Tanti ospiti presenti ad applaudire il bravo Placido Domingo Jr

Scritto da uff stampa il . Pubblicato in Cultura, Musica, Teatro

Debutto assoluto italiano per Placido Domingo Jr che ha tenuto a Roma all’Auditorium Parco della Musica il 20 maggio il concerto-spettacolo “Volver – Anima Tango” di Silvia Bergamini e Annalisa Biancofiore, prodotto da Melos International di Dante Mariti, uno spettacolo multiforme fatto di musica, momenti teatrali e danza, basato sulle atmosfere e sulla tradizione del tango argentino.

Placido Domingo Jr cantante, compositore e produttore, figlio del celebre tenore, è stato accompagnato dal Buenos Aires Cafè Sextet, guidato dal fisarmonicista e bandoneonista Cristiano Lui, che ha curato gli arrangiamenti originali dello spettacolo, da Annalisa Biancofiore, attrice-cantante che ne ha curato la regia, e dai ballerini di tango argentino Pablo Moyano e Roberta Beccarini reduci dal successo di Ballando con le Stelle, autori delle coreografie, che hanno guidato anche cinque coppie di loro allievi, regalando al pubblico l’atmosfera di una “milonga dei ricordi”.

“Volver – Anima Tango” è uno spettacolo oltre il concerto che parla di un ritorno: in una atmosfera suggestiva, fatta di ombre, colori e rievocazioni, la voce di Domingo conduce il pubblico nel suo viaggio segreto, in cui l’intensità della musica, gli abbracci struggenti dei corpi che danzano e la profondità delle parole si fondono in un racconto unico, una emozione che si fa battito, come quando si torna a casa dopo un lungo viaggio e ci si ritrova.

Lo stato d’animo del tango è la condizione esistenziale del protagonista, che guarda con nuovi occhi tutto ciò che lo circonda: tutto si trasforma, tutto diventa “Tango”, in un singolare viaggio musicale e umano che va da Gardel a Piazzolla, passando per Bacalov, Modugno, Tenco e tanti altri, e che, accanto a celebri tangos tradizionali, ha regalato una nuova veste a brani altrettanto importanti e conosciuti al grande pubblico. Nel suo ricco repertorio, tra gli altri brani interpretati, Domingo ha fatto ascoltare al suo pubblico un nuovo arrangiamento di Vecchio Frack di Domenico Modugno, “Vedrai Vedrai” di Luigi Tenco e “La voce del Silenzio”.

Tra i vari bis che il pubblico ha richiesto prima del termine del concerto, Domingo Jr ha introdotto sul palco un’esibizione speciale di Tango svolta da Roberto Nicchiotti e Cinzia David della scuola L’Oltre Tango che nasce nell’ambito delle attività proposte dall’Associazone Diaphora di Latina e che vede coinvolti ragazzi con disabilità di diversa natura

Un ricco parterre di fans e ospiti hanno accolto Placido Domingo jr nella sala Sinopoli dell’Auditorium. Tra i presenti: Milly Carlucci con il marito Angelo Donati, il rugbista Martin Castrogiovanni accompagnato da alcuni amici, l’attrice Michelle Carpente, Enzo De Camillis, Luis Molteni e tanti altri.

Al termine del concerto Domingo Jr si è recato nella libreria accanto all’Auditorium per firmare le copie del suo ultimo disco “Volver Anima Tango” e per scattare foto ricordo con i suoi numerosi fans. L’artista ha, inoltre, ricevuto l’importante premio “Mousikè Sperimentiamo 2017” per i meriti eccezionali nel mondo dell’arte e della cultura.

Placido Domingo Jr in concerto il 20 maggio all’Auditorium Parco della Musica

Scritto da uff stampa il . Pubblicato in Musica, Spettacolo, Teatro

Debutto assoluto italiano per Placido Domingo Jr che terrà a Roma all’Auditorium Parco della Musica il 20 maggio il concerto-spettacolo “Volver – Anima Tango”, uno spettacolo multiforme fatto di musica, momenti teatrali e danza, basato sulle atmosfere e sulla tradizione del tango argentino.

Placido Domingo Jr cantante, compositore e produttore, figlio del celebre tenore, sarà accompagnato dal Buenos Aires Cafè Sextet, guidato dal fisarmonicista e bandoneonista Cristiano Lui, che cura gli arrangiamenti originali dello spettacolo, da Annalisa Biancofiore, attrice-cantante che ne cura la regia, e dai ballerini di tango argentino Pablo Moyano e Roberta Beccarini, autori delle coreografie, che guideranno anche cinque coppie di loro allievi, regalando al pubblico l’atmosfera di una “milonga dei ricordi”.

“Volver – Anima Tango” è uno spettacolo oltre il concerto che parla di un ritorno: in una atmosfera suggestiva, fatta di ombre, colori e rievocazioni, la voce di Domingo conduce il pubblico nel suo viaggio segreto, in cui l’intensità della musica, gli abbracci struggenti dei corpi che danzano e la profondità delle parole si fondono in un racconto unico, una emozione che si fa battito, come quando si torna a casa dopo un lungo viaggio e ci si ritrova.

Lo stato d’animo del tango è la condizione esistenziale del protagonista, che guarda con nuovi occhi tutto ciò che lo circonda: tutto si trasforma, tutto diventa “Tango”, in un singolare viaggio musicale e umano che va da Gardel a Piazzolla, passando per Bacalov, Modugno, Tenco e tanti altri, e che, accanto a celebri tangos tradizionali, regala una nuova veste a brani altrettanto importanti e conosciuti al grande pubblico.

VOLVER Anima Tango

di Silvia Bergamini e Annalisa Biancofiore

Placido Domingo Jr, voce

Annalisa Biancofiore, voce

Buenos Aires Café Sextet

Cristiano Lui, fisarmonica e bandoneon

Andrea Paoletti, violino

Stefano Ciotola, chitarre

Remigio Coco, pianoforte

Paride Furzi, contrabbasso

Tommaso Tozzi, batteria

Pablo Moyano e Roberta Beccarini, ballerini

e la partecipazione degli allievi della “Escuela Tango al Piso” di P. Moyano e R. Beccarini

Produzione Melos International di Dante Mariti

Per info e costi http://www.ticketone.it/tickets.html?affiliate=FMR&fun=evdetail&doc=evdetailb&key=1864083$9482343

Pagina Facebook https://www.facebook.com/VolverAnimaTango/

La vita di Medea raccontata da Daniela Bracci a Teatro

Scritto da uff stampa il . Pubblicato in Cultura, Teatro

“Medea” di Euripide al Teatro San Vigilio

Via Paolo Di Dono, 218 – Roma

Venerdì 24 marzo ore 21

L’Associazione Culturale Sperimentiamo, Arte Musica e Teatro porta a Teatro “Medea” di Euripide. Lo spettacolo, diretto da Daniela Bracci, con le scenografie di Amedeo D’Amicis e i costumi di Paola Tosti è interpretato da Mariagabriella Chinè, Alessia Pattumelli, Daniela Bracci, Fabio Fantozzi, Marcello Cirillo.

Perché “Medea”? Perché scegliere una tragedia classica per portare alla ribalta un problema attuale? La prima risposta che viene alla mente è: perché l’animo umano è rimasto immutato nei secoli, tanto che perfino la psicanalisi fa riferimento a personaggi classici per definire alcune sindromi (proprio come la sindrome di Medea, appunto). La storia tragica di Medea è una delle più cupe nell’universo del mito antico, forse la più nota tra le vicende del mito antico legate alla figura dell’altro e dello straniero. Medea, nel suo essere donna, sapiente e straniera diviene figura rappresentativa dell’alterità, tema-problema presente nei testi classici, ma ancora aperto, vivo e vicino. In questo senso è un testo esemplare e addirittura sorprendente per la sua attualità in quanto il nostro tempo è segnato profondamente da uno dei temi fondanti della Medea, cioè dal confronto-scontro di civiltà, in generale dal problema dell’alterità. Medea, maga, figlia del re della Colchide, si innamora del greco Giasone che è giunto nel suo lontano paese (sul mar Nero) per impossessarsi del vello d’oro. Per Giasone Medea tradisce il padre, uccide il fratello, abbandona la patria; ma l’atto che la distingue per la selvaggia tragicità è quello che Euripide scelse di rappresentare nel suo dramma: l’uccisione dei figli, l’atto estremo con cui essa si vendica dell’abbandono di Giasone e che costituisce per lei un punto di non-ritorno. L’adattamento rende fruibile il linguaggio della tragedia greca, pur mantenendone intatte le caratteristiche che tanto ci affascinano; una per tutte il coro, presente a volte come testimone dei fatti, a volte come personaggio che interagisce in scena. La reggia di Corinto è simboleggiata da una vela, il ricordo di quella nave (Argo) sulla quale tutto è cominciato e sotto la quale tutto avrà fine; le colonne sono in realtà molli, incapaci di sostenere il palazzo e la furia della donna tradita. Nel finale tutti gli inganni sono svelati, anche quelli teatrali, e il pubblico potrà vedere, proprio dietro la vela strappata da Giasone, gli strumenti utilizzati per creare la magia attraverso la finzione.

