In vendita l’isola di Capitan Kidd

Scritto da Federica Tordi il . Pubblicato in Casa e Giardino, Dal Mondo, Lifestyle

La fama del Capitano William Kidd, uno dei più popolari corsari di tutti i tempi, sopravvive ancora oggi, 300 anni dopo la sua morte. Gran parte del fascino che la sua figura esercita tutt’oggi si deve all’alone di mistero che circonda il tesoro del Capitano. Kidd, impiccato a Londra dopo una lunga fuga, ha infatti portato con sé il segreto che avvolgeva il luogo in cui custodiva le tonnellate di oro, rubate durante anni di scorrerie in mare aperto. Invano storici e avventurieri hanno setacciato terre e mari, alla ricerca del nascondiglio segreto.

Oggi c’è una chance in più per frugare nelle tasche di questo celebre pirata. Su LuxuryEstate.com (www.luxuryestate.com) partner di Immobiliare.it, è in vendita 6 High Island, conosciuta ai più come Kidd’s Island. Questa gemma di 8 acri incastonata nel mare tra Boston e NY, nel Connecticut, è nota per essere stata il rifugio del capitano Kidd mentre tentava di sfuggire alla marina britannica, che gli dava la caccia. La natura incontaminata che contraddistingue ancora oggi questo meraviglioso fazzoletto di terra era infatti un nascondiglio perfetto per il filibustiere, in cerca di privacy e riposo.

Che il tesoro del capitano sia davvero sepolto qui oppure no, il vero patrimonio dell’isola è ben altro. Non deve infatti aver fatto una gran fatica, il filibustiere Kidd, a godersi qui qualche momento di relax: nonostante l’isola sia appena a 15 minuti di traghetto dal mondo civilizzato, a 6 High Island il tempo sembra essersi fermato e fossilizzato in una magica combinazione di foresta, granito rosa, angoli incontaminati dove cimentarsi tra pesca, bird watching, lidi in cui attendere il migrare delle farfalle e paesaggi immacolati a perdita d’occhio.

È in questo contesto che si è stabilita la Buccaneer Company, la cooperativa che dal 1904 possiede l’isola e che si è occupata di conservare la pace che contraddistingueva lo stile di vita delle famiglie originarie. Il fortunato che acquisterà questo lembo di paradiso potrà godersi il suo relax dopo le scorribande in una villa rustica di 173 mq, con 4 camere da letto e un bagno. Le grandi vetrate da cui ammirare il tramonto, la veranda sulla quale sorseggiare il tè delle 17.00, il campo da tennis e quello per il badminton, due porticcioli dove attraccare il proprio galeone (o fino a 8 barche) e le spiagge con ritiro per barca e kayak sono solo alcuni dei benefit citati sull’annuncio. Il prezzo? Poco più di 800.000 euro, ma chissà che l’acquirente, cercando qui il tesoro di Capitan Kidd, non si aggiudichi una fortuna decisamente più grande.

Approvato il Progetto AXESS! La storia di successo di IDP in Finanziamenti Europei continua

Scritto da IDPbruxelles il . Pubblicato in Aziende, Dal Mondo, Economia, Istruzione, Mercati

IDP European Consultants conferma la sua leadership in Finanziamenti Europei: l’Agenzia Nazionale Slovacca ha approvato il Progetto AXESS.

AXESS (Acquisition of Key Competences for Economic and Social Sustainability) è stato presentato in seguito all’invito a presentare proposte per il Programma Erasmus+, Azione Chiave 2, Partnership Strategica per l’Educazione degli Adulti. AXESS intende fornire risorse per la formazione completa di donne adulte per  accrescere le loro competenze ed abilità digitali.

AXESS è un Progetto Europeo con un consorzio internazionale composto da 8 partners da 7 differenti Paesi (Belgio, Grecia, Italia, Macedonia, Romania, Slovacchia, Spagna).

IDP European Consultants opera a Bruxelles dal 1991 ed ha un’esperienza consolidata in strumenti e programmi di finanziamento europei, da finanziamenti a fondo perduto ad appalti europei e bandi di gara europei.

