In Italia solo lo 0,66% dei veicoli è elettrico

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Nonostante si parli sempre più di mobilità sostenibile, in Italia la diffusione di automobili green è ancora marginale tanto che, secondo l’analisi di Facile.it su dati ACI, a dicembre 2018 le autovetture elettriche e ibride immatricolate in Italia erano appena poco più di 256.000 unità, vale a dire lo 0,66% del totale parco auto circolante.

La situazione, secondo l’analisi di Facile.it, migliora leggermente se si considerano anche le altre tipologie di alimentazioni più sostenibili per l’ambiente, ovvero quelle a Gpl e metano. Sommando queste alle elettriche e ibride si arriva, complessivamente, a 3,6 milioni di veicoli, ovvero il 9,3% del totale parco auto circolante.

Ma quali sono i tassi di crescita del settore e quali le regioni con la maggior concentrazione di veicoli a basso impatto ambientale e quali, invece, quelle in cui diesel e benzina regnano incontrastati? Ecco i risultati dell’analisi di Facile.it

Focus sui veicoli elettrici

Se, in generale, il peso percentuale dei veicoli green cresce a ritmi molto contenuti – dal 2015 al 2018 è aumentato di appena un punto percentuale – il trend cambia se si guarda ai soli modelli elettrici e ibridi. Pur rappresentando ancora una nicchia, la diffusione nella Penisola di questi modelli sta registrando percentuali di crescita a tre cifre: dal 2015 al 2018 sono cresciute del 130%.

Cercando di indagare sulla diffusione locale di questo genere di veicoli, Facile.it ha evidenziato come, essendo essa strettamente legata allo sviluppo di una rete di punti di ricarica, in testa alla classifica delle regioni italiane per peso dell’elettrico sul totale veicoli circolanti, si trovi la Lombardia, area dove, a dicembre 2018, si contavano più di 73.000 veicoli di questo tipo, pari all’1,20% del totale.

Al secondo posto si posiziona il Trentino-Alto Adige, dove l’1,12% dei veicoli è alimentato a energia elettrica/ibrido; al terzo posto l’Emilia-Romagna, con una percentuale pari all’1,03%, seguita da Veneto (0,92%) e Lazio (0,90%).

Interessante notare come in queste prime 5 regioni siano presenti il 70% dei veicoli elettrici/ibridi immatricolati in tutta Italia.

Scorrendo le posizioni più basse della classifica, all’ultimo posto si trova la Campania (0,13% di auto elettriche sul totale veicoli della regione), seguita dalla Basilicata (0,14%) e dalla Calabria (0,16%); ancora una volta non è un caso che queste aree siano anche quelle in cui la presenza di colonnine elettriche di ricarica è tra le più basse della Penisola.

«Dal punto di vista dell’RC auto non vi sono norme che vincolano le compagnie a riconoscere tariffe agevolate per coloro che hanno un veicolo elettrico o ibrido», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «Nonostante questo, però, va evidenziato che alcune assicurazioni utilizzano il tema della sostenibilità come leva di marketing e, in funzione di questo, riconoscono delle agevolazioni riservate a coloro che guidano un’automobile green; si tratta molto spesso di sconti che in alcuni casi possono arrivare ad incidere sino al 20% sul premio finale».

Nord Est e Centro i più inclini all’uso dei veicoli green

Continuando ad osservare l’intero insieme dei veicoli green e concentrandosi sulle macro-aree del Paese emerge che gli automobilisti residenti nel Nord Est e nel Centro Italia risultano essere i più sensibili alle tematiche della mobilità sostenibile; nelle due aree, rispettivamente, il 12,50% e l’11% dei veicoli è alimentano a GPL, metano, elettrico o ibrido. I valori scendono sotto la media nazionale, invece, se si guarda alle altre aree; al Sud la percentuale è pari all’8,6%, nel Nord Ovest all’8,1%, mentre sulle Isole il dato crolla al 4%.

Analizzando i dati su base territoriale per quanto riguarda le vetture ecosostenibili emerge che la regione Marche è la più virtuosa; qui quasi 200.000 veicoli, vale a dire un’auto su 5 (19,4%), sono alimentati a Gpl, metano, elettricità o con sistema ibrido. Al secondo posto si posiziona l’Emilia-Romagna, con una percentuale pari al 19% del totale mezzi in circolazione nella regione; terza l’Umbria che, con il 13,9%, conquista il gradino più basso del podio.

Guardando alla graduatoria nel senso opposto, invece, emerge che gli automobilisti meno virtuosi d’Italia sono quelli residenti in Valle d’Aosta, regione dove solo il 2,3% delle auto ha un’alimentazione diversa da diesel e benzina. Seguono gli automobilisti della Sardegna, (2,8%) e della Calabria, che raggiunge il 3,6%.

