Bollette: ogni famiglia italiana paga in media 1.200 euro l’anno

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Economia

Quanto hanno speso nel 2018 le famiglie* italiane per pagare le bollette di luce e gas? Molto: in media circa 1.200 euro. A fare qualche calcolo ha pensato l’Osservatorio sull’energia di Facile.it che, analizzando un campione di oltre 63mila contratti raccolti nel corso del 2018, ha potuto stimare con buona precisione il peso che hanno le bollette sui budget dei consumatori italiani.

Nello specifico, per l’energia elettrica una famiglia media italiana lo scorso anno ha pagato 417 euro, mentre per il gas ha speso 762 euro.

«Nonostante il passaggio obbligatorio dal mercato tutelato a quello libero sia stato rimandato al 2020, è importante valutare sin da subito e con attenzione la propria bolletta di luce e gas», spiega Silvia Rossi, Responsabile Energia di Facile.it. «Cambiare regime può consentire di ridurre sensibilmente il costo delle utenze domestiche, con un risparmio che può arrivare al 25% per l’energia elettrica e al 15% per quanto riguarda il gas.».

Le bollette dell’energia elettrica e del gas sono considerate dagli italiani una delle spese che incidono maggiormente sul budget familiare e, secondo una recente indagine** realizzata da mUp Reasearch per Facile.it, sono più di 17 milioni i consumatori che nel 2019 cercheranno di cambiare fornitore per ridurre i costi.

Tornando all’analisi, per verificare il risparmio Facile.it ha simulato il costo di una bolletta luce e gas utilizzando la migliore tariffa mercato libero 2018, in fascia monoraria, disponibile sul comparatore. A parità di consumi, la stessa famiglia avrebbe speso per la bolletta elettrica 305 euro l’anno – con un risparmio di 112 euro rispetto al mercato tutelato – mentre per il gas avrebbe pagato 639 euro, con una riduzione della bolletta pari a 123 euro.

Energia elettrica; in Sardegna i consumi maggiori

Essendo la tariffa dell’energia elettrica nel mercato tutelato uguale in tutta la Penisola, la differenza dell’importo totale della bolletta tra una regione e l’altra è legata in modo diretto al consumo di KWh annuo per nucleo. Analizzando i contratti raccolti nel 2018 da Facile.it emerge che la regione con i valori più alti di consumo (e quindi i costi maggiori in bolletta) risulta essere la Sardegna; nell’Isola una famiglia media consuma 2.334 KWh e paga, sotto regime tutelato, 502 euro l’anno. Seguono in classifica le famiglie del Veneto, con un consumo di 2.134 KWh e una bolletta annua di 460 euro e quelle della Sicilia, dove il consumo medio è di 2.079 KWh e il costo della bolletta elettrica pari a 448 euro l’anno.

Sul fronte opposto, invece, le regioni dove sono stati stimati i consumi di energia mediamente più bassi per famiglia sono la Toscana (1.727 KWh e una bolletta di 378 euro), la Liguria (1.736 KWh e un costo annuo di 380 euro) e l’Abruzzo (1.824 KWh, spesa annua 394 euro).

Bolletta del gas, Emilia-Romagna in testa

La tariffa del gas nel mercato tutelato, a differenza di quanto avviene per l’energia elettrica, varia a seconda delle aree del Paese. È proprio la tariffa base che, insieme al consumo di gas per nucleo, contribuisce a determinare le differenze territoriali del costo della bolletta.

Dall’analisi dei contratti emerge che i cittadini che nel 2018 hanno pagato il conto più alto sono quelli dell’Emilia-Romagna; qui una famiglia media spende 863 euro l’anno. Seguono le famiglie del Veneto (841 euro l’anno) e quelle del Friuli-Venezia Giulia (830 euro).

Guardando la graduatoria nel senso opposto, invece, si trovano la Liguria, regione dove una famiglia media paga solo 617 euro l’anno e la Calabria, dove il costo della bolletta è pari a 653 euro l’anno per nucleo familiare.

* Per il calcolo della bolletta elettrica è stata considerata una famiglia media italiana composta da 2,7 individui, con un consumo annuo di 1.924 KWh in fascia monoraria e in mercato tutelato, potenza 3kW. Per la bolletta del gas, stessa famiglia media italiana con un consumo annuo di 865 Scm in regime tutelato.

** Metodologia: n. 1.023 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni + n.411 interviste CAWI ad un campione di individui in età compresa fra 18 e 74 anni, rappresentativo della popolazione dell’area metropolitana di Milano. Indagine condotta a novembre 2018.

