60 anni di Gruppo PAM: il tram decorato e le altre iniziative

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Gruppo PAM, guidato da Arturo Bastianello, festeggia i suoi 60 anni di attività: per l’occasione, il Pam tram ha rallegrato le vie di Milano, offrendo degustazioni e la possibilità di scattare foto con alcune figuranti vestite in stile anni ’60.

Gruppo Pam

Gruppo PAM: l’iniziativa del tram circolante a Milano

“Pam Tram” è l’iniziativa di Pam Panorama per festeggiare i 60 anni di attività di Gruppo Pam con i cittadini milanesi: la vettura ha attraversato le vie centrali di Milano a ottobre, offrendo un’esperienza ricca di divertimento e degustazioni. Realizzata in collaborazione con le Creative Solutions di IGPDecaux ha ospitato due figuranti vestite in stile anni ’60 che hanno invitato i passanti a salire sul tram, coinvolgendoli nei festeggiamenti. Ogni passeggero ha avuto la possibilità di scattare foto, degustare prodotti a marchio Pam Panorama e partecipare a un aperitivo serale. Ogni partecipante ha inoltre ricevuto un buono sconto e una shopper dedicata al PamTram limited edition. Il tram è soltanto una delle iniziative che il Gruppo PAM, guidato da Arturo Bastianello, ha proposto ai clienti per festeggiare l’occasione. Oltre a IGPDecaux, l’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con l’agenzia Rapport, specializzata in out of home e media buying & planning, e con l’agenzia creativa McCann.

I 60 anni di Gruppo PAM: una storia di qualità, italianità e convenienza

Le iniziative di Gruppo PAM hanno coinvolto le principali piazze italiane nei festeggiamenti per i 60 anni dall’apertura del primo punto vendita, a Padova. La storia del Gruppo guidato da Arturo Bastianello parte dal Veneto e da un’iniziativa vincente di tre imprenditori, alla fine degli anni ’50: in seguito al boom economico nasce l’idea di riunire in un unico luogo i banchi di vendita dei mercati rionali veneziani, seguendo il modello americano di supermarket e dando così vita a un servizio che unisca qualità e prezzi convenienti. È da qui che nasce “Pam”, acronimo di “Più A Meno”. Negli anni Gruppo PAM è cresciuto ed è cambiato seguendo le esigenze dei propri clienti, mantenendo però come obiettivo costante la qualità dei prodotti, la varietà dell’offerta e l’eccellenza della “customer experience” all’interno dei punti vendita, che deve sempre garantire una spesa facile e veloce.

Un futuro senza chiavette USB?

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Tecnologia

In termini di cybersecurity le chiavette USB sono un vero e proprio spauracchio e sono cadute in disgrazia presso numerose aziende. Tuttavia, sbarazzarsene completamente significherebbe utilizzare la rete IT dell’impresa come unico canale per lo scambio di documenti. Un approccio che prevede l’archiviazione delle informazioni all’interno della rete o nel cloud senza alcuna possibilità di trasferimento dall’una all’altra postazione di lavoro tramite dispositivi fisici. Qual è la strategia migliore?

La chiavetta USB: va vietata? 

Sfortunatamente, le chiavette USB sono ancora uno degli strumenti più utilizzati per diffondere virus, a dispetto della costante sensibilizzazione degli utenti sulle più elementari regole di protezione. L’ultimo report di Honeywell offre una panoramica alquanto inquietante per ogni esperto di sicurezza informatica: il 40% delle chiavette USB conterrebbero almeno un file malevolo, di cui il 26% darebbe luogo a problematiche operative. Di fronte agli evidenti rischi di uno strumento ambiguo, è comprensibile perché IBM abbia preso la –controversa – decisione di vietare l’utilizzo delle chiavette USB. Divieto realizzabile? Utile?

Come implementare un tale divieto in un’azienda in cui non è possibile sostituire con dispositivi privi di porte USB l’intero parco PC schioccando le dita? Perquisiamo i dipendenti all’ingresso? Ostruiamo le porte USB con il chewing gum? Mettiamo i desktop formato tower sottochiave? “Nessuno è in grado di tenere sotto controllo tutti i dispositivi USB impiegati in azienda, a meno di monitorare o bloccare in tempo reale qualsiasi macchina connessa alla rete aziendale” afferma Marco Genovese, Network Security Product Manager di Stormshield. Non possiamo neanche rinnegare i nostri istinti: se l’alternativa all’uso delle chiavette risultasse limitante, i dipendenti tornerebbero ad avvalersi dell’opzione più semplice, che sia autorizzata o meno. Utilizzeranno quindi dispositivi USB all’insaputa del reparto IT, intensificando la piaga della “Shadow IT”. Finché comunque la chiavetta non esce dall’azienda di regola va tutto bene. Il problema è che non è quasi mai così. Potrebbe sembrare irrilevante, ma trasferire su un’unità USB delle foto dal proprio computer personale, di solito meno protetto dei PC aziendali, per poterle mostrare ai colleghi è un atto imprudente. Per fare un esempio: Stuxnet, infiltratosi nel 2010 in una centrale nucleare iraniana, proveniva da una chiavetta USB utilizzata privatamente da uno degli ingegneri.