Contattaci per ulteriori informazioni su AXESS e le altre iniziative di IDP European Consultants:

bruxelles@idpeuropa.com

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Linkedin: http://be.linkedin.com/pub/idp-european-consultants/47/a22/4b5

Brave Models TFW, l’Agenzia di Milano porta il suo know-how in Polinesia

Scritto da Maria Anne Masci il . Pubblicato in Dal Mondo, Moda

Brave Models porta il suo know-how in Polinesia. La famosa Agenzia di Moda Italiana è stata chiamata infatti, come ogni anno, dall’Organizzazione polinesiana per far parte della Giuria per l’Evento Tahiti Fashion Week. Un’occasione importante per promuovere la moda e la cultura locale con sfilate, concorsi ed eventi dal sapore internazionale, e per scoprire nuovi volti.

Brave Models vola in Polinesia confermando la sua fama a livello internazionale. A conferma del suo successo Brave Models è infatti l’unica agenzia a far parte della giuria durante la “Tahiti Fashion week”, che come ogni anno seleziona nuovi volti da lanciare a livello internazionale.

Brave Models ha partecipato a questa speciale di tre giorni dedicata interamente al mondo della moda, un’occasione unica di incontro tra la realtà locale delle isole Polinesiane e il gusto internazionale del settore

Brave Models presente a Tahiti ha supervisionato casting, spettacoli, prove e coaching professionale di eccellenza che caratterizzano l’evento, dove la maggior parte della squadra è volontaria, dietro la guida degli organizzatori Alberto Vivian, direttore artistico, e Laurence Joutain, direttrice operativa della manifestazione.

Oltre alle sfilate, la Tahiti Fashion Week ospita uno speciale concorso dedicato alle modelle che prendono parte all’evento. La vincitrice del concorso di quest’anno, Victoria, è stata selezionata da Brave Models ed annunciata durante una speciale serata di gala a chiusura dell’evento.

Victoria, nonostante i 16 anni e la poca esperienza nel settore, ha dimostrato di avere tutte le potenzialità secondo Brave Models per poter intraprendere la carriera di modella e, a tal proposito, si recherà a Milano dove, grazie alla sua agenzia BRAVE MODELS , muoverà i primi passi nel mondo della moda.

Alberto Vivian su di lei dichiara: “E’ conforme agli standard internazionali. Questa è una grande opportunità per lei, se la prenderà seriamente, avrà tutte le possibilità.

Una collaborazione questa, tra Brave Models e la Tahiti Fashion Week, che dura ormai da qualche anno ed è destinata a regalare ancora più soddisfazioni!

Fonte: Hine Magazine

Riscoprire la saggezza dell’Antico Egitto per la vita moderna

Scritto da Fabiola Marchet il . Pubblicato in Cultura, Dal Mondo

Le ricerche dell’egittologo Moustafa Gadalla chiariscono molti dubbi della storia ufficiale. Gli insegnamenti degli antichi Egizi possono esserci ancora molto utili

Il mondo occidentale è abituato a pensare all’Antico Egitto esclusivamente come al Paese delle piramidi, dei templi e dei dispotici faraoni. La storia ufficiale, il cinema, la Bibbia hanno influenzato le nostre credenze, trasformando luoghi e protagonisti in veri e propri simboli, come le piramidi di Giza, la biblioteca di Alessandria, il faraone bambino Tutankhamen, la regina Cleopatra.

La Tehuti Research Foundation (TRF), organizzazione internazionale no-profit con sede negli Stati Uniti, da decenni approfondisce la realtà storica dell’Antico Egitto: il suo innovativo e interessante approccio alla conoscenza e alla saggezza di questa civiltà permette di applicarne i princìpi alla nostra vita moderna. Gli studi sono pubblicati in un nutrito catalogo di libri e all’interno dei corsi tenuti dall’università telematica Egyptian Mystical University (www.EgyptianMysticalUniversity.org).

Le opere, scritte dal fondatore e presidente della TRF Moustafa Gadalla, uniscono il rigore metodologico a uno stile divulgativo. Toccano un’ampia gamma di temi fra cui la religione, l’architettura, la matematica, la vita sociale, con spunti interessanti per gli esperti e comprensibili per i neofiti che vogliono scoprire aspetti poco noti degli antichi Egizi. Un esempio sorprendente per noi italiani è il fatto che molte feste e simboli cristiani provengono proprio dalla terra dei faraoni!

