Liberi professionisti e amministrazione locale: nessuna regione italiana raggiunge la sufficienza

Scritto da Alessandra Moretti il . Pubblicato in Economia, Italia

Ad un campione di 5.000 lavoratori autonomi e ditte individuali iscritte a ProntoPro e residenti in tutte le regioni d’Italia è stato chiesto di indicare quale sia la propria opinione e valutazione in merito alle pratiche di amministrazione regionali e locali che influenzano la loro capacità di avviare, gestire e far crescere la propria attività. Il primo e sconfortante dato è che nessuna regione italiana riesce a raggiungere la sufficienza piena.

I professionisti sono stati invitati ad esprimere il proprio parere, indicando attraverso un valore da 1 a 10 il proprio grado di soddisfazione su diverse tematiche relative alle pratiche di amministrazione regionale (si va dalla semplicità di apertura di nuovi business al supporto della regione nella conoscenza dei bandi europei) ed è emerso che gli abitanti del Trentino Alto Adige sono quelli più soddisfatti dato che hanno valutato la propria regione con un punteggio medio di 5,35.

Entrando nel merito delle tematiche su cui i liberi professionisti sono stati chiamati ad esprimere il proprio parere si registra un generale scontento già dai riscontri ottenuti al primo quesito relativo alla semplicità di apertura di un nuovo business: tutti hanno espresso perplessità dato che il punteggio medio nazionale è pari a 3,49 e se i lombardi sono quelli che si sentono più a proprio agio quando pensano agli impegni da gestire in fase di apertura di una nuova attività (valutazione media 4,83), i molisani sono quelli che vivono questa fase peggio degli altri (votazione media 2,05).

Gli abitanti della Basilicata e del Molise sono quelli che reputano più inefficienti le infrastrutture indispensabili al proprio lavoro e le comunicazioni relative  ai bandi e alle iniziative europee che supportano i giovani, le donne e l’imprenditoria in generale. Se infatti la valutazione media nazionale per queste due tematiche dà luogo a risultati pari a 4 e 3,5, nelle regioni prese in considerazione, il valore scende a 2,11 e 1,75.

Tra i più soddisfatti in materia di rispetto delle norme di tutela e sicurezza sul lavoro gli emiliani (valutazione media 6,44), mentre altoatesini e trentini sono i più contenti del confronto con la pubblica amministrazione (voto medio 5,6): non si rivelano insoddisfatti in materia di dialogo con burocrazia e giustizia civile.

Se un conoscente chiedesse loro un consiglio in merito all’avvio di un’attività in proprio in Italia, il 47,05% dei rispondenti dichiara che di sicuro lo dissuaderebbe e solo il 10,50% lo esorterebbe ad aprire la partita IVA.  

In generale si può notare il fatto che nessuna regione abbia raggiunto la piena sufficienza, ma in generale quelle che hanno accumulato più valutazioni positive sono state: la Valle d’Aosta (5,17), la Lombardia (4,84), l’Emilia Romagna (4,73) e il Friuli Venezia Giulia (4,61). Quelle invece in cui i giudizi sono stati più negativi si sono rivelate: il Molise (2,54), la Sicilia (2,72), la Liguria (2,92), la Calabria (2,96) e la Basilicata (2,96).

“Tutti sanno che l’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di liberi professionisti in Europa. Affinchè questi possano ritrovare la fiducia, una delle componenti più importanti per guidare la crescita, un percorso obbligato deve essere l’apertura delle amministrazioni locali nei confronti di innovativi percorsi di crescita che passino attraverso una digital-strategy capace di orientare il mondo del lavoro autonomo e professionale – ha detto Marco Ogliengo, amministratore delegato di ProntoPro”.