I cosmetici eco-efficienti ed eco-sostenibili

Scritto da valeo il . Pubblicato in Beauty & Wellness

Negli ultimi anni, anche la cosmesi sta rivolgendo la sua attenzione alla salvaguardia dell’ambiente: si sta diffondendo sempre di più la formulazione di prodotti cosmetici concepiti e realizzati nel rispetto dell’ambiente.

L’attenzione all’ambiente, agli sprechi, alla salvaguardia dell’ambiente e delle energie non rinnovabili sono i punti chiave di una politica cosmetica più sostenibile. Per questo è possibile scegliere aziende che adottano già questo tipo di politica, per esempio scegliete aziende che producono un packaging di cartone fabbricato con carta proveniente da foreste certificate, poiché questo indica la volontà dell’azienda a preservare le foreste che vengono così gestite in modo responsabile, nel rispetto dell’uomo e della natura. Ci assicuriamo che sia certificata tutta la catena di approvvigionamento, dalla foresta al tipografo, nell’intento di garantire la tracciabilità dei materiali utilizzati. Basta ridurre le dimensioni degli astucci in modo da limitare il consumo di cartone. Gli inchiostri utilizzati per gli astucci sono a base di oli vegetali. I flaconi oggi possono essere anche in plastica vergine ma riciclabile così da aumentare la quota di riciclato sulla totalità dei nostri flaconi in plastica: si tratta di copolimeri che non contengono additivi con limite di migrazione in linea con le vigenti direttive europee, non contengono aromi o additivi alimentari. I cosmetici però sono macchine complesse: non si possono giudicare solo dalla lista dei componenti, ma dall’esame del lavoro di assemblaggio, dai collaudi eseguiti su formule e prodotti, dalla durata di un marchio o azienda sul mercato. Di fatto, il cosmetico è frutto di una strategia di scelte di sostanze e metodiche di miscelazione, di assicurazione della qualità, di verifiche attente di compatibilità e stabilità e della possibilità di riproduzione dei risultati ottenuti con i prototipi, incluso i metodi di fabbricazione e i sistemi di trasporto. Nasce da una serie di collaudi severi, tra cui le valutazioni cliniche di efficacia.

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Salute e Alimentazione

Scritto da valeo il . Pubblicato in Beauty & Wellness

Cosa vuol dire mangiare bene? Non solo che il cibo è “buono”, ovvero saporito: anzi, amare la buona cucina con troppa passione, può far male. Se davvero vogliamo “mangiare bene”, dobbiamo scegliere un’ alimentazione sana, corretta ed equilibrata.

Non solo per chi lavora, ma anche per molti studenti, il tempo è poco, la fame è tanta e la fretta fa mangiare quasi sempre in piedi: pessima abitudine. La pausa pranzo invece dovrebbe essere sacra. La pizzetta o il panino ingurgitato al bar o i fritti pregni d’olio del fast food non fanno parte della dieta ideale. Insomma, contro “l’inquinamento alimentare”, bisogna seguire alcune regole fondamentali. La regola aurea ve la anticipiamo subito: mangiate pure di tutto, ma non esagerate mai in nulla. Più si mangia, meglio è. Un mito duro a morire, che ci portiamo dietro dai tempi della vita contadina, quando la carne era il piatto della festa e la sottonutrizione un problema serio.

Secoli di fame hanno contribuito ad associare il “mangiare” alla salute e alla ricchezza. Oggi, invece, il cibo è abbondante (almeno nei Paesi industrializzati). In Italia, dagli anni 50 agli anni 80, la disponibilità media pro-capite è passata da 2.200 a 3.200 calorie al giorno. Ma abbiamo realmente bisogno di tutte queste calorie? Molto spesso no, perché con i lavori sedentari di oggi si consuma molta meno energia. Nonostante questo c’è chi mangia troppo. Ed è dannoso. Solo chi svolge un intenso lavoro fisico deve introdurre più calorie, per compensare quello che consuma. Un boscaiolo canadese, ad esempio, ha bisogno di 7.000 calorie al giorno. Ma un impiegato che sta ore seduto e si sposta sempre in automobile, per andare alla pari dovrebbe spaccare legna per due ore al giorno (al ritmo dei boscaioli canadesi, naturalmente) o correre per molti chilometri. C’è anche chi cade nell’errore opposto: mangiare troppo poco, magari rincorrendo il look scheletrico di qualche modella. Oppure, in nome di un frainteso salutismo, c’ è chi si priva di questo o quell’ alimento, perché convinto che faccia male. Spesso si tratta di fissazioni.

