Appartamenti in vendita, l’Istat conferma il calo dei prezzi

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Uno degli aspetti maggiormente rilevanti per il comparto immobiliare nel 2017 è certamente quello del calo generalizzato dei prezzi delle abitazioni, che ha dato un impulso notevole alla crescita della domanda. A confermarlo non è solo la convenienza dei prezzi degli appartamenti in vendita a Taranto proposti da Immobiliare Cambio Casa ma direttamente l’Istat.

Secondo le stime preliminari dell’Istituto Nazionale di Statistica, l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie è sceso dello 0,5% nel terzo trimestre 2017 rispetto a quello precedente, e dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2016. A giustificare l’ampliamento di questo calo, è da un lato la diminuzione dei prezzi delle abitazioni esistenti su base annua (-1,3%, da 0,5% del trimestre precedente), dall’altro i prezzi delle nuove abitazioni che crescono dallo 0,3% al 0,6%.

A questo si aggiunge la crescita del numero di immobili residenziali compravenduti che, secondo i dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, è pari a +1,5% rispetto al terzo trimestre del 2016.

Su base congiunturale, invece, a determinare la flessione dell’IPAB è unicamente il calo dei prezzi delle abitazioni esistenti (-0,7%), a differenza di quelli delle nuove abitazioni che segnano un +0,3%. Sempre secondo l’Istat, se consideriamo i primi tre trimestri del 2017, i prezzi delle abitazioni sono diminuiti dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2016, sintesi di un modesto aumento delle nuove abitazioni (+0,1%) e della diminuzione di quelli esistenti (-0,6%).

Che tu sia un venditore oppure un acquirente, fare affari sarà sempre possibile se ti rivolgi alla professionalità e alla competenza dell’agenzia immobiliare a Taranto Cambio Casa, che ti invita a scoprire le sue tantissime offerte e soluzioni interessanti.

Tende a pannello

Scritto da fabio schiavi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

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Ecobonus 2018, le novità per gli infissi in legno

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Economia

Le indiscrezioni trapelate nelle scorse settimane circa le detrazioni fiscali riguardanti serramenti e infissi in legno a risparmio energetico, trovano conferma dal punto di vista legislativo. La Legge di Bilancio dello Stato 2018 (L. 205 del 27 dicembre 2017) in vigore dallo scorso 1° gennaio, contenente una serie di misure importanti per questo settore e per l’edilizia, rivede al ribasso la percentuale Irpef detraibile per finestre comprensive di infissi ad alta valenza energetica e schermature solari, che scende dal 65% al 50%.

I tentativi fatti in Commissione Bilancio del Senato destinati a scongiurare questa decurtazione non sono dunque andati a buon fine, nonostante l’impatto negativo che una tale decisione può avere sotto il profilo economico e occupazionale.

Di positivo rimane comunque il fatto che anche per questo 2018 esiste la possibilità di poter beneficiare di un’agevolazione fiscale per le spese relative all’acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi. Ma puntare all’efficientamento energetico della propria casa comporta sempre dei vantaggi economici con notevoli risparmi in bolletta. E questo discorso vale non solo per gli impianti di riscaldamento di ultima generazione, ma anche per quel che concerne i serramenti in generale.

Porte e finestre all’interno di un’unità abitativa immobiliare rappresentano infatti dei punti deboli per via delle dispersioni di calore che possono venirsi a creare. Per questo installare degli infissi in grado di garantire un’elevata efficienza energetica è molto importante, soprattutto quando ad essere impiegati sono materiali di alta qualità lavorati a regola d’arte.

Le finestre in legno, le persiane, i portoni blindati, le porte interne e in generale tutti gli infissi in legno e legno-alluminio realizzati da Modesti Srl, sono tutti prodotti di altissima manifattura artigianale in grado di fornire risultati eccellenti in termini di trasmittanza termica, senza dimenticare l’eleganza e la raffinatezza di un design curato nel minimo dettaglio progettato dai professionisti del settore.

5 errori da non fare quando si arreda una casa shabby chic

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Vi piacerebbe arredare la vostra casa con uno stile shabby chic ma non avete ancora le idee chiare su come fare? Quello shabby chic è un tipo di design davvero molto particolare, perfetto per chi ha un animo retrò ma molto romantico. Tuttavia, questo stile nasconde davvero tante insidie quando si parla di arredamento. Ma come fare ad evitarle?
Ecco 5 errori da non fare quando si arreda una casa shabby chic.

