Fornitore rende accessibili documenti riservati di Tesla, FCA, VW

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Automobili, Aziende

Fortunatamente nessun dato sugli utenti finali pare coinvolto nel leak.

Bochum – 24 luglio 2018

Se vuoi attaccare una grande azienda, non passare dall’ingresso principale, preferisci piuttosto l’accesso di servizio… una perla di saggezza che, per quanto datata, è diventata una spiacevole realtà per FCA, Tesla, General Motors, Volkswagen, ThyssenKrupp e altri.

Alla fine della scorsa settimana circolavano informazioni in merito alla reperibilità di 160 gigabyte di dati di diversi produttori di autoveicoli e di altre grandi aziende manifatturiere archiviati su sistemi accessibili pubblicamente. Tra i documenti figuravano moduli interni, planimetrie dei siti di produzione, fatture e dati di configurazione. Il sistema su cui erano archiviati i dati è di proprietà di Level One Robotics e veniva utilizzato apparentemente per il back-up. Un’azienda che conduce ricerche nel ramo della sicurezza IT afferma che invece di isolare questi dati da quelli degli altri clienti, i file erano archiviati in modo da consentire a chiunque accesso a informazioni critiche appannaggio dei soli addetti ai lavori. Per disporre di tali dati bastava essere in possesso di credenziali di accesso al sistema valide e di qualche nozione informatica di base.

L’ingresso di servizio

Ciò che rende rischiosa una regolamentazione degli accessi di questo tipo è che i dati contenevano anche segreti industriali strettamente sorvegliati dai rispettivi proprietari e persino documenti riservati come un accordo di non divulgazione siglato da Tesla Motors. In un ambiente in cui molte aziende sono persino riluttanti anche solo a parlare dei propri clienti, rivelazioni di questo tipo hanno un impatto ancora maggiore: anche solo disporre dell’elenco dei file presenti nella directory del sistema significa essere in possesso di un’informazione critica. Qualora i cybercriminali venissero a conoscenza del fatto che un’azienda lavora con uno specifico fornitore, potrebbero sviluppare un attacco mirato grazie alle informazioni in loro possesso. Il Social Engineering è solo una delle tattiche utilizzabili.

Stare all’erta

Eventi come questo potrebbero anche servire come monito alle organizzazioni. Occorre non solo occuparsi della sicurezza dei dati archiviati nella propria sede ma anche accertarsi delle misure di sicurezza adottate dai propri fornitori. Una componente essenziale per costituire quel rapporto di fiducia oggi ormai essenziale per il successo sia dell’azienda committente sia di quella incaricata.

Condizionatore, servosterzo e airbag: ecco gli optional cui non potremmo più rinunciare

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Affari, Automobili

Le nostre automobili sono sempre più accessoriate; ma qual è l’optional cui non riuscireste più a rinunciare, quello che odiate a tal punto da desiderare non fosse mai stato inventato e, al contrario, quello che vorreste fosse montato di serie in tutte le auto? Facile.it, il principale sito italiano di confronto assicurativo lo ha chiesto* ad un campione di oltre 1.000 utenti del sito ed ecco cosa è emerso.

I più amati

Forse per via dell’estate ormai dietro l’angolo o perché i viaggi fatti con i finestrini sempre aperti erano oggettivamente piuttosto scomodi, fatto sta che l’optional cui non possiamo più rinunciare è, per la stragrande maggioranza degli intervistati, il condizionatore e, in barba ai facili stereotipi climatici, le percentuali sono pressoché identiche nel campione femminile e maschile; non ne possono più fare a meno il 57,97% degli uomini, ma anche il 57,89% delle donne.

Al secondo posto, fra gli optional senza i quali ci sentiamo persi, si trova il servosterzo. Se a livello complessivo non hanno alcuna intenzione di fare palestra al volante il 47,66% degli intervistati, curiosamente questa volta fra gli uomini il dato sale notevolmente, arrivando fino al 52,17%, mentre fra le donne si ferma al 39,47%.