Se è vero che certe malattie costringono ad alcune rinunce alimentari, è anche vero che un organismo sano può, anzi deve, nutrirsi di tutti gli alimenti. Ogni alimento fornisce infatti diversi principi nutritivi, ciascuno dei quali svolge un ruolo particolare nell’ organismo. Ogni nutriente deve arrivare in giuste dosi: né troppo né troppo poco. Ma quante calorie è giusto mangiare ogni giorno? Qual è la soglia limite per i grassi e gli zuccheri? Fino a che punto è bene rimpinzarsi di proteine e vitamine? Una risposta valida per tutti non esiste: dipende dall’ età, dal peso, dal metabolismo individuale. E anche dal lavoro che si svolge, dall’ attività fisica, dal clima, dallo stile di vita. Un uomo del Nord Europa, ad esempio, che vive in un clima freddo, mangerà senza risentirne più burro e grassi animali di quelli che sarebbero tollerabili per un italiano, per il quale va molto meglio una dieta “mediterranea”, dove il burro è sostituito dall’ olio d’oliva.

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Come si fa un dentifricio?

Scritto da valeo il . Pubblicato in Beauty & Wellness

Sono passati millenni da quando Ippocrate cercava di realizzare delle paste dentifricie. Oggi possiamo affermare che grazie alle incessanti ricerche si è giunti ad ottenere dei composti dentifrici che danno dei buoni risultati sia in campo estetico sia terapeutico.

Per la fabbricazione del dentifricio vengono usati diversi ingredienti e ognuno ha il proprio ruolo nell’ influenzare la consistenza e la stabilità del prodotto. I principali componenti di un dentifricio, quale prodotto visco-elastico, sono: gli abrasivi, gli agenti leganti, i surfattanti, i dolcificanti, i preservanti, i coloranti, gli aromatizzanti e speciali ingredienti attivi.

Gli abrasivi (silicio, allumina, fosfato di calcio, carbonato di calcio) si usano spesso come supporto alle azioni meccaniche di pulizia, influiscono la consistenza del dentifricio ed aiutano nella rimozione di pigmentazioni superficiali. Come agenti umettanti (emollienti) si preferisce usare la glicerina, sorbitolo, lignite e polietileneglicoli per evitare un essiccamento della pasta una volta aperto il tubetto e anche per incrementare la stabilità a bassa temperatura ed ottenere un effetto legante di consistenza.

Gli agenti leganti e addensanti danno al dentifricio consistenza e prevengono la separazione tra la fase liquida e quella solida. Tra gli idrocolloidi (come agente legante) sono preferiti:

– Gli alginati : sali che derivano dalla parete cellulare delle alghe brune Laminaria e Ascophillum diffuse in Europa e negli Stati Uniti. Il sale alginato di sodio è solubile in acqua è usato come addensante e stabilizzante in industria alimentare e farmaceutica. Il secondo, il sale arginato di calcio è insolubile, trova impiego in medicamenti ed in garze emostatiche.

– Le carragenine: sono polisaccaridi complessi estratti dalle pareti cellulari di alcune Rhodophyceae. Le specie di alghe più comunemente utilizzate per l’estrazione della carragenina sono: Chondrus crispus, Euchema cottonii, Euchema spinosum. La Carragenina è classificata nella lista europea degli additivi alimentari con la sigla: E407. A seconda del tipo di alga e del tipo di estrazione si possono ottenere tre principali varietà di carragenine: Kappa-carragenine, Iota-carragenine e Lambda-carragenine. Le Kappa carragenine sono le più diffuse e vengono appositamente adattate all’impiego in soluzioni acquose o in soluzioni lattee.

