Anselmo Galbusera celebra i 60 anni di Gastronomia Somasca

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Imprenditore e consigliere del CdA di Gastronomia Somasca, Anselmo Galbusera prende parte ai festeggiamenti per i 60 anni dell’azienda di Desio.

Anselmo Galbusera si unisce alle celebrazioni per i 60 anni di Gastronomia Somasca

Consigliere del CdA di Gastronomia Somasca, Anselmo Galbusera si è recentemente unito alla celebrazione del sessantesimo anniversario dell’impresa brianzola, fondata nel lontano 1957 da Siro e Teodoro Somasca, padre e figlio, grazie all’aiuto di mamma Emilia. In origine un piccolo laboratorio casalingo, l’azienda di famiglia si è trasferita nel 1968 nell’attuale sede di Desio, dando inizio a un percorso di crescita ed espansione che è stato portato avanti nel corso degli anni successivi dal figlio Guido. Grazie al costante impegno, Gastronomia Somasca si è ulteriormente ingrandita per rispondere alle richieste dalla grande distribuzione, capace di mantenere viva nel contempo la propria tradizione gastronomica di qualità e standard di igiene impeccabili. Ad oggi l’azienda può contare su numeri sempre più importanti: 150 clienti attivi, 60 anni di presenza sul mercato, oltre 15 dipendenti, 2.500 metri quadri di sito produttivo e 450.000 chili di produzione annua. Insieme all’imprenditore Anselmo Galbusera, fanno parte del Consiglio di Amministrazione Guido Somasca, erede dell’azienda e Presidente del Consiglio del CdA, Emanuele Galbusera, Amministratore Delegato, Teodoro Somasca e Riccardo Lazzarini, entrambi consiglieri d’amministrazione. In occasione dei suoi 60 anni, l’azienda ha deciso di dotare il proprio sito di una nuova veste grafica, rinnovandone lo stile in linea con la propria attività.

Profilo imprenditoriale di Anselmo Galbusera

Chief Strategic Officer di Multicatering SpA, Anselmo Galbusera è un imprenditore monzese. Nato nel 1958, ha avviato la sua carriera professionale e imprenditoriale nel 1990 con la fondazione di Delta S.p.A., società attiva nel campo delle telecomunicazioni e nella quale svolge l’incarico di Chief Executive Officer sino alla cessione finale a Wind, avvenuta nel 2004. Nel contempo ha fatto il suo ingresso proprio nella stessa compagnia telefonica, lavorando dal 2003 al 2004 come Chief Strategic Officer e Corporate Clients. A conclusione di questa esperienza, approda in Italgo S.p.A, azienda specializzata nel campo della sicurezza, come azionista e Amministratore Delegato. Successivamente, nel 2009, Anselmo Galbusera ha dato vita a Fera, holding che possiede azioni in diverse imprese regionali ed estere: Interforgia, Stamperia Segrino, Osra Special Parts, Chiara Boni & Sons, Genius Energy, Multicatering e Progetto Investimenti. Presente nel Consiglio di Amministrazione di diverse realtà quali ad esempio Gastronomia Somasca, Banca di Credito Cooperativo PMI (dal 2010 al 2011) e Ciet (sino al 2014), riveste l’incarico di Vice Presidente di Genius Energy, società operativa nel comparto delle energie rinnovabili.

Un panettone nel cuore di Bologna

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Ha aperto nella centralissima via D’Azeglio 34/A, in prossimità di via Farini, il temporary shop del Maestro Gabriele Spinelli, firma d’autore nel campo dei lievitati. C’è da scommettere che le sue delizie andranno a ruba sotto le Due Torri.

Bologna la ghiotta: è proprio il caso di dirlo con l’apertura del temporary shop di Gabriele Spinelli, un’eccellenza della pasticceria bolognese, già titolare dal 2004 della Pasticceria “Dolce Salato” di Pianoro (BO), specializzata in prodotti a lievitazione naturale quali panettoni.

Nella centralissima via D’Azeglio 34/A i prossimi mesi si preannunciano dolcissimi, con le golose creazioni d’autore che impreziosiranno lo shopping cittadino dal 7 dicembre fino all’Epifania. La location prescelta è un prestigioso locale storico, la cui atmosfera acquisterà magia grazie all’allestimento di una cornice natalizia fatta di addobbi e raffinati accorgimenti. La gamma prodotti accolta al suo interno abbraccia l’intera produzione dedicata al Natale: non mancano i classici e apprezzatissimi panettoni e pandori, ma vi è l’imbarazzo della scelta anche per i meno tradizionalisti, con la cioccolateria, il torrone nella versione anche al cioccolato o arancio e nocciole, oltre al certosino. Per accompagnare il dessert e brindare alle Feste, ecco che il pubblico ha la possibilità di scegliere anche i liquori e l’intramontabile Champagne.

Forte di una lunga e riconosciuta esperienza nel settore gastronomico, Spinelli è un maestro dell’arte bianca ben noto in città e non solo. La sua passione, la curiosità e una spiccata inclinazione alla sperimentazione l’hanno portato ad aprire la pasticceria Dolce Salato di Pianoro, anima di un suggestivo e incantevole mulino ottocentesco trasformato in un laboratorio di leccornie. Il Maestro vanta infatti un patrimonio esperienziale costruito in tutta Italia e all’estero.

Nella sua pasticceria Dolce Salato – per il terzo anno consecutivo annoverata nella Guida del Gambero Rosso tra i migliori bar d’Italia – nascono prelibatezze davvero speciali, per tutti i momenti di piacere gastronomico della giornata.

Tra le specialità per cui la pasticceria Dolce Salato vanta numerosi premi e riconoscimenti vi sono proprio i prodotti a lievitazione naturale, quali i panettoni. L’altissima qualità delle materie prime, la maestria della preparazione, i lunghi tempi di esecuzione, ma anche l’accuratezza del confezionamento e la possibilità di personalizzare i prodotti in base alle diverse esigenze, fanno sì che i panettoni di Dolce Salato – ora disponibili a due passi da Piazza Maggiore – riscontrino un enorme successo da parte della clientela sia privata che all’ingrosso.

Pronto per celebrare la grande tradizione del Natale con le sue creazioni, Gabriele Spinelli non fa mancare un tocco di originalità con sperimentazioni che sono diventate veri prodotti di culto, come il panettone dolce grigliabile alla mortadella o Cuore, una versione limitata di un panettone mixato ad un pandoro.

Ce ne saranno davvero di tutti i gusti in città a dicembre: dalla versione arancio e cioccolato fino all’immancabile produzione tradizionale, passando per la lavanda e l’amarena. Golosi e buongustai sono allertati, perché c’è da scommettere che le specialità del Maestro andranno a ruba: meglio affrettarsi per non restare senza.

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Un Maestro in cattedra

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Da non perdere le lezioni sulla storia e la produzione del cioccolato tenute da Renato Zoia a Bologna durante la XIII° edizione del Cioccoshow, la più importante kermesse nazionale dedicata al cioccolato artigianale

Bentornato Cioccoshow, l’appuntamento bolognese con la più importante manifestazione nazionale dedicata al cioccolato artigianale, giunta alla sua tredicesima edizione. Alcune importanti novità quest’anno: prima fra tutte la durata, contratta da 5 a 3 giorni, che vedrà l’atteso evento svolgersi dal 17 al 19 novembre, e in secondo luogo la location, che lascia Piazza Maggiore per approdare in Piazza XX Settembre, vicino alla stazione dei treni e all’autostazione delle corriere.

Non cambiano però i protagonisti, tra cui il Maestro Pasticcere Renato Zoia, titolare della pasticceria Eporedia di Bologna e inventore del noto cioccolato “Il Bolognino”.

Il Maestro Zoia, noto per le sue prelibatezze e per l’abilità nella decorazione a cornetto che rende ogni suo dolce un’opera d’arte, è tra i promotori della kermesse e tra gli assoluti protagonisti del Laboratorio artigianale del cioccolato, area didattica attrezzata aperta al pubblico: un’opportunità per i visitatori del Cioccoshow di scoprire la storia di questo “cibo degli dei” e delle sue tecniche di lavorazione, ma soprattutto di far proprie alcune accessibili modalità di preparazione delle più famose delizie a base di cioccolato per poterle riproporre senza troppo sforzo.

