Pasto Buono: Gregorio Fogliani e l’impegno di Genova per la sostenibilità alimentare

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Tra i primi in Italia a comprendere l’importanza della lotta agli sprechi alimentari l’imprenditore di Genova Gregorio Fogliani, fondatore e Presidente di QUI! Group.

Gregorio Fogliani - Qui Group

Genova contro gli sprechi alimentari: la proposta in Comune e l’impegno di Gregorio Fogliani

Nella realtà di Genova, dove il fondatore e Presidente di QUI! Group Gregorio Fogliani ha avviato circa dieci anni fa il progetto “Pasto Buono”, la lotta allo spreco alimentare resta un tema particolarmente sentito. Ne è prova anche la recente proposta presentata in Consiglio Comunale: agevolazioni fiscali per i negozianti che donano cibo invenduto. Nello specifico si richiede di riconoscere una riduzione della Tari (la parte variabile) non solo ai commercianti che scelgono di impegnarsi concretamente in questa battaglia, ma anche a quelle realtà industriali, professionali e produttive della filiera alimentare che donano gratuitamente il cibo avanzato a onlus e associazioni di carità. L’iniziativa arriva un anno dopo l’entrata in vigore in Italia della legge contro gli sprechi alimentari, che ha contribuito ad accrescere ulteriormente la sensibilità dell’opinione pubblica su queste tematiche: la loro importanza era già stata riconosciuta diverso tempo prima dall’imprenditore Gregorio Fogliani. Il Presidente di QUI! Group è stato infatti uno dei pionieri in Italia nel promuovere progetti orientati a questo scopo. Partito a Genova nel 2008, “Pasto Buono” è arrivato in pochi anni a coprire l’intera penisola raggiungendo Milano, Mantova, Roma, Civitavecchia, Firenze, Cagliari e Napoli. Ad oggi ha portato al recupero e alla ridistribuzione di circa 800mila pasti: il suo apporto è stato premiato a livello mondiale dalla Fao che lo ha inserito tra le best practices mondiali contro gli sprechi e in Europa dalla Commissione Europea che lo ha incluso nelle best practices in materia di prevenzione e riduzione dello spreco di cibo. L’iniziativa è inoltre parte integrante di ‘Save Food’, progetto mondiale contro la fame.

QUI! Group: la storia del gruppo fondato e guidato da Gregorio Fogliani

Ha già maturato diverse esperienze in ambito manageriale Gregorio Fogliani nel 1989 quando insieme ad altri imprenditori decide di avventurarsi nel settore dei buoni pasto e dei titoli di legittimazione dando vita a QUI! Ticket Services. Un excursus costellato di risultati importanti che lo hanno portato a crescere progressivamente grazie a una filosofia di fondo improntata su innovazione, italianità e attenzione al cliente, aprendosi a nuove aree di attività: nascono quindi le società che oggi sono confluite in QUI! Group. Tra queste QUI! Financial Services, specializzata nella fornitura di sistemi di pagamento come POS, carte prepagate e altri strumenti di monetica, Paybay che punta allo sviluppo di piattaforme ad alto contenuto tecnologico e Welfare Company, attiva nell’ambito del welfare aziendale, sociale e pubblico. Oggi il gruppo guidato da Gregorio Fogliani punta all’estero: il potenziale di sviluppo internazionale le ha consentito nel 2016 QUI! Group di essere selezionato per accedere al programma ELITE di Borsa Italiana, dedicato alle eccellenze del Paese.

Fini: il migliore tortellino della GDO

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

L’indagine effettuata dalla rivista il Salvagente, comparando quindici prodotti presenti nella grande distribuzione italiana, posiziona al primo posto l’offerta dell’azienda modenese per la qualità degli ingredienti e della fattura

Un riconoscimento premiante per Fini, l’azienda del Gruppo Fini S.p.a., società di proprietà del fondo 100% italiano Paladin Capital Partners, quello emerso da un’indagine comparativa realizzata dalla rivista il Salvagente. L’analisi ha valutato la qualità di 15 confezioni di tortellini presenti sugli scaffali della GDO, spaziando dalle marche più note ai prodotti a marchio delle insegne.

