Al via i preparativi per la terza edizione di “Cyberbullismo – 0 in condotta”

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Istruzione, Italia, Tecnologia

In casa G DATA fervono i preparativi per la terza edizione dell’iniziativa “Cyberbullismo – 0 in condotta”, attività di sensibilizzazione rivolta a bambini, famiglie e docenti che sarà condotta in collaborazione con lo specialista Mauro Ozenda anche nell’anno scolastico 2018/2019. Diversi gli interventi già effettuati ancora nell’ultimo trimestre di quest’anno. L’obiettivo? Proseguire l’attività formativa per un utilizzo appropriato di web e social, terreno fertile per i cybercriminali.

Bologna – Le sempre più numerose richieste di prosecuzione delle attività di formazione di allievi, famiglie e docenti delle scuole elementari e medie ad opera dal noto specialista Mauro Ozenda per conto di G DATA Italia sono assai incoraggianti e sintomo che in ambito scolastico si fa strada la consapevolezza di quanto sia importante fornire ai ragazzi strumenti per la tutela della propria identità digitale. A fronte di quanto riscontrato nella seconda edizione conclusasi a maggio, è essenziale evangelizzare i giovanissimi sui rischi del mondo digitale. Un’attività che G DATA Italia segue con l’impegno e la determinazione di sempre anche per quella che sarà la terza edizione dell’iniziativa, prevista per il 2019. L’utilizzo opportuno della rete e dei social network e la tutela dei diritti dei minori sul web tra le tematiche fondamentali.

“Il feedback dei ragazzi con cui ci siamo interfacciati nel corso dello scorso anno scolastico conferma quanto prematuramente i ragazzi si cimentino su piattaforme social, con tutte le conseguenze del caso in termini di disattenzione per la privacy come scarsa attenzione per la propria immagine digitale. Un motivo in più per favorire al meglio, con l’aiuto di uno specialista con oltre 20 anni di esperienza in ambito scolastico, la prevenzione di eventuali episodi di cyberbullismo e di abuso dei profili social abbandonati”, afferma Giulio Vada, Country Manager di G DATA Italia. “Un uso non solo conforme alle normative ma soprattutto attento del web e dei social network permette di chiudere le porte ai cybercriminali”, aggiunge Vada.

D’altronde, come non farsi allarmare dai dati: sono oltre cinque le ore che i ragazzi trascorrono online ogni giorno, addirittura il 95% dei giovanissimi utilizza Whatsapp già a partire dalla quinta elementare. Con un 60% di ragazzi tra gli 11 e i 13 anni presenti online costantemente l’esposizione inconscia a gravi rischi aumenta esponenzialmente. Cyberbullismo, cyberstalking, fake news, profili abbandonati, miglior gestione di attività “social” comuni come chattare, giocare online, registrare e postare video o foto tra gli argomenti trattati da Ozenda nel corso del nuovo anno.

Incontro ragazzi presso l’Istituto Comprensivo Castelli Calepio – 6 dicembre 2018

“I nativi digitali si rivelano sempre più spesso analfabeti funzionali. Non si interessano né sanno come funzionano le tecnologie che impiegano né si curano di come proteggersi, a meno che non gli si indichi il giusto percorso. In uno scenario del genere risulta fondamentale formare i giovanissimi e i loro genitori – spesso inconsapevoli delle modalità di impiego smodato di smartphone e pc dei loro figli, aiutandoli ad assumere un comportamento responsabile e consapevole”, afferma Mauro Ozenda. “Proprio per questo è un piacere oltre che un onore avviare insieme a G DATA Italia la terza edizione di Cyberbullismo – 0 in condotta, a mio avviso un’ottima occasione per imparare a proteggersi sia contro i cybercriminali, sia contro episodi di bullismo o stalking spesso favoriti dall’anonimato o dalla modalità indiretta della comunicazione via web”.


GDATA
Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso.
G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer.
Partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP, G DATA ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati. L’azienda patrocina altresì il Teatro Comunale di Bologna e diversi eventi volti all’accrescimento culturale e all’aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media.
Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

Ambienti eterogenei sicuri sempre.

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Italia, Tecnologia

Gruppo Distribuzione S.p.A. ha esigenze molto specifiche per la messa in sicurezza dei propri sistemi. Prima fra tutte: assicurare che anche le macchine customizzate, collegate ad Active Directories dei committenti, siano allineate alle policy di sicurezza aziendale.

Gruppo Distribuzione S.p.A., azienda certificata ISO 9001, ISO 14001, OHSAS 18001, ISO 27001, ISO 18295, nasce nel 2005 come struttura specializzata in servizi di Telemarketing e Teleselling. I successi inanellati nel tempo e l’importante esperienza acquisita nei settori del marketing strategico ed operativo, hanno condotto Gruppo Distribuzione S.p.a. – Youtilitycenter S.r.l. a guadagnare la leadership del settore dei servizi Inbound e Outbound.

Oggi il core business di Gruppo Distribuzione S.p.a. – Youtilitycenter S.r.l. è l’attività di Contact Center, realizzata integrando le più evolute funzionalità dei sistemi informativi con le modalità più avanzate di gestione dei contatti telefonici e digitali, mirando al pieno soddisfacimento dei bisogni dei committenti, secondo una ampia visione strategica e progettuale, volta a distinguere la cultura customer-oriented che da sempre caratterizza Gruppo Distribuzione.

Tra i clienti di maggior rilievo di Gruppo Distribuzione S.p.A. figurano Telecom, Sky, Poste Italiane, Rai, Eni, Comune di Roma 060606, Unicef.

L’azienda dispone di sedi a Roma, Frascati, Matera, in Brasile e Romania. «Il successo della nostra attività è determinato in larghissima parte dalla costante fruibilità in tempo reale dei servizi informativi per i nostri operatori», spiega Pietro Greco, CTO di Gruppo Distribuzione. «Non possiamo permetterci interruzioni del servizio nè incidenti informatici o singoli punti deboli a livello infrastrutturale, che minino la nostra continuità operativa». Un’esigenza che permea tutte le scelte operate da Gruppo Distribuzione, dotato nella sede centrale di Roma di oltre 2000 postazioni di lavoro estremamente eterogenee. «Non solo i nostri PC sono differenziati in base al tipo di attività e al cliente che serviamo, ma anche l’infrastruttura a monte è molto particolare» conferma Greco. Alcuni dei nostri sistemi, ad esempio, sono collegati alla Active Directory del committente e isolati dal resto della rete».

