Lectio Magistralis di Carlo Malinconico all’Università degli Studi di Salerno

Scritto da weboffice cm il . Pubblicato in Affari, Economia

Carlo Malinconico , relatore per l’incontro accademico “La Costituzione: Rileggerla e/o modificarla?” tenutosi presso l’Università degli Studi di Salerno, ha delineato le principali caratteristiche e i principi sui quali si basano le leggi fondamentali dello stato.

Carlo Malinconico

Carlo Malinconico: “Costituzione riconosce pluralismo”

Frutto del complesso lavoro dei padri costituenti, ispirati da principi democratici liberali, la Costituzione rappresenta la carta fondamentale sulla quale si basa il nostro ordinamento giuridico. Nel corso dell’incontro di studio dal tema “”La Costituzione: Rileggerla e/o modificarla?”, svoltosi lunedì 2 ottobre presso l’aula delle lauree Nicola Cilento dell’Università di Salerno, l’avvocato Carlo Malinconico, nel ruolo di relatore, ha tenuto una Lectio Magistralis su questo argomento. Il suo intervento si è focalizzato sui principi intorno ai quali la Costituzione ha posto le proprie fondamenta: la dignità della persona, il rispetto dei diritti, il lavoro, la famiglia. Durante la lezione ha evidenziato come nel redigere la Costituzione i padri costituenti abbiano avuto un occhio di riguardo al futuro, ben consapevoli che un giorno nuove sfide, politiche, sociali ed economiche, avrebbero potuto provocarne, in parte, l’obsolescenza. Sebbene i diversi articoli siano stati scritti oltre 70 anni fa, l’esperto in diritto ha ricordato come la loro flessibilità permetta ancora oggi l’inserimento di nuovi diritti nel nostro ordinamento giuridico. Sebbene rigida dunque, la nostra Costituzione, asserisce Carlo Malinconico , ha consentito sino ad ora al Paese di aderire a importanti progetti internazionali, come ad esempio l’edificazione del progetto europeo, senza richiedere particolari modifiche.

Esperienze professionali di Carlo Malinconico

Professore universitario di diritto e Avvocato, Carlo Malinconico nasce a Roma nel 1959. Titolare dell’omonimo studio legale fondato nel 2003, è stato insignito nel 2005 dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Dopo la Laurea in Giurisprudenza, conseguita all’Università degli Studi di Milano nel 1972, quattro anni più tardi ottiene, presso la Corte d’Appello di Milano, l’abilitazione all’esercizio della professione legale. Inizia a rivestire così ruoli di sempre maggior importanza all’interno della magistratura. Procuratore di Stato, Uditore Giudiziario, Avvocato dello stato, Consigliere di Stato, Consigliere di diversi ministeri, tra i quali la Presidenza del Consiglio e il Ministero del Tesoro, Carlo Malinconico è stato Consigliere Giuridico dell’Autorità Garante della Concorrente e del Mercato, Direttore Generale dell’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega agli Affari Regionali, all’Editoria e al Coordinamento Amministrativo. Lasciata la Magistratura, contemporaneamente all’attività forense, ha ricoperto l’incarico di professore universitario. Docente nella Facoltà di Giurisprudenza di Udine tra il 2002 e il 2005, passa nel novembre del 2005 alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Roma – Tor Vergata sino al 2011. Grazie all’esperienza e alle competenze accumulate nel corso della propria carriera, Carlo Malinconico ha ricevuto nel 2016 il premio “Le Fonti” come “avvocato dell’anno in diritto amministrativo”.

