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Spiagge Plastic Free in Italia

Scritto da Redazione i404 il . Pubblicato in Ambiente, Turismo

L’Italia è meta di turisti italiani e stranieri affascinati dalla storia, dalla cultura, dall’enogastronomia, ma anche dalle bellezze naturali che da Nord a Sud ci rendono uno dei luoghi più incantevoli della Terra. Ma la natura va preservata. Con scelte consapevoli e attente che possono partire anche dalle piccole città.

Entro il 2021 l’Unione Europea ha deciso che saranno messi al bando i prodotti di plastica usa e getta che maggiormente inquinano i nostri mari. E alcune città italiane già danno il buon esempio.

L’estate 2019 sarà ricordata per le prime iniziative Plastic Free nelle spiagge italiane.
La Puglia è stata tra le regioni capofila a proporre un’estate libera dalla plastica. Non solo nelle spiagge, ma anche in occasione delle tante sagre che caratterizzano il calendario estivo regionale. E poi è stata la volta di Rimini, che punta a essere la prima città plastic free, delle spiagge marchigiane con Portonovo a dare l’esempio, dei lidi sardi, laziali, campani, siciliani.

Il magazine i404 del gruppo Immedya, impegnato a sostenere questioni ambientali, nel rispetto degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu, supporta queste iniziative con una mappa creata su Google Maps che vuole essere una fotografia della sensibilità italiana sul tema, un punto di riferimento per i turisti che vogliono organizzare vacanze consapevoli e sostenibili.

In appoggio a questo progetto, su Facebook è stato creato un gruppo ad hoc, Spiagge Plastic Free al quale tutti possono iscriversi per contribuire alla mappatura delle spiagge che hanno aderito all’invito di abbandonare la plastica usa e getta: amministrazioni comunali, titolari di spiagge, bagnini, esercenti, comuni cittadini possono segnalare al gruppo le iniziative portate avanti localmente.

Il gruppo serve anche a segnalare iniziative di raccolta dei rifiuti e di pulizia delle spiagge italiane.

In questo modo si potranno conoscere le spiagge che stanno contribuendo a rendere la Terra un posto migliore dove vivere, promuovendo le iniziative di comuni e singoli, ma anche permettendo che il loro esempio sia fonte di ispirazione per sempre più persone.

Per un impegno sociale e condiviso a salvaguardia dell’ambiente.

La mappa: http://bit.ly/spiaggeplasticfree

Il gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/spiaggeplasticfree/

News sul sito: https://i404.it/agenda/spiagge-plastic-free-italia/

Per fare una segnalazione: redazione@i404.it, https://i404.it/contatti/

Utilizzare per ogni cuccia le targhe personalizzate per cani adatte

Scritto da sonia il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Capita spesso di passeggiare nelle zone residenziali e vedere quelle targhette che avvertono di prestare attenzione al cane che vive in quella casa, e molto spesso viene raffigurato un cane dall’aspetto feroce, quando il reale inquilino di quella casa è un meticcio, buono e coccoloso. Quello di posizionare avvertire i passanti è sicuramente una sua utilità, ma sarebbe molto più originale e divertente utilizzare delle taghette personalizzate per cani, da posizionare non solo sul cancello o sulla porta della propria abitazione, ma anche per allestire la cuccia del proprio cane. Come abbiamo già accennato l’utilizzo di questa tipologia di targhe è utile per avvertire gli ospiti della presenza di un cane che abita in qualla casa o per avvertire di stare attenti. Non tutti si sentono al sicuro nei confronti di un animale come il cane e molto spesso capita che i nostri invitati abbiano paura dei nostri amici a quattro zampe, o che i passanti possano sentirsi minacciati ed avere paura della presenza di un cane.

Come personalizzare le targhette per i cani

Le targhette che più comuniemente vengono utilizzate nelle abitazioni per avvertire della presenza di un cane sono quelle targhette relative a tutti quei cani dall’aspetto cattivo e feroce che avvertono di stare attenti, poiché potrebbero essere morsi oppure azzannati. Mentre la verità è che dietro quelle targhette così spaventose si nascondono degli amorevoli amici a quattro zampe pronti a dare coccole ed amore. Per questi motivi un modo particolarmente originale potrebbe essere quello di realizzare delle targhette personalizzate posizionare sul cancello o sulla porta della propria abitazione, in cui viene raffigurato il cane che realmente vive in quella abiatzione, come fosse una fotografia con la dicitura che ognuno di noi preferisce. Le possibile descrizioni potrebbero essere quelle che comunemente già traviamo come:” Attenzione a Fido, Morde”, oppure “Gigi abita qui”, o ancora “Pepe ti aspetta”. Le descrizioni che possiamo inserire sulle targhette personalizzate sono davvero tantissime, ciò di cui si neccesità è di una foto del proprio cane e di molta fantasia.

