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Spoleto Arte: il fotografo internazionale Roberto Villa ricorda Dario Fo

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Fotografia

Il vernissage della mostra Dario Fo e l’arte contemporanea, tenutosi lo scorso giovedì 6 febbraio a Roma ha visto l’intervento di numerosi ospiti vip, tra cui Dino Zoff, Pippo Franco, Maria Rita Parsi. Abbiamo voluto conoscere meglio chi ha reso possibile la mostra sul grande Premio Nobel a cura di Vittorio Sgarbi e Salvo Nugnes. Chi per oltre sessant’anni ha collaborato con Dario Fo e ora ne porta il nome e il ricordo in mostra attraverso le sue immagini. Si tratta del fotografo di fama internazionale Roberto Villa, semiologo e studioso dell’immagine, amico di Dario Fo e Pier Paolo Pasolini.

Dopo una tournée iniziata al Comune di Castel Franco Emilia, proseguita all’Ambasciata di Belgrado e presso il Teatro Nazionale Serbo, presso l’Ambasciata e Istituto Italiano di Cultura Sloveno di Lubiana, poi di Vienna e di Pechino, al Teatro Nazionale Cinese, presso l’Ambasciata e l’Istituto Italiano di Cultura di Minsk e il Teatro Nazionale Bielorusso, è proprio il caso di dire: finalmente a Roma!

Finalmente a Roma con la mostra dedicata a Dario Fo. Come vi siete conosciuti e cosa l’ha spinta a proporre una serie di mostre sul Giullare Nobel?

1968, Genova, Camera del Lavoro, è lì che ci siamo incontrati.

Da studioso dei linguaggi delle arti ero molto interessato allo sperimentalismo ed alle innovazioni nel mondo della comunicazione delle diverse forme dello spettacolo, teatro e cinema, musica e pittura, e via. Non a caso nel 1949 avevo studiato la appena nata “Teoria dell’informazione”.

Le nostre conversazioni sono state immediatamente “nutrienti” grazie ai comuni interessi, alla grande Cultura di Dario ed alla mia preparazione di ingegnere elettronico dagli interessi anomali.

Il punto forte comune era operare per i minus sapiens, poiché è la cultura che rende liberi e, per potere fare cultura, contattando i Grandi e per collaborare con loro, avevo scelto la fotografia, quella che mi ha consentito di costruire documenti unici sul fare poetico dei grandi intellettuali con cui ho collaborato facendo anche fotografia.

Quelle foto, infatti, non sono destinate ad essere appese ad un muro e basta, ma sono una overture che mi consente di parlare di cultura a decine di migliaia di giovani e no, ogni anno, non solo facendo loro scoprire il teatro, quello rivoluzionario linguisticamente di Dario Fo, ma rivelando anche i meccanismi del processo creativo in tutte le arti.

Come si è comportato il pubblico di questo progetto itinerante? Le reazioni sono diverse a seconda della cultura di appartenenza? Quanto è conosciuto Fo all’estero e quanto in Italia?

Grazie all’interattività, tra autore ed immagine nasce un dialogo che dà luogo a domande imperniate sul senso del lavoro e sul cosa rappresentano le immagini.

Le diversità appaiono nella differente cultura dei singoli, quasi nessuno conosce le regole della composizione di un’immagine, ed ancor meno la differenza fra la composizione nella cultura occidentale e quella nella cultura orientale per cui, con ogni risposta,  faccio un mini corso di semantica dell’immagine.

In tutto il mondo in cui ho presentato i lavori di Dario Fo il nostro Nobel è conosciuto e, spesso, più di quanto lo sia in Italia.

 

C’è uno scatto a cui è legato o un ricordo con Dario Fo a cui è particolarmente affezionato?

Sì, c’è. Si tratta di una immagine in cui Dario, al centro del palco, in piedi, sta agitando le mani che appaiono “sfocate da movimento”: quella foto è nata per dimostrare proprio che il recitativo non era mai statico ma dinamico.

Mentre facevamo quelle prove, noi due soli sul palcoscenico, Franca Rame, con suo divertimento, ci seguiva seduta in sala, talché ad un certo punto, con una espressione tipicamente milanese ha sigillato le nostre sperimentazioni con un “Sembrate due pirla!”

 

Lavorando a stretto contatto con grandi della cultura italiana e non solo, come ha fatto lei, si viene influenzati dal loro carisma? In che modo?

È proprio lo stretto contatto che non fa percepire il carisma destinato al pubblico. Quando gli argomenti della conversazione risultano molto complessi si stabiliscono rapporti ad elevata, autentica empatia ed anche di amicizia.

In quel caso il contributo delle due parti diventa paritetico e non porta con sé nessuna connotazione di superiorità di “casta”.

 

Nelle sue rassegne c’è una forte interrelazione artistica, dalla fotografia al teatro, dalla pittura alla scultura. Il fatto che molte forme d’arte comunichino tra loro non dovrebbe stupirci, dovremmo essere educati a questo oppure, secondo lei, la questione va affrontata diversamente? E cosa direbbe Dario Fo?

È presente, a nostra difesa, la percezione separata, per ogni “categoria” artistica così, quando tre anni fa ho scritto su Facebook “Fotografia: Finalmente si parla di Cultura”, in relazione agli Stati Generali della Fotografia voluti dal Ministro Franceschini, 75 fotografi mi hanno scritto: “Cosa c’entra la cultura con la fotografia?”

Viceversa, chi fa pittura o scultura è convinto di fare cultura con la C maiuscola, spesso una pia illusione. Tutti, proprio tutti, quando scelgono una qualsiasi forma di comunicazione esprimono sempre la loro cultura che, raramente, è meritevole della C maiuscola ma che, di certo, è l’impronta digitale (non elettronica, ma da digitus), del loro stato culturale meritevole, sia dell’appellativo più elevato o sia del pubblico ludibrio.

Dario Fo è stato uno studioso, uno storico, un letterato, e come tale ha potuto e saputo travalicare molte categorie passando dalla letteratura alla drammaturgia, dalla recita alla pittura, dimostrando che solo chi si è dato gli strumenti idonei, con lo studio, con la conoscenza, non solo può essere libero, ma può operare per la libertà altrui.

Luigi Lusuriello (Eni): l’intervista a “Lettera43”

Scritto da llprofficenews il . Pubblicato in Aziende

“È molto importante per noi tenere sotto controllo l’efficacia delle iniziative di trasformazione digitale, sia dal punto di vista economico che qualitativo per migliorare processi, efficienza e sicurezza”: l’intervista di Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni, a “Lettera43”.

Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer di Eni

Luigi Lusuriello: la digital transformation di Eni

Intelligenza artificiale, robotic process automation, deep learning, blockchain, IoT, realtà virtuale e aumentata: tutti questi strumenti innovativi rientrano nel processo di trasformazione di Eni in ambito digitale. Lo ha confermato Luigi Lusuriello, Chief Digital Officer della multinazionale, in una recente intervista a “Lettera43”. “È molto importante per noi tenere sotto controllo l’efficacia delle iniziative di trasformazione digitale, sia dal punto di vista economico che qualitativo per migliorare processi, efficienza e sicurezza”, ha dichiarato il manager. “Le nostre iniziative di Open Innovation valorizzano idee provenienti dall’esterno, da startup o da centri di ricerca universitari con i quali collaboriamo stabilmente, e i progetti vengono sempre sottoposti, in una prima fase di validazione, a test tecnici e di resa economica, superata la quale vengono poi rapidamente implementati nei nostri siti o nei nostri processi, passando da scala sperimentale a scala industriale”. Il focus rimane fortemente incentrato sull’analisi del rapporto costi/benefici. Luigi Lusuriello ha poi sottolineato come il digitale sia la leva per lo sviluppo sostenibile, per accelerare la crescita economica e favorire l’accesso all’energia e il rispetto dell’ambiente. Anche attraverso il digital Eni punta a diventare carbon neutral nel lungo termine.

Luigi Lusuriello: carriera e ruoli del manager di Eni

Dal 18 settembre 2018 Luigi Lusuriello è Chief Digital Officer di Eni, incarico che lo pone come figura chiave all’interno del processo di trasformazione digitale del Gruppo. Laureato in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Genova, ha svolto il ruolo di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria di Agip S.p.A., incarico che ha dato inizio alla sua carriera. Dal 1992 al 1993 è Construction Yard Manager per la sede di Ravenna, dal 1993 al 1994 è Platform Manager in Congo, dal 1994 al 1998 è Manager – Production and Maintenance Technologies per la sede di Crema. Gli incarichi di valenza internazionale iniziano nel 2004 con il ruolo di Managing Director di Eni Congo. In seguito, svolge lo stesso ruolo per ENI UK. Luigi Lusuriello completa intanto la sua formazione con il corso “The Oxford Advanced Management and Leadership Programme” presso la Said Business School University of Oxford. Nel 2011 è Senior Vice Presidente del Programma Iraq, mentre tra il 2013-2018 è Executive Vice President Operations di Eni.

