Ristorante solidale Ruben, Ernesto Pellegrini: “Fragilità economica è esclusione sociale”

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende, Gastronomia e Cucina

Ruben è un ristorante solidale di Milano che nel 2018 ha servito quasi 51.000 cene a persone in difficoltà: nato dall’iniziativa di Ernesto Pellegrini, il progetto oggi vuole dare risposte concrete su un altro tema sensibile, quello del lavoro.

Ernesto Pellegrini

Ruben, il ristorante solidale di Ernesto Pellegrini che vuole ridare visibilità ai nuovi poveri

Sono gli anni 60 quando Ruben, da anni al servizio dei Pellegrini, si ritrova in miseria dopo che la famiglia aveva perso i terreni in affitto ed era stata costretta a trasferirsi: l’uomo fu ritrovato in seguito senza vita, da solo, in una baracca di fortuna. Ernesto Pellegrini, Presidente e Amministratore Delegato di Pellegrini S.p.A., ha voluto dedicare proprio a Ruben il ristorante solidale inaugurato a Milano nel 2014: un progetto che ha come mission quella di offrire quotidianamente, dal lunedì al sabato, la cena a 350 persone in temporanea difficoltà economica al prezzo simbolico di un euro, mentre per i giovani sotto i 16 anni il servizio è totalmente gratuito. “Il nostro scopo principale è assistere i nuovi poveri, una categoria di persone in difficoltà pressoché invisibile e purtroppo in costante aumento”, ha dichiarato l’imprenditore in occasione della settima edizione di “#cisiamo7”, momento di riflessione organizzato presso il ristorante con l’obiettivo di analizzare le nuove povertà. “La trasformazione di una fascia sociale che fino a pochi anni fa viveva in modo dignitoso rappresenta la genesi delle nuove povertà, caratterizzate da una fragilità anche economica che conduce all’esclusione sociale. Abbiamo voluto dare una risposta articolata per restituire visibilità e dignità a queste persone”. Ma Ruben non è “solo” un ristorante solidale: intorno al progetto voluto dalla Fondazione Ernesto Pellegrini ONLUS, infatti, ruota non solo l’Associazione dei Volontari di Ruben ma altri numerosi progetti che, sempre tramite la Fondazione, mirano ad avviare percorsi di reinserimento lavorativo per i commensali, iniziando un ragionamento più ampio che vuole combattere le difficoltà delle persone non solo donandogli un pasto, ma restituendo loro dignità e indipendenza.

Ernesto Pellegrini, una vita dedicata al settore della ristorazione collettiva

Nel 1965, dopo aver lavorato per la Bianchi prima come Capo Contabile e poi come direttore del servizio ristorazione, Ernesto Pellegrini fonda “Organizzazione Mense Pellegrini”, un’azienda che si occupa di ristorazione collettiva, per poi espandersi in pochi anni nel settore dei servizi per le aziende: buoni pasto, pulizia, vending, fornitura derrate alimentari. Dopo soli dieci anni, forte del successo, l’imprenditore trasforma l’impresa nell’attuale Pellegrini S.p.A.: in pochi anni i risultati sono tali da portare alla nascita della Pellegrini Catering Overseas SA, raggiungendo i mercati esteri. Nel 2013 il Gruppo istituisce la Fondazione Ernesto Pellegrini Onlus, nata, secondo le parole dell’imprenditore, come “un modo per ringraziare il buon Dio del tanto che ho avuto dalla vita”.

Fattorie Didattiche: far conoscere il mondo rurale e le scelte produttive compatibili con la salvaguardia dell’ambiente

Scritto da Fausto Faggioli il . Pubblicato in Agricoltura, Gastronomia e Cucina, Istruzione

Venerdì 6 dicembre alle ore 13:30, andrà in onda nella rubrica Eat Parade del TG2 RAI, uno speciale a cura del giornalista Bruno Gambacorta per raccontare ai telespettatori quanto sia importante per una generazione che vivrà “sempre più connessa” e proiettata  in realtà sempre più globali, conoscere il proprio territorio, riscoprirne i sapori perduti, conservarne le tradizioni confrontandosi con la sua identità e con il ritmo delle stagioni.