IL PROBLEMA

Per azzerare qualsiasi possibile interruzione dei servizi a fronte di incidenti informatici, Gruppo Distribuzione ha optato per una sicurezza IT multivendor, demandando la tutela di client e infrastrutture a più soluzioni, ognuna deputata ad un compito specifico, antivirus, firewall applicativi e perimetrali, sand-boxing.

Negli anni l‘azienda si è avvalsa di diverse soluzioni antivirus, riscontrando però limitazioni in termini di gestione delle policy di sicurezza, a fronte dell’ambiente eterogeneo sia lato sistemi operativi sia per l’impiego di più Active Directories.

Uno strumento tramite cui centralizzare la gestione e il deployment delle policy non era incluso nella console di gestione dell’antivirus in uso. Sarebbe stato necessario acquistare una soluzione dedicata con un overhead di costi, anche operativi, che portò l’azienda a valutare una suite di sicurezza alternativa a fronte della naturale scadenza dei contratti di manutenzione della soluzione in uso, oggi ancora in dismissione su circa un quarto dei sistemi.

LE ESIGENZE

«A fronte della presenza di sistemi associati a Active Directories differenti, la governance risulta molto più complessa e richiede strumenti che svolgano i compiti altrimenti appannaggio del domain controller», spiega Greco. «Potersi avvalere di un Policy Manager integrato nativamente nella soluzione per la sicurezza endpoint risultava particolarmente utile».

Gruppo Distribuzione si avvale di policy aziendali molto stringenti in merito all’utilizzo di dispositivi di lettura o archiviazione di massa esterni. «Per noi era essenziale poter inventariare tutte le macchine, anche quelle fuori dall’AD interna, e autorizzare l’uso di chiavette USB generiche o pendrive istituzionali, hard disk esterni o lettori CD solo per determinate tipologie di operatori, in base alla rispettiva committenza», aggiunge Greco. Peraltro, tale integrazione, come realizzata nella soluzione Enterprise Protection Business G DATA, presentava un vantaggio non indifferente sia a livello di pricing sia in termini di semplificazione del deployment.

Un ulteriore fattore determinante per la decisione di valutare altri vendor, era l’insoddisfazione di fondo di Gruppo Distribuzione rispetto al livello di servizio post vendita erogato dal produttore della soluzione in uso. «A volte frustrante, per chi, come Gruppo Distribuzione, fa della reperibilità per i propri clienti il caposaldo del proprio business», conferma Greco.

LA SOLUZIONE

Dopo un attento e rigoroso scouting, anche a fronte delle referenze reperite sulle soluzioni business G DATA, la scelta di Gruppo Distribuzione S.p.A. è ricaduta sulla suite di sicurezza completa G DATA Endpoint Protection Business per la flessibilità di utilizzo, la semplicità della configurazione e la console centralizzata attraverso cui gestire tutte le policy aziendali. La possibilità di monitorare l’intero parco installato, nonostante l’eterogeneità di sistemi e infrastrutture, attraverso una singola console capace di applicare a singoli utenti o gruppi di utenti policy di sicurezza specifiche e di monitorare la protezione dei singoli endpoint per la parte antivirus si è rivelata tanto determinante quanto il pricing e il supporto tecnico ineccepibile.

Pietro Greco, CTO di Gruppo Distribuzione S.p.A, Paola Carnevale, Channel & Sales Manager di G DATA Italia

«La fase di trial è durata circa sei mesi», racconta Greco. Nello specifico, a fronte della customizzazione dei sistemi operativi e applicativi dei diversi endpoint a seconda della clientela, fu necessario far convivere la soluzione da dismettere e quella firmata G DATA per un certo lasso di tempo, durante il quale la suite G DATA Endpoint Protection Business fu installata su alcune macchine campione (inizialmente due, poi quattro e infine dieci) in maniera puntuale per committenza. Verificato il buon funzionamento dei diversi sistemi si procedette alla migrazione granulare di circa 1500 endpoint (sistemi Mac e Windows).

«In questa fase il team di G DATA Italia ha dimostrato concretamente la duttilità di Endpoint Protection Business in ambienti eterogenei, garantendo lo scambio di certificati e la corretta inventariazione dei sistemi non appartenenti all’AD interno e la fruibilità del Policy Manager su tutte le macchine coinvolte nella migrazione», aggiunge Greco.

Proteggere un ambiente tanto eterogeneo e corposo come quello di Gruppo Distribuzione, con client costantemente alla mercè di ransomware o altre minacce informatiche è una sfida non indifferente, gestita con maestria da G DATA Endpoint Protection Business», conferma Greco. «Con un solo caso di infezione da attacco mirato zero-day, non bloccato neanche dal firewall perimetrale e caratterizzato da un estremo livello di camouflage – che rende attacchi simili sempre più difficili da rilevare dal personale non ICT – la soluzione G DATA si è rivelata estremamente affidabile e di scarso impatto sui nostri sistemi durante le attività di routine come l’aggiornamento delle firme, la distribuzione delle policy e la scansione in background».

BENEFICI TANGIBILI

Rapportando l’esperienza di due anni e mezzo con G DATA Endpoint Protection Business a quelle precedenti, Gruppo Distribuzione sottolinea le seguenti caratteristiche come benefici tangibili derivanti dall’impiego della suite G DATA:

  • Basso impatto delle operazioni quotidiane della suite sull’efficienza delle postazioni di lavoro.
  • Uso flessibile in ambienti estremamente eterogenei, semplicità di installazione e gestione centralizzata.
  • Fruibilità gratuita di un modulo di analisi comportamentale, oltre che di un modulo anti-ransomware e anti-exploit, associati a due motori antivirus aggiornati costantemente e perfettamente integrati tra loro grazie alla tecnologia brevettata G DATA CloseGap.
  • Policy Manager integrato, essenziale per allineare anche macchine associate a Active Directories esterne alle policy aziendali.
  • Tecnici con sede in Italia, in grado di percepire eventuali emergenze e mettersi in gioco anche al di fuori dell’orario di ufficio.