I tortellini al prosciutto crudo della linea “gli Autentici” di Fini, inclusi nella ricerca, sono risultati i migliori tra quelli presi in esame, sia per la qualità degli ingredienti – unici ad accaparrarsi il giudizio ottimo/eccellente – ma anche per le modalità realizzative. Dall’analisi emerge che l’offerta made in Fini è quella con la maggiore presenza di prosciutto nel ripieno: 30% contro altri marchi molto noti che si attestano sul 7/8%. Nessuna aggiunta di grassi e un plauso alla pasta (il 65% del prodotto, perfettamente bilanciata al ripieno), ruvida e sostenuta grazie alla sfoglia trafilata in bronzo che esalta il gusto di questa delizia nota in tutto il mondo.

Un risultato che premia lo sforzo di Fini, realtà sempre attenta alla qualità della proposta ai consumatori. Grazie al nuovo stabilimento produttivo e alla ferma volontà di ridare slancio allo storico marchio nato nel 1912, sia il mercato che gli addetti ai lavori dimostrano di riconoscere il valore di prodotti industriali con tutte le caratteristiche delle migliori produzioni artigianali. “Siamo molto soddisfatti – dichiara Valentina Lanza, Responsabile Marketing e Comunicazione del Gruppo Fini – perché i risultati di questa indagine testimoniano il nostro lavoro negli ultimi due anni, dall’apertura del nuovo e moderno stabilimento produttivo di Ravarino in provincia di Modena. Siamo felici che venga riconosciuta la qualità assoluta di quanto proponiamo al mercato, sia in termini di ingredienti che di processi produttivi. Queste recensioni, ma soprattutto i risultati di vendita e di gradimento da parte dei consumatori sono uno stimolo a continuare sulla strada che abbiamo intrapreso e che ci sta ripagando di tanto lavoro da parte di tutta l’Azienda.”

Gruppo Fini SpA Sede sociale: Via Confine, 1583 41017 Ravarino (MO); Amministrazione: Via Albareto, 211 41122 Modena info@nonsolobuono.itwww.nonsolobuono.it
Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna Tel. 051 4450204 Fax 051 6237200 – Communication Manager & P.R Matteo Barboni – 349 6172546 m.barboni@borderlineagency.com

C’è chi dice no

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CiocchinBò, Associazione Italiana Maestri Cioccolatieri, è contraria al cambio di location del Cioccoshow per l’edizione 2017: uno spostamento approvato da CNA Bologna ma ritenuto altamente lesivo sia in termini economici che di immagine

Ci vogliono anni per far crescere una manifestazione ma basta davvero poco per metterla a rischio. Questo il pensiero di CiocchinBò, Associazione Italiana Maestri Cioccolatieri, espresso martedì 17 ottobre nel corso della conferenza stampa convocata per comunicare ai media la propria contrarietà in merito alla decisione del Comune di Bologna di spostare il Cioccoshow. L’annuale appuntamento dedicato al mondo del cioccolato artigianale, si terrà infatti non più nella centralissima Piazza Maggiore bensì relegato nella più decentrata Piazza XX Settembre. L’evento bolognese, il più importante del settore a livello nazionale, è da anni molto sentito, non solo dal pubblico ma anche dagli iscritti all’Associazione che vi partecipano con tutto il loro seguito con convinzione, affezione e notevoli risorse. Non si tratta di un mero momento di vendita ma un’occasione di incontro con il grande pubblico e di diffusione della cultura del cioccolato che, come tale, merita una vetrina di primo piano alla stregua di Piazza Maggiore: “noi siamo sempre aperti al dialogo – spiega Giuseppe Sartoni, Presidente dell’Associazione CiocchinBòpurché si trovi una soluzione che non infici il prestigio dell’evento. Avevamo proposto via Rizzoli o via Indipendenza, ma riteniamo che Piazza XX Settembre sia troppo decentrata e che non crei il giusto richiamo per mantenere vivo il successo del Cioccoshow, dopo tutto l’impegno profuso per elevarlo a livello nazionale e oltre”.

Anche Marco Biolzi, membro di ACAI, l’Associazione Cioccolatieri Artigiani Italiani, conviene sul fatto che lo spostamento sia peggiorativo: “nel considerare Piazza XX Settembre una zona da riqualificare, il Comune ha implicitamente ammesso il minor prestigio dell’area e quindi il cambiamento sfavorevole della location”.

