Firenze: Giovanni Acerboni presenta la norma UNI sulla scrittura professionale

Scritto da alicebabol il . Pubblicato in Aziende

Milano, 2 dicembre 2013. Dopo Milano, il 20 settembre scorso, è ora la volta di Firenze, presso il Punto UNI di Confindustria Firenze (via Valfonda, 9). Martedì 3 dicembre 2013, dalle ore 15, Giovanni Acerboni presenterà la norma UNI 11482 “Elementi strutturali e aspetti linguistici delle comunicazioni scritte delle organizzazioni”, di cui è stato proponente e relatore, nell’ambito del convegno “Scrittura professionale delle istruzioni per l’uso: realizzare informazioni tecniche di elevata leggibilità riducendo i costi”. L’intervento di Acerboni sarà preceduto da quello di Romano Mambelli (“controlled language”, nuove regole e strumenti per scrivere le istruzioni per l’uso) e seguito da quello di Elena Cordani (la traduzione della documentazione tecnica: norme di riferimento, sistemi di traduzione assistita e di traduzione automatica, affidabilità e sicurezza).

Acerboni si propone di illustrare la norma, il cui scopo è aiutare le organizzazioni a migliorare l’efficacia della loro comunicazione esterna e interna, a stampa e digitale, i cui volumi sono cresciuti spesso oltre il limite del gestibile, producendo danni non solo comunicativi di varia natura ed entità. Tra le ‘regole’ utili a questo scopo vi è quella che prescrive come si struttura un titolo (o oggetto), che è il primo elemento in cui si imbatte il destinatario. Secondo la norma, il titolo garantisce al destinatario che comprenderà in otto secondi al massimo se leggere quello che ha ricevuto oppure no (e senza perdere informazioni utili). Il destinatario che leggerà poi un testo composto secondo la norma non faticherà a decodificarlo, perché la norma indica anche alcune soluzioni per semplificare la sintassi e il lessico, così oscuri nelle comunicazioni burocratiche (pubbliche e private). Queste regole, come tutte le altre, valgono per comunicati stampa, lettere e e-mail, circolari, manuali, offerte commerciali, progetti e relazioni, position paper, ecc. La norma indica dunque alle organizzazioni sia una struttura testuale razionale, che sintetizza le best practice in uno standard contestualizzabile, sia delle modalità linguistiche indispensabili per farsi capire.

Ma Acerboni ha anche un secondo obiettivo: illustrare ai partecipanti alcuni strumenti pratici utilizzabili subito per rendere conformi i documenti aziendali attraverso un micro corso di formazione in meno di un’ora. Sulla base di alcuni esempi autentici, involontariamente molto divertenti, Acerboni guiderà i partecipanti a comporre un titolo giusto e a riscrivere alcune frasi in buon italiano.

Giovanni Acerboni, italianista, è titolare della società di consulenza e formazione L’ink Scrittura professionale, che ha tra i suoi clienti Banca d’Italia, vari enti locali (Regioni, Comuni, Province), le banche principali, diverse multinazionali (ENI, Roche) e una trentina di associazioni confindustriali. Acerboni ha al suo attivo oltre cento pubblicazioni, tra cui i volumi Progettare e scrivere per Internet (McGraw-Hill 2005) e Manzoni e il vero falsificato (Aracne-Casa del Manzoni, 2012).