PROSPETTIVE FUTURE

Gruppo Distribuzione intende portare a termine la migrazione di tutti gli endpoint della sede di Roma (oltre 2000 in totale). Non si esclude la futura adozione della soluzione G DATA anche nelle ulteriori sedi italiane dell’azienda. Il modulo opzionale per il Patch Management sarà invece installato nel 2019 su circa 500 macchine del Gruppo a completamento della protezione fornita con G DATA Endpoint Protection Business.


G DATA
Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso.
G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer.
Partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP, G DATA ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati. L’azienda patrocina altresì il Teatro Comunale di Bologna e diversi eventi volti all’accrescimento culturale e all’aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media.
Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

Concorso 88.88 V edizione – scadenza 8 febbraio 2019

Scritto da YOWRAS Associazione culturale il . Pubblicato in Cultura, Italia, Libri

Prosegue lo svolgimento della quinta edizione del Concorso 88.88: il concorso letterario in cui ogni elemento ha al suo interno il numero 8.

Due “Aurora 88” messe in palio da Aurora, presente in qualità di partner fin dalla prima edizione con Aurea Signa e Officina della Scrittura.

Il valore totale dei premi, compresi i premi in denaro, è di 3.473,00 euro.

Era il lontano 2014 quando, per la prima volta, l’Associazione culturale YOWRAS Young Writers & Storytellers, con la collaborazione di Aurora, Aurea Signa e Officina della Scrittura, ha lanciato agli appassionati del racconto breve, la sfida degli 8.888 caratteri da non superare.

Di anno in anno il gradimento da parte degli autori è aumentato, così come è aumentato il numero dei partecipanti. La formula rimane la stessa: ogni elemento del Concorso Letterario Nazionale per racconti brevi 88.88 ha al suo interno il numero 8, dalla classifica degli autori premiati alle cifre dei premi in denaro, dal numero dei componenti della commissione giudicatrice alla quota di partecipazione per un racconto, dalla data di inizio alla data di chiusura.

8.888 i caratteri, spazi compresi, per ogni racconto. Vengono comunque ammessi racconti fino a 10.000 caratteri spazi compresi.

8,00 euro per partecipare con un racconto, 16,00 euro per partecipare con due racconti.

8 gli autori premiati. 888,00 euro per il primo classificato, 88,00 per il secondo e 8,00 per il terzo.

Ai premi in denaro si aggiungono le prestigiose stilografiche e penne messe a disposizione da Aurora.

Il premio per il primo classificato è una stilografica Aurora 88 a cartuccia o a converter, corpo in resina nera con con cappuccio placcato oro laminato.

Il premio per il secondo classificato è una penna a sfera Aurora 88 con cappuccio placcato oro laminato, corpo in resina nera.

Il terzo classificato riceverà una stilografica con corpo e cappuccio in lacca lucida bordeaux e finiture dorate, pennino in oro massiccio 14 kt.

Il premio per gli autori che si classificheranno dal quarto all’ottavo posto è costituito da una penna a sfera con corpo e cappuccio in lacca lucida marrone, anello con lacca rossa, finiture dorate.

Il valore totale dei premi, compresi i premi in denaro, è di 3.473,00 euro.

Il regolamento completo del concorso è pubblicato sul sito www.yowras.it

I racconti, editi oppure inediti, a tema libero, potranno essere inviati, entro il giorno 8 febbraio 2019, all’indirizzo e-mail yowras.page@gmail.com

Come comunicheranno le aziende italiane tra 5 anni?

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Italia, Tecnologia

Molto articolato il quadro che emerge dal sondaggio lanciato da Snom Technology in collaborazione con BitMAT per scoprire quale sarà il futuro delle telecomunicazioni nelle aziende italiane.

Condotto su un campione rappresentativo di 266 aziende dal pioniere del VoIP Snom tra settembre e novembre con l’ausilio di BitMAT, il sondaggio mostra un quadro molto dinamico, per certi versi anche contrastante, in merito al futuro della telefonia aziendale e alle tecnologie attualmente impiegate nelle aziende. Se da un lato il 62% del campione (composto per il 68% da aziende utenti finali e per il 32% da operatori di canale) indica di usufruire già della tecnologia VoIP nell’ambiente lavorativo, è interessante notare che tale quota è divisa quasi esattamente a metà tra PMI che utilizzano soluzioni VoIP proprietarie di prima generazione (51%) e aziende che si avvalgono di piattaforme VoIP SIP e di servizi di Unified Communications (49%).

Crescita esponenziale del VoIP basato su standard aperti

Se alla quota di aziende dotatesi delle prime soluzioni VoIP anni orsono aggiungiamo la percentuale di aziende (23%) che risulta avvalersi ancora di tecnologie tradizionali (analogiche / ISDN) e una parte di chi si è dichiarato ignaro di quale tecnologia per le telecomunicazioni sia in uso presso l’azienda (15%), emerge un mercato italiano del VoIP che tra cinque anni vedrà almeno il 92% delle aziende (contro l’attuale >30% del campione) impiegare soluzioni VoIP/UC di nuova generazione basate su SIP. Una crescita esponenziale (+60% in cinque anni, +38% ipotizzabile ancor più a breve termine) per un mercato che risulta necessitare ancora oggi di un’importante attività di evangelizzazione a fronte di un elevatissimo potenziale per produttori di piattaforme e terminali IP, rivenditori e operatori VoIP.

Discrepanze a seconda del tipo di azienda

Dal sondaggio emerge anche un ulteriore fattore: sono soprattutto le PMI con un numero di addetti superiore a 25 ad aver adottato il VoIP proprietario ai suoi albori, con una differenza determinante tuttavia tra il canale e aziende utenti finali. Mentre le installazioni VoIP condotte anni fa presso gli operatori di canale superano di gran lunga i rivenditori che hanno adottato il VoIP SIP di nuova generazione, nelle aziende utenti finali la situazione è diametralmente opposta. Lo stesso divario si riscontra tra chi ha dichiarato di non sapere quale tecnologia per la telefonia si usi in azienda: una carenza di informazioni che si riscontra solo nelle micro-aziende (fino a 10 addetti) utenti finali, mentre invece in massima parte in operatori di canale con un numero di impiegati superiore a 25.

Terminali IP cordless e cablati: anche tra cinque anni una costante sulle scrivanie delle aziende italiane

Interessante anche il fatto che solo poco più di un terzo del campione italiano abbia previsto un uso quasi esclusivo di smartphone con app per la telefonia aziendale collegate al centralino IP. Un dato che confuta il paventato predominio dello smartphone nella comunicazione aziendale e conferma quanto l’utente italiano ancora preferisca avvalersi del ‘tradizionale’ telefono da scrivania in azienda, insieme a soluzioni per PC (Callcenter, videoconferenze). Quasi stupefacente invece il favore accordato dal campione ai telefoni IP cordless, sebbene l’attuale quota di mercato dei terminali IP DECT in Italia sia irrisoria rispetto a quella dei telefoni IP cablati. “Dal sondaggio emerge un forte interesse delle PMI per i cordless IP, previsti come strumento essenziale per le telecomunicazioni dal 13% del campione. Si preannunciano quindi interessantissimi margini di crescita non solo per i telefoni IP cablati, a fronte di un mercato in forte espansione, ma anche per questo tipo di terminali”, commenta Fabio Albanini, Head of Sales South Europe & UK e General Manager di Snom Technology Italia, che conclude: “considerata la rappresentatività del campione, si delinea un mercato mai tanto promettente come in questo momento e foriero di ottime prospettive di crescita ancora per molti anni a venire”.


Chi è Snom
Leader su scala mondiale e marchio premium di innovativi telefoni VoIP professionali di livello enterprise, Snom fu fondata nel 1997 e ha sede a Berlino. Pioniere del VoIP, Snom lancia il primo telefono IP al mondo nel 2001. Oggi, il portafoglio di prodotti Snom è in grado di soddisfare qualsiasi esigenza di comunicazione presso aziende di ogni ordine e grado, call center, nonché in ambienti industriali con particolari requisiti di sicurezza.
Sussidiaria di VTech Holdings Limited dal 2016, Snom conta uffici commerciali dislocati in Italia, Regno Unito, Francia e Taiwan, vantando altresì una reputazione internazionale eccellente nel mercato del Voice-over-IP. L’innovazione tecnologica, l’estetica del design, la semplicità d’uso e un’eccezionale qualità audio sono solo alcune delle caratteristiche che distinguono i rinomati prodotti Snom. L’attuale gamma di prodotti Snom è universalmente compatibile con tutte le principali piattaforme PBX ed è stata insignita di numerosi premi in tutto il mondo da esperti indipendenti.
Ingegnerizzate in Germania, le soluzioni IP di Snom rappresentano la scelta perfetta nei mercati verticali, come la sanità e l’istruzione, dove sono richieste soluzioni specializzate nella comunicazione business, nell’IoT e nelle tecnologie intelligenti.
Per maggiori informazioni su Snom Technology GmbH, si prega di visitare il sito www.snom.com
Per maggiori informazioni su VTech  www.vtech.com

Call Center fasulli spillano un “si” e prosciugano i portafogli delle proprie vittime

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Italia, Tecnologia

Nel nostro Paese le chiamate dei call center sono un tormentone ormai insopportabile ma noto. Il fatto che gli utenti si aspettino chiamate da chiunque fa gioco ai criminali, che seguendo lo stesso modello adottato da call center legittimi, propongono ai consumatori offerte e sconti fasulli: un caso sempre più frequente ai danni della clientela di operatori di telefonia mobile come Vodafone, Tim, Wind e Tre oltre che di operatori energetici o istituti bancari.

G DATA, azienda tedesca nel settore della sicurezza informatica, mette in guardia contro l’attualissima campagna di phishing indirizzata agli utenti smartphone. Dotati di sistemi che creano numeri di cellulare automaticamente, li compongono e stabiliscono una connessione qualora il numero sia esistente, i criminali si spacciano per presunti call center Vodafone, Tim o di altri operatori, anche banche e fornitori di energia, che tentano di truffare i consumatori. Gli addetti fasulli pongono quesiti secondo i più moderni canoni della programmazione neurolinguistica, manipolando gli interlocutori affinché rispondano “si” o “no”, ad esempio alla domanda “beneficia già dello sconto esclusivo a Lei riservato?”.

Domande insidiose, alle quali sorge istintivo replicare con un si o un no. Eppure, in questi casi, non si dovrebbero mai pronunciare tali parole. Il motivo? Molto semplice: la registrazione di un chiaro «si» o «no» detto dall’utente viene tagliata e inserita in una conversazione fasulla riguardante la vendita di servizi, ad esempio come risposta alla domanda “Lei è d’accordo di pagare tale somma per il piano tariffario mensile scelto?”.

Varie le strategie di truffa, pesanti le conseguenze per gli utenti

Utilizzata per legittimare la sottrazione di somme di denaro sia concordate con il consumatore sia decise in autonomia dai criminali, questa abile strategia di montaggio audio è ovviamente illegale e difficilmente l’organizzazione criminale presenterà ricorso a fronte di una denuncia. Motivo per cui se dovessero verificarsi danni contingenti a discapito dell’utente, questo potrà difendersi con successo.

Ma i call center fasulli non si avvalgono solo di queste tattiche. Un altro esempio è il tentativo di carpire telefonicamente password e dati personali per garantirsi l’accesso all’area clienti online dell’operatore in questione e stipulare nuovi piani tariffari o un prolungamento del contratto a nome del consumatore traendone però personalmente i benefici correlati come il recapito di un nuovo smartphone a un altro indirizzo. Alquanto inquietante in questo frangente lo scenario che vede il finto addetto del call center impossessarsi dei dati di accesso all’online banking del povero consumatore, i cui risparmi vengono prosciugati con pochi click.

