Ransomware: ecco cosa accadrà nel 2017

Scritto da Esseci il . Pubblicato in Aziende, Informatica

Le previsioni a cura di  James Slaby, Senior Manager, Campagne Globali, Acronis

Il 2016 ha visto la scomparsa di molti artisti, musicisti, attori e atleti apprezzati e stimati. È stato anche l’ultimo anno in cui solo i professionisti della sicurezza informatica e delle operazioni conoscevano la risposta alla domanda: “Che cos’è un ransomware?”. Nel 2017, i ransomware diventeranno così virulenti e diffusi che, se anche non ne sarete voi stessi vittime, conoscerete qualcuno che lo è stato.

Ecco alcune ulteriori previsioni di Acronis sugli sviluppi che nel 2017 riguarderanno l’evoluzione della minaccia ransomware:

  • L’epidemia ransomware continuerà ad aumentare in modo esponenziale e nel 2017 i criminali raccoglieranno almeno 5 miliardi di dollari, in quanto il numero di famiglie ransomware esploderà e nuove varianti salteranno fuori ad un ritmo vertiginoso.
  • I criminali del ransomware continueranno a raccogliere profitti impressionanti rischiando sempre meno di essere catturati, rendendolo così lo schema malware più popolare al mondo. I fornitori di endpoint security continueranno a cercare di resistere in una corsa agli armamenti già persa con questi “ragazzacci” high-tech sempre meglio finanziati.
  • Le fila di stupidi leader del ransomware continueranno a crescere. Parte della genialità di questo racket consiste nell’imitare il modello di distribuzione del settore SaaS (Software As A Service), reclutando legioni di ladruncoli il cui unico lavoro è quello di infettare le macchine obiettivo. Finire in questo gioco è estremamente facile per chiunque possieda un computer e desideri trasgredire le leggi per un paio di riscatti raccolti: non sono richieste conoscenze tecniche approfondite o complesse capacità di codifica di malware.
  • Le tecniche di infiltrazione e propagazione dei ransomware diventeranno sempre più minacciose e intelligenti. La fine del 2016 ha visto il debutto di uno dei più diabolici e ingegnosi schemi di propagazione dei ransomware, nel quale ad una vittima viene offerto gratuitamente il codice di decodifica a condizione che riesca a infettare altri due utenti – una trappola presa in prestito dal film horror dei primi anni 2000 “The Ring”. Gli schemi di phishing rimarranno il vettore di attacchi ransomware più popolare,e diventeranno ancora più personalizzati ed efficaci. I criptatori saranno preferiti ai blocker come tattica di scelta dei ransomware, dal momento che sempre più utenti scopriranno quanto sia facile sconfiggere i blocker.
  • Nel 2016, il cloud ha rappresentato un prezioso rifugio per il salvataggio di backup per proteggersi dagli attacchi ransomware che si propagano attraverso connessioni in area locale. Nel 2017, nuove varianti di ransomware saranno in grado di sfruttare le connessioni cloud per attaccare anche istanze di backup basate sul cloud. Gli utenti dovranno trovare cloud provider in grado di difenderli da questi attacchi.
  • Emergeranno nuovi metodi per aumentare la pressione sulle vittime affinché paghino velocemente. Oggi, fra le tecniche vi sono quella di aumentare l’importo del riscatto e cancellare i file per ogni ora in più che la vittima impiega per pagare. In futuro, le varianti di ransomware diventeranno ancora più diaboliche, minacciando di estrarre ed esporre informazioni sensibili (dati medici e finanziari) o imbarazzanti (cercando fra cronologie e fotografie private) se la vittima non paga in fretta.
  • Inizialmente, sempre più vittime saranno disposte a pagare i riscatti, ma questa tendenza diminuirà man mano che diventerà chiaro che molti criminali in genere non mantengono la promessa di fornire i codici di decodifica in cambio del pagamento e che riprendersi da un attacco non impedisce alla vittima di essere aggredito altre volte.
  • Gli sviluppatori di ransomware continueranno a reinvestire i loro profitti nello sviluppo di codici sempre più resistenti alle difese e alle decostruzioni del settore della sicurezza. L’utilità dei decrittatori gratuiti offerti dai security vendor diminuirà man mano che sempre più sviluppatori di ransomware impareranno a implementare robusti schemi di criptaggio.
  • Antivirus, difese comportamentali, whitelisting e blacklisting e altre difese contro i ransomware comuni orientate all’endpoint continueranno a mostrare la loro incapacità di combattere gli attacchi ransomware. Ciò nonostante emergeranno nuovi metodi di difesa: in particolare, il machine learning (letteralmente “apprendimento delle macchine”) diventerà un’arma sempre più importante nella guerra sulle varianti ransomware a rapida evoluzione.
  • Un rigido regime di protezione dati, che include la creazione di routine di backup on premise, su cloud e offline, rimarrà l’unico meccanismo “a prova di stupido” per sconfiggere gli attacchi ransomware.

Il 2016 può essere stato un brutto anno per molti aspetti, ma almeno i ransomware non rappresentavano ancora la piaga che saranno nel 2017, anno in cui si registreranno attacchi ransomware di grande successo e ampiamente diffusi su celebrità famose, grandi istituzioni di governo, società importanti e milioni di consumatori. Tra un anno, anche vostra madre avrà un’idea di cosa sia un ransomware – e questa non sarà una cosa positiva.

 

Intervista Sandro Zavattiero, oggi parliamo di Serramenti in PVC

Scritto da Sandro Zavattiero il . Pubblicato in Aziende

Oggi parliamo di SERRAMENTI IN PVC su misura con il gradito ospite SANDRO ZAVATTIERO, Proprietario dell’ Azienda Veneta SAP Serramenti. Quindi se avete intenzione di dotare la vostra bella casa di Serramenti, Porte, Finestre, Infissi e Verande in pvc con un occhio alla qualità e al risparmio energetico prestate attenzione.

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Chi è Sandro Zavattiero?
Mi chiamo Sandro Zavattiero abito In provincia di Padova, ho 43 anni, una moglie e tre bambini. Cerco sempre di essere equilibrato nelle cose che faccio, dedicando il giusto tempo per ogni attività, tempo che cerco di sfruttare sempre al meglio dando il massimo fino al raggiungimento dello scopo che mi sono prefisso, sia esso di lavoro che di attività personali. Amo lo sport, e la determinazione necessaria che serve per avere dei risultati, sono convinto infatti che nella vita niente viene da niente.

Di cosa ti occupi?
Da quasi vent’anni mi occupo di serramenti ed infissi, ed in particolare della parte tecnica, rilievi misure, consulenze tecniche, incontri con progettisti . Mi piace trovare soluzioni pratiche in grado di soddisfare i bisogni dei miei clienti, quando io cerco qualcosa mi piace che chi mi sta davanti cerchi di capire cosa mi serve e non solo di vendermi qualcosa, perciò cerco sempre di offrire soluzioni lasciando poi la possibilità di valutare le mie proposte.

Per che Azienda lavori?
la Sap serramenti è la mia azienda, nasce nel 1976 da una famiglia di artigiani. La competenza nel scegliere i materiali adatti e innovativi per un mercato in continua evoluzione, comprendere quali sono i bisogni di una clientela sempre più esigente, hanno fatto della SAP un’azienda di successo.

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A che Target vi rivolgete?
Ci rivolgiamo a tutti i clienti che oltre ad aver bisogno di serramenti sono sensibili al risparmio energetico e alla durata nel tempo del loro acquisto, la nostra offerta spazia tra vari materiali, come pvc, alluminio, legno , con un occhio di riguardo sempre rivolto all’ambiente come con il ProRes questa nuova mescola che utilizzando buccia di riso permette di recuperare dagli scarti una componente resistente e piacevole per realizzare oscuranti e serramenti con un effetto estetico unico nel suo genere.

Parlaci del Progetto che vuoi far conoscere?
Ci siamo specializzati nella posa in opera dei serramenti cosi da ottenere anche una certificazione dall’istituto IFT di Rosenheim, in modo che i nostri clienti possano trovare persone competenti in grado di offrire le ultime soluzioni tecnologiche che il mercato propone per garantire in opera i valori isolanti dei prodotti proposti. Acquistare finestre in pvc, alluminio o legno molto performanti che poi vengono installate senza riguardo ai ponti termici, alle barriere vapore e alle dilatazioni comuni dei vari materiali, vanifica non solo gli sforzi profusi dalle aziende produttrici di migliorare le caratteristiche dei serramenti ma fa sprecare risorse ai committenti nella convinzione di poter poi beneficiare di un risultato potenzialmente presente nel prodotto, ma vanificato dalla cattiva installazione.

Quali Canali utilizzate Online per promuovervi?
Da anni partecipiamo a Fiere storiche del nostro territorio come Lonigo e Grisignano, con l’apertura della nuova sede a Vicenza riprenderemo anche la fiera di vicenza Spaziocasa che ultimamente avevamo trascurato. Esposizioni temporanee presso centri commerciali sono poi la nostra abitudine, sia a Vicenza presso il centro commerciale Palladio che alla Piramidi oltre che al centro comm. Megliadino nel Padovano, allestiamo degli stand dove proponiamo oltre alla solita campionatura dei kit per fare il ceck-up alle vecchie finestre, cosa che si è rilevata essere molto utile per verificare i propri serramenti. Cerchiamo di farci conoscere anche attraverso la stampa su riviste locali come il Basso Vicentino, oltre che con alcuni articoli sul Giornale di Vicenza.
Anche il sito sapserramenti.com e il suo continuo aggiornamento diventa molto utile in questa era tecnologica.

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Quali sono alcuni Case History di successo?
Abbiamo servito vari clienti con aspettative importanti, tra cui l’Hotel Lido delle Nazioni di Ferrara, e personaggi della musica come Fausto Leali. La nostra vasta gamma di offerta comprende oltre ai serramenti in pvc, alluminio e legno, coperture mobili motorizzate, cosa che ci ha dato molte soddisfazioni potendo collaborare con i vari studi tecnici alla copertura di ambienti riscaldati come saloni per ristoranti e piscine, dando cosi la libertà di utilizzo scoperto durante l’estate e tutto l’isolamento necessario durante l’inverno creando ambienti unici dove godere di un benessere che dura tutto l’anno.

