Archivio per 8 Novembre 2019

La soluzione ai problemi delle presse ad iniezione

Scritto da Carlo Damiani il . Pubblicato in Aziende

Tecnopress è lieta di informare che ora è disponibile a fornire su tutto il territorio italiano assistenza specializzata per presse ad iniezione.

La decennale esperienza nel controllo, nella rigenerazione e nel commercio di macchine destinate allo stampaggio di materie plastiche le permette di eccellere ora anche nella manutenzione.

assistenza presse iniezione

I principali campi di assistenza e manutenzione sono i  quadri elettrici plc e l’assemblaggio di pompe di capacità variabile, nonché di inverter finalizzati al risparmio di energia, fornendo in aggiunta una ulteriore assistenza volta alla sistemazione, alla revisione e all’ eventuale ricambio di pezzi meccanici, elettrici e idraulici.

Dal 2019 avvalendosi di tecnici altamente qualificati ed esperti nel settore è in grado di offrire soluzioni sia di revisione che di rigenerazione per i principali marchi come Sandretto, Engel, Bmb, Mir, Italtech, Sumitomo, Toyo, ma anche molti altri

I campi di competenza su cui si concentrano i nuovi servizi sono:

  1.  REVISIONE E ASSISTENZA DELLE PRESSE
    Lo staff è in grado di occuparsi di una costante revisione dei macchinari per lo stampaggio delle materie plastiche, di presse, di sistemi oleodinamici e di quadri elettrici.  L’azienda è altresì in grado di apportare delle modifiche a ogni tipologia di livello software realizzata su plc oltre che pc.
  2.  INTERFACCIA HARDWARE
    Il team ha sviluppato un’interfaccia hardware dedicata e intelligente, capace di comprendere autonomamente le proprietà del ciclo, in modo tale da riuscire a intervenire sulla velocità relativa al motore elettrico. Questa azione consente di impiegare la pressa evitando ogni tipo di spreco energetico. L’applicazione funziona in completa autonomia, senza input da parte dell’uomo, garantendo in questo modo un livello di ventilazione di indotti e avvolgimenti di motori eccezionale. In questo modo si potranno evitare nella pratica i surriscaldamenti e i danni sul sistema elettrico e meccanico relativo al motore. Le nostre misurazioni relative all’inverter, inoltre, consentono un utilizzo della pompa al livello minimo indispensabile, evitando in questo modo la cavitazione.
  3.  VARIATORI DI VELOCITÀ 
    Il servizio prevede la collocazione di variatori di velocità, ovvero gli inverter, da impiegare sulle presse. Così facendo è possibile avere dei vantaggi come la medesima qualità del dispositivo, un risparmio energetico consistente, che oscilla dal 25% al 70%; uno stesso tempo di ciclo, un’estensione del ciclo di vita relativo al motore elettrico e alla sua meccanica, oltre che un elevatissimo livello di compatibilità della pressa e dei componenti e un minor livello di inquinamento acustico e una più piccola richiesta per raffreddare l’olio idraulico.

Tecnopress è ora in grado di offrire un servizio pronto intervento di assistenza presse iniezione in tutta Italia  per qualsiasi tipo di problema dovesse verificarsi. Entro 24 ore dalla chiamata un tecnico  qualificato può occuparsi direttamente del problema.

Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito https://www.assistenzapresseiniezione.it

Arriva il nuovo album di poesie “Vivo di te” di Don Cosimo Schena, il poeta dell’amore

Scritto da studiolifestyle il . Pubblicato in Arte, Cultura, Italia, Spettacolo

“Vorrei che il mio messaggio di Amore arrivi anche coloro che vivono soli nella solitudine”

Il 15 novembre arriva il nuovo album di poesie audio del poeta dell’amore Don Cosimo Schena, disponibile su tutte le piattaforme musicali.
Dopo il grande successo delle sue ultime poesie su Spotify, sono in arrivo nuove poesie che continuano a raccontare l’amore. Un amore universale, che parte da Dio per arrivare a tutti coloro che hanno ancora la voglia di scommettere sull’amore.

