Europei e tecnologia: cosa è cambiato in un indagine Forrester

Scritto da Ricercare Imprese il . Pubblicato in Tecnologia

Come è cambiato il rapporto tra consumatori e tecnologia nel corso del tempo? A questa domanda ogni azienda orientata al marketing cerca di dare una risposta che le consenta di pianificare le sue strategie di vendita, distribuzione e promozione sui media più efficaci verso il target di riferimento. Per questo la Forrester Research, istituto internazionale di ricerche di mercato che annualmente indaga sui consumatori americani, per la prima volta ha studiato i cosiddetti paesi dell’area UE 5 – Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito –  dando vita ad un rapporto capace di gettar luce sulla relazione tra gli europei e la tecnologia, e di segnalare i cambiamenti di comportamento generati dai progressi digitali.

Con il rapporto “The State Of Consumers And Technology: Benchmark 2012, Europe”, la Forrester ha scoperto che gli europei, oggi, sono più connessi che mai: più della metà possiede diversi dispositivi – desktop, laptop, netbook, tablet, smarthphone – e quasi il 75% naviga su internet almeno una volta al mese. Chiaro, quindi, che un’Europa sempre più digitalizzata sia un continente che stimola un interesse crescente da parte delle aziende che operano su un mercato globale. Tuttavia, bisogna sottolineare le opportune differenze tra i consumatori europei nei diversi mercati nazionali: se è vero che ormai per tutti la tecnologia ha un ruolo di prim’ordine nella vita quotidiana e nei comportamenti di consumo, è vero anche che ci sono grosse differenze tra i diversi paesi UE, in relazione all’uso di internet, al rapporto con la tecnologia e al livello di alfabetizzazione tecnologica.

È il Regno Unito a meritarsi il titolo di paese leader per il mercato digitale: gli inglesi, infatti, sembrano gli europei più a loro agio con la tecnologia, sia per quanto riguarda semplicemente il navigare su internet, che per quanto concerne gli acquisti online e l’uso di dispositivi mobili. Addirittura il 10% dei britannici ha già cominciato ad comprare sul web con il cellulare. Lo stesso non si può dire per i francesi, che sembrano i più refrattari all’uso dei nuovi media. La Francia, tra quelli analizzati, è il paese europeo che mostra il più lento assorbimento della tecnologia: i cugini d’oltralpe sono quelli che possiedono meno computer e cellulari, navigano poco e acquistano online ancora meno. E se la Francia non sembra una miniera d’oro per i retailer, al contrario la Germania rappresenta un mercato ricco di opportunità, con più di 46 milioni di consumatori che comprano abitualmente online, con uno scontrino medio di 225€. Tre tedeschi su quattro, negli ultimi tre mesi, hanno ordinato prodotti o servizi online, ma la loro dimestichezza sugli e-commerce non è la stessa su social media e applicazioni mobile, ai quali, i teutonici, sembrano più lenti ad abituarsi. Molto attivi su tutti i fronti, invece, sia gli italiani che gli spagnoli. In questi paesi mediterranei, la percentuale di popolazione che va su internet è nettamente inferiore a quella  delle altre tre nazioni analizzate –  il 58% degli italiani e il 69% degli spagnoli naviga almeno una volta al mese – tuttavia, coloro che vanno online appaiono molto attivi sul web e soprattutto sui social media:  in entrambi i paesi, ad esempio, due terzi della popolazione online ha account su Facebook.

Questi sono alcuni spunti interessanti di “The State Of Consumers And Technology: Benchmark 2012, Europe”, un rapporto ben più ampio e ricco di dati rilevanti per le aziende che hanno intenzione di investire in Europa.

Redatto da Ricercare Imprese

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