Come utilizzare le targhette personalizzat per cani

Abbiamo pensato a come le targhette personalizzate possono essere utilizzate posizionandole all’esterno della propria abitazione, ma una targhetta personalizzata può anche essere utilizzata per decorare la cuccia del nostro amico a quattro zampe rendendola il più possibile personale. Un esempio particolarmente originale potrebbe essere quello di creare una targhetta con l’immagine del nostro cane su cui scrivere: ”Qui riposa Ciccio” oppure “La casa di Pablo”. Questo non può che essere un’idea originale per rendere unica la cuccia del nostro cane non solo il più personale possibile, ma anche un modo per esprimere la personalità del nostro amico a quattro zampe. Un cagnolone dormiglione potrà essere rappresentato nel pieno della sua attività preferita, proprio nel momento in cui nel più profondo dei sogni penserà di rincorrere la sua pallina preferita. La targhetta più importante per i nostri amici a quattro zampe è però quella che devono sempre portare con se, quella da mettere al loro collo in cui vengono indicate il suo nome, ed il vostro nome e numero di telefono, poiché nessuno si augura mai di smarrire il proprio amico a quattro zampe, ma quello che tutti ci auguriamo è che nel caso succedesse ci fosse la possibilitò di ritrovarlo.

Andrea Mascetti: lo Studio Mascetti si occupa del diritto agli alimenti

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Legale

Andrea Mascetti ha fondato il suo Studio Legale nel 2004: composto da un gruppo di avvocati esperti in differenti materie giuridiche, lo Studio ha di recente offerto una interessante riflessione sul diritto agli alimenti e la relativa ordinanza della Corte di Cassazione.

Andrea Mascetti, avvocato

Studio Legale Mascetti (Andrea Mascetti): una riflessione sul diritto agli alimenti

Marta Cipriani collabora con lo Studio Mascetti dal 2015, occupandosi principalmente di diritto civile, commerciale, industriale, d’autore e di famiglia. Nell’ambito dello Studio Legale fondato e guidato da Andrea Mascetti, la giurista ha proposto una riflessione sul diritto agli alimenti. Secondo l’art. 438 del Codice Civile, questo può essere riconosciuto a chi si trova in un reale stato di bisogno e quindi nell’impossibilità di provvedere al soddisfacimento delle proprie necessità primarie legate alla basilare sopravvivenza. Questi bisogni non riguardano solo il cibo, ma anche le spese legate all’abitazione, al vestiario e alle cure mediche. Sta al richiedente l’onere di dimostrare la propria oggettiva impossibilità di produrre un reddito sufficiente per mantenersi in autonomia. L’avvocato dello Studio guidato da Andrea Mascetti sottolinea che questo è quanto ribadisce la prima sezione della Corte di Cassazione con la recente ordinanza n. 6521 del 6 marzo 2019. È chiaro anche che, al raggiungimento della maggiore età, non è più possibile protrarre l’obbligo precedentemente stabilito, in quanto questo si tradurrebbe in “forme di vero e proprio parassitismo di ex giovani ai danni dei loro genitori sempre più anziani”.

L’esperienza professionale di Andrea Mascetti

Andrea Mascetti è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano e iscritto all’Ordine degli Avvocati di Varese. Inizia la sua carriera in ambito giuridico consolidando le proprie competenze presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young. Due anni più tardi, nel 2004, decide di avviare la propria attività e fonda lo Studio Legale Mascetti, di cui è tutt’oggi titolare. Lo Studio si basa sulle professionalità di un gruppo di avvocati che affrontano quotidianamente le diverse questioni giuridiche di aziende ed enti pubblici e privati. Andrea Mascetti si occupa di appalti pubblici e privati, presenzia in qualità di arbitro davanti ai collegi arbitrali e presiede diversi Organismi di vigilanza. Nel tempo libero è un cultore di libri, in particolare autori del ‘900. È appassionato di Geopolitica, interesse che l’ha portato a viaggiare nell’area euroasiatica tra Russia e Mongolia.

Dalla Nuova Zelanda: Tracy Farr pubblica il nuovo libro Dopo la pioggia

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Cultura, Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Dopo la pioggia (The Hope Fault) di Tracy Farr

Dopo il successo ottenuto con romanzo d’esordio The life and loves of Lena Gaunt, la scrittrice Tracy Farr presenta Dopo la pioggia (The Hope Fault), una storia famigliare che riflette sulla natura delle relazioni interpersonali, e sull’importanza di accettare la vita anche nei momenti di buio, anche nelle difficili fasi in cui si deve disfare la trama della propria esistenza. L’autrice australiana naturalizzata neozelandese arriva per la prima volta in Italia con una sua opera grazie a Parallelo45 Edizioni, confermando il suo talento e la forza evocativa della sua scrittura.

