Forbes promuove Valerio Camerano tra i 100 manager più influenti del Paese

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Forbes stila la classifica dei 100 top manager alla guida delle aziende di maggior rilievo internazionale per il Paese: tra loro anche Valerio Camerano, AD di A2A.

Valerio Camerano

Forbes: Valerio Camerano Capitano del Made in Italy

Celebra “l’Italia che va” Forbes nel numero di ottobre. La rivista economico-finanziaria dedica un ampio approfondimento a quello che definisce il “nuovo Rinascimento italiano” e ai 100 top manager che guidano con competenze e coraggio le maggiori aziende del Paese cercando di renderle più competitive a livello internazionale. Tra loro Forbes ha incluso anche Valerio Camerano: l’Amministratore Delegato di A2A è uno dei “Capitani del Made in Italy” selezionati dalla rivista che ne ha riconosciuto le capacità. “Perché il manager – come scrive Forbes – non è solo colui che amministra o dirige un’impresa, ma (dall’espressione latina manu agere, cioè condurre con la mano) è colui che guida gli altri”. Parole che si riflettono nel percorso professionale di Valerio Camerano, arrivato alla guida di A2A dopo una serie di importanti esperienze manageriali in altre grandi realtà aziendali del Paese.

Valerio Camerano: il profilo professionale dell’AD di A2A

Nato a Roma nel 1963, Valerio Camerano si è laureato in Economia e Commercio presso l’Università LUISS Guido Carli di Roma e in seguito ha preso parte all’Advanced Management Programme della INSEAD Business School di Fontainebleau in Francia. È nel 1991 che la sua carriera prende il via all’interno dell’istituto finanziario internazionale CITIBANK, dove si occupa di investimenti e di Corporate Banking. Nel tempo arriva a ricoprire ruoli di crescente responsabilità fino a quando nel 2000 decide di intraprendere nuove esperienze professionali: assunto in Camuzzi, gruppo industriale di Piacenza, opera come Direttore Strategie e Sviluppo e l’anno successivo, in seguito alla separazione societaria tra rete gas e clienti, diventa Direttore Generale della neonata Plenia. Nel 2002 passa ad Enel in qualità di Direttore Generale di Enel Gas: Amministratore Unico di tre società operative e Consigliere di Amministrazione in quattro realtà del gruppo, vi resta fino al 2006 quando viene nominato Amministratore Delegato di GDF SUEZ Energie, gruppo internazionale francese dove diventa Responsabile di tutte le attività della Società di Vendita e Trading di Gas ed Energia Elettrica in Italia (2 miliardi di euro di fatturato e 50 TWh di energia venduta). Opera inoltre nel Comitato esecutivo, assumendosi le Responsabilità per l’Italia su Business Development, Comunicazioni e Relazioni Istituzionali. In A2A dal 2014 nel ruolo di AD, nel 2017 è stato nominato anche Direttore Generale. Opera anche nella Giunta Esecutiva di Utilitalia ed è Vicepresidente del Gruppo Energia di Assolombarda. Valerio Camerano è autore di diverse ricerche e pubblicazioni sul tema dei mercati finanziari: in passato ha collaborato con la Cattedra di Economia internazionale dell’Università di Torino e con la Cattedra di Mercati Finanziari Internazionali dell’Università di Roma.

Investimenti: al summit di Palazzo Chigi anche Luigi Ferraris, AD Terna

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L’AD Luigi Ferraris incontra il Premier a Palazzo Chigi: al vertice dello scorso 10 ottobre sono stati convocati i manager che guidano le principali partecipate pubbliche.

Luigi Ferraris, CEO Terna

Luigi Ferraris a Palazzo Chigi: Terna alla cabina di regia sugli investimenti

In qualità di Amministratore Delegato di Terna, anche Luigi Ferraris è stato convocato lo scorso 10 ottobre a Palazzo Chigi: un incontro tra i vertici delle aziende partecipate e il Premier Conte per discutere di occupazione e investimenti a supporto dell’economia del Paese. Per Terna parla il Piano Strategico 2018-2022 presentato dall’AD Luigi Ferraris nei mesi scorsi: 5,3 miliardi di investimenti nel Paese (+30% rispetto al Piano precedente). Di questi, circa 2,8 sono destinati allo sviluppo della rete nazionale e delle interconnessioni con l’estero, altri 700 milioni di euro andranno a implementare il Piano di Difesa mentre circa 1,9 miliardi di euro serviranno per attività di rinnovo, miglioramento della qualità del servizio ed efficienza. Investimenti che puntano a incrementare lo sviluppo, attraverso “una completa integrazione delle rinnovabili e di digitalizzazione per una maggiore sicurezza e resilienza, a beneficio di tutto il sistema”.