Una levigatrice per legno per realizzare tutti i vostri progetti!

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Se siete amanti del fai da te o se per lavoro avete necessità di usare degli strumenti ad hoc, è il momento di scegliere la levigatrice più adatta. Una buona levigatrice per legno è un mix tra qualità dei materiali, design, funzioni e accessori. Tutti elementi da considerare con attenzione nella scelta del modello giusto. Tra le varie tipologie ci sono: orbitale, roto-orbitale, a nastro, per dettagli, multifunzione e per legno. Quest’ultima tipologia è molto apprezzata e utilizzata in diversi ambiti e non richiede specifiche competenze. Partite dalle esigenze per arrivare il modello più adatto a voi.

Il web offre il grande vantaggio di poter scegliere tra varie opzioni e decidere con calma. Aspetti importanti sono: la potenza, la sicurezza, la maneggevolezza, le dimensioni dell’orbita e della carta ma anche l’occhio vuole la sua parte. Quindi il design vi deve piacere e stimolare al lavoro. Su Internet potete consultare le recensioni di chi già utilizza il prodotto. Anche voi potete lasciare dei commenti sulla vostra esperienza relativa all’uso di una levigatrice per legno.

I migliori avvitatori a batteria sono sul web!

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Scegliere un buon modello tra i tanti avvitatori a batteria non è difficile; basta una ricerca sul web dove si trovano moltissime opportunità di scelta per scovare il modello ad hoc. Come? Una prima ricerca sulla base delle vostre esigenze vi può già aiutare a capire quale strada prendere. Intanto fate una lista dei modelli più appetibili e poi un confronto qualità-prezzo.

Tra gli aspetti da considerare ci sono la maneggevolezza del prodotto, il design, il peso, le dimensioni, la potenza. Anche la possibilità di alcuni accessori aggiuntivi può essere interessante ma questo dipende sempre dalle vostre esigenze. I costi degli avvitatori a batteria sono alla portata di tutti soprattutto se si tratta di modelli per uso domestico. In ambito professionale, invece, l’offerta sarà più elevata così come le prestazioni. Pronti all’uso gli avvitatori a batteria dispongono di una comoda impugnatura, ergonomica, che consente un lavoro facile e senza grandi sforzi. Online è possibile consultare pareri di chi sta già utilizzando il modello e vi può consigliare al meglio. Non esitate, dunque, a chiedere informazioni a riguardo.

Trova l’armonia nel tuo soggiorno con questi tappeti grandi per salotto

Scritto da miriam leone il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Spesso, inciampare figuratamente sulle dimensioni dei tappeti è facile e questo ci crea non pochi problemi. Il tappeto, infatti, è un elemento fondamentale per dare armonia all’ambiente ma è purtroppo facile cadere in errore creando ambiguità all’interno della stanza. Per questo motivo, oggi affrontiamo il tema dei tappeti grandi per salotto. Le varie stanze della casa,infatti, hanno una loro logica mentale che non può essere cambiata in qualche frangente. Se per caso decidete di comprare un tappeto che abbia delle dimensioni diverse dall’idea standar, state attenti e andateci molto cauti, potrebbe essere un vero successo oppure un totale fallimento. Ciò che dovete avere sono sicuramente le linee essenziali per delineare le regole che dovete assolutamente seguire in ogni caso quando decidete di comprare o di posizionare un tappeto. Queste regole essenziali vi aiuteranno a non cadere nei soliti errori clichè che si compiono di solito in questi casi. Ad esempio, se in questo caso stiamo parlando di tappeti grandi per salotto possiamo dire che in salotto si deve creare una certa armonia tra divano, poltrone e vari ed eventuali altri mobili. Quindi l’ideale sarebbe avere un tappeto grande che però non finisca completamente sotto a questi mobili ma che venga in un certo modo incorniciato da divano, potrone e via dicendo.

Tappeti grandi per salotto: le regole per creare la giusta armonia

In primis, è giusto ed importante dire che il tappeto deve essere sempre legato a qualcosa e non lasciato lì in mezzo alla stanza a caso. Quindi, appare chiaro che deve seguire le linee rette ad esempio del divano per creare uniformità. Il tappeto perciò deve seguire anche le dimensioni sia della stanza che dei mobili; ad esempio in un grande soggiorno non potrete mai mettere un tappeto di dimensioni piccole. Stonerebbe con l’intero mobilio. Questo, invece, potreste posizionarlo nel bagno o nella camera da letto. In questo caso, il tappeto piccolo potrebbe trovare una giusta collocazione. In bagno o in camera da letto sicuramente troverete un angolo adatto per sistemare questo piccolo tappeto; mantre per il salotto ci teniamo i tappeti più grandi. Scopri subito tutti i dettagli riguardo a come ottenere uno di questi bellissimi tappeti moderni.

