Archivio per Novembre, 2019

Mauro Maisel: arte subliminale e vigore espressivo

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Goethe nel Faust dice: “Come tutto s’intesse nel gran tutto ed ogni cosa nell’altra opera e vive”. Questa frase sintetizza il messaggio subliminale che Mauro Maisel ci consegna attraverso le forme e i colori della sua produzione. Artista di moderne vedute, dallo spirito innovativo, dal talento versatile e dalla personalità solare, energica e spirituale che esprime e manifesta nel tripudio brillante e acceso delle colorazioni. L’ordinanza delle sfumature tonali calde, vivaci e permeanti conferisce alle rappresentazioni un potente vigore espressivo dando corpo a anima ai significati sottesi inseriti dentro lo scenario.

Come ha sottolineato la dottoressa Elena Gollini: “La luce e gli effetti luminosi affiorano e si diffondono con movimento plastico e fluire dinamico, si espandono e si dilatano in una fluida mescolanza fino ad amalgamarsi in perfetta fusione. L’immagine appare eterea, fuoriesce dallo spazio delimitante e rivela quel senso pieno di libertà e quel limite sconfinato e atemporale che supera le superfici imposte. È un’arte che custodisce importanti elementi e componenti simbolisti e diffonde un linguaggio comunicativo di felice connubio tra arti visive e percezioni psichiche con un accento delicato di poesia e fantasia. Le opere sono scrigni di emozioni e di segreti intimi che si aprono nella consapevolezza di volerli condividere con il fruitore. Come davanti ad uno specchio riflesso Mauro guarda e osserva il mondo interiore ed esteriore e lo trasferisce dentro le composizioni con accorata e attenta sensibilità. Attraverso il segno, la forma e il colore esalta la gioia di vivere e la cerca nella dimensione immaginifica e fantastica, nei ricordi del vissuto, nella speranza per l’avvenire, nel donare tutto se stesso con il fare artistico. Lo stile comunicativo ritrae e rivela la sua anima limpida, capace di gestire molto bene gli stati e i moti dell’anima senza nascondersi mai. Le opere descrivono il progetto artistico che è anche esistenziale, fatto di amore e passione e formano un cammino concepito come opportunità di rinnovamento e di rigenerazione. Le proiezioni rievocate vengono improntate non come realtà oggettiva, ma come realtà emotiva. Per Mauro l’arte è un viaggio in cui l’immaginario e la realtà condividono lo stesso spazio, valorizzandosi a vicenda tra spensieratezza e riflessione”.

Evelina Manna: la carriera della modella, attrice e produttrice

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Lifestyle

Affascinata fin da bambina dal mondo del balletto, Evelina Manna studia prima danza, poi recitazione. Viene notata per la sua bellezza ed entra nel mondo della moda, che la accompagnerà durante tutta la sua carriera. Successivamente, diventerà anche attrice e produttrice.

Evelina Manna

Evelina Manna: l’infanzia, l’esordio come modella e come attrice di teatro

Nata a Roma da genitori pugliesi, Evelina Manna già in tenera età aspira a entrare nel mondo dello spettacolo: affascinata in particolare dalla figura di Carla Fracci, inizia a studiare danza classica a sei anni, per poi aggiungere a questa passione anche quella per la recitazione. Frequenta il piccolo teatro delle scuole dell’Ordine Francescano e inizia la sua carriera da modella durante l’ultimo anno delle scuole magistrali. Posa per la pubblicità di L’Orèal, per poi venire introdotta alla rivista Harper’s Bazaar da Gianmarco Chierigato: realizza così il servizio Alta Moda Valentino. La carriera nel mondo della moda prosegue a Parigi, dove Evelina Manna posa per alcuni tra i più importanti fotografi come Francesco Scavullo, Andre Rau, Patrick Demarchelier, Ellen Von Unwerth e altri. Lavora per importanti testate come L’Officiel e Vogue France. Trasferitasi a Londra, conosce Susan Strasberg che la invita a frequentare il suo stage all’Actor’s Studio. Avviene così il debutto a teatro con “Io e Annie”, tratto dal film di Woody Allen. in Italia recita per il teatro Off, ma l’esordio televisivo è alle porte.

