Gran Bretagna – legge sull’utilizzo di materiale a scopo parodistico protetto da diritto d’autore, ne parla il manager Salvo Nugnes

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura, Dal Mondo, Opinioni / Editoriale, Satira

Abbiamo intervistato il noto manager Salvo Nugnes, produttore di grandi eventi in ambito artistico culturale per farci rilasciare alcune dichiarazioni in merito alla modifica di legge, che entrerà in vigore ufficialmente in Gran Bretagna dal prossimo 6 aprile, riferita all’utilizzo a scopo parodistico di qualsiasi materiale protetto dal diritto d’autore.

1) Come concepisce questa nuova legislazione britannica?

Direi, che il 6 aprile 2014 sarà una data da ricordare nel tempo per il mondo dell’arte britannica, un passo importante e di significativa valenza per il governo, che non aveva mai emanato misure specifiche in materia, a differenza di altri paesi come la Francia, la Germania, gli Stati Uniti. Infatti, nel 2001 aveva respinto la direttiva sulla copyright pubblicata dall’Unione Europea, che prevedeva precise disposizioni verso le caricature, le parodie e i cosiddetti “pastice”.

2) Da cosa pensa scaturisca questa nuovo orientamento del governo britannico?

Ritengo, che questa nuova prospettiva di orientamento sia generata dall’esigenza di uniformarsi alle misure già adottate all’estero, per ottenere conseguenti vantaggi a livello economico e di pianificazione logistica dell’intero sistema.

3) L’Italia invece come si pone al riguardo?

Da noi la questione risulta meno complicata e delicata nella gestione, poiché il “diritto alla parodia” si appoggia per la sua tutela alla libertà artistica, contemplata e disciplinata dalla Costituzione. In particolare, se la rielaborazione di un’opera è sufficientemente originale da modificare il messaggio di partenza, le due versioni vengono concepite in distinta autonomia e non sussiste alcun rischio di violazione della proprietà intellettuale. A tal proposito, si può ricordare l’esimio maestro Tiziano, già precursore in merito per la sua epoca, quando nel 1540, in tempi ovviamente ancora non sospetti, si cimentò nella parodia del Laocoonte, raffigurandolo con tratti marcatamente scimmieschi.

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