1. Mai divani in pelle
I divani in pelle stridono davvero tanto con lo stile shabby chic. In un arredamento di questo tipo, mai usare materiali in pelle in quanto davvero poco attinenti a questo design. Largo a tessuti più soft come il lino, il cotone o la lana. Inoltre, evitate i colori scuri come il nero o il grigio e optate per nuances più tenui come il bianco o l’avorio.

2. No ai lampadari moderni
I lampadari moderni non si addicono ad uno stile shabby chic. Optate per lampadari a sospensione, possibilmente in vetro o in metallo ed evitate quelli con tocchi troppo evidenti di modernità. In questo caso, dovete optare sempre e comunque per il classico, in quanto più attinente allo stile shabby chic.

3. No ai mobili laccati
Avete mai visto in una casa arredata in stile shabby chic un mobile laccato? Probabilmente no. Questo perché, i mobili laccati non hanno niente a che vedere con lo stile di cui stiamo parlando. In questo caso, optate per mobili di recupero, più rustici ma non meno eleganti. Gli esperti d’arredamento shabby chic a Milano, Napoli e Bologna consiglia di optare sempre per il legno, in quanto si contraddistingue per la sua aria un po’ vissuta. Mai usare mobili troppo moderni: sempre meglio ripiegare su qualcosa di più antico.

4. Evitare colori troppo scuri
Se volete usare colori scuri per la vostra casa, allora lo stile shabby chic non fa per voi. Questo design richiede colorazioni tenui, prediligendo anche tinte pastello. Inoltre, oltre alle tonalità monocromatica vengono utilizzati anche composizioni a fantasia, dalla vena romantica e caratteristica. Quindi attenzione: mai usare il nero.

5. Accessori troppo moderni
Gli accessori troppo moderni non si addicono ad uno stile vintage come quello shabby chic. Gli oggetti che dovrete procurarvi dovranno essere il più possibile rustici, che richiamano un tocco pressoché vintage. Ad esempio, potete usare un vaso caratteristico dove mettere i vostri fiori, o uno specchio dal tocco vintage e originale. Insomma, largo alla fantasia.

Mutui per bioedilizia: sono appena lo 0,47% delle richieste

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Ambiente, Aziende, Casa e Giardino, Economia

Nonostante il settore delle case in legno sia in espansione – secondo dati ufficiali nel 2015 rappresentavano il 7% del totale costruito nell’anno* –  il mercato dei mutui green, ovvero i prodotti finanziari destinati all’acquisto o ristrutturazione di immobili in legno, stenta a decollare. Il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it che, monitorando oltre 15.000 richieste di mutuo raccolte attraverso i due siti dal 1 gennaio al 31 dicembre 2017, hanno evidenziato come appena lo 0,47% delle richieste riguardava un mutuo bioedilizia.

 «Fino a qualche anno fa era di fatto impossibile comprare una casa in bioedilizia attraverso un mutuo», spiega Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it. «Oggi, invece, le banche non solo sono disposte a erogare finanziamenti per questa tipologia di immobili, ma lo fanno attraverso prodotti del tutto equiparabili – in termini di condizioni – ai mutui tradizionali per l’acquisto di una prima casa. Quindi, pur trattandosi ancora di un mercato di nicchia, la strada percorsa è stata molta, e ancor più grandi sono i margini di crescita del settore».

Fra chi ha presentato richiesta di mutuo per bioedilizia attraverso i due portali, l’importo che si cerca di ottenere è mediamente pari a poco meno di 178.500 euro, equivalenti al 60% del valore dell’immobile. Nell’ 80% dei casi si sceglie il tasso fisso ed il piano di restituzione è previsto in 23 anni. L’età media del richiedente, infine, è pari a 40 anni.

Esaminando più da vicino le richieste raccolte da Facile.it e Mutui.it emergono alcune interessanti differenze a livello territoriale; la regione da cui provengono il maggior numero di richieste di mutui bioedilizia è il Veneto, che ha generato il 26% delle domande. Seguono in classifica la Lombardia e il Piemonte, entrambe con il 13% delle richieste.

I mutui bioedilizia sono prodotti finanziari che possono essere richiesti solo per l’acquisto, la ristrutturazione o costruzione di immobili in legno con specifici requisiti. La maggior parte degli istituti di credito richiede che l’edificio sia ancorato al terreno tramite fondamenta, abbia una classe energetica pari o superiore a B, una resistenza al fuoco almeno R30 e sia stato costruito per durare 50 anni o più.

Il mercato della produzione di case in legno

Nel 2015 il mercato italiano della produzione di case in legno è cresciuto di quasi il 10%, sfiorando i 700 milioni di euro*. Un valore che fa guadagnare all’Italia il quarto posto in Europa; alle spalle di Germania (1,8 miliardi di euro), Regno Unito (1,5 miliardi di euro) e Svezia (1,3 miliardi di euro). (Fonte: elaborazione Centro studi Fla su dati Eurostat).