Un decentramento, quello dell’anno in corso, che peraltro non si spiega neanche in ragione dell’abbattimento dei costi, visto il contributo elevato e sproporzionato rispetto alla location concessa: “non ci spieghiamo il motivo per cui lo scorso anno in Piazza Maggiore per cinque giorni ci sia stata richiesta una cifra pari a circa 780 euro + iva per ciascuna delle cinque giornate di esposizione, mentre per quest’anno il conto economico richiesto ammonti a circa 830 euro + iva per ognuna delle tre giornate, nonostante la posizione molto meno frequentata e lo sgravio da parte del Comune della tassa di occupazione di suolo pubblico che, insieme alla tassa per i rifiuti, constava di circa 4000 euro per la durata complessiva dell’evento”, afferma Antonio Schettini, Presidente dell’Associazione Choco Amore.

Non è solo una questione di denaro, ma si tratta del tradimento del rapporto affettivo instaurato in questi anni con Bologna e il suo pubblico. Basti pensare che alcuni miei clienti mi contattano, anche dall’estero, per potermi raggiungere nei giorni di manifestazione direttamente allo stand – si rammarica Marina Marchiori, Vice Presidente dell’Associazione CiocchinBò, che continua: “è inammissibile che una decisione di tale portata sia stata presa senza aver preventivamente interpellato i fautori del successo stesso della kermesse, ovvero i Maestri Cioccolatieri, anima pulsante del Cioccoshow. Rende perplessi il fatto che CNA Bologna ci abbia comunicato questa scelta soltanto a luglio, nonostante fosse a conoscenza del cambio di ubicazione già dal mese di febbraio, così come l’irrigidimento della stessa CNA, che non si è opposta a tale scelta e neppure si è fatta portatrice delle nostre istanze e rimostranze”.

Dello stesso avviso anche Giancarlo Maestrone (ACAI): “Siamo basiti per il mancato supporto di CNA Bologna davanti a una scelta che sembra non tener minimamente conto dello sforzo organizzativo dei partecipanti, specialmente in un periodo prossimo al Natale che impone una produzione dedicata e l’abbandono dei propri laboratori. Ecco perché non ci sentiamo più rappresentati dalla compagine associativa, al punto che molti di noi hanno scelto spontaneamente di prendere le distanze dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato”.

Anche Schettini conferma di voler effettuare la disiscrizione dal CNA Bologna, ma un altro dato molto significativo è la spontanea rinuncia di due terzi dei circa 40 associati di CiocchinBò, unitamente a 16 aziende di ACAI e 15 di Choco Amore, all’edizione 2017.

Le Associazioni, pressoché all’unisono, non si accontentano di spiegazioni evasive e aleatorie in merito allo spostamento dell’area di svolgimento, che implica indubbiamente un passo indietro rispetto alle edizioni precedenti, in cui la città è stata letteralmente invasa da oltre 350.000 presenze. Un indotto importante, non solo per gli espositori, ma anche per le attività commerciali del centro storico, così come per quelle ricettive e ristorative, che dovrebbe pertanto stare a cuore a tutte le istituzioni e le compagini associative.

La prossima settimana – preannuncia Sartonici sarà un incontro di interrogazione comunale con un contraddittorio alla presenza della CNA Bologna durante il quale esporremo le nostre ragioni. Abbiamo bisogno di riorganizzarci: già stiamo pensando al prossimo anno e a come imbastire già da ora un’edizione 2018 degna di tale nome. Il nostro atteggiamento sarà estremamente collaborativo, a patto che vengano rispettate anche le nostre necessità”.

Le numerose domande rivolte dai tanti cronisti presenti lasciano presupporre che la questione avrà ulteriori risvolti nelle prossime settimane.

www.ciocchinbo.it

Agriturismo.it amplia l’offerta del portale con il lancio della sezione “Ristorante”

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Gastronomia e Cucina, Nuovo Sito Web

Agriturismo.it (https://www.agriturismo.it), sito leader in Italia per il settore della ricezione in agriturismo, annuncia il lancio della sezione Ristorante, allargando l’offerta del sito a chi vuole prenotare esperienze culinarie e non solo alloggi.

«Siamo molto orgogliosi ed entusiasti di questa nuova avventura – dichiara Veronica Mariani, fondatrice di Agriturismo.itUn pranzo o una cena in agriturismo, che sia in occasione di una cerimonia o di una scampagnata fuoriporta, è l’occasione perfetta per riscoprire i sapori autentici della terra, con attenzione particolare alle specificità regionali e senza dimenticare il tocco di molti giovani imprenditori, che si cimentano in rivisitazioni davvero particolari. Allargare l’offerta a chi ricerca un agriturismo anche o solo per un pranzo o una cena ci sembra un’ottima opportunità sia per gli utenti sia per i proprietari delle strutture»

Nella ristorazione, di fatti, la partita della digitalizzazione è ancora aperta: stando ai dati dell’ultimo Osservatorio Innovazione Digitale nel Turismo del Politecnico di Milano, il 69% delle prenotazioni in ristorante avviene ancora al telefono o al banco. Se l’81% dei ristoratori legge le recensioni online, solo un terzo di loro risulta digitale e quindi presidia in modo costante e corretto la rete, anche per raccogliere prenotazioni e allargare l’utenza.