– Gli xantani: sono polisaccaridi utilizzati come additivo alimentare. La gomma di xantono, una degli xantani più diffusa viene ottenuta mediante processo di fermentazione in coltura pura di un carboidrato (glucosio o saccarosio) da parte di ceppi naturali del batterio Xanthomonas campestris, purificato per estrazione con etanolo oppure propan-2-olo, essiccato e macinato. La gomma di xantono è classificata nella lista europea degli additivi alimentari con la sigla: E415.

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La funzionalità degli ingredienti cosmetici

Scritto da valeo il . Pubblicato in Beauty & Wellness

Gli ingredienti che troviamo nei cosmetici sono:
– Tensioliti
– Soluzioni (idroliti ed alcooliti)
– Geli (idrogeli e lipogeli)
– Emulsioni (creme e latti)
– Paste
– Oleoliti

TENSIOLITI
Servono alla detersione della cute e dei suoi annessi, cioè a rimuovere e sciogliere lo sporco, il sudore, la polvere, le sostanze grasse che si accumulano sulla pelle e sui capelli.
Pertanto va rispettata la fisiologia della cute e degli annessi, per non alterare la barriera idrolipidica protettiva

TENSIOLITI IN FORMA LIQUIDA
Shampoo– bagno doccia– bagno schiuma – shampoo doccia – shampoo balsamo -2 in 1

SOLUZIONI
E’ una delle forme più semplici: sono sistemi omogenei costituiti da un solvente e da un soluto.
Negli IDROLITI il solvente utilizzato è acqua o miscele di acqua/glicerina,acqua/glicole.
Negli ALCOOLITI il solvente utilizzato è alcool o miscele di alcool/acqua, alcool/acqua/glicerina.

SOLUZIONI IDROLITE:
Tonici, acque aromatiche,acque profumate, soluzioni struccanti

SOLUZIONI ALCOOLITE:
Acque di colonia, profumi, acqua da toilette, lozioni dopo barba, deodoranti no gas.

GELI: IDROGELI
Sistema monofasico in cui la componente acquosa viene viscosizzata con agenti gelificanti di natura colloidale.

GELI SCORREVOLI
Tipicamente presentati in tubi, flaconi e vasi: gel per mani, per capelli ad effetto fissativo, bagnato, volumizzante, modellante

GELI SOLIDI
Possono essere anche costituiti da una frazione alcolica: stick deodoranti e anti-traspiranti

EMULSIONI
Sono sistemi dispersi, cioè eterogenei costituiti da 2 fasi immiscibili tra loro (olio e acqua).
La sostanza che rende “ragionevolmente” stabile la dispersione si chiama EMULSIONANTE (tensioattivo).
L‘azione emulsionante si spiega pensando che il tensioattivo costituisca un “ancoraggio” tra le gocce della fase dispersa e il liquido della fase disperdente.

Consideriamo due tipi fondamentali di emulsioni:
Olio in acqua ( O/A o O/W )
Acqua in olio ( A/O o W/O )

Secondo la viscosità possiamo ottenere

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Invecchiamento cutaneo precoce

Scritto da valeo il . Pubblicato in Beauty & Wellness

Le rughe rappresentano i segni indelebili del tempo che passa, ma anche la testimonianza di una vita vissuta, il riaffiorare dei ricordi e la manifestazione del carattere di chi le porta.

Contro questo diffuso inestetismo, i prodotti cosmetici devono essere sempre più performanti nella fase preventiva. La cosmetica funzionale viene denominata restituiva, in quanto ripristina nella pelle quelle sostanze che il processo di invecchiamento ha ridotto.

Una delle cause più frequenti di invecchiamento precoce è la frequenza della detersione con saponi troppo aggressivi; fino a che la pelle reagisce secernendo altre difese, tutto va bene, ma appena essa invecchia, si ha una pelle sempre più arida, che è l’anticamera di una pelle invecchiata.

E’ utile quindi usare da subito detergenti senza tensioattivi e prodotti altamente idratanti, tali da lasciare la pelle morbida e ben difesa.

