Master: conoscerli per scegliere il migliore

Scritto da giorgiaminozzi il . Pubblicato in Istruzione

In un mondo del lavoro sempre più competitivo e, soprattutto, in crisi, diventa essenziale attuare le strategie giuste per cercare di inserirsi oppure di far progredire la propria carriera. Un tempo, avere un lavoro equivaleva ad avere un “posto”, definizione di per sé statica, che rendeva bene l’idea di un mondo del lavoro pressoché immobile e nel quale chi entrava era certo di restare. Oggi la situazione è cambiata: a una maggiore precarietà corrisponde il rischio continuo di vedersi sottrarre il proprio lavoro, per questo occorre restare sempre sul mercato e migliorare le proprie competenze, rendendosi in un certo senso indispensabili.

Tra le strategie più efficaci per raggiungere questo scopo vi è quella di frequentare un corso di aggiornamento o di specializzazione. I master sono i corsi con il pedigree più apprezzato, perché le aziende si sono ormai rese conto di poter fare affidamento sulla formazione specialistica erogata dalle business school che organizzano master. La fiducia delle aziende verso tali business school è tale che spesso si rivolgono proprio a loro per individuare gli allievi più brillanti oppure per mandare i propri dipendenti a seguire dei corsi specifici.

Il master, però, è un investimento sostanzioso che non può essere fatto con superficialità. Prima di iscriversi presso una business school, perciò, è necessario valutare alcuni aspetti e scoprire se tale scuola ha i requisiti giusti per far sì che l’investimento sia all’altezza delle aspettative.

  • Ufficio placement: l’ufficio placement è l’ufficio che si occupa di creare un collegamento tra gli ex allievi ed il mondo del lavoro. Grazie alla rete di aziende partner, la business school dovrebbe essere in grado di informare i corsisti delle opportunità esistenti ed occuparsi dell’attivazione di stage e tirocini presso tali aziende. In questo modo, la business school è doppiamente utile: utile ai corsisti, che possono trovare interessanti sbocchi nel mondo del lavoro, ed utile alle aziende, che evitano la trafila burocratica per l’attivazione e la gestione degli stagisti;
  • esercitazioni pratiche: inutile frequentare un master se non ci dà le competenze pratiche di cui abbiamo bisogno per lavorare. Le lezioni teoriche lasciamole alle università: i master devono fornire skill, ovvero competenze e capacità. Per lo stesso motivo, prima ancora che la business school, anche il master stesso deve essere orientato alla professionalizzazione. Alcuni master sono invece molto interessanti ma poco spendibili, sia per la natura troppo poco “pratica”, sia perché si riferiscono a settori già saturi o in crisi. Questi consigli sono utili soprattutto per chi esce da una facoltà universitaria molto teorica come Lettere o Giurisprudenza. Per questi ragazzi diventa fondamentale scegliere un master fortemente orientato alla professione che andranno ad esercitare. Buoni, ad esempio, i master Risorse Umane per i laureati in lettere, quelli in Avvocato d’affari, Giurista d’impresa o Consulente legale per i laureati in Legge.
  • i commenti degli ex-corsisti: un ottimo strumento per capire il valore di una Business School è interrogare gli ex corsisti e cercare di comprendere se e quanto il master abbia fruttato nel loro caso. Una buona Business School non tralascerà di pubblicare sul suo sito i commenti degli ex corsisti, ma informazioni meno “ufficiali” si possono facilmente ricercare anche sul web, andando a leggere le discussioni nei forum o sui social network.

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