Approvato il Progetto AXESS! La storia di successo di IDP in Finanziamenti Europei continua

Scritto da IDPbruxelles il . Pubblicato in Aziende, Dal Mondo, Economia, Istruzione, Mercati

IDP European Consultants conferma la sua leadership in Finanziamenti Europei: l’Agenzia Nazionale Slovacca ha approvato il Progetto AXESS.

AXESS (Acquisition of Key Competences for Economic and Social Sustainability) è stato presentato in seguito all’invito a presentare proposte per il Programma Erasmus+, Azione Chiave 2, Partnership Strategica per l’Educazione degli Adulti. AXESS intende fornire risorse per la formazione completa di donne adulte per  accrescere le loro competenze ed abilità digitali.

AXESS è un Progetto Europeo con un consorzio internazionale composto da 8 partners da 7 differenti Paesi (Belgio, Grecia, Italia, Macedonia, Romania, Slovacchia, Spagna).

IDP European Consultants opera a Bruxelles dal 1991 ed ha un’esperienza consolidata in strumenti e programmi di finanziamento europei, da finanziamenti a fondo perduto ad appalti europei e bandi di gara europei.

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Storia dell’Oro nella Finanza Moderna

Scritto da David Gold il . Pubblicato in Affari, Economia, Mercati

L’oro è stato fin dalla sua scoperta sinonimo di ricchezza, il suo valore di metallo pregiato è riconosciuto universalmente fin dai tempi antichi, per questo motivo l’oro è stato considerato un sicuro mezzo di pagamento per millenni.
Si calcola che dalla sua scoperta ne siano stati estratte circa 135.000 tonnellate, attualmente con i moderni sistemi di estrazione ogni anno ne vengono estratte circa 2.400 tonnellate, quantità spesso non sufficiente a soddisfare le strategie compro oro dei grandi investitori privati e istituzionali internazionali.
L’oro cominciò ad essere usato in modo diffuso come moneta corrente nel 1816 in Inghilterra, paese che istituì il sistema del “Gold Standard” che prevedeva la perfetta convertibilità tra la sterlina e l’oro.
Anche altri importanti paesi tra cui la Germania e gli Stati Uniti utilizzarono l’oro per il proprio sistema monetario, questo porto alla libera coniazione di monete d’oro, questo prezioso metallo poteva essere commercializzato senza limitazioni.
Questo sistema che garantiva il denaro emesso con un contro valore in oro custodito dallo stato di emissione ha assicurato stabilità economica internazionale prevenendo la stabilità dei prezzi limitando l’inflazione.
Dopo un periodo molto difficile a cavallo tra le due guerre mondiali, nel 1944, per iniziativa degli Stati Uniti e dell’Inghilterra, i rappresentanti di 44 paesi si riunirono a Bretton Woods dove fu creato il Fondo Monetario Internazionale (F.M.I.). In tale occasione venne fissato il prezzo del metallo a 35 $ per oncia, prezzo a cui gli USA si impegnarono ad acquistarlo da chiunque ed a venderlo solo alle Banche Centrali. Il sistema basato sull’oro degli Inglesi, diventava un’istituzione che poggiava ora su due pilastri: il dollaro e l’oro. Ogni paese partecipante fu obbligato a versare al F.M.I. una quota di oro e di moneta nazionale e dichiarare la parità tra la propria valuta e l’oro: direttamente, oppure indirettamente attraverso il tasso di cambio con il dollaro.
Negli anni sessanta ci fu una rottura dell’equilibrio tra domanda ed offerta, in quanto la grave crisi del dollaro indusse diversi operatori a forti acquisti d’oro. Questa fu la prima volta che l’ oro assunse il ruolo di bene rifugio a fronte dell’instabilità del dollaro.
Il sistema aureo entrò in una crisi che culminò il 15 Agosto 1971, quando l’amministrazione Nixon soppresse la convertibilità tra dollaro e oro e svalutò due volte il biglietto verde facendo così crollare uno dei pilastri del sistema di Bretton Woods. Il doppio mercato dell’oro terminò nel 1976 quando i Paesi aderenti al FMI ufficialmente decisero l’abolizione del prezzo ufficiale.
Nonostante il crollo del sistema e la liberalizzazione del mercato, il metallo giallo continua a rivestire un ruolo fondamentale negli investimenti: offre all’investitore sicurezza e solidità, il suo valore è universale e facilmente realizzabile in qualsiasi momento ed è considerato il bene-rifugio per eccellenza per proteggersi dalle svalutazioni e da incertezze economico-politiche.
Come gli altri metalli preziosi, l’oro è quotato al grammo o all’oncia. Quando è in lega con altri metalli, la sua purezza è misurata in carati con una scala che fissa a 24 carati i lingotti d’oro puro.
Dal crollo del sistema di Bretton Woods, il prezzo dell’oro è fissato dai mercati, dal 1919 la borsa di Londra stabilisce due volte al giorno un prezzo di riferimento il cosiddetto fixing dell’oro.

