Rinnovabili. Testa, il circolo vizioso di fotovoltaico e crisi economica

Scritto da mariastella il . Pubblicato in Ambiente, Comunicati Stampa

In una recente intervista rilasciata al settimanale ” Il Mondo”, Chicco Testa, presidente di Assoelettrica, in relazione ai dati diffusi da Terna sul bilancio elettrico del primo trimestre del 2013, ha affermato che “la situazione è allarmante”, confermando il segnale di pericolo lanciato dalla stessa Assoelettrica a febbraio.

I dati diffusi da Terna relativi al bilancio elettrico del primo mese del 2013 sono più che deludenti, sono allarmanti”, aveva dichiarato Assoelettrica, lanciando il primo segnale di pericolo in febbraio. Il mese successivo i toni si sono alzati ulteriormente: i dati provvisori su febbraio sono “catastrofici”.

Chicco TestaChicco Testa, presidente dell’Associazione nazionale che riunisce 120 imprese (90% dell’energia elettrica generata in Italia), fatica a vedere vie di uscita: “Siamo intrappolati in un circolo vizioso: gli oneri di sistema, che sono una quota fissa e indipendente dai consumi, pesano di più sulle bollette man mano che diminuiscono i kilowatt richiesti dal sistema. Le aziende energivore si difendono delocalizzando la produzione. Con il risultato che la domanda cala ulteriormente”.

Il nodo, insomma, sono gli incentivi alle rinnovabili. La discussa componente A3.

Non vogliamo fare la lotta al fotovoltaico, ma trovare soluzioni a una crisi che riguarda non solo l’industria termoelettrica ma anche lo stesso settore delle rinnovabili. L’imponente ciclo di investimenti, 30 miliardi di euro, negli impianti a gas e carbone seguito alla liberalizzazione del mercato si è sovrapposto a quello (50 miliardi) per gli impianti fotovoltaici. Cosi ora i due settori si cannibalizzano a vicenda.

Perché allora a chiudere sono le centrali termoelettriche?

È un paradosso, visto che producono energia a meno di 10 centesimi al kilowattora mentre quella di un impianto fotovoltaico, considerando gli incentivi, ne costa 40. Ma i produttori da fonte solare, grazie a quegli aiuti, possono venderla sulla Borsa elettrica a prezzo nullo. E in questo modo riducono sempre di più la quota contendibile del mercato elettrico.

Per questo chiedete che venga remunerata la capacità produttiva messa a disposizione del sistema, indipendentemente dall’utilizzo?

La scelta compete all’Aeeg: o si riconosce che la flessibilità garantita dai cicli combinati ha un valore, o li si chiude e si rischia che quando non c’è il sole manchi l’elettricità.

La stessa Aeeg di recente ha comunicato di aver rilevato un importante numero di casi di sospetta traslazione della Robin Hood Tax sui consumatori.

Quella tassa è stata introdotta dall’allora ministro Giulio Tremonti in modo iniquo, modificando in corsa le norme fiscali solo per alcune imprese. Per quanto riguarda la traslazione, desumerla dall’aumento del margine di contribuzione è impossibile, perché quel miglioramento può dipendere da un taglio dei costi. Comunque, che libero mercato è, se l’Authority interviene sui prezzi? A questo punto i nostri bilanci li scriva lei.

Fonte: Il Mondo

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