Enogastronomia e agricoltura per rivalutare le Comunità rurali

Scritto da Fausto Faggioli il . Pubblicato in Aziende, Dal Mondo, Istruzione

Si sta svolgendo sul territorio romagnolo, un’esperienza formativa totalmente “made in Italy” nell’ambito di due progetti Erasmus+ per due gruppi di futuri tecnici provenienti dalla Turchia.

Le professoresse Birgul Citil Simsek e Oya Cetinkaya Akcan coordinano gli studenti del percorso “QUALITY TRANSFER IN TOURISM FROM EUROPE” provenienti dall’Istituto KUMLUCA MESLEKI VE TEKNIK ANADOLU LISESI e il professor Mustafa Aydin coordina gli studenti del progetto “NEW GENERATION METHODS IN AGRICULTURE” provenienti dall’Istituto GOKCEYAZI COK PROGRAMLI ANADOLU LISESI.

In una giornata full immersion alle Fattorie Faggioli di Cusercoli (FC), i giovani futuri tecnici  scoprono che il messaggio per una miglior qualità della vita può essere trasmesso anche attraverso i valori “turistici” di una gastronomia mediterranea proposta con innovativi accorgimenti.

“Nuove tecnologie – sottolinea Fausto Faggioli delle omonime Fattorie – stanno cambiando non solo il settore agricolo ma anche e soprattutto quello turistico e per essere al passo coi tempi “l’anagrafe conta”. In futuro, ma già oggi, i giovani devono essere capaci di commercializzare il loro prodotto e devono essere consapevoli del proprio ruolo per mantenere gli ecosistemi. La cooperazione quindi, è un importante strumento a disposizione delle Comunità rurali  per potenziare e conferire valore aggiunto alla loro strategia, utile a realizzare progetti concreti per rafforzare relazioni e reti tra i soggetti interessati, scambiare buone prassi, sviluppare esperienze innovative.”

Dopo l’esperienza in Fattoria, i gruppi hanno incontrato Alessio Orlandi, responsabile commerciale  della serra idroponica Fri-El Greenhouse. Una “piccola Olanda” di 11 ettari a Ostellato (FE).

“L’uso sostenibile e rispettoso delle risorse naturali – rileva Alessio Orlandi, responsabile commerciale di Fri-El Grennhouse – rappresenta per gli abitanti del luogo un vero e proprio stile di vita e per la nostra azienda una vocazione. Da quando c’è la serra,  si nota un nuovo fermento, dimostrando come l’agricoltura, affrontata con specializzazione e un piano operativo ben saldo, sia in grado di portare benefici a tutto il territorio, oltre che a tutta l’economia. Il futuro è già presente: questa la sfida competitiva lanciata con il resto d’Europa.”

“Le Comunità rurali – terminano Faruk Sayan, Ali Dogan Adar e Omar Sayan, coordinatori dei due gruppi – devono vedere nell’agricoltura e nel turismo, un’opportunità per diversificare l’economia delle aree rurali e rivitalizzare i territori altrimenti non più competitivi a fronte delle dinamiche dei mercati e dell’evoluzione delle politiche agricole.”

Le Conserve della Nonna esaltano i sapori della tradizione italiana con due novità nella linea legumi

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

Uno speciale lancio nel segno della tradizione gastronomica regionale, capace di portare sulle tavole del consumatore italiano il gusto unico delle Lenticchie di Altamura IGP e dei Ceci neri della Murgia. 

Le Conserve della Nonna, storico marchio nato nel 1973 a Ravarino (MO), continua il viaggio attraverso i sapori e le tradizioni del Bel Paese offrendo al mercato due varianti di legumi differenzianti e di altissima qualità, di provenienza 100% italiana.

In linea con la sua grande tradizione, passione, impegno e innovazione – oltre che con una proposta completa di prodotti realizzati a partire da materie prime lavorate da fresco, con l’attenzione tipica di una cucina domestica – il brand inserisce a catalogo due nuovi prodotti geograficamente connotati e capillarmente richiesti nel panorama del mercato food italiano. Ecco quindi le novità della linea legumi: le Lenticchie di Altamura IGP e i Ceci neri della Murgia al naturale.

Se da un lato le Lenticchie di Altamura si distinguono per la spiccata versatilità e trovano applicazione anche in moltissime ricette – sia come contorno pronto da scaldare che come ingrediente di una zuppa o di una sfiziosa pasta, grazie alla ricettazione realizzata con pomodoro ed erbe aromatiche – dall’altro emergono con forte intensità i profumi e i sapori della terra di provenienza di questo legume IGP, al confine tra Puglia e Basilicata.