Fra gli optional ritenuti ormai indispensabili, la medaglia di bronzo va a quello che fu una vera e propria rivoluzione in termini di sicurezza in auto; l’airbag. Il cuscino salvavita arriva terzo con il 38,32% delle preferenze, ma se le donne gli assegnano addirittura il secondo posto (47,37%), gli uomini lo lasciano invece fuori dal podio e gli attribuiscono il quarto posto (33,3%) preferendogli l’ABS, terzo nel campione maschile con il 34,78%. Quarta, fra le donne, la radio con CD e lettore Mp3 (36,84%).

I più odiati

Se fino a qui abbiamo visto quali sono gli optional più amati, adesso è arrivato il momento di vedere l’altra faccia della medaglia ovvero quelli che si vorrebbe non fossero mai stati inventati. Il primo posto, in questa classifica alla rovescia, se lo aggiudica il cambio automatico che con il 37,96% delle NON preferenze stacca notevolmente i comandi radio integrati nel volante, secondi ma a quasi 10 punti percentuali di distanza (28,7%). Terzo posto, nella classifica degli optional meno amati dagli intervistati, per il cruise control (26,85%). Pare evidente, scorrendo i dati, che gli italiani vogliano riprendere in qualche modo il comando della propria auto, anche a rischio di sbagliare strada. Ecco quindi che al quarto posto si trova il navigatore integrato (23,15%).

Quelli che vorremmo

L’ultima parte del questionario di Facile.it era invece dedicato agli optional che, magari pur già disponibili, ancora non sono di serie sulle automobili, ma gli italiani vorrebbero diventassero obbligatori. In questo caso, più che al comfort, pare si pensi alla salvaguardia delle vite umane e primo, con oltre il 52% delle preferenze, risulta il sensore che avverte in caso si lasci il bambino sul seggiolino con macchina chiusa, che precede l’alcolock, ovvero il dispositivo che blocca il veicolo in caso di eccessivo tasso alcolemico del guidatore, secondo con il 49,07% delle preferenze. Terzo posto per un altro strumento che sarebbe molto utile nella diffusione di uno stile di guida consapevole; il rilevatore automatico di stanchezza del conducente (40,74%).

L’indagine è stata condotta a giugno 2018 attraverso l’invio di un questionario online ad un campione di utilizzatori della piattaforma Facile.it

Batterie auto: prezzi e modelli sono sul web

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Automobili, Aziende

Trovare la batteria giusta per le vostre esigenze e compatibile con la vostra auto è molto semplice! Basta fare una ricerca online e un rapido confronto qualità/prezzo per capire quale modello risulta più adatto a voi. Dopo aver verificato la compatibilità e il voltaggio acquistate la batteria e nel montaggio fate attenzione a piccoli particolari. Intanto, spegnete l’auto e disattivate eventuali codici, anche la radio, e tenete la portiera aperta. Ricordatevi di tenere sempre le chiavi con voi. Non aprite in nessun caso la batteria ed evitate di collegare i due poli tra di loro. I materiali con cui le batterie sono fatti sono altamente nocivi, per cui prestate la massima attenzione. Rimuovete le protezioni ed estraete la vecchia batteria facendo molta attenzione. Montate i due morsetti e inserite la batteria. Prima di fare questo potete pulire lo spazio in cui viene collocata. In presenza di coperture o rivestimenti dovete poi riavvitare le viti. Sostituire la batteria da soli è certamente più conveniente ma un pochino più rischioso. Fate la vostra scelta con serenità e puntate alla qualità del prodotto. Batterie auto: prezzi e modelli sono sul web dove trovate moltissime recensioni e dritte.

