Terna: sotto la guida di Luigi Ferraris inizia la realizzazione della nuova stazione elettrica di Celano

Scritto da pressreleaself releaself il . Pubblicato in Aziende

Il cantiere per la costruzione della nuova stazione elettrica di Terna a Celano sarà pronto entro fine febbraio: la società guidata da Luigi Ferraris possiede e gestisce la rete elettrica nazionale. Il progetto per il Comune di Celano porterà diversi benefici in merito a sostenibilità, sicurezza e urbanistica.

Luigi Ferraris, AD Terna

Luigi Ferraris: il progetto di Terna per Celano

A due mesi dalla presentazione del progetto per la realizzazione di una nuova stazione elettrica a Celano, Terna, guidata da Luigi Ferraris, ha dato inizio ai lavori per la costruzione della stazione: entro febbraio il cantiere sarà del tutto operativo. La nuova stazione a 150 kV presenta diversi benefici: renderà più sicura ed efficiente la rete elettrica locale, permetterà la razionalizzazione dell’area, il trasporto in sicurezza dell’energia rinnovabile ed eviterà così perdite di rete. Il progetto prevede i relativi raccordi Collarmele – Acea Smist. Est-Tagliacozzo, Avezzano-Rocca di Cambio-Collarmele. La società guidata da Luigi Ferraris possiede e gestisce la rete elettrica nazionale: con questo progetto, Terna si impegna a portare anche importanti benefici in termini di sostenibilità, sicurezza e riqualificazione dell’area, che beneficerà di importanti piantumazioni di specie arboree locali. Sono previsti anche altri rilevanti interventi urbanistici nel Comune di Celano, come la riqualificazione dell’area nei pressi di un plesso scolastico e la realizzazione di un parco urbano a tema ecologico. La nuova stazione sarà operativa nel giro di 2 anni.

Luigi Ferraris: il percorso professionale dell’AD e DG di Terna

Da maggio 2017 Luigi Ferraris è Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna. Negli anni precedenti, il manager è stato Chief Financial Officer del Gruppo Poste Italiane, guidandone il processo di privatizzazione e quotazione in borsa. Tra il 1999 e il 2015 ha fatto parte del Gruppo Enel, ricoprendo diverse posizioni di primo piano: è stato Chief Financial Officer del Gruppo, finalizzando importanti operazioni di Capital Market a livello mondiale. È stato inoltre Presidente di Enel Green Power e Consigliere di Amministrazione della controllata cilena Enersis. Dal 2015 al 2017 Luigi Ferraris ha ricoperto l’incarico di Consigliere indipendente della società energetica ERG S.p.A., quotata alla Borsa italiana, nonché di Consigliere del Gruppo PSC S.p.A. L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna ha iniziato la sua carriera nel settore auditing di PriceWaterhouse, ricoprendo in seguito diverse posizioni manageriali in importanti aziende italiane e internazionali.

Claudio Descalzi: Eni tra innovazione e trasformazione digitale

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende

La tecnologia è sempre e solo uno strumento: per fare innovazione fondamentale è avere buone idee. L’opinione dell’AD di Eni Claudio Descalzi in un’intervista a “Morning Future”.

Claudio Descalzi, AD Eni

Trasformazione digitale in Eni: intervista all’AD Claudio Descalzi

Spesso quando si parla di innovazione, la mente corre a nuove tecnologie, futuristiche. Ma quelli sono solo strumenti. La vera innovazione si fa con le idee. È il pensiero dell’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi, espresso in un’intervista rilasciata a “Morning Future”. Parlando di trasformazione digitale, l’AD si sofferma sul concetto di intelligenza artificiale e rileva come rischi “di diventare una moda e rientrare in una certa ideologia che sui temi dell’innovazione purtroppo domina”. Per Claudio Descalzi il più grosso problema del dibattitto pubblico sull’innovazione è proprio questo: “Passiamo la nostra vita per costruirci una comfort zone. L’uomo ha bisogno di sicurezza. La comfort zone è una necessità. Però è quella che ci porta a inseguire le cose invece che a prevederle”. Eni ha deciso di andare in una direzione diversa rispetto agli altri e di “anticipare le innovazioni”, perché “se avessimo fatto quello che hanno fatto le altre società competitor saremmo arrivati ultimi nella competizione”. Qualche esempio: “Veniamo da sei anni terribili dell’olio e gas integrato. Ci sono alcune cose che ci hanno salvato. Eni anche se più piccola di altri competitor ha fatto scelte diverse. Alcune sulla parte delle competenze, della ricerca e dell’esplorazione. Questo ci ha fatto ridurre i costi perché non dobbiamo comprare più risorse. Oggi l’esplorazione è un nostro vantaggio competitivo. È stata una scelta controcorrente e rischiosa. La nostra idea è stata fare l’esplorazione, trovare degli asset e poi venderne una parte”.

Claudio Descalzi: il valore delle idee dietro l’innovazione

“L’innovazione sta nell’idea. Immaginare qualcosa che non vedi, pensare qualcosa che non hai” aggiunge Claudio Descalzi ribadendo come l’innovazione sia “un atto di fede che diventa un atto d’amore”. E continua: “Quando hai un’idea difficilmente vengono bottom up. Sono sempre top down. Il concepimento è quando l’idea viene presentata e inserita nell’organismo della società. Significa prendere rischi, lavorare di più, e sviluppare tecnologie ad hoc. Il lavoro è tutto nel minimizzare l’incertezza. Per farlo devi massimizzare le competenze. Solo poi viene il fatto produttivo e commerciale”. L’AD lascia parlare i numeri: “Nel periodo peggiore per l’industria in 4 anni e mezzo abbiamo messo 1 miliardo nella ricerca, 4 miliardi in 4 anni da allora e abbiamo aumentato i ricercatori del 30%. Abbiamo iniziato ricerche scientifiche nel 2014 ad oggi le abbiamo implementate e in tre anni sono diventati fatti industriali concreti. Abbiamo rivoluzionato ma serve investire moltissimo. Abbiamo contatti con 70 tra università e centri di ricerca, che sono quadruplicati”. Per Claudio Descalzi quindi fondamentale è l’idea e la tecnologia viene dopo: “Tutto quello che abbiamo fatto sull’economia circolare, la capacità di prendere rifiuti organici cittadini e trasformarli in energia, senza competenze chimiche e fisiche avanzate non si può fare. Solo quando si arriva qui che entra in gioco la tecnologia che attraverso idee e visioni mette in campo strumenti per raggiungere gli obiettivi. La tecnologia è sempre e solo uno strumento“. La sfida oggi per una grossa società quindi non è l’intelligenza artificiale ma riuscire a far penetrare il cambiamento in ognuno dei 35mila dipendenti: “Abbiamo incontrato tutti loro per raccontargli quello che stiamo facendo. È il social interno non al di fuori. Non ha senso avere una visione che non sia condivisa con gli altri. Anche perché la realizzazione dipende da loro”.

Roberto Casula, manager Eni di grande esperienza nel settore dell’energia

Scritto da newsrconline newsrconline il . Pubblicato in Aziende

Entrato a far parte di Eni sul finire degli anni ’90, Roberto Casula è oggi ai vertici della multinazionale energetica. È laureato in Ingegneria Mineraria presso l’Università degli Studi di Cagliari e abilitato alla professione di ingegnere.

Roberto Casula

I primi passi professionali di Roberto Casula nel settore dell’energia

Roberto Casula intraprende il proprio percorso professionale nel comparto degli idrocarburi presso Agip S.p.A., società per cui lavora ricoprendo la posizione di Reservoir Engineer fino al 1991. Nel corso di tale esperienza lavorativa, è impegnato in attività di prove di produzione e di acquisizione dati sui pozzi. In seguito, si dedica al reservoir modelling, ovvero supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi, attività che svolge presso Beicip – Franlab, in Francia. Nel 1992 ricopre un altro incarico all’estero, nello specifico nella capitale dell’Angola, in Africa centrale, presso la società controllata del Gruppo Agip Angola Ltd, dove è nominato prima Reservoir Engineer e Petroleum Engineer, e poi, dopo due anni, Chief Development Engineer. Nel 1997 rientra in Italia per ricoprire l’incarico di Development and Production Coordinator presso la sede di San Donato Milanese di Eni S.p.A. In tale ruolo, è responsabile del coordinamento delle attività di business nei territori dell’Africa occidentale e dell’Asia centrale in cui Eni è operativa.

