Guida in stato d’ebbrezza, normativa e buon senso

Scritto da seoguru il . Pubblicato in Automobili

Tra i reati previsti e disciplinati direttamente dal Codice della Strada c’è la “guida in stato di ebbrezza”. La severità delle norme che fanno parte del corpus di legge mostra quanto lo Stato stia tentando di arginare un fenomeno purtroppo molto diffuso nel nostro Paese.
Una delle cause di incidenti stradali più frequenti è proprio l’abuso di sostanze alcoliche da parte del conducente del veicolo, che si mette alla guida dopo aver bevuto, spesso inconsapevole o noncurante delle conseguenze di tale decisione. Le statistiche parlano chiaro, e sono moltissimi gli incidenti stradali legati a tale reato, che si registrano, nella maggior parte dei casi, nella fascia oraria che va dalle 22,00 alle 7,00 di mattina.

Più precisamente, è l’articolo 186 del Codice della Strada che disciplina tale reato, spiegando che la condotta punita dalla Legge è la cosiddetta guida “in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche”. Nella terminologia medica si definisce “ebbrezza” lo stato iniziale dell’intossicazione alcolica, che si manifesta con una perdita temporanea dell’equilibrio psicofisico del soggetto, accompagnata da una modifica del suo comportamento abituale e da un rallentamento della sua percezione della realtà a causa dell’abuso di sostanze alcooliche. Queste, se presenti in misura eccessiva nel nostro organismo, agiscono influenzando le nostre facoltà neuro-cognitive e i nostri processi di reazione. Diventa semplice intuire quanto bere qualche bicchiere di troppo possa influenzare le nostre capacità di guida, rappresentando dunque un rischio per la nostra salute e per quella dei nostri passeggeri.

Dal punto di vista giuridico, la “guida in stato di ebbrezza” è un reato di competenza del Tribunale del luogo in cui è avvenuta la violazione. Un soggetto è considerato in stato di ebbrezza qualora il valore del suo tasso alcolemico risulti superiore a 0,5 g/l. Tale valore viene misurato attraverso il cosiddetto etilometro elettronico, il quale registra la quantità di alcool nel sangue attraverso l’aria espirata dall’individuo. Il test viene effettuato dalle forze dell’ordine e ripetuto generalmente due volte, a distanza di un intervallo di cinque minuti.

Come variano le sanzioni? Esse sono determinate direttamente dal tasso alcolemico del conducente registrato durante il controllo.
Nel caso in cui il valore sia compreso tra 0 e 0,5 g/l non è prevista nessuna sanzione, a meno che non si tratti di un conducente di età inferiore ai 21 anni e neopatentato.
Qualora il tasso alcolemico del conducente sia superiore a 0,5 ma inferiore a 0,8 g/l, la sanzione prevede il pagamento di una somma che oscilla dai 500 ai 2.000 euro, a seconda dei casi, accanto alla sospensione della patente.
Se invece il valore supera gli 0,8 g/l ma risulta tuttavia inferiore agli 1,5 g/l, la sanzione potrebbe tradursi nell’arresto sino a sei mesi, nella sospensione della patente di guida, e nel pagamento di una somma che nei casi più gravi arriva sino ai 3.200 euro.
Il caso limite è rappresentato poi dalla presenza di un tasso alcolico superiore a 1,5 g/l, situazione che prevede addirittura la confisca del veicolo del conducente che ha commesso reato, naturalmente a patto che l’automobile sia di sua proprietà.
Chi è colto alla guida di un veicolo in stato di ebbrezza perde inoltre 10 punti dalla patente, che per i neopatentati possono arrivare sino a 20.

Che cosa accade, invece, se il conducente si rifiuta di sottoporsi al controllo del valore alcolemico? Si ricorda che chi rifiuta di sottoporsi ad accertamento etilometrico commette un illecito, la cui sanzione corrispondente prevede: arresto che va da 6 mesi a un anno, ammenda compresa tra 1.500 e 6.00 euro, sospensione della patente da 1 a 2 anni, decurtazione di 10 punti dalla patente di guida e fermo amministrativo del veicolo per tre mesi circa, se il veicolo appartiene al conducente che ha commesso reato.

Dunque, usare il buon senso non solo quando si è alla guida, ma anche prima, scegliendo di non guidare se non si è nelle condizioni ottimali a causa di qualche bicchiere di troppo, è sempre l’unico modo per tutelare la propria sicurezza e quella dei nostri passeggeri, e viste le norme in merito, non conviene correre il rischio.

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