Facile.it: oltre 13 milioni i veicoli non in regola con la revisione                           

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Che il parco auto italiano non fosse giovanissimo era cosa nota (9 anni e 9 mesi l’età media delle nostre automobili secondo il dato dell’Osservatorio Facile.it aggiornato a settembre 2017), ma che addirittura un veicolo su quattro non fosse in regola con la revisione è oggettivamente allarmante.  In base ad un’analisi compiuta da Facile.it, a ottobre 2017 non avevano avuto il necessario OK alla circolazione oltre 13.000.000 di veicoli. Se si restringe l’analisi alle sole vetture private la proporzione, purtroppo non cambia di molto; non erano in regola oltre 7,4 milioni di veicoli, equivalenti al 19,50% del totale.

La maglia nera

Partendo da dati ufficiali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il portale leader in Italia per il confronto delle polizze assicurative ha potuto tracciare una mappa delle aree d’Italia in cui il fenomeno delle auto non revisionate è più forte.

La prima parte dello studio ha considerato non solo le automobili private, ma il totale dei veicoli iscritti ai registri (quindi anche motocicli, mezzi pubblici, auto a noleggio e via dicendo). Su un totale di oltre 52.000.000 di mezzi, quelli non in regola con la revisione sono risultati essere poco più di 13.000.000.

Declinando i numeri su base regionale, la Campania conquista a mani basse il primato sia in termini assoluti (1.869.504), sia in proporzione al totale parco circolante con un inquietante 40,72% di mezzi che, in base alla norma, non potrebbero circolare.

Continuando a scorrere la classifica, alle spalle della Campania si trovano, per totale veicoli non revisionati, il Lazio (1.672.195) e la Lombardia (1.661.244). Se si leggono i dati in un’ottica percentuale, invece, la medaglia di argento è conquistata dalla Sicilia (36,87%) e quella di bronzo dalla Calabria (35,14%).

«Sebbene in questi numeri rientri anche una minima percentuale di veicoli tuttora iscritti nei registri, ma magari non circolanti perché, ad esempio, fermi in aree private o per ragioni amministrative», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it, «noi per primi siamo rimasti sorpresi dal vedere valori tanto elevati. Un’auto non revisionata ha importanti ripercussioni sia sulla sicurezza della guida, sia sulla qualità dell’aria che respiriamo e, quindi, sulla nostra salute; nessuno di questi fattori va sottovalutato».

Riducendo l’analisi alle sole auto private purtroppo la situazione non migliora di molto; al 31 ottobre 2017, su un totale di oltre 38.000.000 di vetture, quelle non in regola con la revisione erano ben 7.443.888. Identiche rispetto a prima anche le prime due posizioni in classifica; ancora una volta sul gradino più alto del podio la Campania (1.210.549 auto non revisionate) seguita dal Lazio (1.007.004). Al terzo posto si posiziona questa volta la Sicilia che, con 985.874 vetture non in regola con la revisione, supera la Lombardia ferma a 916.586. Se si guarda al valore percentuale, dopo la Campania (35,06%) si trovano la Sicilia (30,02%) e Calabria (28,67%).

I virtuosi 

Invertendo l’ordine di lettura e puntando l’attenzione su chi invece è quasi sempre in regola; sul totale veicoli al primo posto risulta la Valle d’Aosta con 40.334 mezzi non revisionati seguita da Molise (75.503) e Basilicata (119.832); in percentuale a guidare la classifica è invece il Trentino Alto Adige che con il 10,46% precede il Veneto (15,08%) ed il Friuli Venezia Giulia (15,61%). Minimi i cambiamenti se limitiamo l’osservazione alle auto private: Valle d’Aosta, Molise e Trentino Alto Adige il podio dei valori assoluti; Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia quello dei relativi.

Le conseguenze sull’RC auto

La revisione dell’auto è uno degli obblighi normativi espressamente previsti dal codice della strada (art.80) e il mancato rispetto della legge ha, chiaramente, anche importanti ripercussioni in termini assicurativi. Se l’auto non è in regola, in caso di sinistro la compagnia ha il diritto di rivalersi sull’assicurato

Camion e tecnologia, inizia l’era dell’autotrasporto elettrico

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Automobili, Aziende

Ecosostenibilità e sicurezza stradale sono da anni due tematiche di notevole interesse per l’autotrasporto in quanto rappresentano obiettivi concreti in grado di assicurare crescita e sviluppo a questo settore. Più volte abbiamo sottolineato come sia in Italia che in Europa il livello di emissioni di co2 si stia gradualmente abbassando negli ultimi anni, merito soprattutto di veicoli industriali all’avanguardia, ma è ancora molto lunga la strada da percorrere in questa direzione.

