PATRIMONIALE, TASSAZIONE, IMU DI FABRIZIO POLITI

Scritto da AgenziaPromoter il . Pubblicato in Comunicati Stampa, Economia, Politica

Patrimoniale, certo, ma per cosa?

Da mesi sentiamo parlare i politici prima, e i candidati adesso, di Patrimoniale, di IMU, di Tassazioni più o meno progressive e accettabili, ma nessuno parla di come verranno utilizzati questi capitali.

Verranno forse utilizzati per i rimborsi elettorali? Per pagare i manifesti dei candidati in tutta Italia? Per i passaggi televisivi di candidati non scelti dai cittadini?

Che sia una patrimoniale oppure una nuova IMU abbiamo già capito che il prossimo Governo, oltre a farci subire l’aumento dell’IVA già predisposto per il prossimo Luglio, e l’aumento per altre micro-tasse su consumi quotidiani, ci farà subire l’imposizione di una qualche tassa molto costosa che porterà gli Italiani ad ulteriori sacrifici che si aggiungono a quelli già sostenuti negli ultimi 4 anni. La tassa sarà incisiva e taglierà come un’accetta i nostri redditi e i nostri consumi, piccoli o grandi che siano, per due motivi, il primo è che il Governo dovrà varare una nuova Tassa all’inizio del proprio mandato, quando il debito avrà raggiunto livelli record e il Governo appena insediato non avrà timori di ripercussioni sui sondaggi, perché le elezioni prossime saranno passate e quelle future saranno ancora lontane; il secondo motivo è che per progettare una tassa equa con aliquote progressive adeguate occorre prima di tutto un censimento della ricchezza, che in Italia nessun Governo ha mai saputo (o voluto) fare bene, pertanto i dipendenti e gli imprenditori onesti saranno i più tartassati, quelli più facilmente intercettabili con una tassa progettata e varata di fretta e furia.

Nella migliore delle ipotesi i capitali non saranno tutti destinati al rimborso elettorale, ma verranno comunque spesi in poche settimane, andranno nel pozzo senza fondo del debito italiano continuamente in crescita; debito pubblico di cui il 75% è in mano alle Banche straniere. Questa Tassa rappresenta nuovi ed ulteriori grandi sacrifici per ogni singola famiglia italiana per contribuire ad una minima ed insignificante somma del debito pubblico che finirà nelle casse di Banche estere, ma dal giorno dopo non sarà cambiato niente.

Dopo sei mesi circa, il Governo che sarà, mostrerà che prima delle elezioni, a Gennaio 2013, il debito era di 2020Miliardi (dato pubblicato da Bankitalia in data 14 Gennaio 2013 http://www.corriere.it/economia/13_gennaio_14/produzione-industriale-istat_8bac697c-5e2c-11e2-8040-f298aabecc61.shtml) e dopo 6 mesi dal suo insediamento sarà sceso al di sotto dei 2000Miliardi, come se lo avessero pagato loro, non le famiglie, come se avessero fatto qualcosa di meritevole e geniale

Il vero problema dell’Italia non è la futura tassa che il futuro Governo imporrà, ma il futuro stesso dell’Italia; i Cittadini italiani si sono sempre resi disponibili e comprensivi alle tasse, difficilmente sono scesi in piazza, e se lo hanno fatto di sabato e domenica, di lunedì pagavano regolarmente le tasse che dovevano. Il Popolo italiano non si è mai tirato indietro dai propri doveri verso le tasse ed anche questa volta faranno sacrifici e la pagheranno, ma il problema è più grave di quello che sembri, perché questa tassa non verrà utilizzata per cambiare la direzione economica su cui sta viaggiando il nostro Paese, questa tassa non servirà per contrastare la perdita di produzione del nostro Paese, questa tassa non finanzierà alcun progetto di sviluppo per la ripresa economica, questa tassa non sarà altro che un temporaneo toppino sui dati del debito pubblico, ma poiché non verrà invertito il flusso tra perdite e produttività, il debito continuerà a salire e dopo 6 mesi saremo al medesimo punto, occorreranno nuove tasse per evitare sanzioni europee e l’uscita dal Sistema Economico europeo.

Andare avanti in questo modo è come guidare un auto, osservare la lancetta della benzina che va sempre più in basso ed aspettarsi da un momento all’altro che la lancetta vada nel verso contrario, verso l’alto, ma se non cambiamo il sistema l’indicatore andrà sempre verso il basso ed il debito crescerà sempre più, e ci saranno sempre meno soldi per mettere toppini temporanei; rabboccare dieci euro di carburante e vantarsi di dati temporanei non servirà a niente se non a nascondere e rimandare il baratro, che ogni giorno cresce sempre più come un cancro non contrastato.