News contabilità, fatturazione, bilancio, fiscale, paghe GB – Settimana n. 42 anno 2019

Scritto da GBsoftware S.p.A. il . Pubblicato in Economia, Informatica

Utility Multiditta: Stato delle Dichiarazioni 2019 (14/10/19)

Visto le imminenti e numerose scadenze di questo periodo, GBsoftware offre l’opportunità, attraverso l’utility “Stato delle Dichiarazioni”, di tenere sotto controllo lo stato di avanzamento delle dichiarazioni e comunicazioni predisposte.

L’utility “Stato delle Dichiarazioni” permette di controllare, in fase di elaborazione e invio l’andamento delle dichiarazioni.

Per comprendere il funzionamento di questa utility, oggi vediamo come utilizzarla al meglio.

770 2019: riepilogo principali FAQ(domande frequenti) (15/10/19)

In fase di utilizzo del software può risultare utile avere a disposizione un set di risposte veloci e piccoli dubbi che possono sopraggiungere in fase di lavorazione. Proprio per questo motivo GB software ha strutturato una serie di F.A.Q. Basandosi sulle principali richieste di assistenza fatte ai clienti.

La consultazione delle FAQ garantisce la risoluzione delle problematiche più semplici, permettendoci di offrire un servizio di assistenza puntuale e completo senza il reale intervento di un operatore. Sono uno strumento efficace per migliorare l’esperienza lavorativa con le applicazioni.

Aggiungiamo inoltre che, il 37% dei richiedenti assistenza riesce a risolvere i propri dubbi, relativi all’utilizzo del software, semplicemente ricorrendo alla lettura dele FAQ e in meno di un kminuto, trovano la risposta corretta al proprio quesito.

Redditi PF 2019: contributi IVS nel quadro RR (16/10/19)

Pewr determinare i contributi dovuti all’INPS, i soggetti iscritti alle Gestioni dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani e degli esercenti attività commerciale devono compilare il quadro RR sezione del modello Rediti PF 2019.

L’articolo 10, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n.241 stabilisce che i soggetti obbligati alla compilazione della sezione I del quadro RR sono quelli iscritti alla Gestione speciale dell’INPS degli “artigiani ed esercenti attività commerciale”, in particolare, si tratta di

Titolari di imprese artigiane e commerciali, Soci titolari di una propria posizione assicurativa tenuti al versamento dei contributi previdenziali, sia per se stessi sia per le persone che prestano attività lavorativa nell’impresa (familiari e collaboratori).

Paghe. Incentivo Occupazione Sviluppo Sud 2019 (10/10/19)

L’INPS con la circolare numero 102 del 16/07/2019 disciplina di nuovo l’incentivo all’occupazione previsto dalla legge di Bilancio 2019 (Legge 145/ 2018 art.1 comma 247) E del Decreto 311/2019 dell’ANPAL.

Il beneficio si applica ai datori di lavoro privati che a partire dal 01/01/2019 assumono giovani sotto i 35 anni purchè privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi, nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna.

Tale beneficio si applica ai lavoratori assunti a tempo indeteminato tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2019 nella misura pari al 100% dei contributi a carico del datore di lavoro. Sono esclusi dall’agevolazione i contratti di apprendistato, di lavoro domestico, e i contratt di lavoro intermittente.

Redditi PF 2019: gestione Separata INPS (18/10/19)

All’interno del quadro RR, sezione II, è presente una gestione che consente di calcolare i contributi previdenziali dovuti da liberi professionisti iscritta alla Gestione separata INPS ed inviarli all’Applicazione F24.

Con la newsletter di oggi analizziamo i passaggi necessari alla corretta compilazione della sezione II del quadro RR utilizzando l’apposita gestione per il calcolo.

La sezione II del quadro RR dei Redditi PF deve essere compilata dai lavoratori autonomi che svolgono attività di cui all’art.53 c.1 del TUIR, obbligati al versamento dei contributi previdenziali alla Gestione Separata INPS, ex art.2 c.26 della L.8 agosto 1995 n,335

Gli articoli completi sono disponibili sul sito del gestionale INTEGRATO, software di contabilità utilizzato in tutta Italia

GBsoftware S.p.A. è una software house nata dall’idea di un commercialista e dell’esperienza di uno studio attivo dal 1977. Siamo specializzati in software semplici per studi e imprese.

David Barzazi: le parole sull’accordo tra Alperia e Gruppo Green Power

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

Le parole di David Barzazi che, insieme al fratello Christian, ha commentato gli aspetti positivi derivanti dall’acquisizione di Gruppo Green Power da parte di Alperia, multiutility giunta terza nella classifica delle realtà italiane dell’idroelettrico.