Progetti per il futuro?
Apriremo a breve un nuovo show room a Vicenza dove presenteremo questa nuova metodica di posa in opera certificata, li daremo modo di poter visionare le varie applicazioni e di spiegarne il valore aggiunto, presenteremo anche le ultime novità di prodotto come le finestre Cristal, finestre con ante a solo vetro uniche nel suo genere, oltre che vetrate scorrevoli di nuova generazione dove i profilati spariscono permettendo di personalizzare i propri ambienti senza legarli ai colori e materiali classici dei serramenti. Presenteremo inoltre le prime finestre realizzate con prodotti riciclati naturali con finiture fin ora mai viste nel mercato.

Vuoi lasciare un messaggio a chi ci ascolta
Beh se state pensando ai serramenti: SAP serramenti è la risposta giusta, da noi non troverete solo le solite finestre in pvc, ma tutta una serie di prodotti e di servizi che uniti alla competenza dei nostri consulenti, vi permetterà di scoprire delle proposte innovative e piacevoli in grado di superare le vostre aspettative nel creare ambienti unici e confortevoli.

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Sandro Zavattiero/Sap Serramenti
+39 044 764072/ info@sapserramenti.com
http://www.sapserramenti.com

Assicurazione professionale medici; cosa cambia da marzo col DDL Gelli

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Aziende, Economia

Entro fine febbraio è attesa l’approvazione definitiva del ddl Gelli, disegno di legge che mira a introdurre nuove disposizioni in materia di responsabilità professionale dei medici e più in generale del personale sanitario operante nel pubblico e nel privato. Facile.it ha fatto il punto della situazione per vedere cosa cambia alla luce della nuova norma che, a quanto risulta da un’indagine dello stesso comparatore, sta già sortendo i primi effetti visto che il 19,2% di chi ha richiesto informazioni su un’assicurazione professionale è un medico. Ecco cosa cambia con il nuovo ddl.

RC Professionale obbligatoria per medici e strutture del Servizio Sanitario Nazionale
In materia di assicurazioni, l’articolo 10 della nuova normativa ribadisce l’obbligatorietà di una copertura RC professionale per i medici, secondo quanto già avviato dalla riforma delle professioni che dal 2012 ha progressivamente esteso l’obbligo a tutti i liberi professionisti iscritti a un albo ad eccezione dei giornalisti. Nello stesso articolo viene inoltre sottolineato l’obbligo di assicurarsi per tutte le aziende legate al Servizio Sanitario Nazionale, incluse le strutture e gli enti privati che operano in regime autonomo o di accreditamento.

Ridimensionata la responsabilità del medico
Al fine dichiarato di limitare i casi di medicina difensiva, nell’interesse generale del medico e del paziente, il disegno di legge modifica in modo sostanziale il concetto di responsabilità civile del professionista. Resta infatti da una parte invariata la responsabilità civile della struttura sanitaria, chiamata a rispondere, anche tramite l’assicurazione obbligatoria, dei danni causati al paziente e a dimostrare che non si sia verificato un caso di malasanità, mentre la responsabilità del medico operante viene ridimensionata. L’articolo 7 specifica infatti che è la struttura sanitaria a rispondere delle condotte dolose o colpose del professionista che opera al suo interno, anche se non in qualità di dipendente, ai sensi degli articoli 1218 e 1228 del codice civile.

Altre novità
Il ddl Gelli alleggerisce inoltre la responsabilità penale del medico, che dovrà rispondere di omicidio colposo o lesioni personali colpose solo in caso di colpa grave, ossia in caso si dimostri abbia agito contro le linee guida stabilite dall’Istituto Superiore di Sanità e le buone pratiche clinico-assistenziali.

Per abbreviare i tempi di risoluzione delle controversie viene introdotto l’obbligo di provare una conciliazione stragiudiziale prima di proporre in tribunale un caso di responsabilità medica.

Chi ha subito un danno può procedere alla richiesta di indennizzo diretto sia presso l’ente ospedaliero che presso il medico o in ultimo direttamente presso la compagnia assicuratrice della struttura o del professionista. Il disegno di legge promuove l’introduzione di un Fondo di Garanzia che intervenga nel risarcimento dei pazienti in caso di massimali assicurativi inadatti al rimborso di quanto dovuto o in altri casi di insolvenza della compagnia assicuratrice.compagnia assicuratrice.

Aumentano i nidi in casa: per aprirli gli immobili si adeguano

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Partiti dal Nord Europa, da cui deriva il nome originale Tagesmutter (madre di giorno), negli ultimi anni i nidi in casa si sono diffusi anche in Italia, a partire dal Trentino Alto Adige. Questa particolare tipologia di asilo nasce sia in risposta alla crisi economica, che ha portato molte persone a reinventarsi una professione, sia alle esigenze sempre più specifiche dei genitori, che lavorano e che molto spesso non riescono ad avere accesso alle graduatorie per gli asili pubblici. Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it) ha tracciato le linee guida per disegnare la casa perfetta per avviare un nido in famiglia, a prova di bambino e a norma di legge: consigli utili sia per chi intende iniziare l’attività nel proprio immobile, sia per chi si appresta a cercarne uno sul mercato.