Evelina Manna attrice e l’impegno per il sociale

Evelina Manna debutta sul piccolo schermo con il film “Padre Pio”, per Rai Uno. Segue “La Guerra è finita”. Arriva al cinema con il film “Casomai”, di Alessandro d’Alatri, e “Una Bellissima Bambina” di Mimmo Calopresti, presentato alla 61esima Mostra del Cinema di Venezia. Ottiene il ruolo della principessa Simin per “Alexander”, di Oliver Stone. Tra il 2007 e il 2008 Evelina Manna fonda, con un gruppo di giovani professionisti, la “Moodyproduction”, società di produzione per opere legate al mondo della cultura, della musica e dell’arte. Nel 2014 presenta nei cinema il primo film “Vinodentro”, commedia noir tratta dall’omonimo romanzo di Fabio Marcotto. Si interessa in particolare al sociale, come testimoniato dallo spot “Breaking the Silence” per la Comunità Europa, del quale è stata protagonista. Nel 2010 è figura centrale nel remake televisivo Mediaset “La Donna Velata”. Nel 2011 ha presentato il corto “A Day & a Minute” al Taormina Film Fest, sul tema dell’Immigrazione. “Let’s Fall in Love” invece, è lo spot contro l’Omofobia presentato a Venezia.

Frabemar Srl tra globalizzazione e innovazione tecnologica

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Aziende

L’esperienza di Frabemar Srl si basa in particolare sulle zone dell’Africa Occidentale, sull’ottimizzazione degli approvvigionamenti e sul costante aggiornamento degli strumenti tecnologici. I trasporti navali e il continuo ammodernamento dei processi sono al centro del fenomeno della globalizzazione.

Frabemar

Frabemar Srl: globalizzazione, tecnologia e innovazione nel settore dei trasporti navali

Alla base dell’interazione tra popoli c’è da sempre la necessità di trasferire agilmente beni e servizi da un’area geografica all’altra. È su questo principio che si basa la mission aziendale di Frabemar Srl, attiva nel settore del trasporto marittimo con particolare focus sulle zone dell’Africa Occidentale. Le sue attività si concentrano infatti sul fornire servizi per l’ottimizzazione degli approvvigionamenti, grazie all’opera dei vari Dipartimenti di cui è dotata. I trasporti marittimi sono il fulcro, il cuore pulsante del processo di globalizzazione avvenuto negli ultimi anni. Attualmente il 90% dei beni consumati nei Paesi occidentali viene trasportato su navi: il commercio via mare è aumentato esponenzialmente grazie all’abbattimento dei costi di trasporto, alla riduzione dei tempi su scala globale e grazie all’evoluzione tecnica che garantisce navi sempre più sicure. Quest’ultimo aspetto è confermato anche dall’attenzione di Frabemar Srl, che ha avviato il Dipartimento di nuove tecnologie per mantenere le strumentazioni sempre aggiornate ed efficienti. Il numero delle navi è aumentato, insieme alla loro taglia. Nel 1956 la vera rivoluzione è stata attuata grazie all’invenzione del container, brevetto che tutt’oggi consente di caricare e scaricare decine di migliaia di tonnellate di prodotti in un solo giorno.