Luigi Ferraris: investimenti e strategie di crescita di Terna

Oltre alla crescita economica del Paese, gli investimenti programmati da Terna nel quinquennio 2018-2022 sono stati definiti anche nell’ottica di incentivarne ulteriormente lo sviluppo sostenibile. Un tema particolarmente sentito dall’AD Luigi Ferraris, che lo scorso marzo, presentando il Piano, fece notare come il 70% degli investimenti guardi alla sostenibilità: “Risolverà le congestioni, migliorerà la qualità dei servizi nonché l’impatto ambientale e visivo”. Un impegno che recentemente è valso a Terna un importante risultato: nell’ambito del Dow Jones Sustainability Index 2018 il gruppo è primo al mondo per il settore Electric Utilities. Secondo Luigi Ferraris è un riconoscimento “al nostro impegno per l’introduzione nel nostro business di un modello inclusivo, attento alle istanze dei territori e dei nostri stakeholder”.

Tim tra governance e 5G: “Affari & Finanza” intervista l’AD Amos Genish

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Amos Genish si prepara a gestire il passaggio al 5G: in un’intervista rilasciata ad “Affari & Finanza” l’AD di TIM illustra la “rivoluzione che ci porta nel futuro”.

Amos Genish

TIM verso il 5G: la soddisfazione dell’AD Amos Genish

In un’intervista pubblicata lo scorso 8 ottobre su “Affari &Finanza”, l’AD di TIM Amos Genish manifesta grande entusiasmo per la recente aggiudicazione delle frequenze 5G, che definisce “una rivoluzione che ci porta nel futuro“. Un investimento ingente per il gruppo, ma “siamo certi che il 5G genererà un ritorno economico soddisfacente, perché ora avremo un’offerta fortissima” garantisce l’AD: i primi telefonini arriveranno entro giugno prossimo e TIM guarda alla creazione di nuove joint venture per i contenuti. I cambiamenti più rilevanti sono attesi “in Italia già a partire da aprile giugno 2019 e sicuramente entro il 2020 vedremo le differenze” ha aggiunto Amos Genish, prima di soffermarsi ad analizzare il triplice effetto del 5G: “Il primo è creare una smart nation con delle smart city, il secondo è uno smart business, ovvero automazione delle fabbriche, più produttività, auto a guida autonoma, droni per l’agricoltura. Il terzo è quello dell’intrattenimento e della cultura”.

Amos Genish: “Affari & Finanza” intervista l’AD di TIM

“Il 5G richiederà molte nuove antenne e auspichiamo che il Governo voglia adeguare l’Italia agli standard europei nel campo dei limiti elettromagnetici” afferma Amos Genish nell’intervista al settimanale economico di Repubblica. Secondo l’AD il Paese deve fare sistema con le regioni e le amministrazioni locali: “Tutti dovranno lavorare assieme in partnership, chi produce sistemi, i fornitori servizi e coloro che sviluppano piattaforme abilitate al 5G”. Parlando di TIM, Amos Genish si è detto “concentrato sul mio lavoro, sui nostri clienti, sui nostri lavoratori, su tutti gli azionisti”. L’AD ha aggiunto che nei prossimi mesi si discuterà del nuovo Piano strategico 2019-2021: “E questo confronto sarà cruciale per assicurarsi che ci sia allineamento tra il Consiglio, il management e i principali azionisti”.

Intervista Sergio Alberti: Dubai e le sue opportunità di investimento immobiliare

Scritto da SergioAlbertiRealEstate il . Pubblicato in Affari, Casa e Giardino, Economia

Dubai e gli Emirati Arabi Uniti si presentano come una valida e importante meta per gli investimenti immobiliari; sicurezza, pagamenti garantiti, ordine e pulizia, ne fanno un luogo unico al mondo per opportunità di business e ritorni economici vantaggiosi. Ne parliamo con Sergio Alberti Real Estate.