L’alternativa, ossia implementare una rete aperta che garantisca un accesso generalizzato a qualunque risorsa di rete disponendo delle giuste credenziali, permetterebbe ad eventuali cyberattacchi di diffondersi più rapidamente una volta abbattuta la prima linea di difesa. Nonostante i problemi di sicurezza correlati, è oggettivamente difficile evitare del tutto le chiavette USB e aprire la rete o affidarsi esclusivamente al cloud si rivela rischioso, sebbene questa strada risulti particolarmente comoda.

Chiavette USB per rilevare eventuali cyberattacchi?

Per Adrien Brochot, Endpoint Security Product Leader di Stormshield, vietare l’utilizzo delle chiavette USB non è una buona idea. Oltre a privare i dipendenti di un comodo mezzo per scambiare dati all’interno di aziende con reti frammentate e risorse non sempre accessibili direttamente “la chiavetta USB può fungere da allarme”, spiega Brochot. Qualora un’applicazione per il monitoraggio dei sistemi rilevasse che l’unità USB non è più affidabile, tale indicazione potrebbe essere indice di una potenziale minaccia informatica o di un attacco in corso.

Una potenziale soluzione consiste nel dotare i sistemi di un software che tracci i movimenti di una chiavetta USB all’interno di un parco di computer. La chiavetta viene inserita in primo acchito in un terminale antivirus, completamente separato dalla rete, e viene analizzata approfonditamente. Se risulta affidabile può essere liberamente utilizzata all’interno della rete e l’utente può controllare che nessun file sia stato modificato. Tuttavia, non appena vengono trasferiti dati provenienti da un computer non dotato dell’applicazione di monitoraggio, il meccanismo si blocca e l’unità deve essere rianalizzata dal terminale con l’antivirus. Il software di tracking può essere facilmente installato su qualsiasi PC, quindi l’approccio non sarebbe così limitante come potrebbe sembrare.

Il ruolo dell’analisi comportamentale

Un’altra forma di difesa dei terminali degli utenti consiste nell’impiego di soluzioni HIPS (Host Intrusion Prevention System) tra cui Stormshield Endpoint Security. Questa tecnologia è in grado di rilevare qualsiasi tentativo da parte di file o applicazioni malevole di sfruttare vulnerabilità o risorse in modo illecito. Attraverso regole di controllo delle risorse è quindi in grado di bloccare processi dal comportamento anomalo o che risultino alterati. Un sistema molto promettente ma ancora in fase di perfezionamento: alcuni HIPS talvolta non riconoscono attività malevole se queste constano di una successione di azioni multiple che, individualmente, risultano legittime. Le nuove tecnologie EDR (Endpoint Detection and Response) ampliano e affinano la rilevazione di questo tipo di attacchi. “In futuro ci aspettiamo un impiego combinato di HIPS e EDR, grazie a cui non sarà più necessario vietare le chiavette USB”, aggiunge Genovese, “l’idea di IBM di vietare i dispositivi USB è più legata a fattori reputazionali, piuttosto che alla sicurezza informatica. Se qualcuno trovasse una chiavetta USB contenente dati sensibili di un’azienda che fa della cybersicurezza il suo business il danno sarebbe incalcolabile”.


Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo

Il percorso professionale di David Barzazi, Presidente ed AD di Gruppo Green Power S.p.A.

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Professionista che si è formato in diversi settori di mercato, David Barzazi nel 2011 passa a quello energetico e imprime una svolta alla sua carriera, assumendo la carica di Amministratore Delegato di Gruppo Green Power S.p.A.

Davide Barzazi

David Barzazi: il curriculum vitae dell’AD di Gruppo Green Power S.p.A.

Classe 1978, David Barzazi nasce a Venezia e si diploma come tecnico aeronautico. Nonostante la sua formazione sia in ambiti diversi, si interessa da subito ai settori dell’energia e delle telecomunicazioni, mostrando una propensione naturale alla gestione aziendale. Nella prima parte della sua carriera, lavora come Consulente in attività di intermediazione finanziaria e assicurativa, occupandosi delle organizzazioni di vendita. Successivamente, viene nominato Presidente di Cell Shop S.r.l. e di One S.r.l., realtà attive nel comparto della telefonia mobile. Questi anni sono importanti per la definizione di una serie di competenze che gli torneranno utili per il salto professionale. Nel 2011, infatti, viene coinvolto nel progetto Gruppo Green Power S.p.A., diventando il punto di riferimento sia nel contesto amministrativo e finanziario che in quello della gestione tecnica. Come Amministratore Delegato e Consigliere di Amministrazione del Gruppo, David Barzazi guida la giovane realtà nell’AIM della Borsa Italiana. Sotto la sua gestione, la società consegue risultati positivi anche in un momento di forte contrazione economica, viatico alla riconferma nel 2014 come Amministratore Delegato e per la nomina a Presidente nel 2018.