La storia e i servizi offerti da Frabemar Srl

Costituita dall’esperienza e dall’iniziativa di Franco Bernardini nel 1995, Frabemar Srl nasce come Agenzia Marittima di diversi Armamenti di Stato nel West Africa. In seguito alla liberalizzazione dei diritti marittimi in quelle aree, ha spostato il suo raggio d’azione sulle spedizioni internazionali e sulla rappresentanza di diversi enti nazionali dei Consigli dei caricatori. Su richiesta di molteplici clienti, Frabemar Srl ha dato vita ai dipartimenti di Trading internazionale e Chartering di M/N. Per rispondere invece alle necessità di settore legate allo sviluppo e all’innovazione tecnologica, l’azienda ha avviato il Dipartimento di nuove tecnologie, particolarmente attivo nel campo della connessione satellitare in Africa. Il Dipartimento di formazione invece si occupa degli aspetti tecnologici e tecnici legati alle diverse fasi della catena logistica africana, con moduli di formazione professionali studiati ad hoc per gli operatori. Le attività di Frabemar Srl sono certificate da organismi accreditati, in modo da rispecchiare le norme internazionali di qualità.

Matteo Fieno inaugura la sua personale a Milano con ospiti di spicco

Scritto da Elena Gollini Art Blogger il . Pubblicato in Arte

Matteo Fieno protagonista in mostra personale alla storica Milano Art Gallery in via Alessi 11 a Milano, ha inaugurato l’esposizione prestigiosa lo scorso 22 Novembre con un parterre di ospiti davvero importanti, figure di spicco che hanno espresso grande consenso per le opere pittoriche. Tra i presenti anche Paolo Boeri Roi e Sergio Capaldo, due industriali che portano avanti l’eccellenza del Made in Italy con successo e il grande cantante autore internazionale Mauro Pagani. Fieno è stato affiancato da Salvo Nugnes manager della cultura e presidente di Spoleto Arte e dal noto fotografo di fama Roberto Villa. Entrambi hanno manifestato sincero apprezzamento per l’arte di Fieno accostandolo anche al pittore Fausto Pirandello, figlio di Luigi. Inoltre, hanno tenuto a elogiare Fieno per il suo messaggio sociale significativo che mette la donna al centro e la custodisce con grande rispetto e ammirazione.

Fieno con la sua pittura muove verso la celebrazione solenne del mondo femminile e di rimando lancia un vessillo a difesa contro la violenza e i femminicidi. Questo certamente è un grande plus valore alla sua pregevole pittura. La dottoressa Elena Gollini ha espresso delle intense riflessioni affermando: “L’arte pittorica di Matteo è di tendenza verista figurativa con impostazione tradizionale, ma al contempo rivisitata in chiave moderna e aggiornata in forma personalizzata. Il tema prediletto nelle immagini è la donna nelle sue misure e proiezioni esistenziali reali o immaginarie. I quadri hanno forte carica vitale raggiunta tramite una decisa finitezza del segno e una stesura cromatica fatta con campiture tonali raffinate ed eleganti che risulta ben definita ed efficace nella resa d’impatto scenico. Per Matteo la realtà circostante è un brulichio e un pullulare continuo di stimoli e sollecitazioni, sensazioni introspettive che trasferisce dentro le composizioni con ritmi cromatici sempre cadenzati e bilanciati. Ogni opera ha una propria sequenza narrativa ben compiuta e autonoma. La sua pittura scorre sulle tele con purezza e passione, senso di linearità essenziale e garbata e ricercata compostezza, con un ordine strutturato di scorrevole e fluida articolazione che facilita l’approccio visivo. Matteo osserva la realtà, ne fruga i meandri più celati, ne mette a nudo i tratti e gli aspetti ancora inespressi e inesplorati esaltando i sentimenti dell’anima nel luminoso flusso cromatico. Dipinge all’insegna della piena esternazione del proprio essere, del proprio modo di concepire il mondo circostante calandosi dentro una dimensione quotidiana in continuo movimento ed evoluzione“.

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Tappeti moderni per un salotto elegante

Scritto da miriam leone il . Pubblicato in Aziende, Casa e Giardino

Arredamento da salotto.