Come trovare le catene auto più adatte

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Automobili, Aziende

Le catene auto sono alla portata di tutti, pratiche e resistenti si adattano a qualsiasi auto generalmente ma è sempre meglio verificare questo aspetto prima dell’acquisto. Se siete indecisi quale modello scegliere tra i tanti fate alcune considerazioni opportune sulla base di ciò che state realmente cercando. Un buon modello è un mix tra funzionalità, resistenza, qualità dei materiali. Le tipologie di catene auto sono diverse a cominciare dalla tipologia se a tensionamento manuale o automatico (le prime più economiche ma più difficili da montare). Quando installate le catene verificate che siano senza nodi e ben tese in modo da evitare problemi nell’uso. Oltre al peso, alle dimensioni, alla tipologia di chiusura, agli accessori e al design è importante la garanzia sul prodotto che vi assicura affidabilità e resistenza nel tempo. Se avete dubbi non esitate a fare domande alla ditta produttrice o a scovare nel web pareri e recensioni utili che possono indirizzarvi verso la scelta migliore per voi.

Barre portatutto universali, scegliere il modello giusto è facile!

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Automobili, Viaggi

Compatibili con la maggior parte delle auto le barre portatutto sono molto utilizzate da chi necessita di viaggiare comodamente e in sicurezza. Design, peso, dimensioni, accessori. Sono solo alcuni degli aspetti da considerare nella scelta del modello più adatto. Un confronto qualità/prezzo tra tutti i modelli è utilissimo per capire se la scelta è giusta così come leggere recensioni e pareri di chi utilizza il prodotto da tempo. Viaggiare senza pensieri e in sicurezza è fondamentale per chi vuole spostarsi in qualsiasi momento e portare con sé oggetti utili: dai giocattoli ai passeggini occorre poter sistemare tutto con facilità e tranquillità. I costi delle barre portatutto universali sono accessibili e variano in base al modello. In genere le barre sono piuttosto silenziose, tuttavia, può capitare durante il viaggio di sentire dei rumori (una sorta di fruscio) leggeri. Non c’è da preoccuparsi in quanto se avete sistemato bene le barre, siete al sicuro. Le barre portatutto universali sono molto utilizzate sia per motivi di lavoro che privati; moltissimi, infatti, le usano per andare a sciare. Non aspettatevi costi esorbitanti, anzi! Molti modelli economici possono risultare ben fatti e resistenti al tempo. In ultimo garanzia e certificazioni sono indispensabili per l’affidabilità del prodotto che scegliete.

Spin ATF START, il lavacambi automatici che mancava alla tua officina

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Automobili, Aziende

Offrire alla clientela servizi all’avanguardia in grado di soddisfare qualsiasi richiesta significa per un’officina aumentare il livello delle proprie prestazioni. Per far ciò è importante contare sulla professionalità degli esperti, ma anche sull’innovazione di macchine per officina di ultima generazione, compatibili con i moderni sistemi della meccanica. Uno di questi è sicuramente Spin ATF START, il sistema lavacambi automatici di cui la tua officina non può fare a meno!

Con il numero sempre più cospicuo di vetture con cambio automatico in circolazione, un prodotto di questo tipo diventa fondamentale per distinguersi dalla concorrenza, ma purtroppo non sono molti gli autoriparatori ad offrire un servizio di manutenzione per questa tipologia di cambio. Spin ATF START è un macchinario computerizzato che racchiude una molteplicità di funzioni in pochi semplici passaggi, grazie ad un software all’avanguardia che consente di adattarlo ai differenti modi di operare dell’officina.

Con esso, infatti, è possibile valutare la pressione di ritorno, selezionare il peso specifico dell’olio, e misurare la sua temperatura, in maniera manuale o completamente automatica e in tutta sicurezza, in virtù di una protezione da sovrapressioni con funzione “ricircolo automatico” a inizio e fine carica. Ma queste sono solo alcune delle caratteristiche tecniche che questo macchinario può vantare, senza contare i tanti accessori di cui è dotato. Ovviamente, per conoscere tanto altro su questo prodotto è sufficiente visitare la pagina specifica che Tecnopuglia.it gli ha riservato.