David Barzazi e le tappe della crescita di Gruppo Green Power S.p.A.

Con sede a Mirano, in provincia di Venezia, Gruppo Green Power S.p.A. opera nel comparto della commercializzazione di servizi nel settore delle energie rinnovabili, specializzandosi allo stesso tempo nell’efficientamento energetico indirizzato al mercato domestico italiano. Tra i player più fidati del settore, la società si è distinta negli anni per l’impegno nella salvaguardia ambientale. Dal 2011 passato sotto la guida dei fratelli Christian e David Barzazi, Gruppo Green Power S.p.A. diventa un anno più tardi società per azioni e avvia nel 2013 il call center di telemarketing Bluepower Connecetion S.r.l. Riconosciuta nel 2015 come facente parte dell’Associazione nazionale censimento efficienza energetica (A.N.C.E.E.), costituisce il consorzio GGP, una rete di installatori e fornitori nata per soddisfare le alte aspettative della clientela. Del 2017, invece, è la nascita di Soluzioni Green S.r.l., realtà che ha il suo core business prevalentemente nel comparto dell’efficientamento energetico. Sono gli impianti a energia solare fotovoltaica, i sistemi ibridi, gli accumulatori di energia, le pompe di calore ACS e i sistemi di illuminazione a LED i principali servizi offerti da Gruppo Green Power S.p.A.

Allarme Doxing, ovvero imparare dagli errori

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Preoccupa e crea confusione l’attualissima pubblicazione di dati sensibili di politici e celebrità. Gli esperti di sicurezza G DATA analizzano quanto accaduto e illustrano come proteggersi al meglio da tali divulgazioni.

0rbit è lo pseudonimo dello youtuber che per settimane ha pubblicato in rete dati privati di politici di quasi tutti i gruppi parlamentari, della stessa cancelliera federale oltre a quelli di varie celebrità. Attualmente non sono chiare né le motivazioni di un simile gesto nè le effettive modalità di acquisizione delle informazioni sensibili.

Sebbene la AfD allo stato attuale risulta essere l’unico partito rappresentato in Parlamento non colpito da tali divulgazioni, è chiaro che non si tratta di una reiterazione dell’attacco alla rete del Parlamento tedesco che ha avuto luogo all’inizio del 2018.
Soprattutto la scelta operata dallo youtuber di divulgare le informazioni tramite un falso account Twitter non dà l’impressione di una campagna mirata secondo gli esperti G DATA, tant’è che le informazioni pubblicate non sono state notate da quasi nessuno per ben un mese. Il giovane youtuber si è più verosimilmente limitato ad un “doxing” mirato delle persone colpite, termine che definisce la raccolta e divulgazione in rete, contro la volontà dei soggetti coinvolti, di dati privati tra cui l’indirizzo di casa, recapiti telefonici personali, indicazioni sui figli, numeri di carte di credito, persino copie dei documenti d’identità: informazioni il cui potenziale di abuso risulta particolarmente elevato, ma facilmente reperibili attraverso ricerche dettagliate, senza richiedere attacchi specifici. Si specula in altri casi sulla raccolta di dati presenti sugli account online dei soggetti colpiti a cui lo youtuber può essersi procurato accesso grazie a leaks già noti, favorito dall’uso dei malcapitati di password insicure o reiterate su più piattaforme.

Come proteggersi dal doxing?

1)  Autenticazione a due fattori: al giorno d’oggi, accontentarsi di un login basato su una sola password è davvero vecchio stile oltre che rischioso: accade infatti ripetutamente che password presumibilmente segrete vengano “smarrite” da operatori poco attenti o mal protetti. Ad esempio, in rete circolano ancora milioni di password derivanti dall’attacco hacker che colpì Dropbox del 2012: è in pericolo quindi chi utilizza la stessa password su più piattaforme o chi, da allora, non ha provveduto a crearne una nuova. L’autenticazione a due fattori richiede, oltre alla singola password, l’inserimento di un codice temporaneo che appare sullo smartphone o di uno speciale dispositivo collegato al computer.

2)  Verificare l’integrità della password: sono diversi i servizi che aiutano a verificare se un account è stato soggetto ad attacchi e divulgazione di dati. Tra questi HaveIBeenPwned o Identity Leak Checker sono i più gettonati. Da qualche tempo chi utilizza il browser Firefox può venire informato riguardo a eventuali problemi.

3)  Googlare regolarmente il proprio nome: in questo modo, è possibile capire quali sono le informazioni personali condivise in rete, verificarne la correttezza e constatare se l’eventuale presenza di dettagli sia voluta o meno.

4)  Beneficiare del GDPR: il regolamento generale sulla protezione dei dati personali prevede, in base a precise condizioni, il diritto di richiedere la cancellazione dei dati o di predisporre correzioni, qualora fornitori di servizi online pubblicassero informazioni false o obsolete sulla propria persona.

5)  Disattivare i cookies di terzi: sul web i cookies sono uno strumento utile, per salvare ad esempio impostazioni su un sito web come la dimensione del carattere utilizzata. Tuttavia, i cookies di terzi, come quelli delle reti pubblicitarie, possono raccogliere numerose informazioni sull’utente in merito a siti consultati o precisi interessi. Molti siti web offrono la possibilità di adattare le impostazioni dei cookies in modo specifico, in alternativa è possibile cancellarli regolarmente.

6)  Verificare le autorizzazioni delle app: Sono ormai numerose le autorizzazioni richieste dalle app per smartphone e dare il consenso in effetti presenta spesso diversi vantaggi. Basti pensare a Whatsapp, dove caricando la rubrica è possibile identificare i contatti dotati della stessa applicazione – pratica discussa a livello di legislazione sulla protezione dei dati. Vale la pena comunque prestare attenzione quando si installano nuove applicazioni. Perché ad esempio una app “torcia” dovrebbe poter accedere alla mia posizione?

Per proteggersi da software dannosi e amministrare le autorizzazioni delle app è opportuno dotarsi di soluzioni per la sicurezza mobile, come G DATA Internet Security per Android

7)  Attenzione alle mail: molti utenti sanno che non si dovrebbero aprire gli allegati provenienti da mittenti sconosciuti. La posta elettronica però presenta ulteriori pericoli: i cybercriminali possono infatti nascondere software dannosi o pixel di monitoraggio, anche nelle immagini integrate in mail recapitate in formato HTML, entrambi consentono loro di reperire informazioni sugli utenti. Sarebbe quindi consigliabile inviare e ricevere mail solo in formato testo e disattivare il caricamento automatico delle immagini.


GDATA

Fondata nel 1985 a Bochum, G DATA vanta una storia di oltre trent’anni nella lotta e prevenzione contro le minacce informatiche ed è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT, insignite di numerosi riconoscimenti per la qualità della protezione fornita e l’intuitività d’uso.
G DATA produce e commercializza soluzioni di sicurezza totalmente aderenti alle normative europee sulla protezione dei dati. Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza per le imprese, dalle micro alle grandi aziende, e applicazioni rivolte all’utenza consumer.
Particolarmente legata al territorio la sede italiana si trova a Bologna e patrocina il Teatro Comunale di Bologna oltre a diversi eventi volti all’accrescimento culturale e all’aggregazione sociale tra cui mostre e corsi presso istituti scolastici per favorire un uso consapevole del web e dei social media.
Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it

DISTRIBUTION tech con Orange Electronics Europe

Scritto da Zagor il . Pubblicato in Automobili, Aziende

DISTRIBUTION tech, sito di accessori auto ed attrezzatura officina, ha iniziato nel 2015 una collaborazione con Orange Electronics con i primi sensori TPMS messi in vendita sul sito, alla fine del 2018 i prodotti a catalogo sono più di 500  tra sensori singoli e kit.

Orange Electronics Europe supporta in modo preciso efficiente e rapido il nostro lavoro fornendo prodotti di ottima qualità, un supporto tecnico di prim’ordine ed una disponibilità e cortesia senza eguali che si riflette anche sul cliente finale.

Per il 2019 vogliamo continuare e rafforzare questa collaborazione sia commerciale che tecnica. Collaborazione  che ci sta portando a fornire ai nostri clienti sempre più prodotti di casa Orange, sensori e kit TPMS equivalenti agli originali sia per automobili che per alcune moto ed i nuovi kit retrofit che permettono il montaggio di questo utilissimo dispositivo per la Vostra sicurezza su vetture, camper, 4×4, mezzi commerciali leggere ed anche alle moto.

Per qualunque esigenza sui sensori TPMS avete la nostra completa disponibilità, vi forniremo sia un supporto tecnico (possiamo codificare e clonare sensori di tutte le vetture)  che commerciale, fornendo il sensore Orange più adatto alle Vostre esigenze.

DISTRIBUTION tech sempre presente sulla sicurezza e sulle nuove tecnologie.

Per info: info@distributiontech.it

Assistenza tecnica: assistenza@distributiontech.it

Graffiatoio per gatti: costruirne uno è facile!