* Fonte: Federlegno Arredo Eventi per conto di Assolegno – luglio 2017

Interventi per la casa, Bonus ristrutturazioni anche nel 2018

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Anche il 2018 si presenta come un anno importante dal punto di vista fiscale per quanto concerne gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione della propria casa, compresi quelli di disinfestazione tarli finalizzati a combattere i parassiti del legno.

La Legge di Bilancio 2018 varata nei giorni scorsi dal governo, proroga infatti una serie di agevolazioni fiscali già concessi nell’anno precedente. Dal Bonus per la riqualificazione energetica (il cd Ecobonus) consistente in una detrazione del 65% delle spese effettuate per incrementare l’efficienza energetica delle singole unità immobiliari, al Bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici di elevata classe energetica connesso a interventi di ristrutturazione edilizia.

Per quanto riguarda dunque gli interventi strutturali sugli edifici per la conservazione e il ripristino, viene confermata anche quest’anno la detrazione Irpef del 50% ma su una spesa che non superi la soglia dei 96 mila euro. Si tratta in linea di massima di interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su tutte le parti comuni degli edifici residenziali, nonché interventi di sola manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.

Nel novero di questa tipologia di interventi rientrano anche quelli necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi (previa dichiarazione dello stato di emergenza) adozione di misure antisismiche, riduzione dell’inquinamento acustico, installazione di impianti basati sull’impiego di fonti di energia pulita, e bonifica di materiali edilizi nocivi per la salute e l’ambiente come eternit ed amianto.

Va sottolineato che la detrazione Irpef viene ripartita per un periodo di 10 anni d’imposta a partire dall’anno in cui viene sostenuta la spesa documentata.

Se quindi hai necessità di ristrutturare le travi in legno del soffitto della tua casa o qualsiasi struttura lignea, hai tempo fino alla fine dell’anno per poter usufruire delle agevolazioni fiscali. Sfruttando la potenza del sistema mobile di trattamento antitarlo a microonde SAURUS, Michelangelo Randolfi e il suo team di esperti sono in grado di debellare per sempre e in maniera ecologica tarli e larve di tarli dalle strutture in legno della tua abitazione o del tuo locale.

Depuratori acqua domestica: facciamo un po’ di chiarezza.

Scritto da Acquaxcasa il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Depuratori acqua domestica. Di prodotti per il trattamento acqua ce ne sono molteplici: si va dagli addolcitori, ai kit di microfiltrazione, fino agli impianti osmosi inversa.

Abbiamo cercato con queste poche righe di fare un po’ di chiarezza su un argomento che spesso risulta poco chiaro agli utenti. Oggi vediamo quali sono le principali differenze tra osmosi inversa e carbone attivo.

Osmosi inversa

L’osmosi inversa nell’acqua funziona sostanzialmente in questa maniera: una membrana osmotica, senza agenti chimici, separa le sostanze contenute nell’acqua della stessa. Questa membrana semimpermeabile divide e rimuove dall’acqua: sali disciolti, prodotti organici, pirogeni, virus e batteri. Questo tipo di processo rappresenta la più fine tecnica di filtrazione dell’acqua. Non consiste infatti in un semplice ostacolo fisico delle molecole ma grazie alla membrana permette il passaggio delle molecole chimiche idrofile, cioè chimicamente simili all’acqua. Si chiama osmosi inversa perchè si richiede una pressione per costringere l’acqua pura ad attraversare una membrana e lasciarsi dietro tutte le impurità.

Il funzionamento degli impianti è questo: una membrana semimpermeabile separa due soluzioni diverse, in una è presente una quantità di sali disciolti maggiore. Questa differenza di densità crea una migrazione delle molecole dell’acqua dalla soluzione meno concentrata a quella più concentrata in modo da portare le due soluzioni all’uniformità.

Precisiamo però che gli impianti a osmosi inversa non sono per forza la soluzione definitiva e più corretta da prendere. L’a scelta deve essere ben ponderata. Bere un’acqua molto leggera, può essere infatti piacevole, indicato e a volte necessario. In generale trovano la loro principale collocazione in luoghi dove l’acqua è particolarmente dura, ricca di sali o in regioni dove vi è una forte presenza di nitrati, che possono essere molto dannosi per la salute, può avere senso scegliere questo tipo di filtrazione ( il valore massimo di legge consentito per i nitrati è di 50mg/l). Per approfondire l’argomento consigliamo di dare un’occhiata a questo articolo.