  1. La normativa sui nidi in casa viene stabilita da ogni singola regione italiana, anche se esistono delle regole comuni e valide in tutto il Paese. Il primo suggerimento, prima di approcciarsi alla ricerca di un immobile ex novo, è quella di consultare bandi e norme della propria regione di appartenenza. Questo anche in virtù della possibilità di accedere a speciali bandi, sovvenzionati da fondi europei, per la ristrutturazione e la riorganizzazione degli spazi di un immobile da adibire a nido in casa.
  2. Non esistono restrizioni sulla forma contrattuale in cui la Tagesmutter occupa l’appartamento. Per definizione il nido in casa viene aperto nell’appartamento in cui si vive stabilmente, sia che si tratti di un immobile di proprietà sia che lo si abbia in locazione o comodato d’uso. Previ accordi e scritture private è possibile iniziare un’attività anche nei locali condominiali comuni, purché siano conformi alle regole regionali.
  3. Il numero di bambini ammessi presso un asilo in casa varia a seconda delle regioni: mediamente a ogni educatrice possono essere affidati dai 4 ai 5 bambini, che arrivano, ad esempio, a 10 in Abruzzo. La cosa fondamentale, nell’ottica di una casa a norma, è quella che ad ogni bambino corrispondano 4 metri quadrati in un ambiente lontano dagli spazi abitativi e ben separato dalla cucina. Ai piccoli deve essere garantita la massima libertà di gattonare o camminare senza incorrere in pericoli. In alcune regioni è previsto anche l’obbligo di disporre di spazi esterni.
  4. Gli ambienti interni devono essere sempre puliti, areati e luminosi. Per fare un esempio, in Trentino Alto Adige non è possibile avviare un nido in casa nei seminterrati.
  5. È necessario possedere la dichiarazione di abitabilità dell’immobile e avere degli impianti elettrici, idrici e del gas a norma, certificati e la cui manutenzione ordinaria sia dimostrabile e documentata. Tutte le prese di corrente negli ambienti riservati ai bambini devono essere coperte con gli appositi dispositivi presenti sul mercato.
  6. Prima di avviare qualsiasi tipo di procedura finalizzata all’apertura di un nido in casa, è necessario verificare il proprio regolamento condominiale, qualora si viva in un palazzo. In alcuni casi infatti è vietato il passaggio di persone in quantità superiori alla norma per non disturbare gli altri inquilini.
  7. L’arredamento va pensato in maniera funzionale ai più piccoli: tavoli, mensole e altri complementi devono essere dotati di paraspigoli. Bando a mobilio riciclato per risparmiare, meglio investire in nuovi elementi che siano idonei alla sicurezza degli infanti. Sarebbe consigliabile rivestire le pareti dell’area bambini con pannelli morbidi che attutiscano gli urti. Si deve disporre di una cucina in cui preparare le pappe, ma che rimanga ben lontana dall’area gioco.
  8. La casa necessita di uno spazio adibito a zona riposo con lettini: questa può essere realizzata sia all’interno dell’area gioco, sia in un ambiente separato. Nell’ottica del benessere dei bambini la seconda opzione è la migliore, permettendo loro di riposare anche mentre gli altri giocano.
  9. Nascendo come attività da svolgere in casa propria, non è necessario che un nido in casa abbia un bagno separato da quello che si utilizza regolarmente in famiglia. È però importante che sia dotato di un fasciatoio.
  10. Capitolo tasse: le imposte previste per la casa, sia essa di proprietà o in locazione, vengono calcolate come un’abitazione comune, non essendo quella delle Tagesmutter valutata come attività commerciale fonte di reddito.

Quanto conta oggi la link building per la SEO?

Scritto da Danilo De Luca il . Pubblicato in Aziende, Internet

Saranno sì e no una cinquina d’anni che, da più fronti, si annuncia l’imminente morte della link building, così come è stata intesa fino ad oggi. In futuro, i link acquisiti naturalmente saranno gli unici ad avere realmente valore, no all’article marketing, no ai guest post a pagamento, no agli scambi di link.

Ogni agenzia SEO Lecce, Milano o Roma ha conosciuto e preso parte a questo dibattito e l’opinione condivisa è che serva un nuovo approccio verso l’acquisizione dei link, orientato sempre più verso le dinamiche social e di digital Pr.

La link earning

Il concetto di link building perde terreno in favore di una nuova impostazione che va verso la link earning: con il primo modello, un link viene spesso creato ad arte, inserito in un contenuto più o meno utile piazzato su portali appositi e fine della storia; altro giro, nuova corsa, nuovo articolo e nuovo link.

