IDP lancia la 47° edizione del MASTERCLASS in FINANZIAMENTI EUROPEI ed EUROPROGETTAZIONE dal 10 al 13 APRILE 2018 a BRUXELLES

Scritto da IDPbruxelles il . Pubblicato in Industria, Istruzione, Mercati

Il MasterClass, organizzato in collaborazione con l’Ufficio di Bruxelles dell’Agenzia per la Promozione all`Estero e lnternazionalizzazione delle Imprese Italiane (ICE), trasferisce nozioni e pratica sulla metodologia di progettazione basata su oltre venti anni di esperienza, con un approccio pratico e diretto.
I partecipanti avranno l’occasione di approfondire i principi di funzionamento dei programmi europei e le regole per sviluppare una proposta di successo.

Il Master Class prevede un workshop di progettazione durante il quale i partecipanti sono guidati nello sviluppo di una proposta progettuale. Il training è completato da materiale didattico aggiornato, guide ai finanziamenti europei e un servizio di assistenza on-line nelle settimane successive al corso.
IDP European Consultants è una società italiana presente a Bruxelles dal 1991, esperta in progettazione e finanziamenti europei e nella gestione di progetti finanziati dai vari programmi europei quali Horizon 2020, Life, Erasmus Plus, COSME.

Il MasterClass, interamente in italiano, si svolge a Bruxelles: al seguente link i dettagli sulla prossima edizione e sul programma-masterclass-47

Per maggiori dettagli sul Master Class, sugli eventi, gli altri progetti e tutti i servizi offerti, contattaci:
bruxelles@idpeuropa.com o vai sul sito: http://idpeuropa.com/master-class/

Il Formulario di Iscrizione alla 47a edizione del MasterClass e’ disponibile qui

 

Varvel: una soluzione specifica per ogni esigenza

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Industria

I riduttori a vite senza fine delle Serie RS e RT di Varvel sono l’esempio più significativo della grande versatilità della gamma, testimonianza diretta della grande competenza tecnica del Gruppo emiliano.

Dal 1955 il Gruppo Varvel, specializzato nell’ideazione, nella produzione e nella commercializzazione di riduttori meccanici di velocità, mette al servizio della clientela un’ampia gamma di soluzioni tecnologiche per molteplici applicazioni in numerosi settori dell’industria.

In oltre sessant’anni, con un’attenzione primaria sempre orientata alla ricerca di innovazione, il Gruppo ha maturato la capacità di rispondere a tutte le esigenze della clientela internazionale, personalizzando il prodotto per lo specifico utilizzo previsto.

Chiaro esempio di questa attitudine alla ricerca della soluzione più idonea per ogni circostanza è la versatilità della gamma di riduttori a vite senza fine. Gli elementi costitutivi di questi prodotti sono fondamentalmente tre: la carcassa, la vite senza fine e la corona. Proprio sulla corona sono disponibili numerose varianti, ciascuna propriamente indicata in determinati contesti applicativi.
Per ottimizzare le risorse economiche ed evitare un utilizzo superfluo del bronzo, metallo prezioso e conseguentemente costoso, Varvel ha da tempo iniziato a realizzare corone costituite da due elementi, in cui il bronzo viene impiegato solo dove serve: la corona standard si compone di un mozzo di supporto, normalmente realizzato in ghisa, e di un riporto in bronzo, ovvero l’anello su cui viene praticata la dentatura che permette il funzionamento degli ingranaggi. Così facendo si ottiene un riduttore a vite senza fine che può essere utilizzato nella maggioranza delle normali applicazioni presenti sul mercato. Ci sono però settori di utilizzo in cui il mozzo standard in ghisa grigia potrebbe risultare non sufficiente per le prestazioni necessarie.

Laddove si richiede una maggiore resistenza, Varvel realizza corone con il mozzo in ghisa sferoidale, una lega più performante rispetto a quella standard, ideale per applicazioni più pesanti.

Nelle tecnologie impiegate nell’industria alimentare o in tutte le operazioni legate al settore navale o marino, il mozzo in ghisa non è adeguato a causa della forte ossidazione ambientale: i macchinari per il trattamento di sostanze alimentari vengono opportunamente lavati con solventi igienizzanti molto aggressivi e in prossimità del mare l’atmosfera è troppo ricca di cloruri. In questi settori, per ovviare al problema dell’ossidazione, vengono realizzate corone con il mozzo in acciaio inox.

In tutte le altre situazioni in cui si richiede una maggiore resistenza e in cui la ghisa sferoidale non è utilizzabile, per produzioni limitate, Varvel realizza anche mozzi di supporto in acciaio normalizzato o bonificato.

Le possibilità di personalizzazione e adeguamento della corona si estendono anche al riporto in bronzo, la parte che viene adattata attraverso il processo di dentatura per ingranare e permettere il funzionamento del riduttore. Normalmente viene usata una lega di bronzo con l’aggiunta di piombo: questo metallo favorisce la malleabilità nella fase di produzione attraverso il processo fusorio, riducendo i tempi e aumentando quindi l’efficienza produttiva. In situazioni standard il riporto in bronzo con il piombo soddisfa le esigenze per le normali applicazioni.

