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EDOARDO PASTEUR: HEY HEY YOU (THE WARRIORS) è il nuovo singolo estratto dall’album “DANGEROUS MAN”

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Una finestra sulle suggestioni e sulla magia della giungla d’asfalto metropolitana.

“Hey hey you (The Warriors)” è un pezzo “dylaniano”, ispirato al cult movie “I guerrieri della notte” di Walter Hill, la storia della favolosa fuga di una gang giovanile in una New York notturna.

“Dangerous man” è la raccolta di tredici pezzi scritti e cantati dal songwriter Edoardo Pasteur, col supporto di una band di validissimi musicisti (Luca Borriello, Giacomo Caliolo, Toni Colucci, Pino Di Stadio, Stefano Molinari, e Marco Biggi nel mixaggio e mastering), che sono riusciti a catturare le atmosfere suggestive evocate dall’autore. Lampanti appaiono le sonorità con netti riferimenti alla musica rock americana: dalla poesia in musica che spazia da Bruce Springsteen a Bob Dylan, fino ad arrivare al rock più strong di Robbie Robertson e alla classe di Leonard Cohen.

I testi – in inglese – strutturano tante piccole sceneggiature musicate. È chiara infatti l’influenza che sull’autore hanno avuto la letteratura americana e il grande cinema, con omaggi a cult movies come Big Fish di Tim Burton e al mitico The Warriors di Walter Hill, e ad autori come Cormac McCarthy, T.E. Lawrence, e Salinger. Accanto all’ascendente strettamente culturale non di seconda importanza appare lo sguardo all’attualità contemporanea.

DICONO DI LUI

“Un cofanetto di inediti che vestono benissimo lo spazio aperto di una lunga strada che ogni tanto sogno di attraversare. Lascia riposare le parole e poi le srotola nel cortile della sua vita”. IL SALOTTO DI MALCOM – RADIO TWEET ITALIA

“Per cuori selvaggi e ascoltatori di crooner solitari.” Giandomenico Morabito – MUSICA INTORNO

Autoproduzione

Pubblicazione album: 10 luglio 2017

BIO

Edoardo Dado Pasteur, songwriter genovese, fino a pochi anni applicava il suo entusiasmo e la sua creatività allo sport; correva le maratone grazie alle quali ha attraversato il mondo, intervallando le proprie settimane con duri allenamenti. Lasciate le scene agonistiche, si è trovato con una quantità di tempo libero fino ad allora impensata, e si è chiesto come impiegarlo. Un rapido esame delle cose che avrebbe voluto fare, e che aveva sempre rimandato. Ha pensato allora di mettere a frutto la sua vecchia passione per la scrittura (ha anche avuto l’onore della pubblicazione di un suo racconto per Canneto Editore) che ha dato origine a una produzione musicale sorprendente, grazie al supporto di una serie di musicisti di grande livello, da lui riuniti in un progetto chiamato Rolling Dice. La sua musica, di stampo americano, è ispirata dai grandi di quella tradizione: Springsteen, Bob Dylan, Robbie Robertson, e all’amore per la letteratura e per le suggestioni del cinema.

Contatti e social

Pagina Facebook www.facebook.com/Edoardo-Pasteur-Rolling-Dice-1129621510428526/

APRÈS LA CLASSE: “ALMA LATINA” feat. ATTILA è il viaggio roots reggae della band salentina

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Dall’album “Circo manicomio” il video del nuovo singolo

Perù, Mexico, Cuba. Colombia, Ecuador e poi giù fino all’Argentina, tracciando una rotta fatta di sogni e rivalsa, in bilico fra potere e miseria, progresso e tradizione. In “Alma latina” gli Après la classe, con la partecipazione di Attila, giovane esponente della scena reggae italiana, dipingono i colori di un continente, riuscendo a farne immaginare il calore, le voci, la frustrazione del singolo e la forza del gruppo. Un’anima che si espande e si veste di un’idea vicina a tutto il sud del mondo che si riconosce nelle lingue, nelle visioni e nel sound. Un’atmosfera resa palpabile dal lavoro magistrale di Mauro Russo, regista pugliese con il sud nel cuore, che ha tradotto in immagine il ritmo e la leggerezza del brano.

«“Alma latina” è come un viaggio roots reggae su un treno che attraversa il cuore dell’America Latina, il panorama è stupendo, caldo, colorato… dietro ai sorrisi della gente c’è tanta sofferenza, ma nonostante tutto, si vive la giornata cavalcando l’onda della vita, proprio come piace fare a noi» – Après La Classe

BIO

La band salentina degli Après La Classe nasce nel 1996 e subito si afferma nei vari live club pugliesi. Nel 2002 la band pubblica il primo lavoro discografico “Après La Classe” (Edel) e da qui ha inizio una lunga ed intensa attività live in tutta Italia. Dopo un interminabile tour ricco di folla ed energia, gli Après La Classe si affermano ben presto tra il pubblico italiano.

Nel 2004 esce il loro secondo album, “Un numero”. Comincia da qui la ricerca musicale del gruppo, verso mondi musicali e sonori lontani dai soliti canoni discografici italiani. La vera “casa” dei ragazzi salentini è ormai il palco, i loro tour divengono interminabili e sempre più affollati e ricevono anche il Premio come gruppo rivelazione dell’anno 2005 dall’Associazione “Super Club Live”.

Nel 2006 esce il loro terzo album “Luna Park” e, nello stesso anno, la band festeggia i dieci anni di attività in compagnia dei Sud Sound System, Caparezza e i Negramaro in un concerto indimenticabile a Sternatìa (Lecce). Subito dopo, gli Après La Classe ripartono in tour per altri due anni, registrando le tappe più interessanti della tournée e raccogliendole nel cd/dvd live “Luna Park dal vivo”: un cofanetto interamente dedicato ai fans, sempre più numerosi, al seguito della band.

Ad aprile 2010 viene pubblicato il nuovo album dal titolo “Mammalitaliani” per la Sunny Cola (etichetta di Caparezza, amico del gruppo salentino da anni, e che ha collaborato con loro nel primo album nel brano “Lu Sule Lu Mare Lu Jentu”) e distribuito dalla Universal Music Italia. Questa volta i ragazzi puntano maggiormente sull’aspetto qualitativo audio, creando un album insolito dove nuove idee e nuove sonorità si mescolano all’esperienza live con diverse sperimentazioni elettroniche, passando anche attraverso la canzone d’autore.

Il pezzo “Mammalitaliani” diventa ben presto uno dei protagonisti dell’estate 2010, premiato dal MEI come Pezzo Folk del 2010 e anche remixato dal duo dei Two Fingerz.

Il tour di Mammalitaliani, partito nel maggio 2010, non conosce soste e arriva anche all’estero, facendo tappa, tra gli altri, anche a due edizioni di Hit Week a New York e Los Angeles e al Montreux Jazz Festival.

Dopo 4 anni di assenza dalle scene discografiche pubblicano “Riuscire a volare”, un disco totalmente fuori i classici schemi di “solarità” della band, all’interno anche una collaborazione con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro.

Il 2017 è un anno importantissimo per la band, esce il disco ”Circo manicomio”, ritornano le sonorità patchanka, raggae, rock e world music che da sempre hanno caratterizzato il sound del combo salentino, attualmente la band è in tour con il “Circo manicomio tour 2018” che ha già toccato tutta l’Italia, Belgio, Francia e Svizzera.

Contatti e social

Sito web: www.apreslaclasse.org

Facebook: facebook.com/apreslaclasseofficial

Twitter: twitter.com/APRESLACLASSE

Canale Youtube: youtube.com/APRèS LA CLASSE channel

STEFANO VIRGA: “TU SEI” arriva il nuovo brano d’amore del cantautore siciliano

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Un tappeto musicale pop/rock accoglie l’intenso racconto di una storia sentimentale dall’epilogo negativo ma che apre porte verso nuove speranze.

Stefano Virga dà forma ad una canzone che esprime il punto di vista di un uomo dall’anima ferita, capace però di riconoscere il vuoto lasciato dall’amore. Un amore forte ed impetuoso che sembra quasi impossibile da poter vivere ma che comunque viene donato senza alcuna riserva. Riflessioni contrapposte si risolvono allora nella consapevolezza per cui la vita infondo sia in ogni modo un dono da preservare a tutti i costi.

Il distacco tra il dolore e la vita è ben espresso dallo stile musicale del brano che aderisce evidentemente a suoni moderni ed attuali. La predilezione di ritmi rock è mediata da interventi orchestrali che rimandano all’elemento del doppio che ricorre lungo tutto il pezzo.

Etichetta: Virgus

Produzione e arrangiamento a cura di Fabio Ganci

Studio di registrazione: Angelo Studio

BIO

Stefano Virga nasce a Palermo nel ’68. Sempre vicino alla musica, lavora come dj e in piccole radio private. Nel 1986 il primo album in collaborazione con il maestro Matteo Butticè, autore del brano “Andavo a 100 allora”. Per la Interbeat –Wea, in collaborazione con Luigi Piergiovanni incide i due singoli “E Buonanotte” e “Gli occhi delle donne”, quest’ultimo presente nella compilation “Anni 90”.

Nel 1993 arriva il cd “Paradisi artificiali” grazie alla collaborazione di Alessandro Maria Barelli, dove Stefano affronta tematiche sociali, reagendo alle situazioni drammatiche delle nuove generazioni. L’autore si ripropone cinque anni dopo con l’album “Sciureru” che vede la collaborazione di Riccardo Cimino e Aldo Azzaro. Nel 2006 esce il nuovo cd: “Punto e Virga” che segna l’inizio di una nuova situazione; l’autore si ripropone in una chiave diversa rispetto al passato. Un nuovo inizio, una nuova fase, un periodo diverso. Un cd sentito dall’inizio alla fine, dove però non poteva mancare il tocco d’autore grazie alla collaborazione di Cesare Chiodo che firma il pezzo “Amore Digitale”. Qui il lavoro in studio viene superato dalla vita quotidiana: le sensazioni, le emozioni, perché no, le avventure quotidiane si riflettono nelle composizioni e diventano musica vera, suonata. Proprio per questo il disco può essere definito “artigianale”, nato nella sala prove grazie alla collaborazione dei musicisti che hanno provato i pezzi, li hanno cambiati, arrangiati, vissuti; così il cd diviene “roba” da musicisti e non da arrangiatori, un pezzo artigianale, forse non perfetto, ma unico. Nel 2014 esce l’album “Passo” che raccoglie monologhi del cuore, di un cuore trafitto, di un cuore senza battito, ma di un cuore che riesce a rimandare all’amore.