Le iniziative di Roberto Casula in Eni e l’arrivo ai vertici del Gruppo

Roberto Casula prosegue la propria carriera nel comparto dell’energia e nel 2000 assume l’incarico di Department Manager (Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto) con area di competenza in Iran. Nel 2001 è Dirigente e, sempre nello stesso anno, diventa Project Director e segue i lavori del progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5 a Teheran. Manager di grande esperienza internazionale, la sua carriera prosegue nuovamente in Italia, a Gela, dove viene nominato nel 2004 Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., consociata del Gruppo Eni per cui si occupa di produzione ed esplorazione nel territorio siciliano. Svolge il medesimo incarico anche per Eni Nord Africa BV, in Libia, fino alla fine del 2007, anno in cui viene nominato Senior Vice President per l’area sub-sahariana e, in seguito, Presidente di tre consociate Eni presenti in Nigeria. Nel 2011 assume il coordinamento su tutti i Paesi dell’Africa e del Medio Oriente grazie al ruolo di Executive Vice President. Nel 2014 diviene Chief Development Operations & Technology Officer, ruolo che prevede la responsabilità della Direzione Tecnica e delle attività tecnico-operative, di progetto e di Ricerca e Sviluppo relative all’Italia.

Techyon per Informatici Senza Frontiere: l’informatica per il sociale

Scritto da Techyon il . Pubblicato in Aziende, Informatica

L’informatica abbraccia il sociale: Techyon, l’Head Hunter dell’Information Technology, diventa sostenitore di Informatici Senza Frontiere, ONLUS che lavora per colmare il divario digitale e per favorire un processo di crescita che porti ciascuno ad appropriarsi consapevolmente delle proprie potenzialità attraverso le conoscenze e le tecnologie informatiche.

Techyon crede nei benefici apportati dalla tecnologia e agisce per la creazione di un mercato del lavoro equo, inclusivo e meritocratico. Insieme, Techyon e Informatici Senza Frontiere, sostengono “Sviluppo di Competenze Digitali”: Il progetto che organizza gratuitamente corsi di informatica a più livelli, per fornire ai partecipanti competenze spendibili nel mercato del lavoro. Le lezioni, che in alcuni casi rilasciano certificazioni e-citizens, ECDL e Cisco, sono rivolte a categorie in difficoltà.

I volontari del progetto “Sviluppo di Competenze Digitali” hanno già operato, tra gli altri, presso il Gruppo Giovani di Scampia a Napoli, l’IFOA di Padova in supporto ai disoccupati di lunga durata e presso il Centro NAGA per rifugiati di Milano.

Techyon si impegna a supportare in modo duraturo e continuativo il lavoro di Informatici Senza Frontiere, dimostrando come il mondo del business possa dialogare in maniera promettente con quello del volontariato, offrendo un aiuto e un incentivo ai progetti di sostegno alle realtà più disagiate. Techyon si è unita a Informatici Senza Frontiere per proporre insieme un nuovo uso della tecnologia più intelligente, sostenibile e solidale; nel rispetto della dignità umana e della solidarietà.

Dalla monoliosi del pesco alla mosca delle olive: ricerca e sperimentazione continuano a premiare le soluzioni di Bioagrotech

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Agricoltura, Aziende

Durante la tradizionale convention di inizio anno, professori, agronomi e responsabili di centri di saggio hanno confermato ancora una volta l’efficacia e delle soluzioni dell’azienda sanmarinese per l’agricoltura biologica

“Ogni anno il nostro meeting aziendale è sempre più un successo sia per quanto riguarda i contenuti che il numero di partecipanti”. Alessio Privitera, amministratore di Bioagrotech srl, non nasconde la propria soddisfazione nel tracciare il bilancio della convention che il 30 gennaio ha visto ancora protagoniste le soluzioni dell’azienda sanmarinese specializzata nello studio e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali per l’agricoltura biologica. Presso l’Hotel Ambasciatori di Rimini, professori, agronomi, responsabili di centri di saggio sono intervenuti, presentando, davanti a una platea di 130 persone, le prove sul campo e i risultati sperimentali ottenuti attraverso l’utilizzo dei prodotti di Bioagrotech, frutto di un lavoro di ricerca scientifica costante, che da sempre orienta e guida l’attività dell’azienda alla scoperta di soluzioni innovative ed inedite, come per esempio la Zeolite Cubana Bioagrotech.