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Se avete voglia e un po’ di tempo per costruire un tiragraffi per il vostro amato gatto dotatevi della giusta attrezzatura e di tanta buona volontà per creare il modello ad hoc. Con pochi materiali riciclati potete realizzare un bellissimo graffiatoio per gatti e far felice il vostro animale. In più evitate danni e pericolo ai vostri mobili o oggetti personali. Il gatto si abituerà al suo nuovo spazio e potrà giocare e divertirsi in un ambiente tutto suo. Cosa serve? Oltre al tempo e alla buona volontà servono alcuni strumenti: forbici, viti, tessuti, gomitoli, martello, colla, ripiani e tutto il materiale che pensate possa essere utile per realizzare il vostro modello. Riflettete bene prima di cominciare i lavori. Cominciate con il considerare le misure; poi preparate le colonne (scegliete voi quante!) e fissate la colla, rivestite il tutto e unite le colonne fissandole. Rivestite il primo piano di gommapiuma e fissate al meglio le colonne allineando bene la base. Anche l’idea di una vera e propria casetta non è male! Anche in questo caso potete farlo con materiali riciclati (tessuti, gomitoli, ripiani di vecchi mobili e così via …). Risulta molto importante che la vostra “costruzione” sia solida e robusta. Se avete dubbi su quale modello optare leggete recensioni e pareri di chi già ha provato a realizzarlo. Se riscontrate difficoltà considerate l’opportunità di acquistarne uno nuovo, i costi sono davvero irrisori.

Daiichi Sankyo Europe: accordo per la commercializzazione in Europa di acido bempedoico/ezetimibe

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Aziende, Salute

Daiichi Sankyo Europe commercializzerà le formulazioni orali di acido bempedoico e della associazione acido bempedoico/ezetimibe in Europa e Svizzera.

Roma, 8 gennaio 2019 – Daiichi Sankyo Europe ha stretto un accordo di licenza esclusiva con Esperion Therapeutics (NASDAQ: ESPR) per la commercializzazione delle compresse di acido bempedoico e della associazione fissa acido bempedoico/ezetimibe, nell’area economica europea e in Svizzera. Daiichi Sankyo Europe si occuperà della commercializzazione in questi territori, mentre Esperion sarà responsabile della produzione e dello sviluppo di questo inibitore orale dell’adenosina trifosfato (ATP) citrato liasi (ACL) in monosomministrazione giornaliera che riduce il colesterolo e la sintesi degli acidi grassi nel fegato. L’accordo rafforzerà il portfolio cardiovascolare di Daiichi Sankyo in Europa e sfrutterà le sinergie create nella commercializzazione dell’anticoagulante orale in monosomministrazione giornaliera LIXIANA® (edoxaban) e dell’antiaggregante in monosomministrazione giornaliera Efient® (prasugrel).

Vi è una significativa necessità di ulteriori opzioni di trattamento per l’elevato numero di pazienti in Europa con ipercolesterolemia che non raggiungono il livello ottimale di colesterolo LDL. Anche nei pazienti ad altissimo rischio, solo il 32% raggiunge il livello target di C-LDL, e ciò è particolarmente vero per i pazienti che sperimentano reazioni avverse ai farmaci a base di statine e sono così costretti ad assumerne solo alla massima dose tollerata o addirittura a non prenderne affatto. L’acido bempedoico è un profarmaco che richiede l’attivazione da parte della acil-CoA sintetasi-1, enzima assente nel tessuto muscolare, e quindi non presenta il rischio potenziale di reazioni avverse a carico dei muscoli associato alla terapia con statine. L’acido bempedoico può essere usato in associazione con altri farmaci ipolipemizzanti e offrirà un’opzione orale, in monosomministrazione giornaliera, per i pazienti che non raggiungono il target di C-LDL.

Il robusto programma di sviluppo che ha valutato l’efficacia e la sicurezza dell’acido bempedoico è stato completato nell’ottobre 2018. Gli studi di fase 2 e di fase 3 sono stati condotti su quasi 4.800 pazienti; circa 3.100 sono stati trattati con acido bempedoico e hanno ottenuto una riduzione di C-LDL fino al 30% se utilizzato in monoterapia e fino al 48% se in associazione con ezetimibe. I risultati dimostrano che l’acido bempedoico è ben tollerato e ne confermano l’efficacia su un lungo periodo di tempo. La frequenza di eventi avversi osservati durante il trattamento, di eventi avversi a carico dei muscoli e di interruzioni della terapia, è risultata sovrapponibile nel gruppo trattato con acido bempedoico e in quello trattato con placebo.

“Siamo molto lieti di annunciare questo accordo di licenza commerciale per l’acido bempedoico, un trattamento innovativo che affronterà un importante bisogno insoddisfatto per i pazienti che non raggiungono il livello ottimale di colesterolo LDL ed hanno opzioni terapeutiche limitate” dichiara Rodney Smith, ricercatore e capo del Medical Affairs di Daiichi Sankyo Europe. “Il team di Esperion ha condotto un programma di sviluppo robusto e di alta qualità su 4.000 pazienti dimostrando che l’acido bempedoico è un’opzione terapeutica efficace e ben tollerata. Ciò supporta la nostra grande fiducia in questo prodotto che completa e rafforza il nostro attuale portfolio cardiovascolare, costruito sul successo di LIXIANA®”, aggiunge Benoit Creveau, capo del dipartimento del Marketing Cardiovascolare di Daiichi Sankyo Europe.

