Frequentare un master mentre si lavora

Scritto da giorgiaminozzi il . Pubblicato in Istruzione

Si parla molto, al giorno d’oggi, di precarietà e flessibilità, facendo riferimento ad un mondo del lavoro che non garantisce i più deboli e che non dà ai giovani le tutele di cui avrebbero bisogno per costruire un futuro. Tutto questo è vero, ma si dimentica molto spesso che la flessibilità offre anche un’opportunità (e proprio per quel motivo venne introdotta): reinventarsi, mettersi in discussione, modificare il proprio percorso di carriera, evitare di entrare in una routine lavorativa di cui molti della vecchia generazione si lamentavano.

Se si entra in quest’ottica, si capisce bene come mai molti giovani (anche più che trentenni)  già in possesso di un lavoro decidano di frequentare un master o un analogo corso di specializzazione anni dopo aver concluso gli studi universitari. L’idea di frequentare un master mentre si lavora può dipendere da diverse esigenze:

  • volontà di miglioramento della propria carriera: spesso, per cambiare mansione all’interno dello stesso ufficio o anche per cambiare del tutto lavoro bisogna rendere il proprio curriculum “appetibile”. La propria carriera si può sbloccare grazie ad un master o ad un corso di specializzazione che sia occasione per aggiungere una nuova qualifica al proprio cv. Immaginiamo ad esempio il caso di un lavoratore del settore economia aziendale stanco di un’attività di tipo tecnico-amministrativo e desideroso di passare a mansioni di tipo analitico, quando non addirittura a ruoli di tipo manageriale. Il suo sbocco più naturale sarà il campo della finanza, per il quale possiede le basi, in parte anche l’esperienza ma non ancora le credenziali. Una possibilità per questo tipo di lavoratore è quella di scegliere un buon master finanza che lo indirizzi al settore desiderato: master finanza aziendale, master amministrazione finanza e controllo, un prestigioso MBA e così via;
  • completamento del percorso universitario: se subito dopo la laurea triennale lo studente ha cercato lavoro, potrebbe desiderare di completare il proprio curriculum con il titolo che ancora gli manca, cioè quello di una specializzazione. Alcuni puntano sulla laurea specialistica, ma se questa scelta risulta troppo onerosa (lunga e costosa), l’alternativa è un master, con una durata ed un carico di studio sicuramente inferiore;
  • acquisizione di crediti formativi: alcune professioni (avvocati, dottori commercialisti, medici etc.) sono tenute a spendere ogni anno delle ore per dei corsi di aggiornamento al termine dei quali vengono rilasciati dei crediti formativi. Ci sono in circolazione alcuni master che danno diritto al riconoscimento di crediti, perciò si può optare per una scelta di qualità con un master che sia realmente un percorso di aggiornamento e specializzazione fruttuoso. Qualche esempio? Ce n’è per ogni gusto, dai ovvero master accreditati consulente del lavoro ai master accreditati per avvocati, per medici, per commercialisti etc.

Le soluzioni pratiche per chi intende frequentare un master mentre lavora sono diverse:

  • approfittare della “formula week end” di alcune business school, ovvero dei corsi organizzati il venerdì sera, il sabato e la domenica appositamente per chi ha altri impegni durante la settimana;
  • chiedere alla propria struttura lavorativa se sono previsti rimborsi per la formazione dei dipendenti;
  • approfittare dei permessi studio, cioè del monte ore di permessi retribuiti previsti in alcuni contratti collettivi (ad esempio quello dei metalmeccanici).

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