Sergio Alberti, esperto consulente nel settore del real estate, lavora da anni nel mercato immobiliare degli UAE, con focus su Dubai. La città, da anni in forte sviluppo, ha tutte le carte in regola per attirare persone interessate a investire il proprio denaro in questa metropoli cosmopolita; ma come fare perché tutto vada al meglio e come trovare l’opportunità migliore?

Sergio Alberti, come è nata, e quando, la sua passione per il mercato immobiliare?

Sono consulente immobiliare da sempre, da quando, nel lontano 1984, poco più che ventenne, giravo in bicicletta per Torino cercando i cartelli VENDESI attaccati alle abitazioni.

L’interesse per questa attività nacque proprio in quel momento, dalla possibilità di scovare un buon affare e di proporlo a chi avrebbe potuto acquistarlo: avevo scoperto la passione della mia vita.

Nel 2015, dopo oltre 30 anni di attività, arriva un secondo importante cambiamento; la decisione di seguire il settore del Real Estate di lusso; ville d’epoca, palazzi storici, hotel, tenute agricole in tutta Italia, specializzandomi, principalmente, nelle Ville Venete, negli immobili e hotel di pregio, nelle location italiane più rilevanti e note, come Venezia, Roma, Milano, Firenze, Torino, Sardegna e Portofino.

E, nel 2016, si è compiuta la terza grande svolta; il mercato immobiliare estero, ricevendo mandato, in qualità di advisor, per alcune delle più importanti Società immobiliari di Dubai, a cui si aggiungono varie collaborazioni internazionali per la vendita di proprietà a San Francisco, Londra e alle Canarie.

Così è nata Sergio Alberti Real Estate.

Ho sempre operato, in qualsiasi parte del mondo, secondo un criterio di ricerca e analisi puntuale e approfondito, proponendo in vendita solo gli immobili ritenuti interessanti per le loro caratteristiche.

Uno dei miei focus è Dubai, appunto, e non passa mese che io non soggiorni lì per almeno 10 giorni, per scoprire e selezionare tutti i migliori investimenti e opportunità per i miei clienti e per chi voglia avvicinarsi a questo mercato in vivace espansione.

Faccio sopralluoghi direttamente sui cantieri e raccolgo dati e analisi dai Costruttori per proporre location eccellenti al prezzo più vantaggioso.

Dubai è un luogo spettacolare e una metropoli in forte sviluppo, come ha scoperto questa incredibile città e come mai ne è rimasto affascinato?

Ho scoperto Dubai, possiamo dire, per una serie di casualità e subito ha acceso il mio interesse. Stanco, dopo oltre 30 anni, del mercato immobiliare italiano, con tutte le difficoltà a esso inerenti, ho seguito il mio istinto di cambiamento, quella voglia di esplorare nuovi mondi. Dubai ha rappresentato, e rappresenta per me, il Futuro; testimonia come si possa lavorare con una burocrazia snella e ridotta al minimo, come ci possano ancora essere buone opportunità di business e di guadagno nel settore e nel mondo.

I processi di acquisto sono semplificati al massimo; a Dubai, con un semplice acconto, si ferma l’appartamento che interessa e poi si procede a fare dei versamenti scadenzati che possono, a seconda del piano di acquisto offerto dal costruttore, arrivare al saldo dopo 3/5 anni.

Ma il bello è che, innanzitutto, i soldi degli anticipi sono versati su un conto governativo (Escrow Account) che garantisce l’importo anche nell’ipotetico caso di fallimento del Developer, e che si può entrare in possesso del bene, in alcuni casi, prima di averlo saldato interamente.

Questo è un grande vantaggio, poiché, visti gli alti rendimenti (7-8% annuo), l’appartamento inizia a fruttare ancora prima del saldo, a volte uno o due anni prima.

Gli Emirati Arabi Uniti e, in special modo Dubai, attirano imprenditori e investimenti da tutto il mond;, quali sono le prerogative di questi luoghi e qual è il livello di qualità della vita?