Anche in questo caso, in base alle diverse circostanze possono essere necessarie delle soluzioni più adatte agli scopi previsti. Andando a cambiare la lega di bronzo si ottengono prestazioni differenti. Per incrementare la trasmissione di coppia, aumentare la resistenza alla compressione e all’urto e rallentare il processo di corrosione vengono utilizzati riporti in bronzo contenente nichel. Per applicazioni con corone più grandi e dove si prevedono urti molto violenti, dovuti a carichi molto alti e forti sollecitazioni, si utilizzano riporti in bronzo contenente alluminio, denominanti anche BRAL. Questa lega riduce le probabilità di rottura dei denti anche sotto colpi molto violenti e improvvisi, riducendo contemporaneamente i rischi di fermo macchina per riparazione o sostituzione del riduttore a vite senza fine.

Esistono anche contesti applicativi in cui non c’è la possibilità di utilizzare corone composite, ma l’unica possibilità è quella di ricorrere a corone integrali per riduttori a vite senza fine. Per ambienti molto ossidanti – ad esempio l’industria alimentare o gli ambienti marini, come detto sopra – normalmente viene impiegata una corona integrale realizzata interamente in bronzo: si tratta sicuramente di un componente più costoso, ma garantisce un’alta resistenza alla corrosione. Questo tipo di soluzione si utilizza per produzioni dedicate e di nicchia.

Un’alternativa meno onerosa, tuttavia con alcune limitazioni di applicazione, è quella delle corone integrali realizzate in ghisa: quest’ultime possono essere impiegate soltanto in contesti caratterizzati da velocità periferica molto lenta, entro i 2.5 metri al secondo, a causa dell’accoppiamento della corona con l’acciaio e quindi al rischio di danneggiamento.

Questa grande varietà di soluzioni studiate soltanto per la gamma di riduttori a vite senza fine, dimostra innanzitutto la grande versatilità di questi prodotti, perfettamente impiegabili in diversi contesti applicativi. Inoltre è una testimonianza delle grandi possibilità di personalizzazione che Varvel offre alla clientela, seguendo una filosofia di progettazione e produzione che sviluppa la soluzione più adeguata per ogni esigenza specifica: la conoscenza approfondita dei vari settori del mercato permette al Gruppo Varvel di interpretare al meglio ogni richiesta e di rispondere con prodotti in grado di risolvere problematiche specifiche puntando su efficienza, attenzione ai costi e valorizzazione delle funzionalità della macchina finale.

Varvel SpA – Via 2 Agosto 1980, 9 – Loc. Crespellano, 40053 Valsamoggia (BO) – Italy – Tel. +39 051 6721811 – Fax +39 051 6721825 – varvel@varvel.com
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Sistemi di controllo industriali: nuovo tallone d’Achille dell’industria?

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Industria, Informatica, Tecnologia

Stormshield analizza rischi e benefici dell’adozione di sistemi di controllo ICS di nuova generazione rispondendo alle quattro domande poste più di frequente dai propri clienti industriali.

Lyon – I sistemi di controllo industriali (ICS) sono il fulcro delle operazioni aziendali. Con ICS ci si riferisce genericamente a “diverse tipologie di sistemi di controllo e strumentazioni affini, utilizzate nel monitoraggio dei processi industriali”. In altre parole i sistemi di controllo industriale sono il punto di contatto tra le componenti fisiche e quelle digitali di un sistema industriale. Coordinano i processi controllando interruttori, motori di pressione, valvole, turbine, ecc. fornendo allo stesso tempo visibilità sull’esecuzione del processo in corso. Lo svantaggio: questi sistemi si rivelano bersagli sempre più invitanti per attacchi mirati avanzati (ATA, Advanced Targeted Attacks).

Di seguito una breve analisi delle 4 domande che vengono poste più frequentemente dai clienti Stormshield.

“Perché la sicurezza ICS è così importante?”

Nonostante i sistemi ICS possano essere estremamente complessi, sono molteplici i rapporti che ne hanno evidenziato l’attuale vulnerabilità e la loro esposizione ad un elevato numero di exploit ad alto rischio. Secondo uno studio di Kaspersky Lab, metà delle società intervistate hanno subito da 1 a 5 incidenti di sicurezza IT negli ultimi 12 mesi. Questi episodi hanno avuto un impatto diretto sul loro business – costando in media alle aziende circa mezzo milione di dollari all’anno.

Purtroppo non è altro che l’inizio, dal momento che sempre più sistemi ICS vengono connessi e che l’attenzione verso di essi cresce. Per dirla con una nota serie televisiva: l’inverno sta arrivando. La cybersicurezza è una risposta efficace in termini di ridimensionamento dell’esposizione agli attacchi, riducendo quindi l’impatto di gran parte dei comportamenti malevoli.