Milton, uno spettacolo teatrale dall’opera Fenoglio

Scritto da kristin il . Pubblicato in Cultura, Teatro

MILTON

Di Emilio Barone Liberamente tratto da “Una questione privata” di Beppe Fenoglio
Regia Alessandra Chieli
Con Emilio Barone e Francesco Petti
Voce Fulvia Alessandra Chieli Musiche originali Francesco Petti Scene Domenico Latronico Costumi Cunegonda Fotografo Nino Russo

 Non poteva più vivere senza sapere e, soprattutto, non poteva morire senza sapere
 Beppe Fenoglio

Il partigiano Milton, appena ventenne, parte alla ricerca del suo amico Giorgio, anche lui partigiano, per scoprire la verità sui suoi rapporti con Fulvia, la ragazza di cui entrambi sono innamorati. Il viaggio di Milton tra le Langhe acquista la tensione epica di una chanson de geste e al contempo i toni amari e ineluttabili di una tragedia, in cui il protagonista è disposto a tutto pur di arrivare alla verità, per quanto dolorosa essa possa essere. La Storia rimane sullo sfondo, brutale e cruda. In primo piano c’è Milton, la sua giovinezza testarda, la sua ricerca solitaria e la tensione verso l’assoluto.

Una scenografia che restituisce l’idea di una terra ostile, dura, cupa si unisce a una ricerca sonora della parola e della musica. La scrittura si appoggia molto su quella densa e secca di Fenoglio, discostandosene a tratti per coglierne però ancor più il suo senso profondo. Parole e musica viaggiano insieme, dialogano, si sostengono a vicenda per rendere l’atmosfera dello stato d’animo del protagonista e del suo viaggio alla ricerca di una risposta. Un viaggio fisico, reale, che però è anche un viaggio interiore, una sorta di discesa agli inferi quasi dantesca, un’indagine su se stessi. E in questa ricerca, Milton affonda sempre più in un fango e in una nebbia che sono sì veri, ma anche metaforici. Fino ad un finale in cui tutto è sospeso, il tempo e lo spazio quasi si dileguano, in cui all’affanno dell’inchiesta subentra un’improvvisa leggerezza che forse è morte o forse una nuova vita.

Milton è uno spettacolo ispirato all’esperienza letteraria di Beppe Fenoglio nella narrazione della Resistenza. La Resistenza è stata a lungo un argomento di dibattito politico e per alcuni aspetti lo è ancora. Forse oggi, a distanza di settant’anni, nel parlare della Resistenza abbiamo un compito diverso: abbandonare la retorica e provare a umanizzare la lotta dei Partigiani.

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Teatro Furio Camillo
04-05-06 novembre 2016 – tutti i giorni alle 21.00, domenica alle 18.00
Biglietto intero 12€ – ridotto 10€ – tessera associativa 2€
Per prenotazioni: 0697616026 – info@teatrofuriocamillo.it
teatromacondo.weebly.com

HI>DANCE Festival finalmente ad Aosta

Scritto da Francesca Fini il . Pubblicato in Italia, Spettacolo, Teatro

TiDA – Théâtre Danse
presenta

HI>Dance 2.0 Dance & Technology
festival internazionale della nuova danza

direzione artistica
Marco Chenevier e Francesca Fini

13 | 14 | 15 | 16 ottobre 2016
Cittadella dei Giovani di Aosta

HI>Dance sarà il primo festival di nuova danza organizzato in Valle D’Aosta. Un programma ricco, con ben 25 appuntamenti tra spettacoli, performances-installazioni, workshop, feedback aperò, conferenze accademiche e dj-set.
Il Festival HI>Dance si propone di portare in Valle d’Aosta uno sguardo sulla scena contemporanea. Con una programmazione di artisti legati ai nuovi linguaggi, alle nuove tecnologie e con un’attenzione speciale per le nuove generazioni di artisti, HI>Dance vuole costruire una vera comunità di artisti e pubblico basata sulla condivisione di strumenti, idee, visioni del mondo. Le “tecnologie” della comunicazione, della scena e delle relazioni sociali saranno il cuore del festival.

Il festival nasce da un’idea di Francesca Fini e DanzaSì, rivista impegnata nella diffusione della cultura della danza, che dopo una prima edizione romana approda in Valle d’Aosta e vede la direzione artistica di Marco Chenevier e Francesca Fini.
La manifestazione è stata realizzata con il sostegno della Compagnia di San Paolo (Maggior Sostenitore) nell’ambito della Scadenza Unica 2016 Performing Arts e con il sostegno del Consiglio Regionale della Valle d’Aosta. La manifestazione ha ricevuto inoltre il patrocinio del Comune di Aosta e vedrà il coinvolgimento di diversi Partner: la Cittadella dei Giovani di Aosta, che sostiene e ospita la manifestazione; L’Agrou onlus, che darà un fondamentale supporto logistico e organizzativo; Top Italia radio – media partner della manifestazione; la CVA – compagnia valdostana delle acque.