David Barzazi

David Barzazi: l’acquisizione di Gruppo Green Power

A fine luglio 2019 Alperia, multiutility con sede a Bolzano e attiva nella fornitura di energia elettrica attraverso fonti rinnovabili, ha acquisito il 71,8% del capitale sociale e dei diritti di voto di Gruppo Green Power, azienda presieduta da Christian e David Barzazi e che riveste una posizione di leadership nel mercato dei servizi attinenti le energie green e l’efficientamento energetico. La realtà di Mirano ha diramato a inizio agosto 2019 un comunicato relativo all’accordo commerciale concluso con il partner dell’Alto Adige e in cui erano evidenziati i punti positivi a favore dell’intesa. Segnatamente, le valide prospettive di sviluppo del settore dei servizi energetici smart nel territorio veneto. “Siamo orgogliosi di questo importante traguardo”, hanno annunciato Christian e David Barzazi “Alperia è una realtà leader, fortemente votata all’innovazione e capace di far crescere ulteriormente il Gruppo che potrà così affrontare una nuova fase di sviluppo a cui non cesseremo di dare il nostro contributo nelle modalità concordate”. Il Direttore Generale della multiutility Johann Wohlfarter ha delineato un’operazione commerciale in linea con il piano industriale e avvenuta con l’aiuto determinante di grandi gruppi come Mediobanca, EY e Kpmg Advisory, che hanno gestito gli aspetti finanziario, legale e societario. Il perfezionamento dell’acquisizione avrà come vincolo per Alperia il lancio di un’OPA totalitaria sulle azioni di Gruppo Green Power.

David Barzazi: approvata la semestrale di Gruppo Green Power

Il Consiglio di Amministrazione del Gruppo guidato da David Barzazi ha dato la conferma finale al progetto di bilancio consolidato semestrale al 30 giugno 2019, caratterizzato da importanti indicatori economici. Tra questi vale la pena menzionare i ricavi netti, che valgono 10 milioni e 142mila euro, e il patrimonio netto, equivalente a 1 milione e 740mila euro. Altri numeri di rilievo per l’EBITDA Margin, ovvero il margine sulle vendite, pari al 13,3% e la posizione finanziaria netta consolidata di oltre 700mila euro. Le altre realtà che figurano nel calcolo del progetto di bilancio consolidato e della situazione patrimoniale e finanziaria al 30 giugno 2019 sono le società partecipate BluePower Connection S.r.l., Unix Group S.r.l. e Soluzioni Green S.r.l. Di queste tre, la prima ha la propria sede centrale in Romania, mentre le ultime due si trovano in Italia. Inoltre, in questa semestrale per la prima volta è entrata nel computo, in quanto da gennaio 2019 parte delle società sussidiarie del gruppo che era guidato da David Barzazi, anche Green Energy Group S.r.l.., orientata alla vendita di servizi per l’efficientamento energetico per utenze di tipologia domestica. L’acquisizione della partecipazione è avvenuta per un valore nominale equivalente a 1.002 euro.

Mutui: in Campania boom di richieste di surroga (+91%) nel terzo trimestre

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Notizie positive sul fronte dei mutui in Campania; il terzo trimestre dell’anno è stato caratterizzato da un’impennata delle richieste di surroga, dall’aumento dell’importo medio che si è cercato di ottenere e dal calo dei tassi di interesse. Sono questi i principali dati emersi dall’osservatorio regionale di Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione di oltre 3.700 richieste di finanziamento raccolte in Campania, hanno scoperto, ad esempio, che nel corso del terzo trimestre 2019 il peso percentuale delle richieste di surroga sul totale delle domande di mutuo è quasi raddoppiato (+91%) rispetto alla stesso periodo del 2018, passando dal 22% al 42% del totale.

«Lo scorso trimestre abbiamo registrato un vero e proprio boom nella richieste di surroga da parte di mutuatari campani; era dal 2015 che non si raggiungevano picchi così alti», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it. «Il calo dei tassi di interesse visto in questa prima parte dell’anno è stato fondamentale per stimolare la domanda di finanziamenti, sia da parte dei mutuatari che vogliono provare a cambiare banca, sia per chi è alla ricerca di un nuovo mutuo».

Numeri alla mano, i tassi proposti dalle banche alla clientela finale negli scorsi mesi sono stati estremamente bassi, soprattutto per quanto riguarda i mutui fissi. A settembre 2019 grazie alla diminuzione dell’IRS (l’indice europeo che guida l’andamento di questa tipologia di finanziamento), i migliori tassi offerti per un mutuo medio (126.000 euro in 25 anni, LTV pari al 70%) oscillavano tra l’1,04% e l’1,34% (Taeg), con un calo, rispetto a gennaio, compreso tra lo 0,55% e l’1,20%; vale a dire un risparmio medio per i consumatori compreso tra i 30 e i 60 euro al mese.

