Bra: Un disabile denuncia le istituzioni per il mancato collocamento mirato obbligatorio

Scritto da Rete Cattolica il . Pubblicato in Locale, Opinioni / Editoriale

Il collocamento mirato obbligatorio a Bra, è solo un miraggio, e il Sindaco di Bra – Prof.ssa Bruna Sibille non interviene.

Ormai da anni un disabile di Bra, aspetta il collocamento obbligatorio al lavoro, sussistendo ogni requisito previsto dalla legge.

Ma nonostante abbia scritto a tutte le istituzioni, incluso il Sindaco di Bra – Prof.ssa Bruna Sibille, nulla si é concluso.

Anzi, il Sindaco di Bra Bruna Sibille, si duole perché il suo nome è stato messo nelle missive, alle altre istituzioni, arrecando in qualche modo un presunto danno d’immagine.

Allora, il disabile braidese, si difende è deposita denuncia-querela contro tutte le istituzioni, affinché vengano accertare tutte le responsabilità civili e penali.

Siamo alle solite, si aiutano stranieri-profughi, con vitto-alloggio, paghetta giornaliera e magari anche un lavoro, e gli italiani bisognosi si lasciano da soli al loro destino.

Basta aiutare solo i profughi, e giunta l’ora di aiutare prima gli italiani bisognosi e i disabili.

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COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO AL LAVORO (legge n. 68/1999)

Il collocamento obbligatorio è un sistema di tutele che mira all’inserimento attivo dei disabili e altri soggetti appartenenti alle categorie previste dalle legge all’interno del tessuto produttivo del Paese. L’istituto prevede l’obbligo di assunzione per questi soggetti da parte di tutti i datori di lavoro, pubblici e privati, con più di 15 dipendenti (1 lavoratore per le aziende da 15 a 35 dipendenti; 2 per quelle da 36 a 50; il 7% del totale per quelle con più di 50 dipendenti). In seguito alle modifiche introdotte dalla legge di riforma Fornero, rientrano nel computo tutti i lavoratori assunti con vincolo di subordinazione (quindi anche quelli assunti con contratti a tempo determinato, purché superiore a 9 mesi).

Le disposizioni relative al collocamento obbligatorio si applicano:
•agli invalidi civili in età lavorativa, per i quali sia stata accertata dalle commissioni mediche una riduzione della capacità lavorativa superiore al 46%;
•ai ciechi civili affetti da cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi, con eventuale correzione;
•ai sordi, dalla nascita o divenuti tali prima dell’apprendimento della lingua parlata;
•agli invalidi del lavoro con un’invalidità (accertata dall’Inail) superiore al 33%;
•agli invalidi per servizio, invalidi di guerra e invalidi civili di guerra, per i quali sia stata riconosciuta una delle otto minorazioni previste dalla normativa in materia di pensioni di guerra.

Per l’accesso al collocamento non è previsto alcun limite di età (in precedenza fissato a 55 anni), salvo naturalmente quello stabilito per la cessazione dell’attività lavorativa.

Per accedere al collocamento mirato è necessaria una percentuale di invalidità superiore al 45% e una certificazione che attesti le capacità residue al lavoro. Tale certificazione viene rilasciata dagli appositi comitati tecnici istituiti presso i Centri per l’impiego, organi provinciali che si occupano dell’iscrizione dei lavoratori disabili negli appositi elenchi, rilasciano le autorizzazioni e provvedono a far convergere domanda e offerta di lavoro.

Le aziende tenute ad adempiere all’obbligo di assunzione di lavoratori con disabilità, devono presentare richiesta presso i Centri per l’impiego.

Per i cittadini, la procedura è la stessa prevista per l’accertamento dell’invalidità civile: occorre farsi rilasciare un certificato medico rilasciato dal proprio medico curante, presentare la domanda telematica all’Inps a sottoporsi alla visita da parte della Commissione medica integrata Asl/Inps.

La domanda per il collocamento mirato può essere presentata unitamente a quella per lo stato d’invalidità civile, cecità e sordità civile, selezionando le relative caselle sul modello di domanda.

Nel caso in cui il richiedente è già stato riconosciuto invalido civile oltre il 45% o cieco civile o sordo, la domanda deve essere compilata sull’apposito modello per il quale non è previsto l’abbinamento con il certificato medico telematico.

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Area Stampa 360
http://www.areastampa360.com

Il collocamento mirato obbligatorio a Bra, è solo un miraggio, e il Sindaco di Bra – Prof.ssa Bruna Sibille non interviene.

Ormai da anni un disabile di Bra, aspetta il collocamento obbligatorio al lavoro, sussistendo ogni requisito previsto dalla legge.

Ma nonostante abbia scritto a tutte le istituzioni, incluso il Sindaco di Bra – Prof.ssa Bruna Sibille, nulla si é concluso.

Anzi, il Sindaco di Bra Bruna Sibille, si duole perché il suo nome è stato messo nelle missive, alle altre istituzioni, arrecando in qualche modo un presunto danno d’immagine.

Allora, il disabile braidese, si difende è deposita denuncia-querela contro tutte le istituzioni, affinché vengano accertare tutte le responsabilità civili e penali.

Siamo alle solite, si aiutano stranieri-profughi, con vitto-alloggio, paghetta giornaliera e magari anche un lavoro, e gli italiani bisognosi si lasciano da soli al loro destino.

Basta aiutare solo i profughi, e giunta l’ora di aiutare prima gli italiani bisognosi e i disabili.

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COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO AL LAVORO (legge n. 68/1999)

Il collocamento obbligatorio è un sistema di tutele che mira all’inserimento attivo dei disabili e altri soggetti appartenenti alle categorie previste dalle legge all’interno del tessuto produttivo del Paese. L’istituto prevede l’obbligo di assunzione per questi soggetti da parte di tutti i datori di lavoro, pubblici e privati, con più di 15 dipendenti (1 lavoratore per le aziende da 15 a 35 dipendenti; 2 per quelle da 36 a 50; il 7% del totale per quelle con più di 50 dipendenti). In seguito alle modifiche introdotte dalla legge di riforma Fornero, rientrano nel computo tutti i lavoratori assunti con vincolo di subordinazione (quindi anche quelli assunti con contratti a tempo determinato, purché superiore a 9 mesi).

