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Morto senza che nessuno lo aiutasse dopo 23 ore di attesa nella sala del pronto soccorso di Moncalieri

Scritto da areastampa360 il . Pubblicato in Società

Com’è morto Giuseppe Ramognino dopo 23 ore di attesa nel pronto soccorso di Moncalieri, una cittadina vicino a Torino? “Lui era un contadino. Un uomo semplice, forse un po’ schivo. La morte del fratello però lo ha turbato iniziando il declino”, raccontano Laura e Massino, i nipoti di Beppe. Si chiude in se stesso fino a isolarsi. “Non ci ha più fatto entrare in casa tenendo tutti alla larga”, sostengono i parenti che vengono a sapere della sua morte dai giornali.

Tutto ha inizio la mattina del 1 maggio 2019. Sono le 10.02, quando viene trovato per terra in un centro commerciale dove c’era la tabaccheria in cui passava ogni giorno. Viene trasportato d’urgenza al pronto soccorso di Moncalieri. Quando arriva in ospedale è solo e probabilmente confuso. Alle 10.43 viene visitato e nel referto i medici scrivono: “Vigile, mutacico, poco collaborante”.

Dopo quella visita passano 3 ore di attesa per altri accertamenti. Alle 13.33 l’infermiera che ha seguito la sua accettazione indica a Beppe la via d’uscita. Lo si vede dai filmati registrati dalle telecamere nella sala d’attesa del pronto soccorso. Pochi minuti dopo, alle 13.38 viene emesso il referto d’uscita con la motivazione di “disadattamento sociale”. Alle 13.41 però Beppe ricompare in pronto soccorso, entra e si siede in un angolo. “Probabilmente aspettava il suo turno perché non avendo firmato alcun documento, lui non sapeva di essere dimesso”, presume la nipote.

Inizia una lunga attesa interrotta ogni 20 minuti per andare in bagno. Si vede che non sta bene tanto che alle 18 vomita in sala d’attesa. Nessuno gli chiede se ha bisogno d’aiuto. Passano le ore e il pronto soccorso si riempie di senzatetto che dormono per la notte, Beppe resta confuso tra loro. Sta male, si alza e va verso un’infermiera e si parlano: “Mi ha chiesto dove fosse l’uscita e non era visibile che stesse male”, sostiene la donna. Il tempo passa, arrivano le 4 di mattina, quando va di nuovo in bagno. Ci passerà 2 ore, fino a che un senzatetto si accorge di lui. Alle 6 di mattina un clochard si avvicina allo sportello dell’accettazione e indica il bagno. “Che cosa mi abbia detto non me lo ricordo”, sostiene oggi l’infermiera che 10 ore prima aveva parlato anche con Beppe.

Le parole che avrebbe pronunciato il primo clochard sono scritte nei verbali: “Ha detto che c’era un signore in bagno che non apriva e non rispondeva”, sostiene un testimone. Passerà un’altra ora e solo dopo la segnalazione di un altro senzatetto, interviene l’infermiera. Solo ora si vede nelle telecamere che tre operatori sanitari entrano in bagno, prendono Beppe e lo adagiano su una sedia a rotelle che lasciano in un angolo della sala d’attesa.

Sfinito dalla malattia e dalla stanchezza inizia a scivolare su quella sedia. Pian piano si accascia fino all’ultimo movimento alle 8.19. “È devastante vedere quando lui abbassa la testa che è morto”, racconta il nipote. “È disumano”. Solo alle 9 Beppe diventa un’emergenza. Una signora segnala la sua presenza e finalmente intervengono i medici. Per Beppe non c’è più nulla da fare. Dopo 23 ore di attesa lo trascinano sulla sedia a rotelle dentro il pronto soccorso.

Su questa morte la magistratura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo. Secondo la Procura però nessuno può essere ritenuto responsabile. “La circostanza che il personale sanitario sia stato avvisato della presenza di una persona in difficoltà è puramente ipotetica e frutto di una illazione ricavata dalle immagini che non consentono di accertare cosa è stato effettivamente detto al personale sanitario”, scrive il pm. Perché le immagini della videosorveglianza sono senza audio.