Con la link earning, invece, il focus si sposta sulla qualità dell’elaborato; qualità che sottende concetti quali esclusività, utilità, chiarezza, efficacia. Attraverso la qualità, un contenuto si lascia scoprire dalla rete, alimenta condivisioni e nuovi link in entrata. La link building muore e risorge dalle sue ceneri con nuove vesti.

La link building sta davvero morendo?

Ma le cose stanno davvero così? Insomma, diamo ormai per scontato che un link a tema all’interno di un sito autorevole ha molta più rilevanza di un pacco di articoli acquistati a pochi euro sul web. D’altra parte, però, affermare che la link building più tradizionale, ad oggi, non sembra così intenzionata a concedersi l’eutanasia. I tempi per un salto di qualità sono maturi ma la piena acquisizione del nuovo paradigma appare francamente ancora distante. Le evoluzioni del sistema di assegnazione di valore di Google è già mutato e continua a farlo costantemente; forse la vera rivoluzione del sistema sarà silenziosa e talmente graduale da non darci il tempo di realizzarlo se non una volta compiuta ma, fino a quel momento, la link building se la passa ancora discretamente bene.

Aumentano i nidi in casa: per aprirli gli immobili si adeguano

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino, Italia

Partiti dal Nord Europa, da cui deriva il nome originale Tagesmutter (madre di giorno), negli ultimi anni i nidi in casa si sono diffusi anche in Italia, a partire dal Trentino Alto Adige. Questa particolare tipologia di asilo nasce sia in risposta alla crisi economica, che ha portato molte persone a reinventarsi una professione, sia alle esigenze sempre più specifiche dei genitori, che lavorano e che molto spesso non riescono ad avere accesso alle graduatorie per gli asili pubblici. Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it) ha tracciato le linee guida per disegnare la casa perfetta per avviare un nido in famiglia, a prova di bambino e a norma di legge: consigli utili sia per chi intende iniziare l’attività nel proprio immobile, sia per chi si appresta a cercarne uno sul mercato.

  1. La normativa sui nidi in casa viene stabilita da ogni singola regione italiana, anche se esistono delle regole comuni e valide in tutto il Paese. Il primo suggerimento, prima di approcciarsi alla ricerca di un immobile ex novo, è quella di consultare bandi e norme della propria regione di appartenenza. Questo anche in virtù della possibilità di accedere a speciali bandi, sovvenzionati da fondi europei, per la ristrutturazione e la riorganizzazione degli spazi di un immobile da adibire a nido in casa.
  2. Non esistono restrizioni sulla forma contrattuale in cui la Tagesmutter occupa l’appartamento. Per definizione il nido in casa viene aperto nell’appartamento in cui si vive stabilmente, sia che si tratti di un immobile di proprietà sia che lo si abbia in locazione o comodato d’uso. Previ accordi e scritture private è possibile iniziare un’attività anche nei locali condominiali comuni, purché siano conformi alle regole regionali.
  3. Il numero di bambini ammessi presso un asilo in casa varia a seconda delle regioni: mediamente a ogni educatrice possono essere affidati dai 4 ai 5 bambini, che arrivano, ad esempio, a 10 in Abruzzo. La cosa fondamentale, nell’ottica di una casa a norma, è quella che ad ogni bambino corrispondano 4 metri quadrati in un ambiente lontano dagli spazi abitativi e ben separato dalla cucina. Ai piccoli deve essere garantita la massima libertà di gattonare o camminare senza incorrere in pericoli. In alcune regioni è previsto anche l’obbligo di disporre di spazi esterni.
  4. Gli ambienti interni devono essere sempre puliti, areati e luminosi. Per fare un esempio, in Trentino Alto Adige non è possibile avviare un nido in casa nei seminterrati.
  5. È necessario possedere la dichiarazione di abitabilità dell’immobile e avere degli impianti elettrici, idrici e del gas a norma, certificati e la cui manutenzione ordinaria sia dimostrabile e documentata. Tutte le prese di corrente negli ambienti riservati ai bambini devono essere coperte con gli appositi dispositivi presenti sul mercato.
  6. Prima di avviare qualsiasi tipo di procedura finalizzata all’apertura di un nido in casa, è necessario verificare il proprio regolamento condominiale, qualora si viva in un palazzo. In alcuni casi infatti è vietato il passaggio di persone in quantità superiori alla norma per non disturbare gli altri inquilini.
  7. L’arredamento va pensato in maniera funzionale ai più piccoli: tavoli, mensole e altri complementi devono essere dotati di paraspigoli. Bando a mobilio riciclato per risparmiare, meglio investire in nuovi elementi che siano idonei alla sicurezza degli infanti. Sarebbe consigliabile rivestire le pareti dell’area bambini con pannelli morbidi che attutiscano gli urti. Si deve disporre di una cucina in cui preparare le pappe, ma che rimanga ben lontana dall’area gioco.
  8. La casa necessita di uno spazio adibito a zona riposo con lettini: questa può essere realizzata sia all’interno dell’area gioco, sia in un ambiente separato. Nell’ottica del benessere dei bambini la seconda opzione è la migliore, permettendo loro di riposare anche mentre gli altri giocano.
  9. Nascendo come attività da svolgere in casa propria, non è necessario che un nido in casa abbia un bagno separato da quello che si utilizza regolarmente in famiglia. È però importante che sia dotato di un fasciatoio.
  10. Capitolo tasse: le imposte previste per la casa, sia essa di proprietà o in locazione, vengono calcolate come un’abitazione comune, non essendo quella delle Tagesmutter valutata come attività commerciale fonte di reddito.

