E-mobility: Francesco Starace presenta lo studio di Enel e Symbola

Scritto da office fsonline il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Presentando a Bruxelles il report ‘100 Italian e-mobility stories’ realizzato insieme a Fondazione Symbola, l’AD di Enel Francesco Starace ha ribadito che l’Italia possiede “energie e talenti” per affermarsi su scala internazionale nel settore della mobilità elettrica.

Francesco Starace, AD di Enel

Mobilità elettrica: l’AD di Enel Francesco Starace a Bruxelles con ‘100 Italian e-mobility stories’

“Il momento è adesso, la tecnologia è arrivata”: Francesco Starace, AD di Enel, non nasconde l’entusiasmo nell’annunciare che il futuro sarà all’insegna delle auto elettriche e che il gruppo ha un ruolo fondamentale in questa prospettiva. Il boom arriverà da qui a “due anni” e Enel si sta impegnando per completare in tempo l’infrastruttura di ricarica necessaria. In occasione dell’evento “Unleash e-mobility”, il manager lo scorso 30 maggio all’Autoworld Museum di Bruxelles, ha presentato ‘100 Italian e-mobility stories’, studio realizzato insieme a Fondazione Symbola, che include progetti ed esperienze sviluppati in Italia in materia di mobilità elettrica. Dal quadro tracciato si evince che il Paese non si sta facendo trovare impreparato di fronte a questa sfida e che possiede il potenziale necessario per superarla al meglio, sia in termini di competenze che di tecnologie. “Abbiamo energie e talenti per partecipare da protagonisti in questa grande trasformazione del modo di concepire la mobilità” ha dichiarato Francesco Starace, facendo riferimento alle piccole e grandi aziende coinvolte: dalla componentistica al design, fino alla progettazione dei sistemi di ricarica; sono parti di una filiera che contribuirà significativamente allo sviluppo dell’intero settore a livello globale. Enel crede fortemente nella e-mobility, anche perché funzionale a contrastare inquinamento e cambiamenti climatici. Lo confermano gli investimenti: 300 milioni per 12mila punti di ricarica oltre alla realizzazione di 180 colonnine ‘veloci’ sulle autostrade italiane nell’ambito di un progetto con finanziamenti UE. “La e-mobility sancisce la rinascita dell’automobile” ha ribadito l’AD Francesco Starace nel suo intervento a Bruxelles.

Gruppo Enel: il ritratto professionale dell’AD Francesco Starace

L’impegno per la crescita sostenibile contraddistingue l’attività di Francesco Starace da quando nel 2014 è stato nominato AD di Enel. La recente riconferma alla guida del gruppo è un’ulteriore dimostrazione dell’efficacia del percorso tracciato dal manager, che ha iniziato la sua carriera laureandosi in Ingegneria nucleare presso il Politecnico di Milano. Nel 1981 entra in NIRA Ansaldo con il ruolo di analista della sicurezza degli impianti elettronucleari. L’anno successivo passa a General Electric dove, fino al 1987, svolge diversi incarichi sia in Italia che all’estero: lavora anche in Egitto, Arabia Saudita e negli Stati Uniti. Tra il 1988 e il 1998 guida alcune società di ABB Group. Nel 1998 diventa Senior Vice President delle vendite globali e impianti chiavi in mano per la divisione turbine a gas di Alstom Power. Nel 2000 Francesco Starace approda ad Enel: inizialmente Responsabile Energy Management di Enel Produzione, nel 2002 viene chiamato a dirigere l’Area Business Power all’interno della divisione Generazione ed Energy Management. Tra il 2005 e il 2008 guida la Divisione Mercato Italia: lo stesso anno nasce Enel Green Power, la divisione del gruppo specializzata nello sviluppo e nella gestione di attività legate all’energia da fonti rinnovabili. Il manager viene scelto per dirigerla: in soli sei anni la porterà ad affermarsi come uno dei player di riferimento del settore a livello mondiale. Nel maggio del 2014 il CdA gli conferisce il mandato di Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo Enel, riconfermandogli la fiducia nel 2017. Francesco Starace dal 2015 fa parte del consiglio del Global Compact, organismo delle Nazioni Unite nato per incentivare le aziende ad adottare strategie sostenibili. Nel 2016 è stato insignito delle cariche di Copresidente delle comunità Energy Utilities e Energy Technologies del World Economic Forum. Nel giugno 2017 è stato nominato Presidente di Eurelectric, l’associazione europea dei produttori elettrici. Vincitore del Premio Manager Utilities 2010 e del Premio Energia Sostenibile 2013, è stato eletto “Uomo dell’anno” dalla rivista Staffetta Quotidiana nel 2016.

