Infissi e finestre, la situazione del mercato italiano dei serramenti

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Mercati

Un’indagine del Cresme – il Centro ricerche economiche e sociali del mercato dell’edilizia – in collaborazione con CNA – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa – ha fornito un quadro dettagliato riguardante il mercato dei serramenti in Italia, che come sappiamo annovera una produzione cospicua di infissi in legno. I dati, racchiusi nel 1° Rapporto congiunturale e previsionale 2017 sul mercato dei serramenti in Italia, confermano un quadro positivo nonostante la crisi che ha colpito pesantemente l’edilizia negli anni precedenti: dal 2007 ad oggi, infatti, questo settore è stato in grado di fatturare oltre 10 miliardi di euro.

L’analisi condotta dai due istituti contiene stime sul mercato porte e finestre per tipologie di prodotto (legno, alluminio, pvc, ecc) e regioni, nonché su produzione e distribuzione. I numeri forniti dal report ci dicono che in Italia ci sono 216,1 milioni di finestre, di cui 208 milioni installate in edifici  prevalentemente ad uso residenziale, 3,5 milioni negli edifici per ufficio, 2,1 milioni nelle scuole e 2 milioni negli alberghi.

Concentrandoci sul prodotto finestre, diversi sono i motivi per i quali si decide di sostituirle: dall’usura e malfunzionamento alla necessità di insonorizzare l’immobile, dai motivi estetici al bisogno di ottenere elevate prestazioni in termini di risparmio energetico. Altro dato curioso è la loro distribuzione: in Italia sono 73 milioni le finestre presenti in edifici costruiti prima degli anni ’60, delle quali il 51% in legno, il 25% in alluminio e il 12% in PVC; 96 milioni sono le finestre costruite tra gli anni ’60 e ’80, prevalentemente in legno e in alluminio, che hanno dovuto subire almeno una sostituzione; 39 milioni sono le finestre prodotte a partire dagli anni ’90, la stragrande maggioranza delle quali sono in legno e non hanno avuto la necessità di essere sostituite.

Al di là dei dettagli, il dato più importante che emerge dal report è, come già anticipato, quello del fatturato, ovvero 10 miliardi di euro in dieci anni. Una cifra considerevole alla quale hanno indubbiamente contribuito le detrazioni fiscali sugli acquisti concesse negli ultimi anni. Un beneficio che se non più concesso, come previsto dalla prossima Legge di Bilancio, avrebbe pesanti ricadute sulla produzione e sulla crescita di questo settore.

Al fatturato poi, va considerato anche il valore dell’export, in crescita costante negli ultimi anni: il 2017, infatti, dovrebbe registrare un valore complessivo delle esportazioni di 625 milioni di euro (nel 2016 è stato di 566 milioni). Le esportazioni racchiudono ovviamente diverse tipologie di prodotti come porte e finestre in legno, allumino, PVC, ferro, acciaio, vetro ecc.

Macchine per agricoltura, è exploit di vendite e noleggio nel 2017

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Mercati

Ormai non ci sono più dubbi: il mercato italiano delle macchine agricole continua a dare segnali positivi di crescita, registrando significativi passi avanti in termini di vendite e immatricolazioni. A ribadirlo ancora una volta è FederUnacoma in occasione della conferenza stampa di apertura di Agrilevante 2017, la grande esposizione di Bari dedicata alla meccanica agricola che ha anche visto la partecipazione di Cordini Srl.

Il quadro delineato da FederUnacoma, reso possibile grazie alle registrazioni fornite dal Ministero dei Trasporti, conferma il trend di crescita dei mesi precedenti e segnala a gennaio-settembre 2017 un aumento delle immatricolazioni di trattrici, trattrici con pianale di carico e rimorchi del 9,7% rispetto allo stesso periodo del 2016. Un exploit davvero notevole ma che non riguarda solo le vendite, perché a conoscere un incremento altrettanto rilevante è un altro servizio: il noleggio.