Niente di più facile penseranno in molti. La realtà delle cose però non è così semplice. Il salotto è una delle stanze della casa in cui si passa solitamente la maggior parte del tempo, non solo a livello familiare ma anche a livello sociale. È in salotto infatti che si guarda la televisione, si legge un libro o magari si schiaccia un pisolino, ed è sempre in salotto che solitamente si accolgono gli amici che ci vengono a far visita oppure altri ospiti.

Questo implica che l’ambiente in questione non sia solo funzionale ma anche elegante. Un ottimo aiuto per raggiungere questo obiettivo può arrivare dai complementi di arredo. In particolare dall’utilizzo di un tappeto moderno per soggiorno.

I tappeti moderni per i vostri salotti

La domanda che sorge spontanea è: perché proprio un tappeto moderno? Esistono così bei tappeti classici o meglio ancora antichi, perché preferire uno moderno?

La risposta è che un tappeto moderno di qualità è la tipologia di tappeto ideale per dare un tocco di eleganza e raffinatezza all’ambiente senza appesantire l’atmosfera. Molti tappeti moderni sono realizzati seguendo le tecniche tradizionali che vengono utilizzate in Medio Oriente da secoli. L’unica cosa che li differenzia da quelli classici sono la scelta dei colori e la forma dei disegni sopra rappresentati.

I migliori tappeti, quelli considerati indistruttibili e quindi perfettamente adatti a un ambiente come il salotto dove probabilmente verranno utilizzate anche scarpe, sono quelli annodati a mano. L’arte di creare tappeti ha radici molto antiche e gli artigiani per provare la resistenza di un tappeto e per far si che i nodi di cui è composto si assestino definitivamente sono soliti lasciarlo in mezzo alla strada dove può essere calpestato dai passanti, uscendone completamente incolume.

Capite bene che dopo un test così efficiente bambini che ci giocano sopra, scarpe che lo calpestano o animali domestici che lo utilizzano per farci un riposino non saranno certo un problema per il vostro tappeto annodato a mano.

Essendo un’opera di artigianato offre inoltre il vantaggio di rappresentare un pezzo unico. L’operato dell’uomo infatti non è perfetto e come tale gli è impossibile replicare due esemplari di tappeto completamente identici.

Il tappeto e l’arredamento

A livello estetico le fantasie e i disegni che abbelliscono i tappeti moderni sono talmente vari da poter facilmente incontrare i gusti della maggior parte di voi.

Un occhio di riguardo va prestato però agli accostamenti. Essendo il tappeto un complemento d’arredo non può essere visto come un elemento scisso dal resto dell’ambiente. Questo implica che le dimensioni, i colori e a volte perfino la tipologia di disegno presi in considerazione debbano accordarsi con l’arredamento che circonderà il tappeto una volta posizionato.

Per quanto riguarda il colore è consigliabile che questo richiami qualche altro dettaglio della stanza o che crei uno stacco deciso rispetto gli altri elementi d’arredo. Un consiglio generico è che il tappeto crei contrasto con la tonalità del pavimento, quindi a pavimentazione scura accostare tappeto chiaro e a pavimentazione chiara accostare tappeto scuro o colorato.

Parlando di dimensioni invece buona norma sarebbe che il tappeto ricopra i due/terzi del soggiorno dove lo andrete a collocare, anche se questo è più un suggerimento che una regola aurea e la scelta finale spetta a voi seguendo i canoni del vostro gusto personale.

L’excursus professionale della giornalista e conduttrice Anna La Rosa

Scritto da alrofficeonline il . Pubblicato in Opinioni / Editoriale

Attualmente Managing Director di yourNEXT, società che fornisce un modello di comunicazione e analisi inedito, Anna La Rosa è giornalista, docente e conduttrice televisiva, oltre ad essere impegnata come pedagogista e volontaria in diverse ONLUS e realtà dedite alla tutela dei minori.