Questa la “mission” delle Fattorie Didattiche: mondo rurale e scuola in collaborazione per il futuro dei piccoli alunni, in quanto depositarie dei valori culturali del territorio dove, accanto agli obiettivi produttivi, è prioritario un “servizio ambientale” di gestione dello spazio rurale per ricomporre la separazione fra civiltà urbana e civiltà rurale. Le nostre comunità locali, i nostri borghi, le nostre vallate possono proporre esperienze di valore, innovative, interessanti, esperienze che emozionano anche una generazione che vivrà un futuro quasi completamente tecnologico, virtuale.

Sarà un piacevole appuntamento alle Fattorie Faggioli di Cusercoli (FC) a farci vivere, nella vallata bidentina del territorio forlivese, quest’esperienza di crescita educativa che coinvolge le Scuole con proposte volte a far conoscere il mondo rurale e le scelte produttive compatibili con la salvaguardia dell’ambiente.

In Italia, 8 ristoranti su 10 trascurano la propria reputazione online. Solo il 2% ottiene il punteggio massimo dai clienti

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Aziende, Gastronomia e Cucina, Internet

«Gestire bene un ristorante è fra le professioni più complicate del mondo. Considerare il proprio locale come un’azienda e modificare in quest’ottica la prospettiva con cui si lavora e si prende ogni singola decisione, rappresenta il cambio di passo ideale per mettere in atto le giuste strategie di sviluppo e di crescita. In un’ottica di questo tipo, “amministrare bene” la propria presenza sulle piattaforme di recensioni online è una delle azioni più importanti da intraprendere», racconta Salvatore Viola, co-founder e Ceo di RepUP.

«Noi gestiamo le risposte alle recensioni che i nostri clienti ricevono su TripAdvisor, Google e TheFork, ma contemporaneamente, grazie alla nostra tecnologia, siamo in grado di analizzare ogni locale che abbia una presenza su internet, studiandone le performance sulle varie piattaforme e facendo un incrocio intelligente dei risultati per ottenere un valore unico», spiega Andrea Orchesi co-founder e Presidente dell’azienda.

Lo studio di RepUP

Nell’ottica di ottenere un quadro sempre più chiaro della situazione attuale del mercato, RepUP ha analizzato i profili pubblici di 175.184 esercizi di somministrazione (ristoranti, bar, gelaterie e pizzerie) confrontando e incrociando il rating che ognuno di loro ha sulle varie piattaforme di recensioni in cui è presente, ottenendo così un punteggio medio per ogni locale della lista.

È importante precisare che il rating di un locale deriva dalle recensioni dei clienti e rappresenta quindi un dato oggettivo sullo stato delle cose. In base a questa ricerca, tutti gli esercizi sono stati suddivisi in cinque categorie, ognuna delle quali corrispondente a un valore che va da uno a cinque stelle.

Scopriamo così che in Italia, i locali con una stella e quindi con una situazione disastrosa della propria reputazione online, fortunatamente, sono solo lo 0,17% del totale, ma quelli con un punteggio di due stelle sono il 6,05% (parliamo di oltre 10.500 locali considerati scadenti dai propri clienti).

Il dato più interessante riguarda però la fascia dei tre stelle che vuol dire “nella media”, ma attenzione: non è considerato un valore positivo sulle piattaforme di recensioni. In questa fascia si assesta il 79,80% dei locali. Si tratta di una situazione che merita una profonda riflessione perché è come dire che per i clienti, la maggior parte dei locali italiani raggiunge solo la “sufficienza”, cosa che sappiamo benissimo non può essere vera. Questi dati sono in larga parte l’effetto di una cattiva gestione della reputazione online. Recensioni negative senza risposta, con repliche che arrivano troppo tardi o con un tono errato e polemico che indispongono i clienti e bloccano il ristorante nel limbo delle tre stelle. Il vero salto di qualità si evidenzia quando si entra a far parte dei locali con un rating di 4 stelle. Nel campione analizzato da RepUP circa il 12% dei locali è considerato “buono” dai clienti, mentre solo il 2% ottiene il punteggio massimo di 5 stelle.

