Enel, le competenze e l’esperienza di Claudio Machetti

Scritto da printernetcm il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Claudio Machetti, professionista con competenze in materia di finanza, ha ricoperto nel corso della propria carriera numerosi incarichi al vertice di Enel, con ruoli di consigliere di amministrazione in società quali Terna, Wind ed Endesa.

Claudio Machetti

Claudio Machetti, biografia e prime esperienze professionali

Classe 1958, Claudio Machetti nasce a Roma. Dopo il conseguimento della maturità classica al liceo “Tito Lucrezio Caro”, frequenta l’Università la Sapienza, ateneo in cui si laurea nel 1982 in Scienze Statistiche. L’anno successivo avvia la propria carriera professionale presso il Banco di Roma, attivo inizialmente come impiegato nella filiale di Milano. Trasferitosi nel 1984 alla Direzione Centrale di Roma, si occupa in qualità di analista finanziario dell’analisi del merito di credito dei grandi gruppi industriali italiani. Specializzatosi nell’ambito dell’equity, cura l’Ipo di alcune società a Piazza Affari. Grazie alle competenze acquisite nel corso delle precedenti esperienze, nel 1990 Claudio Machetti riceve l’incarico di Vicedirettore responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. Nel 1992 il professionista romano passa alle Ferrovie dello Stato, dove opera nel ruolo di Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari e, in seguito, di Direttore della Finanza Operativa. Nel contempo collabora alla nascita di Fercredit, società finanziaria specializzata in ambito captive nei settori del factoring, del leasing e del credito al consumo e della quale diverrà CEO.

La carriera di Claudio Machetti in Enel

L’inizio del sodalizio professionale tra Enel e Claudio Machetti risale al 2000, anno in cui il manager entra a far parte del colosso dell’energia in qualità di Responsabile dell’Area Finanza e collabora, nel frattempo, alla fondazione di Enel Insurance e Enelfactor. Nominato Amministratore Delegato per quest’ultima, nel 2005 riceve l’incarico di Direttore Finanziario, a diretto riporto dell’AD del Gruppo. Presente nel board delle consociate Wind telecomunicazioni, Endesa e Terna, nel 2009 Claudio Machetti viene chiamato a guidare le attività della Direzione Risk Management, divisione sulla quale ricade la responsabilità dei controlli inerenti ai rischi aziendali. Dal 2014 è Direttore della Global Trading Business Line, dove si occupa della gestione del sourcing di risorse quali carbone, olio combustile e gas, compito a cui si somma inoltre la gestione dei mercati all’ingrosso di energia elettrica e gas nei Paesi in cui il Gruppo è attivo. Presidente di Fondenel, in passato anche di Fopen, fondi pensione riservati rispettivamente agli operai e ai dirigenti di Enel, Claudio Machetti riveste oggi la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione di Enel Trade.

Luigi Ferraris: Terna al lavoro sul piano per la rete elettrica

Scritto da pressreleaself releaself il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Al vaglio dell’Authority il piano Terna per potenziare la rete: sostenuto dall’AD Luigi Ferraris, prevede investimenti per 12 miliardi in progetti che riguardano l’Italia ma anche interconnessioni con l’estero.

Luigi Ferraris

Luigi Ferraris: Terna, il piano decennale per potenziare la rete

Si concluderà entro fine luglio (con uno step intermedio, all’inizio del mese) la consultazione pubblica tra Terna e l’Autorità per l’energia (Arera) che dovrà esprimere un parere sul piano di sviluppo della rete elettrica nazionale. Il gruppo guidato da Luigi Ferraris prevede di investire 12 miliardi: i driver di questo progetto sono la sicurezza degli approvvigionamenti, la qualità del servizio e la decarbonizzazione in un contesto di sostenibilità. Non solo: il potenziamento delle infrastrutture di rete con l’estero consentirà di rafforzare ulteriormente l’integrazione dei mercati elettrici tra loro, come evidenzia il Sole 24 Ore nel suo approfondimento.

