Archivio per 18 Novembre 2019

Marco Bugatti, La mia ragazza

Scritto da Giulio Berghella il . Pubblicato in Musica

in radio il nuovo singolo dalle sonorità moderne e dai toni ironici

Sempre alla ricerca di un registro linguistico e musicale che gli permetta di esprimere quello che sente con profondità e naturalezza, costruito con frasi di impatto e ritornelli orecchiabili che ti si stampano nel cervello, Marco Bugatti pubblica il suo nuovo singolo, un rock blues dalle sonorità moderne e dai toni fortemente ironici intitolato “La mia ragazza”.

Marco Bugatti nasce a Monza il 26 novembre del 1978 e trascorre la sua infanzia e la sua adolescenza in un paesino a 20 km da Milano. La musica ha sempre fatto parte della sua vita sin da quando, all’età di 6 anni, comincia a studiare pianoforte, rivelando da subito un precoce talento. Arrivata l’adolescenza abbandona gli studi di musica classica e si dedica come autodidatta alla chitarra acustica prima ed elettrica poi. Sono gli anni ’90 e la scena musicale, reduce da grossi nomi come Guns ‘n Roses e Aerosmith, viene sconvolta dal movimento Grunge, capitanato da gruppi come Nirvana, Pearl Jam ed Alice in Chains. L’animo tormentato di Marco ne rimane folgorato tanto che, da quel momento, comincia a scrivere canzoni ispirandosi al suo mito di quel periodo: Kurt Cobain. Da allora il suo obbiettivo sarà quello di formare una band che suoni musica rock originale ma, allo scopo di riuscire ad esprimersi al meglio e a farsi capire dal pubblico, scrive quello che sente in italiano.

A 18 anni, nella cantina di casa dei suoi genitori, compone la prima bozza di una canzone che diventerà poi la title track del suo primo disco ufficiale registrato con i Grenouille nel 2008: “Saltando dentro al fuoco”. La scena musicale alternativa lombarda rimane folgorata dall’energia scaturita de quel pezzo e dal suo testo poetico e comincia ad interessarsi al gruppo di Marco che, appoggiato da un etichetta locale, prende ad esibirsi aprendo i concerti a nomi come Diaframma, Tre Allegri Ragazzi morti e Punkreas. Un anno e mezzo dopo uscirà un EP dal titolo “In Italia non si puo’ fare la Rivoluzione (…perchè ci conosciamo tutti)” e nel 2012 il secondo disco ufficiale della band: Il Mondo Libero. Caratteristica di tutta la produzione dei Grenouille saranno sempre i testi intimisti e i pezzi graffianti, in cui Marco spesso urla al mondo la sua rabbia e la sua frustrazione. Dopo vari anni di attività il gruppo si scoglie a causa di tensioni interne e segue un periodo di silenzio in cui lui continuerà però a scrivere, ammorbidendo il suo stile ed ispirandosi anche ad autori italiani come Vasco Rossi e Vinicio Capossela e recuperando la musica rock degli anni 50 e 60.

Nell’aprile del 2016, grazie a Musicraiser e a un ristretto manipolo di fedeli seguaci, Marco raccoglie i fondi per registrare il primo disco autoprodotto uscito a suo nome: “Romantico”. Le tracce di questo lavoro spaziano da sonorità più acustiche e blues a nuove canzoni rock, la cui matrice rimane quella dell’alternative anni ’90. Dalla title track, in cui si sentono echi di Pete Doherty, si passa a “Io sto da Piero (..finchè sopravvivo)” dove i toni si fanno più accesi e si riconoscono sonorità anni ’80 alla Pixies, fino ad arrivare alla ballata folk di chiusura intitolata “La fabbrica”, in cui Marco racconta una storia di emigrazione dal sud al nord del paese, vista dagli occhi del protagonista, nel modo dei cantautori degli anni ’60.