Carlo Malinconico: ambiti di competenza dello Studio Legale Malinconico

Scritto da weboffice cm il . Pubblicato in Affari, Aziende, Legale

Avvocato e Consigliere di Stato, Carlo Malinconico nel 2003 arricchisce ulteriormente il proprio percorso professionale dando vita allo Studio Legale Malinconico.

L'avvocato Carlo Malinconico

Carlo Malinconico: nascita e attività dello Studio Legale Malinconico

Fondato dall’avvocato Carlo Malinconico nel 2003, lo Studio Legale Malinconico rappresenta un importante tassello nella carriera del professionista che lo ha portato anche a operare per conto dello Stato italiano come Avvocato e Consigliere di Stato. Specializzato in diversi campi del diritto (amministrativo, comunitario, civile dei contratti e dei danni, penale amministrativo), lo Studio Legale Malinconico fornisce assistenza legale ad amministrazioni pubbliche, persone fisiche e a imprese pubbliche e private. Antitrust e tutela del consumatore, norme in materia di ambiente, energia e servizi pubblici, concessioni autostradali, telecomunicazioni sono solo alcune delle discipline di cui si è occupato negli anni lo studio legale, che punta a consulenze eccellenti e di qualità avvalendosi anche di una rete di partner costruita nel tempo. Nel 2015 lo Studio Legale Malinconico ha vinto il prestigioso Premio “Le Fonti” come “boutique di eccellenza dell’anno” nel settore del diritto amministrativo: un riconoscimento che l’anno successivo è stato attribuito anche a Carlo Malinconico, eletto “avvocato dell’anno” nella categoria del diritto amministrativo.

Studio Legale Malinconico: ritratto professionale del fondatore Carlo Malinconico

Nato a Roma, Carlo Malinconico si laurea in Giurisprudenza all’Università degli Studi di Milano nel 1972. Dopo aver concluso il servizio militare come allievo ufficiale e poi come sottotenente di complemento a Torino, supera l’esame di abilitazione a procuratore legale nel 1976, vincendo anche i concorsi pubblici in magistratura e a Procuratore dello Stato. Viene quindi assegnato all’Avvocatura dello Stato di Milano dove opera fino al 1985. Lo stesso anno, dopo il superamento di un ulteriore concorso, diventa Consigliere di Stato, carica che ricopre fino al 2002. Si dedica quindi alla docenza, insegnando prima alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Udine e poi a quella di Roma “Tor Vergata”. Nel 2003 dà vita allo Studio Legale Malinconico. Il professionista si è distinto anche in ambito istituzionale svolgendo diversi incarichi: Capo del Dipartimento degli affari giuridici e legislativi della Presidenza del Consiglio dei Ministri (1996 – 2001), Direttore generale dell’Autorità dell’energia elettrica e del gas (2002), Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel Governo Prodi II (2006 – 2008). Dal 2008 al 2011 Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, sotto il Governo Monti Carlo Malinconico è stato nominato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’editoria, agli affari regionali e al coordinamento amministrativo.

Firenze capitale del real estate. Non solo per un giorno

Scritto da Massimo Lucidi il . Pubblicato in Affari, Aziende, Casa e Giardino, Economia

Ai nastri di partenza Altus real estate di grande pregio. Ospiti internazionali a Firenze.

Nel prestigioso Palazzo Guicciardini sull’omonimo Lungarno al civico 5, giovedì 20 luglio alle 18.30 con un evento riservato su invito il giornalista economico Massimo Lucidi presenterà Altus, società internazionale che ha identificato un portafoglio di investitori pronti a operare in Italia in immobili di prestigio e che contribuirà ad elevare di fatto Firenze a capitale del real estate.