Titolo: Dopo la pioggia (The Hope Fault)

Autore: Tracy Farr

Genere: Romanzo famigliare

Casa Editrice: Parallelo45 Edizioni – Unorosso

Collana: Hoboken

Pagine: 346

Prezzo: 13,50 euro

Codice ISBN: 9788899246099

«[…] Sono tutti nelle loro stanze, adesso, ascoltando la pioggia che batte sul tetto. Viene giù a dirotto, correndo a rivoli, uscendo a fiotti, scava nel terreno, bagna, infanga, impregna ogni cosa nella sua onnipotenza».

Una celebrazione della famiglia non intesa nel senso tradizionale, un invito ad abbandonare le riserve e ad abbracciare i legami che la vita ci fa intrecciare, volenti o nolenti, scoprendo che l’amore e l’accettazione possono nascere anche da situazioni impreviste. Tutto questo e molto altro è racchiuso tra le pagine di Dopo la pioggia (The Hope Fault), il secondo romanzo della scrittrice australiana Tracy Farr. Una storia divisa in tre parti: “Pioggia”, in cui si racconta il complicato presente di un gruppo di personaggi facenti parte di una famiglia allargata, che si ritrovano in un piovoso weekend invernale nella vecchia casa delle vacanze ormai venduta per impacchettare beni e ricordi; “Rosa”, in cui l’autrice gioca col tempo partendo da quello stesso presente e andando a ritroso fino a cento anni prima, raccontando la vita della matriarca della famiglia; “Speranza”, un ritorno al presente, la conclusione di un fine settimana intimo e intenso, che lascerà un segno nelle vite di tutti i personaggi. Ambientato a Cassetown, immaginaria città di mare australiana, il romanzo propone una riflessione sui concetti di casa e di famiglia, sulla necessità di disfare per ricominciare, e sul coraggio di accettare che si è sempre in precario equilibrio su una frattura del terreno, anche quando si è circondati dalla solidità degli affetti. Tracy Farr propone un’idea delle relazioni famigliari in analogia con la creazione delle mappe geografiche: in entrambe si cerca l’orientamento, una guida nel mare burrascoso della vita, in una si connettono persone, nell’altra luoghi per definire la realtà, per bloccarla e tramandarla nel tempo. La casa nel romanzo diventa un microcosmo chiuso in cui i personaggi, come gli attori di una pièce teatrale, mettono in scena le loro ansie, i loro dolori, i loro complessi sentimenti d’amore. Una casa “che respira” in cui convivono non solo i personaggi ma anche il passato e il presente, una casa che contiene i ricordi di una vita, come il libro di Rosa “Le favole di Miss Fortune”, che diventa un espediente per ripensare e rileggere il valore dei legami famigliari, il valore del tempo trascorso e di quello che verrà. La pioggia incessante è nell’opera simbolo di purificazione, di rinascita dopo una svolta importante, ed è infatti quando finalmente smette di cadere che la famiglia si riunirà per dare un nuovo nome all’ultima nata, un nome che diventa la chiave di volta per cominciare una nuova storia, un nome che, come il paziente ricamo di Iris, come i disegni di Kurt, o le parole nei libri di Rosa e Zigmund, assume il significato di eternità, di determinazione di un punto fisso nel continuum spazio temporale.

TRAMA. A Cassetown Iris e la sua famiglia allargata – l’ex marito, sua moglie e la loro bambina, suo figlio e la figlia della sua migliore amica – si riuniscono in un lungo fine settimana per impacchettare i propri averi nella casa di vacanza ormai venduta. Si ritrovano assieme per un’ultima volta, per un ultimo fine settimana, per un ultimo party. Dopo la pioggia celebra le complessità famigliari quotidiane: zie e fratellastri ed ex, e una bambina che attende ancora di ricevere un nome; genitori e partner che mancano, e coloro che li rimpiazzano. Parla delle faglie che corrono sotto la superficie e dell’angoscia e dell’incertezza – del fatto che la terra potrebbe slittare, letteralmente o metaforicamente, sotto i nostri piedi in qualsiasi momento. È un romanzo dei giorni nostri che gioca con il tempo e con il modo di raccontare le storie, un’opera che ritrova la poesia e la bellezza nella scienza, ma anche la magia nei paesaggi.

BIOGRAFIA. Un tempo dedita alle scienze, Tracy Farr è un’autrice di romanzi e racconti. Cresciuta in Australia, vive da vent’anni in Nuova Zelanda; considera entrambi i posti come la sua casa. Il suo romanzo d’esordio, The Life and Loves of Lena Gaunt (Fremantle Press, 2014), è stato inserito nella lista preliminare per il Miles Franklin Literary Award del 2014, e incluso nella rosa dei candidati per i WA Premier’s Book Award e Barbara Jefferis Award del 2014, e in seguito pubblicato nel Regno Unito e negli USA. Dopo la pioggia (The Hope Fault) è il suo secondo romanzo.