Agriturismi sempre più scelti per la settimana bianca: 236 euro la spesa media

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Aziende, Turismo, Viaggi

La vacanza in agriturismo non va soltanto intesa come un’occasione di contatto con la campagna, magari nei mesi più caldi dell’anno: sempre più persone scelgono questo tipo di strutture ricettive anche per la settimana bianca. Secondo un’indagine di Agriturismo.it (http://www.agriturismo.it), partner di Casevacanza.it (http://www.casevacanza.it) e leader del settore, chi ama sciare ma non vuole rinunciare al risparmio e a un’esperienza più diretta col territorio opta per un agriturismo, spendendo mediamente 236 euro a settimana. Cifra, questa, che garantisce un risparmio del 35% rispetto a un hotel di pari categoria.

Lo studio ha preso in considerazione le province italiane in cui sono presenti agriturismi che distano al massimo 30 minuti di auto da un comprensorio sciistico: confrontando i dati con quelli dell’anno scorso è emerso un aumento dell’interesse da parte degli stranieri, la cui domanda per i mesi di gennaio e febbraio è aumentata del 9%.

Le province più gettonate e i prezzi

La regione che occupa i primi due posti della classifica delle province più richieste per la settimana bianca in agriturismo è il Trentino Alto Adige: al primo posto troviamo Bolzano, dove la spesa di 215 euro a persona risulta più bassa della media nazionale, seguita da Trento con prezzi più alti, pari a 251 euro. La sorpresa più grande è quella del terzo posto del podio, occupato da Catania e dalle sue località alle pendici dell’Etna, area sempre più conosciuta e ambita dai turisti italiani e non solo. Qui la spesa per la settimana bianca risulta più alta della media ed è pari a 280 euro a persona.

La provincia di Cuneo è quarta, grazie soprattutto alle strutture nella zona del Monviso: qui la spesa media per una settimana è pari a 202 euro. La Val Brembana porta Bergamo a essere la quinta provincia in classifica dove, per alloggiare, si spendono 272 euro. A seguire si trovano le province di Aosta e di Torino (portata nella top 10 dagli agriturismi nella zona di Sestriere): in queste località per la settimana bianca si spendono rispettivamente 246 e 241 euro a persona.

Nella parte finale della classifica si trovano due province a ridosso degli Appennini, quella di Massa Carrara e quella di Macerata. Per la località toscana, dove l’alloggio in agriturismo costa mediamente 273 euro, sono state molto richieste le strutture nella zona di Sant’Anna a Pelago, nell’Appennino Tosco-Emiliano. Nelle Marche, invece, la zona di Bolognola e dei Monti Sibillini ha registrato un forte interesse da parte degli utenti, pronti a spendere mediamente 226 euro. A chiudere la top 10 è la provincia de L’Aquila, dove la spesa media è pari a 241 euro.

Si scia ma si cercano anche “esperienze”

«Scegliere di trascorrere la settimana bianca in un agriturismo – spiega Veronica Mariani, fondatrice di Agriturismo.it  – consente, oltre al risparmio, di avere a disposizione direttamente sul luogo del soggiorno tutta una serie di “esperienze” da vivere per entrare a contatto col territorio e le sue tradizioni. Questa sarà sicuramente una delle carte vincenti per la popolarità degli agriturismi, considerando come il turismo esperienziale sia uno dei trend più in voga per il 2017.»

Leggendo le descrizioni degli agriturismi a pochi passi dalle piste da sci si scopre che le strutture offrono diverse attività: oltre ai più classici corsi di cucina e alle degustazioni di vino e prodotti tipici, si può avere, ad esempio, la possibilità di imparare a ricamare con il tombolo o a intagliare il legno. Non manca il contatto con gli animali e fra le strutture alcune offrono la partecipazione alla mungitura delle capre, passeggiate sulla neve in sella ai pony o a bordo di una carrozza trainata da cavalli. Non mancano le stranezze e ci sono perfino agriturismi in cui la settimana bianca si vive insieme a colonie di alpaca.

Verifica impianto messa a terra: lo studio delle armoniche

Scritto da WebmasterDeslab il . Pubblicato in Aziende

Essere certi di poter disporre di un impianto elettrico conforme ai requisiti di sicurezza previsti dalle norme di legge è, come sappiamo, una condizione indispensabile per scongiurare rischi elevati per la nostra incolumità. La verifica impianto di terra non è solo finalizzata a certificare la conformità di un impianto, ma è anche un valido strumento per migliorare il livello di efficienza energetica. Tra i vari interventi che ci aiutano a capire in che modo ottimizzare il consumo di energia, lo studio delle armoniche rappresenta indubbiamente un’operazione che risulta essere molto efficace. Ma che cosa sono le armoniche?