Secondo i termini dell’accordo, Daiichi Sankyo Europe verserà a Esperion un anticipo di 150 milioni di dollari, a cui aggiungerà versamenti successivi, inclusi 150 milioni di dollari sulle prime vendite commerciali e royalties. Il totale di queste tranche potrebbe potenzialmente arrivare fino a 900 milioni di dollari.

“Siamo molto felici di collaborare con Daiichi Sankyo Europe per rendere l’acido bempedoico l’opzione di trattamento ipolipemizzante preferita dopo le statine, sia per i pazienti che per i medici europei. Daiichi Sankyo Europe, con la sua organizzazione commerciale composta da 1000 dipendenti dedicati all’area cardiovascolare, vanta una serie di successi nella vendita di farmaci, incluso quello del suo anticoagulante orale LIXIANA®, che hanno come target gli stessi specialisti a cui è rivolto l’acido bempedoico”, dichiara Tim Mayleben, presidente e CEO di Esperion. “Questo accordo rappresenta il primo passo nell’evoluzione di Esperion, da pioniera ad azienda commerciale di successo”.

Esperion ha completato il suo programma di sviluppo di Fase III di acido bempedoico in monosomministrazione ed associato ad ezetimibe nell’ottobre 2018. La società prevede di presentare le domande di autorizzazione all’immissione in commercio alla Food and Drug Administration (FDA) durante il primo trimestre del 2019 e all’Agenzia europea per i medicinali (EMA) durante il secondo trimestre del 2019. Le decisioni sull’ approvazione da parte della FDA e dell’EMA sono attese nella prima metà del 2020. CLEAR Outcomes, il trial globale sull’acido bempedoico e gli eventi cardiovascolari, è attualmente in corso e i dati sulla riduzione del rischio cardiovascolare sono attesi nel 2022.

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Associazione Acido Bempedoico / Ezetimibe
L’associazione di acido bempedoico e ezetimibe è una terapia non-statinica, disponibile per via orale (compresse), in monosomministrazione giornaliera, per ridurre i livelli di C-LDL, mediante i meccanismi di azione complementari di inibizione della sintesi del colesterolo (acido bempedoico) e inibizione dell’assorbimento del colesterolo (ezetimibe). L’inibizione dell’adenosina trifosfato (ATP) citrato liasi (ACL) da parte dell’acido bempedoico riduce la biosintesi del colesterolo e riduce il C-LDL agendo sul recettore LDL. L’inibizione del gene NPC1L1 (Niemann-Pick C1-Like 1), grazie a ezetimibe, si traduce in un ridotto assorbimento del colesterolo dal tratto gastrointestinale che, di conseguenza, riduce l’apporto di colesterolo al fegato, con effetti conseguenti sui recettori LDL. I dati di Fase III hanno dimostrato che questa associazione ben tollerata determina una riduzione del 35% del C-LDL quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, una riduzione del 43% del C-LDL quando usato in monoterapia, e una riduzione del 34% della proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hsCRP). La frequenza di eventi avversi osservati durante il trattamento, di eventi avversi a carico dei muscoli e di interruzioni del trattamento, è risultata sovrapponibile nel gruppo trattato con acido bempedoico e in quello trattato con placebo.

Acido Bempedoico
Con un meccanismo d’azione mirato, l’acido bempedoico è il primo farmaco appartenente alla classe degli inibitori dell’(ATP) citrato liasi (ACL), orale, in monosomministrazione giornaliera, che riduce la biosintesi del colesterolo e degli acidi grassi e riduce il C-LDL agendo sul recettore LDL. Come le statine, l’acido bempedoico riduce anche la proteina C-reattiva ad alta sensibilità (hs-CRP), un marcatore chiave dell’infiammazione associato alla malattia cardiovascolare.5 L’acido bempedoico è un profarmaco che è attivato dalla acil-CoA sintetasi a catena molto lunga-1 (ACSVL1). Inoltre, è stato dimostrato che l’assenza di ACSVL1 nel muscolo scheletrico permette all’acido bempedoico di non provocare la miotossicità associata alla terapia con le statine.Destinazione non trovata! Gli studi di fase II e di fase III condotti su quasi 4.800 pazienti, con circa 3.100 pazienti trattati con acido bempedoico, hanno messo in evidenza una ulteriore riduzione del colesterolo LDL del 20% quando utilizzato con statine alla massima dose tollerata, fino al 30% quando utilizzato in monoterapia, e una riduzione del 35% in associazione ad ezetimibe se usato con statine alla massima dose tollerata, e fino al 48% di C-LDL in associazione ad ezetimibe senza somministrazione concomitante di statine.5

L’effetto dell’acido bempedoico sulla morbilità e mortalità cardiovascolare non è stato ancora determinato. Esperion ha avviato uno studio globale sugli eventi cardiovascolari, al fine di valutare gli effetti dell’acido bempedoico sulla frequenza di eventi cardiovascolari maggiori in pazienti con malattia cardiovascolare o ad alto rischio, che non tollerano neanche la più bassa dose giornaliera di statine approvata, e dunque sono considerati “statino-intolleranti”. Il trial – noto come CLEAR Outcomes – è uno studio event-driven, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo che prevede l’arruolamento di circa 12.600 pazienti con ipercolesterolemia ad elevato rischio di malattia cardiovascolare, in oltre 1.000 centri distribuiti in circa 30 Paesi.