Il cambio automatico rappresenta indubbiamente uno dei principali accessori per le vetture al giorno d’oggi, al punto che sempre più case automobilistiche europee stanno aggiungendo alla propria rete di assistenza il tagliando “LAVAGGIO E SOSTITUZIONE OLIO DEL CAMBIO AUTOMATICO” a 50 – 60 mila Km. Per questo il lavacambi automatici SPIN ATF START è un macchinario indispensabile per concessionarie e specialisti in cambi, perché rappresenta quel valore aggiunto che rende la tua officina semplicemente diversa dalle altre!

RC auto: nella stessa città può variare fino al 36,4% in base al Cap

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia, Italia

Stesso assicurato, stessa automobile, stesso attestato di rischio, stessa città di residenza, ma tariffa RC notevolmente diversa; come mai? La ragione, spesso, si traduce in 3 lettere: Cap. Già perché secondo un’analisi fatta ad aprile 2018 da Facile.it, il principale sito di comparazione del settore, in alcune grandi città italiane vivere in un quartiere piuttosto che in un altro può far aumentare anche del 36,4% l’importo del miglior premio disponibile. *

Simulando la richiesta di assicurazione di un profilo tipo (uomo, 42 anni, impiegato, coniugato, prima classe di merito da meno di un anno, che guida una station wagon 1.4, unica vettura del nucleo familiare), il sito ha evidenziato come risiedere in una zona o nell’altra della città, a volte anche solo da un lato o dall’altro della stessa strada, possa incidere sensibilmente su quanto si paga di assicurazione; se a Firenze la differenza di prezzo massima è tutto sommato contenuta (+2,15% fra chi risiede nell’area a migliore e quella a peggiore tariffazione), nelle altre città campione le diversità incidono sensibilmente sul premio.

Restano sotto la soglia psicologica della doppia cifra, magra consolazione, solo Genova (+8,25%) e, per meno di un soffio, Milano (+9,99%); la superano invece Roma (+10,73%), Torino (+11,90%), Bari (+18,60%) e, soprattutto, Napoli dove la migliore offerta disponibile per i Cap 80127, 80128 e 80129 è inferiore del 36,4% rispetto a quella disponibile per il Cap 80139.

È sempre così? No; alcune assicurazioni scelgono di mantenere in tutto il territorio urbano la medesima tariffa, ma questa, sempre secondo la simulazione fatta da Facile.it, è spesso maggiore rispetto alle migliori offerte di altre compagnie. Fanno eccezione, tra i capoluoghi presi in esame dal comparatore, Bologna, Venezia, Cagliari e Palermo dove, nonostante la differenza di Cap, la migliore offerta disponibile per gli automobilisti è identica.

 *tariffe relative alle migliori offerte disponibili su Facile.it, per il profilo indicato, nei giorni 19, 20, 23, 24 aprile 2018.

Facile.it: oltre 13 milioni i veicoli non in regola con la revisione                           

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Che il parco auto italiano non fosse giovanissimo era cosa nota (9 anni e 9 mesi l’età media delle nostre automobili secondo il dato dell’Osservatorio Facile.it aggiornato a settembre 2017), ma che addirittura un veicolo su quattro non fosse in regola con la revisione è oggettivamente allarmante.  In base ad un’analisi compiuta da Facile.it, a ottobre 2017 non avevano avuto il necessario OK alla circolazione oltre 13.000.000 di veicoli. Se si restringe l’analisi alle sole vetture private la proporzione, purtroppo non cambia di molto; non erano in regola oltre 7,4 milioni di veicoli, equivalenti al 19,50% del totale.

La maglia nera

Partendo da dati ufficiali del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il portale leader in Italia per il confronto delle polizze assicurative ha potuto tracciare una mappa delle aree d’Italia in cui il fenomeno delle auto non revisionate è più forte.