La Custodia dell’ Oro

Scritto da David Gold il . Pubblicato in Affari, Mercati

Sempre più persone in tutto il mondo investano in oro fisico, questo trend in costante crescita pone il problema della custodia dell’oro fisico acquistato.
La strategia del compro oro fisico viene perpetrata dagli investitori che desiderano assicurarsi un futuro economico tranquillo senza scommettere in altre tipologie di investimento che anche se potrebbero in alcuni casi permettere guadagni consistenti al tempo stesso potrebbero anche portare a gravi perdite del capitale investito.
Questa tipologia di investitori che scelgano un investimento sicuro sono molto sensibili al tema della custodia sicura dell’oro fisico acquistato.
Alcuni investitori scelgano di affidare il proprio oro generalmente sotto forma di lingotti 24 carati ai caveau delle banche specializzate nella custodia di oro fisico.
Quando ci si affida alla custodia delle banche è bene informarsi sulle condizione di custodia dell’oro fisico, esistano due metodi principali con i quali gli istituti bancari conservano l’oro che li viene affidato.
Uno consiste nel richiedere un conto oro assegnato che ha un costo di custodia stabilito dalla banca stessa, questo metodo prevede l’assegnazione di una cassetta di sicurezza di proprietà del richiedente nel quale si potrà depositare il proprio oro con la garanzia che questo possa essere utilizzato dalla banca per operazioni finanziarie.
L’altro metodo consiste nello scegliere un conto oro non assegnato che non ha un costo di custodia, anche se ultimamente alcune banche prevedano l’assegnazione di parte delle spese di custodia.
Scegliendo di conservare oro fisico in un conto non assegnato si accetta la possibilità che il nostro oro possa essere utilizzato a discrezione della banca in operazioni finanziarie che seppur in casi estremi potrebbero portare alla perdita del vostro oro fisico.
Esiste un’alternativa per la custodia dell’oro fisico che è quella di provvedere a conservare i lingotti autonomamente, in questo caso il rischio è rappresentato dalla possibilità di un furto, rischio per il quale potremo provvedere stipulando un’assicurazione contro questa eventualità ma che comporterebbe comunque una spesa fissa aggiuntiva.
I metodi di custodia di oro fisico sono scelti dagli investitori in base anche alle proprie esigenze e preferenze personali ma è certo che se si decide di affidare i propri soldi ad un bene rifugio come l’oro per coerenza si dovrebbe pensare ad un metodo di custodia dell’oro fisico altrettanto sicuro anche se questo potrebbe comportare una spesa.

Vendere Oro, Come Guadagnare il Massimo

Scritto da David Gold il . Pubblicato in Affari, Mercati

Se hai da vendere oro sotto forma di vecchi gioielli o oggetti anche rotti o non più luccicanti hai due possibilità.
Nel caso l’oggetto in oro non abbia un particolare valore se non quello dell’oro in esso contenuto allora non conviene spendere soldi per ripristinarlo allo stato originale, recandosi presso un compro oro otterremo una valutazione analoga sia che sia in buone condizioni che non.
Vendere oro ad un compro oro è un’operazione molto semplice, è sufficiente un documento di identità valido e l’operatore accetterà di acquistare qualsiasi tipo di gioielli o oggetto in oro in qualsiasi condizioni essi siano.
L’interesse dei compro oro è unicamente quello di acquistare l’oro contenuto nell’oggetto e su questo farà una valutazione che terrà esclusivamente conto della purezza in base ai carati e della quantità del prezioso metallo giallo al netto di altri materiali.
Per avere una valutazione adeguata del valore dell’oro è consigliabile recarsi in zone o città dove la concentrazione di compro oro è più elevata, questo perché come accade per tutte le tipologie di attività commerciali la concorrenza tende a far avere condizioni di trattativa migliori per il cliente, anche se in questo caso si tratta di attività commerciali che non vendano al pubblico ma bensì acqistano.
Per esempio se ci troviamo in Toscana è più probabile ottenere una valutazione più alta del proprio oro presso un compro oro firenze rispetto ad altre città o paesi della stessa regione dove il numero di operatori ed il giro di affari è decisamente minore rispetto al capoluogo principale.
In caso di oggetti che hanno un valore superiore all’oro in essi contenuto come oggetti rari o che sono molto ricercati ed apprezzati, è giusto prendere in considerazione l’eventualità di ripristinarli allo stato originale.
Il costo di una pulitura o del ripristino di un oggetto d’oro potrebbe essere conveniente quando questi potrebbero essere rivenduti ad un prezzo decisamente superiore rispetto allo stesso oggetto in cattive condizioni.
Vendere oggetti in oro rari e o di particolare valore riuscendo a monetizzarne il valore reale è più complesso, in quanto sarà necessario rivolgersi a commercianti o clienti finali che trattano ed apprezzano le particolarità di tali oggetti al di là del valore dell’oro in essi contenuto.
In questi casi prima di vendere oro è consigliabile farsi fare delle stime precise da operatori professionali che non siano direttamente interessati all’acquisto di tali oggetti e solo successivamente proporre l’oggetto presso commercianti specializzati in quel genere di oggetti o proponendolo direttamente attraverso portali web specializzati.