Cosa raccontano questi dati

«Questi dati ci dicono che il 14% dei locali italiani (quattro e cinque stelle) sta facendo un ottimo lavoro di gestione della reputazione online o perlomeno, a fronte di un ottimo servizio fornito ai clienti, ha intrapreso qualche azione per stimolare gli ospiti a lasciare una recensione. A volte, in fondo, basta solo chiedere con gentilezza. Tutto ciò si traduce immancabilmente in un aumento del fatturato perché, piaccia o no, una buona reputazione stimola le scelte dei potenziali clienti. Ma questi dati ci dicono anche l’86% di un campione di oltre 175mila esercizi analizzati potrebbe migliorare di molto la propria immagine online e quindi anche i propri affari. È proprio per questo che è nata RepUP». Spiega Salvatore Viola.

«Secondo uno studio condotto da Small Business Trend, – racconta Andrea Orchesi – una stella in più nel proprio rating si traduce in un aumento del business misurabile tra il 5% e il 9%. Se consideriamo che il passaggio da tre a quattro stelle per un locale vuol dire anche passare da “sufficiente” a “buono” il guadagno conseguente, non solo a livello di immagine, ma anche di coperti e incassi può fare una differenza enorme. A tale proposito, lo stesso studio indica anche che i clienti sono disposti a spendere mediamente il 31% in più nei locali che hanno ottime recensioni».

Qualche consiglio

Nell’attività quotidiana di RepUP, la gestione delle recensioni su TripAdvisor, Google o TheFork sono l’elemento fondamentale del lavoro, ma spesso i problemi da risolvere arrivano ancora prima delle recensioni negative. Un profilo compilato male, con il giorno di chiusura che risulta diverso sulle varie piattaforme, fa perdere clienti. Non indicare la presenza di piatti vegetariani, può far perdere una comitiva intera che sceglie un altro locale perché nel gruppo una persona non mangia carne. Non indicare il fatto di accettare la carta di credito può scoraggiare chi non vuole pagare in contanti e così via. Si tratta di aspetti di un profilo che vengono spesso trascurati e che rappresentano un problema che si presenta prima ancora della gestione di un commento negativo. Tra le attività di RepUP c’è anche quella di “sistemare” e uniformare i profili del cliente, in modo da partire sempre con il piede giusto.

Sana e comoda, scopriamo la cottura a vapore

Scritto da pressnews il . Pubblicato in Gastronomia e Cucina

La cottura a vapore è un sistema molto pratico e salutare che consente di conservare tutte le proprietà dei cibi cotti con questa tecnica e di esaltarne anche i sapori. Ecco tutti i segreti della cottura a vapore e quello che dovete sapere per realizzarla a casa vostra.

Le caratteristiche della cottura a vapore
Con la tecnica della cottura a vapore il cibo viene preparato senza entrare a contatto diretto con l’acqua ma sfruttando i suoi vapori. Viene realizzata attraverso l’utilizzo di appositi cestelli che vengono posizionati in pentole che consentono una distanza diretta di circa 10 centimetri dall’acqua che viene portata ad ebollizione. In questo modo il vapore acqueo permette la perfetta cottura del cibo che si mantiene morbido e succoso e non necessita di aggiunta di grassi per la sua preparazione. È un tipo di cucina molto sano, che si presta a tantissimi ingredienti diversi e può essere facilmente utilizzato anche da coloro che non sono chef provetti.

Quali sono i vantaggi della cottura a vapore
I vantaggi di questa cottura sono davvero tanti e si adattano alle esigenze di persone di ogni età. Innanzitutto una materia prima cotta a vapore non disperde nell’acqua vitamine e sali minerali e quindi sono molto più salutari. La cottura a vapore è veloce e non necessita di molti strumenti per la sua realizzazione. Inoltre con la cottura a vapore la cucina è più leggera proprio perché non si devono aggiungere olio oppure burro per la preparazione dei piatti e questo la rende particolarmente adatta a chi deve seguire un regime alimentare dietetico oppure per chi è alla ricerca di cibi poco elaborati.