L’AUTORE È DISPONIBILE A RILASCIARE INTERVISTE IN LINGUA INGLESE

CASA EDITRICE. Parallelo45 è una casa editrice che opera nel panorama editoriale dal 2013. Pubblica autori italiani e stranieri, prediligendo scrittori esordienti o non ancora conosciuti al grande pubblico. Lo spirito con il quale agisce Parallelo45 è quello tipico della fotografia: scrivere attraverso il filtro della luce per immortalare l’immagine di un determinato momento. E il momento a cui volge il suo grandangolo è rappresentato dalla letteratura a cavallo del secondo e terzo millennio. Nel proprio catalogo Parallelo45 include il giallo, il mistery, il romanzo storico e la narrativa di genere. Unorosso è il marchio editoriale di Parallelo45 per la narrativa straniera, di cui fa parte Dopo la pioggia nella collana Hoboken.

Contatti

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IL TACCUINO UFFICIO STAMPA

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Federico Motta Editore: il valore dei corsi di inglese

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Cultura, Istruzione

Le opere e i progetti di Federico Motta Editore sono sempre stati improntati all’innovazione: il catalogo della Casa Editrice non si limitava al mondo dell’Enciclopedia, ma offriva anche utili spunti indirizzati specificatamente ai più giovani. I corsi English Motta Junior e English Motta Junior II sono un primo esempio di applicazione del principio della ludodidattica, per il quale il gioco è il principale veicolo dell’apprendimento.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore per apprendere l’inglese

Il corso English Motta Junior è stato ideato da Federico Motta Editore per gli alunni delle classi elementari. L’insegnamento era veicolato attraverso il personaggio di Alice, una simpatica mela rossa attorniata dai suoi familiari. Le lezioni sono state pensate per seguire le vicende dei protagonisti, in modo da coinvolgere gli alunni e accompagnarli nell’apprendimento della lingua inglese attraverso la narrazione. Ill corso proponeva dialoghi dinamici e intuitivi anche grazie all’utilizzo dei sottotitoli che ne evidenziavano le espressioni più importanti. Il corso comprendeva quattro sezioni nella categoria “gioca e impara”: quella delle storie contenente canzoni, favole e filastrocche; la sezione delle regole per guidare all’apprendimento di diversi costrutti grammaticali; quella delle parole dedicata in modo esclusivo allo studio del lessico;la sezione dei giochi con attività da fare al PC, o da stampare e costruire. Federico Motta Editore ha ideato anche English Motta Junior II, indirizzato agli alunni della scuola media inferiore. Ognuno dei sei moduli che componevano il corso era introdotto da un cartone animato incentrato sulle avventure dei fratelli gemelli James e Gary. Tutti i dialoghi erano provvisti, all’occorrenza, di sottotitoli.

Federico Motta Editore: una storia di valore e prestigio

Il valore delle opere di Federico Motta Editore si basa su un ampio catalogo, su una continua ricerca dell’innovazione e su collaborazioni di prestigio, che hanno portato la Casa Editrice a ottenere diversi riconoscimenti importanti. Avviata nel 1929 con il nome di “Cliché Motta”, l’attività nasce inizialmente come ditta specializzata nella riproduzione fotomeccanica. Successivamente, attraverso una rete di agenzie diffuse su tutto il territorio nazionale, raggiunge le famiglie in modo ancora più diretto. I settori di interesse della Casa Editrice non si limitano al mondo dell’Enciclopedia, ma spaziano tra editoria per ragazzi (MottaJunior), collane di architettura e riviste di moda. La collana di libri d’arte e fotografia, con la pubblicazione dei cataloghi dedicati alle grandi mostre d’arte realizzate con i più prestigiosi musei nazionali e internazionali, ha riscontrato un particolare interesse nel settore. Federico Motta Editore si è dedicata all’innovazione attraverso strumenti rivoluzionari e al passo con i tempi come le Tavole Transvision, il Sonobox, le videocassette e i CD-Rom. Tra le collaborazioni che più hanno apportato valore alle opere della Casa Editrice vanno ricordate quelle con Margherita Hack, per il mondo delle scienze, e con Umberto Eco, che ha partecipato per più di dieci anni alla stesura dei volumi della collana Historia.

La visita dei produttori albanesi e delle Istituzioni ai campi sperimentali di Geoplant Vivai

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Agricoltura, Aziende, Dal Mondo

L’11 maggio l’azienda vivaistica ha accolto una delegazione albanese, interessata all’eccellenza delle sue piante da frutto, e incontrato il Prof. Paolo De Castro, economista, politico e agronomo, per parlare di internazionalizzazione, lotta alla contraffazione e centralità della ricerca. 

Giornata ricca di confronti per la Società Agricola Geoplant Vivai, eccellenza romagnola fondata nei primi anni Ottanta da Secondo Danesi e Adriana Siboni e specializzata nella produzione e nel miglioramento genetico delle piante da frutto e di fragola. L’11 maggio i campi sperimentali dell’azienda vivaistica con sede a Savarna, nel ravennate, hanno ospitato una nutrita delegazione di produttori albanesi, guidati dal Dr. Hafuz Domi, Direttore dell’Associazione di sviluppo agricolo dei Distretti di montagna.