Le prerogative di Dubai sono quelle di un Paese che, in pochi decenni, ha saputo trasformarsi come nessun altro paese al mondo. Un Paese che è cresciuto, dando priorità alla sicurezza e all’apertura verso le altre Nazioni, con una qualità della vita decisamente elevata. La creazione di un hub aeroportuale, tra i primi al mondo, ha richiamato molti investitori esteri e, oggi, multinazionali di ogni settore hanno un’importante sede a Dubai.

Il porto di Jebel Ali, uno dei maggiori del Medio Oriente, ha una florida free zone che si sta dimostrando punto di incontro ideale per lo stoccaggio e la distribuzione delle merci verso il mercato medio orientale e viene utilizzato da importanti Società provenienti da tutto il mondo.

Importante e massiccio è stato lo sviluppo del settore immobiliare e delle costruzioni. Oggi, Dubai ha un mercato immobiliare, a dispetto del suo sviluppo, che vede prezzi molto bassi e, in considerazione della continua e importante crescita, prevista in questo Paese nei prossimi 10-15 anni, partendo dall’Expo del 2020, si prevede che i valori degli immobili possano aumentare di molto.

Per questo ho deciso di puntare su questo mercato immobiliare e proporlo agli investitori italiani. Anche (e soprattutto) perché il Governo di Dubai ha istituito delle agevolazioni e delle norme di garanzia per gli investitori, oserei dire, uniche al mondo; basti pensare agli acconti garantiti per chi acquista un immobile in corso di costruzione, ai pochi costi per la intestazione dell’immobile stesso, alle dilazioni di pagamento o alla possibilità di ottenere un mutuo sino al 50% del prezzo della casa, anche per i non residenti. Da sottolineare sono le importanti agevolazioni per chi vuole costituire Società operative a Dubai, dove, infatti, non esistono tasse sulla persona fisica e nemmeno sulle aziende, l’iva è al 5% per le transazioni interne e, inoltre, viene concessa la residenza per 2-3 anni rinnovabile a chi registra un’Attività negli UAE.

Una vera e propria politica Business oriented, sostenuta con grande fermezza da tutto il Governo emiratino.

Come si presenta il mercato immobiliare di Dubai?

Il mercato immobiliare di Dubai possiede, naturalmente, alcune caratteristiche simili per tutti i Paesi; come la legge della domanda e dell’offerta o come la selezione tra zone più interessanti e zone meno interessanti. Ci sono, però, degli altri aspetti particolari che rendono il mercato immobiliare di Dubai unico al mondo. Infatti, non esistono solamente quartieri o aree della città come siamo abituati a vedere in Italia; lì si possono vedere zone originali e spettacolari che fanno di Dubai un esempio di sviluppo edilizio ed economico tra i migliori al mondo. Esistono zone come Dubai Marina, la Palma, le aree attorno al Burj Khalifa, e cioè Down Town e Business Bay, e poi la nuova città dello Sceicco. Quest’ultima è un progetto spettacolare che si trova proprio adiacente al centro e che, al suo interno, vede un’enorme laguna artificiale, dotata di una vera e propria spiaggia; ma non solo, sono stati edificati interi quartieri residenziali di grande eleganza e bellezza all’interno dei campi da golf, insomma, una serie di unicità che rendono questo mercato assai appetibile, specie considerando che i prezzi oscillano dai 2.000 ai 5.000 euro/mq. il tutto abbinato, come detto sopra, alle garanzie sugli acconti versati e alle modalità di pagamento dilazionato, rendendo molto interessante investire a Dubai, specie considerando che i redditi da locazione si assestano mediamente sul 7-8% su base annua.

Per dare la cifra dello sviluppo del mercato immobiliare a Dubai, basti pensare che i Centri di Servizio del Land Department (DLD) hanno supportato oltre 39.000 investitori per un totale di 131 miliardi di AED nei primi otto mesi dell’anno.

Mentre il numero di transazioni registrate tra il 1 ° gennaio e il 31 agosto 2018 ammontava a 42.000 unità. Di queste, 24.000 erano transazioni relative al trasferimento di proprietà, mentre 18.000 erano servizi agli investitori.

Quali sono i vantaggi di investire il proprio capitale in questo Paese?