Chi sta cercando di accorciarla e renderla percorribile e Tesla, la società americana specializzata nella produzione di veicoli elettrici, che alcuni mesi fa ha presentato “Tesla Semi”, il veicolo industriale del futuro. Si tratta di un autoarticolato completamente a energia elettrica in grado di percorrere 800 Km con una sola ricarica e con un pieno carico di 36 T. Un tir che oltre a non produrre alcun effetto negativo per l’ambiente, assicura massima sicurezza su strada.

Il sistema Autopilot di cui è dotato, infatti, garantisce controllo totale della velocità, rallentamenti automatici nel traffico e mantenimento della propria corsia di marcia. Ma se per molti il tir elettrico è solo un progetto avveniristico, per Tesla invece è una realtà pronta a concretizzarsi entro l’arco di un biennio: la produzione, infatti, partirà nel 2019. Non per questo la società californiana ha già aperto alla possibilità di versare un acconto a titolo di prenotazione per chi volesse acquistarlo.

Il tir elettrico, massima espressione di economicità in virtù di costi minori di alimentazione e manutenzione, potrà essere una soluzione efficace anche per chi effettua trasporti speciali, come ad esempio il trasporto auto con bisarca, la cui merce trasportata è notevole dal punto di vista del carico. Insomma, in futuro energia pulita e tecnologia andranno sempre più a braccetto e la logistica mondiale è pronta a percorrere la strada dell’innovazione.

Patente di guida: in Italia si prende dopo i 21 anni

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

A quale età si consegue la patente per l’auto in Italia? Quanti sono i “neopatentati” nel Paese? Quali le differenze nei costi RC auto? A rispondere a queste domande ha pensato Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, rielaborando i dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti*, ha scoperto che, in media, gli italiani prendono la patente poco dopo aver compiuto i 21 anni e 2 mesi.

Da un punto di vista assicurativo non esistono parametri univoci che definiscano un neopatentato e ogni compagnia applica le proprie regole; in alcuni casi rientrano nella categoria persino coloro che hanno il titolo di guida da 3 anni. Ai fini dell’analisi, però, si è considerato come neopatentato solo chi ha conseguito l’abilitazione da meno di un anno.

Fatte queste premesse, i neopatentati italiani sono risultati essere poco più di 554.000, ovvero l’1,55% degli automobilisti titolari di patente B.

«A dividere il Sud dal resto d’Italia – spiega Diego Palano, responsabile BU assicurazioni di Facile.it – sono, in primis, i costi dell’RC auto. Se esaminiamo, ad esempio, la differenza tra la miglior tariffa disponibile per un neopatentato diciottenne residente a Napoli ed un coetaneo che risiede a Milano, emerge che il primo deve pagare un premio più alto di oltre il 150%**».

Quanto costa l’RC per un neopatentato?

A conferma di questo dato, Facile.it ha fatto alcune simulazioni del costo dell’RCA** per i neopatentati diciottenni residenti in alcune delle principali città italiane, considerando lo stesso modello d’auto e la medesima classe di merito (CU14). Se a Milano la miglior tariffa per chi si mette al volante per la prima volta è pari a 746 euro, a Bologna sale a 871 euro mentre a Roma arriva a 943 euro e a Cagliari a 979 euro. Importi ben più alti se ci si sposta a Sud; la miglior tariffa per un nuovo automobilista neomaggiorenne residente a Palermo è pari a 1.152 euro, premio che sale a 1.234 euro per un coetaneo di Bari e, addirittura, a 1.924 euro se residente a Napoli.

«Un’opportunità concreta di risparmio è data dalla Legge Bersani del 2007, che consente a chi si assicura di ereditare la classe di merito maturata su un altro veicolo di proprietà di un familiare o convivente», spiega Palano. «Un neopatentato, quindi, grazie a questa potrebbe partire non dalla 14esima classe bensì dalla migliore presente all’interno del nucleo familiare, con importanti riduzioni del costo dell’RC. Attenzione però, per usufruire di questo vantaggio il veicolo che si assicura deve essere della stessa tipologia di quello da cui si prende classe di rischio e il passaggio di classe può avvenire solo su veicoli che vengono assicurati per la prima volta all’interno del nucleo familiare».