Da sempre punto di forza di Cordini Srl, il noleggio è diventato un servizio sempre più richiesto negli ultimi anni per la sua capacità di fornire soprattutto vantaggi economici. Un’indagine condotta la scorsa estate dall’Informatore Agricolo – il settimanale tecnico ed economico di agricoltura professionale – e MAD – noto portale della meccanica agraria – dimostra come esso sia diventato un’alternativa valida e vantaggiosa sempre più scelta dagli operatori di settore. Grazie al confronto con 16 concessionari del servizio delle regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto, Marche, Friuli e Trentino Alto Adige, è emerso un dato di fatto oggettivo: il noleggio è un servizio assolutamente trasversale e in grado di rispondere alle esigenze più variegate.

I motivi per i quali esso viene richiesto, infatti, sono differenti. Tendenzialmente a richiederlo sono gli agricoltori o contoterzisti per un periodo di tempo limitato e per far fronte a imprevisti come la rottura della macchina in possesso o un picco di lavoro inaspettato, ma non manca anche chi vuole sperimentare un mezzo più nuovo per testare la tecnologia a bordo. Differenti sono anche le tempistiche del noleggio: ci sono infatti noleggi a lungo termine da 0 a 5 anni, quelli che prevedono l’opzione finale di acquisto, e quelli giornalieri, settimanali, mensili e stagionali. Nessun dubbio poi su quali sono le macchine per agricoltura maggiormente richieste: i trattori, prevalentemente di potenza compresa tra i 130CV a oltre 300 CV.

E davvero vantaggiosi sono i servizi di noleggio macchine agricole proposti da Cordini Srl, azienda specializzata nella vendita di qualsiasi tipo di attrezzature agricole e mezzi per la movimentazione terra che, oltre alla sua storica sede espositiva, mette a disposizione dei suoi clienti anche il suo e-commerce dove poter visitare la sezione dedicata a questo servizio e valutare le interessanti proposte pensate per ogni tua esigenza.

La Custodia dell’ Oro

Scritto da David Gold il . Pubblicato in Affari, Mercati

Sempre più persone in tutto il mondo investano in oro fisico, questo trend in costante crescita pone il problema della custodia dell’oro fisico acquistato.
La strategia del compro oro fisico viene perpetrata dagli investitori che desiderano assicurarsi un futuro economico tranquillo senza scommettere in altre tipologie di investimento che anche se potrebbero in alcuni casi permettere guadagni consistenti al tempo stesso potrebbero anche portare a gravi perdite del capitale investito.
Questa tipologia di investitori che scelgano un investimento sicuro sono molto sensibili al tema della custodia sicura dell’oro fisico acquistato.
Alcuni investitori scelgano di affidare il proprio oro generalmente sotto forma di lingotti 24 carati ai caveau delle banche specializzate nella custodia di oro fisico.
Quando ci si affida alla custodia delle banche è bene informarsi sulle condizione di custodia dell’oro fisico, esistano due metodi principali con i quali gli istituti bancari conservano l’oro che li viene affidato.
Uno consiste nel richiedere un conto oro assegnato che ha un costo di custodia stabilito dalla banca stessa, questo metodo prevede l’assegnazione di una cassetta di sicurezza di proprietà del richiedente nel quale si potrà depositare il proprio oro con la garanzia che questo possa essere utilizzato dalla banca per operazioni finanziarie.
L’altro metodo consiste nello scegliere un conto oro non assegnato che non ha un costo di custodia, anche se ultimamente alcune banche prevedano l’assegnazione di parte delle spese di custodia.
Scegliendo di conservare oro fisico in un conto non assegnato si accetta la possibilità che il nostro oro possa essere utilizzato a discrezione della banca in operazioni finanziarie che seppur in casi estremi potrebbero portare alla perdita del vostro oro fisico.
Esiste un’alternativa per la custodia dell’oro fisico che è quella di provvedere a conservare i lingotti autonomamente, in questo caso il rischio è rappresentato dalla possibilità di un furto, rischio per il quale potremo provvedere stipulando un’assicurazione contro questa eventualità ma che comporterebbe comunque una spesa fissa aggiuntiva.
I metodi di custodia di oro fisico sono scelti dagli investitori in base anche alle proprie esigenze e preferenze personali ma è certo che se si decide di affidare i propri soldi ad un bene rifugio come l’oro per coerenza si dovrebbe pensare ad un metodo di custodia dell’oro fisico altrettanto sicuro anche se questo potrebbe comportare una spesa.

Vendere Oro, Come Guadagnare il Massimo

Scritto da David Gold il . Pubblicato in Affari, Mercati

Se hai da vendere oro sotto forma di vecchi gioielli o oggetti anche rotti o non più luccicanti hai due possibilità.
Nel caso l’oggetto in oro non abbia un particolare valore se non quello dell’oro in esso contenuto allora non conviene spendere soldi per ripristinarlo allo stato originale, recandosi presso un compro oro otterremo una valutazione analoga sia che sia in buone condizioni che non.
Vendere oro ad un compro oro è un’operazione molto semplice, è sufficiente un documento di identità valido e l’operatore accetterà di acquistare qualsiasi tipo di gioielli o oggetto in oro in qualsiasi condizioni essi siano.
L’interesse dei compro oro è unicamente quello di acquistare l’oro contenuto nell’oggetto e su questo farà una valutazione che terrà esclusivamente conto della purezza in base ai carati e della quantità del prezioso metallo giallo al netto di altri materiali.
Per avere una valutazione adeguata del valore dell’oro è consigliabile recarsi in zone o città dove la concentrazione di compro oro è più elevata, questo perché come accade per tutte le tipologie di attività commerciali la concorrenza tende a far avere condizioni di trattativa migliori per il cliente, anche se in questo caso si tratta di attività commerciali che non vendano al pubblico ma bensì acqistano.
Per esempio se ci troviamo in Toscana è più probabile ottenere una valutazione più alta del proprio oro presso un compro oro firenze rispetto ad altre città o paesi della stessa regione dove il numero di operatori ed il giro di affari è decisamente minore rispetto al capoluogo principale.
In caso di oggetti che hanno un valore superiore all’oro in essi contenuto come oggetti rari o che sono molto ricercati ed apprezzati, è giusto prendere in considerazione l’eventualità di ripristinarli allo stato originale.
Il costo di una pulitura o del ripristino di un oggetto d’oro potrebbe essere conveniente quando questi potrebbero essere rivenduti ad un prezzo decisamente superiore rispetto allo stesso oggetto in cattive condizioni.
Vendere oggetti in oro rari e o di particolare valore riuscendo a monetizzarne il valore reale è più complesso, in quanto sarà necessario rivolgersi a commercianti o clienti finali che trattano ed apprezzano le particolarità di tali oggetti al di là del valore dell’oro in essi contenuto.
In questi casi prima di vendere oro è consigliabile farsi fare delle stime precise da operatori professionali che non siano direttamente interessati all’acquisto di tali oggetti e solo successivamente proporre l’oggetto presso commercianti specializzati in quel genere di oggetti o proponendolo direttamente attraverso portali web specializzati.

Approvato il Progetto AXESS! La storia di successo di IDP in Finanziamenti Europei continua

Scritto da IDPbruxelles il . Pubblicato in Aziende, Dal Mondo, Economia, Istruzione, Mercati

IDP European Consultants conferma la sua leadership in Finanziamenti Europei: l’Agenzia Nazionale Slovacca ha approvato il Progetto AXESS.

AXESS (Acquisition of Key Competences for Economic and Social Sustainability) è stato presentato in seguito all’invito a presentare proposte per il Programma Erasmus+, Azione Chiave 2, Partnership Strategica per l’Educazione degli Adulti. AXESS intende fornire risorse per la formazione completa di donne adulte per  accrescere le loro competenze ed abilità digitali.

AXESS è un Progetto Europeo con un consorzio internazionale composto da 8 partners da 7 differenti Paesi (Belgio, Grecia, Italia, Macedonia, Romania, Slovacchia, Spagna).

IDP European Consultants opera a Bruxelles dal 1991 ed ha un’esperienza consolidata in strumenti e programmi di finanziamento europei, da finanziamenti a fondo perduto ad appalti europei e bandi di gara europei.

Contattaci per ulteriori informazioni su AXESS e le altre iniziative di IDP European Consultants:

bruxelles@idpeuropa.com

www.idpeuropa.com

Facebook: https://www.facebook.com/idp.bruxelles

Linkedin: http://be.linkedin.com/pub/idp-european-consultants/47/a22/4b5

Storia dell’Oro nella Finanza Moderna

Scritto da David Gold il . Pubblicato in Affari, Economia, Mercati

L’oro è stato fin dalla sua scoperta sinonimo di ricchezza, il suo valore di metallo pregiato è riconosciuto universalmente fin dai tempi antichi, per questo motivo l’oro è stato considerato un sicuro mezzo di pagamento per millenni.
Si calcola che dalla sua scoperta ne siano stati estratte circa 135.000 tonnellate, attualmente con i moderni sistemi di estrazione ogni anno ne vengono estratte circa 2.400 tonnellate, quantità spesso non sufficiente a soddisfare le strategie compro oro dei grandi investitori privati e istituzionali internazionali.
L’oro cominciò ad essere usato in modo diffuso come moneta corrente nel 1816 in Inghilterra, paese che istituì il sistema del “Gold Standard” che prevedeva la perfetta convertibilità tra la sterlina e l’oro.
Anche altri importanti paesi tra cui la Germania e gli Stati Uniti utilizzarono l’oro per il proprio sistema monetario, questo porto alla libera coniazione di monete d’oro, questo prezioso metallo poteva essere commercializzato senza limitazioni.
Questo sistema che garantiva il denaro emesso con un contro valore in oro custodito dallo stato di emissione ha assicurato stabilità economica internazionale prevenendo la stabilità dei prezzi limitando l’inflazione.
Dopo un periodo molto difficile a cavallo tra le due guerre mondiali, nel 1944, per iniziativa degli Stati Uniti e dell’Inghilterra, i rappresentanti di 44 paesi si riunirono a Bretton Woods dove fu creato il Fondo Monetario Internazionale (F.M.I.). In tale occasione venne fissato il prezzo del metallo a 35 $ per oncia, prezzo a cui gli USA si impegnarono ad acquistarlo da chiunque ed a venderlo solo alle Banche Centrali. Il sistema basato sull’oro degli Inglesi, diventava un’istituzione che poggiava ora su due pilastri: il dollaro e l’oro. Ogni paese partecipante fu obbligato a versare al F.M.I. una quota di oro e di moneta nazionale e dichiarare la parità tra la propria valuta e l’oro: direttamente, oppure indirettamente attraverso il tasso di cambio con il dollaro.
Negli anni sessanta ci fu una rottura dell’equilibrio tra domanda ed offerta, in quanto la grave crisi del dollaro indusse diversi operatori a forti acquisti d’oro. Questa fu la prima volta che l’ oro assunse il ruolo di bene rifugio a fronte dell’instabilità del dollaro.
Il sistema aureo entrò in una crisi che culminò il 15 Agosto 1971, quando l’amministrazione Nixon soppresse la convertibilità tra dollaro e oro e svalutò due volte il biglietto verde facendo così crollare uno dei pilastri del sistema di Bretton Woods. Il doppio mercato dell’oro terminò nel 1976 quando i Paesi aderenti al FMI ufficialmente decisero l’abolizione del prezzo ufficiale.
Nonostante il crollo del sistema e la liberalizzazione del mercato, il metallo giallo continua a rivestire un ruolo fondamentale negli investimenti: offre all’investitore sicurezza e solidità, il suo valore è universale e facilmente realizzabile in qualsiasi momento ed è considerato il bene-rifugio per eccellenza per proteggersi dalle svalutazioni e da incertezze economico-politiche.
Come gli altri metalli preziosi, l’oro è quotato al grammo o all’oncia. Quando è in lega con altri metalli, la sua purezza è misurata in carati con una scala che fissa a 24 carati i lingotti d’oro puro.
Dal crollo del sistema di Bretton Woods, il prezzo dell’oro è fissato dai mercati, dal 1919 la borsa di Londra stabilisce due volte al giorno un prezzo di riferimento il cosiddetto fixing dell’oro.

Il Made in Italy si fa sempre più internazionale con Etiquette Italy

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Istruzione, Mercati

La fondatrice di Etiquette Italy Simona Artanidi annuncia un nuovo percorso dedicato alle eccellenze nazionali, per una consulenza specializzata volta a favorire l’accesso su nuovi mercati, in tutto il mondo, sensibili al valore e al gusto delle creazioni fatte a mano

Un nuovo portfolio di servizi di International Business per Etiquette Italy, ideato dalla sua fondatrice Simona Artanidi appositamente per le eccellenze artigianali e sartoriali del Made in Italy, in vista di un’internazionalizzazione efficace e ad alto valore aggiunto.

Ai fini di una consulenza mirata, la massima esperta italiana di Business Etiquette, Stile e Immagine, in collaborazione con il suo staff, selezionerà alcune delle migliori realtà italiane tra le numerose che hanno già fatto richiesta di poter avere un supporto nell’approccio a nuovi mercati a livello mondiale.

L’iter formativo si compone di due moduli: il primo sarà caratterizzato da una sessione di carattere frontale, nella quale i partecipanti potranno acquisire le conoscenze necessarie per esportare nei Paesi più sensibili alle creazioni nazionali. Un report analitico orientativo e uno screening di mercato che toccheranno aspetti tecnici e procedurali, per entrare nel mercato globale con la competenza e la preparazione adatta a lanciare il proprio business. Una volta inquadrate la tipologia di prodotto e il suo posizionamento, l’obiettivo dell’incontro sarà la creazione di un rating utile all’individuazione delle fasce di mercato maggiormente pronte a recepire la novità made in Italy, nel pieno rispetto della vision e delle esigenze aziendali.

Il secondo modulo sarà invece caratterizzato da un vero e proprio affiancamento consulenziale, per guidare gli imprenditori e aiutarli a scegliere i migliori canali d’inserimento nei diversi settori merceologici, in base al prodotto e alle sue potenzialità alle diverse latitudini.

Una scelta che si preannuncia molto interessante, grazie all’esperienza nel settore di Simona Artanidi, particolarmente attenta nel far emergere con gusto e raffinatezza il valore del Made in Italy nelle sue migliori espressioni artigianali. “Abbiamo deciso di creare questa nuova opportunità – spiega la fondatrice e direttrice di Etiquette Italy – perché crediamo che, oltre alle consulenze e ai percorsi formativi focalizzati sulla Business Etiquette, sia giusto offrire un supporto ai brand dell’alto artigianato nell’estendere i fatturati anche all’estero. Un’attività cui teniamo molto perché, parallelamente alla vocazione al marketing e al business, è animata anche da un forte afflato culturale, che trasforma di fatto queste realtà in ambasciatori del gusto italiano e del Made in Italy un patrimonio prezioso da esportare anche oltre confine. Attraverso la cultura, la storia, la tradizione che racchiudono queste creazioni è possibile contribuire allo sviluppo di aziende italiane d’eccellenza e far conoscere al mondo intero il valore di gesti antichi trasmessi di generazione in generazione, attraverso i decenni e talvolta addirittura i secoli”.

www.etiquetteitaly.com

Comprare Oro, Come e Perchè Conviene

Scritto da Azzurra Azzurra il . Pubblicato in Lifestyle, Mercati

Comprare oro, da quando questo prezioso metallo è stato scoperto, è uno dei modi più sicuri per mantenere il valore del proprio denaro sia nel breve che nel lungo periodo. Questo metodo è stato utilizzato fin dall’antichità per la comodità con il quale questo bene può essere trasportato senza problemi di deterioramento e occupando uno spazio molto limitato.
Anche ai giorni nostri il compro oro è uno dei trend finanziari più ricorrenti nei mercati azionari mondiali, il trend dell’oro è stato spesso uno dei principali protagonisti dei mercati azionari a causa delle cicliche crisi economiche che soventi si abbattano sul sistema finanziario moderno.
Sono sempre di più gli investitori che assicurano il valore dei propri risparmi acquistando oro soprattutto quando pensano di essere prossimi nei momenti di crisi, essendo l’oro considerato da sempre il bene rifugio per eccellenza contro qualsiasi tipo di crisi non solo finanziaria ma anche politica e sociale, capace di mantenere il proprio valore anche durante i conflitti mondiali che si sono verificati nel secolo scorso.
Oltre a difendere il valore del denaro investito l’oro nei momenti di crisi ha dimostrato oltre alle sue uniche qualità di bene rifugio anche la tendenza a crescere di valore parallelamente alla perdita di valore degli altri beni di investimento tradizionali.
Nonostante le sue eccezionali caratteristiche di bene rifugio l’oro è qualcosa di diverso dal classico investimento finalizzato ad ottenere una rendita, questo perché la valutazione oro tende a scendere nelle fasi finanziarie positive quando altri beni aumentano di valore producendo guadagni.
Per chi vuole comprare oro in Italia, un aspetto da non sottovalutare è l’esenzione dal pagamento IVA. Infatti, l’oro è l’unico tipo di acquisto che non prevede il pagamento di questa imposta, che potrebbe rivelarsi particolarmente esosa per acquisti di beni di così alto valore.
Il mercato attuale offre varie possibilità per chi vuole comprare oro per investimento, la distinzione principale da fare è quella che riguarda l’acquisto di oro fisico da quello finanziario, quest’ultimo si può acquistare per mezzo di strumenti finanziari basati proprio sull’andamento della quotazione oro in borsa e permettere di investire qualsiasi cifra senza ritirare nemmeno un oncia di questo prezioso metallo.
Al contrario l’oro fisico si può acquistare sotto varie forme che dovranno essere scelte a seconda delle necessità e del tipo di investimento da effettuare, di seguito elenchiamo le varie forme di acquisto di oro fisico.
I lingotti d’oro sono preferibili per investimenti di grosse cifre di denaro e possano pesare fino kg. 12,5 kg secondo i classici standard dei mercati ufficiali.
Le monete d’oro rappresentano un metodo di investimento adatto per cifre inferiori, queste sono suddivisibili e ciò le rende estremamente pratiche sia nell’acquisto che nella vendita.
Tra gli oggetti in oro acquistabili non possiamo non menzionare i gioielli nei quali il valore dell’oro presente è minore in quanto sono realizzate con leghe auree, più resistenti all’usura dell’oro puro, in questo caso il valore del gioiello dipende anche dalla fattura e dal prestigio dell’oggetto e non esclusivamente dal peso dell’oro contenuto in essi.

RC auto: in Calabria prezzi in calo del 4,29%

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia, Mercati

Negli ultimi 12 mesi i prezzi dell’RC auto in Calabria sono finalmente diminuiti, e non di poco dato che la variazione annuale registrata da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il principale comparatore italiano del mercato assicurativo, è pari a -4,29% su base annuale, il che porta il prezzo medio dell’ RC auto per gli automobilisti calabresi, a febbraio 2017, a 617,62 euro.

In base ai numeri dell’Osservatorio elaborato da Facile.it, i cui risultati relativi alla Calabria sono consultabili a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-calabria.html, la seconda parte dell’anno ha però registrato una spiacevole inversione di tendenza ed un ritorno degli aumenti che, da settembre 2016 a febbraio 2017, sono stati pari mediamente al 2,14%, con il picco di Vibo Valentia e Catanzaro dove, rispettivamente, i premi RC auto sono aumentati del 6,57% e del 5,74%.

A giudicare dai numeri è soprattutto Vibo Valentia la provincia che sta vivendo la situazione più strana perché se da un lato è vero che nel semestre è quella in cui i costi sono aumentati in maniera più sostenuta, è altrettanto vero che nell’anno qui i prezzi sono scesi in picchiata, registrando un forte -8,28%, il dato migliore di tutta la Calabria.

Analizzando i dati provincia per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a vivere le maggiori riduzione dopo gli automobilisti di Vibo siano stati gli assicurati di Crotone; per loro l’RC auto oggi costa il 6,31% in meno di quanto non fosse un anno fa. Terzi nella classifica calabrese i cosentini, che hanno gioito per un decremento delle tariffe pari al 3,90%; appena meglio di quanto sia accaduto a Reggio Calabria, dove la diminuzione dei costi da sostenere per assicurare l’auto è stata pari al 3,30%. Unici sotto la soglia del 2% gli assicurati della provincia di Catanzaro; per loro la riduzione si è fermata all’1,51%.

Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Crotone, con i suoi 690,33 euro è la provincia calabrese in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Reggio Calabria, con un premio medio pari a 676,05 euro. Terzo posto in classifica per Vibo Valentia che, con 662,45 euro precede Catanzaro (580,19 euro) e Cosenza, risultata la provincia più economica, con un premio medio pari a 518,94 euro (unica in diminuzione anche nel semestre).

L’osservatorio di Facile.it ha analizzato anche le coperture aggiuntive più richieste dai calabresi. Al primo posto assoluto l’assistenza stradale, inclusa nel 71,63% dei preventivi, dato facilmente comprensibile se si pensa che le auto circolanti in Calabria hanno in media 10,24 anni, molto di più del valore nazionale.

RC auto: in Emilia Romagna prezzi in aumento del 2,5%

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia, Mercati

Buone notizie per gli automobilisti dell’Emilia Romagna; nonostante un leggero aumento vissuto negli ultimi 12 mesi (0,90%) i prezzi dell’RC auto in Emilia Romagna continuano a rimanere inferiori ai valori medi nazionali. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il più importante sito italiano di confronto dedicato al mercato assicurativo, ha evidenziato una differenza del 6,30% col premio RC auto pagato in Italia e un costo, sempre medio, della copertura RC a febbraio 2017, pari a 495,79 euro.

Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it (qui tutti i dati relativi allo studio sull’RC auto in Emilia Romagna:https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-emilia-romagna.html), l’incremento annuale sarebbe stato ancora più contenuto se la seconda parte dell’anno non avesse registrato un aumento pari al 2,59%.

Analizzando i dati per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiorisiano state Ferrara con un aumento percentuale dei prezzi del 3,77% e Modena dove gli automobilisti hanno subito un aumento del 2,14% delle tariffe RC auto. Aumento corrispondente al 2% anche nella provincia di Reggio Emilia.

In assoluta controtendenza i numeri per gli assicurati della province di Forlì-Cesena e di Parma,; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione. A Forlì-Cesena la riduzione dei prezzi è considerevole e corrisponde al 4,75%; a Parma la riduzione su base annuale è pari allo 0,93% anche se sarebbe potuta essere ancora maggiore se negli ultimi sei mesi i prezzi non fossero aumentati del 4,91%.

Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Rimini, con i suoi 560,93 euro è la provincia in cui assicurare un‘auto costa di più; al secondo posto si piazza Bologna, con un premio medio pari a 525,92 euro. Terzo posto in classifica per Ravenna, con 500,18 euro. In fondo alla classifica, con 440,15 euro troviamo Ferrara nonostante il più alto aumento regionale negli ultimi 12 mesi.

Con un’età media pari a 8,90 anni, i veicoli circolanti in Emilia-Romagna risultano più giovani della media nazionale (9,5 anni), ma nonostante questo è comunque l’assistenza stradale la garanzia aggiuntiva più richiesta dagli automobilisti emiliano-romagnoli; la inseriscono nel preventivo il 35,15% degli assicurati; seconda la copertura contro gli infortuni al conducente (21,78%), che precede di poco la tutela legale (21,05%).