Ad accompagnare i visitatori – accanto alla rappresentanza aziendale di Geoplant Vivai e al Presidente di AGIA (Associazione Giovani Imprenditori Agricoli) e di Condifesa Stefano Francia – la Direttrice dell’Associazione “Agricoltura è Vita” Cristina Chirico, impegnata nell’ambito di numerosi progetti di formazione, ricerca e innovazione per lo sviluppo di areali come quello albanese, attraverso l’esportazione di tecniche, contatti, novità procedurali e di prodotto, resa possibile dalla cooperazione sinergica tra aziende.

L’interesse principale dei produttori si è focalizzato sulle cultivar di melo e sulle drupacee, con particolare riferimento al ciliegio in ragione della volontà di inserire questa coltura all’interno della propria offerta sul territorio albanese. La prima parte della visita, atto inziale di una futura e proficua collaborazione, si è svolta nei vivai di melo situati nella frazione di Mandriole, caratterizzati dall’innesto su portainnesto M9, con astoni normali e Knip. I farmers albanesi, avvezzi alla coltivazione della cultivare Red Delicious, si trovano ora a fronteggiare una non semplice situazione causata dalle restrizioni di provenienza russa e sono orientati, dunque, verso una crescente diversificazione della produzione. Teatro dell’ultima parte della visita sono stati invece i campi sperimentali di fragola di Borgo Masotti, dove si sono tenute la presentazione e la degustazione di alcune varietà made in Geoplant, tra cui Asia, Malga e FragolAurea.

Congedati gli interlocutori, la giornata è proseguita nel segno dell’internazionalizzazione arrivando a toccare tematiche di grande attualità e inevitabile urgenza per l’evoluzione delle politiche agricole europee.

Alla presenza del Sindaco di Bagnacavallo Eleonora Proni, l’azienda ha ricevuto Paolo De Castro, politico, economista e agronomo italiano di comprovata esperienza. Grazie alla sua carriera come professore ordinario di Economia e Politica Agraria presso l’Università di Bologna e agli svariati ruoli istituzionali ricoperti (tre volte Ministro dell’Agricoltura, oltre che Vice Presidente della Commissione per l’agricoltura e la produzione agroalimentare del Senato della Repubblica Italiana), dal 2009 siede al Parlamento Europeo per occuparsi di politiche agricole e sviluppo rurale.

Di fronte a una platea multiforme, composta tra gli altri dai lavoratori dell’azienda Geoplant Vivai, Paolo De Castro ha ascoltato e condiviso in veste istituzionale le posizioni del titolare Secondo Danesi e le visioni strategiche da mettere in campo per contrastare la moltiplicazione abusiva delle piante di fragola e la contraffazione in materia di diritto d’autore varietale (causa primaria nel danneggiamento dei costitutori), molto diffusa in buona parte della Comunità Europea con picchi in Paesi quali Polonia e Ungheria, ma che tocca frange dell’Extra-UE, in modo particolare Serbia e Ucraina.

Si è passati poi a trattare l’importanza della ricerca e dell’introduzione di innovative tecnologie applicate all’agricoltura per portare, infine, all’attenzione la necessità di un’Europa unita che sappia fronteggiare con forza, competenza e carattere le pressioni commerciali delle grandi potenze mondiali (Cina e USA tra tutti) e salvaguardare la produzione e l’agricoltura comunitaria e certo anche quella made in Italy, eccellenza da sempre riconosciuta dentro e fuori confine.

www.geoplantvivai.com

Streaming illegale: il gioco vale la candela?

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Film, Internet, TV

Lo streaming audiovisivo tramite siti illegali si sta diffondendo a rotta di collo in tutta Europa e l’Italia non fa eccezione. Al di là del mero aspetto legale, fruire di contenuti accessibili tramite pirateria audiovisiva é particolarmente rischioso per i singoli e per le aziende.

La trasmissione dell’ultima stagione della serie TV cult Game of Thrones é stata per milioni di utenti in tutto il mondo motivo di ricorso allo streaming illegale. In termini di sicurezza informatica, i rischi della pirateria audiovisiva sono spesso sottovalutati. Chiudere i pop-up o non scaricare applicazioni Adobe fasulle non rende immuni alle minacce.