“Inferorum Gemmae”, la saga dark fantasy di F. Vanessa Arcadipane

Scritto da blob agency il . Pubblicato in Libri

Il Taccuino Ufficio Stampa

Presenta

Inferorum Gemmae Saga di F. Vanessa Arcadipane

La scrittrice siciliana F. Vanessa Arcadipane presenta l’opera in tre volumi “Inferorum Gemmae Saga”, un fantasy dalle tinte dark in cui si ripropongono figure e simboli derivanti dai racconti biblici e rielaborati dalla fervida fantasia dell’autrice. Una saga appassionante che fa riferimento al folklore giapponese, e in cui si ritrovano echi danteschi e miltoniani per raccontare di creature demoniache e angeliche in perenne lotta tra loro per l’anima dell’essere umano. La protagonista di questa storia, Lilith, diventerà il precario punto di equilibrio che permetterà alle due fazioni di convivere, e di non distruggersi.

Titolo: Inferorum Gemmae Saga

Autore: F. Vanessa Arcadipane

Genere: Dark Fantasy/Young Adult

Casa Editrice: Self-publishing

Pagine: Vol I 544; Vol II 560; Vol III 544

Prezzo: Vol I 16,90€; Vol II 17,50€; Vol III 16,90€

«La realtà è che non amiamo né il Bene, né il Male, amiamo quel continuo gioco di luci e ombre, quelle mescolanze chiaroscurali che ci circondano. I libri vengono scritti con inchiostro nero su carta bianca; il momento più bello della giornata è il tramonto, quando già la luna è alta nel cielo ma il sole rimane lì ad osservarla quasi come se le stesse dando un ultimo addio… e così tante altre cose. Cos’è il Male senza Bene e cos’è il Bene senza Male? Cos’è l’odio senza amore e cos’è l’amore senza odio? Sarebbe solo una vita fredda, immobile e monotona che non avrebbe neanche senso vivere […]».

Inferorum Gemmae Saga di F. Vanessa Arcadipane racconta la storia di Lilith, una giovane ragazza dal nome importante e significativo: nella mitologia ebraica ella fu la prima donna creata per essere moglie di Adamo, poi ripudiata per la più mite Eva e cacciata dal Paradiso per essersi rifiutata di obbedire al consorte. Un simbolo forte di resistenza femminile, che nell’opera viene ricordato in più di un personaggio: Lilith è infatti il nome della protagonista ma anche di una donna fondamentale per la sua storia. La giovane Lilith o come verrà poi chiamata “Diamante Nero” o “Regina degli Inferi” o ancora “Guardiana dell’Equilibrio” è una ragazza come tante, prima di vedere completamente stravolto il proprio destino. Lilith la Rossa è invece proprio la trasfigurazione della prima donna biblica, cacciata dal Paradiso e attratta dalle seduzioni dell’Inferno, innamorata perdutamente dell’angelo caduto Lucifero e costretta a vagare nei regni senza la possibilità di stare con il suo amato, con la scomoda immortalità a ricordarle la sua solitudine. Questa è una storia di donne resilienti, di amori passionali, di colpe ataviche e di inesauribile desiderio di sangue; una storia di angeli e demoni, portatori di visioni antitetiche che hanno bisogno di un equilibrio per continuare a convivere. Perché il bene e il male sono solo lati della stessa medaglia, sono entrambi necessari affinché l’uno possa vivere in ragione dell’esistenza dell’altro, affinché l’essere umano possa avere sempre facoltà di scegliere il proprio cammino nella luce o nelle tenebre. La giovane Lilith scopre di appartenere alla stirpe nobile degli angeli, ma nel primo volume sceglie la difficile quanto seducente via della dannazione, che per lei coincide con quella dell’amore: “voglio il suo odore, voglio inebriarmi, voglio il fuoco nei miei polmoni, voglio bruciarmi, voglio farmi male”, afferma nell’opera, riferita al giovane figlio di Lucifero e Principe delle Tenebre, Lucio. Un amore contrastato e proibito, quello di Lilith e Lucio, che ripercorre le tappe di quello vissuto da Lilith la Rossa e Lucifero, anime complementari che sono l’una veleno e antidoto dell’altro. Due storie d’amore impossibili che il lettore vive nel secondo volume della saga attraverso l’alternanza di passato e presente; due vicende segnate da profezie infauste e da un oscuro potere che controlla le vite di tutti. Tanti segreti verranno svelati, tanto sangue verrà versato e altrettanto verrà risparmiato in nome della forza più potente che esiste: l’amore. Una forza che, accettata o rifiutata, spinge nel terzo volume i protagonisti e gli antagonisti a combattersi fino all’ultimo respiro, e che guida entrambe le Lilith verso un punto di non ritorno. “Mai innamorarsi di un Re delle Tenebre, se non si vuole annegare in esse”: è una frase ricorrente nel corso dell’opera che racchiude l’essenza delle storie delle due donne, che avranno il coraggio di nuotare nell’oscurità, e di rimanere eroicamente a galla.

TRAMA.

Diamante nero. Lilith è una diciassettenne che studia e vive in un illustre collegio, Rovoscuro, protetta dal direttore nonché padre adottivo. La sua vita rispecchia in pieno quella di qualsiasi altra ragazza della sua età fino all’arrivo di Lucio, un nuovo compagno di classe, che cattura immediatamente la sua attenzione non solo per l’aspetto fuori dal comune ma soprattutto per la strana sensazione di angoscia che le provoca fin da subito. La notte del suo diciottesimo compleanno Lilith scopre una terribile verità legata alle sue origini: ella infatti è il “Diamante nero”, un angelo offerto in sacrificio ogni cento anni al popolo dei demoni, a cui proprio Lucio appartiene. Rapita da quest’ultimo e portata negli Inferi, la ragazza fa la conoscenza del perfido e meschino re Lucifero, padre di Lucio, che con un antico rituale scopre le angeliche origini nobili di Lilith. La guerra è però alle porte e anche gli angeli dichiarano il loro diritto sulla ragazza, rapendola a loro volta per portarla in Paradiso. Qui Lilith incontra Michele, re degli angeli, e il giovane figlio Mihael, rivale fin dalla nascita di Lucio e con il quale la giovane instaura un ottimo rapporto. Durante lo scontro tra le due fazioni Lilith si trova costretta a scegliere di schierarsi con uno dei due giovani, destinati inevitabilmente a un combattimento mortale. Lilith dovrà quindi decidere una volta per tutte il proprio destino.

Rubino rosso. La fuggiasca e il ribelle. Lilith La Mora, Diamante nero e seconda regina degli Inferi, si trova ad affrontare la nuova difficoltosa vita da regnante tra i continui sbalzi di umore di Lucio, dovuti alla difficoltà nel gestire il Bastone della Conoscenza del padre. Durante una delle cerimonie formali che obbligano angeli e demoni a ritrovarsi in un luogo neutrale senza armi, Lilith La Rossa, prima regina degli Inferi e madre di Lucio, viene colpita quasi mortalmente da qualcuno; nonostante le continue domande di Lucifero la donna non rivela il nome dell’assalitore ma comincia a vagare per gli Inferi in cerca di alcune misteriose mappe con l’aiuto del Diamante nero. Il rapporto tra le due si consolida sempre più, tanto da spingere la più giovane a fare domande sul misterioso passato dell’altra e sul suo rapporto con Lucifero, adesso gelido e quasi inesistente. La Rossa le svela che è una Viandante del Tempo e che può mostrarle il suo passato così da poter insegnare questa tecnica anche a lei. La trama si alterna tra passato e presente svelando le similitudini tra le storie delle due Lilith, e raccontando il viaggio che intraprendono insieme al demone Fiammetta per indagare sull’identità dell’assalitore di Lilith la Rossa.

Rubino rosso. La condanna del caduto. Dopo un lungo viaggio, Fiammetta, Lilith La Rossa e il Diamante nero si ritrovano in un villaggio abitato sia da angeli che da demoni; esso fu creato tempo prima proprio dalla Rossa per permettere a gente come lei, esiliati, fuggiaschi o chiunque avesse bisogno di un riparo lontano sia dagli Inferi che dal Paradiso, di vivere in pace in un luogo che potesse accoglierli. Il Diamante nero apprende tramite uno dei suoi viaggi nel passato il motivo per cui Lucifero continua a mantenere le distanze dalla Rossa. Ritornati negli Inferi, Lilith La Mora cerca di convincere Lucifero a riavvicinarsi alla Rossa e a non bandirla dal regno ancora una volta, ma viene a sapere dal demone stesso di un antico e distruttivo patto che glielo impedisce. Riusciranno gli sfortunati amanti a stare finalmente insieme e a dare speranza anche a Lilith la Mora e Lucio?

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BIOGRAFIA. F. Vanessa Arcadipane è un’autrice di Palma di Montechiaro, città del Gattopardo, nel sud della Sicilia. Amante del fantasy, della mitologia, dell’occulto e di anime giapponesi, scrive il suo primo romanzo su Wattpad, una piattaforma online di scrittura grazie alla quale conquisterà numerosi giovani lettori in tutta Italia. Lavorerà un anno dopo all’autopubblicazione cartacea del romanzo, diventato il primo della saga “Inferorum Gemmae”, divisa in: “Diamante nero” (2016), “Rubino rosso – La fuggiasca e il ribelle” (2018), “Rubino rosso II – La condanna del caduto” (2019) e “Zaffiro Blu” (prossimo alla pubblicazione). Il suo percorso da scrittrice la vede protagonista di raduni in giro per l’Italia; è inoltre vincitrice del “Premio Villa Hauser” in occasione della Giornata Mondiale Unesco 2017 per la diversità culturale, il dialogo e lo sviluppo e del “Premio alla Cultura 2017” a cura del Sovrano Ordine Monastico Militare dei Cavalieri Templari Federiciani. Le sue opere contano più di dieci milioni di letture su Wattpad e diciassette mila seguaci.

Contatti

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Cyberprotection: le emergenze hanno tante facce, ma il fato favorisce i previdenti

Scritto da Esseci il . Pubblicato in Aziende, Informatica

Preparatevi a leggere alcune statistiche sorprendenti: un report di Deloitte rivela che il 90% delle attività commerciali che non hanno approntato un piano di disaster recovery sono destinate al fallimento. Quel che stupisce è che il 75% delle piccole imprese non ha posto in essere alcun piano per le emergenze. Forse gli imprenditori che le gestiscono reagiscono alle notizie sulle calamità naturali e sui fermi aziendali catastrofici pensando: “Non può succedere proprio a me” negando incautamente l’evidenza.

Secondo gli esperti, le aziende non guardano al quadro complessivo, ma si preoccupano solo delle emergenze “convenzionali”, come gli incendi o le alluvioni. In realtà, invece, anche le minacce informatiche, oggi in costante evoluzione, possono colpire in qualsiasi momento, assumendo forme diverse (anche attraverso i provider di servizi gestiti) e in genere quando è meno prevedibile.

L’argomento è di estrema attualità: oltre 1.000 tra professionisti e imprenditori IT hanno partecipato questa settimana alla conferenza organizzata dal Disaster Recovery Journal; per chi non c’era, riepiloghiamo le nozioni di base per la programmazione di un efficiente disaster recovery.

Dopo tutto, non è mai troppo tardi per affrontare con serietà le minacce che incombono, ed è sempre un buon momento per prevedere il peggio.

Il piano di disaster recovery è una priorità

Sebbene la presenza dei backup di dati, applicazioni e sistemi rappresenti un approccio consolidato al data recovery, nonché il primo passo in difesa del fatturato, è il ripristino d’emergenza a garantire di poter tornare operativi in tempi rapidi. Adottando una soluzione cloud (DRAAS, disaster recovery as-a-service), i sistemi aziendali “critici” possono essere eseguiti in remoto mentre si provvede al ripristino degli altri.

Nella pianificazione delle emergenze occorre per prima cosa identificare i sistemi aziendali “critici”, come ad esempio il sistema POS, il sito web, i dati memorizzati dei pazienti o dei clienti. L’approccio dipende ovviamente dal tipo di attività, dalla modalità di erogazione dei servizi e, nello specifico, dai sistemi di distribuzione in uso.

Il disaster recovery as-a-service è rapido e accessibile

Per la maggior parte delle aziende, realizzare un ambiente di disaster recovery indipendente può avere costi proibitivi. Il cloud rappresenta un modo pratico e conveniente per organizzare un piano di ripristino di emergenza. Scegliere la giusta soluzione cloud consente infatti ad aziende di ogni dimensione di garantire la disponibilità e l’operatività continua delle applicazioni di business strategiche. Ad esempio, Disaster Recovery Add-On è un componente di Acronis Backup che consente di accedere al cloud Acronis per eseguire il ripristino indipendentemente dalla causa che l’ha provocato, che sia Madre natura o un attacco informatico.