Perché preferire la cottura a vapore
Oltre ad essere buona e salutare la cottura a vapore è anche molto conveniente. Infatti in commercio esistono pentole che permettono di utilizzare più cestelli, così da risparmiare tempo e denaro. Le verdure, poi, conservando con questa cottura tutte le proprietà organolettiche sono ancora più salutari, una circostanza utile per la dieta di bambini e di persone che hanno bisogno di più sali minerali. L’unico problema può essere quello che con la cottura a vapore non si può glassare o rosolare i cibi ma si possono preparare ottime ricette con la cottura a vapore, così come ci insegna la cucina orientale.

Quali cibi sono più adatti per la cottura a vapore
Uno dei vantaggi della cottura a vapore è quello che si adatta a materie prime molto differenti. Ovviamente le verdure sono le prime a beneficiare della cottura a vapore perché così mantengono tutto il loro sapore e le vitamine, soprattutto quelle della buccia. Con la cottura a vapore, però, si possono preparare anche pietanze come il riso oppure l’orzo. Di questa tecnica di cottura possono beneficiare anche carne e pesce in quanto il vapore permetterà una cottura omogenea consentendo ai succhi della carne di conservarsi intatti, senza disperdersi durante la preparazione, rendendo i piatti più gustosi.

Vaporiera.biz

Come conservare gli alimenti

Scritto da pressnews il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

La conservazione del cibo

Sott’olio, sott’aceto, in agrodolce, sottovuoto crudo e previa essiccazione, tutti questi sono metodi per conservare gli alimenti rendendoli disponibili nel tempo, tra tutte le tecniche conserviere, l’essiccazione è tra quelle più meritevoli di attenzione, oltre a regalare al palato un prodotto dalla sapidità piacevole, regala all’organismo un cibo salubre con ottime proprietà organolettiche; la frutta e la verdura che subiscono il processo di essiccazione possono essere conservate in dispensa per diversi mesi.

Come eseguire un’essiccazione a regola d’arte

Quella dell’essiccazione è una tecnica conserviera molto antica, che si basa sulla sottrazione dell’acqua presente nell’alimento, chiaramente il metodo primordiale di essiccazione è quello che si serviva dell’energia solare, tuttavia, successivamente, con l’introduzione del calore artificiale e con l’utilizzazione dell’aria surriscaldata in celle di essiccazione, la vecchia tecnica che sfruttava l’energia solare è stata abbandonata, di fatto gli amanti dei cibi essiccati rivolgono la loro attenzione a speciali macchine denominate essiccatori.

Tra antico e moderno

Come già detto anticamente ad essere sfruttata per l’essiccazione era l’energia solare, in questo caso il cibo che doveva diventare provvista per essere consumato successivamente, doveva essere esposto al calore del sole, la frutta e la verdura preventivamente tagliata dovevano rimanere all’aria aperta nelle ore più calde della giornata; per arrivare al risultato finale occorrevano però alcuni giorni.

Tuttavia, tra l’antico e il moderno c’è una via di mezzo, una sorta di simil moderno incarnato dal vecchio e caro forno presente in tutte le cucine; nella fattispecie frutta e verdura devono essere adagiate in forno a una temperatura che non deve superare i 60 °C e che al contempo non deve essere inferiore ai 40 °C, il tempo d’essiccazione impiegato da questo elettrodomestico è piuttosto variabile e può andare da un minimo di 4 ore a un massimo di 12 circa, tutto dipende dal cibo che si deve essiccare.

Dopo l’antico e il simil moderno si trova ovviamente il moderno, questo metodo è reso possibile grazie all’impiego dell’essiccatore per alimenti, una macchina che ha la grande capacità di procedere all’essiccazione del cibo in tempi molto più brevi rispetto ai primi due metodi, il tutto con un consumo di energia davvero basso.

Imperativo categorico: evitare la formazione di muffe

Qualunque sia il metodo di essiccazione scelto è di vitale importanza eseguire il procedimento con meticolosità, solo così si eviterà di perdere il prodotto confezionato a causa della possibile formazione di muffa.

Una volta essiccati a dovere gli alimenti devono altresì essere conservati a regola d’arte, a tal proposito è possibile scegliere i barattoli di vetro, oppure il sottovuoto.