“Sono da considerare sicuri solo i sistemi ICS non connessi?”

Questa è una delle domande poste più frequentemente. In tutta onestà, non si può pensare seriamente che tra i sistemi ICS e il resto del mondo ci sia chissà quale distanza. Un ICS consta, per definizione, di un’interconnessione tra molteplici componenti (PLC, interfaccia uomo-macchina, postazioni di lavoro degli ingegneri, ecc.) che possono essere totalmente autonome per la maggior parte del tempo. Ogni componente dovrà però di tanto in tanto scambiare dati con sistemi al di fuori dell’ICS. La connettività è l’unico meccanismo grazie al quale i sistemi vengono alimentati con nuovi dati.

Ridurre o controllare la connettività limiterebbe sicuramente l’esposizione alle minacce. Tuttavia, i seguenti esempi dimostrano che oggi non è più possibile restare completamente scollegati.

• A fronte della necessità ricorrente di manutenere, aggiornare e risolvere eventuali problemi dei sistemi ICS, questi devono essere connessi quanto meno localmente.
• A seconda dell’infrastruttura, l’azienda può essere obbligata ad utilizzare collegamenti remoti con collaboratori esterni o con una sala di controllo centrale.
• Un altro fattore da tenere in considerazione è l’errore umano. Lasciare un collegamento remoto aperto è uno di questi.
• Un impiegato potrebbe abusare intenzionalmente del sistema.
• Attraverso l’ingegneria sociale e il phishing mirato i cybercriminali possono attaccare un computer specifico all’interno della rete, in modo da utilizzarlo in un secondo momento per attaccare l’ICS.
• È possibile connettersi ad una rete wireless industriale anche dall’esterno dell’edificio.
• Anche l’inserimento di una chiavetta USB per caricare o scaricare dati su un qualsiasi dispositivo è da considerarsi come connettività.

Considerando le numerose possibilità di creare connettività, l’ICS può essere esposto a minacce anche qualora lo si ritenesse “offline”. Il caso più famoso è quello dell’attacco Stuxnet, nel quale nonostante gli ICS attaccati fossero offline, sono stati compromessi con successo utilizzando una semplice chiavetta USB.

Perché quindi ritenere in assoluto che l’ICS non sia connesso e quindi fuori da ogni pericolo? Le minacce sono ovunque e le più numerose, nonché le più semplici da respingere, sono quelle casuali, prive di un obiettivo specifico.

“Si potrebbe risolvere questo problema impiegando sistemi datati?”

Ponendo la domanda in un altro modo: “E’ possibile proteggere l’infrastruttura rimuovendo qualsiasi potenziale collegamento?”. Sfortunatamente oggi ciò non è più possibile e non dovrebbe nemmeno essere preso in considerazione come eventuale soluzione.

• Nella cybersicurezza industriale abbiamo scoperto che la quantità di minacce è direttamente proporzionale all’età del sistema, per questo motivo i sistemi legacy diventano sempre più deboli col passare del tempo.
• L’industria digitale è in costante evoluzione, i sistemi tradizionali disponibili in questo momento sono meno efficienti di quanto necessario.
• Uno dei nei dell’industria digitale è la durata della garanzia. L’evoluzione costante rende i sistemi obsoleti molto più rapidamente di quanto l’Industria possa permettersi. Di conseguenza la manutenzione è sempre più difficile.
• L’industria digitale è costruita attorno al concetto di “obsolescenza pianificata”, il che ne rende la manutenzione dei sistemi e le attività necessarie per assicurarne l’efficienza nel tempo sempre più costose.
• I sistemi di nuova generazione sono senza dubbio più efficienti e veloci, oltre che affidabili.

Offer Manager – Stormshield Industry Business Unit.

“Noi crediamo che la maggior parte delle aziende migrerà da sistemi legacy ai nuovi sistemi ICS digitali. Uno dei benefici è l’aumento della produttività legata alla elaborazione di una maggior quantità di dati provenienti da altri dispositivi collegati (come nel caso della IIoT – Industrial Internet of Things). Il problema è che più i sistemi sono interconnessi, più aumenta l’esposizione alle minacce!” commenta Robert Wakim, Offer Manager – Stormshield Industry Business Unit.

“ICS e IT sono sinonimi?”

Di pari passo con la cresente convergenza tra ICS e IT si sviluppano anche le minacce volte a intaccare questi sistemi: spionaggio industriale, sabotaggio, attacchi di Stato, mafiosi o di massa, ecc., con le dovute differenze. Il sabotaggio è principalmente rivolto contro uno specifico ICS, mentre gli attacchi di massa mirano all’IT.

Anche le conseguenze di un attacco andato a buon fine sono differenti: furto di dati e impatto reputazionale per l’IT; impatto sulle risorse umane, ambientali, produttive e furto di segreti industriali per quanto riguarda l’ICS.