Come scegliere i giusti tappeti grandi per salotto? Scoprilo ora

La scelta di un nuovo tappeto, chiariamolo subito, non è affatto semplice. Esistono davvero una miriade di tipologie di tappeti molto diversi tra di loro. E queste differenze non vanno solo a contare sulla dimensione ma soprattutto sulla scelta dei colori e dello stile del disegno. Gli stili sono molto importanti, soprattutto riguardo alla provenienza di questi tappeti. La cosa da fare in questi casi è focalizzarsi sullo stile della propria casa cercando di trovare uno stile che possa corrispondergli e soprattutto risaltarlo. Anche i colori sono fondamentali. L’importante è non scegliere qualcosa di completamente uguale al pavimento ma non così tanto diverso da creare uno stacco improponibile agli occhi. Sappiamo che non è semplice da fare ma una volta entrato nell’ottica sarà tutto più diretto. Scopri ora i dettagli per avere anche tu a casa uno di questi magnifici tappeti moderni.

Mutui: richiesta in aumento del 3% nel 2018, ma attenzione ai tassi in salita

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Il 2018 è stato un anno positivo sul fronte dei mutui, con tassi ancora a valori estremamente bassi e tutti i principali indicatori in crescita; è questo il quadro complessivo emerso dall’osservatorio congiunto di Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione di oltre 40.000 domande di mutuo raccolte da gennaio a dicembre 2018, hanno tracciato un bilancio dell’anno appena trascorso.

Crescono gli importi richiesti e quelli erogati

Il primo dato positivo è quello relativo alle somme richieste, che nel 2018 sono aumentate; gli aspiranti mutuatari, si legge nell’analisi, hanno cercato di ottenere, in media, 132.453 euro, vale a dire il 3,3% in più rispetto al 2017. All’aumento dell’importo medio richiesto ha corrisposto, seppur in misura più limitata, una crescita delle somme effettivamente concesse; il taglio medio erogato dagli istituti di credito nel corso dello scorso anno è stato pari a 128.886 euro (+0,5% rispetto al 2017).

Altro dato positivo è quello relativo al Loan To Value (LTV), vale a dire la percentuale del valore dell’immobile che si cerca di finanziare tramite mutuo. Questo parametro è passato dal 61% del 2017 al 69% del 2018 per ciò che riguarda le richieste e dal 60% al 65% per quanto concerne gli erogati. Segnale di una politica meno rigida da parte delle banche su cui ha senza dubbio avuto un ruolo importante anche il Fondo Garanzia Prima Casa, che ha permesso lo scorso anno a numerosi istituti di credito di finanziare operazioni di acquisto con LTV elevato, anche fino al 100%; da capire quali saranno, nel 2019, gli effetti dell’assenza di questo importante strumento di accesso al credito.

Leggermente maggiore, anche, l’età media dei richiedenti (passata da 40 a 41 anni) mentre è rimasta stabile la durata media dei piani di ammortamento richiesti (poco più di 22 anni).

Tassi di interesse in aumento sulle nuove erogazioni nel 2018

Dal punto di vista dei tassi gran parte del 2018 è stato caratterizzato da un livello estremamente basso degli indici, sia fissi che variabili, condizione garantita dalla sostanziale stabilità di EURIRS ed EURIBOR (i parametri che guidano l’andamento, rispettivamente, dei mutui fissi e variabili).

A partire dal mese di ottobre, però, per quanto riguarda le nuove richieste di mutui a tasso fisso di lunga durata, qualcosa è cambiato e alcuni istituti di credito hanno iniziato a ritoccare verso l’alto i loro spread (e quindi il tasso finale per il cliente) con incrementi nell’ordine dei 20 punti base.

Anche i nuovi mutui erogati a tasso variabile, in alcuni casi, hanno visto un lieve rialzo degli spread bancari applicati, ma su queste operazioni di finanziamento l’incremento è stato più limitato e, quando presente, comunque inferiore ai 10 punti base.