Se si è orientati verso i barattoli di vetro è necessario acquistare quelli a chiusura ermetica, prima di procedere alla conservazione del cibo ogni barattolo va lavato e sterilizzato, dopodiché si può iniziare a sistemare dentro l’alimento essiccato adagiandolo con la dovuta attenzione, di modo che non si rovini. Quando il barattolo sarà bello colmo, si chiude e si colloca in un luogo buio e fresco, questo perché le conserve non amano la luce e il calore, una volta aperto il barattolo per consumare la leccornia che custodisce è doveroso richiuderlo alla perfezione.

Se il metodo di conservazione scelto, invece, è il sottovuoto è necessario munirsi dell’apparecchio preposto a questa operazione, una volta procurata la macchina si può procedere con l’operazione di imbustamento, il sottovuoto è uno dei metodi migliori da impiegare quando non si ha molto spazio.

Come usare un’affettatrice professionale

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Gastronomia e Cucina

Molto utile sia in ambito professionale che domestico l’affettatrice è uno strumento che consente di tagliare minuziosamente e con precisione vari tipi di cibo. L’utilizzo dell’affettatrice è molto semplice e alla portata di tutti anche sul lavoro. Dispongono di una lama circolare che viene installata sul corpo macchina ruotando a diverse velocità in base alla potenza del motore. Il cibo può essere posizionato sulla superficie di taglio, che in genere è molto ampia e spaziosa, e con l’apposita maniglia e il carrello si può eseguire facilmente il taglio. Una volta presa la mano la potete utilizzare in qualsiasi momento col vantaggio di avere sempre a disposizione uno strumento efficace e valido.

L’affettatrice professionale ha costi accessibili ma certamente più elevati rispetto a quelle utilizzare in ambito domestico. Se avete dubbi sulla scelta di un buon modello consultate le recensioni online che vi possono aiutare a capire quale modello si adatta più alle vostre esigenze.

Online degli ottimi essiccatoi per frutta

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Gastronomia e Cucina

Il web offre la grande opportunità di trovare degli ottimi alleati del benessere come per esempio l’essiccatore. Quest’oggetto è alla portata di tutti e consente di essiccare i vostri cibi preferiti conservando intatte le proprietà nutritive. Una scelta di tanti per chi vuole avere sempre pronti snack e merende gustose. In particolare chi possiede un frutteto o un orto ha la possibilità di sfruttare tutta la sua produzione in modo sano. Una volta lavata con attenzione tutta la frutta e dopo averla tagliata a fettine la si può riporre nei cestelli appositi e lasciarla essiccare. Scegliere la giusta temperatura è facile e col tempo diventa una abitudine. Per scovare ricette semplici o idee curiose c’è il web dove confrontate la vostra esperienza con chi ne sa qualcosa. Nella scelta di un buon prodotto valutate peso, dimensioni, qualità dei materiali, ingombro, design. Leggete i pareri online e fate domande, solo così potete capire se tra i tanti essiccatoi per frutta c’è proprio il vostro!

Arriva una nuova linea pesti de Le Conserve della Nonna

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

L’azienda modenese presenta nuove sfiziose varianti di pesto, ideali per qualsiasi tipo di preparazione e uniche per genuinità, gusto e corposità.

Le Conserve della Nonna, storico marchio nato nel 1973 a Ravarino (MO), sceglie la prestigiosa vetrina di Tutto Food (Milano, 6-9 maggio, Pad. 5, Stand M 26-28) per presentare alla platea di consumatori le ultime novità della sua linea di pesti. Per ampliare le possibilità di condimento della pasta e soddisfare palati più curiosi, il brand ha elaborato alcune nuove ricette, da affiancarsi a quelle più tradizionali.

La novità più originale e di stagione che il marchio modenese propone è il Pesto Peperoni e Anacardi: una variante dal sapore deciso, impreziosita da una gradevole nota croccante. L’abbinamento più consigliato di questo pesto è con la pasta integrale, sempre più richiesta dal consumatore moderno per le sue proprietà nutritive, ma anche la guarnizione di bruschette di pane nero.

Mentre, il Pesto Broccoli e Cime di Rapa, realizzato con verdure 100% italiane e un pizzico di peperoncino, rappresenta la soluzione ideale e veloce per condire le orecchiette.