Proteggersi contro queste minacce è possibile ma è necessario considerare sia le rispettive specificità sia eventuali vincoli aziendali. Integrità e protezione dei dati per i sistemi IT; disponibilità e sicurezza per l’ICS.

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Chi è Stormshieldwww.stormshield.com

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza punto-punto innovative per la protezione delle reti aziendali (Stormshield Network Security), delle postazioni di lavoro (Stormshield Endpoint Security), e dei dati (Stormshield Data Security). Certificate ai massimi livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione garantiscono protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni sono commercializzate e installate su scala globale presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni che si occupano di difesa, attraverso una rete di distributori, integratori di sistema e operatori.

TIM Digital Store: il cloud marketplace con le più avanzate soluzioni ICT per le piccole e medie imprese

Scritto da armosia il . Pubblicato in Aziende, Industria, Tecnologia

Il processo di trasformazione digitale del mondo imprenditoriale pone le piccole e medie imprese di fronte a una sfida non sempre facile da raccogliere. Il rischio di rimanere indietro o peggio ancora tagliate fuori dal processo di crescita globale è dietro l’angolo. L’importanza di sviluppare una cultura d’impresa basata sulle competenze ICT e pronta a recepire velocemente i cambiamenti digitali del settore sta diventando una questione cruciale del mondo del lavoro. Gli investimenti in ICT hanno un impatto determinante sulla capacità di ottenere performance superiori alla media: secondo statistiche recenti, però, un buon 55% delle nostre piccole aziende non è ancora pronto all’utilizzo di queste nuove tecnologie ed è tagliato fuori dalla trasformazione digitale. Il dato sale al 67% per le imprese di media grandezza. A mancare all’appello sono anche le competenze: secondo uno studio Istat, infatti, la percentuale di lavoratori con adeguati skills digitali è molto più basso del dato medio europeo: 23% contro il 32%.

La dispersione di strumenti e tecnologie può rallentare la corsa di quei professionisti d’aziende che cercano di far crescere l’infrastruttura tecnologica della loro impresa. Un modo per semplificare e ottimizzare la strategia d’azione  è quello di affidarsi ai soggetti aggregatori come TIM Digital Store, il cloud marketplace con le più avanzate soluzioni ICT per le piccole e medie imprese. Si tratta di una piattaforma dove poter acquistare applicazioni e infrastrutture cloud direttamente on-line in pochi semplici click. I servizi disponibili a catalogo sono focalizzati sui bisogni dei clienti B2B. Grazie a TIM Digital Store un’impresa può migliorare la gestione del proprio business, trovando gli strumenti necessari per semplificare le attività quotidiane e rendere l’azienda più efficiente. Soluzioni “su misura” anche per promuovere il business e aumentare la visibilità sul mercato fidelizzando la clientela e instaurando relazioni privilegiate con nuovi potenziali clienti. Altro aspetto fondamentale per un’impresa è la sicurezza e la protezione dei dati: le nuove tecnologie consentono agli utenti di archiviare e usare dati su device fisici o remoti via Internet con facilità. La piattaforma offre diversi servizi di storage e antivirus per conservare in sicurezza i dati e per accedervi in modo rapido da qualsiasi device fisso o mobile.

Sono tante le applicazioni e servizi che le imprese possono trovare su TIM Digital Store per perfezionare il proprio business. Per esempio MyNameIsApp che permette di gestire le attività di promozione “digital” sui diversi canali di comunicazione (web, app, social, sms) in modalità semplice e in autonomia attraverso un pannello di controllo e una sola password.  Per ottimizzare la logistica c’è il servizio WAY Zero Pensieri che offre la possibilità di localizzare e proteggere i veicoli aziendali in tempo reale monitorando i percorsi e le attività svolte. Altro strumento che può rivelarsi prezioso è Data Space Easy, soluzione ideale per negozi e imprese che hanno necessità di archiviare, condividere e salvare in modo sicuro, facile e affidabile, file e applicazioni.

News contabili, fiscali, lavoro GB – Settimana n. 50 anno 2017

Scritto da GBsoftware S.p.A. il . Pubblicato in Aziende, Economia, Industria

Paghe GB Web 2017: Tredicesima mensilità (11/12/2017)

La Tredicesima, istituita con Decreto del Presidente della Repubblica del 28 luglio 1960 n. 1070, è una mensilità supplementare da corrispondere solitamente in occasione delle festività natalizie. La tredicesima è una quota della retribuzione lorda annua. Ne hanno diritto tutti i lavoratori assunti con un contratto di lavoro subordinato.

Tutti i lavoratori assunti, e cioè con un contratto di lavoro subordinato, sia a tempo determinato che a tempo indeterminato, hanno diritto alla tredicesima. Ne hanno diritto anche le colf e le Badanti. E’ uno stipendio aggiuntivo che viene solitamente pagato nel mese di dicembre.