Altus e’ un’iniziativa di Fabio Massimo Covarrubias imprenditore di successo italo messicano con interessi immobiliari in tutto il mondo, specie nel continente americano, che nell’imprenditore e manager fiorentino Pasquale Cataldi, ha trovato un socio presente da vent’anni nel mercato, non solo immobiliare, ma in genere del patrimonio artistico e culturale locale. Altus è dunque una realtà internazionale consolidata e focalizzata su immobili di grande pregio. Richiamando un piu’ ampio concept di Lifestyle, Altus si presenta all’inaugurazione al fianco di “Vinthedge”, fondo specializzato sui vini italiani di alta qualità, “The Classic Car Fund” fondo su auto d’epoca e “Lonville” società specializzata in orologi di lusso.
Altus, società internazionale di real estate che nella sua sede principale in Italia lancia un messaggio forte al Paese, afferma che ci sono capitali internazionali che credono nel Bel Paese e nel patrimonio culturale italiano che appartiene al mondo e alle future generazioni. Capitali che trovano in Firenze un ruolo guida del ritrovato mercato immobiliare internazionale: un dato che emerge già nell’invito a Palazzo Guicciardini che parla di Lifestyle e guarda a partner di grande pregio. Un evento al quale danno conferme in queste ore personalità del mondo dell’impresa e della finanza internazionale di primissimo piano.
“Il real estate è sempre stato un settore attrattivo di investitori. Ha sempre attratto capitali nuovi. Era il ciclo positivo dell’edilizia. Il settore dalla piu ampia ricaduta positiva su tutta l’economia di in territorio. In questo momento storico, credo che il real estate sia il gateway, la porta principale d’accesso per capitali stranieri in Italia: anzi la scelta di aver puntato agli immobili di grande pregio sicuramente qualifica e certifica il target alto” dichiara Pasquale Cataldi che e’ anche amministratore delegato di Altus srl.

Storia dell’Oro nella Finanza Moderna

Scritto da David Gold il . Pubblicato in Affari, Economia, Mercati

L’oro è stato fin dalla sua scoperta sinonimo di ricchezza, il suo valore di metallo pregiato è riconosciuto universalmente fin dai tempi antichi, per questo motivo l’oro è stato considerato un sicuro mezzo di pagamento per millenni.
Si calcola che dalla sua scoperta ne siano stati estratte circa 135.000 tonnellate, attualmente con i moderni sistemi di estrazione ogni anno ne vengono estratte circa 2.400 tonnellate, quantità spesso non sufficiente a soddisfare le strategie compro oro dei grandi investitori privati e istituzionali internazionali.
L’oro cominciò ad essere usato in modo diffuso come moneta corrente nel 1816 in Inghilterra, paese che istituì il sistema del “Gold Standard” che prevedeva la perfetta convertibilità tra la sterlina e l’oro.
Anche altri importanti paesi tra cui la Germania e gli Stati Uniti utilizzarono l’oro per il proprio sistema monetario, questo porto alla libera coniazione di monete d’oro, questo prezioso metallo poteva essere commercializzato senza limitazioni.
Questo sistema che garantiva il denaro emesso con un contro valore in oro custodito dallo stato di emissione ha assicurato stabilità economica internazionale prevenendo la stabilità dei prezzi limitando l’inflazione.
Dopo un periodo molto difficile a cavallo tra le due guerre mondiali, nel 1944, per iniziativa degli Stati Uniti e dell’Inghilterra, i rappresentanti di 44 paesi si riunirono a Bretton Woods dove fu creato il Fondo Monetario Internazionale (F.M.I.). In tale occasione venne fissato il prezzo del metallo a 35 $ per oncia, prezzo a cui gli USA si impegnarono ad acquistarlo da chiunque ed a venderlo solo alle Banche Centrali. Il sistema basato sull’oro degli Inglesi, diventava un’istituzione che poggiava ora su due pilastri: il dollaro e l’oro. Ogni paese partecipante fu obbligato a versare al F.M.I. una quota di oro e di moneta nazionale e dichiarare la parità tra la propria valuta e l’oro: direttamente, oppure indirettamente attraverso il tasso di cambio con il dollaro.
Negli anni sessanta ci fu una rottura dell’equilibrio tra domanda ed offerta, in quanto la grave crisi del dollaro indusse diversi operatori a forti acquisti d’oro. Questa fu la prima volta che l’ oro assunse il ruolo di bene rifugio a fronte dell’instabilità del dollaro.
Il sistema aureo entrò in una crisi che culminò il 15 Agosto 1971, quando l’amministrazione Nixon soppresse la convertibilità tra dollaro e oro e svalutò due volte il biglietto verde facendo così crollare uno dei pilastri del sistema di Bretton Woods. Il doppio mercato dell’oro terminò nel 1976 quando i Paesi aderenti al FMI ufficialmente decisero l’abolizione del prezzo ufficiale.
Nonostante il crollo del sistema e la liberalizzazione del mercato, il metallo giallo continua a rivestire un ruolo fondamentale negli investimenti: offre all’investitore sicurezza e solidità, il suo valore è universale e facilmente realizzabile in qualsiasi momento ed è considerato il bene-rifugio per eccellenza per proteggersi dalle svalutazioni e da incertezze economico-politiche.
Come gli altri metalli preziosi, l’oro è quotato al grammo o all’oncia. Quando è in lega con altri metalli, la sua purezza è misurata in carati con una scala che fissa a 24 carati i lingotti d’oro puro.
Dal crollo del sistema di Bretton Woods, il prezzo dell’oro è fissato dai mercati, dal 1919 la borsa di Londra stabilisce due volte al giorno un prezzo di riferimento il cosiddetto fixing dell’oro.