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Rimedi contro la cellulite: la dieta

Scritto da POSIZIONAMENTO il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Salute

Il centro medico Juva, altamente specializzato in medicina estetica, propone ai suoi pazienti diversi rimedi per la cellulite, fra i quali, un particolare regime alimentare di cellulite dieta.
In questo sistema alimentare è consigliato mangiare molta frutta e verdura, ponendo attenzione ai condimenti, evitando di friggere o soffriggere i cibi e riducendo l’apporto di sale.

Gli obiettivi raggiungibili mediante la cellulite dieta che il centro medico Juva consiglia ai propri pazienti prevedono di adottare un regime proteico per bruciare il grasso in eccesso e trasformarlo in energia disponibile a svolgere le varie attività giornaliere.

La cellulite dieta prevede anche l’inserimento di carboidrati sotto forma di frutta e verdura quali fonti di vitamine, minerali, enzimi e fibre. Questa cellulite dieta risulta essere un regime bilanciato da cui si ottengono ottimi risultati in tempi molto brevi.

Diventa importante essere seguiti dalla Dottoressa Dvora Ancona, soprattutto nel primo periodo, in quanto potrebbe essere un po’ difficile da affrontare. La caratteristica fondamentale della nostra dieta è quella di non eliminare del tutto gli alimenti, ma, inizialmente, ridurne le quantità, ottenendo così il peso ideale costante nel tempo, reintegrandoli poi successivamente.
Nel nostro centro medico Juva offriamo un servizio continuo durante tutto il percorso alimentare, sarete sempre assistiti e non vi lasceremo mai soli.

Malattie organiche e funzionali dell’apparato gastroenterico e metodiche diagnostiche: parlane col dott. Corrado Contini.

Scritto da contini il . Pubblicato in Aziende, Beauty & Wellness, Comunicati Stampa, Locale, Nuovo Sito Web, Salute

La carriera professionale medica del dott. Corrado Contini è iniziata nella seconda metà degli anni settanta presso la Divisione di Gastroenterologia degli Ospedali Riuniti di Parma, fondata dal compianto Prof. Germano Missale che la diresse con spirito innovativo e pionieristico, introducendo le prime esperienze in Italia di studi endoscopici dell’apparato gastro-enterico e soprattutto delle Vie biliari e del Pancreas. Sotto questa guida burbera ma che ha sempre messo il paziente al centro dell’agire medico, il dott. Corrado Contini è stato dapprima Assistente medico e successivamente Aiuto- Primario, conseguendo la Specialità in Malattie dell’Apparato Digerente presso l’Università di Milano e la Idoneità Nazionale a Primario Ospedaliero presso il Ministero della Sanità. Ha sviluppato le indagini diagnostiche ed operative della Gastroscopia, della Colonscopia, della Colangiografia retrograda e si è occupato dello studio di fisiopatologia sia del tratto digestivo superiore mediante Manometrie e pH-metrie esofagee che delle disfunzioni ano-rettali mediante le Manometrie ano-rettali.

Negli ultimi anni ha affrontato le patologie legate alle allergie e alle intolleranze alimentari mediante studi di fisiopatologia con Breath-test o ricerche laboratoristiche immunologiche.

Dal 1997 dirige il Servizio di Gastroenterologie ed Endoscopia Digestiva della Clinica Città di Parma e svolge consulenze presso la Clinica Piacenza, il Poliambulatorio Medi-Saluter di Parma e il Poliambulatorio Città di Collecchio.

In particolare, l’antica attenzione verso il paziente trasmessa dal Prof. Missale, unico vero motivo dell’agire medico, consente al dott. Corrado Contini di poter effettuare consulti inerenti le seguenti patologie del tratto gastro-enterico:

  • Malattia da reflusso gastro-esofageo (MRGE) : Esofagite , Esofago di Barrett
  • Malattia ulcerosa da Helicobacter (Ulcere gastriche e duodenali)
  • Malattie infiammatorie intestinali (Morbo di Crohn e Colite ulcerosa)
  • Malattie produttive del Colon (Polipi e Screening del cancro colo-rettale)
  • Malattie funzionali dell’apparato gastro-enterico (Dispepsia e Gastriti, Stipsi cronica, SIBO, Colon Irritabile)
  • Malattie da allergia o intolleranza alimentare (Celiachia, Intolleranza al Lattosio, Ipersensibilità al Glutine)

Nel suo nuovo sito Internet www.corradocontini.it è possibile prendere visione del suo curriculum vitae,  delle patologie affrontate e delle metodiche effettuate. Nello stesso sito potete anche contattare il dott. Corrado Contini con un format per le domande e verificare i recapiti dove visita.