L’Italia è da sempre affascinata dalla storia e dai misteri dell’Antico Egitto. Il Museo egizio di Torino è il più antico museo, a livello mondiale, dedicato interamente alla civiltà nilotica, ed è considerato, per valore e quantità di reperti, il più importante dopo quello del Cairo.

È già possibile acquistare online i libri della TRF in diverse lingue, tra cui italiano, francese, spagnolo, tedesco, portoghese, russo, arabo, e, a breve, anche giapponese, hindi, nei tre formati PDF, ePub e mobi.

Il primo dei libri disponibili in italiano è Iside – La divinità femminile (acquistabile online a soli 4,99 $), un testo che analizza il ruolo di Iside nel processo della creazione, sia in senso fisico che metafisico, nonché il rapporto tra il principio femminile e quello maschile. Sono descritte sedici diverse divinità in quanto manifestazioni degli attributi femminili di Iside, nonché il ruolo del culto della dea nel mondo e la correlazione tra Iside e Osiride. Iside spiega la diffusione della religione egizia nel mondo, come le varie credenze sopravvivano ancora nel cristianesimo, e come la cristianità abbia adottato le antiche feste religiose dedicate a Iside per celebrare Maria nelle stesse date del calendario egizio.

Altre opere di Moustafa Gadalla disponibili in italiano, o di prossima traduzione, sono L’incontaminata origine egiziana – L’importanza dell’antico Egitto, Cosmologia egizia: l’universo animato, I mistici egizi: Cercatori della Via, Le radici del cristianesimo nell’Antico Egitto, Alla riscoperta delle piramidi egizie, L’architettura metafisica dell’Antico Egitto, Geometria e numerologia sacra.

Moustafa Gadalla è nato in Egitto nel 1944. Dopo la laurea in Ingegneria Civile presso l’Università del Cairo si trasferisce negli Stati Uniti. Oggi è un egittologo indipendente, autore di 22 libri sui vari aspetti della storia e della civiltà dell’Antico Egitto e sulla loro influenza in tutto il mondo. È fondatore e presidente sia della Tehuti Research Foundation che dell’università telematica Egyptian Mystical University (www.EgyptianMysticalUniversity.org).

Ufficio stampa
Giro di Parole – divisione di Metaphor
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Opacmare tra le aziende italiane che hanno partecipato al Dubai International Boat Show

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende, Dal Mondo

Molte le aziende italiane presenti al Dubai International Boat Show, prestigioso evento che si è tenuto dal 28 febbraio al 4 marzo. Tra queste anche Opacmare, società con sede a Rivalta di Torino che si è specializzata negli anni nel settore della produzione di componentistica per imbarcazioni di lusso.

Opacmare

Dubai International Boat Show: Opacmare tra i partecipanti all’evento

Oltre 26.000 visitatori provenienti da tutto il mondo, i prodotti dei maggiori brand mondiali e molte sorprese: sono questi gli ingredienti del Dubai International Boat Show, uno dei più importanti saloni internazionali, il principale del Vicino Oriente. Tenutosi dal 28 febbraio al 4 marzo, l’evento, giunto alla sua 25esima edizione, ha visto la partecipazione anche di numerose aziende italiane che scorgono nel mercato orientale, in grande crescita, un obiettivo strategico per i loro investimenti. Sono diverse le società italiane che hanno sede proprio negli Emirati Arabi e tra queste spicca Azimut Yacht, da anni protagonista su quel mercato. Al Dubai International Boat Show ha preso parte, inoltre, Opacmare, società con sede a Rivalta di Torino intenzionata a espandersi anche nel Vicino Oriente. L’azienda sta acquisendo sempre maggiore importanza nella produzione di componentistica per imbarcazioni di lusso.