 CANTON “AMAMI” è il sesto brano del progetto “Uno su tre” (un singolo ogni 3 mesi) 

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

Il percorso musicale iniziato un anno e mezzo fa vedrà il suo completamento in un album la cui pubblicazione è prevista per aprile 2020.

«Quante volte ci siamo sentiti incapaci o non completamente capaci di amare nella giusta maniera una persona? Ci siamo resi conto di non essere sulla strada giusta e nonostante questo, abbiamo perseverato, abbiamo continuato a sbagliare o semplicemente a non dare il massimo?».

È questa la consapevolezza raggiunta da Marcello, frontman dei CANTON, in AMAMI, il nuovo singolo in radio dal 29 novembre 2019:

«Davanti a questa consapevolezza non si può che chiedere di essere perdonati, di avere una seconda possibilità, di poter continuare ad amare ed essere amati…». Marcello, Canton

Etichetta: CUORINFIAMME

Radiodate: 29 novembre 2019

BIO

I CANTON sono presenti nella colonna sonora degli italiani sin da quel 1984 che li ha visti sul palco del Festival di Sanremo con il 4° posto di “Sonnambulismo”: Un grandissimo risultato in un periodo in cui le canzoni di Sanremo monopolizzavano l’airplay radiofonico e i jukebox per tutto l’anno. Dopo “Sonnambulismo” è stata la volta di “Please don’t stay”, pubblicata in tutta Europa. Con questo pezzo i ragazzi partecipano al Festivalbar ’85. Grazie a “Please don’t Stay il gruppo conosce Pete Waterman, produttore di Dead or Alive, BananaramaRick AstleyDonna Summer, Kylie Minugue, Elton John e moltissimi altri artisti internazionali del gotha e del pop elettronico del tempo. Con lui incisero “Stay With Me”, distribuita in Europa e Nord America. Poi l’interruzione forzata del 1986 (l’etichetta cessa le produzioni, lasciandoli vincolati a un contratto pluriennale), i progetti collaterali e infine il ‘letargo’… Ma ogni letargo finisce con un risveglio. E così nel 2010 i CANTON si ‘stiracchiano’ con un omaggio al loro primo successo, “Sonnambulismo 2010”: e subito viene ristabilito il contatto fra la band e il pubblico che non li aveva scordati. Il futuro per i Canton ha il titolo di “Ci saremo”, un album di debutto atteso da tanti anni che riporta la musica del trio al presente, senza rimpianti e con ottimismo. I sei singoli estratti da “Ci saremo” sono tutti entrati nelle classifiche di airplay di musica indipendente, e i relativi videoclip hanno superato il milione e mezzo di visualizzazioni online.

Nel 2018 è la volta di un nuovo progetto: il secondo album “1/3 – Uno su tre”, che prevede la pubblicazione un singolo ogni tre mesi. Il disco ha già visto l’uscita di due singoli i cui riscontri insegnano che, a questi eterni ragazzi del poprock, non sono mai venuti a mancare quella passione, quel coraggio e quella determinazione che sono alla base del fare musica e del saper creare un reale rapporto col pubblico.

I primi due singoli lanciati sono stati “Ancora Estate” (con oltre 880.000 visualizzazioni, 25° posizione nella IndieMusicLike, ma soprattutto 1° posizione nella Classifica Emergenti), e “Voglia di te” (quasi 1.300.000 visualizzazioni, ancora una 1° posizione nella Classifica Indipendenti Emergenti e la 19° nella Classifica Indipendenti generale). Successivamente viene pubblicato il terzo tassello “Sono solo”, anch’esso scalatore di classifiche e vincitore di visualizzazioni su Youtube (il video ha superato le 560.000 visualizzazioni). Dopo “Lentamente” (1.600.000 visualizzazioni su Youtube e posizioni top nella IML), e “I Deboli” (856.000 visualizzazioni), è ora il turno di “Amami”.