Un’occasione speciale, dunque, per conoscere questo prodotto dalle mille proprietà e l’arte del Maestro Pasticcere Renato Zoia, pluripremiato, nominato Ambasciatore del Cibo Italiano nel Mondo dalla Camera di Commercio di New York, con un gran numero di riconoscimenti, tra cui un Guinnes dei Primati per la moneta di cioccolato più grande del mondo. Renato Zoia, tra i più importanti Maestri Cioccolatieri a livello nazionale e molto noto anche all’estero – dove si reca per dimostrazioni, corsi e missioni informative – ama condividere la sua pluriennale esperienza e far innamorare golosi e buongustai della stessa prelibatezza che fece scattare il colpo di fulmine ben cinque decenni fa.

Renato Zoia è tra i protagonisti indiscussi del Cioccoshow, nonché membro fondatore dell’Associazione CiocchinBò, Associazione Italiana Maestri Cioccolatieri. Grande amore di Renato Zoia, fin dai primi anni di lavoro, è stato il cioccolato. Un incontro che è diventato una passione straordinaria, sfociata in spettacolari uova di Pasqua, cioccolatini di ogni tipo e con ogni farcitura, praline, ricoperti, fino alla delizia per eccellenza, la celebre “Torta Eporedia” che ha decretato il successo della sua pasticceria, grazie al delizioso pan di spagna al cioccolato farcito con una mousse senza l’utilizzo di alcun tipo di liquore.

Il feeling con il cioccolato è tale che il Maestro ha creato Il Bolognino, un cioccolato speziato in cui le materie prime sono dosate ed equilibrate, trasferendo alla sua invenzione i richiami alla gastronomia di Bologna, i profumi e i sapori della città, affinché anche Bologna si potesse vantare del proprio cioccolato. Un concentrato di storia e tradizione, di estrema complessità nella sua realizzazione rigorosamente artigianale in cui racchiude in un blend speziato l’insieme dei sapori caratteristici di Bologna.

Veneto di origini, nato professionalmente in Piemonte, ma bolognese di adozione, Renato Zoia da oltre cinquant’anni dedica la propria vita al mondo della pasticceria. La grande scuola piemontese ha lasciato un segno indelebile nello stile di Renato Zoia e il Maestro ha sempre cercato di coniugare le esperienze maturate ad Ivrea con la grande tradizione gastronomica di Bologna, città che lo vide trasferirsi oltre trentacinque anni fa. Se il Piemonte è rimasto nel cuore del Maestro Pasticcere, come dimostra il nome della sua pasticceria, Eporedia, l’antico nome di Ivrea, la scoperta della gastronomia bolognese ha permesso a Renato Zoia di stupire il pubblico del capoluogo emiliano con creazioni innovative e originali, di rara bontà, tra cui, appunto, il cioccolato Il Bolognino.

Non resta che entrare nel Laboratorio del cioccolato artigianale per restare ammirati durante le lezioni del Maestro Zoia.

Le dolcezze solidali di Spinelli alla #Maratonadeglichef

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Gastronomia e Cucina

Il noto pasticcere bolognese porterà l’arte dolciaria della pluripremiata pasticceria Dolce Salato di Pianoro (BO) sui tavoli della kermesse di beneficienza giunta alla V edizione: una due giorni enogastronomica che mostra il legame benefico tra la buona cucina e la solidarietà.

Il Maestro pasticcere Gabriele Spinelli e il suo rinomato locale pasticceria “Dolce Salato” di Pianoro (BO) figurano tra le moltissime eccellenze del territorio che hanno risposto con entusiasmo alla chiamata degli imprenditori Mauro e Gianni Guizzardi, ideatori di un evento straordinario a tema enogastronomico noto come #Maratonadeglichef.

La manifestazione, approdata ormai alla V edizione, è espressione di un concreto progetto di solidarietà destinata al supporto del Gruppo Hospice Seragnoli – attivo nel bolognese nei tre poli di Bentivoglio, Bellaria e Casalecchio di Reno – che si prefigge l’assistenza dei pazienti colpiti da malattie a uno stadio avanzato.

La passione per il gusto e l’arte culinaria costituiranno il trait d’union di questa dolcissima kermesse, che avrà inizio alle 10 di lunedì 13 novembre e proseguirà senza sosta fino alla tarda serata di martedì 14 novembre, radunando tantissimi esponenti della più celebre gastronomia e pasticceria del territorio animati dal medesimo spirito e dalla stessa inclinazione: la semplicità della buona cucina.