I Ceci neri della Murgia sono un legume antico e di sempre più difficile reperimento, principalmente coltivato nelle campagne del Meridione d’Italia, proprio nella fascia tra Lucania e Puglia. Il prodotto si distingue per il colore scuro e racchiude nel suo piccolo formato un sapore intensissimo e una consistenza croccante che lo rendono ideale per la preparazione di zuppe e insalate di ogni tipo. Non solo: il ricco apporto di proteine, di fibre e di ferro – quasi tre volte superiore rispetto ai valori nutrizionali di un cece normale – fa di questo legume un ingrediente irrinunciabile per svariate ricette.

Il brand del Gruppo Fini, fresco di restyling nella sua visual identity, rafforza ora la già ricca gamma di legumi che sono proposti sia semplici, solo in acqua e sale – come i Ceci Giganti, i Fagioli Borlotti e i Cannellini – che ricettati come i Fagioli all’Uccelletto e quelli al Fiasco, o più originali come l’Armonia di Legumi. Tutti sempre confezionati in vaso di vetro a garanzia di genuinità e trasparenza che da sempre contraddistinguono il marchio Le Conserve della Nonna.

Il Gruppo Fini SpA, società a socio unico di proprietà del fondo 100% italiano Paladin Capital Partners, è una storica realtà produttiva dell’alimentare nel nostro Paese. La società è titolare dei marchi Fini, nato nel 1912 ad opera di Telesforo Fini nel cuore dell’Emilia, e Le Conserve della Nonna, tradizionale realtà di Ravarino (MO). FINI è un marchio di pasta ripiena e sughi freschi che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche di tutte le regioni italiane, offre sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale.

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Apple e il mito dell’ecosistema inespugnabile

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Con il suo ecosistema blindato e una strategia di comunicazione orchestrata ad arte, Apple alimenta la propria reputazione di fortezza inespugnabile. Tuttavia, quando si tratta di cybersecurity, nessuno è invulnerabile.

Ciò che fai col tuo iPhone rimane nel tuo iPhone”. Numerosi i visitatori del CES imbattutisi in questo messaggio, presentato a caratteri cubitali bianchi su un enorme pannello nero posto su un edificio di 13 piani. Un’imponente campagna di comunicazione condotta da Apple per pubblicizzare il proprio ecosistema e presentarsi come uno strenuo difensore della privacy. A neanche tre settimane di distanza l’azienda ha dovuto ammettere la presenza di una falla di sicurezza enorme in FaceTime che rendeva le conversazioni condotte tramite iPhone accessibili a chiunque all’insaputa dell’utente. Informazione seguita a ruota dalla notizia che il sistema operativo MacOSX era vulnerabile a CookieMiner, un malware che hackerava e quindi depredava i portafogli di criptovalute detenuti dagli utenti. E la scoperta di una vulnerabilità zero day sulla nuova versione di macOS, Mojave, fa si che già solo il preludio del 2019 confermi che, quando si tratta di sicurezza, nessuno è invulnerabile. Neanche il marchio con la mela.

Il mito dell’inviolabilità di Apple

Apple, tuttavia, viene considerata da lungo tempo come un sistema a prova di manomissione. Tre elementi in particolare hanno contribuito a questo mito secondo David Gueluy, Innovation leader presso Stormshield. “A fronte dell’iniziale base di utenza molto ridotta rispetto a Microsoft, storicamente Apple non era un obiettivo particolarmente attraente per eventuali attacchi. In secondo luogo, il fatto che Apple si sia dotata di un ecosistema chiuso dà luogo ad un’illusione di controllo e immunità agli attacchi. Infine, la tutela della privacy è diventata ormai un argomento commerciale per Apple, che vi fa spesso riferimento, rinsaldando l’equazione Apple = sicurezza nella percezione degli utenti.”

Da diversi anni però, Apple è oggetto di attacchi. Il successo di iPhone e MacBook ha dato luogo ad un notevole incremento degli utenti dell’ecosistema Apple. Utenti che a fronte del profilo – per lo più altospendente e “VIP” – acuisce gli appetiti. “I cyberattacchi hanno spesso una motivazione pecuniaria” afferma Gueluy. Ne consegue che le vulnerabilità riscontrate sui prodotti Apple sono in aumento, e a volte generano un notevole interesse mediatico, come la violazione di iCloud del 2014 che ha compromesso dati sensibili e privacy di numerose star di Hollywood. “Il caso iCloud è emblematico perché ci ricorda che la sicurezza è una questione di portata globale: tendiamo a pensare spesso in termini di mero hardware (smartphone, tablet, computer), tuttavia tutti i servizi e i dispositivi che utilizziamo sono fonti di rischio aggiuntive,” fa notare Gueluy.

“La sicurezza è una questione di portata globale: tendiamo a pensare spesso in termini di mero hardware (smartphone, tablet, computer), tuttavia tutti i servizi e i dispositivi che utilizziamo sono fonti di rischio aggiuntive.”

David Gueluy, Innovation leader di Stormshield

L’App Store, un nido di spie

Già questo basta per far dire ad alcune persone che l’utente Mac non beneficia di una protezione superiore a quella fornita ad un utente Windows. E’ sufficiente consultare la Banca dati nazionale delle vulnerabilità (NVD) per notare che anche l’ecosistema Apple ha la sua quota di CVE (Common Vulnerabilities and Exposures).

Attualmente, un terzo degli attacchi sono indirizzati ai dispositivi mobili. Android è indubbiamente ancora il sistema operativo più attaccato ma iOS vi è altrettanto soggetto. Ancora prima del caso del CookieMiner presentatosi nel 2019 abbiamo avuto, senza annoverarli con un ordine preciso, il malware XCodeGhost che, secondo FireEye, avrebbe infettato oltre 4000 applicazioni presenti nell’App Store, lo spyware Pegasus, il trojan Acedeceiver e persino il ransomware KeRanger.

L’utente Apple, il primo fattore di vulnerabilità

“Tutti gli ecosistemi stanno diventando più affidabili. Oggigiorno il punto di accesso più vulnerabile è l’utente,” afferma uno dei ricercatori di sicurezza di Stormshield. In realtà, per limitare i rischi basta adottare alcuni semplici accorgimenti. “Come tutti i produttori di software, Apple ha team specializzati nella risoluzione delle vulnerabilità. L’abitudine più importante nella cybersecurity è aggiornare i sistemi regolarmente”, aggiunge.

Come minimo non si dovrebbero mai scaricare allegati sospetti, sarebbe utile impiegare l’autenticazione a due fattori con una password robusta che va modificata regolarmente. E, ovviamente, non si devono installare applicazioni senza conoscerne la fonte. “Idealmente le app andrebbero scaricate dall’App Store o dal sito ufficiale del produttore”, spiega lo specialista di cybersecurity. Se si vuole evitare di installare un’applicazione malevola, è consigliabile verificare l’identità dello sviluppatore, per vedere se è la stessa di altre applicazioni nello store. Altresì andrebbero consultati i commenti alla app e, ancor più importante, ne andrebbe verificato il prezzo. Se la app è molto meno cara di quanto ci si aspetti, meglio stare all’occhio. “Bisogna adottare la stessa regola che vige in merito al phishing” , conferma Julien Paffumi, Product Marketing Manager di Stormshield. “Se è troppo bello per essere vero, è definitivamente una trappola!”

Questo trend non riguarda più esclusivamente la sfera personale. Dotati di una maggior potenza di calcolo, nuove funzionalità e supportati da campagne di marketing efficaci, i prodotti Apple si stanno aprendo la strada presso un crescente numero di aziende. Unica consolazione: in ambito aziendale si presume che siano impiegate soluzioni di sicurezza più avanzate su più livelli:

  • Un firewall, come le soluzioni Stormshield Network Security, protegge il traffico di rete filtrando il flusso di dati al fine di identificare contenuti e siti dannosi. Questi sistemi sono particolarmente raccomandati per implementare connessioni sicure.
  • Soluzioni di cifratura per proteggere i dati su MacBook e iPhone. Che si tratti di negligenza, malevolenza o di spionaggio industriale, i dati aziendali sono oggetto di una forte competizione e il loro rischio di furto è altamente sottostimato. Soluzioni come Stormshield Data Security garantiscono una cifratura punto-punto, dall’utente al destinatario, assicurando una protezione trasparente contro attacchi man-in-the-middle, data breach o un’amministrazione fraudolenta.

Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo.
A proposito di Stormshield : https://www.stormshield.com/

Mauro Ticca: Il profilo professionale

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

Il manager torinese Mauro Ticca ha alle spalle una carriera consolidata nell’ambito del trasporto merci, logistica e handling aeroportuale, avendo operato per più di 30 anni in aziende specializzate nel settore, in qualità di Direttore e Coordinatore delle attività.

Mauro Ticca

Mauro Ticca: dagli studi alle prime esperienze professionali

Mauro Ticca nasce a Torino nel 1960. Dopo aver frequentato il Liceo Scientifico, si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza, ma muove i primi passi del proprio percorso professionale in ambito commerciale. Nel 1987, infatti, viene assunto da Executive Trasporti e quattro anni dopo si sposta nell’area commerciale di Federal Express, società specializzata nel trasporto internazionale via aerea. Nel 1993, Mauro Ticca approda in Bartolini S.p.A. in qualità di Direttore delle filiali di Ivrea e Asti e successivamente nell’Hub di Torino, dove si occupa di conto economico, operations e budgeting operativo, arrivando a gestire un fatturato di 6 milioni di euro. Dal 2000 al 2004 lavora come Consulente per Aziende di rilevanza nazionale nel settore del trasporto espresso. Il manager torinese approfondisce le proprie conoscenze nell’ambito, attraverso due corsi di formazione: “Gestione e motivazione dei collaboratori e negoziazione con la clientela” a Bologna nel 2000 e “Gestione del personale e flessibilità operativa. Smart working. Principi di ingegneria gestionale”, tenutosi a Bruxelles nel 2018.

Mauro Ticca: il percorso professionale nell’handling aeroportuale

Il 2004 segna la svolta del percorso professionale di Mauro Ticca, poiché si estende all’ambito dell’handling aeroportuale. In qualità di Direttore dello Scalo di Venezia in GH Italia S.p.A, arriva a gestire 250 risorse, conseguendo risultati degni di nota. L’anno successivo, infatti, ricopre il ruolo di Station Director in Aviapartner S.p.A, una delle aziende più rilevanti a livello internazionale nel settore. Fino al 2017, è stato Responsabile Operativo ed Economico-Finanziario degli scali di Torino, Venezia, Reggio Calabria e Lamezia Terme, dove si è verificata una crescita dell’Ebit e, in particolare, a Venezia ha contribuito al mantenimento della certificazione ENAC, ripristinando la qualità gravemente compromessa dello scalo. Nel 2018 consegue la certificazione emessa da Federmanager come General Manager, dimostrando una professionalità tale da assicurare l’intera gestione aziendale di un’impresa o di progetti complessi. Attualmente è Direttore Generale presso un primario consorzio che opera nel settore air cargo.

IL VILLAGGIO DE L’ALTRA ROMAGNA ALLA FIERA “SONO ROMAGNOLO” DAL 22 AL 24 FEBBRAIO 2019

Scritto da Gal L Altra Romagna il . Pubblicato in Aziende, Cultura, Locale

Importante vetrina per l’entroterra romagnolo alla manifestazione “Sono Romagnolo” di Cesena Fiera in programma dal 22 al 24 febbraio 2019.

Il Gal L’Altra Romagna realizza uno spazio tutto suo di 3.000 mq, il villaggio dell’entroterra romagnolo, coinvolgendo le Pro loco e le associazioni di promozione del territorio ricadenti nella propria area di gestione del programma europeo “Leader” all’interno del Piano di Sviluppo Rurale dell’Emilia Romagna 2014-2020.

Lo stand del GAL L’Altra Romagna fungerà da apripista al visitatore, che percorrerà le vie del Villaggio rappresentate dalle varie vallate dell’Appennino.

La presenza di ben 43 stand espositivi rappresenta la novità principale della fiera rispetto alle edizioni precedenti.

Le 43 candidature sono pervenute mediante manifestazione di interesse pubblicata sul nostro sito.

Uno spazio fatto di volti, scorci suggestivi di vigne e frutteti, borghi antichi, tradizioni, cultura, per animare e lasciare un biglietto da visita indimenticabile.

Da non perdere il talk show televisivo di venerdì 22 dalle 17.30 alle 19,30, organizzato e coordinato dal Gal L’Altra Romagna con le riprese televisive di Teleromagna nel palco centrale della Fiera, dove verrà raccontato il progetto legato alla costruzione del Villaggio.

Insieme al Presidente Bruno Biserni e al Direttore Mauro Pazzaglia,

NE PARLEREMO CON:

Valtiero Mazzotti, Direttore generale Agricoltura, caccia e pesca della Regione Emilia Romagna

Christian Castorri, Assessore al turismo del Comune di Cesena

Nicola Iseppi, Unione della Romagna Faentina – delega al turismo

Mirko Capuano, Consigliere Destinazione Turistica Romagna

Catia Guerrini, Vicepresidente Cesena Fiera

Augusto Patrignani, Presidente Provinciale Confcommercio Forlì-Cesena

Marco Laghi, Responsabile CNA Turismo e Commercio Forlì-Cesena

Stefano Ferrari, Presidente Unpli Emilia Romagna

Atos Mazzoni, Presidente UNPLI Forlì-Cesena

Marino Moroni, Presidente UNPLI Ravenna

TESTIMONIANZE DI ALCUNI STAND DEL VILLAGGIO

Nevio Agostini, Responsabile del servizio promozione del Parco Nazionaledelle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna

Massimiliano Costa, Direttore Ente Parchi e Biodiversità Romagna

Rodolfo Valentini, Presidente Associazione La Via Romea Germanica

Lorenzo Angelini, Direttore Associazione Strada dei Vini e dei Sapori dei Colli di Forlì e Cesena

Maida Cattaruzza, Associazione Strada della Romagna

Con la partecipazione di Mirko Casadei

Conduce Pier Giorgio Valbonetti del Gruppo Pubblisole-Teleromagna

Organizzazione e coordinamento: Giovanni Bertozzi – GAL L’Altra Romagna

La messa in onda della trasmissione sui canali di Teleromagna, è prevista nelle seguenti giornate:

Sabato 23 febbraio 2019 alle ore 23,15 sul canale 14

Domenica 24 febbraio 2019 alle ore 15,30 sul canale 11

 

Info:

Sono Romagnolo 22, 23, 24 febbraio 2019
Orario: venerdì 22 febbraio 17.00-23.00; sabato 23 febbraio 10.00-23.00; domenica 24 febbraio 10.00-21.00.

Ingresso gratuito

Ufficio stampa GAL L’Altra Romagna

Si arricchisce la linea “I Granripieni” di Fini con i Ravioli Pancetta e Grana Padano

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende, Gastronomia e Cucina

Una nuova referenza nel segno della migliore tradizione culinaria italiana si aggiunge alla selezionata gamma di pasta fresca ripiena di Modena. 

“I Granripieni” di Fini – linea premium dello storico brand emiliano nato a Modena nel 1912 e specializzato nella pasta fresca ripiena – si arricchisce di una nuova sfiziosa proposta, perfetta per chi ricerca un gusto ricco e deciso preservando un abbinamento tradizionale tipico della tradizione culinaria del nostro Paese. Si tratta dei Ravioli Pancetta e Grana Padano: una ricetta saporita e appetitosa con una forte riconoscibilità in percentuale del grana padana DOP, certificato dal marchio del Consorzio, e il 45% di ripieno all’interno di un grande formato di raviolo in cui emerge il gusto inconfondibile della pancetta stesa affumicata.

Un’inedita variante della già affermata linea “I Granripieni”, in costante crescita in termini del volume di vendita anche in virtù del rilancio perseguito dal Gruppo Fini nel 2017, che riconferma ancora una volta la centralità attribuita dal consumatore italiano alla qualità e all’appagamento sensoriale, derivante da un’accurata scelta delle migliori materie prime e da un’attenta ricerca in tema di formati di pasta. Una linea, quella de “I Granripieni”, che ha registrato numeri positivi nel 2018 e che, sull’onda dei lanci più recenti, vede crescere ancora il numero medio di referenze a scaffale in GDO. Segno positivo anche per la crescita dei volumi e delle rotazioni medie di base (+4,8%), a significare il buon riscontro ottenuto sul consumatore finale dai prodotti della gamma “i Granripieni”.

A partire dal 18 marzo, quindi, sarà possibile reperire a banco frigo la nuova proposta di pasta ripiena del Gruppo Fini accanto alle altre eccellenze della gamma “I Granripieni”, risultato di una meticolosa analisi di mercato volta a individuare le evoluzioni di gusto e le preferenze di consumo degli italiani in tema di pasta fresca ripiena.

Tutti i formati de “I Granripieni” sono realizzati nella totale assenza di conservanti e aromi artificiali, grassi vegetali di palma e glutammato monosodico. Un assortimento di pasta fresca ripiena pensato per i consumatori che, con la garanzia di un grande gruppo alimentare, vogliono sperimentare il piacere del mangiare bene emiliano ogni giorno. Infatti pasta Fini ha mantenuto le caratteristiche di quella della tradizione modenese: sfoglia ruvida consistente e porosa, realizzata a partire da farine 100% italiane.

Il Gruppo Fini SpA, società a socio unico di proprietà del fondo 100% italiano Paladin Capital Partners, è una grande realtà produttiva dell’alimentare con sede a Modena. La società è titolare dei marchi Fini, nato nel 1912 ad opera di Telesforo Fini nel cuore dell’Emilia, e Le Conserve della Nonna, storica realtà di Ravarino (MO). FINI è un brand leader nella pasta ripiena che rappresenta in Italia e nel mondo tutto il gusto della tradizione emiliana in cucina. Le Conserve della Nonna, nell’ampia gamma di referenze tipiche, offre sughi, condimenti e confetture preparate secondo metodi tradizionali, con la sicurezza di un grande gruppo industriale.

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Rendi il tuo spazio esterno come nuovo grazie a queste applique da giardino

Scritto da fsdf il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

L’illuminazione da esterni è tanto fondamentale quanto quella da interni. Questo fatto, molte persone lo dimenticano ma si tratta di persone che o non possiedono un giardino, oppure che lo hanno ma non lo curano adeguatamente. Tutte quelle persone che, invece, hanno cura del proprio giardino, ci tengono in maniera particolare conoscono bene l’importanza di adattare l’illuminazione esterna al loro giardino. Bisogna essere coscenti dello spazio esterno che si ha, bisogna pensarlo non come un’entità esterna alla casa ma come la parte che la completa. In questo modo, quindi, riuscirete a creare uno spazio che sia perfettamente in linea con gli spazi interni, dagli alberi ai fiori passando per il vialetto tutto sarà pensato per apparire perfetto. Il giardino, infatti, in molte culture è quasi considerato come un’arte. Iniziate anche voi a curare il vostro adeguatamente.  Un modo perfetto per trovare il giusto compromesso fra giardino ed illuminazione sono le applique da giardino. Rendete l’ambiente esattamente come lo desiderate grazie a queste applique da giardino.

Applique da giardino: caratteristiche, usi e vantaggi

Per chi non conoscesse questo termine, è giusto fare un po’ di chiarezza, o luce in questo caso. Le applique sono dei portalampade inseriti in strutture più o meno decorative che vengono attaccate ai muri. Quindi, in poche parole, si tratta di una lampada che viene attaccata ad un muro. Questa è una soluzione efficiente per tutte quelle persone che non hanno abbastanza spazio all’esterno per scegliere dei lampioni da esterno o un altro tipo particolare di illuminazione. Le applique da giardino, poi, oltre a far risparmiare spazio hanno questo fantastico vantaggio: creano una luce soffusa non essendo troppo diretta. Essendo, quindi, un’illumiazione a muro creano un’atmosfera molto romantica, dolce e melanconica. Se quindi, state cercando questo tipo di illuminazione per il vostro giardino, sapete che dovete optare per delle applique da giardino. Vi aiuteranno ad illuminare le zone che desiderate creando un’atmosfera perfetta per stare fuori anche di notte. Scopri subito tutti i dettagli per ottenere anche tu queste applique da giardino, grazie alla tecnologia led potrai davvero realizzare quello che non pensavi possibile.

Scopri i vantaggi di avere delle applique da giardino con la tecnologia a led

Queste applique da parete hanno anche un ulteriore vantaggio di cui non abbiamo ancora parlato: queste applique da giardino sono a tecnologia a led. Ciò significa che se sceglierai questo tipo di illuminazione per il tuo giardino avrai ottenuto un giardino davvero perfetto. Otterai un’atmosfera tutta particolare e al contempo risparmierai sulle lampadine. Le lampadine a led, infatti, si differenziano molto da quelle normali perché sono molto meno costose e sono molto durevoli nel tempo. In questo modo quindi riuscirai a combinare l’utile al dilettevole: avrai un giardino illuminato perfettamente e contemporaneamente utilizzerai una tecnologia che ti permette di risparmiare energia e denaro. Aprofitta subito di questa fantastica offerta per rendere il tuo giardino attuale, il tuo giardino dei sogni. Potrai illuminare sia il tuo vialetto che il tuo albero preferito, i cespugli che preferisci e anche la pergola nella quale ami tanto passare il tempo. Fallo ora, non aspettare che il tempo ti scappi dalle mani.

Da Bioagrotech uno stop naturale agli infestanti dei cereali

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Ambiente, Aziende

Con l’applicazione di zeolite cubana Bioagrotech sull’orzo immagazzinato arriva una risposta definitiva alle problematiche di stoccaggio 

Le infestazioni in magazzino sono uno dei problemi che più colpisce la filiera agroalimentare italiana. Dal campo alla tavola, il danno provocato durante lo stoccaggio rischia di compromettere intere produzioni. Per risolvere questa problematica si è attivata Bioagrotech srl, azienda della Repubblica di San Marino specializzata nella produzione e commercializzazione di fertilizzanti e trattamenti organici per l’agricoltura biologica, la prima a presentare al mercato italiano i vantaggi della Zeolite Cubana e continua a studiarne i benefici.

Dal 2015 Bioagrotech ha condotto numerosi studi, su campioni in laboratorio e su più ampia scala, per individuare nuove soluzioni sostenibili e rispettose dell’ambiente per il controllo dei coleotteri infestanti che spesso si trovano nei magazzini e nei silos. I risultati di queste ricerche dimostrano che Zeokill Bio, il prodotto ad azione fisica realizzato con Zeolite Cubana, è molto efficace nel controllo degli infestanti, inducendo un elevato livello di mortalità negli insetti adulti e riducendone la capacità di proliferazione, vincendo la loro protezione naturale cerosa e la sua impermeabilizzazione.

L’azienda ha infatti trovato un’ottima alternativa nel Corroborante Zeolite Cubana, polvere di roccia dalle caratteristiche uniche ricavata da una cava in un vulcano a Cuba, del cui utilizzo e commercializzazione ha l’esclusiva la stessa Bioagrotech.

L’ultimo prodotto che trae vantaggio dalle proprietà di questa roccia sedimentaria di origine vulcanica è Zeokill Bio, il primo prodotto completamente naturale e biologico per il controllo sostenibile degli insetti infestanti delle granaglie.

Si tratta di un prodotto a oggi unico nel mercato, ideale per tutti i produttori di farine e preparati a base di cereali che desiderano mettere in atto tutte le pratiche dell’agricoltura biologica senza però subire l’azione dannosa di alcuni insetti che solitamente infestano i cereali nei magazzini di stoccaggio.

Anche le prove effettuate con Zeokill Bio su orzo infestato da parassiti hanno dato esiti straordinari. Dopo circa 15 giorni dal trattamento è stato fatto un controllo per valutare l’eventuale efficacia: il risultato è stato che circa il 70% dei parassiti erano morti. A 32 giorni dal trattamento, in data 08/11/18, è stato fatto un secondo controllo dal quale è emerso che la totalità dei parassiti era morta.

Gli studi presentati nel corso del convegno organizzato da Bioagrotech a Rimini lo scorso gennaio hanno pertanto dimostrato come la Zeolite Cubana sia un prodotto completamente ecologico e naturale il cui utilizzo è consentito nell’agricoltura biologica in Italia. Zeokill Bio è quindi la soluzione sostenibile per combattere le infestazioni delle granaglie rispettando i dettami dell’agricoltura biologica contemporanea.

Bioagrotech srl è un’azienda della Repubblica di San Marino specializzata nello studio, nella lavorazione e nella commercializzazione di fertilizzanti e substrati organici e minerali ideali per le esigenze dell’agricoltura biologica, biodinamica e a lotta integrata. Dal 2011 propone trattamenti innovativi per un’agricoltura all’insegna del rispetto dell’ambiente e della biodiversità. I prodotti Bioagrotech potenziano le difese naturali delle piante e arricchiscono il suolo: in tal modo permettono di ridurre notevolmente l’uso di fitofarmaci, riducendo anche la loro presenza residuale sui raccolti. www.bioagrotech.com

StandArtUnico, al via un innovativo servizio per promuovere l’arte

Scritto da inpress il . Pubblicato in Arte, Aziende

Siracusa – Un innovativo servizio che trasforma locali e attività commerciali in una sorta di galleria d’arte diffusa dove gli avventori, affascinati dal piacere estetico e dall’emozione del bello, possono ammirare le opere esposte e persino decidere di acquistarle. È StandArtUnico, il servizio di noleggio di opere d’arte lanciato dal linker art Benedetto Speranza dell’atelier Artigia e già sperimentato con successo da b&b e ristoranti.

StandArt Unico, ancor prima d’essere un nuovo servizio per aziende, attività commerciali e professionisti, è un concetto: l’arte è capace di rendere ogni cosa unica, originale e irripetibile. Ma l’acquisto di opere d’arte comporta spesso rischi e costi proibitivi per le aziende.

Il noleggio, invece, offre maggiori vantaggi a costi assai più contenuti. Noleggiare opere d’arte di artisti affermati, significa trasformare un ambiente impersonale in un luogo esteticamente gradevole, renderlo unico e riconoscibile. Così da differenziarsi sul mercato. Significa anche poter effettuare una rotazione delle opere come nei musei o nelle gallerie d’arte, rinnovando periodicamente l’estetica degli ambienti e stimolando la curiosità artistica dei clienti e invogliarli a tornare. Il canone di noleggio dell’opera è interamente detraibile, come previsto dal Decreto Legge n. 35 del 14/03/2005. E comprende le spese, di trasporto e allestimento. Inoltre,
chi prende a nolo un’opera d’arte ha anche la possibilità di venderla al pubblico, ricevendo una percentuale di intermediazione compresa tra il 10 e il 30 %. Il servizio offre anche la possibilità di personalizzare e rendere unici oggetti d’uso comune, come sedie, panche, ecc. con un tocco d’artista: da standard a unico attraverso l’arte.

Insomma, il progetto è concepito in un’ottica tale per cui tutte le parti coinvolte centrano i propri obiettivi. Gli artisti e il noleggiatore aumentano la circolazione delle opere e dunque le probabilità di vendita. Le attività commerciali diventano luoghi unici, più riconoscibili e più attraenti agli occhi dei clienti. Il pubblico, infine, ha un’opportunità in più di fruizione estetica e all’occasione può anche acquistare l’opera. L’iniziativa, che nei Paesi anglosassoni vanta già una lunga tradizione, coinvolge al suo esordio siracusano il ristorante Divino Mare di Via Lanza 10 a Ortigia, accanto all’Antico Mercato, e il B&B Divino Mare apartment che hanno reso uniche le pareti dei locali con alcune opere del maestro Salvatore Accolla.

«Da quando Benedetto ci ha parlato del maestro Accolla – spiegano i titolari Fabrizio e Lucia – abbiamo subito sposato il progetto, che oltre dare visibilità
all’artista riesce a fare da vetrina anche alle nostre strutture. Il percorso che proponiamo parte dalla borgata, dove sono posizionati i nostri appartamenti che si affacciano sul molo di Santa Lucia. Gli ospiti che verranno a trovarci avranno la possibilità di vedere un’esposizione delle opere del maestro siracusano, consultare il catalogo e ricevere informazioni sull’artista nella loro lingua. Daremo, inoltre, la possibilità di utilizzare gratis delle bici per girare la città, che potranno essere ritirate al Divino Mare. Piccolo ma delizioso ristorante all’interno del Mercato di Ortigia, tra i più colorati e folcloristici della Sicilia. All’interno ospitiamo delle tele del Maestro che riempiono le pareti rendendole colorare e bellissime. Alla fine di ogni pasto, regaliamo delle cartoline con opere dell’artista e l’indirizzo di Artigia. Altre idee e collaborazioni sono certo verranno fuori da questo meraviglioso Mondo».

Info e contatti

Artigia Atelier d’Arte
Via Resalibera 2
Siracusa
393 995 9249

Roberto Casula: il profilo professionale

Scritto da newsrconline newsrconline il . Pubblicato in Aziende

Roberto Casula è l’attuale Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A. Dopo aver conseguito la laurea in Ingegneria Mineraria, matura diverse esperienze in Italia e all’estero che gli hanno permesso di sviluppare e consolidare le proprie competenze nel settore.

Roberto Casula, manager Eni

Roberto Casula: formazione e prime esperienze professionali

Roberto Casula nasce a Cagliari nel 1962, dove consegue la Laurea in Ingegneria Mineraria presso l’Università degli Studi. Dopo aver superato l’esame di abilitazione alla professione di Ingegnere, entra in Agip S.p.A. come Ingegnere di Giacimento. In questi anni, acquisisce ottime competenze nel campo, dedicandosi allo studio del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi. Nel corso della sua carriera si trasferisce diverse volte: nel 1992 è a Luanda, presso la consociata Agip Angola Ltd, prima in qualità di Reservoir Engineer e Petroleum Engineer e successivamente come Chief Development Engineer. Cinque anni più tardi rientra in Italia, presso la sede di San Donato Milanese, con la nomina di Responsabile del coordinamento delle attività di business e operative, relative ai Paesi dell’Asia centrale e dell’Africa occidentale. Nel 2000, Roberto Casula diviene Department Manager delle operazioni in Iran e un anno dopo si trasferisce a Teheran come Direttore del progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5.

Roberto Casula: la carriera in Eni

Il percorso professionale di Roberto Casula prosegue in Eni, dove assume la carica di Managing Director della consociata Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A. con sede a Gela: qui svolge attività di esplorazione e produzione del territorio siciliano. Nel 2005, essendo stato nominato Managing Director di Eni Nord Africa BV, si sposta in Libia dove rimarrà fino al 2007, per guidare le operazioni all’interno del Paese e avviare numerosi progetti sociali. Torna in Italia come Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana e successivamente Presidente delle 3 consociate Eni Abuja. Grazie a tali esperienze, Roberto Casula rafforza le proprie competenze e viene nominato Executive Vice President, ruolo che prevede l’estensione delle sue responsabilità ai Paesi dell’Africa e del Medio Oriente. Da luglio 2014 è Chief Development, Operations & Technology Officer e Consigliere di Amministrazione di Eni Foundation a diretto riporto dell’Amministratore Delegato.