Vogliamo far pagare una Patrimoniale al Popolo italiano, bene il Popolo è pronto, è pronto ad un nuovo sacrificio, è pronto ad una nuova IMU, ma la domanda è: <<per cosa questi ulteriori?>>, <<Come questi soldi potranno cambiare la situazione futura?>>, <<Come serviranno questi soldi a generare il rilancio dell’economia, la ripresa economica, nuovi posti di lavoro ed invertire la tendenza verso la quale siamo diretti da quattro anni?>>, <<Siamo pronti a pagare, ma vogliamo capire a cosa servirà questo sacrificio>>.

Sempre il 14 Gennaio, oltre al dato di Bankitalia del debito pubblico che ha raggiunto i 2020Miliardi, l’Istat ha comunicato che la produzione è in calo del 7,6% rispetto ai dati precedenti che avevano già perso molti punti…

Come questo denaro proveniente dalle famiglie e dalle Imprese verrà utilizzato per far tornare ad aumentare la produzione? Se qualcuno ci dicesse come intende utilizzare questi soldi  per consentire alla produzione Italiana di tornare a cresce, saremo pronti e ben lieti di fare nuovi ulteriori sacrifici e trattenere il respiro ancora per qualche mese. Diversamente, se queste tasse serviranno come toppino temporaneo e qualche titolo di giornale che glorifichi il lavoro del Governo come se avesse ridotto di tasca propria il debito, allora non sono più d’accordo.

L’Italia ha bisogno di tornare ad essere competitiva, l’economia italiana è fatta di piccole e medie imprese, quelle che non hanno più accesso al credito, quelle che sopravvivono grazie agli imprenditori che da mesi utilizzano denaro personale per tenere ancora vive le proprie imprese nella speranza che qualcosa cambi. Queste imprese possono sopravvivere soltanto se tornano a vendere, vivono soltanto grazie al proprio lavoro ed al reddito delle proprie vendite, ma come pensiamo che possano continuare ad essere competitive se nello stesso mercato operano imprese che producono in aziende-lager in Cina e pagano le tasse alle Cayman? I loro prodotti vengono venduti a prezzi che le nostre Aziende non riescono a sostenere, così vendono sempre meno e chiudono.

Ogni impresa che chiude smette di pagare le tasse ed ogni posto di lavoro perso si trasforma da un reddito per lo stato ad un debito da sostenere con la cassa integrazione, così lo Stato che si vede aumentare le necessità di cassa e nel contempo vede calare il numero di contribuenti non gli resta (apparentemente) che aumentare le tasse a coloro che ancora lavorano e sopravvivono e così i costi del lavoro aumentano ancora di più ed una maglia che sul mercato si trova a 29euro, se esce da una nostra Impresa deve costare 250euro.

Le nostre Aziende devono essere protette, il Governo deve agire per proteggere il nostro mercato e le nostre imprese, farle tornare ad essere competitive, ed i cittadini devo imparare ad acquistare consapevolmente, preferendo i beni prodotti in Italia anziché altrove, il Consumatore non può più permettersi di scegliere soltanto sulla base di Qualità e Prezzo, deve anche decidere a chi consegnare il proprio denaro e l’effetto economico che ne consegue.

Il Governo deve varare leggi che impongano alla imprese che utilizzano l’Italia solamente come mercato di distribuzione di pagare le tasse sulla ricchezza prelavata dal nostro Paese e non sui pochi utili che lasciano nelle Società-figlie costituite in Italia. Questa si che sarebbe una Tassa che produrrebbe un enorme gettito fiscale nelle casse del Paese e senza chiedere ulteriori sacrifici alle famiglie italiane. Queste imprese agiscono come veri e propri elusori, grazie ad una grave assenza di leggi non è illegale (per il momento) il loro modo di operare, ma questo non toglie che il loro comportamento non abbia tossici effetti sull’economia. Che sia legale o meno, l’evasione di miliardi di euro ha effetti gravemente nocivi alla salute di un Paese. Se queste imprese non intendono pagare tasse sulla ricchezza prelevata dall’Italia possono avere un alternativa, quella di impiantare sedi produttive nel nostro Paese, investire per costruire impianti e fabbriche; il loro modello economico ha portato alla chiusura di molte imprese italiane e milioni di lavoratori hanno perso il posto di lavoro, adesso è giunto il momento che li riassumano nelle loro nuove fabbriche costruite sul territorio italiano, grazie anche ad adeguate agevolazioni che il Governo dovrebbe appositamente varare. Manodopera Italiana altamente specializzata assorbita da fabbriche di aziende grandi e sane, con investimenti agevolati ed incentivati dal Governo, questa è l’Italia nella quale possiamo credere.

La ricchezza che viene prelevata dall’Italia deve essere in maggior parte reinvestita nel nostro Paese. Per sostenere un economia moderata e duratura il denaro deve tornare in maggior parte da dove è stato prelevato, altrimenti il mercato s’impoverisce. Per sostenere questa regola non occorrono professori, ogni contadino sa bene che se impoverisce il proprio campo presto farà la fame e vendere i propri attrezzi per pagare qualche rata del mutuo non lo salverà dal baratro.

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