Con la nuova sezione “Ristorante”, che si affianca a quella “Alloggio”, Agriturismo.it offre la possibilità di cercare e prenotare circa un migliaio di ristoranti in agriturismo. Ogni attività si presenta con una scheda corredata di fotografie e informazioni approfondite che illustrano l’offerta agli utenti, attraverso il racconto del menù, della location, dei prodotti tipici e delle eventuali proposte speciali per vegetariani, celiaci e intolleranti, senza dimenticare la possibilità di ospitare cerimonie, una tendenza sempre più in voga negli ultimi anni.

L’offerta al momento prevede un listing di circa un migliaio di agriturismi e in occasione dell’inaugurazione della sezione, Agriturismo.it ha scovato nei menù 5 prelibatezze davvero particolari.

In Umbria, ad esempio all’Antico Monastero di San Biagio, la regina assoluta del menù è la birra. Persino il tradizionale tiramisù lascia spazio a un più originale birramisù.

In Campania, da Zio Cristoforo, al posto delle le classiche olive si possono assaggiare le salelle ammaccate del Cilento, una varietà speciale che nasce grazie al fortunato ambiente di mare e Parco nazionale del Cilento, che è già stata dichiarata presidio Slow Food. La Toscana è il posto giusto per assaggiare l’antico peposo, una specialità che affonda le sue radici addirittura nel Rinascimento: una pietanza tipica delle campagne fiorentine, che secondo la leggenda è stata ideata dagli operai che avevano bisogno di un piatto sostanzioso ma economico per rifocillarsi dopo il lavoro in fornace. La si può assaggiare al Podere le Serre, in provincia di Grosseto. Sempre in Toscana chi è stufo della solita pasta può provare un accostamento più ardito: le tagliatelle al cacao e peperoncino preparate dall’agriturismo Il Palazzino, in provincia di Livorno. In Sicilia, infine, la cassata è piatto tipico, ma una variante originale è quella scomposta, che viene servita da Sanacore, Trapani.

Come scegliere il vino rosso umbro migliore

Scritto da RemigioLordi il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

L’Umbria, in Italia centrale, è una regione di lussureggianti colline, villaggi e città storiche come Orvieto e Assisi. La sua produzione annuale di vino è inferiore a un terzo della vicina Toscana e la rende la quarta più piccola regione produttrice di vino, in termini di volume. Situato nel cuore della penisola italiana, è avvolta dai vicini della Toscana, delle Marche e del Lazio, ed è infatti l’unica regione italiana con nessuna linea costiera, né un confine internazionale.

Il principale vino rosso umbro

Orvieto, è la più famosa città vinicola dell’Umbria. A metà del 2010 solo il 17% circa dei vini prodotti era di livello DOC, anche se la qualità e la provenienza dei vini rossi della regione Umbria sono in aumento. Questo investimento ha migliorato notevolmente il vino basato sul Sangiovese (la principale varietà rossa della regione), ma molti dei nuovi vini di alta qualità sono Cabernet, Sauvignon, Merlot e Pinot Nero per i rossi, o Chardonnay per i bianchi.

Il clima dell’Umbria è simile a quello della Toscana – inverni freddi e piovosi, estati secche con abbondante sole. L’eccezione a questa è l’area a ovest di Perugia, dove le temperature sono moderate dalle acque del Lago Trasimeno (il più grande lago della penisola italiana).

Anche se meglio conosciuto per i suoi vini bianchi, i due DOCG dell’Umbria sono per i vini rossi. L’uva nativa Sagrantino si è guadagnata un posto di rilievo nella zona di Montefalco, creando vini di grande profondità e potenza, quindi non è stata una sorpresa quando Montefalco Sagrantino ha ricevuto la classificazione DOCG nel 1992. Il secondo dei vini DOCG della regione è il Torgiano Rosso Riserva. Esistono 11 DOC e 6 IGT (Allerona, Bettona, Cannara, Narni, Spello e Umbria IGT in tutta la regione). Si tratta di vini corposi e molto buoni di qualità, apprezzati in vari territori.