Anna La Rosa

Anna La Rosa: l’inizio della carriera e gli incarichi attuali (yourNEXT)

Anna La Rosa è originaria di Gerace, in Calabria. Laureata in Filosofia e Pedagogia, è giornalista professionista a partire dal 1988. Dal 1994 si dedica all’informazione medico-scientifica e sanitaria, interessandosi particolarmente alla pedagogia e alla psicologia dell’età evolutiva. Oltre a essere ideatrice e conduttrice di programmi tv, è attualmente professore associato di Comunicazione Scientifica e Biomedica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università La Sapienza, nonché docente di Giornalismo Televisivo presso l’Università LUISS Guido Carli. Ha insegnato Giornalismo Politico all’Università Statale di Tor Vergata. Ricopre il ruolo di responsabile comunicazione e rapporti istituzionali nella “Cure Focus Research Alliance” in Florida. Collabora inoltre con la rivista scientifica CELLR4, edita negli USA. Anna La Rosa è Managing Director di yourNEXT: la società fornisce un modello inedito di comunicazione, analisi e definizione degli interessi particolari e di interazione con le istituzioni. La novità consiste nel superare i compartimenti stagni nei quali queste attività sono spesso confinate per creare maggior interazione tra i settori aziendali e definire progetti di comunicazione che tengano conto degli interessi strategici dell’azienda.

Anna La Rosa: la televisione e gli impegni in ambito pedagogico

Dopo aver iniziato la sua carriera giornalistica in Adnkronos, Anna La Rosa entra in Rai agli inizi degli anni ’90, arrivando in particolare nella redazione politica del Tg2. Diventa caporedattore nel 1995. La giornalista realizza diversi programmi dallo spirito innovativo, come “Tvzone – Raccolta Differenziata”, “Stazione Centrale”, “Mio Capitano”, “Storie” e “Go Cart”, format interattivo per i più giovani. La svolta arriva con il programma “TeleCamere”, rotocalco d’informazione politica, parlamentare ed economica che racconta la vita istituzionale del Paese attraverso progetti legge e protagonisti politici. Come autrice e conduttrice del programma, Anna La Rosa si occupa di “TeleCamere” per 20 anni. Nel 1997 nasce anche “Telecamere Salute”. La giornalista è nominata Vicedirettore di Rai Notte nel 1998, mentre dal 2002 è Direttore di “Tribune e Servizi Parlamentari”. È inoltre autrice del programma d’informazione “Alice, il paese delle meraviglie”. Da sempre dedita all’insegnamento e alla pedagogia, ha fondato un asilo nido integrato a Milano ispirato al metodo Montessori. A Quarto Oggiaro ha avviato invece una scuola materna/asilo nido per bambini in situazioni di disagio e portatori di handicap. Collabora con ONLUS e comunità per minori in qualità di volontaria e pedagogista, impegnandosi in queste attività ad esempio nell’Istituto di psicopatologia di Roma.

Giornalismo baluardo di democrazia: le riflessioni di Maria Elisabetta Alberti Casellati

Scritto da ecnewsoffice il . Pubblicato in Opinioni / Editoriale

Nella Giornata Mondiale che l’Onu ha istituito per mettere fine alle impunità per crimini contro il giornalismo, Maria Elisabetta Alberti Casellati torna a riflettere sull’importanza della libertà di informazione, irrinunciabile presidio di democrazia.

Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato

“Querele intimidatorie, minacce e intimidazioni”: il messaggio di Maria Elisabetta Alberti Casellati al convegno