Come riconoscere i truffatori e non cadere nell’inganno

E’ assolutamente necessario prestare attenzione ogni qual volta si ricevono chiamate da numeri sconosciuti, in modo particolare se con i prefissi 02 o 06. Inoltre, è auspicabile dare risposte che esulino dal “si” e dal “no” evitando di fornire qualsiasi informazione personale nonché dati sensibili.

Tim Berghoff, Security Evangelist di G DATA Software AG sollecita: “Occhio alle chiamate da parte di numeri privati o sconosciuti: se, come prima cosa, l’operatore vi chiede se riuscite a sentirlo, non rispondete di si, anche se è difficile resistere. Piuttosto cercate altre formule come “riesco a sentirla” oppure “giusto”. Quando proprio non sapete come fare, terminate la chiamata e contattate il vostro (vero) operatore, chiedendo di farvi sapere se è in corso un’attività promozionale.”

Un aiuto in più

Ulteriori armi di difesa sono le applicazioni per smartphone Telefono (Android) e TrueCaller (Android, iOS e Windows Phone). La prima monitora le chiamate ricevute rilevando se queste provengono da fonti credibili, bloccandole in caso contrario. TrueCaller, oltre alle funzionalità analoghe a Telefono per la sezione chiamate, offre simili prestazioni per gli sms.

Sarebbe importante condividere con le aziende, il cui marchio viene sfruttato indebitamente dai criminali, i tentativi di truffa per consentire loro di bloccare la ricezione di chiamate da parte dei call center fasulli. Una soluzione tecnicamente applicabile e decisamente utile, sebbene di breve durata: ai criminali basta davvero poco per dotarsi di un nuovo numero attraverso cui truffare i consumatori.

Ecco perché assumere un atteggiamento critico nei confronti di richieste telefoniche formulate da parte di call center non meglio identificati e riguardanti dati personali è essenziale. Munirsi delle giuste armi per difendersi, siano queste strategie di risposta piuttosto che applicazioni per smartphone, è oggi più necessario che mai.

Fonte immagine: iStock


 GDATA
Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso.
G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer.
L’azienda patrocina altresì il Teatro Comunale di Bologna e diversi eventi volti all’accrescimento culturale e all’aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media come l’iniziativa Cyberbullismo 0 in condotta e Cyber boh.
Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

OBE Academy e Diversity insieme per “Le regole del gioco”. Quando Diversity & Inclusion fanno la differenza. Su cuore e portafoglio.

Scritto da Costanza il . Pubblicato in Aziende, Economia, Italia, Mercati

OBE Academy, la neonata divisione di OBE Osservatorio Branded Entertainment dedicata alla formazione manageriale sulle tematiche del BC&BE, e Diversity, no profit fondata nel 2013 e impegnata nel diffondere la cultura dell’inclusione, presentano il nuovo appuntamento con “Le regole del gioco” incentrato sui temi della Diversity & Inclusion (D&I).

Dall’etica al business, passando per il branded entertainment, l’incontro – aperto ai non associati previa iscrizione e fino a esaurimento posti – fa il punto su consapevolezza e Responsabilità Sociale delle aziende rispetto all’inclusione, intesa come percorso culturale impossibile da trascurare o ignorare per chi aspira a vivere e costruire una società aperta, vivace e collaborativa.

I cambiamenti sociali che interessano i diversi ambiti del vivere umano sono, infatti, alla base della scelta, sempre più diffusa tra le aziende, di valorizzare la diversità. Grazie a una strategia di marketing e comunicazione attenta al D&I, le aziende registrano effetti sensibilmente positivi sul mercato (Fonte DiversityBrand Index 2017): l’80% dei consumatori italiani orientano le proprie scelte in fase di acquisto verso brand diversity oriented, poiché la diversità (disabilità, etnia, età, genere, orientamento sessuale, credo religioso e status socio-economico) viene vissuta oggi come un elemento connaturato alla società ed essenziale per la creazione di una cultura inclusiva all’interno del tessuto sociale e aziendale. Con la D&I etica e business convivono in maniera armonica, abbattendo la discriminazione e generando valore per le aziende. L’impegno sulla D&I alimenta trust, fedeltà, passaparola positivo e crescita aziendale: il gap in termini di crescita dei ricavi tra un brand inclusivo e un brand non inclusivo può arrivare, infatti, fino al 16,7%.

A fare gli onori di casa Laura Corbetta, Presidente OBE e CEO di YAM112003. Tra gli interventi più attesi, Francesca Vecchioni, Presidente di Diversity che, con Sandro Castaldo, Professore Ordinario Università L.Bocconi e partner Focus Management, presenta i dati 2018 di DIVERSITY BRAND INDEX, una scala per misurare il grado di inclusione aziendale e il conseguente impatto economico e valoriale. Dà voce alla creatività di matrice inclusiva Paolo Iabichino, Chief Creative Officer di Ogilvy, che fotografa l’evoluzione dei costumi e della sensibilità nella società italiana e la conseguente trasformazione delle strategie di comunicazione delle aziende. Un passaggio obbligato, che risponde alle istanze di un nuovo consumatore, sempre più attento a temi legati alla D&I e per il quale il brand entertainment può giocare un ruolo di assoluto rilievo, come evidenzia in chiusura Patrizia Musso, Direttore Scientifico OBE, illustrando le 7 case history più significative del 2018 a livello internazionale.

***************************************************************

Agenda

Ore 16.30 BENVENUTO E INTRODUZIONE

Laura Corbetta, Presidente OBE

Ore 16.45 SCENARIO E VALORE DELLA D&I PER LE AZIENDE

Francesca Vecchioni, Presidente Diversity

Ore 17.10 Ore 17.10 DALL’ETICA AL BUSINESS, RISULTATO DELLA ANALISI BASATA SUL DIVERSITY BRAND INDEX

Sandro Castaldo, Professore Ordinario Università L. Bocconi e Partner Focus Management

Ore 17.30 LA D&I NELLA COMUNICAZIONE ITALIANA

Paolo Iabichino, Chief Creative Officer, Ogilvy

Ore 17.50 LA D&I NEL BRANDED ENTERTAINMENT: 7 CASE HISTORY

Patrizia Musso, Direttore Scientifico OBE

***********************************************************************************************

@Palazzo Doxa

Via B. Panizza, 7

Milano

Per registrarsi: segreteria@osservatoriobe.com

OBE – Osservatorio Branded Entertainment

OBE è l’Associazione che studia e promuove la diffusione sul mercato italiano del branded entertainment come leva strategica per la comunicazione integrata di marca.