Il software Paghe GB Web permette di gestire la mensilità supplementare di Tredicesima attraverso due modalità.

Acconto Iva 2017: versamento entro il 27 dicembre (12/12/2017)

L’obbligo di versamento dell’acconto Iva in via anticipata, entro il 27 dicembre di ogni anno, è stato introdotto dall’art.6 Legge n.405 del 29/12/1990. Il versamento dell’acconto è dovuto da tutti i soggetti passivi d’imposta obbligati alla liquidazione periodica Iva.

I contribuenti tenuti al versamento dell’acconto Iva possono scegliere tra i metodi, quello più favorevole.

L’importo minimo per il versamento è € 103,29. Se l’importo è inferiore al minimale l’acconto non è dovuto.

Caso pratico: personalizzazione piè di pagina o intestazione Bilancio Europeo (13/12/2017)

La banca mi ha chiesto un bilancio ad oggi e tramite schema Cee. Prima di consegnarlo, però, vorrei personalizzare il documento in modo che sia chiaro che è provvisorio. Come posso fare?

Con il modulo bilancio, puoi modificare il piè di pagina dei documenti inserendo un testo diverso da quello proposto o puoi decidere di ometterlo completamente.

La gestione del piè di pagina è da sempre presente nella maschera ”Selezionare le opzioni di stampa”. È anche possibile modificare l’intestazione.

Caso pratico: Acconto Iva 2017 per contabilità separate (14/12/2017)

Devo determinare l’acconto Iva dovuto per una ditta che ha contabilità separate ai fini Iva, come previsto dall’art. 36 del DPR 633/72. Quali sono i passaggi da seguire per determinare l’importo da versare con il software Contabilità GB?

Siamo in prossimità della scadenza del versamento dell’Acconto Iva 2017, che ricordo essere il 27 dicembre. Come va gestito il calcolo dell’Acconto per una ditta che ha contabilità separate con periodicità Iva uguale? Vediamo attraverso un esempio pratico come è necessario procedere.

Nel caso di ditta con contabilità separate ai fini Iva, che hanno la stessa periodicità di versamento, il calcolo dell’acconto Iva da versare nel mese di dicembre deve essere gestito nel codice attività che in anagrafica ditta è stato indicato con “Principale”.

Anagrafiche: importare i dati da file telematico(15/12/2017)

Con GB creare le anagrafiche delle ditte all’interno del software è molto facile e veloce, basta munirsi di un semplice tracciato telematico nel quale sono presenti i dati anagrafici dei soggetti e/o società.

L’importazione dei dati anagrafici da file telematico è una funzione che permette di velocizzare il lavoro dei nostri clienti, ma soprattutto di coloro che decidono di acquistare il software GB, in quanto in questa maniera è possibile creare in automatico tutte le anagrafiche delle ditte.

Con la newsletter di oggi vediamo i passaggi da eseguire per una corretta importazione dei dati anagrafici da file telematico.

Leggi gli articoli completi sul sito ufficiale del software contabile fiscale INTEGRATO GB, prodotto da GBsoftware S.p.A.

Sicurezza gru: la nuova norma UNI sulle situazioni di pericolo

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende, Industria

Per far sì che le condizioni di lavoro siano ottimali è importante osservare le disposizioni normative vigenti, ma lo è altrettanto restare costantemente aggiornati sulle nuove norme che disciplinano la materia sicurezza nei diversi settori. Un concetto questo che è da intendere anche nell’edilizia, un settore per il quale sono obbligatorie e indispensabili le verifiche periodiche attrezzature di lavoro, come ad esempio gli apparecchi di sollevamento.

E proprio in riferimento a questa particolare strumentazione di lavoro, vogliamo soffermarci su una nuova norma riguardante specificatamente le gru e i sistemi di gru, ovvero la UNI EN 16851:2017. In vigore dallo scorso 23 marzo, questa norma si applica a gru e sistemi di gru le cui strutture sono realizzate in acciaio o alluminio, escluse strutture in alluminio contenenti giunti saldati.

In particolare, la UNI EN 16851:2017 riguarda sistemi di gru leggere (sia sospesi che autoportanti), gru a bandiera su colonna e gru a bandiera a mensola, mentre non è applicabile ad altre tipologie di gru per le quali esistono norme specifiche come EN 15011 o EN 14985. Ma quali sono le indicazioni da essa fornite? Questa norma suggerisce i requisiti per tutti i pericoli significativi, le situazioni pericolose e gli eventi rilevanti per le gru, se utilizzati come previsto e nelle condizioni previste dal fabbricante.

Sono tuttavia escluse altre situazioni di pericolo, ovvero i rischi specifici derivanti da atmosfere potenzialmente esplosive, radiazioni ionizzanti, funzionamento in campi elettromagnetici al di là della gamma della EN 61000-6-2 e funzionamento nel settore farmaceutico o nell’industria alimentare, non coperti dalla norma europea in questione. È importante sottolineare, inoltre, che la UNI EN 16851:2017 non include i requisiti per il sollevamento delle persone e che la sua applicabilità interessa le gru prodotte dopo la data di approvazione da parte del CEN della presente norma europea.