“Era un rischio, ma se non avessimo provato non avremmo mai saputo cosa saremmo stati ancora in grado di fare. Abbiamo ricominciato umilmente dalla gavetta, a rifare la trafila della promozione, a scrivere. E la magia si è ricreata subito, le canzoni sono nate tutte in maniera molto naturale, nulla di forzato. Non è un’operazione nostalgica, non ci piace guardare indietro. Siamo semplicemente noi, i Canton nel presente”. Canton

Contatti

Sito Web www.canton-music.com

Facebook Facebook.com/officialcanton

Canale YouTube www.youtube.com/cantonofficial

Instagram canton_official

E-mail info.canton@gmail.com

Cinque motivi per utilizzare stand promozionali modulari in occasione di eventi

Scritto da antoniomoret il . Pubblicato in Aziende

Gli stand promozionali sono in origine stand modulari che sono composti da più supporti che si uniscono e fanno da cornice. Questi stand sono utilizzati in varie applicazioni in occasione di eventi e mostre. Ad esempio, è possibile utilizzarli per l’allestimento di temporary shop, per il montaggio di vetrine, per il supporto di attrezzature pesanti e per la pubblicità e la promozione di prodotti e servizi. Ci sono molte ragioni dietro la crescente popolarità degli stand modulari, come ad esempio:

  1. Struttura robusta

I supporti modulari sono realizzati con i metalli più resistenti che li rendono durevoli. È possibile utilizzare gli stessi stand molte volte come durano per anni. Il rischio che vengano danneggiati è basso, il che aumenta la sicurezza delle persone e delle attrezzature da loro supportate durante gli eventi. Una volta acquistato, non dovrete preoccuparvi di riparazioni e sostituzioni frequenti. In questo modo si risparmiano anche molti costi di manutenzione.

  1. Leggero

Anche se gli stand promozionali modulari sono robusti e durevoli, ciò non significa che siano pesanti. Questi supporti sono molto leggeri e maneggevoli. Quindi, è molto facile erigere diverse strutture con questi stand e può essere fatto molto velocemente. Bastano solo due persone per allestire un pop-up shop con strutture promozionali in un giorno.

  1. Facile trasformazione

Poiché le strutture vengono erette utilizzando supporti separati, è possibile trasformare facilmente la struttura in tutto ciò che si desidera. In base alla posizione e allo spazio a disposizione in un locale, è possibile realizzare negozi temporanei di qualsiasi forma e dimensione, così come vetrine. Non sono necessari molti macchinari o abilità di assemblaggio per unire gli stand in modo diverso tutte le volte che è necessario. Grazie alla facile trasformazione, i negozi possono essere facilmente implementati e ampliati.

  1. Trasporti

Come detto in precedenza, gli stand promozionali modulari sono leggeri. Inoltre, gli stand singoli non occupano molto spazio per conservarli. Così, dopo che il loro scopo è servito, si possono riporre facilmente e possono anche essere trasportati in diversi luoghi. Non è necessario acquistare nuovi stand per diversi eventi, in quanto è possibile portarli con sé facilmente con bassi costi di trasporto.

  1. Convenienza

L’utilizzo di stand modulari a scopo promozionale in occasione di eventi è conveniente per molti motivi. In primo luogo, è possibile ottenere gli stand ad un prezzo accessibile, durano a lungo con una manutenzione minima e possono essere trasportati a basso costo. Quindi, gli stand sono convenienti dal punto di vista dei costi. Inoltre, grazie alla loro flessibilità, sono riadattabili, riutilizzabili e facilmente personalizzabili con accessori.

Potete contattare i fornitori di stand modulari per ottenere stand promozionali da utilizzare al vostro prossimo evento.

Milano Art Gallery: la donna nell’arte, la donna e l’arte con Parsi, Nugnes e Villa

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Cultura, Film

Appuntamento immancabile quello dell’8 marzo per la Milano Art Gallery che, come consuetudine, inaugurerà la mostra L’Arte delle donne. In via Alessi 11, nella storica sede di Milano, la rassegna verrà aperta alle 18 con la scrittrice, psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, con il curatore di mostre ed eventi Salvo Nugnes e con il fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo.

L’evento, pensato per ospitare opere la cui tematica sia afferente all’universo femminile, non preclude a nessun artista la selezione. Questo perché più punti di vista diversi su questa tematica aiutano ad avere una visione ampia, permettono un confronto più ricco e stimolante. Dall’idealizzazione della figura femminile al suo sfregio, fino alla reinvenzione: ci si può ritrovare oppure no, l’importante sarà uscire dalla visita con un’esperienza in più da ricordare e raccontare. Con una speranza nel cuore. Salvo Nugnes, l’organizzatore della kermesse, ha infatti dichiarato di aver pensato L’arte delle donne come un incontro per e con le donne.