Il 2019 inizia con nuovi aumenti, solo in parte mitigati dall’EURIRS

Il trend registrato negli ultimi mesi del 2018 si è confermato anche nel 2019; durante i primi giorni del nuovo anno alcuni istituti di credito hanno nuovamente ritoccato verso l’alto, con aumenti sempre nell’ordine dei 10-20 punti base, gli spread applicati ancora una volta ai nuovi mutui a tasso fisso di lunga durata; aumenti che però sono stati mitigati, almeno in parte, dal calo dell’EURIRS. Importante notare come alcuni istituti di credito, in controtendenza, abbiano invece approfittato del contesto per adottare strategie commerciali più espansive, scegliendo di mantenere inalterati i loro spread.

«Nonostante i lievi rincari dei tassi registrati a fine anno sui nuovi mutui – che su un taglio medio si traducono in un aumento degli interessi nell’ordine di pochi euro al mese – il 2018 è stato un ottimo anno per chi ha richiesto ed ottenuto un mutuo e ci aspettiamo altrettanto per il 2019», spiega Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it «Per evitare di pagare più del dovuto, però, viste le differenti strategie di tasso applicate dalle banche, è quanto mai fondamentale confrontare le offerte di più istituti di credito; solo in questo modo è possibile garantirsi i migliori tassi attualmente disponibili che, di fatto, sono comunque ancora molto vicini ai minimi storici ed estremamente convenienti».

Sempre più italiani scelgono il fisso, ma quanto conviene?

Secondo l’analisi di Facile.it e Mutui.it anche per il 2018 il tasso fisso si conferma re indiscusso del mercato italiano dei mutui, con ben otto aspiranti mutuatari su dieci che si sono orientati verso questa tipologia di finanziamento (erano il 73% nel 2017). Interessante notare, inoltre, come nei mesi compresi tra luglio e dicembre la percentuale di richiedenti mutuo a tasso fisso sia ulteriormente salita, sfondando il muro dell’80% e raggiungendo il suo picco a novembre (87%). Dati che riflettono con chiarezza come le note vicende legate all’aumento dello spread Btp-Bund e le tensioni dei mercati abbiano spinto molti aspiranti mutuatari a rifugiarsi nel tasso fisso. Una scelta che però, almeno nel breve periodo, potrebbe rivelarsi poco premiante se si considera che, dati alla mano, il tasso variabile consente, a parità di cifra erogata, ancora importanti risparmi sulla rata.

Le surroghe

Anche per il 2018 le surroghe hanno avuto un peso importante sul totale delle richieste; dai dati raccolti da Facile.it emerge che circa un mutuo su quattro (sia considerando i richiesti, sia gli erogati) erano legati a questa finalità, con un picco registrato nei mesi di maggio e giugno (27%). Il dato più significativo, però, emerge analizzando i valori relativi alle richieste degli ultimi mesi dello scorso anno, caratterizzati da un calo sensibile delle surroghe; a novembre la percentuale è scesa al 19,5% mentre a dicembre si è toccato il valore minimo del 2018, 16,6%, percentuale confermata anche dai primi dati parziali registrati nel 2019.

«L’effetto più evidente degli aumenti degli spread bancari applicati sui nuovi mutui a tasso fisso è proprio il calo del peso percentuale delle domande di surroga; rispetto a settembre 2018, di fatto, la convenienza economica a sottoscrivere un prodotto diverso surrogando oggi è ridotta. Continua certamente ad aver senso, invece, il cambiare tipologia di tasso da fisso a variabile o viceversa se si sceglie di avere una diversa esposizione personale al rischio di eventuali aumenti dell’Euribor» conclude Cresto.

Sul web delle belle culle neonati: tra queste c’è la vostra!

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Se state cercando un modello adatto alle vostre esigenze è il momento di stilare un elenco delle caratteristiche del vostro modello preferito e cominciare a cercare. La scelta può essere fatta in base a delle priorità e il confronto qualità-costo sarà indispensabile per capire se la strada è quella giusta. Funzionalità, materiali, design. Sono solo alcuni degli aspetti da considerare. Se lo spazio che avete a disposizione è poco potete scegliere un modello poco ingombrante e leggero; al contrario, se cercate robustezza e spazio optate per una culla più costosa ma maggiormente ampia. Le culle neonati sono facili da trasportare, da spostare e da pulire. Le ruote aiutano a spostarla più facilmente e altri accessori possono rendere confortevole l’uso. Per questo se avete delle esigenze particolari considerate le vostre necessità.