Luigi Ferraris: i progetti del piano di Terna all’insegna della sostenibilità

Fortemente supportato dall’AD Luigi Ferraris, il piano decennale di Terna guarda con particolare attenzione all’evoluzione dello scenario energetico. In futuro le rinnovabili acquisiranno ulteriore peso: non a caso sono stati predisposti diversi interventi sul sistema per integrare alla rete le energie “verdi”. Tra questi il “triterminale” Continente-Sicilia-Sardegna e un ulteriore cavo sottomarino lungo la dorsale adriatica: progetti che da soli comportano un costo di quasi 4 miliardi. Ma come indicato dall’AD Luigi Ferraris in diverse occasioni, altri 2 miliardi saranno poi destinati alle interconnessioni con l’estero. Anche qui ci sono diversi progetti interessanti all’orizzonte: un possibile nuovo corridoio con l’Austria nel lungo termine, oltre al “Sacoi 3”, il collegamento Sardegna-Corsica-Italia Continentale e ad altri in via di sviluppo.

Condizionatore, servosterzo e airbag: ecco gli optional cui non potremmo più rinunciare

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Affari, Automobili

Le nostre automobili sono sempre più accessoriate; ma qual è l’optional cui non riuscireste più a rinunciare, quello che odiate a tal punto da desiderare non fosse mai stato inventato e, al contrario, quello che vorreste fosse montato di serie in tutte le auto? Facile.it, il principale sito italiano di confronto assicurativo lo ha chiesto* ad un campione di oltre 1.000 utenti del sito ed ecco cosa è emerso.

I più amati

Forse per via dell’estate ormai dietro l’angolo o perché i viaggi fatti con i finestrini sempre aperti erano oggettivamente piuttosto scomodi, fatto sta che l’optional cui non possiamo più rinunciare è, per la stragrande maggioranza degli intervistati, il condizionatore e, in barba ai facili stereotipi climatici, le percentuali sono pressoché identiche nel campione femminile e maschile; non ne possono più fare a meno il 57,97% degli uomini, ma anche il 57,89% delle donne.

Al secondo posto, fra gli optional senza i quali ci sentiamo persi, si trova il servosterzo. Se a livello complessivo non hanno alcuna intenzione di fare palestra al volante il 47,66% degli intervistati, curiosamente questa volta fra gli uomini il dato sale notevolmente, arrivando fino al 52,17%, mentre fra le donne si ferma al 39,47%.

Fra gli optional ritenuti ormai indispensabili, la medaglia di bronzo va a quello che fu una vera e propria rivoluzione in termini di sicurezza in auto; l’airbag. Il cuscino salvavita arriva terzo con il 38,32% delle preferenze, ma se le donne gli assegnano addirittura il secondo posto (47,37%), gli uomini lo lasciano invece fuori dal podio e gli attribuiscono il quarto posto (33,3%) preferendogli l’ABS, terzo nel campione maschile con il 34,78%. Quarta, fra le donne, la radio con CD e lettore Mp3 (36,84%).

I più odiati

Se fino a qui abbiamo visto quali sono gli optional più amati, adesso è arrivato il momento di vedere l’altra faccia della medaglia ovvero quelli che si vorrebbe non fossero mai stati inventati. Il primo posto, in questa classifica alla rovescia, se lo aggiudica il cambio automatico che con il 37,96% delle NON preferenze stacca notevolmente i comandi radio integrati nel volante, secondi ma a quasi 10 punti percentuali di distanza (28,7%). Terzo posto, nella classifica degli optional meno amati dagli intervistati, per il cruise control (26,85%). Pare evidente, scorrendo i dati, che gli italiani vogliano riprendere in qualche modo il comando della propria auto, anche a rischio di sbagliare strada. Ecco quindi che al quarto posto si trova il navigatore integrato (23,15%).

Quelli che vorremmo

L’ultima parte del questionario di Facile.it era invece dedicato agli optional che, magari pur già disponibili, ancora non sono di serie sulle automobili, ma gli italiani vorrebbero diventassero obbligatori. In questo caso, più che al comfort, pare si pensi alla salvaguardia delle vite umane e primo, con oltre il 52% delle preferenze, risulta il sensore che avverte in caso si lasci il bambino sul seggiolino con macchina chiusa, che precede l’alcolock, ovvero il dispositivo che blocca il veicolo in caso di eccessivo tasso alcolemico del guidatore, secondo con il 49,07% delle preferenze. Terzo posto per un altro strumento che sarebbe molto utile nella diffusione di uno stile di guida consapevole; il rilevatore automatico di stanchezza del conducente (40,74%).

L’indagine è stata condotta a giugno 2018 attraverso l’invio di un questionario online ad un campione di utilizzatori della piattaforma Facile.it

Eni: il Premio Luiss Guido Carli all’AD Claudio Descalzi

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

L’impegno in ambito sociale e i traguardi professionali in Eni: il “Premio Luiss Guido Carli alla carriera” è stato conferito quest’anno all’Amministratore Delegato Claudio Descalzi

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi vince il “Premio Luiss Guido Carli alla carriera”

“L’energia, il suo mondo, la sua passione”: queste parole hanno accompagnato la premiazione dell’AD di Eni Claudio Descalzi lo scorso 14 maggio. Nella Sala della Regina di Montecitorio il manager è stato insignito del “Premio Luiss Guido Carli alla carriera”. Nelle motivazioni lette al momento della consegna si evidenzia come ami le sfide: “Entrato da giovane neolaureato in Fisica in un’azienda di ingegneri e geologi, oggi ne è Amministratore Delegato e con questo spirito continua a guidarla durante la crisi del petrolio senza tagliare posti di lavoro”. Lo confermano anche i numeri: il gruppo, come è stato ricordato durante la cerimonia, ha chiuso il 2017 con un utile netto di quasi 3 miliardi e mezzo segnando il record assoluto nella produzione con circa 2 milioni di barili al giorno. Oltre a Claudio Descalzi, sono state premiate altre tredici personalità del panorama industriale, politico e culturale italiano, che attraverso il loro percorso professionale esprimono gli stessi valori promossi nel suo da Guido Carli, l’ex Governatore della Banca d’Italia a cui è stato intitolato il riconoscimento.

A Claudio Descalzi il “Premio Luiss Guido Carli”: l’AD lo dedica ai professionisti di Eni

Nel ricevere il “Premio Luiss Guido Carli alla carriera”, l’AD Claudio Descalzi lo ha voluto dedicare alle 34mila persone che lavorano in Eni: “Investiamo nelle nostre professionalità, in un’ottica di rispetto delle persone e del loro talento” ha dichiarato il manager invitando a “farlo tutti, per l’Italia e per il mondo intero”. Non è un caso se il gruppo investe sempre più in ricerca e sviluppo, come ha ricordato l’AD: l’obiettivo è la crescita non solo di Eni ma dell’Italia intera sia in termini di occupazione che di innovazione. Claudio Descalzi ha dedicato un pensiero anche all’ispiratore del Premio facendo notare come la sua visione di Eni sia in linea con quella dell’economista, orientata su “semplicità, ascolto e centralità dell’Italia, con una proiezione su scala europea e mondiale”.

Enel, nuovo progetto in Russia: le parole dell’AD Francesco Starace

Scritto da office fsonline il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Enel collaborerà con la società ferroviaria russa “RZhD” allo sviluppo di innovativi sistemi di accumulo energetico per la rete: l’accordo è stato siglato dall’AD Francesco Starace

Francesco Starace, amministratore delegato Enel

SPIEF 2018: l’AD di Enel Francesco Starace firma accordo di collaborazione con Ferrovie Russe

In Russia per partecipare all’edizione 2018 dell’International Economic Forum di San Pietroburgo, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel Francesco Starace ha siglato un accordo di collaborazione con la società ferroviaria russa RZhD che ha come obiettivo lo sviluppo congiunto di sistemi di accumulo energetico innovativi da installare lungo la rete ferroviaria del Paese. Un progetto che assume particolare valore, in quanto si tratta del primo utilizzo in ambito ferroviario di questo tipo di tecnologia. Francesco Starace, che allo SPIEF è intervenuto nel corso di un convegno incentrato sulla digitalizzazione e sul futuro dei sistemi energetici, ha sottoscritto la partnership per conto di Enel X, la controllata del gruppo per i servizi energetici, e di RusEnergoSbyt, operatore energetico nato dalla joint venture fra Enel ed ESN: insieme a RZhD si punta ad agevolare la stabilizzazione della rete elettrica delle ferrovie russe, migliorandone la gestione dei treni ed evitando ristrutturazioni della rete costose.

Francesco Starace: “Questo accordo è un entusiasmante passo avanti per Enel in Russia”

“È un piacere annunciare questa partnership con un’importante azienda come Ferrovie Russe, con la quale abbiamo delle ottime relazioni da anni” ha affermato entusiasticamente Francesco Starace commentando l’accordo siglato con la società ferroviaria russa. L’AD ha sottolineato come per le attività di Enel in Russia si tratti di un “entusiasmante passo avanti”: il progetto rappresenta “un eccellente esempio di come utilizziamo la nostra presenza a livello globale per portare le innovazioni tecnologiche nei più importanti mercati in cui siamo presenti in tutto il mondo”. L’AD Francesco Starace ha anche fatto notare come l’accordo permetta al gruppo “di diversificare ulteriormente le tecnologie di accumulo che forniscono soluzioni su misura in base alle richieste dei nostri clienti e del mercato”.

Come usare il blog per fare business online

Scritto da Sara Mohamed il . Pubblicato in Affari, Internet

Con un semplice blog è possibile far crescere la reputazione di un marchio e attrarre nuovi potenziali clienti. La giusta comunicazione, attraverso contenuti di qualità pubblicati regolarmente sul blog, aiuta a trasmettere un’immagine autorevole dell’azienda.

Per scrivere, modificare e gestire un digital magazine, che altro non è che un blog strutturato con un vero e proprio piano editoriale e contenuti organizzati in categorie, non bisogna essere esperti programmatori; ci sono piattaforme a buon mercato (come WordPress, ma non solo) che gestiscono i contenuti e offrono valide opzioni di personalizzazione. Se sfruttato in modo intelligente, il blog/digital magazine consente di “creare” un pubblico affezionato, anche nei settori di nicchia, e di entrare in contatto con nuovi potenziali clienti.

Alcune delle migliori agenzie che si occupano di posizionamento SEO a Milano, la capitale italiana del marketing digitale, sviluppano piani editoriali SEO oriented, con gli argomenti di settore più interessanti (e quindi più cliccati) per gli utenti. Tramite link in uscita, un digital magazine di qualità riesce a indirizzare verso il sito “madre” un buon volume di traffico e valore, due fattori di ranking preziosi per ottenere un buon posizionamento su Google e gli altri motori di ricerca.

Attenzione, però, perché buona parte del successo (o dell’insuccesso) del blog aziendale dipende dai contenuti pubblicati. Articoli testuali, immagini, filmati, infografiche, documenti; tutti gli elementi devono essere ottimizzati secondo i principi della SEO per essere riconosciuti dall’algoritmo di Google come realmente utili, attinenti e rilevanti per gli utenti.

È utile usare il magazine aziendale per spiegare chi sei e cosa fai, senza però utilizzare un linguaggio autocelebrativo o eccessivamente markettaro. Il blog non è un e-commerce; più che vendere, deve informare. Il tone of voice varia a seconda del target: se ti rivolgi ad un pubblico giovane puoi usare un linguaggio informale, se il tuo audience invece è costituito da manager è meglio impostare la comunicazione più tecnica e istituzionale.

Infine, è importante pubblicare notizie e approfondimenti sul settore di riferimento, anche se non sono legati direttamente ai propri prodotti o servizi, per mostrarsi informati su tutto il panorama che ruota intorno alla propria attività. In questo modo gli utenti, col tempo, tenderanno a riconoscere il magazine come un punto di riferimento nel settore: imparziale, autentico e affidabile. Pubblicare periodicamente permette di creare engagement intorno ai contenuti; gli articoli vanno divisi in due o più categorie, per aiutare il lettore a trovare subito l’informazione che gli interessa, senza perdersi nei meandri del sito.