A sostegno di questa iniziativa si è schierata Maria Rita Parsi, che ha commentato: «È infatti per le donne e con le donne che il mondo può veramente cambiare aspetto. Il mondo parte come origine dal grembo della madre e gli uomini devono capire con amore, rispetto e ammirazione che quel punto di partenza va rispettato, ammirato, sostenuto, perché le cose possono effettivamente cambiare, perché si parte solo e sempre dalla madre». Essendo le donne la radice prima dell’esperienza di ciascun essere umano, occorre rivalutare in maniera adeguata il loro “peso”. Davanti a una violenza sulle donne sempre più dilagante, forse è proprio a partire dall’arte, da come viene vista e interpretata la donna, come si sente e si comporta lei stessa, che si deve prendere in mano la situazione. «Buon 8 marzo – conclude la Parsi – perché le donne e gli uomini capiscano che l’alleanza vera tra maschile e femminile, con il rispetto profondo dell’origine, della matrice, del femminile può cambiare le sorti del pianeta».

La mostra rimarrà aperta fino al 27 marzo 2020, tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. Per informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 oppure scrivere a artfactory.eventi@gmail.com.

Marco Forti “La vita reale” il giovane cantautore romano presenta il singolo pop in rotazione radiofonica

Scritto da Laura Ruggeri il . Pubblicato in Musica

I confini della realtà perdono certezza nel brano che anticipa l’album d’esordio “Dal mio punto di vista”.

«Questo brano inizia con delle ipotesi che faccio riguardo alla vita, al Destino e al cammino di ogni essere umano. Metto in dubbio che la vita sia veramente reale e che sia esattamente come la percepiamo noi o magari, perché no? La realtà è proprio nei sogni e quello che viviamo quotidianamente non è nient’altro che una dimensione falsa, che però percepiamo vera!» Marco Forti.

“La vita reale” mette in evidenza come l’uomo sia ipocrita nella sua natura perché finge sempre di essere qualcosa o qualcuno che non è e, che in fondo vorrebbe. Proprio come il Guerriero (citato nel testo del brano) che affronta la sua battaglia contro il mondo.

La musica e gli arrangiamenti nati dalla creatività di Vincenzo Sorrentino, accompagnano a perfezione con un pop a tratti epico, il fulcro narrativo del racconto trasformandolo in immagini sonore ben visibili.

 

Il singolo è tratto da “Dal mio punto di vista”, primo album di Marco Forti, contenente 10 brani inediti che aprono a tutto tondo una finestra sui pensieri della vita dell’artista.

«“DAL MIO PUNTO DI VISTA” è un “amico” col quale confidarsi, riguardo a tutte le difficoltà, proprio come quelle che ho incontrato durante questo mio percorso e che però, sono riuscito a superare. Non è poi così sbagliato quando si dice che “gli amici” sono fondamentali! Marco Forti.

I 10 brani hanno un filo conduttore molto forte ma sono diversi tra loro, sia come scelta di arrangiamento sia nei temi trattati. L’intero album nasce dalla voglia di giocare con le parole e dal concetto di stravolgere tutto, attraverso questi famosi punti di vista.

Etichetta/Edizioni – SAAR RECORDS

Radio date: 13 dicembre 2019

BIO

Marco Forti è un artista italiano, nato a Roma il 13 Luglio del 1994. Vive a Capena (RM).

“Se dovessi descrivermi in poche righe potrei riassumere tutto in 3 semplici parole: ARTE, SCRITTURA e CREATIVITÀ”. Proprio per questo fin da bambino sviluppa la passione per musica e teatro facendola diventare col tempo una professione.

Fino ad ora, ha partecipato a vari concorsi, (sia di minor spessore che di maggiore importanza), stage, e ha vissuto esperienze come quella del Tour Music Fest, di Area Sanremo o della premiazione da parte di Giuseppe Aletti e Mogol, al C.E.T. durante il VI concorso per AUTORI. Ha inoltre partecipato al concorso di Elena Bonelli “Dallo Stornello al Rap”, rientrando tra i semifinalisti. Ha avuto l’opportunità di partecipare al concorso di Radio2 “Siamo Sanremo” nel 2017, e di recente al talent televisivo IBAND su La5, con buoni risultati.