Per definizione, le armoniche sono correnti e tensioni in un sistema elettrico con una frequenza multipla della frequenza fondamentale, (in Italia pari a 50Hz). In sostanza, quando viene alimentato un macchinario elettrico in corrente alternata, la tensione di alimentazione è di forma sinusoidale, esattamente la stessa forma che assume la corrente assorbita dal carico. Questo avviene solitamente per i cosidetti “carichi lineari”, caratteristici dell’elettricità utilizzata nelle industrie nella prima metà del XX secolo, i cui valori di corrente variano proporzionalmente rispetto alla tensione.

Con l’avvento dell’elettronica di potenza (forni ad arco delle industrie, avviatori di motore, sistemi di saldatura ecc), si è assistito ad un crescente aumento di “carichi non lineari”, in grado di distorcere la forma d’onda di corrente che non è direttamente proporzionale alle tensione: tali forme d’onda di frequenza sono chiamate “armoniche”. In sostanza, la presenza di armoniche in un sistema elettrico (distorsione armonica) è indice di inquinamento dell’intero impianto che, oltre a causare una distribuzione non ottimale dell’energia elettrica, può provocare malfunzionamenti alle apparecchiature, generalmente tradotte in perdite eccessive nei trasformatori, surriscaldamenti di cavi, motori, condensatori, generatori ecc.

La verifica impianti di messa a terra consente di svolgere un’attenta analisi per individuare l’origine e la grandezza delle armoniche, e quindi le cause che determinano forti perturbazioni nella rete. La sua utilità, inoltre, non consiste solo nel trovare soluzioni adeguate per incrementare l’ efficientamento energetico, ma anche per conoscere la qualità dell’energia elettrica, ovvero se ci sono stati cambiamenti significativi nella fornitura di corrente elettrica.

Viviamo in un’Europa sempre più green

Scritto da ictadmin il . Pubblicato in Ambiente, Aziende, Casa e Giardino

Un’aria sempre più green si respira in Europa, infatti, da qualche tempo il vecchio continente ha scelto di adoperarsi per stimolare l’adozione di soluzioni a più ampio risparmio energetico possibile.

L’architettura eco sostenibile sta avanzando sempre di più, tantissimi progetti in cui la funzionalità, l’estetica e l’ecologia si sposano creando soluzioni a impatto zero.

Questa filosofia è applicata anche alla scelta degli infissi e dei serramenti delle case, infatti, una corretta scelta oggi può portare a incredibili risparmi energetici; è provato che la maggior parte dei consumi energetici sono causati dalla dispersione termica di serramenti di bassa qualità ed è proprio a rimediare a questa mancanza che si sta muovendo l’attuale tendenza.

Scegliere infissi di qualità che mantengano costante la temperatura all’interno della casa per prevenire questo problema è diventata la nuova parola d’ordine, in questo modo risparmieremo riscaldamento,  di conseguenza emissioni nell’ambiente e spesa economica.

La scelta del giusto serramento è certamente la migliore strada per garantire una vita più sostenibile alle prossime generazioni, in più, in questo modo tuteleremo anche la nostra casa e la nostra salute creando un microclima con meno umidità.

Se dall’edilizia arrivano costantemente soluzioni di alta tecnologia per costruire case intelligenti, in parallelo troviamo soluzioni a elevato contenuto tecnologico per quanto riguarda i serramenti, tra i principali fattori da considerare al fine della scelta vi è certamente l’isolamento termico in rapporto alla capacità di favorire l’ingresso della luce.

Andremo in questo modo a creare, nella nostra abitazione, un piacevole tepore durante i mesi invernali e la giusta frescura in estate, per questo è opportuno scegliere vetri a bassa emissione termica il cui compito è far entrare luce e non raggi UV così da fermare la dispersione di calore all’esterno, a questa caratteristica dobbiamo aggiungere il controllo dell’isolamento acustico, così da garantirsi la giusta pace in casa.

I materiali che consentono il maggior risparmio energetico sono certamente quelli con un rapporto di trasmittanza minore, quindi legno o PVC anche in combinazione tra loro.

Il PVC è certamente il materiale principe per il nostro scopo, si tratta di un pessimo conduttore e quindi è un ottimo isolante, oltre a ciò è molto economico, e la manutenzione richiesta è minima.

Anche l’alluminio ha una grande resistenza e una durata notevole ma ha purtroppo una conducibilità termica più elevata, quindi in questi casi si tende a usare telai con una membrana isolante, oppure soluzioni miste con legno.

Per garantire il massimo isolamento infine è importante il vetro, che va rifinito con guarnizioni di gomma, per evitare infiltrazioni di acqua o aria, e vetrocamera detto anche doppio vetro che è composto di due lastre in cui sono inseriti dei gas che ne ottimizzano la coibentazione.

Per stimolare l’adozione di queste soluzioni la legge di stabilità ha prorogato per tutto il 2017 le detrazioni fiscali per l’installazione serramenti del 65%, per il risparmio energetico di casa, oltre a interessanti opportunità per gli interventi di riqualificazione profonda dei condomini.