Carriera professionale di Roberto Casula

Scritto da newsrconline newsrconline il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

Roberto Casula, dopo aver conseguito la Laurea in Ingegneria Mineraria, avvia il proprio percorso professionale all’interno di Eni. Oggi riveste la posizione di Chief Development, Operations & Technology Officer, rispondendo direttamente all’Amministratore Delegato del gruppo.

Roberto Casula, Chief Development, Operations & Technology Officer di Eni

Roberto Casula: l’inizio della carriera

Roberto Casula nasce nel 1962 a Cagliari, città dove, presso l’Università degli Studi, consegue la Laurea in Ingegneria Mineraria nel 1988. Una volta abilitato a esercitare la professione di Ingegnere, inizia a collaborare con Agip S.p.A., in qualità di Reservoir Engineer (ingegnere di giacimento); posizione che lo vede impegnato nel production test del well logging (acquisizione di dati sui pozzi) e in seguito nel reservoir modelling presso Beicip – Franlab a Sophia Antipolis (Antibes, Francia), dove gestisce la supervisione della modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti di idrocarburi. Nel 1992 si trasferisce a Luanda, dove per la consociata Agip Angola Ltd, riveste la carica di Reservoir Engineer e Petroleum Engineer. Nel 1994 viene poi nominato Chief Development Engineer. Nel 1997 Roberto Casula fa rientro in Italia per svolgere la funzione di Development and Production Coordinator di Eni S.p.A. presso gli uffici di San Donato Milanese (MI): qui si occupa della gestione del coordinamento delle mansioni operative e del business dei Paesi dell’Africa Occidentale e delle aree Centro-Asiatiche. Successivamente assume la carica di Department Manager (Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto), assumendo responsabilità estese alle operazioni condotte sul territorio iraniano.

Carriera manageriale di Roberto Casula

Nel 2001 Roberto Casula entra a far parte della dirigenza del Gruppo Eni con il ruolo di Project Director per ciò che riguarda le attività in corso a Tehran relative alle fasi 4-5 del progetto Giant South Pars Gas. Nel 2004 Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., controllata del Gruppo, lo elegge Managing Director, incaricandolo della supervisione delle principali attività della società relative all’esplorazione e alla produzione in territorio siciliano. Nel 2005 ricopre il medesimo ruolo in Eni Nord Africa BV, presso la sede di Tripoli (Libia), dove si occupa dell’intera direzione delle operazioni. Nel 2007 torna nuovamente in Italia ed èinsignito della carica di Senior Vice President della Regione Sub-Sahariana, area dove si trasferirà l’anno seguente per gestire la sede di Abuja (Nigeria) e, in qualità di Presidente, altre tre consociate: N.A.E. Ltd, N.A.O.C. Ltd e A.E.N.R. Ltd. Nel 2011 riveste la posizione di Executive Vice President dell’area africana e mediorientale, avendo così occasione di relazionarsi con le più alte autorità dei Paesi del territorio (Egitto, Angola, Algeria, Congo, Libia, Kenya, Mozambico, Gabon, Sud Africa) e di interloquire con prestigiose società americane ed europee del settore. A partire dal 2014 Roberto Casula ricopre il ruolo di Chief Development, Operations & Technology Officer per Eni S.p.A., dove, rispondendo direttamente all’Amministratore Delegato, è responsabile per l’Italia di tutte le attività tecnico-operative, di Ricerca e Sviluppo e di progetto condotte dalla Nuova Direzione Tecnica.