“Quando è svolto con rigore e con coraggio, il giornalismo costituisce un presidio irrinunciabile della democrazia stessa e un incredibile strumento di tutela della legalità e di lotta al degrado sociale, politico ed economico”: il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati lo ha ribadito lo scorso 25 ottobre nel messaggio di saluto indirizzato ai partecipanti al convegno ‘Querele intimidatorie, minacce e intimidazioni’, organizzato da Ossigeno per l’Informazione e Ordine dei Giornalisti in occasione della giornata mondiale Onu per mettere fine alle impunità per i crimini contro il giornalismo. “Un prezioso momento di condivisione e di confronto su tematiche di sempre più allarmante attualità” lo ha definito il Presidente del Senato che già più volte, nel corso del suo mandato, si è espressa sul valore della libertà di informazione, anche in contrapposizione a ciò che oggi ne rappresenta una minaccia. Non a caso Maria Elisabetta Alberti Casellati ha sottolineato come anche le Istituzioni abbiano il dovere di “prestare attenzione nell’interesse di un diritto fondamentale quale è quello ad un’informazione libera da ogni forma di condizionamento o di violenza”. Perché “se è dovere del giornalista perseguire con scrupolo e responsabilità la ricerca della verità, è altrettanto sua prerogativa poter svolgere la propria professione in modo pieno e senza limitazione o pregiudizio alcuno”.

Tutelare l’informazione da fake news e altre minacce: l’intervento di Maria Elisabetta Alberti Casellati

Già lo scorso luglio, durante la tradizionale cerimonia del Ventaglio a Palazzo Giustiniani, il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati aveva sottolineato come sia necessario sostenere e supportare l’informazione libera, indispensabile per la democrazia. Un’informazione professionale e di qualità che, per configurarsi come libera, deve essere “plurale, accogliere e dare voce a tutte le sensibilità e a tutte le culture”. E “se i social hanno di fatto creato una piazza virtuale in cui tutti possono avere voce”, mai come oggi l’intermediazione giornalistica rappresenta “l’unico vero strumento dei cittadini per avere la certezza di un contenuto reale, verificato, credibile”. Contro il proliferare di fake news e di video fake, per il Presidente del Senato “tendenze che creano un’autentica preoccupazione”, Maria Elisabetta Alberti Casellati ha evidenziato l’importanza di un intervento delle Istituzioni, che devono impegnarsi nel “dare un contributo, anche di carattere culturale”. E il Senato, in questa prospettiva, è pronto a fare la propria parte, anche attraverso l’organizzazione di “momenti di confronto tra tutti i soggetti coinvolti”.

Castello di Udine, la Danieli finanzia i lavori: il commento di Gianpietro Benedetti

Scritto da gpnewsoffice il . Pubblicato in Aziende

Danieli, dieci anni di progetti finanziati “a favore della comunità che si identifica nei simboli più rappresentativi della friulanità”: il Presidente Gianpietro Benedetti alla cerimonia di consegna dei lavori di riqualificazione della facciata e delle scalinate del Castello di Udine.

Gianpietro Benedetti

Gianpietro Benedetti: l’apporto della Danieli al progetto di riqualificazione del Castello di Udine

È intervenuto anche il Presidente di Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. Gianpietro Benedetti lo scorso 9 novembre alla cerimonia di consegna dei lavori di riqualificazione della facciata e delle scalinate del Castello di Udine, finanziati dal Gruppo friulano. Un percorso “che la Danieli ha iniziato nel 2011 con il restauro del campanile e dell’Angelo che è continuato nel corso di questi anni con i vari beni artistici e architettonici afferenti a Piazza Libertà” ha ricordato il Presidente. L’intervento durerà otto mesi e prevede la sistemazione delle facciate del Castello con il rifacimento parziale dell’intonaco e delle tinteggiature, oltre alla pulizia e al ripristino di tutte le parti in pietra, compresa la scalinata realizzata da Giovanni da Udine che porta al Salone del Parlamento. È incluso anche il restauro degli infissi in legno. Nel progetto Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. è pronta a investire 850 mila euro. Un impegno che, come ricordato da Gianpietro Benedetti, prosegue da tempo: “Di fatto dieci anni di interventi a favore della comunità che si identifica nei simboli più rappresentativi della friulanità”.

Danieli: il profilo formativo e professionale del Presidente Gianpietro Benedetti

Oggi Presidente di Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A., multinazionale specializzata nel settore della produzione di impianti siderurgici, Gianpietro Benedetti cresce professionalmente all’interno dell’azienda, dove comincia a lavorare come ingegnere progettista dopo aver terminato gli studi presso l’istituto Tecnico “A. Malignani” di Udine. Chiamato successivamente a ricoprire incarichi di crescente responsabilità, arriva prima a dirigere l’Ufficio Tecnologie e Processo di Laminazione e in seguito quello Technical Sales e l’Ufficio Tecnici, Project Managers, Technical Sales, Erection e start-up, Centro Ricerche. Co-Amministratore Delegato del Gruppo a partire dal 1986, ne diventa Direttore Generale cinque anni dopo. È il 1999 quando Gianpietro Benedetti viene nominato Amministratore Delegato. Dal 26 settembre 2017 è Presidente del Consiglio di Amministrazione e dell’Executive Board. Dal 2010 è Presidente della Fondazione “ITS – Istituto Tecnico Superiore nuove tecnologie per il Made in Italy, indirizzo per l’industria meccanica ed aeronautica” (Udine). Proprietario di numerosi brevetti di macchine e processi per la produzione dell’acciaio: a suo nome ne sono stati registrati oltre ottanta. Nel 2006 è insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro: lo scorso anno ha ricevuto la Tadeusz Sendzimir Memorial Medal dall’AIST (Association for Iron & Steel Technology). Due le lauree ad honorem conferite nel corso della sua carriera all’attuale Presidente di Danieli: in Ingegneria Meccanica (2000, Università degli Studi di Trieste), in Ingegneria Gestionale (2016, Università di Udine). Nel 2018 gli è stato assegnato il Diploma MBA in International Business dal MIB School of Management di Trieste.

Milano Art Gallery presenta la mostra antologica su Marco Locci

Scritto da ufficio-stampa il . Pubblicato in Arte, Cultura

I confini delle meraviglie, così si intitola la rassegna antologica del poliedrico artista Marco Locci, che aprirà il nuovo anno alla Milano Art Gallery in via Alessi 11. Così, nel cuore di Milano, in quella che è da oltre cinquant’anni la sede di incontri artistici e culturali di rilievo, il vernissage avrà inizio alle 18 di venerdì 10 gennaio. Presentata dal curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e dal fotografo Roberto Villa, amico di Pier Paolo Pasolini e di Dario Fo, l’esposizione aprirà i portali dell’incanto. Sì, perché le opere di Marco Locci (1951, Genova – † 2015, Rapallo) coprono un quarantennio di intensa attività. Ispirandosi agli scritti di Borges, di Melville, Lovecraft e Swift, Locci ha creato una sua linea di narrazione che trae forza dal sogno e, crescendo leggero su di esso, lo trasmette all’osservatore.

Partito dall’Arte povera, l’artista ha sperimentato con i più svariati materiali, cominciando sempre dalla realtà per giungere all’essenziale. Avventura e mistero sono i due principali temi conduttori della sua ricerca, tra l’altro basata anche su astrofisica, fisica relativistica e quantistica. Forte nella sua arte che spazia tra le serie di “Babel”, “I Patanchi”, “Navi” e “Wunderkammer”, Locci sperimenta con la realtà e la fantasia, delineando percorsi e viaggi ai limiti del possibile, tra passato e futuro. Resta, in sottofondo, una linea di divertita ironia, di paradosso o di stupita meraviglia. Senz’altro di incredibile libertà immaginifica.

La precisione nel dettaglio, la delicatezza nel segno e la ricchezza dei colori saranno indubbiamente capaci di ammaliare, come delle sirene, è il caso di dirlo, i visitatori. Impossibile non lasciarsi trasportare da questi racconti per immagini e concedersi cinque minuti in più per restare in un sogno da sospiro.