Il profilo aziendale di Opacmare

Fondata nel 1995 a Rivalta, in provincia di Torino, Opacmare ha un’esperienza di oltre 20 anni nella realizzazione di componentistica per imbarcazioni di lusso (panfili, yacht e superyacht). Innovazione, ricerca e sviluppo sono i punti di forza aziendali, uniti a un’attenzione costante rivolta alle esigenze e alle aspettative del cliente. Sono più di 500 i prodotti che fanno parte del catalogo della società piemontese, tutti realizzati grazie a uno studio specifico in materia di qualità e design. Porte automatiche, transformer e balconi con attuatori idraulici per panfili si segnalano come quelli più ricercati. Oltre che in Italia, dove è attiva anche a Como, la cui sede è specializzata nelle operazioni di lucidatura e saldatura, Opacmare opera negli Stati Uniti con una filiale.

Enogastronomia euro-mediterranea per rivalutare le Comunità rurali

Scritto da Fausto Faggioli il . Pubblicato in Cultura, Dal Mondo

E’ lo spazio rurale a fornire, in giornate full immersion alle #FattorieFaggioli e nel territorio romagnolo, un’esperienza formativa totalmente “made in #DestinazioneRomagna” per due gruppi di tecnici provenienti dalla Turchia nell’ambito dei percorsi “Aydin Ticaret Borsasi-Gruppo Degustatori d’olio” e “Scuola di cucina” con il programma “Pasta and pizza internship program” dell’Istituto Hafsa Sultan Mesleki Ve Teknik Anadolu Lisesi. Coordinati dal presidente Ali Dogan Adar, da Faruk e Omar Sayan, i gruppi sono organizzati da Gian Luigi Bonini di Assoform-Confindustria di Rimini.

“L’importante progetto – sottolinea Fausto Faggioli delle omonime Fattorie – consentirà uno scambio di conoscenze e di esperienze con la Turchia, grande Paese euro-mediterraneo, per la crescita e lo sviluppo rurale delle comunità partecipanti. Negli incontri sul territorio e nei confronti con gli imprenditori è risultato evidente  che l’enogastronomia è un asset strategico su cui investire “ri-considerando” le esigenze dei nuovi consumatori, dei nuovi turisti, adeguandosi ai mutamenti introdotti dalle nuove tecnologie. Affrontare i cambiamenti e le sfide del mercato con l’innovazione e l’aggregazione sarà il compito di questi giovani futuri manager.”

“La collaborazione – continua Gian Luigi Bonini di Assoform di Rimini – facilita lo scambio di esperienze, lo sviluppo di progetti comuni ai fini della competizione a livello globale, salvaguardando la propria individualità e creando così valore per l’azienda stessa e sviluppo per il Territorio in cui opera.”

L’incontro alla C.A.B. “Terra di Brisighella” (RA) e all’Agriturismo “Il Capannino” di Rimini, territori in cui la coltivazione dell’ulivo risale a tempi antichissimi, ha fornito un’osservazione e un’accresciuta conoscenza di un prodotto che ha varcato le soglie del terzo millennio con notevoli riconoscimenti in campo qualitativo.

Prosegue il responsabile del progetto olivicolo Ali Dogan Adar con i coordinatori Faruk e Omar Sayan: “Siamo impegnati a certificare tecnici specializzati all’assaggio dell’olio e questa collaborazione tra Italia e Turchia costituisce un’importante opportunità non solo per confrontarci con le esperienze di altri produttori ma anche per confermare i nostri Paesi nella conoscenza reciproca. Partendo dall’agricoltura si possono creare le premesse per diversificare le attività in ambito rurale, promuovendo e sostenendo il valore della ruralità e facendo emergere come elemento centrale la risorsa umana presente nelle Comunità rurali, con la loro identità e il loro stile di vita.”

IDP lancia la 45 edizione del MasterClass in Finanziamenti europei ed Europrogettazione dal 16 al 19 maggio 2017 a Bruxelles.

Scritto da IDPbruxelles il . Pubblicato in Aziende, Dal Mondo, Istruzione

IDP European Consultants in collaborazione con l`ICE lancia il 45esimo MasterClass in Finanziamenti europei ed Europrogettazione dal 16 al 19 maggio 2017 a Bruxelles.

Il Master Class, organizzato in collaborazione con l’Ufficio di Bruxelles dell’Agenzia per la Promozione all`Estero e lnternazionalizzazione delle Imprese Italiane (ICE), trasferisce nozioni e pratica sulla metodologia di progettazione basata su oltre venti anni di esperienza, con un approccio pratico e diretto.

I partecipanti avranno l’occasione di approfondire i principi di funzionamento dei programmi ed appalti europei e le numerose possibilita` di accesso al credito per sviluppare una proposta di successo.

Il Master Class prevede un workshop di progettazione durante il quale i partecipanti sono guidati nello sviluppo di una proposta progettuale. Il training è completato da materiale didattico aggiornato, guide ai finanziamenti europei e un servizio di assistenza on-line nelle settimane successive al corso.

La data di scadenza per le iscrizioni e` il 2 maggio, sono previste delle riduzioni notevoli per chi effettua la registrazione entro il 10 marzo ed una riduzione del 10% per chi effettua la registrazione entro il 20 aprile.

IDP European Consultants è una società italiana presente a Bruxelles dal 1991, esperta in progettazione europei, finanziamenti europei e nella gestione di progetti finanziati dai vari programmi europei quali Horizon 2020, Life, Erasmus Plus, COSME.

Per maggiori dettagli sul Master Class, sugli eventi, gli altri progetti e tutti i servizi offerti, contattaci:

masterclass@idpeuropa.com

Visita il nostro sito: www.idpeuropa.com

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Eni in Angola: Claudio Descalzi soddisfatto dell’operazione

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende, Dal Mondo, Economia

Ottimi i risultati raggiunti da Eni con l’operazione in Angola: l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi esprime la propria soddisfazione per un progetto dal time-to-market di tre anni, portato a compimento con un anticipo di ben 5 mesi.

Claudio Descalzi, AD di Eni

Claudio Descalzi soddisfatto dell’operazione in Angola

Avviata da parte di Eni la produzione del progetto East Hub Development all’interno del Blocco 15/06 del deep offshore in Angola. Il progetto, partito da tre anni, ha visto la propria realizzazione con cinque mesi di anticipo e prevede una unità galleggiante che ospiti le fasi di produzione e di stoccaggio, ovvero una FPSO (Floating Production Storage and Offloading). Tale unità, la Armada Olombendo, è una nave la cui produzione può raggiungere volumi fino a 80mila barili di petrolio al giorno di produzione e 3,4milioni di metri cubi di gas al giorno di compressione. La società guidata da Claudio Descalzi vede l’inizio della produzione dell’East Hub Project affiancarsi a quella già avviata del West Hub Project, sviluppata con il medesimo sistema galleggiante: tale accoppiata permetterà al blocco 15/06 di raggiungere delle vette produttive pari a 150.000 barili. Dalle parole dell’Amministratore Delegato la soddisfazione per l’operazione: Claudio Descalzi dichiara quanto l’operato nel blocco 15/06 sia fonte di orgoglio, soprattutto per il risultato in ambito esplorativo che ha portato alla scoperta di barili di petrolio dal valore complessivo di tre miliardi. La vision è stata poi fondamentale per lo sviluppo dei giacimenti e nella gestione dei diversi progetti, come quello di successo dell’East Hub, il quale presenta un time-to-market di 3 anni e che ha visto la luce 5 mesi in anticipo rispetto alla scadenza prevista.

Claudio Descalzi: profilo professionale

Entrato a far parte di Eni nel 1981, Claudio Descalzi inizia all’interno della multinazionale petrolifera con l’incarico di Project Manager per le attività svolte nel Mare del Nord, in Congo, in Nigeria e in Libia. Nel 1990 diviene Responsabile delle attività operative e di giacimento in territorio italiano, assumendo 4 anni più tardi il ruolo di Managing Director di Eni Congo. Proseguito all’estero, il suo percorso professionale si sviluppa in Nigeria, dove occupa la posizione di Vice Chairman & Managing Director di NAOC, consociata locale di Eni. Nel 2000-2001 opera quale Direttore dell’area geografica Cina, Medio Oriente e Africa, per poi ricoprire tra il 2002 e il 2005 la posizione di Direttore dell’area geografica che include Italia, Medio Oriente e Africa, ruolo che va di pari passo con quello di Consigliere di Amministrazione all’interno di numerose controllate di Eni. Tra il 2005 e il 2008 è Vice Direttore Generale della divisione Exploration & Production di Eni, per la quale diviene successivamente Chief Operating Officer. Nel 2014 ottiene l’incarico di Amministratore Delegato di Eni, mansione svolta ancora oggi. Claudio Descalzi si laurea in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano nel 1979.

L’attività di Eni in Egitto: incontro tra l’AD Claudio Descalzi e il Presidente della Repubblica Abdel Fattah el-Sisi

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Affari, Aziende, Dal Mondo, Economia

Dallo sviluppo del giacimento di Zohr agli investimenti complessivi nel Paese: questi i temi principali dibattuti nel corso dell’incontro tra Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, e Abdel Fattah el-Sisi, Presidente della Repubblica d’Egitto.

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni

Le attività di Eni in Egitto: le strategie emerse nell’incontro tra Claudio Descalzi e il Presidente della Repubblica

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, ha incontrato il Presidente della Repubblica d’Egitto Abdel Fattah el-Sisi per fare il punto sull’attività svolta dal colosso energetico nel Paese. Nel 2016 sono stati investiti infatti 2,7 miliardi di dollari e l’obiettivo è quello di intensificare le operazioni anche nei prossimi anni. Il meeting è stata anche l’occasione per discutere dell’andamento delle attività di sviluppo del giacimento di Zohr, un progetto che sta rispettando la tabella di marcia secondo la quale la produzione verrà avviata già a partire dalla fine del 2017. In particolare Descalzi e Fattah el-Sisi si sono soffermati sul campo di Nooros, destinato a produrre 25 milioni di metri cubi/giorno entro fine gennaio 2017. Eni incrementerà anche le attività esplorative grazie agli accordi di concessione per i blocchi di North El Hammad e di North Ras El Esh, firmati il 27 dicembre 2016. La presenza del colosso energetico in Egitto risale al 1954 e la società è diventata negli anni il principale produttore del Paese grazie ai circa 230.000 barili di olio prodotti quotidianamente.

Claudio Descalzi: il percorso professionale all’interno di Eni

Classe 1955, originario di Milano, Claudio Descalzi si laurea in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano e due anni più tardi dà avvio al suo percorso in Eni. Entrato come Ingegnere di giacimento, successivamente viene nominato Project Manager, incarico che lo porta alla gestione e allo sviluppo delle attività del Gruppo nel Mare del Nord, in Libia, in Nigeria e in Congo. Negli anni ’90 è prima Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia, poi Managing Director di Eni Congo SA, infine Vice Chairman & Managing Director di NAOC. Tra il 2000 e il 2001 è dirigente dell’area geografica Africa, Medioriente e Cina, assumendo tra il 2002 e il 2005 la direzione dell’area geografica Italia, Africa e Medioriente. Nel 2005 passa alla Divisione Exploration & Production come Vice Direttore Generale, divenendo successivamente, nel 2008, Chief Operating Officer. Presidente di Eni UK dal 2010 al 2014, Claudio Descalzi viene nominato Amministratore Delegato di Eni nel maggio del 2014.

Vault 7: Le armi informatiche della CIA

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Dal Mondo, Informatica, Internet, Legale, Tecnologia, Tecnologia Personale

Gli esperti di sicurezza di G DATA Eddy Willems e Ralf Benzmüller fanno chiarezza sulle rivelazioni.

Bochum | La divulgazione di documenti riservati della CIA sulla piattaforma di Wikileaks fa luce sulle attività dell’Agenzia nell’hackeraggio di software e hardware tra il 2013 e il 2016. Tra i numerosi obiettivi iPhone, dispositivi Android, Linux, Windows e Smart-TV. Anche diversi produttori di soluzioni per la sicurezza sono citati nei documenti dei servizi segreti, dando l’impressione che nessun sistema operativo, hardware o software sia al sicuro dagli attacchi informatici della CIA. Gli esperti G DATA, Eddy Willems (Security Evangelist) e Ralf Benzmüller (Direttore G DATA Security Labs) hanno consultato i numerosi documenti e pubblicato la propria valutazione sull’attuale livello di rischio.

Attività multitarget

Come per le rivelazioni di Snowden anche con Vault 7 non ci meraviglia il fatto che i servizi segreti spiino, bensì la pervasività delle misure di spionaggio. Non si tratta solo di sfruttare vulnerabilità in PC e server. I documenti diffusi su Wikileaks indicano che i servizi segreti statunitensi abbiano preso di mira qualsiasi dispositivo collegabile a Internet. Oltre a smartphone Android e iOS, router e smart-TV vengono nominati anche sistemi IoT. L’arsenale della CIA dispone altresì di strumenti per hackerare impianti industriali e veicoli connessi. Ci sono addirittura meccanismi per camuffare i software e gli strumenti della CIA utilizzati per carpire dati. “Si ha l’impressione che non esista tecnologia che vanti una minima diffusione sul mercato che non sia stata analizzata in modo sistematico per valutarne il potenziale impiego come strumento di spionaggio o per condurre attacchi informatici“, afferma Eddy Willems, G DATA Security Evangelist.

Confermato quanto ipotizzato da tempo

„Sarebbe davvero da sprovveduti pensare che lo sviluppo di cosiddette armi informatiche venga condotto solo da parte degli americani. Secondo le nostre valutazioni tutti i servizi segreti conducono da anni programmi simili allocando ad essi anche budget milionari”, commenta Ralf Benzmüller, Executive Speaker dei G DATA Security Labs. „I file divulgati confermano quanto gli esperti della sicurezza IT avevano ipotizzato da tempo. Riteniamo la situazione particolarmente rischiosa, specie qualora le applicazioni per lo spionaggio cibernetico sviluppate tramite questi programmi cadano nelle mani di criminali o terroristi. Le conseguenze sarebbero fatali“.

Secondo le valutazioni dei due esperti G DATA i programmi di spionaggio non sono stati impiegati in campagne su larga scala contro il comune utente di internet, bensì sono stati concepiti e utilizzati per attacchi mirati. Molti produttori stanno lavorando alacremente alla correzione delle vulnerabilità indicate nei documenti pubblicati.

Elusione delle soluzioni di sicurezza

Numerosi vendor di soluzioni di sicurezza, tra cui anche G DATA, sono nominati esplicitamente nei documenti. Risulta che la CIA abbia sviluppato strumenti per eludere le misure di protezione esistenti. La sezione però non contiene praticamente alcuna informazione, se non su singoli prodotti, e anche in questo caso è presente solo un elenco incompleto dei processi del software. Al di là della citazione non ci sono ulteriori dettagli sulla maggior parte dei produttori. Wikileaks ha classificato tali dettagli come “segreti”. Abbiamo preso contatto con Wikileaks, per avere accesso alle informazioni secretate sui nostri prodotti, qualora ve ne siano effettivamente.

La panoramica completa su cosa è successo e sulle implicazioni delle rivelazioni prodotta dai due esperti di sicurezza G DATA è consultabile sul G DATA Security Blog.

G DATA

La sicurezza IT è nata in Germania: G DATA Software AG viene considerata a pieno titolo l’inventore dei software antivirus. L’azienda, fondata nel 1985 a Bochum, più di 28 anni fa sviluppò il primo programma contro la diffusione dei virus informatici. Oggi, G DATA è uno dei principali fornitori al mondo di soluzioni per la sicurezza IT.

Numerosi test mirati condotti sia in Germania sia da organizzazioni rinomate a livello internazionale oltre che test comparativi condotti da riviste specialistiche indipendenti hanno dimostrato che la IT security “Made in Germany” offre agli utenti di Internet la miglior protezione possibile.  Nel marzo 2017 la soluzione ha ottenuto per il decimo anno consecutivo un’eccellente valutazione per la rilevazione dei virus da Stiftung Warentest.

Inoltre, per il secondo anno consecutivo, G DATA è partner tecnico di Ducati Corse per la MotoGP ed ha il compito di proteggere i sistemi IT di pista del team Ducati

Il portafoglio prodotti G DATA comprende soluzioni di sicurezza sia per privati, sia per le aziende, dalle PMI alle grandi imprese. Le soluzioni di sicurezza di G DATA sono disponibili in oltre 90 Paesi di tutto il mondo.

Ulteriori informazioni su G DATA e sulle soluzioni di sicurezza sono consultabili sul sito www.gdata.it