Cosa includere in un piano di disaster recovery

Oltre a dare priorità ai sistemi e ai dati indispensabili a garantire la resilienza dell’azienda durante una crisi, e a implementare ogni tecnologia necessaria per proteggerli, l’azienda deve approntare anche un piano dettagliato che permetta a tutte le persone coinvolte di sapere come agire durante le emergenze. Per ottenere un piano completo, occorre documentare quanto indicato di seguito:

  1. Introduzione. Oltre a un riepilogo e alle finalità del piano, includere le persone che lo hanno creato e approvato e chi è responsabile del suo avvio.
  2. Ruoli e responsabilità. Elencare tutti i membri del team di disaster recovery, dettagliando le informazioni di contatto, i ruoli, le responsabilità, i limiti di spesa, ecc.
  3. Altre informazioni di contatto. Elencare le informazioni di contatto primarie e secondarie, dai numeri delle forze di pubblica sicurezza a quelli dei fornitori di hardware, software, servizi vari, ecc.
  4. Intervento in caso di emergenza. Documentare il piano per la valutazione del danno subito dall’azienda e le fasi iniziali della procedura di disaster recovery.
  5. Attivazione del piano. Indicare le procedure operative in modalità di emergenza, inclusi i dettagli per l’avvio del piano e le istruzioni per tutti i membri del team.
  6. Ritorno alla normale operatività. Delineare i criteri per il ritorno alla normale operatività e includere le necessarie procedure per la sostituzione della attrezzature, il riavvio dei sistemi, l’invio di notifiche al personale, ecc.
  7. Documentazione della cronologia. Registrare tutte le date e le revisioni dei documenti inclusi nel piano di disaster recovery. Includere il nome e la qualifica di chiunque abbia rivisto il piano e approvato le revisioni.
  8. Procedure. Dopo l’attivazione del piano, i componenti del team di disaster recovery devono prendere i materiali loro assegnati e avviare gli interventi e le attività specificati nel piano. Quanto più dettagliato è il piano, tanto maggiore è la probabilità che la risorsa IT interessata venga restituita alla normale operatività.
  9. Esecuzione dei test. Documentare tutti i test da effettuare, specificando le date e le risorse che li gestiranno ed eseguiranno. Il test del piano di disaster recovery deve essere eseguito con cadenza annuale o semestrale.

Scegliere la tecnologia più adatta a supporto del piano

Come detto prima, predisporre un piano accurato di disaster recovery presuppone la disponibilità del supporto e delle tecnologie più adeguate alla sua esecuzione. L’adozione di Acronis Backup e Disaster Recovery Add-on consente di proteggere e ripristinare in modo semplice, efficiente e sicuro qualsiasi carico di lavoro, che sia virtuale, locale o nel cloud. Aggiungendo alla soluzione di backup una tecnologia di failover di facile impiego, che in caso di emergenza consente di eseguire le applicazioni aziendali strategiche nel cloud Acronis, si pone l’azienda in una condizione a prova di emergenza, senza la necessità di investimenti in infrastruttura o formazione.

I service provider possono affidarsi ad Acronis Disaster Recovery Cloud per offrire il disaster recovery as-a-service, incrementando la continuità aziendale dei propri clienti e permettendo loro di evitare costosi tempi di inattività, sanzioni e danni alla reputazione.

Considerazioni finali

Un piano di disaster recovery ben approntato può fare la differenza tra il fallimento e la sopravvivenza dell’azienda: di fatto, può ridurre i mancati utili, le interruzioni delle attività, limitare le responsabilità legali e proteggere le risorse digitali dell’organizzazione.

Elaborare un piano di disaster recovery è il primo passo per tutelare l’azienda dalle catastrofi naturali e da quelle provocate dall’uomo. Acronis rende il disaster recovery facile, efficiente e sicuro, fruibile tanto dai professionisti IT che proteggono i dati della propria azienda quanto dai service provider che si occupano di un numero elevato di clienti.

In Lombardia solo l’1,20% delle auto è elettrico

Scritto da Andrea Polo il . Pubblicato in Automobili, Economia

Da pochi giorni sono partiti gli incentivi della Regione Lombardia per chi sceglie di cambiare un vecchio veicolo inquinante con uno a basso impatto ambientale; ma quante sono le automobili elettriche e ibride presenti nella regione? Secondo l’analisi di Facile.it su dati ACI, a dicembre 2018 le autovetture elettriche e ibride in Lombardia erano poco più di 73.740, vale a dire l’1,20% del parco auto circolante nella regione. La percentuale, seppur bassa, risulta essere superiore al valore nazionale (0,66%) e fa guadagnare alla Lombardia il primo posto nella classifica italiana.