Il fatto grave è che se lo sono dimenticato. Lo avessero preso e messo su una barella, noi non saremmo qui”, dice l’avvocato della famiglia di Beppe. “Nel momento in cui lo parcheggiano è un’omissione di soccorso”. Pochi giorni dopo la sua morte, qualcuno è entrato nella sua cascina rubando qualsiasi cosa.

Ecco il servizio delle Iene:

https://www.iene.mediaset.it/2019/news/clochard-pronto-soccorso-23-ore-morto_618977.shtml

Intervista a Mauro Maisel: Abramović, Picasso e delirio creativo

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

L’artista Mauro Maisel è stato intervistato ancora una volta al fine di comprendere al meglio la sua arte, la sua visione, la sua ispirazione.

D: La tua arte è assimilabile anche al concetto di Performance Art che vede come testimonial eccellente per antonomasia la grande Marina Abramović. Un tuo commento di riflessione su questa sua famosissima citazione emblematica: “Il pubblico è come un cane. Possono sentire immediatamente di aver paura, di essere insicuri e di non essere nel giusto stato d’animo e se ne vanno”.
R: Beh, sicuramente ad una performance della Sig.ra Abramović, avrei fatto sicuramente come il cane, ma nello stato di non essere interessato a ciò che sta succedendo ed andandomene.

D: Un commento di riflessione su questa risposta ad effetto del mitico Pablo Picasso, quando gli è stato chiesto cosa significassero i suoi quadri e lui ha risposto perentorio: “Sai mai cosa stanno cantando gli uccelli? No, ma tu li ascolti lo stesso”.
R: Il grande Mister Pablo, ha trovato la risposta più brillante! Liberarsi da tante domande banali poste.

D: Ci sveli qualche aneddoto su quello che è il momento saliente cruciale della tua fase di ispirazione? Cosa ti fa scattare il cosiddetto delirio creativo incalzante?
R: Il momento saliente è stato sicuramente l’errore in un test creativo che ha fatto nascere il mio stile. Stavo provando materiali nuovi e l’idea era creare un cuore sacro in rilievo che uscisse dalla tela, realizzai il tutto con gesso e colori, andai a casa e l’indomani tornai per visionare il risultato… Ci fu silenzio al primo impatto, poi rabbia e volgarità, il mio cuore sacro era ammosciato come un soufflé e tutto strabordante fuori dal supporto, presi una spatola e cominciai a mischiare l’impasto ormai informe creando un mix di colore voluminoso ed insignificante a prima vista. Non sapevo ancora sarebbe divenuto il mio stile. Una volta asciutto, l’effetto mi entusiasmò ed allora cominciai a perfezionare la tecnica, fin al risultato d’ora, in cui ogni qualvolta io crei qualcosa di nuovo, scopro segreti e tempistiche nell’uso di questi materiali.

Anna Tavano: l’incontro a Milano con 50 studentesse bocconiane

Scritto da atofficenews il . Pubblicato in Economia, Italia

In occasione del “Female Networking Breakfast”, organizzato a Milano nella sede di HSBC, Anna Tavano (Head of Global Banking) ha dialogato con 50 studentesse bocconiane raccontando la sua esperienza professionale e dando utili consigli: “Non arrendetevi mai, siate coraggiose anche nei momenti più difficili della vostra vita lavorativa”.

