M5S sotto assedio

Scritto da Silvio Farnese il . Pubblicato in Italia, Musica, Opinioni / Editoriale, Politica

Grillini = fascisti. Quando la Storia è stata capita male, malissimo.

 
 Dal Mario Adinolfi/blog apprendiamo che Repubblica non si è comportata in modo isomorfo in questi ultimi(?) tempi. La Stampa dovrebbe essere, nei limiti del possibile, pura voce di chi osserva e riferisce a chi non ha la ventura di assistere ai fatti – di solito importanti – che accadono nel mondo. Tra i fatti che esercitano una sicura forza sulla società, ci sono quelli oggetto di narrazioni di marca politica. Ad esempio, il suddetto giornale, ha camuffato con titolazioni politicamente un po’ sciocche i risultati del suo ultimo importante sondaggio Ipr sulle intenzioni di voto degli italiani in vista delle europee. Il quotidiano di Ezio Mauro parla di “Pd al primo posto, il M5S insegue, Grillo davanti al centrodestra”. Tutto in home page (ma sul cartaceo il sondaggio c’è?), tutto tranquillizzante per i lettori che sono in massima prevalenza di centrosinistra. Poi uno apre le tabelle e si imbatte in uno scenario che sarebbe disastroso per il Pd, che viene dato poco sopra il 27% con il M5S al 25.4%, e per Matteo Renzi che potrebbe contare su una coalizione che faticherebbe a toccare il 32%. Sul fatto che Grillo sia davanti al centrodestra la titolazione è semplicemente falsa, perché il centrodestra, cioè la coalizione di Forza Italia-Ncd-Lega-Fdi e listarelle varie veleggia poco sotto il 39%.
Attenzione, dunque, allarme rosso caro Matteo: sei 7 punti sotto i rivali e Grillo è a meno di due punti dal tuo risultato di partito. Ora, sapendo fin dalle scorse elezioni che il voto al M5S è un voto d’impeto, da cabina elettorale, che spesso non viene confessato neanche a se stessi figuriamoci a un intervistatore telefonico, il mio dubbio è che il M5S dopo l’intelligente conquista del centro della scena politica sia ampiamente sopra il 30% dei voti.

Qual è l’errore di Renzi? Lo stesso dei giornalisti di Repubblica, di Paolo Mieli e di Pigi Battista, di Corrado Formigli e di Daria Bignardi, di Giovanni Floris e di Enrico Letta. Aver deciso di dipingere il M5S come il nuovo fascismo, aver assecondato la linea Boldrini, quella del “pestaggio mediatico” contro Augias e dei seguaci del blog di Grillo come “potenziali stupratori”. Il grido dei potenti dà fastidio, suona falso e a protezione dei propri privilegi. Il grillino naif e casinista, platealmente antisistema al limite con l’eversione invece piace.
Renzi sbaglia a definire squadristi i parlamentari di Grillo. Queste cazzate le faccia dire ai robertisperanza. Lui no, lui è Renzi: la sua forza è stata tutta riposta nel saper incarnare lo spirito del rottamatore, la sua concretezza piace (piaceva?) perché era (è?) essa stessa eversiva.

Caro Matteo, devi ribaltare la linea. Il M5S incarna uno scontento diffusissimo e un’ostilità verso la classe dominante (non solo politica, ma anche giornalistica e bancaria, quasi sempre in Italia pesantemente intrecciate) che deve tornare a essere anche la tua. Paradossalmente dovresti scavalcare il grillismo a sinistra, non metterti a fare il cane da guardia del sistema. Non hai niente da guadagnarci, il sistema fagociterà anche te e infatti oggi Repubblica ti propone di andare subito alla presidenza del Consiglio.
Ti vogliono in sella, ti vogliono come garante dei loro interessi. Non dare l’impressione che fosse questo, solo questo, il motivo della tua grande e appassionata battaglia.
Un rottamatore non considera “squadristi” dei dissacratori. Un rottamatore, anzi, li guarda con simpatia. Che sia evidente questa tua simpatia, così li disinnescherai. Porta a casa l’Italicum e di’ con sincerità che è l’unica riforma praticabile che ti interessa, tutto il resto (abolizione del Senato e altre amenità) con questo Parlamento non si può fare. Con in mano la vittoria della riforma elettorale, vai da Napolitano, chiedigli di rimanere in carica e di firmare lo scioglimento delle Camere. Da rottamatore vero, fai liste senza compromessi e gioca per vincere. A ottobre, tre mesi prima di diventare quarantenne, potrai essere presidente del Consiglio praticamente eletto direttamente dal popolo italiano.
Se invece ti metterai a traccheggiare tra fregnacce propagandistiche che sai irrealizzabili con questi equilibri parlamentari, tipo il job act e la riforma costituzionale, bacchettando continuamente qualche legittima protesta del M5S invece di chiedere le dimissioni di un presidente della Camera palesemente inadeguato e privo della grammatica istituzionale di base come Laura Boldrini, allora diventerai uno dei tanti.
Uno dei tanti segretari del Pd che hanno perso le elezioni.
Silvio Farnese/Giudizio critico: ascoltatevi
 

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Silvio Farnese

Giornalista web freelance.