Non poteva mancare Gabriele Spinelli con le sue ghiotte specialità, frutto della sapiente gestualità acquisita in tanti anni di esperienza, presenti ogni giorno nel goloso assortimento di prodotti di alta pasticceria di “Dolce Salato”, suo laboratorio e quartier generale anche quest’anno annoverato tra i migliori bar d’Italia dalla prestigiosa Guida del Gambero Rosso. Alle 21 di martedì 14 novembre il noto pasticcere contribuirà a dare alla maratona culinaria una chiusura indimenticabile, aggiungendo un tassello a questo racconto gustoso e dal valore positivo, da 5 anni sinceramente sentito dal pubblico emiliano e bolognese.

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Cresce del 15% in un anno la domanda di agriturismi con alloggi esperienziali e alternativi

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Gastronomia e Cucina, Turismo, Viaggi

L’idea di una vacanza in agriturismo viene spesso associata a quella di un alloggio in un classico casolare di campagna, ma non sempre è così. Agriturismo.it (https://www.agriturismo.it), il portale italiano leader del settore, ha analizzato le richieste dei suoi utenti nell’ultimo anno, scoprendo come sia cresciuta del 15% la domanda per le strutture presenti sul sito che offrono alloggi fuori dal comune.

«Secondo il nostro ultimo osservatorio la richiesta di agriturismi in Italia ha segnato un aumento del 7% e prevediamo che per il prossimo anno l’incremento sarà ancora più elevato – spiega Veronica Mariani, fondatrice di Agriturismo.it – A fronte di un crescente interesse per le vacanze in agriturismo, le strutture stanno cercando sempre più di personalizzare l’esperienza per i loro ospiti e un modo per farlo è quello di recuperare o creare degli alloggi molto particolari e unici nel loro genere.»

Uno dei trend più diffusi da Nord a Sud è quello di recuperare stalle, fienili e mulini per trasformarli in ambienti integrati alla struttura principale, permettendo agli ospiti di utilizzarli come stanze o sale per la ristorazione.

Dormire in un immobile storico, come trulli, dammusi e masserie, è una possibilità molto gradita soprattutto dall’utenza straniera; affascinano tutti i castelli, dove ci si può immergere nella natura di un agriturismo, degustare prodotti locali e sentirsi re per un giorno. Così come è sempre più diffuso il trend di creare stanze a tema, tra cui gli ospiti possono scegliere a seconda dei loro gusti e desideri.

In provincia di Lucca si trova un agriturismo in cui si può dormire nei caravan recuperati e trasformati in comode camere con bagno privato. Due di questi sono degli originali mezzi zigani appartenuti a famiglie di giostrai e direttamente restaurati dai proprietari dell’agriturismo.

Per ritornare agli usi di un tempo, vi sono strutture che offrono agli ospiti la possibilità di alloggiare in case interamente costruite con la paglia o in camere più tradizionali in cui sono i materassi a essere sostituiti con le balle di fieno.

Sempre in Toscana, in provincia di Pisa, si trova una struttura composta da yurte immerse nella natura. Le yurte sono le tende tipiche delle antiche popolazioni della Mongolia, riadattate per garantire agli ospiti il massimo del confort. E proprio sulla riscoperta della vita in tenda si inserisce il recente trend del glamping, adottato da diversi agriturismi, che mettono a disposizione degli ospiti tende glamour e confortevoli.

Ristorante Pizzeria a Lecco? Scegli Birra e Brace di Garbagnate Monastero

Scritto da mybookmarkservice il . Pubblicato in Aziende, Gastronomia e Cucina

Birra&Brace è il ristorante pizzeria in franchising che ti delizierà con strepitosi piatti perfetti per tutti i gusti. Trovi il ristorante pizzeria a Lecco (Garbagnate Monastero), Bergamo (Bonate di sopra) e Monza (Usmate Velate e Monza città).