Anna Tavano

Anna Tavano: i consigli alle studentesse bocconiane

Se in termini occupazionali la situazione attuale è a favore delle donne (52% a 48%), in realtà soltanto il 28% delle posizioni apicali sono ricoperte da figure femminili. Per invertire questo trend e dare maggiori possibilità di avanzamento di carriera, diventa sempre più importante agire preventivamente e organizzare eventi di sensibilizzazione: in questo contesto si è svolto il “Female Networking Breakfast” a Milano, animato da Anna Tavano (Head of Global Banking per l’Italia presso HSBC) e da altre colleghe professioniste provenienti dal mondo della finanza e attive nella sede di Londra. L’incontro ha visto la partecipazione di 50 promettenti studentesse bocconiane, che hanno potuto trarre esempio e ascoltare gli utili consigli di Anna Tavano e delle sue colleghe: “Siate sempre voi stesse e non rinunciate mai a realizzare i vostri sogni, siate coraggiose anche nei momenti più difficili della vostra vita lavorativa”. Anna Tavano ha spiegato che “La banca ha a cuore il tema dell’inclusione e della parità di genere e ha sviluppato un programma finalizzato a raggiungere entro il 2020 una quota del 30% di donne impiegate in posizioni manageriali”. Fondamentale resta “l’adozione di criteri di inclusione e parità fin dalla fase di selezione dei dipendenti, la promozione interna e l’organizzazione di eventi dedicati al tema e il forte impegno da parte dei vertici della banca in tal direzione”. Le studentesse hanno avuto la possibilità di ascoltare il racconto delle professioniste sulle loro esperienze lavorative, per trarne ispirazione e informazioni utili per la loro futura carriera.

Anna Tavano: il percorso professionale

Anna Tavano ricopre attualmente l’incarico di Head of Global Banking per l’Italia presso HSBC. In precedenza, è stata Managing Director in Citigroup (Corporate and Investment Banking). Con oltre 22 anni di esperienza nel settore finanziario, ha lavorato per importanti istituti di credito a Londra e Milano, consolidando così le sue competenze di settore. Durante la sua carriera si è sempre impegnata per aiutare le donne nel processo di avanzamento professionale, dedicandosi anche ai temi più ampi della diversità e dell’inclusione nei settori finanziari e aziendali. Ha preso parte al primo “In the Boardroom”, un programma annuale per le top manager sponsorizzato da ValoreD e GE Capital. Ha partecipato, inoltre, al “The CEO School”, che si impegna a dare a un gruppo selezionato di professioniste con una solida esperienza il know-how necessario per ricoprire in futuro posizioni manageriali di primo piano. Anna Tavano si è laureata in Economia presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Prima di assumere gli incarichi attuali, ha dato inizio alla sua carriera professionale a Londra in Citigroup, nel 1997. A partire dal 2000 è impiegata nella divisione relativa ai Fixed Income-Capital Markets: in questo contesto ha gestito un team incaricato di occuparsi di una vasta gamma di importanti operazioni finanziare nell’Europa Meridionale. In seguito, Anna Tavano ha ricoperto il ruolo di Managing Director nella divisione Corporate and Investment Banking di Citigroup. Inoltre, ha assunto il ruolo di Vice Chairman per la Corporate Bank in Italia e di Head of Public Sector.

Graziano Ciacchini: arte per sognare

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

La pittura di Graziano Ciacchini contiene in sé una componente onirica di indubbia valenza sostanziale e vuole far approdare ad una dimensione speciale, protetta e rassicurante che stimola sensazioni di positiva piacevolezza visiva e percettiva. La dottoressa Elena Gollini ha sintetizzato un corollario di riflessioni mirate per delineare questi concetti salienti caratterizzanti affermando: “La comunicazione semplice e ben comprensibile è linfa vitale per Graziano, consentendo di cogliere da subito i messaggi inseriti nella figurazione senza bisogno di usare sofisticati meccanismi di ambigua e fuorviante codifica. Le opere lasciano trapelare l’enfasi del sogno e della fantasia e si appoggiano ad un filone pittorico che supera le le mode del momento e le tendenze correnti, affidandosi a tematiche sempre attuali e coinvolgenti. Graziano è artefice di una pittura che attribuisce la giusta valenza alle esperienze storiche. La perizia strumentale e la tecnica esecutiva vengono sostenute e accentuate dall’afflato interiore puro e incondizionato e dal gusto di rivisitare con acuto spirito d’inventiva. L’attività artistica si intreccia e si connette con un cammino di progresso e di evoluzione del viaggio umano e procede di pari passo con esso scandendone il ritmo e la sequenzialità con armonia“.