Positivi anche gli altri valori emersi dall’osservatorio regionale di Facile.it e Mutui.it: l’importo medio richiesto nel corso del terzo trimestre 2019 dagli aspiranti mutuatari campani è stato pari a 126.884 euro, vale a dire lo 0,86% in più rispetto allo stesso periodo del 2018, ed anche il valore degli immobili che si è cercato di acquistare è aumentato del 4%, stabilizzandosi a poco più di 217.000 euro. In calo, invece, il Loan To Value, il rapporto tra valore dell’immobile e valore del mutuo richiesto, passato dal 65% del terzo trimestre 2018 al 62% del terzo trimestre 2019. La durata media dei piani di ammortamento richiesti in Campania è pari a 21 anni, mentre l’età media dei richiedenti è pari a 41 anni e mezzo, valore in calo rispetto allo scorso anno, quando i richiedenti avevano, in media, 42 anni e mezzo.

Guardando alla scelta della tipologia di tasso, i richiedenti campani sembrano non aver dubbi; la riduzione ai minimi della differenza tra tasso fisso e variabile ha spinto sempre più aspiranti mutuatari ad orientarsi verso il fisso tanto che, nel corso del terzo trimestre 2019, è stato scelto dal 95% dei richiedenti mutuo in Campania; era l’89% nel terzo trimestre 2018.

Ad ottobre sono tornati i mutui al 100%

Se è vero che lo scorso trimestre, e in particolare il mese di settembre, hanno visto il ritorno della surroga, anche questi primi giorni di ottobre hanno portato importanti novità sul fronte dell’offerta mutui; alcuni Istituti sono tornati a proporre mutui al 100%, con tassi estremamente contenuti se paragonati al passato e senza necessità di ricorrere al Fondo Garanzia Prima casa.

«Se fino ad oggi i mutui al 100% erano prodotti accessibili solo attraverso il Fondo Garanzia Prima casa o pagando tassi molto elevati, anche superiori al 4%, adesso alcuni istituti di credito sono tornati a proporre questa tipologia di finanziamento senza necessità di accedere al Fondo e con tassi di interesse estremamente contenuti, intorno al 2,5%, valori che fino allo scorso anno erano riservati a mutui all’80%», spiega Ivano Cresto. «Poter accedere a questa tipologia di prestito senza necessità di ottenere la garanzia dello Stato è una buona notizia anche per coloro che vorranno comprare casa nel prossimo futuro e non saranno più legati ad un Fondo le cui risorse potrebbero – come già successo in passato – esaurirsi».

* L’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 3.700 richieste di mutuo raccolte da utenti della Campania da Facile.it e Mutui.it nel corso del terzo trimestre 2018 e terzo trimestre 2019.

Grandi tappeti per grandi emozioni

Scritto da miriam leone il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Avere un tappeto grande a casa potrebbe sembrare una scelta molto impegnativa. Non solo dal punto di vista della manutenzione ma anche per la scelta della posizione in cui collocarlo all’interno della casa. Sarà meglio posizionare il tappeto in camera da letto? O forse in cucina? Magari in soggiorno? I dubbi su quale possa essere la scelta migliore possono perseguitare l’interessato e fargli cambiare idea ogni tre per due.

Ovviamente questa è una scelta che va ponderata sulla singola base della tipologia e sulle dimensioni delle stanze prese in considerazione e del tappeto che si vuole inserire al loro interno, tuttavia è possibile selezionare dei suggerimenti generali che possono rendere la scelta meno ardua.

Dove posizionare il vostro tappeto grande

Partiamo intanto dalla tipologia di stanza.

Posizionare un tappetto di grandi dimensioni in camera da letto potrebbe sembrarci la scelta migliore. Nelle riviste e nelle foto professionali, spesso viene utilizzato l’escamotage di posizionare un grande tappeto sotto al letto, che fuoriesca ai lati in modo da fare anche da scendiletto. Dobbiamo renderci conto però che questa disposizione non sortisce lo stesso risultato in tutte le stanze. Perché l’effetto d’insieme risulti gradevole dobbiamo avere a che fare con grandi dimensioni non solo per quanto riguarda il tappeto, anche la stanza e il letto devono essere proporzionate. Inserire un tappeto grande sotto al letto in una stanza piccola non farebbe risaltare il trappeto e farebbe sembrare la stanza molto più ingombra.

Se invece si vuole posizionare un tappeto grande in cucina, solitamente si consiglia di adottare un tappeto che riesca a contenere tutta la tavola e anche le sedie. Non è necessario che tappeto e tavolo abbiano la stessa forma, tuttavia sarebbe meglio che le gambe di quest’ultimo poggino completamente sul tappeto.

Per quanto riguarda il salotto le possibilità da poter seguire sono principalmente due: posizionare il divano completamente o parzialmente sopra al tappeto oppure collocare il tappeto di fronte al divano, magari sotto a un tavolino. La prima soluzione può essere adottata nel caso in cui il tappeto possieda dimensioni davvero notevoli, la seconda invece è più indicata se il tappeto è di grandi dimensioni ma non abbastanza da coprire interamente la superficie del divano, oppure se si possiedono due divani posizionati a L uno accanto all’altro.

Nel caso in cui si volesse mettere il tappeto in un open space della zona living è possibile scegliere un tappetto le cui dimensioni siano abbastanza ampie da delimitare la zona soggiorno, con i divani, dalla zona pranzo, con tavolo e sedie.

Tappeti per ambienti particolari

Se avete deciso di acquistare un tappeto destinato a essere messo sotto il tavolo della cucina, oppure nella zona pranzo del vostro open space, sarebbe il caso di scegliere un tappeto adatto all’ambiente. Non è raro infatti che dalla tavola possano cader briciole oppure pezzi di cibo che rischiano di macchiare e quindi rovinare il tappeto.

Per questo motivo è consigliabile che in questi ambienti si opti per un tappeto particolarmente robusto, poco sporcabile, con una varietà di disegni e colori in modo tale da poter camuffare più facilmente eventuali macchie.

Campagnola si colora di viola con lo scuotitore Starberry MD1

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Agricoltura, Aziende

L’azienda emiliana giunta al traguardo di 60 anni di attività guarda al futuro e affronta le nuove sfide del mercato lanciando un nuovo prodotto di particolare rilevanza per il mondo agricolo: Starberry MD1, scuotitore elettrico in speciale anteprima per l’Italia.

Dopo il successo riscosso dalla proposta multipla dei prodotti lanciati lo scorso anno adatti a vigneti, frutteti, agrumenti, piante ornamentali e sempre verdi, stavolta l’attenzione si rivolge tutta ad un piccolo frutto molto pregiato: il mirtillo. Alle porte dell’autunno si fa sentire l’esigenza della raccolta delle diverse varietà di mirtilli: Starberry MD1 è lo scuotitore elettrico dedicato a questa bacca che nasce per agevolare il lavoro dei professionisti che operano nel settore.

Il kit di Starberry è composto da una batteria al litio, caricabatteria e valigetta per il trasporto e infine uno zainetto ergonomico portabatteria utilizzabile per tutti gli attrezzi made in Campagnola.
Le caratteristiche tecniche del modello dimostrano la cura e l’attenzione dedicata a questo prodotto da parte di Campagnola: con il suo peso di 1 kg unito a 1,2 kg di batteria, Starberry permette la lavorazione in autonomia per 8/9 ore; inoltre è dotato di un’impugnatura ergonomica e il suo raggio d’azione adatta a tutte le cultivar di mirtillo.

60 anni e non sentirli: l’emiliana Campagnola rinconferma la propria eccellenza e la propria concentrazione su ricerca e innovazione tecnologica grazie a questo nuovo progetto sviluppato nell’intento di fornire una soluzione pratica ad un’attuale richiesta degli utilizzatori finali. Dopo quest’anteprima di Starberry MD1, si prevede la grande produzione nel 2020.

https://campagnola.it

Acronis presenta le innovative soluzioni di protezione informatica che relegano al passato il backup e la protezione dei dati tradizionali

Scritto da Esseci il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Acronis, leader globale della protezione informatica, ha presentato oggi Acronis Cyber Protect, Acronis Cyber Platform e Acronis Cyber Infrastructure, le nuove soluzioni di protezione informatica che rivoluzioneranno il modo in cui il settore affronta la cybersicurezza e la protezione dei dati.

Lanciate durante l’evento inaugurale dell’Acronis Global Cyber Summit attualmente in corso a Miami, in Florida, le nuove soluzioni di Acronis offrono capacità di protezione informatica innovative, e vanno a sostituire le soluzioni preesistenti che non sono più in grado di affrontare le problematiche attuali dell’IT.