Gli spettacoli presentati al festival saranno tutte prime regionali e una prima nazionale di artisti e compagnie tra le più interessanti della scena contemporanea nazionale e internazionale. Possiamo già annunciare in anteprima due importanti partecipazioni: la coreografa svizzera Cindy Van Acker (figura prestigiosa nel panorama della danza contemporanea, tra gli altri coreografa per Romeo Castellucci) e Roberto Castello (dallo storico gruppo di Carolyn Carlson alla Fenice di Venezia), da ritenersi il più ideologicamente impegnato e scomodo tra i coreografi che hanno fondato la danza contemporanea in Italia, che insieme al drammaturgo, attore e regista Andrea Cosentino presenteranno l’esilarante e intelligente “Trattato di economia”.

Il programma prevede 2 spettacoli e una performance ogni sera e un ricco calendario di attività collaterali previste durante tutte le giornate del festival:

– 1 workshop professionale su coreografia espansa, ricerca e arte dedicato ad artisti, drammaturghi, registi e coreografi a cura di Carlotta Scioldo e Erika di Crescenzo di “Ricerca X”
– 1 workshop professionale sul software Max7 curato da Rajan Craveri, dedicato a tecnici e light designer che si terrà presso l’Istituto Tecnico per Geometri in via Chambery 105 (AO)
– 2 masterclass ogni giorno curate dagli artisti invitati e dedicate a tutti i tipi di pubblico (non solo professionale)
– 2 conferenze, una sul rapporto tra arte e tecnologie, tenuto da Alberto Cossu (ricercatore presso il Dipartimento di Studi Politici e Sociali dell’Università degli Studi di Milano), e una sul concetto di denaro, tenuta dal valdostano Davide Gallo Lassere (ricercatore presso il laboratorio Sophiapol dell’Université Paris Ouest e lo Luss di Pavia), per introdurre “Trattato di Economia” di Roberto Castello e Andrea Cosentino
– feedback aperò durante il secondo e terzo giorno di festival in cui parleremo degli spettacoli visti il giorno prima, con il pubblico e tra gli artisti curato da “Ricerca X”
– 1 djset in chiusura spettacoli sabato 15 ottobre

HI>Dance sarà una settimana intensa e stimolante in un ambiente che permetterà di incontrare persone provenienti da tutta Europa, di vedere nuove forme e modi di espressione, un’esperienza che va al di là della semplice partecipazione a spettacoli e workshop. E ogni persona coinvolta potrà fare la differenza nell’organizzazione del festival.

Per gli ingressi a spettacoli e attività del festival, sarà possibile accedere a diverse formule di biglietti:

//Spettacoli
-Biglietto serata (3 spettacoli in una sera): 15 € intero / 10 € ridotto*
-Biglietto 3 Giorni spettacoli (9 spettacoli in 3 sere): 40 € intero

//Masterclass
-Masterclass singola: 10 € intero

//Combo – Spettacoli+masterclass
-Biglietto Combo giornata (2 masterclass e 3 spettacoli in una sera): 25 € intero / 15 € ridotto*
-Biglietto Combo Full (accesso a tutte le masterclass e tutti gli spettacoli): 60 € intero / 40 € ridotto*

*I biglietti ridotti: under 25, studenti, lavoratori dello spettacolo.

//Laboratori
-Ricerca X – 9 ore di teoria in 3 giorni: 100 €
Include il biglietto Combo FULL
-Max 7 – 18 ore di teoria in 3 giorni: 100 €
Include il biglietto 3 Giorni spettacoli

//Attività gratuite
2 conferenze
2 restituzioni laboratori per professionisti
feedback-aperò

Per info e prenotazioni
hidancefest@gmail.com
328 3986434 – 340 6809047

‘Ci chiamarono tutti Alda’: l’Officina dell’Arte e dei Mestieri di Cori e Giulianello presenta il suo nuovo spettacolo teatrale

