attenzione e un po’ di tempo. Se avete deciso di reperire informazioni online avete fatto la scelta giusta, proprio qui si trovano moltissimi modelli tutti validi e utili. Dopo un confronto qualità/prezzo dei modelli più appetibili potete fare la vostra scelta in base alle caratteristiche. Vediamo perché l’acquisto delle carrozzelle per disabili online è consigliato.

Avete tempo a disposizione. L’acquisto di un carrozzella in negozio offre meno tempo a disposizione, potete recarvi più volte ma prima o poi dovrete decidere. Online invece avete tutto il tempo che volete a disposizione. Potete confrontare in qualsiasi momento del giorno e della notte i modelli offerti e decidere quando volete.

Avete una vasta gamma di prodotti. La possibilità di scegliere tra moltissimi modelli è un grande vantaggio mentre in negozio la scelta può risultare più limitata.

Confrontate la qualità col prezzo. Online potete scegliere tra molte carrozzelle per disabili facendo un confronto tra la qualità e il costo di ciascuna e valutando la soluzione migliore.

Consegna direttamente a casa. La consegna della vostra carrozzella è immediata e a domicilio, un grande vantaggio per chiunque.

La possibilità di chiedere informazioni. Sul web recensioni e pareri di chi utilizza il modello sono a disposizione di tutti. Potete fare anche domande specifiche per capire se la scelta è quella giusta.

Integratori per menopausa: vitamine e sostanze naturali

Scritto da Rossana Amarelli il . Pubblicato in Salute

Quando la stagione fertile di una donna arriva al proprio epilogo,  avvengono diversi cambiamenti nelle attività e nel livello ormonale, quindi anche emotivo, come anche nella sfera psichica. Ed è qui che si rivelano utili gli integratori per menopausa. Attraverso di essi è possibile attenuare la transizione verso il nuovo stato fisiologico.

Prima della menopausa c’è un periodo di transizione comunemente premenopausa in cui la donna inizia a vivere i primi disturbi che colpiscono 3 signore su 4 fra i 45 e 59 anni. Fra questi i disturbi più comuni sono:

  • senso di stanchezza;
  • la mancanza di sonno che sfocia in insonnia;
  • le sudorazioni notturne;
  • classiche vampate di calore.

Per ovviare o comunque alleviare i fastidi di questa delicata fase di ogni donna, si trovano in commercio diversi rimedi ai sintomi della premenopausa (come anche della menopausa). Stiamo ovviamente parlando degli integratori per la menopausa i quali possono essere costituiti da estrogeni e/o prodotti naturali come la Rodiola che apporta benefici in presenza di stanchezza fisica e mentale, la Melissa che favorisce il relax, la Passiflora che aiuta a conciliare il sonno o la Cimifuga che ha effetti allevianti contro la sudorazione notturna. Fra le soluzioni con in ingredienti naturali si trovano anche componenti più comuni come il Peperoncino e il Carciofo che favoriscono l’eliminazione dei gas intestinali o il più esotico Tè Verde che contribuisce al drenaggio dei liquidi corporei.
Oltre alle sostanze naturali citate sopra, negli integratori per donne in menopausa è possibile trovare anche vitamine, come la B6 che aiuta a regolare l’attività ormonale e ed è utile nell’alleviare i sintomi come la sensazione di stanchezza cronica.

Quindi volendo ricapitolare il tutto, la menopausa (e la premenopausa) portano con sé molti cambiamenti e purtroppo fastidi. Questi ultimi fortunatamente sono attenuabili attraverso l’assunzione di integratori per la menopausa, i quali sono costituiti perlopiù da sostanze naturali che apportano benefici verso diversi aspetti o per meglio dire fastidi come la mancanza di sonno o il perenne senso di stanchezza a livello fisico e mentale.

Infografica: il sistema Lipocell per il trattamento dell’artrosi a Bologna

Scritto da ZenzCom il . Pubblicato in Salute

Milioni di italiani soffrono di problemi articolari, artrosi, lesioni a carico di ossa, muscoli, tendini e cartilagini o altre patologie degenerative che compromettono la capacità di movimento e possono essere causa di dolori cronici o debilitanti.

Purtroppo la rigenerazione e la guarigione di questi tessuti sono difficili e, di conseguenza, le capacità di auto-ripararsi da parte del corpo risultano limitate; è però disponibile un trattamento di medicina rigenerativa che riesce a superare tale ostacolo.

Il trattamento in questione è il sistema Lipocell disponibile per il trattamento dell’artrosi a Bologna, così come di altre patologie muscolo-tendinee, presso il Centro Medico San Donato. Il sistema viene illustrato nella seguente infografica, insieme alle sue modalità di svolgimento e ai campi di applicazione, senza naturalmente dimenticare i benefici tangibili a carico del paziente.

Ecco un’anteprima dell’infografica sul sistema Lipocell: clicca sull’immagine per una visualizzazione completa, oppure contatta il Centro Medico San Donato (tel. 051.512238 | info@centrosandonato.com) per ottenere maggiori informazioni.

Anteprima dell'infografica sul sistema Lipocell

Deambulatore: prezzi e modelli li trovate online

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Salute

La scelta di un deambulatore può avvenire in base ad alcuni aspetti tra questi il peso, le dimensioni, il tipo di struttura, i materiali, i freni, le ruote e gli accessori. Non solo, anche il design è importante così come la possibilità di poter ripiegare l’oggetto facilmente. Poter scaricare il peso in modo stabile e sicuro è un grande vantaggio per le persone anziane o per chi, in generale, ha problemi di deambulazione. La regolazione dell’altezza così come la maneggevolezza sono aspetti importante che potete verificare su ciascun modello dopo aver effettuato anche un rapido confronto qualità/prezzo di ciascuno. Ogni persona ha le sue esigenze, per questo è importante capire quali siano le vostre o quelle di chi usare il deambulatore. Per qualsiasi dubbio non esitate a fare domande a chi già utilizza il deambulatore o a leggere le recensioni online, utili per capire se state facendo la scelta giusta. Deambulatore: prezzi e modelli sono sonline.

Dove trovare un idropulsore denti adatto

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Salute

Sono strumenti alla portata di tutti, molto semplici da usare e immediati per una corretta pulizia dei denti. I dentisti li consigliano rispetto ad altri tipi di spazzolini tradizionali per la loro manualità ed efficacia. Dispongono di costi maggiori ma sono un investimento per chi vuole tutelare la propria salute orale. L’idropulsore denti è poco ingombrante ed è adatto a tutta la famiglia. Il vantaggio di avere uno strumento così pratico sempre a disposizione è notevole per tutti. Confrontare la qualità e il prezzo di un idropulsore è fondamentale per la scelta del modello più adatto. Online trovate moltissime opportunità da sfruttare insieme a recensioni e pareri di chi già utilizza il prodotto da tempo e può consigliarvi. Oltre al design, considerate altri aspetti tra cui il peso, le dimensioni, le funzioni, gli accessori. Questi ultimi sono importanti per un corretto utilizzo. Non sempre i prodotti sono completi di accessori, per questo è importante verificare la loro presenza qualora ne abbiate bisogno.