Reti tra professionisti e imprese: le opinioni di General Cessioni S.r.l. sulla Legge 81/2017

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I professionisti possono presentarsi a gare pubbliche e appalti anche unendosi alle imprese: General Cessioni S.r.l. illustra nelle recensioni il funzionamento della Legge 81/2017, il Jobs Act dei lavoratori autonomi.

General Cessioni

Lavoro autonomo: General Cessioni S.r.l. illustra nelle recensioni le novità della Legge 81/2017

Ai lavoratori autonomi è consentito costituirsi in rete con le imprese oppure riunirsi in consorzi stabili professionali o associazioni temporanee professionali (ATP) per partecipare a gare pubbliche e a appalti. Lo prevede la Legge 81/2017, come rileva General Cessioni S.r.l. nelle sue recensioni. Noto anche come Jobs Act per lavoratori autonomi, il provvedimento dispone quindi che i professionisti non avranno più bisogno di candidarsi a bandi pubblici e privati in qualità di esperti contrattualizzati per conto di una o più imprese, ma potranno farlo direttamente, nella consapevolezza che le loro competenze e il valore professionale sarà determinante ai fini dell’assegnazione. Il contratto di rete consentirà inoltre a più soggetti di unirsi per incrementare potenziale competitivo e capacità innovativa: sarà anche possibile dare vita a un organo di gestione e di un patrimonio comune, non muniti necessariamente di soggettività giuridica. Nelle opinioni di General Cessioni S.r.l. si sottolinea inoltre che i lavoratori autonomi possono accedere ai piani operativi regionali e nazionali avvalendosi quindi dei fondi europei proprio come è consentito alle PMI, a cui vengono equiparati. In questo quadro le Pubbliche Amministrazioni sono tenute ad assicurare l’accesso alle informazioni sulle gare pubbliche a tutti i lavoratori autonomi e ai professionisti che ne vogliono entrare in possesso per potervi partecipare.

Intermediazione aziendale: le modalità operative di General Cessioni S.r.l.

General Cessioni S.r.l. nasce a Milano per supportare imprenditori e proprietari di immobili impegnati a fronteggiare operazioni di compravendita o creazioni di joint-venture e partnership con altre realtà. La società assiste il cliente fornendogli un ventaglio di soluzioni per le sue necessità e, una volta individuata quella più conveniente in termini di tempistiche e costi, lo accompagna in ogni fase di realizzo dell’operazione, fino alla stesura finale dell’atto notarile. General Cessioni S.r.l. si è fatta conoscere su scala internazionale anche per la pubblicazione di recensioni e opinioni su temi legati all’andamento del mercato in cui opera da molti anni: riprese da portali tematici, siti news e testate online, sono l’ulteriore dimostrazione dell’affidabilità e dell’autorevolezza che la società si è conquistata nel tempo.

Attacco KRACK alla cifratura del wifi – ecco cosa c’è da sapere

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Internet, Tecnologia

Non è la prima volta che vengono identificate falle nello standard per le reti wireless. È essenziale installare gli aggiornamenti forniti dai produttori.

Bochum- Lunedì è stato reso noto che la cifratura della stragrande maggioranza delle reti WiFi non è inespugnabile a causa di una vulnerabilità del design della cifratura WPA2, che consente il riutilizzo delle chiavi crittografiche, invece che impedirlo. I ricercatori belgi hanno denominato l’attacco basato su questa vulnerabilità “KRACK”.

Chi può essere colpito?

La vulnerabilità riguarda praticamente tutti i dispositivi che si avvalgono della cifratura WPA2 nella rete wireless, indipendentemente dal produttore. Chi sfrutta tale vulnerabilità può procurarsi accesso al WiFi e quindi a Internet. Nello scenario peggiore l’hacker potrebbe persino manipolare i dati trasmessi sulla rete wireless. Sarebbe quindi possibile sostituire il download di una applicazione legittima con un malware. In base alle informazioni attualmente reperibili, il traffico protetto con il protocollo SSL risulta meno soggetto a tali attacchi.