FonteDaiichi Sankyo Europe

Cerca tubi acqua

Scritto da letizia wd il . Pubblicato in Aziende

Carlesi Strumenti

Carlesi strumenti è una azienda che da molti anni si occupa della distribuzione, vendita e noleggio di articoli per professionisti nel campo delle misurazioni. Questi dispositivi sono fondamentali per garantire la sicurezza dei lavoratori e il rispetto delle normative di legge. Carlesi Strumenti è garanzia di qualità. Ogni prodotto che potrete trovare nel catalogo di vendita dell’azienda è di facile utilizzo e perfetto anche per chi approccia per la prima volta una professione e ha bisogno di sicurezza e facilità di uso.

Cerca tubi acqua

Tra i numerosi attrezzi di misurazione fondamentali per la professione ci sono i cerca tubi. Un dispositivo cerca tubi acqua è fondamentale per ogni lavoratore professionista che si occupa lavorazioni edili e ristrutturazioni di ogni genere. La possibilità di monitorare la presenza di tubi o meno nella parete da forare o da demolire rappresenta un bel vantaggio ed evita di commettere errori che comporterebbero dei gravi danni. Infatti un danno alle tubature dell’acqua durante un lavoro di muratura può risultare molto costoso e non facile da riparare. Per non parlare della conseguente perdita di tempo che la riparazione comporterebbe. Ecco quindi spiegato il motivo per cui questo strumento è fondamentale per molti professionisti.

Presso il punto vendita Carlesi Strumenti, e sul sito web possiamo trovare numerosi modelli che possono soddisfare le esigenze più diverse. Tecnologie laser a banda larga consentono grandi prestazioni e precisione millimetrica. Gli strumenti sono in grado di distinguere i vari materiali e il loro spessore, fino ad indicare con precisione la profondità nel quale si trovano nella parete.

Alcuni cerca tubi sono in grado di memorizzare i dati ottenuti e importarli e condividerli con altri dispositivi. Tramite porta USB o tecnologia Bluetooth infatti è possibile conservare i dati raccolti per tenere traccia delle misurazioni.

Per avere maggiori informazioni riguardo i prodotti della Carlesi Strumenti vi invito a contattarci o visualizzare i prodotti sul sito web.

D385: il nuovo top di gamma della serie D3xx di Snom

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Berlino – Snom, specialista berlinese della telefonia IP, presenta il D385, nuovo telefono IP di punta della serie D3xx, iniziando il 2019 all’insegna dell’innovazione. Il raffinato terminale IP premium da tavolo dispone di un display a colori di 4,3 pollici ad alta risoluzione inclinabile, che consente di visualizzare immagini e informazioni predefinite come il logo aziendale e l’utente che utilizza il terminale in quel momento. Il D385 integra altresì uno schermo paperless che mostra diverse opzioni e lo status dei 12 tasti funzione configurabili attraverso indicatori bicolore.

Concepito per uffici direzionali, l’elegante D385, ultima novità della serie D3xx di Snom, presenta tutte le caratteristiche avanzate di un telefono IP aziendale, combinandole ad un design all’ultimo grido. Dotato di una tastiera di stile europeo leggermente inclinata, permette di comporre qualsiasi numero in modo semplice e rapido. Inoltre, il terminale dispone di un pulsante di navigazione quadridirezionale di ultima generazione e piacevole al tatto per un utilizzo efficace del menu.

Dodici sono i tasti funzione fisici con etichettatura automatica utilizzabili in 4 diverse modalità (quindi in totale 48), che offrono rapido accesso a funzioni di uso comune tra cui la selezione di un contatto specifico, la composizione rapida e la  ricomposizione di un recapito telefonico, l’inoltro di chiamata e lo stato di presenza dell’utente (ad esempio “non disturbare”). Il telefono IP D385 è espandibile con il modulo di estensione D3 tramite porta USB, che non solo aggiunge al terminale ulteriori 18 tasti LED configurabili e un ulteriore display ad alta risoluzione retroilluminato ma contribuisce anche al favoloso design del nuovo modello top di Snom grazie al profilo inclinato.

Lo Snom D385 con display da 4,3” in alta risoluzione e secondo schermo paperless

Numerose le caratteristiche che fanno del D385 un prodotto particolarmente versatile: lo switch Gigabit a due porte (IEEE 802.3) permette la connessione contemporanea di più dispositivi e la porta USB ad alta velocità consente l’utilizzo di un adattatore Wi-Fi per una maggiore flessibilità di collocazione del dispositivo. Inoltre, tramite presa USB, l’utente può avvalersi di adattatori DECT come lo Snom A230, combinati ad auricolari DECT, come lo Snom A170. Grazie al Bluetooth integrato anche collegare cuffie wireless di terzi risulta molto semplice.

Il processore di segnale digitale (DPS) assicura una qualità audio cristallina in altissima definizione (HD wideband), anche in modalità vivavoce.

Oltre a fruire dello standard di alimentazione elettrica tramite ethernet (PoE ISEE 802.3af, Class 3), che riduce il numero di cavi utilizzati semplificando l’installazione, il nuovo terminale di Snom è conforme ai più moderni standard di sicurezza come TLS & SRTP, Dual Stack IPv4/IPv6 e supporta la connessione tramite VPN.

Lo Snom D385 è disponibile in Italia a partire da subito al prezzo di listino raccomandato di € 270 IVA esclusa.


Chi è Snom 

Leader su scala mondiale e marchio premium di innovativi telefoni VoIP professionali di livello enterprise, Snom fu fondata nel 1997 e ha sede a Berlino. Pioniere del VoIP, Snom lancia il primo telefono IP al mondo nel 2001. Oggi, il portafoglio di prodotti Snom è in grado di soddisfare qualsiasi esigenza di comunicazione presso aziende di ogni ordine e grado, call center, nonché in ambienti industriali con particolari requisiti di sicurezza.
Sussidiaria di VTech Holdings Limited dal 2016, Snom conta uffici commerciali dislocati in Italia, Regno Unito, Francia e Taiwan, vantando altresì una reputazione internazionale eccellente nel mercato del Voice-over-IP. L’innovazione tecnologica, l’estetica del design, la semplicità d’uso e un’eccezionale qualità audio sono solo alcune delle caratteristiche che distinguono i rinomati prodotti Snom. L’attuale gamma di prodotti Snom è universalmente compatibile con tutte le principali piattaforme PBX ed è stata insignita di numerosi premi in tutto il mondo da esperti indipendenti.
Ingegnerizzate in Germania, le soluzioni IP di Snom rappresentano la scelta perfetta nei mercati verticali, come la sanità e l’istruzione, dove sono richieste soluzioni specializzate nella comunicazione business, nell’IoT e nelle tecnologie intelligenti.
Per maggiori informazioni su Snom Technology GmbH, si prega di visitare il sito www.snom.com
Per maggiori informazioni su VTech  www.vtech.com

Specchio in ferro battuto artigianale

Scritto da letizia wd il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

MARTELLI ferro battuto si occupa da molti anni di disegnare oggetti di arredamento di ogni genere e forma, anche partendo da un disegno originale. La ditta Martelli produce ogni tipo di complemento d’arredo, dai letti ai cancelli, dalle cornici per gli specchi ai tavoli.

Desideri da sempre un oggetto del tutto unico per arredare la tua casa? Il ferro battuto è il materiale ideale per conferire a interni di ogni tipo un carattere retrò e nostalgico. Questo prezioso materiale inoltre porta con sé le caratteristiche del più antico artigianato, e degli artisti che ne forgiano le diverso forme, dando origine ad oggetti sempre unici e particolarissimi. Gli artigiani di MARTELLI ferro battuto sapranno donare forma ad ogni tua idea.

Specchi in ferro battuto

Lo specchio è un elemento fondamentale in ogni casa, sia per funzionalità che per elemento di arredo. Se vuoi che diventi l’elemento centrale di  una stanza devi optare per una forma particolare e originale. Qualsiasi sia il tuo stile e lo stile della tua casa c’è uno specchio giusto per le tue esigenze e il tuo gusto. Un grande vanto dell’azienda sono i suoi bellissimi specchi. Qualsiasi sia la forma che più desiderate, tondo e elaborato o rettangolare e minimale, i professionisti artigiani sapranno consigliarvi il meglio.Molti sono i disegni già disponibili all’interno del catalogo dell’azienda, ma non c’è limite alla fantasia. Ogni oggetto conserva l’unicità di un prodotto forgiato appositamente per il cliente che lo commissiona.

La scelta non è solo nelle forme ma anche nella eventuale colorazione, la scelta delle vernici può essere davvero molto vasta. Con un oggetto disegnato e forgiato appositamente per la tua casa e che segue totalmente il tuo gusto sarai sicuro di possedere un oggetto davvero originale.

Qualsiasi sia la vostra idea, Martelli ferro battuto sarà in grado di realizzarla. Potrete contare su un servizio veloce e affidabile che esaudirà tutte le vostre richieste. Per maggiori informazioni contattate i nostri professionisti e visitate il sito nel quale potrete visionare le nostre creazioni già realizzate in precedenza.