Le culle neonati sono oggetti anche di arredamento, per questo il design va scelto con cura in base ai propri gusti ma anche in base allo spazio. La garanzia sul prodotto vi segnala affidabilità e resistenza nel tempo. Recensioni e pareri possono essere utili per capire punti di forza e di debolezza.

Flat tax: convenienza sì, ma occhio ai mutui

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Conviene aderire al nuovo regime forfetario previsto dalla manovra? È questa la domanda che quasi 400 mila tra titolari di ditte individuali, professionisti e artisti si sono dovuti fare nelle ultime settimane a seguito delle prove di flat tax stabilite dalla legge n. 145/2018. Mutui.it, in collaborazione con Facile.it ha cercato di capirlo scoprendo che i rischi, a ben guardare non sono trascurabili.

La risposta migliore da dare alla domanda con cui abbiamo cominciato, secondo quanto è emerso, sarebbe “generalmente sì, ma… dipende!”. Se è vero che i forfetari pagano meno imposte sui redditi derivanti dalla propria attività, è anche vero che aderendo alla flat tax potrebbero perdere tutte le agevolazioni normalmente concesse; addio quindi alle deduzioni per il coniuge e i familiari a carico, alle detrazioni per gli interessi sui mutui, per le spese mediche e anche per le ristrutturazioni edilizie.

Vediamo perché. A partire dal 1° gennaio 2019, l’accesso al regime agevolato è stato esteso a tutti i contribuenti che, titolari di una partita Iva, hanno conseguito nell’anno precedente ricavi o compensi non superiori a 65.000 euro.

Questo meccanismo consente di alleggerire le tasse dovute; invece di applicare l’IRPEF ordinaria (dal 23% al 41%), viene prevista un’imposta sostitutiva del 15%, su un reddito calcolato a forfait in percentuale sul fatturato.

Nella maggior parte dei casi il regime consente risparmi d’imposta significativi. Per fare un esempio, un giovane avvocato che realizza un fatturato di 35.000 euro, a fronte di 7.000 euro di costi sostenuti, può risparmiare circa 3.200 euro all’anno.

Si potrebbe pertanto supporre che la flat tax sia sempre e comunque più conveniente del regime ordinario, ma in realtà non è così, perché nel confronto bisogna tenere conto anche di altri fattori. Per esempio l’effettiva entità dei costi sostenuti dal contribuente; qualora questi siano superiori a quelli riconosciuti in misura forfettaria dalla legge, il vecchio regime di tassazione potrebbe risultare migliore.

Il vero ago della bilancia, tuttavia, è dato dall’impossibilità per i forfetari di beneficiare delle deduzioni e delle detrazioni che l’ordinamento riconosce alle persone fisiche. Poiché il regime forfetario è sostitutivo, in assenza di altri redditi imponibili (per esempio derivanti da lavoro dipendente, prestazioni occasionali, affitto di immobili), il reddito dichiarato dal contribuente ai fini IRPEF sarà pari a zero. Dal momento che deduzioni e detrazioni agiscono solo nel “mondo IRPEF”, ciò significa perdere il beneficio.

Come abbiamo anticipato, a venire meno sarebbero per esempio le detrazioni per il coniuge, i figli e gli altri familiari fiscalmente a carico, ma anche gli sconti fiscali previsti su determinate spese sostenute dal contribuente come, solo per citarne alcune, gli interessi passivi sui mutui (detraibili al 19%), i lavori di ristrutturazione edilizia (50%) o di riqualificazione energetica degli edifici (65%). Senza dimenticare spese mediche (19%) e altro ancora.

Torniamo al caso del giovane avvocato che sta valutando il transito nel regime forfetario. Ipotizziamo che abbia acceso un mutuo nel 2017 per l’acquisto e la ristrutturazione di un immobile, con interessi passivi di 4.000 euro (massimo consentito) e importo dei lavori di 60.000 euro. La detrazione sul mutuo è pari a a 760 euro (19% di 4.000), quella sulle ristrutturazioni a 3.000 euro (50% di 60.000, diviso in 10 rate annuali).

In questo caso la flat tax consente di risparmiare 3.165 euro di imposte, ma le detrazioni perse ammontano a 3.760 euro. Pertanto, prima di stabilire con certezza come comportarsi, è necessario considerare tutte le variabili e procedere a valutazioni attente caso per caso.

Un cavalcabile per il vostro bambino alle prese con la crescita!