Dato che però un eventuale malintenzionato deve trovarsi in prossimità della rete wireless che intende attaccare affinché l’attacco vada a buon fine, non ci aspettiamo a breve termine attacchi di massa contro le reti WiFi. Quanto illustrato dai ricercatori è più che altro un “proof of concept”, quindi uno studio sulla fattibilità – prima che venga sviluppato uno strumento effettivamente adoperabile per la conduzione di tali attacchi ci vorrà diverso tempo.

Contromisure

Due i modi per proteggersi:

  • Disattivare il wifi. Una misura però poco praticabile e in taluni casi poco sensata.
  • Utilizzare la VPN con cifratura SSL per tutelare il traffico dati

Cosa possiamo aspettarci?

Nel frattempo i primi produttori hanno sviluppato e rese disponibili le patch di sicurezza necessarie per chiudere la vulnerabilità. Le prime versioni beta di iOS ad esempio contengono già questa patch. Altri produttori dovrebbero seguire a breve. Per alcune distribuzioni Linux tale patch è già disponibile dall’inizio di ottobre, la vulnerabilità non è più sfruttabile di default.

Chiudere questa vulnerabilità non richiede l’acquisto di nuovi dispositivi. È possibile correggerla tramite aggiornamento del firmware. Una volta corretta, il rimedio è retrocompatibile, ossia gli apparecchi che sono stati aggiornati possono ancora comunicare con dispositivi non (ancora) dotati di una patch per la falla di sicurezza. Non appena un produttore rende disponibile un aggiornamento, è possibile scaricarlo tramite l’interfaccia utente web-based del router o direttamente dal sito del produttore. Alcuni router installano gli update automaticamente. Gli utenti di dispositivi mobili dovrebbero altresì verificare se ci sono aggiornamenti per i device utilizzati.

Raccomandiamo fortemente di installare gli aggiornamenti non appena disponibili.

Parallelismi con il passato
Il fatto che la cifratura delle reti wireless presenti vulnerabilità non ci coglie proprio di sorpresa. Sono già state riscontrate e puntualmente chiuse numerose falle di sicurezza nello standard WLAN 802.11 che ormai esiste da 18 anni. I modelli di cifratura obsoleti quali WEP e WPA sono stati progressivamente sostituiti con standard più moderni. Quanto accade al momento è quindi solo la logica conseguenza di quanto si è verificato in passato. Questa non è la prima rivelazione di siffatta natura, né sarà l’ultima.

G DATA è a disposizione degli utenti che desiderano ulteriori ragguagli anche in occasione di SMAU Milano, dal 24 al 26 ottobre pv. stand H09.

Ventilconvettori: prezzi e modelli si confrontano sul web

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Il web rappresenta un’ottima opportunità per la scelta di del convettore più adatto alle vostre esigenze. Scegliere il modello più adatto richiede un po’ di tempo e una ricerca accurata. Fate una lista delle vostre priorità e cominciate a scovare i modelli che più si adattano alle esigenze e poi passate a un confronto qualità/prezzo. Le recensioni e i pareri di chi utilizza il prodotto vi può aiutare a capire se siete sulla buona strada. Le caratteristiche da considerare un convettore ci sono: dimensioni, peso, funzionalità, design, accessori. Ogni aspetto va considerato attentamente per poter trovare un prodotto di qualità, che sia funzionale e pratico. Poter riscaldare o raffreddare un ambiente in poco tempo è molto importante in qualsiasi momento dell’anno. La praticità di questi oggetti consente di utilizzarli molto semplicemente. Ventilconvettori: prezzi e modelli si confrontano, quindi, online dove è possibile trovare una vasta gamma di prodotti, tutti validi e funzionali.

Gruppi continuità, ecco cosa sono e a che servono

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

I gruppi di continuità aiutano a preservare con attenzione e sicurezza qualsiasi dato relativo alla vostra privata e professionale. Questi pratici strumenti sono alla portata di tutti e offrono il grande vantaggio di conservare dati preziosi che altrimenti – in caso di sovraccarico o cortocircuito – potrebbe essere compromessi. Non c’è niente di peggio che perdere dati preziosi, per questo meglio munirsi di uno strumento come questo. I gruppi continuità sono di diverse dimensioni e potenza, naturalmente la scelta del modello giusto dipende dalle vostre necessità. Prima, dunque, di acquistare un modello, fate un elenco delle priorità e poi un confronto qualità/prezzo. Online trovate recensioni ed esperienze di chi già utilizza il prodotto e sa consigliarvi. È opportuno prendersi del tempo prima di decidere quale modello prendere; un gruppo con potenza troppo bassa o troppo alta rispetto alle vostre esigenze può risultare inutile. Voi stessi, dopo aver utilizzato il prodotto per un certo periodo di tempo, potete lasciare dei preziosi feedback in merito in modo da aiutare chi sta cercando un gruppo di continuità.

Giuseppe Guzzetti esprime soddisfazione per l’investimento in F2i

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende, Economia

Giuseppe Guzzetti, Presidente di Fondazione Cariplo e dell’Acri, è molto soddisfatto dell’investimento in F2i , una delle operazioni che ha garantito maggiori ritorni e guadagni.

F2i

Guzzetti: soddisfazione per F2i

Grande soddisfazione per l’investimento in F2i: emerge questo da una dichiarazione a margine di un convegno di Giuseppe Guzzetti, Presidente di Fondazione Cariplo e dell’Acri. Il manager di uno dei principali azionisti del fondo si è infatti speso in parole di elogio per “uno degli investimenti che ci ha reso di più e meglio”. Una conferma degli ottimi risultati raggiunti dalla Società di Gestione del Risparmio guidata dall’Amministratore Delegato Renato Ravanelli. Guzzetti non ha invece risposto alla domanda su Sparkle, controllata del gruppo Tim, in quanto quesito “fuori dalla mia competenza e conoscenza”. In merito al fondo Atlante 2, il Presidente di Cariplo si è detto disposto a collaborare con Sga, la Società per la Gestione di Attività, al controllo dei non performing loans di Veneto Banca e della Banca Popolare di Vicenza. “L’importante”, ha puntualizzato Guzzetti, “è chiedere alla Sga e ad Atlante che cosa abbiano veramente intenzione di fare”.

F2i: genesi, obiettivi e attività

Costituita nel 2007, F2i dà avvio alla creazione del più grande fondo chiuso in Italia e uno dei più importanti a livello europeo. Nata da un progetto condiviso tra primarie istituzioni, istituti di credito, banche d’affari internazionali, fondazioni bancarie e case di previdenza, nell’aprile del medesimo anno istituisce il primo fondo la cui raccolta prevede inizialmente un closing pari a 1,55 miliardi (alla fine 1,85 miliardi). Del 2012 è l’istituzione del secondo fondo, il quale ha superato il target iniziale fissato a 1,2 miliardi di Euro. Guidata dall’Amministratore Delegato Renato Ravanelli e dal Presidente Leone Pattofatto, F2i ha un portafoglio costituito da società che operano in diversi settori di mercato: distribuzione gas naturale (2i Rete Gas), energia rinnovabile (Alerion Clean Power, E2i Energie Speciali, EF Solare Italia), aeroporti (Aeroporto di Bologna, Gesac, Sagat, SEA, So.Ge.A.AL), autostrade (Infracis), TLC (Infracom, MC-Link e KPNQWEST Italia), infrastrutture sociali (KOS), servizio idrico integrato (Mediterranea delle Acque), realizzazione e gestione di infrastrutture e servizi tecnologici (SIA).

Desivero a Torino: la rivoluzione della termoidraulica con un portale digitale dedicato

Scritto da Desivero il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

La prima piattaforma online multicanale di soluzioni per la casa è ora disponibile anche a Torino, con la propria rete di professionisti e tecnici a portata di clic.