Ha abbracciato anche la carriera da attore di musical interpretando due ruoli in due diverse messe in scena. Ora è però concentrato sul portare avanti il progetto musicale “DAL MIO PUNTO DI VISTA”, grazie al sostegno dell’etichetta discografica SAAR RECORDS e al Maestro Vincenzo Sorrentino, che ha creduto da subito in lui e nel suo talento.

Contatti e social

FACEBOOK https://www.facebook.com/marcofortiofficial/

INSTAGRAM https://www.instagram.com/marcoforti._

CANALE YOU TUBE https://www.youtube.com/user/ramnarf3

Luigi Ferraris, AD e DG di Terna: nasce il “Cantiere dei consumatori”

Scritto da pressreleaself releaself il . Pubblicato in Aziende

La sottoscrizione di un accordo con 11 Associazioni di cittadini per lo sviluppo di una cultura della transizione energetica: questo è il “Cantiere dei consumatori” di Terna, società di gestione dell’energia elettrica nazionale guidata dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale Luigi Ferraris .

Luigi Ferraris

Terna: la soddisfazione di Luigi Ferraris per il “Cantiere dei consumatori”

Terna, guidata da Luigi Ferraris, ha sottoscritto un Protocollo d’Intesa con lo scopo di perseguire gli obiettivi di sicurezza ed efficienza del servizio elettrico. La firma del documento comporta la creazione di un tavolo di concertazione permanente con 11 Associazioni, nello specifico Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Asso-Consum, Assoutenti, Codacons, Codici, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori e Udicon. Il “Cantiere dei consumatori”, composto dai portavoce delle parti, nasce per perseguire scopi comuni quali la migliore localizzazione delle nuove infrastrutture elettriche, la messa in opera di azioni di sensibilizzazione sui temi della trasmissione di energia e l’inizio di un percorso di studio degli interventi sostenibili di resa “smart” del sistema elettrico ed energetico delle isole minori. La partnership faciliterà il diffondersi di una cultura della transizione energetica presso le comunità locali anche per mezzo di iniziative di ricerca e sviluppo avvalorate da contributi pubblici europei e nazionali. “La firma di questo protocollo d’intesa rappresenta un ulteriore rafforzamento dell’attenzione che Terna rivolge alle associazioni dei cittadini. Un’intensa attività di ascolto che, facendo leva sulla loro presenza capillare nel Paese, supporta la ricerca preventiva di soluzioni condivise al fine di ascoltare le richieste e i fabbisogni delle popolazioni locali”. Così ha commentato l’accordo l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, Luigi Ferraris.

La carriera professionale di Luigi Ferraris

Laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Genova, Luigi Ferraris è da maggio 2017 Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna. Il manager avvia il suo percorso lavorativo in ambito auditing presso PriceWaterhouse, dove riveste numerose posizioni per importanti realtà industriali italiane e internazionali. Nel 1999 passa al Gruppo Enel: qui ricopre diversi ruoli di primo piano, tra cui quelli di Chief Financial Officer, di Presidente del Gruppo Enel Green Power, di Consigliere di Amministrazione della controllata cilena Enersis e di Responsabile dell’area America Latina. Diviene poi anche Amministratore Delegato della stessa fino a gennaio 2015. Luigi Ferraris è stato Chief Financial Officer del Gruppo Poste Italiane tra il 2015 e il 2017: in tale veste, è stata una figura chiave a capo del processo di privatizzazione e di arrivo a Piazza Affari. È inoltre professore di “Corporate Strategy” presso la LUISS Business School, oltre ad aver insegnato in numerosi altri corsi come quelli di “Energy Management” e “Strategie d’impresa”.

Coronavirus: come evitare le truffe tramite phishing

Scritto da Esseci il . Pubblicato in Aziende, Informatica, Tecnologia

Le notizie sulla pandemia di coronavirus diventano più preoccupanti ogni giorno che passa. Il bilancio delle vittime in Cina è in crescita e un numero sempre più ampio di nazioni sta chiudendo i propri confini ai viaggiatori provenienti da aree a rischio. All’improvviso si registra una carenza globale di maschere chirurgiche. E come con quasi tutti gli eventi mondiali di grande portata dei giorni nostri – siano essi di mero gossip o realmente drammatici come nel caso in oggetto – i truffatori non perdono l’occasione per avvantaggiarsi della situazione e delle nostre paure.

Nel caso del coronavirus, si segnalano già email-phishing che dichiarano di avere informazioni su come proteggersi dalla malattia, ma che in realtà contengono malware con collegamenti Web o allegati.