Le disposizioni relative al collocamento obbligatorio si applicano:
•agli invalidi civili in età lavorativa, per i quali sia stata accertata dalle commissioni mediche una riduzione della capacità lavorativa superiore al 46%;
•ai ciechi civili affetti da cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi, con eventuale correzione;
•ai sordi, dalla nascita o divenuti tali prima dell’apprendimento della lingua parlata;
•agli invalidi del lavoro con un’invalidità (accertata dall’Inail) superiore al 33%;
•agli invalidi per servizio, invalidi di guerra e invalidi civili di guerra, per i quali sia stata riconosciuta una delle otto minorazioni previste dalla normativa in materia di pensioni di guerra.

Per l’accesso al collocamento non è previsto alcun limite di età (in precedenza fissato a 55 anni), salvo naturalmente quello stabilito per la cessazione dell’attività lavorativa.

Per accedere al collocamento mirato è necessaria una percentuale di invalidità superiore al 45% e una certificazione che attesti le capacità residue al lavoro. Tale certificazione viene rilasciata dagli appositi comitati tecnici istituiti presso i Centri per l’impiego, organi provinciali che si occupano dell’iscrizione dei lavoratori disabili negli appositi elenchi, rilasciano le autorizzazioni e provvedono a far convergere domanda e offerta di lavoro.

Le aziende tenute ad adempiere all’obbligo di assunzione di lavoratori con disabilità, devono presentare richiesta presso i Centri per l’impiego.

Per i cittadini, la procedura è la stessa prevista per l’accertamento dell’invalidità civile: occorre farsi rilasciare un certificato medico rilasciato dal proprio medico curante, presentare la domanda telematica all’Inps a sottoporsi alla visita da parte della Commissione medica integrata Asl/Inps.

La domanda per il collocamento mirato può essere presentata unitamente a quella per lo stato d’invalidità civile, cecità e sordità civile, selezionando le relative caselle sul modello di domanda.

Nel caso in cui il richiedente è già stato riconosciuto invalido civile oltre il 45% o cieco civile o sordo, la domanda deve essere compilata sull’apposito modello per il quale non è previsto l’abbinamento con il certificato medico telematico.

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Stefano Maria Toma: Napoli, il turismo è importante ma non basta

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Cultura, Locale, Opinioni / Editoriale

Stefano Toma giornalista, iscritto all’Ordine della Campania dal 2011, commenta sulla rubrica “Dillo al Mattino” alcuni aspetti di cronaca locale – su Napoli e la Campania- per sensibilizzare tutti i concittadini: “… lo stragrande numero di turisti che arrivano a Napoli sostano per uno o più giorni. Ricordo che fino a non pochi anni fa, sia Capodichino sia piazza Garibaldi, sia il Beverello erano trampolino di lancio per la Penisola sorrentina o per le isole del Golfo. Ora, per fortuna, arrivano e ci rimangono Siamo cioè davanti a un fenomeno di turismo consapevole e desideroso di conoscere i luoghi e la loro storia”.

Il Giornalista Stefano Maria Toma

Gentile direttore sono Stefano Maria Toma.
Con l’inizio dell’estate noi napoletani ci troviamo, non so se spesso o di rado, a convivere con notizie che su alternano, buone e cattive. Le prime appartengono allo stragrande numero di turisti che arrivano a Napoli, e – questa è la novità – vi sostano per uno o più giorni. Ricordo che fino a non pochi anni fa, sia Capodichino sia piazza Garibaldi, sia il Beverello erano trampolino di lancio per la Penisola sorrentina o per le isole del Golfo. Ora, per fortuna, arrivano e ci rimangono Siamo cioè davanti a un fenomeno di turismo consapevole e desideroso di conoscere i luoghi e la loro storia.

Ho letto da qualche parte che sotto i fianchi della più grande nave da crociera del mondo, ancorata nel porto, con 5 mila passeggeri, erano in sosta solo tre pullman per condurre i crocieristi nei dintorni, cioè poco più di un centinaio, mentre tutti gli altri hanno preferito scendere e inoltrarsi tra le strade e le piazze della città.

Ma – e questo è l’altro risvolto dell’inizio estivo – il turismo è importante ma non basta. Occorre insistere sui nuovi investimenti strutturali e infrastrutturali partendo da Bagnoli, passando per l’ammodernamento del porto e la costruzione l’Alta Velocità per Bari e finendo a Napoli Est. Lo so, sono cose dette e ridette fino alla nausea. Eppure, durante la pausa estiva occorre che i responsabili della nostra politica economica, a Roma a Napoli, scrivano sulla propria agenda che la città non può più attendere.

Per fortuna, le ultime notizie sulla ripresa occupazionale nel Sud stanno offrendo in questi giorni un promettente esordio augurale.

Fonte: ILMattino.it

Cori: Domenico Gallo spiega le ragioni del NO al referendum costituzionale

Scritto da Marco Castaldi il . Pubblicato in Locale, Opinioni / Editoriale, Politica

L’incontro pubblico si terrà lunedì 4 Luglio, alle ore 18, nella sala consiliare del Comune di Cori. La cittadinanza è invitata a partecipare.