Ciacchini partendo dalla base del figurativo lo supera e lo oltrepassa per a una trasformazione graduale di sintesi narrativa figurale, pur conservando un disegno dinamico e strutturato. Gli accordi del colore sono fondamentali per imprimere alla rappresentazione plasticità e ritmo. Gli effetti visivi offerti al fruitore sono lucidamente orchestrati nei loro rapporti spaziali con una pienezza espressiva a tutto tondo. La realtà viene vista, assimilata e rivissuta mentalmente per generare un sogno intriso di poesia e visionarietà interiore. La sua vuole essere una pittura senza etichette, senza classificazioni ferree in cui la fermezza della sua visione concorre a determinare la sigla di uno stile peculiare. L’impostazione sicura e sapiente dei livelli prospettici e la combinazione fluida e scorrevole delle pennellate esalta la costruzione pulita e vigorosa con una cromia sensibile impostata su una tavolozza densa e intensa, che spazia mirabilmente nella gamma tonale del blu. Le tematiche affrontate si orientano su varie visioni di paesaggio, dimostrando grande inventiva sul piano delle idee e una coerente fusione tea sensibilità, istinto, abilità descrittiva e originalità di rielaborazione. “Non c’è via più sicura per evadere dal mondo che l’arte, ma non c’è legame più sicuro con esso che l’arte” (Johann Wolfgang von Goethe).

Plastic e sugar tax: 6 italiani su 10 sono favorevoli

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia, Politica

Una delle proposte più discusse all’interno della Manovra fiscale è l’introduzione delle cosiddette plastic e sugar tax; ma cosa pensano gli italiani a riguardo? Secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat*, il 61,3% degli intervistati, pari a circa 26,9 milioni di individui, è d’accordo con almeno una di esse.

Nello specifico, il 41,1% si è dichiarato a favore dell’introduzione di entrambe le tasse, il 13,6% della sola plastic tax, il 6,6% della sola sugar tax.

Di contro, il 27,2% dei rispondenti, pari a 11,9 milioni di italiani, si è dichiarato contrario ad entrambe le tasse.

Le ragioni del sì e del no

La maggior parte dei favorevoli (70,1%) ritiene sia giusto disincentivare con una tassa la produzione e l’uso di prodotti potenzialmente dannosi per l’ambiente e la salute. Questa motivazione è sostenuta maggiormente dalle donne (74,9% contro il 65,2% del campione maschile) e dai giovani (82,6% tra i rispondenti con età compresa tra i 25 e i 34 anni).

Il 50,1% di chi si è pronunciato a favore dei provvedimenti allo studio del Governo ritiene che le nuove tasse possano davvero far cambiare il comportamento dei cittadini; motivazione più sentita dagli uomini (55% versus 45,2%) e dai rispondenti nella fascia 55-64 anni (56,2%). Per il 39,4%, infine, la tassa potrebbe far cambiare il comportamento delle aziende che producono tali prodotti.

Tra gli 11,9 milioni di italiani contrari, invece, il 58,9% ritiene sia solo un modo per fare cassa, mentre il 34,6%, pur condividendo il principio di disincentivare la produzione e l’uso di prodotti dannosi, non crede sia questo il modo corretto per raggiungere l’obiettivo.

I rincari nel carrello della spesa

Come si comporteranno gli italiani qualora le nuove tasse dovessero determinare un aumento del costo dei prodotti finali? Complessivamente, secondo quanto emerso dall’indagine, sono circa 31 milioni i consumatori disposti a modificare le proprie abitudini di acquisto.

«Sebbene si tratti di un’indagine sulle intenzione future degli italiani, che pertanto non è detto automaticamente si tradurranno in azioni, dai dati emersi è evidente come la maggioranza degli intervistati abbia capito e condivida l’obiettivo delle due nuove possibili tasse e sia comunque disposto a modificare le proprie abitudini di acquisto a fronte di aumenti», spiega Stefano Carlin, Managing Partner di mUp research. «Da non sottovalutare quindi anche il potenziale impatto di questa norma sui consumi e sull’intera filiera produttiva.».

Se guardiamo alla sola plastic tax, quasi 8 rispondenti su 10 hanno detto di essere intenzionati a ridurre, se non eliminare, l’acquisto dei prodotti colpiti dai rincari (77,9%), suddivisi tra coloro disposti a cambiare abitudini d’acquisto perché consapevoli che si tratti di prodotti dannosi per l’ambiente (44,2%) e coloro che lo farebbero solo per risparmiare (33,7%). Sono invece 4,4 milioni gli italiani che dichiarano di essere disposti a continuare ad acquistare tali prodotti anche in caso di aumenti (10,2%).

