Eni: l’AD Claudio Descalzi presenta il supercomputer HPC4

Scritto da Gianni Ronni il . Pubblicato in Aziende, Tecnologia

L’intervento dell’AD di Eni Claudio Descalzi all’evento “Imagine Energy. Storie di dati, persone e nuovi orizzonti”, un’importante occasione per presentare il supercalcolatore HPC4 sviluppato dal gruppo e fare il punto sul percorso di trasformazione digitale intrapreso circa trenta anni fa.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: “Il supercalcolatore HPC4 di Eni tra i dieci sistemi più potenti del mondo”

La digitalizzazione è una risorsa fondamentale per Eni: l’AD Claudio Descalzi lo ha ribadito intervenendo lo scorso 22 febbraio all’evento “Imagine Energy. Storie di dati, persone e nuovi orizzonti” che si è tenuto al Green Data Center di Ferrera Erbognone (Pavia). Il sito, il datacenter più efficiente a livello mondiale, ospita infatti il supercalcolatore HPC4, il più recente frutto dell’impegno e degli investimenti del gruppo in questo ambito. “La digitalizzazione è una questione di sicurezza: vogliamo fare dei gemelli digitali per ciascuna delle nostre strutture, per la sicurezza sia delle nostre persone sia dei macchinari” ha affermato l’AD, spiegando che in questo momento sono 150 i progetti in stato di avanzamento, trasversali a tutte le aree di business: l’obiettivo è raggiungere importanti benefici economici operativi nel medio e breve termine. “Questi potentissimi computer ci aiutano molto a minimizzare l’incertezza, a minimizzare il rischio degli investimenti e il rischio per l’integrità delle attrezzature e delle persone” ha specificato Claudio Descalzi sottolineando come il supercalcolatore parli interamente italiano: “Abbiamo fatto poco outsourcing e abbiamo basato tutto su competenze al nostro interno”. Grazie ad algoritmi elaborati sfruttando unicamente il know-how aziendale in materia, il sistema di calcolo “si adatta perfettamente alle esigenze della società”, configurandosi tra i più potenti al mondo a livello industriale. Il percorso di digitalizzazione avviato da Eni è ufficialmente entrato nel vivo: “Con Hpc4 stiamo tracciando la strada dell’utilizzo di supercalcolatori di potenza exascale nel mondo dell’energia, sistemi che potrebbero rivoluzionare le modalità di gestione delle attività oil&gas”.

Eni, il percorso di trasformazione digitale: le considerazioni dell’AD Claudio Descalzi

In occasione dell’evento del 22 febbraio, l’AD di Eni Claudio Descalzi ha inoltre ripercorso la storia del processo di digitalizzazione avviato ormai trent’anni fa e oggi, con il supercalcolatore HPC4, giunto a una tappa significativa. Come ha sottolineato l’AD, investire nel potenziamento di infrastrutture di supercalcolo e nello sviluppo di algoritmi permette al gruppo di “elaborare e stoccare enormi quantità di dati per l’imaging geofisico, la modellizzazione di sistemi petroliferi e di giacimento e altresì utilizzare algoritmi predittivi e di cognitive computing per tutte le nostre attività di business”. Per Eni è infatti “sempre più vitale poter elaborare una quantità di dati in continua crescita, garantendo risultati sempre più accurati e in tempi rapidi”: un’esigenza a cui il supercalcolatore HPC4 è la risposta più efficace. “Noi lavoriamo con dati indotti, operiamo anche a quattromila metri di profondità, per cui dobbiamo interpretare lì dove non è possibile vedere nulla: da dati indotti noi dobbiamo ricostruire e rielaborare” ha aggiunto Claudio Descalzi, sottolineando come il sistema sia in grado di generare immagini 3D del sottosuolo per superfici di 600 chilometri quadrati con una profondità di dieci km. Ma non finisce qui: la trasformazione digitale in atto è infatti parte di un più ampio processo di evoluzione sul lungo termine che renderà Eni ancora più integrata nei suoi processi e sempre più capace di unire le competenze digitali emergenti con quelle tecniche tradizionali, velocizzando anche i processi operativi e di lavoro.

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