Gabriele Moretti: “Che fine ha fatto il metodo sperimentale?”

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Gabriele Moretti evidenzia come sia necessario per il mondo scientifico, nell’ambito della fusione fredda, una revisione dei pregiudizi teorici

Gabriele Moretti

Gabriele Moretti: “La scienza abbandoni i pregiudizi dell’attuale teoria sulla fusione fredda”

Prima della rivoluzione scientifica – spiega Gabriele Moretti nel suo blog “Diario di un futuro inventore” – la nostra specie trovava il limite di ciò che è possibile nei dogmi religiosi e nelle leggi dei sovrani. L’avvento del metodo sperimentale ha permesso all’umanità di uscire da un mondo fatto di credenze e magia: la scienza ci ha portato così a mettere in discussione ciò che sapevamo e credevamo fosse vero. Oggi sono proprio gli scienziati a insegnarci quali sono questi limiti, partendo dall’osservazione dei fenomeni e sviluppando teorie la cui veridicità è sempre messa in discussione. Alla fine degli anni ’80, due studiosi statunitensi (Martin Fleischmann e Stanley Pons) annunciarono alla comunità scientifica di aver trovato il modo di far avvenire la cosiddetta fusione fredda. Il tutto, chiarisce Gabriele Moretti, attraverso: “Un nuovo modo di estrarre energia dagli atomi, senza il rischio radioattivo della fissione e a condizioni di temperatura e pressione gestibili in un’apparecchiatura da scrivania”. Gli esperti misero da subito in discussione i risultati della loro ricerca, in quanto risultava in contrasto con le teorie ancora oggi universalmente accettate, col risultato che entrambi gli scienziati furono stigmatizzati e infangati, tanto che alla fine Fleischmann venne cacciato dalla Royal Society, istituzione prestigiosa di cui era membro da diverso tempo.

“Concedere il beneficio del dubbio”. L’opinione di Gabriele Moretti

Il fatto che gli attuali modelli di fisica quantistica siano riusciti a prevedere l’esistenza di particelle subatomiche prima ancora della loro osservazione, sottolinea Gabriele Moretti, certo non aiuta la comunità scientifica a mettere in discussione le proprie convinzioni. Anche l’apparizione di personaggi ambigui, spesso mossi dalla ricerca di fama e denaro facile, certo non ha aiutato a costruire un’immagine edificante della teoria della fusione a freddo. Eppure, osserva l’aspirante inventore e imprenditore piemontese: “Migliaia di volte è stato confermato il fenomeno del calore in eccesso e delle trasmutazioni e molte ricerche sono state pubblicate”. Il pericolo, sempre secondo Gabriele Moretti, è che come già successo in passato, la comunità scientifica ignori la possibilità di concedere il beneficio del dubbio: “In fondo una nuova fonte di energia pulita ed inesauribile mi sembra un buon motivo per abbandonare i pregiudizi dell’attuale teoria e per indossare di nuovo le lenti curiose e laiche della scienza”. Nel 1808 un chimico inglese, John Dalton, asserì l’impossibilità di trasmutare gli elementi, ricerca inseguita per millenni dagli alchimisti di tutto il mondo. Un secolo dopo la stessa scienza provò che lo studio britannico aveva torto: Rutherford eseguì nel 1919 la prima trasmutazione artificiale in laboratorio, dimostrando a tutti quanto il metodo sperimentale fosse valido: “Gli alchimisti avevano ragione!”.

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