Il Made in Italy si fa sempre più internazionale con Etiquette Italy

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Istruzione, Mercati

La fondatrice di Etiquette Italy Simona Artanidi annuncia un nuovo percorso dedicato alle eccellenze nazionali, per una consulenza specializzata volta a favorire l’accesso su nuovi mercati, in tutto il mondo, sensibili al valore e al gusto delle creazioni fatte a mano

Un nuovo portfolio di servizi di International Business per Etiquette Italy, ideato dalla sua fondatrice Simona Artanidi appositamente per le eccellenze artigianali e sartoriali del Made in Italy, in vista di un’internazionalizzazione efficace e ad alto valore aggiunto.

Ai fini di una consulenza mirata, la massima esperta italiana di Business Etiquette, Stile e Immagine, in collaborazione con il suo staff, selezionerà alcune delle migliori realtà italiane tra le numerose che hanno già fatto richiesta di poter avere un supporto nell’approccio a nuovi mercati a livello mondiale.

L’iter formativo si compone di due moduli: il primo sarà caratterizzato da una sessione di carattere frontale, nella quale i partecipanti potranno acquisire le conoscenze necessarie per esportare nei Paesi più sensibili alle creazioni nazionali. Un report analitico orientativo e uno screening di mercato che toccheranno aspetti tecnici e procedurali, per entrare nel mercato globale con la competenza e la preparazione adatta a lanciare il proprio business. Una volta inquadrate la tipologia di prodotto e il suo posizionamento, l’obiettivo dell’incontro sarà la creazione di un rating utile all’individuazione delle fasce di mercato maggiormente pronte a recepire la novità made in Italy, nel pieno rispetto della vision e delle esigenze aziendali.

Il secondo modulo sarà invece caratterizzato da un vero e proprio affiancamento consulenziale, per guidare gli imprenditori e aiutarli a scegliere i migliori canali d’inserimento nei diversi settori merceologici, in base al prodotto e alle sue potenzialità alle diverse latitudini.

Una scelta che si preannuncia molto interessante, grazie all’esperienza nel settore di Simona Artanidi, particolarmente attenta nel far emergere con gusto e raffinatezza il valore del Made in Italy nelle sue migliori espressioni artigianali. “Abbiamo deciso di creare questa nuova opportunità – spiega la fondatrice e direttrice di Etiquette Italy – perché crediamo che, oltre alle consulenze e ai percorsi formativi focalizzati sulla Business Etiquette, sia giusto offrire un supporto ai brand dell’alto artigianato nell’estendere i fatturati anche all’estero. Un’attività cui teniamo molto perché, parallelamente alla vocazione al marketing e al business, è animata anche da un forte afflato culturale, che trasforma di fatto queste realtà in ambasciatori del gusto italiano e del Made in Italy un patrimonio prezioso da esportare anche oltre confine. Attraverso la cultura, la storia, la tradizione che racchiudono queste creazioni è possibile contribuire allo sviluppo di aziende italiane d’eccellenza e far conoscere al mondo intero il valore di gesti antichi trasmessi di generazione in generazione, attraverso i decenni e talvolta addirittura i secoli”.

www.etiquetteitaly.com

Comprare Oro, Come e Perchè Conviene

Scritto da Azzurra Azzurra il . Pubblicato in Lifestyle, Mercati

Comprare oro, da quando questo prezioso metallo è stato scoperto, è uno dei modi più sicuri per mantenere il valore del proprio denaro sia nel breve che nel lungo periodo. Questo metodo è stato utilizzato fin dall’antichità per la comodità con il quale questo bene può essere trasportato senza problemi di deterioramento e occupando uno spazio molto limitato.
Anche ai giorni nostri il compro oro è uno dei trend finanziari più ricorrenti nei mercati azionari mondiali, il trend dell’oro è stato spesso uno dei principali protagonisti dei mercati azionari a causa delle cicliche crisi economiche che soventi si abbattano sul sistema finanziario moderno.
Sono sempre di più gli investitori che assicurano il valore dei propri risparmi acquistando oro soprattutto quando pensano di essere prossimi nei momenti di crisi, essendo l’oro considerato da sempre il bene rifugio per eccellenza contro qualsiasi tipo di crisi non solo finanziaria ma anche politica e sociale, capace di mantenere il proprio valore anche durante i conflitti mondiali che si sono verificati nel secolo scorso.
Oltre a difendere il valore del denaro investito l’oro nei momenti di crisi ha dimostrato oltre alle sue uniche qualità di bene rifugio anche la tendenza a crescere di valore parallelamente alla perdita di valore degli altri beni di investimento tradizionali.
Nonostante le sue eccezionali caratteristiche di bene rifugio l’oro è qualcosa di diverso dal classico investimento finalizzato ad ottenere una rendita, questo perché la valutazione oro tende a scendere nelle fasi finanziarie positive quando altri beni aumentano di valore producendo guadagni.
Per chi vuole comprare oro in Italia, un aspetto da non sottovalutare è l’esenzione dal pagamento IVA. Infatti, l’oro è l’unico tipo di acquisto che non prevede il pagamento di questa imposta, che potrebbe rivelarsi particolarmente esosa per acquisti di beni di così alto valore.
Il mercato attuale offre varie possibilità per chi vuole comprare oro per investimento, la distinzione principale da fare è quella che riguarda l’acquisto di oro fisico da quello finanziario, quest’ultimo si può acquistare per mezzo di strumenti finanziari basati proprio sull’andamento della quotazione oro in borsa e permettere di investire qualsiasi cifra senza ritirare nemmeno un oncia di questo prezioso metallo.
Al contrario l’oro fisico si può acquistare sotto varie forme che dovranno essere scelte a seconda delle necessità e del tipo di investimento da effettuare, di seguito elenchiamo le varie forme di acquisto di oro fisico.
I lingotti d’oro sono preferibili per investimenti di grosse cifre di denaro e possano pesare fino kg. 12,5 kg secondo i classici standard dei mercati ufficiali.
Le monete d’oro rappresentano un metodo di investimento adatto per cifre inferiori, queste sono suddivisibili e ciò le rende estremamente pratiche sia nell’acquisto che nella vendita.
Tra gli oggetti in oro acquistabili non possiamo non menzionare i gioielli nei quali il valore dell’oro presente è minore in quanto sono realizzate con leghe auree, più resistenti all’usura dell’oro puro, in questo caso il valore del gioiello dipende anche dalla fattura e dal prestigio dell’oggetto e non esclusivamente dal peso dell’oro contenuto in essi.

RC auto: in Calabria prezzi in calo del 4,29%

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia, Mercati

Negli ultimi 12 mesi i prezzi dell’RC auto in Calabria sono finalmente diminuiti, e non di poco dato che la variazione annuale registrata da Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il principale comparatore italiano del mercato assicurativo, è pari a -4,29% su base annuale, il che porta il prezzo medio dell’ RC auto per gli automobilisti calabresi, a febbraio 2017, a 617,62 euro.

In base ai numeri dell’Osservatorio elaborato da Facile.it, i cui risultati relativi alla Calabria sono consultabili a questo link: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-calabria.html, la seconda parte dell’anno ha però registrato una spiacevole inversione di tendenza ed un ritorno degli aumenti che, da settembre 2016 a febbraio 2017, sono stati pari mediamente al 2,14%, con il picco di Vibo Valentia e Catanzaro dove, rispettivamente, i premi RC auto sono aumentati del 6,57% e del 5,74%.

A giudicare dai numeri è soprattutto Vibo Valentia la provincia che sta vivendo la situazione più strana perché se da un lato è vero che nel semestre è quella in cui i costi sono aumentati in maniera più sostenuta, è altrettanto vero che nell’anno qui i prezzi sono scesi in picchiata, registrando un forte -8,28%, il dato migliore di tutta la Calabria.

Analizzando i dati provincia per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a vivere le maggiori riduzione dopo gli automobilisti di Vibo siano stati gli assicurati di Crotone; per loro l’RC auto oggi costa il 6,31% in meno di quanto non fosse un anno fa. Terzi nella classifica calabrese i cosentini, che hanno gioito per un decremento delle tariffe pari al 3,90%; appena meglio di quanto sia accaduto a Reggio Calabria, dove la diminuzione dei costi da sostenere per assicurare l’auto è stata pari al 3,30%. Unici sotto la soglia del 2% gli assicurati della provincia di Catanzaro; per loro la riduzione si è fermata all’1,51%.

Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Crotone, con i suoi 690,33 euro è la provincia calabrese in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Reggio Calabria, con un premio medio pari a 676,05 euro. Terzo posto in classifica per Vibo Valentia che, con 662,45 euro precede Catanzaro (580,19 euro) e Cosenza, risultata la provincia più economica, con un premio medio pari a 518,94 euro (unica in diminuzione anche nel semestre).

L’osservatorio di Facile.it ha analizzato anche le coperture aggiuntive più richieste dai calabresi. Al primo posto assoluto l’assistenza stradale, inclusa nel 71,63% dei preventivi, dato facilmente comprensibile se si pensa che le auto circolanti in Calabria hanno in media 10,24 anni, molto di più del valore nazionale.

RC auto: in Emilia Romagna prezzi in aumento del 2,5%

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia, Mercati

Buone notizie per gli automobilisti dell’Emilia Romagna; nonostante un leggero aumento vissuto negli ultimi 12 mesi (0,90%) i prezzi dell’RC auto in Emilia Romagna continuano a rimanere inferiori ai valori medi nazionali. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il più importante sito italiano di confronto dedicato al mercato assicurativo, ha evidenziato una differenza del 6,30% col premio RC auto pagato in Italia e un costo, sempre medio, della copertura RC a febbraio 2017, pari a 495,79 euro.

Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it (qui tutti i dati relativi allo studio sull’RC auto in Emilia Romagna:https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-emilia-romagna.html), l’incremento annuale sarebbe stato ancora più contenuto se la seconda parte dell’anno non avesse registrato un aumento pari al 2,59%.

Analizzando i dati per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiorisiano state Ferrara con un aumento percentuale dei prezzi del 3,77% e Modena dove gli automobilisti hanno subito un aumento del 2,14% delle tariffe RC auto. Aumento corrispondente al 2% anche nella provincia di Reggio Emilia.

In assoluta controtendenza i numeri per gli assicurati della province di Forlì-Cesena e di Parma,; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione. A Forlì-Cesena la riduzione dei prezzi è considerevole e corrisponde al 4,75%; a Parma la riduzione su base annuale è pari allo 0,93% anche se sarebbe potuta essere ancora maggiore se negli ultimi sei mesi i prezzi non fossero aumentati del 4,91%.

Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Rimini, con i suoi 560,93 euro è la provincia in cui assicurare un‘auto costa di più; al secondo posto si piazza Bologna, con un premio medio pari a 525,92 euro. Terzo posto in classifica per Ravenna, con 500,18 euro. In fondo alla classifica, con 440,15 euro troviamo Ferrara nonostante il più alto aumento regionale negli ultimi 12 mesi.

Con un’età media pari a 8,90 anni, i veicoli circolanti in Emilia-Romagna risultano più giovani della media nazionale (9,5 anni), ma nonostante questo è comunque l’assistenza stradale la garanzia aggiuntiva più richiesta dagli automobilisti emiliano-romagnoli; la inseriscono nel preventivo il 35,15% degli assicurati; seconda la copertura contro gli infortuni al conducente (21,78%), che precede di poco la tutela legale (21,05%).

Il mercato degli affitti riprende vivacità: crescono domanda (+2,1%) e offerta (+1,3%). Prezzi in aumento dell’1,2% in un anno

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia, Mercati

Se il 2016 si è concluso come un anno positivo per le compravendite, lasciando intravedere segnali di ripresa, il mercato degli affitti gode di buona salute e si conferma più vivace. Secondo l’Ufficio Studi di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it), l’offerta di immobili in locazione è aumentata dell’1,3% e la domanda ha fatto meglio, crescendo del 2,1%. L’incremento più consistente delle richieste ha portato i prezzi a proseguire sulla strada della crescita, segnando un +1,2% – confrontando febbraio 2017 con lo stesso mese del 2016.

«Questi numeri mostrano come l’affitto, in Italia, stia sempre più diventando una forma abitativa concorrenziale rispetto all’acquisto di un immobile – ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato di Immobiliare.it Per comprare la prima casa è ormai consolidata l’abitudine di attendere che si costituisca un nucleo familiare e, fino ad allora, si preferisce la locazione. Sul fronte dell’offerta, oggi i proprietari hanno sempre più strumenti per tutelarsi, dalla fidejussione fino alle polizze contro la morosità: così chi non era pronto a vendere e preferiva tenere sfitto il suo immobile, ora è portato a rimetterlo sul mercato».

Le metropoli, insieme alle città in cui tradizionalmente il mercato degli affitti è sempre stato più vivace per la presenza di studenti universitari, stanno trainando l’intero settore. Guardando, ad esempio, alle dieci città italiane più care, l’offerta di immobili in locazione sta aumentando in tutte, con un picco del +3,1% a Bologna, seguita da Bolzano (+2,8%) e Como (+2,6%), località che attraggono anche un’utenza straniera. Per la domanda, invece, Milano batte tutti, con un incremento annuale del 3,1%; al secondo e al terzo posto Bologna (+2,7%) e Roma (+2,6%).

Il trend dei prezzi

Rispetto a febbraio 2016 i canoni di locazione, secondo le rilevazioni di Immobiliare.it, hanno registrato un incremento dell’1,2%, seppur più contenuto rispetto allo scorso anno (+1,7%). L’andamento dei prezzi non è uniforme in tutta l’Italia: se in alcune regioni è più visibile un trend di stabilità, in altre si rilevano oscillazioni più forti. In Sicilia i canoni richiesti risultano in aumento del 3% rispetto allo scorso anno; segnano incrementi importanti anche le Marche (+2,8%), la Sardegna e il Veneto (+2,3%). Al contrario, le contrazioni maggiori si evidenziano in Molise (-4,6%) e in Puglia (-3,9%). Umbria e Valle d’Aosta registrano valori prossimi allo zero, segno di un mercato vicino alla stabilità.

La spesa mensile per affittare in Italia un bilocale da 65 metri quadrati, nel mese di febbraio 2017, è stata pari mediamente a 570 euro. Nella classifica delle regioni il Lazio, trascinato dal peso della Capitale, si riconferma quella più cara: per prendere in locazione un bilocale tipo, qui si spendono in media 740 euro. A seguire troviamo la Lombardia, in cui i prezzi sono aumentati dell’1,7% in un anno, portando il canone medio per un bilocale a 720 euro. Terza la Toscana, con costi medi pari a 680 euro. Ultima in classifica il Molise, dove il costo medio di un bilocale è sceso a 330 euro al mese; segue la Calabria con 380 euro.

Guardando alla classifica delle dieci città più care, i nomi sono rimasti invariati, rispetto allo scorso anno, e qualche cambiamento si è rilevato solo nelle diverse posizioni occupate nella top ten. Regina del podio, così come per i prezzi degli immobili in vendita, è Firenze: qui si arrivano a spendere 600 euro per un monolocale e fino a 1.120 euro per un trilocale. Segue a breve distanza Venezia, dove un’offerta più ridotta e la domanda in aumento portano i prezzi verso l’alto, con una spesa media per un bilocale pari a 590 euro per arrivare a 1.110 per un trilocale. A Milano si arrivano a spendere 540 euro al mese per un monolocale e fino a 1.010 euro per un trilocale. Roma occupa il quarto posto: nella Capitale si chiedono mediamente 520 euro per un monolocale e si spendono fino a 1.100 euro per un trilocale.

Nella classifica delle prime dieci città più care si piazza, a seguire, Bolzano, dove i canoni di locazione si mantengono più alti di città ben più grandi. Como passa da ultima della top ten a sesta, quasi a pari merito con Bologna, dove però i canoni sono di poco più bassi. Chiudono la classifica Napoli, Siena e Pisa.

RC auto: in Veneto prezzi inferiori del 16,5% rispetto alla media

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia, Mercati

Buone notizie per gli automobilisti veneti; nonostante un leggero aumento vissuto negli ultimi 12 mesi (0,75%) i prezzi dell’RC auto in Veneto continuano a rimanere notevolmente inferiori ai valori medi nazionali. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il più importante sito italiano di confronto dedicato al mercato assicurativo, ha evidenziato una differenza del 16,48% e un costo medio della copertura RC, a febbraio 2017, pari a 441,95 euro.

Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it, (a questo link i risultati per il Veneto: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-veneto.html) l’incremento annuale sarebbe stato ancora più contenuto se soltanto la seconda parte dell’anno non avesse registrato un aumento pari all’ l’1,82%.

Analizzando i dati per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiori, benché contenuti, siano state Verona e Padova; per gli automobilisti di queste due province l’RC auto oggi costa rispettivamente il 2,09% ed il 2,08% in più di quanto non fosse un anno fa.

A seguire, nella classifica dei rincari, quelli subiti dai veneziani, che hanno dovuto affrontare un incremento delle tariffe pari all’ 1,82%. Assolutamente in controtendenza i numeri per gli assicurati della province di Rovigo, Treviso e Belluno; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione. A Rovigo i prezzi sono scesi del 3,14%; a Treviso si è registrato un calo del 2,65% ed infine a Belluno una riduzione del 1,93% che a ben guardare, però, sarebbe potuta essere ancora maggiore se negli ultimi sei mesi i prezzi non fossero aumentati del 5,9%.

Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Venezia, con i suoi 475,95 euro è la provincia veneta in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Padova, con un premio medio pari a 468,92 euro. Terzo posto in classifica per Verona, con 440,06 euro. In fondo alla classifica, con 356,95 euro troviamo Belluno nonostante l’aumento del 5,9% negli ultimi sei mesi.

RC auto: in Toscana prezzi superiori del 12,5% rispetto alla media

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia, Mercati

Negli ultimi 12 mesi i prezzi dell’RC auto in Toscana sono aumentati e, in alcuni casi, in maniera considerevole. Facile.it (https://www.facile.it/assicurazioni-auto.html), il più importante sito italiano di confronto dedicato al mercato assicurativo, ha evidenziato una differenza negli ultimi sei mesi del 12,51% e un costo medio della copertura RC, a febbraio 2017, pari a 595,33 euro.

Secondo l’Osservatorio condotto da Facile.it, (a questo link i risultati per la Toscana: https://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-toscana.html) la seconda parte dell’anno ha registrato un particolare incremento e, da settembre 2016 a febbraio 2017, i prezzi sono aumentati del 5,56%.

Analizzando i dati per provincia è emerso come, nei dodici mesi, a subire i rincari maggiori siano stati gli automobilisti di Prato; per loro l’RC auto oggi costa il 7,24% in più di quanto non fosse un anno fa ed il 12,83% in più di sei mesi fa. Secondi nella classifica dei rincari gli abitanti di Firenze, che hanno dovuto arrendersi ad un incremento delle tariffe pari al 3,17%.

In controtendenza i numeri per gli assicurati della province di Lucca, Pisa e Pistoia; per loro non solo nessun aumento in ottica annuale, ma addirittura una riduzione. A Lucca i prezzi sono scesi dell’ 1,75%; a Pisa si è registrato un calo del 2,36% ed infine a Pistoia una riduzione del 4,17% che sarebbe potuta essere addirittura maggiore se negli ultimi sei mesi i prezzi non fossero aumentati del 6,47%.

Parlando in termini di costi assoluti e non di variazioni percentuali, Prato, con i suoi 856,75 euro è la provincia toscana in cui assicurare un‘automobile costa di più; al secondo posto si piazza Massa-Carrara che, con un premio medio pari a 641,64 euro registra uno dei più alti incrementi su base semestrale in termini percentuali (6,75%). Terzo posto in classifica per Pistoia con 635,13 euro, nonostante la più alta riduzione in termini percentuali su base annuale (-4,17%).

 

Mutui: aumentano del 6,22% gli importi erogati

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia, Mercati

Tornano a salire gli importi richiesti dai mutuatari e quelli erogati loro dalle banche; è questa la prima e più importante evidenza emersa dall’Osservatorio congiunto Facile.it – Mutui.it relativo ai mutui italiani nel periodo febbraio 2016 – febbraio 2017. (https://www.facile.it/mutui.html). Nello scorso mese la richiesta media di mutui in Italia, si legge nell’analisi condotta su un campione di oltre 13.000 pratiche, è stata pari a 134.900 euro, vale a dire il 7,35% in più rispetto ai valori registrati dodici mesi prima. L’incremento, però, sembra in qualche modo aver rallentato col passare del tempo visto che se si ferma l’analisi ai sei mesi l’aumento è pari al 5,34% e, nei tre mesi scorsi, al 4,21%.

All’aumento degli importi richiesti corrisponde anche quello nelle somme erogate dalle banche, anche se in questo senso la crescita è inferiore e, di conseguenza, si crea un certo scollamento fra quanto gli aspiranti mutuatari vorrebbero ricevere e quanto effettivamente ottengono; a febbraio 2017 l’erogato medio è stato pari a 121.039 euro, equivalente al 6,22% in più rispetto ad un anno fa. Considerando ancora una volta i valori in ottica semestrale e trimestrale vediamo come, nei sei mesi, la crescita ci sia effettivamente stata, sia pure in maniera più contenuta (+1,85%), mentre nell’ultimo trimestre le banche sembrano aver scelto una linea di maggior cautela e gli importi erogati si siano ridotti, da dicembre 2016, del 2,13%.

Con gli indici di riferimento ai valori più bassi di sempre, moltissimi italiani cercano di garantirsi per tutta la durata del mutuo le migliori condizioni possibili e, quindi, scelgono in massa il tasso fisso, cui sono indicizzati il 77% dei mutui richiesti a febbraio 2017; eppure qualcosa sembra cambiare all’orizzonte e, nel periodo compreso fra il 01 dicembre 2016 ed il 28 febbraio 2017, il tasso variabile torna a crescere guadagnando oltre 4 punti percentuali (+4,32%).

A spiegare il fenomeno è Ivano Cresto, responsabile della Business Unit mutui di Facile.it: «La percentuale di nuovi mutuatari che sceglie il tasso fisso è in leggera discesa rispetto a fine 2016 perché, nonostante ci siano ancora sul mercato delle offerte a tasso fisso molto competitive, l’aumento degli IRS degli ultimi mesi sta spingendo alcuni nuovi mutuatari ad orientarsi verso altre soluzioni più convenienti sul breve periodo, come i tassi variabili, ma anche quelli misti che consentono una maggiore flessibilità e capacità di godere delle variazioni di mercato».

Guardando al rapporto fra valore dell’immobile e importo del mutuo, se da un lato gli italiani continuano a tarare le proprie richieste su importi che sono pari a poco meno del 60% del prezzo della casa oggetto della compravendita, le banche ridimensionano le aspettative e finanziano in media il 53% del valore (era quasi il 56%) a dicembre, ma rimangono comunque anch’esse stabilmente al di sopra della soglia psicologica del 50%. Invariate, ormai da un anno, sia la durata media del piano di restituzione (22 anni), sia l’età del richiedente tipo (40 anni).

I mutui prima casa

Come da abitudine, l’osservatorio ha poi svolto un focus dedicato ai mutui prima casa (https://www.facile.it/mutui-prima-casa.html), per i quali ha riscontrato aumenti ancora più significativi.
Se a febbraio chi ha sottoscritto una richiesta di finanziamento per comprare la sua prima casa puntava ad ottenere appena meno di 143.000 euro (142.826, +8,85% rispetto all’anno prima), le banche hanno comunque scelto di essere più generose rispetto a febbraio 2016, concedendo mediamente 125.250 euro (+9,18%), ma notevolmente più parche in confronto ai valori di dicembre 2016, quando concedevano in media 136.100 euro, vale a dire l’8% in più.
Anche per i mutui prima casa rimangono sostanzialmente identici sia l’età media dei richiedenti (38 anni, uno in meno rispetto al febbraio 2016) e i tempi di restituzione del mutuo (24 anni, erano 23 dodici mesi fa).