Interi borghi italiani in vendita sul web

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Affari, Casa e Giardino, Italia

Dopo l’approvazione all’unanimità da parte della Camera, la legge salva-borghi è ora in Senato. In attesa di scoprire se il finanziamento da 100 milioni di euro per salvare i piccoli gioielli italiani dallo spopolamento sarà effettivamente erogato, Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it) ha scovato degli annunci fra le sue pagine che hanno per oggetto proprio la vendita di interi borghi.

Dall’Umbria alla Toscana, fino ad arrivare alla Campania, tutto il territorio italiano è costellato di piccoli agglomerati di case, spesso di origine medievale: alcuni di questi sono stati trasformati in resort o agriturismi, altri versano in condizioni di abbandono. La varietà di quelli in vendita è molto vasta e lo dimostrano i prezzi che vanno da un minimo di circa 200mila euro a un massimo di quasi 6 milioni. Senza però considerare che in alcuni casi il costo rimane un mistero e viene rivelato solo a chi realmente interessato.

Partendo dal più economico, si tratta di un piccolo borgo nei pressi di Rocca d’Evandro, in provincia di Caserta: per 230mila euro è possibile acquistare un complesso di cinque appartamenti, alcuni dei quali abitati, dotato anche di stalle e cantine e di un terreno da 20mila metri quadrati.

Serve circa il doppio per comprare un borgo umbro in provincia di Terni, nei pressi di Monteleone d’Orvieto. Come si legge nell’annuncio, l’origine di questo agglomerato a poca distanza dal castello di Fabbro risale all’ epoca quattrocentesca, mentre la chiesetta al suo interno è stata edificata nel ‘700. Gli oltre 50 vani sono distribuiti all’interno di spesse mura in pietra e la proprietà vanta anche una grotta molto ampia, bellissimi soffitti a cassettoni, una sala biliardo e cinque ettari di terreno.

Per un prezzo poco al di sotto dei 2 milioni di euro, si trovano in vendita tre borghi toscani distribuiti tra la provincia di Firenze e quella di Siena. Nel comune di San Gimignano per 1,8 milioni è in vendita un borgo composto da tre strutture già attrezzate per la ricezione turistica; a San Casciano Val di Pesa, nelle colline fiorentine, è in vendita per poco più di 1,9 milioni un agglomerato di varie unità da ristrutturare risalenti al 1200. Risale alle fine dell’800 la villa padronale del borgo in zona Fiesole, in provincia di Firenze: per acquistare l’intero borgo servono quasi 2 milioni di euro.

A Fivizzano, in provincia di Massa Carrara, è in vendita Borgo dei Vegnuti per circa 3 milioni di euro: si tratta di un borgo medievale costruito in pietra e adibito a struttura ricettiva. Si arriva a superare la cifra di 5 milioni per un borgo nella campagna di Pescaglia, in provincia di Lucca, dove si contano due palazzine gotiche, una villa del ‘500, una cappella privata, una vasca e una sorgente di acqua oligominerale e povera di sodio, come si legge nell’annuncio.

Rimane un mistero il costo del borgo in vendita nei pressi di Cinigiano, in provincia di Grosseto: un progetto di ristrutturazione in corso ha unito sapientemente elementi di modernità all’inconfondibile stile toscano. Qui i più fortunati possono comprare l’intero complesso, ma è possibile anche pensare all’acquisto di singole abitazioni.

Agenzia immobiliare a Busto Arsizio? Scegli Top Casa, oltre 20 anni d’esperienza per affitto, acquisto e vendita

Scritto da mybookmarkservice il . Pubblicato in Affari, Aziende, Casa e Giardino, Nuovo Sito Web

Top Casa nasce 20 anni fa a Busto Arsizio e ad oggi è una nota agenzia immobiliare che offre un valido supporto per affitto e compra vendita di case a Busto Arsizio, Gallarate, Legnano e comuni limitrofi delle province di Varese e Milano.

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Stefano Nesti: il profilo dell’International Development Director di Logispin UK

Scritto da web officesn il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Attuale International Development Director di Logispin UK Limited, Stefano Nesti costruisce inizialmente la sua carriera nel settore immobiliare: in seguito perfeziona le sue competenze manageriali all’interno di realtà del Betting & Gaming attive su scala internazionale.

Stefano Nesti: il percorso professionale

Nato nel 1954 a Montale in provincia di Pistoia, Stefano Nesti si diploma in Ragioneria e comincia a lavorare nel Real Estate, settore in cui cresce professionalmente mostrando spiccate doti in ambito manageriale. Nel 1994 diventa Amministratore Unico di Teorema S.r.l., realtà di Montecatini Terme specializzata nell’immobiliare. Nel 2002 ricopre lo stesso ruolo presso SOVIC S.r.l., che lascerà in seguito per dedicarsi a nuove avventure professionali: entra come azionista di minoranza di GB Invest Holding AG, società detentrice del 100% del Bookmaker austriaco GoldBet Sportwetten GmbH e a fine 2009 perfeziona l’acquisto del 100% delle quote. Si trasferisce in Austria, ad Innsbruck, per lavorare nella sede principale dell’azienda attiva nel settore del Betting. In qualità di CEO e, in un secondo momento di Consulente, dà il via a un processo di riorganizzazione interna e di espansione dell’attività sui mercati internazionali. Grazie anche alla fusione con Logispin UK Limited avvenuta nel 2014, Stefano Nesti ha contribuito a creare un gruppo capace di distinguersi nel settore del Gaming & Betting per qualità dell’offerta, potenziale tecnologico e impulso all’innovazione. Oggi il professionista risiede a Londra dove lavora presso Logispin, ricoprendo la posizione di International Development Director.

Stefano Nesti: l’attività in Logispin UK Limited

Nata nel 2009, Logispin UK Limited è una delle realtà più conosciute nel campo del Betting & Gaming: si occupa di realizzare e distribuire software elaborati, oltre a fornire servizi di consulenza a società terze. Avvalendosi di un team di professionisti qualificati, tra i quali Stefano Nesti, lavora su scala internazionale: nello specifico gli sviluppatori della società curano design, progettazione e gestione di software per l’industria del gioco, ma anche di prodotti di Back Office, tra cui sistemi di pagamento, di Console Trading, di Fraud Management e altri applicativi da utilizzare per statistiche di mercato. In qualità di International Development Director, Stefano Nesti guida lo sviluppo del business su scala internazionale, cercando di rendere i servizi della società londinese accessibili a operatori attivi in tutto il mondo

Daiichi Sankyo lancia la campagna #facciamocisentire

Scritto da Mario Mauri il . Pubblicato in Affari, Salute

Giornata Mondiale FA 2017
E’a suon di bonghi la lotta all’aritmia. Daiichi Sankyo coinvolge dipendenti e passanti nella campagna #facciamocisentire

La fibrillazione atriale aumenta da 3 a 5 volte il rischio di essere colpiti da ictus che, in presenza di questa aritmia, ha il doppio delle probabilità di diventare fatale. Prevenzione e diagnosi precoce possono fare la differenza. Anche quest’anno Daiichi Sankyo celebra la giornata mondiale contro la FA, con la campagna social #Facciamoci Sentire

Roma,7 settembre 2017 – Quattro professionalissimi steward che all’improvviso si spogliano delle loro divise e irrompono nei meeting aziendali danzando al ritmo serrato dei bonghi. Ad essere coinvolti a sorpresa nel flash mob, sono stati i dipendenti di Daiichi Sankyo Italia che si sono riuniti nei giorni scorsi a Roma e Milano per la consueta riunione operativa. L’evento ha dato il via alla campagna di sensibilizzazione #FacciamociSentire, che raggiungerà il suo culmine proprio sabato 9 settembre alle ore 17,30, quando bonghi e ballerini irromperanno ancora a Roma e precisamente in Piazza di Pietra, Piazza della Rotonda e Piazza Campo de Fiori, richiamando l’attenzione dei passanti sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce della fibrillazione atriale.

La fibrillazione atriale è la forma più diffusa di aritmia cardiaca, ma non tutti sanno che la più grave complicanza di questa patologia, spesso asintomatica, è l’ictus. Il 20 % di tutti gli ictus è dovuto proprio alla FA, e nei soggetti che ne soffrono l’ictus comporta una prognosi peggiore e il doppio delle probabilità di risultare fatale. Tra i fattori di rischio che contribuiscono all’insorgenza della fibrillazione atriale vi sono ipertensione, obesità, fumo, diabete, abuso di alcol o di farmaci stimolanti e apnea notturna; nel 10% dei casi, invece, questa aritmia insorge spontaneamente, senza alcuna causa conosciuta (fibrillazione atriale isolata). “Diventa dunque fondamentale informare e sensibilizzare gli italiani sull’importanza della prevenzione, attraverso uno stile di vita sano, e soprattutto della diagnosi precoce. La musica ha accompagnato tutte le nostre campagne, e questa volta abbiamo scelto il ritmo coinvolgente del bongo; quale miglior strumento infatti per simulare e amplificare il battito cardiaco e far arrivare il messaggio dritto al ‘cuore’. Ma i veri protagonisti di quest’anno sono i nostri dipendenti, che dopo l’iniziale sorpresa sono stati ben felici di diventare ambasciatori della lotta a questa patologia”, spiega Massimo Grandi, Presidente e Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia.

I dipendenti della casa farmaceutica stanno infatti contribuendo alla campagna di sensibilizzazione sui social prestando anche il proprio volto, con post e condivisioni delle foto scattate in occasione del flash mob, sui profili personali dei più importanti social network e sulla pagina facebook ufficiale “Giornata Mondiale contro la FA” (https://www.facebook.com/giornatafibrillazioneatriale), una pagina sempre attiva con puntuali informazioni sulla patologia sin dal 2014, quando Daiichi Sankyo per prima, con l’aiuto di alcune associazioni di pazienti, decise di portare la celebrazione di questa giornata anche in Italia.

FonteDaiichi Sankyo


Contatti

Daiichi Sankyo
Elisa Porchetti
Tel.+39 0685255-202
elisa.porchetti@daiichi-sankyo.it

Valeria Carbone Basile
Tel: +39 339 1704748
valeria.carbonebasile@gmail.com

E-mobility: Francesco Starace presenta lo studio di Enel e Symbola

Scritto da office fsonline il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Presentando a Bruxelles il report ‘100 Italian e-mobility stories’ realizzato insieme a Fondazione Symbola, l’AD di Enel Francesco Starace ha ribadito che l’Italia possiede “energie e talenti” per affermarsi su scala internazionale nel settore della mobilità elettrica.

Francesco Starace, AD di Enel

Mobilità elettrica: l’AD di Enel Francesco Starace a Bruxelles con ‘100 Italian e-mobility stories’

“Il momento è adesso, la tecnologia è arrivata”: Francesco Starace, AD di Enel, non nasconde l’entusiasmo nell’annunciare che il futuro sarà all’insegna delle auto elettriche e che il gruppo ha un ruolo fondamentale in questa prospettiva. Il boom arriverà da qui a “due anni” e Enel si sta impegnando per completare in tempo l’infrastruttura di ricarica necessaria. In occasione dell’evento “Unleash e-mobility”, il manager lo scorso 30 maggio all’Autoworld Museum di Bruxelles, ha presentato ‘100 Italian e-mobility stories’, studio realizzato insieme a Fondazione Symbola, che include progetti ed esperienze sviluppati in Italia in materia di mobilità elettrica. Dal quadro tracciato si evince che il Paese non si sta facendo trovare impreparato di fronte a questa sfida e che possiede il potenziale necessario per superarla al meglio, sia in termini di competenze che di tecnologie. “Abbiamo energie e talenti per partecipare da protagonisti in questa grande trasformazione del modo di concepire la mobilità” ha dichiarato Francesco Starace, facendo riferimento alle piccole e grandi aziende coinvolte: dalla componentistica al design, fino alla progettazione dei sistemi di ricarica; sono parti di una filiera che contribuirà significativamente allo sviluppo dell’intero settore a livello globale. Enel crede fortemente nella e-mobility, anche perché funzionale a contrastare inquinamento e cambiamenti climatici. Lo confermano gli investimenti: 300 milioni per 12mila punti di ricarica oltre alla realizzazione di 180 colonnine ‘veloci’ sulle autostrade italiane nell’ambito di un progetto con finanziamenti UE. “La e-mobility sancisce la rinascita dell’automobile” ha ribadito l’AD Francesco Starace nel suo intervento a Bruxelles.

Gruppo Enel: il ritratto professionale dell’AD Francesco Starace

L’impegno per la crescita sostenibile contraddistingue l’attività di Francesco Starace da quando nel 2014 è stato nominato AD di Enel. La recente riconferma alla guida del gruppo è un’ulteriore dimostrazione dell’efficacia del percorso tracciato dal manager, che ha iniziato la sua carriera laureandosi in Ingegneria nucleare presso il Politecnico di Milano. Nel 1981 entra in NIRA Ansaldo con il ruolo di analista della sicurezza degli impianti elettronucleari. L’anno successivo passa a General Electric dove, fino al 1987, svolge diversi incarichi sia in Italia che all’estero: lavora anche in Egitto, Arabia Saudita e negli Stati Uniti. Tra il 1988 e il 1998 guida alcune società di ABB Group. Nel 1998 diventa Senior Vice President delle vendite globali e impianti chiavi in mano per la divisione turbine a gas di Alstom Power. Nel 2000 Francesco Starace approda ad Enel: inizialmente Responsabile Energy Management di Enel Produzione, nel 2002 viene chiamato a dirigere l’Area Business Power all’interno della divisione Generazione ed Energy Management. Tra il 2005 e il 2008 guida la Divisione Mercato Italia: lo stesso anno nasce Enel Green Power, la divisione del gruppo specializzata nello sviluppo e nella gestione di attività legate all’energia da fonti rinnovabili. Il manager viene scelto per dirigerla: in soli sei anni la porterà ad affermarsi come uno dei player di riferimento del settore a livello mondiale. Nel maggio del 2014 il CdA gli conferisce il mandato di Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Enel, riconfermandogli la fiducia nel 2017. Francesco Starace dal 2015 fa parte del consiglio del Global Compact, organismo delle Nazioni Unite nato per incentivare le aziende ad adottare strategie sostenibili. Nel 2016 è stato insignito delle cariche di Copresidente delle comunità Energy Utilities e Energy Technologies del World Economic Forum. Nel giugno 2017 è stato nominato Presidente di Eurelectric, l’associazione europea dei produttori elettrici. Vincitore del Premio Manager Utilities 2010 e del Premio Energia Sostenibile 2013, è stato eletto “Uomo dell’anno” dalla rivista Staffetta Quotidiana nel 2016.

Carlo Malinconico: ambiti di competenza dello Studio Legale Malinconico

Scritto da weboffice cm il . Pubblicato in Affari, Aziende, Legale

Avvocato e Consigliere di Stato, Carlo Malinconico nel 2003 arricchisce ulteriormente il proprio percorso professionale dando vita allo Studio Legale Malinconico.

L'avvocato Carlo Malinconico

Carlo Malinconico: nascita e attività dello Studio Legale Malinconico

Fondato dall’avvocato Carlo Malinconico nel 2003, lo Studio Legale Malinconico rappresenta un importante tassello nella carriera del professionista che lo ha portato anche a operare per conto dello Stato italiano come Avvocato e Consigliere di Stato. Specializzato in diversi campi del diritto (amministrativo, comunitario, civile dei contratti e dei danni, penale amministrativo), lo Studio Legale Malinconico fornisce assistenza legale ad amministrazioni pubbliche, persone fisiche e a imprese pubbliche e private. Antitrust e tutela del consumatore, norme in materia di ambiente, energia e servizi pubblici, concessioni autostradali, telecomunicazioni sono solo alcune delle discipline di cui si è occupato negli anni lo studio legale, che punta a consulenze eccellenti e di qualità avvalendosi anche di una rete di partner costruita nel tempo. Nel 2015 lo Studio Legale Malinconico ha vinto il prestigioso Premio “Le Fonti” come “boutique di eccellenza dell’anno” nel settore del diritto amministrativo: un riconoscimento che l’anno successivo è stato attribuito anche a Carlo Malinconico, eletto “avvocato dell’anno” nella categoria del diritto amministrativo.

Studio Legale Malinconico: ritratto professionale del fondatore Carlo Malinconico

Nato a Roma, Carlo Malinconico si laurea in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano nel 1972. Dopo aver concluso il servizio militare come allievo ufficiale e poi come sottotenente di complemento a Torino, supera l’esame di abilitazione a procuratore legale nel 1976, vincendo anche i concorsi pubblici in magistratura e a Procuratore dello Stato. Viene quindi assegnato all’Avvocatura dello Stato di Milano dove opera fino al 1985. Lo stesso anno, dopo il superamento di un ulteriore concorso, diventa Consigliere di Stato, carica che ricopre fino al 2002. Si dedica quindi alla docenza, insegnando prima alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Udine e poi a quella di Roma “Tor Vergata”. Nel 2003 dà vita allo Studio Legale Malinconico. Il professionista si è distinto anche in ambito istituzionale svolgendo diversi incarichi: Capo del Dipartimento degli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri (1996 – 2001), Direttore generale dell’Autorità dell’energia elettrica e del gas (2002), Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel Governo Prodi II (2006 – 2008). Dal 2008 al 2011 Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, sotto il Governo Monti Carlo Malinconico è stato nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’editoria, agli affari regionali e al coordinamento amministrativo.

Firenze capitale del real estate. Non solo per un giorno

Scritto da Massimo Lucidi il . Pubblicato in Affari, Aziende, Casa e Giardino, Economia

Ai nastri di partenza Altus real estate di grande pregio. Ospiti internazionali a Firenze.

Nel prestigioso Palazzo Guicciardini sull’omonimo Lungarno al civico 5, giovedì 20 luglio alle 18.30 con un evento riservato su invito il giornalista economico Massimo Lucidi presenterà Altus, società internazionale che ha identificato un portafoglio di investitori pronti a operare in Italia in immobili di prestigio e che contribuirà ad elevare di fatto Firenze a capitale del real estate.

Altus e’ un’iniziativa di Fabio Massimo Covarrubias imprenditore di successo italo messicano con interessi immobiliari in tutto il mondo, specie nel continente americano, che nell’imprenditore e manager fiorentino Pasquale Cataldi, ha trovato un socio presente da vent’anni nel mercato, non solo immobiliare, ma in genere del patrimonio artistico e culturale locale. Altus è dunque una realtà internazionale consolidata e focalizzata su immobili di grande pregio. Richiamando un piu’ ampio concept di Lifestyle, Altus si presenta all’inaugurazione al fianco di “Vinthedge”, fondo specializzato sui vini italiani di alta qualità, “The Classic Car Fund” fondo su auto d’epoca e “Lonville” società specializzata in orologi di lusso.
Altus, società internazionale di real estate che nella sua sede principale in Italia lancia un messaggio forte al Paese, afferma che ci sono capitali internazionali che credono nel Bel Paese e nel patrimonio culturale italiano che appartiene al mondo e alle future generazioni. Capitali che trovano in Firenze un ruolo guida del ritrovato mercato immobiliare internazionale: un dato che emerge già nell’invito a Palazzo Guicciardini che parla di Lifestyle e guarda a partner di grande pregio. Un evento al quale danno conferme in queste ore personalità del mondo dell’impresa e della finanza internazionale di primissimo piano.
“Il real estate è sempre stato un settore attrattivo di investitori. Ha sempre attratto capitali nuovi. Era il ciclo positivo dell’edilizia. Il settore dalla piu ampia ricaduta positiva su tutta l’economia di in territorio. In questo momento storico, credo che il real estate sia il gateway, la porta principale d’accesso per capitali stranieri in Italia: anzi la scelta di aver puntato agli immobili di grande pregio sicuramente qualifica e certifica il target alto” dichiara Pasquale Cataldi che e’ anche amministratore delegato di Altus srl.