Birra e Brace è il ristorante pizzeria in provincia di Bergamo, Lecco, Monza in cui è possibile gustare prelibatezze per tutti i gusti.
Hai mai provato la pinsa romana? Da Birra e Brace potrai provarla e lasciarti trasportare dal suo gusto unico e inconfondibile. Se preferisci la carne, invece, avrai l’imbarazzo della scelta grazie al variegato menù che propone diversi tagli di carne nostrana di prima scelta. Potrai inoltre scegliere insalatone, patatine, taglieri, panini e tutto quello che più ti piace.

ristorante pizzeria monza

Scopri la pinsa con Birra e Brace, ristorante pizzeria di Lecco, Bergamo e Monza

La pinsa è una pietanza dal gusto unico, altamente digeribile, dalla forma particolare, simile alla pizza. A Bergamo (Bonate di Sopra), Lecco (Garbagnate Monastero) e Monza (Usmate Velate e Monza Città) avrai la possibilità di scegliere tra tantissime varianti di questo piatto speciale.
La pinsa ha origini in epoca romana, in cui veniva preparata unendo differenti farine, come soia, frumento e riso, e impastata con lievito madre. Dopo 72 ore di riposo, la pasta lievitata veniva stesa regalandole una forma allungata da cui deriva il suo nome (in latino “pinsere” significa “allungare”). Oggi la ricetta ha subito leggere modifiche mantenendo comunque le sue caratteristiche principali che donano a questa strepitosa pietanza friabilità ai bordi, morbidezza all’interno, altissima digeribilità e assoluta personalizzazione dei condimenti.

Ristorante pizzeria di Lecco, Monza e Bergamo, molto più che semplici cene

Birra e Brace è un luogo magico, dall’aspetto giovane e dinamico ma allo stesso tempo famigliare ed accogliente. Presso il ristorante pizzeria di Lecco, Monza e Bergamo potrai passare splendidi momenti con amici e famiglia sorseggiando birre artigianali o calici di vino DOC e DOCG sulle comode poltrone, ascoltare ottima musica dal vivo e far divertire i tuoi bambini affidandoli alle attente animatrici che li accompagneranno lungo una piacevole serata tra giochi, colori e cartoni animati nell’apposita area bimbi.
Prenota il tuo tavolo da Birra e Brace e scopri il piacere del buon cibo!

Eccellenze bolognesi nel bar “Unico” di Londra

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina, Italia, Turismo

Si avvicina l’inaugurazione a Notting Hill di “Unico”, un progetto che esporta oltre Manica l’essenza della celebre caffetteria e pasticceria bolognese grazie all’apporto di Maestri del calibro di Leonardo Ragazzi, Gabriele Spinelli e Manuel Terzi.

Mancano pochi giorni all’apertura della nuova attività londinese con una crew di Maestri d’eccellenza, che riunisce sotto la stessa insegna i bolognesi Leonardo Ragazzi, patron della Cremeria Funivia, Gabriele Spinelli, titolare della famosa Pasticceria Dolce Salato di Pianoro, da anni annoverata tra i migliori bar d’Italia della Guida del Gambero Rosso, e Manuel Terzi, fondatore e anima del Caffè ai piedi delle Torri che porta il suo nome.

Il 9 novembre “Unico”, il nuovo punto vendita della prestigiosa catena di negozi che può contare oggi sulla presenza a Londra di diversi locali, si insedierà nell’ambitissimo ed evocativo quartiere residenziale di Notting Hill, uno dei luoghi di maggior tendenza di Londra.

Al suo interno sarà possibile gustare, in una formula rivisitata e adattata alle esigenze del cosmopolita pubblico londinese, la ghiotta proposta gastronomica Bolognese grazie all’iniziativa capitanata da Leonardo Ragazzi, Maestro Gelatiere titolare della storica Cremeria Funivia, che ha portato con sé a Londra alcuni collaboratori da Bologna e lavora con materie prime importate dall’Italia per offrire il vero sapore italiano. E non ci si ferma al gelato, grazie alla partecipazione di Gabriele Spinelli che porta sulle rive del Tamigi il patrimonio esperienziale della Pasticceria Dolce Salato, caratterizzata da grande qualità, maestria della preparazione, lunghi tempi di esecuzione e personalizzazione finale. Infine l’aroma inconfondibile del Caffè Terzi, che da Bologna è riuscito ad arrivare in tutto il mondo.

