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Federico Motta (Federico Motta Editore): l’esperienza come Presidente AIE

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Cultura

Federico Motta, titolare della storica casa editrice Federico Motta Editore, vanta nel suo curriculum la carica di Presidente di AIE, l’Associazione Italiana Editori, ruolo che ha ricoperto per svariati anni e a più riprese dal 1997.

Federico Motta Editore, profilo h2biz

Federico Motta Editore: Federico Motta e gli anni come Presidente AIE

Federico Motta, nipote del fondatore della storica casa editrice Federico Motta Editore, è stato Presidente dell’Associazione italiana Editori (AIE) per svariati anni: eletto per la prima volta nel 1997, ha ricoperto l’incarico fino al 2009, per poi essere eletto nuovamente nel 2015 per il biennio successivo. AIE è l’associazione di categoria, aderente a Confindustria, degli editori che si occupano di pubblicare libri, riviste scientifiche e prodotti dell’editoria digitale. Ha il compito di tutelare gli editori, favorirne la crescita professionale e promuovere nuove iniziative che contribuiscano a diffondere la lettura, la cultura italiana nel mondo e tutelare il diritto d’autore. Federico Motta si è subito dimostrato determinato a riportare alcuni dei valori fondanti della Federico Motta Editore anche nel suo incarico di Presidente, puntando l’attenzione sull’innovazione e sull’importanza del ruolo dell’editore all’interno della società: “Viviamo in un mondo in cui l’innovazione è imprescindibile, nelle nostre aziende come nell’Associazione che le rappresenta.” L’importante, ha sottolineato il Presidente, è lavorare con “una consapevolezza chiara del ruolo dell’editore nella società, che è un ruolo economico ma ancor prima culturale e sociale, fondato su un pilastro giuridico imprescindibile, che è il diritto d’autore.” Federico Motta, di origini milanesi, aveva già rivestito l’incarico di Presidente della Federazione degli Editori Europei dal 2008 al 2010 e di Presidente di Confindustria Cultura Italia dal 2007 al 2009.

Il valore storico e culturale di Federico Motta Editore

Marchio simbolo di cultura, autorevolezza e qualità da quasi 90 anni, Federico Motta Editore nasce nel 1919 dall’iniziativa di Federico Motta, appassionato conoscitore dell’arte della riproduzione a stampa, precedentemente zincografo e fotoincisore alle dipendenze della prestigiosa F.lli Treves. La casa editrice si è contraddistinta negli anni grazie alla qualità delle sue pubblicazioni, che hanno generato nuovo valore permettendo così di affermarsi e conseguire numerosi premi e traguardi importanti. I settori di interesse di Federico Motta Editore spaziano dalle enciclopedie all’editoria per ragazzi (MottaJunior), dalle collane di architettura alle riviste di moda. Particolare impulso ha avuto la collana di libri d’arte e fotografia, che fornisce numerosi cataloghi di grandi mostre d’arte realizzate in collaborazione con musei nazionali e internazionali. La spinta all’innovazione è sempre stata un punto di forza della casa editrice, che ha saputo cogliere l’importanza di strumenti come le Tavole Transvision, il Sonobox, il CD-Rom e la grande rivoluzione di internet. Le proposte editoriali di Federico Motta Editore sono state presentate alle cariche più alte dello Stato presso il Quirinale. Il pregio del marchio è stato confermato da svariati riconoscimenti prestigiosi: dal Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2010 al Premio Pirelli InterNETional Awards nel 2007.

Andrea Mascetti: lo Studio Legale si occupa delle nuove tendenze circa l’assegno divorzile

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

Dalla sentenza Grilli alla recente decisione della Corte di Cassazione a Sezioni Unite: l’avvocato Marta Cipriani, dello Studio Legale di Andrea Mascetti, spiega le ragioni e i criteri per la determinazione dell’assegno divorzile, stabiliti lo scorso 11 luglio 2018.

Andrea Mascetti

Assegno divorzile: la nuova Sentenza secondo Marta Cipriani, dello Studio Legale di Andrea Mascetti

L’avvocato Marta Cipriani, dello Studio Legale di cui è titolare Andrea Mascetti, si è di recente occupata della questione legata alla determinazione dell’assegno divorzile. L’avvocato sottolinea che è ormai nota la sentenza Grilli n. 11504/2017, con la quale la Corte di Cassazione abrogava il diritto al mantenimento a favore del coniuge economicamente più debole in ragione del solo principio che garantisce la conservazione del medesimo tenore di vita goduto durante il matrimonio. Questa sentenza tuttavia non si preoccupava di stabilire in modo preciso quali fossero concretamente i parametri alternativi per il calcolo dell’assegno, dando così vita ad una serie di successive norme che cercavano di interpretare in vario modo la nuova sentenza. È proprio a causa della vaghezza di questi criteri che si è resa necessaria la sentenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n. 18287 del 11 luglio 2018, che funge da intervento chiarificatore e sottolinea la funzione assistenziale, compensativa e perequativa dell’assegno divorzile. L’avvocato dello Studio Legale di Andrea Mascetti spiega che la Cassazione oggi ritiene che l’assegno possa essere riconosciuto secondo criteri basati sull’esame del potere reddituale di entrambe le parti, per essere poi quantificato tenendo conto del contributo che il richiedente l’assegno ha fornito in costanza di matrimonio per la creazione del patrimonio familiare, della durata del matrimonio, dell’età del richiedente e del suo potenziale reddito futuro.

La formazione e la carriera dell’avvocato Andrea Mascetti

Andrea Mascetti, classe 1971, è un avvocato originario di Varese con studio a Milano. Dopo la maturità classica e il conseguimento della Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, svolge il praticantato e si iscrive all’Ordine degli Avvocati di Varese, superando l’esame davanti alla Corte di Appello di Milano. Patrocinante in cassazione, fonda nel 2004 lo Studio Legale Mascetti, presso il quale si occupa principalmente di diritto societario, bancario e amministrativo. “La mia famiglia”, racconta l’avvocato, “costruì negli anni 20 il palazzo che oggi ospita la sede Varesina dello studio. Da quel mondo ho appreso la lungimiranza, la costanza, il costruire il futuro su solide basi, senza avere paura della fatica e delle sfide che s’incontrano lungo il cammino”. Andrea Mascetti è consulente di numerose società, enti locali e aziende pubbliche. Svolge inoltre l’incarico di arbitro e avvocato davanti ai collegi arbitrali, occupandosi di questioni legate ad appalti pubblici e privati. È Presidente e membro di Organismi di Vigilanza (Legge 231), Sindaco di collegi sindacali e membro di Consigli di Amministrazione di banche e società commerciali sia italiane che estere. Tra le sue esperienze professionali vanta una collaborazione con SALT (Studio Associato Legale Tributario) associato a Ernst&Young.

Alessandra Fornasiero tra i relatori di Modena Smart City

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Economia

“Da Smart City a Smart Land con le imprese al centro” è il titolo della tematica centrale del ciclo di conferenze che ha
avuto luogo a Modena il 28 settembre scorso e che ha ospitato l’intervento di Alessandra Fornasiero.

Alessandra Fornasiero

Alessandra Fornasiero e l’importanza dell’economia circolare per cittadini e imprese

Alessandra Fornasiero, imprenditrice il cui focus di attività risiede nella corporate e social responsability e nella sensibilizzazione verso le tematiche ambientalistiche, è intervenuta nel corso del convegno Modena Smart City, organizzato da CNA Modena e dall’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile in partnership con Energia Media e che ha avuto luogo il 28 settembre scorso. Fondatrice di CSRValue e più recentemente della startup Circularity, Alessandra Fornasiero è intervenuta sul tema a lei congeniale dell’economia circolare privilegiando l’aspetto relativo alla sua importanza per le aziende e per le Smart Land. Nei suoi numerosi interventi, ha spesso portato in seno all’opinione pubblica i temi dell’efficientamento energetico, concentrandosi in particolare sulle metolodogie meno impattanti attualmente disponibili, e delle politicy di recupero e riciclaggio dei materiali scarto di lavorazione all’interno delle realtà aziendali. In questo secondo caso, la coscienza civica dei cittadini italiani ha già in linea di massima assorbito l’inesorabile passaggio da una economia di tipo lineare a una circolare, mentre al contrario per le imprese, anche a causa di una ancora elevata antieconomicità del procedimento, il riutilizzo dei materiali di scarto è ancora decisamente sfavorito rispetto all’uso di materie prime vergini.

Alessandra Fornasiero e la Smart Land

L’obiettivo degli eventi legati a Modena Smart City, al cui interno si inserisce anche lo speech di Alessandra Fornasiero, è quello di puntare i riflettori sui differenti attori che devono confrontarsi per lanciare una realtà imprenditoriale dentro una Smart Land, dove i dati sono una ricchezza essenziale per dare risoluzioni. Le risorse di diversa provenienza, sia dentro che fuori dal proprio sistema di produzione, sono un valido mezzo per uno studio fattivo e strategico non solo per aziende ed utilities ma anche per le municipalità che devono assicurare il benessere delle proprie comunità. Nell’ambito della Smart Land infatti il buon vivere della collettività è anche diretta conseguenza dall’evolversi dei sistemi di tipo industriale. Il nuovo sistema dei valori d’impresa deve obbligatoriamente interfacciarsi con il governo dei territori, per mettere a fattor comune principi valoriali e servizi oltre che per infondere nuova vita all’economia utilizzando riferimenti eticamente sostenibili. Quello che emerge dai workshop di Modena Smart City, e che sottende anche all’intervento di Alessandra Fornasiero, è che la valorizzazione di idee e saperi è di sempre maggiore e di centrale rilievo in questa circostanza dove concentrarsi solamente su strumenti e tecnologie non è più sufficiente.

Quello che non sai sulla possibilità di ridurre il pignoramento della casa

Scritto da Giorgio il . Pubblicato in Casa e Giardino, Legale

Da qui a 5 anni più di 1.650.000 immobili andranno all’asta, mettendo in seria difficoltà numerose famiglie, a seguito di azioni di pignoramento. Sull’argomento c’è ancora molta ignoranza e disinformazione e sono molte le famiglie che rischiano di trovarsi “a sorpresa” letteralmente buttate fuori casa, senza possibilità di rientrare.

Questo anche perché il più delle volte quando si riceve l’atto di pignoramento la tendenza è quella di chiedere opinioni a persone non competenti se non ad avvocati che non sono esperti del settore. Sono pochi, per esempio, gli avvocati che sono in grado di discernere con cognizione di causa circa il tema di riduzione del pignoramento. In genere si ha la casa pignorata perché è attivo un mutuo non pagato, ma la casa può essere pignorata anche per finanziamenti non saldati, debiti privati, fatture non evase, ecc.

 William Cappa della Cappa & Associati – struttura italiana di professionisti specializzati nel settore del debito con il focus sul pignoramento della casa – ha stilato un agile elenco di punti riguardanti le questioni più importanti legate alla riduzione del pignoramento, fornendo preziose informazioni al cittadino che si trova a dover fronteggiare questa prospettiva. Partendo dal quesito di base: perché e come fare a chiedere la riduzione di pignoramento?

  1. È legale che un creditore mi possa pignorare degli immobili quando il debito è basso?

Sì, di fatto non esiste un minimo importo sotto il quale non è possibile attivare un’azione di pignoramento.

Si possono trovare pignoramenti su una casa del valore di 200 mila euro anche per una fattura di 600 euro non pagata all’idraulico.

Questo per sottolineare ancora di più la facilità che ha chi pretende soldi nell’attivare una procedura esecutiva.

  1. 2. C’è un modo per evitare che pignorino più del dovuto e creino un danno?

Sì, si chiama riduzione di pignoramento.

La riduzione di pignoramento si chiede quando c’è troppa sproporzione tra il valore degli immobili pignorati e il credito.

Se si ha un debito, per esempio un residuo di mutuo di 50 mila euro, e la banca pignora 3 immobili del valore di 100mila euro l’uno, è possibile chiedere la riduzione del pignoramento a un solo immobile perché da solo già copre il debito.

Il risultato dell’asta giudiziaria dirà se il ricavato è bastato per coprire tutto il debito ed estinguere la procedura oppure se c’è ancora un residuo di debito che tiene aperto il rapporto con il creditore che può pignorare un secondo immobile e così via.

Nel caso specifico in cui il problema riguardi un solo immobile e il debito sia relativamente importante con la banca, sarebbe opportuno evitare la vendita della casa all’asta con un saldo a stralcio, ovvero offrendo al creditore di meno rispetto a quello che dovrebbe prendere. 

  1. Posso affidarmi a un avvocato per fare un saldo a stralcio?

Se il legale è specializzato in materia sì, ma va considerato che una volta raggiunto l’accordo di chiusura totale del debito con una cifra del medesimo inferiore è importante avere ottenuto il denaro, altrimenti la trattativa rischia di saltare e oltre a rimanere con il dovuto ci si ritrova a dover pagare anche una parcella legale per un lavoro “non” andato a buon fine.

Esiste invece un metodo più efficace per uscire dai debiti a costo zero ormai collaudato ed utilizzato dai clienti di Cappa & Associati; si chiama Debiti Zero e ha già aiutato più di cento persone a uscire dignitosamente da situazioni invalidati. Maggiori informazioni qui: debitizero.com.

Un consiglio «di sicurezza» per l’Avvento: disinstallate Adobe Flash Player

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Adobe ha pubblicato una patch di sicurezza per il software Flash, afflitto da numerose vulnerabilità: data la considerevole gravità del problema, l’azienda mette a disposizione l’aggiornamento al di fuori del ciclo di patching abituale. Gli utenti sono quindi chiamati a verificare, in maniera del tutto critica, se l’utilizzo di Flash sia davvero necessario, e qualora lo fosse, a scaricare per lo meno l’aggiornamento il prima possibile.

«Le falle del software Flash non solo si verificano sempre più spesso, ma vengono anche sfruttate regolarmente dai cybercriminali: un gravissimo rischio per la sicurezza” afferma Tim Berghoff, Security Evangelist di G DATA. “Il consumatore, oltre all’impiego di una soluzione di sicurezza affidabile, dovrebbe verificare spesso lo stato di vulnerabilità dei software impiegati e tenerli aggiornati.”

Secondo quanto scrive The Register, il caso attuale vedrebbe l’exploit zero-day colpire i cosiddetti elementi attivi nei documenti Word e non le applicazioni web sviluppate con Flash. I documenti verrebbero inviati dai criminali via mail: nel momento in cui l’utente apre questo tipo di file abilitando i contenuti attivi, verrebbero scaricati in background ulteriori codici dannosi.

Exploit elude i vincoli del sistema operativo

Come in molti altri casi, anche l’exploit CVE-2018-15982 sfrutta una vulnerabilità nella gestione della memoria di Flash. Sfruttando tale bug, un programma può eseguire codici in zone specifiche della memoria, evitando l’applicazione delle limitazioni altrimenti previste dal sistema operativo, aprendo quindi le porte a ulteriori attacchi. Una vulnerabilità di tipo Use-After-Free (UAF).

Gli analisti di Applied Threat Research, che hanno scoperto la falla, riscontrano certe somiglianze con un exploit utilizzato alcuni anni fa dalla controversa azienda Hacking Team per scaricare trojan sui computer. Da tempo, Hacking Team è sottoposta a critiche per la vendita di software dannosi a regimi autoritari, tramite i quali tali governi spiano avversari politici o difensori dei diritti umani. Nonostante la considerevole somiglianza, gli analisti non hanno prove fondate per affermare che l’attuale exploit sia stato sviluppato dalla stessa Hacking Team. La buona notizia? I clienti G DATA sono protetti: ExploitProtection riconosce l’attacco senza problemi.

Ormai decisa la fine di Adobe Flash

Sempre sotto le luci della ribalta per le gravi vulnerabilità che caratterizzano Adobe Flash, ci si chiede inevitabilmente quando verrà ritirato. Con HTML5 esiste già un’alternativa non solo più veloce, ma anche più sicura. Per questo motivo Adobe ha già annunciato la fine del supporto di Flash per il 2020. In questo modo si chiude sicuramente una porta ai cybercriminali. Un sollievo purtroppo solo momentaneo. Anche gli hacker sfruttano già ora strategie alternative per infettare i computer tramite applicazioni malevole.

I Robin , Fammi volare


Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

in radio il primo singolo del duo. Un brano che affronta una vera storia di bullismo

Il brano Fammi volare parla di una storia vera, di bullismo, quello che si innesca nelle parole crude dei leoni da tastiera, quello con cui tutti gli adolescenti più deboli ogni giorno combattono entrando nei loro canali social. Parla della voglia di realizzare i propri sogni che però svaniscono a causa di un dito puntato contro; della voglia di potersi sfogare con la persona più importante della vita, una madre, ma si ha paura che possa soffrire per il proprio male e quindi si preferisce scrivere tutto in un diario.
Non si deve impedire a nessuno di provare a realizzare i propri sogni né tantomeno a lasciarli chiusi in un cassetto. “Mai, un cuore può restare chiuso in gabbia… MAI!”

Il duo Robin è composto da Antonino e Pasquale.

Antonino nato a Taranto, si avvicina alla musica fin da bambino partecipando alle selezioni dello zecchino d’oro e prendendo parte a cori ecclesiastici. In seguito entra a far parte come frontman di due cover band (MODA’, MUSE). Il percorso si arricchisce nell’ambito del musical prendendo parte nei panni di Benvolio nella rivisitazione in chiave rock del ROMEO E GIULIETTA.

Pasquale nato a Matera, cresciuto a Gravina in Puglia. Amante dell’arte in generale scrive la sua prima canzone a 15 anni usando una chitarra e delle pentole come batteria registrando il tutto su una musicassetta. Col passare degli anni continua a scrivere canzoni e conservandole nel cassetto per dedicarsi ad un’altra arte, quella della danza, dove trova molte soddisfazioni lavorative. Nel 2014 conosce Antonino durante la produzione di un musical, dove debutta come cantante. Decide di far ascoltare i suoi brani ad Antonino e di farli cantare in diversi concorsi, riscontrando pareri positivi dalle giurie e ricevendo premi della critica e podio in classifica.
Nel 2018 durante le prove di un brano inedito, Pasquale decide di cantarlo insieme ad Antonino così per gioco e da lì nascono i Robin.

Essendo Pasquale un grande fan di Cesare Cremonini, l’idea del nome Robin nasce ascoltando una delle sue canzoni “Nessuno vuole essere Robin”. In questa canzone l’uomo si ostina a voler essere protagonista e a doversi comportare in un certo modo, quello imposto dalla società, come se fosse un copione, indossando una maschera, senza mai ammettere delle volte, di essere inadeguati, di essere soli.
Una frase dalla canzone dice “Ti sei accorta anche tu che in questo mondo di eroi nessuno vuole essere Robin”, noi siamo pronti ad essere Robin e a far uscire tutte le nostre fragilità, delusioni ed emozioni, senza aver paura di sbagliare perché non siamo invincibili.

Le influenze musicali sono differenti, Pasquale è amante della musica italiana, Cesare Cremonini, Carmen Consoli, Tiziano Ferro, Fiorella Mannoia, Franco Battiato ecc… Antonino invece, è influenzato dalle musicalità anni ‘80 quali i Toto, Duran Duran, Dead or Alive, Sandra ecc…

https://www.facebook.com/robin.official.ita

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Boom per Miami meets Milano: quasi 1000 visitatori al giorno

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Grandissima affluenza per la mostra Miami meetsMilano che si è tenuta dal 5 al9 dicembre 2018 durante Art Basel, una delle fiere d’arte più importanti al mondo, presso l’esclusivo Victor Hotel, in Ocean Drive a Miami,un innovativo spazio espositivo, nel cuore della città.

La mostra, ideata e organizzata dal manager di noti personaggi Salvo Nugnes, ha chiuso ieri col botto:tra coloro che hanno ammirato le opere c’erano molti amanti dell’arte osemplicemente curiosi provenienti da tutto il mondo. Durante il weekend hannovisitato l’esposizione collezionisti d’arte, imprenditori, giornalisti e vipche si sono prestati ai numerosi selfie, regalando molti autografi.

I capolavori esposti sono stati davvero tanti e hanno spaziato dalle opere degliartisti della scuderia di Spoleto Arte di Vittorio Sgarbi alle opere degliartisti storicizzati, come Alighiero Boetti, Renato Guttuso, Marco Lodola –questi due molto apprezzati –, Gino De Dominicis e molti altri.

Durante il vernissage erano presenti il prof. AlbertoD’Atanasio, direttore del Premio Modigliani, e Valentina Orlando,scrittrice e giornalista che con la sua voce ha accompagnato, in veste canoraquesta volta, la frizzante serata. In visita anche Eduardo Pastrana,ballerino vincitore della versione americana di Ballando con le Stelle, AlexanderDiaz Gonzalez, famoso cantante cubano e Rolando Polo, tenore di famainternazionale.

La mostra ha inoltre i contributi del direttore generale del Ministero degli Affari Esteri, del console italiano a Miami, del presidente della Regione Lombardia, del sindaco di Milano e di Miami Beach, che si è espresso in maniera favorevole in merito all’evento. Si citano inoltre anche il prof. Vittorio Sgarbi, l’artista José Dalì, figlio di Salvador Dalì, Roberto Villa di Casa della Fotografia, qui anche espositore, e Antonietta Di Vizia della RAI.

Per maggiori informazioni èpossibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a org@spoletoarte.it oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

Francesco Curci – Non lasciarmi, il regalo di Natale 2018

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

Si intitola Non lasciarmi il brano inedito che Francesco Curci regala al pubblico per questo Natale 2018, disponibile in digital download e streaming dall’8 dicembre. Una canzone tenuta nel cassetto per molto tempo, di cui l’artista firma musica e testo, che racconta il dolore spesso provocato dal distacco da una persona che abbiamo amato, distacco «non solo fisico», ma anche «emotivo», perché «le relazioni iniziano e finiscono, ci si separa, ci si allontana, ma i ricordi restano indelebili dentro di noi, belli o brutti che siano».
Quale miglior occasione se non il Natale per lanciare un brano come questo: «Il Natale non è solo un momento di gioia, di euforia, ma anche di bilanci, di resa dei conti» ha dichiarato l’artista.
Una ballata tenera e nostalgica, a tratti struggente, che si muove su sonorità r’n’b/soul ed un sound anni ’60 classico ma contemporaneo.
«È stato un modo per ingannare l’attesa dei nuovi progetti che vedranno la luce il prossimo anno, una decisione presa in accordo con la mia casa discografica, un regalo per chi ha la pazienza di aspettarmi».
Non un nuovo singolo, dunque, che uscirà invece il prossimo anno, ma un progetto a sé, un omaggio, che accompagnerà le vacanze natalizie di tutti coloro che vorranno inondare i propri cuori d’amore. Impossibile non innamorarsene!

Cantautore e scrittore, Francesco Curci si affaccia al mondo della musica sin da bambino. Studia canto e pianoforte e partecipa e numerose kermesse nazionali. Nel 2013 vince il Premio della Critica “Miglior brano radiofonico” al Festival Estivo di Piombino con il brano Capirai, che resta stabile per un mese nella top ten della Absolute Beginners Radio Airplay Chat, la classifica dei brani più trasmessi dalle emittenti radiofoniche degli artisti emergenti italiani. Pubblica il romanzo La vita tra le dita e nel 2014 vince il Premio Letterario Internazionale città di Arona G.V.O.Z. con il racconto Volare. A gennaio 2018 pubblica il suo nuovo singolo, La gente che piace, e nell’estate firma un contratto di esclusiva discografica ed editoriale con Show in Action, con cui è attualmente a lavoro sul suo album di debutto. È laureato in Lettere Moderne e specializzato in Informazione, Editoria e Giornalismo.

Ascolta “Non Lasciarmi” su Spotify:
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Al Teatro Bianconi spazio ai giovani talenti della Scuola delle Arti

Scritto da Teatro Bianconi il . Pubblicato in Teatro

Carbognano, 9 dicembre 2018:  Come ultimo spettacolo prima della pausa festiva, la Direzione del Teatro Bianconi ha scelto di dare spazio ai suoi giovani talenti che, sotto la guida di Sergio Urbani, frequentano il corso di recitazione della Scuola delle Arti del Teatro. Eccoli allora protagonisti dell’appuntamento,fuori abbonamento, fissato per domenica 16 dicembre alle ore 17:30 con Lo spettacolo della verità (che non si dice)” di Pier Paolo Pasolini con la regia dello stesso Sergio Urbani.

Lo spettacolo è liberamente tratto dal cortometraggio “Che cosa sono le nuvole?” del 1968 di Pierpaolo Pasolini. Il riadattamento riprende la sceneggiatura originale ed integrale del corto (che dura soli 20 minuti), aggiungendo anche le scene tagliate e non inserite da Pasolini nella fase di montaggio e la sviluppa aggiungendo una seconda parte di ispirazione pasoliniana del tutto inedita dal punto di vista teatrale.

L’opera “Che cosa sono le nuvole?” è un’ispirata allegoria sulla vita attraverso la proposizione in chiave delicatamente surreale della tragedia shakespeariana Otello, in cui Jago , che architetta alle spalle dell’ingenuo Otello, il falso tradimento di Desdemona con Cassio, si vanta con il pubblico della propria perfidia.

Pasolini mostra il doppio livello della messa in scena: da una parte la tragedia rappresentata dai burattini-personaggi, gestiti e animati dalla burattinaia, dall’altra la prospettiva secondo la quale lo spettatore sarebbe in realtà falsamente privilegiato, non potendo vedere, percepire o ascoltare i dialoghi e i reali caratteri dei burattini-attori che si mostrano solo fuori dalla scena mostrando solo lì le sfumature segrete della loro reale personalità e dei loro veri intenti.Per informazioni e prenotazioni basta visitare la pagina Facebook del Teatro Bianconi o il sito internet www.teatrobianconi.it oppure telefonare al 340.1045098

Capodanno a Bologna per un 2019 indimenticabile!

Scritto da pivari il . Pubblicato in Lifestyle, Locale

Quando arrivano le vacanze di Natale è bello andare a sciare, è bello andare al caldo, è bello uscire dalla solita routine ma per Capodanno no!
Capodanno va trascorso in città, va trascorso con gli amici, va trascorso con e tra gangsters e pupe!
Un Capodanno Bologna 2019 indimenticabile solo Qubò potrà offrirtelo in pieno centro. Un locale raffinato e nello stesso tempo un locale dal divertimento sfrenato, un luogo dove lasciarti alle spalle senza rimpianti il 2018 per proiettarti con gioia divertendoti nel 2019.
The Great Gasby è uno dei migliori libri della letteratura americana e soprattutto un tema di Capodanno collaudato.
L’epoca del jazz, dei gangsters e delle pupe, dei mitragliatori, del sigaro, dei cappelli a tesa larga Borsalino e delle pagliette, delle cicatrici, del proibizionismo e degli eccessi, delle grandi bevute, del charleston, delle piume e dei boa, delle giarrettiere, dei lustrini e dei gessati, …
Un dopoguerra dove si voleva dimenticare con un’epoca di “eccessi” e di divertimenti sfrenati.
Le atmosfere create nei testi delle canzoni di Fred Buscaglione.
Qubò ti farà sprofondare in questo magico periodo facendoti assaporare solo i PRO!

Qubò
vicolo Sampieri, 3 – Bologna
Telefono 3664383580 // 3348275990
www.capodanno.bologna.it