Affidabile, sicuro, semplice e innovativo sono le principali caratteristiche di Desivero. Nata nel 2015, Desivero è la prima piattaforma digitale multicanale di termoidraulica, che mette a disposizione personale qualificato per affrontare piccoli e grandi lavori di casa, come ad esempio:

  • Progettazione dei bagni
  • Rinnovo della rubinetteria
  • Installazione di caldaie e impianti di riscaldamento o raffreddamento
  • Manutenzione di impianti di condizionamento

Oltre a queste attività, Desivero è anche specializzato in interventi di emergenza per problemi idraulici improvvisi, gestititi in tempi rapidi e a costi contenuti. D’ora in poi, anche i torinesi potranno beneficiare dei servizi Desidero, grazie alla sua introduzione su tutta l’area metropolitana.

A questo proposito, secondo Nino Piredda, General Manager Desivero, quando è necessario effettuare lavori a impianti idrici e termici, la gestione e il controllo di costi e consumi rappresentano le priorità. Questi desideri si rivelano difficili da realizzare, a meno che non si ci affidi a una figura professionale competente in materia: l’idraulico. Il professionista in questione rischia, tuttavia, di imporre scelte e azioni, senza realmente coinvolgere il cliente, che subisce perciò un processo decisionale, più che esserne protagonista consapevole.

La visione di Desivero è mettere al centro le esigenze del cliente. Per questo motivo, il portale è molto di più di un semplice e-commerce: si rivela un sito di riferimento, intuitivo e di facile consultazione da qualsiasi dispositivo. Navigando al suo interno in totale sicurezza, è possibile trovare un’accurata selezione di prodotti originali dei migliori brand per il bagno, oltre ad un’ampia gamma di servizi per la casa, erogati e garantiti dall’azienda stessa.

Grazie a un innovativo strumento di visualizzazione in tempo reale, il cliente può giocare con le diverse combinazioni di stile per realizzare il bagno dei suoi sogni. Inoltre, può controllare l’intero percorso di progettazione degli spazi, dalla scelta dei prodotti fino alla manutenzione.

Il sito Desivero ospita anche il magazine “MODO D”, dove l’utente può trovare approfondimenti su stili, curiosità e tendenze, oltre ad un’utile sezione per le soluzioni “fai-da-te” ai problemi quotidiani: dalla manutenzione della caldaia alla riparazione della rubinetteria.

Al fine di fornire una consulenza professionale, mirata e completa, Desivero sta sviluppando una serie di tool digitali per guidare il cliente nella scelta delle tecnologie impiantistiche di riscaldamento e raffreddamento più adatte, aiutandolo passo dopo passo a districarsi nel complesso mondo delle normative e delle incentivazioni fiscali.

Per quanto riguarda la professionalità del personale, il cliente può contare su tecnici esperti e competenti, che affiancano i più giovani, attraverso un percorso di formazione all’interno dell’Academy Desivero. Questa è una vera e propria fucina per l’inserimento nel mondo del lavoro di personale competente e qualificato.

Desivero si rivela, perciò, un autorevole fornitore di prodotti, servizi idrotermosanitari e di arredo bagno, pronto a rispondere ad ogni tipo di esigenza con servizi di consulenza e assistenza pre e post-vendita personalizzati, rispecchiando il claim, associato all’azienda: “Consideralo fatto”.

Per informazioni basta visitare il sito Desivero e compilare il form di contatto https://www.desivero.com/contatti

Pasto Buono: Gregorio Fogliani e l’impegno di Genova per la sostenibilità alimentare

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

Tra i primi in Italia a comprendere l’importanza della lotta agli sprechi alimentari l’imprenditore di Genova Gregorio Fogliani, fondatore e Presidente di QUI! Group.

Gregorio Fogliani - Qui Group

Genova contro gli sprechi alimentari: la proposta in Comune e l’impegno di Gregorio Fogliani

Nella realtà di Genova, dove il fondatore e Presidente di QUI! Group Gregorio Fogliani ha avviato circa dieci anni fa il progetto “Pasto Buono”, la lotta allo spreco alimentare resta un tema particolarmente sentito. Ne è prova anche la recente proposta presentata in Consiglio Comunale: agevolazioni fiscali per i negozianti che donano cibo invenduto. Nello specifico si richiede di riconoscere una riduzione della Tari (la parte variabile) non solo ai commercianti che scelgono di impegnarsi concretamente in questa battaglia, ma anche a quelle realtà industriali, professionali e produttive della filiera alimentare che donano gratuitamente il cibo avanzato a onlus e associazioni di carità. L’iniziativa arriva un anno dopo l’entrata in vigore in Italia della legge contro gli sprechi alimentari, che ha contribuito ad accrescere ulteriormente la sensibilità dell’opinione pubblica su queste tematiche: la loro importanza era già stata riconosciuta diverso tempo prima dall’imprenditore Gregorio Fogliani. Il Presidente di QUI! Group è stato infatti uno dei pionieri in Italia nel promuovere progetti orientati a questo scopo. Partito a Genova nel 2008, “Pasto Buono” è arrivato in pochi anni a coprire l’intera penisola raggiungendo Milano, Mantova, Roma, Civitavecchia, Firenze, Cagliari e Napoli. Ad oggi ha portato al recupero e alla ridistribuzione di circa 800mila pasti: il suo apporto è stato premiato a livello mondiale dalla Fao che lo ha inserito tra le best practices mondiali contro gli sprechi e in Europa dalla Commissione Europea che lo ha incluso nelle best practices in materia di prevenzione e riduzione dello spreco di cibo. L’iniziativa è inoltre parte integrante di ‘Save Food’, progetto mondiale contro la fame.

QUI! Group: la storia del gruppo fondato e guidato da Gregorio Fogliani

Ha già maturato diverse esperienze in ambito manageriale Gregorio Fogliani nel 1989 quando insieme ad altri imprenditori decide di avventurarsi nel settore dei buoni pasto e dei titoli di legittimazione dando vita a QUI! Ticket Services. Un excursus costellato di risultati importanti che lo hanno portato a crescere progressivamente grazie a una filosofia di fondo improntata su innovazione, italianità e attenzione al cliente, aprendosi a nuove aree di attività: nascono quindi le società che oggi sono confluite in QUI! Group. Tra queste QUI! Financial Services, specializzata nella fornitura di sistemi di pagamento come POS, carte prepagate e altri strumenti di monetica, Paybay che punta allo sviluppo di piattaforme ad alto contenuto tecnologico e Welfare Company, attiva nell’ambito del welfare aziendale, sociale e pubblico. Oggi il gruppo guidato da Gregorio Fogliani punta all’estero: il potenziale di sviluppo internazionale le ha consentito nel 2016 QUI! Group di essere selezionato per accedere al programma ELITE di Borsa Italiana, dedicato alle eccellenze del Paese.

Ventilatori soffitto, ecco come scegliere i migliori.

Scritto da marianna alicino il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

La scelta di un ottimo ventilatore può essere fatta online dove si trova una vasta gamma di prodotti alla portata di tutti sia in termini di praticità che di costi. Scegliere un ventilatore richiede del tempo e alcune attenzioni relative ad alcuni aspetti specifici come le dimensioni, il peso, il design, la potenza ed eventuali accessori. Un confronto attento tra la qualità e il prezzo aiuterà a capire quale modello fa al caso vostro ma è importante che voi sappiate con certezza cosa state cercando. Solo così potrete effettuare una scelta consapevole e mirata. Per il montaggio dei ventilatori soffitto non preoccupatevi! Sempre online trovate consigli utili per eseguire una corretta installazione. Munitevi di attrezzatura necessaria e consultate il manuale con attenzione. Recensioni e pareri online di chi già utilizza il prodotto sono assolutamente necessari per avere delle indicazioni guida e voi stessi, dopo aver testato il prodotto, potete scrivere della vostra esperienza.

Fini: il migliore tortellino della GDO

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

L’indagine effettuata dalla rivista il Salvagente, comparando quindici prodotti presenti nella grande distribuzione italiana, posiziona al primo posto l’offerta dell’azienda modenese per la qualità degli ingredienti e della fattura

Un riconoscimento premiante per Fini, l’azienda del Gruppo Fini S.p.a., società di proprietà del fondo 100% italiano Paladin Capital Partners, quello emerso da un’indagine comparativa realizzata dalla rivista il Salvagente. L’analisi ha valutato la qualità di 15 confezioni di tortellini presenti sugli scaffali della GDO, spaziando dalle marche più note ai prodotti a marchio delle insegne.

I tortellini al prosciutto crudo della linea “gli Autentici” di Fini, inclusi nella ricerca, sono risultati i migliori tra quelli presi in esame, sia per la qualità degli ingredienti – unici ad accaparrarsi il giudizio ottimo/eccellente – ma anche per le modalità realizzative. Dall’analisi emerge che l’offerta made in Fini è quella con la maggiore presenza di prosciutto nel ripieno: 30% contro altri marchi molto noti che si attestano sul 7/8%. Nessuna aggiunta di grassi e un plauso alla pasta (il 65% del prodotto, perfettamente bilanciata al ripieno), ruvida e sostenuta grazie alla sfoglia trafilata in bronzo che esalta il gusto di questa delizia nota in tutto il mondo.

Un risultato che premia lo sforzo di Fini, realtà sempre attenta alla qualità della proposta ai consumatori. Grazie al nuovo stabilimento produttivo e alla ferma volontà di ridare slancio allo storico marchio nato nel 1912, sia il mercato che gli addetti ai lavori dimostrano di riconoscere il valore di prodotti industriali con tutte le caratteristiche delle migliori produzioni artigianali. “Siamo molto soddisfatti – dichiara Valentina Lanza, Responsabile Marketing e Comunicazione del Gruppo Fini – perché i risultati di questa indagine testimoniano il nostro lavoro negli ultimi due anni, dall’apertura del nuovo e moderno stabilimento produttivo di Ravarino in provincia di Modena. Siamo felici che venga riconosciuta la qualità assoluta di quanto proponiamo al mercato, sia in termini di ingredienti che di processi produttivi. Queste recensioni, ma soprattutto i risultati di vendita e di gradimento da parte dei consumatori sono uno stimolo a continuare sulla strada che abbiamo intrapreso e che ci sta ripagando di tanto lavoro da parte di tutta l’Azienda.”

Gruppo Fini SpA Sede sociale: Via Confine, 1583 41017 Ravarino (MO); Amministrazione: Via Albareto, 211 41122 Modena info@nonsolobuono.itwww.nonsolobuono.it
Borderline – Via Parisio 16 – 40137 Bologna Tel. 051 4450204 Fax 051 6237200 – Communication Manager & P.R Matteo Barboni – 349 6172546 m.barboni@borderlineagency.com

C’è chi dice no

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

CiocchinBò, Associazione Italiana Maestri Cioccolatieri, è contraria al cambio di location del Cioccoshow per l’edizione 2017: uno spostamento approvato da CNA Bologna ma ritenuto altamente lesivo sia in termini economici che di immagine

Ci vogliono anni per far crescere una manifestazione ma basta davvero poco per metterla a rischio. Questo il pensiero di CiocchinBò, Associazione Italiana Maestri Cioccolatieri, espresso martedì 17 ottobre nel corso della conferenza stampa convocata per comunicare ai media la propria contrarietà in merito alla decisione del Comune di Bologna di spostare il Cioccoshow. L’annuale appuntamento dedicato al mondo del cioccolato artigianale, si terrà infatti non più nella centralissima Piazza Maggiore bensì relegato nella più decentrata Piazza XX Settembre. L’evento bolognese, il più importante del settore a livello nazionale, è da anni molto sentito, non solo dal pubblico ma anche dagli iscritti all’Associazione che vi partecipano con tutto il loro seguito con convinzione, affezione e notevoli risorse. Non si tratta di un mero momento di vendita ma un’occasione di incontro con il grande pubblico e di diffusione della cultura del cioccolato che, come tale, merita una vetrina di primo piano alla stregua di Piazza Maggiore: “noi siamo sempre aperti al dialogo – spiega Giuseppe Sartoni, Presidente dell’Associazione CiocchinBòpurché si trovi una soluzione che non infici il prestigio dell’evento. Avevamo proposto via Rizzoli o via Indipendenza, ma riteniamo che Piazza XX Settembre sia troppo decentrata e che non crei il giusto richiamo per mantenere vivo il successo del Cioccoshow, dopo tutto l’impegno profuso per elevarlo a livello nazionale e oltre”.