Nell’odierno mondo digitale la piena fiducia nelle informazioni disponibili è imprescindibile per poter prendere decisioni basate sui dati. L’adozione sempre più diffusa delle tecnologie di machine learning e di intelligenza artificiale consente alle aziende di gestire in modo rapido ed efficiente il processo decisionale, ma richiede al contempo l’acquisizione, lo storage e l’impiego di dati che devono poter essere considerati attendibili. La proliferazione dei dispositivi e della distribuzione di dati tra più sistemi, ubicazioni e servizi cloud rende più complessa l’infrastruttura, che, ormai decentralizzata, diventa più vulnerabile agli attacchi informatici. Acronis la difende, mettendo a frutto la propria esperienza nella protezione di oltre 500.000 clienti aziendali e 5,5 milioni di utenti privati che utilizzano Acronis Active Protection, la tecnologia che nel solo 2018 ha bloccato oltre 400.000 attacchi ransomware, con un risparmio di centinaia di milioni di dollari per aziende e consumatori.

“L’odierna dipendenza dai dati crea sfide mai affrontate prima d’ora dalle aziende, che dispongono di soluzioni non progettate per gestirle”, ha sottolineato Serguei Beloussov, fondatore e CEO di Acronis. “Per superare questi nuovi ostacoli è imperativo un approccio totalmente nuovo alla gestione e alla protezione dei dati, che deve coprire salvaguardia, accessibilità, privacy, autenticità e sicurezza dei dati, i cinque vettori SAPAS della protezione informatica. La nostra suite di soluzioni è progettata specificamente per coprire tutti questi aspetti.”

Disponibili tramite un ecosistema internazionale costituito da oltre 50.000 partner, le soluzioni, nuove e aggiornate, includono:

  • Acronis Cyber Protect, che integra in un’unica soluzione di facile impiego sette funzionalità chiave per la protezione informatica: backup, disaster recovery, difesa dal malware basata su IA, certificazione e convalida dell’autenticità dei dati, valutazione della vulnerabilità, gestione delle patch, monitoraggio e gestione da remoto.
  • Acronis Cyber Platform, che permette agli sviluppatori e agli ISV di personalizzare, estendere e integrare le soluzioni Acronis Cyber Protection.
  • Acronis Cyber Infrastructure, un’infrastruttura iperconvergente conveniente, facile da usare e affidabile, ottimizzata per l’implementazione della protezione informatica.

“Fino ad oggi la sicurezza informatica e la protezione dei dati sono state considerate discipline distinte, ma la richiesta crescente di dati e analisi da parte delle aziende rende questa demarcazione sempre più evanescente. Invitiamo le organizzazioni a intraprendere il cambiamento e a vedere nella crescita dei dati e nelle iniziative di trasformazione digitale un’opportunità per adottare i principi della protezione digitale” ha affermato Andrew Smith, responsabile ricerca, Enterprise Infrastructure di IDC. “Le organizzazioni che si avvalgono di un programma di protezione informatica a 360° risulteranno più protette da perdite, furti e manomissioni dei dati.”

Le nuove soluzioni annunciate da Acronis offrono una protezione digitale facile, efficiente e sicura grazie alla completa integrazione a livello aziendale, di interfaccia utente, di gestione, di prodotto e di tecnologia. I clienti si avvantaggiano quindi della protezione avanzata, della maggiore disponibilità dei sistemi e di costi di gestione significativamente ridotti rispetto a qualsiasi altra soluzione non integrata.

Acronis Cyber Protect

Acronis Cyber Protect è la prima soluzione di protezione informatica totale che copre tutti i fattori previsti dal framework per la cybersecurity promosso dal NIST: identificazione, protezione, rilevamento, reazione e ripristino. Tutte le funzionalità di Acronis Cyber Protect sono disponibili tramite un unico agente leggero e amministrate con una console di gestione moderna che offre un’esperienza web ottimizzata per i dispositivi mobili.

Acronis Cyber Platform

È la piattaforma su cui si basano tutti i servizi Acronis e include una serie di API supportate da SDK (kit di sviluppo software) e codici di esempio. L’accesso alla piattaforma consente ai partner di differenziarsi dai competitor proteggendo nuove origini dati, supportando nuove posizioni di storage, implementando funzionalità di gestione dei dati innovative e migliorando le applicazioni con la protezione digitale.

“Acronis è un partner strategico e un leader del mercato” ha affermato Jeff Bishop, responsabile prodotto di ConnectWise. “L’azienda è come sempre tra i pionieri dell’innovazione, anche in questa fase di rapida convergenza tra protezione dei dati e sicurezza informatica. Abbiamo collaborato con entusiasmo ad Acronis Cyber Platform, apportando integrazioni reciproche finalizzate a migliorare l’esperienza dell’utente finale. L’intero ecosistema trarrà vantaggio dalla protezione informatica mirata e dall’approccio aperto alla nuova Acronis Cyber Platform.”