Al Sud la patente arriva prima

Le differenze fra Nord e Sud si vedono anche nell’età in cui si consegue la patente. Nel Meridione la licenza di guida si prende mediamente circa 8 mesi prima che nel resto d’Italia. Guardando la classifica regionale, gli automobilisti che conseguono la patente B ad un’età inferiore sono quelli residenti in Basilicata, Sicilia e Campania, dove, in media, ci si mette al volante a 20 anni e 7 mesi.

Leggendo la classifica nel senso opposto, invece, coloro che superano più tardi l’esame di guida sono i residenti della Sardegna (22 anni), della Liguria (21 anni e 11 mesi) e dell’Emilia Romagna (21 anni e 8 mesi).

In termini assoluti, le regioni che ospitano il maggior numero di neopatentati sono la Lombardia (88mila), la Campania (59mila) e il Lazio (51mila). Se si guarda invece al rapporto con il totale dei titolari di patente B, le aree con la percentuale maggiore sono la Campania (l’1,93% degli automobilisti è neopatentato), la Calabria (1,84%) e la Puglia (1,83%); quelle con la percentuale minore sono, invece, il Friuli Venezia Giulia (1,34%) e la Liguria (1,35%).

Le donne al volante più tardi degli uomini

Dati interessanti emergono anche in relazione alle differenze di genere; le donne, in media, si mettono alla guida per la prima volta a 21 anni e 9 mesi, oltre 1 anno più tardi rispetto agli uomini, che invece conseguono la patente a 20 anni e 8 mesi.

Esaminando più da vicino le differenze territoriali, emerge che le regioni dove le donne ottengono la licenza ad un’età maggiore sono, ancora una volta, la Sardegna (22 anni e 7 mesi), la Liguria (22 anni e 5 mesi) e l’Emilia Romagna (22 anni e 3 mesi). Nel senso opposto, invece, le più giovani risultano essere le aspiranti automobiliste del Trentino Alto Adige, che riescono a salire sulle quattro ruote in media a 21 anni e 2 mesi, seguite da vicino da quelle di Basilicata, Sicilia e Calabria, che conseguono l’abilitazione a 21 anni e 3 mesi di età.

Guardando agli uomini, le regioni dove la patente arriva più tardi sono sempre Sardegna e Liguria (entrambe con 21 anni e 4 mesi) seguite però, questa volta, dalla Lombardia (21 anni e 2 mesi); quelle dove la si ottiene prima sono la Campania e la Sicilia (19 anni e 11 mesi).

I diciottenni al volante

Analizzando il profilo di chi ha conseguito la patente B nei 12 mesi presi in considerazione, emerge che meno di un automobilista su quattro ottiene il documento a 18 anni (24,24% del totale). La percentuale, però, varia sensibilmente nelle diverse aree del Paese. Se in Molise, Basilicata e Campania i neo-maggiorenni rappresentano il 35% del totale neopatentati, in Liguria la percentuale scende al 18% e in Sardegna addirittura al 14%. Valori bassi anche in Lombardia e nel Lazio, dove l’incidenza dei diciottenni sul totale neopatentati si ferma al 21%.

* Dati aggiornati a maggio 2017. Ai fini dell’analisi sono stati considerati neopatentati i cittadini che hanno conseguito la patente di guida B tra aprile 2016 e maggio 2017.

** Calcolo effettuato sulle offerte disponibili attraverso Facile.it il 27 febbraio 2018 ore 11.00. Profilo del contraente: Uomo, 18 anni, to, classe di merito 14, guida non esclusiva. Patente italiana mai sospesa e con 20 punti o più, nessuna multa presa per stato di ebbrezza e veicolo non modificato. Auto: Opel Corsa 5° serie. Copertura considerata: RC Auto. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

AMMORTIZZATORI KYB: LA SCELTA MIGLIORE PER LA TUA AUTO

Scritto da manliosaz il . Pubblicato in Automobili, Aziende

Kayaba è uno dei leader del settore delle sospensioni auto. L’ industria giapponese, nota anche come KYB, è specializzata in apparecchiature idrauliche e ad oggi può vantare una diffusione vastissima: basti pensare che un’auto su 5 che esce dalla catena di produzione monta ammortizzatori Kyb.