Scritto da Marco Castaldi il . Pubblicato in Locale, Teatro

Due gli appuntamenti: giovedì 21 e venerdì 22 Luglio, alle ore 21:30, al giardino del Museo della Città e del Territorio di Cori. Il monologo è scritto da Fabio Appetito e messo in scena da Giada Villanova e Loretta Della Vecchia, con la regia di Tito Vittori.
Giovedì 21 e venerdì 22 Luglio, alle ore 21:30, presso il giardino del Museo della Città e del Territorio di Cori, l’Officina dell’Arte e dei Mestieri presenterà il suo nuovo spettacolo teatrale ‘Ci chiamarono tutti Alda’. con Giada Villanova e Loretta Della Vecchia, e la regia di Tito Vittori. ‘Ci chiamarono tutti Alda’ è un monologo teatrale scritto da Fabio Appetito. Lo scrittore, dopo una tesi su Alda Merini, in cui ha indagato non solo l’esperienza manicomiale della poetessa ma anche, grazie alla famiglia Pierri, le vicende che ruotano attorno al manoscritto ‘Diario di una diversa’, ha tentato di tracciare un contorno vivido di uno dei momenti più dolorosi della poetessa dei Navigli.
‘Ci chiamarono tutti Alda’ è un testo che prima di tutto rimette al centro la poesia. La poesia scritta ma anche quella vissuta, scontata, maltrattata, tediata. La protagonista non è Alda Merini, o non soltanto: protagoniste sono tutte le donne. Tutte coloro che hanno subito un abuso, una violenza, una sconfitta, un dolore. Eppure, gli aspetti narrati e biografici presenti nel testo, per chi conosce la poetessa, coincidono quasi perfettamente con la sua vita. La voce dunque è quella di milioni di voci. Quell’esperienza di milioni di esperienze. Poiché la sofferenza, così come la gioia, sono uguali dappertutto e per ognuno. Farsi chiamare tutti con lo stesso nome, farsi chiamare tutti ‘Alda’ non è soltanto un invito, è un monito, poiché soltanto morendo più volte, si può tentare di vivere più volte. E forse dovremmo prendere esempio dai poeti.
Marco Castaldi
Addetto Stampa & OLMR

Cori, 26-27-28 Febbraio: il ConDominio dell’Arte presenta ‘Anonimo Veneziano’

Scritto da Marco Castaldi il . Pubblicato in Cultura, Spettacolo, Teatro

Il ConDominio dell’Arte di Cori e Giulianello torna nel fine settimana con un nuovo ed imperdibile spettacolo teatrale. Venerdì 26 (ore 21), sabato 27 (ore 21) e domenica 28 Febbraio (ore 17:30), presso il Teatro Comunale di Cori, debutta ‘Anonimo Veneziano’, con la regia di Tito Vittori.

‘Anonimo Veneziano’ era in origine una sceneggiatura cinematografica, scritta da Giuseppe Berto, per un film di grande successo diretto da Enrico Maria Salerno, con Florinda Bolkan e Tony Musante. Fu uno dei più grandi incassi al botteghino nella stagione 1971-1972. La sua stupenda colonna sonora fu raccolta in un LP (come si chiamavano negli anni ‘70 i dischi a 33 giri) e in un 45 giri, cantato da Massimo Ranieri, anche questo in testa alla hit-parade dell’epoca per parecchie settimane.

La vicenda personale dei due protagonisti si intreccia indissolubilmente con un periodo ben preciso della storia italiana, e questo legame diventa essenziale per lo svolgimento degli avvenimenti. Il riferimento principale è alla legge Fortuna-Baslini che, nel 1970, introduceva in Italia la possibilità del divorzio. Proprio in questi giorni, come allora, si discute animatamente e spesso senza una reale cognizione di causa, su questioni fondamentali in una società civile moderna, che coinvolge sfere pubbliche e private: ricordarsi di quello che è successo in Italia in quegli anni non può che aiutare a riflettere meglio.

Ma ‘Anonimo Veneziano’ è soprattutto una grande storia d’amore, di quelle di una volta: nell’arco di una giornata, davanti ai nostri occhi si svolge un rapporto durato anni che però, nel bene e nel male, tra lacerazioni profonde e passioni infinite, non si è ancora esaurito. Il tutto nella cornice della città più romantica del mondo: Venezia.

Manuela Palmas e Antonio De Franceschi interpretano i due omonimi Lei e Lui, che si rivedono dopo 8 anni. Lei fuggita dalla relazione e stabilitasi a Milano, lui rimasto a Venezia. Dopo 8 anni senza alcun contatto (lei lo ha cercato ma lui non ha mai risposto) improvvisamente lui si rifà vivo e le chiede di rivedersi. È una mattina di Novembre, e alla stazione di Venezia, dopo 8 anni, i due finalmente si incontrano e … Per informazioni: 328 01 73 431 e 333 47 77 157.

Assalti Verbali, La Fattoria Democratica, El Rey. Tre spettacoli teatrali nel fine settimana di Giulianello con #micasolonatale

Scritto da Marco Castaldi il . Pubblicato in Teatro

Dopo la presentazione del calendario 2016 realizzato dall’Associazione Culturale ‘Chi di dice donna’, entra nel vivo il cartellone di eventi festivi #micasolonatale, inaugurato il giorno dell’Immacolata e proseguito domenica scorsa con i mercatini di Natale e il torneo di burraco. Un palinsesto che accompagnerà la comunità di Giulianello fino all’Epifania con una ricca programmazione che vede impegnati, oltre a ‘Chi dice donna’, l’Associazione culturale ‘La Stazione’ e i boy scout CNGEI di Giulianello, con la partecipazione del Consiglio Giovani Cori-Giulianello e il patrocinio del Comune di Cori.

Questo fine settimana sarà all’insegna del teatro, con ben tre spettacoli ad ingresso gratuito. Venerdì 18 Dicembre, alle ore 21:00, nella sala polifunzionale del centro socio culturale ‘Il Ponte’, aprirà il weekend ‘Assalti verbali’, curato da ‘Chi dice donna’. Un’originale interazione tra teatro e video che trae ispirazione da ‘Delitti Esemplari’ di Max Aub. Marco Amato ed Annamaria Abbate reciteranno uno di fronte all’altro, parlando di confessioni di omicidi commessi da persone sane, tranne due con problemi mentali. Alle loro spalle una proiezione aggiungerà dettagli visivi e uditivi alla loro interpretazione, dando un senso di ossessione e disturbo.

Sabato 19 Dicembre, alle ore 19:00, la sala lettura ‘G. Canale’ di Giulianello accoglierà Leonardo Montagnani con il suo monologo satirico ‘La Fattoria Democratica’, a cura de ‘La Stazione’. L’attore toscano giocherà con il pubblico, prendendo spunto da ‘La Fattoria degli Animali’ di George Orwell. Attraverso la metafora racconterà la società moderna, trasformando l’Italia in una fattoria, a forma di stivale, e i politici, giornalisti e sportivi in bestie. L’ironia e il carattere grottesco si alterneranno a momenti più intensi, in un testo che spazia dal comico al drammatico. Alle ore 16:00, all’oratorio ex asilo, si terrà il Saggio di Natale 2015 dei corsi di musica e teatro del Condominio dell’Arte.

Domenica 20 Dicembre, alle ore 21:00, nella sala polifunzionale del centro socio culturale ‘Il Ponte’, con la collaborazione de ‘La Stazione’, arriverà un nuovo esperimento, fresco di scrittura, intitolato ‘El Rey’. Ispirato alla tragedia shakespeariana di ‘Re Lear’, è frutto di uno studio condotto su se stessi dai tre protagonisti, Letizia Ruggiero, Luis Maria Cachorro Olmedo e Martina Germani Riccardi, e dal regista Enoch Marrella. Dentro c’è la relazione tra un padre e due figlie molto diverse, le parole che muovono le cose e le esorcizzano, il tempo che passa, sfoca, allontana i nodi. A guardarlo si pensa, si ride e ci si mette in movimento. La giornata inizierà alle ore 16:00 con il tradizionale ‘Babbo Natale aspetta le letterine dei Bambini’ del Consiglio Giovani. Alle ore 17:00 i mercatini natalizi riproposti da ‘Chi dice donna’ nei giardini di via della Stazione, mentre all’oratorio dell’ex asilo si svolgerà il Concerto di Natale ‘Giulianello in Musica’ ad opera del CNGEI di Giulianello.

Prossimi appuntamenti. Domenica 27, ore 17:30, centro ‘Il Ponte’, Lumina Vocis in concerto. Lunedì 30, ore 16, centro ‘Il Ponte’, Tombolata. Domenica 3 Gennaio, ore 18:30, oratorio (ex asilo), concerto di Buon Anno 2016. Lunedì 4, ore 16, centro ‘Il Ponte’, Tombolata. Martedì 5, ore 21, parrocchia S. Giovanni Battista, Concerto di Natale con i cori ‘Schola Cantorum’ e ‘Trivium Music Work in Progress’. Mercoledì 6, ore 15:30, il Bacio del Bambinello e la Befana aspetta tutti in piazza.

La stagione del Teatro Bianconi si conclude con uno straordinario spettacolo di Nicola Pistoia e Paolo Triestino: “Scacco Pazzo”. Sul palco anche una splendida Elisabetta De Vito per il pluripremiato testo di Vittorio Franceschi.

Scritto da Teatro Bianconi il . Pubblicato in Teatro

Carbognano, 4 maggio 2015: Per chiudere una stagione straordinaria non poteva esserci che uno spettacolo altrettanto straordinario confezionato e presentato al pubblico da una delle coppie di attori più amate del Teatro Italiano: Nicola Pistoia e Paolo Triestino, accompagnati sul palcoscenico per l’occasione da Elisabetta De Vito. I fortunati spettatori che riusciranno sabato 9 maggio alle ore 21.00 o domenica 10 maggio alle ore 17.00 ad acquistare un biglietto potranno assistere alla messa in scena di uno dei testi italiani più conosciuti e rappresentati nel mondo: “Scacco pazzo“, commedia scritta e diretta da Vittorio Franceschi.

Nanni Loy nel 1991 al suo debutto teatrale, ne firmava la regia: i protagonisti erano lo stesso Franceschi e Alessandro Haber, uniti in un match che sarebbe stato il primo di una lunga serie in tutto il mondo, visto che il testo, fu un successo clamoroso, confermato dai numerosi premi vinti e ribadito dagli oltre dieci allestimenti all’estero, dalla Russia alla Scozia, dalla Spagna alla Finlandia. Più di vent’anni dopo il debutto dunque ecco gli inseparabili Pistoia e Triestino riprendere questo splendido spettacolo e regalare agli spettatori una nuova versione del magnifico testo di Franceschi.