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“La promessa di Zaira”, il nuovo romanzo della scrittrice Amalia Capasso

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

La promessa di Zaira di Amalia Capasso

Un libro di una donna per le donne e per tutti coloro che, oltre ad amarle, ne conoscono il valore e la bellezza. La sofferenza per la mancata maternità, vissuta costantemente come un lutto permanente e doloroso, le problematiche presenti nella vita di coppia, generate dalla diversità di prospettive, la violenza nelle sue forme più cruente e impietose destinata a chi bisognerebbe proteggere e amare, la gioia, la letizia, l’amore, l’amicizia, capaci nella loro massima intensità di ridisegnare il percorso di vita destinato a riportare l’ordine lì dove prima regnava lo sconcerto, sono gli elementi di questo romanzo che arriva dritto al cuore con la forza e l’efficacia di chi sa raccontare, di chi sa manovrare la propria storia per raggiungere il proprio obiettivo: lanciare un messaggio importante.

Titolo: La promessa di Zaira

Autore: Amalia Capasso

Genere: Narrativa

Casa Editrice: Kimerik

Collana: Kimera

Pagine: 244

Prezzo: 16,00 €

Codice ISBN: 978-88-9375-963-2

TRAMA. Come è strana e sorprendente la vita, che disegna i destini della gente, permette che si incrocino, anche solo per soddisfare qualche sua insolita curiosità.  Come è bizzarro il modo in cui sogni dimenticati e speranze disattese possano realizzarsi macchiandosi di oscura benevolenza!

Le vite di Angelica e Veronica non potrebbero essere più diverse, le accomuna solo la città dove vivono : Napoli. Angelica è una docente di scuola superiore, proviene da una famiglia agiata. Ha sposato Leonardo, un affermato libero professionista. La sua sembra essere una realtà fortunata, fatta di privilegi e serenità, ma l’apparenza inganna. Angelica soffre terribilmente perché sa che il mistero della vita potrà conoscerlo solo osservando il ventre gravido delle altre donne. Veronica, invece, lavora duramente per mandare avanti la sua modesta famiglia, si impegna con tutte le sue forze. La sua paura più grande è che le violenze, gli insulti, i soprusi a lei destinati da suo marito Sergio, possano un giorno invadere anche il mondo di sua figlia, Michela.

In modo sorprendente quanto inaspettato le loro strade si incroceranno per creare un’unica  ed incredibile storia di vita ……

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BIOGRAFIA.  Amalia Capasso è nata a Napoli, dove vive attualmente con suo marito Roberto. Laureata in Giurisprudenza e in Scienze politiche con il massimo dei voti, già tutor universitario in materie giuridiche dal 1998 al 2007, attualmente è docente di ruolo nella scuola secondaria di secondo grado. Insegna diritto ed economia politica. La promessa di Zaira è il suo primo romanzo.

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Gruppo Green Power: l’OPA di Alperia

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

Il 27 settembre Alperia S.p.A. ha pubblicato la documentazione relativa all’OPA totalitaria avente in oggetto la totalità delle azioni ordinarie in circolazione di Gruppo Green Power S.p.A.: la società offre servizi di efficientamento energetico e di messa in posa di prodotti innovativi che uniscano sostenibilità e risparmio.

Gruppo Green Power

Gruppo Green Power: l’offerta di Alperia

Gruppo Green Power è un’azienda attiva nella commercializzazione di servizi attinenti alle energie rinnovabili ed all’ efficientamento energetico indirizzato al mercato domestico a livello italiano. Come riportato da “Il Messaggero”, il 27 settembre Alperia S.p.A. ha pubblicato il documento relativo all’Offerta Pubblica di Acquisto (OPA) avente ad oggetto la totalità delle azioni ordinarie in circolazione di Gruppo Green Power S.p.A. Il periodo di adesione è iniziato il 30 settembre 2019 ed è terminato alle ore 17.30 del 18 ottobre 2019. L’Offerente riconoscerà per ciascuna azione portata in adesione un corrispettivo base in denaro pari a 3,696 euro, con diritto a un’ulteriore componente variabile di prezzo che ammonta a 1,006 euro per ciascuna azione. La documentazione di Alperia sottolinea anche che l’offerta non è finalizzata a ottenere la revoca della negoziazione sull’AIM Italia – Mercato Alternativo del Capitale (delisting) delle Azioni Gruppo Green Power.