Telecomunicazioni: IRIDEOS, partecipata all’80% da F2i, mira a diventare il terzo polo italiano

Scritto da news rronline il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Con la creazione di IRIDEOS, F2i , la società di gestione del risparmio guidata da Renato Ravanelli, punta a diventare il terzo polo italiano delle telecomunicazioni, dopo Telecom e Vodafone.

Renato Ravanelli, ad fondo F2i

F2i e il settore tlc: la nascita di IRIDEOS

Nuovo importante investimento per F2i : il fondo infrastrutturale guidato da Renato Ravanelli questa volta guarda alle telecomunicazioni con IRIDEOS, società nata dalla fusione tra Infracom, KPNQWest Italia, MC-link e BigTLC. L’obiettivo è la creazione di un terzo polo italiano nelle tlc che supporti lo sviluppo e la competitività delle aziende sul territorio, in particolare offrendo soluzioni in grado di coniugare cloud, data center, fibra ottica, sicurezza e innovazione. IRIDEOS, per l’80% partecipata da F2i e per il 20% dal fondo Marguerite, si basa su una piattaforma tecnologica che integra 10 data center, da Milano a Roma, Trento e Verona, collegati con fibra ottica proprietaria. Un “polo delle tecnologie per l’informazione e la comunicazione dedicato alle aziende e alla pubblica amministrazione” che può contare su una rete di oltre 15.000 chilometri di fibra ottica lungo le principali autostrade italiane. Sono più di 2.100 i punti di accesso ai quali possono essere collegate le aziende, con un vantaggio soprattutto per le aree industriali, generalmente limitrofe alle vie autostradali per opportunità logistica. IRIDEOS vanta ricavi per oltre 159 milioni di euro nel 2017 e una rete di circa 500 dipendenti.

F2i: gli investimenti della Società di Gestione del Risparmio

Costituita nel 2007, F2i è una SGR che si è resa protagonista del lancio di tre importanti fondi di investimento nel settore infrastrutturale. Guidata dall’ottobre 2014 dall’AD Renato Ravanelli e dal Presidente Massimiliano Cesare, ha creato nel corso degli anni un portafoglio diversificato di partecipazioni in società attive in diversi ambiti di mercato, prevalentemente in Italia. F2i detiene quote di 2i Rete Gas (distribuzione gas naturale), E2i Energie Speciali (rinnovabili), Gesac (aeroporti), EF Solare Italia (rinnovabili), Infracis (autostrade), Infracom (telecomunicazioni), IREN Acqua (servizio idrico integrato), KOS (infrastrutture sociali), KPNQWEST Italia (telecomunicazioni), MC-Link (telecomunicazioni), Sagat (aeroporti), SEA (aeroporti), SIA (realizzazione e gestione di infrastrutture e servizi tecnologici), Software design (ICT) e So.Ge.A.Al (aeroporti). Attualmente è attivo un Terzo Fondo, istituito a partire da ottobre 2017, che ha un obiettivo complessivo di raccolta pari a 3,600 milioni di euro.

Genova: l’AD Claudio Descalzi ospite del Festival Limes

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Tutta l’energia del mondo: l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi è protagonista di un incontro organizzato nell’ambito del Festival Limes di Genova.

Claudio Descalzi

Formiche.net: l’intervento di Claudio Descalzi, AD di Eni, al Festival Limes

L’Africa resta al centro delle strategie di Eni: nel continente il gruppo guidato da Claudio Descalzi si configura come primo produttore internazionale nell’energetico producendo la metà del greggio totale. L’AD lo ha sottolineato intervenendo al Limes Festival di Genova lo scorso 5 maggio: “L’Europa è una scatola vuota di energia, importa l’80% del gas. Solo chi ha energia può avere un futuro”. Oggi è sempre più necessario individuare nuove fonti energetiche e in questo l’Africa può dare un contributo fondamentale. È un continente straordinariamente ricco di risorse, ma pieno di contraddizioni e paradossi, come ha fatto notare Claudio Descalzi: la prosperità del suolo contrasta infatti con la realtà di grave sottosviluppo energetico che vivono le popolazioni locali. Eni lo sa bene: “Negli ultimi cinque anni abbiamo fatto grandissime scoperte: l’Africa subsahariana in particolare dispone di grandi risorse di gas e petrolio, ma anche eoliche e solari. Tuttavia l’Africa, che costituisce il 15-20% della popolazione mondiale, consuma solo il 3% dell’energia” ha spiegato l’AD osservando che 650 milioni di persone non hanno accesso all’elettricità, usano la carbonella o il legno per scaldarsi e svolgere le attività domestiche. Sono abitudini che innalzano in maniera preoccupante i livelli di monossido di carbonio nelle abitazioni causando “centinaia di migliaia di morti, più di quanti ne faccia la malaria”. L’insufficienza energetica provoca anche disoccupazione, generando i fenomeni migratori fra gli Stati africani e verso l’Europa.

Claudio Descalzi: il modello Eni in Africa e la pace in Libia

Nel suo intervento al Festival Limes, come riporta l’approfondimento di “Formiche.net”, Claudio Descalzi ha dunque evidenziato l’importanza di adottare strategie sostenibili, un investimento che nel tempo porta a risultati importanti: “Contrariamente ad altre società noi in Africa abbiamo sviluppato la produzione di gas per il mercato domestico: lo abbiamo deciso per fare una gara diversa, non quella di uno scattista, ma per guardare in prospettiva”. Per ottenere la credibilità e la fiducia delle popolazioni locale, il gruppo ha lavorato molto: “Oggi diamo energia a 20 milioni di persone con le nostre centrali e settecentomila persone nell’africa subsahariana sono impegnate in progetti agricoli e si autosostengono. Sono cifre ancora piccole ma aiutano progetti importanti di sviluppo”. Claudio Descalzi ha anche invitato la comunità internazionale a considerare una battaglia personale quella per la pace in Libia: “La situazione politica resta frammentata, nonostante sia in corso un tentativo di discussione, forse si riuscirà a istituire nuove elezioni e trovare un accordo fra le diverse forze in campo. Tutti insieme, dimenticandoci egoismi e interessi, dobbiamo impegnarci per cercare di portare la pace”.

Auro Palomba tra i relatori della prima edizione del Festival Laboratorio delle Imprese Familiari

Scritto da melluccio il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

La prima edizione di Family Business, Festival Laboratorio delle Imprese Familiari, che si terrà a Bologna il 18 e 19 maggio, vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Auro Palomba, Presidente e Fondatore di Community.

Auro Palomba

Auro Palomba al FBF – Festival Laboratorio delle Imprese Familiari (18 e 19 maggio)

Realtà al centro della struttura economica del nostro Paese, le imprese familiari sono state oggetto nel corso della storia talvolta di critiche, talvolta di lodi. A livello legislativo, la successione di un’azienda di famiglia viene trattata alla stessa stregua di un appartamento, di un terreno agricolo, di gioielli o di quadri, nonostante la natura sia del tutto diversa. Altro elemento da tenere in considerazione, oltre al diritto, nell’analizzare queste imprese è quello delle relazioni affettive. Tali temi saranno al centro del Festival Laboratorio delle Imprese Familiari, evento che si terrà a Bologna il 18 e 19 maggio e che vedrà l’alternarsi di una serie di dibattiti, lezioni e confronti internazionali. La due giorni, alla sua prima edizione, è organizzata dal Corriere della Sera con Aidaf, Università Bocconi EY e Ubs, Tim e Belluzzo&Partners. Molti i professionisti che prenderanno parte all’iniziativa e interverranno come relatori nei vari incontri organizzati. Tra questi anche Auro Palomba, uno degli advisor più autorevoli e competenti nel panorama italiano, Presidente e Fondatore di Community.

Auro Palomba: il profilo del Presidente e Fondatore di Community

Classe 1964, milanese, Auro Palomba si laurea in Scienze Politiche e comincia successivamente un percorso che lo porta a diventare uno dei principali esponenti italiani in materia di advisoring. Per quindici anni giornalista economico, da venti si occupa di comunicazione, soprattutto in qualità di Presidente di Community, realtà da lui fondata nel 2001 e divenuta negli anni leader nel reputation management. Nel corso della sua carriera, ha lavorato in prima linea nelle più complesse operazioni straordinarie del nostro Paese, contribuendo alla costruzione, gestione e difesa della reputazione di importanti famiglie imprenditoriali italiane e di grandi gruppi internazionali. Membro del Consiglio di Amministrazione di Save the Children Italia e docente di comunicazione, Auro Palomba fa anche parte della Consulta degli Esperti della Presidenza della Commissione Finanze della Camera. Grazie al lavoro svolto, nel 2017 è stato insignito nell’ambito dei Financecommunity Awards del premio come Professionista dell’anno nella categoria “Financial PR”.

Terna, l’Assemblea degli Azionisti 2018: il commento dell’AD Luigi Ferraris

Scritto da pressreleaself releaself il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Su “Milano Finanza” il resoconto dell’Assemblea degli Azionisti di Terna che si è tenuta lo scorso 4 maggio: l’AD Luigi Ferraris si è focalizzato in particolare sulla nuova politica di dividendi.

Luigi Ferraris, AD Terna

Luigi Ferraris: l’Assemblea 2018 degli Azionisti Terna nel resoconto di “Milano Finanza”

Intervenuto lo scorso 4 maggio nel corso dell’Assemblea degli Azionisti di Terna, l’AD Luigi Ferraris ha commentato i risultati del bilancio 2017, approvati dall’assise. “Sono in linea con il trend di crescita degli ultimi anni” ha spiegato l’AD sottolineando come rappresentino la “conferma della solidità del business di Terna e della determinazione a conseguire gli obiettivi delineati nel nuovo piano strategico”. Una crescita destinata a continuare anche in futuro, secondo quanto prevede il Piano Strategico 2018-2022 per il quale Luigi Ferraris ha parlato di “obiettivi ambiziosi” aggiungendo che la mission dal gruppo sarà quella di “esercitare un ruolo guida per una transizione energetica sostenibile”. Per farlo Terna investirà ulteriormente su “innovazione, competenze e tecnologie distintive a beneficio di tutti gli stakeholder”. Come riporta “Milano Finanza” nel suo approfondimento, il bilancio 2017 si è chiuso con un utile netto di 688,3 milioni di euro (+8,7% anno su anno) e un dividendo di 22 centesimi per azione.

Terna, bilancio 2017 e nuova politica di dividendi: le dichiarazioni dell’AD Luigi Ferraris

L’Assemblea degli Azionisti di Terna riunita lo scorso 4 maggio ha anche deliberato sulla distribuzione, al netto dell’acconto sul dividendo 2017 pari a 7,4263 centesimi di euro per azione, dei rimanenti 14,5737 centesimi di euro per azione. Come ha ricordato Luigi Ferraris nel piano è stata definita “una nuova dividend policy che garantirà una crescita costante e prevedibile, nonché una piena visibilità nell’arco del prossimo quinquennio”. Nel periodo 2018-2020 per il dividendo è contemplata una crescita media annua del 6% rispetto a quello dell’esercizio 2017, mentre per gli anni 2021 e 2022 si presuppone un payout del 75%, con un dividendo minimo comunque garantito pari al dividendo di competenza dell’esercizio 2020. “Per sostenerne le linee strategiche” ha proseguito l’AD Luigi Ferraris “si prevede di rafforzare gli investimenti in innovazione e soluzioni digitali al fine di gestire l’incremento della complessità del sistema”. Per fronteggiare “volumi e complessità progettuali crescenti” si punterà sullo sviluppo e l’insourcing di competenze strategiche.