La storia è quella di due fratelli, costretti da un incidente ad una grigia convivenza coatta: ci apriranno le porte della loro anima, dei loro sogni, dei loro dolori. Loro si chiamano Valerio (Nicola Pistoia) ed Antonio (Paolo Triestino): non si sopportano però si vogliono bene. Non riescono a stare vicini, non riescono a stare lontani, uno è matto ma forse è matto anche l’altro.

La loro vita è stata condizionata da un incidente stradale, accaduto in un momento estremamente particolare: il giorno del matrimonio di Antonio ed Elisabetta. Il drammatico avvenimento, causa della morte della promessa sposa e del papà dei ragazzi, sarà il motivo dell’insorgenza di un blocco psicologico da parte di Tonino, che a partire da quel momento vivrà in uno stato di continua regressione, fino ad arrivare all’infanzia. La condizione è aggravata dalla perdita di lucidità di Valerio sullo stato delle cose, afflitto da un persistente senso di colpa derivante dalla doppia circostanza di essere alla guida del veicolo al momento dello scontro e di essere uscito indenne dall’impatto. Valerio accudisce il fratello, ma si ritroverà ad indulgere sulla sua malattia fino al punto di rimanerne prigioniero. Sarà di volta in volta mamma, papà o sposa, provvidenziale specchio dei capricci di Antonio, delle sue ossessioni, dei suoi ricordi che irrompono come elementi di consolazione o disturbo.

L’uno sadico come i ragazzini infelici, l’altro infelice come gli adulti in cattività. Tra loro gli ormai logori giochi di ruolo, anch’essi divenuti il contrappunto stantio di una quotidianità sempre uguale. Finché non sopraggiunge una donna, una forestiera, a illuderli per un momento che almeno qualcosa possa cambiare. Marianna (Elisabetta De Vito) è il nuovo, il diverso, l’ordine e i colori in una casa che è grigio e desolato campo di battaglia. La donna, dopo le naturali difficoltà iniziali, si innesta nel meccanismo domestico, ma tale fattore comincerà a farle uscire fuori problemi non risolti derivanti dalle psicosi della sua famiglia. Marianna si avvicina al malato ed arriva a pensare di poterlo guarire, grazie a lei, per un momento, sembra che tutto possa colorarsi di vita, ma… è solo un momento.

Scacco Pazzo emoziona, diverte, commuove. Accanto al dramma della follia, c’è la cupezza di un’esistenza che si chiude su se stessa, in quanto dominata dalla paura e dal senso di colpa; c’è la bellezza e la tenerezza dell’innocenza del bambino che alberga in Antonio; c’è la fragilità di Marianna che scopre di desiderare qualcosa di diverso da quello che ha sempre avuto, ed è certa che non potrà mai trovarlo nella vita che Valerio gli offre. I tre personaggi si parlano, ma alla fine non si capiscono, presi come sono dalle proprie esigenze: il dolore della perdita, l’inseguimento di una rassicurante normalità, la ricerca di una vita in cui la fantasia abbia ancora un ruolo.

Il buon esito dello spettacolo nella nuova versione deve molto all’affiatamento scenico creatosi negli anni dalla collaudata “ditta” Pistoia Triestino, Nicola e Paolo, due attori di razza che rivestono con grande naturalezza le anomalie e le follie dei due fratelli, la cui esistenza si lega a doppio filo nel bene e nel male. Ottima l’interpretazione di Elisabetta De Vito.

Come è nello stile di Triestino e Pistoia, i due attori prediligono la commedia, quella agrodolce che diverte, commuove e fa pensare. Quella che a volte ha anche cenni drammatici. Il tutto sempre servito allo spettatore con garbo e con straordinarie interpretazioni. Due attori che si autoproducono, commissionano i testi, tirano tardi per smontare le scene insieme a un gruppo di fidatissimi tecnici, e se è il caso, guidano il furgone per spostarsi di piazza in piazza. Una volta le chiamavano compagnie di giro, oggi si tratta di “animali da riserva”, sopravvissuti caparbi che si tengono a galla in barba a tutte le crisi. Il pubblico è fedele, anzi fidelizzato, coltivato  con  cura e perseveranza. Spettatore dopo spettatore, mattone su mattone (perdonateci il volo ma un loro cult si intitola proprio Muratori, scritto da Edoardo Erba), sono stati capaci di costruire una fitta rete di affezionati in giro per l’Italia.

Come? Non tradendoli, innanzitutto, non prendendoli in giro mai, non confidando nel loro consenso amichevole e meno che mai nella loro indulgenza. Sorprendendoli, semmai, distribuendo i ruoli in modo inatteso, ‘riscrivendo’, modulando e adattando il copione, provando e riprovando fino allo stremo, davvero. Perché i tempi comici sono una cosa seria e può bastare un secondo per mandare a monte una scena intera. Ma per questo servono attori. Attori e attrici e non anchorman o vallette stonate racimolate per fare cassa dal piccolo schermo.

“Oggi – afferma Franceschi – il teatro è diventato un territorio selvaggio dove c’è di tutto, giornalismo, canzoni, cabaret, tutto tranne la prosa. Bisogna ricominciare a ricomporre i codici, altrimenti – dichiara l’autore e regista – si rischia davvero di allontanare il pubblico”.

Lo spettacolo è il degno finale di una delle più riuscite e impegnative Stagioni del Teatro Bianconi che ha portato nella nostra Provincia il meglio, come testi e come attori, della commedia italiana attuale. 11 spettacoli di professionisti affiancati da 4 proposte amatoriali rigorosamente e attentamente selezionate tra le centinaia di proposte ricevute da tutt’Italia: un cartellone di 15 spettacoli che non ha uguali nel panorama dei teatri della nostra Provincia e anche della nostra Regione. Il tutto grazie esclusivamente alla illuminata Direzione Artistica di Giuseppe Magagnini e alla passione e all’impegno totalmente volontario dell’Associazione Gruppo GIAD che ormai da oltre 37 anni svolge la sua attività teatrale ponendosi come unico obiettivo la crescita culturale e sociale del nostro territorio. Un impegno costantemente teso a migliorarsi anno dopo anno che ha raccolto il gradimento del pubblico progressivamente cresciuto grazie al solo passaparola tra gli spettatori, colpiti dalla qualità dei spettacoli e dalla calda e insieme professionale accoglienza del piccolo ma dinamico teatro dei Cimini. Professionalità, calda accoglienza e passione hanno coinvolto anche i tanti attori professionisti che hanno calcato le scene del Bianconi e che ogni anno chiedono, loro per primi, di tornare nel piccolo paese viterbese e con i quali ormai si è instaurato un rapporto non solo professionale.

Una Stagione finisce e un’altra ancora più splendente e intensa si profila all’orizzonte: tanti sono già gli appuntamenti fissati con spettacoli originali, divertenti, commoventi e attori tra i migliori del panorama teatrale italiano; ancora una volta una Stagione costruita da chi vive il Teatro con passione, per tutti coloro che hanno la passione del Teatro.

Per informazioni e prenotazioni si può consultare il sito internet www.teatrobianconi.it, la pagina facebook  del Teatro Bianconi o telefonare al 340 1045098 (24h) o allo 0761 613695

MAURIZIO CANFORINI in “TUTTI FELICI, TRANNE ME…”

Scritto da Stefano Rizzo il . Pubblicato in Teatro

Dopo i successi di pubblico che lo hanno visto protagonista dello spassoso monologo “Affàcciati alla finestra” e de “Il dolce inganno dell’amore”, Maurizio Canforini torna, dal 13 al 17 maggio, al teatro L’Aura (vicolo di Pietra Papa 64) con la commedia romantica “Tutti felici, tranne me…”, che indaga le relazioni sentimentali 2.0, in cui realtà e virtualità spesso si sovrappongono senza però coincidere mai. L’autore, attore e regista dello spettacolo punta nuovamente all’intreccio tra sentimento ed attualità. Sono ancora i social network a scatenare equivoci ma, mentre ne “Il dolce inganno dell’amore” whatsapp creava confusione inducendo in errore i protagonisti, in “Tutti felici, tranne me…” Facebook è la goccia che fa traboccare un vaso ormai colmo, con esiti decisamente positivi per i personaggi coinvolti.

Leonardo (Maurizio Canforini) è stato appena mollato dalla sua compagna per un maestro di Zumba, odia la felicità altrui sbandierata su Fb ed è per questo motivo preso in giro dalla sua collega Sofia (Barbara Blasetti), che a sua volta non riesce a smettere di essere l’amante infelice di un uomo “impossibile”, con tutte le frustrazioni che ne conseguono. Laura (Carlotta Galmarini), invece, ha appena archiviato una relazione ed è pronta a rimettersi in gioco, stando bene attenta però a scegliere finalmente l’uomo giusto. A trovarle una nuova casa è l’agente immobiliare Anna (Alessia Tona), che conduce con il proprio Andrea (Lino Mandile) una serena e fin troppo prevedibile esistenza. Un’innocente foto postata su Facebook farà incrociare le esistenze dei cinque protagonisti con esiti imprevisti e sorprendenti.

Scenografia virtuale: Endri Zisi e Leslie Esposito

E’consigliata la prenotazione dato il limitato numero dei posti a sedere.

Costo biglietto: 13 euro

Per info e prenotazioni

Ufficio stampa: Erika Eramo 349.5319075

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