Prestiti: in Sicilia importi in crescita del 22,5%

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Affari, Economia

Nell’ultimo anno i siciliani hanno fatto ricorso al credito al consumo in maniera più netta, con incrementi negli importi richiesti, in media, del 22,53%. A comunicare il dato sono Facile.it e Prestiti.it, i due comparatori italiani specializzati nel confronto dei prestiti personali che hanno analizzato un panel di oltre 3.400 richieste di finanziamento presentate in regione nel primo trimestre 2017.

Secondo i dati dell’Osservatorio l’importo medio dei prestiti richiesti in Sicilia è pari a 12.358 euro, era appena più di 10.080 un anno fa. I siciliani che hanno cercato di ottenere un prestito personale nei primi mesi del 2017 puntavano ad un piano di restituzione in 70 rate (oltre 5 anni e mezzo), potevano contare su uno stipendio medio di 1.637 euro e, all’atto della richiesta avevano già compiuto 43 anni, una delle età maggiori di tutta la penisola fra chi richiede prestito ma che, a ben guardare, varia abbastanza in regione, muovendosi fra gli estremi di Agrigento ed Enna (45 anni in media) e Ragusa (40 anni).

Trapani è la provincia nella quale si sono chiesti gli importi maggiori (13.560 euro, il 9,7% in più rispetto alla media regionale, da restituire in 74 mesi, il piano di restituzione più lungo di tutta la Sicilia). Segue in classifica Agrigento (13.491 euro, 73 rate) ed Enna (13.220 euro, 68 mensilità). Messina è invece la provincia siciliana in cui, nel primo trimestre 2017, si sono presentate le richieste di importo inferiore (11.059 euro, 65 rate).

Quasi una richiesta di prestito ogni tre (28,26% del totale) fra quelle presentate in regione arriva dalla provincia di Palermo, a seguire Catania (22,40%) e Messina (12,45%).

I richiedenti prestito con gli stipendi maggiori sono risultati essere i residenti in provincia di Siracusa (2.270 euro lo stipendio medio) e Messina (con 1.680 euro).

Ma quali sono i motivi che spingono i residenti in Sicilia a richiedere un prestito personale? Secondo l’analisi di Facile.it e Prestiti.it, la maggior parte delle domande è legata all’ottenimento di prestiti per ristrutturare casa (22,68%, 15.743 euro il taglio medio); a seguire il consolidamento debiti (21.10%, 17.803 euro) e l’ottenimento di liquidità, che raccoglie il 18,09% delle richieste ed equivale ad una media di 14.636 euro.

Stefano Nesti: dalle esperienze nel real estate all’internazionalizzazione di Logispin UK Limited

Scritto da web officesn il . Pubblicato in Affari, Economia

In passato dirigente per diverse società attive nel comparto immobiliare, Stefano Nesti è un manager di adozione londinese, oggi attivo in Inghilterra come International Development Director per Logispin Uk Limited.

Le esperienze e la storia professionale di Stefano Nesti, manager di adozione inglese

Diplomato in ragioneria e classe 1954, Stefano Nesti nasce in Provincia di Pistoia, a Montale. I suoi primi passi in carriera li muove proprio nella sua terra natale, dove inizia ad operare nel settore immobiliare, ricoprendo ben presto importanti ruoli dirigenziali. Trasferitosi a Pistoia nel 1994, è CEO di Teorema S.r.l. e successivamente, dal 2002, di SOVIC S.r.l., entrambe società attive proprio nel real estate. È nel 2009 che Stefano Nesti decide di cambiare settore di competenza, quando diventa azionista di minoranza di GB Invest Holding AG, società che controlla al 100% le azioni del bookmaker GoldBet Sportwetten Gmbh. Nel 2009 inizia a controllare la totalità delle azioni di GB Invest Holding, trasferendosi così presso la sede principale, situata in Austria. Attivo nel ruolo di consulente e CEO, dà l’avvio al processo di ristrutturazione aziendale, portando a compimento nel frattempo lo sviluppo societario all’estero. Nel 2014 procede alla fusione con la società inglese Logispin, diventando International Development Director per la stessa. Nell’anno successivo Stefano Nesti realizza la regolarizzazione e lo sbarco nel sistema concessorio italiano, in conformità alla legge 190/2014, permettendo alla società così di ritagliarsi da subito un ruolo di primaria importanza nel settore.