Acronis Cyber Infrastructure

Una soluzione di infrastruttura software-defined universale che impiega hardware standard di largo consumo e combina carichi di lavoro di elaborazione, di rete software-defined e di storage di blocchi, file e oggetti. Progettata specificamente per la protezione dei carichi di lavoro, Acronis Cyber Infrastructure offre il costo più basso sul mercato per la gestione e lo storage dei dati secondari, oltre a un ambiente affidabile e sicuro per l’esecuzione di Acronis Cyber Platform e delle soluzioni basate sulla piattaforma.

Realizzazioni in ceramica Toscana

Scritto da letizia wd il . Pubblicato in Arte, Aziende

Realizzazioni in ceramica Toscana: Chianti Arte Ceramica.

Chianti Arte Ceramica mette a vostra disposizione un catalogo online con tanti prodotti in ceramica come tavoli, sedie, panchine e tanto altro. Gli articoli proposti vengono realizzati con una  una base in ferro battuto e l’aggiunta decorativa della ceramica, che va ad arricchire il tutto.

La nota ditta non solo permette l’acquisto online di numerosi prodotti, anche in pronta consegna, presenti nel catalogo; ma anche è possibile personalizzare ogni articolo a proprio piacimento. Possono infatti realizzare il decoro che desiderate sulla forma che vi attrae maggiormente.

Tutti gli oggetti vengono realizzati con tecniche moderne di lavorazione e materiali di elevata qualità, che sono garanzia di un articolo di pregevole manifattura e spessore artistico.
Non a caso Chianti Arte Ceramica è conosciuta e apprezzata per la competenza, la professionalità del suo team e per il design e la qualità dei suoi prodotti tutti rigorosamente Made in Italy.

Dietro ogni realizzazione di Chianti Arte Ceramica vi è una storia da raccontare, fatta di passione e dedizione verso il proprio lavoro, che è ben distante dalla produzione di massa e standardizzata.
Infine le tecniche di produzione del tutto artigianali fanno sì che ogni oggetto non trovi mai una replica esatta ma rimanga sempre unico.

Tutto questo è Chianti Arte Ceramica. L’arte che prende forma.

Una bontà destinata a crescere

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Alimentari e Bevande, Aziende

Pieno successo per Le Conserve della Nonna che dopo il Quality Award 2019 si prepara a un ulteriore ampliamento di gamma: con sola frutta italiana e zucchero di filiera nazionale, lo storico marchio del Gruppo Fini si conferma protagonista nella categoria nel segmento delle confetture extra.

In attesa di nuove referenze già in fase di studio, ulteriore valore aggiunto arriva per le confetture di Le Conserve della Nonna, brand fondato nel 1973 a Ravarino (MO) e oggi in forza al Gruppo Fini.
Già a marzo l’azienda modenese si era aggiudicata il prestigioso Quality Award 2019 per le confetture, disponibili nelle varianti di gusto ciliegia dell’Emilia, fichi, amarene dell’Emilia, pesca, albicocca, fragole, arancia, more, frutti di bosco e sapore.

Il premio è il risultato di una valutazione diretta da parte di 300 consumatori chiamati a giudicare vari componenti del prodotto nel suo complesso (gli ingredienti, l’aspetto, il sapore, la consistenza, il profumo, ecc…) nel corso di rigorosi blind test che avvengono in laboratori indipendenti specializzati nell’analisi sensoriale. Un importante riconoscimento a garanzia della bontà dei prodotti, attribuito direttamente dai consumatori che dimostrano di riconoscerne l’estrema qualità.

Caratteristica distintiva della gamma è la proposta di confetture realizzate con solo 2 ingredienti 100% italiani: frutta italiana fresca di stagione lavorata appena raccolta e zucchero grezzo di barbabietola italiano da filiera certificata, grazie alla partnership siglata con Italia Zuccheri.
A questi fattori si aggiungono le altissime percentuali di frutta, tra le più alte del mercato, arrivando a superare in alcune referenze il 150% in quanto viene utilizzato il tradizionale procedimento di concentrazione per evaporazione termica, ovvero una lunga cottura del frutto che consente di eliminare l’acqua contenuta nella frutta, per ottenere una consistenza ricca e cremosa, non gelificata, senza l’utilizzo di pectina aggiunta, esattamente come una buona confettura fatta in casa!

Per quanto riguarda il trend più importante in questo mercato, ovvero quello delle confetture healthy e a basso contenuto di zuccheri, Le Conserve della Nonna è stato tra i primi brand, già nel 2015, a lanciare sul mercato una linea di composte realizzate con zucchero d’uva e arricchite con ingredienti funzionali come la curcuma, lo zenzero e le fave di cacao. L’azienda è attualmente impegnata in ulteriori ricerche e progetti per arricchire la linea con nuove referenze seguendo i gusti di maggiore richiamo.

http://gruppofini.it/

Mutui: aumenta l’importo medio erogato (+3,2%)

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia, Italia

Lo scorso mese è stato caratterizzato da un’impennata delle richieste di surroga e, ad ottobre, alcune banche, senza necessità di ricorso al fondo casa, sono tornate ad offrire mutui per il 100% del valore dell’immobile con tassi concorrenziali. Sono questi i dati principali emersi dall’osservatorio congiunto realizzato da Facile.it e Mutui.it che, analizzando un campione di circa 40mila richieste di finanziamento* raccolte tramite i due portali, hanno scoperto, ad esempio, come a settembre il peso percentuale delle richieste di surroga sul totale delle domande di finanziamento sia triplicato rispetto a giugno 2019.

«Lo scorso mese abbiamo registrato un vero e proprio boom nella richiesta di surroghe, era dal 2015 che non si raggiungevano picchi così alti», spiega Ivano Cresto, Responsabile mutui di Facile.it. «Il calo dei tassi di interesse visto in questa prima parte dell’anno è stato fondamentale per stimolare la domanda di finanziamenti, sia da parte dei mutuatari che vogliono provare a cambiare banca, sia per chi è alla ricerca di un nuovo mutuo».

Numeri alla mano, i tassi proposti dalle banche alla clientela finale lo scorso mese sono stati estremamente bassi, soprattutto per quanto riguarda i mutui fissi. Grazie alla diminuzione dell’IRS (l’indice europeo che guida l’andamento di questa tipologia di finanziamento), i migliori tassi offerti a settembre per un mutuo medio (126.000 euro in 25 anni, LTV pari al 70%) oscillavano tra l’1,04% e l’1,34% (Taeg), con un calo, rispetto a gennaio, compreso tra lo 0,55% e l’1,20%; vale a dire un risparmio medio per i consumatori compreso tra i 30 e i 60 euro al mese.

La diminuzione dell’indice IRS ha avuto un’altra conseguenza: la riduzione ai minimi della differenza tra tasso fisso e variabile. Non sorprende quindi vedere come sempre più italiani cerchino di assicurarsi queste condizioni estremamente favorevoli per tutta la durata del finanziamento; guardando alle richieste di mutuo raccolte a settembre emerge che il 93% degli aspiranti mutuatari ha optato per il tasso fisso; era l’86% a giugno 2019, l’84% a gennaio 2019.

Puntando l’attenzione sugli altri valori principali emerge che l’importo medio richiesto a settembre 2019 è stato pari a 133.477 euro, vale a dire l’1,3% in meno rispetto a giugno 2019; il calo non deve però preoccupare perché legato, prevalentemente, all’aumento della richiesta di surroghe. In diminuzione anche il Loan To Value, il rapporto tra valore dell’immobile e valore del mutuo richiesto, passato nei 3 mesi analizzati dal 67% al 63%. La durata media dei piani di ammortamento richiesti è pari a poco più di 21 anni, mentre l’età media dei richiedenti è di poco superiore ai 41 anni. Se si guarda alle somme effettivamente concesse dalle banche emerge che nel mese di settembre gli istituti di credito sono stati più generosi; l’importo medio erogato è stato pari a 128.447 euro, in aumento del 3,2% rispetto a giugno 2019.

Ad ottobre sono tornati i mutui al 100%

Se è vero che settembre ha visto il ritorno della surroga, anche questi primi giorni di ottobre hanno portato importanti novità sul fronte dell’offerta mutui; alcuni Istituti sono tornati a proporre mutui al 100%, con tassi estremamente contenuti se paragonati al passato e senza necessità di ricorrere al Fondo Garanzia Prima casa.

«Se fino ad oggi i mutui al 100% erano prodotti accessibili solo attraverso il Fondo Garanzia Prima casa o pagando tassi molto elevati, anche superiori al 4%, adesso alcuni istituti di credito sono tornati a proporre questa tipologia di finanziamento senza necessità di accedere al Fondo e con tassi di interesse estremamente contenuti, intorno al 2,5%, valori che fino allo scorso anno erano riservati a mutui all’80%», spiega Ivano Cresto. «Poter accedere a questa tipologia di prestito senza necessità di ottenere la garanzia dello Stato è una buona notizia anche per coloro che vorranno comprare casa nel prossimo futuro e non saranno più legati ad un Fondo le cui risorse potrebbero – come già successo in passato – esaurirsi».

* Richieste raccolte tra giugno 2019 e settembre 2019 tramite i portali Facile.it e Mutui.it