La fortunata scommessa di alcuni protagonisti del panorama commerciale e sportivo (non sfugge il nome di Gianfranco Zola, campione di calcio dapprima nei panni di giocatore e poi di allenatore) risale al 2015, quando alcuni di loro decisero di riunirsi attorno al portabandiera Leonardo Ragazzi e di dare vita in Inghilterra ad un’attività dal nome “Unico Gelato & Caffè”: un ambiente curato, accogliente e fedele alla produzione artigianale, baluardo della qualità e della più nota tradizione gastronomica made in Italy. La base originaria fu inaugurata a Bromley – il borgo noto per aver ospitato la giovinezza e gli studi di David Bowie – ma presto il successo del locale portò i suoi ideatori ad approdare anche a Londra, nelle zone altolocate di Holland Park, Fulham e St. John’s Wood.

È iniziata così una storia di lungimiranza, intraprendenza e incontro culturale: ed è così che è destinata a continuare, per un viaggio “Unico” irto di successi.

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C’è chi dice no

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

CiocchinBò, Associazione Italiana Maestri Cioccolatieri, è contraria al cambio di location del Cioccoshow per l’edizione 2017: uno spostamento approvato da CNA Bologna ma ritenuto altamente lesivo sia in termini economici che di immagine

Ci vogliono anni per far crescere una manifestazione ma basta davvero poco per metterla a rischio. Questo il pensiero di CiocchinBò, Associazione Italiana Maestri Cioccolatieri, espresso martedì 17 ottobre nel corso della conferenza stampa convocata per comunicare ai media la propria contrarietà in merito alla decisione del Comune di Bologna di spostare il Cioccoshow. L’annuale appuntamento dedicato al mondo del cioccolato artigianale, si terrà infatti non più nella centralissima Piazza Maggiore bensì relegato nella più decentrata Piazza XX Settembre. L’evento bolognese, il più importante del settore a livello nazionale, è da anni molto sentito, non solo dal pubblico ma anche dagli iscritti all’Associazione che vi partecipano con tutto il loro seguito con convinzione, affezione e notevoli risorse. Non si tratta di un mero momento di vendita ma un’occasione di incontro con il grande pubblico e di diffusione della cultura del cioccolato che, come tale, merita una vetrina di primo piano alla stregua di Piazza Maggiore: “noi siamo sempre aperti al dialogo – spiega Giuseppe Sartoni, Presidente dell’Associazione CiocchinBòpurché si trovi una soluzione che non infici il prestigio dell’evento. Avevamo proposto via Rizzoli o via Indipendenza, ma riteniamo che Piazza XX Settembre sia troppo decentrata e che non crei il giusto richiamo per mantenere vivo il successo del Cioccoshow, dopo tutto l’impegno profuso per elevarlo a livello nazionale e oltre”.

Anche Marco Biolzi, membro di ACAI, l’Associazione Cioccolatieri Artigiani Italiani, conviene sul fatto che lo spostamento sia peggiorativo: “nel considerare Piazza XX Settembre una zona da riqualificare, il Comune ha implicitamente ammesso il minor prestigio dell’area e quindi il cambiamento sfavorevole della location”.

Un decentramento, quello dell’anno in corso, che peraltro non si spiega neanche in ragione dell’abbattimento dei costi, visto il contributo elevato e sproporzionato rispetto alla location concessa: “non ci spieghiamo il motivo per cui lo scorso anno in Piazza Maggiore per cinque giorni ci sia stata richiesta una cifra pari a circa 780 euro + iva per ciascuna delle cinque giornate di esposizione, mentre per quest’anno il conto economico richiesto ammonti a circa 830 euro + iva per ognuna delle tre giornate, nonostante la posizione molto meno frequentata e lo sgravio da parte del Comune della tassa di occupazione di suolo pubblico che, insieme alla tassa per i rifiuti, constava di circa 4000 euro per la durata complessiva dell’evento”, afferma Antonio Schettini, Presidente dell’Associazione Choco Amore.

Non è solo una questione di denaro, ma si tratta del tradimento del rapporto affettivo instaurato in questi anni con Bologna e il suo pubblico. Basti pensare che alcuni miei clienti mi contattano, anche dall’estero, per potermi raggiungere nei giorni di manifestazione direttamente allo stand – si rammarica Marina Marchiori, Vice Presidente dell’Associazione CiocchinBò, che continua: “è inammissibile che una decisione di tale portata sia stata presa senza aver preventivamente interpellato i fautori del successo stesso della kermesse, ovvero i Maestri Cioccolatieri, anima pulsante del Cioccoshow. Rende perplessi il fatto che CNA Bologna ci abbia comunicato questa scelta soltanto a luglio, nonostante fosse a conoscenza del cambio di ubicazione già dal mese di febbraio, così come l’irrigidimento della stessa CNA, che non si è opposta a tale scelta e neppure si è fatta portatrice delle nostre istanze e rimostranze”.

Dello stesso avviso anche Giancarlo Maestrone (ACAI): “Siamo basiti per il mancato supporto di CNA Bologna davanti a una scelta che sembra non tener minimamente conto dello sforzo organizzativo dei partecipanti, specialmente in un periodo prossimo al Natale che impone una produzione dedicata e l’abbandono dei propri laboratori. Ecco perché non ci sentiamo più rappresentati dalla compagine associativa, al punto che molti di noi hanno scelto spontaneamente di prendere le distanze dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato”.

Anche Schettini conferma di voler effettuare la disiscrizione dal CNA Bologna, ma un altro dato molto significativo è la spontanea rinuncia di due terzi dei circa 40 associati di CiocchinBò, unitamente a 16 aziende di ACAI e 15 di Choco Amore, all’edizione 2017.

Le Associazioni, pressoché all’unisono, non si accontentano di spiegazioni evasive e aleatorie in merito allo spostamento dell’area di svolgimento, che implica indubbiamente un passo indietro rispetto alle edizioni precedenti, in cui la città è stata letteralmente invasa da oltre 350.000 presenze. Un indotto importante, non solo per gli espositori, ma anche per le attività commerciali del centro storico, così come per quelle ricettive e ristorative, che dovrebbe pertanto stare a cuore a tutte le istituzioni e le compagini associative.

La prossima settimana – preannuncia Sartonici sarà un incontro di interrogazione comunale con un contraddittorio alla presenza della CNA Bologna durante il quale esporremo le nostre ragioni. Abbiamo bisogno di riorganizzarci: già stiamo pensando al prossimo anno e a come imbastire già da ora un’edizione 2018 degna di tale nome. Il nostro atteggiamento sarà estremamente collaborativo, a patto che vengano rispettate anche le nostre necessità”.

Le numerose domande rivolte dai tanti cronisti presenti lasciano presupporre che la questione avrà ulteriori risvolti nelle prossime settimane.

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Agriturismo.it amplia l’offerta del portale con il lancio della sezione “Ristorante”

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Gastronomia e Cucina, Nuovo Sito Web

Agriturismo.it (https://www.agriturismo.it), sito leader in Italia per il settore della ricezione in agriturismo, annuncia il lancio della sezione Ristorante, allargando l’offerta del sito a chi vuole prenotare esperienze culinarie e non solo alloggi.

«Siamo molto orgogliosi ed entusiasti di questa nuova avventura – dichiara Veronica Mariani, fondatrice di Agriturismo.itUn pranzo o una cena in agriturismo, che sia in occasione di una cerimonia o di una scampagnata fuoriporta, è l’occasione perfetta per riscoprire i sapori autentici della terra, con attenzione particolare alle specificità regionali e senza dimenticare il tocco di molti giovani imprenditori, che si cimentano in rivisitazioni davvero particolari. Allargare l’offerta a chi ricerca un agriturismo anche o solo per un pranzo o una cena ci sembra un’ottima opportunità sia per gli utenti sia per i proprietari delle strutture»

Nella ristorazione, di fatti, la partita della digitalizzazione è ancora aperta: stando ai dati dell’ultimo Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano, il 69% delle prenotazioni in ristorante avviene ancora al telefono o al banco. Se l’81% dei ristoratori legge le recensioni online, solo un terzo di loro risulta digitale e quindi presidia in modo costante e corretto la rete, anche per raccogliere prenotazioni e allargare l’utenza.

Con la nuova sezione “Ristorante”, che si affianca a quella “Alloggio”, Agriturismo.it offre la possibilità di cercare e prenotare circa un migliaio di ristoranti in agriturismo. Ogni attività si presenta con una scheda corredata di fotografie e informazioni approfondite che illustrano l’offerta agli utenti, attraverso il racconto del menù, della location, dei prodotti tipici e delle eventuali proposte speciali per vegetariani, celiaci e intolleranti, senza dimenticare la possibilità di ospitare cerimonie, una tendenza sempre più in voga negli ultimi anni.