Salta in sella con HealthCity e Multipower

Scritto da Chili Pr il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Ciclismo

Primavera, tempo di gare: vi piacerebbe vivere l’emozione del Giro d’Italia e correrlo prima degli atleti ufficiali? Nelle palestre HealthCity si può: aprile è il mese dedicato proprio alla bicicletta e, grazie alla collaborazione con Multipower, ci sono tanti prodotti disponibili (fino ad esaurimento scorte) per chi si alzerà sui pedali con noi!

Dall’8 al 14 aprile, numerose e divertenti attività per soci e non soci, in tutti i club, per migliorare il proprio stato di forma generale, puntando ad una preparazione degna di un ciclista professionista, grazie al supporto del Fitness Staff di HealthCity! In particolare, si entrerà nel vivo con due eventi nazionali che verranno supportati da Multipower, sponsor ufficiale del Giro d’Italia.

  • Corri il Giro d’Italia… prima di tutti! Una “simulazione” del Giro d’Italia, per percorrere in anteprima tutte le tappe della corsa rosa, seguendo il percorso su un tabellone. I migliori tempi sui 5km (classifica uomo e classifica donna) in ogni club riceveranno una fornitura di prodotti Multipower specifici per l’endurance, inoltre per tutti i partecipanti le borracce targate Multipower!
  • Multipower Sprint, sfida a coppie per soci e non, in un Multipower corner con due bike, sulla distanza fissa di 500 metri, per sperimentare tutta l’adrenalina della volata sul traguardo finale! Per i partecipanti tanti gadget e sample Multipower.

E gli eventi continuano a maggio con lo Spinning Del Giro: le lezioni di spinning che si terranno in concomitanza con il Giro d’Italia proporranno alcuni tratti della tappa del giorno!

Ma quali sono le basi teoriche per una buona prestazione ciclistica? Risponde Davide Bogni, Regional Fitness Supervisor di HealthCity Italia:

“Nel ciclismo, come in ogni altra disciplina, il corpo dell’atleta deve avere una solida base. Questa è la chiave per raggiungere performance di massimo livello, evitando infortuni, e per guadagnare la longevità nello sport. Per ottenere il massimo rendimento, tutte le componenti dell’organismo devono operare di concerto, come una singola unità coordinata – spiega Davide Bogni molti ciclisti fanno l’errore di pensare che l’andare in bicicletta sia tutto basato sulle gambe. Ma non è così semplice: gambe, anche e glutei sviluppano la maggior parte della potenza nel pedalare, ma per dare stabilità alla metà inferiore del corpo è necessario che addome, schiena e parte superiore siano robusti. Ogni area del corpo gioca un ruolo vitale per la distribuzione della potenza sui pedali, il controllo della bicicletta e la prevenzione degli infortuni. Essere carenti di allenamento in una particolare area del corpo, causerà un decadimento della performance, con rischio anche di dolore e infortuni”.

Gli esercizi adatti a chi vuole avvicinarsi al ciclismo o migliorare le proprie performance sono quindi total body, per uno sviluppo e un rafforzamento armonico non solo delle gambe, ma anche di glutei, addominali, schiena e parte superiore del corpo: manubri per le braccia, panca per gli addominali, lat machine per i dorsali, panca romana per i lombari, pectoral machine per i pettorali e leg press, esercizio fondamentale per il ciclista, perché rafforza i quadricipiti.

Inoltre, mescolare allenamento indoor e outdoor è la chiave per un training completo, soprattutto quando le condizioni atmosferiche sono variabili.