Puntando l’attenzione sulla sola sugar tax, il quadro complessivo non varia di molto; il 47% dei rispondenti ha affermato di essere disposto a ridurre, o addirittura smettere di comprare i prodotti colpiti dai rincari per ragioni di salute.

La leva del risparmio sembra avere meno presa dato che solo il 24% ha detto di essere disposto a cambiare abitudini per ragioni economiche. Non è invece disposto a rinunciare a tali prodotti l’11,7% dei rispondenti, che ha dichiarato di non voler modificare le proprie abitudini anche se ci saranno rincari.

* Metodologia: n. 1.015 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 15 e il 18 novembre 2019.

Lorenzo Chinnici “Tele Nascoste”

Scritto da Giambra Editori il . Pubblicato in Cultura, Libri

Lorenzo Chinnici, il nuovo libro: a Catania anteprima mondiale di “Tele Nascoste”

Il 14 dicembre alle 18, verrà presentato a Catania il nuovo libro su Lorenzo Chinnici: Tele Nascoste scritto dal chirurgo Diego Celi e arricchito dalla prefazione di José Van Roy Dalí (figlio di Salvador Dalí), pubblicato da Giambra Editori.

Il testo non celebra l’arte di Chinnici, ma scandaglia emozioni e retroscena delle tele del Maestro. La serata è promossa da ‘’Faber – Il Fabbricante di idee’’ in collaborazione con la casa editrice.

Questa edizione di Faber si terrà nei giorni 14 e 15 dicembre, dalle 10.00 alle 21.00 presso lo storico Palazzo del Toscano, edificato intorno al 1870 quale residenza cittadina dei Paternò marchesi del Toscano.

La manifestazione ospiterà 40 artigiani d’eccellenza provenienti da tutta la Sicilia, che presenteranno le loro creazioni nelle splendide sale del piano nobile del Palazzo, scenario per la presentazione del libro di Chinnici che dialogherá simbolicamente con le eccellenze artigianali made in Sicily.

TELE NASCOSTE (Giambra Editori, 2019), edizione italiano/inglese. Il testo, pur avendo come protagonista il Maestro Lorenzo Chinnici, non è celebrativo dell’arte pittorica dell’artista. Si propone, invece, di dipingere con un pennello lacaniano una tela in cui fa da sfondo un conflitto continuo intriso d’amore e scontri fra il figlio e l’artista: la vera “tela nascosta” della produzione artistica del Maestro. Ma, in questa tela, vi è un’altra protagonista: la madre. Essa governa e guida la biga familiare cui sono attaccati i due cavalli, che male sopportano le briglie.

Diego Celi, autore del testo, scrive Josè Van Roy Dalì, figlio di Salvador Dalì, nella prefazione: ‘’….accarezza un pensiero, vaga sulle nuvole della fantasia….si inoltra con l’ingenuità di un bambino e con l’arroganza di un adulto in un racconto che, già nelle prime righe, accende la curiosità e induce a proseguire nella lettura con quella gioiosa emozione che porta ad ampliare gli illimitati confini della fantasia per farsi trasportare in una irreale realtà in cui tutto è possibile…”

INAUGURAZIONE

14 dicembre – Palazzo del Toscano

Piazza Stesicoro, 38 – Catania

Ingresso libero

Introduce: Dott.ssa Katia Trifiró

Dipinti: Lorenzo Chinnici

Produzione: Giambra Editori & Faber

Giambra Editori

Pierangelo Giambra

giambraeditori@gmail.com  info@giambraeditori-sicilia.it

“Paura della pittura”, personale di Giovanni Blanco da Lo Magno Arte Contemporanea

Scritto da inpress il . Pubblicato in Arte, Cultura

Modica (RG) – Dal 14 dicembre all’11 gennaio Lo Magno Arte Contemporanea di via Risorgimento 91-93 ospiterà la personale di Giovanni Blanco “Paura della pittura” a cura di Gabriele Salvaterra (inaugurazione: sabato ore 19; visite: tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 17.00 alle 20.00).
Giovanni Blanco (Ragusa, 1980) vive e lavora a Modica e Bologna, dove è stato allievo di Massimo Pulini all’Accademia di Belle Arti.
“Paura della pittura” è il titolo di un testo dello scrittore e pittore Carlo Levi che, già nel 1942, metteva in discussione pratiche e stili pittorici, notando un allontanamento dalle ragioni e dalle problematiche dell’essere umano (“Il domani non si prepara con i pennelli, ma nel cuore degli uomini”). Dalle suggestioni e dagli stimoli offerti da quelle pagine ancora attuali prende le mosse l’idea della presente mostra.

In un’epoca in cui la pittura sconfina dagli spazi espositivi in modo quasi pervasivo e riafferma il proprio diritto di comunicare, l’artista contemporaneo avverte la necessità di riflettere sulla natura del fare pittorico che continua a essere fonte di inquietudine, qualcosa di molto semplice e molto complesso, naturale e assurdo allo stesso tempo.

Il percorso ideato da Giovanni Blanco – comprendente una serie di opere a olio, di piccole e medie dimensioni – si presenta come un’operazione analitica che, imitando le forme del display espositivo e dei generi tradizionali, interroga se stessa e l’osservatore sulla validità dell’esperienza estetica veicolata dalla pittura, in un’affascinante ricerca di nuovi significati e valori.

La mostra è accompagnata da una pubblicazione in cui le immagini dell’autore, i testi critici del curatore e altre referenze d’archivio si rincorrono tra loro per restituire il clima, le riflessioni e la genesi che hanno portato alla realizzazione delle opere esposte. L’evento è realizzato con il contributo dell’Antica Dolceria Bonajuto di Modica e Ghibli general contractor di Ragusa.

Info e contatti
LO MAGNO ARTE CONTEMPORANEA
via Risorgimento 91/93 – Modica (RG)
Tel. 0932 763165
info@gallerialomagno.it

4 modi per trovare perdite nell’impianto idraulico

Scritto da Okseo il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Una perdita di un tubo , se non riparata in tempo , può aumentare la bolletta dell’acqua e causare gravi danni materiali. Mentre alcune perdite possono essere facili da trovare, un buon idraulico urgente ,utilizza alcuni trucchi del settore per individuare le perdite dell’impianto idraulico in modo che possano effettuare le riparazioni necessarie in modo rapido ed efficace.

Se hai notato un aumento del consumo dell’acqua e non riesci a capire perché stai pagando di più per le tue utenze, questi idraulici professionisti possono ispezionare attentamente i tubi per rilevare eventuali perdite e ripararli.

Se sospetti di avere una perdita da un tubo del bagno o cucina , usa alcuni di questi suggerimenti degli idraulici esperti per individuare la fonte:

  • Verifica dei danni causati dall’acqua:  anche le perdite lente possono causare seri danni a pareti, soffitti e pavimenti. Apri gli armadietti sotto il lavandino e verifica la presenza di vernice scrostata, legno marcio o altri segni di umidità.
  • Ascolta i rumori:  quando il tuo bagno perde, di solito puoi rilevare la perdita rimuovendo la parte superiore del serbatoio. Se senti dei sibili, è probabile che coli.
  • Ispeziona la crescita della muffa:  se c’è una perdita dal tubo dietro un muro o nel soffitto, noterai la muffa. L’umidità che perde crea le condizioni ideali per la crescita dei funghi. Identificare la muffa è il primo passo per trovare l’origine della perdita.
  • monitora il contatore dell’acqua : una perdita del tubo che non si trova all’interno della tua casa. Dopo aver controllato gli impianti idrici e le tubazioni esposte all’interno, fai una passeggiata verso il tuo contatore dell’acqua e cerca lo sporco bagnato , potrebbe essere segno di una perdita nella linea principale.

Anche se possono essere difficili da individuare, un idraulico professionista può facilmente trovare e riparare eventuali perdite di tubi dentro o fuori casa.

“DICO LA MIA” format/web ideato dal Management Vip/tv Salvo de Vita nuova edizione.