L’offerta al momento prevede un listing di circa un migliaio di agriturismi e in occasione dell’inaugurazione della sezione, Agriturismo.it ha scovato nei menù 5 prelibatezze davvero particolari.

In Umbria, ad esempio all’Antico Monastero di San Biagio, la regina assoluta del menù è la birra. Persino il tradizionale tiramisù lascia spazio a un più originale birramisù.

In Campania, da Zio Cristoforo, al posto delle le classiche olive si possono assaggiare le salelle ammaccate del Cilento, una varietà speciale che nasce grazie al fortunato ambiente di mare e Parco nazionale del Cilento, che è già stata dichiarata presidio Slow Food. La Toscana è il posto giusto per assaggiare l’antico peposo, una specialità che affonda le sue radici addirittura nel Rinascimento: una pietanza tipica delle campagne fiorentine, che secondo la leggenda è stata ideata dagli operai che avevano bisogno di un piatto sostanzioso ma economico per rifocillarsi dopo il lavoro in fornace. La si può assaggiare al Podere le Serre, in provincia di Grosseto. Sempre in Toscana chi è stufo della solita pasta può provare un accostamento più ardito: le tagliatelle al cacao e peperoncino preparate dall’agriturismo Il Palazzino, in provincia di Livorno. In Sicilia, infine, la cassata è piatto tipico, ma una variante originale è quella scomposta, che viene servita da Sanacore, Trapani.

Non c’è due senza tre… Chicchi & Tazzine!

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

La Pasticceria Dolce Salato del Maestro Pasticcere bolognese Gabriele Spinelli entra per la terza volta consecutiva nella prestigiosa “Guida dei migliori bar d’Italia”, la classifica stilata dal Gambero Rosso che da 18 anni accompagna i buongustai alla scoperta delle eccellenze della Penisola

È nella capitale che si sono riuniti, giovedì 5 ottobre, i rappresentanti delle più rinomate caffetterie e pasticcerie d’Italia. Una premiazione di grande prestigio giunta alla 18° edizione che ogni anno si traduce nella redazione della “Guida ai miglior bar d’Italia” del Gambero Rosso: un vademecum accurato e completo dedicato a oltre 1300 insegne di spicco nel panorama gastronomico italiano, sempre più polifunzionali e sensibili all’evoluzione del gusto, senza che questo comporti la rinuncia ai valori e allo spirito delle origini.

La Pasticceria Dolce Salato di Pianoro (BO) – già miglior bar d’Italia nel 2016 riposizionatasi nella successiva edizione della competizione tra le eccellenze del Gambero Rosso (2017), ha riconfermato anche quest’anno il massimo punteggio attribuibile a un locale di qualità, tre Chicchi e tre Tazzine, risultato della perfetta sintesi tra prodotto, servizio, atmosfera e ambientazione. L’evocativo mulino ottocentesco che ospita Dolce Salato, infatti, è sicuramente uno degli elementi di pregio che hanno determinato il conferimento del titolo; metodo, esperienza e attenzione alla clientela hanno fatto il resto. Un traguardo ambitissimo, assimilabile per valore alle Forchette, ai Cappelli e alle Stelle prerogative dei ristoranti, che avvicina Dolce Salato a un altro ragguardevole risultato (la Stella), riservato ai locali che per dieci anni si sono fregiati dell’esclusiva attribuzione di tre Chicchi e tre Tazzine.

Il contest promosso dalla Guida, da quasi due decenni concorre alla divulgazione della cultura del caffè in Italia e oltre confine, grazie all’autorevole apporto della giuria di esperti, selezionati ogni anno tra le migliori firme del panorama giornalistico ed editoriale italiano. Un premio di grande risonanza, quindi, che mette in luce le squisitezze regionali e che accompagna la rapida ascesa di questo settore certamente in trasformazione, ma pur sempre centrale nella tradizionale del Bel Paese.

Dolce Salato rappresenta oggi il frutto del patrimonio esperienziale costruito in Italia e all’estero dal Maestro Gabriele Spinelli, che da sempre crea le sue speciali leccornie con passione, curiosità e una spiccata inclinazione alla sperimentazione, grazie ad una proposta gastronomica di eccezionale qualità che spazia dal dolce al salato e ad un rapporto con la clientela che non si limita al servizio, ma tiene alla condivisione di trucchi del mestiere, aneddoti e, soprattutto, entusiasmo.

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