Microfiltrazione a carbone attivo

I filtri a carbone attivo sono molto utili per filtrare l’acqua del rubinetto e ripulirla da cattivi odori e sapori. Oltre a rendere l’acqua più gustosa riescono a fermare anche il passaggio di grandi dimensioni. Questi filtri funzionano per adsorbimento. Le molecole d’acqua passano attraverso i pori del solido organico (carbone) trattenendo le sostanze nocive. Queste cartucce non hanno però una durata eterna, dopo circa 12 mesi di utilizzo si saturano e non lavorano più. Si tratta di una tecnica di filtrazione conosciuta sin dai tempi dei romani, in India il carbone di legna veniva usato per potabilizzare l’acqua mentre in Egitto come adsorbente medico ed agente depurante.

Ai giorni nostri la filtrazione a carbone attivo è molto diffusa. I principali filtri in circolazione sono

  • Gac
  • Carbon Block
  • Pre Coat

I filtri GAC sono composti di carbone attivo granulare, simile alla sabbia. all’incirca 0,8 mm. Sovente utilizzato nei filtri in linea come pre filtri per osmosi inversa. I filtri carbon Block vengono anch’essi utilizzati in molti filtri domestici, hanno una filtrazione leggermente più grossolana rispetto ai pre-coat, 5-10 micron. I filtri pre-coat sono invece composti da una speciale maglia micrometrica a 0,5 micron rivestita di carbone attivo. Tra i più famosi filtri di questo tipo troviamo gli Everpure.

Quando ci si trova in presenza di un’acqua già potabile l’utilizzo di una filtro a carbone attivo è decisamente sufficiente. Ne  esistono di diversi modelli, anche alcuni in grado di inibire la presenza di metalli pesanti e cloro grazie alla presenza, oltre al carbone attivo di KDF.

3 consigli per l’acquisto di un lampadario moderno

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Scegliere il lampadario può essere già di per sé un’impresa, in quanto rappresenta l’elemento fulcro nell’arredo di una stanza. Inoltre, non bisogna mai dimenticare la sua utilità ed importanza quando si acquista un oggetto del genere.

Avete intenzione di comprare un lampadario di tipo moderno? In questa guida, vi racconteremo quali sono i 3 aspetti da considerare per evitare di compiere un acquisto sbagliato.

  1. Valutate il tipo di stanza in cui inserirlo

Quando si acquista un lampadario, non bisogna mai dimenticare la tipologia d’arredo della stanza nella quale andrà inserito. Il lampadario deve uniformarsi ad ogni altro oggetto presente, sia per quanto concerne il colore che il design. In particolar modo, però, non deve mai contrastare l’armonia ed il tema d’arredo della stanza prescelta. In questo caso, un lampadario in stile moderno, ad esempio, è l’ideale in stanze costellate da un tocco minimal ed originale.

  1. Valutate la luminosità ed il materiale che lo compone

Il lampadario illumina, e su questo non c’è altro da dire. La luminosità è un aspetto fondamentale quando si sceglie un elemento d’arredo di questo tipo. Se, ad esempio, avete intenzione di inserire il vostro lampadario moderno in cucina, il vostro focus dovrà essere necessariamente una forte luminosità che elimini il rischio di eventuali distrazioni nel momento in cui cucinate o maneggiate oggetti pericolosi come i coltelli. Inoltre, valutate anche il materiale che compone il vostro lampadario moderno. Attualmente nei negozi di vendita di lampadari online, sono presenti oggetti d’illuminazione contraddistinti da materiali non convenzionali come l’acciaio o più classici come il vetro. La scelta del materiale, tra l’altro, dipende molto dalla luminosità che ricercate nella vostra stanza. Il vetro, ad esempio, essendo sottile e trasparente, dona graziosi riflessi di luce al vostro ambiente, ed è l’ideale in stanze di relax come il salotto o la camera da letto.

  1. Quale lampadine usare

Attualmente, stanno prendendo via via piede le lampadine LED. Queste possono essere utilizzate anche con il vostro lampadario moderno. Queste lampadine sono caratterizzate da una forte luminosità e potenza ma ad alto risparmio energetico. Utilizzatele senza paura: possono donare un tocco in più alla lucentezza dei vostri lampadari.

Servizi immobiliari in Italia, la crescita c’è ma resta il divario con i grandi d’Europa

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

In Italia il settore dei servizi immobiliari continua a crescere ma resta il divario rispetto agli altri grandi Paesi europei: questo, in sintesi, il risultato dell’ultima analisi di Scenari Immobiliari riferito al 2016. Le attività del Real Estate, core-business dell’agenzia immobiliare a Taranto Cambio Casa, rappresentano nel nostro Paese l’11,8% del PIL (37 miliardi di euro) e coinvolgono 240 mila imprese e 30 mila addetti. Complessivamente il fatturato dei servizi immobiliari nei cinque principali Paesi europei è stimato in circa 367 miliardi di euro.