Questa polvere derivante da una roccia sedimentaria originatasi a Cuba milioni di anni fa dall’incontro della lava incandescente con l’acqua di mare, rappresenta, nella varietà unica distribuita dall’azienda, alleato naturale dalle grandi potenzialità e suscettibile di svariate applicazioni. Salvatore GerminaraDipartimento Safe Università di Foggia ne ha illustrato l’utilizzo e l’efficacia in relazione a importanti insetti infestanti, tra cui spicca la mosca delle olive. Secondo l’opinione dell’esperto, la Zeolite Cubana Bioagrotech può rappresentare un alleato prezioso per contrastare questo dannoso infestante, soprattutto alla luce delle nuove normative che impongono a tutto il settore di reinventare e ristrutturare la strategia di difesa contro le mosche delle olive. “Stiamo vivendo una fase di cambiamento epocale. Alcuni prodotti finora consentiti in difesa integrata dall’anno prossimo non potranno più essere utilizzati. Si tratta di sostanze larvicide che erano molto frequenti nella pratica fitoiatrica di questa pianta”. Un altro interessante contributo sull’utilizzo della Zeolite Cubana Bioagrotech è stato quello di Luca Fagioli – responsabile Cds Consorzio Agrario Ravennache ne ha testato l’efficacia nei confronti della moniliosi del pesco. “Nella prova che abbiamo effettuato nel 2019 abbiamo registrato una riduzione dell’incidenza della malattia ottenendo un risultato migliorativo rispetto a quello ottenuto attraverso l’utilizzo di un prodotto di sintesi standard come il tebucanozolo”. Una prova che andrà condotta anche nelle prossime stagioni con l’obiettivo di ottenere dei riscontri statistici significativi.

Ma la Zeolite non è stata l’unica protagonista degli interventi. Gli speech hanno dato anche ampio spazio ai piani nutrizionali. Renzo Bucchi – Responsabile Cds Agri 2000ha esposto i risultati derivanti dall’utilizzo della Linea Ergostart e Agrofito. L’applicazione di entrambe sulle colture di pesco e di kiwi ha portato a un incremento della produzione di circa l’8% e il 10% in termini di resa commerciale. Altrettanto positivo è stato il riscontro dato dall’esperienza di Orazio Mancino – responsabile Cds Sele Agroresearch -, che ha presentato un lavoro effettuato nella piana di Battipaglia sulle culture di carciofo. “Abbiamo messo a confronto due piani nutrizionali. Il primo caratterizzato dall’utilizzo di prodotti di Bioagrotech e prodotti minerali. Il secondo, invece, da prodotti esclusivamente minerali”.

L’obiettivo perseguito era quello di individuare una strategia nutrizionale, in grado di ridurre, l’apporto di fertilizzanti con minerali. Anche in questo il risultato è stato positivo, le piantine sottoposte alla prima strategia hanno dimostrato un maggior attecchimento. Inoltre in fase di raccolta, i cavolini hanno registrato un aumento della sostanza secca dell’1% e, in automatico, una maggior conservabilità nei super mercati.

Alla luce di queste testimonianze, avvalorate e convalidate dai dati scientifici presentati, Bioagrotech srl conferma di essere sempre di più un punto di riferimento per l’agricoltura biologica grazie alla sua capacità di anticiparne e interpretarne le esigenze e soprattutto di proporre soluzioni all’avanguardia. Per l’azienda di San Marino, infatti, la ricerca e la sperimentazione scientifica rappresentano una scelta consapevole e necessaria per continuare a sviluppare tecnologie e trattamenti innovativi all’insegna del rispetto dell’ambiente e della biodiversità e promuovere così il progresso dell’agricoltura biologica.

http://bioagrotech.com/

Geoplant amplia l’offerta con l’asparago made in Italy

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Agricoltura, Aziende

Non solo fragole e piante da frutto: l’azienda romagnola inizierà a commercializzare zampe da asparago a partire dal mese di marzo, proponendo al mercato le principali varietà nazionali ed estere, dalle più precoci alle più tardive, dal verde al bianco, al selvatico

Novità importanti in casa Geoplant. L’azienda agricola romagnola, presente sul mercato da quasi quarant’anni, ha deciso di ampliare la già ampia gamma della propria offerta, introducendo la vendita di una nuova specie, l’asparago. Con questa scelta Geoplant, da sempre specializzata nel miglioramento genetico e nell’innovazione varietale nel settore della fragola e del pesco, dichiara la volontà di rispondere alla forte richiesta del mercato che vede l’Italia tra i primi tre consumatori di asparago a livello europeo, con picchi di interesse in Emilia Romagna, Veneto, Lombardia, Puglia e Campania. Una scelta che oltretutto si allinea con il trend del settore che vede i vivai specializzati nella produzione di fragola proporre, da diversi anni, anche l’asparago in quanto specie facilmente abbinabile a livello vivaistico.