“Il Bon Ton del Gioiello”, piccola guida per rendere preziosa ed elegante la vita di tutti i giorni

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende, Beauty & Wellness, Lifestyle

La rinomata gioielleria bolognese “F. Veronesi & Figli”, ormai giunta alla quarta generazione di una stimata tradizione familiare, si affida alla penna di Simona Artanidi, fondatrice di Etiquette Italy e massima esperta italiana di Business Etiquette, Stile e Immagine, per sancire il connubio tra qualità dei preziosi e l’eleganza del loro utilizzo, con l’obiettivo di indurre il lettore a riflettere sul profondo legame tra gioiello, buon gusto e significati nascosti.

È ancora tempo di Galateo nel mondo dei preziosi: questo il messaggio congiunto della storica gioielleria “F. Veronesi & Figli” e di Simona Artanidi, massima esperta di Bon Ton ed etichetta.
Lungi dall’essere un oggetto di primaria necessità, il gioiello trae origine dagli elementi di natura per divenire un’opera dell’artificio umano, frutto di un’emozione cristallizzata ed espressione di un’anima, quella di chi l’ha realizzato ma anche di chi si è riconosciuto nella sua storia.
La ricercatezza propria del gioiello rifugge l’omologazione e tende alla non convenzionalità: la guida dal titolo “Il Bon Ton del Gioiello”, grazie ad un mirato excursus storico, dimostra che la qualità di un ornamento non si ottiene riproponendo eternamente i risultati del passato, ma prende anzi forma dalla fusione di tradizione ed innovazione. Come ricordato dall’autrice Simona Artanidi, ad insegnarlo è il precursore di tutta la letteratura rivolta alla diffusione delle buone maniere, Baldassarre Castiglione, autore de “Il Cortegiano” (1528) e autorevole sostenitore del valore della particolarità come elemento di raffinatezza e distinzione.
Simona Artanidi, autrice di questo compendio dei principi del Bon Ton moderno applicato al gioiello, svela inoltre, attraverso un piacevole gioco di enunciazione alfabetica, tutte le buone abitudini da acquisire per non scadere mai nella volgarità e nella vistosità dell’eccesso. Esiste un gioiello adatto ad ogni evenienza, da portare con misura, quale manifestazione dell’indole di chi lo indossa. Dall’anello di fidanzamento alla corretta manutenzione dell’orologio, il gioiello maschile per antonomasia, dai consigli per la scelta del regalo pregiato, unico ed esclusivo alla corretta lunghezza della collana da indossare a seconda dell’occasione, questa guida racchiude tante informazioni e utili consigli sull’arte di indossare i gioielli nella vita di tutti i giorni. “Oggi non esistono più cose che si possono fare o cose che non si possono fare – sostiene Simona ArtanidiEsistono però la misura, lo stile e il garbo, le vie che ho scelto di percorrere scrivendo questo libro”.
Attraverso le pagine di questo curioso decalogo, il gioiello ripercorre la sua secolare evoluzione fino ad assumere le fattezze odierne: un tempo considerato elemento di abbellimento cittadino, portatore di un chiaro messaggio di potere e prestigio, è divenuto in epoca moderna una forma di ornamento individuale distante dal mero desiderio di ostentazione. L’osservanza di tutte le buone norme del suo impiego si dimostra infatti fondamentale per risultare eleganti ed adeguati in ogni circostanza, sia essa quotidiana, lavorativa o celebrativa.
Il segreto per uno stile impeccabile è la semplicità. La vera eleganza non ha bisogno di esibizione e la disponibilità di numerosi preziosi non coincide con il ricorso ad essi tutti contemporaneamente. L’obiettivo è distinguersi senza risultare stucchevoli. La selezione di pochi ma raffinati gioielli permette di mantenere il necessario equilibrio tra linee e forme, e di valorizzare al contempo i punti forti della propria figura.
La lettura di questo libro dimostra inoltre che l’osservanza delle buone norme del Galateo del gioiello prevede anche la conoscenza delle sue origini e delle sue antiche valenze. Il diamante, oggi considerato pegno d’amore per antonomasia, non nacque con questa connotazione: prima del XV secolo altro non era infatti che un talismano in grado di accrescere il sentimento d’amore di un uomo sposato per la propria moglie. L’iniziativa dell’Arciduca Massimiliano d’Austria, che affidò ad un anello con diamante la richiesta di matrimonio alla donna amata, ottenendo il suo consenso, ne fece culturalmente il gioiello simbolo dell’emozionante proposta di nozze.
Tradizione, quindi, ma anche e soprattutto memoria del “saper fare” all’italiana: il Bel Paese, da sempre generatore di opere di bellezza e ingegno, continua ad applicare, oggi come in passato, la propria creatività all’industria orafa, esportandola oltre confine e facendosi apprezzare per l’unicità del vestire e del modo di porsi.
La guida “Il Bon Ton del Gioiello” è in distribuzione esclusiva presso la gioielleria F. Veronesi & Figli.

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