Il punto di vista del chirurgo Bruno Bassetto in tema di mastoplastica additiva

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Italia, Salute

Bruno Bassetto svolge l’attività presso la sua clinica specialistica, la Marostica Salus con sede a Marostica (VI) ma esercita anche in altri ambienti e studi rinomati tra Veneto e Trentino. È un nome altisonante nel campo della chirurgia plastica ed estetica. Vi si dedica da lungo tempo con passione e dedizione. Nella sua professione sono richieste intraprendenza, capacità e competenza, doti che possiede e grazie alle quali ha raggiunto risultati eccelsi, conquistandosi il placet di oltre 5000 pazienti che  si sono affidati con piena fiducia e completa stima.

Tra le operazioni più richieste menziona la mastoplastica additiva, comunemente conosciuta come intervento per aumentare volume e dimensione del seno.

Bassetto afferma “Questa operazione serve per accrescere il volume di un seno piccolo, per modularne la forma e riequilibrarne le proporzioni. Si tratta di chirurgia plastica di rimodellamento, che mira a ottenere un risultato con effetto assolutamente naturale alla vista e al tatto“.

Il Dott. Bassetto dice, che il mantenimento del volume del seno ha durata permanente, garantita e costante, poiché le protesi non risentono di mutamenti e trasformazioni del corpo, derivanti da gravidanza e dimagrimento. Quindi, il volume si conserva invariato e inalterabile. Inoltre, è possibile allattare al seno, in quanto non viene impedita né compromessa la regolare funzione ghiandolare. L’inserimento della protesi non è preclusivo, perché viene fatto con incisione posteriore alla ghiandola mammaria e non genera alcuna ingerenza di disturbo con essa.

Argomento focale e piuttosto delicato, da sempre oggetto di controversi dibattiti, è l’ipotetico collegamento tra protesi e tumore al seno. Al riguardo Bassetto sottolinea con fermezza, che se ci fossero delle connessioni accertate senza dubbio gli interventi verrebbero proibiti in totus. Infatti, le consistenti ricerche approfondite non hanno mai dimostrato alcuna concreta correlazione con l’insorgenza tumorale in questione.

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