Logispin Uk Limited e il ruolo di Stefano Nesti

Sorta nel 2009, Logispin Uk Limited è una società inglese attiva nello sviluppo di software e consulenze informatiche per compagnie terze. Composta da un gruppo di professionisti dedicati e altamente motivati, è specializzata nella realizzazione di prodotti per l’industria del gaming online, in particolare nel campo delle scommesse sportive. Grazie a software realizzati su misura, multilingue, originali e destinati anche al mercato dei social network, Logispin Uk Limited permette il raggiungimento di un’audience molto ampia. Dal 2014 all’interno di Logispin Uk Limited è entrato a far parte Stefano Nesti, attuale International Development Director, in seguito alla fusione con l’austriaca GB Invest Holding, da lui controllata. Nello stesso anno il manager toscano si è occupato con successo di portare i servizi della società anche in Italia, grazie allo sbarco nel sistema concessorio italiano, in conformità alla normativa 190/2014.

La soluzione contro il lavoro nero secondo Gianluca Zelli: adottare i mini job alla tedesca in sostituzione ai voucher

Scritto da newsgz online il . Pubblicato in Affari, Aziende, Economia

L’archiviazione dei voucher si è portata dietro una serie di domande sull’utilizzo di eventuali strumenti alternativi di flessibilità: Gianluca Zelli, Amministratore Unico di SGB Humangest Holding, esprime in un articolo pubblicato su Italia Oggi il suo sostegno a favore dell’adozione del mini job alla tedesca.

Gianluca Zelli, Amministratore Unico di SGB Humangest Holding S.r.l.

Gianluca Zelli a favore del mini job alla tedesca in Italia

Quale strumento di flessibilità utilizzare per i lavori a bassa intensità di orario? L’archiviazione dei voucher ha lasciato, infatti, un vuoto in questo senso e si rischia di spalancare le porte al lavoro nero se non si pone un rimedio credibile. Gianluca Zelli, Amministratore Unico di SGB Humangest Holding, ha proposto la sua soluzione in un articolo pubblicato sul quotidiano economico Italia Oggi: adottare il mini job alla tedesca anche in Italia. Uno strumento flessibile, come serve alle imprese, ma che offre allo stesso tempo importanti garanzie. Per mini job si intende quella tipologia di lavoro limitabile a 20 o addirittura 15 ore al mese garantito sul piano assistenziale e previdenziale. Questa forma potrebbe essere utilizzabile per mansioni specifiche, tipo quella come colf, giardiniere o lavapiatti. L’effettiva efficacia del mini job però può essere raggiunta solo in conseguenza di una lotta al lavoro in nero: un inasprimento dei controlli e delle sanzioni nei confronti dei trasgressori è necessario per poter raddrizzare il sistema. Perché in Italia il vero problema non sta nelle leggi ma in chi “pon mano ad esse”.

Gianluca Zelli: formazione, percorso professionale e incarichi dirigenziali

Classe 1973, nato a Rieti, Gianluca Zelli si è specializzato nel corso della sua carriera nella gestione delle risorse umane, dando avvio al suo percorso nel 1999 presso Adecco S.p.A., società all’interno della quale si occupa in particolare di attività commerciali. All’interno della realtà franco-svizzera ricopre, infatti, la carica di Direttore di Filiale e, successivamente, di National Key Account Pubblica Amministrazione e Direttore Commerciale Centro Sud. Terminata nel 2002 l’esperienza, cambia momentaneamente settore di competenza e passa alla sanità, assumendo il ruolo di Direttore Generale di Novafin S.p.A. Nel 2006 torna alle risorse umane accettando la sfida postagli da Humangest S.p.A.: in qualità di Amministratore Delegato guida la startup a una crescita esponenziale sia a livello nazionale che internazionale. Forte dei risultati conseguiti, Gianluca Zelli assume nel 2009 il medesimo incarico in Humansolutions S.r.l., controllata che opera in ambito Facility Management, Logistics Outsourcing, Finance e Sales & Marketing. Attualmente è ancora Direttore Generale della società. Nel 2015 viene nominato Amministratore Unico di SGB Humangest Holding S.r.l., gruppo che fa capo a Humangest e Humansolutions.