La prima parte dello studio ha considerato non solo le automobili private, ma il totale dei veicoli iscritti ai registri (quindi anche motocicli, mezzi pubblici, auto a noleggio e via dicendo). Su un totale di oltre 52.000.000 di mezzi, quelli non in regola con la revisione sono risultati essere poco più di 13.000.000.

Declinando i numeri su base regionale, la Campania conquista a mani basse il primato sia in termini assoluti (1.869.504), sia in proporzione al totale parco circolante con un inquietante 40,72% di mezzi che, in base alla norma, non potrebbero circolare.

Continuando a scorrere la classifica, alle spalle della Campania si trovano, per totale veicoli non revisionati, il Lazio (1.672.195) e la Lombardia (1.661.244). Se si leggono i dati in un’ottica percentuale, invece, la medaglia di argento è conquistata dalla Sicilia (36,87%) e quella di bronzo dalla Calabria (35,14%).

«Sebbene in questi numeri rientri anche una minima percentuale di veicoli tuttora iscritti nei registri, ma magari non circolanti perché, ad esempio, fermi in aree private o per ragioni amministrative», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it, «noi per primi siamo rimasti sorpresi dal vedere valori tanto elevati. Un’auto non revisionata ha importanti ripercussioni sia sulla sicurezza della guida, sia sulla qualità dell’aria che respiriamo e, quindi, sulla nostra salute; nessuno di questi fattori va sottovalutato».

Riducendo l’analisi alle sole auto private purtroppo la situazione non migliora di molto; al 31 ottobre 2017, su un totale di oltre 38.000.000 di vetture, quelle non in regola con la revisione erano ben 7.443.888. Identiche rispetto a prima anche le prime due posizioni in classifica; ancora una volta sul gradino più alto del podio la Campania (1.210.549 auto non revisionate) seguita dal Lazio (1.007.004). Al terzo posto si posiziona questa volta la Sicilia che, con 985.874 vetture non in regola con la revisione, supera la Lombardia ferma a 916.586. Se si guarda al valore percentuale, dopo la Campania (35,06%) si trovano la Sicilia (30,02%) e Calabria (28,67%).

I virtuosi 

Invertendo l’ordine di lettura e puntando l’attenzione su chi invece è quasi sempre in regola; sul totale veicoli al primo posto risulta la Valle d’Aosta con 40.334 mezzi non revisionati seguita da Molise (75.503) e Basilicata (119.832); in percentuale a guidare la classifica è invece il Trentino Alto Adige che con il 10,46% precede il Veneto (15,08%) ed il Friuli Venezia Giulia (15,61%). Minimi i cambiamenti se limitiamo l’osservazione alle auto private: Valle d’Aosta, Molise e Trentino Alto Adige il podio dei valori assoluti; Trentino Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia quello dei relativi.

Le conseguenze sull’RC auto

La revisione dell’auto è uno degli obblighi normativi espressamente previsti dal codice della strada (art.80) e il mancato rispetto della legge ha, chiaramente, anche importanti ripercussioni in termini assicurativi. Se l’auto non è in regola, in caso di sinistro la compagnia ha il diritto di rivalersi sull’assicurato

Camion e tecnologia, inizia l’era dell’autotrasporto elettrico

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Automobili, Aziende

Ecosostenibilità e sicurezza stradale sono da anni due tematiche di notevole interesse per l’autotrasporto in quanto rappresentano obiettivi concreti in grado di assicurare crescita e sviluppo a questo settore. Più volte abbiamo sottolineato come sia in Italia che in Europa il livello di emissioni di co2 si stia gradualmente abbassando negli ultimi anni, merito soprattutto di veicoli industriali all’avanguardia, ma è ancora molto lunga la strada da percorrere in questa direzione.