Due internauti su tre si avvalgono della pirateria audiovisiva

Sia ben chiaro, lo streaming, ovvero la possibilità di guardare e ascoltare programmi online senza doverli scaricare non è illegale di per sé. Grandi fornitori di contenuti audiovideo online come YouTube, Deezer, Netflix, ecc., propongono questa modalità di fruizione dei contenuti. Tuttavia, sono numerosissime le piattaforme IPTV che forniscono al pubblico programmi, film e serie TV senza alcuna autorizzazione. Secondo l’ultimo rapporto Fapav (Federazione per la tutela dei contenuti audiovisivi e multimediali) risalente al luglio 2018 due internauti su tre si sono avvalsi almeno una volta di piattaforme fraudolente, con un mancato incasso per l’industria ancora nel 2017 di circa 617 milioni di euro e un danno di oltre un miliardo per l’intera economia italiana.

Streaming, un vettore chiave per la diffusione dei malware

Oltre alla possibile multa (fino a ca. 2070 € – art . 171 lett. a-bis) per la fruizione, senza scopo di lucro s’intende, di contenuti audiovisivi rubati, il rischio informatico per gli utente diventa davvero ragguardevole se tali contenuti vanno scaricati. Un dato di fatto confermato dalla stessa Fapav nello studio sul prezzo della gratuità pubblicato il mese scorso, dove la Federazione sottolinea “i pluricitati siti di streaming illegali rappresentano dei veri e propri avamposti dell’illegalità, fungendo da esca per i malcapitati. L’utente che viene attratto dai loro contenuti ha una probabilità nettamente superiore rispetto agli altri di scaricare inavvertitamente virus e malware”.

La minaccia ha ripercussioni ancora maggiori se ad avvalersi dello streaming é un impiegato che accede a queste piattaforme con il PC / notebook aziendale. “In questo frangente risulta essenziale ricordare che buona parte degli incidenti informatici hanno luogo per l’uso promiscuo degli strumenti aziendali, attraverso cui si favorisce l’accesso di eventuali malware che hanno infettato il PC alle risorse di rete e quindi ai server dell’azienda, con conseguenze che speriamo siano ben note a tutti”, commenta Marco Genovese, Product Manager Network Security di Stormshield.

Marco

Marco Genovese, Product Manager Stormshield Network Security

Meccanismi di attacco di varia natura

Le tecniche sfruttate dai cybercriminali per la diffusione di malware tramite siti di streaming illegale sono numerosissime. Dalle attività di phishing possibili attirando l’utente su piattaforme che replicano in maniera esatta siti originali (stesso design, stesso tipo di carattere o indirizzo web identico o quanto meno simile) con il conseguente furto dei dati personali, all’infezione tramite malware o software per il criptomining a posteriori dell’installazione di un’applicazione gratuita per lo streaming in tempo reale o per la connessione peer-to-peer. Piattaforme molto note come Cacaoweb o PopCorn Time sono state spesso oggetto di numerose discussioni nella comunità cyber.

Un altro rischio da non ignorare é costituito dall’uso di Flash Player, un lettore multimediale estremamente vulnerabile, ora bannato sia da Apple sia da Microsoft e tecnologia sostituita con HTML5, WebP o WebM – ritenute più sicure, fatte salvo le vulnerabilità rilevate anche per queste.

Ancora più subdola la tecnica dei messaggi fasulli che portano l’utente a cliccare su un pop-up che invita a scaricare un software di sicurezza. “Il principio é chiaro” spiega Genovese. “Questi messaggi di errore fasulli fanno credere all’utente di avere un problema tecnico e incitano a scaricare un antivirus”, che ovviamente un antivirus non é.

Per finire, sempre più spesso si assiste ad un assottigliamento della linea tra lo streaming in tempo reale e lo scaricamento pirata di contenuti audiovisivi. Alcune applicazioni per lo streaming suggeriscono sempre più spesso di scaricare episodi o programmi sul proprio computer. In questo caso occorre fare massima attenzione, fin troppo elevata la percentuale di file che contengono adware o applicazioni che scaricano altri eseguibili sul PC all’insaputa dell’utente. Quindi, oltre a ricevere una versione della trasmissione magari sfuocata, con sottotitoli non sincronizzati e di pessima qualità, si rischia di scaricare malware in confezione famiglia.

Per proteggersi occorre consapevolezza

“Per limitare i rischi dovuti alla fruizione dei siti di pirateria audiovisiva con dispositivi aziendali, i firewall UTM (Unified Threat Management) forniscono un primo livello di protezione. Integrano infatti un filtro web che, se di nuova generazione, blocca i siti di streaming attraverso una classificazione dinamica che ha luogo nel cloud. Altre funzioni, come il sandboxing o l’IP reputation, o gli stessi report sull’utilizzo della banda dei singoli host, assicurano ulteriore protezione contro le infezioni diffuse attraverso alcuni di questi siti”, illustra Genovese.

Esistono anche applicazioni di sicurezza che proteggono l’utente contro lo sfruttamento di vulnerabilità del browser. “Gli HIPS (Host Based Intrusion Prevention System) identificano in maniera affidabile comportamenti anomali che agli occhi degli utenti risultano del tutto normali”, spiega Genovese. Tuttavia la miglior difesa è che essi comprendano che se lo streaming illegale costituisce da un lato una chiara violazione delle normative, dall’altro è davvero pericoloso.


Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo.
Per ulteriori informazioni: www.stormshield.com

Fabio Mazzeo: il romanzo noir “La solitudine degli amanti”

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Libri

Con alle spalle una carriera come giornalista, l’attuale coordinatore dell’ufficio stampa di Aifa, Agenzia Italiana del Farmaco, Fabio Mazzeo ha pubblicato il suo primo romanzo “La solitudine degli amanti”. Edito il 7 marzo 2019, il giallo racconta la caccia ad un serial killer, che a Roma uccide donne che tra di loro non si conoscono ma hanno in comune segreti inconfessabili.

Fabio Mazzeo

Il percorso professionale di Fabio Mazzeo, autore del romanzo “La solitudine degli amanti”

Nato a Messina nel 1967, Fabio Mazzeo avvia la propria carriera nell’ambito del giornalismo, dopo aver conseguito la maturità scientifica. Già pubblicista, lavora presso l’emittente messinese Telespazio e, in parallelo, è redattore per Radio Studio 55. Per tre anni, dal 1990 al 1993, è impegnato come corrispondente da Messina di Telecolor – Video 3 per poi affermarsi come giornalista professionista. In questo contesto, Fabio Mazzeo ha ideato e condotto trasmissioni giornalistiche di cronaca e sport, in virtù delle quali si è aggiudicato diversi premi giornalistici. Per dieci anni, è stato Direttore Responsabile di Tremedia – VIP TV, uno dei primi esempi di televisione “all news”, con edizioni continue di telegiornali intervallati da programmi di approfondimento politico, culturale e sportivo. Diventato capo ufficio stampa del gruppo parlamentare del PDL alla Camera dei deputati, si trasferisce a Roma nel 2008. Nell’arco temporale compreso tra maggio 2013 a dicembre 2016 è capo ufficio stampa presso il Ministero della Salute. Attualmente Fabio Mazzeo è coordinatore delle attività dell’ufficio stampa di AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).

“La solitudine degli amanti”: la trama del romanzo di Fabio Mazzeo

Edito il 7 marzo 2019 e già presentato in diverse città italiane, “La solitudine degli amanti” è il primo romanzo di Fabio Mazzeo. Il giallo racconta le vicende di un magistrato e un poliziotto impegnati nella caccia senza tregua a un serial killier. È la città eterna il teatro delle vicende: il cadavere di un’artista cinquantenne, sposata con uno degli avvocati più influenti della capitale d’Italia, viene ritrovato nella bellissima Piazza delle Muse. Era seduta su una poltrona di vimini e con lo sguardo perso nel vuoto sembrava contemplare il panorama incantevole di Roma. La donna, in realtà, è morta, assassinata da un serial killer misterioso. Sul suo braccio gli evidenti segni di un morso, all’anulare una vera di diamanti. Piccoli dettagli da non trascurare poiché sono gli stessi di un delitto ancora irrisolto e avvenuto diciassette mesi prima. Le donne assassinate non si conoscevano tra loro, ma sono accomunate da segreti inconfessabili. Tra gli effetti personali ritrovati alle donne assassinate versi scritti con inchiostro verde su foglietti bianchi, tratti dal testo di una canzone di Ivano Fossati: “L’amante”.

Sandblasting nelle manutenzioni aeronautiche

Scritto da BorderlineAgency il . Pubblicato in Aziende

Norblast ha progettato e studiato una soluzione per la verifica e il monitoraggio delle ruote aeronautiche. Si tratta di una soluzione di sabbiatura, che attraverso la rimozione di coating e vernici, consente manutenzioni e ispezioni più sicure ed efficaci.

Nella fase di decollo e di atterraggio le ruote degli aeroplani sono sottoposte a uno sforzo estremo e la loro efficienza deve essere assolutamente totale. Per assicurarne il perfetto funzionamento, si ricorre alla rimozione di rivestimenti e vernici, poiché tramite l’eliminazione del coating è possibile ispezionare i componenti da revisionare e garantire un corretto controllo delle superfici.

Proprio per rispondere a questa esigenza del settore aeronautico, il Gruppo Norblast, realtà specializzata nella progettazione e costruzione di macchine per la finitura della superficie di componenti, attraverso trattamenti di sabbiatura e pallinatura ad alta tecnologia, ha ideato e progettato una soluzione specifica.

L’azienda, con più di 40 anni di esperienza nel settore del sandblasting, ha messo a punto un processo di rimozione dei rivestimenti appositamente dedicato al settore avio. L’equilibrio tra il corretto utilizzo del propulsore e le graniglie di ultima generazione permette di rimuovere gli strati di coating senza intaccare la morfologia della superficie del particolare trattato. La delicatezza dell’intervento, infatti, consiste nell’eliminare il rivestimento senza alterare o modificare il pezzo. In caso contrario, verrebbero generate criticità che potrebbero causare notevoli problemi.

Ha giocato un ruolo decisivo l’esperienza di Norblast e l’apporto tecnologico fornito dal centro prove interno all’azienda, il Test Center Norblast, in cui è stato possibile individuare la soluzione ottimale e realizzare quindi un impianto pienamente rispondente ai parametri indicati dalla committenza, escludendo ogni possibile variabile derivante dall’errore umano. La corretta esposizione dei pezzi al processo di sabbiatura consente così la più accurata rimozione delle vernici e dei coating dei componenti da revisionare, assicurando un puntuale controllo delle superfici.

Il progetto ha confermato come Norblast sia in grado di porsi come parte attiva nel rapporto con la committenza, grazie a un know-how che le permette di individuare le problematiche e fornire soluzioni oggettive, mediante processi che assicurino la ripetibilità e il monitoraggio dei trattamenti.

Norblast srl nasce nel 1976 dall’esperienza nel mondo della meccanica del Cavalier Remo Norelli. Le sperimentazioni e le collaborazioni con centri di ricerca e università, unite alla non comune capacità di trovare soluzioni innovative alle problematiche evidenziate dalla clientela, portano in breve l’azienda a diventare il punto di riferimento in Italia e nel mondo nella costruzione di macchinari anche personalizzati e nei processi di sabbiatura e pallinatura. Negli anni ’90 nascono Peen Service, divisione specializzata di ricerca e applicazione di nuove tecnologie, oltre alla consociata spagnola Ipar Blast. Norblast vanta prestigiose collaborazioni nei più svariati settore: additive manufacturing aeronautica e aerospaziale, automotive, biomedicale, energia, fonderia, inox leghe, meccanica, stampi, utensili. www.norblast.it

Anno 1800: la recensione di Giampaolo Sutto

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Anno 1800 è ora disponibile all’acquisto. Giampaolo Sutto, blogger esperto nel campo del gaming, lo ha provato in anteprima durante l’open beta.

Giampaolo Sutto recensisce Anno 1800

Tutto ha inizio verso la fine degli anni ’90: è l’epoca che regalerà agli amanti del genere strategico capolavori indimenticabili come Age of Empires II e Roller Coaster Tycoon. Esce il primo capitolo di Anno, serie di videogiochi gestionali a carattere storico dalla grande fortuna. Passata nelle mani di Ubisoft nel 2009, in occasione dell’uscita di Anno 1404, la serie ha conosciuto alti e bassi, dal successo di Anno 2070 fino alla delusione di Anno 2205. Il 16 aprile è stato rilasciato infine l’ultimo capitolo, Anno 1800, ambientato come si evince dal nome nel XIX secolo. Giampaolo Sutto ha avuto l’occasione di toccare con mano la nuova opera di Ubisoft grazie all’open beta, disponibile per tutti i giocatori nel week end precedente alla data di rilascio. Il blogger ed esperto videogiocatore ha colto l’occasione per produrre la prima recensione del suo nuovo blog, all’interno del quale fornisce consigli e suggerimenti preziosi per gli appassionati del genere strategico – gestionale. Giampaolo Sutto fornisce un’opinione positiva sull’ultima fatica degli sviluppatori di Blue Byte: “Generalmente Anno 1800 sembra mantenere le promesse annunciate, non rinunciando a quegli elementi che hanno reso popolare la serie e introducendo nel contempo numerose migliorie”.

Anno 1800, Giampaolo Sutto partecipa all’open beta

Sebbene l’open beta di Anno 1800 sia apparsa a molti come una demo dimostrativa, con la modalità di campagna bloccata dopo il primo capitolo, l’impressione che ne ha ottenuto Giampaolo Sutto è alquanto positiva, benché “non siamo di fronte ad una vera e propria rivoluzione della serie”. Nonostante il comparto grafico sia generalmente tralasciato da coloro che sviluppano titolo strategici, numerosi miglioramenti sono stati operati sulla qualità dei dettagli visivi “decisamente all’altezza dei tempi” e nel numero di edifici e strutture a disposizione. Tra gli altri aspetti positivi segnalati da Giampaolo Sutto il ruolo rivestito della popolazione, ora attiva a tutti gli effetti. Il giocatore, spiega il blogger, sarà infatti chiamato a gestire l’occupazione della popolazione e il numero di lavori disponibili, tanto da rischiare di incorrere in scioperi e manifestazioni nell’insediamento. D’altronde la serie è ambientata in un secolo caratterizzato si dal progresso tecnologico e scientifico, ma anche dalle rivendicazioni sociali delle classi più povere. Tra i difetti del gioco individuati da Giampaolo Sutto, oltre al prezzo abbastanza alto alla data di rilascio, vi è l’annuncio dato da Ubisoft che il prodotto sarà disponibile in esclusiva sull’Epic Store.