Quando un’e-mail o un messaggio di testo raggiunge il nostro cellulare o laptop con le promesse d’informazioni, videoclip o foto su un argomento così significativo che attira l’attenzione, il rischio di mettere da parte la tradizionale diffidenza e eseguire il fatale clic è elevato.

In tal caso, la prima cosa che contraiamo a breve è un’infezione da ransomware che presto ha crittografato tutti i nostri dati, applicazioni e sistemi; e che tutto questo si sta diffondendo nei sistemi della società per la quale lavoriamo (se si tratta di dispositivi che utilizziamo anche per lavoro).

Questo cinico sfruttamento di un’emergenza sanitaria globale fornisce un utile promemoria: ci sono “avvoltoi” dappertutto che scansionano sempre l’orizzonte per individuare la vittima e “banchettare”. Ecco, quindi, alcuni consigli di Acronis, leader nella cyber protection, per evitare di diventare vittime di questa situazione.

Come evitare le truffe di phishing in tre passaggi

  1. Diffidare delle comunicazioni di persone che non conosciamo

Oggi è una pratica sempre più impegnativa. Molte persone devono elaborare migliaia di messaggi nel corso dell’attività quotidiana, e sia la pressione del tempo, che la fatica possono contribuire ad abbassare la soglia di sicurezza. Quel che è peggio, poi, è che i truffatori specializzati in phishing stanno migliorando nel creare email dall’aspetto affidabile, e sempre più con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale. Spesso prendendo di mira individui specifici con dettagli estrapolati dai social media e altre fonti online. Come regola generale, se l’oggetto del messaggio di posta elettronica tocca un problema che ci interessa molto o che ci disturba, l’allerta deve essere massima. I criminali informatici sanno che toccando le nostre corde emotive aumentano le possibilità di un’operazione di phishing ben riuscita.

  1. Attuare un programma di formazione sulla consapevolezza della cyber security

Se si ha un ruolo di gestione dei rischi nella propria impresa – sia esso nel settore legale, IT, o della sicurezza – un’ottima idea è quella di organizzare un programma di formazione sulla consapevolezza della cyber security. Un passaggio tipico di questa scelta è l’invio di email phishing – ma innocue – ai dipendenti. Chiunque cada nella trappola dando un follow-up viene invitato a essere più prudente. Altre chiavi del programma riguardano aggiornamenti sulle politiche di sicurezza e conformità nel settore IT della società, suggerimenti su comportamenti di navigazione online più sicuri, e così via. Questi possono essere passaggi realmente preziosi, dal momento che quasi tutti hanno bisogno di un promemoria di aggiornamento riguardo alla sicurezza e su cosa fare o no.

  1. Adottare un’adeguata protezione informatica

Infine, bisogna considerare di aggiornare lo status di backup tradizionale nei dispositivi aziendali con un’adeguata cyber protection: una combinazione di protezione dei dati e sicurezza informatica con anti-malware per dispositivi endpoint, vale a dire i potenziali punti di ingresso per le minacce alla IT security. Questo fornirà alla società una rete di sicurezza contro i più distruttivi e pervasivi tipi di malware che comunemente usano il phishing come vettore di attacco (la maggior parte, in particolare, sono ransomware). Se mai qualcuno dovesse cadere nel tranello del phishing – sia l’oggetto il coronavirus o no – queste misure difensive possono salvare un’impresa da costose perdite di dati e tempi lunghi di inattività.

In tema, Acronis può far valere il proprio collaudato know how. Per maggiori informazioni su Acronis Security Services, incluso il training Acronis Acronis Security Awareness, si può visitare questo link.  Ulteriori informazioni su Acronis Cyber Backup con Acronis Active Protection integrato abilitato per IA, sono invece disponibili a questo link.

8,3 milioni di italiani hanno subito una truffa nel 2019

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Economia, Italia

Dall’RC auto alle carte di credito, dalle utenze domestiche ai conti correnti; sono molti gli italiani che cercano di risparmiare e molti anche i tentativi di truffa ai danni dei consumatori; secondo l’indagine che Facile.it, in occasione del lancio del progetto Spazio Sicurezza ha commissionato a mUp Research, nel 2019 addirittura il 19% dei rispondenti, pari a circa 8,3 milioni di individui, ha dichiarato di essere caduto vittima di una truffa, on o offline.

L’indagine, realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta*, ha analizzato gli ambiti più comunemente presi di mira dai malintenzionati: le assicurazioni auto e moto, le tariffe di telefonia mobile e fissa, la fornitura di energia elettrica e di gas, i prestiti personali, i conti correnti e le carte elettroniche.