Scritto da Elisa.M il . Pubblicato in Internet, Spettacolo

DICO LA MIA” format/web ideato dal Management Vip/tv Salvo de Vita trasmesso in diretta streaming su Facebook, a breve scenderà nelle piazze e, se vorrai, il protagonista potresti essere proprio tu.

Dopo il successo riscontrato “DICO LA MIA” format/web ideato dal Management Vip/tv Salvo de Vita trasmesso in diretta streaming su Facebook, con l’intento di offrire un’ulteriore fonte d’informazione facilmente fruibile, con una peculiarità, la possibilità di interagire direttamente da casa su temi attuali quali il bullismo, la violenza sulle donne e la violenza sugli animali. A breve scenderà nelle piazze con una nuova edizione totalmente rivisitata, che ha un unico intento, dare, a chiunque ne senta la necessità, la possibilità di essere protagonista assoluto davanti ad una telecamera e portare alla luce realtà e problematiche che la società sembra ignorare oppure, semplicemente, raccontare la propria storia.

Il tutto verrà registrato e trasmesso su  Professional TV-Radio Social e sarà visibile su Facebook e YouTube, a patire dal mese di Febbraio 2020.

Se senti il bisogno di “dire la tua”, contatta lo staff e uno dei protagonisti, di questa nuova edizione, potresti essere proprio tu.

UFFICIO STAMPA: MP Impresa Dello Spettacolo

Continua l’impegno di Danieli S.p.A. a Udine: Gianpietro Benedetti commenta il restauro del Castello

Scritto da gpnewsoffice il . Pubblicato in Aziende

Un restauro che si inserisce in un più ampio progetto di restyling e valorizzazione di elementi simbolo della città di Udine, dall’Angelo a Piazza Libertà: questa volta Danieli S.p.A., guidata da Gianpietro Benedetti, si appresta a finanziare i rifacimenti del Castello.

Gianpietro Benedetti

Gianpietro Benedetti: i lavori di Danieli a Udine

“Con questa opera si conclude un percorso che la Danieli ha iniziato nel 2011 con il restauro del campanile e dell’Angelo che è continuato nel corso di questi anni con i vari beni artistici e architettonici in Piazza Libertà”: Gianpietro Benedetti, Presidente e Amministratore Delegato di Danieli, ha commentato così la cerimonia d’inizio dei lavori al Castello di Udine, che verrà restaurato entro la primavera 2020 grazie al contributo dell’azienda di Buttrio. Si lavorerà sugli intonaci, sulle superfici lapidee, sui serramenti di legno e sugli elementi metallici. Il costo dell’opera, 850 mila euro, è a carico di Danieli S.p.A. grazie all’Art Bonus. Questo tipo di riqualificazione si inserisce in un più ampio progetto di sistemazione che ha coinvolto la Danieli anche per il restauro dell’Angelo e di Piazza Libertà. “Egoisticamente”, ha commentato Gianpietro Benedetti, “è bello che anche chi fa transazioni con la nostra azienda possa passeggiare in una città bella, ordinata, che abbia etica e metodo”. Così viene consolidato anche il legame tra impresa e valorizzazione dei beni culturali.

Gianpietro Benedetti: la carriera in Danieli S.p.A.

Presidente e Amministratore Delegato di Danieli S.p.A., multinazionale con sede a Buttrio attiva nel settore della produzione di impianti siderurgici, Gianpietro Benedetti è inoltre Presidente della Fondazione “ITS – Istituto Superiore nuove tecnologie per il Made in Italy, indirizzo per l’Industria meccanica ed aeronautica” (Udine). Diplomatosi presso l’Istituto Tecnico “A. Malignani” di Udine, inizia la sua carriera in Danieli & C. nel 1961 con l’incarico di ingegnere progettista. Viene promosso nel 1968 alla direzione dell’Ufficio Tecnologie e Processo di Laminazione: inizia così una carriera di successo che lo porta ai vertici dell’azienda e agli incarichi attuali nel 2003. Dirige diversi Uffici, diventando Co-Amministratore Delegato nel 1986, Direttore Generale nel 1991 e AD dal 1999. Da settembre 2017 Gianpietro Benedetti svolge l’incarico di Presidente del Consiglio di Amministrazione e dell’Executive Board in Danieli.