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Lifestyle

I bambini sono fonte inesauribile di energia e hanno sempre voglia di scoprire e sperimentare; per favorirli nella sana crescita è bene dotarli di strumenti adeguati. Tra questi c’è il girello (o cavalcabile) che consente al piccolo di muoversi con un supporto adeguato. Tuttavia l’uso del cavalcabile va moderato; il piccolo deve poter sperimentare lo spazio anche in modo più libero e diverso. Quindi utilizzate pure il girello ma con moderazione e soprattutto fate attenzione alla sua postura.

Di facile utilizzo e montaggio i girelli sono anche piuttosto economici e non ingombrano. Il sistema di sicurezza integrato per ciascun modello rende il tutto più stabile e affidabile. Nella scelta del modello fate alcune considerazioni sulla base delle vostre esigenze. Il web offre la grande possibilità di effettuare un confronto qualità-prezzo tra tanti modelli disponibili. Molto importante la qualità dei materiali che consente al prodotto di durare nel tempo e di risultare robusto. Importanti anche gli accessori (formine, piedini, pulsanti e così via…) e il design che può rendere l’ambiente molto piacevole. I costi di un cavalcabile sono accessibili e alla portata di tutti.

Come pulire nel modo giusto le lenzuola o i capi ingialliti

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Da un po’ di tempo a questa parte vi ritrovate capi e lenzuole ingiallite e non sapete come fare a rimediare a questo annoso problema? Capita molto spesso che le lenzuola vecchie, magari acquistate da chi si occupa di lenzuola su misura online, risultino più gialle del solito, anche a causa di una conservazione sbagliata nell’armadio. Ciò vale anche per quanto concerne i capi d’abbigliamento o per i vestiti in genere.
Ebbene, per rimediare a ciò, abbiamo deciso di darvi qualche consiglio o meglio, rimedio naturale della nonna, per fronteggiare da subito questo problema.

1. Usate il latte freddo

Pare che il latte freddo sia un ottimo rimedio, facile da utilizzare e reperibile da chiunque per combattere tende e vestiti fin troppo gialli. Per provare, dovete solo prendere del latte, come detto rigorosamente freddo, e versarlo all’interno di una bacinella in modo da riempirla interamente. Dopo di ciò, immergete ogni capo e lasciate agire per qualche minuto. Dopo il consueto lavaggio, ve li ritroverete bianchi candidi come nuovi.

2. Limone e bicarbonato

Il limone ed il bicarbonato sono particolarmente conosciuti per la loro azione sgrassante, in particolar modo quando si parla di macchie ed odori. Ciò vale anche e soprattutto quando si parla di lenzuola ingiallite. Per provare questa soluzione a casa vostra, prendete una bacinella di acqua tiepida, aggiungeteci un po’ di detersivo ed insieme 10 grammi di bicarbonato di sodio insieme ad un cucchiaio di succo di limone. Lavate ogni capo in modo attento e dopo risciacquate con abbondante acqua pulita. In questo modo ogni macchia sparirà, anche se si tratta di quelle ingiallite.

3. Soluzione con aceto bianco

Pare che secondo i vari rimedi della nonna, l’aceto bianco sia uno dei più potenti ed efficaci. Questo perché si tratta comunque di un prodotto dalla grande azione sgrassante, utilizzato anche per eliminare odori e macchie ancor più ostinate. Provate questo rimedio prendendo un po’ di acqua, riempiendovi una bacinella e successivamente aggiungendovi circa 125 ml per un litro di acqua. Dopo circa un’ora in ammollo e dopo ancora un risciacquo, vi ritroverete lenzuola e capi bianchi come nuovi!

Sul web un buon seggiolino tavolo per bambini

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Lifestyle

Comodi e pratici i seggiolini da tavolo consentono ai più piccoli di poter condividere la tavola insieme ai grandi. Facili da usare si adattano a qualsiasi ambiente e sono molto maneggevoli. Sul web trovate moltissime occasioni e soluzioni, basta solo fare un confronto qualità/prezzo tra i modelli più appetibili e, con un click, acquistate senza alcun problema. Tra le considerazioni da fare nella scelta di un buon modello ci sono: il peso, le dimensioni, il design, i materiali ed eventuali accessori.

Poter regolare facilmente l’altezza del seggiolino tavolo è importante poiché consente al piccolo di avere il massimo comfort. Tra gli accessori potete trovare: pedane, spartigambe, poggiapiedi, tutti elementi utili. Importante la cintura di sicurezza che consente al piccolo di muoversi agilmente ma in sicurezza. Recensioni e pareri di chi già usa un seggiolino tavolo possono essere utili nella scelta giusta.