A partire da marzo 2020 Geoplant lancerà sul mercato nazionale, professionale e hobbistico, le principali varietà di asparago sia verde che bianco, sia violetto che selvatico. Dalle più precoci alle più tardive il vasto assortimento comprende le seguenti cultivar quali: Ercole, Franco, Giove, Eros, sia bianchi che verde. A queste si aggiungono le cultivar nordiche come il Cumulus (verde o bianco), di natura precoce e l’intermedio Grolim (solo bianco). Infine, l’offerta si completa con le varietà verdi Grande e Vegalim, indicate soprattutto per il mercato del Sud Italia, dove hanno già dimostrato un’importante resa.

Grazie a questa scelta, Geoplant conferma la propria vocazione di player responsabile e di qualità, impegnato a supportare la filiera agricola nazionale grazie alla capacità di interpretare le esigenze di coltivatori diretti, cooperative, consorzi fino all’industria e alla grande distribuzione. L’azienda romagnola si conferma così un interlocutore privilegiato per tutti i componenti della filiera italiana ed estera e del tessuto produttivo che, in questi anni, ha sofferto gli andamenti altalenanti derivanti dai fattori climatici e dalle emergenze fitosanitarie.

http://www.geoplantvivai.com/

Ancora novità su DISTIBUTION tech

Scritto da Zagor il . Pubblicato in Automobili, Aziende

DISTRIBUTION tech, per fornire ancora più servizi ai clienti, ha aggiornato il proprio sito aggiungendo due nuove possibilità di pagamento dei prodotti.

Abbiamo inserito il “bonifico bancario” che per molti utenti è un sistema di pagamento più facile e rapido da gestire.

Oltre a questo abbiamo anche aggiunto “Stripe” sistema molto semplice di pagamento con qualunque carta di credito o di debito, non necessita di nessuna registrazione, non richiede l’apertura di nessun conto ed un sistema internazionalmente riconosciuto e sicuro.

Ultima novità è l’affiliazione alla pianta forma di recensioni serie e verificate “Trustpilot” per fare in modo che tutti coloro che acquistano abbiano la possibilità di fornire la loro testimonianza sul nostro lavoro e sui nostri prodotti.

Questo strumento risulta molto utile anche a chi si avvicina al nostro lavoro per capire meglio come lavoriamo e che prodotti trattiamo.

Il nostro lavoro si evolve e si struttura in modo da poter essere sempre più vicino alle esigenze della nostra clientela e fornire un supporto sempre adeguato alle richieste sempre più elevate.

Per informazioni: info@distributiontech.it

 ufficio.stampa@distributiontech.it

Assistenza tecnica: assistenza@distributiontech.it

Facebook: https://www.facebook.com/distributiontech/

https://www.facebook.com/syneconovara/

https://www.facebook.com/NovaraFocus2019/?modal=admin_todo_tour

Trustpilot: https://it.trustpilot.com/review/www.distributiontech.it

Lampade Classiche per Illuminare Casa e Locali

Scritto da fsdf il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Avete deciso di arredare la casa in stile vintage e non sapete quale tipo di illuminazione abbinarci? Avete un ristorante e vorreste puntare su delle luci retrò per creare un’atmosfera più calda? Allora vi suggeriamo di scegliere dei lampadari classici per dare un tocco rustico ma raffinato ad un ambiente e allo stesso tempo illuminarlo in maniera efficace, ad esempio librerie e studi, ma anche ristoranti e varie stanze della casa.

