SIA FATTA GIUSTIZIA: BAMBINI USATI PER ACCUSARE I GENITORI

Scritto da gabri.casella il . Pubblicato in Comunicati Stampa

Articolo tratto dalla rivista “DIRITTI DELL’UOMO” – informazioni ed inchieste di interesse pubblico edite dalla Chiesa di Scientology dal 1968.

Secondo Panorama (n. 47 del 19 novembre 2009) oltre 32.000 bambini sono nelle mani degli assistenti sociali e quei bambini costano allo stato 200 euro al giorno.

Per la Senatrice Giuliana Carlino, che il 22 febbraio scorso ha inoltrato un’interrogazione al Ministro della Salute, ogni bambino costa giornalmente dai 70 ai 300 euro. Moltiplicando quelle diarie per 32.000 ne consegue che ogni giorno lo stato starebbe spendendo da 2.240.000 a 9.600.000 euro. In un anno, la spesa varierebbe da più di 817 milioni a oltre 3 miliardi di euro! Alla faccia delle famiglie povere che per ricevere aiuto devono rivolgersi ai santi in paradiso.

E’ logico sospettare che qualcuno stia lucrando sulle disgrazie delle famiglie italiane.

Sebbene non sia un mistero che le parcelle per gli psicologi e gli psichiatri che stendono le loro poco scientifiche perizie, pesino sui contribuenti italiani, il teorema del lucro immorale e criminale non siamo in grado di provarlo. Siamo invece in grado di dire che le loro perizie causano enormi danni al sistema giudiziario ed enormi danni alle persone che di volta in volta ne sono coinvolte.

Per parlarne, vogliamo ricordare il drammatico caso di cui fu ingiustamente vittima Don Giorgio Govoni, sacerdote cattolico di Finale Emilia.

Don Giovanni morì di crepacuore nello studio del suo avvocato il 19 maggio 2000, alla vigilia della sentenza di primo grado del Tribunale di Modena che, pur prosciogliendolo per morte sopraggiunta, lo condannò a 14 anni di carcere per pedofilia.

Don Giovanni fu il bersaglio di accuse istigate da un’assistente sociale e “provate” dai racconti di alcuni bambini – presunte vittime – e dalla teoria del “disvelamento progressivo”, come gli psicologi del Tribunale di Modena definirono il fenomeno dei ricordi che man mano affioravano alla mente dei bimbi, grazie alla psicologa che li aiutava a “ricordare”.

L’accusa su cui si basò il processo di primo grado, che causò l’allontanamento di 13 bambini dalle loro famiglie, vedeva Don Giovanni a capo di una banda di pedofili che agivano in pieno giorno in un cimitero della bassa modenese, violentando ragazzine, decapitando animali ed esseri umani per compiere demoniaci rituali durante i quali il sacerdote addirittura si proclamava il demonio in persona, gettando poi le carcasse e i cadaveri nel fiume. Non fa nulla se quel cimitero e i cadaveri non furono mai trovati.

Un anno dopo, la Corte D’Appello di Bologna riconobbe che i racconti dei bambini erano frutto di fantasia. Don Giovanni venne scagionato da ogni accusa, ma ormai era troppo tardi.

La pseudo-scientifica teoria psicologico-psichiatrica sul “disvelamento progressivo” fece deragliare il treno della giustizia modenese, e quando la polvere sollevata nell’incidente si ridepositò, sul terreno si vide la catastrofe: bambini sottratti di notte alle famiglie o mentre erano a scuola; persone innocenti messe in carcere; gente per bene esposta al pubblico disprezzo; famiglie distrutte, anche finanziariamente e, infine, tre morti: due di crepacuore (oltre a Don Giovanni anche un fotografo) ed una madre che si tolse la vita per la disperazione.

Il 12 luglio 2001, Giorgio Ferrari sull’Avvenire scrisse: “Un grazie di cuore, dunque, a questi sceriffi dell’infanzia: quale che sia l’esito del processo hanno distrutto quattro o cinque famiglie e fatto morire un sacerdote che aveva avuto torto di istruire un centro per il recupero degli immigrati non in sintonia con quello delle giunte e delle ASL che governano il suo territorio.

Grazie davvero. Loro in fondo hanno rischiato e rischiano poco. Una pessima figura la fa semmai la teoria del “disvelamento progressivo” e gli imbecilli che se ne servono. Forse occorrerebbe un progressivo disvelarsi della loro incapacità e una serena seduta di autocoscienza che li conduca all’unica possibile redenzione: quella di dedicarsi ad attività meno lesive della persona. L’apicoltura, per esempio, o la raccolta di rifiuti, o basterebbe solo che smettessero di convocarli nelle aule di giustizia; in nome di tutto quel disastro di cui sono corresponsabili”.

Articolo tratto dalla rivista “DIRITTI DELL’UOMO” (Informazioni ed inchieste di interesse pubblico edite dalla Chiesa di Scientology dal 1968) pag. 8-9.

Per maggiori informazioni visita il sito: http://www.ccdu.it

Tags: