Fecondazione Eterologa: in Italia impossibile senza donazioni.

Scritto da faberrimo il . Pubblicato in Salute

Fecondazione EterologaQuando fu promulgata la legge 40, nessuno immaginava che, oltre che una norma controversa, sarebbe stata una vera fucina di posti di lavoro. In tanti si sono impegnati a difenderla e a combatterla, a tutti i livelli, dai tribunali nazionali, fino a quelli internazionali. Al momento una stima ancora non è possibile, ma di certo ha creato molte opportunità di reddito per gli operatori del settore legale. E ora? La storia continua perché c’è stata ancora una bocciatura per la legge che in Italia regolamenta la fecondazione medicalmente assistita, visto che, a quanto pare, negare la possibilità di praticare la fecondazione eterologa sarebbe in contrasto con i diritti costituzionali.

Inseminazioni transnazionali
La fecondazione eterologa, per chi non ne fosse informato, è una pratica di procreazione medicalmente assistita che utilizza cellule riproduttive, dette anche gameti, esterne alla coppia. Questa possibilità di procreare con spermatozoi od ovuli di donatori o donatrici, è consentito in molti dei Paesi europei, ma non in nel nostro. Una coppia italiana per sottoporsi ai trattamenti per la procreazione eterologa si reca normalmente  all’estero.

Un bebè uguale per tutti!
In un’ordinanza deposta il 29 marzo 2013, il Tribunale civile di Milano, afferma che impedire la fecondazione eterologa va contro i diritti previsti nella nostra Costituzione. Per questo motivo è stato  chiesto alla Consulta di pronunciarsi su questo punto. La legge 40 impedendo la fecondazione eterologa andrebbe ad intaccare il diritto fondamentale all’autodeterminazione della coppia, il principio di uguaglianza tra le coppie e il diritto alla salute. Tra le osservazioni sollevate dai giudici del Tribunale di Milano, viene messo in evidenza che “il divieto normativo presente nella legge 40 condiziona la possibilità delle coppie eterosessuali sterili o infertili nel proprio diritto di determinare la propria condizione genitoriale e, quindi, di poter concorrere liberamente alla realizzazione della propria vita famigliare”.

Un consulto dalla Consulta.
Ora il “pallino” è nelle mani della Corte Costituzionale che si dovrà pronunciare sul merito di queste motivazioni. I legali che stanno promuovendo questa causa sono ottimisti e prevedono una soluzione che in capo a qualche mese, o al massimo entro la fine del 2013, possa cambiare la legge.

Ma se cambia la legge, in Italia che succede?
Abbiamo fatto questa domanda al dottor Antonio Scotto, direttore del Centro di Fecondazione Assistita e di studio e terapia della coppia infertile, che ci ha risposta così: “Il fatto che tra qualche mese sarà possibile in Italia la pratica della fecondazione eterologa, purtroppo non avrà l’effetto che tutti si aspetterebbero, almeno nel breve periodo” – E perché? Quale altro impedimento ci sarebbe? ” Il vero problema, al momento, sarebbe l’ovodonazione. In Italia, ad oggi, le uniche donne che possono donare sono quelle che si sottopongono a cicli di fecondazione assistita. Infatti, talvolta, accade che rimangano alcuni ovuli non fecondati, che possono essere donati. Un atto di grande generosità fatto da donne che vorrebbero aiutare altre donne, che però non offre grosse percentuali di successo. D’altronde, se nella coppia è la donna ad essere colpita da una patologia che le impedisce di portare a termine una gravidanza, probabilmente non potrà offrire a chi ne avrebbe bisogno, un ovulo che garantisca buone possibilità d’essere fecondato”.

E all’estero invece come funziona?
“Nei Paesi europei che da tempo già prevedono la pratica della fecondazione eterologa, ci sono centri specializzati, con i quali anche il CIFE, Centro Internazionale per la Fecondazione Eterologa, del quale sono direttore, e che lavorano per selezionare e conservare ovuli che possano dare grandi opportunità di successo al momento della fecondazione. Va ricordato che ogni volta che, per quanto semplice, l’intervento di ovodonazione, rimane comunque invasivo, ed avviene a seguito di cure ormonali piuttosto consistenti. Dover affrontare quest’intervento prevede un impegno fisico e psicologico da parte delle donatrici davvero notevole e prima che si possa innescare in Italia un meccanismo che permetta di avere ovuli di qualità, da parte di donatrici in salute, ci vorrà un po’ di tempo. Di certo, va detto, che, anche se piano, con la possibilità di poter praticare la fecondazione eterologa anche in Italia, le cose possono cambiare”.

Fabrizio Morrone
Centro Fecondazione Assistita Roma, Napoli

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faberrimo

Giornalista on line. Curo la stesura di articoli per diversi siti.