Formazione continua, formazione permanente e sostegno all’occupabilità

Scritto da giorgiaminozzi il . Pubblicato in Istruzione

Esiste ancora il posto fisso? A quanto pare no, e la flessibilità sembra essere ormai una “regola”. La flessibilità non è necessariamente qualcosa di negativo: permette infatti di organizzare i propri tempi di lavoro, di mettere in piedi dei progetti personali, di modificare o migliorare in itinere il proprio percorso lavorativo. La flessibilità, tuttavia, può essere anche subita, perché vissuta come un’imposizione o un ricatto. Proprio per questo, i lavoratori devono comprendere come restare competitivi sul mercato del lavoro per non subire la concorrenza di lavoratori più giovani (per forza di cosa più aggiornati) o, in generale, di sistemi produttivi più nuovi e aggressivi sul mercato.

Uno degli strumenti più forti in mano ai lavoratori è la formazione permanente. La formazione permanente è un tipo di formazione che non si esaurisce con il tradizionale percorso scolastico, ma prosegue fino alla vecchiaia, nella consapevolezza che la cultura sia un diritto e un mezzo con cui migliorare le proprie condizioni di vita.

In Italia la formazione permanente è inserita nel quadro legislativo della formazione continua. I corsi di formazione continua (come quelli erogati dallo IAL) sono funzionali a:

  • reinserimento e riqualificazione professionale di lavoratori licenziati o in mobilità/cassa integrazione;
  • aggiornamento professionale di lavoratori ormai “maturi” ai fini di non far invecchiare il loro tipo di professionalità.

La formazione continua può essere finanziata in proprio da ogni singola persona, ma per l’utilità (anche sociale) che riveste, essa viene erogata in maniera semi-gratuita o fortemente scontata grazie ai finanziamenti stanziati dagli enti amministrativi o dal Fondo per lo Sviluppo Europeo.

I corsi di formazione continua esistenti vengono finanziati tramite voucher formativi, ovvero voucher che rimborsano al lavoratore la somma spesa dietro la presentazione di un piano di formazione individuale; tramite fondi paritetici per la formazione, che vengono finanziati in parte grazie ad un prelievo sui contributi dei lavoratori; tramite voucher aziendali, che rimborsano al datore di lavoro una parte della somma spesa per la formazione.

Grazie alla formazione continua, l’Europa intende reagire all’invecchiamento della forza lavoro e alla concorrenza di altri mercati stranieri, ma soprattutto offrire un sostegno attivo all’occupabilità, che viene definita come la capacità delle persone di restare attive sul mercato del lavoro cercando, trovando e mantenendo un’occupazione. La formazione continua, inoltre, viene considerata un forte strumento di integrazione culturale e di inclusione nella cittadinanza attiva, come dimostra il fatto che vengano attuati anche piani formativi rivolti ai cittadini immigrati.

Tags: ,