Non c’è due senza tre… Chicchi & Tazzine!

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

La Pasticceria Dolce Salato del Maestro Pasticcere bolognese Gabriele Spinelli entra per la terza volta consecutiva nella prestigiosa “Guida dei migliori bar d’Italia”, la classifica stilata dal Gambero Rosso che da 18 anni accompagna i buongustai alla scoperta delle eccellenze della Penisola

È nella capitale che si sono riuniti, giovedì 5 ottobre, i rappresentanti delle più rinomate caffetterie e pasticcerie d’Italia. Una premiazione di grande prestigio giunta alla 18° edizione che ogni anno si traduce nella redazione della “Guida ai miglior bar d’Italia” del Gambero Rosso: un vademecum accurato e completo dedicato a oltre 1300 insegne di spicco nel panorama gastronomico italiano, sempre più polifunzionali e sensibili all’evoluzione del gusto, senza che questo comporti la rinuncia ai valori e allo spirito delle origini.

La Pasticceria Dolce Salato di Pianoro (BO) – già miglior bar d’Italia nel 2016 riposizionatasi nella successiva edizione della competizione tra le eccellenze del Gambero Rosso (2017), ha riconfermato anche quest’anno il massimo punteggio attribuibile a un locale di qualità, tre Chicchi e tre Tazzine, risultato della perfetta sintesi tra prodotto, servizio, atmosfera e ambientazione. L’evocativo mulino ottocentesco che ospita Dolce Salato, infatti, è sicuramente uno degli elementi di pregio che hanno determinato il conferimento del titolo; metodo, esperienza e attenzione alla clientela hanno fatto il resto. Un traguardo ambitissimo, assimilabile per valore alle Forchette, ai Cappelli e alle Stelle prerogative dei ristoranti, che avvicina Dolce Salato a un altro ragguardevole risultato (la Stella), riservato ai locali che per dieci anni si sono fregiati dell’esclusiva attribuzione di tre Chicchi e tre Tazzine.

Il contest promosso dalla Guida, da quasi due decenni concorre alla divulgazione della cultura del caffè in Italia e oltre confine, grazie all’autorevole apporto della giuria di esperti, selezionati ogni anno tra le migliori firme del panorama giornalistico ed editoriale italiano. Un premio di grande risonanza, quindi, che mette in luce le squisitezze regionali e che accompagna la rapida ascesa di questo settore certamente in trasformazione, ma pur sempre centrale nella tradizionale del Bel Paese.

Dolce Salato rappresenta oggi il frutto del patrimonio esperienziale costruito in Italia e all’estero dal Maestro Gabriele Spinelli, che da sempre crea le sue speciali leccornie con passione, curiosità e una spiccata inclinazione alla sperimentazione, grazie ad una proposta gastronomica di eccezionale qualità che spazia dal dolce al salato e ad un rapporto con la clientela che non si limita al servizio, ma tiene alla condivisione di trucchi del mestiere, aneddoti e, soprattutto, entusiasmo.

www.dolcesalatopianoro.com

Pastificio Artusi: MadeRural intervista Enrico e Alberto Artusi

Scritto da 20TaskForceItaly il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

“Il Veneto in bocca”
Ho ricevuto un dono speciale, di quelli che fan salire l’acquolina in bocca e mettono voglia di cucinare. Un dono della mia terra che porta con sé tradizione e gusto, ho ricevuto un dono da parte di un amico, un paio di confezioni di pasta e, che pasta!

Per un’azienda a conduzione familiare come il Pastificio Artusi, le norme ed i valori sono un fattore fondamentale nei rapporti con i clienti ed i partner, allo stesso modo del raggiungimento degli obiettivi aziendali. Sono consapevoli della loro responsabilità a livello economico e sociale e la gestiscono in modo proattivo.

Il pastificio Artusi rispetta la cultura culinaria italiana,  privilegia l’arte di “creare la pasta” selezionando alcuni tra i più  tipici e gustosi formati. Abbina sapientemente ingredienti di alta  qualità, tipici e naturali, rispettando l’arte della preparazione dei  suoi prodotti, per soddisfare anche il pubblico più esigente.

Ottenere un piatto di pasta sano, nutriente e gustoso significa ponderare con … le tappe operative e, proprio come accade con le parole. Valorizzare la diversità e perseguire l’eccellenza, permette di capire che siamo il risultato di scelte fatte nel passato e che saremo il frutto delle scelte per il futuro.

Per i suoi prodotti il Pastificio Artusi sceglie ingredienti sempre  genuini: nessun conservante, nessun additivo o coadiuvante tecnologico  viene aggiunto,  per ottenere un prodotto 100% naturale.
Nel rispetto del proprio territorio, della storia e della gastronomia  locale, il Pastificio Artusi prepara la sua pasta ripiena con i  migliori ingredienti: formaggio Asiago DOP, Speck Alto Adige IGP, carne Chianina IGP,  formaggio Montasio DOP , formaggio Piave DOP ,prosciutto di Sauris IGP,prosciutto crudo LEVI ,Parmigiano Reggiano. Il Pastificio Artusi ha  riportato in produzione prodotti storici quali: le antiche paste  di grano “Senatore Cappelli”, i Bigoli Moro e il tortellino con Gallina Padovana Pro Avibus, quest’ultimo in collaborazione con  l’Istituto Agrario di Padova.

Abbiamo incontrato Enrico Artusi, socio con il fratello Alberto, e le abbiamo chiesto da cosa si differenzia la vostra azienda ?

Nata nel 1998 pastificio Artusi, nel 2003, proprio per ottemperare a tutte le normative di legge in materia, aprono un nuovo laboratorio che li mette in condizioni di ampliare l’assortimento, la società ha intrapreso una strada, valorizzare le scelte e puntare esclusivamente sulla qualità e soprattutto 100% di filiera italiana.

In quali mercati operate?
Lavoriamo per il 70% in Veneto e, il restante 30% del mercato è all’estero

Rapporti con internet?
Siamo in una fase iniziale, abbiamo di recente migliorato il sito internet per dare all’utente una maggiore informazione, ora stiamo anche lavorando sulla comunicazione che deve essere maggiormente seguita.

3 prodotti che porterebbe sulla luna?
Della pasta fresca con grano integro timilia, una forma di formaggio bastardo del Grappa e, se fosse possibile anche una birra del territorio, che ne dice di Birra Antoniana!

E il futuro?
Il potere di spesa si è ridotto, però, per noi italiani la pasta è indispensabile !
Infine va sottolineato che in questi ultimi anni il Pastificio Artusi  ha profuso un sempre maggiore impegno sul fronte delle garanzie  igienico-sanitarie nella produzione e nella tracciabilità delle  materie prime, per garantire al consumatore finale un prodotto  sempre più sano e di qualità.

FonteMadeRural

Una torta degna di un Papa

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

Il Maestro Pasticcere Renato Zoia ha firmato la torta offerta al Pontefice per la visita pastorale di domenica 1 ottobre a Bologna. La “Torta degli Addobbi”, omaggio del Cna di Bologna, è il dolce di 144 kg scelto per l’incontro con oltre mille indigenti nella Basilica di San Petronio

La profonda esperienza, non senza qualche emozione, ha guidato la mano del Maestro Pasticcere Renato Zoia, titolare della pasticceria Eporedia e inventore del noto cioccolato “Il Bolognino”, per la realizzazione della torta di 1.450 porzioni che il Santo Padre ha scelto di condividere con i poveri nella Basilica di San Petronio, l’1 ottobre, nel corso della visita pastorale a Bologna.

Il Maestro Zoia, già detentore di un’arte antica come quella della decorazione a cornetto e autore di altre lavorazioni in ambito dolciario che l’hanno reso celebre ben oltre i confini nazionali, ha dedicato 18 ore alla preparazione del dolce della tradizione bolognese già presente nelle cronache del Quattrocento.

È infatti la Torta degli Addobbi, più comunemente nota come Torta di riso, la specialità creata dal noto pasticcere. Si tratta di una tipicità dolciaria bolognese, preparata secondo la tradizione nel corso della “Festa degli addobbi” istituita nel 1470 e celebrata nel periodo di maggio, in concomitanza con le celebrazioni del Corpus Domini. Veniva portata in processione l’immagine del Corpus Domini, con un evento che coinvolgeva ogni 10 anni nelle parrocchie in città, mentre in campagna ogni paese veniva diviso in 4 quartieri e ogni quartiere festeggiava una volta ogni 4 anni, a rotazione, secondo le fonti. Per celebrare la festa, le parrocchie esponevano alle finestre, drappi colorati, mentre i fedeli aprivano le proprie abitazioni a vicini e conoscenti. Agli ospiti veniva offerta questa delizia, tagliata in piccoli rombi, ognuno con un bacchetto per l’assaggio. Un finger food dalle antiche origini dunque, per questa occasione dal peso di 144 kg, destinato a oltre mille persone con le porzioni disposte in 24 teglie dal Maestro Zoia.