Chi sta cercando di accorciarla e renderla percorribile e Tesla, la società americana specializzata nella produzione di veicoli elettrici, che alcuni mesi fa ha presentato “Tesla Semi”, il veicolo industriale del futuro. Si tratta di un autoarticolato completamente a energia elettrica in grado di percorrere 800 Km con una sola ricarica e con un pieno carico di 36 T. Un tir che oltre a non produrre alcun effetto negativo per l’ambiente, assicura massima sicurezza su strada.

Il sistema Autopilot di cui è dotato, infatti, garantisce controllo totale della velocità, rallentamenti automatici nel traffico e mantenimento della propria corsia di marcia. Ma se per molti il tir elettrico è solo un progetto avveniristico, per Tesla invece è una realtà pronta a concretizzarsi entro l’arco di un biennio: la produzione, infatti, partirà nel 2019. Non per questo la società californiana ha già aperto alla possibilità di versare un acconto a titolo di prenotazione per chi volesse acquistarlo.

Il tir elettrico, massima espressione di economicità in virtù di costi minori di alimentazione e manutenzione, potrà essere una soluzione efficace anche per chi effettua trasporti speciali, come ad esempio il trasporto auto con bisarca, la cui merce trasportata è notevole dal punto di vista del carico. Insomma, in futuro energia pulita e tecnologia andranno sempre più a braccetto e la logistica mondiale è pronta a percorrere la strada dell’innovazione.

Patente di guida: in Italia si prende dopo i 21 anni

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

A quale età si consegue la patente per l’auto in Italia? Quanti sono i “neopatentati” nel Paese? Quali le differenze nei costi RC auto? A rispondere a queste domande ha pensato Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni.html) che, rielaborando i dati ufficiali del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti*, ha scoperto che, in media, gli italiani prendono la patente poco dopo aver compiuto i 21 anni e 2 mesi.

Da un punto di vista assicurativo non esistono parametri univoci che definiscano un neopatentato e ogni compagnia applica le proprie regole; in alcuni casi rientrano nella categoria persino coloro che hanno il titolo di guida da 3 anni. Ai fini dell’analisi, però, si è considerato come neopatentato solo chi ha conseguito l’abilitazione da meno di un anno.

Fatte queste premesse, i neopatentati italiani sono risultati essere poco più di 554.000, ovvero l’1,55% degli automobilisti titolari di patente B.

«A dividere il Sud dal resto d’Italia – spiega Diego Palano, responsabile BU assicurazioni di Facile.it – sono, in primis, i costi dell’RC auto. Se esaminiamo, ad esempio, la differenza tra la miglior tariffa disponibile per un neopatentato diciottenne residente a Napoli ed un coetaneo che risiede a Milano, emerge che il primo deve pagare un premio più alto di oltre il 150%**».

Quanto costa l’RC per un neopatentato?

A conferma di questo dato, Facile.it ha fatto alcune simulazioni del costo dell’RCA** per i neopatentati diciottenni residenti in alcune delle principali città italiane, considerando lo stesso modello d’auto e la medesima classe di merito (CU14). Se a Milano la miglior tariffa per chi si mette al volante per la prima volta è pari a 746 euro, a Bologna sale a 871 euro mentre a Roma arriva a 943 euro e a Cagliari a 979 euro. Importi ben più alti se ci si sposta a Sud; la miglior tariffa per un nuovo automobilista neomaggiorenne residente a Palermo è pari a 1.152 euro, premio che sale a 1.234 euro per un coetaneo di Bari e, addirittura, a 1.924 euro se residente a Napoli.

«Un’opportunità concreta di risparmio è data dalla Legge Bersani del 2007, che consente a chi si assicura di ereditare la classe di merito maturata su un altro veicolo di proprietà di un familiare o convivente», spiega Palano. «Un neopatentato, quindi, grazie a questa potrebbe partire non dalla 14esima classe bensì dalla migliore presente all’interno del nucleo familiare, con importanti riduzioni del costo dell’RC. Attenzione però, per usufruire di questo vantaggio il veicolo che si assicura deve essere della stessa tipologia di quello da cui si prende classe di rischio e il passaggio di classe può avvenire solo su veicoli che vengono assicurati per la prima volta all’interno del nucleo familiare».

