Di che si argomenta al festival di Sanremo 2014

Scritto da Silvio Farnese il . Pubblicato in Musica, TV

Ma di cosa parlano le canzoni presenti quest’anno a Sanremo? Più precisamente, quali titoli sfileranno sul palco più ambito dell’Italia canterina? Mah, pare che la parola più gettonata sia ‘amore’. ‘Amore’? Boh, non sembra una grande innovazione. Oddio, l’amore è sempre poco in questo mondo dove tutti lo predicano e pochi lo praticano… Ecco, sarebbe meglio praticarlo. Comunque va così. Però, ditelo anche voi, pare di essere ancora sul pianeta dei ‘…grazie dei fior, fra tutti gli altri…’, piuttosto che nell’era del “…cara, butta la pasta, adesso scendo dal missile e mi teletrasferisco direttamente a tavola, le mani le ho già lavate su Marte…”. Va beh. Insomma che titoli per Sanremo 2014? Se qualcuno sta pensando a riconoscimenti accademici, lauree sudate o appiccicate con lo scotch di marca honoris causa, passaggi sotto le forche caudine della Maria De Filippi o in qualche diluvio di improperi della Maionchi o, ancora, del gran capo ‘SoTuttoMiDiMusicaEDiComeSiStaAlMondo’ – al secolo Marco Castoldi e in arte Morgan, è fuori pista come direbbe un sioux rodato e provetto. Qui si intendono proprio i titoli delle song o – per i più petulanti – songs (diamoci un attimo di internazionalità, dai…) che sfileranno sul palco dell’Ariston (a proposito, ‘sto signor Ariston deve aver fatto un pozzo di soldi, visto che dal lontano 1953 prende la diaria per concedere gli assi – non da poker – del suo palco ai piedi canterini dei ‘GuardaComeCantoBen’ di turno). Eh sì, il dubbio che ci sia una matrice di sfiga sentimentale in quel locus poco ameno dei cantori sanremesi striscia forte. Per accomunarli potrebbero mutuare da Striscia la notizia e sintetizzare in Striscia la sfig(hizi)a, così, giusto per mal comune mezzo claudio (pazienza se Claudio non sarà contento…) e per fare la perfetta rima baciata del titolo saccheggiato. Giusy Ferreri, ad esempio, afferma (ma soprattutto spera) che“L’amore possiede il bene”, poi non convinta aggiunge “Ti porto a cena con me” (non si sa mai, magari dopo una bottiglia di Porto riesco a farcela e ti… porto via!); poi c’è  Giuliano Palma che, disperato non riesce ad acchiapparla perché è “Così lontano” e rimembra l’ultima effusione troncata da “Un bacio crudele”; Antonella Ruggiero è sostanzialmente d’accordo con Giuliano nella sua “Quando balliamo” viene da pensare che ci voglia aggiungere un punto interrogativo alla fine e una “s” come incipit del verbo: “Quando (s)balliamo?”, e lui cosa le risponde, secondo voi?, questo: “Da lontano”, via… non si fa così! Dopo anni di liberazione sessuale, di tempi dove viene data a una percentuale congrua, gli interpreti e autori di Sanremo ’14 pare siano gli unici rappresentanti di quella minoranza etnica che rimane senza jolanda (omaggio alla signora Littizzetto). Non è per tutti così, intendiamoci, ma guardate qua nei titoli, ditelo, si respira forse tanta jolanda – per i maschietti – e tanto walter – per le femminucce? Arisa con i brani “Lentamente” e “Controvento” (nel senso di speriamo che in una maniera o nell’altra si faccia qualcosa?). Noemi (da X Factor 2) con “Bagnati dal sole” e “Un uomo è un albero” (…ohè, datti da fare! E non ti… inalberare!). Raphael Gualazzi feat. Bloody Beetroots con “Liberi o no” e “Tanto ci sei”. Perturbazione con “L’Unica” e “L’Italia vista dal bar”. Cristiano De Andrè con “Invisibili” e “Il cielo è vuoto”. Renzo Rubino con “Ora” e “Per sempre e poi basta” (un notevole ossimoro!). Ron con “Un abbraccio unico” e “Sing in the rain”. Frankie Hi-Nrg con “Pedala” e “Un uomo è vivo”. Giuliano Palma con “Così lontano” e “Un bacio crudele”. Riccardo Sinigallia con “Prima di andare via” e “Una rigenerazione”. Francesco Renga con “A un isolato da te” e “Vivendo adesso”. Antonella Ruggiero con “Quando balliamo” e “Da lontano”. Giusy Ferreri (da X Factor 1) con “L’amore possiede il bene” e “Ti porto a cena con me”. Francesco Sarcina con “Nel tuo sorriso” e “In questa città”. Qui, invece, le nuove proposte. Bianca – Bianca, 20 anni, torinese. Ascolta musica fin da quando era bambina, studia canto jazz da quando ha 14 anni, porta sul palco “Saprai” e della sua partecipazione al Festival dice: «Mi sembra un sogno». Veronica – Veronica De Simone, 23 anni, di Massa Carrara, canta “Nuvole” che passano. È arrivata terza a The voice e sul braccio ha tatuata una frase di Eddie Vedder, dei Pearl Jam: “Quando capisci di essere te stesso devi avere uno spazio più grande per esprimerti”. Diodato – Diodato, 32 anni, pugliese di nascita, romano d’adozione, canta “Babilonia”. Ha studiato violino e aperto i concerti di Daniele Silvestri. Diodato non è un nome d’arte, ma il suo cognome: «La gente faticava a pronunciare Antonio Diodato tutto insieme, così ho semplificato le cose», dice. Rocco – Rocco Hunt, 19 anni, rapper salernitano, canta “No juorno buono”. «Vengo da una terra difficile», racconta, «e il rap arriva a tutti: al figlio del boss come a quello del dottore». Filippo – Filippo Graziani, 32 anni, porta a Sanremo “Le cose belle”. Figlio di Ivan Graziani, è cresciuto a pane e musica e calca il palco da quando era ragazzino. Ha vissuto a lungo a New York e suonato per artisti Renato Zero, Max Gazzè e Nicolò Fabi. The Niro – The Niro, romano, ha 35 anni. A Sanremo canterà “1969″. Ha lavorato per la CNN, scritto canzoni per Malika Ayane e Nathalie. Molto noto nel circuito della musica indipendente, ora vuole farsi conoscere dal grande pubblico. Vadim – Vadim, 34 anni, canta “La modernità”. Ha studiato canto e composizione classica presso una importante scuola di jazz romana, suona la chitarra e le tastiere. Zibba – Zibba, 35 anni, porta all’Ariston “Senza di te”. Ha scritto con Tiziano Ferro la canzone La vita e la felicità cantata da Michele Bravi, vincitore della settima edizione di X Factor. In bilico tra il roots rock e la poetica dei grandi cantautori, va a Sanremo «soprattutto per divertirsi». A margine, vale la pena citare anche il cantautore Mimmo Parisi e la sua canzone composta espressamente per Sanremo 2014, “Non faccio prigionieri”, e pubblicata fuori concorso, vista la capitolazione del supporto dell’industria discografica. Per i più tenaci ecco il link del video:

http://www.dailymotion.com/video/x19ynoa_non-faccio-prigionieri-mimmo-parisi_music.

Bene, con un po’ di sana ironia abbiamo redatto questo umile scritto, e con tanta serenità ci ascolteremo le canzoni del Sanremo ’14. Se non abbiamo ovviamente cose più importanti alle quali attendere, e se ne abbiamo voglia. L’importante è che non si faccia come i tifosi decerebrati che seguono anche le cretinate dei loro idoli/tiracalci: se la cavalcata sanremese vi sembra allettante come una tassa, lasciate perdere: è una delle poche cose per la quale non vi spediscono Equitalia a perquisirvi. Ovviamente se siete un… tasso, le cose cambiano drasticamente: lasciarsi sfuggire una tassa sarebbe imperdonabile! Quindi, ogni tanto stacchiamo, e dal mondo canterino, e dal mando calcinino – scusate il neologismo, pura licenza da scribacchino, ma che volete, quando la rima chiama, chiama! Adieu.

(A cura di Giovanni Contini www.freenewspos.com )

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Silvio Farnese

Giornalista web freelance.