Tra le versioni più classiche troviamo poi il Pesto alla Genovese, che racchiude tutto il profumo e il sapore del basilico e si sposa perfettamente con le trofie e molti altri primi piatti italiani. Inoltre, la gamma di prodotti Le Conserve della Nonna propone un Pesto Rosso, preparato con gustosi pomodori essiccati, pinoli, basilico e ricotta e pensato non solo per la pasta, ma anche per accompagnare secondi di carne o di pesce. Sapore tradizionale, ma intenso e sfizioso, anche per la proposta a base di aglio, olio e peperoncino, un vero classico della cultura gastronomica italiana, da sempre apprezzato lungo tutta la Penisola.

Spaziando dalle versioni più semplici a quelle più ricercate, i pesti de Le Conserve della Nonna sanno rispondere a tutte le esigenze di consumo di chi è interessato a trovare prodotti gustosi ma fatti con cura, capaci di rievocare i profumi, i sapori e le abitudini della cucina delle nonne, senza glutine e senza conservanti.

Con oltre 150 prodotti, la gamma de Le Conserve della Nonna spazia dalle passate, alle salse e ai sughi, fino ad arrivare a una vasta scelta di legumi, semplici o ricettati, oltre che a deliziose creme vegetali spalmabili, alle confetture e ai vegetali sottolio.

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Fini regala il grande cinema

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

Dal 3 maggio al 16 luglio 2019 Fini mette in palio premi giornalieri e ad estrazione finale due week end per assaporare la magica atmosfera di Venezia durante il periodo del Festival del Cinema.

“VINCI IL GRANDE CINEMA, CON I GRANRIPIENI” è il concorso a premi con cui Fini pasta fresca apre le porte del grande cinema invitando tutti i consumatori della linea “I Granripieni” a sfidare la fortuna.

Dal 3 maggio fino al 16 luglio 2019, tutti coloro che acquisteranno una confezione de “I Granripieni” Fini troveranno un codice per partecipare e scoprire subito se avranno vinto. Basterà soltanto accedere al sito www.vinciilgrandecinema.it, inserire i propri dati e poi il codice riportato nello sticker posizionato sulla confezione del prodotto acquistato.

Ogni giorno verrà estratto un nominativo che si aggiudicherà una Gift Card Netflix del valore di € 50,00, per un totale di 75 card distribuite in tre estrazioni periodiche: il 14 giugno, il 15 luglio e il 31 luglio.

Mentre l’estrazione finale, dedicata a tutti coloro che avranno partecipato al concorso, premierà due fortunate coppie di persone che potranno godersi l’esperienza unica del week end a Venezia durante il periodo del Festival del Cinema con una cena esclusiva presso la terrazza dello chef internazionale Tino Vettorello.

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I Granripieni Fini a Venezia per la Ricetta del Grande Cinema

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

In anteprima assoluta lo chef Tino Vettorello ha presentato la trasformazione dei tortelli Fini in star del grande schermo, protagonisti di una ricetta che delizierà i Vip del Festival del Cinema.

Martedì 4 giugno, alle ore 11.30, si è tenuta la presentazione ufficiale della “Ricetta del Grande Cinema”, frutto della proficua e intensa collaborazione instaurata tra il Gruppo Fini, eccellenza alimentare modenese dal 1912, e lo chef olimpionico di fama internazionale Tino Vettorello, che per l’occasione preparerà ai suoi ospiti, per la prima volta, la speciale ricetta a base dei tortelloni radicchio e speck della linea “I Granripieni Fini” che verrà inserita nel menu del Ristorante della Terrazza della Biennale di Venezia dal 28 agosto al 7 settembre.

Location esclusiva dell’evento l’Aula Magna Silvio Trentin di Ca’ Dolfin, che ha ospitato la presentazione del progetto alla stampa, cui è seguito un buffet di assaggio della speciale ricetta offerto dallo Chef Vettorello e dal suo staff, accolto dalla suggestiva cornice del Giardino interno del palazzo. Il rinfresco a base di finger food ha posto sotto i riflettori i Tortelloni radicchio e speck di pasta ripiena Fini, l’ingrediente principe che ha ispirato la creazione dello Chef Vettorello, ricca di colori e gustose guarnizioni.