Stile Classico per ogni Occasione

Le lampade vintage sono perfette per gli ambienti interni ma ottime anche per quelli esterni, ad esempio la veranda per la quale potreste puntare su un genere di illuminazione classico marinaro, oppure più rurale nel caso di ville di campagna, il cui stile antico deve essere valorizzato da accessori in tema e non sovrastato da altri troppo moderni. La taverna, dove l’arredamento è solitamente in prevalenza rustico, necessita assolutamente di lampade in stile retrò che valorizzino la mobilia in legno e che avvolgano l’ambiente con una luce calda e accogliente; in alternativa potreste puntare su lampade stile osteria, una soluzione vincente a livello estetico che allo stesso tempo garantisce un’illuminazione calda e soddisfacente. Decidere di illuminare le stanze della casa lampadari in stile antico vi faranno provare l’emozione di leggere alla luce di antiche lampade ad olio, senza rinunciare alla modernità e ad una illuminazione adeguata. I lampadari in stile d’altri tempi sono perfetti anche per illuminare il vostro studio o ufficio, soprattutto se abbinati con arredamento in legno, per dare un tocco professionale e allo stesso caldo. Per chi non resiste al fascino del passato ma non vuole rinunciare allo stile moderno può puntare sui lampadari in vetro di Murano, accuratamente rivisitati con toni attuali senza trascurare le linee originali, rendendoli ottimali sia per gli arredi classici che per quelli più contemporanei. Se avete un grande salone e volete illuminarlo (e allo stesso arricchirlo) con un elemento di assoluto pregio, la soluzione che fa per voi è un lampadario in cristallo, magari lavorato a mano e con rifiniture in oro: un oggetto che durerà per sempre e il cui stile non gli farà perdere valore nel tempo.

Perché Scegliere lo Stile Classico per Arredare un Ristorante

Se stai pensando di aprire un locale oppure semplicemente di riarredarlo, i lampadari in stile classico saranno sempre l’opzione migliore, perché l’atmosfera prodotta da un’illuminazione dal tocco antico risulta ideale sia per cene conviviali, sia per creare un ambiente riservato per cene romantiche; lo stile retrò mette d’accordo ogni categoria di locale, dall’osteria al ristorante raffinato. Le lampade dallo stile rustico sono perfette per mettere in risalto l’arredamento di birrerie artigianali, pub in stile britannico ed enoteche. Se state cercando un accessorio per illuminare con stile la vostra osteria date un’occhiata ai lampadari vintage in ceramica, dalle rifiniture color ruggine per dare un aspetto antico ma dal design moderno. Se invece volete dare un tocco casereccio al vostro locale esistono delle lampade a sospensione di materiale color ottone ossidato per dare impressione di ambiente vintage ma allo stesso tempo raffinato, creando un’atmosfera calda e riservata per cene romantiche.

Andrea Girolami: la carriera imprenditoriale

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AG Group nasce nel 2019 in seguito a un’operazione di rebranding che unisce le precedenti realtà avviate da Andrea Girolami, Presidente e fondatore. La sua carriera da imprenditore ha inizio nel 2000, con la nascita di RSI Travel che diventa in seguito RSI Group.

Andrea Girolami

Andrea Girolami: i servizi offerti da AG Group

“Your gateway to Italy”: è questo il claim di AG Group, realtà nata dall’iniziativa di Andrea Girolami. Il Gruppo è il primo in Italia, fra quelli attivi nel settore turistico e dell’incoming, a offrire un servizio in house che integra hotel, DMC, Bistrot, consulenza alberghiera e residenze per anziani. Basato sulle precedenti attività avviate dal Presidente e fondatore Andrea Girolami, AG Group nasce da un’operazione di rebranding avvenuta nel corso del 2019, che ha riunito il lungo percorso imprenditoriale del Presidente. L’offerta attuale si basa infatti sulle cinque linee di business sviluppate nel tempo da Girolami: AG Hotels, AG Hotel Consulting (agenzia di consulenza alberghiera), AG Boutique Journey (il tour operator/DMC, già RSI Travel), AG Foodies (i bistrot e le terrazze con cucina gourmet), cui di recente si sono aggiunte le residenze per anziani rappresentate dal brand AG Domus Nova, che offrono assistenza confortevole e di qualità per rispondere alla crescente richiesta di accoglienza per la terza età.