“Oltre gli utili allenamenti di potenziamento da svolgere in palestra, e a qualche ‘cross training’, ovvero la pratica di attività aerobiche alternative, sarà comunque necessario PEDALARE, ovviamente con una diversa metodologia rispetto alle normali sedute outdoor – continua Bogni – spesso, pedalare ‘al chiuso’ su rulli o spinbike, è visto da molti ciclisti come un allenamento monotono e poco redditizio: al contrario, se ben combinato e programmato rappresenta un training perfetto. Sono numerosi i professionisti che affrontano alcune parti del loro allenamento stagionale su rulli o particolari ergometri indoor”.

L’alimentazione e l’integrazione sono tanto importanti quanto l’allenamento, un’attenzione complementare al training che aiuta a raggiungere i propri obiettivi atletici. Quali sono dunque i consigli per atleti principianti che vogliano affrontare l’endurance? Ecco le indicazioni degli esperti Multipower:

“I fattori decisivi sono un’alimentazione equilibrata, un apporto sufficiente di liquidi, il corretto rifornimento energetico prima e durante lo sforzo e un supporto mirato durante la fase di recupero. I prodotti Multipower consentono un’integrazione su misura che completa efficacemente l’alimentazione e il tipo di allenamento svolto” commenta Ariane Matz, Product developer di Multipower, che pratica corsa, ciclismo e gioca a pallavolo.

“In generale la dieta dovrebbe essere bilanciata e basarsi su un elevato consumo di frutta, verdura, alimenti integrali e grassi di qualità. Inoltre, per l’attività sportiva tre sono i capisaldi: carboidrati, proteine e acqua. I carboidrati sono il carburante principale dei muscoli, le proteine favoriscono la costruzione muscolare durante la fase di recupero, mentre due litri di liquidi al giorno sono fondamentali, tra acqua e bevande isotoniche, che contengono la giusta concentrazione di carboidrati per il rifornimento energetico e di sali minerali”.

Per informazioni su HealthCity visitate il sito www.healthcity.it o la pagina Facebook www.facebook.com/HealthCityItalia

Per informazioni su Multipower visitate il sito www.multipower.com/it/ o la pagina Facebook https://www.facebook.com/MultipowerSportsfoodItalia

Dolore viscerale, l’Anno Europeo contro il dolore 2012-2013

Scritto da IQandPartners il . Pubblicato in Beauty & Wellness

L’Anno Europeo contro il dolore 2012-2013 è dedicato al dolore viscerale, che praticamente ogni persona ha avuto modo di conoscere nella sua forma acuta e che è sottovalutato nella sua forma cronica. I numeri del dolore viscerale sul sito di Marco Filippini. L’esperienza a difesa del malato.

Dolore viscerale

La prevalenza del dolore viscerale è tanto impressionante quanto allarmante, come dimostrato da una serie di dati:

– il 20-30% della popolazione soffre di dispepsia, ma solo nella metà di questi pazienti viene individuata una causa organica;

– si stima che la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) colpisca tra il 6% e il 25% della popolazione, a seconda dello studio e anche del sesso, e motiva circa metà delle richieste di consulto dei gastroenterologi;

– il dolore vescicale colpisce più frequentemente le donne rispetto agli uomini, 900 le donne che ne soffrono su 100.000;

– una donna su due soffre di dolori mestruali, nel 10% dei casi questo dolore è così grave che è causa di assenza per malattia ogni mese;

– globalmente, le donne soffrono di dolore viscerale con un’incidenza tre volte superiore rispetto agli uomini.

Questo disturbo è spesso messo in relazione a gravi situazioni di stress, a cui si presta altrettanta scarsa attenzione. L’Anno Europeo contro il dolore 2012-2013 è dedicato a questo tipo di dolore, il dolore viscerale, che praticamente ogni persona ha avuto modo di conoscere nella sua forma acuta e che è sottovalutato nella sua forma cronica.

FONTE: marcofilippini.it

Omia Laboratoires EcoBio: Addio a siliconi per una chioma più sana e naturale

Scritto da mgacosmetici il . Pubblicato in Beauty & Wellness, Salute

Abbandonare gli shampoo tradizionali, a base di siliconi e derivati petrolchimici dalle proprietà districanti, per passare a prodotti per la pulizia dei capelli a base di olii vegetali, non è un passaggio facile, ma alla lunga paga. Rendendo la chioma più sana e naturalmente splendente.

OMIA ECOBIOLOGICA CAPELLI PRIMA PAGINA DEPLIANT

Non basta che l’acqua sia “con le bolle” come spiegava, a proposito dello shampoo, Massimo Troisi a Stefania Sandrelli nel film “Non ci resta che piangere”. E’ importante che il principale prodotto che utilizziamo per detergere e curare i nostri capelli li nutra e rafforzi in profondità, oltre a renderli alla vista morbidi e lucenti. E tuttavia, per trovare un prodotto che soddisfi entrambe queste esigenze, occorre attenzione e un po’ di studio.

I siliconi, i cristalli liquidi e i derivati petrolchimici contenuti generalmente negli shampoo tradizionali, danno un aspetto lucido e sano ai capelli, aiutandoli a districarsi e rivestendoli di una guaina scintillante, anche se sotto questa operazione di maquillage il capello può rimanere crespo e sfibrato. D’altra parte la scelta eco-bio non paga immediatamente: priva del sostegno della chimica la nostra capigliatura risulta tendenzialmente stopposa, meno soffice e brillante.

Per questo, in genere lo shampoo è l’ultimo dei cosmetici tradizionali a essere abbandonato da chi abbraccia la scelta eco-bio. Ma coniugare salute e splendore dei capelli, si può: occorre, con pazienza, trovare lo shampoo adatto e lasciare che il capello ritrovi la sua naturale morbidezza, coccolato da buoni ingredienti.

Per fare questo passaggio è innanzitutto necessario comprendere che gli shampoo tradizionali, con i loro siliconi e altri ingredienti di origine petrolchimica, rivestono, applicazione dopo applicazione il capello, rendendolo dapprima più lucente e bello, ma poi via via sempre più arido e debole: in questo modo contribuiscono all’insorgenza di doppie punte e fanno apparire il capello sporco e appesantito dopo pochissimi giorni. Negli shampoo eco-bio gli ingredienti chimici non ci sono, e lo shampoo, lavaggio dopo lavaggio ne libera il capello. Poiché si tratta di sostanze tenaci, a seguito dei primi lavaggi il risultato potrebbe essere, però, quello di avere i capelli poco luminosi perché un po’ ancora rivestiti di silicone e un po’ no! Solo la perseveranza darà i suoi risultati!

Bisogna sapere che gli shampoo eco-bio vengono formulati con un’accurata scelta di tensioattivi e fito-estratti specifici per un tipo di capelli e sono efficaci proprio e solo per quel tipo di capelli. Inoltre, gli shampoo eco-bio ben formulati contengono ottimi mix di tensioattivi delicati di origine vegetale, mentre gli shampoo tradizionali raramente si allontanano dagli aggressivi SLS (Sodium Lauryl Sulfate) e SLES (Sodium Laureth Sulfate) e sostanze simili. Il cuoi capelluto, abituato a questi tensioattivi aggressivi, potrebbe produrre sebo in eccesso per compensare, e avere quindi bisogno di un po di tempo per riequilibrarsi lasciando i primi tempi i capelli non perfettamente puliti.

Per aiutare i capelli ad essere lucenti in modo naturale durante il passaggio all’eco-bio, esistono ottimi balsami e maschere eco-bio in grado di nutrire e districare i capelli alla perfezione. Si possono inoltre ottenere ottimi risultati utilizzando impacchi d’olio prima dello shampoo: sono molto indicati l’olio ai semi di lino, l’olio di Argan e l’olio di jojoba. Infine, come raccomandavano ai tempi delle nonne, in cui non esistevano gli shampoo a base di prodotti chimici, un risciacquo finale con acqua e una piccola parte limone o aceto aiuta a rendere i capelli più lucidi e brillanti.

Fonti: Omia Laboratoires