Con dei numeri davvero importanti, con 1 milione di ammortizzatori prodotti ogni settimana, Kyb è sicuramente un punto di riferimento per chiunque cerchi un prodotto di grande qualità ed affidabilità per la sua auto.

Gli ammortizzatori Kyb sono realizzati con le stesse tecnologie usate per il primo impianto, per questo garantiscono una tenuta pari all’originale in grado di assorbire le asperità della strada e assicurare una guida confortevole su ogni tipo di superficie.

Al contrario di quanto si possa pensare però, montare un ammortizzatore di alta qualità non assicura solo una guida con il massimo del comfort, ma fa si che l’auto possa mantenere il contatto costante con la strada e attutire il movimento delle molle. Le continue sollecitazioni a cui gli ammortizzatori sono sottoposti possono, con il tempo, provocare l’usura delle parti con un consecutivo problema di sicurezza alla guida. Per questo le case automobilistiche ne consigliano la sostituzione non appena si avvertono le prime avvisaglie di malfunzionamento che sono riassumibili in pochi casi ben identificabili: mancata aderenza, rumori anomali su tratti impervi e non asfaltati, aumento della distanza di frenata e pneumatici con usura differente tra i due lati (passeggero e guidatore).

La linea più evoluta del marchio Kyb è sicuramente quella degli ammortizzatori Kyb Excel-G con un sistema di valvole e azoto pressurizzato, in grado di attutire le vibrazioni più forti riducendo in maniera drastica le infiltrazioni di aria, tra le prime responsabili del cattivo funzionamento degli ammortizzatori.

Quando si parla di manutenzione auto è bene tenere a mente le scadenze per i controlli e le eventuali sostituzioni con ricambi auto di qualità. Nel caso degli ammortizzatori (anteriori e posteriori), Kyb raccomanda di controllarli ogni 20/30.000 km e sostituirli intorno agli 80/90.000 km percorsi, effettuando la sostituzione sempre ed assolutamente a coppia per assale: sostituire un solo ammortizzatore significherebbe sbilanciare la vettura, con importanti ripercussioni principalmente sulla tenuta di strada dell’auto.

Scegliere ammortizzatori Kyb, quindi, è sicuramente la soluzione migliore per chi decide di sostituire i vecchi ammortizzatori della propria auto con un prodotto qualitativamente eccelso ma con un prezzo di tutto rispetto. Puoi trovare l’intera gamma Kayaba sul sito https://www.2pautoparts.com/.

 

 

Le 5 auto usate più vendute in Italia

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Automobili, Economia

Da un po’ di tempo a questa parte, la gran parte degli italiani sceglie di acquistare auto usate piuttosto che nuove. Questo perché permettono di risparmiare notevoli somme di denaro, senza però rinunciare alla qualità del prodotto. Per questa ragione, molti decidono di affidarsi a rivenditori di auto usate Lecce, a Roma e in qualsiasi altra parte del nostro Paese, per il proprio acquisto.

Ma quali sono le auto usate più vendute in Italia? Quali sono i mezzi che fanno sognare gli italiani? Scopriamolo in questa guida.

1. Fiat Punto

La Fiat Punto è nata con lo scopo di sostituire la celebre Fiat Uno molto in voga negli anni ’90. Quest’auto è una delle preferite dagli italiani in quando di cilindrata media e dal design semplice ed elegante. Esistono sul mercato diversi modelli per altrettanti differenti colori, ed è stata anche l’auto più venduta nel 2006 in Europa.

2. Ford Fiesta

La Ford Fiesta si presta ad ogni uso: può essere utilizzata nelle metropoli che richiedono brevi spostamenti ma anche per delle gite fuori porta. Le sue linee sono eleganti e grintose, mentre il suo prezzo è relativamente economico. È una vettura a 4 porte, concreta e dinamica, perfetta per le coppie ma anche per le famiglie numerose.

3. Renault Clio

Con la Renault Clio il prezzo va necessariamente a salire: si parla infatti di una cifra che si aggira intorna ai €7.000. Questo perché, il mezzo è un vero gioiello da un punto di vista meccanico e di design. Il suo motore permette grandi percorsi e la sua guida è semplice e dinamica. La versione diesel è perfetta per chi ama fare viaggi in macchina: una guida silenziosa e senza spendere una fortuna.