Molti sono i vantaggi nell’investire a Dubai: prezzi bassi, pagamenti dilazionati con acconti garantiti, location lussuose e molto ben edificate, ottimi rendimenti da locazione, previsione di una buona rivalutazione dei prezzi, possibilità di portare la residenza a Dubai acquistando un immobile da circa 235 mila euro, zero tasse e iva al 5%.

Ma l’aspetto, secondo me, più interessante, quell’aspetto che mi ha fatto innamorare di Dubai e che da quel valore aggiunto all’investimento immobiliare, e pochi luoghi al mondo possiedono, è la sicurezza.

Infatti, si può circolare per le strade senza timore che accada nulla, così come possiamo vedere l’estrema pulizia delle strade e dei luoghi pubblici.

Inoltre, sapere che persone di oltre 200 nazioni da tutto il mondo vivono e convivono a Dubai, in totale rispetto e serenità, regala sensazioni uniche.

Questi sono elementi fondamentali anche nella scelta dell’investimento immobiliare (e non solo), sono elementi che non possono essere inseriti in una ipotetica perizia di stima di un immobile, eppure esistono, sono palpabili e regalano all’immobile stesso un valore aggiunto non indifferente.

Anche la consapevolezza di conoscere che cosa succederà a Dubai nei prossimi 10-15 anni, dove sono previsti investimenti incredibili in infrastrutture con ampio uso di sistemi di energie alternative, esprime al massimo come questo Paese, da sempre, abbia voglia di crescere, di progredire, di operare sempre con un criterio di avanguardia totale.

Il piano amministrativo del Governo prevede uno sviluppo che arriva, ad oggi, fino al 2070; la pace, la crescita economica e culturale, la tolleranza e la felicità sono voci fondamentali dello stesso e, alle ultime due, sono stati dedicati i rispettivi Ministeri.

Dubai è una spettacolare meta per il business e anche per vivere, l’importante è visitarla almeno una volta, dopo ciò, se ne resta ammaliati.

Sergio Alberti Real Estate

Press Office

321 Group – Patrizia Landini

Fonte: www.sergioalbertirealestate.it

Enel, Francesco Starace a Vallelunga per l’E-Mobility Revolution 2018

Scritto da office fsonline il . Pubblicato in Affari, Aziende

A Vallelunga nasce il primo “Enel X e-Mobility Hub”, un polo per la progettazione di tecnologie innovative da applicare alla mobilità elettrica: la soddisfazione dell’AD Francesco Starace.

Francesco Starace

Vallelunga: Francesco Starace interviene all’E-mobility Revolution 2018

L’autodromo romano di Vallelunga ha ospitato lo scorso 21 settembre l’edizione 2018 dell’evento “E-mobility Revolution” organizzato da Enel X, società del gruppo Enel specializzata in mobilità elettrica: “Abbiamo scelto il tempio dell’auto veloce – ha spiegato l’AD Francesco Starace nel suo intervento – per sottolineare come il processo della mobilità elettrica si innesti in un fenomeno altrettanto veloce che riguarda lo spostamento del consumo di energia sull’elettricità”. Non a caso Enel è tra i più convinti sostenitori della mobilità elettrica e in occasione dell’incontro ha annunciato la nascita a Vallelunga del primo polo per lo sviluppo delle tecnologie: l’Enel X e-mobility Hub è frutto della collaborazione con Aci e, come ha evidenziato Francesco Starace, sarà affiancato da un laboratorio Enel X Lab dove si sperimenteranno e testeranno soluzioni tecnologiche innovative.

Francesco Starace: “E-mobility, la rivoluzione è in corso e l’Italia è in prima fila”

“Nei consumi di energia c’è una grande spinta all’elettrificazione, il digitale accompagna questo processo migliorando enormemente l’efficienza: la mobilità elettrica è parte di questo processo” ha affermato Francesco Starace delineando lo scenario in cui si colloca la “E-mobility Revolution 2018”. “La nostra sfida è quella di guidare la transizione energetica: l’elettricità sarà il principale vettore per realizzare una profonda decarbonizzazione di tutti i settori, primo fra tutti quello dei trasporti” ha aggiunto l’AD di Enel facendo notare come quella della mobilità elettrica sia una “rivoluzione in corso” e l’Italia parta da una posizione di vantaggio avendo una rete già completamente digitalizzata. In questa ottica il gruppo energetico ha un ruolo fondamentale. Enel è infatti impegnata da tempo nella realizzazione del Piano nazionale di infrastrutture di ricarica, che prevede l’installazione di circa 7mila colonnine entro il 2020 per arrivare a 14mila nel 2022, come ha ricordato l’AD Francesco Starace a Vallelunga: “Abbiamo già siglato accordi per circa 4.300 infrastrutture di ricarica con le amministrazioni pubbliche ma anche con realtà industriali e commerciali, che ci permetteranno di proseguire speditamente per far sì che l’auto elettrica diventi un mezzo alla portata di tutti”.

HEALTH ITALIA S.P.A ha chiuso il primo semestre 2018 con ricavi in forte crescita, importanti investimenti e investitori istituzionali entrati nella compagine azionaria.

Scritto da Alessandro Brigato il . Pubblicato in Affari, Aziende, Mercati, Salute

HEALTH ITALIA S.P.A., azienda leader nel mercato italiano della sanita integrativa e sostitutiva, ha comunicato di avere chiuso il primo semestre 2018 con un importante rialzo dei ricavi che sono saliti ad oltre 13 milioni di euro con un incremento superiore al 25%.

L’andamento degli utili, come previsto e pianificato nel Piano Industriale 2018-2020, non ha seguito la crescita dei ricavi in quanto il gruppo ha avviato gli importanti investimenti mirati ad acquisizioni di aziende integrabili nel modello di business esistente, allargando cosi il perimetro di consolidamento, ed allo sviluppo del progetto Health Point, sostenendone i costi, al fine di accelerare la crescita  finalizzata al raggiungimento degli obiettivi del Piano Industriale che prevede per il 2020 60 milioni di ricavi con un EBIDTA prossimo al 30%.

La leadership di Health Italia s.p.a. in un mercato in grande crescita come quello della sanità integrativa ha attratto anche alcuni investitori istituzionali che hanno acquisito titoli dell’azienda.

Il Presidente di Health Italia s.p.a., Roberto Anzanello ha commentato “I risultati del primo semestre 2018 confermano le capacità di Health Italia di raggiungere i propri obbiettivi e di consolidare la propria posizione di azienda leader nel suo mercato di riferimento tramite importanti investimenti in grado di consolidare e sviluppare il modello di business che, ricordiamo, è un unicum nel mercato della sanità integrativa”.

In riferimento all’ingresso di investitori istituzionali nel capitale sociale Anzanello ha aggiunto “E’ per noi motivo di orgoglio e di soddisfazione il fatto che stiamo riscontrando un sempre maggiore interesse verso la nostra azienda da parte di operatori finanziari qualificati. Nel corso del mese corrente, si sono già concretizzati alcuni ingressi di primari gestori ed investitori istituzionali nel capitale sociale. Tali ingressi, effettuati ai prezzi correnti, riflettono le potenzialità di crescita del titolo e sono stati effettuati in un’ottica di medio-lungo termine con la volontà di accompagnare la società Health Italia verso l’importante processo di crescita pianificato per i prossimi anni. E’ nostro obbiettivo continuare a lavorare in questa direzione al fine di raggiungere una quota di flottante pari al 35% del capitale sociale”.

Fonte: www.healthitalia.it

GRUPPO NORBLAST PROTAGONISTA A BI-MU, LA FIERA DELLA MACCHINA UTENSILE

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Affari, Aziende, Industria

Il Gruppo Norblast, realtà bolognese specializzata nelle tecnologie per i trattamenti superficiali di precisione che trovano applicazione in tutti i settori dell’industria meccanica, partecipa a BI-MU, la biennale italiana dedicata all’industria della macchina utensile, che si tiene a Milano dal 9 al 13 ottobre.

Questa manifestazione, giunta alla sua 31° edizione, ospita oltre 800 espositori attivi nella progettazione e realizzazione di macchine utensili di ogni tipo.

Macchine ad asportazione e deformazione, robot, macchine automatiche, tecnologie di digital manufacturing, additive manufacturing e trattamenti di finitura sono alcune tra le tante innovazioni protagoniste di BI-MU 2018.

Norblast, nello Stand G12 del Padiglione 11, presenta al mercato le ultime novità sviluppate e i progetti in corso per il 2018. In particolare, protagonista assoluta dell’attività di ricerca e sviluppo del Gruppo è la robotica.

Con oltre quarant’anni d’esperienza alle spalle e un inesauribile slancio di innovazione e sviluppo per il futuro, il Gruppo partecipa a BI-MU per presentare a tutti i protagonisti del settore le numerose novità made in Norblast.

http://norblast.it

Quando Comprare Oro per Investimento ?

Scritto da comproorotoscana il . Pubblicato in Affari, Aziende, Mercati

L’investimento in oro è ancora oggi molto apprezzato nonostante il mondo della finanza sia pieno di strumenti finanziari e nuove possibilità di investimento, ultime fra tutte le famose criptovalute che devono essere considerate sia nei rialzi che nelle ricadute un tipo di investimento piuttosto anomalo.
L’appeal dell’ investimento in oro è costituito dalla forza che questo bene ha soprattutto come bene rifugio tanto da essere universalmente riconosciuto per essere il bene rifugio per eccellenza, nonostante ciò come per tutti gli altri investimenti bisogna comprendere quale è il momento più conveniente per acquistarlo.
Quando comprare oro per investimento ?
La risposta a questa domanda varierà a seconda della persona a cui ci rivolgiamo, se a rispondere sarà uno dei tanti compro oro Firenze o di qualsiasi altra città è probabile che la risposta sarà in qualsiasi momento in quanto i compro oro guadagnano una certa percentuale a prescindere rivendendo ai banche dei metalli che ritrasformano l’oro lavorato in oro puro da investimento.
Ma se a rispondere sarà un investitore la cosa cambia radicalmente, vediamo cosa ha risposto ne pensa in merito uno degli esperti mondiali della finanza, Premio Nobel per l’economia Paul Krugman ha offerto una interpretazione delle oscillazioni che interessano il metallo.
Per il premio nobel dell’economia la regola è quella di comprare oro quando gli altri investimenti non offrono molto, questo significa che l’asset aureo conviene soprattutto quando gli altri tipi di investimento saranno negativi.
Per esempio quando i tassi di interesse sono alti la convenienza nell’acquisto di oro è relativamente bassa, viceversa quando i tassi di interesse sono bassi l’oro si dimostra l’opzione migliore.
Dopo il 2000 complice una situazione finanziaria instabile ed i tassi di interesse di altri investimenti piuttosto bassi se si escludono le criptovalute, l’oro ha conosciuto un periodo piuttosto lungo in cui ha dato alti rendimenti a chi ha saputo ben interpretare i momenti di acquisto giusti.

Roberto Casula, Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni

Scritto da newsrconline newsrconline il . Pubblicato in Affari, Aziende

Roberto Casula inizia la sua carriera in Agip S.p.A. subito dopo aver concluso il suo percorso formativo. Attualmente è Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A., incarico che ricopre dal 2014.

Roberto Casula

Roberto Casula: formazione e primi incarichi ricoperti

Roberto Casula nasce a Cagliari nel 1962 ed è attualmente dirigente in Eni S.p.A. Prima di iniziare la sua carriera, consegue la laurea in Ingegneria Meccanica presso l’Università degli Studi di Cagliari. In seguito supera l’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione di ingegnere e inizia la sua carriera all’interno di Agip S.p.A.: gli viene affidato l’incarico di Reservoir Engineer (ingegnere di giacimento), che lo vede occupato nel production test (prove di produzione) e nel well logging (acquisizione dati) sui pozzi. Successivamente il manager è coinvolto nell’attività di Reservoir Modelling, che prevede la supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi. Svolge questa attività presso Beicip – Franlab a Sophia Antipolis in Francia. Dal 1992 si trasferisce in Agip Angola Ltd, dove assume anche il ruolo di Petroleum Engineer, che svolge in Luanda. In due anni Roberto Casula ottiene l’incarico di Chief Development Engineer. Rientra in Italia nel 1997, iniziando la sua carriera in Eni S.p.A.

La crescita professionale del manager Roberto Casula in Eni S.p.A.

Roberto Casula entra in Eni S.p.A. come Development and Production Coordinator presso la sede di San Donato Milanese. Tale incarico lo vede responsabile del coordinamento delle attività di business e delle attività operative per le zone centro-asiatiche e dell’Africa occidentale. Nel 2000 diventa Department Manager per le operazioni in Iran, mentre l’anno successivo riceve la nomina a Dirigente e a Project Director del progetto in corso a Tehran, denominato giant South Pars Gas fasi 4-5. Al manager viene affidato l’incarico di Managing Director per la società Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., consociata del Gruppo Eni con sede a Gela. Ricopre la stessa carica per Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli in Libia. Roberto Casula torna in Italia nel 2007 per svolgere l’incarico di Senior Vice President per l’area della Regione Sub-Sahariana. Si trasferisce l’anno successivo nella sede di Abuja, in Nigeria, per diventare Presidente delle tre consociate Eni situate all’interno del Paese, mentre nel 2011 diventa Executive Vice President per i territori di Africa e Medio Oriente: ottiene ottimi risultati dalle trattative portate a termine con le alte autorità locali di Libia, Angola, Kenya, Congo, Gabon, Mozambico e Sud Africa, oltre che con società americane ed europee leader nel settore. Dal 2014 è Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni S.p.A.

Luigi Ferraris: Terna prevede 12 miliardi di euro di investimento sulla rete Italiana

Scritto da pressreleaself releaself il . Pubblicato in Affari, Aziende

“La completa decarbonizzazione è possibile e necessaria”: Luigi Ferraris, Amministratore Delegato di Terna, parla del futuro in ambito energetico in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera.

Luigi Ferraris, CEO di Terna

Luigi Ferraris, AD di Terna, intervistato dal Corriere della Sera

Quale sarà il futuro in campo energetico? Luigi Ferraris, AD di Terna, non ha dubbi, valutando la completa decarbonizzazione come “possibile e necessaria” in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera. In un momento in cui la transizione energetica spinta dallo sviluppo delle rinnovabili è già in corso, le reti elettriche hanno un ruolo centrale e, pertanto, chiamano investimenti importanti. Terna ha stabilito di destinare 12 miliardi di euro nei prossimi 10 anni proprio a questo comparto, focalizzandosi su “interventi di sviluppo volti a massimizzare l’integrazione delle rinnovabili, tramite il potenziamento della rete nazionale e delle interconnessioni con l’estero, elementi indispensabili per ridurre le congestioni, massimizzare lo sfruttamento delle fonti naturali, assicurare elevati standard di qualità del servizio e la maggiore condivisione possibile a livello europeo a beneficio di tutti i cittadini”. L’Italia deve diventare un hub naturale nell’area del Mediterraneo, la posizione geografica la agevola infatti nel ricoprire un ruolo di centralità energetica a livello europeo. Favorito da una delle frontiere elettriche più robuste del continente, il Belpaese ha raggiunto il 9% di capacità di interconnessione e può guardare con fiducia al target fissato dalla Ue per il 2030 che prevede il raggiungimento del 15%.

Luigi Ferraris: “La necessità di una rete capillare è fra le priorità del nostro piano di investimenti”

Per recuperare i ritardi del passato e garantire la migliore qualità del servizio per cittadini e imprese, lo sviluppo di una rete più capillare diventa una delle priorità del piano di investimenti di Terna. Luigi Ferraris sottolinea, infatti, come stia mutando la distribuzione della capacità di generazione sul territorio italiano rispetto a qualche anno fa, fattore da ascrivere alla crescita delle rinnovabili. Il miglioramento del collegamento tra Nord e Sud diventa fondamentale e, per questo, attualmente sono attivi 220 cantieri che impegnano più di 350 imprese in tutta Italia. Ovviamente, tutti progetti che hanno come obiettivo la massima sicurezza, il minimo impatto ambientale possibile e una riduzione dei costi per il sistema. Terna, in tutto questo, sarà aiutato da due fattori, la digitalizzazione e l’innovazione, che accompagneranno la crescita delle rinnovabili. La lungimiranza è, infine, testimoniata anche dal lancio del progetto pilota sulle Uvam, destinato a generare valore per il sistema e il cittadino in quanto finalizzato a consentire alle auto elettriche di partecipare al mercato dei servizi contribuendo alla sicurezza del servizio elettrico.