«Oggi è possibile trovare moltissime opportunità di risparmio, ma per goderne appieno bisogna saper riconoscere i rischi così da evitare le truffe», spiega Mauro Giacobbe, Amministratore delegato di Facile.it. «La buona notizia è che per proteggersi dagli attacchi molto spesso basta applicare alcuni semplici accorgimenti per non cadere in trappola. Per questo motivo abbiamo lanciato il progetto Spazio Sicurezza, una nuova sezione del sito Facile.it che racchiude guide e consigli su come riconoscere i tentativi di raggiro ed evitare brutte sorprese.».

Ecco a quali ambiti prestare più attenzione

Analizzando i dati a livello complessivo si scopre che se ad essere truffati sono stati in misura identica uomini e donne (19%), i risultati variano significativamente a livello territoriale; al Sud e nelle Isole la percentuale di rispondenti che ha dichiarato di aver subito una truffa lo scorso anno è pari al 21%, mentre i più attenti risultano essere stati i residenti nelle regioni del Centro Italia (16%).

L’ambito in cui i consumatori sembrano cadere più frequentemente vittima di frodi, è quello della telefonia mobile; secondo l’indagine, il 6% degli intervistati ha ammesso di aver subito una truffa in questo campo.

Al secondo posto, parimerito, ci sono le carte elettroniche e le utenze luce e gas, ambiti nei quali il 5% degli intervistati ha dichiarato di essere stato truffato. Guardando più da vicino le carte elettroniche emerge che ad essere caduti in trappola sono stati, in percentuale, più gli uomini (6% rispetto al 5% del campione femminile) e i residenti al Sud e nelle Isole (7%).

Seguono i servizi di telefonia fissa e internet casa; nel 2019 sono caduti vittima di truffe in questo ambito il 4% dei rispondenti, ancora una volta in percentuale più alta gli uomini (5% rispetto al 4% delle donne) e i residenti al Meridione (5%).

Percentuale più bassa, ma non per questo da sottovalutare, per gli altri settori analizzati; nelle assicurazioni auto e moto, nei conti correnti e nei prestiti personali solo l’1% degli intervistati ha ammesso di essere stato raggirato.

* Metodologia: n. 937 interviste CAWI con un campione rappresentativo della popolazione adulta, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale. Indagine condotta tra il 14 e il 15 gennaio 2020.

Disponibile, da oggi il Libro di Andrea Bruno – Evangeli

Scritto da Epigraphia il . Pubblicato in Cultura, Libri

EVANGELI di Andrea Bruno, edito da Epigraphia edizioni è un originale ed interessante connubio tra due lingue che si fondono e si mescolano in un unico libro dando vita ad un coro di stili diversi ed esaltando la “musicalità” del senso, del significato del Vangelo. Il Vangelo, Testo Sacro, viene elaborato nella lingua di origine dell’autore, ovvero il siciliano, per poi essere “tradotto” in versi italiani, ma con un linguaggio particolare, solenne ed uno stile volutamente ricercato, a voler celebrare la sacralità del contenuto e l’antichità della Sacra Scrittura: è anche per questo che richiede al lettore particolare cura nell’approcciarsi al testo. L’autore ha voluto esaltare e rimarcare le sue origini, la sua appartenenza, usando una lingua che gli appartiene, che gli facesse “plasmare” Vangelo per appropriarsene, farlo veramente suo ed infine affiancare al suo dialetto siciliano i versi in italiano, ma non con un linguaggio comune. Intento di questo testo non è quello di voler “indottrinare” il lettore, bensì quello di chiacchierare amichevolmente con lui facendogli cogliere il senso profondo dell’esistenza umana. L’autore dialoga con il lettore e forse, attraverso le sue parole, ha voluto rendere “più accessibile” un testo che può apparire impenetrabile, data anche la sua maestosità ed imponenza, offrendone una possibilità di significato.

Andrea Bruno nasce ad Adrano, in Sicilia. Da piccolo perde  il padre e questo tragico episodio lo fortifica e forgia, fornendogli quella grinta e quella spinta per affrontare la vita. Si definisce un vero “Ottimista con venature di pessimismo”. Dopo essersi laureato in giurisprudenza, si impiega in banca. Ora in pensione si dedica ad una sua forte passione, quella per la scrittura, soprattutto esaltando la lingua siciliana.

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