Lunedì 4 Luglio, alle ore 18:00, presso l’aula consiliare del Comune di Cori si terrà un incontro pubblico per illustrare alla cittadinanza i motivi per i quali dovrebbero votare NO al referendum costituzionale del prossimo Ottobre. L’iniziativa è organizzata dal ‘Comitato per il No nel referendum sulle modifiche alla Costituzione’ al quale ha aderito la sezione locale ‘Enrico Berlinguer’ del Partito Comunista Italiano.
Al dibattito interverrà l’Onorevole Domenico Gallo, magistrato e attuale giudice della Corte di Cassazione, collaboratore di diversi quotidiani e riviste, autore e coautore di numerosi libri, da sempre impegnato nel mondo dell’associazionismo e del movimento per la pace, già Senatore della Repubblica per una legislatura e attivo nei comitati per la difesa della Costituzione.
Il vero obiettivo della riforma Renzi-Boschi è lo spostamento dell’asse istituzionale a favore dell’esecutivo, in sinergia con la legge elettorale «Italicum» già approvata. Un combinato disposto che avrà come unico risultato l’azzeramento della rappresentatività del Senato e l’indebolimento radicale della rappresentatività della Camera dei Deputati, con conseguenti ripercussioni sull’assetto generale dei rapporti tra i poteri dello Stato.
Ballottaggio, premio di maggioranza alla singola lista, soglie di accesso, voto bloccato sui capilista consegneranno la Camera nelle mani del leader del partito vincente, anche con pochi voti, nella competizione elettorale, secondo il modello dell’uomo solo al comando, in totale antitesi all’originaria architettura costituzionale fondata sulla sovranità popolare, sulla partecipazione democratica, sulla rappresentanza politica, sull’equilibrio dei poteri.
LE RAGIONI DEL NO ALLA DEFORMA DELLA COSTITUZIONE. Non supera il bicameralismo, lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e Regioni, tra Camera e nuovo Senato. Non semplifica, moltiplica i procedimenti legislativi e incrementa la confusione. I costi della politica potevano essere veramente tagliati in altri modi, visto che il nuovo Senato farà risparmiare solo un quinto della spesa attuale. Non innova, anzi conserva e rafforza il potere centrale a danno delle autonomie.
È illegittima, perché prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale. Non garantisce la sovranità popolare e l’equilibrio tra i poteri costituzionali, perché insieme alla nuova legge elettorale (Italicum) concentra il potere, con il premio di maggioranza, condizionando anche gli organi di garanzia (Presidente della Repubblica e Corte Costituzionale).
Marco Castaldi
Addetto Stampa & OLMR

Microsoft ammoderna le notifiche di errore in caso di crash di Windows 10, l’analisi di G DATA

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Informatica, Internet, Opinioni / Editoriale, Tecnologia

Un codice QR che punta ad una landing page il cui intento é quello di soccorrere gli utenti apre a potenziali attacchi da parte dei cybercriminali.

Logo-Claim-2015-3c-highresBochum – Non c’é niente di più fastidioso che le notifiche di errore e i problemi generati da applicazioni che crashano, con il conseguente lavoro perso e simili. Microsoft pare aver voluto migliorare l’esperienza d’uso in caso di errori di sistema da cui ha origine la famosa “schermata blu”, tuttavia non si è liberata dell’ominoso “BSOD” (blue screen of death), fornisce al contrario un codice QR linkato alla pagina dell’assistenza tecnica. Questa tecnologia offre numerose possibilità in termini di servizio al cliente, ma incarna altresì anche un interessante potenziale per i cybercriminali. Analizziamo più dettagliatamente la situazione.

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Windows 7

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Windows 8

La schermata con cui ci confrontiamo in presenza di errori irreversibili é già stata modificata con il passaggio da Windows 7 a Windows 8. Il deserto blu con testo bianco é stato sostituito da un paio di righe informative, affiancate da un’emoticon in formato ASCII dall’aspetto triste. Già così però l’informazione più rilevante per l’utente, ossia il codice dell’errore, é più riconoscibile e consente agli utenti o ad un eventuale tecnico di ricercare le cause del problema.

Con la versione beta del build 14316 di Windows 10, risulta che la schermata “BSOD” sia stata nuovamente modificata. L’aggiornamento, che sarà reso disponibile a tutti gli utenti di Windows 10 nel corso dell’estate, visualizza sulla pagina di errore anche un codice QR, funzionalità presentata come novità:

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Windows 10 – novità nella preview del build 14316

Secondo le ultime informazioni, il codice QR porta gli utenti alla pagina web menzionata di lato (http://windows.com/stopcode). Il codice di errore visualizzato può quindi essere ricercato su questa landing page.

Vantaggi e svantaggi di questa funzionalità:

Vantaggi Svantaggi
  • Non é necessario cercare informazioni sull’errore o inserire un qualsiasi indirizzo web su un secondo dispositivo.
  • Il codice di errore va ancora inserito sul secondo dispositivo, il codice QR infatti non punta alla pagina specifica per quell’errore, ma ad una pagina di ricerca.
  • E’ possibile disattivare il riavvio automatico del computer per annotare l’informazione.
  • Nonostante la disattivazione del riavvio automatico quando si verifica un crash, il tempo a disposizione per scansire il codice QR e leggere i dati sull’errore è decisamente breve.
  • Le informazioni vengono visualizzate in modo più intelligibile ed il codice di errore è meglio identificabile.
  • Un’analisi completa dell’errore può aver luogo solo una volta che il sistema ne ha raccolto le informazioni.

Perché sarebbe pericoloso?

Ovviamente dalla schermata blu originale non deriva alcun rischio acuto per il PC, fatto salvo l’embolo che prende l’utente quando ne vede una, accompagnato dall’immediato desiderio di distruzione… A parte gli scherzi, quanto segue è una situazione del tutto concretizzabile. I cybercriminali copiano il “BSOD”, sostituendo il codice QR con uno di propria produzione e mostrano agli utenti ignari una schermata manipolata, che può sia essere hostata su una pagina web sia generata simulando un crash del computer con codice malevolo.Chi scansisce il codice QR e visita la pagina web associatavi tramite smartphone o tablet, può finire su pagine infette. Dato che i dispositivi Android sono particolarmente soggetti ad infezioni “drive by” questo vettore di attacco è tutt’altro che defunto. Calandoci nei panni di un’azienda, dove I dispositivi mobili sono integrati nella rete aziendale come strumenti di lavoro a tutti gli effetti, le potenziali minacce sono molteplici.Il tutto potrebbe essere persino legato ad un tentativo di phishing ai danni degli utenti che scansiscono il codice QR manomesso. Gli attaccanti potrebbero simulare una pagina di servizio di Microsoft molto aderente all’originale e richiedere i dati dell’utente, informazioni sugli strumenti di pagamento o credenziali di accesso ai servizi Microsoft o persino i numeri di serie delle licenze Windows.

gdata_securityblog_bsod_phishing_page

Che i codici QR siano una fonte di rischio non é certo una novità. Ci sono stati numerosi report negil scorsi anni in merito a come i criminali abusino di questo formato leggibile solo meccanicamente per danneggare gli utenti di smartphone e tablet. I criminali sfruttano il fatto che nella maggior parte dei casi gli utenti non possono identificare le informazioni codificate fino all’esecuzione effettiva del comando. I codici QR sono paragonabili a URL abbreviati, che celano il proprio scopo allo stesso modo.