Gruppo Green Power: i servizi della società

Con sede a Mirano, in provincia di Venezia, Gruppo Green Power offre servizi di comprovata qualità, con una attenzione particolare al beneficio dell’utente finale e alla tutela dell’ambiente. La società è tra i più fidati player per nuclei familiari e piccole attività che cercano servizi di acquisto, assistenza post vendita e messa in posa di prodotti innovativi che uniscano risparmio e sostenibilità. Nato nel 2010, il Gruppo è diventato società per azioni nel 2012 (in precedenza era società a responsabilità limitata). Nel 2014 Gruppo Green Power entra sul Mercato alternativo del capitale, gestito dalla Borsa Italiana di Milano e che riunisce le piccole e medie imprese nazionali ad elevato potenziale di crescita, quotate nell’indice FTSE AIM Italia. Il core business del Gruppo si concentra sugli impianti a energia solare fotovoltaica, sui sistemi ibridi, gli accumulatori di energia, nonché sui sistemi di illuminazione a LED e dispositivi automatizzati (domotica).

Gomme invernali e catene da neve: in Calabria il 21,5% degli automobilisti ritiene non siano obbligatorie

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Dal 15 novembre, fino al 15 aprile, scatta l’obbligo di montare pneumatici invernali/quattro stagioni o, in alternativa, di avere a bordo catene da neve; la norma riguarda anche alcuni tratti stradali della Calabria, eppure, secondo l’indagine commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat*, più di 1 automobilista calabrese su 5 (21,5%) non lo sa o ritiene che non sia obbligatorio avere a bordo questi dispositivi.

Anche guardando a coloro che, in regione, hanno dichiarato di essere a conoscenza della norma, emergono comunque opinioni differenti e non sempre corrette; in questo sotto campione, solo il 30% ha saputo indicare con esattezza il periodo e le condizioni nelle quali è necessario dotarsi di tale strumentazione.

Va precisato che l’obbligo di montare pneumatici invernali o avere a bordo catene da neve nel periodo indicato dalla legge vale solo per quelle strade dove l’ente proprietario del tratto ha prescritto, tramite apposita ordinanza e segnaletica, tale obbligo. Chi percorre queste strade senza l’equipaggiamento antisdrucciolo rischia una multa che può arrivare, a seconda del contesto e delle condizioni metereologiche, fino a 168 euro nei centri abitati e a 335 euro sui tratti extraurbani e autostradali.

E nel resto d’Italia? Nonostante l’85% dei rispondenti abbia dichiarato di essere a conoscenza dell’obbligatorietà di questi dispositivi, sono ancora molti gli italiani che guidano senza dotarsene; solo nell’ultimo anno, in tutto il Paese, sono stati circa 1,2 milioni.

Per quale motivo lo hanno fatto o, meglio NON lo hanno fatto? 471 mila automobilisti (pari all’8% di chi ha viaggiato senza le opportune misure di sicurezza per i pneumatici) ha ammesso di essersene semplicemente dimenticato; curioso notare come, in questo caso, il campione maschile sia più “smemorato” di quello femminile visto che tra gli uomini la percentuale sale all’11%, contro il 5% delle donne. Lascia un pochino stupiti, forse, che 397 mila persone (il 7%) abbiano dichiarato di non aver fatto nulla perché “non potevano permettersi di acquistare gomme invernali/quattro stagioni o catene da neve”.