Per golosi e curiosi, è bene sapere che esiste una ricetta originale depositata alla Camera di Commercio dell’Accademia Italiana della Cucina di “Bologna dei Bentivoglio” nel 2005, ma in realtà ogni nucleo famigliare ha una propria versione segreta e personalizzata in base al proprio gusto. Nella “grassa” e ghiotta Bologna solitamente se ne gustano due versioni: una con spezie, amaretti e canditi, più natalizia, e una più light, per tutto l’anno.

Non nasconde una certa emozione il Maestro Pasticcere Renato Zoia, pluripremiato, nominato Ambasciatore del Cibo Italiano nel Mondo dalla Camera di Commercio di New York, con un gran numero di riconoscimenti, tra cui un Guinnes dei Primati per la moneta di cioccolato più grande del mondo. Nonostante Renato Zoia, tra i più importanti Maestri Cioccolatieri a livello nazionale e molto noto anche all’estero, dove si reca per dimostrazioni, corsi e missioni informative, sia abituato a deliziare grandi eventi, l’iniziativa del Cna Bologna in onore del Pontefice che l’ha visto protagonista lo ha indubbiamente lusingato.

Quando mi è giunta la notizia, mi sono sentito onorato – racconta il Maestro Zoia – perché sono indubbiamente occasioni per vivere la storia e prenderne parte. Certo si ha anche una bella responsabilità, ma fortunatamente la passione per il mio lavoro e la mia lunga di esperienza mi permettono di affrontare una grande prova con serenità. Ho scelto di onorare la visita a Bologna del Pontefice con un dolce tipico della città che mi ha accolto tanti anni fa e credo che possa essere un bel ricordo sia per il Papa che per i fedeli riuniti in San Petronio”.

RENATO ZOIA

Veneto di origini, nato professionalmente in Piemonte, ma bolognese di adozione, Renato Zoia da oltre cinquant’anni dedica la propria vita al mondo della pasticceria.

La grande scuola piemontese ha lasciato un segno indelebile nello stile di Renato Zoia e il Maestro ha sempre cercato di coniugare le esperienze maturate ad Ivrea con la grande tradizione gastronomica di Bologna, città che lo vide trasferirsi oltre trentacinque anni fa.

Se il Piemonte è rimasto nel cuore del Maestro Pasticcere, come dimostra il nome della sua pasticceria, Eporedia, l’antico nome di Ivrea, la scoperta della gastronomia bolognese ha permesso a Renato Zoia di stupire il pubblico del capoluogo emiliano con creazioni innovative e originali, di rara bontà.

Da questo connubio deriva la ricca proposta di lievitati e dolci delle Feste, come panettoni, pandori, colombe, come le brioches di tutti i tipi. Difficile la scelta tra i vari tipi di torroni, spaziando da quelli classici a quelli morbidi, al caffè, al cioccolato, al miele di agrumi.

Grande amore di Renato Zoia, fin dai primi anni di lavoro, è stato il cioccolato. Un incontro che è diventato una passione straordinaria, sfociata in spettacolari uova di Pasqua, cioccolatini di ogni tipo e con ogni farcitura, praline, ricoperti, fino alla delizia per eccellenza, la celebre “Torta Eporedia” che ha decretato il successo della sua pasticceria, grazie al delizioso pan di spagna al cioccolato farcito con una mousse senza l’utilizzo di alcun tipo di liquore.

Renato Zoia è tra i protagonisti indiscussi del Cioccoshow, manifestazione dove insegna al pubblico i segreti di questa delizia degli dei, nonché membro fondatore dell’Associazione CiocchinBò, Associazione Italiana Maestri Cioccolatieri

Alla “Biennale Milano”, presentata da Vittorio Sgarbi, sarà presente 101CAFFE’, brand specializzato nella vendita di caffè

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Arte, Aziende, Cultura

101CAFFE’ famoso brand specializzato nella vendita di miscele di caffè e di altre bevande in cialde e capsule, sarà sponsor ufficiale alla “Biennale Milano – International Art Meeting”, mostra internazionale d’arte contemporanea presentata da Vittorio Sgarbi e ideata dal manager di noti personaggi Salvo Nugnes, che si terrà dall’11 al 15 ottobre presso Brera Site, in via delle Erbe 2 a Milano, a pochi passi dal Piccolo Teatro e in altre prestigiose sedi milanesi della MAG – Milano Art Gallery.