Accordo di sponsorizzazione tra SGB Humangest Holding S.r.l., guidata da Gianluca Zelli, e la squadra di basket NPC Rieti

Scritto da newsgz online il . Pubblicato in Affari, Aziende

Partnership tra SGB Humangest Holding S.r.l. e NPC Rieti: la società attiva nel settore delle risorse umane, guidata dall’Amministratore Unico Gianluca Zelli, sponsor della squadra di Basket che milita in serie A2.

Gianluca Zelli, Amministratore Unico di SGB Humangest Holding S.r.l.

SGB Humangest Holding S.r.l.: la società guidata da Gianluca Zelli premium sponsor di NPC Rieti

Si è tenuta nella mattinata di mercoledì 17 novembre la conferenza stampa di presentazione della partnership tra SGB Humangest Holding S.r.l. e NPC Rieti. La società guidata dall’Amministratore Unico Gianluca Zelli, specializzata nella fornitura di servizi di consulenza alle imprese e nella ricerca, selezione, formazione e gestione delle risorse umane, sarà infatti il nuovo partner commerciale della squadra di Basket militante in serie A2. Una scelta in linea con la filosofia societaria: da sempre SGB Humangest Holding S.r.l. mira a condividere il valore dello sport, non limitandosi a mettere un marchio all’interno del palazzetto ma muovendosi attivamente. Grande attenzione, in particolare, verrà riservata al settore giovanile, da coinvolgere in una serie di eventi sul territorio che abbiano una certa valenza sociale. A questi appuntamenti si aggiungerà un progetto per aiutarli nella loro carriera professionistica e, cosa non da meno, nel reinserimento lavorativo al termine del percorso sportivo. La NPC “New Project Children” Rieti si fonda infatti su un piano a lungo termine, nel quale i ragazzi hanno uno spazio importante: sono ben dieci le squadre del settore giovanile.

Risorse Umane: il percorso professionale di Gianluca Zelli

Classe 1973, originario di Rieti, Gianluca Zelli svolge il suo percorso professionale prevalentemente nel settore delle Risorse Umane. Già a partire dal 1999 lavora presso Adecco S.p.A. in qualità di Direttore di Filiale, ricoprendo negli anni successivi, fino al 2002, i ruoli di National Key Account Pubblica Amministrazione e Direttore Commerciale Centro Sud. Dopo una parentesi in Novafin S.p.A., dove si occupa della definizione delle strategie manageriali per la crescita e l’organizzazione della società nel comparto sanitario, nel 2006 accetta la sfida postagli da Humangest S.p.A. e torna al suo settore di competenza. Viene nominato, infatti, Amministratore Delegato della start up e la guida nella crescita su scala nazionale e internazionale. Nel 2015 diviene Amministratore Unico di SGB Humangest Holding S.r.l. La passione per lo sport lo porta a praticare la disciplina Ironman 70.3, variante più impegnativa del triathlon, a livello agonistico.

Carte di credito in vacanza: 10 consigli per evitare spese eccessive, truffe e raggiri

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Affari, Viaggi

Sono oltre 15 milioni gli italiani che, per evitare di viaggiare con grosse somme in contanti quando sono in vacanza all’estero scelgono di pagare con carte di credito o bancomat; ma come fare ad evitare commissioni eccessive, truffe e raggiri? Facile.it, il principale comparatore italiano di prodotti finanziari, ha creato un breve vademecum con 10 regole d’oro da seguire per non incappare in brutte sorprese.