Ad aprire i la conferenza il Direttore Generale del Gruppo Fini Fabio Ferrari, che ha posto l’accento sulla forza della cooperazione con lo Chef Vettorello: “La creatività dello chef Tino Vettorello incontra i prodotti Fini poiché abbiamo in comune la qualità e la volontà di valorizzare gli ingredienti tipici del territorio italiano senza trasformarli troppo. Abbiamo scelto di essere sponsor della Terrazza di Tino Vettorello al Festival del Cinema di Venezia perché si tratta di una location strategica, da sempre vetrina dell’Italia all’estero”.

Se Christine Mauracher, Direttrice del Master in cultura del cibo e del vino dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, ha concentrato l’attenzione sui tre principali driver d’acquisto che influiscono sulle scelte del consumatore moderno (in particolare salute, territorio e esperienzialità), la Responsabile Marketing di Prodotto Fini Roberta Morini ha illustrato le plusvalenze dei tortelloni scelti da Tino Vettorello e ricordato la limited edition del pack realizzata per l’occasione: I Granripieni Radicchio e Speck sono una delle referenze che vendiamo per la maggiore dopo il tortellino tradizionale e che il consumatore ci riconosce come prodotto di qualità in tutta Italia. Abbiamo mantenuto la forma tipica di origine emiliana: un tortellone annodato con lembi di pasta trafilata al bronzo sovrapposti nella parte anteriore. Gli ingredienti del ripieno, radicchio e speck, rappresentano un abbinamento vincente, per via del gusto dolce e amaro del radicchio con la nota di affumicatura finale. Abbiamo voluto cogliere l’occasione della collaborazione con la Terrazza di Tino Vettorello a Venezia per attribuire un nuovo ruolo a questo prodotto d’eccellenza e la cui confezione speciale vuole essere un omaggio alla cornice di questa splendida città. Nel retro etichetta viene puntualmente riproposta la ricetta ideata dallo chef Tino Vettorello per permettere al consumatore di replicare nella propria quotidianità questo abbinamento originale”.

Tino Vettorello, vero e proprio artista del gusto e architetto del piatto, si è sbilanciato invece sulla filosofia del suo cucinare: “La cucina è una passione, è amore. Compito dello Chef è esaltare le materie prime che devono rigorosamente essere di prima qualità per emozionare chi le degusterà. Questo è quello che voglio trasmettere a chi assaggerà la ricetta che sto realizzando per il Gruppo Fini”.

Forte della qualità elevata dei prodotti utilizzati e dell’uso calibrato degli ingredienti presenti in menu, lo Chef è noto per sprigionare tutta la sua fantasia al cospetto di sportivi d’eccellenza e celebrità del Festival di Venezia: memorabili le portate più celebri a firma dello Chef, l’”Orata Spericolata” realizzata in onore di Vasco Rossi e il “Rombo alla Clooney”.

L’obiettivo della partnership tra l’azienda modenese e lo Chef Tino Vettorello è quello di condividere con i propri consumatori una ricetta esclusiva, degustata dalle star durante il Festival e impreziosita dal tocco unico di un professionista della grande tradizione gastronomica italiana. Il Gruppo Fini ha scelto di intrecciare la riconoscibilità e affidabilità dei proprio brand Fini pasta fresca ad un evento di risonanza e prestigio internazionali, capace di esportare la qualità e la genuinità delle eccellenze nostrane in tutto il mondo.

Limited edition anche per il pack del prodotto presente a scaffale nei banchi della Gdo: da giugno a settembre gli Special Pack Tortelloni Radicchio e Speck riporteranno sulla confezione il bollino «LA RICETTA DEL GRANDE CINEMA» di Vettorello e, sulla retro-etichetta, il dettaglio della ricetta ripercorsa proprio dal suo ideatore, che riesce a preservare sapientemente la centralità del gusto dei tortelloni Fini mixandolo con la freschezza della rucola e il profumo dei fiori, senza rinunciare al valore aggiunto della marinatura della cipolla a base di garofano, anice, cannella e ginepro. Fiori e gocce di lampone a decorare il tutto, in un perfetto dosaggio tra materie prime di ottimo livello e amore per il nuovo nella culla della tradizione, come vuole la filosofia di Fini.

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