Attiva dal 2013, OBE vuole rappresentare e dare voce a tutti gli attori della filiera del branded entertainment: sia alle aziende che investono, sia alle società che creano, producono e distribuiscono branded entertainment sui diversi media.

Partner del network internazionale BCMA – Branded Content Marketing Association, l’Associazione si propone di contribuire allo sviluppo di una cultura del branded entertainment consapevole e rispettosa dei consumatori, attraverso l’attività di studio e definizione del fenomeno e delle sue evoluzioni, il monitoraggio e l’analisi dei progetti realizzati, la valutazione delle performance, la formazione, la regolamentazione e la divulgazione diretta a operatori, media e istituzioni.

OBE, che annovera a oggi oltre 40 associati, si rivolge ai principali operatori del mercato della comunicazione – brand, editori, concessionarie, centri media, agenzie creative e digitali, associazioni di categoria – ma anche a soggetti pubblici e privati interessati a vario titolo al branded entertainment.  www.osservatoriobe.com

 

Diversity

Fondata nel 2013, Diversity è una no profit impegnata nel diffondere la cultura dell’inclusione, favorendo una visione del mondo che consideri la molteplicità e le differenze come valori e risorse preziose per le persone e le aziende.

Comunicazione, ricerca, monitoraggio, formazione, consulenza e advocacy sono le principali attività svolte da Diversity, in collaborazione con un’ampia gamma di partner, tra cui università, istituti di ricerca, istituzioni, aziende e organizzazioni non governative nazionali e internazionali.

Diversity è a fianco di aziende e istituzioni per accelerare l’innovazione e il business grazie alla valorizzazione dell’inclusione interna ed esterna.

I progetti di Diversity nascono infatti dall’assunto che in ogni organizzazione il benessere interno debba allinearsi con il valore percepito del brand, la fiducia che esso genera e il modo in cui riesce a parlare a tutte e a tutti. www.diversitylab.it

Ad ottobre 2018 aumentate del 39% le ricerche di assicurazioni casa

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Aziende, Economia, Italia

Nonostante in Italia, secondo le stime ufficiali, siano meno di 800mila le abitazioni coperte da un’assicurazione contro le calamità naturali*, nell’ultimo anno l’attenzione dei cittadini verso le coperture assicurative di questo tipo è notevolmente aumentato e, secondo l’analisi di Facile.it realizzata su un campione di oltre 180.000 ricerche**, la richiesta di coperture assicurative per la casa è aumentata dell’11% in un anno, con un picco del +39% ad ottobre 2018.

Ottobre picco delle ricerche

Analizzando l’andamento mensile delle domande raccolte nel 2018, di certo anche in virtù dei drammatici fatti di cronaca che hanno travolto il Paese, ottobre è stato il mese con il maggior picco di richieste, cresciute addirittura del 39% rispetto allo stesso periodo del 2017.

Il boom ha riguardato maggiormente alcune regioni italiane; è il caso, ad esempio, della Sicilia e del Lazio dove le richieste per questo genere di polizze sono aumentate, rispettivamente del 77% e del 74%. Valori superiori alla media nazionale anche per Abruzzo (+68%), Lombardia (+52%), Emilia Romagna (+46%), Campania (+41%). Valori elevatissimi, e appena sotto la media nazionale, anche per la Sardegna (+37%).

«Le polizze contro le calamità naturali normalmente rientrano all’interno di pacchetti assicurativi multirischio legati alla casa; per essere attive, però, spesso necessitano di estensioni specifiche, altrimenti la compagnia potrebbe non rimborsare eventuali danni», spiega Lodovico Agnoli, Responsabile new business di Facile.it. «Anche se viene sottoscritta l’estensione, però, attenzione alle clausole: alcune assicurazioni, ad esempio, coprono i danni legati al terremoto ma non quelli causati da alluvioni, inondazioni e smottamenti.».

Analizzando le fasce di età dei richiedenti; la più rappresentata è quella con età compresa tra i 35 e i 44 anni, cui fanno capo quasi il 35% delle richieste; a seguire quella compresa tra i 25 e i 34 anni (circa 25%). Per quanto riguarda il sesso dei richiedenti, solo 1 richiesta su 3 proviene da una donna.

Costi e detrazioni

Come detto, nonostante il rischio sismico o idrogeologico riguardi, con diversa intensità, una parte importante del territorio italiano, i proprietari che assicurano la loro casa contro le calamità naturali sono ancora pochi; ad incidere su questa situazione molto spesso è la convinzione, in parte scorretta, che in caso di calamità sia lo Stato a rimborsare i danni alle abitazioni.

Analizzando una polizza tipo, i costi non sono proibitivi; precisando che fra le variabili da considerare per una quotazione effettiva ci sono anche le caratteristiche dell’immobile oggetto di polizza come ad esempio la metratura e l’ubicazione, chi sceglie di tutelare la propria casa da questo genere di evenienze deve mettere a budget una cifra mensile che parte dai 3,5 euro per il solo danno da terremoto e dagli 8 euro per quello da terremoto e alluvione.

Fino al 31 dicembre 2018, inoltre, coloro che sottoscrivono una polizza contro le calamità naturali potranno, grazie agli incentivi definiti dalla legge di bilancio 2018, detrarre dalla dichiarazione dei redditi del 2019 il 19% del premio corrisposto alla compagnia assicurativa; tali coperture risultano inoltre esenti da imposta sul premio assicurativo.

«Come sempre», continua Agnoli, «onde evitare brutte sorprese, è opportuno non basare la scelta solo sul prezzo, ma sull’effettiva rispondenza della polizza alle nostre necessità, leggendo con attenzione, ad esempio, le franchigie applicate al risarcimento e i massimali; quali sono gli eventi coperti e quali quelli esclusi.»

In caso di copertura contro le alluvioni, ad esempio, alcune compagnie potrebbero non rimborsare il danno se è causato da mareggiata, marea o maremoto, mentre per la polizza contro il terremoto l’assicurazione non rimborsa se l’abitazione non è conforme alle norme tecniche di legge vigenti alla data di costruzione previste per gli immobili in zone sismiche. Sono escluse dalle coperture assicurative anche tutte le costruzioni abusive e, in alcuni casi, anche le abitazioni edificate a poca distanza da campanili e torri.

* Fonte: Ania

** Analisi realizzata su un campione di oltre 180.000 richieste raccolta tramite Facile.it dall’1 gennaio al 31 ottobre 2017 e dall’1 gennaio al 31 ottobre 2018.

 

 

“Sempre connessi con Ravenna”: un nuovo concetto di promozione del territorio

Scritto da Fausto Faggioli il . Pubblicato in Aziende, Italia, Turismo

Il Territorio ravennate con il progetto “Sempre Connessi con Ravenna” è stato fra i protagonisti di AGRI@TOUR, unico evento in Italia interamente dedicato alla vacanza en plein air. Agri@Tour ha rappresentato sicuramente il contenitore ideale per lavorare nell’ottica di questo progetto che, sostenuto dalla Camera di Commercio ravennate e frutto della collaborazione fra Stabilimenti Balneari della costa (gruppo Happy Bio), Fattorie Faggioli di Cusercoli (FC), Confcommercio di Ravenna, si sta configurando nel tempo non solo come proposta di vacanza sul Territorio, ma anche come vero e proprio elemento attrattivo in grado di stimolare flussi in arrivo, aumentando il bacino di utenza a nuovi mercati. Il gruppo ravennate attraverso questo il progetto ha creato un sistema per la promozione del Territorio che comunica le eccellenze presenti (enogastronomia, accoglienza, produttori, etc.) attraverso una comunicazione innovativa, che si avvale anche di strumenti digitali in maniera efficace.

“E’ un appuntamento – sostiene Fausto Faggioli, promotore dell’iniziativa – per scambiare attività di rete a diversi livelli in modo dinamico, al fine di realizzare azioni congiunte con altri gruppi che adottano un approccio analogo in un’altra Regione. Gli imprenditori della costa, presenti ad Agri@Tour, stanno realizzando un’importante e significativa sinergia di promozione turistica, investendo su un nuovo modo di fare vacanza che comprenda anche una proposta di turismo eco-friendly, quale elemento sia di attrazione che di fidelizzazione.”

“E’ una nuova visione del sistema di offerta turistica – aggiunge Gabriele Comandini, Confcommercio Ravenna – con l’obiettivo di migliorare qualitativamente l’attuale modo di visitare e comprendere i patrimoni locali.”

Conclude il gruppo: “Viaggiare lentamente, prendersi il tempo per assaporare le atmosfere, cogliere le sfumature del paesaggio, abbracciare con i sensi la bellezza dei luoghi che si visitano valorizza la qualità dell’esperienza turistica e promuove lo sviluppo del territorio in un modo del tutto responsabile ed  eco-sostenibile. Il “turismo eco-friendly” è un grande fattore capace di generare attività, centrato sugli operatori dell’accoglienza, affiancati da imprese rurali, associazioni sportive, attività di promozione, di marketing e di vendita.”

A chiusura dei lavori,  il gruppo d’imprese ravennati ha organizzato un “Happy Bio”, proponendo una degustazione di prodotti biologici del Territorio.

Auto: sono 5 milioni i diesel Euro 3 o inferiori a rischio stop

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia, Italia

Nonostante le auto diesel Euro 3 e inferiori stiano vivendo grandi e crescenti limitazioni alla circolazione, che sembrano convergere verso una loro progressiva messa al bando, e in molte regioni la loro facoltà di circolazione sia già fortemente limitata, sono tantissime quelle che risultano ancora iscritte nei registri della motorizzazione; quasi 5 milioni (4.911.447), equivalenti al 12,9% dell’attuale parco auto private destinate al trasporto persone presente in Italia.

Il dato emerge dall’analisi realizzata da Facile.it che, rielaborando i dati ufficiali del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (aggiornati al 31 ottobre 2017), è riuscito a disegnare la mappa delle automobili diesel presenti sul territorio e ha evidenziato anche come le Euro 3 o inferiori siano quasi un terzo (29,89%) delle auto private alimentate a gasolio ancora potenzialmente in circolazione. Va detto che parte di questi veicoli, anche se iscritti nei registri della motorizzazione, potrebbero non essere più in uso, ma è pressoché impossibile conoscerne il numero preciso.

I diesel Euro 3 o inferiori

Interessante notare, si legge nell’analisi, come il peso percentuale delle auto diesel Euro 3 o inferiori vari sensibilmente da regione a regione, con una forbice compresa tra l’8,5% e il 22%.

Guardando la distribuzione territoriale emerge chiaramente come la diffusione di questo tipo di vetture sia maggiore, proporzionalmente, nelle regioni del Meridione, che occupano le prime otto posizioni della classifica nazionale.

In vetta si trovano il Molise e la Basilicata, aree dove più di 1 auto privata su 5 è un diesel Euro 3 o inferiore (rispettivamente il 21,9% e il 21,7%); segue la Calabria con una percentuale pari al 19% e la Puglia, con il 18,5%. Giù dal podio, ma con valori decisamente superiori alla media nazionale anche Sicilia (17,2%), Campania (16,7%) e Abruzzo (15,4%).

Osservando la graduatoria nel senso opposto, invece, è la Valle d’Aosta a risultare prima. In quella regione solo l’8,5% delle auto private appartiene alla categoria diesel Euro 3 o inferiore; a seguire si trovano Toscana (8,7%), Friuli Venezia Giulia (9,1%) e Liguria (9,4%). Al quinto posto si posiziona la Lombardia (9,5%), che precede solo di poco le altre due regioni che hanno recentemente introdotto lo stop ai diesel Euro 3: l’Emilia Romagna (9,7%) e il Piemonte (10%).

Se si analizza la distribuzione delle automobili private diesel Euro 3 o inferiori in termini assoluti, invece, è la Lombardia, con i suoi 587.515 veicoli, a guadagnare il primo posto. Seguono la Campania, con 577.087 auto di questa categoria e la Sicilia (564.591).

Il parco veicoli totale

Estendendo l’analisi a tutti i veicoli presenti nell’archivio nazionale della Direzione Generale per la Motorizzazione, emerge che, in totale, i mezzi diesel Euro 3 o inferiori ancora regolarmente immatricolati sono più di 8 milioni (8.268.179), pari al 15,8% del parco mezzi italiano potenzialmente circolante; se si guarda al numero totale di veicoli alimentati a diesel (includendo quindi anche gli Euro 4, 5 e 6), i mezzi sono più di 22,3 milioni (il 42,9% del totale).

I costi RC auto

Anche da un punto di vista assicurativo il diesel Euro 3 non è conveniente rispetto all’Euro 6. Facile.it ha verificato le differenze nelle tariffe RC prendendo in considerazione due modelli uguali ed evidenziando come il best price* disponibile per assicurare l’auto più inquinante risulti superiore di oltre il 10% rispetto a quella con emissioni minori (277,81 euro per il diesel Euro 3 contro i 248,88 euro necessari per il veicolo Euro 6).

«Ad incidere sull’RC auto non è, di per sé, la classe ambientale di appartenenza del veicolo quanto piuttosto la sua anzianità», spiega Diego Palano, Responsabile BU assicurazioni di Facile.it. «Le auto diesel Euro 3 o inferiori, ormai da anni fuori produzione, hanno un’età media decisamente più alta rispetto a quella dei nuovi Euro 6 e per questo le compagnie assicurative applicano premi più cari.».

A seguire le tabelle con i dati regionali sul numero di auto private destinate al trasporto persone diesel Euro 0 – 1 – 2 – 3 presenti nell’archivio nazionale della Direzione Generale per la Motorizzazione (ad ottobre 2017) e il loro peso percentuale sul totale.

Regione Numero auto private

per trasporto persone

diesel Euro 0-1-2-3

% auto private

per trasporto persone

diesel Euro 0-1-2-3

ABRUZZO 134.316 15,4%
BASILICATA 79.404 21,7%
CALABRIA 238.294 19,0%
CAMPANIA 577.087 16,7%
EMILIA ROMAGNA 274.837 9,7%
FRIULI VENEZIA GIULIA 71.475 9,1%
LAZIO 530.165 13,4%
LIGURIA 79.560 9,4%
LOMBARDIA 587.515 9,5%
MARCHE 123.141 12,2%
MOLISE 45.887 21,9%
PIEMONTE 293.381 10,0%
PUGLIA 439.461 18,5%
SARDEGNA 151.047 14,5%
SICILIA 564.591 17,2%
TOSCANA 204.111 8,7%
TRENTINO ALTO ADIGE 71.162 11,5%
UMBRIA 83.806 13,4%
VALLE D’AOSTA 7.654 8,5%
VENETO 354.553 11,5%
ITALIA 4.911.447 12,9%

* Calcolo effettuato sulle offerte disponibili attraverso Facile.it l’1 ottobre 2018. Profilo contraente: Uomo, 40 anni, residente a Milano. Auto: utilitaria 1200 cc nelle versioni diesel euro 3 e diesel euro 6. Copertura considerata: RC Auto. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

G DATA nuovo membro attivo dell’iniziativa globale contro la cybercriminalità

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Italia, Tecnologia Personale

Oltre 60 le aziende tecnologiche che fanno parte dell’iniziativa “Cybersecurity Tech Accord“.

G DATA, produttore tedesco di soluzioni di sicurezza informatica, conferma il suo impegno nella battaglia contro i cyberattacchi diventando membro attivo di “Cybersecurity Tech Accord”, iniziativa che coinvolge oltre 60 grandi aziende IT e Internet di fama mondiale tra cui Microsoft, Oracle, Cisco e HP. L’iniziativa di portata globale si pone come obiettivo la protezione degli utenti contro attacchi informatici, che siano originati da cybercriminali o hacker di Stato.

Hendrik Flierman, Global Sales Director di G DATA Software AG Germania

“G DATA sostiene appieno tale iniziativa a favore della sicurezza digitale”, afferma Hendrik Flierman, Global Sales Director di G DATA Software AG Germania, che continua “la lotta contro il cybercrime, sempre più importante in un mondo digitalizzato, è ormai una responsabilità sociale.”

Cos’è l’iniziativa “Cybersecurity Tech Accord 

Le attività dell’iniziativa trovano fondamento in quattro pilastri:

  1. Protezione di utenti e clienti
  2. Opposizione a cyberattacchi contro cittadini innocenti e aziende
  3. Supporto a utenti, clienti e sviluppatori per incrementarne il livello di sicurezza
  4. Collaborazione tra imprese e gruppi con obiettivi simili per migliorare la sicurezza informatica

I membri si impegnano inoltre a creare nuove partnership, formali e informali, con industrie, ricercatori e con la società civile, oltre che a mantenere attivo lo scambio di informazioni riguardante le minacce informatiche, così da minimizzare i rischi ad esse correlati.

“No backdoor” la garanzia G DATA già dal 2011

Da diversi anni, G DATA mantiene una posizione ben chiara garantendo ai propri clienti sia soluzioni di sicurezza affidabili senza backdoor, sia il trattamento completo dei loro dati secondo le più rigide normative europee.

Con la garanzia “No Backdoor”, sottoscritta nel 2011 in occasione dell’iniziativa TeleTrust “IT Security made in Germany”, G DATA assicura la totale assenza di backdoor nei propri prodotti e non rende disponibile a terzi (inclusi i servizi segreti o gli enti di Stato) qualsivoglia dato. L’azienda tedesca rifiuta infatti in modo palese ogni tipo di “collaborazione” con i servizi segreti, tutelata anche dalla legge tedesca che vieta qualunque tipo di coercizione dello Stato sullo specialista di sicurezza IT.


GDATA
Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso.
G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer.
L’azienda patrocina altresì il Teatro Comunale di Bologna e diversi eventi volti all’accrescimento culturale e all’aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media come l’iniziativa Cyberbullismo 0 in condotta e Cyber boh.
Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it