I confini delle meraviglie sarà visitabile gratuitamente fino al 23 gennaio 2020 tutti i giorni, eccetto la domenica, dalle 14.30 alle 19. Per maggiori informazioni è possibile chiamare lo 0424 525190, il 388 7338297 o scrivere a info@milanoartgallery.it. Oppure visitare il sito www.milanoartgallery.it.

FME Education sponsor del torneo “In buca per Giacomo”

Scritto da articoli news il . Pubblicato in Golf, Società

La quarta edizione del torneo di golf “In buca per Giacomo”, sponsorizzata da FME Education, si è rivelata un successo in termini di raccolta fondi a sostegno della lotta alla leucemia infantile. Soddisfazione espressa anche dagli organizzatori, Alberto Perissinotto e la moglie Michela, il cui figlio è scomparso nel 2009 a causa di questa malattia.

FME Education, MyEdu

FME Education sponsor del torneo benefico “In buca per Giacomo”

Ha avuto luogo lo scorso venerdì 27 settembre l’edizione numero quattro del torneo “In buca per Giacomo”. Il Golf Club La Pinetina di Appiano Gentile, in provincia di Como, ha aperto le porte anche quest’anno per ospitare la competizione di golf organizzata da Alberto Perissinotto e da sua moglie Michela. Lo scopo della gara è nobile: raccogliere fondi a sostegno del Comitato Maria Letizia Verga. I coniugi, infatti, hanno dato vita a questo incontro sportivo in memoria dell’amato figlio Giacomo, prematuramente scomparso nel 2009 per la leucemia. FME Education, dove è impiegato Alberto, sostiene con determinazione e passione gli obiettivi del progetto e del Comitato Maria Letizia Verga. Il riscontro da parte del pubblico è stato quest’anno di particolare successo. “Una fantastica manifestazione – hanno comunicato gli organizzatori – in ricordo di Giacomo e a favore del Comitato Maria Letizia Verga, resa speciale dell’importante gradimento di tutti i partecipanti. È stata e sarà un tassello importante per guarire un bambino in più, tutti insieme”. Alberto, che lavora presso FME Education, ha inoltre aggiunto che “il raggiungimento del risultato di 9.489 euro, è stato reso possibile anche grazie all’impegno munifico ed entusiastico da parte dei nostri sponsor principali”.

FME Education a sostegno dell’importanza del fundraising per scopi benefici

Una bella iniziativa, dunque, quella sostenuta e sponsorizzata tra gli altri anche da FME Education, dove lavora Alberto, e che si impegna in favore di una realtà solida e ben radicata sul territorio. Il Comitato Maria Letizia Verga, infatti, esiste e opera da quattro quarant’anni, impegnandosi con determinazione e passione. Giovanni Verga, che ha creato e che oggi presiede il comitato, mette un punto sulla sua lunga storia ricordando i tempi iniziali nei quali la diagnosi di leucemia infantile equivaleva purtroppo a una sentenza certa e mettendoli a paragone con quelli attuali, che vedono al contrario un progresso notevole e una guarigione di oltre l’85% dei bimbi colpiti dalla malattia. Iniziative come questa hanno un duplice obiettivo: il primo, e forse il più importante, è l’attività essenziale di fundraising destinata alla ricerca medica e scientifica. Questo al fine di apportare miglioramenti nella struttura ospedaliera, che ne facciano un luogo sempre più inclusivo e tranquillizzante, e nella formazione tecnica del personale preposto alle cure. Il secondo obiettivo ha invece finalità di tipo divulgativo, per portare alla più ampia conoscenza della popolazione i notevoli miglioramenti raggiunti dalla ricerca, gettando uno sguardo anche sui traguardi che potrebbero essere completati nel futuro. Per questo è importante il supporto di realtà come FME Education: per diffondere consapevolezza sullo stato di avanzamento del progresso medico e scientifico e per spronare a fare sempre di più.