Va detto che la diffusione di questa tipologia di mezzo è strettamente legata alla disponibilità di un’infrastruttura di ricarica dei veicoli elettrici; non sorprende quindi vedere che, secondo gli ultimi dati disponibili*, la regione, con un numero totale di prese di ricarica omologate pari ad oltre 1.630, sia in cima alla graduatoria nazionale.

Ma quali sono le province lombarde con la maggior concentrazione di auto elettriche/ibride e quali, invece, quelle in cui diesel e benzina regnano ancora incontrastati? Ecco i risultati dell’analisi di Facile.it.

La mappa provinciale delle auto elettriche e ibride

In testa alla classifica delle province lombarde si trova Milano; qui, a dicembre 2018, le autovetture elettriche e ibride erano pari all’1,62% del totale auto circolanti, valore corrispondente a 29.420 unità; la percentuale fa guadagnare al capoluogo anche il secondo posto nella graduatoria nazionale. Seguono sul podio lombardo la provincia di Varese, dove la percentuale di automobili elettriche/ibride è pari a 1,33% (corrispondente a 7.840 unità), e quella di Como, con una percentuale pari a 1,31%, vale a dire 5.210 vetture.

Al quarto posto si posiziona la provincia di Monza e Brianza, dove l’1,29% dei veicoli è alimentato a elettricità/ibrido (pari a 7.095 autovetture), seguita da Bergamo (solo l’1,07% delle auto è elettrico/ibrido, pari a 7.309 unità), Lecco (1,03%, pari a 2.242 unità) e Cremona (0,91%, ovvero 2.014 auto).

Percentuali ben al di sotto del valore regionale per le province di Brescia (0,83%, pari a 6.633 unità), Pavia (0,73%) e Mantova (0,69%).

Chiudono la graduatoria lombarda la provincia di Lodi (0,67%) e, all’ultimo posto, quella di Sondrio, dove le auto elettriche e ibride sono solo 623, vale a dire lo 0,54% del totale auto in circolazione nella provincia.

«Dal punto di vista dell’RC auto non vi sono norme che vincolano le compagnie a riconoscere tariffe agevolate per coloro che hanno un veicolo elettrico o ibrido», spiega Diego Palano, responsabile assicurazioni di Facile.it «Nonostante questo, però, va evidenziato che alcune assicurazioni utilizzano il tema della sostenibilità come leva di marketing e, in funzione di questo, riconoscono delle agevolazioni riservate a coloro che guidano un’automobile green; si tratta molto spesso di sconti che in alcuni casi possono arrivare ad incidere sino al 20% sul premio finale».

Non solo elettriche…

Il dato lombardo, secondo l’analisi di Facile.it, migliora ulteriormente se si considerano anche le altre tipologie di alimentazione più sostenibili per l’ambiente, ovvero quelle a Gpl e a metano. Sommando queste alle elettriche e ibride si arriva, complessivamente, a 471.321 autovetture, ovvero il 7,7% del totale parco auto circolante in Lombardia. La percentuale, però, non solo fa perdere alla regione il primato nazionale, ma risulta essere inferiore anche al dato nazionale, dove il peso delle auto green corrisponde al 9,3% del totale.

Da questo punto di vista, guardando i dati in ottica provinciale, emerge che Brescia è l’area lombarda più sensibile alle automobili green, che qui rappresentano il 10,6% dei veicoli circolanti. In seconda posizione si trova Mantova (10,2%), mentre al terzo posto Bergamo (8,8%), seguita a breve distanza da Lodi, dove le auto con alimentazione diversa da diesel e benzina sono l’8,7% del totale.

Continuando a scorrere la graduatoria lombarda si trovano la provincia di Cremona (8,4% di veicoli green), quella di Milano e quella di Pavia, pari merito con il 7,9% di auto green sul totale vetture circolanti nelle due aree.

Valori al di sotto della percentuale regionale, invece, per le province di Monza e Brianza (qui solo il 6,8% delle auto ha un’alimentazione diversa dal diesel e benzina) e Varese (5,0%). Chiudono la graduatoria lombarda Lecco (4,9%), Como (4,2%) e, all’ultimo posto, Sondrio, area dove i veicoli green rappresentano solo il 2,1% del totale auto circolanti; la percentuale fa guadagnare alla provincia anche l’ultimo posto nella graduatoria nazionale.

* Elaborazione Legambiente su dati EvWay, gennaio 2019