  1. Consulta la banca prima di partire. Non tutte le carte attive in Italia possono essere usate all’estero e, inoltre, alcune possono essere abilitate, ma con limitazioni; per questo motivo, anche se può sembrare ovvio, prima di partire meglio verificare con l’istituto che ha emesso la nostra carta se il Paese in cui stiamo per fare le vacanze ne ammette o meno l’uso: poche cose potrebbero crearci problemi quanto quella di essere oltre confine e…senza denaro.
  2. Carte di credito o bancomat, quale scegliere?Purché abilitate al funzionamento in altri Stati, con entrambi è possibile pagare e prelevare contante, ma per il prelievo lecommissioni applicate variano notevolmente; per la carta di credito si aggirano in media intorno al 4%, per il bancomat sono pari a circa il 2%. Il secondo, però, ha spesso un limite di utilizzo giornaliero o mensile che, all’estero potrebbe variare rispetto a quello applicato in Italia. Verifichiamo, quindi di non sforare!
  3. Per il pagamento poche differenze. Per quanto riguardai pagamenti effettuati direttamente presso l’esercizio commerciale non ci sono grosse differenze tra le due soluzioni; se l’operazione avviene in uno dei paesi Sepa generalmente non sono previste commissioni, mentre è possibile vedere applicati costi aggiuntivi legati al cambio in caso di uso in aree con valuta diversa dall’euro, ma di questo parleremo più avanti.
  4. Furto, clonazione o smarrimento, cosa fare? Il consiglio è uno solo: chiamare immediatamente la banca per bloccare la carta smarrita; non appena informato, l’istituto provvederà all’immediata disattivazione. Importante da sapere è che, se la carta rubata viene utilizzata prima della denuncia del furto, per legge possono essere addebitati fino a un massimo di 150 euro. Il denaro eventualmente sottratto dopo la segnalazione, invece, verrà rimborsato interamente.
  5. Non mi conviene cambiare i contanti all’aeroporto? No. Generalmente, utilizzare all’estero la carta per acquisti in valuta locale consente di ottenere un tasso di cambio più vantaggioso rispetto a quelli offerti dagli uffici di cambio presenti all’aeroporto. Cerchiamo quindi di cambiare la minore quantità di valuta possibile, magari nella nostra nazione prima di fare le valigie, e usare quel denaro solo dove non è accettata la carta.
  6. Scegli la valuta locale. In caso di pagamento o prelievo in area extra-euro, se viene richiesto, è consigliato scegliere di pagare in valuta locale anziché nella propria moneta; questo consente di evitarecommissioni nascoste legate al cambio e ottenere, così, tariffe più convenienti.
  7. Con l’app, tutto sotto controllo.Scegliere una banca dotata di app per mobile consente di monitorare tutti i pagamenti in tempo reale, così da tenere sott’occhio i movimenti e relative spese.
  8. Un SMS può salvare la situazione. Se non ti trovi a tuo agio con le app, o anche non vuoi aspettare di arrivare a portata di wi-fi per sapere cosa accade al tuo conto corrente, puoi continuare ad affidarti alle vecchie tecnologie. Molti istituti consentono di attivare un servizio di alert che, in caso di utilizzo della carta, tramite SMS avvisa subito il cliente; una soluzione estremamente pratica per avere il pieno controllo della situazione.
  9. La vacanza finisce, ma i rischi continuano. Anche se siete tornati a casa e tutto è andato liscio, meglio continuare a monitorare i conti con attenzione; i malintenzionati sanno bene che pochi osservano i conti dopo il rientro e, per questo, capita agiscano anche a mesi di distanza dal furto dei dati; gli addebiti non autorizzati o le anomalie quindi potrebbero apparire dopo diverso tempo. Nel caso, informate subito la banca e il problema sarà risolto.
  10. Quale carta dare ai figli che viaggiano da soli? I ragazzi, soprattutto se al loro primo viaggio all’estero con gli amici, difficilmente pongono la giusta attenzione alle regole di sicurezza delle carte di credito; come fare a limitare i danni di un figlio troppo sbadato? La soluzione migliore è una carta prepagata. Si tratta di uno strumento di pagamento sempre più diffuso e un’ottima soluzione perché garantisce la stessa praticità del bancomat con il vantaggio di avere un plafond limitato, così da tutelare i giovani – e soprattutto i genitori – da eventuali smarrimenti o spese folli. Il consiglio, però, è verificare prima di partire che la carta sia abilitata e accettate nel paese di destinazione.

E con questo…buon viaggio.