A salvaguardare l’integrità fisica dei lavoratori in un cantiere ci pensa Normatempo Srl, organismo di ispezione abilitato ad effettuare verifiche periodiche di sollevamento persone e materiali non azionati a mano ed elementi a pressione, nonché verifica impianti di messa a terra ai sensi del DPR 462/01.

Alessandro Profumo: il commento a caldo dopo la nomina come AD di Leonardo

Scritto da apdepartmentonline il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia, Industria

Le prime dichiarazioni di Alessandro Profumo, nominato AD di Leonardo nel maggio 2017: l’attenzione del manager si concentrerà verso la valorizzazione delle risorse, la gestione dei mercati esteri e la solidità finanziaria ed economica del gruppo.

Alessandro Profumo nominato AD di Leonardo

Leonardo: le prime parole dell’AD Alessandro Profumo dopo la nomina

Dallo scorso maggio alla guida di Leonardo, Alessandro Profumo ha il compito di curarne ulteriormente la crescita sui mercati esteri, come ha indicato mesi fa il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan rispondendo a chi gli chiedeva i motivi della designazione del manager. “Sono onorato dell’incarico che mi è stato assegnato e ringrazio gli azionisti e il Consiglio di Amministrazione per la fiducia che mi è stata accordata” aveva commentato al momento del conferimento del mandato Alessandro Profumo, aggiungendo di essere “consapevole della grande responsabilità che comporta guidare una realtà come Leonardo, campione dell’alta tecnologia e ai vertici del settore Aerospazio, Difesa e Sicurezza nel mondo”. Nelle sue prime dichiarazioni come Amministratore Delegato del gruppo, il manager aveva inoltre posto l’attenzione sulla capacità di Leonardo di attrarre e coltivare i migliori talenti in ambito tecnico-ingegneristico: valorizzandola ulteriormente, si potrà mantenere elevato il livello d’eccellenza di prodotti e tecnologie, perché “la competizione internazionale si basa sempre più sul capitale umano, sulla conoscenza e sulla capacità di entrare in sintonia con i propri clienti, fornendo loro soluzioni sostenibili e adatte alle loro richieste”. Senza dimenticare la solidità finanziaria ed economica e l’obiettivo di partenza: “Leonardo è oggi un’azienda solida, con tutte le caratteristiche necessarie per competere al meglio sui mercati globali rafforzando il posizionamento nei vari settori”.

Leonardo: il ritratto professionale dell’AD Alessandro Profumo

Originario di Genova, Alessandro Profumo si forma a Milano, città in cui si trasferisce con la famiglia quando è ancora molto giovane. Segue studi umanistici al liceo classico Manzoni e successivamente decide di intraprendere un nuovo percorso in ambito economico iscrivendosi all’università Bocconi. Il 1977 ne segna l’ingresso in Banco Lariano, dove per dieci anni si distingue nell’area affari e in quella esecutiva. Dopo diverse esperienze in McKinsey & Company e in Bain, Cuneo e associati (oggi Bain & Company), nel 1991 il manager diventa Direttore Centrale in gruppo RAS. Tre anni dopo entra in Credito Italiano: inizialmente Condirettore Centrale, cresce professionalmente diventando Direttore Generale nel 1995 e Amministratore Delegato nel 1997. Nel 1998 assiste alla nascita del gruppo Unicredit: ne assume la guida curandone in seguito l’integrazione con il gruppo tedesco HVB e arrivando nel 2007, dopo la fusione tra Unicredit e Capitalia, a dirigere uno dei più grandi gruppi bancari di tutta Europa. Nel 2011 viene nominato Presidente di Appeal Strategy & Finance, società di consulenza strategica e finanziaria internazionale di cui è anche azionista. Dal 2012 Presidente del nuovo Consiglio d’Amministrazione del Monte dei Paschi di Siena, ricoprirà la stessa posizione in Equita SIM (2015-2017) prima di passare a Leonardo come AD del gruppo. Ad Alessandro Profumo sono state attribuite le onorificenze di Cavaliere del Lavoro (2004) e di Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2005). Il manager nel corso della sua carriera ha inoltre operato come Vicepresidente di ABI.

Progetti in Oriente per il Gruppo Varvel

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Industria

Il processo di internazionalizzazione di Varvel non conosce battute d’arresto e guarda con sempre maggiore interesse al mercato dell’Iran, ricco di potenzialità ancora da esplorare  

Da parecchi anni il Gruppo Varvel, specializzato nella progettazione, realizzazione e commercializzazione di sistemi di trasmissione di potenza made in Italy, ha intrapreso un processo di internazionalizzazione volto a fare conoscere ai mercati di tutto il mondo la qualità delle soluzioni tecnologiche offerte. Dal 1955, anno della fondazione, l’azienda è riuscita a costruire una fitta rete globale di relazioni che le permette di essere presente in oltre 60 Paesi.