Nei numerosi punti vendita di 101CAFFE’, presenti in tutta Italia si possono trovare molte miscele artigianali in grani, macinati e solubili, provenienti dalle migliori torrefazioni regionali. L’assortimento proposto include bevande alternative per tutte le macchine, come tè, tisane, cioccolata, orzo e caffè aromatizzati per i più golosi. Sono presenti inoltre prodotti di pasticceria secca della linea “Le Sfiziosità” da accompagnare al caffè.
Alle origini del brand, nato nel 2010 prendendo spunto dall’osservazione del business in continuo sviluppo della “Nespresso”, c’è una vasta gamma composta da cento prodotti “più uno”, per il cliente più esigente, con la vendita inoltre di un ampio assortimento di macchine da caffè e di accessori. L’azienda ha iniziato la sua attività partecipando per la prima volta al Salone del Franchising di Milano nel novembre 2012. Attualmente sono soprattutto presenti nel mercato italiano e stanno contribuendo alla sensibilizzazione verso la cultura del caffè di qualità.

Alla “Biennale Milano” sarà allestito un angolo dedicato a 101CAFFE’ in cui verranno serviti caffè e bevande a tutti gli ospiti. All’evento sono previsti numerosi eventi di notevole spessore culturale, con la partecipazione di illustri personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo che interverranno in occasione degli incontri: il conduttore televisivo Pippo Franco, il sociologo di fama internazionale Francesco Alberoni, il direttore di TGcom Paolo Liguori, il noto psichiatra e volto di trasmissioni televisive come Matrix e Quarto Grado Alessandro Meluzzi, la scrittrice Silvana Giacobini, la soprano e attrice Katia Ricciarelli e molti altri ancora.

Per informazioni: 0424. 525190, info@biennalemilano.it – www.biennalemilano.it

Un nuovo break gustoso con gli aperitivi di Dolce Salato

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

Il Maestro pasticcere Gabriele Spinelli e la pasticceria di Pianoro (BO), più volte annoverata dal Gambero Rosso tra i migliori caffè d’Italia, dal 2 ottobre estenderanno la ricca proposta gastronomica del locale all’aperitivo, tra ghiotti assaggi e cocktail ricercati

Curiosità e passione per la sperimentazione: due caratteristiche preziose e non comuni che riassumono l’essenza del lungo viaggio della pasticceria “Dolce Salato” di Pianoro e dei suoi fondatori, il noto pasticcere bolognese Gabriele Spinelli e sua moglie Milena Govoni, in collaborazione con Damiano Tedeschi.

Lunedì 2 ottobre, alle 18:00, la famosa pasticceria in provincia di Bologna inviterà i clienti – abituali e futuri – nel suo suggestivo locale, ricavato quasi un decennio fa dal cuore di un mulino ottocentesco, per presentare una nuova voce del suo menu di proposte gastronomiche, dedicata agli aperitivi a buffet gustosi e ricercati in perfetto stile “Dolce Salato”, curati da Laura Spinelli e Claudio Voican.

Iniziò con il medesimo spirito, nel 2008, l’avventura del negozio di Pianoro: tanti obiettivi e un’infinità di squisiti prodotti nati per soddisfare le eterogenee richieste della clientela conquistata in 4 anni di fervente attività in laboratorio.

Un’attività che da sempre tiene alla qualità delle proprie ricette; un laboratorio specializzato in prime colazioni di eccezionale qualità che pian piano si è ampliato, fino a diventare un esponente di spessore del catering e del banqueting di alto livello; un fornitore professionale ben presto trasformatosi in un punto di riferimento locale e nazionale della pasticceria d’autore; una realtà pluripremiata che preserva il valore e la genuinità dei suoi prodotti e a indentificarsi con le sue creazioni di punta, tra cui i panettoni e le colombe, intramontabili eccellenze nostrane apprezzate in tutto il mondo, realizzate da “Dolce Salato” su misura e con le migliori materie prime.

Con questo spirito, dal 2 ottobre, “Dolce Salato” rivolgerà una nuova e golosa proposta: un aperitivo gustoso e mai banale, accompagnato da una ricca scelta di drink, in una location curata e in compagnia di un gruppo entusiasta e di altissimo livello professionale, ideato da Gabriele Spinelli con Laura e Claudio al banco dei cocktail. Il risultato è assicurato!

www.dolcesalatopianoro.com