Quello che non sai sulla possibilità di ridurre il pignoramento della casa

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Casa e Giardino, Legale

Da qui a 5 anni più di 1.650.000 immobili andranno all’asta, mettendo in seria difficoltà numerose famiglie, a seguito di azioni di pignoramento. Sull’argomento c’è ancora molta ignoranza e disinformazione e sono molte le famiglie che rischiano di trovarsi “a sorpresa” letteralmente buttate fuori casa, senza possibilità di rientrare.

Questo anche perché il più delle volte quando si riceve l’atto di pignoramento la tendenza è quella di chiedere opinioni a persone non competenti se non ad avvocati che non sono esperti del settore. Sono pochi, per esempio, gli avvocati che sono in grado di discernere con cognizione di causa circa il tema di riduzione del pignoramento. In genere si ha la casa pignorata perché è attivo un mutuo non pagato, ma la casa può essere pignorata anche per finanziamenti non saldati, debiti privati, fatture non evase, ecc.

 William Cappa della Cappa & Associati – struttura italiana di professionisti specializzati nel settore del debito con il focus sul pignoramento della casa – ha stilato un agile elenco di punti riguardanti le questioni più importanti legate alla riduzione del pignoramento, fornendo preziose informazioni al cittadino che si trova a dover fronteggiare questa prospettiva. Partendo dal quesito di base: perché e come fare a chiedere la riduzione di pignoramento?

  1. È legale che un creditore mi possa pignorare degli immobili quando il debito è basso?

Sì, di fatto non esiste un minimo importo sotto il quale non è possibile attivare un’azione di pignoramento.

Si possono trovare pignoramenti su una casa del valore di 200 mila euro anche per una fattura di 600 euro non pagata all’idraulico.

Questo per sottolineare ancora di più la facilità che ha chi pretende soldi nell’attivare una procedura esecutiva.

  1. 2. C’è un modo per evitare che pignorino più del dovuto e creino un danno?

Sì, si chiama riduzione di pignoramento.

La riduzione di pignoramento si chiede quando c’è troppa sproporzione tra il valore degli immobili pignorati e il credito.

Se si ha un debito, per esempio un residuo di mutuo di 50 mila euro, e la banca pignora 3 immobili del valore di 100mila euro l’uno, è possibile chiedere la riduzione del pignoramento a un solo immobile perché da solo già copre il debito.

Il risultato dell’asta giudiziaria dirà se il ricavato è bastato per coprire tutto il debito ed estinguere la procedura oppure se c’è ancora un residuo di debito che tiene aperto il rapporto con il creditore che può pignorare un secondo immobile e così via.

Nel caso specifico in cui il problema riguardi un solo immobile e il debito sia relativamente importante con la banca, sarebbe opportuno evitare la vendita della casa all’asta con un saldo a stralcio, ovvero offrendo al creditore di meno rispetto a quello che dovrebbe prendere. 

  1. Posso affidarmi a un avvocato per fare un saldo a stralcio?

Se il legale è specializzato in materia sì, ma va considerato che una volta raggiunto l’accordo di chiusura totale del debito con una cifra del medesimo inferiore è importante avere ottenuto il denaro, altrimenti la trattativa rischia di saltare e oltre a rimanere con il dovuto ci si ritrova a dover pagare anche una parcella legale per un lavoro “non” andato a buon fine.

Esiste invece un metodo più efficace per uscire dai debiti a costo zero ormai collaudato ed utilizzato dai clienti di Cappa & Associati; si chiama Debiti Zero e ha già aiutato più di cento persone a uscire dignitosamente da situazioni invalidati. Maggiori informazioni qui: debitizero.com.