Emblematico è il caso dell’Iran, Paese che si è rivelato una destinazione strategica con grandi potenzialità per il mercato della meccanica di precisione. Grazie al supporto della rete distributiva locale, in particolare negli ultimi 2 anni, il Gruppo ha potuto farsi conoscere nel territorio e presentare la qualità e la versatilità della gamma ai costruttori di macchinari impiegati principalmente nell’allevamento avicolo e nel settore ceramico.

Per fortificare la propria presenza, negli ultimi mesi Varvel ha partecipato a due delle più importanti esposizioni dedicate all’industria in Iran. La prima è CeramTech, fiera internazionale per la tecnologia applicata al settore ceramico che si è tenuta a Isfahan dal 6 al 9 settembre a cui Varvel ha partecipato per la prima volta con ottimi risultati. A seguire è stata la volta di IInEX, International Industry Exhibition, manifestazione dedicata all’industria dei macchinari per la lavorazione dei metalli e la movimentazione dei materiali che si è tenuta dal 6 al 9 ottobre a Teheran a cui quest’anno l’azienda ha preso parte per la seconda volta registrando un notevole incremento di visite allo stand, a testimonianza del positivo riscontro del pubblico locale.

La conoscenza del contesto produttivo e l’interesse dei produttori locali spingono il Gruppo Varvel a puntare sullo sviluppo in Iran non soltanto nei già trattati settori dell’industria ceramica e dell’allevamento avicolo, ma anche nella lavorazione dei metalli, nelle tecnologie per il Food & Beverage e nel packaging: sono tutte aree di specializzazione in cui le soluzioni tecnologiche di Varvel, ampiamente collaudate e apprezzate a livello internazionale, risultano ideali per soddisfare le richieste di un mercato in grande crescita come quello iraniano.

“La qualità del nostro prodotto ha sempre rappresentato l’elemento distintivo del nostro brand, un pregio molto riconosciuto in tutto il mondo: sappiamo di poter costruire su questo nostro punto di forza un lungo percorso di sviluppo senza confini” dichiara Francesco Berselli, Presidente del Gruppo Varvel e primo promotore del processo di internazionalizzazione.

“Varvel ha tutte le intenzioni di proseguire con l’ampliamento dello sviluppo di aree in forte crescita ed il consolidamento della propria presenzain paesi come l’Iran, rappresentando con orgoglio il valore della produzione meccanica italiana anche in Asia. Siamo infatti consapevoli che quest’area geografica è ancora ricca di potenziale da esprimere e, grazie alla risposta molto positiva dei produttori locali, crediamo di poter riuscire anche in questa impresa” commenta Mauro Cominoli, Direttore Generale di Varvel. 

 

Varvel SpA – Via 2 Agosto 1980, 9 – Loc. Crespellano, 40053 Valsamoggia (BO) – Italy – Tel. +39 051 6721811 – Fax +39 051 6721825 – varvel@varvel.com
Ufficio Stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna – Tel. 0514450204 – Matteo Barboni – 3496172546 – m.barboni@borderlineagency.com

Gruppo Varvel e Opus Facere – Formazione pratica per il futuro

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Industria

Si conferma la partecipazione del Gruppo Varvel alle attività in programma presso il laboratorio territoriale per l’occupabilità “Opus facere”, iniziativa promossa dal MIUR per innovare la didattica.

Una nuova collaborazione con il mondo della formazione per il Gruppo Varvel, che conferma l’adesione al progetto del laboratorio territoriale per l’occupabilità “Opus Facere – fare per capire”, annunciato lo scorso anno e da poco inaugurato presso l’Opificio Golinelli a Bologna. Lo scopo di questo nuovo polo educativo tecnologicamente avanzato è creare occasioni di incontro fra le scuole e il tessuto produttivo per innovare la modalità di fare didattica all’insegna del principio “imparare facendo”, ovvero apprendere dalla pratica, dal contatto di chi applica conoscenze e strumenti per la soluzione di problemi reali e non solamente teorici.

E così il Gruppo Varvel, con la partecipazione del reparto Ricerca e Sviluppo, realizzerà alcune attività di formazione rivolte ai docenti e agli allievi, con testimonianze dirette su casi reali seguiti nell’attività quotidiana aziendale. In particolare si parlerà dello Smart Gearbox, il riduttore smart in grado di funzionare senza lubrificante: si tratta del nuovo riduttore che ha vinto il bando europeo per piccole e medie imprese dedicato all’innovazione tecnologica Horizon 2020 garantendo all’azienda l’accesso ai fondi comunitari per lo sviluppo del progetto.

Il laboratorio territoriale per l’occupabilità “Opus Facere” vede collaborare otto scuole superiori, due istituti comprensivi e 35 realtà private e pubbliche del territorio di Bologna e punta sui settori più importanti e all’avanguardia che caratterizzano il distretto produttivo: robotica, ICT, nanotecnologie, biotecnologie, prototipazione rapida e produzione digitale.

La realizzazione di un centro d’eccellenza per l’educazione delle nuove generazioni nelle discipline tecniche che caratterizzeranno il futuro dell’economia locale, nazionale e globale risponde in pieno ai valori di un’impresa socialmente responsabile come Varvel, che da anni sostiene la formazione dei giovani e il loro ingresso nel mondo del lavoro.

Francesco Berselli, Presidente di Varvel, e Mauro Cominoli, Direttore Generale, commentano: “L’inizio delle attività dell’Opificio Golinelli inaugura un innovativo approccio all’insegnamento: verrà dato più spazio alla condivisione dell’esperienza, validando le nozioni teoriche con casi concreti ed esercitazioni reali. Con il nostro contributo speriamo di trasmettere ai giovani quelle competenze che soltanto con il lavoro si possono sviluppare, le caratteristiche che ci permettono di fare la differenza di affrontare ogni questione con senso pratico e orientamento al risultato. Così facendo desideriamo creare una nuova ricchezza per i ragazzi che potranno esprimere il loro potenziale nel mondo del lavoro fra qualche anno, forti di nuove competenze e ancora più preparati alla vita professionale.”

Varvel SpA – Via 2 Agosto 1980, 9 – Loc. Crespellano, 40053 Valsamoggia (BO) – Italy – Tel. +39 051 6721811 – Fax +39 051 6721825 – varvel@varvel.com
Ufficio Stampa: Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna – Tel. 0514450204 – Matteo Barboni – 3496172546 m.barboni@borderlineagency.com

Fiera d’Oltralpe per Varvel

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Economia, Industria

Il Gruppo parteciperà a Europack-Euromanut-CFIA, promuovendo l’eccellenza della meccanica di precisione Made in Italy nel mercato francese

Il Gruppo Varvel, dal 1955 specializzato nell’ideazione, nella produzione e nella commercializzazione di riduttori e variatori meccanici di velocità, da anni opera seguendo una strategia volta all’internazionalizzazione, facendo affidamento sulla qualità del suo prodotto e sulla profonda conoscenza dei mercati.

Proprio per questo motivo il Gruppo Varvel partecipa a numerose manifestazioni in tutto il mondo: il prossimo appuntamento è quello di Europack-Euromanut-CFIA, che si terrà a Lione dal 21 al 23 novembre.

Si tratta di un’importante fiera dedicata alle soluzioni proposte per i settori delle lavorazioni industriali, della movimentazione e del confezionamento.

Varvel, che sarà presente presso il padiglione 6 stand G115, esporrà alcuni prodotti della vasta gamma, tra cui le nuove flange quadrate per servomotori e i riduttori più adatti per le applicazioni nelle tecnologie del packaging, uno dei settori più interessanti per lo sviluppo dell’azienda nel mercato francese e, più in generale, internazionale.

La Francia rappresenta uno dei Paesi con grandi potenzialità di sviluppo: l’azienda vuole consolidare la propria presenza nel territorio e fare conoscere ancora meglio la qualità e la versatilità dei prodotti a marchio Varvel, ideali per tutte le applicazioni dell’industria dell’imballaggio in tutti i settori di lavorazione.

A questa manifestazione partecipano oltre 500 espositori e sono attesi circa 12.000 visitatori da tutto il mondo: l’evento si presenta come un ottimo punto di incontro tra domanda e offerta nel distretto manifatturiero più vitale della Francia, snodo logistico strategico in tutta Europa.

“Siamo consapevoli che i nostri punti di forza sono le nostre solide basi e l’eccellenza dei nostri prodotti Made in Italy ed è su queste caratteristiche che Varvel può presentarsi in modo realmente competitivo nello scenario internazionale, sempre più mutevole e sfidante” afferma Francesco Berselli, Presidente del Gruppo Varvel.

Anche Mauro Cominoli, Direttore Generale del Gruppo, commenta: “Lavorare in un contesto internazionale richiede grandi capacità di osservazione e di ascolto, necessarie per cogliere tutte le opportunità che il mercato pone. Partecipare alle fiere più significative per il nostro sviluppo ci permette di confrontarci con i maggiori player del settore, presentare al nostro target le peculiarità che ci contraddistinguono dalla concorrenza e mettere in risalto il valore della ricerca costante di soluzioni di alto livello per qualunque esigenza. Conoscere il mercato per anticiparne i bisogni e fornire risposte in modo tempestivo: questo è il desiderio che ci stimola a lavorare sempre meglio e a sfruttare ogni sfida come un’opportunità di crescita.”

Varvel SpA – Via 2 Agosto 1980, 9 – Loc. Crespellano, 40053 Valsamoggia (BO) – Italy – Tel. +39 051 6721811 – Fax +39 051 6721825 – varvel@varvel.com
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