4. Fiat 500

Torniamo in casa Fiat. In una classifica delle auto usate più vendute in Italia, potrebbe mai mancare la Fiat 500? Sicuramente no. Quest’auto è perfetta in particolar modo per i giovani, in quanto semplice da guidare e dalla cilindrata non preponderante. È possibile acquistarla con rifornimento a benzina, pensata per piccoli spostamenti ma di classe. E non dimentichiamo che la Fiat 500 ha una storia importantissima alle spalle: è figlia, infatti, della classica 500 degli anni ‘50, già molto in voga in Italia.

5. Lancia Ypsilon

La Lancia Ypsilon è una delle macchine usate più acquistate nel nostro Paese per merito del suo motore affidabile e grintoso. Le sue linee sono eleganti e ricercate ed è l’ideale da utilizzare per piccoli e medi spostamenti. Il suo prezzo è davvero molto economico: si aggira, infatti, intorno ai €4.000 e €5.000, perfetta soprattutto per chi vuole avere un’auto di gran classe spendendo molto poco.

Quanto pagherebbe di RC auto Baglioni se guidasse le auto più famose della musica italiana?

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Fra pochi giorni comincerà il Festival di Sanremo e a condurlo sarà Claudio Baglioni; ma quanto dovrebbe pagare di assicurazione Baglioni se, invece che al volante della kermesse si trovasse a quello delle auto citate in alcune delle più famose canzoni italiane di ieri e di oggi?

A fare i calcoli è Facile.it, il principale portale italiano di confronto assicurativo che, in occasione del Festival sanremese, ha passato in rassegna i testi di centinaia di canzoni giocando a ipotizzare quale sarebbe il costo RC auto, ad esempio, per la Torpedo Blu di Giorgio Gaber, la Y10 bordeaux di Daniele Silvestri o, anche, il maggiolone cabriolet che apre il testo di Marlon Brando è sempre lui di Ligabue.

Per ciascuna delle auto si è ipotizzato che l’anno di immatricolazione fosse quello di pubblicazione della canzone nel cui testo è citata, che a guidarla fosse un sessantaseienne (Baglioni è nato il 16/05/1951) residente a Sanremo (in fondo per almeno 5 giorni è come se il conduttore risiedesse nella città dei fiori!) assicurato in prima classe di merito (Baglioni è un bravo ragazzo, no?). Se l’età della “signora a 4 ruote” era tale da renderla auto storica, si è deciso di considerarla ancora una “ragazza” e preso come campione un modello di pari cilindrata. Ecco cosa è venuto fuori.

Se Baglioni sedesse al volante della Topolino amaranto cantata nel 1975 da Paolo Conte dovrebbe pagare 290,76 euro, curiosamente la stessa cifra che gli costerebbe il premio annuo per assicurare la Fiat 1300 che dava il titolo alla canzone (Milletrè) portata al successo nel 1961 da uno dei nomi più illustri della storia di Sanremo: Domenico Modugno.

Le auto Fiat sono spesso protagoniste delle canzoni italiane, soprattutto nel periodo che va dalla fine degli anni ‘60 agli ‘80. La capostipite di questo filone automobilistico-musicale è, forse, la Torpedo blu di Giorgio Gaber. In realtà Torpedo è un tipo di carrozzeria che la Fiat realizzò per diversi modelli come la 501 o la 520, nel caso in cui Matteo Chiosso e Giorgio Gaber, gli autori di quella canzone del 1968, avessero in mente uno dei due modelli, oggi Baglioni per guidarle dovrebbe pagare un’assicurazione appena inferiore ai 400 euro (392,18€). E se, invece che alla Fiat, Chiosso e Gaber avessero pensato alla Cadillac Torpedo che guidava Al Capone? Beh, in quel caso il nostro Baglioni pagherebbe 404,66 euro.

Erano anni complicati i ‘70 e lo si leggeva anche nei testi delle canzoni, come la Canzone di maggio scritta da Nicola Piovani e Fabrizio De Andrè (1973). In quella prendevano addirittura fuoco le Fiat 1100 che diventavano invece protagoniste dei pensieri dell’operaio cantato l’anno dopo da Rino Gaetano (L’operaio della Fiat, 1974). Alla catena di montaggio, però, quell’operaio monta Fiat 128 arrivando ad odiarle. Se Baglioni assicurasse una 1100 spenderebbe 373,63 euro, se si mettesse invece al volante di una delle 128 costruite dall’operaio di Rino Gaetano dovrebbe mettere a budget 306,95 euro.

Era sempre il 1973 quando proprio Claudio Baglioni portò al successo 70,80,90,100… dove Camilla, la sua Citroën 2CV era testimone dell’amore con Simona. Nel caso in cui Baglioni volesse ancora correre con Camilla sulle strade italiane il costo dell’RC auto sarebbe di 260,77 euro, il medesimo necessario per assicurare la protagonista di un altro testo di Baglioni la Bianchina di Cosa non si fa (2009).

Se il deus ex machina del Festival 2018 amasse le auto storiche, potrebbe scegliere l’Isotta Fraschini della sigla scritta per la trasmissione del 1977 Secondo voi da due icone di Sanremo: Pippo Baudo e Pippo Caruso. A cantare era Pippo Franco, per assicurare Isotta, oggi, servirebbero 313,65 euro.

Poco più di 319 euro, invece, sono quelli che servirebbero per assicurare la Fiat 600 che rivoleva indietro assieme alla sua gioventù Roberto Vecchioni in Luci a San Siro; da un vincitore della kermesse ad uno che alla gara di Sanremo non ha mai partecipato: Ligabue. Per assicurare il Maggiolone cabriolet di Marlon Brando è sempre lui (1990), canzone contenuta nell’album di esordio del cantante di Correggio, servirebbero 328,51 euro.

Sul Palco dell’Ariston è salito spesso, invece, Daniele Silvestri. Se Baglioni decidesse di guidare la Y10 bordeaux di cui scrisse Silvestri nel 1995, dovrebbe pagare 314,77 euro di RC auto, quasi 40 in meno di quelle che servirebbero per assicurare la Fiat Tipo di seconda mano che fa da pub, da disco e da divano a Caparezza nella sua Fuori dal tunnel (2003).

Ha suscitato non poche polemiche l’esclusione di Loredana Berté dall’elenco dei big ammessi al Festival; se per quest’anno la cantante non sarà presente a Sanremo, è invece presente nell’elenco delle canzoni che compongono la particolare play list creata da Facile.it. E lo è a pieno titolo visto che nel 2005 canta Mercedes Benz, dove dichiara di aver sognato per tutta la vita di guidare quella macchina e non la Porsche che guidano i suoi amici. Per assicurare la Mercedes Benz di Loredana a Baglioni servirebbero 308,38 euro.

Quella di Sanremo dovrebbe essere l’ultima apparizione come gruppo di Elio e le Storie Tese.  Anche loro hanno cantato le gesta di un’automobile e, quindi, rientrano di diritto in questa classifica. L’anno era il 1992, la canzone Cinquecento; per assicurare la quattro ruote degli Elii, Baglioni spenderebbe 300,11 euro.

Ma quale è l’auto più costosa, in termini assicurativi, fra quelle della musica italiana? Nessun dubbio per la classifica di Facile.it; la Lamborghini che dà il titolo alla canzone del 2017 di Gue Pequeno. Per assicurarla servirebbero ben 496,78 euro.

Autostrade, la logistica italiana si scatena contro il caro-pedaggi

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Automobili, Aziende, Economia

Il rincaro dei pedaggi autostradali sembra ormai essere diventato una consuetudine che puntualmente si presenta ogni anno. L’ennesimo aumento scattato lo scorso 1° gennaio, se da un lato non può far contenti gli automobilisti italiani, dall’altro ha fatto letteralmente infuriare la classe degli autotrasportatori e le imprese del trasporto bisarca, dando vita a una nuova protesta del comparto.

Quello che si registra da nove anni è un trend al rialzo che si traduce in un aumento sistematico dei prezzi dei servizi autostradali: nel 2018 l’incremento medio delle tariffe è pari al 2,74% sull’intera rete nazionale, con punte che superano addirittura il 52% (è il caso della tratta Aosta Ovest-Morgex).

Se analizziamo nel dettaglio l’incidenza di tale fenomeno sulla vita delle imprese italiane della logistica, è possibile comprendere meglio la drammaticità della situazione. Il costo dei pedaggi autostradali, infatti, incide per circa il 12% sui costi di gestione di un mezzo pesante: una percentuale notevole che va considerata assieme ad altri costi di produzione elevati come assicurazione, carburanti e costo del lavoro.