L’autore non crede alla musica come atto di riparazione, essa ha il valore di nutrimento dei sentimenti, dell’amore, dei desideri, delle speranze.

Contatti e social

Spotify: open.spotify.com/artist/4hAPiT4iK1ID6NBBEsyeuY?autoplay=true

Canale YouTube: www.youtube.com/channel/UCFkHXg4w3wKNSBExg0pH_Vg

Sito ufficiale: www.stefanovirga.com/

Itunes: https://itunes.apple.com/it/artist/stefano-virga/250260391

Arredamento Contemporaneo Coreano: Constancy and Change 2018, Triennale Milano

Scritto da 20TaskForceItaly il . Pubblicato in Cultura, Dal Mondo

La modernizzazione dei tradizionali mobili coreani trae ispirazione dal concetto estetico di ‘The Simple yet not shabby, the splendid yet not luxury’
‘Semplice, ma attento ai dettagli, sontuoso senza essere di lusso’

Milano, 16 aprile 2018 – Il Ministero della Cultura, Sport e Turismo della Repubblica della Corea – “MCST” (Ministro Do Jongwhan), in collaborazione con Korea Craft & Design Foundation – “KCDF” (Direttore Choi Byung-hoon), presenta la mostra intitolata “Constancy and Change in Korean Craft 2018” alla Triennale Design Museum di Milano.

La mostra, che si terrà durante la Milano Design Week 2018 (dal 17 al 22 aprile), presenta l’arredamento contemporaneo coreano, ispirato dal concetto estetico coreano di ‘The Simple yet not shabby, the splendid yet not luxury’, che esprime semplice, ma attento ai dettagli, sontuoso senza essere di lusso.

In mostra saranno esposti 25 manufatti di 34 artisti contemporanei, che presentano mobili tradizionali e moderni come gli Yakjang (cassette dei medicinali), i Sabang-Takja (tavola in quattro direzioni), i Soban (tavolino portatile da pranzo) per introdurre agli europei le varie forme artistiche nella quotidianità sulla base della filosofia e dall’estetica tradizionale coreane.

Questa mostra è un frutto della collaborazione tra artigiani e designer nelle varie discipline della tradizione coreana. Il lavoro dimostra pienamente lo spirito di “Constancy & Change”, combinando la sensibilità dei giovani designer con l’artigianalità dei maestri.

Lo spazio espositivo racconta il processo della trasformazione dei materiali naturali attraverso le mani degli artigiani, creando un’atmosfera da sogno come se le opere fossero fuse in una nuvola velata di nebbia poiché le materie prime di tutte le opere esposte provengono dalla natura.

Il Responsabile dell’Ufficio Politica Culturale e Artistica del MCST ha annunciato il suo appoggio a continuare l’esperienza anche in futuro: “Dalla Design Week del 2013 MCST e KCDF espongono a Milano le eccellenti opere artigianali coreane, riscuotendo sempre molto successo. Ma vogliamo andare avanti.


Anche nei prossimi anni cercheremo di fare del nostro meglio per far conoscere e mostrare il valore della cultura e dell’artigianato tradizionale coreano e costruire la base per l’espansione dell’industria artigianale verso il design mondiale”.

Fonte:  Korea Craft & Design Foundation

DORIAN GRAY: “QUASAR” è il secondo singolo estratto dall’album moonage mantra

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Atmosfere surreali e ipnotiche si mescolano alla maestria di Blaine Reininger, fondatore, dei Tuxedomoon, ospite di questo brano.

Lo sport estremo più pericoloso è stare lontani dalla vita. “Quasar” offre le istruzioni per non ricascarci più. Dopo “Dimenticare Burroughs” i Dorian Gray propongono un nuovo estratto da Moonage Mantra avvolgendo il pubblico in un’ambientazione sonora dentro la quale Blaine Reininger canta e suona come non mai.

Quasar” è estratto dall’album “Moonage Mantra”, il settimo album dei Dorian Gray. Il disco, uscito lo scorso marzo, vede la partecipazione di Blaine Reininger (Tuxedomoon), Luca Masseroni (Tre allegri ragazzi morti) e Sebastiano de Gennaro (Calibro 35 / Le luci della centrale elettrica), oltre che dei disegnatori Davide Toffolo, Ausonia, Andrea Bruno, Gildo Atzori e Marino Neri, autori dell’artbook che accompagna l’album.

Etichetta discografica: Cassavetes Connection

I Dorian Gray sono:

Davide Catinari _ voce, synt, loops

Samuele Dessì _ chitarre, tastiere, programming, loops, cori

Nico Meloni _ chitarre 

Andrea Viti _ basso, pedali, percussioni, cori 

BIO

I Dorian Gray sono un gruppo musicale alternative rock formatosi a Cagliari nel 1989. Ha all’attivo sette dischi, il primo dei quali si intitola “Shamano”, uscito nel 1992. Le successive pubblicazioni sono “Matamoros” (1995), “Il veleno della mente” (1997), “Tempi supplementari” (2005), “Forse il sole ci odia” (2008), “La pelle degli spiriti” (2013) e “Moonage Mantra” (2017). I Dorian Gray furono la prima formazione europea ad esibirsi nella repubblica cinese con un tour vero e proprio di dieci date in cinque città, e in generale la loro carriera li ha portati ad esibirsi con continuità in Italia e nel mondo, contando Londra, Berlino, e Toronto fra le ultime tappe. Tra i premi ricevuti, il Premio Lunezia e il Premio MEI alla carriera.

Attualmente la formazione è composta da Davide Catinari, Samuele Dessì, Nico Meloni e Andrea Viti.

Cibo e Tradizione, motori d’innovazione e sviluppo del territorio

Scritto da Fausto Faggioli il . Pubblicato in Locale, Turismo

E’ il tema  “Il Cibo nei Borghi ospitali”  a portare una delegazione giapponese all’incontro con la Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì per approfondire le tematiche del progetto “Romagna, Terra del Buon Vivere”. La delegazione, composta da amministratori e giovani universitari, in visita-studio sul nostro Territorio con l’obiettivo di conoscere ed approfondire la governance pubblico-privato realizzate in Romagna è frutto di una collaborazione ventennale intrapresa da Fausto Faggioli con le Università giapponesi. La visita-studio è stata progettata dalla professoressa Hiroko Kudo, anche coordinatrice del gruppo.

Nella sede forlivese, Paolo Rambelli, responsabile dell’Area Relazioni ed Eventi, portando i saluti del vice presidente Monica Fantini, ideatrice e curatrice della “Settimana del Buon Vivere”, ha fatto gli onori di casa presentando al gruppo l’azione della Fondazione per lo sviluppo della promozione turistica ed economica del territorio realizzate attraverso azioni congiunte a livello locale ed internazionale. Un’economia moltiplicatrice di idee che nella ricerca e nella spinta al conoscere sviluppa scelte consapevoli, coltiva bellezza e crea attrattività facendo della sua tradizione il motore primo del suo innovare e del suo sviluppo. L’ospitalità diventa apertura, confronto, partecipazione, creatività e progetto. Di qui nasce “Romagna Terra del Buon Vivere”, progetto su cui la delegazione si è particolarmente focalizzata per i tanti temi che il Paese del Sol Levante ha in comune con il territorio romagnolo.

Presente all’incontro Alberto Zattini, direttore della Confcommercio di Forlì che già da tempo collabora ad iniziative comuni con la Fondazione mettendo in campo un’intensa attività finalizzata alla promozione e valorizzazione dei territori del forlivese. Una testimonianza di rilievo, quella di Zattini che incontrando la delegazione nipponica ha sottolineato: ”Oggi, il territorio è una grande opportunità per la crescita delle nostre imprese. Noi vi abbiamo sempre creduto e abbiamo portato avanti in Confcommercio l’intersettorialità attraverso molteplici progetti anche procedendo “in cordata” con la Fondazione. Con entusiasmo abbiamo proceduto sull’input ministeriale che ha proclamato il 2018 anno nazionale del cibo italiano  con il nostro progetto “Il Cibo nei Borghi Ospitali”, considerandolo un fatto culturale positivo capace di coinvolgere ed unire in modo innovativo gli imprenditori e i principali stakeholders cittadini. Progetto che dedicherà particolare attenzione al grande potenziale offerto dalla straordinaria ricchezza e varietà di attività legate alla gastronomia e alla bellezza  dei Borghi Autentici delle valli forlivesi individuate in 3 fil rouge di grande rilevanza che ricalcano a fondo le vocazioni e le propensioni del Territorio: un Cibo che sia Racconto, un Cibo che sia Abbraccio, un Cibo che sia Emozione”

Quindi – conclude Fausto Faggioli – togliamoci gli auricolari, abbassiamo la musica ed entriamo in sintonia con i racconti  del nostro cibo che rappresenta per il nostro territorio, un valore aggiunto inestimabile dal punto di vista storico, culturale e soprattutto turistico, offrendo ai turisti  un modello alimentare mediterraneo ad alto grado emozionale perché anche frutto di tradizioni e conoscenze tramandate di generazioni in generazione.”

Lavorare da casa e cyber sicurezza: un connubio burrascoso

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Industria, Informatica, Italia, Opinioni / Editoriale, Tecnologia

Sempre più numerose le aziende che anche in Italia adottano lo smart working, favorite dalla presenza di normative specifiche. Pratica popolare tra gli impiegati, specie in settori di mercato in cui la dinamicità del personale e quindi la mobilità delle risorse umane è la chiave del successo delle organizzazioni, lo smart working rappresenta però un rischio in termini di protezione dei dati. Le società che desiderano avvalersene dovrebbero prendere alcune precauzioni per evitare spiacevoli sorprese.

Stando a recenti stime dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano tra il 2013 e il 2017 i lavoratori che in Italia possono svolgere le proprie mansioni anche dal di fuori delle mura aziendali a intervalli più o meno regolari sono cresciuti di circa il 60%, complice il fatto che nel bel Paese lo Smart Working o Lavoro Agile è chiaramente disciplinato dalla Legge n.81 del 22/05/17, il cui varo ha favorito un ulteriore incremento degli “smart worker” a 350.000 unità, ossia l’8% della forza lavoro italiana, un risultato importante, sebbene ancora lontano dalla media europea, dove circa il 30% dei dipendenti si avvale dello smart working per più di un giorno alla settimana.

Lavoro a distanza: pratica popolare non scevra da rischi IT

L’86% degli impiegati intervistati da Symantec UK per un recente studio ha dichiarato di utilizzare il proprio computer personale per scopi lavorativi, di questi il 42% ha dichiarato di non aggiornare regolarmente i sistemi e le applicazioni, al contrario del 70% dei tedeschi. Se lo smart working dovesse prendere piede come ci si aspetta, il suo sviluppo potrebbe diventare il nuovo incubo per i manager IT.

Tre i rischi principali che le aziende devono essere pronte ad affrontare:

  • Gli impiegati potrebbero non essere in grado di accedere alle informazioni necessarie per lavorare
  • Contaminazione della rete aziendale tramite una falla di sicurezza del computer dell’impiegato (o vice versa)
  • Furto o perdita di dati.

Sensibilizzare gli impiegati sui rischi informatici dello smart working

Per prevenire incidenti è indispensabile sensibilizzare gli utenti sulle problematiche di sicurezza IT connesse al lavoro a distanza. Coloro che lavorano al di fuori della sede aziendale dovrebbero ricevere regolarmente promemoria relativi alle buone pratiche da implementare: aggiornamenti regolari dell’antivirus, separazione tra le email personali e quelle aziendali, l’uso di periferiche esterne (chiavette USB, dischi rigidi ecc) dovrebbe essere limitato al trasferimento di dati da un computer all’altro e similari.

“Aumentare la consapevolezza degli utenti è essenziale ma non è sufficiente” avverte Jocelyn Krystlik, Manager Data Security Business Unit di Stormshield. “Semplicemente non è realistico oggigiorno far accollare agli utenti oneri eccessivi. Le imprese non possono affidarsi esclusivamente a questo tipo di misure preventive per tutelare la propria sicurezza”.

Soluzioni di protezione basate su sistemi di identificazione e tecnologia cloud

Le imprese non possono esimersi dall’implementare misure pratiche e soluzioni tecniche al fine di limitare i crescenti rischi IT derivanti dal lavoro a distanza.

  1. Determinare il profilo dei lavoratori a distanza. Per le organizzazioni è essenziale pianificare in anticipo e stabilire un profilo per ogni tipologia di addetto, basandosi sul rispettivo ruolo e sulle informazioni sensibili a cui l’impiegato deve poter accedere, che si trovi in azienda o fuori sede. I meccanismi di sicurezza non possono essere identici per i lavoratori a tempo pieno, per quelli part-time o per coloro che lavorano unicamente nel weekend.
  2. Autenticazione dell’accesso remoto. Uno dei principali strumenti per prevenire che la rete aziendale venga hackerata è l’impiego di un sistema che identifichi il lavoratore momento del log-in (tramite ID, password, codice d’accesso singolo ecc.) e ne limiti l’accesso alle sole risorse autorizzate tramite policy.
  3. Separazione e protezione dei sistemi operativi. Oltre al tradizionale software antivirus, uno dei metodi più semplici per prevenire una contaminazione incrociata tra il computer dell’impiegato e la rete aziendale è di minimizzare i diritti di amministrazione dell’addetto sulla macchina. Ciò significa dotare i lavoratori di un PC utilizzato strettamente a fini aziendali e aggiornato regolarmente dal reparto IT.
  4. Fornire un accesso sicuro ai dati. Per la messa in sicurezza del flusso di dati tra lo smart worker e la rete aziendale è d’uopo avvalersi di una VPN (Virtual Private Network), anche se “questa tipologia di accesso cifrato ai dati sta perdendo di rilevanza a fronte dello sviluppo della tecnologia cloud”, osserva Krystlik. Attraverso le piattaforme virtuali è possibile accedere a dati aziendali sensibili in qualsiasi momento, dovunque ci si trovi, senza alcuna connessione fisica diretta. “Il cloud consente di scorrelare l’autenticazione per l’utilizzo del computer, sempre difficile da proteggere, dall’autenticazione per l’accesso alle informazioni sensibili. Alla fine ciò che conta realmente è la sicurezza dei dati che si vogliono trasferire” conclude Jocelyn Krystlik.

Le soluzioni Stormshield Network Security aumentano l’agilità aziendale in un universo “Bring-Your-Own-Everything” garantendo accesso sicuro alle risorse interne aziendali (server email, intranet, applicazioni interne, file ecc.) attraverso le più restrittive policy di sicurezza. Con Stormshield Data Security invece il produttore europeo di soluzioni per la sicurezza IT protegge efficacemente i dati aziendali. Basate sulla cifratura dei dati end-to-end dall’utente al destinatario, Stormshield Data Security assicura protezione trasparente contro attacchi “man-in-the-middle”, amministrazione abusiva dei file e perdita di dati, in linea con il GDPR.

Chi è Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo.

Per ulteriori informazioni www.stormshield.eu

Aumenta le tue vendite, consulta un agenzia web

Scritto da rgtreg il . Pubblicato in Aziende, Internet

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Aumentare la visibilità per aumentare i profitti

Web marketing, elemento di forza, caratterizzato dal solo obiettivo di aumentare le tue vendite. Aumentare le visualizzazioni sul tuo sito, ma aumentare le probabilità di vendita, nuovi utenti potrebbe visitare il sito e diventare clienti, che darebbero vita a un nuovo giro di feedback. Le agenzie di web fanno utilizzo di social network, quali Facebook e/o instagram poiché ne riconoscono la loro grande influenza sulle persone. Migliorare la tua posizione rispetto la concorrenza è per l’agenzia pane quotidiano; un intero team si dedica a capire quali sono le strategie più adatte e producenti per le tue finalità. Individuare target è il primo passo da compiere per poterlo analizzare e offrirgli solo il meglio per le sue necessità. Il web è in costante aggiornamento e starci dietro richiede molto tempo, una consulenza esterna è la soluzione, provare per credere.

Si tratta di saper vendere, di invogliare il cliente a visitare il tuo sito web e convincerlo ad acquistare i tuoi prodotti. Renditi partecipe della corsa allo shop online, non rimanere indietro rispetto ai tuoi competitor e investi in una agenzia web marketing per rigenerare la tua impresa.

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Presidenza Apt Emilia Romagna: Il Gal L’altra Romagna sostiene la candidatura di Davide Cassani

Scritto da Gal L Altra Romagna il . Pubblicato in Politica, Sport, Turismo

Il Gal L’Altra Romagna, nella persona del Presidente Bruno Biserni, sostiene la candidatura avanzata dalla Regione Emilia Romagna per la nuova presidenza di Apt Emilia Romagna, l’Azienda di promozione del turismo regionale, il cui rinnovo degli organismi e delle cariche societarie è previsto per il prossimo 8 maggio 2018.

Davide Cassani rappresenta il candidato ideale per la successione di Liviana Zanetti, presidente uscente a cui vanno i più sentiti ringraziamenti professionali e personali per l’impegno profuso e gli obiettivi raggiunti in questi anni.

Nato a Faenza, ex ciclista professionista (vincitore, tra le altre cose, di 2 tappe del Giro d’Italia), noto e apprezzato commentatore televisivo delle gare ciclistiche per Rai Sport, Davide Cassani attualmente ricopre importanti ruoli dirigenziali in ambito sportivo, in quanto dal 2014 è Commissario tecnico della nazionale italiana maschile di ciclismo su strada e coordinatore di tutte le squadre nazionali.

La sua figura è strategica per trascinare la Regione Emilia Romagna (è proprio il caso di dirlo) verso nuovi traguardi, ancora da tagliare e perseguire, grazie a doti, capacità e competenze maturate durante la carriera dirigenziale e dimostrate in sedici anni di competizioni, nei grandi Giri e nelle classiche così come nei circuiti meno noti.

A Davide Cassani vanno riconosciuti i meriti per il ritorno del Giro d’Italia Under 23 in Emilia-Romagna l’anno scorso, nel giugno 2017, quando qui si disputarono tre tappe, con la regione protagonista della 40esima edizione insieme a Marche e Abruzzo, per un tracciato che volle essere anche un segno di vicinanza e solidarietà ai territori colpiti negli ultimi anni da drammatici terremoti.

Inoltre, molto conosciuta e frequentata è la Gran Fondo da lui organizzata che porta il suo nome che si svolge nel suo paese natale Faenza, che è considerata a tutti gli effetti,  la classicissima d’apertura della stagione del ciclismo amatoriale, giunta quest’anno alla 24esima edizione e con una grande attenzione al ciclismo giovanile finalizzata anche alla diffusione di una buona educazione alla salute e alla sicurezza sulla strada.

“L’individuazione di Davide Cassani come nuovo Presidente di Apt Servizi, avanzata dal Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e dall’assessore regionale al turismo Andrea Corsini è la giusta investitura- afferma il Presidente Bruno Biserni – e la giusta scelta.

“Davide Cassani possiede requisiti professionali e umani straordinari”

“La sua candidatura è una scelta “fuori dagli schemi”, che porta con sé allo stesso tempo un bagaglio di innovazione, visione, tenacia, carisma, competenza, passione, elementi indispensabili non solo per confermare quanto di buono Apt Emilia Romagna stia già facendo nel comparto turistico, ma rafforzarne ulteriormente il trend positivo”

“In quanto Presidente del Gruppo di Azione Locale dell’Appennino romagnolo, ritengo che la figura e il curriculum di Davide Cassani centralizzerebbero l’attenzione sulle tematiche legate allo sviluppo turistico e sportivo peculiari delle aree rurali gestite all’interno del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Emilia Romagna”.

“Il nostro Appennino –prosegue Biserni – è caratterizzato da un movimento sempre più crescente di attività legate all’escursionismo, cicloturismo, al turismo sostenibile che vanno senza dubbio valorizzate e amplificate rappresentando un traino collaterale ma di forte valenza per la promozione turistica dell’intero territorio.

“ Mi auguro che il prossimo 8 maggio 2018, giorno del rinnovo organi e cariche di Apt– conclude Biserni – la candidatura di Davide Cassani divenga ufficialmente elezione, riconoscendo che tale elezione costituirebbe un fortissimo elemento propulsore di promozione e sviluppo del comparto turistico del nostro Appennino, della nostra Regione, della nostra terra”.

L’ufficio stampa

GAL L’ALTRA ROMAGNA

Ristrutturazione prima casa: 10 consigli per scegliere fra mutuo e prestito

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Casa e Giardino, Economia

Nel 2017 sono state 700.000 le abitazioni ristrutturate approfittando dei tassi particolarmente vantaggiosi e delle detrazioni previste dalla legge (Fonte: Scenari Immobiliari). Molti italiani hanno scelto di chiedere in prestito a banche o finanziarie la somma necessaria per affrontare i lavori e, secondo l’osservatorio di Facile.it, quando si parla di ristrutturazioni, la richiesta media* è stata pari a circa 16.000 euro per i prestiti personali, 88.500 euro per i mutui. Ma quando conviene scegliere l’una o l’altra tipologia di finanziamento e come fare per evitare di pagare più del dovuto? Ecco i 10 consigli di Facile.it.

  1. Quanto chiedere. Il primo punto da valutare è quanto richiedere a banche e società del credito; in generale può convenire orientarsi verso un prestito personale se il taglio del finanziamento è più contenuto anche se, di fatto, è possibile richiedere sino a circa 70 mila euro. I mutui per ristrutturare, invece, sono la soluzione più indicata per chi mira a importi maggiori; non ci sono valori minimi e ogni istituto applica le proprie politiche, ma normalmente il credito viene concesso a partire dai 30.000 euro.
  1. Quale tasso considerare? Per valutare e confrontare le due tipologie di finanziamento è fondamentale il tasso. Non fermiamoci però al solo TAN (Tasso Annuo Nominale) e, piuttosto, teniamo in considerazione il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) che include tutti i costi connessi al finanziamento, come le spese di istruttoria o perizia. Nello specifico, per i prestiti personali** per ristrutturazione, a seconda dell’importo e della durata, le migliori offerte hanno un TAEG che oscilla, attualmente, tra il 5,44% e il 7,98%. Per un mutuo ristrutturazione prima casa**, invece, bisogna scegliere tra tasso variabile (migliori TAEG tra lo 0,78% e lo 0,83%) o fisso (migliori TAEG tra l’1,50% e il 2,08%).
  1. I costi accessori cui fare attenzione. Abbiamo detto che sul costo complessivo del finanziamento gravano anche altri elementi, ma quali sono e quali le differenze tra i costi connessi ai prestiti e quelli legati ai mutui per ristrutturazione? Per il prestito personale sono da considerare, generalmente, le spese di istruttoria, di incasso e gestione rata, quelle di notifica e di chiusura pratica, l’imposta di bollo, e, se previsti, eventuali costi iniziali o assicurativi. Per i mutui ristrutturazione, invece, la lista non finisce qui e, quindi, le spese aumentano. In aggiunta ai costi sopra indicati, bisogna considerare il perito (in media il suo intervento costa tra i 200 e i 300 euro, variabili anche in funzione del numero di perizie necessarie) e l’atto (il cui costo è legato al valore dell’iscrizione ipotecaria) che il notaio dovrà redigere per finalizzare il mutuo. Bisogna mettere in conto anche i costi relativi all’assicurazione scoppio e incendio, obbligatoria per l’ottenimento di un mutuo ristrutturazione. Attenzione perché se l’abitazione è già coperta da una polizza di questo tipo, è necessario verificare che abbia le caratteristiche richieste per il nuovo finanziamento o, in caso contrario, occorre stipularne una nuova.
  1. Le garanzie richieste sono diverse. Per entrambi i finanziamenti è necessario, in primis, che il richiedente abbia un reddito fisso di importo sufficiente a sostenere le rate da rimborsare. Se per il prestito personale questo rappresenta, nella maggior parte dei casi, l’unico requisito richiesto, per il mutuo ristrutturazione, invece, è necessaria anche una garanzia reale, rappresentata dall’iscrizione dell’ipoteca sull’immobile che si intende ristrutturare. Resta valido, per i mutui così come per i prestiti, che qualora l’istituto erogante lo ritenesse necessario, potrà richiedere ulteriori garanzie.
  1. Le tempistiche di erogazione variano notevolmente. Un punto di forza dei prestiti personali sono propri i tempi rapidi di erogazione, che variano generalmente tra le 24 ore e i 15 giorni; se il vostro nemico è il tempo, questa è senz’altro la strada più veloce da percorrere. Il mutuo ristrutturazione, invece, segue il normale iter di un mutuo tradizionale per l’acquisto casa che è notoriamente più lungo; solo per passare dall’istruttoria della pratica all’erogazione occorrono, in media, circa 60 giorni.
  1. Potrebbe essere utile un mutuo SAL? Altra differenza tra mutuo e prestito ristrutturazione è rappresentata dalla modalità di erogazione; con il prestito la somma viene sempre concessa in un’unica soluzione, mentre per il mutuo le opzioni sono due. In alcuni casi, soprattutto se l’importo richiesto è contenuto rispetto al valore complessivo dell’immobile, la banca potrebbe concede la somma in un’unica soluzione, al pari di un prestito personale; se invece l’importo richiesto è elevato, o addirittura superiore al valore che ha l’abitazione prima dei lavori di ristrutturazione, l’istituto di credito potrebbe proporre un cosiddetto mutuo SAL (Stato Avanzamento Lavori). Si tratta di una particolare formula di finanziamento che prevedere l’erogazione dell’importo in diverse tranches, ognuna rilasciata dalla banca solo dopo che un perito abbia accertato il nuovo valore acquisito dall’immobile all’avanzare dei lavori.
  1. Come scegliere la durata. Il prestito personale ha una durata massima di 10 anni e per questo motivo viene generalmente preferito per finanziamenti contenuti; il mutuo ristrutturazione, di contro, può arrivare anche a 30-35 anni. La scelta della durata del finanziamento deve quindi essere fatta in base all’importo complessivo che si vuole chiede, all’ammontare della rata mensile che si può sostenere e, non ultimo, all’età del richiedente. In generale è bene considerare che più è lungo il finanziamento, maggiore sarà il tasso di interesse applicato, ma il peso della rata mensile, essendo spalmato su un periodo maggiore, risulterà minore. Il mutuo resta, di fatto, l’unica strada percorribile se si vuole ripagare il debito in più di 10 anni. Se invece la durata è particolarmente breve, potrebbe convenire optare per un prestito personale, i cui costi accessori risultano minori.
  1. Cosa portare in detrazione. Sul fronte delle agevolazioni fiscali è il mutuo ristrutturazione prima casa ad uscire vincitore; se richiesto per l’abitazione principale, questo dà diritto a una detrazione annua Irpef del 19% degli interessi pagati sul mutuo (importo massimo su cui calcolare la detrazione: 2.582,25 euro). Il prestito personale, invece, non dà diritto ad alcuna detrazione. Per il proprietario rimane valida (indipendentemente dal fatto che si opti per un prestito personale, un mutuo, o persino attingendo dai propri risparmi) la possibilità di godere delle detrazioni fiscali legate all’intervento di ristrutturazione. In questo caso, se i lavori rientrano tra quelli previsti dalla legge, il proprietario può richiedere una detrazione Irpef pari al 50% del valore dell’intervento, fino ad un massimo di 96.000 euro, che verrà applicata nei 10 anni successivi alla ristrutturazione.
  1. Cosa fare se la casa ha già un mutuo ipotecario? Cosa accade se sulla casa da ristrutturare grava già un mutuo ipotecario? Due le alternative: se il proprietario vuole richiedere un nuovo mutuo, e non dispone di altre garanzie reali, la banca potrebbe proporre un mutuo sostituzione con liquidità per ristrutturazione, soluzione che consente di sostituire il primo finanziamento con uno nuovo che include anche una quota di liquiditàaggiuntiva da utilizzare per i lavori. In questo caso, però, attenzione alle somme richieste: l’istituto di credito non concederà un nuovo finanziamento se l’ammontare complessivo supera l’80% del valore dell’immobile. La seconda soluzione è il prestito personale che, come spiegato, non necessita di garanzie reali per essere concesso anche se, prima di dare l’OK, la società del credito verificherà che il richiedente abbia una capacità reddituale tale da permettergli di sostenere le rate dei finanziamenti in corso.
  1. Penali ed estinzione anticipata. Per entrambi i finanziamenti il debitore può decidere di estinguere il debito, totalmente o in parte, prima della sua scadenza naturale. A partire da febbraio 2007, per il mutuo ristrutturazione prima casa, la banca non può applicare alcuna penale per l’estinzione anticipata; nel caso di prestito personale, invece, attenzione perché a seconda del contratto sottoscritto, potrebbe essere previsto il pagamento di un indennizzo, compreso tra lo 0,5% e l’1% del valore del prestito, a favore della società che lo ha concesso.

* Per i prestiti personali, l’analisi è stata realizzata su un campione di 53.506 richieste presentate tramite Facile.it e Prestiti.it tra l’1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2017. Per i mutui, l’analisi è stata realizzata su un campione di oltre 30.000 richieste presentate tramite Facile.it e Mutui.it tra l’1 aprile 2017 e l’11 aprile 2018.

** Calcoli effettuati su Facile.it in data 11/04/2018 ore 17.00. Per il prestito personale finalità ristrutturazione sono stati considerati i profili: importo richiesto 16.000 euro da restituire in 2 e 10 anni. Per il mutuo ristrutturazione tasso variabile e fisso sono stati considerati i profili: importo richiesto 88.500 euro, valore immobile 200.000 euro, da restituire in 15 e 30 anni.