Il dato che però più di tutti preoccupa è quello relativo ai 347 mila automobilisti (il 6%) che nell’ultimo anno, pur consapevoli dell’obbligo e anche in presenza degli appositi segnali stradali, hanno preferito non fare nulla in quanto “ritenevano di poca utilità l’uso di questi dispositivi.

«Oltre agli evidenti rischi in termini di sicurezza e alle possibili sanzioni amministrative, girare in auto su strade che prevedono l’obbligo di catene da neve, gomme invernali o quattro stagioni senza esserne dotati, comporta rischi anche dal punto di vista assicurativo» – spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «In caso di incidente, qualora il sinistro sia stato causato o aggravato proprio dall’assenza della strumentazione obbligatoria, la compagnia potrebbe applicare sull’assicurato il diritto di rivalsa e chiedere un rimborso delle somme pagate ai terzi danneggiati».

1,7 milioni di italiani a rischio multa

In generale, la platea di automobilisti potenzialmente a rischio multa quest’anno potrebbe essere addirittura più ampia. Alla domanda “come ti comporti prima di partire per un viaggio in auto al di fuori della tua città”, sebbene 1 rispondente su 2 abbia dichiarato di verificare preventivamente la presenza di ordinanze che impongono l’uso di gomme invernali o catene a bordo, sono ancora molti, più di 1,7 milioni, gli automobilisti che comunque si mettono tranquillamente al volante senza essere in regola.

Gli italiani preferiscono le gomme invernali

Come si comportano invece gli automobilisti virtuosi e quali sono le preferenze di chi, nell’ultimo anno, si è attenuto alle indicazioni di legge? La scelta più condivisa è stata quella di montare gomme invernali; lo ha fatto il 34%, vale a dire 12,6 milioni di automobilisti. Una soluzione particolarmente utilizzata nelle regioni del Nord Ovest, dove la percentuale sale addirittura al 56% (contro il 16% rilevato al Sud e sulle Isole).

Al secondo posto si trovano i pneumatici quattro stagioni, montati dal 25,3% dei rispondenti, vale a dire quasi 9,5 milioni di automobilisti; poco meno, 9,3 milioni (il 25%), invece, hanno scelto di trasportare catene da neve, soluzione particolarmente apprezzata nelle regioni del Centro Italia (dove la percentuale sale al 35%).

* Metodologia: n. 1.505 interviste CAWI con un campione rappresentativo degli individui patentati, in età 18-74 anni, sull’intero territorio nazionale.  Indagine condotta tra il 28 e il 30 ottobre 2019.

Impegno sociale e difesa delle donne: Flavia Sagnelli insignita del Premio Matera

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

Intraprendente, giovane, lungimirante. Flavia Sagnelli è un avvocato e prima ancora una donna. Presidente di WE (Women Empowerment), a Flavia è stato dedicato il Premio Matera per “l’impegno sociale e la difesa delle donne”. Il suo progetto infatti, concretizzatosi in un’associazione di donne per le donne, ha suscitato l’interesse del comitato di giuria, composto dal prof. Vittorio Sgarbi, dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes, dalla curatrice d’arte di Montecarlo Maria Lorena Franchi, dal noto fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, e dal direttore della Triennale di Fotografia Luigi Gattinara. Il Premio Matera le è stato conferito dall’associazione Spoleto Arte e il fatto che si iscriva nell’anno in cui la città, Matera, è stata nominata capitale della cultura, aggiunge un valore tutto simbolico al riconoscimento.

Il legame con Spoleto Arte nasce durante la mostra Biennale Milano, una rassegna in cui ha partecipato una delle artiste dell’entourage di WE. E si sa, in questi casi “galeotto fu il quadro” e curiosa l’occasione. La missione che Flavia Sagnelli si propone con Women Empowerment, in breve, è quella di sostenere, inserire e reinserire le donne nel mondo del lavoro attraverso dei progetti imprenditoriali mirati.