A formalizzare la protesta sono Anita e Confartigianato Trasporti, che sottolineano  come i rincari abbiano interessato proprio alcune tratte strategiche della logistica nostrana, come ad esempio l’asse autostradale Est-Ovest e la tratta per Genova. Entrambe le associazioni di categoria, inoltre, concordano sull’inspiegabilità della decisione di aumentare le tariffe da parte delle società autostradali, alla luce degli incrementi del traffico registrati negli ultimi anni, e soprattutto sui riflessi negativi di tali misure sulla crescita economica e la competitività delle imprese dell’autotrasporto italiano.

Trentino Alto Adige: aumenti RC per 25.000 residenti

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (415,72 in Trentino Alto Adige); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 25.000 gli automobilisti della regione che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 3.700 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti residenti in Trentino Alto Adige, ha evidenziato come il 3,64% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore non troppo elevato, se si considera che la media nazionale è del 4,22%

Le differenze provinciali

Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Bolzano che, con il 4,85%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. A Trento, di contro, solo il 2,98% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

Le professioni

Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione del Trentino Alto Adige, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 4,12% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 3,32%.

Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; i pensionati sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro il 6,19% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione di poco migliore per i liberi professionisti (5,91%) e per gli agenti di commercio (5,26%).

Basilicata: aumenti RC per 10.000 residenti

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (463,14 in Basilicata); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 10.000 gli automobilisti lucani che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 3.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti residenti in Basilicata, ha evidenziato come il 2,76% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore non troppo elevato, se si considera che la media nazionale è del 4,22%

Le differenze provinciali

Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Matera che, con il 2,83%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. A Potenza, di contro, solo il 2,73% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

Le differenze di genere

Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione della Basilicata, la differenza più rilevante che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 3,07% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 2,62%.

Uno sguardo più completo relativo all’andamento dell’RC auto in regione e alle caratteristiche del parco auto circolante in Basilicata è disponibile a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-basilicata.html

Nel 2018 aumento del costo RC per circa 130.000 automobilisti piemontesi

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Nell’ultimo mese il costo medio dei premi RC auto in Italia si è ridotto del 2,8% a livello nazionale arrivando a 562,87 euro (535,92 in Piemonte); secondo le stime di Facile.it, però, sono circa 130.000 gli automobilisti piemontesi che, a causa di uno o più sinistri con colpa, vedranno comunque peggiorare nel 2018 la loro classe di merito, con relativo aumento del costo dell’RC auto*.

Il dato è stato calcolato da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, analizzando oltre 34.000 preventivi di rinnovo della copertura RC richiesti a dicembre 2017 tramite il sito da automobilisti piemontesi, ha evidenziato come il 4,57% degli utenti della regione abbia dichiarato di essere stato responsabile di un sinistro nel corso del 2017. Un valore superiore alla media nazionale, ferma al 4,22%.

Le differenze provinciali

Analizzando il campione di riferimento su base provinciale, emergono importanti differenze. A guidare la classifica regionale è Cuneo che, con il 5,94%, ha registrato la percentuale più alta di automobilisti che hanno denunciato all’assicurazione un sinistro che farà scattare per loro l’aumento delle tariffe RC auto. Seguono Asti, con il 5,34% e Verbano-Cusio-Ossola, con il 4,69%. La provincia che ha fatto registrare il valore più basso è Biella, dove solo il 3,36% degli automobilisti ha dichiarato un incidente con colpa.

Le professioni

Esaminando le caratteristiche socio-demografiche del campione piemontese, la prima differenza che emerge è legata al sesso dell’automobilista; sarà il 5,26% delle guidatrici a vedere un aumento della propria classe di merito, mentre per gli uomini la percentuale si ferma al 4,18%.

Dati interessanti emergono anche esaminando le professioni dichiarate in fase di preventivo su base regionale; gli insegnanti sono la categoria professionale che in percentuale maggiore ha denunciato sinistri con colpa e, tra loro, il 6,52% vedrà un peggioramento della classe di merito. Situazione di poco migliore per i pensionati (5,85%) e le casalinghe (5,01%).

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio a livello nazionale, regionale e provinciale e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Per calcolare tali dati, Facile.it si è avvalso di un campione di 5.976.156 preventivi calcolati dai suoi utenti nel corso dell’ultimo anno (510.000 a dicembre 2017). Le tariffe indicate nell’Osservatorio sui costi RC auto di Facile.it prendono in considerazione come campione tutti i preventivi effettuati sul sito e relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate