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Spoleto: l’emozionante cerimonia del Premio Modigliani e il via alla mostra

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

“L’attesa è stata premiata”, mai detto ha calzato meglio quanto è avvenuto a Spoleto in via Arco di Druso 37, sabato 13 ottobre. Proprio qui, a Palazzo Leti Sansi, è stato conferito il prestigioso Premio Modigliani agli artisti selezionati, le cui creazioni rimarranno in esposizione nella storica location del Seicento fino al 10 novembre.

L’evento, organizzato dal manager della cultura e presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes, ha visto la partecipazione del direttore del Premio Modigliani Alberto D’Atanasio, dell’artista José Dalí, figlio di Salvador Dalí, del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, di Antonietta Di Vizia della Rai e di Silvia Casarin Rizzolo, direttore d’orchestra del Teatro La Fenice. Ma anche dello scrittore Alfonso Marchese, giornalista e scrittore che ha lavorato con Carlo Verdone per molti anni, del sindaco e presidente del Festival dei Due Mondi Umberto De Augustinis e Ada Urbani, l’assessore alla cultura.

Alla mostra è andato inoltre il contributo video dei critici Vittorio Sgarbi e Philippe Daverio.

Si può leggere questa dicitura sulle pergamene che sono state conferite il giorno del vernissage: “La selezione della sua opera per questo Premio attesta il suo prezioso contributo al mondo dell’arte e la sua spiccata personalità stilistica. Ci complimentiamo per il talento dimostrato e per le notevoli capacità comunicative manifestate”. I lavori degli artisti che sono stati riconosciuti spaziano dal figurativo all’astratto, dal pittorico allo scultoreo, sino alla scrittura, segno che questa scelta ha voluto fare il punto sull’arte cogliendone varie sfaccettature a partire da un ampio spettro.

Ecco la lista dei premiati, in mostra fino al 10 novembre: Anna Actis Caporale, Milena Aere, Nicoletta Alvisini, Manuela Andreoli, Raiquen Arduini, Vincenzo Armato, Michal Ashkenasi, Graziano Baster, Simona Battistelli, Giuseppe Borrello, Maria Brunaccini, Andrea Calabrò, Margherita Casadei, Maria Cavaggioni, Sergio Cavallerin, Rosanna Cecchet, Domenico Cialone, Athena Ciarletti, Mariesa Ciullo, Mauro Cominoli, Antonino Conti, Alessandro Cosentino, Claudia Crestani, Marina Crisafio, Guy De Jong, Simona De Maira, Pietro De Simone, Rina Del Bono, Anna Di Francesco, Max Di Gioia, Daniele Digiuni, Mirta Diminić, Italo Duranti, Salvatrice Ferlisi, Giuseppe Ferraiuolo, Stefania Fietta, Francesca Fiore, Rossella Fiorotto, Calogero Franco, Giuseppe Fratantonio, Jacqueline Gallicot Madar, Gian Genta, Lena Gentile, Stefano Guadagnoli, Stephanie Holznecht, Mariarita Ioannacci, Samer Kassem, Joanna Dominika Krawczyk, Maria Elisa Loletti, Sonia Lucatello, Rosetta Luzzi, Adriana Mallano, Angiolina Marchese, Federica Marin, Mario Mattei, Andreas McMuller, Vittorino Morari, Susanna Murgia, Päivyt Niemeläinen, Giuseppe Oliva, Silvano Ottaviani, Lucio Palumbo, Giovanni Pelini, Graziano Peretti, Giuditta Petrini, Gabriella Pettinato, Nicola Pica, Stefano Pignato, Gesuino Pinna, Cristina Pipan, Bina Pranteda, Luigi Prevedel, Maura Rogante, Antonella Rollo, Alessia Rosati, Gisella Rosmini, Rolando Rovati, Claudia Salvadori, Gino Sambucco, Angela Sarnataro, Elisa Scuccimarra, Elettra Spalla Pizzorno, Albertino Spina, Antonio Spitaletta, Fredericha Taccari Taira, Valeria G. Toderini, Enrico Tomassi, Carla Tomatis, Luciano Tonello, Barbara Trani, Maria Turra, Giovanna Valli, Sergio Valota, Diego Venanzi, Gabriella Ventavoli, Carla Virgili, Rita Vitaloni e Maria Grazia Zanetti.

Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, scrivere a org@soletoarte.it oppure visitare il sito www.spoletoarte.it.

GAUDATS JUNK BAND FEAT. EFFENBERG “ECONOMIA CIRCOLARE” dall’iniziativa lanciata da Elio e le Storie Tese per Legambiente nasce il brano volto alla sensibilizzazione del nostro ecosistema

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

La band da sempre legata alla sostenibilità ambientale e il cantautore italiano nascente accolgono il progetto “Canzone Circolare” dando vita ad un singolo che racconta, alimenta e promuove il concetto di “economia circolare”.

Salvini, Cr7 e una nonna ecologica sono solo alcune delle immagini che animano il mondo per niente incantato del brano “Economia Circolare”.

Scrivere una canzone sull’ambiente è stata la sfida che la Gaudats Junk Band (gruppo che porta avanti attraverso la musica una campagna di sensibilizzazione sulla salvaguardia dell’ambiente e il riciclo dei materiali) ha lanciato al cantautore Effenberg (autore e voce della canzone).

Una sfida che nasce dal progetto presentato dagli Elio e le Storie Tese, insieme al presidente e al direttore di Legambiente, Stefano Ciafani e Giorgio Zampetti, e ideato dall’agenzia creativa Kfield-Ideificio. Il tutto è nato per raccontare plasticamente e attraverso la musica cosa vuol dire l’economia circolare. Il gruppo milanese degli Elio, al termine della realizzazione della loro “Canzone Circolare”, ha lanciato l’appello a tutti i colleghi musicisti incitandoli a riprendere le ultime note del brano e crearne uno nuovo, appello che è stato appunto colto, fra gli altri, dalla Gaudats Junk Band ed Effenberg e che ha dato vita alla canzone “Economia circolare”.

Con l’economia circolare si vuole passare dalla linea al cerchio: da un modello economico lineare basato su “produci/consuma/getta via” destinato a scontrarsi con la limitatezza delle risorse naturali, gli impatti ambientali e la gestione sempre più problematica di quantità sempre più grandi di rifiuti, a un altro – quello circolare appunto – rigenerativo e ricostitutivo nel quale il cerchio si chiude.

Daniele Guidotti alias Gaudats è il fondatore del progetto nonché inventore degli strumenti nati da materiale di riciclo con cui la band si esibisce in tutto il territorio.

Oltre a Gaudats e agli istrionici musicisti della Junk Band, meritano una menzione speciale Marco Bachi (Bandabardò) che accompagna la band fin dai suoi esordi con il suo basso tanica, e Rick Hutton, voce e volto storico di Video Music.  

GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE:

AUTOPRODUZIONE

RADIO DATE: 25 settembre 2018

Testo e musica: Effenberg

Prodotta e arrangiata da Paolo Sodini, Emmanuele Modestino e Effenberg

Mixata da Giovanni Gasparini presso lo studio Larione 10 Firenze

Masterizzata da Giovanni Versari presso lo studio La Maestà 

Registrata esclusivamente con strumenti Junk

BIO

Effenberg, pseudonimo di Stefano Pomponi, è un cantautore italiano. Nel 2015 produce il suo primo disco, intitolato “Piazza Affari Chiude in Calo”, suonato in vari concerti in giro per la penisola ma mai stampato né distribuito digitalmente per decisione dell’autore. Effenberg continua a scrivere ed il 26 maggio 2017 esce per Abuzz Supreme “Elefanti per Cena”.

Il disco riscuote fin da subito critiche positive da parte della stampa e dagli addetti ai lavori, il 9 giugno 2017 viene presentato in anteprima per il sito Rolling Stone il video del suo secondo singolo, intitolato proprio “Elefanti per Cena”. Sempre nello stesso mese Rockit.it decide di inserire il brano nella compilation mensile. Effenberg inizia a muoversi in tutta Italia e oltre, apre il concerto di Dente a Parigi presso L’Alimentation Generale e viene selezionato tra oltre 400 artisti per il “Premio Buscaglione” e tra oltre 1000 per il concorso 1mnext.

Nel 2018 i brani “Elefanti Per Cena” e “Non Mi Riparo Mai”, vengono sincronizzati per il nuovo film di Valerio Mieli, intitolato “Ricordi?”, vincitore del premio del pubblico BNL alle giornate degli autori del Festival Del Cinema Di Venezia. In continua evoluzione, attualmente sta terminando la registrazione del suo prossimo disco.

La Gaudats Junk Band è una formazione che ha come principio la sostenibilità ambientale: una band che realizza e utilizza esclusivamente strumenti costruiti con materiale di riciclo.

L’idea nasce nel 2014 quando Daniele Guidotti (dal soprannome storico “Gaudats”) unisce le sue competenze musicali a quelle artigiane e attraverso il recupero di cassette per vino, oggetti in plastica, pentole e vario materiale destinato alla discarica, costruisce chitarre, tubofoni, bassi, sassofoni e batterie, per dare il via ad un progetto musicale che gli permette di implementare la sua personale sensibilità verso il tema dell’ambiente e della sua salvaguardia, sviluppata nel tempo attraverso letture e seminari sull’argomento.

Aiutato e sostenuto dai suoi amici musicisti (tra cui Marco Bachi della Bandabardò e Rick Hutton, volto storico di Video Music) dà il via a questo progetto musicale con un repertorio di canzoni che spazia dal funk al soul, dal reggae al pop. Il progetto riceve subito attenzione da parte di varie istituzioni ambientali, così la band inizia a suonare per tutta la penisola, condividendo con il grande pubblico la loro etica ed il loro sound originale.

Nel dicembre 2015 esce il loro primo disco: “Gaudats Junk Band”; una collezione di brani famosi rivisitati e adattati alle sonorità “junk”, interamente autoprodotto e confezionato con packaging di cartone riciclato.

Tra il 2015 ed il 2018 la band calca numerosi palchi, tra cui il 1° Maggio a Roma (insieme alla Bandabardò), Festambiente di Rispescia, il Lucca Summer Festival ed il Porretta Soul Festival. Numerose anche le partecipazioni in radio, tra cui Radio Rock, Controradio, Rai Radio 1 (King Kong), interviste e partecipazioni televisive: Rai 3, RTV38 (Risorse) ed interventi ad importanti manifestazioni come Goletta Verde di Legambiente, Bass Europe 2018. Parallelamente al progetto musicale, dal 2015 alcuni componenti della band portano avanti un progetto didattico nelle scuole e nei vari istituti di formazione d’Italia, nel quale insegnano l’etica del riciclo ed i rudimenti della musica in maniera originale e creativa. La grande richiesta di partecipazione a questi corsi, porta Daniele Guidotti e Marco Bachi ad aprire a Lucca nel settembre 2017 (in collaborazione con altre associazioni) un centro di educazione al riuso: Grossomodo, dove si tengono laboratori e seminari improntati sul riciclo creativo. Attualmente la band sta collaborando con vari artisti tra cui Effenberg, con il quale ha appena realizzato il singolo “Economia circolare” che partecipa all’iniziativa di Legambiente “Canzone Circolare”.

Contatti e social

CANZONE CIRCOLARE https://canzonecircolare.legambiente.it/

GJB

Sito www.gaudats.it
Canale youtube www.youtube.com/channel/UCoui8qTBvN7nVyUcEU8zJmQ
FB www.facebook.com/GaudatsJunkBand/

IG www.instagram.com/gaudatsjunkband/

Spootify http://open.spotify.com/artist/2BmUI5lC0hoH6P974SNN3v 

Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCuz7CO9bEo4B2S2L_xyvxXQ

EFFENBERG

Spootify: http://open.spotify.com/artist/2BmUI5lC0hoH6P974SNN3v 

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Equilibrium Detox Retreat A La Thuile dal 18 al 25 Novembre, presso l’Hotel Chalet Eden con la speciale partecipazione dello chef Simone Salvini, pioniere italiano dell’alta cucina naturale

Scritto da HALO COMUNICAZIONE il . Pubblicato in Aziende, Beauty & Wellness, Turismo

“Take care of your body. It’s the only place you have to live.” Questo è lo slogan di Equilibrium, un progetto che nasce dall’intenzione di portare alla consapevolezza che l’equilibrio del corpo e della mente è il primo passo verso la salute. Sette giorni Detox nei quali dedicare del tempo solo a sé stessi. Un programma personalizzato che include una combinazione di pasti detox, estratti, yoga, pranayama (respirazioni), meditazione, terapia somato-emozionale e cranio-sacrale.

Equilibrium Detox Retreat si svolgerà a La Thuile dal 18 al 25 novembre 2018, presso l’Hotel Chalet Eden di La Thuile, in Valle d’Aosta.

Immerso nella natura, questo ecohotel è la destinazione ideale per il relax e il ringiovanimento. Un rifugio sereno per nutrire il completo benessere di spirito mente e corpo, un luogo speciale, dove la ricerca di colori, materiali, tessuti e complementi d’arredo donano ad ogni camera un’atmosfera incantevole, intima e accogliente ma, allo stesso tempo, esaltano la vocazione naturale dell’hotel.

Perché è importante questo programma detossinante? Le tossine sono una presenza molto sgradita per l’organismo, che diventa veramente dannosa per la salute, quando il loro quantitativo supera la capacità fisiologica di espulsione delle stesse. Questo surplus di tossine crea le basi per molte patologie.

La settimana disintossicante costituisce pertanto una buona alternativa per poter liberare l’organismo da tossine e sostanze nocive, e anche un modo per rigenerare la mente e sentirsi meglio.

Equilibrium Detox Retreat offre un approccio olistico alla persona e al benessere attraverso un programma Detox personalizzato, studiato dalla dottoressa Grace Mason sulla base di un’accurata valutazione dell’anamnesi di ogni soggetto. Il programma prevede: una sessione di yoga, guidata dall’insegnate Céline Raclot, il lavaggio totale del tratto digerente (Shankprankshalan), il lavoro emozionale per la comprensione e risoluzione dello stress e la terapia cranio-sacrale. Il tutto combinato a gustosi alimenti e succhi a base vegetale.

Negli ultimi tre giorni della settimana disintossicante il famoso chef Simone Salvini, pioniere italiano dell’alta cucina naturale, sarà presente per accompagnare gli ospiti in un percorso di profonda conoscenza e consapevolezza di come nutrirsi in modo sano. Partendo dal concetto che il cibo è medicina e, in totale sintonia con il programma Detox, lo chef proporrà ai partecipanti menu speciali che conciliano il benessere con il gusto, condividendo le sue ricette, con l’obiettivo di aiutare le persone a rimanere vibranti e in salute.

Per informazioni www.chaleteden.it

Personale di Vincenzo Cossari alla Milano Art Gallery: l’intervista al Maestro

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Incuriositi dalla sua ultima produzione, che giunge a un’esigenza materica sempre più marcata, abbiamo posto alcune domande al Maestro Vincenzo Cossari. L’artista esporrà dal 9 al 29 novembre alla Milano Art Gallery in via Alessi 11, a Milano. L’esposizione, organizzata dal manager della cultura e direttore delle Milano Art Gallery Salvo Nugnes, intitolata Le impronte del tempo, sarà inaugurata proprio venerdì 9 novembre alle 18. L’interesse che suscita in noi e nel pubblico è tale da invitarci a conoscerlo più approfonditamente.

Signor Cossari, come e quando nasce la sua passione per l’arte?

La passione per l’arte nasce già al tempo della scuola, in prima elementare, quando lavoravo la creta e disegnavo su cartoni e tavole che trovavo nei vecchi pollai.

E come si è evoluto il suo percorso negli anni?

Questo lo lascio giudicare alla gente osservando il mio lavoro.

Giustamente, e forse sarà sufficiente ricordare che sua carriera espositiva è molto ricca e internazionale per capirne la portata. Ci dica almeno qual è l’evento che considera più importante…

Per me non c’è un evento più importante dell’altro perché mi concentro sul mio lavoro, che è la cosa che più mi coinvolge.

Esattamente un anno fa ha esposto a Biennale Milano. Una mostra che è stata ampiamente pubblicizzata dai media. Le sue opere sono apparse durante vari servizi televisivi del TgCom, di Mediaset, su «Il Giornale», «Panorama», ecc. Ci fa una riflessione su questa esposizione?

Devo dirle con sincerità: era qualcosa di diverso rispetto alla Biennale di Venezia. Lo spazio e l’opportunità riservati alle donne artiste mi ha colpito a tal punto che non posso non fare i complimenti all’intera organizzazione.

A cosa si ispira invece il titolo della mostra che inaugurerà alla Milano Art Gallery a Milano?

Ad essere più attenti e rispettosi dell’ambiente e di quello che succede nel mondo.

E com’è nata la collaborazione col direttore della galleria Salvo Nugnes?

La nostra collaborazione ha inizio con un’esposizione a Roma. Da allora è nata una bella amicizia.

Quale sarà l’opera più rappresentativa in esposizione?

Non c’è un’opera più rappresentativa rispetto alle altre.

C’è qualche artista in particolare al quale si ispira o la sua arte viene da sé?

Nessuno. La mia arte viene da dentro.

Quali sono i suoi futuri progetti per la sua ricerca artistica e sperimentale?

Nessun progetto, ma lavorare, lavorare sempre. Questa è la mia ricerca artistica.

Come pensa si possa educare all’arte le nuove generazioni?

Ponendole al centro del progetto. Purtroppo la situazione non è delle migliori, ma dico ai giovani questo: «Entrateci dentro».

Intervista Sergio Alberti: Dubai e le sue opportunità di investimento immobiliare

Scritto da SergioAlbertiRealEstate il . Pubblicato in Affari, Casa e Giardino, Economia

Dubai e gli Emirati Arabi Uniti si presentano come una valida e importante meta per gli investimenti immobiliari; sicurezza, pagamenti garantiti, ordine e pulizia, ne fanno un luogo unico al mondo per opportunità di business e ritorni economici vantaggiosi. Ne parliamo con Sergio Alberti Real Estate.

Sergio Alberti, esperto consulente nel settore del real estate, lavora da anni nel mercato immobiliare degli UAE, con focus su Dubai. La città, da anni in forte sviluppo, ha tutte le carte in regola per attirare persone interessate a investire il proprio denaro in questa metropoli cosmopolita; ma come fare perché tutto vada al meglio e come trovare l’opportunità migliore?

Sergio Alberti, come è nata, e quando, la sua passione per il mercato immobiliare?

Sono consulente immobiliare da sempre, da quando, nel lontano 1984, poco più che ventenne, giravo in bicicletta per Torino cercando i cartelli VENDESI attaccati alle abitazioni.

L’interesse per questa attività nacque proprio in quel momento, dalla possibilità di scovare un buon affare e di proporlo a chi avrebbe potuto acquistarlo: avevo scoperto la passione della mia vita.

Nel 2015, dopo oltre 30 anni di attività, arriva un secondo importante cambiamento; la decisione di seguire il settore del Real Estate di lusso; ville d’epoca, palazzi storici, hotel, tenute agricole in tutta Italia, specializzandomi, principalmente, nelle Ville Venete, negli immobili e hotel di pregio, nelle location italiane più rilevanti e note, come Venezia, Roma, Milano, Firenze, Torino, Sardegna e Portofino.

E, nel 2016, si è compiuta la terza grande svolta; il mercato immobiliare estero, ricevendo mandato, in qualità di advisor, per alcune delle più importanti Società immobiliari di Dubai, a cui si aggiungono varie collaborazioni internazionali per la vendita di proprietà a San Francisco, Londra e alle Canarie.

Così è nata Sergio Alberti Real Estate.

Ho sempre operato, in qualsiasi parte del mondo, secondo un criterio di ricerca e analisi puntuale e approfondito, proponendo in vendita solo gli immobili ritenuti interessanti per le loro caratteristiche.

Uno dei miei focus è Dubai, appunto, e non passa mese che io non soggiorni lì per almeno 10 giorni, per scoprire e selezionare tutti i migliori investimenti e opportunità per i miei clienti e per chi voglia avvicinarsi a questo mercato in vivace espansione.

Faccio sopralluoghi direttamente sui cantieri e raccolgo dati e analisi dai Costruttori per proporre location eccellenti al prezzo più vantaggioso.

Dubai è un luogo spettacolare e una metropoli in forte sviluppo, come ha scoperto questa incredibile città e come mai ne è rimasto affascinato?

Ho scoperto Dubai, possiamo dire, per una serie di casualità e subito ha acceso il mio interesse. Stanco, dopo oltre 30 anni, del mercato immobiliare italiano, con tutte le difficoltà a esso inerenti, ho seguito il mio istinto di cambiamento, quella voglia di esplorare nuovi mondi. Dubai ha rappresentato, e rappresenta per me, il Futuro; testimonia come si possa lavorare con una burocrazia snella e ridotta al minimo, come ci possano ancora essere buone opportunità di business e di guadagno nel settore e nel mondo.

I processi di acquisto sono semplificati al massimo; a Dubai, con un semplice acconto, si ferma l’appartamento che interessa e poi si procede a fare dei versamenti scadenzati che possono, a seconda del piano di acquisto offerto dal costruttore, arrivare al saldo dopo 3/5 anni.

Ma il bello è che, innanzitutto, i soldi degli anticipi sono versati su un conto governativo (Escrow Account) che garantisce l’importo anche nell’ipotetico caso di fallimento del Developer, e che si può entrare in possesso del bene, in alcuni casi, prima di averlo saldato interamente.

Questo è un grande vantaggio, poiché, visti gli alti rendimenti (7-8% annuo), l’appartamento inizia a fruttare ancora prima del saldo, a volte uno o due anni prima.

Gli Emirati Arabi Uniti e, in special modo Dubai, attirano imprenditori e investimenti da tutto il mond;, quali sono le prerogative di questi luoghi e qual è il livello di qualità della vita?

Le prerogative di Dubai sono quelle di un Paese che, in pochi decenni, ha saputo trasformarsi come nessun altro paese al mondo. Un Paese che è cresciuto, dando priorità alla sicurezza e all’apertura verso le altre Nazioni, con una qualità della vita decisamente elevata. La creazione di un hub aeroportuale, tra i primi al mondo, ha richiamato molti investitori esteri e, oggi, multinazionali di ogni settore hanno un’importante sede a Dubai.

Il porto di Jebel Ali, uno dei maggiori del Medio Oriente, ha una florida free zone che si sta dimostrando punto di incontro ideale per lo stoccaggio e la distribuzione delle merci verso il mercato medio orientale e viene utilizzato da importanti Società provenienti da tutto il mondo.

Importante e massiccio è stato lo sviluppo del settore immobiliare e delle costruzioni. Oggi, Dubai ha un mercato immobiliare, a dispetto del suo sviluppo, che vede prezzi molto bassi e, in considerazione della continua e importante crescita, prevista in questo Paese nei prossimi 10-15 anni, partendo dall’Expo del 2020, si prevede che i valori degli immobili possano aumentare di molto.

Per questo ho deciso di puntare su questo mercato immobiliare e proporlo agli investitori italiani. Anche (e soprattutto) perché il Governo di Dubai ha istituito delle agevolazioni e delle norme di garanzia per gli investitori, oserei dire, uniche al mondo; basti pensare agli acconti garantiti per chi acquista un immobile in corso di costruzione, ai pochi costi per la intestazione dell’immobile stesso, alle dilazioni di pagamento o alla possibilità di ottenere un mutuo sino al 50% del prezzo della casa, anche per i non residenti. Da sottolineare sono le importanti agevolazioni per chi vuole costituire Società operative a Dubai, dove, infatti, non esistono tasse sulla persona fisica e nemmeno sulle aziende, l’iva è al 5% per le transazioni interne e, inoltre, viene concessa la residenza per 2-3 anni rinnovabile a chi registra un’Attività negli UAE.

Una vera e propria politica Business oriented, sostenuta con grande fermezza da tutto il Governo emiratino.

Come si presenta il mercato immobiliare di Dubai?

Il mercato immobiliare di Dubai possiede, naturalmente, alcune caratteristiche simili per tutti i Paesi; come la legge della domanda e dell’offerta o come la selezione tra zone più interessanti e zone meno interessanti. Ci sono, però, degli altri aspetti particolari che rendono il mercato immobiliare di Dubai unico al mondo. Infatti, non esistono solamente quartieri o aree della città come siamo abituati a vedere in Italia; lì si possono vedere zone originali e spettacolari che fanno di Dubai un esempio di sviluppo edilizio ed economico tra i migliori al mondo. Esistono zone come Dubai Marina, la Palma, le aree attorno al Burj Khalifa, e cioè Down Town e Business Bay, e poi la nuova città dello Sceicco. Quest’ultima è un progetto spettacolare che si trova proprio adiacente al centro e che, al suo interno, vede un’enorme laguna artificiale, dotata di una vera e propria spiaggia; ma non solo, sono stati edificati interi quartieri residenziali di grande eleganza e bellezza all’interno dei campi da golf, insomma, una serie di unicità che rendono questo mercato assai appetibile, specie considerando che i prezzi oscillano dai 2.000 ai 5.000 euro/mq. il tutto abbinato, come detto sopra, alle garanzie sugli acconti versati e alle modalità di pagamento dilazionato, rendendo molto interessante investire a Dubai, specie considerando che i redditi da locazione si assestano mediamente sul 7-8% su base annua.

Per dare la cifra dello sviluppo del mercato immobiliare a Dubai, basti pensare che i Centri di Servizio del Land Department (DLD) hanno supportato oltre 39.000 investitori per un totale di 131 miliardi di AED nei primi otto mesi dell’anno.

Mentre il numero di transazioni registrate tra il 1 ° gennaio e il 31 agosto 2018 ammontava a 42.000 unità. Di queste, 24.000 erano transazioni relative al trasferimento di proprietà, mentre 18.000 erano servizi agli investitori.

Quali sono i vantaggi di investire il proprio capitale in questo Paese?

Molti sono i vantaggi nell’investire a Dubai: prezzi bassi, pagamenti dilazionati con acconti garantiti, location lussuose e molto ben edificate, ottimi rendimenti da locazione, previsione di una buona rivalutazione dei prezzi, possibilità di portare la residenza a Dubai acquistando un immobile da circa 235 mila euro, zero tasse e iva al 5%.

Ma l’aspetto, secondo me, più interessante, quell’aspetto che mi ha fatto innamorare di Dubai e che da quel valore aggiunto all’investimento immobiliare, e pochi luoghi al mondo possiedono, è la sicurezza.

Infatti, si può circolare per le strade senza timore che accada nulla, così come possiamo vedere l’estrema pulizia delle strade e dei luoghi pubblici.

Inoltre, sapere che persone di oltre 200 nazioni da tutto il mondo vivono e convivono a Dubai, in totale rispetto e serenità, regala sensazioni uniche.

Questi sono elementi fondamentali anche nella scelta dell’investimento immobiliare (e non solo), sono elementi che non possono essere inseriti in una ipotetica perizia di stima di un immobile, eppure esistono, sono palpabili e regalano all’immobile stesso un valore aggiunto non indifferente.

Anche la consapevolezza di conoscere che cosa succederà a Dubai nei prossimi 10-15 anni, dove sono previsti investimenti incredibili in infrastrutture con ampio uso di sistemi di energie alternative, esprime al massimo come questo Paese, da sempre, abbia voglia di crescere, di progredire, di operare sempre con un criterio di avanguardia totale.

Il piano amministrativo del Governo prevede uno sviluppo che arriva, ad oggi, fino al 2070; la pace, la crescita economica e culturale, la tolleranza e la felicità sono voci fondamentali dello stesso e, alle ultime due, sono stati dedicati i rispettivi Ministeri.

Dubai è una spettacolare meta per il business e anche per vivere, l’importante è visitarla almeno una volta, dopo ciò, se ne resta ammaliati.

Sergio Alberti Real Estate

Press Office

321 Group – Patrizia Landini

Fonte: www.sergioalbertirealestate.it

RADIOLONDRA: “COME UNA VOLTA” dal 18 settembre arriva il secondo singolo estratto dall’album “Slurp”

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Il progetto guidato da Francesco Picciano immobilizza il tempo sospendendolo nella forma di una musica in movimento che celebra al meglio l’indie-pop di ultima generazione.

“Come una volta” racconta di un istante in cui sei costretto a fermarti, in cui fai memoria di tutto quello che hai vissuto e che ti ha portato qui, ora, dove sei adesso. Ti fermi mentre stai correndo come sempre, per rispettare gli impegni e le cose da fare, ti fermi perché incontri lei per sbaglio sulle scale della metropolitana, o perché mentre torni a casa ti si rompe la macchina e sei costretto a fermarti, e in quel momento ti accorgi – di schianto – di quello che hai intorno, del cielo che è pieno di stelle, e ti viene in mente quello che ti manca, quello che hai perso e non hai più, ma che ti porterai dietro e dentro, per sempre.

Il brano, scritto, prodotto e arrangiato dai RadioLondra, è stato registrato prodotto e mixato presso lo Studio 60B di Forlì.

Il singolo è il secondo estratto dall’album “Slurp”:

«”Slurp” è un disco scritto in un punto che sta in mezzo tra la nostalgia e il disincanto, tra i sogni e la disillusione, ed è pieno di speranza e di vita. Racconta quello che viviamo, senza retorica, non abbiamo paura di sbagliare e di raccontarci, vogliamo essere veri e non verosimili. Non ce ne frega niente degli slogan, preferiamo dire le cose come stanno, come sono successe. Quindi parliamo di noi, di quello che c’è stato e che vorremmo ci fosse ancora, dei casini che abbiamo, delle paure e dei sogni». Radiolondra

La copertina del disco è stata realizzata dall’Artista @finnanofenno (al secolo Carlo Giardina). Rappresenta una mosca che si posa sopra un gustosissimo cono gelato, e, trionfante, non vede l’ora di divorarlo. Il primo gustosissimo album dei Radiolondra è quindi pronto per essere presentato a tutto il mondo.

DICONO DI LORO

“Un set sonoro che avvolge e sostiene racconti di vita quotidiana che non si vergognano della propria fragile e spontanea normalità”. Rumore

“Il disco è concepito nel migliore dei modi, strutturato, pensato e suonato bene, senza sbavature, difetti apparenti e di questo ne siamo molto contenti, perché riuscire a fare buona musica con gli strumenti e le mode è davvero difficile, e in questo caso i RadioLondra ce l’hanno fatta alla grande”. MusicLetter.it

“Un disco di verità e di verosimiglianze, quando essere se stessi è la vera chiave. I suoni degli anni ’90 insomma tornano a scrivere la giovane musica di questo futuro”. Loudvision

“È sempre bello sorprendersi ascoltando un bel disco fatto di belle canzoni. È ancora più bello sorprendersi quando le melodie delle canzoni ti si conficcano in testa e ci restano per molti giorni: significa che i pezzi funzionano”. VivaLowcost

“Tra nostalgia e speranza, le otto tracce che compongono l’album sono storie di meravigliosa ordinarietà: canzoni d’amore, spaccati di vita quotidiana, riflessioni sul passato e sul futuro mentre si diventa adulti”. LaMusicaRock.com

“Indie pop, itpop, etichette che hanno un senso fino ad un certo punto per una band orgogliosa di aver fatto la gavetta e di conservare valori “antichi” come la nostalgia e il romanticismo”. Tracks Magazine

GUARDA IL LYRIC VIDEO:

ETICHETTA: MM2

RADIO DATE: 18 SETTEMBRE 2018

PUBBLICAZIONE ALBUM: GIUGNO 2018

BIO

RadioLondra è un progetto che prende vita nel 2009, guidato da Francesco Picciano, già vincitore nel 2007 del “Festival Musicando” di Fano, presieduto da Max Gazzè; e nasce insieme a Carlo Rinaldini e Filippo Zoffoli. Nel 2009 RadioLondra si esibisce con Terra Naomi a Bologna e Rimini, nel primo tour della cantautrice statunitense resa celebre dalla rete e dal brano “Say It’s Possible”. Nel 2010 RadioLondra è tra i finalisti del “Festival Musicultura” con il brano “Certe Volte”, che va subito in rotazione su Radio1 Rai e viene scelto come singolo di apertura della compilation di Musicultura 2010. Nel 2011 il progetto è nuovamente tra i finalisti del prestigioso festival marchigiano, questa volta con il brano “Amore sei tornata finalmente”, che viene messo in rotazione su diverse radio locali e nazionali.

Il 13 maggio 2011 esce il primo EP, “Quello che c’è”, presentato con un concerto al Teatro del Mare di Riccione, che fa registrare il sold out e viene ripreso dalle telecamere del Tg2 per la rubrica “Mizar”. Successivamente è selezionato dalla commissione artistica di Sanremo 2012, per partecipare alle audizioni di “Sanremo Social”, tenutesi in diretta televisiva su Rai 1, alla presenza della commissione stessa, presieduta da Gianni Morandi.

Dopo alcuni anni di lavoro di ricerca sul suono, nel 2015 esce “Certe Volte rework”, partendo da ciò che è stato, con un vestito nuovo, per affrontare un altro viaggio. Il brano è stato lanciato attraverso un video clip sulla pagina Facebook dei RadioLondra e in una settimana ha realizzato 16.959 visualizzazioni.

A Giugno 2017, esce il singolo “Puttane”, scritto da Francesco Picciano e prodotto e arrangiato da Max Monti, Francesco Picciano e Carlo Rinaldini; a Novembre 2017 esce il nuovo singolo “Siamo in onda”. A Maggio 2018 esce il nuovo singolo “Camilla” che annuncia il primo album dei RadioLondra “Slurp.”, pubblicato giugno 2018. Il 18 settembre arriva il secondo singolo “Come una volta”.

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Da Stormshield nuove soluzioni su misura per la sicurezza perimetrale: SN2100, SN3100 e SN6100

Scritto da Andrea Bianchi il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

Anticipare le esigenze future delle aziende in termini di sicurezza è una vera sfida quando ci si confronta con l’esponenziale accelerazione dello sviluppo tecnologico, la progressiva ma costante migrazione verso cloud e IoT con la crescente richiesta di banda e l’estensione del perimetro aziendale che ne deriva. Una missione che Stormshield, leader tra le aziende Europee attive sul mercato della cybersecurity, prende in carico annunciando nuovi prodotti che si adattano alle esigenze delle aziende di dimensioni medio grandi.

“La nuova gamma assicura prestazioni ideali per applicazioni SaaS come per ambienti virtuali PaaS (Platform as a Service) e IaaS (Infrastructure as a Service). Il nuovo modello SN6100 ad esempio gestisce di fabbrica il doppio delle sessioni contemporanee rispetto al modello precedente”, conferma Marco Genovese, Product Manager Network Security di Stormshield. Rispetto ai modelli esistenti, i nuovi dispositivi per la sicurezza perimetrale beneficiano di un’ottimizzazione del controllo del traffico http (+40%) e della VPN IPSec (+50%) necessaria per una comunicazione sicura sul cloud, scevra da colli di bottiglia. Valori, quelli di lancio dei nuovi prodotti, che il vendor, non lavorando in ASIC, è in grado di incrementare esponenzialmente grazie al costante lavoro di ottimizzazione del codice attraverso cui, ad esempio, è stato possibile raddoppiare le prestazioni delle soluzioni Stormshield esistenti semplicemente installando la nuova release del firmware.

Le nuove soluzioni di Stormshield: SN2100, SN3100 e SN6100

“Se consideriamo che le nostre soluzioni IPS hanno un ciclo di vita tra i cinque e gli otto anni e rapportiamo tale longevità alla velocità con cui la tecnologia evolve con la conseguente oggettiva mutazione dell’infrastruttura aziendale nell’arco del tempo, non ha senso acquistare prodotti che non risultano sufficientemente adattabili alle future esigenze, che faticano a gestire nel tempo un importante incremento del traffico e non sono in grado di far fronte, già oggi, ad attacchi non noti” spiega Genovese. “Investire in sicurezza significa investire nel futuro dei propri asset critici, tra cui dati e infrastrutture: la modularità dei nuovi prodotti Stormshield, sia in termini di hardware, sia di funzionalità e prestazioni, assicura il massimo ritorno sull’investimento per l’intero ciclo di vita dell’infrastruttura informatica implementata”.

Oltre a proteggere l’infrastruttura contro minacce zero-day grazie ad un’analisi comportamentale la cui affidabilità cerca pari sul mercato e a un uso minimo e solo contestuale di eventuali signature, con le soluzioni Stormshield è possibile segmentare anche l’infrastruttura più articolata secondo un modello “Zero Trust”. L’IT-Manager può adattare la connettività dei nuovi SN2100, SN3100 e SN6100, già comunque ad alta densità, alla capacità effettiva della propria rete in qualsiasi momento o modificare la configurazione fisica dell’hardware, aggiungendo ad esempio una doppia alimentazione. Lato processori, i nuovi sistemi offrono più memoria e montano processori Intel di nuova generazione già dotati di tecnologia Quick Assist, che sarà integrato nelle versioni future del firmware e contribuirà in maniera essenziale alla velocità dei processi di cifratura e decrittazione in hardware.

Le nuove soluzioni SN2100, SN3100 e SN6100 sono attualmente disponibili in Italia presso i partner certificati Stormshield.


Stormshield

Stormshield sviluppa soluzioni di sicurezza end-to-end innovative per la tutela di reti (Stormshield Network Security), workstation (Stormshield Endpoint Security), e dati (Stormshield Data Security). Certificate ai più alti livelli in Europa (EU RESTRICTED, NATO, e ANSSI EAL4+), queste soluzioni affidabili di nuova generazione assicurano la massima protezione delle informazioni strategiche. Le soluzioni Stormshield sono commercializzate attraverso una rete commerciale costituita da distributori, integratori e operatori di canale o telco e sono implementate presso aziende di qualsiasi dimensione, istituzioni governative e organizzazioni preposte alla difesa in tutto il mondo

Psicoterapeuta Cuneo, Dott.ssa Silvia Parisi: La Terapia del Comportamento

Scritto da Dottoressa Silvia Parisi il . Pubblicato in Salute

La psicoterapeuta Cuneo, Dottoressa Silvia Parisi, ci parla degli sviluppi e della diffusione della psicoterapia cognitivo comportamentale.

La terapia del comportamento così si chiama perché si costituisce – negli anni 50 e 60- in duro conflitto con le psicoterapie tradizionali e a esse si contrappone fin nel nome: il comportamento è esso stesso dell’oggetto della terapia, non è il sintomo di qualche altro oggetto.
In altre parole, il trattamento rivolto in modo diretto ad alterare i repertori comportamentali del paziente, a differenza della psicoterapia tradizionale che sarebbe volta, in modo diretto, ad alterare l’organizzazione intrapsichica del soggetto e, come conseguenza indiretta, a modificare il suo comportamento. Le origini effettive della terapia del comportamento sono collocabili negli anni 60.
Gli anni 50 possono meglio se descritti come la stagione dei pionieri e dei primi albori. In quegli anni vanno ricordati tre nuclei che risulteranno storicamente determinanti, nuclei dispersi in tre diversi continenti. In Sudafrica son Wolpe, Lazarus e Rachman, i quali sviluppano modalità di decondizionamento/controcondizionamento delle reazioni emozionali sulla base di sperimentazione sull’animale nell’ambito del condizionamento pavloviano e della teoria dell’apprendimento di Hull. Wolpe, in particolare, mette a punto la tecnica di ” desensibilizzazione sistematica” ed espone risultati più che lusinghieri nel suo saggio Psycotherapy by Reciprocal Inhibition del 1958. Questo gruppo presso si disperde: Lazarus e Wolpe emigrano negli Stati Uniti, Rachman va a lavorare a Londra nell’istituto di Eysenck. A Londra, presso il Maudsley Hospital, Eysenck incoraggia allievi e collaboratori in una pratica terapeutica (molto più realistica) che si basa sui principi dell’apprendimento invece che sugli assunti tradizionali (psicodinamici). Negli Stati Uniti Skynner nella sua scuola studiano il condizionamento operante con pazienti psicotici profondamente regrediti. Sempre Skinner offre in Scienza e Comportamento una reinterpretazione della psicoterapia tradizionale come un’attività di carattere educativo, basata su involontari processi di condizionamento verbale e sociale che derivano dal rinforzo verbale sociale erogato dello psicoterapeuta-non direttivo e dallo psicoanalista.
Viene 60 vedono il primo sviluppo della terapia del comportamento e la sua prima diffusione (soprattutto) del mondo anglosassone. Il ritmo di crescita e assolutamente impressionante. Possiamo considerare come un indice di sensibilizzazione teorica e produttività scientifica il numero di pubblicazioni recensite negli Psychological Absract. Pur partendo praticamente da zero, la terapia del comportamento raggiunge in pochi anni i livelli che erano propri della terapia centrata sul cliente, e della psicanalisi.
Lungo ieri 60 gran parte dell’attenzione di clinici studiosi e volta a valutare l’effettiva efficacia delle tecniche comportamentali, in particolare della desensibilizzazione sistematica, e a sviluppare un armamentario clinico-terapeutico. All’inizio degli 70 la terapia del comportamento si è già imposta, in paesi come l’Inghilterra e negli Stati Uniti, come presenza di pieno diritto e di primo piano.

Articolo Scritto da: Dottoressa Silvia Parisi, psicoterapeuta a Cuneo.

STONA “STORIA DI UN EQUILIBRISTA” è il primo singolo estratto dall’eponimo album prodotto dal maestro Guido Guglielminetti

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Un salvifico gioco di ruoli trasforma l’artista in un funambolo, libero di poter percorrere la propria vita senza ostacoli ed indecisioni.

“A volte sogno in un’altra vita, in un altro momento, di poter sconfiggere le mie paure e debolezze…per esempio quella di volare… o le vertigini stesse…per cui mi sono immaginato in un altro ruolo, quello di un circense in particolare un equilibrista, libero di poter camminare, saltare o correre su quella fune senza nessun problema… in fondo credo siamo un po’ tutti nella vita ognuno a modo suo, sempre in bilico su di una fune con in mano qualcosa come appena uno stuzzicadenti come bilanciere… e con quello ci dobbiamo arrangiare”. Stona

Il progetto “Storia di un equilibrista”, e la realizzazione del relativo eponimo album, nascono dall’incontro fra il cantautore Stona e Guido Guglielminetti, produttore e musicista affermato nel panorama musicale italiano (collaborazione ormai storica con Francesco De Gregori in qualità di produttore e bassista ma bisogna ricordare Battisti, Mina, Lucio Dalla, Ivano Fossati, Loredana Bertè, Mia Martini solo per citarne alcuni). Incontro che poi ha dato i propri frutti nella tranquillità del PSR Studio: è qui che sono nate le dieci tracce che compongono l’album.

Partendo dalla pre-produzione stessa di Stona, a cavallo fra ritmi latini, timbri acustici e sonorità più pop/elettroniche, Guglielminetti ha plasmato, bilanciato il tutto e ridefinito l’anima del progetto portandolo a compimento e nella giusta direzione.

I testi di Stona hanno così acquisito maggior valore e la musica suonata è diventa protagonista grazie all’apporto artistico degli ospiti che hanno collaborato alle registrazioni. Si parla di nomi celebri come Elio Rivagli alla batteria e Carlo Gaudiello al piano.

Il brano “Storia di un equilibrista”, come l’album da cui è tratto, racconta la precarietà del percorso di una generazione di quarantenni non ancora cresciuti (e che forse non vuole ancora crescere), fra percorsi differenti e scelte di vita da fare, e fra le sonorità stesse dell’album, così vario e ricco di spunti, immerso fra storie di ieri, oggi e domani.

GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE:

Etichetta: Volume!

Radio date: 21 settembre 2018

Pubblicazione album: ottobre 2018

BIO

Stona esordisce nel 2007 con l’etichetta SongMusicOne di Lisa (la splendida voce di successi sanremesi come “Sempre” e “Oceano”). È fra i vincitori di Una voce per Sanremo 2008 venendo inserito nella compilation prodotta da AreaSonica, prosegue poi con il suo album di debutto del 2012 dalle tinte soft rock anni 90 “E’ il viaggio quello che conta” (Green Production/Sfem/The Lads Productions) partecipando a importanti appuntamenti live come L’Isola in collina (rassegna dedicata a Tenco) dove apre il concerto della Bandabardo’, la finalissima del Festival Pub Italia a Milazzo e il Livorno Rock Village, per arrivare dopo una lunga pausa di rinnovo musicale, con il singolo “Estate senza preavviso” prodotto da Davide Bosio e Nicolo’ Fragile. Il videoclip viaggia subito bene su YouTube e sui social con un buon numero di visualizzazioni in poco tempo, e il singolo viene pubblicato a Maggio 2017 da VideoRadio Edizioni Musicali, storica etichetta Alessandrina. A ottobre 2017 Stona vince il Biella Festival con il brano “Belladonna”, realizzato con la produzione elegante e raffinata di Guido Guglielminetti, produttore e capobanda di Francesco De Gregori. Sempre a Ottobre arriva anche il premio messo a disposizione da NuovoImaie 2017 cioè il contributo finanziario per la realizzazione di un promotour. A maggio 2018 Stona vince in occasione dei FIM AWARDS il premio P.A.E. “Premio miglior autore emergente” con “Troppo pigro”; l’album di prossima uscita è prodotto sempre da Guido Guglielminetti con ospiti importanti come Elio Rivagli alla batteria e Carlo Gaudiello al piano nonché lo stesso Guglielminetti al basso. “Mi piace molto lavorare con Massimo, perchè oltre ad avere idee originali, ha un gusto per la musica suonata, che da un po’ di anni non siamo più abituati a sentire. Mi rimanda ai grandi musicisti, coi quali ho avuto la fortuna di collaborare: Lucio Battisti, Ivano Fossati, Lucio Dalla… non tanto per il modo di scrivere, quanto per il gusto di suonare senza pensare al mainstream. Massimo è un ottimo autore ed interprete, scrive brani che sono divertenti da suonare e che possono avere un’ottima resa dal vivo. Non ce ne sono molti di artisti così in giro, oggi».

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175.000 genovesi ogni settimana discutono in famiglia per ragioni legate al risparmio

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia, Italia

Ogni settimana, a Genova e provincia, 175.000 persone discutono in famiglia per ragioni legate al risparmio domestico; addirittura 58.000 individui lo fanno quasi tutti i giorni. Questa è una delle evidenze emerse dall’indagine presentata da Facile.it in occasione dell’inaugurazione del Facile.it Store di Genova in via Cesarea 72. Il comparatore ha commissionato lo studio* a mUp Research che, con l’ausilio di Norstat, ha interrogato un campione rappresentativo della popolazione di Genova e provincia, cercando di capire come venga gestito il tema del risparmio all’interno delle famiglie genovesi, quali siano le voci di spesa più onerose e come si cerchi di affrontarle, ma anche quali siano quelle su cui si vorrebbe risparmiare e quelle sulle quali si sia effettivamente riusciti a farlo.

Il risparmio è donna, l’uomo è sprecone

Se non sorprende vedere che, all’interno delle famiglie genovesi, l’attenzione al risparmio nelle attività domestiche sia materia principalmente appannaggio delle donne (60%, dato superiore alla media nazionale, dove invece la percentuale femminile è pari al 58%) e dei 35-54enni (46%), fa riflettere, invece, il fatto che siano ben 4,6 le discussioni medie che, ogni mese, una famiglia genovese intesse attorno alle spese di casa.

Alla domanda “Per quali motivi vi capita di discutere sul risparmio nella conduzione della casa?192.800 genovesi rispondono “perché uno di noi è veramente sprecone” e 181.600, di contro, affermano che la causa sia l’eccessiva parsimonia di qualcuno dei componenti. Quando poi si chiede di indicare se lo sprecone e il taccagno siano un uomo o una donna, l’uomo è indicato come sprecone dal 51% dei rispondenti (valore questa volta inferiore alla media nazionale che è pari al 58%), mentre la palma del “taccagno” è assegnata senza dubbio agli uomini (60% vs 40%).

Il risparmio nelle famiglie genovesi

L’indagine ha voluto fotografare i comportamenti più comuni messi in atto dai nuclei familiari residenti a Genova e provincia per tagliare i costi domestici; oltre ad azioni consapevoli e virtuose ormai entrate nelle abitudini di molti, come chiudere sempre i rubinetti quando ci si lava i denti (71%) o usare lavatrice e lavastoviglie solo se a pieno carico (64% dei rispondenti), sono emersi comportamenti meno scontanti e, in alcuni casi, forse eccessivi.

423.800 genovesi dichiarano che almeno uno dei propri familiari è affetto da mania da risparmio. Tra gli atteggiamenti più sorprendenti emersi dall’indagine c’è quello dei 56.000 che dichiarano di non usare mai l’aria condizionata, nonostante il caldo, per risparmiare corrente, dei 69.500 che, ancora una volta per ridurre i consumi e, conseguentemente, l’importo della bolletta, abbassano di qualche grado la temperatura dello scaldabagno.

O ancora, 74.000 genovesi ammettono di riutilizzare più volte alluminio o pellicola trasparente per alimenti; oltre 49.000 dicono che, quando si trovano a percorrere strade in discesa, mettono l’auto in folle per risparmiare carburante, mentre sono 76.000 coloro che dividono in due i tovagliolini di carta per usarli più volte.

Fa riflettere un altro dato rilevato da mUp per Facile.it; a Genova e provincia 56.000 persone dichiarano che, per risparmiare, comprano solo alimenti prossimi alla scadenza perché in sconto, mentre addirittura 145.700 sono quelli che cambiano supermercato ad ogni acquisto per inseguire le offerte e gli sconti.

Eppure, nonostante gli sforzi messi in campo, sembra che il risparmio conseguito in questo modo sia basso; secondo quanto dichiarato dai rispondenti, in media il vantaggio economico ottenuto dalla famiglia in un intero anno, grazie a questi espedienti, è di soli 246 euro, poco più di 20 euro al mese.

I genovesi hanno risparmiato sull’ RC auto, ora vorrebbero farlo su luce e gas

La ricerca ha poi indagato sulle spese domestiche che incidono maggiormente sul budget delle famiglie genovesi. Assicurazione auto, luce e gas sono le voci che pesano di più, ma se per l’RC auto sono 249.000 i residenti a Genova e provincia che nel 2017 sono già riusciti ad abbattere i costi, le tariffe luce e gas sono quelle su cui a all’ombra della Lanterna si vorrebbe risparmiare di più nel 2018; così hanno dichiarato ben 183.00 residenti per la bolletta elettrica e 152.000 per quella del gas.

La crescente consapevolezza dei consumatori emerge anche dal fatto che, sempre più spesso, si cerca di risparmiare anche su altri prodotti o servizi; sono 71.700 i genovesi che vorrebbero ridurre i costi di gestione della carta di credito e 78.400 quelli che sperano di abbassare quelli del conto corrente.

Da questo punto di vista diventa centrale il ruolo svolto dagli strumenti che consentono ai genovesi di informarsi. Ma quali sono? Dall’indagine è emerso che Internet è ormai la prima fonte di informazione; è sul web che oltre il 62% dei genovesi cerca consigli per risparmiare e tra le diverse opzioni offerte dalla Rete sono i comparatori, usati da 206.000 utenti residenti a Genova e provincia, il canale più utilizzato per questo scopo. Basandosi sulle risposte del campione, quotidiani e periodici sono usati come fonte di aiuto da 143.000 lettori genovesi, mentre in 112.000 si affidano a radio e TV.

Lo Store di Genova

Dopo il successo dei negozi aperti a Varese, Bergamo, Cremona, Roma, Monza, Parma e Reggio Emilia, il comparatore leader nel confronto di prodotti di finanza personale e utenze domestiche sbarca a Genova con un punto vendita situato nel cuore della città (Via Cesarea, 72). All’interno del nuovo Store, i cittadini troveranno consulenti dedicati che li guideranno nell’utilizzo del comparatore e nell’identificazione delle migliori offerte su prodotti assicurativi, finanziari e utenze domestiche.

«Abbiamo scelto la città di Genova per l’apertura del primo Facile.it Store in Liguria perché sappiamo che i cittadini sono molto attenti al risparmio e, analizzando i costi sostenuti dalle famiglie, ci siamo resi conto che ci sono ampi margini per ridurre ulteriormente le spese», ha spiegato Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it.

* Metodologia: n.1.355 interviste CAWI con individui in età 18 anni ed oltre su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta in età 18-74 anni. Per Genova e Provincia è stato realizzato un sovra campionamento pari a n.266 interviste complessive. Gli intervistati sono stati raggiunti tramite un’email di istruzioni e di invito alla compilazione e hanno avuto accesso al questionario solo se qualificabili nel target stabilito per questa indagine. Indagine condotta dal 1 al 20 dicembre 2017 (totale Italia) e dall’ 11 al 13 settembre 2018 (oversample Genova e provincia).