Anche Marco Biolzi, membro di ACAI, l’Associazione Cioccolatieri Artigiani Italiani, conviene sul fatto che lo spostamento sia peggiorativo: “nel considerare Piazza XX Settembre una zona da riqualificare, il Comune ha implicitamente ammesso il minor prestigio dell’area e quindi il cambiamento sfavorevole della location”.

Un decentramento, quello dell’anno in corso, che peraltro non si spiega neanche in ragione dell’abbattimento dei costi, visto il contributo elevato e sproporzionato rispetto alla location concessa: “non ci spieghiamo il motivo per cui lo scorso anno in Piazza Maggiore per cinque giorni ci sia stata richiesta una cifra pari a circa 780 euro + iva per ciascuna delle cinque giornate di esposizione, mentre per quest’anno il conto economico richiesto ammonti a circa 830 euro + iva per ognuna delle tre giornate, nonostante la posizione molto meno frequentata e lo sgravio da parte del Comune della tassa di occupazione di suolo pubblico che, insieme alla tassa per i rifiuti, constava di circa 4000 euro per la durata complessiva dell’evento”, afferma Antonio Schettini, Presidente dell’Associazione Choco Amore.

Non è solo una questione di denaro, ma si tratta del tradimento del rapporto affettivo instaurato in questi anni con Bologna e il suo pubblico. Basti pensare che alcuni miei clienti mi contattano, anche dall’estero, per potermi raggiungere nei giorni di manifestazione direttamente allo stand – si rammarica Marina Marchiori, Vice Presidente dell’Associazione CiocchinBò, che continua: “è inammissibile che una decisione di tale portata sia stata presa senza aver preventivamente interpellato i fautori del successo stesso della kermesse, ovvero i Maestri Cioccolatieri, anima pulsante del Cioccoshow. Rende perplessi il fatto che CNA Bologna ci abbia comunicato questa scelta soltanto a luglio, nonostante fosse a conoscenza del cambio di ubicazione già dal mese di febbraio, così come l’irrigidimento della stessa CNA, che non si è opposta a tale scelta e neppure si è fatta portatrice delle nostre istanze e rimostranze”.

Dello stesso avviso anche Giancarlo Maestrone (ACAI): “Siamo basiti per il mancato supporto di CNA Bologna davanti a una scelta che sembra non tener minimamente conto dello sforzo organizzativo dei partecipanti, specialmente in un periodo prossimo al Natale che impone una produzione dedicata e l’abbandono dei propri laboratori. Ecco perché non ci sentiamo più rappresentati dalla compagine associativa, al punto che molti di noi hanno scelto spontaneamente di prendere le distanze dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato”.

Anche Schettini conferma di voler effettuare la disiscrizione dal CNA Bologna, ma un altro dato molto significativo è la spontanea rinuncia di due terzi dei circa 40 associati di CiocchinBò, unitamente a 16 aziende di ACAI e 15 di Choco Amore, all’edizione 2017.

Le Associazioni, pressoché all’unisono, non si accontentano di spiegazioni evasive e aleatorie in merito allo spostamento dell’area di svolgimento, che implica indubbiamente un passo indietro rispetto alle edizioni precedenti, in cui la città è stata letteralmente invasa da oltre 350.000 presenze. Un indotto importante, non solo per gli espositori, ma anche per le attività commerciali del centro storico, così come per quelle ricettive e ristorative, che dovrebbe pertanto stare a cuore a tutte le istituzioni e le compagini associative.

La prossima settimana – preannuncia Sartonici sarà un incontro di interrogazione comunale con un contraddittorio alla presenza della CNA Bologna durante il quale esporremo le nostre ragioni. Abbiamo bisogno di riorganizzarci: già stiamo pensando al prossimo anno e a come imbastire già da ora un’edizione 2018 degna di tale nome. Il nostro atteggiamento sarà estremamente collaborativo, a patto che vengano rispettate anche le nostre necessità”.

Le numerose domande rivolte dai tanti cronisti presenti lasciano presupporre che la questione avrà ulteriori risvolti nelle prossime settimane.

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