La carriera dell’imprenditore Andrea Girolami

Andrea Girolami è un imprenditore con oltre vent’anni di esperienza maturata nel settore del turismo e dell’ospitalità. Laureato in Economia presso l’Università La Sapienza di Roma, in seguito lavora per sei anni in importanti società di consulenza. Si occupa, a livello accademico, di formulazione e implementazione delle scelte strategiche in ambito aziendale. Nel 2000 avviene la svolta imprenditoriale con la nascita di RSI Travel, tour operator che si afferma in poco tempo tra le realtà più efficienti del settore in Italia. In dieci anni, RSI si quintuplica e diventa RSI Group, divisa in cinque macro aree di intervento. Forte di questi successi, Andrea Girolami entra anche nel settore alberghiero con l’acquisto di un immobile che diventerà nel giro di un anno il primo quattro stelle di proprietà. Nel 2015 l’imprenditore avvia Italy Hotels Collection, società di consulenza alberghiera attiva anche nel revenue management. Nel 2017, invece, grazie alla sua passione per il buon cibo e il buon bere, apre a Roma il primo bistrot a marchio Diana’s Place, che offre cucina gourmet in ambienti raffinati e informali. Avvia infine il brand Domus Nova, a partire dal Centro Italia. Tutte queste iniziative sono confluite in AG Group nel 2019.

Andrea Mascetti: lo Studio Legale commenta il subappalto nei contratti pubblici

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Nicolò F. Boscarini, avvocato dello Studio Legale fondato da Andrea Mascetti, interviene sul dibattito riguardante gli appalti pubblici, nello specifico in relazione all’incompatibilità evidenziata dalla Corte di Giustizia Europea tra libera concorrenza e limitazioni previste dalla normativa italiana.

Andrea Mascetti

Corte Ue e segnalazione Anac: lo Studio Legale di Andrea Mascetti affronta le ultime vicende sugli appalti pubblici

Il 26 settembre scorso una pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha sancito che in materia di subappalti nei lavori pubblici la legislazione italiana contrasta con quella comunitaria: secondo l’avvocato Nicolò F. Boscarini, collaboratore dello Studio Legale diretto da Andrea Mascetti, la sentenza ha riaperto il dibattito sul tema, come si evince anche dall’Atto di segnalazione inviato a novembre al Parlamento e al Governo italiano dall’Autorità nazionale anticorruzione. Tutto nasce dalla diatriba tra Autostrade per l’Italia e il Gruppo Vitali portata innanzi alla Corte di Lussemburgo riguardo la quinta corsia della Milano-Laghi: l’organismo europeo ha dato ragione a Vitali, escluso dalla partecipazione alla gara di subappalto dei lavori perché, secondo una precedente sentenza del Tar, l’offerta superava il limite del 30% previsto dal Codice dei contratti. Qualsiasi limite ai subappalti è dunque contrario alle direttive europee e in generale al principio di libera concorrenza. La successiva segnalazione dell’Anac, che ha suggerito al legislatore italiano una disposizione correttiva in materia, invita a mantenere un“opportuna compensazione” tra “i diritti di libertà riconosciuti a livello europeo” e le “esigenze nazionali di sostenibilità sociale, ordine e sicurezza pubblica”: “Il che tradisce – secondo l’opinione dello Studio di Andrea Mascettiil permanere, nonostante le procedure di infrazione e, da ultimo, la sentenza in parola, di un’impostazione di pensiero secondo cui la disciplina nazionale del subappalto dovrebbe in fondo conservare la propria tradizionale sfiducia nei confronti dell’istituto”. Secondo l’Anac infatti i giudici europei non hanno concesso il subappalto illimitato, ma di fatto abolito la percentuale prefissata dalla legislazione italiana, dando quindi la possibilità alle stazioni appaltanti di operare caso per caso.

Studio Legale di Andrea Mascetti, l’opinione sull’interpretazione dell’Anac

All’interno della segnalazione dell’Anac, l’Autorità suggerisce inoltre di conservare il divieto per i subappalti che coprono l’intera commessa o una “parte rilevante”, consigliando anche una verifica del possesso dei requisiti dei subappaltatori già in fase di gara. Secondo l’avvocato Boscarini, dello Studio Legale fondato da Andrea Mascetti, l’intenzione dell’Anac è quella di conferire maggior potere decisionale in materia alle stazioni appaltanti, una soluzione che tuttavia potrebbe danneggiare i partecipanti alle gare, costretti ad accettare un sistema fumoso e troppo dipendente dalle valutazioni del singolo caso. Per Boscarini, oltre a mantenere il divieto sul subappalto totale e prevedere controlli preventivi, una soluzione potrebbe essere quella di lasciare agli operatori economici che partecipano alle gare la libertà di strutturare la propria offerta, segnalando in anticipo percentuale di lavori o servizi che intendono subappaltare a terzi.