Tuttavia, il livello degli altri grandi d’Europa non è ancora stato raggiunto: se Regno Unito e Germania costituiscono i due mercati più importanti, rispettivamente con 115 e 110 miliardi di euro, l’Italia occupa ancora una posizione arretrata con un mercato superiore solo a quello della Spagna (Paese quest’ultimo che ha conosciuto una crescita significativa negli ultimi 20 anni dal 5 all’11%). Discrepanze anche dal punto di vista del fatturato medio pro-capite per occupato: se in Germania si contano 270 mila euro per addetto, in Francia 256 mila e in Gran Bretagna 215 mila, in Italia appena 124 mila per addetto (al di sotto della stessa Spagna con 127 mila).

Ma come si spiega questo fenomeno in un Paese come il nostro dove il “mattone” costituisce da sempre un comparto trainante per la nostra economia? A spiegarcelo è il presidente di Scenari Immobiliari Mario Breglia, secondo il quale il settore dei servizi immobiliari in Italia è meno strutturato a causa di una maggiore frammentazione delle imprese, costituite in larga parte da società individuali o a conduzione familiare.

In sostanza, ad essere indispensabile è un processo di professionalizzazione della gestione del patrimonio immobiliare, nonché una maggiore industrializzazione e tecnologizzazione del settore in grado di sviluppare economie di scala: processi già avviati da tempo nei grandi Paesi europei. Insomma, da noi il settore servizi immobiliari è ancora artigianale e di conseguenza non idoneo a rispondere in maniera compatibile alle nuove esigenze.

Fortunatamente, però, esistono in Italia anche realtà ben strutturate e organizzate in questo comparto che vantano professionalità ed esperienza come Immobiliare Cambio Casa, leader tra le agenzie immobiliari a Taranto, in grado di rispondere adeguatamente e con dinamismo alle sfide che oggi presenta il mercato immobiliare globale.

L’unico Garofoli Store della Campania da CostruireHome ad Ariano Irpino

Scritto da CostruireHome il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Serata di successo per l’open day dello show room di Costruire Home. Venerdì quindici dicembre l’azienda è “andata di scena” nella sua veste migliore. Autentica. Espressione del lavoro combinato tra vari professionisti che hanno a cuore le esigenze dei clienti e dei rispettivi ambienti di vita. Costruire Home infatti fornisce consulenza e soluzioni per ideare e rifinire lo spazio abitativo o lavorativo.
La serata, non a caso, denominata anche “Porte aperte” ha rappresentato un modo elegante per aprirsi all’esterno e far entrare negli ambienti espositivi amici, conoscenti, tecnici del settore, gente comune. Unico punto vendita Garofoli Store in Campania, Costruire Home, il quindici dicembre scorso, tra le note suggestive eseguite dal violinista Saverio Lops, ha ospitato circa cinquecento persone. Degustazione e apericena servito con discrezione per
un’esposizione assolutamente singolare. La serata inaugurale ha restituito a tutti la sensazione di “sentirsi a casa”. Il calore di una famiglia, la collaborazione di un amico imprenditore edile; poi ancora hostess di sala e professionisti dell’azienda stessa. Questo il mix e il segreto di una vetrina di successo. Di un momento gradevole che ha visto molti dei visitatori intrattenersi per l’intera serata. Il clima giusto per una passeggiata tra moderno e classico, design e prodotti coordinati. Esposizione esaustiva e, su richiesta, anche spiegazione dei materiali e delle soluzioni possibili per rendere gli spazi efficienti e funzionali.
Attenzione all’ambiente e realizzazioni edilizie ecosostenibili.
Così i vertici aziendali a chiusura della serata: «forti di un’esperienza ventennale nel settore degli infissi, delle strutture in legno lamellare e nelle porte Garofoli abbiamo sposato il progetto del gruppo marchigiano. Cioè quello di creare in Italia degli store in cui vengono proposte tutte le collezioni dal classico al moderno con porte, cabine armadio, parquet e molto altro. L’obiettivo è quello di fornire un servizio completo a tecnici del settore e ai clienti privati». La società che ha sale espositive ad Ariano Irpino in via Serra 85 annovera anche altri partners, come Finstral, Velux, Oikos, Junckers, Scrigno. L’occasione della “nuova apertura” interamente dedicata all’utente è stata appunto servita dal connubio con Garofoli SpA di cui Costruire Home è store ufficiale. Unico riferimento campano.

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