Come direbbe la celebre psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, conosciuta sempre nel contesto di Biennale Milano: «Le donne devono prima di tutto imparare ad essere amiche. L’alleanza tra di loro è fondamentale per cambiare il mondo». Questo concetto è profondamente radicato nel modus operandi di WE che, basandosi sulla solidarietà femminile, vuole creare una rete di professionisti capace di riconoscere la donna per il suo ruolo indispensabile all’interno della società e in questo modo, renderla partecipe di un cambiamento rivoluzionario, più umano ed equilibrato. Con il Premio Matera a Flavia Sagnelli viene riconosciuta la sua professionalità nel saper indicare una strada da seguire, quella dell’informazione. Fare breccia nell’isolamento e in quei luoghi comuni che costringono le donne a negarsi a contesti a cui potrebbero appartenere è il primo passo per cambiare la nostra società.

Conoscere la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Scritto da volontariato il . Pubblicato in Religione

Per diritti umani si intendono quei diritti riconosciuti all’uomo semplicemente in base alla sua appartenenza al genere umano.

Nonostante l’idea di diritti umani risalga a tempi antichi, il concetto moderno è emerso soltanto dopo la Seconda Guerra Mondiale con l’adozione della Dichiarazione universale dei diritti umani nel 1948 da parte delle Nazioni Unite.

Gli orrori della Seconda Guerra Mondiale, la morte di oltre 50 milioni di persone e lo sterminio del popolo ebraico resero necessaria la creazione di uno strumento in grado di salvaguardare i diritti fondamentali e la dignità di ciascun individuo senza distinzione “di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinioni politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.

Come affermato dalla Commissione dei Diritti Umani, incaricata di redigere la Dichiarazione, quando si parla di valore dei diritti umani si intende ben di più delle tradizioni occidentali, e la tutela di tali diritti deve essere garantita a prescindere dal contesto in cui ci si trovi, che sia esso culturale, religioso o di qualunque altro tipo.

Proprio per far conoscere questo importantissimo documento, i volontari dell’associazione ”La via della felicita Cervia – Amici di L. Ron Hubbard” Lunedì18 alle 15.30 a Rimini faranno una distribuzione di opuscoli dal titolo Che cosa sono i diritti umani?

Un pensionato vittima di due urologi scellerati dell’Ospedale di Savigliano

Scritto da areastampa360 il . Pubblicato in Locale, Salute

Un pensionato di Cuneo aveva già in precedenza effettuato visita specialistica con la dr.ssa Filocamo Maria Teresa, che aveva prescritto un farmaco molto costoso, anche se gli era stata segnalata intolleranza.

Dopo qualche settimana visto il persistere d’incontinenza urinaria, il pensionato effettuava cistoscopia presso l’Ospedale di Savigliano, eseguita magistralmente dal Dr. Patrizio Polledro. Peccato però che non prescriveva al paziente, nessun antibiotico, e scrive un referto sul libretto a penna, con cancellature, che quasi non si capisce nulla.

Il paziente il giorno dopo la cistoscopia si ritrova con la febbre a 41, non riusciva a camminare, ed aveva frequenti episodi di Incontinenza Urinaria e fecale. A questo punto chiama il 112 per denunciare tutti i fatti, e di seguito poi veniva trasportato con Ambulanza presso il Pronto soccorso di Savigliano.

Viene ricoverato in Urologia dove viene trattato con rispetto/umanità in primo luogo dal dr. Giantommaso Cordara, e dal Primario Dott. Pietro Coppola.

Il pensionato si reca in Ambulatorio di Urologia, per il controllo clinico post ricovero.

Nel frattempo incontra il dr. Giantommaso Cordara, che chiede come và e raccomanda di non fare più esami urodinamici, in quanto potrebbe dinuovo scatenare tutto.

Il pensionato viene chiamato a controllo dalla dr.ssa Filocamo Maria Teresa che lo riceve con un’altra persona con il camice, senza averla mai presentata e tantomeno chiesto autorizzazione di farla assistere o farsi visitare. Violazione della privacy. La dr.ssa Filocamo Maria Teresa ha effettuato una regolare visita, dove ha anche dovuto prendere atto che il farmaco Vesomin (a pagamento) da Lei prescritto portava grave incontinenza urinaria e gravi problemi di deambulazione.

La dr ssa Filocamo Maria Teresa dove aver redatto il referto, nel momento che invia la stampa si cancella tutto, dopo aver chiamato il tecnico si riferiva che tutto era perso. Quindi, la dr ssa Filocamo Maria Teresa più che occuparsi per un’ora del paziente, ha perso molto tempo per riscrivere tutto il referto. Inoltre, la dr.ssa Filocamo Maria Teresa nonostante il dr. Giantommaso Cordara avvesse sconsigliato un esame urodinamico per il paziente, ne fissa uno regolarmente.

Forse questa dottoressa non ha interesse a far guarire i pazienti, ma vuole solo far vedere che prescrive esami.

A nostro avviso tutti questi disquidi si potevano evitare dall’inizio, bastava l’intervento del Primario di Urologia – Dott. Pietro Coppola che alla data odierna non ha mai contattato il paziente. Inoltre, forse sarebbe utile rivedere le procedure durante e dopo la cistoscopia, redigere sempre referti scritti al computer, e fare qualche ora di formazione professionale per ritrovare umiltà ed eliminare arroganza, anche se la dr. Ssa Filocamo Maria Teresa ha conseguito gli studi presso la Sapienza di Roma.

La privacy del paziente, la dignità, il rispetto umano, dovrebbero sempre essere al primo posto per tutti i medici.

La nostra redazione che ha seguito tutta la vicenda, ha presentato esposto alla Procura della Repubblica, ai NAS, e al Ministero della Salute.

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ITS-Academy Turismo Veneto (Restaurant business management)

Scritto da Fausto Faggioli il . Pubblicato in Economia, Formazione

Scambi di buone pratiche sulla nuova economia territoriale: questo il fulcro dell’attività formativa in questi giorni a Valeggio sul Mincio (VR) nell’ambito del progetto formativo “Restaurant business management” organizzato dalla Fondazione ITS Academy Turismo Veneto.  Grazie all’impegno della direttrice Enrica Scopel, della coordinatrice Katiuscia Doretto e della tutor Arianna Berton, oltre alle lezioni in aula,  il percorso prevede una serie di incontri sul territorio presso le aziende che con tenacia hanno portato avanti attività di “restaurant business management”.

L’incontro con Fausto Faggioli, territorial marketing manager è stato occasione per un focus sulla valorizzazione del territorio attraverso un piano strategico, comprendente temi come la diagnosi potenziale del territorio, analisi tendenze, domanda, offerta, concorrenza. Il percorso ha messo in risalto soprattutto idee giovanili, considerando la presenza dei corsisti e per far si che i giovani anziché abbandonare i territori di origine riscoprano le infinite risorse economiche e umane di cui essi sono ricchi.

“Questa è la nuova direzione in cui la formazione è chiamata ad operare – afferma la direttrice Enrica Scopel – per far si che le nuove generazioni diventino protagoniste attive dei loro percorsi di crescita e di arricchimento nei territori di appartenenza. Credo che tutto questo possa realizzarsi unicamente se anche noi iniziamo a guardare la realtà che ci circonda con occhi diversi, valorizzando la bellezza dei nostri territori e la forte identità che li caratterizza.”

“Il turismo “tailor made” è un settore in crescita – aggiunge Fausto Faggioli – e attraverso la filiera “Agricoltura-Turismo-Cultura-Ambiente” è in grado di offrire ai giovani molte opportunità di lavoro per ogni tipo di talento e preparazione professionale. In futuro si parlerà sempre più di “prodotto-destinazione”, dobbiamo quindi investire sull’Identità, sull’unicità dei luoghi e delle persone che vi abitano, rafforzando il brand e sviluppando progetti di comunicazione coerente ed integrata per soddisfare la sempre crescente attenzione del cliente/turista/ospite finale nell’ottenere un prodotto “tailor made”, su misura e di alta qualità che rispetti e contenga standard emozionali elevati.”

“Costruiamo idee sul futuro economico dei nostri territori, – conclude il gruppo ITS Academy Turismo Veneto (Restaurant business management) – e siamo determinati a rinnovare l’offerta attraverso idee innovative spendibili sul nostro territorio. Grazie a questo percorso abbiamo sviluppato delle competenze sinergiche volte a promuovere il naturale progresso dello sviluppo economico territoriale, aprendo le porte all’internazionalizzazione di questa straordinaria terra con l’anima e il sorriso, attivando progetti di rete con altri giovani, con le istituzioni e con altri imprenditori competenti nel campo dello sviluppo territoriale. Innovazione, determinazione, valorizzazione delle tradizioni e dei paesaggi, sono le parole chiave che  guidano il nostro progetto e che mirano ad un obiettivo comune. Siamo pronti ad investire su noi stessi, mettendoci in gioco al fianco dei rappresentanti del settore.”

Gruppo di lavoro: Enrica Scopel, Katiuscia Doretto, Arianna Berton, Fausto Faggioli, Pedretti Chiara, Sganzerla Giacomo, Castagnaro Alberto, Oliosi Lisa, Angeri Alberto, Pezzolla Micky, Cirnat Alexandra, Venturelli Leonardo, Benedetti Leonardo, Brighenti Matteo, Sartori Gianluca, Simone Alfano, Defilippi Venezia Federico, Lenotti Eliana, Lenotti Myriam, Turato Sofia, Todesco Giulia, Vassenelli Francesca, Franchini Samuele, Bonizzi Mattia.

“Caffeine Rooms”: l’alternative rock degli oJama

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Musica

oJama – Caffeine Rooms

Chicchi di alternative rock macinati in un simposio di CBGB style e new wave: questa è la miscela per creare “Caffeine Rooms”, con note corpose, taglienti e irrisorie.

Genre: Alternative Rock

Label: Rocketman Records

STREAMING https://soundcloud.com/user-241068947/sets/caffeine-rooms

“Caffeine Rooms” è l’album d’esordio degli oJama, alternative rock band toscana che, dopo il video-single d’anticipazione di giugno dal titolo “Old Key Studios”, presenta un lavoro frutto di un flusso di coscienza che prende vita quando non ci pensi. Tutte le composizioni sono originali, scritte in stanze colme di qualsiasi tipo di caffeina. L’immaginarsi scene, il guardarsi intorno, sognare una quotidianità diversa, sempre con un tono ironico e il non fare niente per cambiare.

Le sonorità pungenti, frizzanti, spumose, possono avvicinarsi al metallo, allo zinco e colpire pesante. Frammenti di alternative rock anni 70′ e brit-rock 80′, si intrinsecano a linee funky, sporche, vere.

I brani spaziano da linee funky, melodiche, piuttosto allegre, come in “Man’s Feelers” e “I’ll Be Gone”, a sensazioni buffe, terribili ed incombenti come in “Dancing With My Sharks”, “Asphalt’s For Cars” e “Teach Me How To Play Chess”. Si sorvola su ballate al limite del nostalgico con “Bites”, “Disilussion” e “Old Key Studios”. La ciliegina è l’ultimo brano, “The Dirty Bottom”, che non si fa mancare niente in termini di sonorità, ed è “dove volevamo arrivare con la fine del disco”.

Tracklist:

1)Man’s Feelers

2)Dancing With My Sharks

3)Old Key Studios

4)Teach Me How To Play Chess

5) I’m In The Walls

6) Asphalt’s For Cars

7)I’ll Be Gone

8)Disillusion

9) Bites

10) The Dirty Bottom

Bio

Gli oJama nascono nel 2017 in una piccola provincia toscana con ancora nessuna idea precisa in testa né consapevoli del loro continuo evolversi. Nel 2018 incidono due brani fatti in casa con lo scopo di raggiungere qualcosa di più completo. Dopo un’estate passata a perfezionare le loro sonorità riescono ad aprire una collaborazione con Rocketman Records e nel febbraio 2019 registrano a Milano il loro primo album “Caffeine Rooms”, un disco che spazia dall’alternative rock al classic rock anni 70/80, con linee funk e melodie sporche. Il contenuto dei testi oscilla tra la dualità e l’esaurimento. La band è composta da Cristiano Manfredi (voce, chitarre), Giacomo Baldi (batteria, percussioni) e Nicola Lazzini (basso).

Foto

Cover https://bit.ly/2ZBk6Yi

Band https://bit.ly/2F8KAEY

Band1 https://bit.ly/2wQOJsL

Contatti

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https://ojama3.bandcamp.com/releases

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Frank Lavorino 3396038451

FME Education alla Fiera Didacta di Firenze: un workshop per illustrare MyEdu

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Cultura

La terza edizione di Fiera Didacta di Firenze si è conclusa con un grande successo in termini di numeri e di visibilità. Al centro l’innovazione, per fornire a insegnanti, studenti e famiglie metodi di apprendimento sempre più efficaci. In occasione dell’evento, FME Education ha presentato la sua piattaforma MyEdu Plus.

FME Education

FME Education alla Fiera Didacta: il workshop

Si è svolta dal 9 all’11 ottobre a Firenza “Fiera Didacta”, appuntamento importante a livello internazionale e incentrato sul mondo della formazione. L’evento, giunto alla terza edizione italiana, ha visto la partecipazione di FME Education, Editore specializzato in formazione. Con l’offerta MyEdu, la Casa Editrice si impegna a fornire nuovi strumenti per dare vita alla scuola del futuro: attraverso l’innovazione si punta a ideare lezioni e percorsi di studio sempre più coinvolgenti ed efficaci. Venerdì 11 ottobre, l’Editore ha presentato in un workshop aperto a insegnanti e formatori l’efficacia della piattaforma MyEdu Plus attraverso il confronto e l’esperienza diretta. L’Editore ha colto l’occasione per mostrare tutte le nuove funzionalità e le risorse editoriali in linea con le indicazioni nazionali del MIUR. Con MyEdu Plus la lezione viene integrata e arricchita di contenuti multimediali e attività interattive, per un apprendimento che mette insieme tradizione e mezzi digitali.

FME Education: l’impegno per una scuola 4.0

FME Education ha siglato un protocollo d’intesa con il MIUR per realizzare iniziative valide al supporto dell’innovazione digitale all’interno della scuola italiana. Da anni l’Editore investe nel digital a scuola: ha raggiunto oltre 160 Istituti Comprensivi su tutto il territorio italiano, il che significa 610 scuole e 100.000 ragazzi con i loro 13.000 insegnanti. Nell’ultimo anno il numero degli istituti coinvolti è quasi raddoppiato (+140% per quanto riguarda il numero degli studenti). La dotazione tecnologica gratuita sulla quale si basa il progetto MyEdu è cresciuta del 64%. L’offerta di FME Education non si rivolge solo alla scuola ma anche alla famiglia, con prodotti appositi per accompagnare i ragazzi nello studio a casa. La modularità della piattaforma MyEdu ha infatti permesso la realizzazione di un prodotto adatto a rispondere anche alle esigenze delle famiglie. Con MyEdu Family i ragazzi possono contare su un valido supporto per lo studio, per i compiti e per la realizzazione di ricerche. Grazie al servizio di tutor online, i ragazzi possono porre le proprie domande al team di educatori di MyEdu legate agli argomenti della scuola primaria e secondaria.