Le raccomandazioni dei G DATA Security Labs

  • I codici QR dovrebbero essere trattati con una sana sfiducia, esattamente come I link abbreviati. Assicurarsi che sia nota la destinazione del codice prima di aprirlo e idealmente analizzarlo con un potente QR scanner per evitare di cadere nella trappola dei cybercriminali.
  • Se necessario, disattivare il riavvio automatico del computer in caso di crash per poter prendere nota del messaggio di errore.

L’aggiornamento estivo di Windows 10 é già stato oggetto di diversi articoli sui media legati alla sicurezza IT. Il nostro Security Evangelist Eddy Willems ha trattato il tema nel suo articolo sulla domanda “Ubuntu su Windows 10: C’é da festeggiare?” (testo in inglese).

G DATA

La sicurezza IT è nata in Germania: G DATA Software AG viene considerata a pieno titolo l’inventore dei software antivirus. L’azienda, fondata nel 1985 a Bochum, più di 28 anni fa sviluppò il primo programma contro la diffusione dei virus informatici. Oggi, G DATA è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT.Numerosi test mirati hanno dimostrato che la IT security “Made in Germany” offre agli utenti di Internet la miglior protezione possibile.Dal 2005 la fondazione Stiftung Warentest si occupa di testare i prodotti di sicurezza informatica. In tutti e sette i test, condotti dal 2005 al 2014, G DATA ha sempre ottenuto il miglior punteggio per il rilevamento virus. Nei test comparativi di AV-TEST, G DATA ottiene regolarmente i migliori risultati in termini di individuazione di malware.

Anche a livello internazionale InternetSecurity di G DATA è stato eletto miglior pacchetto di sicurezza per Internet da riviste specialistiche indipendenti in diversi Paesi, tra cui Australia, Austria, Belgio, Francia, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Stati Uniti.In Italia la soluzione G DATA Internet Security è stata insignita per il quarto anno consecutivo del bollino “Miglior Acquisto” di Altroconsumo.

L’azienda ha collaborato altresì con Assintel all’elaborazione del notissimo Report, giunto, nel 2015, alla sua decima edizione e alla stesura del Security Report 2015 del Clusit. G DATA è altresì partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP ed ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati ed è partner esclusivo di Microsoft per la messa in sicurezza del Microsoft Cloud tedesco.

Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza sia per privati, sia per le aziende, dalle PMI alle grandi imprese. Le soluzioni di sicurezza di G DATA sono disponibili in oltre 90 Paesi di tutto il mondo.

Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

Stefano Maria Toma: in Italia il paesaggio idrogeologico è molto a rischio

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Italia, Opinioni / Editoriale

Stefano Toma giornalista, iscritto all’Ordine della Campania dal 2011, propone articoli sul suo blog e sulla rubrica “Dillo al Mattino” che riguardano Napoli e la Campania per sensibilizzare tutti i cittadini su temi più strettamente culturali e attuali.

Scrive Toma sul blog: ”Voi lo saprete già, ma una delle caratteristiche di Napoli è la sua straordinaria e smisurata estensione sotterranea. Si dice infatti che sotto i nostri piedi si sviluppa un’altra città pari se non più grande di quella costruita nei millenni in superficie …”

Stefano Maria Toma l’acqua che non si vede

Due atomi di idrogeno e un atomo di ossigeno. L’acqua che non si vede e, come recita il nostro titolo sono proprio importanti perché non si vedono. Sembra un gioco di parole, invece non lo è.
E’ sufficiente pensare alle falde acquifere per renderci conto che esse fanno parte dell’acqua che noi beviamo. Oppure, parlando sempre dell’acqua che non si vede, ci riferiamo anche a quella che scorre nel sottosuolo. Ricordate la figura del rabdomante?, quella figura a mezza strada fra il mago e lo scienziato che se ne va in giro armato di bastone attraverso il quale riesce a “sentire” la presenza dell’acqua a decine di metri di profondità. E’ stata scoperta acqua fino a 100 metri di profondità. Quell’acqua il più delle volte in passato, ma anche ora, serve a ricavarvi un pozzo dal quale si estrae acqua per irrigare i campi e per dar da magiare a bestie e a esseri umani. Ci sono rabdomanti che riescono a stabilire la dimensione della falda, la sua profondità di scorrimento, a individuare la posizione dove scavare il pozzo, e, in caso di più falde presenti sulla stessa superficie, quale sia la migliore; a individuare persino la presenza di acque termali e minerali.

Ci sono poi forme per noi impensabili in cui l’acqua si trasforma. A parte i ghiacciai delle montagne, che poi sciogliendosi vanno a ingrossare i fiumi e le stesse falde acquifere; dalle quali gli acquedotti attingono l’acqua che a noi serve per sopravvivere, a parte i ghiacciai dicevo, che da soli forniscono il 70 per cento del fabbisogno d’acqua della Terra, basterebbe osservare le curiose forme in cui l’acqua che non si vede si trasforma. Chiunque di voi si sia recato da semplice visitatore in una delle grotte, da Pertosa a 70 chilometri da Salerno fino a Postumia e a Castellana Grotte, avrà assistito ad alcuni bellissimi spettacoli della natura, lo stillicidio millenario dell’acqua in queste spelonche che si è solidificata in stalattiti e stalagmiti, che scendono dall’alto o salgono dal basso, che sono simili a sculture o a piccole guglie di cattedrali. Uno spettacolo quanto mai suggestivo.

Avrete poi sentito parlare dei corsi d’acqua il cui percorso è tutto o parzialmente sotterraneo e che produce modificazioni nel nostro sottosuolo e alimenta sia le falde sia autentici percorsi che gli speleologi si incaricano di osservare e di scoprire e dove vivono una flora e una fauna misteriose perché non hanno bisogno della luce.

Altra acqua che non si vede è quella destinata all’agricoltura che richiede il 50 per cento di tutto il nostro fabbisogno e che d’ora in avanti, col mutare delle colture, dal grano agli ortaggi e al mais, ne richiederà sempre di più a discapito dei consumi umani. E infine l’acqua degli scarichi e delle fognature che viene espulsa, dopo essere stata depurata, nei pozzi neri e a mare. I vari inquinamenti delle acque, anche di quelle che non si vedono, stanno attentando alla incolumità di molte specie viventi.

Voi lo saprete già, ma una delle caratteristiche di Napoli è la sua straordinaria e smisurata estensione sotterranea. Si dice infatti che sotto i nostri piedi si sviluppa un’altra città pari se non più grande di quella costruita nei millenni in superficie. In queste cavità si è consumata la vita di molte generazioni. Dai primi catecumeni della religione cattolica perseguitati, ai camminamenti segreti che servivano ai sovrani per le loro scappatelle notturne e fino al riparo dai bombardamenti per i napoletani durate la seconda guerra mondiale. Ci sono rifugi sotterranei che ora si vengono trasformati in garage per auto o in ricettacoli di immondizia. Ma ci sono anche grotte che pian piano gli scienziati riportano alla luce e dove si possono ammirare le varie stratificazioni della città attraverso i secoli, dalla Napoli greca a salire a quella romana alla bizantina e alla medioevale. Queste varie città sotterranee venendo lentamente alla luce ci fanno osservare anche la loro organizzazione idrica, dei loro acquedotti e del modo antichissimo di come l’acqua serviva ai nostri progenitori non soltanto per essere bevuta o per lavare ma anche per riscaldare gli ambienti delle case di quei tempi.

E sempre a proposito dell’acqua invisibile o che si vede poco c’è anche quella che non arreca alcun beneficio. Anzi provoca danni a non finire. Mi riferisco all’acqua che, infiltrandosi sotto le strade e nella rete arteriosa delle montagne e dei dirupi, provoca dissesti e disastri spesso con grave perdita di vite umane. Purtroppo in Italia il paesaggio idrogeologico è molto a rischio. Fra esondazioni, frane, smottamenti, alluvioni, cavità sotterranee, alvei dei fiumi, fabbricati a rischio. sei milioni di italiani vivono su un territorio fragile di 30 milioni di metri quadrati. Non passa stagione che specialmente nel Sud, da Messina l’anno scorso ad Atrani sulla costiera amalfitana il mese scorso, l’acqua che non si vede fa franare montagne e costoni provocando distruzioni e morte. E purtroppo in fatto di rischio idrogeologico la Campania è al primo posto in Italia con un milione di persone a rischio. Come tutte le facce della natura, anche l’acqua ha un volto buono e un altro meno.

Fonte: Stefano Maria Toma

Antonio Cospito parte con il Tour Promozionale 2016 sulla Disabilità

Scritto da Rete Cattolica il . Pubblicato in Musica, Opinioni / Editoriale, Religione

Il Dehoniano Orante Antonio Cospito, dopo aver spopolato in tutto il mondo, con la canzone dedicata a Papa Francesco.
( Link Video su You Tube: youtu.be/Fl0Aaxy7_ag )Esce con il libro “La Disabilità” in librerie e Book Store di tutto il mondo, Guida del disabile che include poesie e testimonianze.In contemporanea esce con il brano “La Disabilità”, cantato dal cantautore ligure Angelo Macrì, e parte con il tour promozionale 2016 sulla Disabilità.
La musica e il testo sono di Antonio Cospito, che dal 2014 vive una sofferta invalidità civile, senza l’appoggio di genitori e parenti, ma solo del suo Fratello in Cristo Natale Maroglio.
La grafica pastorale è di don Mauro Manzoni, il video è stato realizzato dal torinese Natale Maroglio, e ogni ricavato sarà devoluto in beneficenza.
Il video pubblicato su You Tube fa molto riflettere, su un tema sociale spesso dimenticato, proprio dalle autorità e istituzioni.
Il video tocca in modo molto approfondito, ogni disagio, bisogno e discriminazione di un disabile, che non gli permettono di sognare un futuro migliore.

  • Quante volte un disabile viene discriminato, e umiliato nei vari uffici nel chiedere aiuto?
  • Quanti sindaci invece di aiutare i disabili, si nascondono dietro strani protocolli, e danno precedenza agli extracomunitari?
  • Quanti uffici di collocamento, non danno lavoro a chi spetta, un collocamento mirato obbligatorio?
  • Quanti disabili che hanno bisogno, di assistenza domiciliare vengono ignorati?
  • Quanti giudici emettono sentenze, che non tengono conto del bisogno del disabile?
  • Quanti disabili non trovano il posto auto, o non riescono ad accedere in uffici, perché ci sono barriere architettoniche?
  • Quanti disabili hanno gridato aiuto alle istituzioni, sottolineando solo i loro bisogni primari, e poi si sono ritrovati con denunce per diffamazione?

Tutto questo è Vergognoso, ma è giunto il momento di dire “ No alla discriminazione dei disabili ”.
L’autore Antonio Cospito, è disponibile, per ospitate, convegni e interviste.
Link Video su YouTube:
youtu.be/6w0d51SUSvI
Sito Web: www.antoniocospito.eu

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Stefano Maria Toma, deprezzamento università priva il Sud del Futuro

Scritto da DailyFocus il . Pubblicato in Economia, Istruzione, Opinioni / Editoriale

Il giornalista Stefano Maria Toma, iscritto all’Ordine della Campania dal 2011, oggi è Consulente del Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione Ministero dell’Interno. Il giornalista in questo articolo descrive e approfondisce il livello, scarso, di competitività delle università italiane e più nello specifico di quelle del Sud Italia.

Stefano Toma Ministero Interno

Quando si parla di eccellenze, in specie quelle che escono dall’università, non si ha una percezione esatta del fenomeno sotto il profilo numerico e qualitativo.  E il discorso sta emergendo con prepotenza in relazione a due ingredienti dell’ultim’ora. Il primo concerne la bassa percentuale, meno del 20 per cento, di studenti Erasmus che dagli altri Paesi europei scelgono l’Italia sia per l’alto costo della vita e degli appartamenti in fitto, (a Milano il doppio di Lisbona) e sia per le scarse opportunità di lavoro. Il secondo elemento riguarda in particolare il Sud, la scarsa propensione del governo a stanziare finanziamenti per le università meridionali, il 60 per cento va al Nord e il 40 al Sud. Un malvezzo avallato da fatto, com’è dimostrato dall’ultima relazione dell’Istat, che nel Sud le nostre università stanno diventando sempre meno competitive rispetto a quelle del Nord del Paese. In Italia il 40 per cento dei laureati e diplomati sono senza lavoro o non lo cercano più. Le imprese non sanno che farsene. Nel Sud quel 40 per cento oltrepassa la metà.

Da una indagine privata, emerge che nella sola università Federico II, la più antica università statale del mondo, la più grande e la più popolosa del Mezzogiorno e la terza in Italia, sono usciti negli ultimi due anni accademici ben 5 mila studenti con il punteggio massimo di 110 e lode. In questa cifra sono inclusi i laureati sia col titolo magistrale (corrispondente alle vecchie lauree di 4, 5 e 6 anni) e gli altri col titolo triennale.

Se ci pensate, è una massa di studenti che affrontano la vita lavorativa o di ricerca con le carte in regola, come si dice. E davanti ai quali non ci sono molte strade di lavoro aperte. Un 30 per cento parte tenterà un lavoro, al Nord o all’estero. Un altro 20 per cento sceglierà la via della ricerca fra Torino e Milano e all’estero (Londra e Stati Uniti, ma stanno affiorando salti più specialistici in India o in qualche altro paese asiatico). Qui ne rimarrà la metà che rimarrà a carico dei genitori sine die, o imboccherà altre strade, non tutte raccomandabili. E poi alla fine c’è la carriera politica, per la quale, come sappiamo dal Movimento 5Stelle, non è richiesta alcuna preparazione specifica (le vecchie scuole dci partito sono morte e sepolte).  Come si spiegano infatti quei diecimila candidati alle elezioni amministrative di Napoli del 5 giugno se con la ricerca affannosa di uno stipendio sicuro, sia pure per i prossimi cinque anni?

Ma se si continuasse col tanto temuto e ulteriore  deprezzamento degli università meridionali, Il Sud potrebbe tranquillamente contare sul de profundis del proprio futuro.

Fonte: Stefano Maria Toma

3CX analizza i 7 trend dell’ICT che nessuna azienda può più trascurare

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Opinioni / Editoriale, Tecnologia

3cx-logo-high-resolution-1024x372Molti produttori ICT parlano spesso di creatività e innovazione, ma a livello aziendale l’adozione di nuove tecnologie, specie nelle comunicazioni, richiede tradizionalmente tempi più lunghi rispetto al mercato consumer. Troviamo tutt’oggi fax negli uffici, sebbene chiunque – esperti inclusi – affermi che tali apparecchi sono ormai sorpassati da tempo. Ma ci sono tendenze che vale la pena analizzare, poiché non più trascurabili.

Digitalizzazione: Di rado un “buzzword” ha ottenuto livelli di attenzione come quelli tributati oggi alla digitalizzazione, che implica per il decisore IT nelle aziende una radicale trasformazione dei processi aziendali al fine di renderli “digitali” tramite l’impiego di soluzioni IT innovative, necessarie per assicurarne il funzionamento. La questione scottante in tutto questo é: le infrastrutture IT esistenti sono sufficienti per tale trasformazione digitale o è davvero necessario adottare nuove soluzioni che supportino l’attuale spinta alla fruibilità digitale di informazioni, applicazioni e sistemi?

Nick Galea

Nick Galea – CEO, 3CX


Integrazione
: Come conseguenza della digitalizzazione, nel prossimo anno le aziende dovranno inevitabilmente confrontarsi con il problema dell’integrazione. L’adattamento dell’infrastruttura IT interna diventerà un fattore critico per aziende di ogni dimensione e grado. I fornitori esterni di servizi e soluzioni sono sempre più coinvolti nell’evoluzione dei processi interni alle aziende e l’integrazione tra tutte le piattaforme sta diventano elemento chiave per il successo aziendale. I sistemi che sono integrati sia internamente sia con servizi esterni sono diventati decisivi per un raggiungimento degli obiettivi aziendali efficiente dal punto di vista dei costi operativi.

Sicurezza: La tutela dei dati e la privacy sono stati argomenti spinosi quest’anno. Con il 2015 abbiamo visto la fine dell’accordo Safe Harbor e nel 2016 incertezze in merito al nuovo accordo Privacy Shield, non ancora ufficialmente ratificato. Sono numerose le preoccupazioni riguardo alla tutela dei dati in presenza di tecnologie popolari come il cloud computing e il relativo impatto in termini legali e amministrativi. A nostro avviso, i grandi passi avanti della sicurezza IT sono la risposta a tutti questi dubbi ad ogni livello, sia politico, sia lato operatori, sia, non da ultimo, lato utenza.

Cloud-Computing: Il cloud ha ormai imboccato da tempo la strada del successo. Le ragioni di questo sono note: operare “in cloud” genera vantaggi attraverso economie di scala, in termini di costi e prestazioni. Tuttavia è un dato di fatto, che, nonostante i benefici più che convincenti, sono ancora numerose le aziende che utilizzano infrastrutture e sistemi installati presso la propria sede, proprio perché da un lato hanno remore dal punto di vista della sicurezza, dall’altro perché preferiscono non rinuciare a infrastrutture tradizionali.

Mobilità: E’ impossibile ormai immaginarsi il quotidiano senza smartphone. I dispositivi mobili hanno trovato la propria strada anche nella vita professionale e nella gestione delle comunicazioni aziendali. Molte aziende incoraggiano il BYOD come strumento per incrementare la mobilità, flessibilità e produttività degli impiegati. Di conseguenza sono molti gli operatori e i produttori che si stanno focalizzando sullo sviluppo di soluzioni per le comunicazioni tramite piattaforme mobile a livello aziendale. Non da ultimo, recenti studi certificano che nel 2016 la stragrande maggioranza delle aziende investirà nella “mobile economy”.

Video: Visitando aziende interessate alla tecnologia è difficile rinvenire nelle sale riunioni costosi tavoli in legno massiccio, vi si trovano invece hardware e sistemi per videoconferenze ancora più costosi – frutto di un trend instauratosi ormai anni fa. Le videoconferenze stanno sostituendosi ai viaggi per intrattenere meeting vis-à-vis con clienti e partner commerciali, e stanno guadagnando un alto grado di preferenza tra le diverse forme di comunicazione. Il trend che ne deriva e che ha un impatto notevole sul modo di fare videoconferenza oggi è l’uso di strumenti per le conferenze via web ed uno dei principali attori in questo ambito è la tecnologia WebRTC, le cui possibilità sono tutt’altro che esaurite. Questa tecnologia è ancora lontana dal raggiungere il proprio massimo sfruttamento, ecco perché 3CX vede un forte potenziale nell’uso di WebRTC.

Telefonia IP: tutte le strade portano a Roma, nel nostro caso alla telefonia IP, soprattutto in Germania, dove la Deutsche Telekom ha annunciato una totale conversione al Voice over IP entro il 2018, una linea seguita, sebbene in modo silenzioso, anche dai maggiori provider italiani, che pian pianino stanno sostituendo le linee tradizionali analogiche a linee telefoniche digitali erogate tramite internet. A medio e lungo termine nel futuro delle comunicazioni aziendali c’è una chiara evoluzione verso infrastrutture IP, non ci sono dubbi e non ci saranno alternative. I progressi nella telefonia IP aprono la strada a nuove forme di comunicazione, come le Unified Communications, che già oggi stanno cambiando l’intero modo di collaborare all’interno delle aziende.

Conclusioni e previsioni: il 2016 sarà un altro anno interessante per tutto il panorama ICT. Le tendenze dello scorso anno portano già ora frutti in termini di disponibilità di soluzioni e piattaforme orientate alla fruibilità del servizio più che al mero prodotto. Il 2016 sarà quindi l’anno delle «implementazioni» in cui vedremo le aziende impiegare concretamente le soluzioni nate dalle tendenze e dagli slogan trendy degli scorsi anni. Il cloud computing, la telefonia IP, e con essi le Unified Communications e WebRTC per le videoconferenze diventeranno parte integrante delle infrastrutture IT.

Quest’anno indubbiamente vedrà temi come la sicurezza IT tra le priorità di qualunque settore economico industriale. Il futuro sarà elettrizzante e i produttori come gli operatori devono prepararsi ad una dura battaglia per guadagnare la fiducia della clientela. Il vincitore sarà chi è innovativo, concentrato e focalizzato sulla qualità e sui servizi fruibili tramite il proprio portafoglio prodotti.

Chi è 3CX

3CX è un’azienda di canale al 100% che sviluppa e commercializza il proprio 3CX Phone System, il pluripremiato centralino IP software-based basato su standard aperti e in grado di rinnovare le telecomunicazioni sostituendo i PBX proprietari tradizionali. Con 3CX Phone System le aziende tagliano i costi delle comunicazioni e incrementano la propria produttività e mobilità.

Con il sistema di videoconferenze WebRTC integrato, i client per smartphone Android, iOS e Windows oltre a quelli per Mac e PC, il 3CX Phone System assicura alle organizzazioni la fruibilità di una soluzione completa per le Unified Communications chiavi in mano.

50.000 clienti in tutto il mondo impiegano le soluzioni 3CX, tra questi Boeing, McDonalds, Hugo Boss, Ramada Plaza Antwerp, Harley Davidson, Wilson Sporting Goods e Pepsi. Con l’intento di essere territorialmente vicini ai propri clienti, 3CX ha sedi negli Stati Uniti, Sudafrica, Russia, Gran Bretagna, Germania, Hong Kong, Italia, e Australia.

Ulteriori informazioni su 3CX sono reperibili anche su FacebookTwitter

Le opinioni che Cogefim S.r.l. deduce dalle recensioni sulla BIEMH 2016

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende, Economia, Industria, Opinioni / Editoriale

Il settore merceologico dei macchinari e della tecnologia trova un nuovo punto focale in BIEMH, manifestazione spagnola su cui Cogefim S.r.l. legge recensioni ed opinioni positive.

Opinioni di Cogefim S.r.l. in merito alle recensioni su BIEMH 2016

L’importanza della fiera spagnola di BIEMH, dedicata ai settori dei macchinari, degli utensili e della tecnologia, si dimostra in crescita. Tale maggiore rilevanza acquisita suscita gli interessi di una importante realtà aziendale come Cogefim S.r.l., la quale per strutturare le proprie opinioni non manca di riferirsi sempre a recensioni di settore dalla rilevante autorevolezza. A sostegno di questo sentore i dati che dimostrano come l’adesione sia stata più celere e più sentita rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, registrando già a febbraio l’adesione di ben 1183 aziende espositrici. Un settore tenuto in alta considerazione da parte di Cogefim S.r.l., la cui attenzione alle recensioni è in tal modo giustificata. Alla fiera internazionale parteciperanno infatti sì aziende nuove, ma anche società che hanno partecipato ad edizioni precedenti (il 20% delle adesioni), le quali ripongono consapevolmente fiducia nell’efficacia della BIEMH, configurando un panorama settoriale di particolare interesse, dove il comparto delle attrezzature viene incrementato del 26%, quello delle macchine per la deformazione del 15%, mentre quelli di robotica e manipolazione del 10%, senza contare la presenza di software per la fabbricazione e lo sviluppo del prodotto, in crescita del 6%. Paiono dunque già in fase di conferma tutte quelle opinioni che vorrebbero la fiera spagnola quale fucina per l’industria 4.0, se non addirittura una vera e propria “fabbrica del futuro”.

I punti cardine di Cogefim S.r.l. e della mission aziendale

Attiva nel mercato a partire dal 1982, Cogefim S.r.l. si pone quale intermediario commerciale nelle attività non solo di compravendita, ma anche di costituzione di partnership, di joint venture, di operazioni di cessione oppure di rilievo, ognuna di queste condotta nell’ambito aziendale. Interessata a numerosi settori di mercato è organizzata al proprio interno secondo nove divisioni, in modo da poter assicurare il più elevato grado di specializzazione ai propri clienti, ai quali riserva una particolare attenzione. I principali servizi sui cui infatti può contare si identificano in promozioni degli immobili aziendali che Cogefim S.r.l. riceve in gestione, la ricerca di soci oltre che di capitali attivi, a cui si aggiunge il calcolo tramite un accurato sopralluogo di una valutazione più realistica possibile del valore di mercato che l’immobile può acquisire. La soddisfazione del cliente rappresenta il punto principale della mission dell’azienda, la quale provvede a coinvolgerlo nella realizzazione del piano commerciale, affinché le esigenze e le aspettative vengano rispettate. La ricerca del potenziale acquirente, inoltre, viene condotta con zelo e severità al fine di accertarsi che determinati requisiti, come la disponibilità economica, l’effettivo interesse nel portare a termine l’affare, oltre che l’assenza di cattiva reputazione, vengano puntualmente rispettati.

Mauro Spagnolo: consentire un futuro sostenibile al nostro pianeta (SMPress)

Scritto da Mauro Spagnolo il . Pubblicato in Ambiente, Economia, Opinioni / Editoriale

Siamo davvero pronti ad accogliere nelle nostre vite quotidiane i nuovi modelli di sostenibilità? L’economia circolare quanto impiegherà per sostituirsi a quella lineare? Il ruolo di sensibilizzazione dei cittadini può sopperire alla storica miopia della politica? Gli esiti della COP 21 hanno segnato seriamente un cambiamento di marcia o è stato l’ennesimo fuoco di paglia?
Sono solo alcune delle questioni di cui quotidianamente si occupa Mauro Spagnolo, Architetto e giornalista, nel raccogliere la sfida delle sfide: consentire un futuro sostenibile al nostro pianeta.

Intervista Mauro Spagnolo_2016-04-05

Chi è Mauro Spagnolo?
una persona divisa perfettamente in tre: 1 architetto, 2 giornalista e autore, 3 formatore.
Attività che ho sempre svolto contemporaneamente ed in strettissima relazione tra loro.

Di cosa ti occupi?
L’elemento che unifica le mie attività è la ricerca di un nuovo modello di sostenibilità ambientale.

– Come architetto: ho avuto la fortuna di firmare, nell’ambito dello studio associato Spagnolo Rocchegiani, molti progetti green. Ad esempio: il progetto della prima stazione solare per la ricarica della auto elettriche a Palermo Notarbartolo, la copertura della tribuna del primo impianto sportivo solarizzato a Trevignano Romano, la realizzazione del Centro Sociale Polivalente nella stessa località, il centro sanitario di primo soccorso per la Croce Rossa a l’Aquila, la scuola media Rossini a Formello (RM).

– Come giornalista: dopo molta gavetta come collaboratore per periodici e enciclopedie, ho fondato il quotidiano web Rinnovabili.it, del quale sono ancora direttore responsabile, giornale con diverse redazioni che si occupano di Energia, ambiente, mobilità, riciclo, greenbuilding, innovazione e tanti altri settori della sostenibilità. Ho scritto anche vari libri sull’integrazione del fotovoltaico in architettura e sui sistemi di efficienza energetica in edilizia.

– Come formatore: per anni mi sono occupato di corsi nell’ambito dell’ISES Italia (International Solar Energy Society), responsabile del master universitario, presso la facoltà di Ingegneria dell’università La Sapienza, “L’efficienza energetica nella progettazione edilizia”, docente a contratto del corso “Impianti e compatibilità ambientale” presso la facoltà di Architettura La Sapienza.

Quali sono i Progetti che ti rappresentano?
Direi tutti, in un modo o nell’altro. Forse nella testata giornalistica Rinnovabili.it sono racchiusi e rappresentati un po’tutti gli aspetti di cui ho parlato.

A che Target ti rivolgi?
Essenzialmente a due:
– nelle attività formative: a professionisti, tecnici di Amministrazioni locali, imprenditori.
– nelle attività informative: alle famiglie e ai consumer.

Quali Canali Utilizzi per farti conoscere?
Le attività giornalistiche, specialmente sul WEB, sono già di per se una importante base multimediale. Sono poi particolarmente attivo su Linkedin, poco su Twitter, nulla su facebook. Ma la maggior attività mediatica la svolgo attraverso collaborazioni, attive da molti anni, con trasmissioni televisive e radiofoniche principalmente della Rai, ma non solo.

Un ultimo progetto di cui vai fiero?
Il mese scorso abbiamo inaugurato la nuova sezione su Riciclo ed Economia circolare all’interno del quotidiano Rinnovabili.it. Un tema ultra attuale che ci sta particolarmente a cuore.

A quali Eventi partecipi?
A tantissimi. Quasi quotidianamente. Un esempio? L’altro giorno abbiamo consegnato nella prestigiosa location del Senato, alla presenza del Presidente Grassi e nell’ambito di CETRI international awards, il premio speciale Rinnovabili.it ad un documentario ambientale “Bring The Sun Home” realizzato da due giovanissimi registi italiani. Una grandissima soddisfazione.

Progetti per il futuro?
Vorrei contribuire a realizzare una Fondazione per il sostegno concreto e reale di un nuovo modello di sviluppo sostenibile basato sull’economia circolare, sistema che velocemente deve sostituirsi a quello attuale, il modello capitalistico basato sui consumo di materie prime e sulla cosiddetta economia lineare.

Un messaggio a chi ci legge
I crescenti problemi ambientali del nostro pianeta stanno imponendo un’accelerazione al processo di sensibilizzazione della nostra società sulle questioni green. I tempi sono sempre più stretti ed il ruolo attivo del singolo cittadino è indispensabile. Svegliamoci ed usciamo dal nostro torpore se vogliamo davvero cambiare le cose.

Ufficio stampa Rinnovabili.it
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