Al Sud la patente arriva prima

Le differenze fra Nord e Sud si vedono anche nell’età in cui si consegue la patente. Nel Meridione la licenza di guida si prende mediamente circa 8 mesi prima che nel resto d’Italia. Guardando la classifica regionale, gli automobilisti che conseguono la patente B ad un’età inferiore sono quelli residenti in Basilicata, Sicilia e Campania, dove, in media, ci si mette al volante a 20 anni e 7 mesi.

Leggendo la classifica nel senso opposto, invece, coloro che superano più tardi l’esame di guida sono i residenti della Sardegna (22 anni), della Liguria (21 anni e 11 mesi) e dell’Emilia Romagna (21 anni e 8 mesi).

In termini assoluti, le regioni che ospitano il maggior numero di neopatentati sono la Lombardia (88mila), la Campania (59mila) e il Lazio (51mila). Se si guarda invece al rapporto con il totale dei titolari di patente B, le aree con la percentuale maggiore sono la Campania (l’1,93% degli automobilisti è neopatentato), la Calabria (1,84%) e la Puglia (1,83%); quelle con la percentuale minore sono, invece, il Friuli Venezia Giulia (1,34%) e la Liguria (1,35%).

Le donne al volante più tardi degli uomini

Dati interessanti emergono anche in relazione alle differenze di genere; le donne, in media, si mettono alla guida per la prima volta a 21 anni e 9 mesi, oltre 1 anno più tardi rispetto agli uomini, che invece conseguono la patente a 20 anni e 8 mesi.

Esaminando più da vicino le differenze territoriali, emerge che le regioni dove le donne ottengono la licenza ad un’età maggiore sono, ancora una volta, la Sardegna (22 anni e 7 mesi), la Liguria (22 anni e 5 mesi) e l’Emilia Romagna (22 anni e 3 mesi). Nel senso opposto, invece, le più giovani risultano essere le aspiranti automobiliste del Trentino Alto Adige, che riescono a salire sulle quattro ruote in media a 21 anni e 2 mesi, seguite da vicino da quelle di Basilicata, Sicilia e Calabria, che conseguono l’abilitazione a 21 anni e 3 mesi di età.

Guardando agli uomini, le regioni dove la patente arriva più tardi sono sempre Sardegna e Liguria (entrambe con 21 anni e 4 mesi) seguite però, questa volta, dalla Lombardia (21 anni e 2 mesi); quelle dove la si ottiene prima sono la Campania e la Sicilia (19 anni e 11 mesi).

I diciottenni al volante

Analizzando il profilo di chi ha conseguito la patente B nei 12 mesi presi in considerazione, emerge che meno di un automobilista su quattro ottiene il documento a 18 anni (24,24% del totale). La percentuale, però, varia sensibilmente nelle diverse aree del Paese. Se in Molise, Basilicata e Campania i neo-maggiorenni rappresentano il 35% del totale neopatentati, in Liguria la percentuale scende al 18% e in Sardegna addirittura al 14%. Valori bassi anche in Lombardia e nel Lazio, dove l’incidenza dei diciottenni sul totale neopatentati si ferma al 21%.

* Dati aggiornati a maggio 2017. Ai fini dell’analisi sono stati considerati neopatentati i cittadini che hanno conseguito la patente di guida B tra aprile 2016 e maggio 2017.

** Calcolo effettuato sulle offerte disponibili attraverso Facile.it il 27 febbraio 2018 ore 11.00. Profilo del contraente: Uomo, 18 anni, to, classe di merito 14, guida non esclusiva. Patente italiana mai sospesa e con 20 punti o più, nessuna multa presa per stato di ebbrezza e veicolo non modificato. Auto: Opel Corsa 5° serie. Copertura considerata: RC Auto. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate